Politica

Acquaroli: "Tod's è un'eccellenza marchigiana, la reputazione dei brand va tutelata"

Acquaroli: "Tod's è un'eccellenza marchigiana, la reputazione dei brand va tutelata"

"La reputazione dei brand di eccellenza della nostra economia è un valore da tutelare e promuovere in Italia e nei mercati internazionali. Tod's rappresenta un'eccellenza marchigiana riconosciuta a livello mondiale nel settore della moda, per la creatività, la qualità e l'innovazione dei prodotti, ma anche per l'attenzione verso la qualità della vita lavorativa aziendale". Così in una nota il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli in riferimento alla richiesta di commissariamento dell'azienda della famiglia Della Valle fatta dalla Procura di Milano nei giorni scorsi (leggi qui). "Ho condiviso con il Ministro Adolfo Urso tale priorità per salvaguardare l'immagine del Made in Italy anche nel fashion e nella moda - ha aggiunto Acquaroli - Non bisogna mai dimenticare che la reputazione è un punto di forza fondamentale per le imprese del Made in Italy che può essere protetta anche con certificazioni preventive dell'intera filiera produttiva dell'indotto, tese a salvaguardare pienamente i principi di legalità ambientale, sociale e lavorativa".

10/10/2025 18:50
Belvedere Beligatti, Miliozzi attacca: “Usano il nome di Ferretti senza coinvolgerlo, sciatteria della giunta”

Belvedere Beligatti, Miliozzi attacca: “Usano il nome di Ferretti senza coinvolgerlo, sciatteria della giunta”

Macerata - Il consigliere comunale di minoranza David Miliozzi critica duramente l'inaugurazione del Belvedere Beligatti, recentemente riqualificato, denunciando quello che definisce un «grave e reiterato disprezzo» verso il maestro Dante Ferretti, premio Oscar maceratese. Il Maestro non è stato coinvolto in alcun modo nel progetto né invitato all'inaugurazione, nonostante ripetute raccomandazioni in tal senso. «Usano il suo nome per promuoversi e non hanno neanche l’accortezza di chiamarlo», afferma il consigliere. Miliozzi segnala inoltre errori nell’allestimento: «I pannelli informativi sono scadenti e poco leggibili. Hanno scritto che Dante Ferretti ha lavorato con Bernardo Bertolucci, uno dei pochi registi con cui non ha mai collaborato. Invece, Ferretti ha lavorato con Pasolini, Fellini, Cavani, Comencini, Ferreri, Petri, Scorsese, Burton, De Palma, Minghella, Branagh e tanti altri». Il consigliere critica anche la sciatteria generale dell’amministrazione comunale: «Non riguarda solo le scelte culturali. Hanno bloccato via dei Velini per due anni per un marciapiede inutile, dimenticano i sottopassaggi al buio, trascurano le luci del Luna Park, chiudono spazi verdi, mortificano le attività commerciali senza ascolto e si prendono cura della città in modo superficiale». Miliozzi conclude sottolineando la possibilità di migliorare gli allestimenti artistici: «Quando si espongono opere d’arte, è noto che la luce riflessa sul vetro ne impedisce la corretta fruizione. Forse sarebbe stato meglio lasciare il loggiato aperto e fruibile come era in origine».

10/10/2025 17:02
Civitanova rinnova il progetto “Voucher family”: contributi fino a 1.500 euro a nucleo

Civitanova rinnova il progetto “Voucher family”: contributi fino a 1.500 euro a nucleo

Anche per il 2025 il Comune rinnova il progetto “Voucher family”, l’iniziativa promossa dall’Assessorato alle Politiche Sociali e al Welfare a sostegno delle famiglie con due o più figli a carico fino a 26 anni di età. Alla misura è stato destinato un budget complessivo di 100.300 euro. «Riproponiamo un’iniziativa che sostiene tante famiglie – ha dichiarato il sindaco Fabrizio Ciarapica – e che si affianca ad altre misure di aiuto per chi vive situazioni di disagio economico. L’Amministrazione comunale vuole essere vicina ai cittadini più fragili, spesso esclusi da altri contributi pubblici». I voucher elettronici potranno essere richiesti dai nuclei familiari residenti a Civitanova Marche da almeno cinque anni continuativi, con ISEE ordinario o corrente non superiore a 20mila euro, e cittadinanza italiana, comunitaria o extracomunitaria in regola con il permesso di soggiorno. L’assessore Barbara Capponi ha ricordato come i “Voucher family”, nati nel 2018, siano «una misura costruita grazie all’ascolto diretto delle famiglie. Abbiamo intercettato esigenze concrete che prima non trovavano risposta, creando una relazione più stretta tra cittadini e istituzioni fondata sulla fiducia e sulla collaborazione». I voucher consentono l’acquisto di beni di prima necessità, tra cui alimenti, farmaci, materiale scolastico, prodotti per la prima infanzia e per l’igiene personale e domestica. Sono esclusi alcolici, tabacchi, giochi, lotterie, ricariche telefoniche e prodotti di cosmesi o estetica. Gli importi dei buoni varieranno in base all’ordine di graduatoria, con un valore minimo di 100 euro per ogni figlio avente diritto. Il limite massimo per nucleo familiare è fissato a 1.500 euro, salvo integrazioni di budget o economie di spesa che permettano di ampliare i contributi. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica, attraverso il modello che sarà pubblicato nei prossimi giorni sul sito istituzionale del Comune di Civitanova Marche. Per ulteriori informazioni, è possibile contattare l’Ufficio amministrativo dei Servizi Sociali ai numeri 0733 822248/216, dal lunedì al venerdì dalle 10:30 alle 13:30 e il martedì e giovedì anche dalle 15:30 alle 17:30.

10/10/2025 16:00
Tolentino, Erap gestirà gli appartamenti di Borgo Rancia: al Comune le manutenzioni straordinarie

Tolentino, Erap gestirà gli appartamenti di Borgo Rancia: al Comune le manutenzioni straordinarie

Nei giorni scorsi l’Amministrazione comunale di Tolentino ha incontrato il nuovo presidente di Erap Marche, Sergio Cinelli, recentemente insediato, insieme al suo staff, per un confronto approfondito sul tema dell’abitazione pubblica e sulle prospettive future della gestione del patrimonio immobiliare comunale. Durante la riunione, svoltasi in un clima di collaborazione e concretezza, è stato concordato il passaggio ad Erap della gestione degli appartamenti di Borgo Rancia. In base all’intesa, l’Ente Regionale per l’Abitazione Pubblica assumerà la responsabilità delle manutenzioni ordinarie, mentre la proprietà degli immobili resterà al Comune di Tolentino, che continuerà ad occuparsi delle manutenzioni straordinarie. Per quanto riguarda le situazioni ancora legate al sisma, gli oneri resteranno in capo al Comune, che sarà successivamente rimborsato dalla Protezione Civile. Nel corso dell’incontro è stato inoltre affrontato il tema, molto sentito in città, della ricostruzione delle case popolari di via Proietti. "Il primo passo individuato per accelerare l’iter sarà il trasferimento della gestione del progetto da Erap Marche a Erap Macerata, con l’obiettivo di snellire le procedure e rendere più efficace il coordinamento operativo", spiega il Comune. Erap si è dichiarata disponibile a valutare positivamente le proposte avanzate dall’Amministrazione comunale non appena il passaggio di competenze sarà formalmente completato. L’incontro, definito da entrambe le parti “costruttivo e orientato ai risultati”, segna un passaggio importante nel percorso di collaborazione istituzionale tra il Comune di Tolentino ed ERAP per garantire risposte concrete alle esigenze abitative della comunità locale.

10/10/2025 12:33
Elezioni Macerata,  Savi avverte la sinistra: "Serve unità e competenza, non solo volti nuovi”

Elezioni Macerata, Savi avverte la sinistra: "Serve unità e competenza, non solo volti nuovi”

 Un messaggio chiaro dall’ex consigliere comunale Alessandro Savi sulle recenti elezioni regionali: il gradimento per il centrodestra nella provincia è “nettamente ridimensionato” e il margine complessivo tra le due coalizioni è oggi “estremamente sottile, fermo a circa 600 voti”. Secondo Savi, l’analisi dei voti di preferenza mostra che i candidati del centrodestra hanno ottenuto mediamente più voti rispetto ai colleghi del centrosinistra (628 contro 487), ma questo “non cambia il fatto che il margine complessivo è minimo”.“In sintesi, un centrosinistra unito ha concrete e reali possibilità di tornare alla guida della città”, sottolinea l’ex consigliere. Tuttavia, avverte, il successo non è affatto scontato: “L’errore più grande sarebbe contare esclusivamente sul ballottaggio. Sebbene le elezioni amministrative prevedano i ‘tempi supplementari’ del secondo turno, il crescente astensionismo rende estremamente pericoloso pensare di poter rimediare a un’iniziale divisione. La priorità assoluta è, quindi, la massima unità possibile già al primo turno”. Savi propone di riproporre la formula del “campo largo” vista alle regionali, con la creazione di un numero elevato di liste civiche che affianchino le forze politiche tradizionali. “Il vero motore del consenso spesso risiede nei candidati al consiglio comunale. Una squadra ampia e ramificata, con più candidati in campo, garantisce una maggiore mobilitazione di voti”, aggiunge. L’ex consigliere invita il centrosinistra ad agire presto, creando un cartello unitario con regole chiare e incontri frequenti. Sottolinea l’importanza di abbracciare la riflessione comune, relativizzando le proprie posizioni e aprendo il dibattito. Prima di avanzare nomi, è fondamentale definire il profilo ideale del candidato sindaco, senza “bruciare” nessuno: “Nessuno è troppo vecchio, nessuno è troppo giovane: in questa fase tutti possono essere utili”. Savi invita anche a riflettere sul tipo di candidato da proporre: “Cinque anni fa aveva senso puntare su una ‘faccia nuova’, proveniente dalla società civile o dalla militanza apartitica. Oggi, però, la domanda della città è diversa. Macerata chiede competenza, affidabilità politica e capacità gestionale. Il candidato vincente potrebbe non essere chi non ha mai fatto politica, ma chi saprà coniugare la freschezza dell’approccio con l’esperienza necessaria per governare la città”. Un intervento che, secondo Savi, vuole stimolare il centrosinistra a muoversi in anticipo, con unità e strategia, per affrontare le prossime sfide amministrative di Macerata.

09/10/2025 19:00
Macerata, Antolini (FI): "Centrodestra avanti di quasi mille voti, perché fare processo ai vincitori?"

Macerata, Antolini (FI): "Centrodestra avanti di quasi mille voti, perché fare processo ai vincitori?"

Nei giorni scorsi si è riunito il direttivo comunale di Forza Italia Macerata, guidato da Barbara Antolini, segretario cittadino, per fare il punto sulla situazione politica in città. Secondo Antolini, nonostante il centrodestra sia in vantaggio a Macerata, «curiosamente si aprono processi a chi vince. Un approccio che non condividiamo». Il segretario cittadino ha espresso stupore per il fatto che la città sembri essere «l’unica in cui, pur essendo il centrodestra avanti di quasi 1.000 voti, si aprano analisi interne e processi proprio nei confronti della coalizione che ha vinto». «È incomprensibile questo racconto di un centrodestra “in difficoltà”, quando in realtà non è la nostra coalizione ad aver perso consenso – ha aggiunto Antolini –. Piuttosto è il centrosinistra, attraverso il cosiddetto “campo largo”, che ha formato un cartello elettorale aggregando più forze e ampliando artificialmente il proprio bacino, senza una base programmatica e valoriale comune». Il risultato di Macerata, secondo la leader locale di Forza Italia, «conferma la solidità del centrodestra e la centralità di Forza Italia, forza responsabile, rassicurante e determinante per l’affermazione della coalizione». Antolini ha precisato che eventuali “malanni di stagione” vanno considerati come piccoli assestamenti fisiologici, da affrontare con equilibrio e serietà, ma non come segnale di crisi o arretramento. Guardando al futuro, Forza Italia Macerata si dichiara pronta ad affrontare i mesi che separano dalla prossima tornata elettorale con «serenità, determinazione e fiducia, mantenendo coerenza, competenza e disponibilità all’ascolto e al confronto per il bene della città e dei maceratesi».

09/10/2025 15:05
“Serve un volto nuovo per Macerata”: il messaggio di Alleanza Verdi Sinistra

“Serve un volto nuovo per Macerata”: il messaggio di Alleanza Verdi Sinistra

Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) rilancia l’appello per una scelta di leadership in città che incarni un vero rinnovamento politico, giovanile, culturale e sociale. “Il nuovo sindaco o la nuova sindaca di Macerata deve essere l’emblema del cambiamento che la città attende da troppo tempo”, afferma Andrea Maurilli, membro della segreteria provinciale di Avs. “La nostra idea è di una figura proveniente dalla società civile e dalla militanza apartitica, senza cariche pregresse. Il ragionamento deve partire da un programma progressista e ambientalista, con particolare attenzione agli aspetti sociali e culturali”. Sulla modalità di scelta del candidato interviene anche Leonardo Piergentili, co-portavoce provinciale di Avs: “La decisione non può essere affidata alla stampa né basarsi su nomi che non rappresentano, per storia personale e politica, il rinnovamento per cui vogliamo lavorare. Le elezioni regionali, infatti, dovrebbero stimolare riflessioni all’interno di tutto il campo progressista sul corretto modus operandi”.   I due esponenti sottolineano la necessità di ripensare l’idea di futuro della città: “Bisogna proporre una faccia nuova e una giunta completamente rinnovata, capace di segnare una reale discontinuità con il passato”, concludono Maurilli e Piergentili.

07/10/2025 15:35
Elezioni Marche 2025: ufficiale la lista dei consiglieri regionali eletti provincia per provincia

Elezioni Marche 2025: ufficiale la lista dei consiglieri regionali eletti provincia per provincia

L’Ufficio centrale della Corte d’Appello delle Marche ha ufficialmente trasmesso al Presidente e alla Segreteria del Consiglio regionale l’elenco dei consiglieri regionali eletti a seguito delle elezioni del 28 e 29 settembre, aprendo così la XII legislatura regionale. Oltre a Francesco Acquaroli, confermato presidente della Giunta regionale, la composizione del nuovo Consiglio regionale vede rappresentanti di tutte le province marchigiane. Nella circoscrizione della provincia di Macerata sono stati proclamati eletti Silvia Luconi e Pierpaolo Borroni per la lista provinciale Fratelli d’Italia, Gianluca Pasqui per Forza Italia, Renzo Marinelli per la Lega, Luca Marconi per le Liste civiche Udc e Leonardo Catena per il Partito Democratico. Nella circoscrizione di Ancona, tra i consiglieri eletti per la lista provinciale Fratelli d’Italia ci sono Marco Ausili, Giacomo Bugaro e Corrado Canafoglia, mentre per Forza Italia è stato eletto Tiziano Consoli. La lista civica Matteo Ricci Presidente porta in Consiglio Antonio Mastrovincenzo, mentre il Partito Democratico elegge Valeria Mancinelli e Maurizio Mangialardi e Alleanza Verdi Sinistra elegge Andrea Nobili. Anche il candidato presidente Matteo Ricci ottiene un seggio. Per la provincia di Ascoli Piceno, risultano eletti per Fratelli d’Italia Francesca Pantaloni e Andrea Cardilli, per la Lega Andrea Maria Antonini, e per il Partito Democratico Enrico Piergallini. Nella circoscrizione di Fermo, il centrodestra elegge Andrea Putzu per Fratelli d’Italia, Jessica Marcozzi per Forza Italia e Paolo Calcinaro per la lista civica I Marchigiani per Acquaroli, mentre il Partito Democratico porta in Consiglio Fabrizio Cesetti. Infine, nella circoscrizione di Pesaro e Urbino, risultano eletti per Fratelli d’Italia Francesco Baldelli e Nicola Barbieri, per la Lega Enrico Rossi, per la lista civica Civici Marche Giacomo Rossi, per il Partito Democratico Micaela Vitri, per la lista civica Matteo Ricci Presidente Massimo Seri, e per il Movimento 5 Stelle Marta Ruggeri.  

07/10/2025 12:17
Il Pd di Macerata fa l'analisi della sconfitta alle Regionali: "Le elezioni in città saranno diverse"

Il Pd di Macerata fa l'analisi della sconfitta alle Regionali: "Le elezioni in città saranno diverse"

Dopo le elezioni regionali, il Partito Democratico di Macerata si è riunito nella sede di via Spalato per analizzare il risultato elettorale e avviare una riflessione collettiva sulle strategie in vista delle comunali 2026. All’incontro erano presenti la segretaria cittadina Ninfa Contigiani, il candidato alle regionali Romano Carancini, i consiglieri comunali Narciso Ricotta e Andrea Perticarari, l’onorevole Irene Manzi, insieme a dirigenti e rappresentanti dei Giovani Democratici. Durante l’assemblea, la segretaria Ninfa Contigiani ha sottolineato la necessità di "rinnovare il dialogo tra politica e cittadini", descrivendo la società come "più stanca e chiusa in sé", attraversata da sentimenti di "rabbia e sfiducia" che nascono dalla perdita di benessere e che, di fatto, allontanano dalla partecipazione politica.  Nel suo intervento, Romano Carancini ha espresso "rammarico per la perdita di rappresentanza della città in Regione", attribuendola a vari fattori, tra cui "il sovrapporsi delle candidature". Ha, inoltre, richiamato l’attenzione sul fenomeno dell’astensionismo, indicato da tutti i presenti come una delle criticità principali di questa tornata elettorale. Il PD cittadino ha ribadito la propria fiducia nella figura di Matteo Ricci, riconoscendo nella sua candidatura “un valore di coinvolgimento e partecipazione” che ha ridotto significativamente il divario di partenza. Un risultato definito “un patrimonio da non disperdere”, su cui costruire le basi per il futuro politico del partito nella regione. Guardando alle elezioni comunali del 2026, i Democratici hanno evidenziato come la sfida a Macerata sarà “diversa rispetto a quella regionale”. Secondo la segretaria Contigiani, il centrodestra cittadino avrebbe "segnato un passo indietro", con responsabilità attribuite all’attuale amministrazione Parcaroli. "Si registra un scontento crescente tra i cittadini", puntualizzano dal Pd. Un malessere che "combinato con una nuova energia dell’alleanza di centrosinistra", potrebbe tradursi in "opportunità positive" per la prossima competizione amministrativa. Dall’analisi dei seggi è emerso che Matteo Ricci ha prevalso nelle aree centrali della città e in alcune zone tradizionalmente favorevoli al centrosinistra, mentre ha perso terreno in altre parti del territorio. Un dato che ha suscitato particolare riflessione riguarda Piediripa, dove il risultato è stato deludente nonostante le battaglie del centrosinistra contro la costruzione del nuovo centro commerciale, tema molto discusso negli ultimi mesi.

06/10/2025 19:10
Viviamo Civitanova lancia l’allarme: "Una vetrina su quattro è chiusa nel centro città"

Viviamo Civitanova lancia l’allarme: "Una vetrina su quattro è chiusa nel centro città"

Civitanova continua a registrare una perdita significativa di attività commerciali nel centro città. Dai dati raccolti sui sette assi principali – viale Matteotti, vialetto Sud e Nord, corso Vittorio Emanuele, Via Trento, corso Dalmazia e Corso Umberto – su 419 esercizi, 108 risultano chiusi, pari al 25,8% del totale. Il fenomeno è in crescita: le chiusure erano 93 a fine 2024 (22,2%), 99 ad aprile 2025 (23,6%) e 108 a settembre. In soli otto mesi, 15 negozi hanno abbassato le saracinesche, una media di quasi due al mese, proiettando un aumento annuo del 5,4%. In pratica, una vetrina su quattro del centro cittadino è ormai spenta. Il quadro locale riflette tendenze più ampie: tra il 2012 e il 2024 in Italia sono scomparsi circa 118.000 negozi al dettaglio, e nelle Marche il saldo apertura/chiusura è ancora più negativo, con una nuova apertura ogni quattro chiusure. Secondo Viviamo Civitanova, “questa fotografia non è solo un dato statistico, ma un segnale di allarme concreto: il centro città rischia di perdere vitalità e attrattività se non si interviene con strategie mirate”. I fattori alla base della crisi sono noti: la competizione con e-commerce e grandi poli commerciali, costi di gestione elevati, carenze di decoro urbano, problemi di parcheggio e una percezione generale della città come poco attrattiva per i visitatori. Il movimento civico propone alcune azioni concrete: “Serve introdurre sosta di cortesia, ridurre TARI e canone suolo per chi riapre locali sfitti, sostenere temporary store e pop-up, programmare eventi periodici in centro, incentivare usi culturali dei locali vuoti e rafforzare decoro e sicurezza – sottolineano da Viviamo Civitanova –. Solo così potremo riportare vita e movimento nei nostri corsi, invertire il saldo aperture/chiusure e far tornare il centro a essere un luogo vivo e attrattivo”. L’obiettivo è chiaro: portare la vacancy sotto il 20% entro 12–18 mesi, aumentare la rotazione della sosta, crescere l’affluenza pedonale del 15% e riattivare almeno 30 locali sfitti con iniziative culturali o commerciali. I dati alla base dell’analisi provengono da Confcommercio, Confesercenti, Unioncamere–InfoCamere e Regione Marche, ma per Viviamo Civitanova, più dei numeri, conta un progetto condiviso e azioni concrete per il futuro del commercio cittadino.  

06/10/2025 17:00
Appignano approva all’unanimità ordine del giorno per la pace e la solidarietà con Gaza

Appignano approva all’unanimità ordine del giorno per la pace e la solidarietà con Gaza

Il Consiglio comunale di Appignano ha dato un forte segnale di unità e responsabilità civica approvando all’unanimità un ordine del giorno dal titolo: “Appello per la promozione della pace e della solidarietà tra i popoli, per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e la promozione dei ‘due popoli, due stati’, promozione dell’art.11 della Costituzione italiana e adesione alla campagna R1PUD1A promossa da Emergency”. L’iniziativa nasce come risposta alle preoccupazioni espresse da cittadini e associazioni locali sul conflitto in Palestina e sulle gravi violazioni della dignità umana. Il documento, trasformato in atto ufficiale dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Mariano Calamita, sottolinea il rifiuto della guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti e il sostegno a un immediato cessate il fuoco. Il testo approvato impegna la comunità a promuovere l’invio di aiuti umanitari, cure e assistenza alla popolazione civile palestinese, ribadendo l’importanza della soluzione politica dei “due popoli, due stati” e il riconoscimento dello Stato di Palestina. Si chiede inoltre la sospensione della vendita di armamenti a Israele e il rafforzamento del ruolo della Corte Penale Internazionale, che ha già ratificato mandati di cattura per esponenti politici israeliani e di Hamas per crimini contro l’umanità. L’atto formale include l’adesione alla campagna R1PUD1A promossa da Emergency e richiama i principi dell’articolo 11 della Costituzione, che condanna la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli. Come sottolineato da Emergency, le istituzioni locali sono fondamentali: “Un Comune che ripudia la guerra e agisce in favore della pace trasmette un messaggio concreto di speranza, dimostrando ai cittadini che l’amministrazione è al loro fianco nella costruzione di un futuro senza conflitti”.   L’ordine del giorno sarà ora trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, all’ANCI nazionale e regionale e al presidente della Regione Marche, con l’auspicio che altre comunità possano seguire l’esempio di Appignano, inviando un messaggio di pace, solidarietà e vicinanza al popolo palestinese.

06/10/2025 12:26
La Ue si prepara per la guerra con la Russia: è ormai inevitabile?

La Ue si prepara per la guerra con la Russia: è ormai inevitabile?

Muro di droni e scudo spaziale: sono queste - apprendiamo in queste ore - le priorità della difesa per l'Unione Europea. Ne danno notizia con zelo i più letti e, soprattutto, più venduti quotidiani nazionali ed europei, con il tono trionfale di chi annuncia una saggia decisione. Francamente, nel leggere questa notizia dal carattere vagamente fumettistico sovviene alla memoria quella sigla di un noto cartone degli anni che furono, che recitava grossomodo così: “Si trasforma in un razzo missile con circuiti di mille valvole, tra le stelle sprinta e va...”. In effetti, tutto questo farebbe anche ridere, se solo non facesse piangere. La situazione va tragicamente peggiorando di ora in ora: sembra che l'Unione Europea sia ormai decisa a trascinare la Russia di Putin nella guerra, naturalmente fingendo che sia la Russia stessa a volere il conflitto e a essere in procinto di invadere l'Europa. D'altro canto, tutto questo risulta perfettamente coerente con la forma mentis oggi egemonica in Occidente, anzi in uccidente: poiché l'invaso ha sempre ragione - come hanno ripetuto in forma martellante per giustificare il sostegno all'Ucraina - e la dichiarazione di guerra da parte dell'Europa potrebbe suonare sgradita all'opinione pubblica europea, non vi è soluzione più efficace che fingere che sia la Russia a dichiarare guerra e che conseguentemente l'Europa stia soltanto difendendo se stessa. Chiaro, no? Si provoca il nemico in ogni modo, portandolo al conflitto, magari anche con menzogne eclatanti come per più versi sembra fare abitualmente l'occidente: e si fa passare la propria volontà bellica e la propria aggressività imperialistica per esigenza difensiva, lasciando credere alle masse tecnonarcotizzate e teledipendenti che l'Europa si stia soltanto difendendo dal perfido nemico invasore e invasato. Una strategia narrativa quasi perfetta, che però, va detto, può far presa soltanto su quanti ancora non abbiano inquadrato il reale modus operandi della civiltà uccidentale. Intanto, il ministro tedesco della difesa, Boris Pistorius, ha recentemente dichiarato con sicumera che la Russia “diventa sempre più pericolosa per la Nato”. Nulla di nuovo sotto il sole, a dire il vero: continua come sempre la solita e ormai logora propaganda russofobica; propaganda in forza della quale si assume che la Russia sia in procinto di invadere l’Europa e che, conseguentemente, l’Europa debba con diritto riarmarsi fino ai denti per potersi così difendere in caso di attacco (attacco che, secondo un generale della NATO britannico, dovrebbe scattare il 3 novembre: manca solo l’ora esatta…). Con spirito critico, dovremmo provare a rovesciare la narrazione: e se fossero la Nato, l’Europa e l’occidente, anzi l’uccidente liberal-atlantista, a volere realmente la guerra contro la Russia, fingendo che sia quest’ultima ad attaccare e in realtà provocandola ogni altra misura per rendere inevitabile il conflitto? Un’ipotesi da non sottovalutare, a nostro giudizio, anche in ragione del fatto che il comparto manifatturiero teutonico, profondamente in crisi, può trarre nuova linfa vitale dalla produzione di armi. In ogni caso, si può rovesciare sicuramente l’affermazione del ministro teutonico della difesa: la Nato rappresenta sempre più un pericolo per la Russia, secondo una climax principiata negli anni Novanta, quando l’uccidente prese ad allargarsi negli spazi un tempo sovietici, e culminante nel nostro presente, con la Russia accerchiata dalla Nato e con l’Ucraina utilizzata come testa d’ariete contro la Russia stessa, grazie all’appoggio del guitto di Kiev, l’attore Nato Zelensky, prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood. D’altro canto, se non erriamo, dal 1989 ad oggi la massima parte delle guerre scaturite nel mondo sono state occasionate proprio dall’imperialismo etico dell’Occidente, non dalla presunta aggressività espansionistica della Russia.

05/10/2025 11:19
Fratelli d’Italia Civitanova chiede un assessorato per Borroni: “Premiare decenni di militanza”

Fratelli d’Italia Civitanova chiede un assessorato per Borroni: “Premiare decenni di militanza”

Fratelli d’Italia Civitanova prende posizione in merito alla nuova giunta regionale e chiede con forza un riconoscimento per Pierpaolo Borroni, rieletto in Consiglio regionale con un significativo incremento di consensi. «Decenni di militanza e una presenza capillare sia a Civitanova Marche che su tutto il territorio provinciale – dichiarano dal circolo civitanovese – uniti a un’esperienza politica dalla prima ora difficilmente eguagliabile, accompagnata da una coerente militanza quando la destra era minoritaria ed emarginata, ci portano a chiedere per Pierpaolo Borroni un assessorato in Regione, consapevoli che il risultato elettorale conseguito meriti di essere premiato». Il gruppo civitanovese del partito sottolinea come Borroni, nel corso della sua carriera politica, si sia distinto prima dai banchi del Consiglio comunale e poi come assessore stimato e rispettato, fino all’ingresso in Consiglio regionale, dove ha saputo farsi portavoce delle istanze del territorio. «La sua rielezione – aggiungono – con un esponenziale aumento dei consensi, dimostra quanto sia radicato e riconosciuto l’impegno costante in favore delle comunità locali». FdI Civitanova tiene a evidenziare anche il valore della giovane Silvia Luconi, entrata nel partito nel 2023 e recentemente candidata: «Per l’ottima Silvia Luconi ci sarà sicuramente il giusto e doveroso riconoscimento nella collocazione che il Governatore saprà e vorrà assegnarle». Il messaggio del partito è chiaro: «Per Borroni si impone un riconoscimento adeguato, dopo anni di dedizione e coerenza politica che hanno contribuito a rafforzare la presenza di Fratelli d’Italia nel territorio e nelle istituzioni».

04/10/2025 10:17
Matteo Ricci tornerà a Bruxelles: “Il mio impegno per le Marche raddoppia, non ci disuniamo”

Matteo Ricci tornerà a Bruxelles: “Il mio impegno per le Marche raddoppia, non ci disuniamo”

Durante la riunione plenaria del centrosinistra regionale tenutasi a Chiaravalle, Matteo Ricci, europarlamentare del Partito Democratico e candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Marche nelle elezioni del 28-29 settembre, ha annunciato che rinuncerà al seggio da consigliere regionale, pur essendo stato eletto, per tornare a Bruxelles a svolgere il suo ruolo da europarlamentare. Una scelta che Ricci accompagna con un messaggio forte e diretto al suo elettorato: “Il mio impegno per le Marche raddoppia”. “Il risultato elettorale sarà uno stimolo per dare ancora di più a questo territorio attraverso la rappresentanza europea, portando a Bruxelles le vertenze delle Marche. Per sanità, economia, lavoro e infrastrutture il mio impegno, da oggi, sarà doppio”, ha dichiarato Ricci, confermando così che intende rappresentare le Marche in Europa, rinunciando all'attività di opposizione in Consiglio regionale, nonostante la recente candidatura a governatore. Ricci ha sottolineato la necessità di rafforzare il progetto politico del centrosinistra: “Abbiamo proposto un progetto di cambiamento, ma ha prevalso la continuità. Ora però serve compattezza: mi impegnerò a coordinare la coalizione e a rafforzare il Partito Democratico in tutte le province. Non ci disuniamo”. L’europarlamentare ha poi spiegato che, pur non sedendo in Consiglio, il suo lavoro per la Regione proseguirà da un altro livello istituzionale, con l'obiettivo di rafforzare il legame tra le Marche e l’Europa. “Alla fiducia che questa Regione mi ha dimostrato alle ultime Europee, ora si aggiungono le preferenze delle Regionali. Ripartiamo da qui”, ha dichiarato. Infine, Ricci ha assicurato che il centrosinistra manterrà un ruolo attivo e vigile: “Vigileremo sul lavoro della Regione, con un’opposizione efficace e determinata per il bene delle Marche”.

03/10/2025 22:00
Macerata, Paolo Perini si dimette da segretario provinciale di 'Noi Moderati': "Lascio un contenitore sterile"

Macerata, Paolo Perini si dimette da segretario provinciale di 'Noi Moderati': "Lascio un contenitore sterile"

Paolo Perini, segretario provinciale eletto al congresso di Noi Moderati, insieme ad altri dirigenti provinciali e cittadini, annuncia ufficialmente le proprie dimissioni dal partito. La scelta, maturata dopo attenta riflessione, nasce "dalla profonda delusione per il fallimento delle strategie politiche della segreteria regionale, che hanno bloccato ogni reale dialogo con le altre forze moderate del centrodestra, con l’avallo di alcuni vertici nazionali", sottolinea Perini. "Le dimissioni non hanno nulla a che fare con il risultato elettorale, che considero molto positivo (il partito ha raggiunto il 2,53%). L’azione provinciale ha dato i suoi frutti, e arrivare a questo punto mi inorgoglisce. Mi sono candidato per spirito di servizio, su richiesta del presidente Maurizio Lupi, e il traguardo non è entrare in Consiglio regionale, ma dimostrare che il cambiamento è possibile", dichiara ancora Perini. "Essere rappresentante di Lista, Segretario Provinciale e candidato non è stato facile, con tante responsabilità - aggiunge -. Mi intesto personalmente questo risultato, partendo da solo e creando un gruppo che nessuno credeva possibile. La realtà è che le persone comuni possono fare la differenza. Al di là di chi sale sul carro, ciò che conta è la coerenza".  Per Perini e gli altri dirigenti provinciali, è il momento di aprire una nuova fase: "Lavorare con coraggio e responsabilità per costruire una grande casa comune dei moderati, basata su valori popolari e liberali". "Noi Moderati non è stato in grado di rappresentare questo progetto - continua -, quindi è un atto di responsabilità lasciare un contenitore sterile e dare vita a strumenti concreti di azione politica". "Fa specie dover pronunciare queste parole dopo le elezioni, ma non posso restare nell'immobilismo. Ci metto la faccia e scelgo una nuova strada, un luogo dove operare al meglio, continuando a servire la comunità e i valori in cui abbiamo creduto sin dall’inizio”, conclude Perini.

03/10/2025 19:10
Macerata, Noi Moderati guarda il bicchiere mezzo pieno: "Da zero a 2,53%, segnale di fiducia per il futuro”

Macerata, Noi Moderati guarda il bicchiere mezzo pieno: "Da zero a 2,53%, segnale di fiducia per il futuro”

In un contesto di bassa affluenza alle urne, con la nostra provincia ferma al 47% e la regione al 50%, Noi Moderati esprime soddisfazione per il risultato ottenuto nelle recenti elezioni regionali. Il partito ha raccolto 2,53% dei voti in città, un risultato giudicato positivo considerando le difficoltà della campagna. «È stata una battaglia complessa – sottolineano il segretario cittadino Luigi Carelli e il suo vice Guido Garufi  – soprattutto se si considera la presenza di partiti storici ben radicati sul territorio e di candidati con esperienza amministrativa consolidata. Il partito di Lupi, con 9.300 voti, ha contribuito in maniera significativa alla vittoria della coalizione di centrodestra e del presidente Acquaroli».   Il partito evidenzia come sia partito da zero voti e abbia in breve tempo raggiunto un risultato tangibile, aprendo un percorso che porterà a un impegno ancora più deciso nelle prossime tornate amministrative. «Il fatto che il nostro capoluogo non sia riuscito a eleggere alcun consigliere regionale evidenzia una criticità importante, sotto gli occhi di tutti e meritevole di profonda riflessione», aggiungono. Noi Moderati ringrazia i maceratesi che hanno dato fiducia e i candidati che si sono impegnati con tutte le loro forze. «Macerata è una città colta, moderata e vivibile – affermano – e siamo convinti che la nostra posizione centrista sia la più adatta, anche in un contesto di bipolarismo che polarizza l’elettorato tra destra e sinistra».   Infine lanciano un messaggio chiaro: «Essere moderati non significa essere acquiescenti o silenziosi. Come diceva don Sturzo, ci rivolgiamo “ai liberi e ai forti”. Moderazione significa azione e reazione, non compromesso».

02/10/2025 19:12
"I lavori della fibra ottica a Macerata? Buche e crepe sono un pericolo pubblico. Non è ammissibile"

"I lavori della fibra ottica a Macerata? Buche e crepe sono un pericolo pubblico. Non è ammissibile"

I recenti lavori di scavo e posa della fibra ottica a Macerata, eseguiti da imprese per conto di FiberCop, non sarebbero solo "malfatti", ma rappresenterebbero un "vero e proprio pericolo pubblico", secondo quanto denuncia l’ex consigliere comunale Alessandro Savi. Le segnalazioni riguardano in particolare via Emanuele Filiberto, dove, spiega Savi, "i cittadini si ritrovano a fare i conti con colate di cemento applicate in modo approssimativo e sommario". L’ex consigliere rincara la dose: “Il risultato è un’opera fatiscente che perde pezzi di cemento ogni giorno, creando rischi concreti per pedoni, ciclisti e motociclisti". "Questa pessima esecuzione non è solo un problema estetico o di durabilità - sottolinea Savi - ma una grave questione di sicurezza. Buche improvvisate, crepe e materiali che si staccano rappresentano una minaccia tangibile per chi transita lungo la via".  Savi evidenzia inoltre che la posa della fibra ottica è "un passo fondamentale verso l’innovazione, ma non può e non deve avvenire a scapito della sicurezza e della qualità urbana". L’ex consigliere punta il dito anche contro il Comune di Macerata, responsabile della vigilanza sui lavori pubblici. “Sono stati eseguiti i sopralluoghi previsti per verificare la corretta esecuzione dei ripristini stradali? Perché è stato tollerato un ripristino provvisorio in cemento al posto dell’asfalto, per giunta eseguito in modo così scadente?” Secondo Savi, "non è ammissibile che un’opera di pubblica utilità si trasformi in un disastro e in un pericolo costante per i cittadini". L’ex consigliere invita, quindi, le autorità cittadine a intervenire prontamente per garantire sicurezza e decoro urbano, evitando che un’opera fondamentale si trasformi in una minaccia quotidiana.

02/10/2025 17:00
Le "belle grane" dell'Acquaroli II: ecco i 6 nomi in pole per la Giunta. E c'è un "caso" Macerata

Le "belle grane" dell'Acquaroli II: ecco i 6 nomi in pole per la Giunta. E c'è un "caso" Macerata

"Il nemico è vinto, battuto. Ma guai ai vincitori". Anche se l’Acquaroli II inizia con più certezze che dubbi, soprattutto per quello che riguarda il primissimo impegno: la composizione della Giunta. Una maggioranza coesa, un partito – Fratelli d’Italia – sempre più leader della coalizione, altri cinque anni per scaricare a terra le cose avviate durante il primo giro di giostra, a partire dalla riforma della Sanità, meno problemi per scegliere la sua squadra rispetto ai suoi esordi nel 2020. In base alle sue dichiarazioni i "magnifici sei" saranno quelli che risponderanno a tre requisiti: competenza, radicamento sul territorio e consensi ricevuti nella propria provincia di riferimento. Scorriamo i nomi e tentiamo il 6 al Superenalotto della nuova Giunta regionale. Pantaloni di Ascoli (FdI): assessore al Comune Capoluogo, quota Sindaco Fioravanti, donna, elemento fondamentale per rispettare le quote rosa, miss preferenze. Calcinaro di Fermo (MpA - Marchigiani per Acquaroli): mister preferenze, colma il vuoto del fermano nell’Acquaroli I, figura espressione della società civile che mancava ad un partito, come FdI, che ha sempre faticato a sfondare sull’elettorato moderato, restando troppo appiattito sul premiare la fedeltà, non sempre amica della competenza. Bugaro di Ancona (FdI): assessore in pectore da mesi, manager con esperienza politica a vari livelli e con esiti alterni, una figura di quell’Ancona che chiedeva a gran voce un punto di riferimento dopo il "buco" dei primi due anni, colmato poi con l’assessore Brandoni di Falconara negli ultimi tre. Ma Ancona è Ancona, non tollera surrogati benché eccellenti. Baldelli di Pesaro (FdI): tra tutti è quello che risponde pienamente a tutti e tre i requisiti, ha stravinto in terra nemica, in una provincia che esprimeva il candidato antagonista di Acquaroli, riscuotendo ovunque i successi del suo primo assessorato che, a detta di tutti, è stato quello che ha fatto la differenza per la vittoria con ampio margine del centrodestra. Fin qui le certezze (quasi) assolute sui nomi. Troppo presto per sbilanciarsi sulle deleghe. Sugli altri due nomi, quota Lega e Forza Italia, formuliamo alcune ipotesi. In pole per la Lega, uscita fortemente ridimensionata rispetto al 2020, c’è l’uomo dell’On. Carloni, il pesarese Enrico Rossi: giovane, Sindaco di Cartoceto, un volto nuovo rispetto agli altri due eletti in quota carroccio, Marinelli e Antonini, a cui andrebbero altri incarichi istituzionali. Per Forza Italia, c’è Pasqui, già Vice Presidente del Consiglio Regionale e Sindaco di Camerino, persona equilibrata che ha vinto una concorrenza spietata in provincia, dentro e fuori il suo partito. Dovrebbe vincere il derby con l’anconetano Consoli: chi dei due perde potrebbe rientrare ai vertici del Consiglio Regionale. Questi i nomi che più di altri risponderebbero meglio ai requisiti acquaroliani, rispettando anche un certo equilibrio territoriale e gli attuali rapporti di forza nella coalizione.Fuori Giunta c’è al vertice dei desiderata la Presidenza del Consiglio, nei primi cinque anni assegnata a Dino Latini (UDC). Continuità indurrebbe a pensare a Luca Marconi, stesso partito, lunga esperienza e garanzia di moderazione, ma potrebbe anche arrivare una nomina da Lega e Forza Italia. Gli altri esclusi sarebbero accontentati con incarichi che facciamo fatica a ritenere di seconda fascia, considerato che nell’Acquaroli I hanno causato non poche grane al Presidente.Ne cito due: SVEM e ATIM. SVEM, ci si aspetta un cambio di passo, con una figura che sia espressione autentica delle categorie economiche del territorio: qui, forse, la scelta ricadrà su un esterno - imprenditore appartenente a Confindustria? - un super partes, competente e di caratura internazionale. ATIM, è pur vero che c’è un direttore, ma ci vorrebbe un Consiglio di Amministrazione in grado di dettare una linea politica chiara. Non sarebbe male affidare la guida a Brandoni, che ha guidato il Bilancio della Regione Marche con competenza e professionalità. Questo il borsino, che dovrà tener conto anche di una novità: gli assessorati passeranno da 6 a 8. Quando non si sa, ma il +2 garantisce ad Acquaroli di tenere a bada oggi chi ha ottenuto risultati eccellenti (Putzu a Fermo, Ausili ad Ancona, Borroni a Macerata, Cardilli ad Ascoli, che è in quota senatore Castelli), ma che per il momento sono un gradino sotto ai sei citati e, soprattutto, hanno un problema: sono tutti di FdI. Meritano un discorso a parte le due città orfane di rappresentanti: Pesaro e Macerata. A Pesaro, tutto sommato, non hanno di che lamentarsi: qui Baldelli, molto presente a Pesaro, ha triplicato i suoi consensi, è stato il più votato in assoluto in provincia, ed è oggi considerato il vero leader territoriale dopo aver spodestato lo stesso Ricci, portando a casa risultati impensabili come assessore delle Infrastrutture: basterebbe citare la Fano-Grosseto, Galleria della Guinza in primis, e il nuovo ospedale di Pesaro. Macerata però diventa un caso politico, su cui centrodestra e centrosinistra dovrebbero riflettere, soprattutto in vista delle elezioni comunali della prossima primavera. La città capoluogo del candidato Presidente non è stata in grado di esprimere un consigliere che uno. Al già Sindaco Carancini non ha giovato un’opposizione costante e puntuale per ottenere un bis che avrebbe lenito il dolore per la sconfitta. Gli succede il Sindaco di Montecassiano Catena, figura tutta da scoprire e che dovrà dimostrare di essere all’altezza di un ruolo difficile e che lascia pochi margini di manovra. La doppia sconfitta in casa Pd, Ricci-Carancini, dovrebbe aprire un capitolo sanguinoso dentro un partito dove già scalpitano esponenti centristi, disposti a tutto, compreso a digerire il mattone del Campo Largo, ma non a sparire nelle linee politiche di un partito che continua a dare la colpa all’astensionismo. Sul versante del centrodestra le cose non vanno meglio. Qui a Macerata ha perso vincendo, un risultato che in pochi riuscirebbero a conseguire. Non avere rappresentanti in Regione nella città dove è iniziata la vera svolta dell’era pre-meloniana, dove la Lega aveva una quota importante di consensi di chi nel 2020 chiedeva un cambiamento radicale, è l’unica macchia sul vestito della vittoria di Acquaroli. Guai ai vincitori non riflettere sulle cause di questa macchia, da cui potrebbero risorgere le mire di un centrosinistra che si presenterà molto agguerrito ai prossimi appuntamenti: le comunali e, nel 2027, le politiche. Una prima lettura è quella più facile: è mancato il ruolo di collante e di leadership del Sindaco-imprenditore Parcaroli, colui che nel 2020 aveva rappresentato plasticamente il cambiamento, ma che, alla lunga, ha sofferto troppo l’inesperienza, pagando a caro prezzo la litigiosità tra i componenti della sua stessa coalizione, in Giunta e in Consiglio, prigioniero di uno slancio emotivo che lo ha portato a fare annunci frettolosi e dichiarazioni eccessivamente ottimistiche (nuovo ospedale su tutte). "Macerata, la città dove amerai vivere e lavorare" – per citare il suo slogan e la sua promessa del 2020 – è oggi la città dove Acquaroli dovrà lavorare molto per evitare che diventi la sua Ohio delle Marche.

02/10/2025 14:50
Potenza Picena, Consiglio Comunale approva mozione per la pace a Gaza: "Seguiranno altre iniziative"

Potenza Picena, Consiglio Comunale approva mozione per la pace a Gaza: "Seguiranno altre iniziative"

 Il Consiglio Comunale di Potenza Picena ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal gruppo consiliare di minoranza Idea Futura, volta a esprimere vicinanza alla popolazione della Striscia di Gaza e a ribadire il ripudio della guerra e del terrorismo. All’indomani dell’assise, il sindaco Noemi Tartabini ha sottolineato l’importanza del voto: «Quello che sta accadendo è inaccettabile: la guerra, il terrorismo, l’uccisione di civili. In alcuni momenti della Storia è necessario mettere dei punti fermi e dare un segnale morale ed etico. Abbiamo sostenuto il riconoscimento dello Stato di Palestina non come atto di politica estera – competenza esclusiva dello Stato italiano –, ma come vicinanza formale a un popolo che attende giustizia e autodeterminazione». Il sindaco ha anche ricordato la tragedia subita dal popolo israeliano il 7 ottobre, sottolineando come «la pace non si costruisce con slogan facili o colpevolizzazioni unilaterali: nasce dal riconoscimento reciproco». Tartabini ha evidenziato il ruolo fondamentale del Consiglio Comunale nel rappresentare la comunità locale, unire e promuovere valori universali condivisi.   All’approvazione della mozione seguiranno azioni concrete: è stata convocata per la prossima settimana la III Commissione Consiliare, con l’obiettivo di coinvolgere scuole e associazioni in iniziative a favore della pace. Nei giorni scorsi, inoltre, l’Amministrazione Comunale ha disposto l’esposizione di due drappi sulle facciate del Palazzo Comunale e della Delegazione di Porto Potenza con la scritta: «La città di Potenza Picena ripudia la guerra. La Pace è un diritto di tutti».

01/10/2025 13:14
Le Marche somigliano al Wyoming, altro che Ohio: ecco perché la destra vince e la sinistra perde

Le Marche somigliano al Wyoming, altro che Ohio: ecco perché la destra vince e la sinistra perde

Altro che "Ohio", lo Stato americano in bilico per eccellenza, simbolo del voto conteso. Dopo le elezioni regionali, le Marche somigliano sempre di più al Wyoming, tradizionale roccaforte dei repubblicani. Il "day after" della sfida tra il presidente uscente Francesco Acquaroli e lo sfidante Matteo Ricci lascia poco spazio all'immaginazione: non c’è mai stata davvero partita. Il distacco di quasi 8 punti percentuali racconta un divario netto, invalicabile, che ha reso vana ogni aspettativa di un testa a testa. Alcuni analisti e sondaggisti avevano previsto un esito più incerto, ma la realtà è stata una vittoria chiara del centrodestra. Tempo, ora, di riflessione per il centrosinistra, mentre la coalizione di governo regionale può legittimamente esultare e guardare con fiducia al futuro. La tanto evocata "spallata" al governo Meloni non si è verificata, almeno nelle Marche. Il cosiddetto campo largo è sembrato più un accordo tra gruppi dirigenti che un’alternativa reale. Non è riuscito a trasformarsi in un fronte sociale, come pure riuscì — tra mille contraddizioni — l’Ulivo del 1996. La linea “testardamente unitaria” del centrosinistra, come l’ha definita Elly Schlein, non è riuscita a penetrare nella società. Non ha mobilitato né i delusi né gli sfiduciati. E dire che le premesse per un ribaltamento c’erano. In questi cinque anni di governo Acquaroli, le Marche non hanno certo brillato negli indicatori economici e sociali.  La crescita del PIL regionale tra il 2019 e il 2024 è stata del 2,8%, contro il 3,3% nazionale; la quota del PIL delle Marche sul totale italiano è scesa dal 2,39% al 2,31%; le liste d’attesa nella sanità restano un problema irrisolto. Eppure tutto ciò non ha inciso sul voto. Un elettore su due ha disertato le urne. L’astensionismo è il dato politico più allarmante per entrambi gli schieramenti, ma soprattutto per il centrosinistra, che non riesce a intercettare il malcontento. Non è bastata nemmeno la mobilitazione per Gaza, che ha animato piazze piene di giovani, migranti, studenti, cittadini delusi. Quella protesta, pur politicamente viva, non si è trasformata in consenso elettorale. Il centrosinistra appare ancora scollegato da quella parte di società potenzialmente progressista, che — proprio come molti elettori di destra — ha scelto di restare a casa, convinta che il voto non cambi nulla, né nella propria vita né su questioni globali. Un segnale inquietante, che parla di rassegnazione profonda. Nel suo Viaggio in Italia, Guido Piovene osservava: «Se l’Italia è un distillato del mondo, le Marche lo sono dell’Italia». Oggi, quella visione delle Marche come sintesi autentica dell’Italia sembra assumere un’altra lettura: non più ricchezza nascosta e integrità paesaggistica, ma apatia democratica e disinteresse elettorale, come se la mancanza di spettacolo evocata dall’autore si fosse trasformata in rassegnazione politica. Acquaroli rassicura, Ricci non rompe il muro. Mentre il centrosinistra cercava di attivare piazze e temi etici, il centrodestra ha scelto un’altra strategia: rassicurare. E lo ha fatto con i volti dei leader nazionali - da Giorgia Meloni (che ha rotto ogni consuetudine istituzionale partecipando alla campagna locale), a Matteo Salvini e Antonio Tajani - unendo il livello regionale e quello statale. Il volto di Francesco Acquaroli, più defilato e meno esposto mediaticamente rispetto a Matteo Ricci, è apparso rassicurante, più familiare, meno "politico". In provincia di Macerata la disfatta è stata ancor più sonora, con le aree interne, quelle più segnate dalle ferite del terremoto, che hanno scelto di affidarsi in massa ad Acquaroli, con percentuali che, in alcuni comuni, sono state "bulgare": Monte Cavallo (90%), Cessapalombo (83%), Bolognola (83%), Castelsantangelo sul Nera (81%), Pieve Torina (80%), Camerino (61%). A Tolentino Fratelli d'Italia, grazie a Silvia Luconi, si è spinta sino al 47%. Evidentemente aver dato l'impressione di deviare dal lavoro del commissario alla ricostruzione Castelli, invece che continuarlo, ha portato gli abitanti delle zone terremotate a votare per Acquaroli, temendo di perdere fondi pubblici già indirizzati. Una scelta rassicurante, per l'appunto. Qui la priorità è riavere di nuovo la propria casa, il prima possibile. E non potrebbe essere altrimenti. A ciò si aggiunga come la gran parte degli amministratori, in queste aree, sia di centrodestra come ammesso ieri dallo stesso Ricci: "Le forze in campo sapevamo fossero del tutto sbilanciate, per ogni manifesto nostro ce ne erano dieci degli altri, così come la maggior parte del potere nei comuni".  Molto si è detto sui social della presunta mancanza di programmi. Ma i programmi c’erano: quello del centrosinistra era lungo 56 pagine. Il centrodestra ha puntato invece su parole chiave come “filiera istituzionale” e coesione con il governo centrale. ZES, milioni in arrivo e la spinta della classe media. Un esempio emblematico di questa filiera è la ZES unica, la Zona Economica Speciale, che ha attirato l’interesse di imprenditori e ceto medio. La pioggia di fondi nazionali sulla regione ha funzionato come garanzia: una promessa concreta più che un sogno ideologico. Poco importa se l’Unione Europea classifica le Marche come regione in transizione, ovvero tra le meno sviluppate: la percezione di essere “al centro” delle politiche economiche ha pesato più dei numeri in un certo elettorato. Il centrosinistra ha pagato anche il peso del proprio passato, in particolare la questione ospedali. Il tema della chiusura di alcuni presidi sanitari è stato agitato come un totem dal centrodestra, anche se la questione è ben più complessa di uno slogan da social. La verità è che non basta un buon candidato, né serve un leader più presente nei media. Matteo Ricci ha preso qualche voto in più rispetto alla sua coalizione, ma non è riuscito a sfondare. Per il centrosinistra marchigiano si prospettano tempi difficili. Da anni, all’interno del PD e delle sue aree più riflessive, si dice che solo rimobilitando la società — i precari, i ceti popolari, le periferie — si può costruire una vera alternativa alle destre. Questa volta, non è accaduto. Non per colpa dei candidati, ma per l’assenza di un progetto politico che parli davvero alle persone. Finché ciò non cambierà, le Marche continueranno ad assomigliare sempre di più al Wyoming, e sempre meno all’Ohio.  

30/09/2025 20:00
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