Da Anna Quercetti, segretaria del Partito Democartico di Tolentino, riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa.
Ancora una volta Tolentino è salita, con vergogna, alla ribalta nazionale.Un noto programma televisivo di RaiTre, "Chi l'ha visto", ha smascherato un maldestro truffatore che, dopo aver raggirato donne e uomini facilmente manipolabili, ha addirittura tentato di raggirare un’Amministrazione comunale: quella di Tolentino.
Un fantomatico signor Wagner promette un progetto faraonico per le Terme Santa Lucia di Tolentino e l’Amministrazione abbocca. Tutti ricorderete la promessa in campagna elettorale di un grande investimento per le Terme con tanto di “funivia” che avrebbe unito la città alle Terme stesse.
Già all’epoca denunciammo la follia e l’assoluta infondatezza di quel progetto, ma la Giunta se ne vantò comunque.Nella capitale dell’umorismo va in scena una grottesca commedia degna del miglior Principe De Curtis, in arte Totò. Sarebbe veramente da ridere se quello che è accaduto a Tolentino non fosse purtroppo tutto drammaticamente vero.
Questo Sig. Wagner è stato descritto come un truffatore disposto a tutto pur di raggiungere i suoi scopi, come uno che vantava inesistenti amicizie politiche, offriva cena ed altro ancora. Sono state mostrate immagini che ritraggono questo misterioso signore in compagnia del Segretario della Lega Nord Salvini e dell’Assessore Giovanni Gabrielli.Era stato promesso un investimento di 30/40 milioni di euro e tutti hanno abboccato, credendo in un progetto per il rinnovo delle Terme di Santa Lucia.L’assessore Gabrielli ha dichiarato nell’intervista RAI di aver incontrato più volte il Wagner e di averlo presentato al sindaco Pezzanesi, il quale lo avrebbe anche ricevuto e/o incontrato per parlare del progetto.
Dal servizio RAI e dalla stampa abbiamo appreso che l’argomento non si è concluso con una semplice cena, ma che ha visto coinvolti, oltre ai componenti dell’Amministrazione comunale (assessore e sindaco), anche altri soggetti non a noi noti (un medico conosciuto dall’assessore, ecc.), e al momento attuale non è dato di sapere quale sia stato il ruolo degli amministratori dell’ASSM in questa vicenda.
Abbiamo chiesto al Consiglio comunale di costituire una Commissione consiliare per fare massima chiarezza su quanto accaduto, ma il Presidente del Consiglio ed i Consiglieri di maggioranza non ci hanno nemmeno fatto discutere la richiesta. Il Sindaco ha ordinato di tacere e gli adepti hanno eseguito. Credono di riuscire in questo modo a non farci parlare?A noi interessa fare chiarezza su una vicenda gravissima e oscura. I dubbi e le domande sono tanti.• Perché si è dato così tanto credito ad un personaggio che prometteva milioni di euro a “palate” senza nemmeno prendere informazioni su di lui?• Perché si è trattato privatamente il futuro delle Terme, anziché seguire le normali procedure di evidenza pubblica con la predisposizione di un Bando?• Cosa ha promesso l’Assessore Gabrielli durante gli incontri privati con il Sig. Wagner? Oppure cosa ha proposto quest’ultimo all’Assessore?• Che ruolo hanno avuto in tutto questo il Presidente Gobbi e l’A.D. Natali? Possibile che i vertici Aziendali non sapessero nulla del fatto che l’Assessore Gabrielli stava trattando privatamente le sorti della Società (Pubblica!) che essi stessi dirigono? A qualcuno sarà stato pur chiesto il permesso per accedere alle Terme in un giorno di festa (8.12.2017)!• Senza la trasmissione CHI L’HA VISTO, quando si sarebbe informata la cittadinanza di quanto accaduto per responsabilità dell’Assessore Gabrielli?
Comunque la si guardi questa vicenda è quantomeno grottesca. O si è agito in buona fede, senza pensare alle conseguenze di certe frequentazioni, ed allora qualcuno dovrebbe prenderne atto e fare un passo indietro. Oppure, se non c’è la buona fede, si aprirebbero scenari ben più gravi che speriamo siano i competenti Uffici Giudiziari a valutare.Il nostro giudizio sull’operato dell’Assessore Gabrielli (con delega alla sicurezza!!!) non può che essere pessimo. Con il suo comportamento ha ridicolizzato se stesso, ma soprattutto la nostra Città.Quello che chiediamo al Sindaco è:1. L’immediata costituzione di una Commissione comunale bipartisan per fare chiarezza su quanto accaduto;2. Le dimissioni dell’Assessore Gabrielli.
Da Civitasvolta riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa in merito alla sanità.
Riportare il dibattito in relazione alla sanità sui giusti binari, cioè sul potenziamento dei servizi pubblici che non funzionano viste le decurtazioni degli ultimi anni. Si configura come una missione di trasparenza informativa.
Al dibattito previsto per il 15 Dicembre 2017 alle 21 sono stati invitati tutti i componenti del consiglio comunale, il sindaco e la giunta. Si è visto solo il consigliere Flavio Rogani che ha saputo per caso dell’iniziativa dei Comitati in rete, di CivitaSvolta e di CivitaNoi.
Ne è emerso un quadro desolante della sanità marchigiana dal punto di vista DELLA PREVENZIONE E DELLA CURA. Abbiamo dimostrato con dati alla mano che le decisioni sull’ospedale unico sono solo mezzi di distrazione di massa. Su tutta la regione hanno adottato lo stesso stile di promesse che non realizzeranno mai vista l’impossibilità di far conoscere ai cittadini come e dove prendono le risorse. Tra l’altro chiudono dei servizi importanti per la penuria di soldi e far quadrare i bilanci, dove recupereranno i soldi?
Decidono tutto, comunicano le loro decisioni senza il coinvolgimento dei pazienti/cittadini marchigiani . Alla fine ci accontentano con i consigli comunali aperti, ma il confronto vero lo evitano accuratamente come si è visto dall’oscuramento informativo sulle nostre importanti iniziative. Ci sarebbe da dire non disturbate i guidatori o i manovratori!
Dal Coordinamento Fratelli D'Italia di San Severino Marche riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa in merito al progetto della nuova scuola Luzio.
Si apprende che l'amministrazione ha scelto in sordina la nuova ubicazione della scuola elementare Luzio.
Il luogo individuato sarebbe fuori città in zona Glorioso. Come coordinamento Cittadino di Fratelli D'Italia siamo in netto disaccordo con questa scelta .
Secondo noi un argomento così importante deve essere condiviso con la cittadinanza, come ha già fatto per esempio il primo cittadino di Cingoli coinvolgendo l'intera città.
Faremo il possibile affinchè questa assurda decisione venga cambiata, facendoci anche portavoce di tanti cittadini tenuti all'oscuro.
Dal sindaco di Camerino Gianluca Pasqui riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa come replica alle dichiarazioni di Caprodossi PD (leggi qui).
Mi fa molto piacere che il consigliere Andrea Caprodossi riconosca e condivida la “battaglia” che sto portando avanti per rivedere il cratere del sisma e suddividerlo in base ai livelli oggettivi di danno. Tutti, a tutti i livelli, hanno capito che il problema sta proprio nel trattare alla stessa maniera comuni che fanno i conti con problematiche assolutamente e sostanzialmente diverse.
È altrettanto chiaro, però, che se ad oggi non si è messa mano a tale questione è perché c’è un problema politico, soprattutto in questo momento di imminenti elezioni. Invito, quindi, il consigliere Caprodossi a farsi interprete all’interno del suo partito, come segretario del PD di Camerino, della necessità di rivedere il cratere, soprattutto con quei sindaci di area che non vedono di buon occhio l’ipotesi di una divisione. Lo stesso sto facendo io, oltre che su tutti i piani istituzionali, anche a livello partitico, ormai da mesi, con i sindaci e gli amministratori della mia area, nella convinzione che il diritto sacrosanto a veder riconosciuta l’oggettività dei fatti non è questione rossa o azzurra, ma è sia rossa che azzurra.
Su una cosa, quindi, siamo d’accordo e siccome sono abituato a gioire per quanto otteniamo piuttosto che lamentarmi per quanto non abbiamo, ritengo che il sostegno di Caprodossi almeno sulla questione del cratere sia un significativo e importante passo verso la collaborazione. Non sono abituato e non mi piace, invece, assumermi le responsabilità di colpe non mie. Mi riferisco a quanto sostenuto dallo stesso Caprodossi, che vede una colpa dell’amministrazione comunale nei ritardi per le Sae. La procedura, infatti, prevede che l’amministrazione comunichi una serie di aree alla Regione e che quest’ultima individui quelle idonee, comunicandole poi al Comune. Il comune recepisce il documento e sceglie tra le aree idonee quelle su cui procedere, ma poi tutto passa nuovamente nelle mani della Regione, che ha quindi curato la gestione, l’urbanizzazione, la progettazione e la realizzazione delle casette. Se ci sono ritardi non è certo colpa del sindaco. E, sia chiaro, non ritengo nemmeno che sia colpa della Regione che, anzi, attraverso l’ingegner Stefano Stefoni ci è stata sempre vicina, dimostrando grande disponibilità a valutare e accogliere ogni tipo di miglioramento. In corso d’opera ci siamo ritrovati a valutare interventi che hanno il solo scopo di rendere il più vivibili e il più comode possibili le nuove aree e se c’è stato uno slittamento dei tempi è stato solo ed esclusivamente per perseguire condizioni migliori. Se, invece, la colpa del sindaco è quella di non aver preferito aree distanti chilometri da Camerino, allora me ne assumo tutta la responsabilità.
La nostra è stata una scelta politica fondata sulla convinzione che una comunità rinasce e si ricostruisce se rimane il più vicina possibile alle sue radici e alla sua storia. Abbiamo scelto di non allontanarci dalle nostre mura e se questa decisione sia stata giusta o sbagliata lo decideranno i cittadini nel momento opportuno.
Scintille fuori dalla sala consiliare del Comune di Tolentino, dopo la presentazione della mozione di urgenza da parte del consigliere di opposizione Gianni Corvatta sulla necessità di richiedere le Sae, le casette di legno, per gli sfollati.
La presidente del Comitato 30 Ottobre, infatti, racconta di essere stata insultata da una consigliera di maggioranza. "Usciti dall'aula del Consiglio" racconta la presidente "ad alta voce dico che è stata una vergogna vedere tutte quelle mani alzate congiuntamente. Poco dopo una persona mi riferisce che una consigliera di maggioranza aveva commentato "chi è questa matta?".
Finito il Consiglio aspetto fuori questa consigliera e dico "Mi scusi ma lei matta non me lo dice" e mi risponde" lei ci ha insultato dicendo che è una vergogna!".
La mia risposta è stata "siete voi che avete insultato i terremotati... questa è la vergogna ma lei è terremotata? E lei "no"... Allora come può parlare e votare un qualcosa che non vive sulla sua pelle?
La discussione finisce con lei che si allontana insieme a un'altra persona dicendo "andiamo non ne vale la pena...".
Aggiungo un'affermazione del sindaco che mi ha fatto rabbrividire "Tolentino le Sae non le vuole. Ve lo stiamo dicendo in tutte le salse, è uno spreco di soldi pubblici". Quindi, noi terremotati pretendiamo le casette e quindi sprechiamo soldi pubblici. Complimenti al primo cittadino".
Sabato la commissione bilancio, lunedì il consiglio comunale. Particolarmente intensa l'agenda della macchina amministrativa comunale a Recanati.
Sabato 16 dicembre alle ore 13 è stata convocata la commissione bilancio, finanze e personale presso i locali della sede provvisoria del Comune in via E. Mattei. All'ordine del giorno il punto relativo all'approvazione Documento Unico di Programmazione (DUP) aggiornato – periodo 2018/2020 (art.170, comma 1, del D.Lgs n.267/2000) e quello inerente all'approvazione del bilancio di previsione finanziario 2018/2020 (art.151 del D.Lgs n.267/2000 e art.10 D.Lgs n.118/2011) – atti obbligatori connessi ed emendamenti. A convocarla il presidente Alessandro Biagiola.
Lunedì 18 dicembre si riunisce il consiglio comunale alle ore 18 presso la sala convegni della Fondazione Ircer. A convocarlo, in sessione ordinaria e seduta pubblica, il presidente Massimiliano Grufi. All'ordine del giorno il punto relativo al parere del Comune di Recanati in merito alla procedura di autorizzazione alla costruzione e all'esercizio ai sensi dell'art 52-QUINQUIES del D.P.R. 327/2001 E S.M.I. del metanodotto “San Marco – Recanati” DN 600 (DIAMETRO 24’’) DP 75 BAR 288 mozione.
Qualora la seduta del 18 dicembre 2017 dovesse risultare deserta per difetto del numero legale, il Consiglio si intende riconvocato per il giorno 19.12.2017, alle ore 21, in seconda convocazione, per la trattazione dei medesimi punti.
Nel corso della seduta odierna del Consiglio comunale di Tolentino, i consiglieri del Partito Democratico e del Laboratorio delle Idee per Tolentino hanno presentato un ordine del giorno in merito alla vicenda Wagner, il truffatore seriale finito sul programma "Chi l'ha visto?" di RaiTre (leggi qui).
In sostanza i consiglieri Gianni Corvatta (Laboratorio delle Idee), Anna Quercetti e Bruno Prugni (PD) chiedono la costituzione di una commissione di indagine al fine di far luce sull'accaduto e sui rapporti intercorsi tra l'Amministrazione - nelle persone del sindaco Pezzanesi e dell'assessore Gabrielli - e il signor Wagner, incontratisi più volte in relazione al promesso finanziamento della riqualificazione delle Terme di Santa Lucia.
La mozione però non sarà discussa in serata perchè l'assessore Gabrielli è assente per motivi di lavoro e quindi è stato respinto il carattere d'urgenza e rinviata al 28 dicembre.
Da Jessica Marcozzi, Capogruppo FI al Consiglio Regionale delle Marche, riceviamo e pubblichiamo ìl seguente comunicato stampa relativo ai tagli sul trasporto dei dializzati.
Nessuna risposta esaustiva da parte dell’Amministrazione regionale sui tagli al trasporto dei dializzati. Anzi sì: la norma è stata scritta, in barba alle sue ricadute sui cittadini, e deve piacere, punto. Siamo alle solite, la Sanità marchigiana è lo specchio di una politica che rema nella direzione opposta rispetto alle esigenze dei cittadini, a partire da quelli con maggiori difficoltà. Ieri infatti in Consiglio regionale è approdata la mia interrogazione 506 con cui chiedevo spiegazioni sulla scelta dell’Amministrazione di escludere le persone bisognose di dialisi dalle possibilità di essere trasportate a cura del Sistema sanitario regionale tramite pulmino per disabili.
Un problema che l’Anpas ha sollevato a chiare note ma che la politica ha lasciato cadere nel vuoto, in barba soprattutto a coloro che, con problemi di salute, dall’oggi al domani si sono ritrovati a piedi. Eppure, lo scorso 26 settembre, l’Amministrazione era arrivata addirittura a sostenere che non fosse stato effettuato alcun taglio. Al ché ho chiesto cosa avesse spinto l’Amministrazione a apportare simili inconcepibili modifiche al trasporto nefropatici emodialitici, sostenendo che tali modalità debbano essere immediatamente cambiate. Il paziente deve essere libero di farsi trasportare, come sempre successo, anche dalle Associazioni di Volontariato con il riconoscimento del rimborso per i chilometri effettivamente percorsi in andata e ritorno senza limitazioni di alcun genere.
Ho chiesto anche come si arriva a distinguere tra beneficiari dei servizi e non, soprattutto tra coloro che sono costretti o meno a viaggiare in barella. Doveroso sottolineare, oltretutto, la ricaduta sulle tasche dei cittadini dei servizi modificati, precedentemente coperti dal Ssr. Mi è stato risposto che la riorganizzazione del Trasporto Sanitario regionale si è resa necessaria per dar seguito a quanto previsto dai nuovi Livelli essenziali di assistenza, che i rappresentanti delle pubbliche assistenze Anpas Cri hanno attivamente partecipato ai lavori che hanno portato alla Dgr 301, che è quella che identifica i soggetti che hanno diritto al trasporto sanitario con ambulanza e anche nella predisposizione delle modalità di rimborso per l’organizzazione dei trasporti collettivi.
Il rimborso con accompagnatore, invece è certificato dal responsabile dell’Unità operativa di Nefrodialisi. Insomma la norma è questa, questo ha partorito l’Amministrazione regionale e questo deve piacere ai cittadini anche se crea disagi e aggravi. Non è questa la politica al servizio dei cittadini, la politica che ci appartiene. Non è questo che vogliamo, consapevoli che ancora una volta, come nel caso di Sant’Elpidio a Mare, i cittadini, le famiglie, i pazienti, le pubbliche assistenze e qualche amministratore locale, si debbono rimboccare le maniche per mettere una pezza ai disagi creati da una certa politica. Continueremo a lottare per invertire la rotta e riconsegnare ai cittadini una politica al loro servizio.
Dal Comitato 30 ottobre Tolentino riceviamo e pubblichiamo
A Tolentino si continua, da più parti, a pubblicizzare erroneamente i famosi termini di riapertura per l'assegnazione delle SAE. Il "Comitato 30 Ottobre Tolentino" e l'associazione "Alter Ego-Fabbrica dei diritti" intendono far presente al consigliere Corvatta e a tutta la minoranza PD che richiedere la SAE (che sia casetta in legno o appartamento in comodato) è un diritto di tutti quei cittadini che abbiano la propria abitazione classificata come "E", "F" di non rapida soluzione o in zona rossa.
A tal proposito, il Comitato ricorda che è possibile in ogni momento presentare domanda di assegnazione poiché, ad oggi, non esiste alcun termine di legge perentorio e che, entro circa otto mesi, è prevista la consegna dell'alloggio "chiavi in mano".
Decorso tale termine si apre la possibilità di accedere all'eventuale risarcimento per il ritardo della pubblica amministrazione, previsto dalla normativa vigente.
Il Comitato 30 Ottobre Tolentino invita i cittadini che ritengano essere nella condizione sopra descritta a contattare i suoi rappresentanti tramite la pagina Facebook per ricevere informazioni e consulenza legale gratuita dai volontari dell'associazione "Alter Ego Fabbrica dei Diritti", così da valutare insieme la propria posizione.
Dal consigliere comunale di Camerino Andrea Caprodossi riceviamo
Il Sindaco Pasqui due giorni fa a Roma ha portato avanti una linea condivisibile riguardo la situazione dei comuni nel cratere, infatti non è possibile mettere nello stesso piano città fortunatamente meno colpite con cittadine completamente distrutte come la nostra, speriamo che da coordinatore dei Sindaci del cratere riesca a far passare tale giusta visione.
Passando ad un argomento meno positivo non posso non segnalare che i ritardi nelle costruzione delle SAE nel nostro Comune sono riconducibili anche al fatto che l'Amministrazione rispetto ad altri centri come ad esempio San Severino Marche o Pieve Torina abbia indicato tardivamente le aree dove costruire le casette. Il sindaco Pasqui in un comunicato stampa del 7 di settembre oltre a denigrare il sottoscritto, parlava di frasi per creare allarmismo e di lotta politica e soprattutto affermava della consegna delle prime SAE entro novembre, siamo già ai primi giorni di dicembre e i lavori sfortunatamente sono in alto mare.
Qui nessuno vuole fare lotta politica ma bisognerebbe dire la verità ai cittadini, bisognerebbe spiegare perché si sono individuate 13 zone per lo più inadatte, invece di sviluppare la cittadina verso una direttiva unica come la via di comunicazione che porta a castelraimondo, o meglio la strada SP 17 che porta a morro dove ci sono spazi molto più abili all’insediamento oppure verso la strada che va alla direttiva Civitanova-foligno. Si potevano ridurre il numero delle zone da urbanizzare, infatti si stanno spendendo soldi pubblici per costruire in luoghi poco adeguati facendo rallentare la fine dei lavori, poiché le lentezze sono dovute anche alla tipologia delle zone scelte e dai poderosi lavori di stabilizzazione dei terreni.
San Severino Marche avrà le SAE molti mesi prima di noi, il Comune è guidato da un’amministrazione di centro destra come la nostra, ma ha indicato le aree dove erigere le casette a Dicembre 2016, non a primavera 2017 come Camerino.
Concludo affermando che non è più accettabile lasciare la Farmacia comunale in questa situazione indegna dopo un anno, dopo che le altre farmacie della cittadina si sono sistemate adeguatamente. Inoltre è prioritario individuare uno spazio idoneo per il Comune e suoi dipendenti come hanno già fatto tutti gli altri comuni per la dignità del Comune stesso e per mettere i dipendenti in condizione di lavorare decorosamente.
Rinnovo la mia volontà a dare una mano all’amministrazione attraverso idonei strumenti, prima di ogni cosa vi è il bene della nostra sfortunata cittadina e di noi abitanti.
Dal senatore Mario Morgoni riceviamo
Ho presentato questa interrogazione urgente al governo su un tema di grande preoccupazione per i lavoratori dipendenti e pensionati residenti nelle zone terremotate che , dopo aver beneficiato della cosiddetta busta paga pesante e cioè dell' intero salario lordo fino alla fine di quest'anno, dal 2018 non avendo più questo beneficio saranno altresì costretti a rimborsare le somme percepite grazie a quel provvedimento.
E se anche la legge di bilancio confermasse la previsione di un rimborso in 24 mesi a decorrere da maggio 2018 si tratterebbe comunque di una mannaia destinata a colpire duramente lavoratori e pensionati in presenza di una situazione di grave difficoltà destinata a durare ancora lungo tempo.
Per questo chiedo al ministro Padoan quali iniziative intenda intraprendere a tutela dei pensionati e dei lavoratori dipendenti residenti nei luoghi terremotati per scongiurare l'avvio di azioni di recupero delle imposte, che , oltre a porsi in aperta violazione della legge e dei precetti costituzionali, arrecherebbero un gravissimo pregiudizio ad ampie fasce di popolazione che a tutt'oggi vivono una situazione emergenziale.
Rivolgo al governo anche la richiesta di intervenire ai fini di una maggiore chiarezza e trasparenza, sulla normativa e soprattutto di garantire per tali soggetti le stesse agevolazioni fiscali già concesse in occasione degli eventi sismici del 1997 e del 2009.
Ritengo doveroso ringraziare il dott. Andrea Bugamelli per il contributo fornito a questa iniziativa parlamentare con la puntuale analisi degli aspetti giuridici e dell'evoluzione normativa piuttosto complessa della materia.
Nella seduta del 12 dicembre, con propri decreti, il Presidente Pettinari ha approvato cinque progetti esecutivi predisposti dall'ufficio tecnico della Provincia per un importo complessivo di €. 1.180.000,00.
Si tratta di interventi di manutenzione e risanamento delle strade provinciali Cervidone per 250.000 euro e della Santa Croce per 280.000.
Nella stessa seduta è stato approvato un ulteriore progetto di manutenzione di alcuni tratti stradali fortemente danneggiati per un importo complessivo di 200.000 euro.
Oltre ai progetti sulla viabilità, ne sono stati approvati altri due di edilizia scolastica: il primo, che ammonta a 250.000,00 euro, è inerente ai lavori di adeguamento di nuovi spazi scolastici all'interno del polo di Camerino e l'altro di 200.000 euro riguardante l'efficentamento energetico mediante la sostituzione degli infissi del Liceo Scientifico di Recanati.
“Nei prossimi giorni – aggiunge Pettinari – verranno approvati altri importanti progetti realizzati dal nostro ufficio tecnico ed inseriti nel piano triennale delle opere pubbliche che è parte integrante del Bilancio di Previsione 2017.”
Da Francesco Borioni, Consigliere Comunale-capogruppo Il Centrosinistra per San Severino, riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa relativo all'interrogazione circa lo stato di fatto del progetto relativo alla realizzazione del nuovo plesso scolastico Luzio.
Premesso che la costruzione di una nuova scuola è un tema tanto impattante sulla vita della comunità e non è possibile che corrano voci di paese circa responsabilità, modalità e luogo di realizzazione del progetto, alle quali il sottoscritto non possa dare conferma nè smentita, in quanto non da voi informato sui fatti. Considerati gli esiti discutibili degli interventi, svolti in totale autonomia da parte dell’amministrazione, di sistemazione dei plessi scolastici venuti meno al momento del sisma (moduli temporanei per la scuola elementare, annunciati in pompa magna, di cui non si vede ombra di avvio dei lavori, moduli atti ad ospitare la materna Luzio, con evidenti carenze strutturali e funzionali, totale passività circa il procedere o meglio il non procedere dei lavori per la degna restituzione di un edificio adeguato all’ITIS).
Considerato soprattutto che questa materia meriterebbe a pieno titolo una discussione, che coinvolga l’intera comunità, aperta al contributo delle famiglie, del personale scolastico, degli operatori economici, dove tutti i cittadini possano contribuire ad una scelta che modificherà irreversibilmente il tessuto economico, sociale ed urbanistico della propria città, si chiede al Sindaco se intende dare la possibilità alla città di discutere di un argomento così importante convocando un Consiglio Comunale aperto e/o una assemblea pubblica; di conoscere i criteri adottati nell’individuazione dell’area deputata ad accogliere la nuova scuola e di avere copia dell'atto che disciplina l'utilizzo di tale area, se individuata; di entrare in possesso del progetto, anche provvisorio e non esecutivo, relativo alla costruzione del nuovo plesso, di conoscere le persone che a diverso titolo sono coinvolte, sin dalla fase progettuale, i criteri, i tempi e le modalità di assegnazione di compiti, incarichi e compensi.
In riferimento all'annunciato intervento all'edificio dell'Istituto comprensivo Lucatelli, in viale Benadduci, il Sindaco Pezzanesi, l'Amministrazione e i tecnici comunali precisano che nel programma opere pubbliche relativo alla ricostruzione delle opere danneggiate dal sisma 2016 e presentato a fine anno 2016 è stato previsto per la scuola Lucatelli un intervento di adeguamento sismico dell’intera struttura, il quale intervento è previsto dalla norma per i cosiddetti edifici strategici cioè per quegli immobili che in caso di sisma non devono comportare alcun pericolo per gli utenti e devono garantire il proseguimento delle attività.
L’intervento di adeguamento raggiunge un livello di sicurezza massimo con indice di vulnerabilità sismica pari o maggiore di 1 rispetto a quello di miglioramento sismico che è già stato fatto nella scuola nell’estate del 2016 e maggiorato con i lavori di pronto intervento post sisma.
Quindi attualmente la scuola è sicura rispetto agli standard richiesti e vigenti ma diventerà assolutamente e maggiormente sicura dopo l’intervento di adeuamento sismico.
L’intervento proposto pari a € 7.721.967,50 è stato calibrato per un intervento di demolizione e ricostruzione per la parte costruita negli anni 50/60 così da ottenere un edificio nuovo, performante e sicuro oltre che nelle strutture anche in tutte le finiture.
La parte di più recente della costruzione risalente agli anni 2000, sarà interessata da interventi minori di riqualificazione generale.
E’ da tenere conto che con questi interventi si auspica di ottenere oltre all’adeguamento sismico, anche un migliore uso degli spazi, un maggiore risparmio energetico e una riqualificazione degli ambienti nel loro complesso.
Tutto questo riguarderà anche la palestra esistente, che unitamente alla nuova palestra finanziata dal MIUR per € 580.000,00 oltre alle donazioni, porterà ad avere a disposizione un nuovo polo scolastico performante, efficiente e sicuro da tutti i punti di vista.
Quanto richiesto e già illustrato trova ragione e attuazione, notizia di qualche ora fa, attraverso la definizione del nuovo piano opere pubbliche (secondo) che sarà pubblicato a giorni.
Ricapitolando, il nuovo piano prevede:
SCUOLE:
Istituto Comprensivo Don Bosco – Infanzia e Primaria “Bezzi” 2.048.831,31 euro;
Scuola Paritaria Maestre Pie Venerini (faceva parte del 1° piano) 2.607.957,00 euro;
Istituto Comprensivo Don Bosco – Primaria e Secondaria “Don Bosco – Villaggio Scolastico 7.536.783,23 euro;
Istituto Comprensivo “G. Lucatelli” - Scuola Primaria e Secondaria “G. Lucatelli” 7.721.967,50 euro.
EDIFICI PUBBLICI:
PALAZZO COMUNALE € 7.493.000,00
BASILICA DI SAN NICOLA € 3.734.852,00
Tutte le opere saranno quindi mirate all’adeguamento sismico per gli edifici strategici (scuole, municipi, ecc.) e al miglioramento sismico, al risparmio energetico, al pieno recupero artistico e strutturale per quanto riguarda la Basilica di San Nicola. Discorso a parte per la struttura della scuola paritaria Maestre Pie Venerini, lavori già finanziati nel primo piano delle opere pubbliche, il cui intervento prevederà la ricostruzione. Ovviamente gli interventi riguardanti l'adeguamento sismico degli edifici scolastici Don Bosco e Lucatelli saranno oggetto di adeguata programmazione nel tempo affinchè le strutture stesse possano supportarsi vicendevolmente nei piani di formazione degli alunni ed accoglierli alternativamente all'interno degli stessi edifici.
"In buona sostanza, oggi – conclude Pezzanesi - annoveriamo un altro importantissimo passo in avanti sotto il profilo programmatico dei lavori pubblici necessari a questa Città, all'indomani del sisma, proiettandola verso un futuro non solo fatto di assoluta sicurezza ma anche di tecnologia e di aumento della qualità della vita. Questa Amministrazione, quindi, nel lavorare tanto e bene ritiene necessario sottolineare, ancora una volta, la disponibilità degli interlocutori, Regione e Governo, che seppur a volte distanti dalle soluzioni ipotizzate, spesso hanno ritenuto di condividere obbiettivi straordinariamente importanti come quelli annoverati sino ad oggi, e per questo li ringraziamo. Discorso a parte, ci teniamo a comunicarlo, per l'edilizia privata dove si sono registrati ritardi procedurali e normativi che hanno reso ancora più difficile la situazione nel recupero dell'edilizia privata, soprattutto per gli edifici catalogati in categoria “B”. Oggi la Regione Marche ha informato che nel mese di gennaio si darà il via agli incontri con i tecnici e le associazioni di categoria per velocizzare tutta la parte normativa che consentirà l'avvio dei tanto agognati e necessari cantieri degli edifici privati".
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma di Civitanoi.
"Sconvolti dalle reazioni scomposte (espresse relativamente alle palme dei giardini), promosse da una parte politica, dopo quello che abbiamo letto oggi sui giornali, chiediamo alla vera sinistra di farsi avanti, di cancellare quella parte di finta sinistra che sembra essere bacchettona, miope e cieca. Con la scusa di proteggere Civitanova la affonda definendola "una barzelletta", scrivendo che "tutti ci ridono alla spalle" per cosa per delle luci hot?
Queste persone ancora una volta non hanno capito che la vera vergogna è stato il suicidio dei nostri 3 concittadini; la vera vergona è data da tutte quelle persone che non riescono a sopravvivere per la mancanza di lavoro; la vera vergogna è la chiusura della comunità terapeutica le querce nel totale silenzio della destra e della sinistra; la vera vergogna è il depotenziamento dei nostri ospedali per poi andare alla ricerca dell’ospedale unico. la vera vergogna è chiedere ancora una volta, senza avere risposte, un consiglio comunale aperto per parlare di come poter risolvere il grande problema dello spaccio di sostanze stupefacenti.
Ecco queste sono le vere vergogne non le luci. L'opposizione deve smetterla di prenderci in giro, di ridere loro alle nostre spalle, che facciano opposizione sulle,cose serie sui veri problemi , altrimenti loro diventeranno la barzelletta, distruggendo e rendendo scadente insulsa la sinistra ,loro stanno creando il vero danno.! i cittadini civitanovesi sono orgogliosi della loro città, hanno trasformato una nota negativa in positiva, realizzando un tam tam che ironicamente ha trasformato il nostro meraviglioso giardino di piazza xx settembre nel giardino "dell’ ammore": un’ attrattiva che porti gente curiosa che vorrebbe trascorrere una giornata nella nostra meravigliosa citanò, ridendo passeggiando, acquistando".
“Parte da Ascoli la battaglia di Forza Italia in difesa della famiglia”. A comunicarlo in una nota è il responsabile degli Enti Locali di FI Marcello Fiori a margine della giornata di formazione sulle politiche famigliari “Più forte la famiglia più forte l’Italia”, che si sta svolgendo ad Ascoli Piceno presso la Sala della Regione alla presenza, tra gli altri, del sindaco di Ascoli e presidente dell’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale Guido Castelli e del presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari Gianluigi De Palo.
“L’obiettivo di questa iniziativa - spiega Fiori - è contribuire a redigere un programma di politiche sociali da attuare in tutti i Comuni amministrati da Forza Italia. Il welfare locale, strumento importantissimo di redistribuzione del reddito e di sostegno alle fasce più fragili della popolazione, va completamente ripensato. I Comuni, oggi più che mai, sono chiamati a uno sforzo per venire incontro ai cittadini partendo dal nucleo fondante della società, la famiglia. Troppo spesso, infatti, le politiche sociali vengono pensate e tarate sulla base di necessità individuali. Ma - prosegue Fiori - oggi più che mai bisogna invertire questo modo di immaginare il welfare e rimettere al centro i bisogni degli individui all’interno delle famiglie. Lo stesso Isee va rimodulato per agevolare i nuclei familiari. Assenza di posti negli asili nido, scarsa assistenza agli anziani, difficoltà nella presa in carico delle fragilità o delle disabilità anche temporanee, sono alcuni dei problemi ai quali ciascuno di noi deve quotidianamente cercare di far fronte.
Il compito dei Comuni - conclude Fiori - è schierarsi dalla parte delle famiglie con politiche attive e concrete di sostegno al reddito e di giustizia sociale. Forza Italia e i suoi amministratori intendono raccogliere questa sfida elaborando un programma innovativo e realizzabile”.
“I numeri relativi alla famiglia in Italia sono da brividi. Parlano di natalità in calo vertiginoso, popolazione sempre più vecchia, disagio sociale crescente. Quali risposte dà la politica a tutto ciò? - se lo chiede Marcello Fiori, responsabile Enti locali di Forza Italia nel corso del suo intervento alla giornata di formazione sulle politiche famigliari “Più forte la famiglia più forte l’Italia”, che si sta svolgendo presso la Sala della Regione di Ascoli Piceno alla presenza, tra gli altri, del sindaco di Ascoli Guido Castelli e del presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari Gianluigi De Palo. “ Le famiglie oggi sono rappresentate da 4,6 milioni di impiegati benestanti, 5,8 milioni di pensionati, mente gli under 30 nullafacenti sono oltre 2 milioni. Aumentano anche gli stranieri residenti, che superano i 5 milioni. In questo contesto la famiglia è il nucleo sociale più colpito dalla crisi economica e sociale, considerando che oltre 3,5 milioni di famiglie non ha un reddito da lavoro con un’incidenza della povertà assoluta che riguarda 1,6 milioni di famiglie, un fenomeno particolarmente drammatico al Sud ma che comincia a farsi sentire persino nel comunemente ritenuto ricco Nord, con migliaia di posti di lavoro persi dal 2008 a oggi sia tra gli autonomi sia tra i dipendenti. Inoltre, il 68% degli under 35 vive con mamma e papà per l’incapacità della politica di costruire le basi affinché essi possano costruirsi una famiglia autonoma.
Particolarmente preoccupante - prosegue Fiori - è il calo della maternità innescato dalla crisi: ogni donna fatica a mettere al mondo più di un figlio e lo fa con enormi sacrifici sul lavoro, spesso penalizzando la propria carriera. In questo contesto - aggiunge Fiori - il reddito di inclusione rappresenta uno strumento insufficiente. Spetta ai Comuni cambiare passo pensando politica di welfare mirate al sostegno delle famiglie e al governo metterei condizione gli enti locali di svolgere il loro lavoro di ente di prossimità. I tagli degli ultimi cinque anni in questo senso sono stati nefasti e hanno contribuito a smontare il sistema dell’assistenza, con le famiglie sempre più costrette a spendere di tasca propria per servizi che dovrebbero essere garantiti dal pubblico. Un esempio su tutti: il 37% delle famiglie ha dovuto rinunciare a curarsi per motivi economici, il 23% ha dovuto rinunciare all’assistenza per persone non autosufficienti. Il welfare - conclude Fiori - incide per il 15% sul reddito familiare”.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma di Roberto Cola - Sezione Camerino LNDC
"Invitato dalla carissima Federica Mandozzi di Verde Caffè, sono stato a Macerata l’8 dicembre per l’intera giornata ed il 10 di pomeriggio, con lo stand della sezione di Camerino Lega Nazionale per la Difesa del Cane. Avevo con me due esemplari da proporre per l’adozione, un adulto ed un cucciolo, qualche gadget ed i nostri calendari per il 2018. Un sandwich illustrava la nostra attività, specie nel periodo del terremoto durante il quale anche da sfollati, come personalmente sono, siamo stati sempre in prima linea accogliendo più di quaranta cani di proprietari che non erano più in grado di tenerli, nutrendo molte colonie feline in zona rossa, gestendo insieme all’Asur ed all’OIPA il tendone con mangimi e farmaci per ogni emergenza a Maddalena di Muccia. Nel retro si illustrava il nostro progetto di costruire una casa di legno per cani anziani, parzialmente finanziata dalla LAV.
Fatte salve le poche persone che ci hanno mostrato la loro generosità, e che ringrazio di cuore, debbo a posteriori registrare uno spettacolo squallido e deprimente. Un passeggio triste, alienato ed assente. Alcuni sembravano forzati, come fosse una fatica! Tanti si fermavano nei pressi del nostro banchetto frugando nella borsa, nel borsello, per estrarre subito dopo il pacchetto di sigarette, più spesso il cellulare, senza il quale non si vive, e trent’anni fa si viveva senza, per andarsene subito dopo! E sì che molti avevano cani con sé, più spesso di razza, alcuni incappottati ed infiocchettati come per una mostra. Ho visto passare anche qualche pelliccia autentica (credevo ormai obsoleto questo macabro genere di abbigliamento), tante firme, tanti sorrisi di circostanza. Alcuni si fermavano da noi, guardavano, leggevano, poi facevano un sorrisetto e se ne andavano. A prescindere dal fatto che io porto avanti questa attività da ventotto anni e che spesso partecipo a fiere e manifestazioni di vario genere, quindi in tanti dovrebbero conoscermi od aver sentito parlare di me, ma non capivo il senso di questi sorrisi, a qualcuno l’ho anche detto: “state leggendo la sintesi di una tragedia, i nostri circa 230 cani sono frutto dell’abbandono, del terremoto, alcuni di essi vivono in canile da molti anni, hanno estremo bisogno di una famiglia che restituisca loro parte della felicità irrimediabilmente perduta! Ma hanno anche bisogno di una vostra offerta per poter continuare a mangiare ed essere curati, con la miseria che ci danno i Comuni. C’è poco o niente da ridere!” Se ogni passante avesse lasciato cinquanta centesimi avremmo potuto acquistare cibo per un mese…
Concludendo, spero che in questi due giorni sia passata tutta la Macerata scettica, qualunquista, sensibile soltanto ai propri bisogni, la Macerata “globalizzata d’indifferenza”, come felicemente disse Papa Francesco tempo fa stigmatizzando le reazioni di tanti a proposito dei disperati che sbarcano. E siccome tornerò il 16 ed il 17 dicembre prossimi, sempre in Corso della Repubblica, mi auguro d’incontrare in quelle date la Macerata sensibile non solo a parole, la Macerata generosa ed attenta al problema dei cani abbandonati e di tutti gli altri animali che soffrono, la Macerata che ama gli animali non arrosto o in salmì, quella che incontravo circa vent’anni fa, alla fiera di San Giuliano, quando il nostro stand era gremito di persone che facevano a gara per chiedere, per donare, per aiutarci a crescere. Noi siamo cresciuti anche grazie a loro".
Anche quest’anno Macerata sceglie il Natale e il Capodanno sicuri senza scoppio di petardi. Il sindaco Romano Carancini, infatti, ha firmato un’ordinanza che vieta dal 24 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018, l’utilizzo di petardi, botti e fuochi d’artificio su tutto il territorio comunale nei luoghi pubblici e aperti al pubblico.
Il provvedimento trova fondamento, come si legge nell’ordinanza, “nella tutela dell’incolumità pubblica, della sicurezza urbana, della protezione del patrimonio pubblico e degli animali sul proprio territorio”. Le conseguenze negative che i fragorosi boati possono avere a causa del potenziale rischio di incendio, di danneggiamento al patrimonio pubblico e sugli animali, sono infatti alla base dell’ordinanza adottata dal sindaco Carancini.
"Patrizia ha sempre dimostrato, con la sua passione e professionalità, come sia possibile essere impegnati in politica per il bene della collettività e nel pieno rispetto delle Istituzioni che si rappresentano. Ha mostrato, in ogni circostanza, grande dignità, anche nell’affrontare questa sua ultima battaglia. La politica marchigiana deve molto a Patrizia, alla sua sensibilità nei confronti dei più deboli, al suo essere innovatrice e non aver, quindi, timore di proporre soluzioni alternative e concrete nell’esclusivo interesse del territorio. Personalmente, sono profondamente addolorato perché ho avuto modo di lavorare fianco a fianco di Patrizia e la sua mancanza si farà sentire. Ciao Patrizia". Con queste parole, il Segretario Regionale del Partito Democratico, Francesco Comi, ha commentato la notizia della scomparsa di Patrizia Casagrande Esposto.
Una vita in politica, quella di Patrizia Casagrande Esposto, nata a Senigallia il 29 ottobre 1951 dove ha sempre vissuto. Si è appassionata presto alla politica, già a 18 anni si era iscritta nelle Acli e a 20 anni al Pci, attraversando tutte le fasi del partito: PDS, DS e oggi PD.
Il suo primo incarico politico lo ha rivestito nella sua Senigallia, quando nel 1985 è stata eletta in Consiglio comunale. Un trampolino di lancio in direzione dei vertici della Provincia di Ancona.
Nel 1994 è eletta in Consiglio provinciale e, dopo quattro anni è nominata assessore provinciale con deleghe ai Lavori pubblici, alla Viabilità, all'Edilizia scolastica e alle Politiche di pari opportunità. Nel 2002, l’allora presidente della Provincia di Ancona, Enzo Giancarli, le affida nuove deleghe: Urbanistica, Ambiente, Edilizia residenziale pubblica. Da Assessore provinciale, ha attivato l'Osservatorio Provinciale dell'Acqua, in virtù del quale Ancona ha ospitato nel 2010 la prima tappa del progetto europeo "Les Villes et l'Eau", un convegno internazionale dedicato all'acqua bene comune non mercificabile.
Ruoli chiave che l’hanno portata ad assumere sempre più rilevanza, tanto da essere la candidata naturale della coalizione di centrosinistra nelle amministrative del maggio 2007, quando è stata eletta al primo turno presidente della Provincia di Ancona - la seconda donna alla guida dell'Ente, dopo Marisa Saracinelli - con il 55,64 % dei voti.
In cinque anni di mandato ha ottenuto importanti risultati, tra i quali: il Bilancio partecipativo; accordi stabili per la realizzazione dei poli scolastici nei territori; la creazione del sistema turistico locale unico; il sistema unico del trasporto locale. Ha posto solide basi per il Piano Energetico Provinciale e avviato il progetto Eternit free per la sostituzione dell'amianto con il fotovoltaico; ha svolto azioni politiche d'area vasta per la differenziazione, lo smaltimento e il riciclo dei rifiuti.
Nel 2009 ha promosso un fortunato ciclo di seminari sull'urbanistica dal punto di vista della cultura. Particolarmente attiva nei progetti a favore del Sud del mondo, si era fatta promotrice del primo convegno internazionale delle Autonomie locali "L'Europa con l'Africa".
Ha partecipato alla redazione della "Carta europea per la parità e l'uguaglianza tra gli uomini e le donne" ed ha fatto parte del Coordinamento della Conferenza nazionale delle donne del Partito Democratico. Il 12 ottobre 2009 è eletta presidente dell'Upi Marche e, successivamente, anche del sistema turistico unico della Marca Anconetana.
È stata, inoltre, vicepresidente del Coordinamento nazionale dei Consigli delle Autonomie Locali, vicepresidente del Coordinamento nazionale Enti locali per la Pace e i Diritti umani e membro del consiglio nazionale dell'Aiccre (Associazione italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa).
Il suo ultimo incarico politico l’ha svolto come coordinatrice della segreteria del Pd Marche. Attualmente era presidente della Form, nominata lo scorso luglio.
277milioni e 996 mila euro è l’investimento previsto dal secondo Stralcio delle Opere Pubbliche per la provincia di Macerata.
Il piano verrà illustrato oggi 12 dicembre durante il Comitato istituzionale provinciale per l’attività di ricostruzione post sisma .
All’incontro saranno presenti i Primi Cittadini, il presidente della Provincia Pettinari e l’assessore alla Protezione Civile Angelo Sciapichetti.
Sono pianificati stanziamenti per 31 scuole, 27 municipi e 59 opere pubbliche.
Ai comuni più danneggiati è rivolta particolare attenzione con l’erogazione di contributi per 29 opere. Si raggiunge così l’obbiettivo dell’integrale finanziamento di edifici scolastici e comuni.
All’ordine del giorno oltre all’approvazione del secondo Stralcio del Piano, le Modifiche al D.L. 189/2016 che contiene le misure a favore delle popolazioni terremotate. Ci saranno anche approfondimenti sulle infrastrutture per la banda ultra larga e la rendicontazione sulle attività di Protezione Civile svolte fino ad oggi.