"I finanziamenti del Cipe per le proposte infrastrutturali ed ambientali avanzate dalla Regione Marche rappresentano una svolta epocale per il nostro territorio, compresa la provincia di Macerata, per la quale sono stanziati quasi 29 milioni di euro. L'area di Civitanova Marche vedrà finalmente realizzate opere fondamentali per il suo sviluppo ed attese da decenni. Questo dimostra che si sta lavorando bene per il nostro territorio ed i risultati sono evidenti". Così il vice capogruppo in consiglio regionale, Francesco Micucci, all'indomani della presentazione ufficiale da parte del presidente Luca Ceriscioli dei progetti che saranno finanziati dal Cipe nelle Marche. "Ora è fondamentale - riprende Micucci - avviare rapidamente l'iter di progettazione per vedere i lavori realizzati in tempi brevi".
Il consigliere ricorda, in particolare, gli oltre 820mila euro che saranno destinati alla riqualificazione del porto di Civitanova Marche "e soprattutto ai dragaggi dei fondali, intervento atteso da anni ed indispensabile per garantire la piena funzionalità ed efficienza della struttura".
Ancora: il milione per la realizzazione del ponte ciclo-pedonale di collegamento tra Civitanova e Porto Sant'Elpidio "opera inserita all'interno della costruzione dell'intero tracciato della ciclo-pedonale adriatica, una rete di collegamento per la mobilità sostenibile, anche in questo caso attesa da tempo, che avrà anche risvolti positivi sul turismo della nostra regione".
Tra le infrastrutture stradali, il vice capogruppo Micucci menziona anche lo svincolo autostradale di Potenza Picena (all'interno di un pacchetto di finanziamento di 11 milioni relativo alla viabilità a servizio del nuovo ospedale unico provinciale). "L'apertura del casello rappresenta una svolta sostanziale per il traffico in direzione nord di Civitanova Marche – spiega Micucci – dato che il casello di Civitanova serve in particolare l'area sud. Questo consentirà anche di trovare una soluzione più immediata all'ipotesi di variante alla statale - opera attesa da trent'anni ed ancora nemmeno progettata - smaltendo il traffico lungo la statale fino a che non sarà possibile contare sulla variante".
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del cda dei teatri di Civitanova
"Prendiamo atto dell’amarezza di Giovanna Capodarca per non essere stata rinominata consigliere nel cda dei Teatri, ma di certo chi si è venduto “per un piatto di lenticchie” è stata lei sventolando ai giornalisti un pezzo di carta che di certo non ha valore e che, come lei ben sa, il CDA ha firmato prima di venire a sapere quale fosse la realtà dei fatti, ma che era l’unico e l’ultimo modo per lei per ricevere un po’ di visibilità.
Ci poniamo dunque delle domande: per quale motivo lei che ci reputa venduti voleva tanto essere riconfermata nel cda accanto a persone che disprezza?
E poi cosa avrebbe fatto se fosse stata rinominata anche lei nel cda? ci avrebbe ricattati con un pezzo di carta qualora non ci fossimo piegati al suo volere? Quella correttezza di cui ama riempirsi la bocca avrebbe dovuto dimostrarla con i fatti e di certo, nel privato, lei non ha mai nemmeno pensato di farci capire quale fosse il suo doppio gioco, quando in fondo sarebbe bastato parlare per chiarire tutto.
La realtà, deformata dal filtro della delusione e dell’amarezza, non può che essere dipinta in maniera distorta; peccato che lei fino a qualche giorno fa avesse provato a parlare col Sindaco e con la stessa Gabellieri, contro la quale ora punta il dito, usando nei loro confronti ben altre parole e ben altri modi.
Quali interessi aveva la Capodarca, allora?
Se aveva qualcosa da dire, perché non lo ha fatto prima delle nomine?
Domande retoriche le nostre che hanno già una risposta.
Certo è che il Sindaco ha ben spiegato per quale motivo ha scelto un cda ridotto e certo è che la Capodarca ha sparato cifre e fatti a caso, dimostrando di non essere né informata né imparziale.
Capiamo, signora Capodarca, che la vendetta è un piatto che si mangia freddo, ma il suo comportamento è stato di certo una caduta di stile e un atto meschino e subdolo che forse voleva intimidire, ma che di certo non le è riuscito.
Noi dal canto nostro guardiamo avanti e pensiamo alla stagione estiva che presto verrà resa nota e che caratterizzerà Civitanova per vivacità culturale e turistica e che sarà un vanto per tutta la città. Le nostre energie le canalizziamo in azioni concrete e positive e di certo non ci faremo trascinare in polemiche sterili.
Presidente Aldo Santori - Vice Presidente Fabiola Polverini - Consigliere Michela Gattafoni"
Non si placano le polemiche per il sit-in di sabato di CasaPound, l'ultima voce che si accoda ai centri sociali è quella del Sindaco Carancini che lo definisce "intollerabile".
"Ci troviamo nuovamente a rispondere alle sterili polemiche in merito al nostro sit-in - spiega nella nota il responsabile regionale di CasaPound Andrea Lamona - e ad affrontare la paradossale situazione per cui, dopo anni di gestioni fallimentari della città tutte a sigle PD che hanno causato la situazione disperata in cui versa Macerata, si cerca altrove il colpevole, individuandolo nella legittima protesta dei cittadini, piuttosto che indulgere in una realistica autocritica".
"Ancora una volta, in mancanza di argomenti seri, si agita lo spettro fascista come fonte di ogni male cittadino, quando il degrado, la mala gestione dell'immigrazione e la criminalità altro non sono se non il risultato di scelte politiche a noi non imputabili - prosegue Lamona nella nota - Non sono a noi imputabili neppure i disordini pubblici, frutto piuttosto del clima di intolleranza e di demonizzazione dell'avversario creati dallo stesso Sindaco e confermati dalle sue recenti parole".
"Ancora e a sproposito si cita la Costituzione e la famosa Dodicesima Disposizione Transitoria per fermare il sit-in regolarmente autorizzato di una forza politica che ha partecipato democraticamente alle elezioni - prosegue il responsabile di CasaPound - Ancora una volta un rappresentante delle istituzioni prova la sua approssimazione nella conoscenza di articoli della Costituzione che ripete come un mantra senza comprenderne l'essenza. Di questo si dovrebbe curare, non del legittimo dissenso dell'unica forza che ha a cuore il bene della città".
"Rinnoviamo l'invito alla cittadinanza ad unirsi al nostro sit-in che si terrà in piazza Battisti alle 18 - conclude Lamona - e invitiamo il Sindaco ad occuparsi dei problemi e reali della cittadinanza, piuttosto che coprire le proprie mancanze con una inutile caccia alle streghe ".
La burocrazia il primo ostacolo per la ricostruzione, i senatori della Lega Paolo Arrigoni, Luca Briziarelli, Giuliano Pazzaglini e il deputato Tullio Patassini incontrano a Macerata i rappresentanti degli ordini professionali dei tecnici delle regioni colpite dal terremoto. “Il quadro che emerge dalle ordinanze e dalla normativa in essere è desolante – si legge nella nota - errori, lacune e ritardi con cui professionisti, famiglie, imprese e comuni devono fare i conti tutti i giorni. E’ inspiegabile – scrivono i parlamentari - come l’esperienza di terremoti precedenti non abbia lasciato memoria nelle azioni di chi avrebbe dovuto procedere alla ricostruzione”. Cosa ancora più grave la mancata disponibilità al confronto manifestata da chi ha gestito l’emergenza e la ricostruzione che è stata riferita nel corso dell’incontro. Molte delle questioni sollevate erano già state segnalate ufficialmente senza trovare, fino ad oggi, concreta risposta. Tanti gli esempi che sono stati riportati da architetti, geometri, geologi durante l’incontro.
“Nelle Marche la pre-istruttoria per la presentazione delle domande richiede mediamente 161 giorni a fronte dei 30 previsti dalla legge. Il tutto rischia di essere ulteriormente aggravato dalla nuova normativa per i lavori pubblici che, dopo anni di attesa, ha avuto il via libera e che lascia appena un mese di tempo ai professionisti per adeguarsi senza che sia stata ancora emanata una circolare interpretativa. Un altro paradosso riguarda il calcolo dei contributi da destinare agli immobili lesionati e per i quali si adottano gli stessi criteri dell’Emilia Romagna senza però considerare la peculiarità degli edifici presenti nelle zone terremotate.
In Umbria e nella Marche, ad esempio, la superficie media dei capannoni destinati alle attività produttive è inferiore, così come sono diverse le caratteristiche delle abitazioni che, soprattutto nei centri storici, hanno delle mura molto più spesse. Ciò determina un calcolo del contributo che non copre il costo reale dell’intervento e rende concreto il rischio di un accollo di spese da parte del committente. I problemi riscontrati non riguardano solo la parte privata ma anche i comuni con un aggravio di procedure spesso contraddittorie. La Lega assicurerà un’ interlocuzione continua così come è avvenuto nei quasi due anni di emergenza e l’istituzione di un “tavolo permanente” con i rappresentanti locali degli ordini al fine di individuare una priorità delle problematiche da risolvere”
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma di Giovanna Capodarca Agostinelli.
"Dalla lettura di un quotidiano locale, deduco che sarei stata fatta "Fuori perché mi ero posta in posizione critica verso l'amministrazione". Ora, in primis, il sindaco ben sa che ho accettato di buon grado l'incarico di membro del cda, del tutto gratuito, solo perché animata da desiderio da dare un contributo, disinteressato, svincolato, dalle regole della politica, o come si dovrebbe dire dei "politicanti".
Infatti ho accettato perché pensavo (ora mi rendo conto, sbagliando) di poter esprimere il mio pensiero liberamente, senza lacci, lacciuoli, o condizionamenti, come sempre fatto nella vita. In realtà fin da subito ho notato che le voci "fuori dal coro", ben due presidenti, sono stati "impallinati" senza alcuna remora (tra un po' toccherà anche al direttore). Ora, con grande stupore, vedo che il cda verrà ridotto a tre membri (i pugnalatori), di certo tale riduzione non favorisce la democrazia, le convergenze, un consenso più ampio. (da non dimenticare che lo statuto prevede che per decidere i programmi da attuare debbono avere il consenso minimo di tre persone, numero facilmente evaso.....che si farà? si cambia lo statuto? o si lavora senza rispettare lo stesso?). Anzi, tale manovra appare volta a sedare il dissenso, a comprimere chi osa "alzare la testa".
Caro Fabrizio, avevo confidato in te, perché mi apparivi in un modo animato da spirito costruttivo, libero: in realtà, è condizionato più di altri, legato a logiche non democratiche, di gestione del dissenso che credevo appartenessero a epoche ormai defunte. Allora, ti consiglio una buona lettura: la nostra carta costituzionale, art. 13 in modo che trovi spunti che ti permetteranno di continuare il mandato con onore, a testa alta, senza piegare la schiena, dimostrando che lo spirito democratico deve essere il faro, la stella polare, di ogni azione politica. Chi comprime il dissenso, a volte costruttivo, non è degno di ricoprire il ruolo istituzionale che la città gli ha democraticamente affidato.
Questo fine settimana in molte piazze e vie principali delle citta marchigiane il movimento 5 Stelle protesterà contro la proposta di legge regionale 145 che a giorni arriverà nel consiglio regionale per la sua approvazione.Saranno allestiti centinaia di banchetti informativi dove saranno distribuiti volantini e dove i portavoce comunali del M5S e gli attivisti daranno informazioni su questa legge 145.
Si tratta di un disegno di legge con il quale la regione a guida PD di fatto lascia le chiavi della gestione della sanità regionale in mano a privati che come fine ultimo hanno il lucro.Infatti sarà permesso l’uso di attrezzature pubbliche e ospedali pubblici finanziati con le tasse dei cittadini, il tutto avverrà con una sperimentazione che mentre nella legge nazionale è di 3 anni, in questo caso la si protrae a 5 con possibilità di proroga di un altro anno a discrezione della giunta.Oltretutto la legge nazionale privilegia il coinvolgimento delle organizzazioni senza fini di lucro ma la legge regionale non specifica questo privilegio.
Il primo rischio di questa legge è che non solo entrino i privati nella sanità pubblica ma che ci restino e che il passaggio da sperimentazione a gestione avvenga senza nessuna gara di appalto.Il rischio più alto poi è che tutto sia basato sulla discrezionalità della giunta regionale e che quindi il bene pubblico venga alla fine regalato ai privati.
Il Movimento 5 Stelle da sempre è per la sanità pubblica pur sapendo delle molte criticità, le stesse però non possono essere superate svendendo la sanità a soggetti privati. La sanità pubblica e regionale va rivista profondamente per renderla migliore, competitiva e veloce ma questo processo va attuato solo riformandola secondo criteri di meritocrazia innovazione e investimenti mirati non di certo lasciando tutto in mano al privato.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Potere al Popolo Macerata in riferimento alla manifestazione di Casa Pound prevista per Sabato.
“In merito all'appuntamento annunciato da Casa Pound, Potere al Popolo invita le autorità locali a negare ogni autorizzazione a manifestazioni di forze razziste e intolleranti che minano la convivenza della città e che in un paese normale sarebbero naturalmente illegali. Il rischio è che Prefettura o Questura autorizzino una manifestazione neofascista, contravvenendo non solo al buon senso, ma alle stesse normative di legge vigenti. Chiediamo inoltre una presa di posizione chiara delle istituzioni politiche, che ribadiscano che il vivere civile e la democrazia cittadina si fondano su valori di unità, antifascismo e ripudio dell'odio razziale. I silenzi e i neutralismi passati delle istituzioni e della stessa chiesa locale hanno sdoganato l'intolleranza e il razzismo di forze come la Lega. Il rischio è che si continui a far finta di nulla, autorizzando manifestazioni di forze che si pongono al di fuori della legalità costituzionale, continuando a giustificare parole e atti (come quello di Traini, candidato della Lega) che nulla hanno a che vedere con la discussione democratica. Se così non fosse, non ci sorprenderà il giorno in cui forze di chiara matrice mafiosa potranno manifestare liberamente perché hanno tutte le autorizzazioni in regola. Potere al popolo intanto si organizzerà, con iniziative mutualistiche di servizi ai cittadini tutti, per riaffermare un'idea larga e ricca di cittadinanza solidale.”
Lunedì 9 aprile alle ore 16,30, in prima convocazione, torna a riunirsi nell’ex sala udienze del Giudice di Pace di via Cesare Battisti numero 1 il Consiglio comunale di San Severino Marche.
Fra gli argomenti all’ordine del giorno dopo le comunicazioni del sindaco, Rosa Piermattei, l’insediamento dei nuovi componenti la Giunta comunale, l’approvazione dell’atto di restituzione delle aree acquisite per l’attuazione della lottizzazione residenziale in località Colmartino, non attuata e con convenzione scaduta, l’adozione della variante parziale al Piano regolatore generale comunale per la ricollocazione delle volumetrie congelate con delibera di Consiglio comunale n. 78 del 2014 con ripristino e riproposizione, ridefinizione e riconoscimento di 12 diverse zone. L’assise cittadina, infine, sarà chiamata ad approvare il rendiconto 2016.
Sono tre le mozioni approvate durante l’ultima seduta del Consiglio comunale (28 marzo u.s.) avanzate dal gruppo di opposizione “Uniti per Treia”. Si tratta di ulteriori misure per il contrasto del gioco d’azzardo, come l’adesione al manifesto dei sindaci per la legalità e una rinnovata collaborazione con l’Ambito territoriale dopo la nomina del nuovo coordinatore; dell’introduzione del cosiddetto “vuoto a rendere” e del censimento e la salvaguardia degli alberi monumentali, dei filari e delle alberature di pregio. Rispetto alle mozioni approvate, l’obiettivo del “vuoto a rendere” è quello di sensibilizzare i consumatori sull’importanza del riciclo, oltre alla diminuzione della produzione dei rifiuti. Il testo della delibera impegna ora l’Amministrazione comunale a promuovere attraverso incontri informativi questa “buona pratica” in collaborazione con il Cosmari e a seguito di accordo con l’Ata, alla quale sarà deputata l’individuazione di forme di incentivazione economica nei confronti di esercenti e produttori. Inoltre, a seguito della caduta di alberi lungo il viale di Villa Lazzarini e all’interno dell’area della scuola elementare di Passo di Treia, il gruppo di opposizione è tornato a richiedere il censimento delle piante al fine di garantire la massima sicurezza della cittadinanza come previsto dalla legge e a tutt’oggi disatteso dalla maggioranza.
Rammarico è invece espresso da “Uniti per Treia” per una quarta mozione bocciata dalla maggioranza sull’individuazione di spazi pubblici da destinare a mostre e convegni. Il gruppo ha chiesto chiarezza nella linea dell’Amministrazione che, da un lato, individua spazi anche nelle frazioni, ma, dall’altro, non provvede a mettere a norma o comunque a pianificare l’adeguamento di strutture come la Torre del Mulino di Passo di Treia, attualmente senza impianto di riscaldamento, priva di servizi igienici e inadeguata per l’accesso delle persone con disabilità. Nessuna soluzione, in tal senso, è prevista per Chiesanuova. Respinta anche la proposta di consentire e regolamentare l’uso di alcune aule degli edifici scolastici in orario serale, come già avviene in modo positivo nel Capoluogo.
Dopo il dibattito in aula e alcune modifiche richieste dalla maggioranza, le delibere sono state approvate in modo unanime e rappresentano un’ulteriore conferma del lavoro di controllo e proposta svolto dall’opposizione in questi anni. Un’azione che ha avuto una decisa accelerazione dopo l’accordo tra i consiglieri Andrea Mozzoni, Gianluca Gagliardini (MeritiAmo Treia) e Francesco Sassaroli (Il futuro nel cuore) che ha visto la nascita del nuovo gruppo rappresentato ora in Consiglio dai primi due e da Michele Palazzesi.
Filippo Saltamartini, ex senatore della Repubblica e oggi primo cittadino di Cingoli, torna a parlare di “emergenza sicurezza” a Macerata dopo lo sfogo di Pasqua sul suo profilo Facebook (leggi qua l'articolo)
"Sul tavolo del Ministro dell'Interno, Autorità nazionale di pubblica sicurezza, ogni giorno arrivano centinaia di dispacci di fatti delittuosi. Si va dai fatti più gravi della criminalità mafiosa a quelli del terrorismo islamico. Quando dalla nostra regione - scrive il sindaco di Cingoli - giunge qualche rapporto, da sempre, questo è messo sotto ai fascicoli scottanti. Quella che fu un'isola felice rischia per questa "sottovalutazione del rischio" di diventare come una delle Regioni a maggior tasso criminale. La ragione è semplice: le poche risorse esistenti a livello nazionale in agenti e carabinieri, magistrati, personale di segreteria e risorse strumentali, sono destinati alle emergenze di altre Regioni".
"Le Questure e i Commissariati da Pesaro ad Ascoli - continua nel post - vedono l'organico ridotto alla metà e in intere Province, la sera e di notte, quando aumenta il "rischio", l'insicurezza è affidata a 1 o al massimo 2 pattuglie, quando non devono redigere atti di indagine da convalidare (sequestri, perquisizioni, arresti ecc ecc). Senza prevenzione e nessun contrasto le infiltrazioni criminali aumenteranno. Anche da noi. E se il Procuratore presso la Corte d'Appello parla di infiltrazioni mafiose c'è da credergli. A noi "marchigiani" non deve importare nulla se le statistiche della criminalità ci pongono agli ultimi posti per delittuosità posta in essere da cittadini italiani. Noi dobbiamo pretendere il livello di sicurezza della nostra regione, del nostro livello sociale, del nostra sistema valoriale e non di quelli di regioni con mafia, ndrangheda e camorra. A questo si aggiunga che la regione Marche è assente con le politiche della polizia amministrativa e locale (ha fatto un legge per rendere eguali le divise e i colori delle auto della polizia locale). Gli sforzi encomiabili dei pochi carabinieri e poliziotti resteranno lettera morta senza un'inversione di tendenza".
Saltamartini tira in ballo anche le ultime vicende di Porto Recanati e delle ossa ritrovate poco distante dall'Hotel House.
"Forse le ossa degli orrori di Porto Recanati sono solo la punta di un iceberg a lungo nascosto che è emerso con la morte di Pamela a Macerata. Negli anni 60 la Lombardia era una regione con livelli bassissimi di delittuosità. Senza prevenzione, dieci anni dopo divenne la regione delle bande Vallanzasca e delle infiltrazioni di mafia e ndrangheda. Vogliamo ripetere questa storia? Sicurezza è libertà: vale quanto il reddito di cittadinanza o la riforma Fornero se vogliamo che i nostri figli rimangano nella nostra bella Regione. Possiamo mobilitarci semplicemente condividendo questo post? Non si può consentire che a Macerata non manderranno nessun Agente tra i prossimi trasferimenti del personale. Dobbiamo studiare delle iniziative insieme".
Sul territorio nazionale saranno presto assegnati più poliziotti, ma Macerata non è nemmeno contemplata. E certi temi non possono aspettare. Vanno affrontati! Anche se è il giorno di Pasqua. Deve averla pensata così il sindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini, che è tornato a parlare di “emergenza sicurezza” nelle Marche e, in particolare, nella provincia di Macerata. Annunciando che darà presto avvio ad una raccolta firme affinché sul territorio sia rafforzata la presenza delle forze dell’ordine.
“Ancora cadaveri e ossa rinvenute – scrive nel suo sfogo di Pasqua, affidando al profilo Facebook riflessioni e preoccupazioni - quale mattanza dobbiamo attendere per avere più agenti e carabinieri nelle nostre strade? La Regione dell'ipocrisia sull'insicurezza”.
Parole forti, quelle dell’ex senatore della Repubblica e oggi primo cittadino di Cingoli. Parole di chi sente addosso la responsabilità di un territorio che, a quanto pare, non è quell’oasi di pace e sicurezza che si pensava fino a qualche mese fa. Il riferimento, è chiaro, è all’ennesimo, preoccupante, fatto di cronaca che sta sconvolgendo la nostra provincia, proprio all’ombra dell’Hotel House. “Sono anni – prosegue Saltamartini - che predico nel deserto. Insieme ad alcuni valorosi concittadini di Cingoli abbiamo pure organizzato una manifestazione davanti alla Prefettura per avere più controllo del territorio e più carabinieri. Nelle prossime settimane verranno assegnati i nuovi poliziotti in tutta Italia. Macerata non è neppure contemplata. Ma esistono ancora i rappresentanti del popolo? C'è qualche parlamentare che possa esercitare il suo potere di sindacato ispettivo?”
Domande, quelle del primo cittadino di Cingoli, che sembrano più che legittime e che, probabilmente, interpretano anche il sentimento di molti, con Saltamartini che conclude: “Annuncio la partenza di un camper per la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare. Quelli che abbiamo mandato a Palazzo Madama e Montecitorio spero possano iniziare a lavorare. Dobbiamo chiedere e pretendere un rafforzamento degli organici di polizia e carabinieri: più agenti per le strade se vogliamo garantire sicurezza. E dobbiamo muoverci adesso. Questo è il momento. La democrazia dal basso richiede sostegno”.
Sicurezza al centro dell'incontro tra le forze di opposizione del consiglio comunale di Porto Recanati. Hanno partecipato all'incontro Giovanni Giri per Città Mia, Pigini Sauro per il M5S, Stimilli Stefania per Porto Recanati a Cuore e Loredana Zoppi per Uniti per Porto Recanati. Oltre a loro, ogni gruppo aveva presenze rappresentative dei movimenti, tra gli altri Montali, Rovazzani, Riccetti e Di Martino. In quella occasione ogni gruppo ha suggerito delle proposte per risolvere il problema sicurezza, "che è diventato assolutamente prioritario per la città". All'atto di salutarsi "abbiamo stabilito, di comune accordo, di allargare il tavolo anche alle forze politiche prive di rappresentanza consiliare - sottolineano i promotori dell'iniziativa - ognuno potrebbe lavorare ad una proposta e abbiamo fissato per la settimana dopo Pasqua un nuovo incontro dove trovare una sintesi. Nell'ottica del massimo coinvolgimento probabilmente l'iniziativa verrà estesa anche alle associazioni e non escluso alla stessa maggioranza, come proposto dal gruppo di Pac. Ogni rappresentante si è fatto carico di rendere note le conclusioni dell'incontro al proprio gruppo. Il comunicato di Città Mia apparso in questi giorni probabilmente non teneva conto della riunione a cui il loro rappresentante n consiglio ha partecipato. Nonostante tutto riteniamo che l'argomento trattato abbia priorità sulle questioni attinenti al rapporto di leale collaborazione fra forze politiche, pertanto comunque ci rendiamo sin da ora disponibili a sederci ad un tavolo, dovunque lo si voglia posizionare, dove portare il nostro apporto. Auspichiamo solamente che data e luogo del nuovo incontro siano convenuti al più presto e di concerto fra tutti i soggetti interessati dato che la città non può aspettare oltre".
Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha formalizzato questa mattina, a margine della Conferenza dei Capigruppo, un avvicendamento tra i componenti la maggioranza consiliare.
“Così come già annunciato in campagna elettorale - ha spiegato il primo cittadino - si è deciso di procedere a un avvicendamento dei componenti la Giunta comunale lasciando spazio anche ai giovani e a chi, con la propria esperienza, potrà proseguire nell’incarico di vice Sindaco sostituendo Giovanni Meschini, una persona che è stata di vitale importanza in questa prima fase del mandato e che continuerà a far parte della nostra squadra ma in un ruolo diverso. Visto che possiamo ormai considerare passata la prima fase dell’emergenza legata al terremoto, abbiamo deciso di metterci al lavoro, ancor prima della metà del mandato, per dare seguito a quanto avevamo annunciato alla città in occasione della nostra elezione”.
Questa la nuova composizione della Giunta comunale: Vanna Bianconi è il nuovo Vice Sindaco e da assessore continua a mantenere le deleghe allo sviluppo culturale, ai servizi sociali, ai servizi alla persona e alla famiglia, all’istruzione e ai rapporti con le scuole. Tarcisio Antognozzi continua ad occuparsi di bilancio, programmazione economica e finanziaria, società partecipate e rapporti con Assem e Assem Patrimonio, trasporto pubblico locale, attuazione del programma e patrimonio, Sara Bianchi prosegue nell’incarico di assessore all’urbanistica, all’ambiente e ai lavori pubblici, Paolo Paoloni prosegue nell’incarico di assessore allo sport, ai rapporti con le associazioni, alle manutenzioni.
Entra in Giunta, nel ruolo di nuovo assessore, Jacopo Orlandani che si occuperà di attività produttive, turismo, sviluppo imprenditoriale giovanile continuando a seguire le materie assegnategli da consigliere delegato alla Polizia Municipale, sicurezza e viabilità, segnaletica e nettezza urbana.
Rimangono in capo al Sindaco le seguenti materie: Protezione Civile, sisma, sanità e tutte quelle non espressamente delegate ai componenti della Giunta comunale.
Resteranno invariate tutte le altre deleghe già affidate agli altri consiglieri comunali.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma del Consigliere comunale di Camerino Andrea Caprodossi
"Aspettando il muro di Trump tra Messico e Stati Uniti, a Camerino nel quartiere Vallicelle si è costruito un aberrante muro di contenimento che ha nella bruttezza il suo punto forte. Mi ripeterò ma le zone indicate dall’Amministrazione Comunale sono le meno indicate dove costruire le SAE, infatti hanno creato ritardi, sperpero di denaro pubblico e cementificazioni allucinanti.La bellezza dei nostri luoghi e della nostra cittadina vanno preservate, non mi capacito come non possa essere indignato il Sindaco visto che è da anni alla guida dei beni culturali della nostra città. Per poter rimediare allo scempio, propongo subito di indire un concorso in modo che il muro possa accogliere murales-opere d'arte. Sicuro che anche questa proposta, come tutte le altre presentate dal sottoscritto e dagli altri componenti dell’opposizione, non verrà presa in considerazione, auguro a tutti i nostri cittadini una felice Pasqua".
Roberto Fiore alla carica. Il segretario di Forza Nuova e candidato premier per Italia agli Italiani interviene sugli ultimi episodi di cronaca chiedendo, da un l'atto l'abbattimento dell'Hotel House, dall'altro un'ispezione ministeriale alla Procura di Macerata. "L'Hotel House va abbattuto, i suoi residenti espulsi immediatamente e, visti gli scempi disumani consumati al suo interno e la presenza di resti umani, un sacerdote dovrebbe benedire i terreni sottostanti - commenta Fiore - In quei posti sono stati commessi crimini inenarrabili, molte Pamela hanno trovato lì la propria morte; inoltre in quelle zone ormai le mafie sono al potere e non permettono a nessuno di entrare".
E ancora: "Vogliamo coinvolgere tutta la popolazione maceratese e marchigiana contro quella che può essere considerata una delle ferite più gravi che siano mai state inflitte al nostro territorio. Ma purtroppo la Procura di Macerata sembra non vedere quel che succede; senza contare che, assurdamente, non ha ancora accusato i nigeriani di Pamela di omicidio.A fronte di questo, è doveroso che il ministero debba urgentemente iniziare indagini contro i magistrati per le incredibili omissioni".
"Una vicenda sconcertante e dai contorni ancora incerti che getta ulteriori ombre sulla situazione già molto grave in cui versa la nostra provincia e alla quale serve dare risposte immediate" - Esordisce così la capogruppo regionale di Fratelli d'Italia Elena Leonardi, che commenta la vicenda dei resti umani scoperti ieri accanto all'Hotel House.
"Siamo ormai perennemente sulla cronaca nazionale e non solo: la Provincia di Macerata e il Comune di Porto Recanati stanno avendo una pubblicità che non ci saremmo mai immaginati anche se sono anni che ripetiamo di essere in emergenza criminalità.
Esprimo una forte preoccupazione per un quadro complessivo di grave criticità: droga, immigrazione clandestina, Hotel House, scippi, furti a ripetizione nelle case, prostituzione in aumento; la bomba è innescata ed occorre un intervento forte e risolutivo. Proprio quello che avevo chiesto – afferma la Leonardi – al Ministro dell'Interno Minniti, consegnandogli personalmente a settembre una richiesta di intervento sulla situazione dell'Hotel House. Richiesta però che è rimasta lettera morta mentre nella Provincia di Macerata e non solo a Porto Recanati, è successo di tutto e di più: basti pensare alla vicenda agghiacciante della povera Pamela.
Occorre fermezza – continua la rappresentante del partito della Meloni – le forze politiche debbono impegnarsi per evitare che si degeneri ancora e la nostra area diventi quello che non ci saremmo mai augurati, nessuno giri la testa dall'altra parte, sevono misure eccezionali per il rispristino di legalità e sicurezza.
Un impegno concreto dovrebbe venire anche dall'Amministrazione comunale che non può più affrontare, minimizzando, la gravità degli eventi: Porto Recanati deve tornare ad essere un'isola felice, così come tutte le Marche, un luogo di concreta legalità e sicurezza per residenti e turisti".
Riceviamo e pubblichiamo dal segretario provinciale del Partito Comunista, Cesare Procaccini
"La proposta di legge n.145 della giunta regionale marche approvata dalla commissione Sanità del consiglio regionale è gravissima. Di fatto avvia un vasto processo di privatizzazione della sanità pubblica oltre quanto già avvenuto di recente. Si chiudono ospedali pubblici come quelli di polo lasciando ampi territori sprovvisti di servizi sanitari per favorire strutture private pagate dal servizio sanitario regionale.
Anzichè efficentare la sanità pubblica la giunta Pd delle marche preferisce indebolirla con scelte che non trovano nessuna giustificazione e aggravano la disparità di sevizi erogati. Anzichè investire nella riqualificazione e assunzione del personale medico,infermieristico e tecnico per abbattere le liste di attesa per le diagnosi di prevenzione, la giunta Ceriscioli consegna e paga a società e cliniche private strutture e macchinari pubblici.
Tutto cio' è inaccettabile e succede dalla deriva ultraliberista del Pd a tutti i livelli e dalla mancanza della sinistra e dei Comunisti da quasi tutte le istituzioni. Tuttavia il Pci si battera' unitariamente alle forze che vogliono la Sanita' contro questa proposta antipopolare. Bisogna rafforzare la Sanita' Pubblica,eliminare sovrastrutture come l'Asur "Azienda Unica" l'Ars "Agenzia Sanitaria", accorpare i Distretti Sociali alle Aree vaste uno per provincia. La contrarieta' del Pci alla privatizzazione della Sanita' è irriducibile e al tempo stesso seria e propositiva".
“La legge regionale 145/17 è l’ennesima dissennata proposta che il Pd e le altre forze che sostengono Luca Ceriscioli mettono sul piatto in tema di sanità, a dimostrazione di come il bene dei cittadini sia completamente secondario nelle scelte strategiche della giunta marchigiana. Come M5S riteniamo il provvedimento pessimo e inaccettabile, in particolar modo perché le conseguenze dello stesso sembrano chiaramente voler essere tenute nascoste ai cittadini. In pratica si spalancano le porte alla sanità privata perché possa correre in soccorso di quella pubblica al fine di sanare le sue carenze: tutto il contrario di ciò che la gente chiede. La vicenda non meraviglia più di tanto, visto che da quasi tre anni le Marche hanno un governatore che si tiene ben stretta la delega alla sanità strizzando ripetutamente l’occhio ai privati a scapito del pubblico. A certe scelte siamo tristemente abituati, considerata la drastica riduzione di fondi perpetrata ai danni degli ospedali pubblici del nostro territorio di cui il presidente Ceriscioli è il diretto corresponsabile. I risultati sono: blocchi del turnover del personale sanitario e colpi di scure ai posti letto. Quegli stessi posti letto che ora, con l’affidamento per convenzione ai privati, potrebbero pure ricomparire in alcuni nosocomi, facendo la fortuna dei soliti noti. Un altro sfregio nei confronti dei marchigiani da parte di una giunta secondo la quale il concetto di diritto alla salute pare sempre più labile, ma che non perde un attimo quando c’è da favorire gli interessi dei gruppi “amici” privati. Questa legge merita solo una dura e ferrea opposizione, senza se e senza ma”.
E’ quanto dichiarano in una nota congiunta i senatori e i deputati marchigiani del MoVimento 5 Stelle.
“Nelle Marche sarà vietata ogni combustione di rifiuto o dei suoi sottoprodotti.” Questo l’obiettivo della proposta di legge presentata dal Consigliere regionale Sandro Bisonni, Vice Presidente della Commissione Ambiente della Regione.
“Con questa norma – afferma Bisonni – si intende eliminare qualsiasi possibilità di bruciare rifiuti o CCS (combustibile solido secondario), in tutto il territorio regionale.
Entrando nello specifico, l’attuale Piano regionale dei rifiuti individua tre scenari di smaltimento: tutto in discarica, recupero di materia, brucio tutto. Sulla base di questo Piano, le ATA, Assemblee territoriali di Ambito, redigono il Piano d’Ambito in materia di rifiuti, un atto operativo che specifica come saranno gestiti i rifiuti nel territorio di competenza. Un atto che individua azioni ed investimenti risultato di un mix di questi tre indirizzi potendo contare su una totale libertà di movimento. Per assurdo un ATA potrebbe anche decidere di bruciare tutto. Ma quella della combustione dei rifiuti non é assolutamente accettabile perché antieconomica, dannosa per l'ambiente e per la salute dei cittadini e rappresenta il motivo per cui ho presentato una proposta di legge che limiterà le azioni ad un mix delle prime, eliminando la possibilità della combustione dei rifiuti e di ogni suo derivato ad esclusione di quanto porta alla produzione del gas metano finalizzato all’impiego nei trasporti e in sostituzione dei combustibili fossili oggi utilizzati, per l’indiscutibile vantaggio che ne consegue.”
Una volta approvata la legge, le Province saranno obbligate a modificare i loro Piani d’Ambito che dovranno adeguarsi a quanto stabilito nella normativa, prevedendo un impiantistica che escludendo la combustione si dovrà orientare verso azioni costituite da un mix tra lo smaltimento in discarica e il recupero dei materiali attraverso la differenziazione che, sia chiaro, costituisce l’obiettivo primario da perseguire anche grazie alla mia legge, approvata martedì scorso dal Consiglio regionale, sulla tariffa Puntuale dei rifiuti.”
A chiederlo a gran voce sono gli esponenti di Forza Nuova, che sembrano voler individuare nel palazzo multietnico il simbolo del degrado di una intera provincia e di un territorio che, ormai, non può più definirsi tranquillo. L’occasione, chiaramente, è fornita dai recenti fatti di cronaca e, nello specifico, dal rinvenimento di resti umani all’interno di un pozzo a poche decine di metri dall’Hotel House.
"È ormai chiaro che il territorio Maceratese versa in condizioni pietose, di degrado assoluto e che lo sviluppo dell'immigrazione selvaggia abbia aumentato il rischio di perdere ogni speranza di sicurezza - afferma la coordinatrice di Forza Nuova, Martina Borra- Non è più possibile da parte dei cittadini fare una passeggiata con tranquillità. Non è accettabile che, nel 2018, si debba aver ancora il timore di girare liberi per i nostri quartieri - continua l’esponente di FN - La misura è colma e siamo stanchi di questa situazione. Siamo stanchi di non sentirci più padroni a casa nostra. Siamo stanchi di vedere orde di immigrati che la fanno da padroni nel nostro territorio. Vogliamo la verità! Chiediamo un forte incremento del controllo e pretendiamo l'espulsione per chi commette reati in suolo italiano. E mi raccomando - conclude polemicamente Borra - continuate a parlarmi di quanto sono belle l'immigrazione, la politica del 'refugees welcome' e l'accoglienza”.