Ci si avvicina alla ormai prossima scadenza delle elezioni amministrative 2018 che, in provincia di Macerata il prossimo 10 giugno porterà diversi Comuni al rinnovo delle amministrazioni. I Comuni interessati al voto sono quattro: Penna San Giovanni (dove la precedente tornata amministrativa non ci furono candidati), Ussita (commissariata dopo le dimissioni del sindaco Rinaldi), San Ginesio e Gagliole che, invece, sono alla loro scadenza naturale.
Il primo movimento ufficiale riguardo le candidature arriva proprio da Gagliole. Infatti, la prima candidatura a sindaco è quella di una giovane: Sara Magnapane. Titolare di uno studio fotografico a Matelica, 34 anni da compiere ad ottobre, Sara Magnapane sarà candidata con la lista Gagliole Futura.
L'attuale sindaco Mauro Riccioni, invece, non si ricandiderà.
"Dopo ventidue giorni dall'inizio del mio mandato avevo già detto che non mi sarei ricandidato successivamente - ha affermato Riccioni. L'11 giugno prossimo sarà dunque il mio ultimo giorno alla guida di questo paese: dopo 31 anni di militanza, di cui 24 nelle istituzioni ho deciso di lasciare la politica e penso che sarà una decisione definitiva in quanto non mi rispecchio più nel modo di fare politica attuale".
"Penso che la politica sia una missione e non un modo per trovare un "lavoro" - ha continuato il primo cittadino di Gagliole - ma sono rimasti in pochissimi a pensarla come me in merito: non vedo nella politica attuale una continuità con quella che è la mia idea di politica. Mi auguro, nonostante ciò, che chi verrà eletto sindaco al posto mio nelle prossime elezioni possa sposare davvero la causa di cercare di guidare Gagliole come se fosse un padre con i propri figli senza alcuno scopo di lucro".
Da Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, riceviamo
Non solo l’orrendo omicidio della povera Pamela, anzi. Il massacro della ragazza spinge una giovane donna a testimoniare su fatti di dieci anni fa e appare evidente come Macerata sia una città sinistramente occupata dalle forze del male.
Poliziotti, avvocati, magistrati, criminalità nigeriana, traffici di ogni tipo, dalla droga agli organi, sono gli squallidi elementi di un quadro la cui regia è in mano ad una massoneria potente e assassina che, anche fatti più recenti lo confermano, si serve del selvaggio tribalismo nigeriano.
Duecentoventi chili di hashish ritrovati, festini, schiavitù sessuale, torbidi ricatti, istituzioni conniventi pronte ad insabbiare le denunce e a ridicolizzare chi aveva trovato il coraggio di presentarle.
Alla luce di tutto questo, l’inspiegabile comportamento dell’ex Questore e della Polizia nei confronti di Forza Nuova - con l'aggressione dei militanti e del sottoscritto, colpevoli di portare in questa Macerata omertosa le fastidiose telecamere della stampa internazionale - diventa fortemente motivato dalla necessità di occultare il fatto che la città è in mano a poteri oscuri che si servono della criminalità nigeriana.
Un sistema, uno sporco sistema: scuola e università che hanno smesso di insegnare i sani valori della nostra terra; un business dell’ accoglienza, già sospettato di enormi truffe, responsabile morale del tragico stato delle cose; un potere politico che considera il caso Pamela come un incidente isolato che avrebbe potuto verificarsi ovunque… E ancora: l’endemica presenza in provincia di una mastodontica realtà criminale africana, l’Hotel House - dove il terrore e la morte regnano incontrastati (è recentissimo il ritrovamento proprio lì di resti umani) - le cui tollerate, indicibili attività potrebbero essere funzionali agli interessi di italiani potenti e corrotti che sguazzano nella prostituzione minorile, schiavizzando e a volte facendo uccidere, fino a farli letteralmente a pezzi, i corpi delle povere vittime.
Forza Nuova, assieme ai maceratesi onesti, ripulirà la città ed il territorio della provincia.
Nei giorni 5 e 6 maggio si terrà una mobilitazione del Movimento e delle sue strutture satellite, Lotta Studentesca, Solidarietà nazionale e Associazione Evita Perón. Il territorio sarà "occupato", i maceratesi informati e incoraggiati alla resistenza, le entità massoniche politicamente aggredite.
Inizieremo un percorso che prepari il ritorno alla normalità e all’ordine, per la distruzione di quelle entità che hanno trasformato la provincia dell'“ermo colle” in uno dei più profondi gironi infernali.
Da Marisa Fabrizio, presidente del Comitato Mensa di Civitanova, riceviamo
Nel corso della riunione del Comitato Mensa del 4 aprile scorso l'assessore Capponi ha messo a disposizione di tutti il verbale relativo al sopralluogo effettuato dai N.A.S. presso la cucina della ditta All Foods in data 7 dicembre 2017. In quella occasione i membri del comitato hanno avuto modo di leggere il contenuto dello stesso. In questo verbale i N.A.S., nel cui operato la sottoscritta ha piena fiducia, hanno segnalato alcuni particolari riguardanti la struttura e non hanno assolutamente avuto niente da eccepire per quanto riguarda i prodotti somministrati nelle scuole, nè sulle modalità di conservazione dei cibi.
Inoltre, nel corso del sopralluogo effettuato a marzo 2018 presso la cucina da alcuni membri del Comitato Tecnico Mensa, al quale ha partecipato anche la sottoscritta, nessuno, e sottolineo nessuno, ha rilevato alcunché riguardo a quanto segnalato dai N.A.S., a riprova del fatto che la ditta aveva già provveduto a sistemare quanto riportato nel verbale in questione.
Mi è inoltre giunta voce che si stanno organizzando alcune iniziative che riguardano la mensa scolastica, realizzate da genitori che fanno parte del comitato mensa e di cui la sottoscritta non è stata messa al corrente.
Credo che per una questione di corretezza formale e rispetto del ruolo istituzionale sarebbe stato opportuno, che il Comitato Mensa fosse coinvolto, anche perché ASUR e/o NAS possono meglio trattare l'accaduto con cognizione di causa e competenza.
Ho fiducia negli organi di controllo e credo che noi genitori ci meritiamo correttezza nell'informazione.
Il sindaco Fabrizio Ciarapica risponde ai consiglieri Ghio e Rossi sul difensore civico e sui comitati di quartiere.
"L’insistenza con la quale Rossi e Ghio sollecitano la nomina del difensore civico mi lascia perplesso e anziché fare i professori li esorto a studiare la legge - commenta il sindaco - Da parte dei consiglieri non si è percepito il minimo intendimento di provvedere ad informarsi su cosa prevede la legge. Dovrebbero ben sapere infatti che la legge 23 dicembre 2009, n. 191, all'articolo 2, comma 186 al fine del coordinamento della finanza pubblica e per il contenimento della spesa pubblica, prevede la soppressione della figura del difensore civico comunale di cui all'articolo 11 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. In definitiva, a norma di legge, il difensore civico è una figura provinciale e regionale che può esercitare la sua funzione anche relativamente agli ambiti amministrativi dei comuni. Come al solito i rappresentanti dell’opposizione, pur di avere un po’ di visibilità, buttano fumo negli occhi dei cittadini con problemi inesistenti per i quali basterebbe solo informarsi prima di parlare".
Per quanto riguarda i comitati di quartiere, "mi preme specificare che questa Amministrazione è molto attenta alle esigenze della cittadinanza e improntata all’ascolto. Per questo, considerata la scarsa partecipazione che c’è stata negli anni precedenti dopo i cambi di regolamento, stiamo studiando la formula migliore affinché i cittadini si riavvicinano alle scelte amministrative e della città".
Riceviamo e pubblichiamo la nota del portavoce del Movimento 5 Stelle di Porto Recanati, Sauro Pigini:
Il Sindaco eletto di Porto Recanati ha ritenuto di dover intervenire, dalle pagine di un quotidiano, sulla vicenda Hotel House per puntualizzare che non può essere attribuita all’Ente Locale (leggi Amministrazione Comunale) la responsabilità di quanto avviene in quel condominio o nelle zone immediatamente limitrofe. Il motivo per cui, da una decina di giorni, la cronaca nera nazionale si occupa della nostra città è semplicemente perché esiste un problema legato alla presenza di una decina di delinquenti che non si riescono a sradicare dal territorio. Compito non delegato agli Enti territoriali e per la risoluzione del quale le stesse Forze dell’Ordine, a ciò statutariamente delegate, trovano difficoltà. Motivo? Carenza legislativa. La colpa è tutta dello Stato centrale incapace di legiferare in modo idoneo a consentire che Porto Recanati possa ritrovare quella pace e quella serenità che non potrà esservi fino a quando quel gruppo di manigoldi non sarà, a norma di legge, debellato. Sagge e condivisibili parole che fanno il paio con quelle pronunciate, in altra epoca, da chi ci informò che una certa signora, abituale frequentatrice della sua abitazione, era nientemeno che la nipote del Presidente di un Paese che si affaccia sul Mediterraneo.
Ma vogliamo tornare alle considerazioni espresse da chi, stante le sue numerose comparsate televisive, oltre che navigato amministratore (anche se non ha trovato l’imbarcazione per prelevare il campione di acqua dal laghetto Volpini) è ora anche esperto comunicatore. Non si può non ribattere che il problema riguarda, innanzi tutto, l’incapacità delle Amministrazioni precedenti, e da lui giustamente ricordate, che non hanno saputo o, peggio ancora, voluto considerare il microcosmo Hotel House come fenomeno sociale non affrontabile e gestibile semplicemente con richieste di interventi di ordine pubblico.
Per rimanere solo nel periodo dell’attuale consiliatura, innumerevoli sono state le richieste delle forze di opposizione riguardanti situazioni inerenti l’Hotel House. Le risposte, o per meglio dire le mezze risposte, fornite dall’amministrazione sono state semplici comunicazioni burocratiche che non hanno mai consentito un dibattito politico sul problema. Nello stile proprio del procedere di questa amministrazione l’argomento è considerato di pertinenza dell’esecutivo e, pertanto, negato al contributo delle opposizioni. Un gretto arroccamento a difesa di miseri interessi di bottega intesi a preservare presenze e prebende di istituti che mai hanno relazionato al Consiglio sulle attività svolte e, soprattutto, sui risultati ottenuti. La comunità cittadina ha erogato sostanziosi contributi per permettere l’integrazione sociale di tutte quelle etnie presenti nel condominio ed ancora ne erogherà grazie ai contributi che quello Stato, incapace di perseguire una decina di malavitosi, eroga alla nostra comunità per la costruzione di quella pace sociale, questa sì delegata agli enti territoriali, che le amministrazioni non sono riuscite a garantire. Forse sarebbe bene che chi sente la necessità di giustificarsi analizzi anche il proprio comportamento e, senza andare troppo a ritroso nel tempo, faccia ammenda anche di comportamenti certamente non confacenti alla carica ricoperta.
UN CONSIGLIO COMUNALE MONOTEMATICO SULL’HOTEL HOUSE, anche in più giorni, che consenta un dibattito aperto e dal quale possano uscire indicazioni sul come procedere. La questione è drammaticamente seria e non consente più alibi per nessuno. È emergenza e l’emergenza si affronta con il contributo di tutti. Non esistono scorciatoie salvifiche per nessuno. Noi ci siamo stati, ci siamo e ci saremo. Basta con lo scarico di responsabilità. Sì all’assunzione di responsabilità da parte di tutti.
"Bisogna cercare di capire se per i Comuni particolarmente colpiti, più colpiti degli altri, ci possono essere impegni anche normativi particolari". Lo ha detto il presidente del consiglio Paolo Gentiloni al termine di un incontro con alcuni sindaci di comuni terremotati del Maceratese a Muccia dove il 10 aprile si era registrata una scossa di magnitudo 4.6, la più potente dal novembre 2016 che ha prodotto altri danni e sfollati. Alcuni sindaci avevano chiesto una riperimetrazione del cratere. "La cosa più importante però - ha detto Gentiloni - è dare un messaggio di fiducia a un territorio meraviglioso, pieno di risorse culturali, naturali e gastronomiche. Non può essere abbandonato e non sarà abbandonato. La presenza qui del Governo sta a significare questo: accanto ai sindaci e ai loro concittadini".
"I miei incontri con tutti i gruppi parlamentari stanno andando molto bene: stanno dimostrando sensibilità sulle tematiche che abbiamo posto" in relazione alla ricostruzione post-terremoto. Lo ha detto oggi la commissaria straordinaria per la ricostruzione Paola De Micheli, partecipando a un incontro in un container a Muccia con il presidente del consiglio Paolo Gentiloni, il capo della Protezione civile Angelo Borrelli, il presidente della Regione Luca Ceriscioli e alcuni sindaci della zona. "Mi sembra - ha aggiunto con riferimento anche alla richiesta di 'riperimetrazione' del cratere sismico in base ai Comuni più colpiti per snellire la ricostruzione - che si possa generare sulle modifiche legislative di cui stiamo parlando in questi giorni, in particolare nelle Marche, un ampio consenso. Questo non appena ci saranno le condizioni per legiferare".
Gentiloni è arrivato in mattinata a Belforte del Chienti dove ha incontrato il presidente di Simonelli Group Nando Ottavi, i dirigenti e le maestranze. La Nuova Simonelli, commercialmente operativa all'estero, ma radicata sul territorio, è tra quelle più impegnate nel modello di "Industria 4.0" e ha avviato un International Hub for Coffee Research and Innovation insieme all'Università di Camerino."Questa azienda di successo, di cui mi avevano spesso parlato come della 'Ferrari delle macchine da caffè', è un'eccellenza dell'industria manifatturiera italiana che può essere portata da esempio per almeno tre principali fattori: l'abilità a innovare continuamente, la capacità di coniugare la valorizzazione delle proprie risorse umane con l'utilizzo di elevata tecnologia e l'attenzione alla sostenibilità ambientale in grado di associare il mercato globale con il territorio".
Il commissario alla ricostruzione Paola De Micheli ha affermato che i sindaci, durante la riunione, sono tornati a discutere degli stessi temi oggetto dello scorso martedi con degli approfondimenti aggiuntivi rispetto all'emotività che c'era dopo la scossa del mattino di magnitudo 4.7.
"Il presidente Gentiloni è molto sul pezzo - ha detto la De Micheli alla stampa - tanto che in passato veniva in vacanza a Muccia. Il premier è molto consapevole della situazione che questi territori vivono, con tutti i limiti umani che possiamo avere lo Stato c'è e noi ce la stiamo mettendo tutta impegnandoci tutti insieme. Non c'è una sospensione delle attività solo perchè non c'è un Governo formato ma è anche un dovere del Commissario alla Ricostruzione garantire la continuità dal punto di vista amministrativo oltre ad essere un dovere politico - istituzionale del Governo".
"C'è grande consapevolezza su quelli che sono i problemi" - ha sostenuto l'onorevole De Micheli - consonanza con i sindaci sugli obiettivi e sul come raggiungerli. Ho annunciato rispetto ai temi come gli abusi, le fasce, le casette temporanee che i miei incontri settimanali con i gruppi parlamentari stanno andando molto bene. I gruppi parlamentari stanno dimostrando sensibilità alle tematiche che abbiamo posto e credo che si possa generare, sulle questioni delle modifiche legislative di cui stiamo parlando questi giorni soprattutto qui nelle Marche, un ampio consenso appena ci saranno le condizioni per legiferare".
"Il Capo del Governo è d'accordo sul restringimento del cratere - ha aggiunto a conclusione del suo intervento - questo è un argomento su cui non deve essere Roma a decidere ma chi vive in questi territori facendo delle proposte".
"Durante la riunione con il Premier vi è stato un interscambio sui problemi che riguardano non solo Muccia ma tutti i Comuni - ha sostenuto il sindaco di Muccia, Mario Baroni - e riguardano le scadenze, le casette di legno cosiddette abusive, le scuole e gli abusi che non permettono di accedere al contributo. Il Capo del Governo ha recepito quali sono le problematiche e quali sono i provvedimenti da prendere anche se tra poco lascerà il suo incarico. La De Micheli ha parlato con i gruppi parlamentari che si sono costituiti, quest'ultimi hanno ben inteso quali sono i nostri problemi e questo è di buon auspicio".
"Capisco che vi sono temi complessi come l'abusivismo - ha continuato il sindaco Baroni - ma l'abuso fatto in un paese della montagna come Pieve Torina o Muccia non viene commesso per fare una speculazione edilizia. Questo è un problema che da noi non esiste perchè se per esempio facessi un intervento che costa 10 euro il valore dell'intervento vale 2 euro. La speculazione viene fatta per arricchire il valore del'immobile mentre da noi il problema non esiste perchè il valore dell'immobile vale zero".
"Ho insistito sulle casette che vengono definite abusive ma per me sono solo temporanee - ha concluso Baroni - il Premier ed il Commissario Straordinario hanno compreso la situazione e qualche mio collega ha detto che nessun sindaco avrà il coraggio, dopo molti anni, di far demolire una casetta. Prima di ritornare nelle nostre case lesionate passeranno molti anni e credo che il cittadino che si faccia una casetta per conto suo non va affatto penalizzato e denunciato".
Riceviamo e pubblichiamo:
Dai parlamentari Arrigoni e Patassini un’interrogazione al governo sulle responsabilità della cattiva gestione dell’accoglienza a Macerata.
Primi giorni di primavera e da Macerata arriva, più che tardivo e obbligato dai fatti di cronaca, il risveglio della Giunta Carancini dal letargo in cui si è crogiolata anziché gestire il problema migranti-sicurezza. Lo segnala la Lega presentando una interrogazione al ministro dell’interno Minniti a firma del responsabile Marche senatore Paolo Arrigoni e dell’onorevole maceratese Tullio Patassini.
“È desolante constatare come la giunta maceratese affronti per la prima volta la “percezione della sicurezza” in una delibera del 28 marzo scorso – commentano i due parlamentari leghisti – Per anni ha chiuso gli occhi difronte a spaccio, furti ed episodi di criminalità culminati con l’efferato assassinio di Pamela Mastropietro. Dopo aver reiteratamente avallato e condiviso una scellerata politica di accoglienza, ora chiede il rispetto della clausola di salvaguardia”.
La clausola, prevista dalla legge fin dal 2016, si riferisce al rispetto del numero contingentato di richiedenti asilo assegnati dal Viminale e gestiti dalle Prefetture con i progetti SPRAR.
“Dal 2016 Macerata ha accolto 382 persone, un numero che è il triplo di quanto previsto dal Viminale (139). Solo 110 di questi richiedenti asilo rientra nel progetto SPRAR, gli altri fanno capo a soggetti come il GUS, indagato per un’evasione fiscale di milioni di euro”.
Pressata dagli eventi, la Giunta comunale di Macerata avrebbe chiesto al Ministero di passare dai 110 presenti ai 139 richiedenti asilo previsti dal progetto SPRAR. In questo modo potrebbe avvalersi della clausola di salvaguardia per ridurre a zero l’accoglienza straordinaria nei CAS.
“Probabilmente il sindaco Carancini e la sua maggioranza finora hanno volutamente ignorato questa possibilità – proseguono Arrigoni e Patassini – Il triplicarsi di presunti profughi rimanda a certi interessi delle cooperative che nessuno ha voluto mettere in discussione fino a disattendere le indicazioni del Ministero dell’Interno”. Nello SPRAR provinciale, che fa capo, come tutti gli SPRAR, agli organi del Governo, erano stati previsti 1098 richiedenti. Ne sono stati assegnati invece solo 808 rinnovando, con un bando datato aprile 2017, la possibilità di accoglienza attraverso progetti CAS come quello gestito dal GUS.
Il senatore Arrigoni e l’onorevole Patassini vogliono che sia fatta piena luce sulle responsabilità di una situazione che, inaspettata nelle modalità, non certo nella prevedibilità, è precipitata nel gennaio di quest’anno. “Al ministro Minniti abbiamo chiesto come intende procedere per sopperire alle gravi mancanze delle istituzioni locali – concludono i due parlamentari della Lega Marche – Macerata deve tornare a rispettare le regole e le regole previste dalla legge per l’accoglienza sono un buon punto di partenza”.
Riceviamo e pubblichiamo:
Le dichiarazioni di Filippo Saltamartini possono essere ricondotte ad un momento di sfogo personale che non ha niente a che vedere né nei riguardi della persona di Marcello Fiori, marchigiano più che mai, presente da anni sul nostro territorio, in prima linea con noi nelle vicende assurde del terremoto; né tanto meno nei confronti del nostro partito Forza Italia che sta lottando in questo momento per fare un Governo che possa dare le risposte concrete ai tanti problemi lasciati sul campo dal centro sinistra. Forza Italia sta mettendo in campo una nuova classe dirigente, tante donne basta pensare che è l’unico partito dove ci sono due capogruppo una alla Camera ed una al Senato che stanno portando avanti le consultazioni con il Presidente della Repubblica. Abbiamo una vera amica delle Marche come Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati,la vice presidente della Camera è Mara Carfagna, tante donne importanti che finalmente ricoprono ruoli di rilievo. Ora ripartiamo dal territorio dai nostri eletti, dagli amici che sostengono Forza Italia, per stare in mezzo alla gente per risolvere i problemi. Non possiamo non affrontare il grande problema del terremoto che ha devastato quasi tutta la Provincia di Macerata, le cose che non sono state fatte, addirittura oggi abbiamo sfollati dalle famose casette Sae, le macerie che sono ancora in mezzo alla strada in tanti paesi e la parola ricostruzione ancora non ha avuto la minima attuazione. I Sindaci dei nostri territori stanno facendo miracoli ma purtroppo sono lasciati soli e le parole della commissaria al terremoto di qualche giorno fa non ci tranquillizzano affatto:” ricominciamo da capo”, che significa? Ritorniamo ad avere gli sfollati sulla costa? Quindi è evidente che il poco che è stato fatto non è stato all’altezza della situazione, infatti le cosiddette casette non sono adatte per il nostro territorio di montagna e ci sono costate come delle ville. Poi vogliamo parlare della delibera regionale che prevede più sanità privata nelle Marche? Vogliamo parlare delle politiche migratorie che stanno devastando le casse comunali dei servizi sociali e il tessuto sociale? Tanti sono i temi da affrontare e lo faremo insieme.
Deborah Pantana Forza Italia
A neanche 24 ore dall'incarico a Marcello Fiori come nuovo commissario ad acta di Forza Italia Marche, nel partito di Silvio Berlusconi scoppia la polemica. A farsene portavoce é il sindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini, già senatore del PdL e candidato proprio di Forza Italia alle ultime politiche. "berlusconi continua a non ascoltare i territori" - afferma il primo cittadino. Una polemica, la sua, che probabilmente é tacitamente condivisa da moltoi esponenti di FI del territorio, costretti alle scorse politiche a vedersi imposti due candidati romani (Baldelli e Fiori) alla Camera e uno bolognese (Cangini) al Senato.
"La nomina di Marcello Fiori a Commissario di Forza Italia nelle Marche è sbagliata, come la scelta operata nella predisposizione delle liste elettorali che ci ha privato di nostri rappresentanti. Le Marche sono l'unica regione con parlamentari paracadutati da fuori. Il Presidente Berlusconi dovrebbe ascoltare chi rappresenta il territorio con un partito ridotto all'8%, ma questa è oramai una speranza vana". Saltamartini non le manda a dire e aggiunge: "Sono molto dispiaciuto per la barriera che Berlusconi ha messo tra i suoi dirigenti territoriali e il suo cerchio magico. Ma chi rappresenta Forza Italia, chi sono i suoi dirigenti, ci chiediamo in molti tra sindaci e dirigenti del territorio. Non voglio essere profeta negativo ma si raccoglie ciò che si semina, e la raccolta che era già magra sarà scarsissima se si procede in questo modo. Nell'assemblea dei sindaci nelle Marche, quelli appartenenti a Forza Italia - salvo eccezioni lodevoli - appartengono all'era preistorica. Dopo la deblacle elettorale recente è difficile persino trovare nuovi candidati. Informo il Presidente Berlusconi - sottolinea da ultimo Saltamartini - che questo atteggiamento umilia le persone che hanno servito da molti lustri un'idea e un leader".
(fonte Ansa)
Sono evidenti gli errori e i ritardi nella gestione dell’emergenza, nella programmazione e nella ricostruzione, da parte della Giunta regionale, a fronte di un terremoto che ha colpito le Marche ormai quasi due anni or sono. Questo il contenuto della denuncia formulata dal consigliere regionale della Lega nord, Sandro Zaffiri, all’indomani della nuova ondata sismica.
“A due anni dagli eventi sismici che hanno colpito il centro Italia e le Marche, solo un numero irrisorio di interventi è stato attuato – afferma Zaffiri – mentre decine di migliaia di edifici restano ancora inagibili o gravemente danneggiati”.
“Nonostante tale evidenza – continua l’esponente leghista – la Giunta regionale che gestisce la ricostruzione continua imperterrita nella propria miope, inefficiente e incondivisa opera”.
“Purtroppo si tratta di un’opera irresponsabile, perché caratterizzata dalla continua creazione di paletti di ordine burocratico, non destinata a risolvere i veri problemi”.
Secondo Zaffiri, quello della Giunta è un atteggiamento “diabolico”, perché si colloca sullo stesso binario della gestione del terremoto del 1997, quando al Governo della Regione vi erano gli stessi partiti del centrosinistra.
Il consigliere leghista invita la Giunta regionale a fare ammissione di colpa, prendendo atto della miriade di errori e sottovalutazioni commesse finora, affinché si possa presto e finalmente imboccare la strada di una vera ricostruzione.
La notizia della visita di domani del presidente Paolo Gentiloni nel Maceratese aveva creato non poche aspettative nella popolazione alle prese con lo sciame sismico che ormai da tre giorni é tornato a far tremare la terra. Tanto che il sindaco di Camerino aveva anche chiesto un passaggio nella città ducale al dimissionario Presidente del Consiglio.
Ma il motivo della visita istituzionale non sarà, a quanto pare, il terremoto. Già da questa mattina, infatti, era trapelata la notizia che Gentiloni arrivasse come prima tappa a Belforte del Chienti. Un comune colpito dal terremoto, certamente, ma distante una trentina di km da Muccia e Pieve Torina, le due cittadine che si "contendono" l'epicentro delle ultime scosse. Poi, poco fa, tutto é stato più chiaro: "Domani, 13 aprile, alle ore 11.30, sarà in visita presso la Nuova Simonelli il Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Paolo Gentiloni Silverj. Il servizio del cerimoniale della Presidenza del Consiglio dei Ministri nonché quello della sicurezza ci hanno dato disposizione che la stampa non potrà seguire la visita all’interno dell’azienda, ma, se presente, limitarsi esclusivamente a seguire l’accoglienza all’esterno della sede" - così recita una nota per la stampa inviata alle testate giornalistiche poco fa dall'ufficio comunicazione dell'azienda belfortese.
I terremotati, dunque, verranno dopo. Ammesso che verranno (la visita é prevista per le 13 a Muccia). E "niente giornalisti", non sia mai che qualcuno faccia qualche domanda sul terremoto!
Dal circolo Fratelli d'Italia di San Severino Marche, riceviamo.
Venerdì scorso a Palazzo Servanzi-Confidati di San Severino, si è tenuto un incontro pubblico organizzato dal Comitato per la difesa e tutela dell'Ospedale Bartolomeo Eustachio, per discutere sulla proposta di legge della Regione Marche di aprire le porte a soggetti privati nella gestione delle strutture ospedaliere che, come era prevedibile, ha scatenato numerosissime polemiche. Al dibattito hanno preso parte i neo parlamentari eletti Francesco Acquaioli (Fdi), Giuliano Pazzaglini (Lega), Tullio Patassini (Lega), nonché i consiglieri regionali Elena Leopardi (Fdi) e Luigi Zura-Puntaroni (Lega).
Era presente all'evento anche il direttivo settempedano di Fratelli d'Italia capitanato da Tiziana Gazzellini con un nutrito numero di dirigenti e sostenitori, per rappresentare agli autorevoli ospiti intervenuti le crescenti preoccupazioni derivanti delle recenti notizie divulgate dai media locali e tenere alta l'attenzione sulle sorti dell'ospedale cittadino. Il coordinamento di Fdi interviene nuovamente sull'argomento per esprimere tutto il suo stupore dinanzi al fatto che in sala, nonostante fossero presenti ben tre parlamentari e due consiglieri regionali tutti del maceratese e disponibili a discutere delle specifiche criticità del nostro ospedale, non era presente nessun membro della Giunta Comunale (!).
Tale circostanza afferma il coordinamento, denota un totale disinteresse dell'attuale amministrazione per uno dei principali problemi che minacciano il futuro della nostra città, inoltre è alquanto stucchevole vedere come sia numerosa la partecipazione dei nostri amministratori e il rigore formale da questi esternato, nel presenziare ad altre iniziative o ricorrenze di infimo valore rispetto alla salute dei cittadini. Fratelli d'Italia definisce imbarazzante tale episodio che di certo non ha giovato all'immagine della città, soprattutto agli occhi di coloro che dai banchi del parlamento saranno i principali interlocutori del territorio con il futuro governo nazionale, ai quali nessuno dei nostri rappresentanti ha ritenuto, neanche per mero dovere d'ufficio, di degnarli della loro presenza, in totale spregio alle più elementari regole di comportamento e rispetto istituzionale.
E' stato convocato per il prossimo 16 aprile, odalla presidente Ninfa Contigiani, il Consiglio delle donne del Comune di Macerata. L’appuntamento è per le ore 21.30, nella sala Castiglioni della Biblioteca Mozzi Borgetti.
All’ordine del giorno dei lavori oltre alle comunicazioni della presidente, l’esame della richiesta di collaborazione avanzata dall’Istituto Matteo Ricci e la programmazione del progetto “start. Donne in partenza. Le donne nello sport: promozione di se stesse e del proprio territorio”.
''Ho partecipato questa mattina all' incontro di Pievetorina con la commissaria De Micheli, i vertici della protezione civile e della Regione Marche con i sindaci dei territori che hanno subito questa notte, nell' ambito di una nuova serie sismica, un'ultima forte scossa di terremoto e sono state segnalate situazioni di aggravamento di danni precedenti e nuovi danni a strutture pubbliche e private''. Lo ha detto l'on. Mario Morgoni (Pd) dopo la scossa tellurica di questa mattina nel maceratese.
''Per fortuna - ha continuato il parlamentare maceratese - si tratta di situazioni circoscritte così come quelle che riguardano le soluzioni abitative di emergenza che hanno dimostrato una sufficiente tenuta al di la' di evidenti disagi causati dalla caduta di suppellettili o dal cedimento di qualche mensola o pensile''.
Morgoni ha rilevato come piuttosto ''non puo' che preoccupare l'inevitabile stress psicologico a cui vengono sottoposti a cui vengono sottoposti i residenti proprio nel momento in cui è iniziato un ripopolamento delle comunità e ci si dovrebbe dedicare finalmente alla ricostruzione''. Riguardo al futuro, durante l'incontro, ha fatto presente Morgoni, ''tra i temi emersi vi sono alcune delle sollecitazioni che già i sindaci hanno sottolineato nel loro documento di qualche giorno fa e che non vanno sottovalutare. Intanto la questione di una riperimetrazione del cratere che distingua i territori che hanno subito una gravissima quando non totale compromissione del tessuto edilizio ma anche di quello economico e sociale rispetto a quelli che hanno subito danni isolati e circoscritti. Non e' piu' giustificabile - ha evidenziato Morgoni - una uniformità di trattamento tra situazioni enormemente diverse. Sarebbe sbagliato e ingiusto. Inoltre il tema della necessità di dare soluzione al tema dei piccoli abusi che nel tempo hanno caratterizzato la storia di tante abitazioni e che oggi stanno compromettendo la possibilità di procedere con la presentazione e l'approvazione dei progetti. Questo problema - ha concluso l'esponente del Partito Democratico - rischia di compromettere gran parte dell' attività di ricostruzione post sisma in quanto la scossa di questa mattina ci ricorda quanto sia delicato e decisivo il tema della ricostruzione e quanto sia necessario unire le forze per cercare insieme soluzioni più efficaci e giuste per far rinascere il nostro territorio colpito''.
Sopralluoghi nelle scuole di Camerino, nessun motivo per tenerle chiuse. Il sindaco Gianluca Pasqui ha comunicato ai cittadini che non ci sono stati danni nelle scuole che quindi questa mattina restano regolarmente aperte.
"Ancora una volta un risveglio brusco per tutti noi. Siamo già operativi, sin dai minuti successivi alla scossa principale" dice Pasqui "per i sopralluoghi negli edifici strategici. Per ora non abbiamo notizie di danni significativi e, in giornata, andremo a verificare anche il centro storico.
Per quanto riguarda le scuole, non ci sono problemi di alcun tipo per le strutture e sono stati avviati sopralluoghi da parte dell'ufficio tecnico per accertare che tutto sia a posto anche all'interno delle aule (eventuali arredi caduti, ecc..., che comunque, per ora, non ci risultano) prima dell'inizio delle lezioni. Ho personalmente parlato con i dirigenti scolastici e, insieme, abbiamo concordato che non ci sono motivi per chiudere le scuole che, quindi, resteranno regolarmente aperte.
Quanto a noi, quanto alle crepe che solcano ormai la nostra pazienza e il nostro cuore, facciamoci forza, diamoci coraggio! Quel coraggio che dovranno trovare anche coloro che, mentre giocano a "governopoli", non possono e non devono dimenticare quello che stiamo vivendo noi qui. Perchè a noi di giocare non va proprio... e pretendiamo concretezza!".
Il terremoto ha mutato la conformazione della nostra città e le esigenze della popolazione, che sta ancora affrontando la fase emergenziale. Emergenza che finirà solo quando gran parte della nostra popolazione rientrerà nelle abitazioni d’origine. Per questo si rende necessario, in questo momento, un potenziamento dei servizi di trasporto pubblico, che deve essere ripensato sul nuovo assetto cittadino e la nuova geografia urbana, anche alla luce delle aree Sae che sono in realizzazione. Per questo il sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, ha scritto una lettera al Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, al Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, al Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Paola De Micheli, al Dirigente del Servizio Protezione Civile, David Piccinini e al Al Dirigente del Servizio Trasporti della Regione Marche, Letizia Casonato. Infatti, l’art. 3 dell’ordinanza n. 444/2017 del dipartimento della protezione civile, relativamente al potenziamento temporaneo dei servizi di trasporto pubblico locale prevede che “La Regione predispone un piano di potenziamento per le finalità specificate nelle diverse norme”. “Se nella primissima fase dell’emergenza – questo un estratto della lettera inviata dal sindaco Pasqui – era stato necessario collegare la costa e, in particolare le strutture alberghiere ai nostri Comuni, ora dobbiamo fare in modo che le nostre popolazioni non rimangano isolate in aree SAE non sempre di facile raggiungibilità, che le scuole, l’università, i servizi essenziali siano raggiungibili anche con i mezzi pubblici da parte di ogni cittadino che non potrà rientrare nella propria casa. Ad esempio, ad oggi nel Comune di Camerino è in fase di completamento la realizzazione di n. 11 aree SAE dislocate su tutto il territorio comunale; dette aree, per una parte consistente, non sono previste come punti di fermata dell’attuale rete di trasporto pubblico locale; peraltro, il servizio di trasporto urbano era ampiamente sottodimensionato in rapporto alla popolazione ed ai servizi presenti (il comune di Camerino ha poco più di 60.000 km contro, ad esempio, i 1.146.084 km del Comune di Urbino). È necessario potenziare immediatamente gli attuali servizi ampliando la rete dei collegamenti adeguandola, come qualità e quantità, alle mutate esigenze delle popolazioni colpite dal sisma. I cittadini chiedono i servizi e sono preoccupati perché ad oggi non è prevista una copertura adeguata da parte dei servizi ordinari. Inoltre, le scuole e le università devono essere raggiunte dagli studenti che sono stati costretti a trasferirsi in località vicine o singolarmente o con le loro famiglie (Castelraimondo, Matelica, Esanatoglia, Macerata). Questi studenti avranno disagi logistici per molto tempo (anche le soluzioni abitative previste per l’Università di Camerino non saranno pronte in breve tempo), quindi è necessario un potenziamento di tutti i servizi extraurbani dell’area colpita dal sisma, non dimenticando, anche, i disagi degli studenti che da Visso, Castelsant’Angelo sul Nera, Ussita, Pieve Torina, ecc. devono giornalmente raggiungere Camerino. Da ultimo, si precisa che la spesa complessiva degli interventi di potenziamento dei servizi di trasporto nel medio termine tenderà, comunque, a diminuire in quanto i collegamenti con la costa verranno ridotti, pertanto, il potenziamento dei servizi da fare sarà sicuramente meno impattante di quelli con la costa che restano più costosi e più lunghi, ma questo potenziamento va immediatamente fatto”.
E' il fattore tempo a rappresentare, ora, una delle minacce più serie per le comunità colpite dal terremoto. Il tempo, quello per il ritorno alla normalità. Lo sostiene il sindaco di Muccia, Mario Baroni, commentando l'appello del collega di Acquasanta Terme che si è rivolto ai parlamentari alla viglia della nuova tornata di consultazioni: "Vorrei ricordare a tutti questi partiti che si accingono a fare la seconda consultazione che il Centro Italia con i suoi tanti Comuni e territori devastati dal sisma sta morendo. Sono necessari interventi economici speciali da parte del governo! - ha sottolineato Sante Stangoni - Diamoci una mossa andiamo nei luoghi della sofferenza, basta chiacchiere passiamo ai fatti!".
"Il problema è proprio questo, più passa il tempo, più la gente lascia i propri territori perché non può fare diversamente - prosegue il sindaco Baroni - E i nostri paesi si svuotano ancora di più. Come possono rinascere? Per questo è fondamentale che si faccia in fretta, che si investa per ricostruire, servono fondi e misure specifiche e concrete. Ora, subito. L'attesa è un ulteriore pericoloso ostacolo".
Gli ingegneri marchigiani replicano seccamente alle dichiarazioni del commissario alla ricostruzione, Paola De Micheli. Di seguito la nota diffusa da Feding Marche.
“In una recente intervista, l’Onorevole Paola De Micheli, commissario straordinario alla ricostruzione, ha sostenuto che lo Stato pagherà tutte le spese affrontate dai cittadini per la ricostruzione, ma che non sanerà gli abusi e che non ci saranno condoni.
Come è stato a più riprese denunciato dai tecnici marchigiani, uno dei principali problemi che ostacola la presentazione dei progetti agli U.S.R. è che su moltissimi fabbricati si riscontrano difformità edilizie e strutturali, che per essere regolarizzate necessitano di procedimenti lunghi ed incerti.
Questo è un nodo delicato su cui la Federazione Ordini Ingegneri delle Marche intende fare definitivamente chiarezza a scanso di pretestuosi equivoci. La posizione della Federazione, di concerto con i presidenti degli ordini provinciali della nostra regione, è netta e non lascia spazio a fraintendimenti. La realtà è che non si tratta di abusi, e che nessuno di noi ha mai pensato di richiedere sanatorie o colpi di spugna.
Nelle Marche non ci troviamo di fronte a una situazione di illegalità diffusa e i presunti abusi, come l’Onorevole li ha definiti nell’intervista, sono in moltissimi casi lievi difformità, verosimilmente originate in assoluta buona fede.
È infatti frequente che alcune modifiche dimensionali, se di questo si tratta, siano del tutto involontarie e legate anche agli strumenti di misurazione meno evoluti e ai sistemi costruttivi usati nel passato.
È forse possibile parlare di “abuso” se una parete nella realtà è più lunga di qualche centimetro (ma in molti casi anche più corta), di quanto risulta da un disegno ingiallito, o se una finestra o una porta sono spostate di una spanna su un prospetto d’epoca disegnato a mano?
Il sospetto è che sia la parola stessa a evocare fantasmi ideologici che impediscono valutazioni realistiche, assoggettando un territorio intero a un’ansia di legalità che nessuno di fatto ha mai inteso violare.
Prova ne è che dagli ingegneri marchigiani non sono mai venute richieste di condoni, ma solo istanze per l’introduzione di procedure amministrative snelle che si concludano in tempi certi e che permettano di individuare i reali abusi, evitando deleterie e fuorvianti generalizzazioni.
Anche per quanto attiene al pagamento delle spese, la realtà sembra andare ancora una volta in una direzione opposta a quanto affermato dal Commissario.
Dopo il sisma del 2016 si sono susseguite ben 52 Ordinanze che hanno reso e rendono estremamente complesso elaborare un progetto anche solo per la riparazione dei danni lievi.
Basti pensare che servono mediamente circa 40 elaborati tecnico amministrativi, e che molto spesso gli U.S.R. richiedono chiarimenti ed integrazioni, con tutto ciò che questo comporta in termini di dispendio di energie, tempo e denaro nella presentazione delle pratiche.
Per di più, i costi che i tecnici devono anticipare per le prove tecnologiche sui terreni e sulle murature per poter predisporre i progetti, a fronte del pagamento dei compensi a distanza di uno o più anni, stanno mettendo in crisi il sistema con il rischio concreto di far chiudere molti studi professionali. Tra l’altro la normativa attuale prevede “contributi alla ricostruzione”, il che non equivale a copertura totale dei costi, che risultano spesso insufficienti.
Tra le popolazioni colpite si è addirittura diffusa l’ipotesi, essendo difficile arrendersi all’idea di una burocrazia miope e fine a se stessa, che il “mostro” che è stato messo in piedi serva solo a dilazionare l’onere economico della ricostruzione.
Quasi due anni di interlocuzioni a vari livelli istituzionali, di documenti e di proposte da parte degli ordini professionali, hanno avuto una modesta incidenza in qualche raro comma delle solite 52 ordinanze.
Con l’unico risultato di disperdere il patrimonio di esperienza e di professionalità di chi opera sul proprio territorio, conoscendone a fondo le esigenze peculiari e le criticità.
Infine, mentre si continua a discutere di dettagli senza affrontare con adeguata solerzia e incisività le scelte importanti, si fissano scadenze quantomeno improbabili e si erogano i contributi per l’autonoma sistemazione”.
Dal gruppo "Tolentino popolare", riceviamo.
Il gruppo “Tolentino Popolare”, nato dall’esperienza come lista civica alle ultime elezioni comunali, organizza per sabato 14 aprile, alle 20.30, al ristorante “Bellini” in Contrada Bura a Tolentino, una cena per incontrare i cittadini ed i simpatizzanti.
Un momento conviviale ed informale, quindi, volto a presentare i progetti e le idee di “Tolentino Popolare”.
Nel processo di crescita e strutturazione del nostro gruppo, già protagonista in Giunta ed in Consiglio Comunale, riteniamo fondamentale tale incontro per chiarire le nostre posizioni e presentare i progetti per il presente ed il futuro di Tolentino, qualificandoci come interlocutore istituzionale nella città.
La nostra lista è nata con un intento innovativo, seppur su posizioni che richiamano la grande tradizione di centro e moderata. Ci siamo ispirati ad un modo di fare politica attento alle esigenze dei cittadini, con spirito di servizio e senza grandi promesse, cercando di indirizzare il contesto politico verso le priorità del programma e con la massima chiarezza sulle cose realizzabili e non.
Vogliamo essere la dimostrazione che si può ritornare a fare una politica attenta sul territorio, innovando gli schemi e la classe dirigente, senza dover per forza appellarsi a forza antisistema o populiste per cambiare ciò che non va.
I progetti che presenteremo sono relativi allo sviluppo della città post terremoto, sia in termini di ricostruzione, che di rilancio del tessuto produttivo, del commercio e del centro storico.
Progetti, inoltre, riguardanti la cultura, il turismo, i servizi sociali, agendo in supporto ai nostri colleghi di maggioranza, in primis il Sindaco Giuseppe Pezzanesi, con cui siamo orgogliosi di proseguire il mandato amministrativo affidatoci dai cittadini a giugno 2017.
Il costo della cena è di 18 euro (ridotto per i bambini).
Per info rivolgersi a Alessandro Massi (3292169981), Andrea Crocenzi (3479241603), Diego Aloisi (3923544166), Fabio Montemarani (3282263990).
Venerdì pomeriggio erano in discussione i punti del bilancio e i consiglieri di minoranza, Andrea Seri, Norma Pierucci e Silvio Seri, dopo aver fatto notare che non sono state rispettate le norme di legge e i criteri di pubblicazione di alcune parti riguardanti il Bilancio Comunale, esprimendo tutto il loro disappunto, hanno abbandonato l'aula è se ne sono andati.
La legge, come scritto nella delibera di Giunta N.85 del 09/10/2017, che riguarda il Piano Triennale delle Opere Pubbliche, prevede che la stessa sia pubblicata al l'albo pretorio per almeno 60 giorni consecutivi e questo come è evidente dal sito istituzionale del comune, non è avvenuto.