Il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli replica alla mozione di sfiducia, che verrà presentata da nove consiglieri regionali d'opposizione e che prende spunto dall'inchiesta della Procura di Ancona su presunte turbative in appalti Asur, in cui è indagato anche il direttore generale dell'Azienda Sanitaria Unica regionale Marche Alessandro Marini.
"Ci vorrebbe un po' di coerenza, qui si tratta di un avviso di garanzia che avrà il suo percorso giudiziario - afferma Ceriscioli in una nota - . Noi l'abbiamo fatto rispettando il lavoro dei magistrati perché hanno elementi che noi non possiamo conoscere quindi sicuramente agiscono in scienza e coscienza".
"A me - sottolinea Ceriscioli in merito alla mozione di sfiducia da parte di alcuni consiglieri d'opposizione - sembra una scelta politica quella di voler ingigantire questo fatto a tutti i costi e come dicevo di scarsissima coerenza: applicassero questi principi dove governano".
Il governatore si e' soffermato anche su altre due 'situazioni' finite nel mirino della Procura dorica. "Una gara al massimo ribasso diventata gara ad offerta economicamente piu' vantaggiosa- dice Ceriscioli-. Le motivazioni che hanno indotto a optare per questa scelta sono ineccepibili. Si e' scelta questa strada a seguito di una sentenza del Consiglio di Stato, prima di una singola sezione e poi a sezioni unificate, che sottolineava come per quel tipo di attivita' andavano fatte gare ad offerta economicamente piu' vantaggiosa per l'altissima incidenza di personale. Non modificando la gara avremmo aperto strade a tanti ricorsi. Poi la gara delle pulizie che e' ancora in corso. È arrivata, tra una notizia e l'altra, la sentenza del Tar che ha respinto i ricorsi contro quella gara difendendo dunque l'atto amministrativo regionale". Il numero uno di palazzo Raffaello dunque non ha riscontrato irregolarita', dal punto di vista amministrativo, nelle gare finite al centro dell'inchiesta giudiziaria. "Andando a guardare i quattro atti citati, sommariamente ma con soggetti competenti, nel contenuto degli atti, nella forma e nella scelta dello strumento non c'e' la risposta alle domande che ci facciamo- continua-. Evidentemente gli elementi stanno dentro altre sedi e non nelle carte che abbiamo finora visionato.
Gli atti amministrativi sono sostanzialmente a posto. Manteniamo un atteggiamento garantista. Io sono convinto del significato vero di un avviso di garanzia che non assomiglia ne' a un rinvio a giudizio ne' a una condanna di primo grado o definitiva. Ho sempre tenuto una certa distanza dai bandi pubblici perche' il ruolo politico va tenuto ben distinto da quello amministrativo".
Il gruppo consiliare regionale del Movimento 5 Stelle ha formalizzato una mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, a seguito dell'inchiesta sui presunti appalti truccati nella sanità che ha coinvolto anche il direttore generale ASUR Marche, Alessandro Marini (la sua difesa: "Sono estraneo ai fatti"). A firmare l'atto, come riportato dall'agenzia Dire, oltre ai i consiglieri del Movimento 5 stelle Gianni Maggi, Peppino Giorgini, Romina Pergolesi e Piergiorgio Fabbri, quelli della Lega Sandro Zaffiri, Marzia Malaigia e Luigi Zura Puntaroni, Elena Leonardi (Fdi) e Jessica Marcozzi (Fi).
"Il governatore Ceriscioli finge di cascar dalle nuvole - afferma in un comunicato stampa a sua firma il consigliere M5S Peppino Giorgini - e cerca di tranquillizzare e sminuire la situazione facendo sapere a mezzo stampa: «Non è l’Umbria, non mi dimetto». Noi siamo di tutt'altro parere e, a tale proposito, abbiamo già formalizzato una mozione di sfiducia nei suoi confronti da discutere e mettere al voto in Assemblea Legislativa".
"Noi del Movimento 5 Stelle infatti, che del principio di legalità abbiamo fatto la nostra bandiera, evidenziamo che un Governatore, come un buon padre di famiglia, avrebbe dovuto fare molta più attenzione alle persone di cui circondarsi e alle quali assegnare il ruolo di collaboratori di fiducia, soprattutto in un ambito così importante e strategico - prosegue Giorgini - come la gestione della salute pubblica di 1,5 milioni di persone e che coinvolge quasi 3 miliardi di euro del bilancio regionale".
"Quando con deliberazione di Giunta n. 620 del 27/7/2015 il nostro Presidente delle Marche procedeva a nominare Marini quale direttore generale ASUR sapeva chi era costui e i suoi trascorsi giudiziari? Sapeva il buon Ceriscioli dell’altra inchiesta, quella sulle consulenze d’oro all’ASL di Fano al tempo della gestione proprio di Marini, quale Commissario Straordinario (giugno 2002-luglio 2003)? Detta inchiesta diede luogo ad un caso non solo giudiziario, ma anche politico, nella quale fu coinvolta la società di Ancona “Business Intelligence s.a.s.”, alla quale Marini aveva affidato le attività di formazione del personale senza, secondo le accuse, una specifica esperienza in materia. Una domanda sorge spontanea: Il governatore Ceriscioli, nel nominare nel 2015 Marini quale manager dell’Asur Marche, con chi si è confrontato? Non con i propri servizi amministrativi, poiché altrimenti l’avrebbero messo in guardia visti i precedenti del nostro soggetto".
"La sua scelta è stata forse orientata dal suo partito? Può essere stata influenzata in qualche modo? A noi risulta che Marini, all'epoca, fosse nientemeno che Maestro Venerabile della Loggia n.1164 “Giordano Bruno” di Jesi, come facilmente verificabile sul sito stesso dell’organizzazione in occasione dell’Evento Bruniano, il 16 marzo 2013, organizzato dai Fratelli marchigiani del Grande Oriente d’Italia con tanto di resoconto visionabile online. È mai possibile che il PD, per mano del suo governatore /assessore, abbia messo la sanità marchigiana, e l'Asur Marche in particolare, nelle mani di un venerabile maestro?" conclude Giorgini.
Foodora, Deliveroo, Glovo, Just Eat, solo per citarne alcune. Sono le “App” digitali accomunate dal fatto di offrire ai clienti servizi a domicilio, utilizzando la prestazione lavorativa di fattorini (una volta pony express, oggi meglio conosciuti come riders) che, però, non risultano e, peggio ancora, non vengono riconosciuti come dipendenti delle Società che detengono la proprietà della piattaforma digitale.
Questa situazione è da tempo e sempre più frequentemente sotto la lente d'ingrandimento dei media, di esperti nel campo del diritto del lavoro, dei sindacati e della politica che, però, continua a faticare nell'individuare risposte univoche e significative.
Nel frattempo a rimetterci sono quei prestatori autonomi (nessuno è ad oggi inquadrato come dipendente, poiché la prestazione lavorativa non è organizzata dal committente, in quanto a tempo e orario di lavoro), ai quali non viene riconosciuta una benché minima forma di tutela.
Da oggi, anche le Marche entrano a far parte del gruppo di testa delle Regioni che si sono attivate alla ricerca di una disciplina base per questa tipologia di lavoratori. L’iniziativa di legge è del consigliere regionale di Art.1, Gianluca Busilacchi, che cerca, seppur in pochi articoli, di fissare alcuni punti fermi e non derogabili della contrattazione.
“Il mio intento – spiega Busilacchi – era proprio questo, cioè individuare dei principi cardine e delle regole chiare ed univoche, in un contesto che necessita di un urgente aggiornamento delle istituzioni giuridiche del lavoro. Ritengo che l’articolo di apertura di questa proposta di legge racchiuda tutto il senso dell’iniziativa, cioè tutelare quei lavoratori, anzitutto attraverso forme di conoscenza del loro rapporto di lavoro. Pertanto – aggiunge Busilacchi – occorre che tale rapporto di lavoro sia sancito in un contratto scritto che contenga regole trasparenti”.
Altro punto centrale è quello dell’informazione. “Le lavoratrici e i lavoratori delle piattaforme digitali – prosegue l’esponente di Art.1 – hanno il diritto di ricevere tutte le informazioni utili da parte del committente per la tutela dei loro interessi, dei loro diritti e della loro sicurezza, in modo tale da poter esercitare scelte consapevoli e consequenziali a ciò che viene loro proposto”.
La proposta di legge ha, già, ottenuto un riscontro positivo da parte di altri consiglieri regionali (Fabio Urbinati, Boris Rapa e Luca Marconi) che hanno provveduto a sottoscriverla.
Una mozione per attenzionare sulle numerose problematiche da tempo denunciate dai tecnici professionisti impegnati nella ricostruzione post-sisma, attori fondamentali nel lungo processo di ricostruzione del territorio terremotato. La annuncia il capogruppo al consiglio regionale di Fratelli d’Italia, Elena Leonardi, che ha voluto racchiudere nell’atto le differenti e gravi criticità che oggi attanagliano i tecnici impegnati nella ricostruzione, e delle quali si parlerà oggi nel corso dell’incontro organizzato dall’Inarsind Marche a Cardarola, dal titolo “Ricostruzione al palo. Tecnici esasperati pronti alla serrata”.
“I tecnici si dicono ormai esasperati, stanchi di essere presi in giro e di attendere risposte concrete che possano sbloccare definitivamente la situazione – ha affermato il capogruppo Elena Leonardi – la lentezza ormai cronica del sistema di gestione delle pratiche della ricostruzione, appesantita dalla burocrazia, si va ad aggiungere ai mancati pagamenti delle parcelle dei tecnici che al momento si aggirerebbero intorno ai 100 milioni di euro per le sole Marche, alle disparità di trattamento economico tra i tecnici impegnati nella ricostruzione pubblica e in quella privata, alle disposizioni scadute e mai rinnovate dal Commissario e alle tante richieste di modifica della normativa giunta in questi anni dagli attori del sisma e mai prese in considerazione. Un’escalation critica che rischia di dare il colpo di grazia alla ricostruzione e a tutto il territorio colpito dal sisma. Per questo è necessario intervenire prima possibile e concretizzare le richieste che vengono direttamente dai tecnici, circa mille quelli impegnati nella ricostruzione, uomini e donne del territorio, spesso anche loro stessi terremotati, che oggi si vedono costretti a lanciare un ennesimo allarme alle istituzioni”.
Per questo il capogruppo Elena Leonardi ha ritenuto impellente la necessità di impegnare il governatore, Luca Ceriscioli, vicecommissario alla ricostruzione, e l’intera Giunta regionale, innanzitutto a sollecitare formalmente l'emanazione dell’Ordinanza commissariale in attuazione di quanto disposto dal Decreto Genova, in merito all'anticipazione del 50% dei compensi per la progettazione alla presentazione della domanda di contributo all'Ufficio Speciale della Ricostruzione. Non meno importante la disparità di trattamento in essere tale per cui le parcelle dei tecnici incaricati di ricostruzione pubblica vengono calcolate seguendo il Decreto ministeriale 17 giugno 2016, cosiddetto “Decreto Parametri”, mentre quelle dei tecnici incaricati di interventi di ricostruzione privata dipendono dall’ articolo 34 del dl 189/2016 e dall’Ordinanza 12, il cui allegato, il Protocollo d’intesa tra Commissario e Rete nazionale delle professioni dell’area tecnica e scientifica, che disciplina le spese per le prestazioni tecniche e le percentuali di contributo erogato, è per altro scaduto al 31 dicembre 2018.
“Le tariffe professionali risultano al contempo comunque insufficienti a garantire il decoro del lavoro del professionista – ha aggiunto Elena Leonardi – in quanto non coerenti con la legge dell’equo compenso (legge n. 247 del 31 dicembre 2012, articolo 13-bis, come modificata dalla legge n.172 del 4 dicembre 2017 articolo 19-quaterdecies) e che a conti fatti il professionista medesimo si troverebbe a lavorare a 4-5 euro all'ora per importi di lavori bassi. Ho chiesto al governatore di impegnarsi affinché il Protocollo sia rinnovato sulla base del Decreto Parametri, e contestualmente di lavorare per sciogliere il nodo legato alla cosiddetta Ordinanza Chiese, di imminente approvazione, la quale prevede un sistema di affidamento dei servizi tecnici analogo a quello pubblico ma con compensi presi dalla ricostruzione privata”.
Nello stesso atto, il capogruppo di Fratelli d’Italia, chiede alla Giunta regionale "di adoperarsi in modo che le istituzioni competenti approvino la possibilità di anticipo economico delle prestazioni tecniche da parte dei committenti beneficiari del contributo di ricostruzione, che si solleciti il Commissario Straordinario per la Ricostruzione per la nomina immediata del CTS - Comitato Tecnico Scientifico - fondamentale per risolvere innumerevoli “casi particolari” che i professionisti e i tecnici degli Uffici Ricostruzione si trovano ad affrontare quotidianamente e per l’istituzionalizzazione, nei Tavoli Tecnici, della presenza dei rappresentanti degli Ordini professionali ricadenti sul cratere e anche delle rappresentanti delle Organizzazioni sindacali di categoria."
"Tagli di corse e disagi che hanno superato l’umana tolleranza". Questa la forte denuncia che arriva da un comunicato congiunto del partito "Fratelli d'Italia" di Tolentino e San Severino Marche circa l'attuale offerta di bus sostituvi sulla tratta che porta alla costa: "Abbiamo già iniziato a denunciare le varie criticità della tratta Civitanova/Fabriano ad iniziare da un’incomprensibile lungaggine dei lavori e dall’istituzione di autobus sostitutivi con conseguente penalizzazione dell’entroterra e delle zone più colpite dal terremoto".
"Autobus da e per Civitanova con obbligo di cambio di vettore a Macerata con il rischio che i ritardi dovuti al traffico rischino di far perdere le coincidenze" si precisa nel comunicato.
"Fra le tante perle segnaliamo questa - prsoegue il comunicato-: se qualcuno ha la disavventura di lavorare in un comune lungo la costa o abbia l’inaudita idea di passare una giornata al mare sappia che l’ultimo autobus, da lunedì 22 luglio, per Tolentino, San Severino, Castelraimondo e Matelica parte da Civitanova alle ore 17:41 con arrivo a Macerata alle 18:29 e ripartenza per l’entroterra alle 20:35 (avete capito bene due ore di sosta a Macerata) mentre per Macerata vi sono altre due partenze alle 20:21 e alle 21:57. Chissà perché il capoluogo ha questo privilegio. I cittadini dell’entroterra sapranno ringraziare la sinistra al governo della regione con il voto di maggio mandandola finalmente a casa".
"Mi chiedo come sia possibile che il sindaco possa parcheggiare dove vuole, mentre qualsiasi altro cittadino debba girare per la città alla ricerca di un posteggio". È questa la considerazione che perviene alla nostra redazione da parte di un lettore, che si trovava nella serata di sabato sera a passeggiare per le vie del centro.
A catturare la sua attenzione nello spensierato giro serale è stata la presenza dell'automobile del primo cittadino di Macerata Romano Carancini all'interno di Palazzo Buonaccorsi. Il segnalatore non nasconde le perplessità: "Mi chiedo se sia lecito tutto ciò".
Va sottolineato come il primo cittadino goda già di un parcheggio riservato in via Santa Maria della Porta - in prossimità del centro cittadino - per favorirne l'arrivo agli uffici di Palazzo Conventati.
"Torniamo, nostro mal grado, sulla questione della sentenza del TAR Lazio sulla zona ex volpini, per sottolineare ancora una volta come l’amministrazione, tanto brava a fare proclami e a gettare accuse infondate sull’opposizione, ancora non abbia presso una posizione chiara e definita sulla vicenda. Il dato politico della questione è chiaro ed incontrovertibile: la sentenza certifica in modo inconfutabile l’inerzia e la mancanza di idee e di progettazione dell’amministrazione su tale problematica. Si legge infatti: “il Collegio dispone, pertanto, che gli adempimenti (restitutori ovvero ex art. 42 bis TU Espropri) siano posti in essere dall’Amministrazione Comunale nel termine di giorni 90 (novanta) dalla comunicazione della presente sentenza o, se anteriore, dalla notificazione della stessa. In considerazione del mancato rispetto da parte del Comune del termine già assegnato con l’ordinanza n. 6880/2018, il Collegio ritiene, altresì, di fare applicazione dell’art. 34, comma 1 lett. e), c.p.a., disponendo, già in sede di cognizione, la nomina di un Commissario ad acta, con effetto dalla scadenza del termine assegnato all’Amministrazione per l’ottemperanza.” I gruppi consiliari di Potenza Picena Progetto Civico e Partito Democratico tornano sulla questione dell'area ex Volpini e attaccano l'Amministrazione guidata dal sindaco Noemi Tartabini, dopo la replica di qualche giorno fa.
"L’Amministrazione Acquaroli-Tartabini non è stata in grado di prendere posizione chiara e netta su una vicenda importante per il nostro territorio, ha disatteso un ordine del Giudice Amministrativo, gettando un’ombra sull’affidabilità dell’azione del comune di Potenza Picena - continuano i consiglieri di minoranza -. Adempiere l’ordinanza del TAR Lazio era onere dell’amministrazione Acquaroli-Tartabini. Tale onere non è stato rispettato, questa è la realtà dei fatti, che l’Amministrazione attuale omette di riferire. Quel che è più grave è che ancora ad oggi la giunta non ha una posizione chiara su tutta la vicenda; questo è inaccettabile e un’opposizione seria non può che sottolinearlo con forza e determinazione, il resto sono chiacchiere che lasciano il tempo che trovano e non aiutano a risolvere problema."
"Esiste un modo di fare politica che prevede l’attacco sempre e comunque dell’avversario, il dare la colpa a chi c’era prima, il dichiararsi immune da qualsivoglia responsabilità, appellandosi ad una realtà parziale comunicata omettendo sapientemente ogni elemento che potrebbe mettere in cattiva luce il proprio operato - conclude l'opposizione -. Ecco è questo modo di fare politica che sta ponendo in essere l’amministrazione Tartabini: di fronte a una sentenza che certifica in modo inconfutabile l’inerzia, la mancanza di idee e di progettazione, la maggioranza attacca il passato e l’opposizione e non dichiara quale soluzione vuol porre in essere per affrontare e risolvere il problema."
Il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, è tornata a fare il punto sulla ricostruzione post terremoto in occasione dell’ultimo Consiglio comunale. Complessivamente, a San Severino Marche, sono state presentate 329 pratiche, di cui 247 relative alla ricostruzione leggera e 80 relative alla ricostruzione pesante. Sono state finanziate 169 pratiche, di cui 160 relative alla ricostruzione leggera e 9 a quella pesante. In totale sono state chiuse 84 pratiche mentre per altre 30 il sindaco ha firmato la revoca dell’Ordinanza di inagibilità, ma in questo caso i proprietari degli immobili non hanno fatto ricorso al contributo del Sisma Bonus, uscendo quindi dalla procedura ordinaria.
Il Comune di San Severino Marche proprio in questi giorni sta procedendo al pagamento del C.A.S. di giugno, il contributo per l’autonoma sistemazione. Complessivamente sono 774 i nuclei familiari che ne beneficiano, per un importo totale di 593.387,50 euro. A San Severino Marche con l’ultima demolizione di maggio nel quartiere Uvaiolo, lungo la strada per Serrapetrona, sono terminate tutte le messe in sicurezza programmate a carico del Comune.
L’ultima seduta del Consiglio comunale di San Severino Marche si è aperta con la surroga del consigliere dimissionario Pier Domenico Pierandrei, che nelle scorse settimane aveva rassegnato le proprie dimissioni, e l’insediamento del nuovo consigliere Chiara Simoncini, la più giovane tra tutti i membri dell’Assise settempedana.
Prima dei non eletti con la lista “San Severino Cambia”, nata a San Severino Marche nel gennaio 1993, la Simoncini è insegnante di scuola primaria.
Nel dare il benvenuto al nuovo consigliere il sindaco, Rosa Piermattei, ha voluto ringraziare durante la seduta del Consiglio il dimissionario Pier Domenico Pierandrei “per il prezioso lavoro svolto nei tre anni di mandato” ricordando, in particolare, i “grandi risultati raggiunti con l’approvazione del Patto dei Sindaci, che convintamente e con passione ha portato avanti. Voglio ricordare da ultimo - ha aggiunto il sindaco - le iniziative da lui assunte a favore della protezione dell’ambiente. Ricordo in particolare il progetto denominato “Plastic free” nonché tutte le azioni da lui intraprese che hanno consentito l’installazione a San Severino Marche di colonnine per ricarica dei veicoli elettrici”.
"Dopo l’insediamento del nuovo Consiglio comunale e dalla lettura della pubblicazione degli incarichi della giunta, saltano subito all’occhio alcune imperdonabili lacune". Sono queste le parole che Marco Petrelli, a nome del gruppo consiliare Mogliano 313, utilizza per fotografare l'operato iniziale dell'amministrazione Cesetti a Mogliano.
Una critica esplicita riguarda la mancanza di una delega specifica, tra i componenti della Giunta, sull'agricoltura: "Non vi è uno specifico assessorato, perché in seno alla maggioranza mancano le competenze in merito, proprio nel paese che dà il nome ad un famoso tipo di ulivo (Piantone di Mogliano). Agricoltura è sinonimo di enogastronomia, prodotti di eccellenza, volano turistico, soprattutto per i piccoli borghi che hanno nel proprio paesaggio un “prodotto” turistico da offrire. Agricoltura è anche lavorare duro e raccogliere poco, soffrire la concorrenza di prodotti importati per colpa della globalizzazione selvaggia e combattere per restare sul mercato. Oggi c’è bisogno di valorizzare le eccellenze e cercare nuove colture con maggiori margini. Servono figure di cooridnamento. Chi rappresenterà le esigenze di queste realtà? A Mogliano non abbiamo un assessorato dedicato a questo!".
"Per non parlare della scelta di dare l’incarico come vicesindaco con turnazioni annuali. Questa novità - sottolinea Petrelli - risponde più ai bisogni della maggioranza, per accontentare un po’ tutti, più che ad una esigenza della popolazione che invece vorrebbe dei referenti certi su cui fare affidamento per tutta la durata del mandato elettorale".
"Nel nostro paese manca anche un assessorato specifico per l'ambiente perché anche in questo caso mancano le competenze. Ma questo, come temavamo, è un fatto scontato. Infatti, ambiente vuol dire salvaguardare il paesaggio, limitare il consumo di suolo (a Mogliano il consumo di suolo è pari al 7,3% mentre in provincia siamo al 6,4% - fonte ISPRA), evitare inutili ulteriori cementificazioni. Tutti temi in netto contrasto con la politica dell’ex Sindaco sulla quale la nuova si è dichiaratamente appiattita, tanto da nominarlo Vice Sindaco e Assessore ai Lavori Pubblici. Prova ne è la firma della convenzione per la realizzazione di un nuovo supermercato su un’area oggi pubblica, avvenuta in fretta e furia a soli 6 giorni dalle elezioni, e volutamente tenuta nascosta in campagna elettorale".
"Più che una "nuova" amministrazione si ha l’impressione di trovarci di fronte ad una sorta di restaurazione, di una concezione vetusta e superata della politica locale, nonostante le tante belle (e dovute) attività di facciata che sono già state messe in atto" conclude Petrelli nella nota stampa.
Venerdì scorso, 12 luglio, si è svolto un incontro con i Comuni facenti parte del Parco Nazionale dei Monti Sibillini che ha avuto l’obiettivo di conoscere la disponibilità di ciascun ente in merito alla possibilità di interventi di efficientamento energetico del proprio patrimonio immobiliare nell’ambito del progetto del Ministero dell’Ambiente che finanzia lavori finalizzati alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici.
Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è destinatario, insieme ad altri Parchi, di un importante finanziamento da parte del Ministero dell’Ambiente, pari a circa 3 milioni e 800 mila euro.
All’incontro, tenutosi a Visso presso la sede del Parco, hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni di Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Montegallo, Pievetorina, Preci, Ussita e Valfornace. Durante il confronto è emersa l’attenzione e la disponibilità dei Comuni presenti sui temi dell’efficienza energetica e della produzione di energia da fonti rinnovabili e, nel contempo però, l’indisponibilità di gran parte del patrimonio immobiliare pubblico a seguito degli eventi sismici.
“Sono 760.000 euro i fondi destinati dal Consiglio Direttivo del Parco all’efficienza energetica del patrimonio comunale” sottolinea Alessandro Gentilucci, presidente pro tempore del Parco e sindaco del Comune di Pieve Torina, “una cifra importante che potrebbe innescare ulteriori effetti moltiplicatori e rendere questo scenario innovativo ancor più interessante poiché apre a prospettive di sviluppo del territorio in linea con quelle che sono le priorità del Parco”.
Entro il 23 luglio ciascun Comune potrà presentare le sue proposte progettuali che verranno valutate e discusse nel prossimo Consiglio Direttivo del Parco.
“Abuso d’ufficio, turbativa d’asta, concorso in corruzione e traffico di influenze illecite. Sono accuse molto gravi quelle che gli inquirenti muovono a carico dei vertici dell’Azienda Sanitaria Unica Marchigiana e dell’ex consigliere regionale del PD Fabio Badiali, oggi Sindaco di Castelplanio, e per la gravità di tali accuse chiediamo che il presidente, nonché assessore alla sanità, Ceriscioli si prenda la responsabilità politica di aver nominato uomini di sua fiducia come Alessandro Marini e che valuti l’azzeramento delle alte cariche della sanità regionale”.
A dichiararlo, in una nota congiunta, sono il Senatore e responsabile della Lega Marche Paolo Arrigoni, e il capogruppo del Carroccio in Consiglio Regionale Sandro Zaffiri.
“Lo chiediamo innanzitutto perché le indagini possano seguire il loro corso in piena e assoluta serenità”, commentano Arrigoni e Zaffiri. “Se le ipotesi di reato fin qui formulate fossero però confermate ci troveremmo di fronte ad un quadro inquietante: un sistema di diffusa corruzione, volto a favorire il legame tra politici del PD, ruoli apicali della sanità e un colosso del mondo delle cooperative emiliane come Coopservice allo scopo di garantire l’aggiudicazione di gare e appalti dietro la promessa di denaro o altri favori”.
“Ci auguriamo – continuano gli esponenti leghisti – che l’inchiesta non porti a scoprire una sorta di “Umbria 2”; per ora è certo che queste due vicende sono accomunate da un pessimo panorama opaco”.
“Per questo la Lega pretende trasparenza e che il presidente Ceriscioli faccia al più presto chiarezza, riferendo in consiglio, su quanto è emerso. A prescindere dai risvolti penali della vicenda – concludono Arrigoni e Zaffiri - invitiamo però tutti i consiglieri regionali di maggioranza a prendere una posizione chiara rispetto all’opportunità o meno di continuare a sostenere un’Amministrazione regionale che, in particolare sulla sanità, si è resa responsabile di una serie interminabile di brutte figure”.
Anche quest’anno è stato predisposto a Civitanova Marche un avviso per ricordare le buone abitudini da seguire per affrontare l’emergenza caldo, con un decalogo rivolto in particolare ad anziani e persone fragili con problemi di salute .
Dallo scorso anno, l'azione informativa si è arricchita di una novità sostenuta dall'Assessorato al Welfare: l'accoglienza al centro sociale di via Carnia, per il periodo dal 15 luglio al 31 agosto 2019, di anziani che non sono iscritti e l'attivazione del servizio di trasporto dalla propria residenza al centro per coloro che ne faranno richiesta (minimo tre persone con esclusione della domenica). Ciascun ospite quotidianamente potrà usufruire di una consumazione gratuita.
“Anche durante le ferie il Welfare non va in vacanza – ha comunicato l'assessore Barbara Capponi -. Rinnoviamo l’invito a non abbassare la guardia per prevenire tutti i disagi che le alte temperature possono provocare ai cittadini più fragili. Le persone potranno frequentare il centro anziani, che voglio ringraziare per la grande disponibilità; un’iniziativa che si è rivelata non solo uno strumento fondamentale per la prevenzione di malori, ma anche un importante strumento per l’aggregazione delle persone che a casa vivono sole e che si sono trovate a condividere momenti di socializzazione”.
Il decalogo con i numeri utili e i consigli sarà disponibile nelle sedi comunali, Farmacie, ambulatori dei medici di base e presidi ambulatoriali.
Ecco i 10 consigli utili nel dettaglio:
1) Indossare un abbigliamento adeguato e leggero;
2) Rinfrescare l'ambiente domestico e di lavoro;
3) Ridurre la temperatura corporea: quando si è accaldati è consigliabile fare bagni e docce con acqua tiepida, bagnare viso e braccia con acqua fresca;
4) Ridurre il livello di attività fisica;
5) Uscire di casa nelle ore più fresche della giornata (evitare di uscire dalle ore 11.00 alle ore
18.00);
6) Lavorare all'aperto senza rischio: se si svolge un'attività lavorativa all'aperto, occorre evitare i rischi di disidratazione, colpi di calore;
7) Bere con regolarità ed alimentarsi in maniera corretta (cibi leggeri e con alto contenuto di
acqua);
8) Adottare alcune precauzioni se si esce in macchina: areare gli abitacoli prima di salire,
viaggiare a finestrini aperti o utilizzare la climatizzazione. Se si vede un bambino solo in
macchina chiamare immediatamente il 112 o 113;
9) Conservare correttamente i farmaci;
10) Adottare precauzioni particolari in caso di persone a rischio. (Se si assumono farmaci
segnalare al medico qualsiasi malessere, anche lieve, che sopraggiunga durante la terapia
farmacologica).
"Al consigliere di opposizione, nonchè candidato a Sindaco alle scorse amministrative, Edoardo Marabini, diamo il benvenuto nel mondo dei contenziosi e controversie ereditati dagli ultimi trent’anni". L'amministrazione comunale di Potenza Picena replica tramite comunicato stampa ai gruppi di minoranza (Città Progetto Civico e Partito Democratico, ndr) in merito alla questione dell'Area Ex Volpini.
Dopo la pronuncia del Tar del Lazio - Sezione di Roma, che ha condannato il Comune di Potenza Picena a restituire i terreni occupati e al risarcimento del danno da occupazione illegittima delle aree private "ex Volpini", la giunta Tartabini puntualizza come già "l'Amministrazione Comunale Acquaroli-Tartabini, a seguito di vari incontri con i promissari acquirenti dell’area in oggetto, ha proposto un accordo transattivo per la definizione bonaria della problematica ma che non ha avuto esito positivo. [...] Pertanto, il 27 aprile 2019 la giunta fornisce atto di indirizzo per avviare le procedure di acquisizione coattiva sanante e stabilisce che l’indennizzo venga determinato sulla base di quanto previsto dalla vigente normativa e su apposita valutazione effettuata dalla competente Agenzia del Territorio. A seguito di questo atto di indirizzo votato dalla Giunta, l’Ufficio Tecnico comunale, con nota del 13 maggio 2019 a mezzo Pec, ha provveduto a richiedere valutazione economica".
"Pertanto si ingrazia il Pd locale ed il gruppo civico per i consigli, dettati anche con toni altezzosi, ma - quello che loro oggi consigliano di fare - è stato già stato fatto dall’Amministrazione Acquaroli- Tartabini, così come si può evincere dai documenti" si conclude nel comunicato stampa.
"Dopo l'uscita della notizia che lamentava la mancanza degli incarichi ai consiglieri rispetto alla promessa della giunta allargata, il Sindaco è corso ai ripari con un decreto datato 1 luglio, ma protocollato e pubblicato solo il 13 luglio (guarda caso a poche ore dalla pubblicazione del comunicato del nostro Gruppo) ,con il quale sono state concesse le deleghe ai consiglieri. Ma come, non erano state assegnate nella seduta del primo consiglio, cioè il 9 giugno 2019, come era scritto sul comunicato stampa post-insediamento?" il Capo Gruppo di minoranza LavoriAmo per Loro Piceno, Rocco Tirabasso, controreplica al primo cittadino Robertino Paoloni che, nel pomeriggio di oggi, aveva risposto alle accuse che gli erano state mosse dall'opposizione.
"Formalmente la Giunta allargata di cui il Sindaco parlava in campagna elettorale, ad oggi ancora non c'è - prosegue la minoranza -. E ora che il Sindaco ha spiegato cosa intendeva abbiamo capito che non ci sarà mai, ma sarà una semplice riunione con tutti i componenti d lista. Le deleghe conferite, se così possiamo chiamarle poichè non hanno alcuna rilevanza esterna in quanto i Consiglieri dovranno sempre rendere conto alla Giunta o al Sindaco (questo letteralmente prevede il Decreto pubblicato), sono state così ripartite. Gilberto Taccari: politiche sociali, casa di riposo, servizi alla persona, conciliazione tempi di vita e tempi di lavoro. Mastrocola Fabio: servizi scolastici e servizi educativi, politiche della famiglia-centro storico. Timi Mara: politiche finanziarie e di bilancio, atttività produttive e politiche attive del lavoro. Achilli Bruno: rapporti con la città gemellata. Tesei Piermario: Prodotti tipici, marketing territoriale e rapporti con le istituzioni religiose del territorio."
"Con nostro grande stupore abbiamo notato che il consigliere Bruno Achilli in confronto agli altri, ai quali è stata confermata o ampliata la delega promessa dal Sindaco a mezzo stampa, ha avuto un brusco taglio di responsabilità passando dalle deleghe in "patrimonio storico e rapporti con il paese gemellato" alla sola "rapporti con la città gemellata". Come mai questo passo indietro? - si chiede il capogruppo di opposizione -. Nel mese di riflessione di cui il Sindaco Paoloni parla forse avrà ritenuto di togliergli questo incarico. O più semplicemente, cercando di correre ai ripari, nel copia incolla dagli articoli di giornale, “è saltato” l’incarico."
"Chiamano Delega ciò che, in questo caso, non lo è in quanto la Delega conferita al Consigliere avente rilevanza esterna è ammissibile solo con la modifica dello Statuto che porterà quindi alla formazione della “Giunta allargata”, come peraltro altri Enti hanno fatto (ad esempio San Ginesio) - continua Tirabasso -. In ogni caso, gli incarichi non sono stati scelti secondo democrazia visto che le cariche di Vice Sindaco, Assessore e Capo Gruppo erano tutte frutto di accordi pre-elettorali corrispondenti ad altrettanti gruppi di partito (PD, Lega e Gruppo dei Socialisti). Tutto legittimo; basta solo non raccontare bugie. Basta non dipingere come straordinario quanto si fa ordinariamente."
"Ci fa piacere aver smosso le coscienze ed essere stati noi a servire "l'arrosto" ai Consiglieri che erano rimasti orfani delle, così impropriamente chiamate, deleghe" conclude Tirabasso.
"Leggo con piacere il comunicato stampa dell’attuale minoranza, la quale sembra voler entrare nelle decisioni e nelle modalità operative della compagine eletta ad amministrare Loro Piceno grazie ad un larghissimo consenso elettorale. Sarò breve nella risposta e spero il più chiaro possibile" non si è fatta attendere la risposta del primo cittadino di Loro Piceno, Robertino Paoloni, che chiarisce quanto gli è stato "contestato" dal consigliere di minoranza Rocco Tirabasso: la mancanza di una delibera che designasse il neo Consiglio.
"La giunta, che è l’organo esecutivo di un Comune, dovrebbe essere scelta dal Sindaco e al consiglio comunale di insediamento ne da comunicazione. Questa giunta è stata invece decisa dai cittadini in base alle preferenze: io ho solo raccolto la loro volontà. Questo è un primo atto di democrazia, cosa che non mi risulta sia avvenuta in precedenza - spiega il primo cittadino -. Anche il capogruppo è stato scelto in base alle preferenze espresse dai cittadini."
"Giunta allargata. Forse qualcuno ha capito male, la giunta era allargata a tutti i componenti della lista “Insieme Per Il Futuro”. Infatti nelle varie riunioni di giunta erano partecipi anche i componenti di lista e hanno fornito il loro contributo, compresi i cosiddetti “esclusi”. Forse qualcuno ha informato male la minoranza - prosegue Paoloni -. Le deleghe ai Consiglieri ci sono e le abbiamo concertate insieme, non c’è obbligo di legge a portarle in Consiglio Comunale in quanto è un decreto del Sindaco. I Consiglieri, dopo aver deciso le loro deleghe, si sono presi un periodo di circa un mese per valutare se idonee e corrette. Nei vari incontri di gruppo si sono ben delineate e non sono state stravolte ma affinate; basti vedere il decreto. Quest’ultimo ben chiarisce anche quale sia il ruolo di un consigliere che, come dice erroneamente la minoranza, è quello di studio, proposta e vigilanza non certo quello di rappresentanza legale che spetta solo alla Giunta ed al Sindaco. Mai nessun consigliere potrà essere chiamato difronte ad un giudice o tanto meno a rappresentare legalmente il Comune, questo spetta per legge al Sindaco."
"Riguardo alla possibilità di spesa o all'avere il cosiddetto portafoglio, anche qui voglio precisare che tale possibilità spetta alla Giunta tutta. È compito poi dell’ufficio di ragioneria trovare le coperture - conclude il Sindaco Paoloni -.Tutti i lavori sono stati concordati con il gruppo, verificati e redatti nella forma che risulta giuridicamente corretta. Poche chiacchiere quindi ma molti fatti."
Non ci sarà alcun rinvio a Camerino per quanto riguarda la convocazione del Consiglio Comunale. A comunicarlo è il primo cittadino Sandro Sborgia che replica alla richiesta pervenuta dalla minoranza di far slittare la seduta in programma per lunedì 15 luglio alle ore 21:00 in quanto si sovrapporrebbe con la cerimonia di apertura del 9° Campionato europeo universitario di Tennistavolo.
In una nota ufficiale a sua firma Sborgia, a nome della maggioranza, precisa: "Il Comune di Camerino presenzierà a questo importante appuntamento lieto di aprire le porte della città a tutte le Nazioni che partecipano a questo evento sportivo di portata internazionale. La cerimonia si terrà alle ore 19:30, come concordato con il Magnifico Rettore Unicam e con il Presidente del Cus Camerino, mentre il Consiglio comunale si svolgerà alle ore 21, come da convocazione del 9 luglio 2019. Dunque, al termine della stessa si svolgerà il Consiglio comunale nel quale si affronteranno importanti argomenti che per troppo tempo non sono stati discussi e hanno tenuto ferma la nostra città".
"L’attuale amministrazione comunale si è fatta carico di assumersi la responsabilità di un grandissimo lavoro e se questo dovesse richiedere un impegno anche notturno - prosegue Sborgia-, i componenti della maggioranza non hanno alcuna remora. Il tempo dei tagli dei nastri e delle apparenze è finito, questo è il tempo dell’impegno, del lavoro e delle responsabilità e l’attuale maggioranza è pronta a rinunciare a cene o a quanto sarà necessario per il bene della città e dei concittadini".
"Siamo enormemente attenti a ogni manifestazione interessi Camerino e il nostro territorio, consapevoli al contempo dell’enorme lavoro che il Comune è chiamato ad affrontare quotidianamente, vista la situazione in cui versa la città. Sarebbe una mancanza di rispetto verso i nostri concittadini e la nostra città non pensare al lavoro a cui siamo chiamati o non rispondere ai nostri doveri" conclude il sindaco.
"Con sentenza pubblicata il 4/07/2019, il Tar Lazio Sezione di Roma si è pronunciato in merito all’annosa questione (inizio anni ‘ 80) dell’esproprio e del mancato pagamento della relativa indennità delle aree private “ex Volpini” in località Alvata dove oggi insistono il depuratore, il canile, la ditta privata Green Garden e l'isola ecologica di Porto Potenza" a darne notizie sono i gruppi di minoranza della Città Progetto Civico e Partito Democratico che puntanto il dito contro l'attuale amministrazione guidata dal primo cittadino Noemi Tartabini.
"Il Collegio Romano, al termine di un lungo iter giudiziario, ha accolto, come era ampiamente prevedibile, il ricorso e condannato il Comune di Potenza Picena a restituire i terreni occupati, previo ripristino dello stato dei luoghi, nonché a risarcimento del danno da occupazione illegittima. In alternativa, il Comune può, secondo la pronuncia del Giudice amministrativo, far ricorso all’istituto della cosiddetta acquisizione sanante, corrispondendo ai proprietari l’indennizzo dovuto entro 90 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza - prosegue la minoranza -. La notizia non dovrebbe sorprendere l’amministrazione Tartabini, la quale era ben a conoscenza degli elementi di fatto emersi nel corso del giudizio e delle conseguenze nefaste che avrebbe avuto una sentenza a riguardo."
"Tuttavia, nonostante il giudizio penda da anni, nonostante il TAR abbia a più riprese indicato e sollecitato il Comune a trovare una soluzione e l’ufficio tecnico abbia indicato la via transattiva come la più adeguata, oggi apprendiamo, per bocca dell’assessore Isidori che, poiché la sentenza non è stata ancora notificata, “[…] non abbiamo affrontato la questione in modo definitivo”. Tutto questo denota un atteggiamento di poca cura e di mancanza di programmazione da parte dell’amministrazione che non pianifica, non gestisce e non governa le questioni fondamentali per il Comune, ma lascia che le stesse divengano emergenza per risolverle poi in maniera inadeguata e dispendiosa per il Comune - proseguono PD e Progetto Civico -. È ovvio che l’ipotesi della restituzione in questo caso sia difficilmente percorribile in quanto le opere andrebbero velocemente spostate altrove e, di conseguenza, al Comune non rimane che pagare l’indennizzo per la realizzazione dell'esproprio sanante e chiudere la vicenda senza dover smantellare tutto. Quest’ultima, rischia indubbiamente di essere la soluzione più gravosa sulle casse comunali e, quindi, per la cittadinanza tutta."
"Alla Giunta Tartabini chiediamo di quantificare i costi a cui andiamo incontro e per quali motivi la Giunta non sia riuscita a chiudere una trattativa con il privato proprietario dell'area per evitare di arrivare a sentenza: quali sono stati gli ostacoli che non lo hanno reso possibile? La questione è di primaria importanza per il territorio comunale e non può essere trattata con superficialità. Occorre, in tempi brevissimi, valutare se vi sono, nonostante la sentenza, gli spazi per riaprire una trattativa e cercare una soluzione definitiva a questa vicenda che salvaguardi i vari interessi in gioco - concludono i gruppi di minoranza -. Per raggiungere questo scopo, chiediamo alla Giunta di coinvolgere il Consiglio Comunale e le commissioni consiliari preposte ed insieme tentare di riaprire la trattativa confrontandosi con il privato. Pertanto chiediamo che venga interessata la commissione competente e che venga invitato il privato ad una riunione aperta della medesima, per verificare insieme se possano esistere ancora margini per riaprire una trattativa finalizzata a dare un esito meno pesante a tutta questa vicenda."
"Sulla scorta dei recentissimi fatti di cronaca di delinquenza cittadina, oramai quasi quotidiana, pongo l'accento riflessivo sulla metamorfosi della nostra città, la quale sta assumendo sempre più un'immagine tipica di periferia metropolitana. Dalla rissa e accoltellamento in piazza Mazzini e viale Trieste (in centro cittadino), sino agli arresti per spaccio organizzato a Macerata; non entrando nel merito dei fatti, ciò che ritengo opportuno far emergere è come una ridente città di medie dimensioni posta al centro dell'Italia, fortemente caratterizzata per una “pace” e “qualità” e “spensieratezza” della vita, si sia fortemente trasfigurata, per dar spazio ad una realtà sociale e quotidiana tipica delle grandi città, ove i fenomeni di criminalità, e delinquenza sono purtroppo fatti noti. Non ripercorrendo i fatti inauditi e gravi e dolorosissimi di rilievo nazionale, accaduti in città, non poco tempo fa, ciò che urge, a mio modo di vedere, come e perché il nostro territorio e la nostra città siano mutati così repentinamente e drasticamente" ad analizzare quanto accaduto nella giornata odierna a Macerata è Mattia Orioli, Coordinatore Provinciale Nuovo Cdu (Cristiani Democratici Uniti).
"Innanzitutto un ringraziamento particolare va alle forze dell'ordine locali e nazionali, senza le quali ben più diverse sarebbero le dimensioni e la rilevanza di questi fatti. Tolto l'aspetto puramente tecnico con cui si sta affrontando questo problema attuale, sul piano politico sociale, occorre fare una riflessione - prosegue Orioli -. Infatti, nulla a mio modo di vedere è per caso, e la trasformazione, o meglio metamorfosi della città, non è un fatto estemporaneo come in un primo momento si è voluto far intendere da alcuni, ma purtroppo una costante che sempre più si sta acutizzando nel quotidiano, con fatti socialmente e gravemente pericolosi. Ciò che veniva minimizzato non poco tempo fa come percezioni, ad oggi purtroppo è un fatto tangibile, reale e quotidiano. Ritengo infatti che i promotori del cosiddetto Globalismo, più delle volte sono refrattari all'accettazione che determinate dinamiche possono condurre a cause ed effetti, talvolta gravi se non gravissimi, minimizzando e declassando il tutto come una semplice percezione o escludendo il dibattito deviando il tutto come bigottismo o estremismo di vario genere. Ritengo che una certa cultura globalizzante, relativista, sterilizzante e distruttiva dell'identità in quanto tale sia uno dei fenomeni maggiormente preponderanti della metamorfosi della nostra città ma anche dell'intero paese."
"Tale cultura politico – economica e socializzante molto in voga nel radical chic della sinistra massimalista internazionale e di fatto locale, ha condotto la nostra città proprio nelle fauci della globalizzazione incontrollata, la quale pur avendo alcuni aspetti positivi, ne racchiude altrettanti negativi e di notevole gravità e pericolosità. Infatti non avendo gli anticorpi di una grande città o di una grande periferia, tali fatti di criminalità che un tempo si sarebbero visti solo nelle grandi periferie delle metropoli sono oggi a casa nostra, ed ecco qua che di fatto si materializza la Globalizzazione - osserva il Coordinatore Provinciale Nuovo Cdu -. La piccola città, identitaria, di cultura, di qualità, controllata e sicura, diviene ad un tratto come la periferia di una grande città, di una metropoli. I confini tra la piccola città e la grande spariscono, nelle più svariate forme e questioni; la tipicità annacquata per dar spazio a visioni globalizzanti, che si riflettono su tutto, dal ploriferare di numerosi centri commerciali per passare all'appiattimento della cultura identitaria con azioni e decisioni di discussa qualità, con effetti sensoriali apparenti volti all'esaltazione dell'impatto virtuale ed immediato a discapito della sostanza, come nel caso dell'illuminazione dello Sferisterio o nel caso dell'orologio “di Plastica”, per non parlare poi del centro storico, il quale perde la sua identità, i suoi negozietti tipici il suo artigianato le sue peculiarità, per dar spazio ad un'unica periferia priva di confini che mette la nostra città alla pari dello standard globalizzante delle periferie metropolitane delle grandi città, le quali non hanno nulla a che vedere con la nostra vera e reale storia antichissima, identitaria e culturale oltre che fortemente valoriale."
"Ebbene questa ideologia, la quale non vorrebbe né confini né identità, ma un mondo piatto, sterile e monocolore, è proprio frutto di una politica che da troppo tempo indiscutibilmente sta dominando la nostra città ed il nostro territorio, riducendolo allo stato desolante e fortemente critico dell'attuale - prosegue Orioli -. Questa ideologia globalizzante, pone le sue basi nella distruzione dell'identità e dei valori e il confine ne rappresenta il nemico acerrimo in quanto limite a tutela proprio dell'essenza e quindi dell'identità stessa, la quale la si vorrebbe appiattire e standardizzare per dar spazio ad un'area virtuale dove non vi sono confini ma soltanto automi alla stregua di grandi manipolatori, moderni feudatari. Ecco che richiamo al senso di difesa che un tempo veniva identificato attraverso la costruzione di mura cittadine a tutela dell'identità e dei suoi cittadini in primis, ed oggi dovremmo proprio renderci conto che il senso del limite e quindi del confine è una salvaguardia proprio di noi stessi e della nostra città, a tutela della nostra storia, identità, civiltà, ma soprattutto pace, vivibilità e valori assoluti di riferimento, come quelli Democratici, Civici e Cristiani. In altre parole, la criminalità e la delinquenza sono una realtà non acuta nel nostro territorio, con fatti limitati e di certo rari; la nostra delinquenza locale “nostrana” era di fatto gestibile, così come nel resto del paese abbiamo fenomeni più o meno acuti in merito; ma proprio perché abbiamo già i nostri delinquenti, non si può di fatto ampliare la possibilità che ne sopraggiungano di altri, per giunta sconosciuti, non facilmente identificabili, provenienti da altri paesi. Infatti risulta notorio come questi soggetti “stranieri” siano soggetti che di fatto hanno fatto aumentare il numero di reati nel territorio."
"Risulta ancora una volta chiara la cultura della falsa integrazione, speculativa, relativista e globalizzante, contro invece una vera e sana cultura solidale dell'integrazione, che non si basa su un'accoglienza forzata e sfrenata ma su un'integrazione moderata, adeguata e sicura ma soprattutto realmente caritatevole e umanizzante, dove le persone che si vogliono realmente e veramente integrare e vogliono contribuire al bene della società vengono messe in condizioni di farlo, mentre le altre, le quali vorrebbero solamente delinquere, dovrebbero essere allontanate o meglio non fatte per nulla entrare - conclude il Coordinatore Provinciale -. Ed ecco come le politiche Nazionali di fatto si proiettano anche nel locale ed ecco come due visioni politiche incidono nella società anche periferica e locale come la nostra città, Macerata. In conclusione, credo che la presa di coscienza di tali dinamiche vada oltre alla più classica delle bagar politiche di parte ma che, per il bene della nostra società e Città, si debba fare una riflessione. Per questo ritengo, a distanza di alcuni mesi dalle elezioni di Macerata 2020, che urge fortemente cambiare politica ma soprattutto, di superare una certa ideologia che forzosamente ci si vuole impartire, come quella globalista e massimalista internazionale, riportando invece al centro i veri valori, la vera identità cittadina che ci appartiene e ci rappresenta."
"Ci siamo riservati di attendere qualche giorno prima di esprimere il nostro punto di vista sulla nuova compagine amministrativa attendendo ulteriori sviluppi formali che a oggi, almeno per quanto sappiamo, non risultano. Abbiamo partecipato al Consiglio Comunale di insediamento del 9 giugno scorso quando il nuovo Sindaco Robertino Paoloni ha comunicato ai numerosi cittadini presenti in Teatro la nomina dei componenti della Giunta e le rispettive deleghe degli Assessori Fabrina Mucci e Fabio Pisani e con nostro sommo stupore – considerata la campagna elettorale incentrata sulla “squadra e sulla Giunta allargata" – abbiamo constatato che nessun incarico è stato conferito agli altri consiglieri di maggioranza. Nessun incarico, si intende, dato e attribuito dal Sindaco con provvedimento formale come si conviene a chi amministra la cosa pubblica. Nessun atto è stato assunto formalmente nella sede ufficiale". Così il Capogruppo di minoranza Lavoriamo per Loro Piceno Rocco Tirabasso sulla mancanza di un atto formale che indichi la nuova squadra del comune di Loro Piceno, una comunicazione arrivata invece dall'attuale primo cittadino, come riferisce la minoranza, solo a mezzo stampa.
"Strano. Strano perché si è criticata alacremente la precedente amministrazione anche su questo. Peccato che “il tiranno Catalini”, giusto per fare un esempio fresco nella memoria dei Loresi, i ruoli e incarichi speciali, a differenza di Paoloni, li avesse attribuiti non con un articolo di giornale, ma con delibera di Consiglio Comunale (Delibera n. 17 del 11.06.2014) - prosegue Tirabasso -. Non si tratta solo di forma. Consiglieri incaricati a mezzo stampa non hanno alcuna legittimazione ufficiale, nessun potere e nessuna responsabilità. Ci domandiamo con quale legittimazione il Consigliere senza delega ai Servizi Sociali possa andare davanti ad un Giudice Minorile per tutelare un minore o come il consigliere senza incarico del bilancio possa rispondere anche davanti alla Corte dei Conti per eventuali debiti fuori bilancio. Si è raccontato che si sarebbe fatta una “giunta allargata” a differenza di quanto avvenuto in passato. E invece, non solo non si è fatta una Giunta allargata, ma ai consiglieri non è stato attribuito neppure un potere che sia degno di formale menzione, mentre – guarda caso – in passato non era così."
"Se poi si guardano le deleghe, l’unica degna di questo nome è quella attribuita al Vice indaco Assessore Fabrina Mucci (Lavori Pubblici ed Urbanistica) perché quella dell’Assessore Pisani altro non è che quello che normalmente si attribuisce come incarico ad un consigliere - spiega il rappresentante della minoranza -. Se parlassimo di Governo parleremmo di Ministro senza portafoglio (!) giacchè a “Rapporti con le Associazioni” non corrisponde neppure una voce specifica di bilancio e lo sport è comunque materia afferente ai Servizi Sociali (tanto è vero che delegato ai rapporti con il CONI non è Pisani ma il Sindaco). Che fine hanno fatto le deleghe? Ovviamente tutto ciò che non è espressamente e formalmente attribuito secondo il TUEL rimane al Sindaco che, pertanto, al momento ha tutte deleghe a Cultura, Bilancio, Servizi Sociali, Personale. Praticamente tutte meno che i lavori pubblici e l’urbanistica legittimamente attribuite alla Mucci. E i tre della lista esclusi che dovevano comunque far parte della squadra? Non è dato sapere. Di essi neppure la stampa parla."
"Siamo certi che le bugie della campagna elettorale si scioglieranno come neve al sole. Per ora auguriamo un buon lavoro ai Colleghi Consiglieri sia che abbiano sia che non abbiano titolo - conclude il consigliere Tirabasso -. Tanta propoganda, poca sostanza."