“Gentile assessore a tutto, se il sito delle comunicazioni del sindaco non avesse scritto che 'al parcheggio Nazario Sauro, è stata rimossa la casetta del latte che si trovava a fianco di quella dell’acqua' e non, come sarebbe stato più corretto, che 'Su richiesta dell’Amministrazione, la proprietà della casetta del latte ha provveduto a ritirare il proprio manufatto', nessuno avrebbe avuto nulla da richiedere".
Come scritto, appariva un atto di imperio al quale avrebbe dovuto necessariamente essere collegata una delibera o un atto di indirizzo che ovviamente non c’era”. Così il centrodestra unito di Porto Recanati, il quale scrive una lettera aperta all’assessore Lorenzo Riccetti puntualizzando su vari temi.
“Gli atti richiesti ci sono stati dichiarati e non forniti, scrive la portavoce del centrodestra Rosalba Ubaldi. Gentile assessore a tutto, lasciamo a lei il suo obiettivo primario di investigazione, mai sopito – lo ha fatto per ben 11 mesi in precedenza - nella ricerca di eventuali colpe non attribuibili agli amministratori.
La serietà dei nostri uffici per noi è una certezza e la prova è che non c’è stato alcun danno erariale. Se mancava un documento, non è stato determinante e comunque non è compito di chi amministra verificarlo nove anni fa ma neppure il suo oggi”.
“Nella stessa comunicazione veniva data notizia di aver rimosso dei cartelloni da una postazione”. “Un’aquilata – la definisce Ubaldi - sapendo che a giorni dovranno essere riposizionati e non abbiamo operai per farlo, ma tanto è. Per vantarsi del cambiamento basta scrivere che sono stati rimossi in piazza Kronberg. E altrove? "
“Come vantarsi del normalissimo taglio di una aiuola in via della Montecatini. Amiamo talmente questa città che, durante le festività pasquali, non abbiamo evidenziato che non si è provveduto al taglio del prato al parco del Castello dove la vegetazione ha iniziato a salire sulle mura, che da mesi non si è provveduto a ripristinare l’aiuola in prossimità della rotatoria su viale Europa, danneggiata in un incidente, così come mesi per l’aiuola in piazza Brancondi per non parlare delle aiuole di Corso Matteotti in condizioni pietose, dove non bruciate non si sa bene da cosa”.
“E per le aiuole danneggiate dagli incidenti, non si tratta di aspettare l’assicurazione perché basta fare le foto e poi procedere visto che in occasione delle recenti ed attuali festività pasquali siamo stati, ringraziando Dio, méta di tanti turisti ovunque ma soprattutto nella zona centrale. A loro ci siamo presentati anche con tonnellate di legna sulle spiagge libere e fronte pineta.”
“E poi, assessore, basta a dire che la precedente amministrazione vi ha lasciato senza soldi. Basta davvero a lei e ai suoi sodali. Primo una amministrazione se ha risorse le deve utilizzare e non accantonare, ma poi abbiamo lasciato la metà circa dell’avanzo di amministrazione libero, poco più di 400.000 € che vi sono serviti per sgambatoio, 31.000 € per i bagni di via Bramante che funzioneranno (secondo quanto da lei dichiarato) come quelli negli autogrill, ma lì serviva soprattutto a bloccare il progetto del "Dopo di Noi"e ben 90.000 euro per piazza Carradori".
“Anche lì, in piazza Carradori, con quella cifra aspettiamo almeno il ripristino della fontana come annunciato dal consigliere Sampaolesi in commissione e non solo la rimozione di alcuni giochi che, se non andiamo errate, erano di recentissimo acquisto. Ma bisognava cambiare, non importa se a caro prezzo, anche le piazzette”.
Ecco, in attesa del vostro primo bilancio, avete avuto – senza colpo ferire – ben 400.000 euro da spendere, lasciati da chi vi ha preceduto. E se anche una parte di quella cifra va destinata a coofinanziare gli interventi sulla scuola, ne resta – a nostro parere – ancora una parte da utilizzare. Meno investigazioni assessore, lavorare a testa bassa e basta bugie”, conclude il centrodestra Unito.
Prosegue a distanza il botta e risposta tra la candidata sindaco di SiAmo Civitanova, Silvia Squadroni, e il primo cittadino uscente, Fabrizio Ciarapica. Oggetto del contendere la pubblicazione del video ritraente Ciarapica con il presidente del civico consesso e il segretario generale al termine del Consiglio comunale del 20 ottobre 2020.
Nel dialogo tra gli esponenti di Palazzo Sforza - Cesarini si evidenziano i temi della variante Amadori, bocciata dal civico consesso, ma non solo: nel corso della chiacchierata che secondo i protagonisti rimasti coinvolti sarebbe dovuta essere a "telecamere spente", il sindaco uscente si concede a linguaggi meno istituzionali insieme proprio a Morosi e Morresi. E il risultato, a giudicare dalla dura replica diffusa, non sembra essere stato gradito dal primo cittadino.
“Non esiste un “metodo Ciarapica” bensì un ‘metodo Squadroni’, che è manifestamente un metodo squadrista!” attacca il vice commissario regionale di Forza Italia in una missiva inviata alle redazioni giornalistiche in seguito alla pubblicazione del video via social dall’ex esponente di Vince Civitanova.
Secondo il primo cittadino, la sua principale antagonista politica nella coalizione di centrodestra e possibile avversaria al ballottaggio, “da mesi conduce una campagna elettorale basata solo su attacchi personali, con mezzucci che nulla hanno a che fare con la dialettica politica, con una totale assenza di bon ton istituzionale”.
“La pochezza della Squadroni e la macchina del fango che utilizza - ha aggiunto il sindaco - non fa che rimarcare la differenza di ‘statura’ che certo non sfugge agli elettori”. A finire sulla graticola un utilizzo scientifico nel timing scelto per la pubblicazione, secondo Ciarapica, a meno di due mesi dalla prossima tornata elettorale.
“Né è l’ulteriore prova il video ‘rubato’, che ha dormito per circa due anni e trasmesso dalla candidata che si è svegliata solo oggi su di un inesistente scoop. Una conversazione trafugata a Consiglio comunale già ufficialmente concluso, in cui gli interlocutori parlano legittimamente di come risolvere i problemi della Città. Questo è il metodo Ciarapica e della sua amministrazione, il metodo del fare.” Un’ultima bordata il primo cittadino uscente la lancia ancora alla Squadroni, ritenuta nei giorni scorsi candidata dell’area di centrosinistra e oggi “anche a corto di alleati e di consensi, perché se li vede fuggire via tutti, facendola rimanere di fatto la candidata dei soli 5Stelle”.
Rischia di essere una bomba non richiesta per la campagna elettorale del sindaco uscente Fabrizio Ciarapica il video del consiglio comunale del 20 ottobre 2020 diffuso dalla candidata sindaco di SiAmo Civitanova, Silvia Squadroni.
A finire sotto la lente di ingrandimento della Squadroni, assistita da un team di avvocati penalisti, il confronto a tre andato in scena tra Ciarapica, Morosi e Morresi, rispettivamente sindaco, segretario generale e presidente del consiglio comunale del Comune di Civitanova Marche.
Nel dialogo tra gli esponenti si evidenziano i temi della variante Amadori, bocciata dal civico consesso, ma non solo: nel corso della chiacchierata a "telecamere spente", il sindaco uscente si concede a linguaggi meno istituzionali insieme a Morosi e Morresi.Tra gli altri temi trattati si fa riferimento a "delibere da infiocchettare" e al vanto di aver sponsorizzato il collega di partito Corrado Perugini - vice coordinatore provinciale di Forza Italia - in virtù di un incarico tecnico legato all'ex liceo scientifico di Fontespina (oggi un supermercato).
Troppe contraddizioni e autocelebrazione secondo la candidata Squadroni, che ha invitato Ciarapica a fare pubblicamente chiarezza: sia rispetto agli "inciuci" che sarebbero stati perpetrati negli ultimi 5 anni con i vari partiti di coalizione, sia sulla natura dei fondi di quest'ultima campagna elettorale.
"Fino a quando studenti, genitori, operatori scolastici e cittadini marchigiani dovranno sopportare la vergogna di un dirigente delle istituzioni scolastiche che offende e distorce in modo subdolo la verità storica lanciando messaggi diseducativi e fuorvianti? Cosa aspetta il ministro a rimuovere questo personaggio che ormai metodicamente e insistentemente lancia sfide provocatorie alla coscienza democratica e antifascista dei cittadini marchigiani?".
È la dura nota del deputato marchigiano del Partito Democratico Mario Morgoni dopo la lettera inviata dal direttore dell'ufficio scolastico regionale agli studenti delle Marche, in occasione del 25 aprile.
Occasione nella quale Filisetti ha bollato la Seconda Guerra Mondiale come “un immane conflitto che ha visto gli italiani fronteggiarsi per le rispettive ragioni, giuste o sbagliate, per i rispettivi sogni, condivisibili o meno". Queste le affermazioni finite al centro delle polemiche (leggi di più).
"Il dirigente è recidivo - ribadisce Morgoni - Con le sue allucinanti frasi ritiene forse di essere intoccabile e di godere di una illimitata impunità?" "Spero che il ministro e il governo, dopo varie interrogazioni e sollecitazioni non continui a restare inerte perché ciò genererebbe lo sgradevole sospetto di una imbarazzante complicità con questo personaggio", conclude l'onorevole maceratese del Partito Democratico.
Continuità amministrativa nel segno degli obiettivi raggiunti negli ultimi cinque anni e voglia di migliorare il risultato ottenuto nelle precedenti tornate elettorali. E’ ambizioso il vicesindaco e capolista di Vince Civitanova, lista di centrodestra presentata stamane a Fontespina in appoggio alla candidatura dell'attuale sindaco Fabrizio Ciarapica.
“Il nostro interesse era realizzare una lista forte, radicata nel territorio. I nostri candidati hanno firmato un vincolo di mandato nel quale gli eventuali eletti si impegnano a non cambiare liste una volta in consiglio comunale, anche se questo non ha alcun valore giuridico ma solo morale”, afferma Fausto Troiani.Una scelta presa per arginare l’emorragia che nel corso degli ultimi 5 anni ha visto fuoriuscire da Vince Civitanova esponenti importanti come lo stesso Ciarapica, ma anche come la candidata sindaco Maika Gabellieri. Nessun desiderio, però, come confermato da Troiani, di mettere sullo stesso piano i due candidati sindaco Ciarapica e Squadroni, entrambi in passato nelle liste di Vince Civitanova.
“I prossimi cinque anni saranno importanti per via dell'acquisizione dei fondi derivanti dal Pnrr. Tanti sono i progetti presentati in merito alle opere pubbliche. Il nostro programma prevede una crescita strutturale e demografica facendo in modo che la città resti però vivibile”, ha aggiunto il vicesindaco, che ha anche respinto al mittente presunte simpatie fasciste segnalate dall’opposizione.
Sicurezza, pulizia, attenzione alla viabilità, lotta ai nomadi e al commercio abusivo sono alcuni dei risultati raggiunti nel corso dell’amministrazione Ciarapica. Il restyling del varco sul mare, quello del borgo marinaro e un generale riammodernamento stradale tra quelli ancora da poter realizzare.
“La speranza è di continuare ad essere il partito più votato per la leadership della coalizione di centrodestra. E’ innegabile che nell'ultima legislatura i problemi ci siano stati, ma si è trattato di situazioni risolvibili. E nonostante le difficoltà è stato preparato molto che potrà essere realizzato nel corso dei prossimi anni”.
Tra i candidati al consiglio comunale nelle liste di Vince Civitanova, insieme a Troiani e all'attuale assessore al Bilancio di Civitanova Marche, Roberta Belletti, anche l'ex Generale dei Carabinieri Paolo Piccinelli, il chirurgo Matteo Annesi, Luciana Porcelli dipendente Asur, l'avvocato Roberta Pizzarulli, il dirigente sportivo Emanuele Trementozzi insieme a svariate anime della società civile locale fino allo studente universitario Luca Paolucci.
La prossima settimana il Parlamento voterà l’emendamento presentato dal Partito Democratico al decreto legge 24/2022 inerente le disposizioni sulla cessazione dello stato d’emergenza, che chiede la proroga dell’operatività delle Usca fino al prossimo 31 dicembre, anziché al 30 giugno come previsto dal testo uscito dalle commissioni. A dirlo è il capogruppo regionale del Partito Democratico Maurizio Mangialardi.
“L’emendamento, a prima firma dell’onorevole Paolo Siani – spiega Mangialardi - non è solo opportuno, ma doveroso, considerata l’ancora alta incidenza dei contagi nel territorio nazionale e la possibile recrudescenza che si potrebbe registrare in autunno. Per questo auspico che il Parlamento sappia trovare i numeri necessari per approvare la proposta di proroga ed evitare un imprudente abbassamento della guardia di fronte al Covid che continua a circolare in tutto il Paese”.
“Del resto – prosegue - la medicina del territorio, e in particolare le Usca, hanno dimostrato tutta la loro fondamentale importanza durante la pandemia, sia sotto l’aspetto dell’efficacia e della tempestività del servizio a domicilio rivolto al cittadino, sia per la capacità di alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere, evitandone il collasso”.
“Personalmente sono convinto che tali strutture non solo vadano mantenute operative per tutto il 2022, stanziando ovviamente le risorse economiche necessarie al loro regolare funzionamento, ma è necessario, seguendo coerentemente i principi indicati dalla missione Salute del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, iniziare a pensarle come il caposaldo di una profonda riforma del sistema sanitario nazionale. Una riforma assolutamente necessaria, come purtroppo il dramma del Covid ha largamente dimostrato”.
Al Teatro Cecchetti di Civitanova Marche, Fratelli d’Italia ha presentato la proposta e i risultati dell’efficacia della VMC (Ventilazione Meccanica Controllata) installata nelle scuole delle Marche, un’iniziativa del Presidente della Regione, Francesco Acquaroli, tra i promotori di questa tecnologia riconosciuta anche dall’OMS come efficace nel contrasto alla diffusione del Covid. Al partecipato incontro di ieri pomeriggio ha voluto prendere parte anche il Sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, che ha sottolineato la buona pratica dell’esperienza marchigiana come un “modello esportabile” a cui poter far riferimento.
“La pandemia ci ha dimostrato come le sfide si possano affrontare se si gioca di squadra – così il sottosegretario Costa – come è avvenuto qui nelle Marche. Quando ci sono delle esperienze positive che possono diventare dei modelli è giusto dire grazie: questa è una di quelle occasioni in cui gli enti locali diventano esempi virtuosi che il Governo centrale deve seguire con grande senso di responsabilità. La Regione Marche può e deve diventare un modello esportabile per altre realtà, questa di stasera è stata un’occasione di confronto importante perché è da momenti come questi che si percepiscono non solo le esigenze ma anche le possibili soluzioni”.
Durante l’incontro, moderato dall’onorevole Lucia Albano, deputata marchigiana di Fratelli d’Italia, sono intervenuti molti esponenti delle istituzioni ma anche tecnici e rappresentanti delle associazioni di categoria per dimostrare concretamente l’utilità della VMC nel contrastare la diffusione della pandemia. Tra questi, la responsabile nazionale del dipartimento Istruzione di Fratelli d’Italia, l’onorevole Paola Frassinetti, che ha ricordato “come da due anni il partito guidato da Giorgia Meloni sostiene la proposta adottata nelle Marche, presentando iniziative parlamentari per mettere in evidenza l’efficacia dei dispositivi di VMC e scongiurare la DAD”.
Un’esperienza e soprattutto una scelta raccontata dal presidente Francesco Acquaroli. “Nella pandemia – così il Governatore – ai giovani è stato tolto il periodo della formazione, della gioia, della condivisione, della spensieratezza, della cultura, della socialità e in tutti questi ambiti la scuola gioca un ruolo chiave. Abbiamo quindi voluto investire in questa tecnologia quando ancora qualcuno dibatteva di altro, e individuato dal gennaio 2021 la cifra di 9 milioni di euro per la VMC, a cui se ne aggiungono altri 3 per una seconda misura per un totale di 12 milioni. Continueremo ad investire su questa tecnologia convinti che non sia fondamentale solo per abbattere il contagio da Covid, come ci ha dimostrato lo studio condotto dai professori Ricolfi e Buonanno, ma più in generale per garantire la salubrità dell’aria negli ambienti scolastici e pubblici. Ma è un investimento per cui non basteranno i fondi regionali”
“La Regione Marche – ha dichiarato il capogruppo FdI alla Camera, Francesco Lollobrigida – ottimamente guidata dal Presidente Acquaroli, è un esempio positivo nella lotta al Covid e nel contrasto dei contagi grazie alla Ventilazione meccanizzata nelle scuole. Un sistema che ha permesso ai nostri ragazzi di avere continuità nella didattica. Purtroppo questo governo è composto da alcune forze politiche che sono ostili a un ragionamento pragmatico, volto trovare soluzioni basandosi su dati scientifici certi. La Regione Marche ha vinto la sua scommessa e si dimostra esempio di buon governo al servizio dei cittadini”.
Il professor Giorgio Buonanno, docente dell’Università di Cassino che ha realizzato lo studio sulla VMC insieme al professor Luca Ricolfi della Fondazione Hume, spiegando i risultati della ricerca, che ha dimostrato come in una classe con il massimo ricambio di 6 volte in un’ora il contagio si abbatte di oltre l’80%, ha mostrato quali possibili soluzioni possano essere apportate per evitare il contagio soprattutto negli ambienti chiusi dove il ricambio d’aria è complesso, mostrando concretamente come la VMC sia oggettivamente la principale soluzione per ridurre le possibilità di contrarre virus in classe.
“Come strumento, affianco ai comportamenti individuali, per contrastare la diffusione del Covid-19 era indicata da numerosi studiosi la VMC e abbiamo deciso di fare un investimento strutturale procedendo con un finanziamento che andasse a coprire con questa tecnologia il 25% delle classi della Regione. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: le aule dotate di VMC hanno avuto una riduzione pari all’80% della diffusività della patologia, oltre a ulteriori vantaggi come il contagio da altre malattie che si diffondono per via aerea o l’inquinamento indoor” ha affermato l’Assessore regionale alle infrastrutture e edilizia scolastica, Francesco Baldelli.
Tra gli interventi, quello del professor Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, che ha lodato l’iniziativa della Regione Marche “per essersi subito messa a disposizione degli istituti scolastici nel contrastare i contagi in classe, e la testimonianza di Stefania Sambataro, dell’Associazione IdeaScuola, che ha ricordato le tante difficoltà di studenti e docenti fragili”.
"Parlare di investimento per il territorio è del tutto inopportuno e falso, come si può far passare come tale una semplice operazione conveniente solo alla banca, quando quest’ultima ha deciso di abbandonare il territorio chiudendo la sua filiale”. Così il capogruppo di minoranza del Comune di Valfornace, Sandro Luciani, commenta l’attivazione del nuovo Bancomat evoluto di Intesa Sanpaolo, avviata nei giorni scorsi in piazza Vittorio Veneto (leggi qui).
“Un territorio come quello di Valfornace, colpito dal terremoto, soggetto ad intensi processi di spopolamento, economicamente sempre più fragile e costretto a subire un’amministrazione comunale del tutto inadeguata ed assente, incapace di proporre una qualsiasi e semplice idea per lo sviluppo del territorio, avrebbe avuto bisogno della presenza fisica e tangibile di Banca Intesa nel suo territorio”, prosegue il capogruppo.
“Perché, per rispondere ad una logica di risparmio sui costi, si è deciso di chiudere la filiale di Valfornace e lasciare aperta solo quella di Pieve Torina, con la complicità dell’amministrazione comunale? Il territorio è risultato penalizzato e privato di un supporto economico di fondamentale importanza. Ora, parlare di investimento importante significa solo prendere in giro le persone e quei risparmiatori che ancora fanno riferimento a Banca Intesa”, conclude Sandro Luciani.
“Il patrimonio culturale delle bande musicali in Italia è insostituibile non solo per i gruppi e gli strumentisti, ma anche per i numerosi allievi. Basilare per la formazione di tanti ragazzi, come so bene essendo sassofonista. Così, grazie all’ottimo lavoro della Lega, il governo si è impegnato in VII commissione a semplificare le procedure burocratiche del terzo settore mediante l’applicazione delle norme già previste per le associazioni sportive senza fine di lucro”. Lo dichiara il deputato marchigiano della Lega Tullio Patassini.
“Questo è il contenuto di una risoluzione approvata all’unanimità, frutto di un’importante apertura del governo, attraverso il sottosegretario al Mic Lucia Borgonzoni e l’interessamento del Mef che i capigruppo della commissione incontreranno nei prossimi giorni per definire ora un’applicazione e uno snellimento efficace delle normative. Un buon risultato ottenuto con la speranza di arrivare a una soluzione concreta per salvare bande, cori e gruppi folcloristici fondamentali in una terra come quella marchigiana fatta di tradizione e cultura”.
Tolentino - «Per fortuna le strutture alternative ai locali della Ex Quadrilatero sono finite, così possiamo smetterla di giocare al tiro al piccione e concentrarci su una campagna elettorale fatta di proposte concrete». Non si è fatta attendere la replica della candidata sindaco, Silvia Luconi, dopo le proposte lanciate dal candidato Massimo D’Este prima e Mauro Sclavi dopo, sull’eventualità di trasferire temporaneamente gli studenti del liceo nella vecchia sede vicina al Palazzo Europa o addirittura nell’attuale Don Bosco.
«Che teniamo alla salute degli studenti non è un mistero - dice Silvia Luconi - ma lo dobbiamo dimostrare con proposte credibili e fattibili, non con i “vedo e rilancio” fine a se stessi che servono solo a gettare fumo negli occhi dei cittadini». «Prima Massimo D’Este, con gli ex licei, lancia la proposta di utilizzare quegli spazi, annunciando che basterebbe un milione e mezzo di euro per sistemarli».
«Peccato che i suoi sostenitori, alcuni anche attuali consiglieri di minoranza, non abbiano letto nemmeno gli atti altrimenti avrebbero potuto informare il candidato sindaco che quello stabile ha dei danni che interessano le strutture verticali e le scale e che in ragione dei danni riportati a seguito degli eventi sismici si prevede un intervento volto solo al miglioramento e non all’adeguamento sismico, per adibire poi gli spazi a uffici o comunque a servizi. Oltre a questo, per la sistemazione di quei luoghi, bisognerebbe comunque fare una gara d’appalto e ci sarebbero dei tempi da rispettare per legge».
«Vale davvero la pena - chiede la candidata all’avversario di centrosinistra - spendere ulteriore denaro pubblico, che non è preventivato né preventivatile, visto che il finanziamento dell’ex liceo è stato trasferito nel nuovo Campus? E poi, proprio ora che l’iter del Campus è partito, sono davvero sicuri che i tempi sarebbero più brevi di quelli che stiamo già aspettando?».
Silvia Luconi controbatte anche alla proposta di Mauro Sclavi. «Dove vorrebbe mettere poi gli studenti che sono già nella Don Bosco. Non credo abbia alcun senso, se non quello di fare propaganda elettorale, trasferire i giovani in luoghi dove non ci sarebbero comunque spazi per i laboratori. Per una soluzione provvisoria si vuole dare una alternativa altrettanto provvisoria con le stesse mancanze».
«Anche per la Don Bosco, inoltre, il contributo è stato trasferito per la costruzione delle due nuove scuole del centro e di contrada Pace e si dovrebbero comunque reperire altri fondi che attualmente non ci sono e che oltretutto non potrebbero essere concessi».
«I tempi poi sarebbero tutt’altro che brevi perché le procedure pubbliche prevedono degli iter imposti che non sarebbero mai in grado di dare una risposta nel breve periodo. Quindi ai ragazzi e ai genitori dico: se vi hanno promesso che a settembre con il nuovo anno scolastico se vincono loro vi trasferiranno in nuovi spazi, non è vero perché per prima cosa mancano i soldi, poi, qualora il commissario decidesse di metterli a disposizione facendo spendere alla collettività doppiamente, le evidenze pubbliche non darebbero mai quella risposta in tempi veloci».
«E non si dica inoltre che l’analisi costi-benefici non abbia tenuto conto di tutto: solo per la scuola Don Bosco c’è un risparmio di oltre 640mila euro». «Preferirei - conclude - che invece di utilizzare la salute e la pancia dei ragazzi, che studiano in maniera qualitativa e qualificante, costruendosi un pensiero critico indipendente da qualsiasi tipo di condizionamento, gli altri candidati portassero proposte concrete anziché questioni che non possono essere prese in considerazione perché impossibili da realizzare».
“Il ritorno della guerra nel cuore dell'Europa ci insegna ancora una volta che celebrare il 25 aprile non è uno sterile esercizio retorico ma implica l'adesione convinta e libera da ipocrisie ad un sistema di valori civili e democratici pienamente condivisi”.
A scriverlo, in una lettera aperta inviata al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e al sindaco di Potenza Picena Noemi Tartabini, è il coordinatore del circolo Pd di Potenza Picena, Stefano Dall’Aglio nell’esprimere “disagio” nel constatare come “a seguito delle riprovevoli esternazioni del portavoce del locale circolo di Fratelli d'Italia Celestino Faraci (leggi qui il post incriminato), che si è apertamente schierato con Putin con frasi inequivocabili, né il Presidente Acquaroli né il Sindaco Tartabini abbiano sentito il dovere di prendere pubblicamente le distanze da simili affermazioni”.
"Giova ricordare che Faraci è a tutti gli effetti il loro capo politico, in quanto presidente del circolo di Fratelli d'Italia di Potenza Picena a cui sia il presidente Acquaroli che il sindaco Tartabini sono iscritti. Egli esprime pertanto la linea ufficiale di FDI nel nostro comune", precisa nella lettera Dall’Aglio.
"Ciò è ancor più grave – aggiunge - se si considera che per placare il clamore suscitato dalle parole di Faraci, riportate persino dalla stampa nazionale, si sono inscenate finte dimissioni "irrevocabili" prontamente rientrate non appena si è spenta l'eco della vicenda”.
"Con queste premesse, in assenza di una chiara e tempestiva presa di distanza da parte del presidente Acquaroli e del sindaco Tartabini sulla sconcertante posizione tenuta dal loro capo politico locale sulla tragica aggressione dell’Ucraina, per i rappresentanti del Partito Democratico di Potenza Picena così come per ogni cittadino autenticamente democratico al di là delle appartenenze politiche, risulterebbe estremamente imbarazzante celebrare al loro fianco la Festa della Liberazione del 25 aprile", puntualizza Dall’Aglio.
"Ci auguriamo che arrivino parole nette e definitive, in linea con lo spirito di solidarietà e adesione ai valori democratici che ha animato la manifestazione per la pace promossa in piazza Douhet pochi giorni dopo lo scoppio delle ostilità", conclude.
Un ascolto per le esigenze delle donne nel mondo del lavoro, una azione per evitare che ridurre il divario delle diseguaglianze di genere. Con questo obiettivo è stato inaugurato questa mattina il primo Comitato consultivo di parità della provincia di Macerata. La consigliera di parità provinciale Deborah Pantana presiede il gruppo di donne che rappresentano a pieno le eccellenze rosa del territorio: “Tutte le partecipanti, donne forti ed esperte nell'amministrazione pubblica, hanno deciso di donare il loro tempo per poter affrontare i temi e le questioni che ancora calpestano le donne e i loro diritti”.
“Viviamo un momento difficile che si protrae ormai da anni – ha aggiunto la consigliera Pantana – e il mio ruolo in questa situazione è quello di lottare contro le ingiustizie e le disuguaglianze di genere”. La consigliera riveste un ruolo istituito dalla precedente amministrazione comunale e la nomina di presidente è arrivata direttamente dall'attuale ministro del lavoro Andrea Orlando.
A raccogliere le istanze presentate dalla Pantana anche l’Ordine degli avvocati, con la Presidente del Comitato per le Pari opportunità dell’Ordine di Macerata e Camerino, Laura Bozzi, al fine di istituire un rapporto volto a sostenere le donne vittime di discriminazione. Grazie alla collaborazione con le Università di Camerino e Macerata verrà posta particolare attenzione nell’istituzione di corsi di formazione di 'Diritto discriminatorio' ai giovani giuristi e studenti della provincia.
Interventi più incisivi volti a favorire l’inclusione e l’uguaglianza. Come per l’istituzione del CUG (comitato unico di garanzia), totalmente assente nelle pubbliche amministrazioni della zona, ma che si dovrà porre per farsi garante di equità e pari opportunità sul posto di lavoro nella provincia maceratese.
"Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi. Un vecchio detto che trova riscontro nel comportamento dell’amministrazione Pezzanesi-Luconi che ha finalmente, palesato il progetto di delocalizzazione della Don Bosco, confermato anche dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione Giovanni Legnini che, con l’Ordinanza 33 dello scorso febbraio, ha dovuto recepire in toto le volontà della maggioranza consiliare di Tolentino".
A dichiararlo sono, in una nota congiunta, il candidato sindaco del terzo polo civico Mauro Sclavi e i due rappresentanti di "Tolentino Popolare, Alessandro Massi e Alessia Pupo. "È chiara la volontà di decentrare servizi essenziali e le scuole nella zona Pace, acquistando anche da un privato per circa 2 milioni e 400 mila euro l’area dove far sorgere il nuovo Plesso Scolastico, quando abbiamo a disposizione 5000mq di proprietà pubblica in centro storico, l’attuale Scuola Don Bosco, già attrezzata con un meraviglioso giardino, una palestra recentemente ristrutturata con verde e un campetto sportivo polivalente", dicono.
"La scuola è tutt’ora sicura, in quanto frequentata, quotidianamente, da almeno 250 alunni della scuola media inferiore e, non comprendiamo, come non possa essere ristrutturata al pari degli altri edifici storici della città, ancor più datati e vissuti da una moltitudine di cittadini ogni giorno, basti pensare al Palazzo Comunale - aggiungono Sclavi, Massi e Pupo -. Non comprendiamo come non possa essere sicura per le scuole, ma esserlo per altri di servizi pubblici, quale il Polo Museale, ipotizzato dalla candidata Luconi".
"Sappiamo benissimo che i tempi per la costruzione della nuova Scuola Don Bosco in area Pace e per la piccola struttura che si vuole realizzare nelle ex Pie Venerini, saranno lunghi, come sta accadendo per il Campus delle Scuole Superiori - chiariscono i civici -. Vorremmo, quindi, adoperarci per verificare la possibile ristrutturazione del piano superiore della scuola Don Bosco così che possa essere una delle alternative ai locali della Quadrilatero per l’istituto Filelfo, in attesa che venga completato il Campus".
"Abbiamo sempre detto con concretezza, inoltre, senza tirare per la giacchetta nessuna università, che la Don Bosco potrebbe diventare un polo universitario che permetta di mantenere la vocazione culturale e formativa della struttura", annunciano Sclavi, Pupo e Massi.
"La poca attenzione al centro da parte dell’amministrazione Pezzanesi/Luconi trova riscontro anche nell’ idea assurda dal punto di vista didattico, nonché illogica, di portare parte delle classi della primaria Don Bosco, nella piccola struttura delle Ex maestre Pie Venerini, visto che cosi si va a dividere un plesso in due aree, una cosa mai vista. Come si può pensare poi di rispondere alle esigenze dei cittadini del centro storico e non solo, con una realtà così piccola?" concludono dalla coalizione civica.
Cittadini colpiti dalla crisi occupazionale, dal caro bollette che ha messo in ginocchio famiglie già in grave difficoltà: a Pesaro le risorse in aiuto alla popolazione sono giunte dal Comune, che ha stanziato oltre 340mila euro per aiutare i nuclei familiari nel pagamento delle utenze domestiche (luce, acqua, gas). Le richieste verranno presentate online nel portale del Comune, dove sarà visualizzabile il Bando con la relativa modulistica.
L'Isee degli assegnatari non deve superare i 20mila euro e il patrimonio mobiliare familiare non deve essere superiore ai 50mila euro. La strategia del Comune per far fronte al caro bollette è stata presentata dal sindaco Matteo Ricci durante la presentazione del Fondo Anticrisi 2022, "una prassi che l'Amministrazione porta avanti da tempo, dimostrando la vicinanza ai cittadini nel momento dell'emergenza".
"Un intervento del quale andiamo orgogliosi”, ha affermato il Sindaco “È solo una goccia nel mare di problemi, ma attraverso la quale possiamo aiutare centinaia di famiglie pesaresi".
"Purtroppo a causa dei rincari dei costi delle materie prime e del prezzo dell'energia, ancora una volta si sta bloccando la ricostruzione post-sisma. Non si può consentire e non è comprensibile che gli effetti della crisi in atto debbano essere addebitati alle comunità colpite dal terremoto".
Così il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli in una nota condivisa su Faceboook. "Per noi - spiega - la ricostruzione è una priorità e per questo abbiamo aggiornato il prezziario da ormai quattro mesi. Ci aspettiamo che tutti prendano atto dell'aumento dei prezzi e della necessità di adeguare il contributo parametrico per la ricostruzione degli edifici per non vanificare tutti gli sforzi fin qui profusi".
Proprio oggi, sul tema, il commissario straordinario Giovanni Legnini ha annunciato una nuova riunione della Cabina di coordinamento, in programma per venerdì: leggi di più.
“Uno dei nostri obiettivi è quello di ‘brandizzare’ la città”. Ad affermarlo è la candidata sindaco del centrodestra di Corridonia, Giuliana Giampaoli. “Quello che sembra un inglesismo alla moda in realtà è un concetto semplice e innovativo nello stesso tempo”, precisa.
“È un concetto - aggiunge - che non si limita a dare alla nostra città un logo immediatamente riconoscibile, ma è soprattutto una spinta a dare il via a una serie di progetti che possano evocare una visione ed esercitare un’attrattiva turistica e culturale”.
“Vogliamo caratterizzare il Comune partendo dai suoi luoghi simbolo, dalle sue peculiarità, per attrarre visitatori, nuovi abitanti, artisti ed investimenti, disegnarne un volto riconoscibile per valorizzare l’offerta turistica e culturale”, spiega la candidata sindaco. “Corridonia ha una propria storia da raccontare, personaggi illustri, monumenti, luoghi, ma anche artigianalità ed eccellenze, dall’arte allo sport”, ribadisce.
“È fondamentale risvegliare nei giovani il senso di appartenenza e renderli orgogliosi delle proprie radici” afferma Giampaoli “Per raggiungere questo obiettivo, non possiamo prescindere dall’immagine e dalla comunicazione. Ci sono paesi limitrofi che hanno intrapreso già da anni questo percorso e ora stanno raccogliendo i risultati. Da questo punto di vista abbiamo accumulato un enorme ritardo”.
“Sarà importante utilizzare strumenti nuovi per selezionare la migliore strategia di valorizzazione, come quello del concorso di idee, una visione innovativa e vantaggiosa della selezione pubblica” chiarisce la candidata sindaco del centrodestra.
“Le idee per il rilancio sono tante e alcune ipotesi di progetto sono già avviate - prosegue -. Partendo dal recupero dei luoghi simbolo, dal monastero degli Zoccolanti alla Piazza Filippo Corridoni, passando attraverso la riapertura di Palazzo Persichetti, della Biblioteca e della Pinacoteca Comunale per le quali è già allo studio un progetto di riapertura e promozione, fino alla passeggiata delle mura, la valorizzazione delle porte della città, la riscoperta degli angoli suggestivi. Grande attenzione anche all’illuminazione pubblica, ormai cardine centrale di ogni riqualificazione degli spazi urbani”.
“Ci stiamo attivando per attingere ai fondi previsti dalla recentissima legge regionale a tutela e valorizzazione delle infiorate artistiche – dichiara Giampaoli -, per far sì che anche Corridonia possa promuovere in modo adeguato uno degli eventi annuali più longevi e caratterizzanti della sua comunità”.
“Di primaria importanza anche una corretta pianificazione e gestione del verde urbano ed extraurbano, con un occhio attento alle opportunità e gli obiettivi fissati dal Pnrr, per promuovere il patrimonio paesaggistico attraverso il potenziamento dei circuiti ciclabili e dei percorsi naturalistici. Dobbiamo ridare un’identità forte e riconoscibile alla nostra città” conclude la candidata sindaco del centrodestra.
"Abbiamo deciso, come amministrazione comunale, di riaprire alcuni spazi dei containers a seguito della richiesta di diversi cittadini che, costretti ad abbandonare la propria abitazione per via dei lavori di ristrutturazione e non trovando alcun tipo di soluzione temporanea, non volendo abbandonare Tolentino, hanno chiesto semplicemente aiuto all’amministrazione comunale, la quale ha deciso di dare una risposta concreta".
A dichiararlo è la vice sindaco di Tolentino Silvia Luconi, candidata del centrodestra alle prossime elezioni amministrative del 12 giugno, nel replicare alle polemiche innescate dalla scelta di affittare i container (leggi qui).
"Questa soluzione non può gravare sulle tasse della cittadinanza, ma deve essere coperta da chi usufruisce del servizio - puntualizza Luconi -. Il comune si è reso disponibile a garantire acqua, luce, riscaldamento, raffreddamento, sanificazione e pulizie, lavanderia e portierato per chi usufruirà degli alloggi". "Va ricordato che gli ospiti percepirebbero il CAS per il periodo in cui sarebbero fuori per la ristrutturazione", aggiunge la vice sindaco.
"L’ospite è esente anche dalla tassa rifiuti che qualora andasse in un appartamento in affitto pagherebbe regolarmente - precisa ancora Luconi -. La scelta per i pasti è autonoma in quanto è possibile inoltre, come opzione, usufruire della mensa con un ticket di 11,80 euro comprendente colazione, pranzo e cena".
"Resta inteso che non è l’amministrazione comunale che obbliga ad alloggiare nei containers, ma semmai è la cittadinanza stessa che ha espressamente chiesto questa possibilità. Un conto è parlare di emergenza sociale mettendola al centro di un programma elettorale, tutt’altro è risolverla" conclude Luconi.
Il prossimo sabato 23 aprile, alle ore 11:00, Tolentino nel Cuore inaugurerà la sua sede elettorale in piazza martiri di Montalto e con essa presenterà anche i componenti della lista a sostegno della candidata sindaca Silvia Luconi.
“Sono felice di camminare insieme a loro - annuncia Silvia Luconi - e di condividere un sogno. Credo molto nel civismo - spiega la candidata sindaca- . Reputo che, soprattutto nei Comuni, siano fondamentali le persone a servizio della comunità: coloro che mettono al primo posto l’altro e in secondo piano se stessi. Il nostro gruppo è animato da tanto entusiasmo e da tanta voglia di fare, a fronte dei molteplici risultati ottenuti in quest’ultimo decennio amministrativo e desideroso di far parte di un progetto importante che sta ridisegnando e continuerà a ridisegnare Tolentino”.
“A comporre il gruppo, nato dieci anni fa su intuizione del sindaco uscente Giuseppe Pezzanesi e grazie all’impegno di chi ha sempre creduto nell’importanza del civismo e dell’apporto che le persone della società civile possono portare in una comunità, saranno commercianti, operai, impiegati, liberi professionisti, insegnanti, sanitari, funzionari ministeriali”. “La lista Tolentino nel Cuore del 2022 sarà caratterizzata dalla perfetta sintesi tra la continuità e lo sguardo rivolto al futuro della città”, conclude Silvia Luconi.
Sarà l'imprenditore Gianluca Crocetti il capolista di "Io Apro Rinascimento", la lista che a Civitanova Marche sosterrà la candidatura a sindaco dell'attuale primo cittadino, Fabrizio Ciarapica. L'annuncio è arrivato attraverso i suoi canali social dal componente del Gruppo Misto in Parlamento e critico d’arte, Vittorio Sgarbi.
Il sindaco di Sutri, in provincia di Viterbo, lo scorso 22 marzo ha presentato nel corso di una assemblea nazionale il simbolo del nuovo movimento politico che vede tra le sue fila il ristoratore pesarese Umberto Carriera, giunto alla ribalta nazionale per aver scelto di ignorare le chiusure imposte dal Governo durante la pandemia.
Il 13 febbraio scorso lo stesso Carriera si era visto annullare dalla giudice Flavia Mazzini la multa da 800 euro comminata per i ripetuti assembramenti all'interno del suo locale di Mombaroccio. Una decisione che ha dato slancio all'imprenditore pesarese per portare avanti un progetto politico "rinascimentale" e post pandemico.
Un movimento che nelle idee del candidato civitanovese si propone di stare al fianco dei cittadini andando a pescare voti "in maniera trasversale tra commercianti, imprenditori e liberi cittadini" stanchi di attenersi alle restrizioni e al senso di responsabilità richiesto dal governo nazionale. Il simbolo della lista "Io Apro Rinascimento" sarà inserito in extremis tra quelli presentiPer Vittorio Sgarbi, che sarà presente in città nel corso delle prossime settimane per presentare ufficialmente lista e progetti politici in sostegno di Civitanova Marche con Fabrizio Ciarapica, non si tratta di una prima volta nel Maceratese: tra il dicembre '92 e il dicembre '93 era stato eletto sindaco di San Severino Marche con Democrazia Cristiana e Movimento Sociale Italiano prima che il comune fosse commissariato in seguito alle sue dimissioni.
Container a disposizione d’uso per coloro che sono costretti a lasciare la propria abitazione perché interessata dai lavori post sisma. II candidato sindaco del centrosinistra di Tolentino, Massimo D’Este, e quello del terzo polo, Mauro Sclavi, esprimono la loro contrarietà.
«Per ospitare temporaneamente le famiglie che escono per l’esecuzione di lavori di ricostruzione post sisma» l'amministrazione autorizza «la concessione in uso temporanea e fino al 31 ottobre 2022 dei container liberi per ospitare temporaneamente le famiglie che escono per l’esecuzione di lavori di ricostruzione post sisma in attesa che trovino idonea sistemazione». Questo si legge nella delibera dell’attuale amministrazione Pezzanesi n. 110 del 15 aprile 2022, votata all’unanimità dalla giunta, dunque in presenza anche del candidato sindaco Silvia Luconi.
"In altre parole, si stabilisce che i container, attualmente a disposizione gratuita per le famiglie in stato di difficoltà di Tolentino, diventino dei locali in affitto per coloro che dovranno lasciare temporaneamente la propria abitazione per via della ristrutturazione".
“Le tariffe, se si vogliono garantire anche le condizioni di sicurezza per il covid, sono di 620 euro per una stanza singola e 1240 per una doppia. Inoltre non è specificato se questi costi coprano l’affitto della pura superficie, senza contare le spese di altra natura che una famiglia dovrà trovarsi ad affrontare in un momento così delicato, come quelle del vitto", dichiara Massimo D'Este. "E non è altrettanto chiaro se le famiglie, trovandosi a dover spendere più di quanto richiesto per le semplici stanze nei container, potranno godere di convenzioni con locali di ristorazione e bar della zona”.
“Tolentino Città Aperta si rifiuta di accettare una scelta del genere che calpesta la sofferenza delle famiglie e i problemi anche economici che i cittadini si trovano ad affrontare per via del sisma (e aggravati, probabilmente, dalla pandemia). Questa delibera arriva alla fine di un percorso fallimentare di gestione dell’emergenza che ora ci vede scoperti, come comunità, nel fornire reti di assistenza alle famiglie che dovranno uscire dalle proprie abitazioni private", continua il candidato sindaco del centrosinistra.
“Inoltre rimane da chiarire perché si debba iniziare a pagare per essere ospitati in locali di emergenza quando fino a questo momento i container hanno ospitato anche i cosiddetti “casi sociali”, ovvero quei cittadini non vittime del terremoto. Ci chiediamo se agli occhi dell’attuale maggioranza di centrodestra l’emergenza sia finita e per questo si possa ora fare pressione economica sulle famiglie in difficoltà”.
Sulla stessa lunghezza d'onda il candidato sindaco del terzo polo Mauro Sclavi. “Si è deciso di affittare le stanze in via Colombo, non propriamente il centro storico, a prezzi che vanno da 483 euro fino a 1.240 euro mensili, a seconda della presenza o meno di pulizie anti-covid”, afferma. "È pazzesco per una struttura che a tutt’oggi ha bagni e docce in comune chiedere determinate cifre. Va tenuto presente che prezzi simili non li hanno nemmeno gli appartamenti per studenti universitari nelle più grandi città italiane: Roma, Milano, Venezia, etc”.
“Nella stessa delibera si dice che l’intento è aiutare le numerose famiglie che dovranno lasciare i propri alloggi per i lavori di post sisma 2016 essendo difficile reperire in città case in affitto. Mi domando quale sia l’intento di questa operazione, aiutare le persone in difficoltà oppure fare cassa con i soldi dei cittadini? Come mai non è stata fatta una programmazione adeguata al punto da dire alle persone che devono andare a vivere in scatoloni di latta a prezzi stratosferici?”
“Non sarà che il costo di quelle strutture è talmente alto che ora non riescono più a sostenerlo?" - domanda Sclavi."Se veramente avessero voluto essere di aiuto si sarebbero impegnati in una programmazione permanete della cantieristica, ma soprattutto avrebbero creato un tavolo di confronto con tutte le agenzie immobiliari della città per mettere il più possibile in rete le offerte sul mercato”.
“Se si considera che 1.240 euro mensili vengono chieste per una stanza doppia con pulizie, senza nessun tipo di vitto, questo implica una spesa di circa 41 euro a notte in dei container installati inizialmente per l’emergenza e con servizi igienici in comune, senza adeguati spazi comuni e che non sarebbero dovuti durare tanto”.
"Questa è la goccia che fa traboccare il vaso di una gestione della cosa pubblica a dir poco scandalosa, Tolentino merita un profondo cambiamento e rinnovamento a partire da questi temi”, conclude Mauro Sclavi.