"Oltre 52milioni di euro per 21 opere pubbliche che contribuiranno a rafforzare il territorio della Provincia di Macerata. Progetti concreti con i quali mettiamo a terra risorse importanti". Questo il commento dei consiglieri di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale delle Marche, Elena Leonardi e Pierpaolo Borroni, a seguito dell’approvazione del Programma triennale dei lavori pubblici, da parte del Consiglio regionale.
“Gli oltre 52 milioni di euro del Programma sono distribuiti tra interventi che riguardano l’edilizia sanitaria, interventi su fiumi e argini per ridurre il rischio idrogeologico, realizzazione di infrastrutture verdi e di mobilità dolce e riqualificazioni del patrimonio edilizio", chiariscono Leonardi e Borroni.
Andando nello specifico, i lavori ricompresi nell’elenco sono: la realizzazione di un ponte ciclopedonale sul fiume Chienti (2 milioni di euro); i lavori di manutenzione idraulico-forestale e il ripristino dell'officiosità idraulica Fiume Chienti, nel comune di Civitanova Marche, tratti 1 e 2 (1.293.240 euro+129.324 euro); l'adeguamento/miglioramento sismico del distretto sanitario "Casa di riposo (RSA)" di San Ginesio (6.346.000 euro); la demolizione e ricostruzione del nuovo ospedale di Comunità "SS. Salvatore" di Tolentino (22.772.519,97 euro); la demolizione e ricostruzione del distretto sanitario/poliambulatorio di Sarnano (3.045.000 euro).
E ancora i lavori di demolizione e ricostruzione della casa colonica di proprietà regionale sita a Tufano di San Severino Marche (627.772,35 euro); lavori di demolizione e ricostruzione della stalla di proprietà regionale sita a Visso in località Cupi (771.076 euro); l'efficientamento energetico e l'adeguamento sismico del Genio Civile di via Alfieri a Macerata (1.100.000 euro+1.100.000 euro); lavori di riparazione danni dell’azienda agricola Palanca di proprietà regionale sita a Castelraimondo (375mila euro); riduzione del rischio idraulico del Fiume Potenza nel tratto dal Ponte Sant’Antonio a Fonte Brescia, in un tratto compreso tra i comuni di San Severino Marche, Gagliole, Castelraimondo, Camerino, Pioraco e Fiuminata (lotto 4, 754.800 euro).
Inclusi nel finanziamento anche i lavori di ripristino dell'officiosità idraulica del Fiume Potenza, dal Ponte di Becerica a San Firmano, tra i comuni di Recanati e Montelupone (483.500 euro); la mitigazione del rischio idraulico del Fiume Musone a valle della diga di Castreccioni nel comune di Cingoli (678mila euro); i lavori di ripristino dell'officiosità idraulica del Fiume Chienti a monte del ponte della strada provinciale 78 (1.585.852 euro); i lavori di riduzione del rischio idraulico del Fiume Musone, dalla foce a località Padoglione (2.890.000 euro); i lavori di ripristino dell'officiosità idraulica del Torrente Cremone (200mila euro); i lavori di ripristino dell'officiosità idraulica del Fiume Chienti a monte del comune di Tolentino (500.000 euro).
E ancora i lavori di ripristino dell'officiosità idraulica del Fiume Chienti, compreso tra i ponti delle strada provinciale 78 e 34 (1.653.952 euro); i lavori di ripristino dell'officiosità idraulica del Fiume Chienti a monte del comune di Tolentino (829.200 euro); i lavori di ripristino dell'officiosità idraulica del Fiume Potenza, da località Santa Maria in Selva a Passo di Treia nel comune di Treia (1.343.000 euro); i lavori di ripristino dell'officiosità idraulica del Fiume Chienti a monte del Ponte dell’Annunziata (1.850.080 euro).
Si è tenuta al ristorante DQuadro la presentazione della lista "Camerino Insieme", che appoggia la candidatura a sindaco di Roberto Lucarelli.
"Abbiamo scelto di aspettare la fine dei festeggiamenti per il Santo Patrono e della rievocazione storica della Corsa alla Spada – ha detto proprio Lucarelli – Perché le elezioni, anche se non dovrebbe essere così, rappresentano un momento divisivo nella vita di una comunità".
“Tutti i nomi delle donne e degli uomini del nostro gruppo sono stati condivisi insieme agli amici di sempre e ai candidati che via via andavano a comporre la lista - ha aggiunto -. Siamo molto orgogliosi del lavoro fatto e siamo certi che la proposta che andiamo a sottoporre agli elettori potrà essere apprezzata e condivisa".
"Questa, infatti, è una lista che nasce dall’amore e dal comune senso di appartenenza per Camerino e dalla certezza che questa città ha un grande futuro davanti che possiamo e dobbiamo costruire insieme. Per questo, anche in campagna elettorale, non cederemo a provocazioni e non accetteremo toni che non ci appartengono, così come non ci appartengono falsità, cultura del sospetto e acrimonia”, ha precisato Lucarelli.
Il candidato sindaco della lista "Camerino Insieme" torna anche sugli eventi che hanno indotto la conclusione anticipata dell'amministrazione Sborgia. “Un atto legittimo di sette consiglieri che hanno fatto ciò che qualunque buon amministratore avrebbe dovuto fare, applicando uno strumento che gli è consentito dalla democrazia: interrompere una esperienza disastrosa e dannosa", ha dichiarato.
"Lo abbiamo fatto nel momento migliore per andare ad elezioni nel più breve tempo possibile - ha proseguito -, scongiurando altrimenti un lungo commissariamento, anche se oggi posso dire con assoluta convinzione che il lavoro portato avanti in questi mesi dal commissario è stato straordinario, ha restituito trasparenza ai cittadini e ha permesso anche di recuperare tempo che, invece, sembrava perduto a causa dell’immobilismo e della litigiosità della precedente amministrazione”.
Il candidato sindaco Roberto Lucarelli ha poi presentato tutti i candidati della lista a suo sostegno. “Il nostro programma – ha concluso – sarà illustrato in una serie di incontri che terremo nei vari quartieri e nelle frazioni e è fondato, sostanzialmente, su poche parole chiave: concretezza, prima di tutto, pragmatismo, programmazione, condivisione e massima trasparenza".
"Il vero grande dispiacere è che il centrodestra continui a speculare a spese di un settore che merita risposte e soluzioni". Così la deputata del Movimento Cinque Stelle Mirella Emiliozzi in una nota che fa seguito ad alcune dichiarazioni del sindaco uscente di Civitanova, in merito alla Bolkestein e alle concessioni balneari.
“Leggo che Ciarapica si starebbe battendo, a suo dire, a favore degli imprenditori balneari con incontri fra istituzioni nazionali e operatori del settore con la finalità di contrastare la Bolkestein - prosegue Emiliozzi -. Sembrerebbe una barzelletta se non fosse tragicamente vero. Ciarapica vuole trovare una soluzione per contrastare una misura che è stata approvata in Europa proprio con i voti di Forza Italia, che è stata recepita nel 2009 dal Governo di Berlusconi senza mettere prima in atto alcuna tutela per gli operatori del settore, come fatto da altre nazioni".
"Lo ricordo agli smemorati, nel 2009 il Movimento 5 Stelle non era nemmeno fra le fila della minoranza, eppure, guarda caso, oggi viene additato come il partito colpevole. Non so più come dirlo: prorogare le concessioni balneari non è più possibile per legge - incalza l’onorevole Emiliozzi - e non per decisione del Movimento 5 Stelle, ma per decisione, in ordine, dell’Europa che ha emanato la direttiva Bolkestein, del Governo Berlusconi che l’ha recepita in Italia e del Consiglio di Stato che ha sentenziato in merito".
"Noi arriviamo alla fine di tutto questo pasticcio che si è complicato negli anni e stiamo cercando di trovare risposte concrete ad un settore tristemente vittima di speculazioni elettorali e vile propaganda", aggiunge la deputata pentastellata che propone come soluzione "indennizzi calcolati in modo congruo a carico di chi subentra premiando sempre chi ha investito" e "tuteli i lavoratori e, al contempo, che garantisca che un bene dello Stato porti sempre vantaggio alla comunità senza diventare proprietà esclusiva incondizionata di qualcuno".
"Per quanto mi riguarda - conclude Emiliozzi - nessuno potrà mai ascoltare da me bugie e false promesse. Come ho sempre ribadito, sono convinta che gli operatori balneari siano un enorme valore aggiunto che ha reso Civitanova e la nostra costa in genere, quello straordinario tesoro che oggi rappresenta e confermo la mia completa disponibilità a battermi per tutti coloro che si adoperano per un turismo di qualità".
Il presidente dell’Unione Montana Potenza Esino Musone di San Severino Marche, Matteo Cicconi, ha espresso in una nota le proprie felicitazioni al sindaco di Treia, Franco Capponi, dopo la recente nomina a rappresentare l’Anci Marche nella cabina di regia della ricostruzione post sisma.
“Formulo i migliori auguri a Capponi, sindaco di uno dei Comuni della nostra Unione, amministratore attento e corretto di uno dei centri colpiti dal terremoto. La ritengo una figura super partes che ha già dato molto, avendo anche coordinato la commissione Anci terremoto, e che sicuramente, visto l’alto rilievo professionale, può contribuire alla gestione di questioni molto sentite dai territori e dalla popolazione. Sicuramente il suo nome non è legato a scelte politiche ma premia competenze e impegno”.
A partire da lunedì 23 maggio, il taser - la pistola elettrica - sarà a disposizione anche di Polizia e Carabinieri della provincia di Macerata.
"E' la finalizzazione di una lunga fase, iniziata nel 2014 quando il Parlamento ha dato il via libera per la prima volta all'introduzione dell'arma nella dotazione effettiva delle nostre Forze dell'Ordine e proseguita, a partire dal 2018, con una attenta e articolata sperimentazione", spiega il Sottosegretario all'Interno Nicola Molteni.
"Gli operatori della sicurezza a cui verrà assegnata la pistola a impulsi elettrici - prosegue -, hanno seguito un iter formativo qualificante per l'utilizzo di questo strumento non letale, che è innanzitutto un mezzo di difesa a tutela della incolumità di chi è impegnato nei servizi di vigilanza e controllo del territorio".
"L’utilizzo operativo del taser - conclude il sottosegretario - è stato avviato lo scorso 14 marzo e sta seguendo un cronoprogramma serrato. Siamo orgogliosi di aver offerto alle Forze di Polizia uno strumento in più per svolgere nel migliore dei modi, e con la massima sicurezza possibile, il loro fondamentale lavoro per la collettività".
“L’impegno di Comune e Regione sulla questione Villa Buonaccorsi non è mani venuto meno. Chi sostiene il contrario fa sciacallaggio politico e disinformazione ai cittadini, strumentalizzando una vicenda in cui gli enti locali non hanno alcun potere decisionale".
Così l’amministrazione comunale di Potenza Picena interviene, con una nota, in merito alla vicenda che ha visto l’annullamento di oltre 30 matrimoni, che si sarebbero dovuti svolgere all’interno della dimora storica.
“All’indomani dell’acquisizione della villa da parte del Ministero, il Comune di Potenza Picena, in sinergia con la Regione Marche, ha sin da subito e più volte richiesto, con ogni mezzo, formalmente e informalmente, agli uffici ministeriali e alla Soprintendenza, la possibilità di ottenere la gestione temporanea del bene, proprio in virtù della necessità di manutenzione dei giardini e di svolgimento delle cerimonie programmate", viene ricordato dai membri della Giunta.
"L’impegno è stato costante, ma la risposta del Ministero non c’è stata fino allo scorso 12 maggio, quando è giunta comunicazione ufficiale della possibilità di trasferimento del bene in base al federalismo culturale - viene aggiunto -. E contestualmente la decisione ministeriale è arrivata anche sul fronte della manutenzione del giardino con l’incarico conferito ad una ditta esterna”.
"Solo nei giorni scorsi alcune coppie di sposi, che avrebbero dovuto utilizzare la villa come location per i loro matrimoni, si sono rivolte direttamente al Comune - si precisa dai banchi dell'amministrazione comunale -. Alla luce di tali richieste è stato fatto presente ai futuri sposi che sarebbe stata necessaria l’autorizzazione ministeriale e che la stessa non era in alcun modo scontata”.
"Siamo assolutamente consapevoli del disagio che le coppie di futuri sposi hanno vissuto e proprio per questo è stato fatto tutto ciò che era nei poteri di quest’amministrazione. Ma le decisioni, come già detto, sono in capo a curatela fallimentare, Ministero e Soprintendenza. Siamo fiduciosi, viste le recenti evoluzioni, del prosieguo delle pratiche di trasferimento nel più breve tempo possibile, così che il bene possa tornare pienamente fruibile”, si conclude nella nota.
Un Generale dei Carabinieri in pensione, un giornalista pubblicista, con l'abilitazione all'esercizio della professione forense, attualmente candidato al Consiglio Comunale con la Lista Vince Civitanova.
Chiedo al Piccinelli giornalista: parliamo di giornalismo e politica. Quale, secondo lei, dovrebbe essere la relazione tra queste due discipline? Come un giornalista, degno di questa qualifica dovrebbe affrontare la cronaca politica? Risponde con poche parole: "con obiettività, con oggettività, attenendosi ai fatti". E proprio con "i fatti" della sua vita ha risposto alle nostre domande.
Quando indossava la divisa, Paolo e' stato un comandante dei Carabinieri che si è speso in prima persona al fianco della gente. Ricorda che durante il terremoto del 2016, da Perugia dove aveva assunto il ruolo di Comandante Provinciale dei Carabinieri, si spostava ogni due tre giorni tra la popolazione di Nocera Umbra, Gubbio, Preci, per "esserci" tra quelle persone distrutte dal dolore, anche semplicemente per ascoltarle, per portare una parola di conforto ed un segnale di vicinanza dell' Arma in quei luoghi massacrati dal terremoto.
E tali doti empatiche, valori di solidarietà e generosita', sono quelli che, insieme alla moglie, ha desiderato trasmettere ai suoi figli. Racconta " un giorno mi trovavo a Roma dove vivevo con la mia famiglia; dovevo ripartire per la Bosnia, dove con gli uomini dell'Arma eravamo in missione peace keeping. Prima che uscissi dalla porta di casa è giunta mia figlia che, di sua iniziativa aveva messo tutti i suoi giocattoli dentro uno scatolone; me lo ha affidato dicendomi: questi sono per i bambini della guerra papà".
Tra i massimi esperti della gestione dell'emergenza, già responsabile per la sicurezza in RAI, spiega quale apporto questa sua specializzazione potrebbe portare al Comune di Civitanova Marche. "In una citta' come Civitanova, in forte espansione anche urbanistica, una delle maggiori attenzioni deve essere prestata all'ambito degli appalti e dell'edilizia privata. Un fitto controllo delle imprese edili, del flusso del denaro nelle operazioni immobiliari è tra i primi controlli da esercitare sul territorio."
Tanti gli argomenti "sensibili" toccati, viste le sue qualifiche e il Servizio prestato per diversi anni anche in Sicilia: la giustizia, la responsabilità dei magistrati, le infiltrazioni della criminalità organizzata, la criminalità dei colletti bianchi, la confisca dei beni ai mafiosi, il problema della sicurezza dei testimoni di giustizia. E con ogni sua affermazione non solo condanna veementemente ogni forma di "illegalità" ma esprime una concreta volonta' di partecipare attivamente affinché questo non sia solo uno slogan, dando il suo apporto "ora come allora".
Come concretamente rendere Civitanova una città sempre più sicura e protetta? "Mentre ero in servizio, dovevo ancora diventare Comandante, mi hanno insegnato : quando devi dare un ordine assicurati di avere la possibilità di controllare che venga eseguito. Altrimenti perdi la tua credibilità" spiega " Migliorare la sicurezza sul territorio di Civitanova significa controllare che le regole sulla sicurezza, in ogni sua declinazione, vengano rispettate. Questo è importante: arrivare ovunque, a costo di fare casa casa, ma controllare che le regole vengano rispettate. Da Tutti."
«La questione del progetto Eurobuilding è definitivamente chiusa». Così il sindaco di Civitanova, Fabrizio Ciarapica, in risposta a Stefano Ghio - consigliere comunale uscente e tra i fondatori della lista FormiAmo Civitanova che sostiene la candidata Silvia Squadroni – riguardo il mega progetto per il porto ormai tramontato.
«Leggo sugli organi di informazione – afferma Ciarapica – le dichiarazioni di Stefano Massimiliano Ghio che torna di nuovo sul progetto Eurobuilding definendo la questione porto non affatto conclusa. Le sue dichiarazioni altro non sono che l’ennesimo stucchevole tentativo, messo in piedi dalla sua compagine, di strumentalizzare ad arte ogni notizia, propria di chi è a corto di argomenti ed è costretto a raschiare il fondo del barile».
«Sono stato sempre favorevole alla riqualificazione e valorizzazione dell’area portuale, che rappresenta il volano di ripresa per l’economia locale. Al riguardo, anche grazie ai rapporti messi in piedi con il presidente Francesco Acquaroli, abbiamo ottenuto dalla Regione Marche importanti risorse stanziate per la messa in sicurezza del porto, cosa che ci è sempre stata negata in passato dal Pd. Sottolineo che sono sempre stato favorevole alla valorizzazione del porto nel rispetto della salvaguardia, sempre e comunque, delle concessioni e dei diritti dei lavoratori».
«A Ghio rispondo che la questione del progetto Eurobuilding è definitivamente chiusa. A riprova di questo la mia amministrazione ha agito per atti e per fatti. Ricordo a Ghio che sul progetto riqualificazione porto ed Eurobuilding si è espresso il Consiglio comunale con le delibere del 28 luglio e del 3 marzo scorso. Il 28 luglio il Consiglio comunale, nello specificare che il Comune detiene la governance sull’area demaniale, ha deliberato che lo studio di fattibilità dell’Università di Camerino rappresenti la base di partenza per qualsiasi sviluppo futuro sulla valorizzazione del porto.
Nella seduta del 3 marzo scorso il Consiglio Comunale ha definitivamente ed irrevocabilmente bocciato la richiesta dell’Eurobuilding di concessione di spazi demaniali. La questione per noi è chiusa. Il privato è comunque libero di agire come meglio ritiene opportuno anche seguendo altre strade». Ciarapica poi allarga la questione: «Riguardo la Bolkestein, alla luce delle recenti notizie apparse sugli organi di informazione sulla contrarietà del Movimento 5 Stelle ad ogni tipo di proroga sulle concessioni degli stabilimenti balneari, chiedo a Ghio da che parte sta, considerata la presenza pentastellata nella sua coalizione.
Dal novembre scorso mi sto battendo a favore degli imprenditori balneari, anche attraverso l’organizzazione di una serie di incontri che facilitino un confronto degli stessi titolari delle concessioni con alti rappresentanti delle istituzioni, nazionali e regionali. Tutto finalizzato a trovare azioni comuni per contrastare la Bolkestein. Lo sto facendo a tutela di nostri concittadini e delle loro famiglie».
Presentata ieri sera, presso la pizzeria DQuadro, la lista "Ripartiamo - Sandro Sborgia Sindaco". In apertura il candidato primo cittadino ha espresso la propria gratitudine ai componenti la lista che “hanno accettato di correre al mio fianco senza esitazione. Oggi siamo qui con gli stessi sentimenti di tre anni fa: il desiderio di metterci a servizio della comunità".
"Non ci abbiamo guadagnato nulla ma anzi siamo stati al centro di contraddizioni e tensioni - ha puntualizzato Sborgia -. Abbiamo sacrificato interessi personali, le nostre famiglie, per quel progetto che sta iniziando a prendere forma di riavere una città viva, un centro storico pieno di rumori".
Ogni membro della lista "Ripartiamo" ha avuto modo di presentarsi e illustrare parte del programma. Il primo è stato Gionata Bentivoglio, a cui è stato affidato il compito di parlare di alcuni progetti di valorizzazione come quello del tratto sotto le mura dove “saranno creati percorsi pedonali e installate attrezzature per fare sport all’aria aperta. In tutti i parchi cittadini vogliamo creare percorsi sensoriali e progettiamo di recuperare anche i giardini della Rocca, la zona delle Gagge, e valorizzare tutti i quartieri della città”.
Alberto Cavallaro ha, invece, sottolineato l’importanza di accostare alla ricostruzione fisica della città quella della ricostruzione economica e sociale di Camerino e di tutto il territorio. "Per raggiungere tale obbiettivo - ha affermato - è importante che tutti gli enti e l’intera collettività sostengano la creazione di zone a fiscalità agevolata come strumento per resistere alle difficoltà evidenti del nostro territorio e attrarre famiglie, professionisti e imprese in tutta la zona maggiormente colpita dalla crisi sismica del 2016".
"L’impegno sarà inoltre rivolto, insieme a tutta la squadra, a lottare per il mantenimento e il potenziamento dei servizi presenti sul territorio e il ripristino di quelli soppressi. Ciò per garantire ai giovani le possibilità di poter sviluppare le loro potenzialità di studio, di lavoro e di socializzazione, e alle persone anziane di poter contare sui servizi di mobilità e assistenza necessarie a garantire la vivibilità dei nostri luoghi".
Roberta Fattoretti, ingegnere civile e istruttore direttivo tecnico della Provincia di Macerata da più di 20 anni si è detta “pronta a mettere a disposizione le competenze trasversali che ho acquisito per riuscire a superare le problematiche tecnico-amministrative della ricostruzione anche in un’ottica green”.
Già assessore al bilancio, Lucia Jajani ha parlato delle attività di cui si stava occupando: bilancio (risanato il deficit per oltre un milione di euro), riqualificazione impianti sportivi ed ex palazzo Banca Marche (sede biblioteca Valentiniana, caffè letterario, ludoteca, sala convegni e cinema, sala lettura), e della volontà di creare uno sportello di servizi per anziani.
È stato Luca Marassi a richiamare alle loro responsabilità i tre ex consiglieri che hanno provocato lo scioglimento dell’amministrazione: “Per la prima parte del Pnrr siamo riusciti a ottenere 30 milioni, Camerino è stato il Comune del cratere che ha ottenuto più fondi. Ma entro il 30 maggio il Comune dovrà presentare i progetti per la rigenerazione urbana, per risorse che si stimano tra i 25 e 30 milioni. Nessuno sa cosa il commissario presenterà. A giugno arriveranno poi nuovi bandi ma ci sono zero progetti perché non c’è un’amministrazione. Queste sono le responsabilità di chi ha fatto sciogliere l’amministrazione”.
Sono poi intervenuti Vincenzo Luzi che ha sottolineato come “il sindaco uscente ha adempiuto in maniera del tutto corretta alle sue funzioni di responsabile unico dell'amministrazione come previsto dall'articolo 50 del testo unico sugli ordinamenti locali e come le critiche che sono state rivolte siano del tutto giuridicamente infondate e immotivate”, e Rosella Paggio, quest’ultima sottolineando il valore della cultura e soprattutto del lavoro che l’amministrazione ha fatto per creare legami e collaborazioni con Unicam e con l’arcidiocesi.
Sonia Santacchi ha parlato della sua idea di “un Comune comunicativo e aperto ad un dialogo costante e costruttivo con i cittadini”. Ha poi esposto il suo desiderio di realizzare un parco avventura a tema “che possa consentire alle famiglie della zona e ai turisti di trascorrere giornate all'insegna del divertimento, immersi nella natura (ad impatto zero o sostenibile), godendo di un circuito campestre e cittadino adatto a tutti”.
Di sanità è stato Stefano Sfascia a parlare, che ha così esordito: "Sono i cittadini a dover decidere chi deve amministrare la città, non un atto notarile siglato all’una di notte. Sborgia è un sindaco inattaccabile, che non può essere ricattato. Chi meglio di lui per gestire i milioni che arriveranno sul territorio? Abbiamo lottato per la sanità pretendendo che la Regione mettesse nero su bianco che l’ospedale sarebbe ritornato quello che era dopo la pandemia ma dobbiamo sollecitare affinché vi siano investimenti e assunzioni di personale".
Infine, Alessia Tavoloni che ha puntato l'attenzione sulle frazioni, “che necessitan di interventi ‘tecnici’ ma anche di interventi volti a promuoverne il turismo e la produzione agricola, iniziative, queste, che serviranno a creare opportunità di lavoro”. Dopo Mauro Tesauri e Sauro Tromboni, è nuovamente intervenuto Sandro Sborgia per chiudere la serata: “Siamo tutte persone libere da condizionamenti. A volte, quando erano in gioco gli interessi della città abbiamo dovuto essere risoluti come per la sanità, per la discarica, per riprendere i rapporti con le istituzioni locali, e così via".
"Siamo orgogliosi di non essere a servizio di interessi particolari e sentiamo tutto il peso di questa responsabilità. Ecco perché abbiamo puntato i piedi ogni volta che qualcuno ha cercato di fare del male alla città. Cambiare amministrazione oggi, stando anche alle dichiarazioni che sentiamo, significherebbe tornare al 2019 quando non c’era assolutamente nulla. Camerino non se lo può permettere”.
“Il mio sostegno, insieme a quello di numerosi componenti di 'Uniti per Civitanova', all’alleanza tra il Movimento 'Io Apro Rinascimento' di Vittorio Sgarbi e la lista civica 'Civitanova Unica' del sindaco Ciarapica per le prossime elezioni comunali di Civitanova Marche si basa su un’ultradecennale amicizia, personale e politica, con Sgarbi e su di una riconfermata convergenza programmatica con l'attuale primo cittadino".
Ad affermarlo è Ivo Costamagna, responsabile della lista 'Uniti per Civitanova', chiarendo come “l’iniziale incomprensione (che aveva coinvolto anche Picchio News), è stata chiarita e superata con il reciproco riconoscimento e rispetto di ruoli e funzioni”.
“Il sottoscritto voleva e vuole esclusivamente aiutare a verificare nella nostra realtà il consenso al progetto di Rinascimento, da un lato sostenendo l’alleanza con la lista civica che fa capo a Ciarapica e, dall’altro, pur avendo noi indicato alcuni validissimi candidati, riconoscendo e supportando il capolista del Movimento, Gianluca Crocetti”, ribadisce Costamagna.
Nella scelta dell’ex sindaco ha pesato anche “l’impegno da parte di Ciarapica a realizzare alcuni punti programmatici per noi prioritari”. Nello specifico, la “realizzazione, nei tempi più brevi, delle rotatorie e del sottopasso all’uscita della superstrada all’incrocio con la statale 16 che sono, da oltre sei anni, già finanziate interamente dallo stato; una differente progettazione per la pur necessaria riqualificazione dell’area portuale e del centro storico e un concreto e fattivo rilancio dell’Ente Fieristico”.
Fondamentale, per Costamagna, anche "l’impegno per il rafforzamento dell’ospedale, delle strutture sanitarie ed assistenziali sul territorio e per un accurato rendiconto e chiarimento su costi, gestione e prospettive del Covid Hospital" e “una nuova e rafforzata priorità e gestione amministrativa dei grandi eventi culturali, compreso il rilancio dei gemellaggi, a partire da quelli già esistenti”.
"È innanzitutto su tali questioni che, però, lo attenderemo alla prova dei fatti considerando che sosterremo la sua probabile. Lo faremo con la consueta lealtà e correttezza, politica ed istituzionale, ma con una fermezza che, purtroppo, in passato non abbiamo avuto", aggiunge Costamagna.
"Impossibile, perché rifiutato a priori, ogni rapporto con il centro-sinistra civitanovese che, dopo il suicidio del 2016-17, sembra conservare intatti soltanto i rancori personali. La politica locale non è mai stata ‘odio’ neanche quando esistevano le ideologie ed i muri", conclude l’ex sindaco in una nota.
“Non vorrei fare da terzo incomodo, ma al ballottaggio ci puntiamo anche noi”. Si tratta della replica occorsa in queste ulltime ore da parte del candidato sindaco per Civitanova Vinicio Morgoni, in merito alle ultime considerazioni sul fatto che “la sfida all’ultimo voto” riguardi unicamente le candidate Silvia Squadroni e Mirella Paglialunga verso l’uscente Fabrizio Ciarapica.
“I voti non sono direttamenti proporzionali al numero delle liste – insiste Morgoni – e possono presentarsi molte sorprese, proprio come è stato a Porto Recanati lo scorso anno dove ha vinto Michelini di una coalizione tutta civica, che non veniva considerata vincente, quando i pronostici davano la Ubaldi come vincitrice. Come si può vedere, le previsione sono sempre fatte per essere disattese e lasciano il tempo che trovano. Inoltre a Civitanova vi è una maggiore complessità in quanto c’è il ballottaggio e le coalizioni potranno rimescolarsi”.
Nel suo comunicato, il candidato rappresentante delle tre liste civiche – che oggi comprendono insieme “La nostra città”, “Legalità e trasparenza”, “Incroci”, “Futuro giovani”, “Più ecologisti confederati” e “Partito del valore umano” – è tornato anche sui punti chiave del proprio programma elettorale.
Dai parcheggi nell’ex zona INPS con sottopassaggio verso il centro, ad una darsena di protezione per il porto, ai prodotti per le mense a Km 0, al co-housing per gli anziani, all’assistenza domiciliare e formazione dei caregivers, a sale multimediali per le Associazioni recuperando edifici storici, alla separazione tra pista di atletica e stadio. E ancora, da un maggiore coinvolgimento dei giovani nelle partecipate, al rilancio della Zona Industriale con anche un asilo nido e uno sportello postale, ad una Public Company per ovviare alla Bolkstein e quindi a tutela dei balneari, all’autonomia energetica, al bilancio trasparente e soprattutto all’ascolto dei cittadini.
“Il nostro programma, uscito per primo, ce lo hanno copiato tutti – conclude Morgoni - Segno che abbiamo fatto un buon lavoro, studiato la situazione e prodotto buoni progetti. Tutti i 10 punti del nostro piano sono pubblicati online e rispecchiano il nostro ragionamento in termini di progettualità, concretezza e serietà”.
“Il presidente di Interporto Stronati non ha affatto affermato che il progetto di hub europeo di Amazon a Jesi sarà trasferito a Valencia. In realtà, in Spagna sarà implementato il progetto che si sarebbe dovuto realizzare in Francia, a Rouen, nell’hinterland di Parigi. Solo chi non ha competenza può pensare che l’investimento in Spagna sia il sostituto di un investimento nel Centro Europa”. A replicare alla nota del Gruppo Pd Marche è il capogruppo FdI Carlo Ciccioli.
“Come noto – continua Ciccioli - la Spagna è l’estremo Ovest dell’Europa e Amazon pensa all’Europa Occidentale, all’Europa Centrale e anche all’Europa dell’Est. Nelle Marche, invece, l’interesse per dar vita a un hub logistico di Amazon fra i più importanti in Europa continua a esserci”.
“La parola chiave è proprio logistico, prosegue . Le Marche sono dal punto di vista logistico la meta ideale per tutto il traffico merci che attraversa il canale di Suez e punta al Centro Europa: le navi diminuiscono i giorni di navigazione e le merci i giorni di trasporto ferroviario su ferro o su gomma. Questione di riduzione dei costi a cui Amazon è molto attenta”.
“Come sempre dal Pd, e fa specie visto che i loro esponenti fossero presenti questa mattina durante la riunione congiunta delle II e III Commissione Permanente, vige sempre la strumentalizzazione e le interpretazioni forvianti”.
“Si è dato in pasto ai mezzi di informazione, una nota stampa intrisa di allarmismo e di parziali verità, se non proprio menzogne. Ho contatti quasi giornalieri con i vertici operativi delle varie società: Amazon non è contenta per il ritardo di certo non imputabile alla Regione Marche, ma ad altri soggetti ben identificabili”.
“Abbiamo però, ricevuto, anche personalmente, rassicurazioni sull’immutato interesse per il polo logistico da ubicare nell’interporto di Jesi. La realtà è che sull’Interporto si incrociano una serie di interessi confliggenti e storie societarie non sufficientemente solide e capitalizzate che intralciano il buon esito dell’investimento”.
“Aggiungo che tutte le radici di questa storia cominciano dall’Amministrazione Ceriscioli e proprio dal Pd, da lì sono derivati i problemi e l’Amministrazione Acquaroli ha dovuto mettere riparo a percorsi arditi anche per tutelare gli ingenti investimenti dedicati all’Interporto e i diritti sui beni della Società”. Queste le dichiarazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale, al termine della seduta congiunta di questa mattina delle Commissioni permanenti.
"L'audizione di stamattina del Presidente di Interporto Marche Stronati ha portato alla luce una verità pesante come un macigno: Amazon, a causa della debolezza della filiera istituzionale, ha infine preferito effettuare l'investimento relativo all'hub di riferimento centroeuropeo, previsto sul territorio di Jesi (Ancona), in Spagna, a Valencia". A riferirlo il gruppo Pd in Consiglio regionale delle Marche.
"Sono emersi gli errori- attaccano i dem - l'assenza di una cabina di regia, la confusione e il rimpallo di responsabilità tra Regione Marche, Comune di Jesi, Interporto che hanno fatto perdere il tentativo prioritario di portare Amazon in Vallesina, quello dimensionalmente più cospicuo". In questo senso, proseguono "la famosa "delibera di San Floriano" non ha prodotto alcun effetto concreto e pratico: rimangono le gravi responsabilità, tutte in capo a chi ha gestito la vicenda finora, che hanno portato al nefasto risultato della perdita dell'investimento nelle forme previste in quella prima ipotesi".
"Tuttavia, non tutto è perduto: - ricorda il Gruppo Pd - sono ancora in corso interlocuzioni con il general contractor Scannell per recuperare un eventuale investimento più ridotto nel prossimo futuro. Non più hub centroeuropeo, non più uno stabilimento dalle elevatissime potenzialità occupazionali, ma pur sempre un qualcosa di significativo per il territorio.
“Un progetto decennale, strutturato secondo scadenze precise e non vane promesse”: con queste parole il candidato sindaco per Corridonia Sandro Scipioni ha inteso riassumere la propria linea politica, fissando obbiettivi che promettono di fare la differenza alla prossime elezioni amministrative del 12 giugno 2022.
Due liste civiche (“Corridonia Rinasce” e “Noi Cittadini”) per 28 candidati al prossimo consiglio comunale, molti di loro giovani provenienti anche dalla “Meglio Gioventù” che 5 anni fa aveva cercato – riuscendoci relativamente – di stabilire un contatto con l’amministrazione dell'uscente Paolo Cartechini. E che oggi ci riprova proprio con Scipioni, preferito agli avversari Giuliana Giampaoli e Manuele Pierantoni.
Con lei i giovani possono davvero fare la differenza? I ragazzi che mi stanno affiancando nella campagna elettorale hanno entusiasmo, voglia di fare e di metterci la faccia. Così c’è possibilità di crescere insieme a chi come me è più maturo e consapevole dei bisogni concreti della comunità. De Gasperi diceva che il politico guarda al proprio orticello, mentre lo statista al futuro.
Quindi qual è la via di mezzo fra il populismo di piazza e una visione lungimirante? La semplicità e l’umiltà comunicativa. Non si devono propinare ai cittadini sogni irrealizzabili, ma interventi realistici. E questo è possibile solo se si rimette al centro la persona, facendola partecipare attivamente alle dinamiche della propria comunità rispetto alle scelte e agli investimenti utili da effettuare.
In cosa ha fallito la vecchia amministrazione secondo lei? Può aver peccato molto sul piano comunicativo, cosa che oggi non possiamo più permetterci con tutti gli strumenti a nostra disposizione. Occorre aggiornarsi e adeguarsi, anche nei contenuti: parlare oggi ai giovani di meritocrazia, per esempio, significa dare loro l’opportunità di scegliere il miglior percorso lavorativo.
Lei non ha voluto l’appoggio di nessun partito per la sua campagna elettorale. Ho volutamente escluso questa possibilità, per non correre il rischio di facili strumentalizzazioni. Per me sottoscrivere un progetto comune, indipendentemente dalla bandiera di appartenenza, ha molto più senso.
Come si traducono nel concreto queste idee di rilancio per i giovani? Mettendo in moto contributi comunali, regionali, statali ed europei, usufruendo dei fondi del Pnrr, investendo nell’imprenditoria, dando respiro a start up, imprese informatiche, ristorazioni di tipicità. E abbassando tasse come Imu, Tasi e Tari.
Bisognerà cambiare anche la comunicazione con i vertici istituzionali della Regione? Non necessariamente: se la Regione Marche è sana, dignitosa e rispettosa, riuscirà a guardare agli interessi di tutti. Realizzare nuove strutture scolastiche, intervenire su realtà come Villa Fermani e l’Abbazia di San Claudio, trasferire gli uffici comunali presso l’ex Istituto Manzoni: sono alcune delle proposte da noi messe in campo non solo per il rilancio di Corridonia, ma di tutto il territorio marchigiano. In questo senso, anche la comunicazione con l’opposizione sarà importante.
Anche i suoi avversari diretti, con altre argomentazioni, hanno posto l’accento su turismo e cultura. Ma per quanto riguarda le criticità del sistema sanitario? Sappiamo che molti servizi rischiano di scomparire. All'interno del comune possiamo intervenire solamente su ciò che riguarda realtà come il TSO. Sarà decisivo confrontarsi con il piano sanitario regionale, che prevede 4 mln di euro di investimento. Uno degli obbiettivi preposti è quello di aumentare risorse e capitale umano legati al servizio infermieristico domiciliare, attraverso una spesa strutturata insieme a cooperative, volontari e partenariato sociale.
Quindi occorre una mentalità nuova. Assolutamente: dalle semplici analisi di bilancio possiamo già programmare le spese più urgenti, e garantire una certa assistenza sociale che guardi ai bisogni di tutti i cittadini. I miei 43 anni come coordinatore infermieristico delle Dialisi di Macerata e Tolentino mi hanno insegnato l’importanza dell’empatia con le persone, e oggi che sono in pensione voglio impiegare questa mia esperienza nella gestione politica di Corridonia.
Cosa farà nel caso di un ballottaggio? Me la giocherò fino alla fine, sicuramente non mi apparenterò con nessuno a meno che non sottoscriva il mio programma elettorale. I miei avversari si presentano spalleggiati dai partiti o da ex sindaci e assessori che negli ultimi 20 anni si sono scambiati i ruoli e le opportunità senza una visione concreta e volta al futuro. Noi invece proponiamo un modus operandi che riporti i corridoniani ad amare e vivere la propria città.
Non si è fatta attendere la reazione piccata degli esponenti politici coinvolti nella tornata elettorale del prossimo 12 giugno a Civitanova Marche. Casus belli l’articolo pubblicato questa mattina su Picchio News riguardante un indizio social in merito a un presunto accordo politico per contrastare il sindaco uscente tra la Paglialunga e la Squadroni in vista del potenziale ballottaggio.
A intervenire negando tutto, nell’ordine, la candidata sindaco del centrosinistra Mirella Paglialunga, il capogruppo Dem in Consiglio comunale Giulio Silenzi. A ruota la parlamentare del Movimento Cinque Stelle Mirella Emiliozzi, che ha indirizzato una lettera alla redazione di seguito pubblicata nella sua forma integrale:
“Proprio dalla Emiliozzi è arrivato il veto sul nome della candidata di centrosinistra che ha fatto saltare il banco” così ha scritto Picchio News in un editoriale uscito oggi. La sottoscritta, caro Direttore, non ha fatto saltare proprio nessun banco. Da noi non c’è uno che fa saltare il banco o che decide", ha scritto la parlamentare.
Che ha poi aggiunto: "Il Movimento Cinque Stelle di Civitanova Marche ha ragionato a più riprese sui partiti con i quali stiamo facendo un percorso comune complicato ma vero, anche a Roma, come ha confermato anche oggi il presidente Giuseppe Conte, per valutare la possibile collaborazione o alleanza per le nostre amministrative. Volevamo e vogliamo coinvolgere chi ancora non si è affacciato alla politica e non riproporre sempre stessi schemi e nomi".
Da qui l'unicum civitanovese, con il centrosinistra e i Cinque Stelle che hanno deciso di correre separatamente: "Poi abbiamo chiesto ai nostri attivisti di votare, in piena libertà, senza nessuna coercizione, e non io, ma la maggioranza dei nostri attivisti ha scelto di appoggiare Silvia Squadroni Sindaco nella sua corsa, perché abbiamo trovato piena convergenza nei nostri progetti e pensiamo che una coalizione civica con all’interno tanti giovani e con alla guida una professionista in gamba che conosce già la macchina amministrativa e che ama profondamente Civitanova, possa fare la differenza per la nostra città e competere con più possibilità con il candidato del centrodestra"
"Chi arriverà in fondo vincitore? Questo non lo so, dipende da molti fattori, noi abbiamo scommesso sulla capacità di attrazione di un progetto civico. Vedremo cosa ne diranno i civitanovesi e poi si vedrà. Noi non conserviamo rancori né affibbiamo etichette. Siamo donne e uomini liberi, aperti al confronto e cerchiamo altre donne e uomini liberi che vogliano per #Civitanova cambiamento e benessere, se in futuro ci saranno alleanze ben vengano; adesso siamo al lavoro per far vincere Silvia", ha concluso la parlamentare Cinque Stelle aprendo dunque a un possibile accordo proprio tra la Paglialunga e la candidata civica.
Ad entrare nel merito della querelle per le divergenze tra la Paglialunga e la stessa Emiliozzi era però stato il consigliere Pier Paolo Rossi nel corso della presentazione ufficiale alla stampa della candidata sindaco del centrosinistra avvenuta lo scorso 27 aprile: “L’assenza dei Cinquestelle non stupisce, il M5S non è di centrosinistra a Civitanova. Abbiamo provato a interloquire con loro, ma la scelta del candidato, seppur sostenuta dalla maggioranza, non è poi stata appoggiata dalla Emiliozzi, sempre allergica alla sinistra. Ma ai grillini non chiudiamo la porta, anzi”. Più cauta sul tema la Paglialunga, che in quella occasione aveva lasciato esporre prima Rossi e poi Silenzi.
Non si è fatta attendere la reazione piccata degli esponenti politici coinvolti nella tornata elettorale del prossimo 12 giugno a Civitanova Marche. Casus belli l’articolo pubblicato questa mattina su Picchio News riguardante un indizio social in merito a un presunto accordo politico per contrastare il sindaco uscente tra la Paglialunga e la Squadroni in vista del potenziale ballottaggio.
A intervenire negando tutto, nell’ordine, la candidata sindaco del centrosinistra Mirella Paglialunga, il capogruppo Dem in Consiglio comunale Giulio Silenzi e, a ruota, la parlamentare del Movimento Cinque Stelle Mirella Emiliozzi. Prese di posizione palesate attraverso comunicati stampa o a mezzo social.
Secondo la Paglialunga, che respinge tutto al mittente “rispondere nel merito a certe considerazioni ingiuriose verso il mio impegno politico sarebbe amplificarne la portata. Meritano solo di essere ignorate. Del resto il lettore attento e critico comprende facilmente chi sia lo spin-doctor che le ispira".
Sulla stessa linea sui social l’ex vicesindaco di Civitanova, Silenzi: “Ipotesi del tutto prive di fondamento quelle descritte nell’articolo. Il sottoscritto non sta trattando posti né tessendo contatti per questo scopo. Anzi li evito da mesi accuratamente per non prestare a strumentali considerazioni”.
E aggiunge: “Questo è semmai un modo di fare che appartiene ad altri e non certo a noi e Mirella Paglialunga non ha bisogno di spin doctor perché ha la capacità, l’autonomia e l’energia per portare avanti una campagna elettorale, e lo sta dimostrando, basata nel rapporto con l’elettorato e nell’ascolto dei suoi bisogni. E’ questo l’impegno di ognuno di noi e della coalizione di centro sinistra".
Su presunti accordi politici con la candidata di SiAmo Civitanova in caso di ballottaggio, la Paglialunga si era già espressa nel merito lo scorso 27 aprile nel corso della sua presentazione ufficiale, smentendo tutto: “Pure illazioni, non ci siamo mai incontrati con nessuno né parlato di temi. In questa fase non c’è intenzione di fare alcun patto”.
Nel corso delle ultime settimane, però, i contenuti comunicativi diffusi dal centrosinistra in campagna elettorale, in più di una occasione hanno coinciso con quanto esposto dalla Squadroni. Non ultimo l’indizio social che ha fatto saltare il banco e spinto gli interessati a una replica.
Il duro attacco di Silenzi nei confronti di Ciarapica aveva infatti ottenuto il like di Lavinia Bianchi, responsabile della comunicazione nello staff di Silvia Squadroni e candidata al Consiglio comunale proprio con l’avvocatessa nella lista SiAmo Civitanova. Meno di 24 ore dopo la pubblicazione di una intervista rilasciata da parte della Squadroni a una testata locale nella quale evidenziava le stesse parole pronunciate da Silenzi.
Ventiquattro giorni. E’ questa l’attesa che divide Civitanova Marche dalle elezioni amministrative del 12 giugno prossimo che vedranno il Comune andare al voto insieme a Tolentino, Corridonia e Valfornace in provincia di Macerata. E in città è già bagarre tra gli aspiranti sindaci che puntano a ricoprire il ruolo dell’uscente Ciarapica.
Una bagarre a colpi di post e invettive personali che segnano il termometro di una competizione più agguerrita che mai ma che nulla hanno a che vedere con una sana comunicazione politica. E sui social spunta quello che è a tutti gli effetti un endorsement che profuma già di coalizione in vista del ballottaggio.
Ballottaggio che quasi certamente vedrà impegnati i sei aspiranti sindaco fino al prossimo 26 giugno. E se Ciarapica con il centrodestra è ormai certo di un posto, è per l’ultima casella libera che dietro si accendono le polveri. E si palesa sempre più una vicinanza tra la Paglialunga e la Squadroni, a più riprese negata nel corso di incontri pubblici.
Civitanova Marche rappresenta eccezione a livello nazionale: il centrosinistra che regge al Governo, qui è invece orfano del Movimento Cinque Stelle, che in città si è spaccato sul nome di Mirella Paglialunga, ex dirigente scolastico professionalmente vicina a Mirella Emiliozzi, deputata M5S in Parlamento.
Proprio dalla Emiliozzi è arrivato il veto sul nome della candidata di centrosinistra che ha fatto saltare il banco, spostando i voti dei Cinque Stelle sulla Squadroni, ex di Vince Civitanova e con un conto aperto nei confronti del centrodestra cittadino, dal quale è fuoriuscita non abbandonando del tutto però alcuni esponenti che ne hanno fatto parte.
Ma facciamo un passo indietro a domenica sera, quando sul profilo Facebook personale di Giulio Silenzi - ex vicesindaco e capolista Dem che nel corso della prossima tornata elettorale ha scelto di restare fuori dai giochi - appare un post di attacco diretto nei confronti del sindaco Ciarapica.
Ad essere attaccati anche Maika Gabellieri - ex assessore che in extremis ha ritirato la propria candidatura dopo la pace fatta col centrodestra - e Giovanni Corallini, che nel corso degli ultimi mesi non è certo stato dolce con il sindaco in carica e che adesso è rientrato in Fratelli d’Italia.
“Ciarapica, Gabellieri, Corallini ecc. ecc. fanno parte di quella politica dove non esiste coerenza, dignità, rigore, etica. Oggi dici una cosa domani l’esatto contrario e continui a prendere in giro le persone e in tanti magari ti votano per interessi particolari. Puoi fare tutto tanto si confida nel voto dei “tifosi” che a prescindere ti danno consenso elettorale”, scrive Silenzi.
Che prosegue: “Che esempio per i giovani? Si può dire e fare di tutto per il potere. Un senso di nausea difronte a questo. Speriamo o almeno io spero che la gente questa volta non accetti tutto e scelga le persone serie di cui Civitanova ha tanto bisogno”.
Un duro attacco nei confronti di Ciarapica sotto il quale spunta il like di Lavinia Bianchi, responsabile della comunicazione nello staff di Silvia Squadroni e candidata al Consiglio comunale di Civitanova proprio con l’avvocatessa nella lista SiAmo Civitanova.
A meno di 24 ore di distanza la pubblicazione di una intervista rilasciata da parte della Squadroni a una testata locale nella quale evidenzia - de facto - gli stessi concetti esposti da Silenzi, fin qui deus ex machina politico e vero e proprio spin doctor della Paglialunga.
Un endorsement che profuma di accordo in funzione anti Ciarapica e che sembra farsi sempre più largo nelle segrete stanze fatte di incontri a più riprese pubblicamente negati tra le parti. Ma con un ago della bilancia che rischia di essere sottovalutato: quel Movimento Cinque Stelle che, nei suoi vertici locali, della Paglialunga non ne ha fin qui voluto sapere. A Civitanova, alle spalle del sindaco uscente, la bagarre è aperta.
"Un’occasione preziosa per fare il punto sulle potenzialità turistiche e naturalistiche delle aree interne sia delle Marche che della Croazia. L’obiettivo è rendere resilienti questi territori che nel nostro caso coincidono spesso con il cratere sismico, adeguandoli alle nuove grammatiche digitali e ambientali della modernità e contrastando l’inverno demografico".
Lo ha detto l’assessore al Bilancio e alla Ricostruzione Guido Castelli oggi ad Ancona alla conferenza finale di “Made In Land”, un progetto transfrontaliero, finanziato dal Programma di Cooperazione Interreg V A Italia-Croazia 2014-2020, asse “Beni ambientali e culturali” con l’Obiettivo Specifico 3.1 “Fare del patrimonio naturale e culturale una leva per uno sviluppo territoriale sostenibile e più equilibrato”, con capofila la Regione Marche.
Partendo da questa visione, sono state attivate cinque azioni pilota in cinque aree italiane e croate, dei vari partner di progetto. Le Marche in particolare hanno presentato il progetto per Muccia “One stop information center”: nell'antico Mulino da Varano di Muccia, nuovamente agibile dopo il sisma 2016, è stato allestito un Centro turistico informativo, dotato di strumenti e tecnologie innovative, per la promozione e l'accesso al sistema dei beni naturali e culturali dei Comuni delle aree interne.
Presenti tra i numerosi ospiti, Massimo Sargolini coordinatore scientifico del progetto e direttore della Scuola di Architettura e design dell’Università di Camerino, Ante Blace dell’Università di Zara, il sindaco di Muccia Mario Baroni e, in collegamento video, il Commissario straordinario del Governo per la Ricostruzione Giovanni Legnini.
"Marche e Croazia sono due realtà che vivono una relazione antica, un connubio naturale - ha proseguito Castelli -. Ricordo per esempio come una parte consistente dell’Ancona antica sia di pietra d'Istria e come Giorgio da Sebenico abbia disegnato numerose nostre chiese e palazzi. Questo rapporto viene oggi rivivificato e rigenerato attraverso una riflessione che tende a stabilire quanto le qualità naturalistiche del nostro entroterra possono creare un’occasione di rilancio per aree che purtroppo stanno subendo quello che è il dramma più evidente e mai sufficientemente evidenziato dell’inverno demografico".
"I dati dell’Istat sono particolarmente inquietanti se è vero che in assenza di misure che vadano a contrastare il calo demografico, tra circa 50 anni l’Italia potrebbe perdere 10 milioni di persone e le stesse Marche potrebbero scendere da 1milione mezzo di abitanti a un milione e 100mila con conseguenze drammatiche soprattutto nell’entroterra. Contro la desertificazione ci sono però varie soluzioni che la Regione sta mettendo in campo e anche grazie a questo progetto", ha puntualizzato l'assessore.
"Connettere digitalmente i nostri borghi con il mondo rappresenta un asset fondamentale. Siamo qui per ragionarci in relazione con i nostri cugini al di là dell’Adriatico ma convinti, grazie anche ad Unicam, che l’approccio scientifico alla problematica possa rappresentare un utile appiglio per dare una risposta alla grande questione delle aree interne - aggiunge Castelli -. In questo contesto le zone del cratere sismico rappresentano i cantieri ideali".
Nel corso del convegno i relatori hanno illustrato nei particolari il progetto che ha sviluppato una Strategia transfrontaliera a sostegno dell'entroterra italiano e croato, basata sulla valorizzazione dei beni naturali e culturali attraverso l'interazione con il proprio contesto e attraverso modalità innovative di utilizzo dei beni stessi.
Le azioni pilota mirano a promuovere la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale delle aree interne, attraverso una proposta di accessibilità integrata, un uso innovativo degli strumenti digitali e il coinvolgimento attivo di soggetti pubblici e privati del territorio.
Oltre all’azione pilota di Muccia le altre 4 sono: MusLeo, San Leo (IT); Virtual Eco Museum, Terra di passo, Riccia (IT); The Quest for the 5th Element (HR); Sense Route of Istria Heritage (HR). Nella seconda sessione è stato attivato l'Osservatorio Permanente Transfrontaliero del Made in-Land, attraverso la sottoscrizione di un Protocollo d'Intesa tra i membri firmatari.
L'Osservatorio si costituisce come una rete di soggetti interessati alla valorizzazione dei beni naturali e culturali come risorsa per lo sviluppo delle aree interne. Obiettivo della struttura favorire la creazione di sinergie, relazioni e progetti di rete sia tra i membri firmatari che con soggetti esterni, per supportare le azioni pilota promosse da Made in-Land e replicare altri progetti con lo stesso obiettivo. Anche il piano d'azione Made in-Land sarà convalidato nella giornata.
Tra le gru in movimento, gli operai al lavoro e gli edifici puntellati di Piazza Cavour, con il Duomo alle nostre spalle. Uno scenario irreale ma strettamente coerente con la Camerino presente. È da qui che riparte la nuova avventura di Sandro Sborgia, sindaco uscente e candidato alle elezioni amministrative del 12 giugno prossimo.
"Ripartiamo Camerino" il nome della lista di cui fanno parte Luca Marassi, Lucia Jajani, Stefano Sfascia, Vincenzo Luzi e Sauro Tromboni, già compagni di Sborgia nel corso della precedente amministrazione caduta a causa dello sgambetto nottetempo di Lucarelli, oggi sfidante di Sborgia alle urne.
Gionata Bentivoglia, Rosella Paggio, Alberto Cavallaro, Sonia Santacchi, Roberta Fattoretti, Alessia Tavoloni e Mario Tesauri i rappresentanti della società civile locale e new entry nella squadra di Sborgia. Ha le idee chiare il sindaco uscente, soprattutto in merito al processo di ricostruzione avviato su tutto il territorio comunale e messo in discussione da Lucarelli.
"1300 sono gli abitanti ancora presenti nelle Sae ed è da loro che bisogna ripartire. Mi preoccupano le affermazioni dell'altro candidato che vorrebbe rivedere il programma straordinario di ricostruzione e i piani attuativi. Tutto questo significherebbe bloccare gli iter già avviati per la ricostruzione e perdere ulteriori anni: una follia. Chi vive nelle Sae perderebbe tutti i progetti presentati fin qui. Lucarelli e Pasqui hanno contribuito ad interrompere la ricostruzione di Camerino", spiega Sborgia.
"Il corso che è stato riaperto qui al centro è frutto di un lavoro complicato e svolto in due anni e mezzo di amministrazione durante i quali c'è stato anche il Covid. Prossimamente la riapertura di un'altra grande parte del centro storico e l'abbattimento del Palazzo di giustizia. C'è bisogno che si possa tornare a vivere in questa città dove l'Università di Camerino riveste un ruolo centrale. Ed è importante che nel centro storico ci siano le ditte al lavoro", ha aggiunto il sindaco uscente.
Un processo di ricostruzione che procede a rilento anche a causa della fase commissariale: "Le accuse giunte dall'opposizione sono del tutto infondate e lo dimostra il fatto che la gran parte della squadra che ha fatto parte della mia amministrazione sia oggi qui al mio fianco per progettare e realizzare insieme il futuro di Camerino. Mettersi al servizio della popolazione senza interessi secondari ci ha resi scomodi agli occhi di chi ci ha voluto fare uno sgambetto", ha concluso Sandro Sborgia.
EDITORIALE. C’è una città in Italia nella quale esiste un sindaco che governa a sua insaputa. Un sindaco che non si cura minimamente degli effetti che alcune cadute di stile di esponenti politici a lui vicini possono produrre: che si chiami ieri fascismo e oggi omofobia. Oggi, nella Giornata internazionale contro l’omotransfobia. Quel sindaco si chiama Sandro Parcaroli ed è il primo cittadino di Macerata.
Sandro Parcaroli è un sindaco a sua insaputa, forse rapito dai troppi incarichi ricoperti, come quello da presidente della Provincia di Macerata assunto lo scorso 19 dicembre, oltre a quello di sindaco della città e quindi - in teoria - di rappresentante di tutta la popolazione.
Quanto accaduto a Macerata è non solo disdicevole ma anche vergognoso. E il fatto che a quasi 24 ore di distanza un sindaco ligio al dovere come Sandro Parcaroli non abbia sentito l’esigenza di dissociarsi da quelle dichiarazioni, lo è ancora di più. Ma facciamo un passo indietro e spieghiamo quanto accaduto.
Il 30 marzo scorso il consigliere di maggioranza in quota Lega in Consiglio comunale, Roberto Fabiani, diffondeva a mezzo social un post nel quale definiva ritardati coloro i quali avrebbero festeggiato l’anniversario del 25 aprile, giorno della Liberazione dai nazifascisti. Un post per il quale Fabiani fu costretto a scusarsi e la Lega di Macerata ad emettere un comunicato nel quale condannava il gesto dello stesso consigliere.
In occasione della querelle che vide Fabiani protagonista, il sindaco Parcaroli decise di trincerarsi dietro un “No comment” per l’accaduto. “La Lega farà uscire un comunicato di scuse e si chiude qui” le uniche parole che Parcaroli sentì di esprimere. Nessuna di vicinanza, invece, per le parti offese dalle dichiarazioni di Fabiani, ANPI compresa.
Arriviamo al 16 maggio. La redazione di Picchio News riceve un comunicato stampa firmato da Fratelli d’Italia Macerata. Nel comunicato si condanna la circolare del Ministero dell’Istruzione che invita le scuole di ogni ordine e grado ad organizzare per questa giornata iniziative contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia.
Per Fratelli d’Italia è troppo: “No alla giornata contro l’omotransfobia: nelle scuole pubbliche non possono trovare posto insegnamenti su tematiche così delicate, che riguardano posizioni particolari. La natura istituzionale della scuola non consente di affrontare questi delicatissimi argomenti”, scrive la sezione FdI di Macerata cui fa eco a poche ore di distanza l’assessore all’Istruzione della Regione Marche, Giorgia Latini.
"Il timore fondato di tante famiglie, condiviso dalla Lega e dal Sottosegretario Rossano Sasso, è che dietro la lotta contro le discriminazioni si nasconda in realtà la volontà di propagandare la teoria gender tra bambini e ragazzi”, scrive la Latini, che non perde occasione per esporre le proprie idee solo se in netto contrasto col Governo: gestione Covid e insegnanti dissidenti docet.
Il messaggio che filtra è che il Governo ci vorrebbe far diventare tutti froci. Non gay: proprio froci. Un messaggio di inclusione sociale - quello della lotta alla discriminazione per genere e sesso - che rappresenta uno dei fondamenti dell’istituzione scolastica nel nostro Paese. Ma che secondo la Latini e Fratelli d’Italia Macerata, non va bene.
Fa specie pensare che proprio a Macerata, nella Giunta Parcaroli, sia vicesindaca in quota FdI Francesca D’Alessandro, insegnante in aspettativa di Italiano, Storia, Geografia al liceo classico e linguistico della città. E’ strano non abbia sentito l’esigenza di smarcarsi da simili posizioni. Proprio lei che nella vita fa l’insegnante.
Paolo Renna è l’altro esponente della Giunta Parcaroli in quota Fratelli d’Italia con il ruolo di assessore alla Sicurezza e al decoro. Se non fossero trascorsi 100 anni dalla Marcia su Roma, potremmo forse rispolverare l’albo fotografico del Minculpop. Ma perché il sindaco Sandro Parcaroli non si è dissociato da Fabiani? E perché non si dissocia adesso da Fratelli d’Italia? Lui, che dovrebbe essere il sindaco di tutti, si è già dimenticato cosa significhi essere primo cittadino di Macerata?
O forse è più interessato agli equilibri politici interni alla sua maggioranza o a quella della Provincia? La lotta contro le discriminazioni sociali è roba seria: da inizio anno sono già stati 15 gli episodi denunciati, quindi molti di più quelli realmente accaduti - e registrati dal sito omofobia.org - che hanno condotto a molestie, minacce o alla morte di uomini e donne gay in Italia. Di cos’altro ha bisogno il sindaco Parcaroli per dissociarsi da tutto questo?