Inchiesta Ricostruzione, la Lega Marche: "Fiducia in Acquaroli, Regione e territorio sono parte lesa"
La Lega Marche prende posizione sull’inchiesta “Ricostruzione” della Procura di Ancona, che ha portato a otto arresti in carcere e a sequestri per oltre 57 milioni di euro, con 51 indagati. Tra i nomi più noti figurano l’imprenditore Enrico Crucianelli e l’avvocato Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del presidente della Regione Marche.
Con una nota, il partito esprime sostegno al presidente Francesco Acquaroli: «Esprimiamo la nostra massima solidarietà al presidente, totalmente estraneo ai fatti, a cui rinnoviamo la nostra fiducia e stima». Secondo la Lega, Acquaroli ha dimostrato in questi anni «grande rettitudine, onestà ed etica», spendendosi con dedizione per la ricostruzione e per le aree del cratere. Per questo il partito intende continuare a lavorare al suo fianco, perché la ricostruzione prosegua «nella legalità e nella trasparenza», restituendo ai marchigiani ciò che il terremoto ha tolto loro.
Il partito sostiene che la Regione Marche e il territorio siano parte lesa nella vicenda. Sfruttare una tragedia come il terremoto del 2016, che ha colpito intere comunità e costretto migliaia di famiglie a lasciare le proprie case, è per la Lega «un fatto gravissimo».
La Lega dice di essere «in prima linea» nel chiedere la massima chiarezza sui fatti e di riporre piena fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine. «Chi ha commesso illeciti deve pagare, senza sconti per nessuno, a cominciare da chi ha avuto la fiducia dei cittadini e delle forze politiche a sostegno della maggioranza», sottolinea la nota.
Le accuse, se comprovate, sarebbero secondo il partito «inaccettabili» e rappresenterebbero un tradimento della fiducia dei marchigiani, delle comunità colpite dal sisma e della stessa Lega, «come consiglieri e come forza politica». Chi avesse speculato sulla sofferenza dei terremotati, aggiunge, dovrà risponderne personalmente davanti alla legge.
Il passaggio finale è un avvertimento: «Non accettiamo che le responsabilità individuali vengano scaricate su un’intera istituzione e su una comunità che è la prima vittima di quanto accaduto».

cielo sereno (MC)
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