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Politica Provincia Macerata

Gli 'angeli del Covid' hanno il contratto in scadenza: "La Regione si attivi per stabilizzarli"

Gli 'angeli del Covid' hanno il contratto in scadenza: "La Regione si attivi per stabilizzarli"

“Non si può passare da essere gli eroi del Covid a persone da mandare a casa con una pacca sulle spalle”. Il Pd della provincia di Macerata è impegnato nel sostenere la vertenza aperta da tutte le sigle sindacali del comparto sanità per la proroga dei contratti del personale sanitario in scadenza entro al 31 dicembre.

“Una battaglia giusta, di civiltà nell’interesse dei lavoratori, ma soprattutto dei tanti cittadini che si rivolgono quotidianamente alle strutture sanitarie della nostra provincia e regione già al collasso per la cronica carenza di personale”. Così in una nota il segretario dem provinciale Angelo Sciapichetti e Raffaele Consalvi responsabile dei circoli provinciali.

“Durante l’emergenza covid – affermano -  il Governo prima e il Parlamento poi hanno varato diversi provvedimenti in materia per il reclutamento del personale“.

“Successivamente per dare continuità ai servizi e non disperdere professionalità già formate, il Parlamento con la legge di bilancio 2022 ha posto le condizioni per una loro messa in ruolo, mentre per chi non rientra nella norma è stata prorogata la cosiddetta legge Madia fino al 31 dicembre 2024 affinché ci sia una stabilizzazione successiva”.

“Partendo da queste considerazioni e tenendo conto anche dagli orientamenti legislativi, la stragrande maggioranza delle Regioni (pur avendo sul tema, ancora un quadro finanziario incerto) hanno iniziato le procedure di stabilizzazione per chi già possiede i requisiti, mentre per gli altri precari in scadenza di contratto al 31 dicembre si va verso una proroga che scavalli al 2023 in quanto il tema è già sul tavolo di confronto Stato/Regioni”.

“Le Marche purtroppo per il momento sono una delle poche Regioni che non si è attivata in tal senso, questo significa che alcune centinaia di operatori sanitari a dicembre vedranno scemare le giuste e sacrosante aspettative, lasciando il posto di lavoro e allo stesso tempo diversi servizi e molti reparti ospedalieri si ritroveranno in affanno senza questo personale, in un quadro complessivo già critico da molto tempo”. “Chiediamo alla Regione che si faccia carico di queste esigenze e giuste rivendicazioni", concludono. 

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