Sabato 3 ottobre 2026, alle ore 9:30, si terrà nel Teatro comunale di Treia una manifestazione pubblica in ricordo del presidente Giovanni Spadolini, nella ricorrenza del centenario della sua nascita, seppur con un anno di ritardo. L’iniziativa è organizzata dal Comune di Treia e dal Centro Studi Storici Maceratesi, con il patrocinio della Fondazione Nuova Antologia di Firenze e dell’Accademia Georgica di Treia.
L’evento, che è inserito nel calendario delle manifestazioni nazionali per il centenario, avviene a Treia città di origine della famiglia Spadolini dove nel 1861 nacque Luigi, nonno di Giovanni. Luigi, era un ragioniere con la passione della musica che nel 1888 emigrò da Treia alla volta di Firenze per andare a svolgere l’attività di amministratore dei beni dei conti Rasponi dalle Teste. Dal matrimonio di Luigi con Enrichetta Galli di San Miniato nacque nel 1889 Guido, padre di Giovanni. Un passaggio diretto degli Spadolini da Treia a Firenze che però per la famiglia non significò mai un taglio netto dei legami con le Marche e con Treia. Giovanni mantenne sempre i rapporti con i parenti rimasti a Treia e più volte fece visite private a loro e pubbliche al Comune, la cui Amministrazione nel 1959 gli conferì la cittadinanza onoraria“Per i meriti acquisiti nel campo giornalistico-letterario e per l’onore e il vanto che viene alla nostra città dal fervore di opere e dalla complessa attività di questo giovane della nostra terra”.
Spadolini aveva 34 anni ed era direttore del Il Resto del Carlino. La consegna ufficiale della pergamena ebbe un percorso tormentato e il presidente poté ufficialmente ritirarla soltanto nel novembre 1976, proprio in occasione del convegno annuale del Centro Studi Storici Maceratesi che in quell’anno si tenne a Treia. Successivamente Giovanni Spadolini è stato a Treia altre otto volte, sia da ministro che da presidente del Senato e da presidente del Consiglio dei Ministri. Aveva da sempre contatti personali e culturali con l’allora presidente del Centro Studi, prof. Pio Cartechini e anche con il vice prof. Dante Cecchi. Per questo motivo nella manifestazione del 3 ottobre a Treia è anche coinvolto nell’organizzazione il Centro Studi Storici Maceratesi. Giovanni Spadolini è stato anche sempre socio e sostenitore dell’Accademia Georgica di Treia che in ogni soggiorno in città amava visitare, era anche appassionato del gioco del pallone col bracciale. Nel 1991 la cittadinanza di Treia gli ha dedicato una targa con un testo di Max Salvadori che Spadolini stesso inaugurò. Dopo la morte avvenuta nel 1994, Treia gli ha dedicato anche una bella via nella parte nuova della città.
La manifestazione del 3 ottobre è stata suggerita dal prof. Cosimo Ceccuti (presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia di Firenze e direttore dal 1994 della storica rivista Nuova Antologia), considerandola come evento a livello regionale e nazionale. Alla manifestazione, in rappresentanza della famiglia e per una testimonianza, sarà presente Maria Donata Spadolini, nipote di Giovanni, in quanto figlia del fratello Pierluigi.
Giovanni Spadolini era anche un fine e autorevole storico. Per questo motivo si è colta l’opportunità per inserire nel programma la sottoscrizione di un patto di gemellaggio tra Treia e la cittadina laziale di Anticoli Corrado, località che porta ancora il nome di Corrado d’Antiochia, il ghibellino protagonista nel 1263 del più importante fatto d’armi accaduto nella storia di Treia: la battaglia di Porta Vallesacco, in cui l’assalitore fu sconfitto e imprigionato.
Programma: apertura dei lavori alle ore 9:30 con i saluti istituzionali del sindaco di Treia Franco Capponi e delle altre autorità presenti. Seguiranno gli interventi del prof. Alberto Meriggi su “Spadolini e Treia”, del prof. Gabriele Paolini dell’Università di Firenze su “Spadolini e le sue Marche” e del prof. Cosimo Ceccuti su “Spadolini storico, giornalista, uomo delle istituzioni”, quindi le testimonianze. A condurre i lavori sarà il prof. Federico Teloni, presidente dell’Accademia Georgica.
Le Università delle Marche tornano a camminare insieme per il clima.
Sabato 3 ottobre si svolgerà Action for Climate 2026, l’iniziativa promossa nell’ambito della Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile – RUS, in collaborazione con il Club Alpino Italiano, per sensibilizzare le comunità accademiche e la cittadinanza sugli effetti dei cambiamenti climatici e sugli obiettivi dell’Agenda 2030.
L’Università Politecnica delle Marche, l’Università degli Studi di Camerino, l’Università degli Studi di Macerata e l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, con il supporto del CAI Marche e della Sezione CAI di Ancona, organizzano per l’edizione 2026 un’escursione ad anello sul Monte Conero, aperta alle rispettive comunità universitarie. L’appuntamento è alle ore 9:30 presso il parcheggio di Sirolo; la conclusione dell’attività è prevista intorno alle ore 15:30.
Il percorso, lungo 7,7 chilometri e classificato di difficoltà media, partirà dal centro di Sirolo e raggiungerà la spiaggia di San Michele. Da qui l’itinerario risalirà verso il Passo del Lupo, uno dei punti panoramici più suggestivi del promontorio, per poi rientrare a Sirolo passando per il Quadrivio e il Cimitero. La durata indicativa del cammino è di circa 3 ore e 30 minuti, con 294 metri di salita e 293 metri di discesa.
L’escursione offrirà l’occasione per conoscere il territorio e condividere le attività sviluppate dagli Atenei marchigiani per promuovere la sostenibilità. Particolare attenzione sarà dedicata agli effetti dei cambiamenti climatici sugli ambienti marini e costieri e alla vulnerabilità degli ecosistemi del Parco del Conero. Lungo il percorso, gli accompagnatori del CAI e gli esperti coinvolti illustreranno le principali caratteristiche naturalistiche e paesaggistiche dell’area.
Quest’anno Action for Climate si arricchisce anche di un’azione concreta dedicata al recupero dei materiali e alla solidarietà. I partecipanti sono infatti invitati a portare all'evento i propri tappi di plastica, a sostegno del progetto di Jesi Clean per la realizzazione di pozzi, scuole e altre strutture in Uganda, e occhiali non più utilizzati, che verranno puliti, catalogati, confezionati e donati a persone bisognose dal Lions Club di Fano.
La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria fino a esaurimento dei posti disponibili. Ai partecipanti si raccomanda di indossare scarpe da trekking e di portare il pranzo al sacco, che sarà consumato insieme lungo il percorso.
Cinquantuno candeline per una delle feste più amate del Maceratese. Da venerdì 2 a domenica 4 ottobre Montecassiano si prepara ad accogliere la 51esima Sagra dei Sughitti, organizzata dai volontari della Pro loco con il Comune. Protagonista il dolce della tradizione, fatto con soli tre ingredienti, mosto, farina di mais e noci, naturalmente senza glutine e senza zuccheri aggiunti. Un prodotto che vanta il riconoscimento De.co e che ha portato la manifestazione tra le Sagre di qualità dell'Unione nazionale Pro loco d'Italia.
VENERDÌ: LIBRI, MOSTRE E BRISCOLA. Si comincia alle 18,30 alla biblioteca "R. Giorgi" con il libro Io e i colori delle Marche di Sandro Carloni. Alle 19,30 nella chiesa di San Marco si inaugura la mostra "Sulle ali delle emozioni", aperta fino a domenica negli orari della sagra. Alle 20 apre la Taverna della vendemmia al piazzale delle Clarisse con la cena "A cena co' lo lesso" (30 euro, solo su prenotazione al 320 7404643), accompagnata dallo spettacolo di Jacopo e li stornelli. Alle 21, in piazzetta Scaramuccia, il torneo di briscola a 64 coppie; dalle 22 in piazza Unità d'Italia i balli folcloristici dei Tamburelli di Castello. Da venerdì a domenica in piazza XX Settembre c'è anche la 4ª marguttiana dei piccoli.
SABATO: ARCHEOLOGIA, FIERA E TAVERNE. Dalle 10 alle 18 a Palazzo Compagnucci "In mostra con l'archeologo", a cura di Archeolab. Dalle 16 in via R. Catena la fiera d'autunno con artigianato, hobbistica e prodotti tipici. Alle 20 aprono le taverne: la Cena della vendemmia in piazza Unità d'Italia (20 euro, prenotazione consigliata), la Zandalocanda dei Sughitti in piazzetta Scaramuccia e La cantinetta di Lara in corso Dante Alighieri. Dalle 22 il Lando e Dino show, dalle 23 musica con il dj Busso.
DOMENICA: LA GIORNATA CLOU. Si parte alle 7,30 da piazzale Kelebia con la 34esima Marcialonga della solidarietà, organizzata dall'Atletica leggera della Polisportiva Montecassiano. Alle 9,30 la ciclopasseggiata dei Sughitti lungo la ciclabile di via don L. Cingolani, a cura di Tipicità e Veloclub Montecassianese. Dalle 10 alle 18 nel centro storico la "Caccia ai tesori arancioni" delle Bandiere Arancioni.
Dalle 15 la sfilata dei carri allegorici in corso Dante Alighieri e piazza Unità d'Italia con La Cocolla de Mojià e La Damigiana, mentre si aprono gli stand gastronomici con frittelle di polenta, castagne, vino, gelato e sughitti. In piazzetta San Giacomo la musica anni '70, '80 e '90 dei Newteam. Dalle 16 balli popolari con i Con100 e, per i più piccoli, giocoleria e magia con Mirko. Alle 17,30 la rievocazione della vendemmia con Marco Morosini, alle 18,30 lo spettacolo di sbandieratori, tamburini e tamburine di Montecassiano. Dalle 19 riaprono le taverne, con la Zandalocanda che chiude in bellezza con cena e dj set di Busso.
La chiesa di Santa Colomba, a Mogliano, ospiterà un incontro dedicato alle vicende francescane legate al territorio, nel quadro delle celebrazioni per gli 800 anni dal transito di San Francesco. L'appuntamento è in programma venerdì 2 ottobre, alle 21:15, con ingresso libero.
L'iniziativa, organizzata dal Comune di Mogliano in collaborazione con l'associazione "Pro Abbadia di Fiastra", sarà dedicata ai celebri "Fioretti" del Poverello di Assisi e al rapporto tra alcune delle vicende narrate nell'opera e il territorio moglianese.
A guidare il pubblico nella riscoperta di questa storia sarà Arnaldo Sancricca, studioso del francescanesimo, membro del Centro Studi Frate Elia da Cortona e del Centro Studi Storici Maceratesi. Al centro dell'incontro ci saranno i risultati delle sue più recenti ricerche sugli "Actus", l'opera scritta in latino considerata la fonte primaria dei "Fioretti", con particolare attenzione alla collocazione geografica delle testimonianze e degli episodi raccontati.
Secondo gli studi presentati da Sancricca, alcune delle vicende più suggestive della tradizione francescana avrebbero avuto come scenario proprio Mogliano, in particolare la chiesa di Santa Colomba e l'antico convento adiacente.
Il luogo scelto per l'incontro assume quindi un significato particolare. Santa Colomba è stata restituita alla comunità lo scorso 25 luglio, al termine degli interventi di restauro resi necessari dai danni provocati dal sisma. Il complesso rappresenta uno dei luoghi francescani di maggiore rilievo nelle Marche e conserva la memoria di figure legate direttamente alla storia dell'ordine.
Tra queste il beato Masseo da Marignano, tra i primi compagni di San Francesco, il beato Giovanni della Verna e Ugolino da Montegiorgio, autore degli "Actus" dai quali sarebbero poi scaturiti i "Fioretti".
A completare la serata sarà la lettura pubblica di due capitoli dei "Fioretti" in lingua volgare, un momento pensato per riportare tra le mura di Santa Colomba la voce, la poesia e la spiritualità della tradizione francescana. L'appuntamento è a ingresso libero.
Numeri, testimonianze, teatro e fumetti per parlare di prevenzione degli infortuni sul lavoro. È questo il filo conduttore dell'incontro-evento "La prevenzione a teatro. La narrazione di un infortunio tra numeri, memoria, fumetti e finzione", in programma al teatro Feronia di San Severino Marche il 2 e 3 ottobre.
L'iniziativa è promossa dall'Ast Macerata, Unità Operativa Complessa Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, con il patrocinio della Città di San Severino Marche, e nasce con l'obiettivo di portare il tema della sicurezza sul lavoro alla cittadinanza e, soprattutto, alle giovani generazioni attraverso linguaggi diversi.
Un tema di particolare rilevanza anche alla luce dei dati sugli infortuni: in Italia si registrano ogni anno oltre 500mila denunce e più di mille vittime. Da qui la scelta di coinvolgere direttamente gli studenti, nella convinzione che la scuola possa rappresentare uno dei luoghi principali per costruire una cultura della prevenzione e preparare i futuri lavoratori.
L'appuntamento sarà articolato in due giornate. Venerdì 2 ottobre, dalle 16 alle 18:30, l'incontro sarà aperto alla cittadinanza, con ingresso a teatro a partire dalle 15:30. Sabato 3 ottobre, dalle 9:30 alle 12:30, il teatro Feronia ospiterà invece gli studenti, il personale docente e amministrativo della sezione staccata "Ercole Rosa" dell'Ipsia "Pocognoni" e dell'Itts "Eustachio Divini".
Dopo i saluti istituzionali del sindaco Rosa Piermattei, dell'assessore alla Cultura Vanna Bianconi e del direttore generale dell'Ast di Macerata Alessandro Marini, prenderanno la parola diversi esperti e protagonisti dell'iniziativa.
A condurre gli incontri sarà il giornalista Rai Alessio Zucchini, che accompagnerà il pubblico attraverso differenti prospettive sul tema della sicurezza e della prevenzione.
Tra gli ospiti ci sarà Pasquale Sgrò, scrittore e autore dei libri che hanno ispirato la fiction "L'Altro Ispettore", insieme a Michele Lepore, già docente di Diritto del Lavoro all'Università "La Sapienza" di Roma e consulente istituzionale.
Per l'Ast Macerata interverrà Lucia Isolani, direttrice della Uoc Psal, che porterà l'esperienza maturata sul campo e il punto di vista di chi opera nella prevenzione e nei controlli a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Ci sarà poi spazio per un linguaggio meno convenzionale con Riccardo Pieruccini della Manga School di Lucca, chiamato a proporre una lettura del tema attraverso il fumetto e la comunicazione visiva.
Particolarmente significativa sarà infine la testimonianza di Gabriele Salvitti, che racconterà direttamente la propria esperienza di infortunio sul lavoro, portando sul palco gli effetti concreti di un incidente e il percorso che ne consegue.
Il format punta così a superare il tradizionale approccio informativo, utilizzando teatro, giornalismo, fumetto e testimonianza personale per rendere il tema della sicurezza più vicino al pubblico e, soprattutto, ai ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro.
L'appuntamento al Feronia sarà quindi un'occasione per parlare di prevenzione non soltanto attraverso numeri e norme, ma anche attraverso le storie e le esperienze di chi quotidianamente si confronta con il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Si è conclusa a Santa Maria in Selva di Treia la 50ª edizione della Sagra della Polenta, appuntamento che per due settimane ha animato la frazione con iniziative gastronomiche, musica, spettacoli e momenti dedicati alla tradizione locale.
La manifestazione ha registrato una significativa partecipazione di pubblico, con numerosi visitatori arrivati nell'area della sagra durante le giornate dell'evento. Protagonista, naturalmente, la polenta, proposta negli stand gastronomici in diverse varianti e servita sia a pranzo sia a cena.
Accanto alla tradizione culinaria, il programma ha proposto numerosi appuntamenti. Tra gli eventi musicali hanno trovato spazio i Max Per Sempre, tribute band degli 883, l'Andrea Censi Band, gli Sugar Club con il dj Luca Moretti, oltre all'Orchestra Federico Olivotti e Roberto Carpineti.
A completare il programma sono stati i raduni dedicati alle vespe e alle auto, tra cui quello delle Fiat 500 con la partecipazione della madrina Swami Morici, una mostra fotografica e gli stornellatori che hanno accompagnato le serate tra i tavoli.
L'edizione del cinquantesimo anniversario ha rappresentato anche un momento di incontro per la comunità di Santa Maria in Selva. Tra le presenze istituzionali, quella del vescovo monsignor Nazzareno Marconi, che ha visitato la manifestazione insieme al sindaco di Treia Franco Capponi, al sottosegretario regionale Silvia Luconi, al presidente della regione Marche Francesco Acquaroli e ad Angelo Brenzan, presidente nazionale dell'Associazione Culturale Polentari d'Italia.
Il Comitato parrocchiale di Santa Maria in Selva ha rivolto un ringraziamento ai volontari, al parroco don Igino Tartabini e a tutta la comunità che ha contribuito alla realizzazione della manifestazione.
La conclusione della 50ª edizione è stata anche l'occasione per ricordare don Giuseppe Branchesi, parroco di Santa Maria in Selva per quarant'anni e considerato una figura centrale nella nascita e nella crescita della sagra. Il Comitato lo ha ricordato come "artefice della nostra sagra" e come una guida che continua a essere presente nel ricordo della comunità.
Con la chiusura dell'edizione del cinquantesimo, l'appuntamento è ora al prossimo anno, quando la Sagra della Polenta tornerà a Santa Maria in Selva per una nuova edizione.
"Li Matti de Montecò" conquistano il Premio Italia Danza 2026 e si distinguono come unico gruppo folk tra le 20 realtà premiate a livello nazionale. Un riconoscimento arrivato in occasione dell'European Folk Day 2026, la giornata europea dedicata alle arti tradizionali, che ha visto l'associazione di Montecosaro protagonista al Gran Galà del Premio Italia Danza, gli Awards ideati da Ermanno Croce.
La cerimonia si è svolta al PalaRiviera di San Benedetto del Tronto, dove l'associazione si è presentata con 40 componenti, tra bambini e adulti, impegnati nel pomeriggio in un'esibizione dedicata alla tradizione popolare marchigiana. In serata è arrivato il momento della premiazione.
Per "Li Matti de Montecò" si tratta di un riconoscimento particolarmente significativo, dopo quasi vent'anni di attività dedicata alla diffusione, alla riscoperta e alla valorizzazione delle tradizioni locali, con particolare attenzione alla musica e alle danze popolari.
"Ricevere il Premio Italia Danza per la nostra associazione è un traguardo straordinario – afferma Monia Scocco, vicepresidente de Li Matti de Montecò -. Non è solo un riconoscimento formale, ma la prova tangibile di un lavoro che portiamo avanti da 20 anni con dedizione, passione e amore per la tradizione".
L'associazione porta avanti la propria attività anche nelle scuole, attraverso due progetti rivolti alle diverse fasce d'età. Il progetto "Parlami… ti ascolto" è rivolto ai bambini della scuola dell'infanzia, mentre "Balliamo insieme con musica, allegria e tradizione" coinvolge gli alunni della scuola primaria e secondaria, avvicinandoli alle tradizioni popolari, alle musiche e ai ritmi dei balli marchigiani.
"In un mondo globalizzato, dove tutto sembra omologarsi, riscoprire le tradizioni locali offre un senso di identità e appartenenza – prosegue Scocco -. Conoscere le proprie radici aiuta a mantenere vivo un legame con la comunità e la storia locale".
L'evento è stato inserito anche sul portale della Commissione Europea grazie alla presenza della dottoressa Maria Elena Chiodo, membro di Europe Direct. L'esibizione e la cerimonia possono inoltre essere riviste attraverso il canale YouTube del Premio Italia Danza.
Il nome stesso del gruppo affonda le proprie radici nella storia e nella cultura popolare di Montecosaro. "Li Matti de Montecò" riprende infatti un antico detto cittadino: "A Montecò chi non è matto non ce lo vò e chi non è matto bè, non ce lo vò pè 'gnè". Secondo la tradizione, l'espressione sarebbe legata all'epoca della peste, quando Montecosaro avrebbe accolto all'interno delle proprie mura persone in fuga dai territori colpiti dall'epidemia.
Il Premio Italia Danza rappresenta così un nuovo riconoscimento per una realtà che da anni porta musica, danza e tradizioni popolari marchigiane anche fuori dai confini del territorio, coinvolgendo nelle proprie attività bambini, ragazzi e adulti.
Sarnano diventa ancora una volta il cuore di una storia che affonda le radici negli anni più drammatici del Novecento. Sono iniziate le riprese di “Italia Germania ’44”, il film ispirato alla partita di calcio disputata nell’aprile del 1944 tra i giovani del paese e i soldati tedeschi presenti sul territorio durante l'occupazione nazifascista.
Il primo ciak è stato battuto il 28 settembre a Sassoferrato, nella frazione di Monterosso, ma la produzione si sposterà anche in provincia di Macerata, con set a Sarnano, San Ginesio, Bolognola e sui Monti Sibillini, oltre che a Jesi, Serra San Quirico, Montecarotto e Cupramontana.
Il lungometraggio nasce da una produzione interamente marchigiana, firmata Stella Polare Films, Sydonia Production e Subwaylab, con il coinvolgimento di maestranze e interpreti per circa il 90% provenienti dalle Marche. Il progetto è sostenuto dal Ministero della Cultura, dalla Regione Marche, da Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission, oltre che dai Comuni di Sarnano e San Ginesio e dall’Unione Montana dei Monti Azzurri.
"Italia Germania ’44 porta sullo schermo una vicenda custodita nella nostra memoria e le dà la possibilità di farla conoscere a un pubblico più ampio", sottolinea Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura-Marche Film Commission. "Al centro c’è una partita di calcio, ma ciò che il film racconta va oltre il campo: una comunità attraversata dalla guerra, le scelte dei singoli e la forza dei legami in un momento drammatico della nostra storia".
La partita tra i tedeschi e i giovani di Sarnano
La storia raccontata dal film risale alla primavera del 1944, quando l'Italia era divisa dal fronte e le Marche si trovavano ancora sotto l'occupazione nazifascista. Sarnano era presidiata dalle truppe tedesche, in gran parte altoatesine, mentre sui monti circostanti si muovevano le prime formazioni della Resistenza.
In questo contesto, il sergente maggiore tedesco Walter Kobler ebbe l'idea di organizzare una partita di calcio tra i militari del presidio e i giovani del paese. L'obiettivo dichiarato era quello di concedere alla comunità, almeno per qualche ora, una parentesi di normalità in una quotidianità segnata dalla guerra.
A mettere insieme la formazione italiana e ad arbitrare l'incontro fu Mario Maurelli, destinato dopo la guerra a diventare uno degli arbitri più importanti del calcio italiano, con 98 partite dirette in Serie A. A Sarnano, il suo nome è ancora oggi legato all'impianto sportivo cittadino.
In campo scesero ragazzi in parte nascosti "alla macchia" per evitare la leva forzata o coinvolti nelle attività della Resistenza. Sugli spalti, invece, c'erano soprattutto donne, anziani e bambini, mentre molti degli uomini erano al fronte, in armi o in fuga.
Anche il risultato della partita è rimasto sospeso tra cronaca e leggenda. Una delle versioni più ricorrenti parla di un 1-1, mentre altre testimonianze riferiscono di un punteggio differente. Proprio questa sovrapposizione tra memoria orale e ricostruzione storica ha contribuito a mantenere viva la vicenda nel corso dei decenni, attraverso ricerche, documentari, podcast e articoli.
Il film e il cast
La regia è affidata al collettivo Subwaylab, composto da Alessandro Tarabelli, Diego Morresi e Andrea Antolini, autori del soggetto insieme a Leonardo Martellini. La sceneggiatura è invece firmata da Claudio Centioni e Roberto Recchioni.
Il film avrà una durata di 90 minuti, come una partita di calcio, e vedrà nei ruoli principali Paolo Bernardini nei panni di Mario Maurelli, Alex Lorenzin in quelli di Mimmo Maurelli, Alessandro Fella nel ruolo di Decio Filipponi, Rebecca Liberati come Ines, Chiara Renzi come Melissa "Valchiria" e David Paryla nei panni di Walter Kobler.
Nel cast c'è anche Francesco Pannofino, che interpreta Cesare, insieme a due ex protagonisti del calcio italiano: Moreno Torricelli, nel ruolo di Villa, e Dario Hubner, che interpreta Casadei.
Gli altri personaggi saranno interpretati da Giacomo Bottoni, Dino Galiano, Nikolai Selivanovsky, Valentina Bivona, Giuseppe Lo Piccolo, Mirco Abbruzzetti, Piero Massimo Macchini, Mathe Kabe, Kevin Pizzi, Kevin Lettieri e Victor Carlo Vitale.
«Il calcio è uno sport di strada, popolare, epico, nel quale si confrontano due squadre», spiegano i registi Alessandro Tarabelli, Diego Morresi e Andrea Antolini. «È una potente metafora di solidarietà in un momento drammatico. Vogliamo raccontare il gesto del singolo elevato a mito e il movimento collettivo della squadra, che segna il passaggio da sconosciuti che giocano insieme a una vera squadra».
La pellicola rappresenta inoltre una novità dal punto di vista tecnico: “Italia Germania ’44” è il primo film italiano girato con le nuove camere Blackmagic 17K 65mm, affiancate da una Blackmagic 12K PYXIS e da ottiche TLS VEGA 65, con l'obiettivo di restituire sullo schermo una resa cinematografica particolarmente ampia e dinamica.
Per Sarnano e per i territori dei Monti Sibillini, il film rappresenta così anche l'occasione di riportare sul grande schermo una vicenda nata proprio tra queste montagne e rimasta, per oltre ottant'anni, sospesa tra storia e memoria popolare.
San Severino Marche si è stretta attorno a San Pacifico in occasione delle celebrazioni dedicate al compatrono della città e della Provincia Picena San Giacomo della Marca. Un appuntamento che, anche quest’anno, ha unito il momento religioso alle iniziative civili, coinvolgendo la comunità settempedana per tutto il fine settimana.
I festeggiamenti sono stati organizzati dai Frati Minori del santuario, con il custode padre Luciano Genga, e hanno preso il via con il tradizionale triduo di preparazione. Il programma religioso è poi culminato nelle celebrazioni ufficiali nella chiesa di San Domenico, tra cui la Santa Messa per la festa liturgica, presieduta dal Ministro Provinciale padre Simone Giampieri, e quella dedicata alla festa cittadina.
Alla celebrazione ha preso parte anche la rappresentanza istituzionale del Comune. Presenti, con il Gonfalone civico, il sindaco Rosa Piermattei, il presidente del Consiglio comunale Sandro Granata, il vicesindaco Jacopo Orlandani, gli assessori Vanna Bianconi e Paolo Paoloni, il comandante della Polizia Locale, vice commissario Adriano Bizzarri, e i volontari del gruppo comunale di Protezione Civile coordinati da Dino Marinelli.
Accanto alle celebrazioni religiose, il programma ha proposto diverse iniziative rivolte alla cittadinanza, con pellegrinaggi a piedi, messe e momenti di raccoglimento che hanno accompagnato le giornate dedicate al santo.
Non sono mancati gli appuntamenti dedicati alla cultura e alla socialità. Al teatro Feronia è andata in scena la commedia dialettale della Compagnia teatrale Terra dei Fioretti, mentre in piazza è tornata "Pompieropoli", iniziativa particolarmente apprezzata dalle famiglie e dai bambini.
Spazio anche alla musica con il concerto del Corpo filarmonico "Francesco Adriani", ospitato nella chiesa di San Domenico. Il complesso ha proposto un repertorio musicale che ha richiamato un pubblico numeroso.
Le celebrazioni hanno così rinnovato il legame tra San Severino Marche e la figura di San Pacifico, attraverso un programma capace di affiancare la dimensione della fede agli appuntamenti della tradizione cittadina e ai momenti di condivisione organizzati dai Frati Minori con la comunità.
Venticinque anni di volontariato, relazioni e servizio alla comunità. È un traguardo importante quello che si appresta a celebrare Avulss Odv Loro Piceno, che sabato 3 ottobre propone una giornata aperta a tutta la cittadinanza per festeggiare un quarto di secolo di attività.
L’iniziativa, promossa da Avulss Odv Loro Piceno con il patrocinio del Comune di Loro Piceno e il sostegno di Csv Marche, sarà un’occasione per ripercorrere la storia dell’associazione, ma anche per guardare al futuro e al ruolo che il volontariato può continuare ad avere nella comunità.
Il programma prenderà il via alle 9.30 all’Orto dei Pensieri con l’appuntamento “Il dono del tempo. 25 anni di Avulss”. Sarà questo il momento dedicato alla storia dell’associazione, attraverso la proiezione di un video con immagini e attività realizzate nel corso degli anni, i saluti delle autorità e dei rappresentanti Avulss e l’intervento della presidente.
Alle 10.30 spazio a “Volontariato bene comune”, un incontro rivolto alle associazioni di volontariato attive sul territorio di Loro Piceno. L’obiettivo è favorire la conoscenza reciproca, condividere esperienze e individuare nuove possibilità di collaborazione, anche attraverso momenti formativi comuni con il supporto di Csv Marche. Tra le ipotesi anche la nascita di un coordinamento territoriale.
Un momento particolarmente significativo è previsto alle 12 nel piazzale San Francesco, dove sarà presentato il nuovo pulmino donato dalla Fondazione Ing. Agar Bonati Sorbatti. Il mezzo permetterà ad Avulss di disporre di un veicolo moderno e adeguato per i numerosi servizi rivolti ai cittadini del territorio.
Seguirà alle 12.30, nel chiostro di San Francesco, un momento conviviale con un aperitivo.
La festa riprenderà nel pomeriggio. Alle 15, al Parco Girone, è in programma “Gioia: modalità on”, incontro condotto da Silvia Marchionni e dedicato al valore terapeutico della gioia. L’attività sarà rivolta in particolare ai giovani e proporrà un percorso attraverso strumenti di teatroterapia e comicoterapia, con l’obiettivo di avvicinare i partecipanti all’animazione sociale e alla relazione d’aiuto.
Alle 16, nel chiostro di San Francesco, sarà invece il momento di “Pomeriggio al chiostro”, iniziativa pensata per favorire l’incontro tra generazioni. Le nonne insegneranno a preparare la pasta fatta in casa, mentre “Mi filo di te” proporrà attività di uncinetto e Afam animerà il pomeriggio con giochi e canzoni per grandi e bambini.
Alle 18.30 sarà celebrata la Santa Messa in ricordo dei volontari scomparsi. La giornata si concluderà alle 19.15, in piazza Matteotti, con una merenda aperta ai partecipanti.
I 25 anni di Avulss rappresentano dunque non soltanto un anniversario da festeggiare, ma anche l’occasione per rimettere al centro il valore del volontariato come bene comune: uno strumento capace di costruire relazioni, rispondere ai bisogni delle persone e rafforzare i legami all’interno della comunità.
Una serata speciale, fatta con il pubblico e per il pubblico, ha alzato ufficialmente il sipario sulla nuova stagione teatrale 2026-2027 del Teatro Comunale di Caldarola. Lontano dalle forme classiche e rigide delle conferenze stampa, il pubblico è stato avvolto in un incontro fatto di musica e parole, arricchito dall'esibizione straordinaria del giovanissimo virtuoso pianista Alberto Cartuccia Cingolani, di soli 9 anni, che ha deliziato la platea con il suo talento e la sua spontaneità.
L'evento ha visto la partecipazione del sindaco di Caldarola, Giuseppe Fabbroni, e dei rappresentanti delle amministrazioni comunali di Belforte del Chienti, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona, che insieme compongono la rete dei Cinque Comuni sostenitori dell'iniziativa. Come sottolineato dal sindaco Fabbroni a nome di tutte le istituzioni coinvolte, «il teatro di Caldarola rappresenta il teatro del territorio, a testimonianza di una sinergia culturale salda e condivisa». La complessa macchina organizzativa è curata come sempre dalla Compagnia Teatrale Fabiano Valenti di Treia, con il suo presidente Fabio Macedoni che ne incarna da sempre la vera anima propulsiva.
Il ricco cartellone si articola in tre filoni principali che accompagneranno gli spettatori durante tutto l'anno. Si parte con il festival teatrale "Dialettiamoci 15", per il quale è già aperta la campagna abbonamenti su Liveticket. Il programma di dialetto si aprirà sabato 10 ottobre con la Compagnia "G. Lucaroni" di Mogliano in "C'è chi urla, c'è chi strilla. Chi comanda a Villa Arzilla?", proseguirà sabato 17 ottobre con la Compagnia "L'Alternativa" di San Severino Marche in "Chi ce capisce è brau", sabato 24 ottobre con la Compagnia "Don Valerio Fermanelli Luana Moretti" di Camporota di Treia in "La Pinzió", sabato 7 novembre con l'Associazione Teatrale "Briciole d'Arte" di Montefano in "Dietro a 'na nuvola o' sole", per arrivare a sabato 21 novembre con la Compagnia "Sfiguranti de Montesanto" di Potenza Picena in "Lo più pulito porta la rogna" e concludersi sabato 5 dicembre con l'Officina del Teatro Dialettale "Nuovo Oratorio Cristo Re" di Caldarola con "Varietà, che varietà!" e la premiazione delle compagnie. Sempre all'interno di Dialettiamoci si terrà, sabato 12 dicembre alle ore 9, il "Convegno Parlanti e Concorso Scuole" dedicato alla tutela della lingua locale. Il concorso, realizzato con il sostegno della Simonelli Group, vedrà il coinvolgimento attivo degli studenti e, come annunciato dal presidente dell'Unione Montana dei Monti Azzurri Giampiero Feliciotti, sarà intitolato ad Alfonso Leopardi, illustre cittadino caldarolese autore di numerose opere in dialetto.
A completare l'offerta culturale, gli appuntamenti ad ingresso gratuito dei "Caffè Letterari", moderati dalla giornalista Giulia Sancricca e accompagnati dalle tisane offerte dall'Erboristeria Il Mondo delle Erbe. Gli incontri toccheranno diversi spazi dei Cinque Comuni: venerdì 20 novembre alla Caffetteria del teatro di Caldarola con "L'assessora inattesa" di Rita Soccio; venerdì 18 dicembre al Vecchio Mulino del Borgo di Serrapetrona con "Manuale di sopravvivenza 2" di Roberto Scorcella; venerdì 29 gennaio 2027 all'Ex Oratorio di Belforte del Chienti con "La taverna dei tre poeti. Cecco e Guido a disputar con cielo di donne e vino" di Giuseppe Porzi; venerdì 12 febbraio alla Mediateca comunale di Camporotondo con "Carpe diem, se puoi sognarlo puoi farlo" di Federico Piancatelli; venerdì 19 febbraio al Giardino delle Farfalle di Cessapalombo con "Trilogia delle ossessioni" di Adrian Bravi; infine, venerdì 12 marzo si tornerà alla Caffetteria del teatro di Caldarola con "Ciò che resta dell'amore" di Gianluca Minocchi.
Infine, la rassegna di prosa "Brillanti a Teatro", giunta alla 3ª edizione, per la quale la campagna abbonamenti aprirà più avanti, offrirà sette appuntamenti domenicali nel 2027: si parte il 17 gennaio con Piero Massimo Macchini in "D'Io (la D è muta)"; il 31 gennaio con il Gruppo Teatrale Pedaso in "Maldamore"; il 14 febbraio con Baroni Rampanti in "Venere in pelliccia"; il 28 febbraio con il Gruppo Teatrale "Il Focolare" di Loreto in "Il matrimonio mancato"; il 14 marzo con la Compagnia "Teatro del Sorriso" di Ancona in "La magnolia e il giardiniere"; per chiudersi il 21 marzo con Cesare Catà nella lezione-spettacolo "Tue so' le laude”. Ci sarà poi il quarto filone chiamato “Altri percorsi” che interesserà soprattutto serate di musica e folk: un cartellone in cui confluiranno gli appuntamenti che non rientrano nel dialetto e nel teatro brillante.
Un “Cambio di passo” sul campo, ma anche nel percorso di ricostruzione e rilancio dei territori colpiti dal sisma. È stato inaugurato domenica pomeriggio (27 settembre) a San Ginesio il nuovo manto erboso dello stadio “Mario Corridoni”, riqualificato nell’ambito del CIS – Contratto Istituzionale di Sviluppo Sisma, con un investimento di circa 700 mila euro.
L’intervento rientra nel progetto che vede San Ginesio Comune capofila insieme a Colmurano, Corridonia, Gualdo, Loro Piceno, Ripe San Ginesio, Sant’Angelo in Pontano e Urbisaglia, otto Comuni uniti in un programma di riqualificazione e rilancio del territorio del valore complessivo di circa 10 milioni di euro.
A inaugurare simbolicamente il nuovo terreno di gioco, con il calcio d’inizio, è stato il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, che ha partecipato al primo torneo “Cambio di passo”. In campo le rappresentative dei sindaci, dei Carabinieri, dell’Ordine degli Ingegneri e una rappresentativa dell’ASD Calcio San Ginesio. Il quadrangolare ha trasformato l’inaugurazione in un momento di incontro tra istituzioni, professionisti, forze dell’ordine e comunità, riconoscendo nello sport e nella convivialità gli strumenti per rafforzare i legami sul territorio.
Presenti tra gli altri anche il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci e, in rappresentanza della Regione Marche, il consigliere regionale Pierpaolo Borroni.
«Il nome scelto per questo torneo, “Cambio di passo”, racconta bene quello che stiamo facendo – dichiara il Commissario Guido Castelli –. Negli ultimi tre anni la ricostruzione ha cambiato passo e oggi, accanto alla riparazione e alla ricostruzione materiale di case ed edifici pubblici, dobbiamo continuare a investire sulla qualità della vita, sui servizi e sulle opportunità che rendono questi territori attrattivi e capaci di guardare al futuro. Il CIS va esattamente in questa direzione: mette insieme i Comuni e costruisce una strategia comune di sviluppo. Restituire ai ragazzi e alle famiglie un impianto sportivo riqualificato significa ricostruire comunità. San Ginesio, con il secondo intervento concluso e con i nuovi cantieri già partiti, dimostra concretamente che questa strategia sta diventando realtà».
Per San Ginesio si tratta dunque del secondo intervento del CIS portato a termine, dopo l’acquisto dell’Albergo Centrale, destinato a rafforzare l’accoglienza e l’offerta turistica. Sono invece già partiti i lavori per il “Parco lineare”, un percorso di quasi quattro chilometri di pista ciclopedonale intorno alle mura storiche, con aree attrezzate e spazi gioco dedicati ai bambini.
Commenta il sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco: «Una giornata importante per San Ginesio, perché inauguriamo il nuovo manto erboso dello stadio “Mario Corridoni”, un intervento che rende la struttura più funzionale e rafforza gli spazi dedicati allo sport e alla socialità. Un risultato che si inserisce nel percorso di investimenti portato avanti dall’Amministrazione. Desidero ringraziare il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, Sen. Guido Castelli, per la presenza e per l’attenzione riservata al nostro territorio. Grazie anche alla Regione Marche e a tutte le istituzioni e gli enti coinvolti, tra i quali Coni e Figc. Con questa inaugurazione prende il via anche la raccolta fondi “A tutta salute – San Ginesio cardioprotetta”, per acquistare e mettere in funzione nuovi defibrillatori in punti strategici del territorio comunale, rafforzando prevenzione e sicurezza. “Cambio di passo” rappresenta una visione più ampia: vogliamo una San Ginesio che torni ad essere pienamente vissuta, nei suoi spazi, nelle sue piazze e nelle occasioni di incontro. Una città più viva e partecipata, capace di ritrovare senso di appartenenza e guardare con fiducia al futuro».
Anche il trentasettesimo Settembre Musicale Montecosarese è terminato. Quattro concerti di grande interesse culturale e di alto profilo qualitativo, in location straordinarie come la Chiesa delle Anime e la Chiesa di Sant’Agostino, organizzati dalla Corale Santa Cecilia, dal Comitato Giovani Allegri e dal Blog Montecorriere.
Ha iniziato lo straordinario organista messicano Felipe Adriàn Rojero Herrera, per la seconda volta a Montecosaro, che ci ha deliziato con le varie sonorità del Callido della chiesa di Sant’Agostino, con musiche provenienti da varie parti del mondo.
Protagonisti della seconda serata, sono stati il soprano Chiara Marangoni e il chitarrista classico Vincenzo Ruggiero con suggestive musiche del periodo fra il classicismo musicale e il romanticismo. Una prefazione del Professor Fabrizio Quattrini del Centro Studi Montecosaresi che ha fatto sì che si siano incontrate storia, tradizione, arte e musica.
Quindi è stata la volta del fisarmonicista Diego Trivellini che ha lasciato senza fiato il pubblico con la sua fisarmonica che racchiudeva le sonorità di una vera orchestra. Con brani famosissimi, partendo dalla lirica, fino ad arrivare alle colonne sonore, passando per i valzer viennesi.
Il Settembre Musicale Montecosarese, come al solito, si è concluso con una Rassegna di Cori Polifonici. La Corale Santa Cecilia ha dato il benvenuto con alcuni brani, lasciando poi spazio al Coro Città di Sassoferrato e al Chorus Marignanensis di San Giovanni in Marignano di Rimini che, grazie alla potenza espressiva delle voci, hanno offerto un suggestiva, emozionante e coinvolgente serata.
Il direttore artistico Giorgio Quattrini, a nome di tutti gli organizzatori, ringrazia il Comune di Montecosaro per il patrocino, il costante sostegno e la vicinanza alla manifestazione, il Banco Marchigiano per la sponsorizzazione, la brava e professionale presentatrice ufficiale della rassegna Tiziana Pepi, l’azienda agricola Castignani per la fornitura di eccellenti vini e tutte le persone che con il loro lavoro hanno contribuito alla riuscita del festival.
Credit foto: Marco Castignani
Torna uno degli appuntamenti culturali più attesi dell'autunno: dal 2 al 4 ottobre si alza il sipario sulla quarta edizione del Festival di Poesia "Visioni", ideato e diretto artisticamente da Marco Onofrio e organizzato dalla Casa Editrice Edilazio, in collaborazione con l'Associazione Acab/BiblioPop APS e la FUIS – Federazione Unitaria Italiana Scrittori.
Il festival, che gode del patrocinio dei Comuni di Valfornace, Camerino, Muccia e Sarnano, oltre che dell'Unione Montana dei Monti Azzurri e di importanti realtà del territorio, si conferma un presidio culturale d'eccellenza: un evento diffuso che valorizza il patrimonio paesaggistico, storico e spirituale dei Monti Sibillini attraverso il potere evocativo della parola poetica, dell'arte e della musica.
La manifestazione prenderà il via presso la sala Ciccotti con l'inaugurazione ufficiale e i saluti istituzionali. Nel pomeriggio spazio al vernissage della mostra fotografica "Intimi orizzonti. La forma dei Sibillini" di Benedetta Micheli e all'approfondimento "La poesia nei Monti Sibillini. Paesaggi umani e letterari", curato da Augusto Ciuffetti. La giornata si chiuderà con il reading "Distillati d'amore", arricchito dal tradizionale brindisi Varnelli e dagli intermezzi musicali di Lorenzo Giammarioli e Valentina Onofrio, per poi proseguire nella canonica della chiesa di San Giusto a San Maroto con il momento poetico "Visioni del silenzio".
Il Festival si sposterà nell'Auditorium Corelli di Camerino, dove, dopo i saluti istituzionali del sindaco Roberto Lucarelli e dei rappresentanti delle associazioni culturali locali, la mattinata proporrà una conversazione sulla poesia tra Paolo Di Paolo e Marco Onofrio, seguita dall'adattamento poetico-musicale "Maledizione della guerra" con i Primo Consumo e la partecipazione straordinaria di Sonia Miranda e Fabio Sebastiani. Nel pomeriggio, tappa al Museo Diocesano per un focus sul sacro nella poesia rumena a cura di Simona Stancu, prima di raggiungere Muccia, dove nella sala Lami andrà in scena la sessione "Preghiere laiche" e "Inni alla vita", concerto poetico dei Primo Consumo.
Gran finale tra le due località: si parte al mattino sulle sponde del lago di Boccafornace con "Specchio delle emozioni", impreziosito dal flauto traverso di Bibiana Carusi. A seguire, spostamento a Sarnano: prima alla pinacoteca comunale per l'esposizione temporanea del dipinto "San Francesco d'Assisi" del maestro Maurizio Caruso, poi in biblioteca per l'approfondimento "Poesia e Intelligenza Artificiale", a cura di Fabio Sebastiani. Il sipario calerà nella chiesa di San Francesco con il reading "Creatura di parole", la partecipazione di P. Reniel Alì Ramirez Herrera e i canti del Coro "Monti Azzurri", diretto dal maestro Maurizio Maffezzoli.
La quarta edizione vanta ospiti di spicco: accanto al direttore artistico Marco Onofrio, parteciperanno i poeti Cinzia Demi, Maresa Elia, Gabriele Garofalo, Maria Lenti, Chiara Moimas, Cristina Polli e Fabio Sebastiani, affiancati dai poeti uditori Emanuela Dalla Libera, Gabriella Maggio, Sonia Miranda, Lucia Ileana Pop e Anna Valenza. Arricchiranno il festival gli ospiti internazionali Simona Stancu e P. Reniel Alì Ramirez Herrera, insieme agli ospiti d'onore Maurizio Caruso, Augusto Ciuffetti e Paolo Di Paolo.
Tutti gli eventi in programma sono a ingresso libero e gratuito.
Prosegue la ventesima edizione de I Martedì dell'Arte, la storica rassegna culturale curata dall'Associazione Arte e promossa dalla presidente Anna Donati, realizzata con il sostegno del Comune di Civitanova e dell'Azienda Teatri.
Il prossimo appuntamento è in programma martedì 29 settembre 2026, quando salirà in cattedra il professor Roberto Mancini, protagonista di una lectio dal titolo Seguire la verità: Maria Zambrano, dedicata alla figura della filosofa e pensatrice spagnola.
Come da tradizione, l'incontro si terrà alle ore 18 al cine-teatro Cecchetti di Civitanova, con ingresso libero.
Un traguardo importante, quello dei vent'anni, che l'Associazione Arte festeggia con un calendario particolarmente ricco: trenta incontri di alto profilo distribuiti lungo un percorso culturale che, da settembre a maggio, attraverserà i più diversi ambiti del sapere. Tra i relatori che si alterneranno sul palco del Cecchetti figurano, tra gli altri: Mauro Perugini, Valerio Vernesi, Maria Letizia Papiri, lo stesso Roberto Mancini, Giorgio Medori, Giancarlo Trapanese, Yuri Marano, Sauro Bedini, Vito Mancino, Andrea Foresi, Stefano Papetti, Fulvio Rusticucci, Stefano Finocchi, Andrea Baffoni, Mario Savini, Giulio Vesprini, Francesco Sagripanti, Peppe Barbera, Andrea Rebichini, Luciano Mei e Pierluigi Cavalieri.
Per chi lo desidera, al termine del percorso l'Azienda Teatri di Civitanova rilascerà un attestato di partecipazione.
Il Civitanova Film Festival (9-18 ottobre 2026) non sarà solo il concorso dedicato ai cortometraggi e i tanti eventi paralleli legati al grande schermo. Nella dodicesima edizione della rassegna troveranno infatti ampio spazio i lungometraggi, con ben sette titoli in programma, tutti ospitati al cinema Cecchetti.
Si parte con un documentario di forte attualità reduce dall’ultima Mostra del Cinema di Venezia: Naza (2026, regia di Yuval Abraham e Rachel Szor), una delle opere più potenti e discusse dell’anno. La pellicola inaugurerà il CFF venerdì 9 ottobre alle ore 21.15, con repliche previste per sabato 10 ottobre (ore 18.15) e domenica 11 ottobre (ore 21.15).
A seguire, spazio a un trittico di proiezioni promosso in sinergia con il Tavolo Tecnico Permanente per la Salute delle Nuove Generazioni del Comune di Civitanova: un percorso ideato come momento di confronto intergenerazionale sui temi chiave della crescita e dell’adolescenza.
Sabato 10 ottobre (ore 21.15) verrà proiettato Un anno di scuola, accompagnato dalla presenza della sceneggiatrice Elisa Dondi per approfondire il rapporto tra scuola e formazione. Mercoledì 14 ottobre (ore 21.15) sarà la volta del film Ketticè, seguito da un dibattito sulla dinamica tra giovani e famiglia alla presenza degli attori Salvatore Gallina e Rachele Testagrossa. Infine, domenica 18 ottobre (ore 21.15), il ciclo si chiuderà con Santiago - Un cammino per ricominciare, per riflettere sulla capacità di revisione critica dei giovani sui propri comportamenti.
“Quello dell’adolescenza è un tema che ci riguarda da vicino e che richiede la massima attenzione, di fronte a un’emergenza educativa costante che riscontriamo ogni giorno nella cronaca e nel quotidiano”, spiega la presidente dei Teatri di Civitanova Maria Luce Centioni, entrando in merito alla collaborazione con il Tavolo Tecnico.
Il programma dei lungometraggi si arricchisce di altri tre titoli inseriti nella fascia pomeridiana delle ore 18.15: Orfeo (martedì 13 ottobre), Marco Bellocchio - La porta della realtà (giovedì 15 ottobre) e Il Grande Boccia (venerdì 16 ottobre).
“Nello spazio pomeridiano abbiamo voluto dare visibilità a opere meno commerciali e più sperimentali – aggiungono Peppe Barbera e Michele Fofi, direttori artistici del CFF – proponendo linguaggi cinematografici ricercati, capaci di affiancare l’offerta più accessibile e d’intrattenimento prevista negli altri momenti della rassegna”.
Biglietti all’ingresso del cinema a 5 euro (ridotto, 4 euro).
Il CFF - il programma completo sarà presto presentato - è promosso e organizzato dall’APS Favolacce, dall’Azienda dei Teatri e dal Comune di Civitanova Marche. Aggiornamenti sul sito www.civitanovafestival.it.
Fine settimana all’insegna dello street food sul lungomare sud di Civitanova Marche, nella zona retrostante il teatro Cecchetti. Da oggi, venerdì 25 settembre, fino a domenica 27 settembre, la città ospita l’International Street Food, manifestazione dedicata alle specialità della cucina italiana e internazionale.
Protagonisti saranno gli chef su strada, con cucine mobili, food truck e stand gastronomici pronti a proporre piatti ispirati alle tradizioni regionali italiane e alle diverse cucine del mondo.
L’iniziativa è ideata e organizzata da Alfredo Orofino in collaborazione con l’Associazione Italiana Ristoratori di Strada (A.I.R.S.), con il patrocinio dell’Assessorato al Commercio del Comune di Civitanova Marche.
Ad accompagnare l'offerta gastronomica ci sarà anche intrattenimento musicale, per un appuntamento pensato per animare il fine settimana sul lungomare cittadino. L’ingresso alla manifestazione è libero.
Quattro giornate dedicate alle due anime del clown, quella artistica e quella sociale, tra spettacoli, clownterapia, grandi eventi di piazza, musica, incontri, workshop e attività per bambini.
La 22ª edizione sarà dedicata al tema “Armonia” e vedrà il ritorno di grandi amici del Festival come Enzo Iacchetti e Michael Christensen, pioniere del clown in corsia a livello mondiale, insieme a numerosi artisti e realtà impegnate nel mondo della clownterapia e del circo sociale.
Tra i grandi eventi le novità Abbracci di Colore e Feet Color Clown, l'Esplosione di Colori e il grande show conclusivo “Rimbalzi di Gioia in un Abbraccio che vale!”, durante il quale sarà conferito il Premio Clown nel Cuore 2026 a Zia Caterina di Taxi Milano 25, conosciuta in tutta Italia per il suo coloratissimo taxi con il quale accompagna gratuitamente in ospedale molti bambini malati.
Il programma comprende inoltre le due serate del Clown Factor, il Premio Takimiri, parate e musica dal vivo, le presentazioni con gli autori di ClownBooks e un articolato programma sociale e formativo che coinvolgerà la Federazione Nazionale Clown Dottori, VIP Italia e altre realtà del settore.
Il Festival rinnova anche il suo forte rapporto con le nuove generazioni attraverso Clown&Clown KIDS e il progetto dedicato alle scuole di Monte San Giusto.
Il Clown&Clown Festival torna dall’1 al 4 ottobre 2026 a trasformare Monte San Giusto, in provincia di Macerata, nella “Città del Sorriso”, con quattro giornate ad accesso libero e gratuito dedicate alle due anime del clown, quella artistica e quella sociale, tra spettacoli, clownterapia, grandi eventi di piazza, musica, incontri, workshop, attività per bambini e iniziative nelle scuole.
Dal 2005 il Festival trasforma Monte San Giusto in una cittadina ideale, colorata da scenografie e addobbi e dominata dal gigantesco Naso Rosso sul campanile, diventato il simbolo della manifestazione e della “Città del Sorriso”. L’accensione del Naso Rosso, giovedì 1° ottobre alle 21:30, sarà anche quest’anno uno dei momenti simbolici dell’apertura del Festival.
In un tempo segnato da tensioni e conflitti, il Clown&Clown Festival sceglie ancora una volta di guardare al futuro attraverso il sorriso e dedica la nuova edizione all’“Armonia”, parola che nella sua radice greca rimanda al “mettere insieme”, all’unire elementi diversi in un equilibrio capace di generare bellezza.
Un concetto che rispecchia profondamente l’identità del Festival e dello stesso clown, figura capace di mettere insieme goffaggine e poesia, fragilità e comicità, gesto e musica. Allo stesso modo, il Clown&Clown nasce dall’incontro tra l’anima artistica e quella sociale del clown, facendo dialogare spettacolo, solidarietà, formazione e relazioni umane.
L’edizione 2026 segnerà anche il ritorno di personaggi profondamente legati alla storia del Clown&Clown.
Tra questi Enzo Iacchetti, storico amico del Festival, cittadino onorario della “Città del Sorriso” e Premio Clown nel Cuore 2010. Domenica mattina sarà protagonista di ClownBooks, appuntamento ospitato nel Cortile di Palazzo Bonafede e condotto da Antony Persichini, presentando il suo libro “25 minuti di felicità. Senza mai perdere la malinconia”.
Con lui ci saranno Enrico Nivolo che presenterà il suo libro “Antropologia dei clown. Percorsi rizomatici tra liminalità e anti-struttura”, con introduzione dell’antropologo Francesco Remotti, e Veronica Del Vecchio con “Clownesse. Storia delle clown dall’Ottocento ad oggi”.
Tornerà a Monte San Giusto anche Michael Christensen, cofondatore del Big Apple Circus di New York, pioniere del clown in corsia a livello mondiale e cittadino onorario di Monte San Giusto. Christensen parteciperà all’evento finale e sarà protagonista di un incontro-testimonianza rivolto agli studenti nell’ambito del Progetto Scuole, che porterà direttamente nelle scuole letture, laboratori, spettacoli e momenti di approfondimento.
Tra le altre proposte rivolte agli studenti, ci saranno lo spettacolo di clown e magia “It’s Magic” di MagaMary, laboratori e letture per i più piccoli e la presentazione di “Clownesse” di Veronica Del Vecchio.
Durante tutte le quattro giornate, il Parco Piermanni ospiterà inoltre Clown&Clown KIDS, con laboratori creativi e giochi dedicati ai più piccoli.
L’incontro tra arte e impegno sociale rimane uno dei tratti distintivi del Clown&Clown e avrà uno spazio particolarmente importante anche nell’edizione 2026.
Un articolato programma di convegni, workshop e incontri riunirà a Monte San Giusto operatori e associazioni impegnati nella clownterapia e nel circo sociale, offrendo occasioni di formazione e confronto sul valore del clown nelle relazioni d’aiuto, nell’inclusione e nella crescita personale.
Enrico Nivolo condurrà il workshop “Naso rosso e coscienza critica. Il clown tra liminalità, risata e relazione”, un percorso tra antropologia e pedagogia che, partendo anche dalle riflessioni contenute nel suo libro Antropologia dei clown, arriverà ad affrontare il confine tra “ridere con” e “ridere di”, interrogandosi sul valore dell’umorismo come strumento di inclusione, empatia e crescita.
A vent’anni dalla sua nascita, la Federazione Nazionale Clown Dottori promuoverà il convegno “Districarsi come Clown – Il Clown e la rete”, dedicato al ruolo del clown nelle relazioni d’aiuto e alla necessità di rafforzare la rete tra i professionisti del settore.
Sono inoltre previsti i workshop “L’Arte del Clown” e “Improvvisazione Clown” della Federazione Nazionale Clown Dottori e “Esperienze in Movimento”, a cura di VIP Blabla Clown, VIP Italia e VIP APS, articolato in una parte teorica dedicata alla figura del clown sociale e una parte pratica ed esperienziale sulla pedagogia del circo sociale.
Le informazioni complete sui singoli appuntamenti e le modalità di iscrizione e prenotazione sono disponibili sul sito www.clowneclown.org.
Come sempre, grandi eventi collettivi caratterizzeranno in maniera inconfondibile il Clown&Clown Festival.
Sabato 3 ottobre alle 11 Piazza Aldo Moro ospiterà le novità Abbracci di colore e Feet Color Clown, grandi momenti partecipativi dedicati all’incontro e alla condivisione, mentre alle 17:30 a Porta Romana tornerà l’attesissimo Esplosione di Colori, tra musica, animazione e spettacolari nuvole colorate, presentata da Enzo Polidoro e Didi Mazzilli.
La domenica culminerà invece alle ore 17 in Piazza Aldo Moro con “Rimbalzi di Gioia in un Abbraccio che vale!”, un’esperienza sospesa tra sogno e realtà capace di unire adulti e bambini, da vivere insieme nel cuore della Città del Sorriso tra emozioni, spettacolo e migliaia di palloncini colorati.
A condurre saranno due storici amici del Festival, Enzo Polidoro e Didi Mazzilli, con esibizioni di vari artisti e interventi di Enzo Iacchetti, Michael Christensen, Michele Gallucci, Rebecca Liberati.
Uno dei momenti più emozionanti dell’evento finale sarà il conferimento del Premio Clown nel Cuore 2026 a Zia Caterina di Taxi Milano 25, al secolo Caterina Bellandi, storica amica del Festival e cittadina onoraria di Monte San Giusto, conosciuta in tutta Italia per il suo coloratissimo taxi con il quale accompagna gratuitamente in ospedale i bambini malati, i suoi “SuperEroi”.
Il Premio Clown nel Cuore, istituito nel 2008, viene attribuito a personalità capaci di unire gioia di vivere e solidarietà, diventando modelli positivi per la comunità. Nel corso degli anni è stato conferito, tra gli altri, a Patch Adams, Michael Christensen, Enzo Iacchetti, Lino Banfi, Giorgio Panariello, Don Luigi Ciotti, Giobbe Covatta ed Enrico Brignano.
Le prime due serate vedranno protagonista il Clown Factor, il contest che mette a confronto artisti e compagnie e che condurrà alla selezione dei tre finalisti del Premio Takimiri. A presentare le due serate saranno Michele Gallucci e Rebecca Liberati.
Giovedì 1° ottobre si esibiranno Menjunjes con “Alla ricerca della risata perfetta”, Serena Vergari con “Blue Moon” e Max The Only Production con “Detective Max”; venerdì 2 ottobre sarà la volta di Daigoro Performer con “Voilà – Magia senza trucco”, Giorgia Dell’Uomo con “Cheap Chips” e Zip con “Splash”.
Al termine delle selezioni la Giuria di Qualità individuerà i tre finalisti che accederanno al Premio Takimiri, la cui finale è in programma sabato 3 ottobre alle 15 in Piazza Aldo Moro.
Tornerà inoltre a Monte San Giusto Enrico Mazza, protagonista dell’edizione 2025, nella quale si è aggiudicato il Premio Takimiri. Come da tradizione, il vincitore del Takimiri torna l’anno successivo nel programma del Festival: Mazza presenterà “From a Suitcase”, spettacolo di visual comedy tra mimo, clown, acrobatica e manipolazione di oggetti.
Sabato e domenica le piazze e le vie del centro storico accoglieranno numerosi spettacoli e animazioni. Tra i protagonisti ci saranno la compagnia spagnola Cía Pau Palaus con “Embolic”, spettacolo di clown poetico e gestuale senza parole; gli artisti del Clown Factor; la MistraFunky Street Band, con le sue Music Street Parade, e sabato sera la musica dal vivo de I Pupazzi.
Al Teatro Durastante andrà invece in scena “Saltimbanchi: una favola diversa”, liberamente tratto da Das Gauklermärchen di Michael Ende, con la regia di Francesco Facciolli e nato come spettacolo conclusivo di un laboratorio teatrale per adolescenti del COT – Corridonia Officine Teatrali.
Ultimo weekend di festa per la 50ª Sagra della Polenta di Santa Maria in Selva di Treia. Dopo un'edizione da record che ha celebrato il mezzo secolo di storia, la manifestazione si prepara a chiudere con tre giorni intensi tra gusto e grande musica, da venerdì 25 a domenica 27 settembre.
Stand gastronomici al coperto, aperti venerdì e sabato a cena dalle 19.00 e domenica con orario continuato dalle 12.00 a pranzo e dalle 19.00 a cena, con la polenta regina in tutte le sue varianti.
Venerdì 25 settembre si apre con la cena dalle 19.30. Alle 21.30 sul palco gli Sugar Club, travolgente pop funk live band con i successi di Dua Lipa, Coldplay, Elodie, Annalisa, Bruno Mars, Maroon 5 e Daaft Punk. Dalle 23.30 la festa prosegue fino a tarda notte con il DJ set di Luca Moretti Dj, per una chiusura in pieno ritmo dance.
Sabato 26 settembre cena dalle 19.00 e dalle 21.00 si balla con l'Orchestra Spettacolo Federico Olivotti, una serata di liscio e balli di gruppo per tutte le età.
Domenica 27 settembre la grande giornata finale. Si mangia a pranzo e a cena. La mattina spazio al tradizionale raduno Fiat 500, con una madrina d'eccezione: Swami Morici, Miss Marche 2023. Nel pomeriggio le danze ripartono alle 16.30 e poi alle 21.00 con l'Orchestra Roberto Carpineti. Durante la cena i tendoni saranno animati dalla musica itinerante degli stornellatori Grazie Grazià. Gran finale con sorprese con il botto di chiusura per salutare la 50ª edizione.
Il successo di pubblico e il confronto suscitato da ICEBERG diventano il punto di partenza per un progetto più ampio: nasce la prima edizione della rassegna delle relazioni e dell’amore consapevole, un percorso culturale e sociale itinerante che, tra il 2026 e il 2027, attraverserà diverse città delle Marche.
Prodotto da MET – Marche Eventi Teatro APS in collaborazione con la Casa delle Donne di Jesi, ICEBERG ha debuttato in anteprima nazionale il 7 marzo 2026 al Teatro Apollo di Mogliano, facendo registrare il tutto esaurito. Ma l'interesse suscitato dallo spettacolo è andato oltre la rappresentazione, aprendo uno spazio di confronto su temi che riguardano da vicino la vita quotidiana e la qualità delle relazioni.
Al centro di ICEBERG ci sono quei segnali che spesso precedono la violenza e che possono rimanere invisibili: il controllo, la svalutazione, la manipolazione, l'isolamento, il possesso, la paura e la progressiva perdita della propria libertà.
L'immagine dell'iceberg diventa così una metafora potente: ciò che emerge in superficie rappresenta soltanto una piccola parte di una dinamica che può svilupparsi lentamente e rimanere a lungo nascosta.
A rendere particolarmente significativo il progetto è anche la sua dimensione artistica. Con la regia di Roberto Rossetti, i testi di Elisabetta Tulli e le musiche tratte dal repertorio classico e riarrangiate per la scena da Antonio Torella, lo spettacolo utilizza il linguaggio teatrale per emozionare, interrogare il pubblico e favorire il dialogo.
Da questa esperienza prende ora forma la nuova rassegna, che porterà nelle Marche rappresentazioni di ICEBERG, incontri pubblici e momenti di approfondimento dedicati alle relazioni e alla prevenzione della violenza di genere.
Tra gli obiettivi del progetto ci sono l'educazione alla libertà e al rispetto, la capacità di riconoscere i segnali di una relazione non sana e la conoscenza dei luoghi e dei servizi ai quali rivolgersi per chiedere aiuto. Un'attenzione particolare sarà dedicata ai centri antiviolenza e alle realtà attive sul territorio, perché conoscere i servizi disponibili significa anche sapere che, di fronte a una situazione di violenza o sopraffazione, non si è soli.
La rassegna allargherà inoltre il confronto grazie alla presenza di ospiti di rilievo nazionale provenienti dal mondo della criminologia, della psicologia, dell'educazione, della cultura e dell'impegno sociale. Professionisti e figure autorevoli saranno chiamati a dialogare con il pubblico e ad approfondire, da prospettive diverse, i temi sollevati dallo spettacolo.
Non soltanto teatro, dunque, ma un percorso che mette insieme arte, informazione, prevenzione e partecipazione. La rassegna delle relazioni e dell'amore consapevole si propone infatti come un viaggio dentro ciò che ci lega agli altri: un'occasione per imparare a riconoscere i propri confini, dare un nome alle emozioni e distinguere la cura dal controllo, la vicinanza dal possesso e l'amore dalla paura.
Un progetto che parte dal teatro per arrivare al territorio e che affida alla cultura anche una funzione educativa e sociale. Perché educare alle relazioni significa anche educare alla libertà. Il calendario completo degli appuntamenti, le città coinvolte e i nomi degli ospiti della prima edizione saranno presentati ufficialmente nelle prossime settimane.
(Foto di Luca Cruciani)