Una comunità che si muove, cresce e si unisce per il bene comune. Il Civitanova Cammina Party, che si è svolto mercoledì sera, non è stata solo una cena tra amici, ma una dimostrazione concreta di quanto il gruppo sia diventato un punto di riferimento non solo per il benessere e la socialità, ma anche per la solidarietà e il sostegno a chi ne ha bisogno.
La serata, animata da karaoke, risate e una lotteria di beneficenza, ha visto una grande partecipazione e ha permesso di raccogliere 335 euro, che saranno devoluti all’Anvolt – Associazione Nazionale Volontari Lotta Contro i Tumori. Un risultato importante, reso possibile dalla generosità di chi ha preso parte all’evento e dal contributo degli sponsor che hanno messo in palio numerosi premi.
“Civitanova Cammina è nato come un semplice gruppo di amici che condividono la passione per il movimento, ma oggi è molto di più: un punto di riferimento per chi crede nel valore della socialità e della solidarietà”, commenta la presidente Roberta Belletti. “Ogni evento che organizziamo è un’occasione per stare bene e per fare del bene”.
L’entusiasmo e la partecipazione alla serata confermano che Civitanova Cammina è molto più di un gruppo di camminatori: è una realtà attiva, inclusiva e aperta a nuove iniziative, sempre pronta a coniugare il piacere dello stare insieme con l’impegno per la comunità.
Il 14 marzo 2025, la Biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata ha ospitato l'incontro dal titolo "Leggere Lolita a Teheran", un evento che ha suscitato grande interesse, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti della Donna. Questo appuntamento, organizzato dal Comune di Macerata, ha rappresentato un momento di riflessione sulle conquiste ottenute dalle donne e sulle sfide ancora aperte.
La Giornata dei Diritti della Donna è un’occasione per celebrare i progressi sociali ed economici delle donne, ma anche per denunciare le ingiustizie e le discriminazioni che persistono in molte parti del mondo. La consigliera Sabrina De Padova, promotrice dell’incontro, ha ricordato il flash mob "Donna, vita e libertà", organizzato nel 2023 per esprimere solidarietà alle donne iraniane in lotta contro il regime dopo la morte di Mahsa Amini, un gesto che ha scatenato proteste per la libertà e i diritti delle donne.
L’incontro del 14 marzo ha approfondito la condizione femminile, con un focus sulla situazione in Iran e sul ruolo della cultura e della letteratura nella lotta contro l’oppressione. Il film "Leggere Lolita a Teheran", tratto dal libro autobiografico di Azar Nafisi, è stato il cuore dell’evento. La pellicola racconta l’esperienza di Nafisi come insegnante di letteratura in Iran, dove sfidava il regime oppressivo per far conoscere la grande letteratura occidentale, tra cui Lolita di Nabokov.
Durante l’incontro, sono intervenuti ospiti di grande rilevanza: la produttrice del film, Marica Stocchi, ha condiviso il processo creativo e le sfide della realizzazione di un film su temi così sensibili; Ines Corti, docente universitaria, ha discusso dell'importanza dell’educazione per l'emancipazione femminile; Mojtaba Sadeghi, esperto di cultura iraniana, ha fornito una panoramica sulla difficile realtà delle donne iraniane, sottolineando la loro resilienza; infine, Bahar Ghaempanah ha raccontato la sua esperienza personale di chi vive sotto un regime che limita la libertà individuale.
L'assessora ai Servizi Sociali, Francesca D'Alessandro, ha portato i saluti istituzionali, enfatizzando l'importanza di eventi come questo per sensibilizzare la comunità sulla questione dei diritti delle donne. L’incontro ha stimolato un dibattito ricco di emozioni, passando dalla trama del film alla situazione sociale e politica dell’Iran, con una riflessione sulla condizione delle donne nel mondo.
Il valore dell’istruzione come strumento di liberazione, la forza delle donne iraniane e l’importanza di un impegno continuo per l’uguaglianza sono stati al centro delle discussioni, lasciando un segno profondo nei partecipanti. L'incontro ha rinnovato l'impegno collettivo nella lotta per la giustizia e l’uguaglianza di genere.
«Giotto lavorò agli affreschi francescani di Assisi? Probabilmente sì, ma non in posizione preminente rispetto agli altri artisti e non fu sua l’impostazione generale del ciclo». Nell’auditorium del liceo “Da Vinci” di Civitanova Marche, davanti alle duecento persone che hanno raccolto l’invito dell’Associazione dantesca e di “Arte”, il professor Stefano Papetti dice la sua sulla paternità dei dipinti della Basilica superiore. Senza nulla togliere alla statura gigantesca di Giotto, lo studioso ne ridimensiona il contributo alla realizzazione delle storie di San Francesco.
Secondo il professore, non ci sono elementi oggettivi per l’attribuzione giottesca. Il primo a parlare di Giotto nella Basilica superiore fu il Vasari, ma l’autore delle Vite, accanito sostenitore del primato della “toscanità” in campo artistico, scriveva 350 anni dopo i fatti. Quanto allo stile e alla tecnica ci sarebbe un grande divario con gli affreschi giotteschi della Cappella degli Scrovegni di Padova. Secondo Bruno Zanardi, che coordinò il restauro dopo il terremoto del 1997, le storie di Assisi avrebbero più analogie con la pittura dei maestri romani, magari di quel Jacopo Torritti, che fu pittore ufficiale di Nicolò IV, il papa francescano di Ascoli, che commissionò l’opera alla fine del Duecento.
Dello stesso avviso, il critico d’arte Federico Zeri. Dunque, la querelle sugli autori di questi affreschi, che sono il cardine dell’evoluzione di tutta la pittura europea del Medioevo, è ancora aperta, con il nostro Papetti che propende per la scuola romana. Papetti, tra l’altro, nel 2016, ha curato una mostra che ha permesso a cinque milioni di persone (anche in Brasile) di conoscere la pittura francescana da Cimabue a Caravaggio.
Al di là delle discussioni fra gli studiosi, resta la straordinaria bellezza di questa opera, con cui il papa francescano volle far conoscere san Francesco e promuovere il suo Ordine religioso. «Un’operazione di grande efficacia comunicativa – ha detto Papetti – di cui i francescani sono stati sempre maestri, fino ad oggi. Il santo più raffigurato al mondo non è san Pietro o san Paolo ma san Francesco».
Con l’ausilio di diapositive, Papetti ha condotto i presenti in una visita virtuale alla Basilica superiore, facendoli soffermare su alcuni dei ventotto episodi, tratti dalla Legenda maior di Bonaventura da Bagnoregio e impaginati in un crescendo di tensione narrativa da un altro francescano delle nostre parti: il cardinal Giovanni Minio di Morrovalle, generale dell’Ordine e stretto collaboratore di papa Nicolò.
Papetti si è soffermato su alcune “storie”, mettendo in evidenza il realismo degli autori che rompe definitivamente con la tradizione bizantina: il padre di Francesco che, prima di lanciarsi contro il figlio, si è premurato di mettere al sicuro i preziosi indumenti di cui il giovane si è spogliato; le architetture di palazzi ancora oggi esistenti che danno spessore storico agli eventi così come i luoghi della campagna umbra e le orditure lignee del tetto diroccato di san Damiano. A proposito della Predica agli uccelli, Papetti ha liberato Francesco da alcuni lughi comuni che lo vorrebbero un ecologista ante litteram. Lo ha fatto citando Chiara Frugoni, autrice del libro L’altro Francesco.
«San Francesco non è un figlio dei fiori – ha affermato Papetti – In questo dipinto non è che va a parlare con gli uccelli perché gli uomini non lo stanno a sentire. Gli uccelli dipinti sono di diverse specie e ognuna di esse è espressione di una classe sociale: i rapaci indicano gli aristocratici, che cacciavano con il falcone; gli altri uccelli rappresentano le classi più basse. L’acuto regista del ciclo ha voluto dirci che san Francesco parlava a tutti».
Infine, le stimmate. Francesco fu il primo a riceverle nella storia del cristianesimo. I dipinti di Assisi ci dicono che non si trattò di ferite sanguinolente ma delle escrescenze sulla pelle che riproducevano la testa dei chiodi di Gesù. Le stimmate, ha ricordato Papetti, riattizzarono le polemiche con i domenicani, che non si sopirono nonostante i buoni uffici di Dante nella Divina commedia. Da ultimo, una terza citazione marchigiana. In una “storia”, un frate ha una visione: un angelo gli mostra, in Paradiso, il trono riservato a san Francesco. Il frate in questione è fra Pacifico, al secolo Guglielmo Divini, e viene da Lisciano, come papa Nicolò. Non è una persona qualunque. Prima di convertirsi, ebbe una straordinaria carriera di poeta, al punto da essere accolto nella reggia di Palermo di Federico II, dove fu incoronato “Re dei versi” dallo stesso imperatore. Francesco, per la sua cultura, lo inviò a Parigi, a fondare l’Ordine in Francia. La tradizione vuole che Guglielmo abbia fatto da consulente letterario nella stesura del Cantico delle creature.
Il 14 marzo 2025, la sala Parrocchiale Don Lino Ramiri di Civitanova Marche ha ospitato un importante incontro organizzato dall'Associazione "Viviamo Civitanova aps" in collaborazione con l'Associazione RED (Rete Educazione Digitale di Macerata). L’evento, dedicato alle problematiche giovanili e alla sicurezza urbana, ha visto una partecipazione significativa di cittadini, giovani e adulti, che hanno preso parte a un intenso dibattito su temi di grande rilevanza sociale.
Il presidente di "Viviamo Civitanova aps", Andrea Foglia, ha aperto l’incontro con un intervento dettagliato sui risultati delle ricerche condotte dal tavolo permanente inter-istituzionale sul disagio giovanile, che coordina da un anno. Foglia ha evidenziato le principali difficoltà che affliggono i giovani della comunità, sottolineando come "le responsabilità debbano essere condivise tra famiglie, istituzioni e società civile". Il suo intervento ha posto l’accento sulla necessità di un approccio integrato, dove la collaborazione tra enti pubblici, associazioni e famiglie si rivela fondamentale per affrontare in modo efficace i fenomeni di disagio.
Un altro momento rilevante della serata è stato l’intervento di Giorgio Pollastrelli, delegato al tavolo di sicurezza provinciale su Civitanova Marche, che ha fornito un quadro dettagliato della situazione della sicurezza cittadina. Pollastrelli ha discusso le emergenze più urgenti e le misure messe in atto per garantire l'integrazione sociale e migliorare la qualità della vita dei cittadini. Ha inoltre presentato alcune strategie e iniziative finalizzate a rendere Civitanova un luogo più sicuro e vivibile, incoraggiando la partecipazione attiva della comunità.
Il dibattito ha visto una partecipazione attiva del pubblico, con interventi e domande che hanno evidenziato il forte interesse per le tematiche trattate. L’incontro ha dimostrato come la comunità sia pronta a confrontarsi e a contribuire a soluzioni condivise per affrontare le sfide emergenti, come il disagio giovanile e la sicurezza urbana.
L’iniziativa ha inoltre messo in luce l’importante ruolo delle associazioni locali, come "Viviamo Civitanova aps" e Red, nel promuovere occasioni di sensibilizzazione e discussione su temi sociali di grande importanza. La collaborazione tra queste associazioni e le istituzioni locali rappresenta un modello virtuoso che consente di affrontare in maniera più efficace i problemi della comunità.
Montelupone ha reso omaggio alla straordinaria figura di Don Armando Senigagliesi con l'undicesima edizione del "Premio San Firmano", un riconoscimento che ogni anno celebra coloro che hanno lasciato un segno indelebile nella comunità locale.
L’evento, promosso dall’Amministrazione Comunale, dalla Parrocchia e dal Comitato L'Abbadia, si è svolto nella storica Abbazia di San Firmano, alla presenza di autorità, studiosi e cittadini accorsi per ricordare il sacerdote. Il premio è stato assegnato a Don Armando Senigagliesi, storico parroco di San Firmano, per il suo instancabile impegno spirituale, culturale e sociale.
Alla cerimonia, ha partecipato il sindaco di Montelupone Rolando Pecora, insieme a Monsignor Pietro Spernanzoni, che ha tenuto un intenso e appassionato intervento ripercorrendo le tappe fondamentali della vita e del ministero di Don Armando. Ordinato sacerdote nel 1960 dopo gli studi al Seminario Romano e la laurea presso la Pontificia Università Lateranense, Don Armando è diventato parroco di San Firmano nel 1964, in pieno Concilio Vaticano II. Da quel momento, fino alla sua scomparsa nel 2012, ha dedicato quasi cinquant’anni alla cura dell’Abbazia e della comunità, realizzando importanti interventi di restauro e studio storico.
Tra i suoi progetti più significativi figurano il consolidamento del tetto e della facciata della chiesa, il restauro della cripta e la pubblicazione di ricerche sulla figura di San Firmano. Di grande rilievo la sua scoperta, nel 1997, di un antico manoscritto sulla Vita vel Miracula Beati Firmani Confessoris et Abbatis, che ha contribuito a una nuova comprensione della storia del santo patrono di Montelupone.
Ma Don Armando è stato anche un instancabile uomo di comunità: accanto al suo ruolo pastorale, ha operato concretamente per migliorare la vita degli abitanti della frazione, con battaglie per le infrastrutture locali e un’attenzione costante ai bisogni delle persone più fragili.
Il sindaco Rolando Pecora ha ricordato Don Armando con parole cariche di emozione: "Un sacerdote umile, tenace, servitore della comunità, amante appassionato di San Firmano e della sua Abbazia. Il suo lascito è un patrimonio di fede, cultura e impegno sociale che continuerà a ispirare Montelupone."
La cerimonia si è conclusa con un concerto di Fra' Emanuele e il gruppo "I Giullari del Re", suggellando un momento di profonda partecipazione e riconoscenza. Il Premio San Firmano 2025 non è stato solo un tributo alla memoria di Don Armando, ma anche un'occasione per riaffermare l’impegno della comunità nella tutela del proprio patrimonio storico e spirituale.
Nel pomeriggio di ieri, 13 marzo, a Corridonia, presso le serre di Ambrosio e Viscardi, si è svolta una dimostrazione pratica, organizzata da Confagricoltura Macerata, con la partecipazione del suo associato, Hortus Service s.r.l., che ha concretamente mostrato i progressi tecnologici e le ultime frontiere dell’agricoltura moderna, nello specifico della cosiddetta agricoltura di precisione.
In particolar modo, l’azienda di Corridonia, fondata nel 2012 da Matteo Porfiri e Moreno Castagna, ha illustrato una delle applicazioni più interessanti dei droni: la distribuzione di liquidi ombreggianti sulle serre, al fine di regolare la luminosità in funzione delle specifiche esigenze delle colture. Questo processo, che rappresenta un avanzamento significativo nella gestione microclimatica delle serre, consente di creare un ambiente ideale per la crescita delle piante, migliorando così le rese e la qualità del raccolto.
Non solo, la dimostrazione ha anche fatto vedere l’uso dei droni per il rilascio di insetti utili o esche biologiche, un’applicazione particolarmente rilevante per il controllo biologico dei parassiti. Durante l'evento, il caso preso in considerazione è stato quello riguardante la gestione della piralide del mais, una delle problematiche fitosanitarie più comuni nella coltivazione di questa pianta, soprattutto nella stagione primaverile. Il rilascio di insetti utili o di esche rappresenta una tecnica all’avanguardia per il controllo delle infestazioni in modo ecologico e non invasivo, riducendo il ricorso a prodotti chimici.
In questo contesto, il ruolo di Confagricoltura risulta fondamentale, fungendo da catalizzatore per le aziende che si distinguono per la capacità di innovare e per l’impegno nell’adottare soluzioni all’avanguardia. Come sottolineato da Andrea Pettinari, presidente di Confagricoltura Macerata "Confagricoltura incarna da sempre l’essenza dell’innovazione nel panorama agricolo, rappresentando le aziende che, per prime, abbracciano e sviluppano tecnologie all'avanguardia per potenziare l’efficacia della produttività e una forma di agricoltura più sostenibile".
A spiegare nello specifico l’attività di Hortus Service è Marco Giustozzi: "L'azienda è nata con l'idea di unire la distribuzione di prodotti agricoli, come fertilizzanti e sementi, con un’assistenza tecnica innovativa. Oggi, si distingue nell'ambito dell'agricoltura di precisione, utilizzando tecnologie come droni per il monitoraggio delle colture. Questi droni, dotati di sensori avanzati, permettono di raccogliere dati sullo stato fisiologico delle colture e di creare mappe di prescrizione per un uso più preciso di fertilizzanti, semina e trattamenti fitosanitari”.
Per quanto concerne l’approccio dell’azienda, prosegue Giustozzi: “ è incentrato su due obiettivi principali: la sostenibilità economica, garantendo interventi efficaci ed efficienti, e la sostenibilità ambientale, riducendo l'uso di prodotti potenzialmente dannosi per l’ambiente e la salute.
L'azienda supporta gli agricoltori nel prendere decisioni più consapevoli, portandoli a fare scelte corrette sia dal punto di vista economico che ambientale. Le sfide più rilevanti per l’azienda sono legate al cambiamento climatico, che sta accelerando la necessità di implementare tecniche più avanzate, sia per la gestione di nuovi parassiti, come il lepidottero, che per l’ottimizzazione dell’irrigazione in un contesto di scarsità idrica”.
Infine, Nicola Vicario, entomologo della Koppert e collaboratore di Hortus Service, impiegato per proteggere le colture in pieno campo dai danni causati dagli insetti patogeni, ha spiegato che il metodo usato si basa sul biocontrollo, una tecnica che prevede il rilascio di insetti vivi per contrastare quelli dannosi.
“Questi insetti- spiega Vicario- vengono allevati secondo protocolli di produzione rigorosi e, legalmente, possono essere rilasciati sul territorio italiano, sia su colture in pieno campo che in ambiente protetto. Per la distribuzione degli insetti utili sui campi, viene utilizzato il drone, strumento ideale per intervenire in maniera precisa ed efficace. Nello specifico, si sfruttano relazioni biologiche millenarie di predazione o parassitizzazione, dove gli agenti di controllo naturali agiscono sulle loro specie target. Un vantaggio fondamentale di questo approccio è che questi insetti non sviluppano resistenze né diventano minacciosi per l'ambiente, poiché le loro azioni sono regolamentate da leggi biologiche ben definite”.
“Il processo- conclude l’entomologo- prevede un’attenta analisi dei campi infestati, durante la quale si identifica il patogeno da combattere e si costruisce una strategia di difesa mirata, con un protocollo specifico per ciascuna azienda e per ogni coltura di interesse. Il biocontrollo diventerà sempre più importante dato l'arrivo in Italia di insetti non autoctoni spinti dall'emergenza climatica. Per questo motivo, i protocolli di utilizzo sono in continua evoluzione e aggiornamento”.
Stefano De Martino arriva a Porto Recanati con il suo spettacolo "Meglio stasera". L’ex ballerino di Amici e attuale conduttore di Affari Tuoi farà tappa all’Arena Beniamino Gigli il prossimo 17 luglio, portando sul palco uno show capace di unire leggerezza e introspezione.
“Meglio stasera che domani o mai”, cantava negli anni 60 Miranda Martino in una piccola canzone gioiello arrangiata da Morricone. È quello che pensa Stefano De Martino: stasera è proprio il momento giusto per venire a incontrarlo negli spazi teatrali e nelle arene estive per trascorrere insieme un paio d’ore spensierate, nel senso letterale del termine ma soprattutto per conoscerlo meglio.
Forse, “conoscerli” meglio, perché vi si svelerà più di uno Stefano. C’è lo Stefano che racconta: dall’infanzia in un paese affascinante e difficile, al susseguirsi dei tanti episodi legati al semplice lavoro di fruttivendolo prima, ballerino poi, infine intrattenitore a tutto campo.
C’è lo Stefano “crooner”: insieme agli 8 orchestrali della Disperata Erotica Band, sospesa fra Carosone e Sanremo, metterà in scena giochi musicali, mash up e virtuosismi canori con una sola regola: “Non è mai una sola canzone per volta”. Insomma, un’offerta speciale armonica, elegante e intrigante.
C’è lo Stefano danzatore: nonostante - ma solo a suo dire - si sia accumulata un po’ di ruggine fra le giunture del ballerino di un tempo, è il momento di rimettersi in gioco, anzi, in ballo. E lo farà accompagnato nelle coreografie da alcuni ballerini professionisti (ex?) colleghi di qualche stagione addietro: la sfida è lanciata.
C’è lo Stefano imprevedibile, che porta sul palco l’allegria di “Stasera tutto è possibile” e “Affari tuoi” ma anche gag, monologhi umoristici, riferimenti insospettabilmente colti, improvvisazioni e scherzi col pubblico.
Dopo un centinaio di repliche in tutta Italia, terminate a inizio anno con i trionfali sold out al Politeama di Napoli e al Brancaccio di Roma, Stefano ci propone la versione estiva di questo successo teatrale, con una nuova versione “in progress“, che strizza l’occhio agli ultimi sviluppi della sua carriera, ormai mainstream, e a nuovi esilaranti racconti verificatosi anche dopo l’inizio di questo lungo tour.
Prende il via domani, 15 marzo, la terza edizione del Civita Jazz Festival, che torna ad animare il teatro Annibal Caro di Civitanova con tre date (tutte alle 21.15). Il Civita Jazz Festival 2025, sotto la direzione artistica di Luca Scagnetti, partirà proprio domani, sabato 15 marzo, con un cantautore di spessore: Antonio Maggio e il suo spettacolo Maggio canta Dalla in Jazz.
Artista versatile del panorama italiano, Maggio celebra uno dei cantautori che maggiormente hanno influenzato e indirizzato il suo percorso artistico e autorale. Lo fa portando in scena un progetto fatto non solo di passione ma anche di ricerca, accostando le liriche di Lucio Dalla al jazz. Per far ciò, si avvarrà della complicità di due tra i musicisti più blasonati d’Italia: William Greco al pianoforte e Daniele Di Bonaventura al bandoneon. La scaletta comprende tra i più bei brani dell’artista bolognese e un breve passaggio della scrittura di Maggio, con delle canzoni per le quali Lucio e la sua penna sono stati d’ispirazione. Ad aprire il concerto, la speciale partecipazione della cantante civitanovese Sofia Tornambene “Kimono”.
Quanto al cartellone della rassegna, questa proseguirà Sabato 12 aprile con il grande Tullio De Piscopo, che porterà a Civitanova una tappa del suo nuovo tour I colori della musica, e si chiuderà sabato 3 maggio con il duo Marcotulli-Varela con Marina Paje.
La rassegna è inserita nel cartellone di Teatro di Primavera ed è promossa dall’Azienda dei Teatri, dal Comune, dalla Regione Marche e dall’Amat. Ultimi biglietti disponibili sul circuito Vivaticket/Amat, punti vendita e online e alle biglietterie dell’Azienda dei Teatri.
Domenica 16 marzo, a partire dalle ore 14:30, il Carnevale Moglianese prenderà vita con una straordinaria edizione, pronta a colorare il borgo con allegria, musica e tantissimo divertimento. L'evento, organizzato dalla Pro Loco di Mogliano in collaborazione con il comune, promette di essere un'esperienza indimenticabile per grandi e piccini.
Più di 1000 figuranti, vestiti con costumi fantasiosi e vibranti di colori, animeranno le vie del centro, portando una ventata di energia positiva. A dare il via alla festa sarà la maestosa sfilata di Re Carnevale, accompagnato dalla sua famiglia, che aprirà il corteo in un tripudio di luci e suoni.
La sfilata si snoderà lungo le strade del borgo fino ad arrivare a Piazzale Massimo Girotti, dove l'atmosfera si farà ancora più elettrizzante con l'arrivo di ben 11 carri allegorici provenienti dall'entroterra maceratese e fermano. Questi carri, ricchi di dettagli e di fantasia, saranno il cuore pulsante della manifestazione, e rappresenteranno uno dei momenti più attesi della giornata.
Inoltre, la festa sarà arricchita dalla partecipazione di ben 22 gruppi provenienti dalle province di Macerata, Fermo e Ancona. Ogni gruppo porterà la propria originalità, aggiungendo un tocco unico alla parata.
Non mancheranno dolci tipici e bevande per tutti gli intervenuti, che potranno gustare prelibatezze locali mentre si godono lo spettacolo. L'intero evento è pensato per offrire un'esperienza di puro divertimento e allegria, con un'atmosfera coinvolgente e festosa.
Prosegue l'attività culturale 2025 della Sezione CAI (Club Alpino Italiano) di Macerata. Dopo il recente appuntamento con Diego Mecenero e il suo libro sulle leggende dei Monti Sibillini, il prossimo evento vedrà protagonista l'architetto Marcello Nardoni, storico socio della Sezione ascolana.
Sabato 15 marzo alle ore 17:00, presso la sede sociale del CAI Macerata (Via Luigi Bartolini, 37), Nardoni terrà un incontro dedicato al Monte Sibilla, la montagna più iconica dell’intera catena dei Sibillini. In particolare, si discuterà dello scempio ambientale perpetrato negli anni ’60 sul versante Sud, dove la realizzazione di una strada ha lasciato una grande zeta visibile a chilometri di distanza.
L’architetto ripercorrerà gli eventi che portarono alla costruzione della strada, analizzando le motivazioni e le figure coinvolte nel dibattito dell’epoca. L’incontro sarà arricchito dall’intervento del geologo Fabio Vannicola, che, a distanza di 60 anni, illustrerà lo stato attuale dei luoghi e l’entità del danno ambientale.
Oltre alla riflessione sul passato, l’incontro sarà anche un’occasione per discutere i progetti futuri per le aree montane, soprattutto alla luce dei finanziamenti del Pnrr e dei fondi sisma, che potrebbero comportare nuovi rischi per il territorio. L'evento è aperto al pubblico, con la raccomandazione di utilizzare il parcheggio del supermercato Eurospin adiacente alla rotonda di Via Roma, per evitare il congestionamento del quartiere.
A completamento dell’iniziativa, domenica 4 maggio è prevista un’escursione sul Monte Sibilla, durante la quale i partecipanti potranno osservare direttamente l’intervento degli anni '60 e valutarne l'impatto sul paesaggio.
Un pomeriggio tutto da trascorrere con i papà, nell’occasione della loro festa che quest’anno ricorre mercoledì il prossimo. Ad organizzare l’iniziativa: "Merenda con papà", in calendario sabato 15 marzo, dalle ore 15 alle ore 17, presso "La Cinciallegra" via San Michele a Civitanova Marche Alta, ci hanno pensato lo staff del Centro per la Famiglia gestito dall'ASP Paolo Ricci per conto dell’Assessorato alla Famiglia del Comune di Civitanova Marche all’interno del "Progetto Civitanova Città con l’Infanzia".
"Proseguiamo nel costruire insieme la nostra Civitanova città con l'infanzia facendo rete tra famiglie e in famiglia, rinsaldando con attività ludiche i legami familiari. La figura paterna è e resta legame affettivo autorevole e importante per i nostri figli, ed è bello valorizzare questo rapporto con momenti appositi", ha detto l’assessore di riferimento Barbara Capponi.
In programma attività con giochi e laboratori per i bambini con la possibilità di gustare una buona merenda preparata dallo staff della Cinciallegra. Un prezioso momento di incontro e divertimento in cui si potranno creare oggetti insieme dedicandosi del tempo all’insegna della spensieratezza e del divertimento.
L’iniziativa si svolgerà anche in caso di maltempo in quanto è anche previsto uno spazio coperto. L’ingresso è libero e gratuito, non è necessaria la prenotazione. Per maggiori informazioni è possibile contattare il numero 0733 78361 e chiedere di parlare con un operatore, oppure scrivere una mail a centro.famiglia@paoloricci.org
Uno dei massimi esperti internazionali a supporto della sanità territoriale. Grazie a uno specifico progetto in collaborazione con l'associazione Noi allergici, finanziato in toto dal Banco Marchigiano e presentato stamane presso la sede dell’Istituto di credito, il prof. Antonino Romano, considerato un esperto di fama mondiale nelle allergie causate da farmaci, collaborerà nei prossimi mesi con il reparto di Allergologia dell'ospedale di Civitanova Marche, guidato dal dottor Stefano Pucci.
La collaborazione prevede anche che, attraverso webinar, i professionisti sanitari del reparto possano discutere con il professore di casi clinici di elevata complessità che si siano presentati in reparto, e delineare con il professore percorsi diagnostici per una gestione ottimale ad hoc di ciascun caso. Oltre ai webinar, sono previsti anche accessi diretti in presenza del Prof. Romano presso la Uoc di Allergologia per un confronto più da vicino con i medici civitanovesi.
"I vantaggi - dice il dott. Stefano Pucci, responsabile del reparto di allergologia dell’ospedale civitanovese - saranno particolarmente significativi e ne usufruiranno soprattutto i pazienti affetti da importanti patologie allergiche che non solo li espongono a gravi rischi ma che quasi sempre impediscono loro di sottoporsi a percorsi terapeutici, trattamenti chemioterapici o altri trattamenti che richiedono l’assunzione per esempio di antibiotici, oppure di poter effettuare indispensabili esami strumentali come quelli che prevedono l’utilizzo di mezzi di contrasto".
Per fotografare la portata del tema, tra l'altro, basta dire che nel 2024 la Uoc di Allergologia civitanovese ha effettuato circa 900 visite per allergie da farmaci e quasi 200 consulenze interne (194) tra reparti per questo genere di problematiche.
"Ringraziamo il Banco Marchigiano - conclude Pucci - per il sostegno dato per realizzare questo importante progetto e l’associazione Noi allergici del presidente Stefano Torresi per la consueta collaborazione".
"Competenze, capacità, passione e abnegazione caratterizzano il dott. Pucci e tutta la sua equipe – dice Alessandro Marini, direttore generale dell’AST di Macerata - d’altronde lo shock allergico rappresenta una situazione violentissima dal punto di vista clinico e quando si riesce a gestirla, salvando delle vite, ci si ritrova innanzi a un evento importante dal grande valore aggiunto".
"Nostro obiettivo è essere vicini e tutelare i pazienti con allergopatie attraverso virtuose collaborazioni con le strutture del Servizio Sanitario Nazionale - dice Stefano Torresi, presidente dell’Associazione Noi allergici - anche promuovendo, come in questo caso, la possibilità per i professionisti che si occupano di loro di aumentare le proprie conoscenze e competenze attraverso un grande esperto di fama come il Prof. Romano. Lo scorso anno, invece, lo abbiamo fatto promuovendo percorsi di formazione professionale degli operatori".
"Rinnoviamo il nostro sostegno alla sanità territoriale, nello specifico all’UOC di Allergologia ed a Noi Allergici – dice il Presidente del Banco Marchigiano, Sandro Palombini – perché si tratta di sanità che funziona e che risponde alle crescenti richieste da parte della popolazione per patologie in aumento. L’Associazione Noi Allergici, poi, è una componente del volontariato e della società civile che svolge un ruolo prezioso mettendosi a disposizione per collaborare con la stessa sanità pubblica”.
Sabato 15 marzo, alle ore 17:00, presso lo spazio espositivo "Piazza McZee", verrà inaugurata la mostra "L'abitudine di cadere. Discorso sulle donne", a cura di Michele Gentili. L'esposizione, patrocinata dal Comune di Montecassiano, si inserisce in una programmazione annuale dedicata ai femminismi, confermando l'impegno dell’associazione McZee nel promuovere il dibattito culturale su tematiche di genere attraverso l'arte contemporanea
La mostra presenta le opere di sei artiste: Angela Capotorto, Alisia Cruciani, Lisa Gelli, Marie Cécile, Microamica e Francesca Tilio, i cui lavori si ispirano al dialogo epistolare tra Natalia Ginzburg e Alba de Céspedes, pubblicato tra le pagine della rivista “Mercurio”. Un confronto, il loro, che ha segnato un momento di riflessione profonda sul ruolo delle donne nella società e sulla complessità della loro condizione esistenziale.
Attraverso diverse forme espressive, le opere in mostra esplorano la fragilità e la forza, la caduta e la rinascita, temi universali che trovano nuova voce nell'arte contemporanea. "L'abitudine di cadere" non è solo un'esposizione, ma un invito al confronto e alla consapevolezza, un percorso visivo che pone interrogativi e stimola riflessioni sulla condizione femminile di ieri e di oggi.
L'inaugurazione sarà un momento di incontro con le artiste e il curatore, offrendo al pubblico l'opportunità di approfondire il significato delle opere esposte e il prezioso contributo culturale da cui prendono origine. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 20 aprile con ingresso libero. Per informazioni e orari, si invita a consultare i canali ufficiali di McZee Aps.
Alla luce degli ultimi gravi episodi di aggressione al personale sanitario, tra cui quello del 16 dicembre a Macerata, dove un uomo di 37 anni, in stato di agitazione, ha aggredito due infermieri al pronto soccorso, e l’episodio del 4 febbraio a Civitanova, quando un paziente ha colpito un infermiere in attesa di essere visitato, l'assessore alla Sanità della Regione Marche, Filippo Saltamartini, ha organizzato,questa mattina, un incontro tra operatori sanitari, direttori dell’Ast di Macerata e cittadini, presso la Mozzi-Borgetti.
L’obiettivo dell'incontro è stato quello di riflettere sulle misure da adottare per tutelare chi, ogni giorno, lavora in prima linea nella cura dei pazienti, in un contesto sempre più segnato dalla tensione e dalla violenza. L'emergenza della situazione richiede una risposta collettiva, in grado di garantire la sicurezza dei professionisti e la serenità necessaria per un'assistenza adeguata e tempestiva a tutti i cittadini.
A portare i saluti istituzionali il primo cittadino, Sandro Parcaroli, mentre al posto del Questore, impegnato in un incontro istituzionale a Roma, il questore vicario, Marcello Predotti, il quale ha ribadito che il problema è essenzialmente incentrato sull'area del pronto soccorso: “Siamo intervenuti più volte, abbiamo fatto anche degli arresti e dei nostri operatori sono rimasti a loro volta coinvolti”. Presente anche il Tenente della Guardia di Finanza.
“Oggi non si tratta di una commemorazione retorica - esordisce Alessandro Marini, direttore generale dell’Ast Macerata - ma di una riflessione congiunta su dinamiche che sono ormai frequenti e di grande impatto per tutta la nostra organizzazione. Gli episodi di violenza che abbiamo vissuto a Civitanova e Macerata non sono solo fisici, ma anche psicologici. Siamo in una fase di grande cambiamento organizzativo e strutturale, con nuove esigenze da soddisfare per rispondere ai bisogni dei cittadini”.
“Grazie all'intervento del Prefetto- prosegue Marini- è stato istituito un tavolo tecnico che ha esaminato gli strumenti che possiamo mettere in campo subito: la collaborazione e la vicinanza di tutti ci offrono risorse che da soli non avremmo avuto”.
Poi il turno dell’assessore Saltamartini che ha posto l’accento sull’importanza dell’assistenza penale e risarcimento danni per il personale aggredito, cosa che fino a qualche anno fa non c’era: "Il personale che subisce violenza o minacce deve sapere di poter contare su un'assistenza non solo in sede penale ma anche per ottenere il giusto risarcimento. Inoltre, abbiamo riorganizzato gli uffici URP, affidando loro il personale più qualificato per gestire al meglio queste situazioni”. L’Assessore ha concluso il suo intervento fornendo un dato che attenua la preoccupazione su una situazione particolarmente focale: "Dalla fine di quest'anno tornerà a essere positiva la bilancia tra i medici che vanno in pensione e quelli in servizio".
Domenico Sicolo, direttore facente funzioni del Dipartimento Emergenza Urgenza dell’Ast Macerata, ha evidenziato come la violenza sugli operatori sanitari sia un problema persistente nei pronto soccorso, spesso sottovalutato a causa della riluttanza degli operatori a denunciare, temendo lunghe e scoraggianti battaglie legali. Nel 2024, l'Ast Macerata ha registrato un significativo aumento degli episodi violenti rispetto all’anno precedente, e anche il 2025 sembra confermare questa tendenza.
"Non sono solo i traumi fisici a preoccupare, ma soprattutto quelli psicologici, che minano l'empatia tra operatore e paziente, contribuendo all'aumento del burnout. Ogni atto di violenza nei confronti degli operatori danneggia l’intero sistema sanitario. La strategia migliore è riconoscere preventivamente i segnali di violenza e intervenire per garantire la sicurezza delle strutture. Le soluzioni possibili includono videosorveglianza, vigilanza, collaborazioni interforze e l'adozione di dispositivi di sicurezza personale per gli operatori, come il collegamento diretto con la questura di Macerata".
Un’altra grande sfida riguarda la gestione territoriale, in particolare dei codici verdi e bianchi. I pronto soccorso stanno diventando sempre più centrati sulla geriatria, con pazienti non autosufficienti che richiedono molte risorse e rallentano i tempi di attesa. Sicolo ha anche sottolineato l'importanza di una comunicazione corretta: "Deve essere parte integrante del percorso diagnostico e terapeutico per tranquillizzare il paziente e rafforzare l'alleanza medico-paziente, mantenendo come obiettivo fondamentale la salute pubblica".
Gianni Giuli, direttore delle dipendenze patologiche dell'Ast Macerata, ha condiviso la sua testimonianza diretta, riflettendo sui cambiamenti significativi avvenuti nel suo ambito di lavoro e sulle esperienze personali vissute.
"Quando ho iniziato a fare questo lavoro, il quadro era completamente diverso. Oggi, ci troviamo ad affrontare pazienti politossicodipendenti, non più solo eroinomani. Negli ultimi anni sono emerse circa 4.000 nuove tipologie di sostanze, alcune delle quali non rilevate dai kit tradizionali. La nostra provincia è situata in un crocevia strategico per lo smercio di droga, tra il continente balcanico e la superstrada che collega Perugia”.
Parlando della sua esperienza personale, estremamente impattante in termini di aggressione fisica e psicologica, ha raccontato: "Il 25 novembre 2019 sono stato aggredito da un paziente con un martello. Mi è andata bene, potevo rimetterci la vita, ma la ferita psichica è ancora presente. A quel tempo, la vicinanza delle istituzioni non c'era. In questi casi, non si ammala solo l'aggredito, ma ne risente l'intera funzionalità dell’équipe, diventando meno efficiente. E non solo, anche i familiari degli operatori sono coinvolti nel dolore e nelle difficoltà”.
“Oggi, però - prosegue Giuli - abbiamo un sistema di videoregistrazione attivo 24 ore su 24, un sistema antisfondamento e un servizio di guardia giurata. Nel nostro reparto, una porta che non funziona diventa la priorità assoluta. Inoltre, indosso un orologio che mi permette di chiedere aiuto al personale in caso di pericolo. Il Comitato Unico di Garanzia è stato silente per anni, ma ora stiamo costruendo un codice etico aziendale, con il supporto dell'Università di Camerino e, naturalmente, della direzione generale. La mia testimonianza vuole essere un invito ad avere coraggio, non solo per chi è stato aggredito, ma anche per gli operatori che affrontano ogni giorno questa realtà".
Stefano Nassini, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell'Ast Macerata, ha approfondito le complesse variabili psichiche e socio-demografiche che influenzano i comportamenti aggressivi, sottolineando la necessità di un approccio integrato alla prevenzione: "Per affrontare questa problematica in modo efficace, è fondamentale disporre di strumenti strutturali che ci permettano di individuare e gestire il rischio in maniera adeguata. I fattori di rischio, che possono essere sia statici che dinamici, sono alla base di comportamenti aggressivi che poi emergono in vari contesti. Se vogliamo davvero incidere sulla prevenzione, l'approccio che dobbiamo adottare deve essere integrato, cioè deve coinvolgere più livelli e occorre lavorare in sinergia".
Paola Nicolini, docente di Psicologia dello sviluppo e Psicologia dell’educazione all'UniMc, ha affrontato il tema fondamentale della comunicazione come strumento essenziale nella costruzione dell’alleanza tra operatori e pazienti. Pertanto, è necessario creare un ambiente che riduca la percezione di minaccia e che favorisca una relazione empatica in modo da attenuare l'attivazione del meccanismo rettiliano di difesa, diminuendo le probabilità di aggressione.
A chiudere la conferenza, l'intervento di Maria Sellitti, psicologa del distretto di Macerata, si è focalizzato sull'importanza del sostegno psicologico per gli operatori sanitari, con particolare attenzione alle tecniche di defusing e alla gestione del burnout. La tecnica del defusing, utilizzata per intervenire subito dopo eventi stressanti o traumatici, aiuta a ridurre l’impatto emotivo immediato e a prevenire il peggioramento della salute mentale degli operatori. Inoltre, la gestione del burnout è un aspetto cruciale per preservare la resilienza degli operatori, prevenendo l’esaurimento emotivo e il distacco dal lavoro, condizioni che possono compromettere la qualità del servizio e il benessere individuale nonché collettivo.
Tornano sabato 22 e domenica 23 marzo le Giornate Fai di Primavera, il più importante evento dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico d'Italia, insignito della Targa del Presidente della Repubblica e con il patrocinio del Ministero della Cultura.
Il 2025 per il Fondo Ambiente Italiano (FAI) è un anno speciale, la Fondazione festeggia i suoi primi cinquant’anni con splendide aperture, a contributo libero, che rappresentano un racconto corale e identitario dei beni culturali della provincia di Macerata. I Luoghi parlano e talvolta commuovono. Ecco, nel dettaglio, le aperture nel Maceratese:
Potenza Picena
Villa Buonaccorsi, Giardino segreto (prenotazione sul portale FAI)
Villa Buonaccorsi è una splendida struttura architettonica un tempo adibita a residenza estiva di campagna dall'omonima nobile famiglia del maceratese. E' adagiata sul fianco di una collina, detta di Montesanto (dall'antico nome di Potenza Picena), a circa 110 mt sul livello del mare, nei pressi della frazione Montecanepino del comune di Potenza Picena da cui dista pochi chilometri. Immersa nel suggestivo paesaggio delle colline marchigiane che si affacciano sul Mare Adriatico; dalla villa si può godere di uno splendido panorama tra mare e colline.
Il complesso architettonico della villa ha assunto l'aspetto attuale sviluppandosi attorno ad un fabbricato quadrangolare risalente alla seconda metà del '500, a sua volta edificato sui resti di un luogo fortificato noto fin dal XII secolo e divenuto nel XVI secolo un palazzo-fortezza per il controllo della stessa tenuta agricola. Sull'antico nucleo edilizio si effettuò un importante intervento di ristrutturazione intorno alla metà del '600 e attribuito all'architetto romano Maria Rossi, figlio del più diretto allievo del Bernini (il suo contributo si riferisce all'edificazione di un pregevole loggiato rivolto nel cortile interno della villa). Risale, inoltre, al 1665 il cosiddetto "giardino segreto" posto tra la villa fortificata e la chiesa barocca intitolata a Filippo Neri.
Tolentino
Poltrona Frau Museum
Poltrona Frau Museum si trova a Tolentino, è inserito nel complesso aziendale, in una struttura architettonica moderna che dialoga con l'identità della struttura aziendale e del marchio. La visita permetterà di scoprire la storia dell'azienda, l'evoluzione dei suoi prodotti e curiosità sulla loro creazione. Il percorso si snoda tra le torri dove sono esposti documenti, fotografie e prodotti iconici come la poltrona Vanity Fair e il divano Chester, insieme a creazioni moderne come la poltrona Archibald.
Grazie alle spiegazioni degli studenti, i visitatori approfondiranno l'evoluzione dell'azienda e il contesto storico e culturale che ha influenzato il design e il Made in Italy. La visita è un'occasione unica, in quanto è uno dei pochi musei d'impresa del centro Italia, un rarissimo caso di museo dedicato al design in Italia e uno spazio accogliente che offre ai visitatori visite attraverso il racconto delle brochure omaggio.
Monte San Giusto
Casina Bonafede
Dimora fortificata secondo i canoni delle ville rinascimentali toscane. La Casina Bonafede sorge su un poggio di 232 mt. slm. immersa nel verde della campagna marchigiana a circa 3km dal centro urbano. La sua edificazione risale al primo ventennio del secolo XVI per volere di Nicolò Bonafede che la volle sia come luogo di riposo che come rifugio fortificato. La "Coriolana" dunque è importante non solo per l'originalità di tutto l'impianto fortificato, ma anche per il suo ruolo nella vicenda culturale e nella definitiva destinazione residenziale della costruzione difensiva.
Tutti elementi che la rendono un punto di riferimento significativo per la storia della comunità marchigiana e non solo. Negli anni novanta del XX secolo venne recuperata con un intervento rigorosamente rispettoso degli spazi originali. Viene attualmente utilizzata come dimora di campagna della famiglia Ercoli.
Recanati
Palazzo Venieri
Palazzo Venieri a Recanati, a cura del Gruppo Fai di Recanati, ritornato in attività ad inizio anno per volontà del presidente regionale, con la nomina a capogruppo di Virginia Taddei. La visita consentirà ai partecipanti di percorrere un itinerario inedito creato ad hoc per illustrare i dipinti parietali di Francesco Saverio Moretti, con possibilità di accesso al terrazzo panoramico che regala un suggestivo affaccio sul litorale e sul Monte Conero, per concludere con le performance musicali di brani scelti e interpretati dagli studenti della Civica Scuola di musica Beniamino Gigli.
Orto sul Colle dell’Infinito (Bene FAI)
Dalle 14:30 ogni 30 minuti circa, visite guidate con gli Apprendisti Ciceroni e una speciale attività dedicata alla poesia. L'iniziativa è volta a ricordare la Giornata Mondiale della Poesia che si celebra ogni anno il 21 marzo, promuovendo il valore della poesia in uno dei luoghi più simbolici della poetica leopardiana.
"In tale contesto, consentitemi di ricordare che le Giornate Fai sono possibili grazie all’apporto fondamentale di centinaia di volontari che saranno affiancati da oltre trecento Apprendisti Ciceroni, ovvero studenti appositamente formati in collaborazione con i loro docenti, i quali avranno l’occasione di accompagnare il pubblico in visita nei luoghi aperti dal Fai nel loro territorio e sentendosi direttamente coinvolti nella vita culturale della loro comunità - è quanto sottolinea Giuseppe Rivetti, presidente del Fai Marche -. Un sentito ringraziamento agli istituti scolastici, alla Croce Rossa, alla Protezione Civile, alle amministrazioni e sindaci che hanno condiviso con entusiasmo i progetti di apertura del Fai e certamente ai proprietari che hanno aperto le porte dei loro beni. Inoltre, un ringraziamento all'Orchestra Fiati Insieme per gli Altri per la preziosa disponibilità".
In un gremito auditorium della biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata si è svolto l’incontro organizzato dalla Sezione Anps (Associazione Nazionale della Polizia di Stato) con il notaio Giuseppe Belogi, che ha affrontato prima il tema della salvaguardia dell’armonia degli eredi e la tutela del futuro del titolare del patrimonio, poi quello degli imprevisti nei casi di compravendita degli immobili
Le argomentazioni del notaio Belogi hanno suscitato il vivo interesse tra i presenti, che in tanti hanno posto domande, ottenendo chiarimenti non sempre rassicuranti, nel variegato mondo di situazioni complesse, che oggigiorno si registrano sempre più frequenti. Belogi ha sostenuto che ogni situazione è diversa e deve essere affrontata nella sua specificità, avvalendosi della consulenza di un professionista, diffidando dal “fai da te” . In generale il notaio propende per il testamento, privilegiando, quello olografo, segreto, consegnato a un notaio, avendo l’accortezza di lasciare un biglietto con l’indicazione del notaio cui rivolgersi.
Interessanti gli altri istituti cui poter far ricorso,come il trust, i patti di famiglia, la nomina di un esecutore testamentario, il contratto di vendita che preveda quale corrispettivo l’assistenza al venditore e tanti altri sistemi per far fronte a particolari situazioni, allorquando si vuole tutelare la fragilità di un congiunto, oppure la situazione del figlio che porta avanti l’azienda familiare, ovvero la presenza di numerosi eredi, o ancora il garantire il valore delle quote societarie, la cui divisione comporterebbe un abbassamento del valore, oppure le situazioni di separati o divorziati ed anche il diritto di abitazione del coniuge superstite, con l’arredo che potrebbe contenere collezioni di particolare valore... ecco, tante le situazioni poste, per ognuna delle quali trovare la soluzione più idonea non è sempre agevole.
Interessante il tema della compravendita di immobili, specie allorquando le planimetrie non corrispondono alla realtà oppure non sono disponibili, come avviene in alcuni casi a Macerata a seguito dell’incendio degli atti di circa 15 anni fa. "Il notaio - ha sostenuto Belogi – non ha alcuna responsabilità per le dichiarazioni rese dalle parti, quindi erroneamente si sostiene che una volta stilato l’atto tutto è regolarizzato. Se la situazione non è sanabile l’atto di compravendita è nullo e l’acquirente può trovarsi spogliato del bene, che rischia l’abbattimento o l’acquisizione da parte del Comune. Anche sul punto tante le domande e le fattispecie emerse danno una chiara visione di quanti pericoli incombono su atti, che fino a qualche decennio fa venivano stipulati con molta più leggerezza, leggerezza di cui ora se ne paga le conseguenze". Generalizzato il plauso espresso dal pubblico nei confronti del relatore e degli organizzatori, solo la campanella della chiusura ha decretato la fine dell’incontro.
Il centro storico di Urbisaglia torna Contea con la seconda edizione di Urbs Shire - St. Patrick's Days, al via il 15 e il 16 marzo. Organizzata da Comitato Festa della Maestà in collaborazione con La Catasta / Allestimenti Culturali Itineranti, la manifestazione segue i passi del santo pellegrino d’Irlanda per immergersi nel meglio della musica, della gastronomia e dell’artigianato locale. Due giorni di eventi a ingresso libero nel suggestivo borgo medievale di Urbisaglia, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
Sabato 15 marzo, già dal primo pomeriggio, decine di laboratori dedicati ad adulti e bambini (iscrizione in loco): dalle 16.00, in Piazza Garibaldi, ci si può mettere alla prova con i corsi di lavorazione della carta e del cuoio, produzione di bigiotteria o misurarsi con il tiro con l’ascia, arcieria e la scherma storica. Alle 19.00, Piazza Garibaldi diventa una grande pista da ballo balfolk con il concerto del trio Karamaus. Dalle 22.00, a scaldare fino a notte fonda il centro storico, gighe e reels sfrenati con i marchigiani 50 Celt e i romagnoli Lennon Kelly. Nel mentre, vampe e scudi, con gli spettacoli di fuoco a cura di Clan Carantos e i duelli a cura della compagnia d’arme Fortebraccio Veregrense.
Si prosegue domenica 16 marzo con una matinée speciale all’interno della cinquecentesca rocca di Urbisaglia: Cesare Catà, accompagnato dalla musica del duo Runark, esplora le leggende e i miti d’Irlanda. Poi, in piazza, non può mancare il Sunday Roast (consigliata prenotazione), il conviviale pranzo tipico della tradizione irlandese, a completare un’offerta gastronomica ricca e variegata a disposizione per l’intera durata della manifestazione. Tutto ovviamente in musica: dalle 12:30 con il duo Monceri/Bigoni a creare connessioni sonore tra Irlanda e Mongolia e dalle 14:30 con i romani Fragment, perla rara di folk progressive.
"Quella di San Patrizio è una tradizione che ben si sposa con il nostro modo di intendere la comunità - spiega il presidente del Comitato Loris Zampetti - la nostra è un'associazione giovane che coinvolge molti ragazzi del territorio. Sono stati loro a spingere per organizzare questa manifestazione e noi abbiamo trovato il giusto modo per allestire un evento bello e variegato, che si confà all’incantevole centro storico che ci ospita. Non vediamo l’ora di iniziare questa seconda edizione".
Il nuovo programma della stagione sinfonica FORM riserva una grande sorpresa. Brahms-Mozart e Boccadoro, infatti, porta al pubblico marchigiano la possibilità di ascoltare in anteprima nazionale la nuova opera che proprio la FORM ha commissionato a Carlo Boccadoro e che viene eseguita da Fabrizio Meloni, primo clarinetto dell'Orchestra del Teatro e della Filarmonica della Scala.
Due gli appuntamenti in provincia di Macerata a cui segue un concerto fuori regione, nella sala Verdi del Conservatorio di Milano per la rassegna Serate Musicali, inaugurata proprio dalla FORM, due mesi fa. Si parte giovedì 13 marzo dal Teatro Feronia di San Severino Marche (ore 20.45), per replicare domenica 16 marzo al Don Bosco di Macerata (ore 17), per concludere lunedì 17 marzo a Milano.
L’Orchestra Filarmonica Marchigiana viene diretta da Carlo Boccadoro, compositore, musicologo e pianista, nonché Accademico di Santa Cecilia dal 2023. Sul palco, come anticipato anche Fabrizio Meloni: quarantuno anni di carriera scaligera, è fondatore del Duo Obliquo con Carlo Boccadoro e ha collaborato con solisti di fama internazionale quali Bruno Canino, Alexander Lonquich, Michele Campanella, Heinrich Schiff, Friederich Gulda, Editha Gruberova, il Quartetto Hagen, M.W Chung, Philip Moll, Riccardo Muti e Daniel Baremboim (quest’ultimo nella veste straordinaria di pianista).
Il programma inizia con Serenata, opera su commissione FORM, prima esecuzione assoluta, composta da Carlo Boccadoro, e prosegue con Concerto per clarinetto e orchestra in la magg. K. 622 di Wolfgang Amadeus Mozart. Completato nell'ottobre del 1791, ossia nell’ultimo anno di vita del compositore, è stato scritto per un virtuoso, Anton Stadler, uno dei più rinomati clarinettisti dell’epoca ed è per lui che Mozart scrisse le sue composizioni più importanti per questo strumento, relativamente "giovane".
La serata si conclude con la Serenata n. 2 in la magg., Op. 16 di Johannes Brahms, composizione che costituisce il primo impatto del musicista con l'orchestra, alla quale avrebbe dedicato nell’età matura molta parte della sua attività, risultando un eccellente orchestratore. In questa opera si notano già le caratteristiche dell’arte brahmsiana, contrassegnata da un romanticismo riflessivo e teneramente nostalgico. Biglietti acquistabili nelle relative biglietterie dei Teatri oppure online su vivaticket.com. Info: www.filarmonicamarchigiana.com.
Paesaggi, nature morte, ritratti sono solo alcuni dei temi e dei generi scelti dalle artiste presenti alla nona edizione della Mostra delle Pittrici, ospite fino a domenica 23 maggio degli spazi allestiti all’interno della chiesa di Santa Maria della Misericordia, in piazza del Popolo. Alla cerimonia del taglio del nastro, insieme all’ideatrice della mostra, Serenella Marinelli, anche la sindaca della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, e il vice sindaco e assessore alla Cultura, Vanna Bianconi, accanto a numerose protagoniste dell’evento espositivo che sarà visitabile tutti i pomeriggi, con ingresso libero, dalle 16:30 alle 19:30.
Questo l’elenco delle partecipanti: Anna Maria Valenti, Adriana Antonini, Alba Frezzini Crognali, Anna Evangelisti, Barbara Giorgi (Scultrice), Clara Lucarini, Eliana Della Mora, Fiorella Biondi, Genny Jachetta, Giulia Bellini, Giulia Piangatelli, Inge Bathelt, Katia Chiari, Maria Ersilia Valentini, Maria Luisa Lacchè, Maria Teresa Cristini, Marina Beni, Martina Cochi, Nazzarena Lambertucci, Nunzia Lorenzini, Simona Giachetta (San Severino Marche), Nancy Biraschi (Camerino), Gabriella Cesca, Loretta Giovanoli (Corridonia), Claudia Del Curto, Silvana Rossi (Fano), Serenella Gregorio (Isernia), Donatella Chiaffaroni (Monte San Giusto), Susi Rastelli, Teresita Sgolacchia (Montecassiano), Maria Luisa Belli (Passo di Treia), Tiziana Cameli (Pieve Torina), Gabriella Gattari, Monica Conforti (Tolentino).
“Questo evento ormai da anni arricchisce la nostra città – è intervenuto il sindaco all’inaugurazione, per sottolineare - Le opere che abbiamo il privilegio di ammirare sono il frutto di un percorso personale e collettivo, di una ricerca interiore che si traduce in forme, colori ed espressioni capaci di parlare al cuore di chi le osserva. Questa mostra non è solo un’esposizione d’arte, ma un tributo al valore delle donne nella società, alla loro capacità di creare, innovare e trasmettere messaggi profondi attraverso la pittura e la scultura. È un invito a riflettere sul ruolo fondamentale che le donne hanno sempre avuto e continuano ad avere nel mondo della cultura e dell’arte”.
Il primo cittadino settempedano ha voluto personalmente ringraziare tutte le artiste che con il loro talento hanno reso possibile questa esposizione insieme all’ideatrice, Serenella Eugeni.
Sabato 15 marzo, dalle ore 18,00, presso la Sala Cecchetti della Biblioteca comunale “Silvio Zavatti” di Civitanova Marche, la Scuola di cultura e scrittura poetica "Sibilla Aleramo", patrocinata dal Comune di Civitanova e in collaborazione con la Biblioteca Zavatti, organizza la presentazione, in anteprima, dell’antologia “L’isola tra le selve. Poesie scelte. Poesie scelte 1967-2024” (Marcos y Marcos, 2025) di Umberto Piersanti. All’incontro sarà presente l’autore, introdotto da una presentazione di Roberto Marconi.
Umberto Piersanti è nato a Urbino, vanta la pubblicazione di numerose raccolte poetiche – I luoghi persi (Einaudi, 1994), Nel tempo che precede (Einaudi, 2002), L’albero delle nebbie (Einaudi, 2008) e Nel folto dei sentieri (Marcos y Marcos, 2015) -, saggi e opere di narrativa – L’uomo delle Cesane (Camunia, 1994), L’estate dell’altro millennio (Marsilio, 2001), Olimpo (Avagliano, 2006), Cupo tempo gentile (Marcos y Marcos, 2012) -; è anche autore di film: L’età breve (1969-1970), Sulle Cesane (1982), Ritorno d’autunno e Un’altra estate (1988).
Tutte le raccolte precedenti le tre sillogi edite dalla Einaudi sono uscite in un unico volume dal titolo Tra alberi e vicende (Archinto, 2009). Con la raccolta poetica Campi d’ostinato amore (La nave di Teseo, 2020), ha vinto il Premio Saba 2021 e il Premio Speciale Camaiore 2021. Nel marzo 2022 Crocetti editore ha stampato una nuova edizione de I luoghi persi con una sezione di dodici inediti e la prefazione di Roberto Galaverni. Nel 2024 è uscita la ristampa de L’urlo della mente per Samuele editore. La sua opera in prosa più recente è un libro di racconti, Anime perse (Marcos y Marcos, 2018). Dal 2016 è presidente del Centro Mondiale di poesia Giacomo Leopardi di Recanati.
L'evento di sabato 15 marzo è ad ingresso libero e sarà anche in diretta sulla pagina facebook "Scuola di cultura e scrittura poetica". A seguire ci sarà il laboratorio di scrittura degli allievi della Scuola.