Una stagione estiva da record per Pieve Torina, che si conferma una valida alternativa alle località balneari per chi cerca frescura, tranquillità e benessere a contatto con la natura.
Durante i mesi estivi sono state migliaia le persone che hanno raggiunto il paese dell’entroterra maceratese, porta d’accesso al Parco Nazionale dei Monti Sibillini, attratte dal percorso Kneipp, dal Sentiero delle Acque e dalla piscina benessere. Un’offerta che continua a conquistare visitatori e che sta contribuendo a rafforzare l’attrattività turistica del territorio.
«Siamo orgogliosi del lavoro sin qui realizzato e dell’apprezzamento che tanti turisti, che hanno scoperto o riscoperto il nostro territorio, hanno voluto manifestarci», commenta il sindaco Alessandro Gentilucci.
I risultati raggiunti, però, rappresentano soltanto un punto di partenza. L’amministrazione guarda già alla prossima fase di sviluppo turistico, puntando su una promozione più strutturata e coordinata del territorio.
«È solo l’inizio di un processo di valorizzazione complessiva delle aree interne – sottolinea Gentilucci – che passa inevitabilmente anche per una maggiore professionalizzazione nelle capacità di marketing territoriale. Tant’è che stiamo lavorando per la costituzione di una Dmo, che si occupi di gestire e promuovere il turismo in modo coordinato a livello più generale».
Nel frattempo prosegue il percorso di potenziamento dell’offerta legata alle acque. Sono infatti in corso i lavori per la realizzazione di una nuova vasca termale lungo il Sentiero delle Acque, un ulteriore tassello destinato ad ampliare l’esperienza proposta ai visitatori.
«Ogni anno aggiungiamo un tassello a quest’esperienza immersiva nel torrente Sant’Angelo – spiega il sindaco – e per la stagione invernale inaugureremo una piscina naturale con acque riscaldate, per consentire una fruizione ancor più completa del percorso Kneipp».
Proprio il percorso Kneipp continua a rappresentare uno dei principali richiami turistici di Pieve Torina, facendo registrare un costante afflusso di visitatori. A contribuire alla sua crescente notorietà sono anche gli interessamenti di influencer e testate giornalistiche regionali e nazionali, che hanno contribuito a far conoscere l’esperienza oltre i confini del territorio.
L’obiettivo è dunque trasformare il successo estivo in un progetto turistico strutturato, capace di valorizzare durante tutto l’anno le peculiarità naturalistiche e legate al benessere di Pieve Torina, rafforzando il ruolo del piccolo centro dell’entroterra maceratese nell’offerta turistica dei Sibillini.
Giovedì 27 agosto, alle ore 21:15, nella chiesa dei Santi Vito e Patrizio di Chiesanuova di Treia, sarà presentata la guida dedicata alla stesso edificio sacro. La comunità di Chiesanuova si prepara ad accogliere la presentazione del nuovo opuscolo che ne racconta e valorizza il ricco patrimonio storico, artistico e devozionale.
L’opera, realizzata dal professor Alberto Meriggi, in collaborazione con la Parrocchia e con il prezioso contributo di un gruppo di amici del luogo e, come scrive il parroco don Igino Tartabini nel suo saluto, “nasce dal desiderio di condividere con la comunità, con i fedeli e i visitatori il grande patrimonio artistico e spirituale custodito all’interno della Chiesa e la bellezza che emerge da queste pagine non è un semplice esercizio estetico, ma una autentica catechesi fatta di pietra, colore e luce”.
La guida ripercorre in sintesi le vicende della Parrocchia e della costruzione dell’edificio, illustrando in modo documentato il contesto storico in cui si è sviluppata la comunità.
Ampio spazio è dedicato alle opere d’arte, agli arredi sacri, ai manufatti e ai simboli religiosi, descritti attraverso testi e un apparato fotografico inedito che ne facilita la lettura e la comprensione.
Nei primi anni Cinquanta del secolo passato, all’interno della chiesa hanno lavorato importanti artisti tra i quali Renato Pizzi, da San Severino Marche, Cesare Peruzzi, da Recanati, Torildo Conconi e Pietro Tavani, da Como, Antonino Morina, da Agira.
Ci sono opere che vanno dal Cinquecento al Novecento, di anonimi, ma anche di Domenico Luigi Valeri da Jesi e di Vincenzo Rossi, da Osimo. Particolare attenzione è stata riservata alla figura del parroco don Antonio De Mattia che dedicò tutta la vita alla costruzione della chiesa e a farne un luogo di preghiera rivolta soprattutto alla Madonna Regina della Pace, a cui la chiesa è stata consacrata.
Alla cerimonia di presentazione, curata dal professor Alberto Meriggi e dal parroco don Igino Tartabini, hanno dato la propria adesione autorità civili e religiose. Anche il vescovo Nazzareno Marconi, sarà presente e porterà il suo saluto.
I presenti potranno ricevere una guida per famiglia e dopo la presentazione ci sarà un momento conviviale per tutti presso l’oratorio.
Sabato 29 agosto, alle ore 18.30, l’Orto dei Frati di Montecosaro ospita "Molto rumore", riadattamento in chiave contemporanea di "Molto rumore per nulla" di William Shakespeare, per la regia di Margherita Forconi.
Lo spettacolo è accompagnato da musica dal vivo e si svolge in uno spazio panoramico affacciato sulla valle del Chienti. L’ingresso è gratuito, con offerta libera. Cinque amici, una festa di addio al nubilato, una rivalità sopita: quando si macchinano inganni è facile perdere il controllo, e la rabbia può accecare proprio al fatidico «sì».
Nella trasposizione della compagnia, la calunnia che nel testo originale travolge la sposa diventa diffusione non consensuale di immagini intime. È il reato previsto dall’articolo 612-ter del Codice penale (l. 69/2019): la diffusione, senza consenso, di immagini o video sessualmente espliciti destinati a restare privati.
Lo spettacolo chiede al pubblico quanto sappia davvero difendere questo diritto. L’iniziativa nasce dall’incontro di quattordici giovani italiani e italiani d’adozione conosciutisi a Dublino in DuPlayers, la società teatrale del Trinity College, che hanno portato in Italia quell’esperienza internazionale mettendo in dialogo un classico con un tema di stretta attualità. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Montecosaro e realizzata in collaborazione con Calabresi Tema Riuniti (CTR).
In scena Agnese Ciavarella, Francesco Schiavio, Giulia Panichelli, Margherita Forconi e Martina Gulì. Regia di Margherita Forconi, design di Freya Meldrum. Musiche dal vivo di Maurizio Forconi, Mauro Giorgini e Tony Faulkner.
Sarà Leo Gassmann il protagonista dell’anteprima di Onda d’Arte, la rassegna dedicata all’arte e allo spettacolo di strada che torna a Civitanova Marche per la sua seconda edizione. L’appuntamento con Prima dell’Onda è fissato per domani, venerdì 28 agosto, dalle 21.30, nello spiazzo del mercato ittico.
L’artista romano farà tappa in città con un duo acustico del suo "Vita Vera Paradiso Summer Tour", proponendo dal vivo i brani dell’omonimo album Vita Vera Paradiso, presentato sul palco dell’Ariston con il singolo Naturale. Gassmann, vincitore tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2020 con Vai bene così, è oggi tra i nomi più apprezzati del cantautorato italiano della sua generazione.
La serata sarà accompagnata anche dalle incursioni musicali dei Classici Contemporanei, formazione che proporrà un viaggio attraverso alcuni dei grandi protagonisti della canzone d’autore italiana, da Lucio Dalla e Lucio Battisti a Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Max Gazzè e Samuele Bersani, fino a Cesare Cremonini, Brunori Sas e Calcutta.
Sul palco Lorenzo Girelli alla voce e chitarra acustica, Davide Di Luca alla chitarra elettrica, Giacomo Piccinini alle tastiere, Mauro Rosati al basso e Fabio Andrenacci alla batteria. A impreziosire la serata ci sarà inoltre Greta Zamparini, attrice marchigiana diplomata al Piccolo Teatro di Milano e protagonista di numerosi lavori teatrali con registi di rilievo.
L’anteprima non si limiterà al mercato ittico. Diverse attività commerciali di Civitanova Marche, distribuite nei vari quartieri, proporranno iniziative ed eventi per accompagnare il pubblico verso la manifestazione del giorno successivo.
Sabato 29 agosto sarà infatti la volta della seconda edizione di Onda d’Arte, che trasformerà il centro città in un grande palcoscenico a cielo aperto. Una festa collettiva ispirata al legame tra Civitanova e il mare, con un programma che spazierà tra musica, danza, teatro, arte di strada, esposizioni, area kids, gaming, talk e spazi dedicati a food & drink.
La manifestazione è promossa dall’Azienda dei Teatri e dal Comune di Civitanova Marche, con la direzione artistica di Vanessa Spernanzoni e il Banco Marchigiano nel ruolo di special partner. Il programma completo della giornata, che si svilupperà dal tramonto fino a tarda notte, sarà presentato ufficialmente nei prossimi giorni.
Un ospite speciale per celebrare la 27ª edizione di Artemigrante, il Festival di Circo Contemporaneo e Teatro di Strada che torna nel centro storico di Macerata dal 3 al 6 settembre. Tra gli appuntamenti più attesi della manifestazione ci sarà anche Cristina D’Avena, protagonista di una serata dedicata alla musica e alle sue canzoni più conosciute. L’appuntamento è fissato per venerdì 4 settembre in piazza della Libertà.
La presenza dell’artista rappresenta una delle novità della nuova edizione del festival, che da anni porta nelle piazze del centro maceratese circo contemporaneo, teatro di strada, musica, giocoleria, magia e spettacoli. Artemigrante è nato a Macerata nel 2000 e nel corso degli anni è diventato uno degli appuntamenti dedicati alle arti di strada più riconoscibili del territorio.
La serata del 4 settembre sarà dunque l’occasione per cantare insieme a Cristina D’Avena alcune delle canzoni che hanno accompagnato diverse generazioni. Ad affiancarla ci sarà Marco Cecchetti con il suo dj-set, in un appuntamento pensato per coinvolgere il pubblico e aggiungere un momento musicale particolarmente atteso al programma di Artemigrante.
Il festival animerà per quattro giornate le piazze e le vie del centro storico di Macerata, con gli spettacoli distribuiti in diversi luoghi della città. La manifestazione punta ancora una volta a mettere in dialogo le arti performative e gli spazi urbani, trasformando il centro storico in un grande palcoscenico a cielo aperto.
Anche Macerata si prepara alla mobilitazione nazionale contro la riforma della legge sulla caccia e sulla tutela della fauna selvatica. Sabato 29 agosto, alle 18.30, in piazza Mazzini, è in programma un presidio promosso da Salviamo il futuro odv, nell'ambito dell'iniziativa che nel fine settimana coinvolgerà tredici città italiane.
L'appuntamento arriva alla vigilia della pre-apertura della stagione venatoria in diverse regioni e nasce dalla contestazione al disegno di legge sulla caccia, già S.1552 e ora C.2984, che prevede modifiche alla legge 157 del 1992 sulla protezione della fauna selvatica e sul prelievo venatorio.
Il testo è stato approvato dal Senato lo scorso 23 giugno, con 80 voti favorevoli, 56 contrari e due astensioni, e si trova ora all'esame della Camera.
La mobilitazione è stata promossa a livello nazionale da realtà antispeciste, ambientaliste e vegane, che intendono portare all'attenzione dell'opinione pubblica non soltanto la riforma della normativa sulla caccia, ma anche il tema più ampio del rapporto tra attività umane, animali e ambiente.
Lo slogan scelto per le manifestazioni è “Nessun bersaglio”, accompagnato dalla richiesta di fermare il Ddl Caccia e di superare quello che i promotori definiscono un modello basato sull'uccisione degli animali come strumento ordinario di gestione della fauna.
Secondo le realtà che hanno aderito alla mobilitazione, il provvedimento rappresenterebbe la conferma di un modello nel quale l'abbattimento viene considerato una delle principali risposte ai conflitti tra fauna selvatica e attività umane.
I promotori sostengono invece la necessità di puntare maggiormente su prevenzione, tutela degli habitat, riduzione dei conflitti e salvaguardia degli ecosistemi.
La protesta viene inoltre inserita in una riflessione più ampia che collega la questione animale alla crisi climatica, alla devastazione ambientale, al riarmo e alle diverse forme di oppressione.
«Contestiamo un modello che continua a presentare l'uccisione come risposta ordinaria ai conflitti tra attività umane e fauna selvatica», afferma Barbara Balsamo, della Rete ecosocialista romana e tra le organizzatrici del presidio di Roma. «Gli animali non sono numeri da amministrare o bersagli da mettere a disposizione: sono individui».
Il nodo dei danni alla fauna
A sostegno della propria posizione, i promotori richiamano anche alcuni recenti studi scientifici internazionali. Tra gli esempi citati c'è una ricerca pubblicata nel 2026 sulla rivista Biological Conservation, coordinata da Frédéric Jiguet, relativa agli interventi di controllo effettuati in Francia su volpi, mustelidi e alcune specie di uccelli.
Secondo quanto riportato dagli organizzatori, lo studio non avrebbe evidenziato una relazione diretta tra l'intensità degli abbattimenti e la riduzione dei danni dichiarati.
Viene inoltre citato uno studio del 2026 dedicato alla gestione dei cinghiali in Italia, che richiama la complessità dei fattori che influenzano le dinamiche delle popolazioni, tra cui struttura per età e sesso, disponibilità di cibo, habitat, clima e presenza dei predatori.
Per i promotori della mobilitazione, questi elementi dimostrerebbero la necessità di affrontare il problema con una visione più ampia, evitando di considerare l'abbattimento come una risposta automatica.
L'appuntamento di Macerata
Il presidio maceratese si svolgerà dunque sabato 29 agosto alle 18.30 in piazza Mazzini.
L'iniziativa rientra nella mobilitazione nazionale del 29 e 30 agosto, alla quale hanno aderito associazioni, collettivi e realtà impegnate sui temi dell'antispecismo, della tutela ambientale e della giustizia climatica.
L'obiettivo dichiarato è quello di portare nel dibattito pubblico una domanda sul futuro del rapporto tra uomo, fauna e territorio: continuare a considerare gli animali come una risorsa da controllare oppure costruire modelli di convivenza fondati sulla prevenzione e sulla tutela degli ecosistemi.
A Macerata, la risposta dei promotori arriverà sabato pomeriggio, con lo slogan scelto per la mobilitazione: “Nessun bersaglio”
«Di terra. Di acqua. Di fuoco. Di questo sono fatte le mie opere. E di una passione che mi abita da sempre e che si accende quando guardo la materia grezza che ho davanti. Vi sono, come intrappolate, figure che mi ingegno a liberare. Fin da bambino non faccio che questo: prendo un po'; di materiale e gli do forma, che si tratti di un blocco di pietra, un’asse di legno, un pugno di argilla o una noce di cera».
Sergio Baldoni è uno scultore, o come preferisce definirsi lui - un artigiano della materia - che si dedica alla lavorazione artigianale e artistica di materiali quali argilla, pietra, marmo, legno, bronzo.
E proprio "Materia e Pensiero” è il titolo della mostra di sculture che, con il patrocinio del Comune di Corridonia, sarà inaugurata sabato 29 agosto alle ore 18:30 presso le sale espositive di Villa Fermani. La personale, che raccoglie una parte della produzione di Baldoni, sarà aperta al pubblico dal 30 agosto al 6 settembre, tutti i giorni dalle ore 18.00 alle ore 23.00.
«È gratificante constatare a ogni nuova occasione – commenta il Sindaco Giuliana Giampaoli - il gradimento per il programma espositivo avviato a Villa Fermani. L’interesse e l’entusiasmo mostrato dagli artisti e il grande riscontro di pubblico stanno facendo di questo luogo restituito alla città un vero punto di riferimento non solo ricreativo ma anche culturale. Da sabato ospiteremo Sergio Baldoni e le sue opere, sculture che abiteranno le due sale al piano terra della Villa, realizzando un legame ideale con le opere presenti nel Parco».
«Siamo orgogliosi di aprire le porte di Villa Fermani ai talenti del nostro territorio, questa dimora deve essere sempre di più non solo un monumento da ammirare, ma un luogo vivo capace di generare valore culturale, sostenere gli artisti che rappresentano l'anima visiva della nostra terra e avvicinare i cittadini all'arte, soprattutto quelli meno abituati. L’obbiettivo dell’assessorato è di offrire alla comunità e ai visitatori uno spazio di incontro con l'arte di qualità, celebrando nei vari eventi la maestria di pittori, scultori e fotografi della zona che hanno già conquistato il pubblico e la critica. Abbiamo già in programma altre due mostre con cui chiuderemo gli eventi alla villa Fermani, per poi inaugurare la chiesa di San Francesco, che vorremmo usare stabilmente come spazio espositivo ed auditorium, con la straordinaria Mostra su San Francesco a cui stiamo lavorando da oltre un anno» ha aggiunto l'Assessore alla Cultura Massimo Cesca.
Un viaggio nella storia del miele e dell'apicoltura nei monasteri italiani, tra antiche tradizioni, sapienza monastica e nuove esperienze da vivere. È Miele in Convento, la prima edizione dell'evento previsto il 12 e 13 settembre al Convento dei Frati Cappuccini di Renacavata, a Camerino, per raccontare un patrimonio poco conosciuto ma ancora vivo in numerosi monasteri e conventi italiani.
Camerino è uno dei sette comuni della provincia di Macerata che fanno parte de Le Città del Miele, la rete nazionale dei territori che danno origine e identità ai mieli italiani, insieme a Matelica, Monte Cavallo, Montelupone, Sarnano, Urbisaglia e Valfornace, e che valorizza l'apicoltura come elemento di identità territoriale e di attrattiva turistica.
L' evento, promosso dal Comune di Camerino, nasce con la collaborazione dei frati del Convento di Renacavata, del Consorzio Apicoltori di Macerata, dell'Associazione Turistica Pro Camerino e di Le Città del Miele.
Obiettivo è valorizzare una storia antica e affascinante: quella dell' apicoltura nei conventi e nei monasteri italiani, dove per secoli il miele e gli altri prodotti dell' alveare hanno rappresentato una risorsa preziosa per la vita delle comunità religiose.
La prima edizione di Miele in Convento rappresenta in questo senso un' occasione per entrare in un luogo attraverso una chiave di lettura insolita, quella delle api e del miele, e per scoprire come un prodotto della natura possa raccontare secoli di storia, saperi e tradizioni.
Il luogo scelto per la prima edizione di Miele in Convento è particolarmente significativo. Il convento di Renacavata è storicamente riconosciuto come il primo monastero al mondo dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, fondato nel 1528. La sua architettura, i suoi spazi, i boschi circostanti, il giardino e l' apiario vengono custoditi dal lavoro quotidiano della sua comunità religiosa che in questa occasione diventa testimone di un particolare capitolo della storia dell' apicoltura italiana. Per la sua bellezza e contesto paesaggistico in cui si trova, quest' anno il convento è anche tra i candidati più votati (attualmente è al secondo posto in classifica) alla tredicesima edizione dei Luoghi del Cuore del FAI, il censimento dedicato alla cura e alla valorizzazione del patrimonio nazionale.
Miele in Convento sarà soprattutto un' esperienza da vivere. Il programma del secondo weekend di settembre accompagnerà i visitatori alla scoperta di Renacavata e del suo patrimonio, con visite guidate agli spazi monastici e al museo, dove sarà esposto anche un Sant' Ambrogio in bugno, ovvero l' antico alveare di paglia in uso prima della nascita dell' arnia a telaini, che segna lo sviluppo dell' apicoltura moderna, e la possibilità di conoscere da vicino il mondo delle api attraverso l'apiario didattico.
Per i più piccoli sono previsti minicorsi dedicati all' apicoltura, con la possibilità di osservare e comprendere il lavoro delle api e concludere l' esperienza con una merenda a base di miele. Il rapporto tra miele e gastronomia sarà invece protagonista di due menù speciali proposti alla tavola del refettorio del convento dove il miele sarà chiamato a reinterpretare la cucina del territorio.
Non mancheranno gli approfondimenti culturali, con un incontro dedicato al ruolo del miele nell' alimentazione, con degustazioni insolite curate dai giovani esperti della Facoltà di Chimica degli alimenti dell' Università di Camerino, guidati dal professor Gianni Sagratini.
L'evento ospiterà anche una mostra mercato dedicata al miele e ai prodotti tipici.
Un programma pensato per pubblici diversi e per trasformare la visita in un'esperienza completa: conoscere, assaggiare, ascoltare, osservare e incontrare. Un modo originale per entrare nel mondo dell' apicoltura partendo da un luogo dove la storia del miele si intreccia con quella della vita religiosa.
Fin dal Medioevo, infatti, monasteri e conventi furono luoghi di conservazione e trasmissione delle conoscenze sull' apicoltura. Benedettini e cistercensi svilupparono tecniche avanzate per la gestione degli alveari, favoriti anche dagli ambienti rurali ricchi di orti, piante aromatiche e fioriture. Il miele era un alimento prezioso, come altri prodotti dell' alveare con le loro proprietà benefiche, così come la cera serviva per le candele ad illuminare i luoghi di culto.
Una cultura apistica ancora viva e ancora oggi attiva e presente in numerosi monasteri, abbazie e conventi italiani, gestita dalle comunità religiose, spesso in collaborazione con gli apicoltori locali.
Dal successo di un festival alla costruzione di una vera e propria destinazione territoriale. È questa la sfida al centro della giornata di sabato 29 agosto, una delle più significative dell'edizione 2026 del Ginesio Fest, che alle 10, nella Chiesa dei Santi Tommaso e Barnaba, ospiterà il forum “Dal Festival alla Destinazione. Forum di idee per costruire l’identità del Borgo degli Attori”.
L'iniziativa nasce con l'obiettivo di aprire una riflessione sul futuro di San Ginesio e sulle possibilità di trasformare l'esperienza maturata dal festival in un progetto più ampio, capace di produrre valore culturale, turistico e sociale durante tutto l'anno.
Una giornata che metterà a confronto esperienze diverse di sviluppo dei piccoli comuni, con particolare attenzione a identità, turismo lento, cultura, infrastrutture e partecipazione delle comunità.
Tra gli appuntamenti più attesi ci sarà la presentazione della guida “I Cammini della Rinascita. Tesori nascosti dell'Appennino centrale”, promossa dalla Struttura del commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016. Protagonista sarà il senatore Guido Castelli, commissario straordinario alla ricostruzione, che dialogherà con il giornalista e conduttore televisivo Marco Carrara.
Al centro del confronto il ruolo dei cammini e del turismo lento nella valorizzazione del patrimonio diffuso e nel rilancio delle comunità dell'Appennino centrale colpite dal sisma. Una prospettiva che punta a collegare infrastrutture, identità locali, comunità e nuove forme di attrattività.
In questo percorso San Ginesio viene indicato come una delle esperienze più significative del cratere. Il borgo ha infatti investito negli ultimi anni sulla cultura, sulla valorizzazione del patrimonio e sulla costruzione di una visione condivisa di sviluppo, fino a diventare un caso osservato anche al di fuori del territorio regionale.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco Giuliano Ciabocco, la mattinata proseguirà con l'intervento di Giacomo Andreani, founder e CEO di Expirit, sul tema “I piccoli comuni e l’arte del posizionamento”.
L'intervento affronterà una delle questioni centrali per molti borghi italiani: come diventare riconoscibili senza perdere autenticità, costruendo una narrazione capace di valorizzare risorse culturali e identità locali e trasformarle in opportunità per residenti, imprese e visitatori.
Il cuore del forum sarà quindi la tavola rotonda “Paesi che hanno scelto di essere unici”, che metterà a confronto due esperienze territoriali differenti ma accomunate dalla scelta di puntare su una forte identità.
Per Peccioli interverrà Massimiliano Colombi, sociologo, coordinatore scientifico della Fondazione B.Live e coautore del volume Energie Micropolitane. Da Peccioli risonanze per l'Italia. Il suo contributo consentirà di approfondire il percorso del comune toscano, diventato un riferimento nazionale nel campo dell'innovazione territoriale, attraverso i temi della governance e delle relazioni sociali.
Dall'altra parte ci sarà Francesco Mastrandrea, sindaco di Forenza, impegnato nel progetto del “Borgo dei Mosaici”, che punta sull'arte pubblica e sulla rigenerazione urbana per rafforzare identità e attrattività.
Il confronto, moderato da Andrea Agazzani, responsabile dell'Area Destination di Expirit, non si concentrerà soltanto sui risultati ottenuti, ma anche sulle difficoltà e sulle sfide che i piccoli comuni devono affrontare quando scelgono di costruire la propria unicità.
Dal confronto nazionale si passerà quindi alla realtà di San Ginesio con la restituzione del laboratorio partecipativo “Il Borgo degli Attori visto dai bambini”, curato da Elena Santilli. Saranno proprio i più giovani, attraverso idee e suggestioni raccolte durante il percorso, a proporre la loro visione sul futuro del paese e sul significato che il progetto del Borgo degli Attori potrebbe assumere per le nuove generazioni.
La mattinata si concluderà con il dialogo “Il Borgo degli Attori: da intuizione culturale a progetto di destinazione”, che vedrà protagonisti Isabella Parrucci, ideatrice e fondatrice del Ginesio Fest, e Giacomo Andreani.
L'obiettivo sarà capire come il patrimonio di relazioni, reputazione e progettualità costruito dal festival possa trasformarsi nella base di un percorso più ampio, coinvolgendo cittadini, operatori economici e istituzioni nella costruzione di una destinazione riconoscibile e condivisa.
La presenza di Guido Castelli e il confronto tra esperienze nazionali e realtà locali danno al forum una dimensione che va oltre il singolo appuntamento culturale. San Ginesio diventa così, almeno per una giornata, un laboratorio sul futuro delle aree interne italiane, interrogandosi su come i piccoli borghi possano trasformare cultura, identità e patrimonio in strumenti concreti di rinascita.
La sfida, in fondo, è tutta nel titolo dell'incontro: passare dal festival alla destinazione, facendo della cultura non soltanto un appuntamento da calendario, ma uno degli strumenti attraverso cui costruire sviluppo e futuro per la comunità.
Le serate estive sotto le stelle e abbracciati dalla storia, dall'architettura mediavale e dai paesaggi mozzafiato delle Marche continuano.
Domenica 30 agosto, alle ore 21, il castello di Pitino, una delle fortificazioni medievali più affascinanti e strategicamente rilevanti dell'area maceratese, apre le porte per una suggestiva visita guidata.
Situato su una collina a circa 600 metri di altitudine tra San Severino Marche e Treia, il castello di Pitino vanta origini antichissime: l'area era già abitata in epoca picena, come testimoniato dai ricchi reperti archeologici rinvenuti nelle necropoli circostanti.
Riedificato nel XIII secolo come avamposto difensivo a guardia della valle del fiume Potenza, il castello conserva tuttora l'imponente torre maestra alta circa 23 metri, ampi tratti di cortine murarie con torrioni rompitratta, l'antica porta d'accesso e suggestivi edifici sacri incastonati all'interno del perimetro murario. Dalla sua posizione panoramica si gode una vista a 360 gradi che spazia dai monti Sibillini fino al mare Adriatico e al monte Conero.
La visita sarà condotta da Paola Pistoni, guida turistica abilitata della Regione Marche e del Ministero del Turismo, che accompagnerà i partecipanti alla scoperta delle vicende storiche, dei segreti architettonici e dei dettagli del sito.
Per la visita è raccomandabile indossare calzature sportive adeguate a percorsi sterrati e si consiglia di portare con sè una piccola torcia per la camminata notturna.
La visita sarà effettuata al raggiungimento di un numero minimo di 20 persone. Info e prenotazioni obbligatorie.
La frazione di Cesolo si prepara a celebrare quattro giornate di tradizione, devozione religiosa, gastronomia locale e intrattenimento. Dal 27 al 30 agosto prende il via la 106esima Festa di Santa Margherita, abbinata alla 43esima Sagra della Ceca, evento organizzato dalla Pro Cesolo con il patrocinio del Comune.
La ricorrenza dedicata a Santa Margherita prevede un articolato calendario liturgico promosso dalla comunità locale: giovedì 27 agosto visita e comunione ai malati in mattinata. Alle 20:30 si terrà la solenne processione con l'urna di Santa Margherita, seguita dalla Santa Messa.
Venerdì 28 agosto, alle 17, Santa Messa e sante confessioni in chiesa. Sabato 29 agosto, alle 17, adorazione eucaristica e a seguire Santa Messa. Infine domenica 30 agosto Santa Messa con benedizione della santa reliquia sia alle 11 sia alle 17.
La sagra valorizza la tradizione culinaria del territorio proponendo la classica "ceca", tipica focaccia o pasta fritta locale, affiancata da stand con arrosticini, cucina di pesce e cena speciale con asado argentino. Tutti gli stand saranno provvisti di pagamento Pos.
Venerdì 28 agosto alle ore 19 apertura stand gastronomici, con arrosticini, ceche e cucina di pesce. Asporto su prenotazione entro le 12, con ritiro entro le 19. Sempre dalle ore 19 evento Chill con Recidivi, Simoncini & Pugnotti, Emiliano Effe e cena su prenotazione con asado argentino. Alle ore 21 via alla serata danzante con l'orchestra Gianni e Roberto sulla nuova pista da ballo in acciaio.
Sabato 29 agosto, dalle ore 17:30, area bambini e animazione con Pimpi Pampi. Alle 18:30 dimostrazione di tiro alla fune, categoria 460 kg, in collaborazione con R.S. Edilizia e con FIGeST Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali. Alle 18:30 apertura degli stand gastronomici. Dalle ore 21 Chill presenta Pianeta Liga, tribute band di Ligabue, e a seguire dj set firmato Multiradio.
Domenica 30 agosto, alle ore 16:30, motogiro organizzato in collaborazione con Wolf Motorsports. Alle 17:30 apertura degli stand gastronomici e area bambini con animazione Pimpi Pampi. Dalle 18 serata danzante con l'orchestra Marakaibo sulla pista in acciaio.
Contatti e prenotazioni per l'asporto di venerdì 28 agosto al numero 339 3246183. Per la cena con asado del 28 agosto, prenotazioni entro il 26 agosto al numero 334 8780322.
C’è una frase che è rimasta impressa a chi ha partecipato all’incontro “Giustizia Donna” all’ex oratorio di Belforte del Chienti, ed è quella pronunciata dalla dottoressa Elisa Giusti, coordinatrice del Cav Sos Donna Macerata: la violenza spegne. Spegne piano, senza che quasi te ne accorga, ed è proprio questo il motivo per cui riconoscerla resta il passaggio più difficile per chi la vive.
L’appuntamento, patrocinato dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Marche in collaborazione con il Comune e Pro Belforte, ha riunito tre voci diverse ma complementari: quella giuridica, quella dell’accoglienza e quella delle forze dell’ordine, per raccontare insieme un fenomeno che riguarda tutte le famiglie, senza distinzioni.
Elisa Giusti ha spiegato come tutto spesso cominci con il cosiddetto love bombing, quell’eccesso di attenzioni che fa innamorare e che poi, lentamente, si trasforma in controllo, nel linguaggio, nelle scelte, nei no che diventano sempre più difficili da pronunciare. Le donne che si rivolgono al Cav, ha raccontato, spesso lo fanno quando la violenza è già consumata, perché manca la consapevolezza di cosa sia davvero questo servizio e di come possa aiutare prima che sia troppo tardi. Il numero 1522, attivo 24 ore su 24, è proprio pensato per questo: non è una denuncia, ma un primo passo per non sentirsi più sole.
L’avvocato Marco Massei ha invece messo l’accento su un aspetto molto concreto, quello delle prove. La violenza psicologica, ha spiegato, è difficile da dimostrare in tribunale proprio perché non lascia segni visibili, ed è per questo che diventa fondamentale conservare messaggi, registrazioni, testimonianze di chi sta vicino a chi soffre. Anche il mancato pagamento di un mantenimento, ha ricordato, è una forma di violenza economica che va documentata nel tempo. E per chi ha paura di raccontare, esiste la possibilità di essere ascoltate a porte chiuse, con domande che tutelano la persona durante l’audizione.
A completare il quadro è arrivata la testimonianza del maggiore Giulia Maggi, comandante della Compagnia Carabinieri di Tolentino, che durante la serata è stata anche salutata e ringraziata per il servizio svolto sul territorio in occasione del suo trasferimento ad altro incarico. Il maggiore ha raccontato quanto sia importante, per chi lavora sul campo, saper leggere i segnali che una donna porta con sé quando si presenta in caserma: una ciabatta al posto delle scarpe, l’assenza del cellulare, l’agitazione di chi vuole andare via subito, anche senza lesioni visibili, anche quando poi torna sui suoi passi e nega tutto. Sono dettagli che le forze dell’ordine devono imparare a cogliere, perché la vergogna e il timore del giudizio degli altri restano ancora oggi tra i freni più forti al parlare.
Rispetto al periodo della pandemia, ha sottolineato il maggiore Maggi, le denunce sono aumentate, segno che qualcosa si sta muovendo. E la comunità maceratese, ha aggiunto, dimostra ogni giorno di più il desiderio di esserci, di fare rete, perché è proprio lavorando insieme, tra istituzioni, forze dell’ordine e associazioni, che si ottengono i risultati migliori.
Un incontro che ha unito riflessione e strumenti concreti, per ricordare a tutti che nessuna donna dovrebbe mai sentirsi sola davanti alla violenza, e che ogni piccolo passo verso la consapevolezza è già un passo verso la libertà.
Riflettori puntati sulla bellezza e sul talento delle giovani concorrenti. Giovedì 27 agosto Civitanova ospiterà la finale regionale di Miss Marche 2026, appuntamento che torna in città confermando il legame ormai consolidato tra la manifestazione e il territorio.
La serata si svolgerà nell’area portuale, al parcheggio del Mercato Ittico, con inizio alle 21.30. L’ingresso sarà libero e il programma promette una serata all’insegna dello spettacolo, con ospiti e sorprese.
A contendersi il titolo di Miss Marche 2026 saranno le ragazze che hanno superato le selezioni provinciali e conquistato i titoli regionali che consentono l’accesso alle pre-finali nazionali del concorso.
Sarà la giuria a valutare le concorrenti e a decretare, fase dopo fase, le ragazze che accederanno ai turni successivi fino alla proclamazione della nuova Miss Marche.
Un appuntamento che richiama ogni anno il pubblico civitanovese e che rappresenta anche una vetrina per le giovani protagoniste del concorso, pronte a giocarsi l'accesso alle fasi nazionali.
A condurre la serata saranno Marco Zingaretti e Asia Campanelli, Miss Marche in carica, che accompagneranno il pubblico attraverso le diverse fasi della competizione.
L'appuntamento è dunque fissato per giovedì 27 agosto alle 21.30 al Mercato Ittico di Civitanova. Per assistere alla finale regionale l'ingresso è gratuito.
Una nuova opera in ceramica per Porta Vittorio Emanuele II. È questo l'obiettivo di "CeramicAppignano – Convivium", il nuovo concorso internazionale promosso dal comune di Appignano nell'ambito del progetto eco-museale MUDAPP – Museo Diffuso di Appignano.
Appignano, tra le 60 città italiane della ceramica e tra le cinque della Regione Marche, invita artisti, ceramisti e designer italiani e internazionali a progettare un'opera d'arte contemporanea destinata a uno dei luoghi più significativi del borgo storico: la parete interna della Porta Vittorio Emanuele II.
Il tema scelto per questa prima edizione è "Intramoenia – Extramoenia", una riflessione sul rapporto tra appartenenza e libertà, identità e apertura, protezione e scoperta. La porta diventa così non soltanto un elemento architettonico, ma una vera e propria soglia fisica e simbolica tra ciò che è noto e ciò che ancora deve essere esplorato.
"Con CeramicAppignano – Convivium vogliamo dare un nuovo spazio ad una tradizione profondamente radicata nella storia della nostra comunità", spiega il sindaco Mariano Calamita. "La ceramica appignanese, l'arte antica dei nostri 'coccià', è un patrimonio vivo, capace di dialogare con la contemporaneità e di proiettare il nostro territorio verso il futuro".
Secondo il primo cittadino, la nuova opera andrà ad arricchire l'itinerario museale urbano a cielo aperto già presente ad Appignano, contribuendo a raccontare l'identità del paese attraverso gli scorci del centro storico.
"La Porta Vittorio Emanuele II diventerà una soglia ancora più forte e riconoscibile, un luogo in cui la storia di Appignano incontra la creatività degli artisti di oggi e si offre allo sguardo di cittadini e visitatori", aggiunge Calamita.
Un'opera tra tradizione e contemporaneità
La nuova realizzazione dovrà essere prevalentemente in ceramica e svilupparsi su una superficie di circa 280 x 400 centimetri, coprendone almeno il 75%. Il progetto dovrà inoltre essere concepito in forma modulare, attraverso più lastre o elementi distinti, così da garantire sicurezza, stabilità, durata nel tempo e facilità di installazione.
"La scelta del tema Intramoenia – Extramoenia ci permette di raccontare Appignano attraverso una metafora universale", sottolinea l'assessora alla Cultura Lucia Santanatoglia. "La porta è il luogo in cui identità e apertura non si contrappongono, ma si incontrano. Chiediamo agli artisti di interpretare questa soglia con libertà e originalità, costruendo un'opera capace di dialogare con il borgo, con la sua storia ceramica e con la comunità", aggiunge.
Per l'amministrazione, il concorso rappresenta inoltre un'occasione per portare l'arte contemporanea nello spazio pubblico e nella vita quotidiana dei cittadini. Anche il vicesindaco e assessore al Turismo Stefano Montecchiarini evidenzia il valore dell'iniziativa sul piano turistico. "Il concorso valorizza l'arte ceramica come una delle principali attrattive turistiche di Appignano", afferma.
La nuova opera, collocata in un luogo simbolico e di passaggio come Porta Vittorio Emanuele II, sarà infatti parte dell'itinerario museale del borgo e potrà diventare un ulteriore punto di riferimento per cittadini e visitatori interessati a conoscere storia, tradizioni, enogastronomia e patrimonio artistico del territorio.
Come partecipare al concorso
La partecipazione è aperta, singolarmente o in gruppo, ad artisti, ceramisti e designer italiani e internazionali che abbiano compiuto 18 anni entro la scadenza del bando. Ogni partecipante potrà presentare una sola candidatura e i progetti dovranno essere inediti e non essere stati precedentemente presentati in concorsi, premi o esposizioni pubbliche nazionali o internazionali.
La candidatura è gratuita e dovrà essere presentata online attraverso il form pubblicato sul sito del Comune di Appignano entro le ore 12.30 del 14 settembre 2026.
Alla domanda dovranno essere allegati tre fotografie del modello in scala, realizzato nelle misure di 35 x 50 centimetri e ripreso da diversi punti di vista, oltre a una scheda descrittiva del progetto, una breve didascalia con misure, tecniche, materiali e motivazione artistica e un curriculum sintetico dell'autore o del gruppo, della lunghezza massima di 1.000 battute.
La giuria selezionerà fino a un massimo di 20 idee progettuali. Gli artisti selezionati dovranno quindi realizzare e consegnare un modellino tridimensionale in scala 1:8, prevalentemente in ceramica, entro le ore 12 del 16 ottobre 2026.
I modellini saranno esposti durante LEGUMINARIA, la tradizionale manifestazione popolare ed enogastronomica di Appignano che unisce i piatti della tradizione contadina all'antica arte della ceramica, in programma dal 16 al 18 ottobre 2026.
La premiazione si terrà sabato 17 ottobre. Al primo classificato sarà assegnato un premio di 5.000 euro e l'artista vincitore dovrà realizzare l'opera entro sei mesi dalla comunicazione dell'esito.
Durante la mostra sarà inoltre il pubblico a poter esprimere la propria preferenza attraverso una votazione popolare. L'artista più votato dai visitatori avrà la possibilità di allestire gratuitamente una mostra personale nell'ambito dell'edizione 2027 di Leguminaria.
Un progetto che punta dunque a unire la tradizione ceramica di Appignano con la creatività contemporanea, trasformando una delle porte storiche del borgo in un nuovo elemento del percorso artistico e culturale del paese.
Quattro giorni di piazze piene, musica, tradizione e spettacolo hanno accompagnato Morrovalle fino al gran finale della Festa di San Bartolomeo, che lunedì 24 agosto ha chiuso un’edizione particolarmente partecipata. Una manifestazione che, anno dopo anno, continua a essere uno degli appuntamenti più sentiti dell’estate morrovallese.
A catalizzare l’attenzione del pubblico è stato soprattutto Angelo Famao, protagonista del concerto conclusivo in un Piazzale Matteotti gremito. Uno spettacolo trascinante, seguito in particolare da tantissimi giovani che hanno cantato e ballato insieme all’artista trasformando il concerto in una vera festa collettiva. La serata è poi proseguita con l’estrazione della tombola e, a seguire, con il DJ set di Matteo Cecchi, accompagnato dalla voce di Giorgio Paciarelli.
Ma il successo di San Bartolomeo 2026 si misura soprattutto guardando all’intero programma. Fin dalla prima serata la risposta del pubblico è stata importante: dalla commedia dialettale “Roba da matti” al Festival Internazionale del Folklore con Li Pistacoppi, passando per i momenti più legati alla tradizione e alla devozione, come la processione in onore di San Bartolomeo, fino al concerto del Corpo Bandistico “G. Verdi” di Morrovalle. Serate diverse tra loro, capaci però di riunire generazioni e pubblici differenti e di riportare ogni volta tante persone nel cuore della città.
E quest’anno anche una piccola novità, decisamente golosa: durante il concerto conclusivo sono arrivati i bomboloni caldi, alla crema e alla crema al cioccolato, che hanno aggiunto un ultimo sapore di festa a una notte già piena di musica.
Grande la soddisfazione dell’Amministrazione comunale per la riuscita della manifestazione e, soprattutto, grande il ringraziamento rivolto alla Pro Loco Morrovalle, ai suoi volontari e alle associazioni del territorio che hanno lavorato dietro le quinte. Perché dietro una piazza piena ci sono sempre molte persone che montano, organizzano, preparano, sistemano e restano fino all’ultimo.
San Bartolomeo 2026 si chiude così: con Morrovalle piena di gente e con quella sensazione, difficile da costruire a tavolino, che per qualche sera un paese intero abbia avuto voglia di ritrovarsi per festeggiare.
Il Ginesio Fest entra nel vivo con una giornata dedicata alla letteratura, al teatro e alla formazione. La settima edizione della rassegna, diretta da Leonardo Lidi, propone quest'oggi a San Ginesio un programma articolato che mette in dialogo spettacoli, incontri e attività rivolte anche ai più piccoli.
La giornata si aprirà alle 17 alla Biblioteca "Tra le righe" con la presentazione di "Irene", libro scritto da Caroline Baglioni e Michelangelo Bellani, pubblicato dalla casa editrice Rrose Sélavy.
Alle 18, invece, saranno due gli appuntamenti in programma. In piazza Alberico Gentili è prevista la restituzione del laboratorio per bambini "Il più grande illusionista del mondo", condotto da Ivan Mistreko. Un momento pensato per portare nello spazio pubblico il lavoro svolto con i più piccoli, trasformando il tema dell'illusione in un'esperienza concreta e condivisa.
Alla stessa ora, all'Auditorium Sant'Agostino, andrà in scena "Per sempre", spettacolo di Alessandro Bandini prodotto da LAC Lugano Arte e Cultura. Il lavoro nasce dalle lettere e dalle cartoline inedite di Giovanni Testori, figura centrale della cultura italiana del Novecento, e racconta la relazione tra lo scrittore e il mercante d'arte francese Alain Toubas.
Al centro dello spettacolo c'è una corrispondenza intensa, composta da lettere scritte in francese, disegni e cartoline, attraverso la quale emerge un lato meno conosciuto di Testori. Una storia d'amore fatta di desiderio, dolore e bisogno di sentirsi amati, che permette di rileggere la figura dello scrittore attraverso una prospettiva contemporanea.
La serata del Ginesio Fest subirà invece una variazione rispetto al programma originario. Per importanti motivi di salute, lo spettacolo "Abracadabra", inizialmente previsto alle 21.15 al Chiostro Sant'Agostino, è stato sostituito da "The End" di Babilonia Teatri.
Il riallestimento dello spettacolo, a quindici anni dal debutto, vedrà sul palco Valeria Raimondi, Enrico Castellani e Luca Scotton, con la produzione di Babilonia Teatri e SCARTI Centro di Produzione Teatrale d'Innovazione.
"The End" affronta uno dei grandi tabù della contemporaneità: la morte. In una settima edizione del festival dedicata alle "Illusioni", lo spettacolo mette in discussione proprio l'idea dell'eterna giovinezza e dell'immortalità, interrogando il rapporto tra la società contemporanea e il tema della fine.
La morte, spiegano gli autori, viene spesso rimossa, nascosta e separata dalla quotidianità. Vecchiaia, malattia e morte vengono allontanate dallo sguardo, mentre l'illusione di poter prolungare indefinitamente la vita alimenta la difficoltà di confrontarsi con la propria fragilità.
A quindici anni dalla prima rappresentazione, "The End" torna così a interrogare il confine tra vita e morte, mantenendo al centro le contraddizioni di un presente che vorrebbe cancellare l'idea della fine. Uno spettacolo che, nelle parole della compagnia, vuole essere allo stesso tempo "un grido e una carezza": un gesto verso chi se ne va e verso ciò che lascia, ma anche una riflessione sulla difficoltà di accettare ogni conclusione.
Con questa giornata, il Ginesio Fest conferma dunque la propria vocazione a costruire un programma in cui il teatro non vive isolato, ma dialoga con la letteratura, la formazione e la comunità, trasformando San Ginesio in uno spazio di incontro e confronto attraverso le diverse forme della scena contemporanea.
Sarà Giorgio Montanini a chiudere la stagione di “Voci&Orizzonti”, la rassegna organizzata dall’Unione Montana dei Monti Azzurri e dal Comune di Ripe San Ginesio. L’appuntamento è per venerdì 28 agosto all’Arena La Cava, dove lo stand-up comedian fermano porterà in scena il suo live.
Per l’ultimo spettacolo della rassegna l’attesa è alta: restano pochissimi biglietti disponibili su Ciaotickets e l’Arena si prepara ad accogliere fino a mille spettatori.
Montanini, tra i nomi più conosciuti della stand-up comedy italiana, è atteso sul palco con il suo stile diretto, irriverente e provocatorio, fatto di comicità ma anche di riflessioni e punti di vista destinati a mettere il pubblico di fronte a temi e domande non sempre comodi.
Una scelta che rappresenta anche il carattere della rassegna, che nel corso dell’estate ha proposto appuntamenti diversi per linguaggi e contenuti, alternando comicità, giornalismo, approfondimento e musical.
Una stagione di spettacoli e partecipazione
L’appuntamento di venerdì arriva al termine di una stagione che ha visto l’Arena La Cava protagonista di una serie di eventi capaci di richiamare pubblico e attenzione sul territorio.
“Voci&Orizzonti” ha puntato su una proposta diversificata, con l'obiettivo di mettere insieme intrattenimento e cultura, offrendo occasioni di confronto oltre che di spettacolo.
La partecipazione registrata nei diversi appuntamenti e la varietà degli ospiti hanno contribuito a rafforzare il ruolo dell’Arena La Cava come spazio dedicato agli eventi e alla socialità.
Per Ripe San Ginesio, inoltre, la rassegna rappresenta un ulteriore tassello di una vocazione culturale che negli anni ha portato il piccolo centro dei Monti Azzurri a ospitare iniziative e manifestazioni rivolte a un pubblico sempre più ampio.
Ora tocca a Giorgio Montanini chiudere il programma. Venerdì 28 agosto l’Arena La Cava si prepara dunque al gran finale, con una serata dedicata alla stand-up comedy e uno spettacolo che promette di alternare risate, provocazioni e riflessioni.
È ufficialmente iniziata la nuova stagione del Luna Park di Villa Potenza, che resterà aperto fino al 6 settembre. Un appuntamento ormai consolidato nel calendario delle iniziative di fine estate di Macerata e che, insieme al September Fest, accompagna la città verso la conclusione degli eventi di agosto.
Quella del Luna Park è una tradizione che affonda le proprie radici nella storia della città. I primi intrattenimenti di questo tipo risalgono infatti agli anni Cinquanta, quando le attrazioni muovevano i primi passi ai Giardini Diaz.
Oggi quella tradizione prosegue a Villa Potenza con un parco composto da 50 attrazioni, dieci delle quali pensate specificamente per i bambini. Uno spazio rivolto a un pubblico di tutte le età, con l'obiettivo di offrire occasioni di divertimento e socialità per famiglie, giovani e visitatori.
Il taglio del nastro si è svolto alla presenza dell'assessore al Commercio Giuseppe Romano e dell'assessore alla Sicurezza Paolo Renna, dando ufficialmente il via all'edizione di quest'anno.
Il connubio con il September Fest
Il Luna Park si svolge in concomitanza con il September Fest, in programma fino al 6 settembre nell'adiacente Centro Fiere di Villa Potenza. Una vicinanza che permette di concentrare nell'area diverse occasioni di intrattenimento e aggregazione.
“Il Luna Park è una tradizione che fa parte della storia della nostra comunità e siamo felici di poterla rinnovare anche quest'anno”, commenta l'assessore Giuseppe Romano.
“È un luogo dove famiglie, bambini e giovani possono incontrarsi e trascorrere momenti di divertimento e spensieratezza. Un appuntamento che si integra perfettamente con il September Fest in un connubio di socialità, aggregazione e divertimento che trova nel Centro Fiere la sua dimensione naturale”, aggiunge.
L'assessore ha quindi rivolto un ringraziamento agli organizzatori e alle famiglie che rendono possibili queste iniziative, oltre che agli uffici comunali, con particolare riferimento all'Ufficio SUAP e alle Attività Produttive, per il lavoro svolto in vista della realizzazione dell'evento.
CIVITANOVA MARCHE - Dieci anni di lavoro, sacrifici, soddisfazioni, difficoltà, incontri e soprattutto persone. Ieri sera Officina Ristorante ha celebrato il suo decimo anniversario con una grande festa che ha riunito clienti, amici, collaboratori, ex collaboratori e tante delle persone che, in momenti diversi, hanno contribuito a costruire la storia del ristorante.
Una serata partecipata e speciale, vissuta con entusiasmo ma anche con la consapevolezza del percorso fatto per arrivare a questo importante traguardo. La storia di Officina nasce infatti da zero.
Il suo titolare, Vittorio Rastelli, arriva nelle Marche dall’Abruzzo dopo aver conosciuto quella che sarebbe diventata sua moglie, Giada. Inizia così una lunga gavetta nel mondo dell’intrattenimento e della ristorazione, passando dalle discoteche del territorio fino all’esperienza in uno dei locali più conosciuti della zona negli anni passati. Esperienze che contribuiscono a formare il suo percorso e che, passo dopo passo, lo portano alla decisione di costruire una propria realtà. È così che nasce Officina.
«Siamo partiti praticamente da zero – racconta Rastelli – e abbiamo costruito tutto un mattoncino alla volta. Quando riguardo questi dieci anni penso soprattutto alle persone che hanno condiviso con noi questo percorso e a quanto ognuna abbia lasciato qualcosa».
Fondamentale, in questi anni, il sostegno della famiglia: i genitori Franca e Camillo, la moglie Giada, sempre al fianco di Vittorio nel percorso personale e professionale, e la sorella Giorgia, oggi punto cardine all’interno della struttura del ristorante.
«Senza la mia famiglia questa storia sarebbe stata molto diversa. Ognuno mi ha sostenuto e accompagnato in maniera importante e, soprattutto nei momenti più difficili, sapere di poter contare su di loro ha fatto la differenza».
Accanto alla famiglia, ci sono state le tante persone che negli anni hanno lavorato a Officina: chef, professionisti della sala e ragazzi alla prima esperienza, alcuni dei quali hanno poi intrapreso percorsi professionali importanti.
«Ringrazio tutti gli chef che hanno collaborato con noi e tutti i ragazzi che hanno lavorato a Officina. Alcuni hanno costruito carriere importanti e siamo orgogliosi di aver contribuito, magari anche solo in parte, alla loro crescita. Sapere che per qualcuno Officina è stata un trampolino di lancio è una delle soddisfazioni più belle».
Un percorso di dieci anni, naturalmente, non è stato privo di difficoltà. Ci sono state anche scelte sbagliate, rapporti che si sono rivelati non adatti e situazioni che hanno richiesto decisioni difficili. Ma anche questo, per un’attività costruita e cresciuta nel tempo, fa parte del percorso.
«Abbiamo sbagliato anche noi e abbiamo dato fiducia a persone che magari non la meritavano. Abbiamo però imparato a riconoscere ciò che non era più sano per la nostra realtà e ad avere il coraggio di cambiare strada. Anche gli errori fanno crescere e, guardando indietro, siamo orgogliosi di aver sempre scelto di andare avanti».
A rendere ancora più significativo questo anniversario sono stati gli innumerevoli attestati di stima arrivati in questi giorni. Migliaia di auguri e messaggi sono arrivati attraverso WhatsApp, Facebook, Instagram, e-mail e gli altri canali social. Officina, che oggi conta una community di circa 10.000 follower, ha ricevuto un’ondata di affetto che ha particolarmente colpito la famiglia e tutta la squadra.
Tra i messaggi, un concetto è tornato più volte: Officina viene percepita come un posto di riferimento, un luogo del cuore, un posto dove sentirsi accolti e a casa.
«È stata forse la cosa che ci ha emozionato di più. Ricevere così tanti messaggi e leggere che per tante persone Officina è un posto del cuore, un punto di riferimento, ci rende davvero felici. È esattamente quello che abbiamo sempre voluto essere per i nostri clienti: un luogo dove tornare, stare bene e sentirsi accolti».
La festa di ieri ha rappresentato così un momento per celebrare non soltanto un’attività che raggiunge un traguardo importante, ma soprattutto il rapporto costruito negli anni con le persone che hanno scelto Officina.
E il decimo anniversario non vuole essere un punto di arrivo. Officina guarda già alla prossima estate, quando verrà realizzato un grande evento dedicato a questo importante traguardo, pensato per celebrare ancora una volta i dieci anni e aprire simbolicamente un nuovo capitolo della storia del ristorante.
«Dieci anni sono un traguardo importante, ma per noi sono solo l’inizio. Abbiamo ancora voglia di crescere, di migliorare e di sorprendere. E la cosa più bella è sapere che tutto quello che abbiamo costruito è diventato, per tante persone, parte della propria storia».
Ieri sera Officina ha festeggiato dieci anni. Dieci anni costruiti un mattoncino alla volta. E una storia che, adesso, ha ancora molte pagine da scrivere.
(Articolo pubbliredazionale)
Migliaia di candele, le canzoni di Lucio Battisti e l'atmosfera dell'Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati: sabato 22 agosto, alle 21:30, arriva "Lumina – I concerti a lume di candela" con lo spettacolo "Emozioni – Omaggio a Lucio Battisti".
Dopo una tournée nazionale caratterizzata da numerosi sold out, Lumina approda a Porto Recanati con uno spettacolo pensato per unire musica e luce in un'esperienza suggestiva e dal forte impatto emotivo.
L'Arena Beniamino Gigli si trasformerà per una sera in uno spazio sospeso nel tempo, avvolto dalla luce calda e vibrante di migliaia di candele. Una scenografia intima e particolare, progettata per accompagnare il pubblico nell'ascolto e valorizzare ogni momento dello spettacolo.
Al centro della serata ci sarà il tributo a Lucio Battisti, uno dei protagonisti più importanti della storia della musica italiana. Il pubblico potrà riascoltare alcuni dei suoi brani più celebri, tra cui "Emozioni", "Il mio canto libero", "I giardini di marzo" e "Con il nastro rosa", proposti attraverso arrangiamenti eleganti e interpretazioni intense.
A dare voce e anima allo spettacolo saranno Leandro Ghetti, alla voce, pianoforte e chitarra acustica, e Andrea Adami, alla chitarra acustica, chitarra elettrica e cori. I due musicisti saranno protagonisti di un dialogo musicale pensato per valorizzare le diverse sfumature delle canzoni di Battisti.
Prodotto e organizzato da Dream Up Production in collaborazione con Isolani Spettacoli e Amat, "Lumina" è stato ideato da Emanuela Todesco e Giacomo Isolani. L'obiettivo è proporre non soltanto un concerto, ma una vera esperienza emozionale, invitando il pubblico a rallentare e lasciarsi coinvolgere dall'incontro tra musica, luce e poesia.
Ogni nota sarà accompagnata dalla danza delle candele, creando un'atmosfera intima e senza tempo per una serata dedicata alla musica di Battisti e alle emozioni che le sue canzoni continuano a suscitare.
L'appuntamento è dunque per sabato 22 agosto alle 21:30 all'Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati. I biglietti sono disponibili su TicketOne, presso i punti vendita autorizzati e alla biglietteria del Teatro.