"Analizzando le possibili esigenze, per queste prime settimane siamo giunti, con il Vicesindaco e Assessore al Turismo Silvia Luconi, insieme all’Associazione Tolentino Arte e Cultura alla definizione degli orari di riapertura dei musei. Mi preme sottolineare che, per quanto riguarda la sala lettura, sarà aperta anche tre mattine, oltre ai pomeriggi. Alla luce del Decreto del Ministro della salute il sabato e la domenica, per accedere alle nostre strutture museali, è necessario prenotare almeno entro il giorno precedente alla visita ai seguenti numeri 333/1370703 - 0733/973349".
A precisarlo è l’Assessore alla Cultura Silvia Tatò, in merito agli orari di apertura dei musei, delle mostre e della sala lettura di Tolentino.
"Ovviamente – conclude l’Assessore Tatò - l'orario di apertura potrà variare in caso di misure meno restrittive da parte del Governo".
Questi i nuovi orari di apertura:
Castello della Rancia: dal martedì al venerdì dalle ore 10.30 alle ore 13.00 e dalle ore 15.30 alle ore 19.00 – Sabato e domenica su prenotazione, castellorancia@gmail.com
Miumor – Museo dell’Umorismo, Palazzo Sangallo: dal martedì al giovedì dalle ore 15.30 alle ore 19.00. il venerdì dalle ore 10.30 alle ore 13.00 e dalle ore 15.30 alle ore 19.00. Il sabato e la domenica su prenotazione.
Mostra “Il Volto di una Città. Tolentino tra ‘700 e ‘800”, via Parisani: dal martedì al giovedì dalle ore 15.30 alle ore 19.00; il venerdì dalle ore 10.30 alle ore 13.00 e dalle ore 15.30 alle ore 19.00. Il sabato e la domenica su prenotazione.
Sala Lettura (ex centrale del Ponte) – zona verde Ponte del diavolo: il lunedì dalle ore 9 alle ore 12 e dalle ore 15 alle ore 18; il martedì dalle ore 15 alle ore 18; il mercoledì dalle ore 9 alle ore 12 e dalle ore 15 alle ore 18; il giovedì dalle ore 15 alle ore 18; il venerdì dalle ore 9 alle ore 12 e dalle ore 15 alle ore 18; il sabato e la domenica chiuso.
Dopo mesi di restrizioni e chiusure da domani, martedì 27 aprile, finalmente riapriranno i musei della città, mentre già da oggi è fruibile la Biblioteca Mozzi Borgetti, e sarà così possibile tornare a godere delle bellezze artistiche e culturali della città con ingresso gratuito e in totale sicurezza.
“Siamo pronti con un programma di mostre, laboratori, workshop e incontri fino all’autunno – interviene l’assessore alla Cultura Katiuscia Cassetta -. Una piacevole sorpresa ci sarà per un uso diverso del cortile di Palazzo Buonaccorsi, centro di tante e interessanti iniziative. Uno spazio aperto alla città e ora, che siamo più sicuri e soprattutto che speriamo di tenere aperto con continuità, terremo informato il nostro pubblico e, ci auguriamo, i tanti turisti che raggiungeranno la nostra città”.
I Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi riapriranno gratuitamente fino all’11 maggio e saranno visitabili dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18 con prenotazione obbligatoria, da effettuare almeno un giorno prima, inviando una e - mail a info@maceratamusei.it .
Dal 7 maggio al 30 agosto i Musei ospiteranno un’importante retrospettiva dedicata a Tullio Crali protagonista del Novecento italiano e figura chiave del secondo futurismo, a cura di Barbara Martorelli, organizzata dal Comune di Macerata e da Macerata Musei in collaborazione con l’associazione culturale Futurcrali e il patrocino della Regione Marche.
Da domani riaprirà anche l’Ecomuseo di Villa Ficana, visitabile nelle giornate di venerdì, sabato e domenica, dalle 16 alle 19, con prenotazione obbligatoria, anche in questo caso almeno un giorno prima, da effettuare telefonando allo 0733/470761 o inviando una email a museovillaficana@gmail.com .
Per garantire la massima sicurezza dei visitatori e del personale saranno adottate tutte le norme anticontagio nel rispetto delle indicazioni ministeriali. I visitatori avranno accesso contingentato negli spazi e dovranno rispettare alcune semplici regole: indossare la mascherina in ogni sede, igienizzare le mani con i prodotti messi a disposizione, rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro con gli altri visitatori.
Da oggi, lunedì 26 aprile, riaperta al pubblico anche la Biblioteca comunale Mozzi Borgetti. La Sala delle Terme, sarà fruibile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.30 e dalle 14 alle 18.30. Prevista un’interruzione temporanea dalle 13.30 alle 14 per consentire l’igienizzazione dei tavoli che, per questo motivo, dovranno essere liberi.
Per il rispetto delle norme anticontagio il numero di posti è stato limitato a 23 per garantire la distanza tra gli utenti e l’accesso sarà consentito fino ad esaurimento della disponibilità. All’ingresso gli utenti sottoporsi alla misurazione della temperatura e dovranno provvedere all'igienizzazione delle mani. Durante la permanenza nella sala di lettura e per ogni spostamento all'interno della biblioteca è obbligatorio l'uso della mascherina. Naturalmente sono vietati gli assembramenti.
Per quanto riguarda i prestiti non è più necessaria la prenotazione per prendere o restituire libri durante gli orari di apertura della biblioteca.
Rimane invece necessaria la prenotazione, tramite e - mail da inviare all’indirizzo biblioteca@comune.macerata.it, per la consultazione dei fondi speciali e dei libri nella sala
Da domani (martedì 27 aprile) i musei settempedani tornano a riaprire le porte al pubblico e ai visitatori. Il Comune di San Severino Marche informa che, a seguito dell’Ordinanza del ministro della Salute del 23 aprile scorso, il ritorno delle Marche in zona gialla farà ripartire le principali raccolte d’arte secondo i seguenti orari:
- PINACOTECA CIVICA "P.TACCHI VENTURI"
dal martedì al venerdì dalle ore 9,30 alle ore 13
sabato, domenica e festivi dalle ore 9,30 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19
- MUSEO ARCHEOLOGICO “G. MORETTI”
venerdì dalle ore 15 alle ore 19
sabato, domenica e festivi dalle ore 9,30 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19
- MUSEI DI BORGO CONCE
venerdì dalle ore 15 alle ore 19
sabato, domenica e festivi dalle ore 9,30 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19
(solo su prenotazione al n. 0733638414 entro il giorno precedente alla visita)
A seguito delle recenti misure varate dal DPCM del 26/04/2021 in merito all’emergenza sanitaria in atto, che prevedono la riapertura - nelle regioni classificate Gialle - di musei e altri siti culturali, la città di Recanati si prepara al meglio per accogliere visitatori e turisti nelle strutture del circuito museale “Infinito Recanati”.
Da sabato 1 maggio, l’Ufficio Turistico di via Leopardi e la Torre del Borgo/MUREC apriranno al pubblico nelle giornate di sabato e domenica, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie dettate dall’attuale fase pandemica.
Per accedere alla Torre del Borgo sarà necessaria la prenotazione obbligatoria.
Maggiori dettagli sulle modalità d’accesso saranno forniti sui siti web www.infinitorecanati.it e www.myrecanati.it
Per quanto riguarda invece il Museo Civico di Villa Colloredo Mels e il Museo Beniamino Gigli sarà necessario attendere ancora qualche altro giorno per la riapertura; nel primo sito si stanno infatti realizzando importanti lavori sugli impianti antincendio e altre migliorie, che stanno interessando tutti gli spazi del vasto polo culturale, mentre all’interno del Teatro Persiani, che ospita il Museo Gigli, sono in via di ultimazione i lavori del Museo della Musica.
Dal 3 maggio le canzoni dei finalisti in onda su Rai Radio 1 e al via la gara su Facebook per eleggere 2 vincitori
Presentati in concerto in anteprima nazionale i 16 finalisti della XXXII edizione di Musicultura, dal Teatro Persiani di Recanati, in diretta su Rai Radio 1, la radio ufficiale dell'evento.
Una grande serata di musica d’autore live condotta da John Vignola con la partecipazione di Marcella Sullo e Duccio Pasqua in collegamento dagli studi di Roma di Saxa Rubra di Rai Radio 1. Ospite della serata il poeta e scrittore Guido Catalano tra i membri del Comitato di Garanzia di Musicultura. “Non avrei mai pensato di essere nell’ importante Comitato insieme a Vasco Rossi e a tanti altri grandi musicisti – ha detto Catalano - Io amo la musica, è stato bellissimo poter leggere le mie poesie accompagnato dai musicisti a Musicultura. Sono sopravvissuto alla pandemia scrivendo fiabe, leggendo libri e ascoltando musica".
Dalla Regione Marche il saluto dell’Assessore alla Cultura Giorgia Latini “E’ un grande piacere portare il mio saluto a Musicultura simbolo e eccellenza culturale delle Marche capace di valorizzare la nostra identità e di trasmettere a livello nazionale e nel mondo l’immagine della nostra straordinaria regione. Oggi più che mai, dopo la chiusura prolungata per la crisi sanitaria che ha creato danni non solo economici ma anche psicologici e sociali, sostenere e promuovere eventi culturali significa porre le basi per il benessere della comunità, il rilancio e la rinascita delle Marche. Grazie a Musicultura riparte quindi lo spettacolo, le emozioni e il territorio. Mi congratulo per questa manifestazione che dal 1990 contribuisce all’evoluzione stilistica e al ricambio generazionale della canzone italiana aprendo al dialogo intergenerazionale dove nuovi linguaggi espressivi si confrontano con la tradizione".
Il Sindaco di Recanati Antonio Bravi nel dare il benvenuto ai giovani finalisti ha sottolinato il legame culturale che c’è tra Recanati Musicultura e la poesia ricordando la figura dello storico fondatore e direttore artistico del Festival Piero Cesanellli: “Qui a Recanati abbiamo tutti amato Piero Cesanelli, la città lo vuole ricordare intitolando a suo nome il largo dove è ubicato il nostro storico Teatro Persiani.”
“E’ veramento bello ritrovarsi insieme ad ascoltare la musica dal vivo nel Teatro della città – ha aggiunto l’Assessora alla Cultura del Comune di Recanati Rita Soccio- Recanati non si è mai fermata, la cultura è il motore che ci ha spinto a realizzare sempre nuove idee e progetti per vivere meglio.” Presente alla serata, la seconda città del Festival, Macerata, con l’ Assessore ai grandi eventi del Comune Riccardo Sacchi “Macerata e Recanati oggi in Italia sono le città per cantare. Ci avviciniamo con grande impazienza ed entusiasmo a vivere la settimana delle serate finali di Musicultura di giugno a Macerata".
Presentatori d’eccezione, per una notte, anche i giovani studenti delle Università di Camerino e Macerata nei lanci dei 16 artisti finalisti sul palcoscenico del Persiani.
Ad aprire la carrellata delle esibizioni Henna con Au revoir una canzone che scopre un amore destinato a finire, eseguita dalla cantautrice Valtellinese con verve espressiva ed originalità di pensieri.
Con un brano dagli orizzonti sonori nitidi e un approccio interpretativo tagliente, il produttore e artista triestino Sesto si e sibito con Sbalzi una canzone con un equilibrio suggestivo tra densità e rarefazione.
Valanghe è la canzone proposta da Elasi, una galassia di spunti stilistici condensati in un sound personale; un bell’invito a tuffarsi nel ballo della vita.
Ciao sono Vale, un nome d’arte che è gia una presentazione e una canzone che parla di un amore corrisposto che trova nel fuoco di un rapporto a due il rifugio dal freddo del mondo: Tutto ciò che vuoi eseguita con una voce intensa e un arrangiamento calibrato.
Caravaggio, da Latina, con una vocalità moderna e personale, ha presentato la canzone Le cose che abbiamo amato davvero, il pathos di una verità amara, figlia della vita vissuta.
Come tirarsi fuori da una relazione tossica, Elvira Caobelli lo racconta con forza e passione nel brano Grazie a Dio ne sono fuori, una canzone minimale nella forma e potente nella sostanza.
I The Jab si sono esibiti con ritmo, melodia e fluidità nel brano Giovani favolosi, una prova matura, figlia della volontà di rispondere artisticamente a sé stessi.
Lune storte è la canzone di Luk di Napoli un evocativo flusso di coscienza, tra sonorità dilatate e avvolgenti aperture melodiche.
La gioia della passionalità e lo stupore dell’amore vissuti e cantati senza rete, sono i temi di Miglio nella canzone Pornomania, una freccia che va diritta al centro.
I Sudestrada con un elettro-pop ispirato e un testo levigato hanno presentato Bazar, la descrizione di un romantico altrove in bilico tra sogno e realtà.
Una canzone di sentimento e solitudine quella presentata dai fratelli Brugnano in Canzoni da mangiare insieme, la poetica sincerità del pensare l’amore in presa diretta.
La radio è la canzone sbarazzina, felicemente vestita in abito rétro di Mille che ha espresso con voce frizzante, ritmo in battere e ritornello trascinante.
Sara Rados con parole giuste, cercate con cuore e fatica ha presentato Carapace un brano spiazzante, onirico e al tempo stesso concreto.
La sincerità di un ventenne che si interroga sul proprio futuro in una ballad dai toni delicati e struggenti è la canzone presentata da Lorenzo Lepore: Futuro.
I The Pax Side Of The Moon si sono esibiti con la canzone-inno Lombardia (dicon tutti che sei mia…) la Lombardia e le sue genti stilizzate con ironia, autoironia e tenerezza.
Francesca Romana Perrotta ha chiuso il concerto dei 16 artisti finalisti con la canzone d’amore Dentro a un bar: entrare in un bar e riconoscere lui, seduto di spalle, in un attimo sentirsi riavvolgere dalle spire di una storia d’amore.
Da lunedì 3 maggio Rai Radio 1 prenderà in consegna le canzoni finaliste per accompagnarle nelle case degli italiani nelle trasmissioni di Radio 1 Music Club e Stereonotte condotte rispettivamente da John Vignola e Duccio Pasqua. Lo stesso giorno si aprirà la gara sulla pagina Facebook di Musicultura per l’elezione del pubblico, a suon di like, di due degli otto vincitori finali del Festival. Gli altri sei vincitori saranno decretati dal prestigioso Comitato di Garanzia di Musicultura composto da Claudio Baglioni, Brunori Sas, Diego Bianchi, Francesco Bianconi, Luca Carboni, Francesca Archibugi, Enzo Avitabile, Alessandro Carrera, Guido Catalano, EnnioCavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Gaetano Curreri, Teresa De Sio, Niccolò Fabi, Frankie hi-nrg mc, Giorgia, Dacia Maraini, Mariella Nava, Gino Paoli, Antonio Rezza, Vasco Rossi, Ron, Enrico Ruggeri, Tosca, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi, Riccardo Zanotti.
In otto saliranno sul palcoscenico dello Sferisterio di Macerata, insieme ai grandi ospiti delle serate finali, nella settimana del Festival tra il 14 e il 19 giugno, dove si contenderanno il titolo di vincitore assoluto e l’ambito Premio Banca Macerata di 20 mila euro.
Il Comune di Civitanova Marche ha conferito al circolo “Sibilla Aleramo” di Legambiente l’incarico per la gestione dell’area floristica protetta denominata “Tre Case”, acquisita in comodato d’uso dall’Ente dalla società agricola Vallesi mediante precedente atto.
Da diversi anni, l’accordo tra Comune, privati e Legambiente ha permesso la tutela ambientale di quell’area ubicata sul litorale tra il Comune di Civitanova Marche e quello di Porto Potenza Picena dove sono presenti specie floristiche rare e in via di estinzione, nelle quali è proibita la raccolta, l’estirpazione o il danneggiamento di piante appartenenti a specie che vi crescono spontaneamente.
Dall’incontro di stamattina, che si è svolto della sala della Giunta comunale, è emerso in maniera unanime che il progetto cresce insieme all’attenzione ambientale della città. La firma di oggi è andata ben oltre la sottoscrizione di un documento di durata annuale, ma è stata utile ad impostare la visione futura dell’area, verso una gestione istituzionale e pluriennale, che punta ad un turismo in chiave naturalistica molto ricercato dai visitatori del Nord Europa. Il suggerimento del dott. Marco Cervellini, membro del consiglio direttivo e responsabile aree protette del circolo Sibilla Aleramo, è stato recepito dal sindaco Fabrizio Ciarapica e dall’assessore al Verde pubblico Giuseppe Cognigni, i quali hanno ribadito gli obiettivi di una Civitanova più verde, più attenta alla tutela dell’ambiente e degli animali.
Per il Comune di Civitanova Marche erano presenti il dirigente Settore IV Andrea Castellani e la dipendente Giuditta Di Bonaventura.
“Ci tenevo molto a quest’incontro – ha dichiarato il sindaco Ciarapica – perché al di là del rinnovo della convenzione mi dà l’occasione per ringraziare il presidente Belforte e tutto il Circolo di Legambiente “Sibilla Aleramo” per il lavoro svolto in tutti questi anni. Giorgia Belforte è da 30 anni a capo del sodalizio e si è battuta ed ha lavorato per una città più pulita e attenta al verde e con un’anima animalista. Bene ha fatto a pungolare e proporre alle varie amministrazioni questi temi e con vero orgoglio ricevo da lei il plauso per le tante piantumazioni in città, cui si aggiunge la manutenzione dei verdi e dei parchi, l’apertura delle aree di sgambamento cani e l’obiettivo di portare avanti il progetto del parco fluviale del Chienti con i percorsi pedonali e ciclabili”.
Anche il dott. Marco Ciarulli, direttore Legambiente Marche si è detto felice di questa unione di intenti e dell’impegno verso un percorso di crescita integrato.
L’assessore al Verde e decoro urbano Giuseppe Cognigni, ha anticipato la volontà di proseguire con le piantumazioni dei viali della città, programma che ha trovato un positivo riscontro tra tanti cittadini.
“Civitanova punta sul verde come parte di una riqualificazione generale che la farà diventare sempre più città di riferimento della Regione – ha detto Cognigni. L’Amministrazione lavora a stretto contatto con associazioni e con chi voglia portare avanti progetti e idee per il miglioramento della città”.
“Legambiente – ha concluso Giorgia Belforte – è ben felice di occuparsi di questa importante area da recuperare e gestire ai soli fini della conservazione dell’ambiente naturale. Nel rispetto della normativa legata al Covid, proseguiremo nell’opera di formazione e crescita della coscienza ecologica dei cittadini ed in particolare dei giovani. Il mio plauso al Sindaco Ciarapica sia per le tante piante messe a dimora in questi anni sia per il progetto fluviale del Chienti, a cui tengo particolarmente perché unisce natura ed arte con i percorsi delle preziose abbazie; è proprio un bel segnale quello di voler investire sull’ambiente e sulla vegetazione oltre che un lascito doveroso alle generazioni future”.
Siglato il protocollo d’intesa tra l’Amministrazione comunale di Recanati e l’Associazione Inside Marche Live, rappresentata da Enjoy Marche Italy di Greenwich Viaggi Turismo di Ancona, per la valorizzazione e la promozione turistica del territorio, per lo sviluppo di tutta la filiera locale, in collaborazione con l’Associazione degli Operatori Turistici di Recanati e Sistema Museo.
“L’obiettivo è quello di puntare su un turismo etico e rispettoso dell’ambiente, della identità del nostro territorio e delle persone che lo abitano – ha dichiarato il Sindaco Antonio Bravi - e al contempo su un’idea di viaggio che promuova la conoscenza delle nostre bellezze naturalistiche e artistiche che poggiano le basi su una grande storia artigianale tutta da scoprire. Il nostro meraviglioso“borgo antico” che tutta Italia conosce per la grande poesia di Leopardi è pronto a rilanciare turisticamente le sue meraviglie in Italia e in Europa per accogliere i visitatori e dare nuova linfa agli operatori economici e turistici della città".
Un importante accordo per la realizzazione di un sistema integrato di accoglienza e di organizzazione turistica per la valorizzazione territoriale, la divulgazione della tradizione culturale, enogastronomica, sociale locale, per lo sviluppo di un turismo partecipativo, sostenibile e trasformativo.
“Fare rete e lavorare insieme con gli operatori del turismo locali e regionali è sicuramente la carta vincente per una ripartenza culturale, economica e sociale della nostra Città. – ha dichiarato l’Assessora alle Culture Rita Soccio - In questo periodo di fermo forzato non abbiamo mai smesso di progettare e ideare azioni volte alla promozione di tutte quelle che sono le peculiarità del nostro territorio. Con la firma del protocollo d’intesa andiamo a rafforzare il settore del turismo che insieme alla cultura rappresentano un asse fondamentale di crescita economica ma anche del benessere della nostra comunità.”
Attraverso la struttura di Inside Marche Live, con Enjoy Marche Italy quale Associazione di tour operator incoming più rappresentativa della Regione Marche, verranno attivati progetti di marketing, comunicazione e promo-commercializzazione turistica, sia a livello nazionale che internazionale.
L’obiettivo principale è porsi come volano nell’ideazione e strutturazione di iniziative volte al miglioramento ed ampliamento dell’offerta turistica, in connessione con le varie realtà del territorio, per riqualificare i flussi e la loro destagionalizzazione.
Fondamentale è la collaborazione con l’Associazione degli Operatori Turistici di Recanati presieduta da Adriana Pierini, per favorire un recupero del patrimonio naturale, tradizionale, artistico e culturale, con particolare attenzione al recupero della memoria storica dei luoghi e degli abitanti, delle arti e dei mestieri, come insieme dei saperi, creando una sinergia tra tutte le aziende e professionalità locali.
Una strategia integrata di sviluppo turisticoper rendere Recanati, non solo luogo conosciuto grazie ai famosi personaggi storici qui nati, ma quale meta turistica appetibile per varie tipologie di target e durante tutto l’anno.
In occasione della “Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore”, la Gemma Edizioni ha organizzato per domani, venerdì 23 aprile ore 16.00, una diretta sulla propria pagina facebook che vedrà la partecipazione di sindaci ed assessori dei Comuni che hanno aderito al progetto “Una città da favola”.
A tal riguardo, si informa che “Una città da favola” è un progetto ideato dalla Gemma Edizioni, destinato ai bambini delle scuole dell'infanzia, delle elementari e delle medie, che, attraverso testi ed illustrazioni, scriveranno un libro raccontando fiabe, favole e filastrocche ambientate nei luoghi caratteristici e, per certi versi, magici della propria città.
Proprio l’attivo coinvolgimento dei bambini che diventano i protagonisti dei racconti ha spinto l’Amministrazione Comunale ad investire risorse sul progetto ottenendo, a fronte delle attività svolte nell’ambito della promozione della lettura, l’ambito riconoscimento 'Città che legge' dal Cepell (Centro per il libro e la lettura), propedeutico ai fini dell’adesione a “Una città da favola”.
Barbara Capponi, assessore all’infanzia, alla famiglia e all’adolescenza, ha dato alle scuole il tema “Civitanova Città con l’Infanzia” sul quale i bambini degli istituti comprensivi “Sant’Agostino” e “Via Ugo Bassi”, scuole aderenti al progetto, potranno sviluppare le fantastiche storie della nostra Città contenute in un libro. Tale libro verrà inserito in una collana che conterrà i volumi di tutte le scuole aderenti al progetto.
L’assessore Barbara Capponi, in rappresentanza di Civitanova Marche, parteciperà alla diretta facebook organizzata per domani pomeriggio.
Si informa che il collegamento all’evento è libero, visionabile da tutti, in particolar modo da presidi, dirigenti, insegnanti, studenti e genitori degli istituti comprensivi ‘Sant'Agostino’ e 'Via Ugo Bassi', che potranno partecipare attivamente (anche specificando l’istituto di appartenenza) con propri messaggi scritti attraverso gli strumenti di facebook.
Proprio in virtù della partecipazione a “Una città da favola”, è stata recentemente pubblicata, all’interno del sito della Gemma Edizioni, una pagina dedicata a Civitanova Marche dove viene presentata la Città attraverso la sua storia, le sue tradizioni, le sue iniziative, i suoi traguardi, la sua alta vocazione turistica tale da offrire le migliori condizioni per ospitare ed accogliere famiglie con bambini al seguito quando le condizioni epidemiologiche lo consentiranno.
Coloro che sono interessati alla lettura della pagina dedicata alla nostra Città, possono accedervi mediante il link www.gemmaedizioni.it/civitanova-marche-una-citta-da-favola
La prossima opera di Carlo Fusco, regista e produttore, sarà girata completamente a Civitanova: "Il film parla di alcolismo e io non sono nuovo a queste tematiche forti, si pensi a The Final Code. Il problema dell'alcolismo mi sta molto a cuore perchè sull'arogmento c'è ancora tanta ignoranza e ci si affida ai luoghi comuni, sottostimando i problemi che stanno alla base come i i disturbi depressivi. E' una vera e propria patologia che va curata e nel film si vedrà come questa cambia la vita non solo di chi è malato ma anche di chi gli sta vicino".
Un film corale con un cast di altissimo profilo inernazionale. La protagonista, interpretata dalla stessa sceneggiatrice Leva Lykos, si trova a precipitare nella dipendenza e solo il personaggio interpretato da Gabriel Garko le resta accanto.
John Malkovich e Nicholas Cage, attori di indiscussa fama mondiale, interpretano i ruoli degli avvocati come "cattivi della storia". Ancora da assegnare il ruolo di un’avvocatessa importante per le dinamiche narrative e a completare la squadra degli interpreti troviamo Eric Roberts, altro nome di spicco. In più sono previste dalle 150 alle 200 comparse per alcune scene di massa che verranno selezionate sul territorio.
Gabriel Garko, sulle scene dopo 4 anni di assenza, si dice davvero felice per il personaggio positivo e stimolante dopo aver interpretato per molti anni il ruolo del 'malandrino': "Avevo voglia di ritrovare me stesso quindi non ho recitato per un pò ma subito il film mi è parso interessante. Tratta una tematica molto sottovalutata mentre vive in tantissime case in Italia e nel mondo e da quel che so l’alcolismo è una patologia più difficile della altre da combattere perché spesso deriva da un problema psicologico".
La sceneggiatrice Leva Lykos prosegue sulla tematica e introduce il suo ruolo:" La dipendenza da alool forse è la peggiore di tutte anche perché è una sostanza reperibile ovunque e spesso sottovalutata. Ci si entra senza accorgersene ed è difficile uscirne. Interpreto una madre che dal pieno splendore passa ad uno stato depressivo e comincia a consumare dell’alcool per poi cadere nell’abuso con continui blackout che tende a disconoscere. Il pesonaggio di Garko è l’unico a sorreggerla. Caduta, tunnel, consapevolezza della caduta e ripresa. Il tutto vissuto da madre, con una bimba di 10-12 anni. L’unica persona che ha è sua figlia. Inizialmente neanche lo psicologo riesce ad aiutarla, sminuendo la dipendenza, e solo quando tocca il fondo inizia il percorso di risalita".
Non può non saltare all'occhio la presenza di intepreti americani eccezionali e Gabriel Garko si è detto tranquillo all'idea di lavorare con loro:"Non cambierò stile o approccio anzi forse sarà più facile di lavorare con chi non è capace. Questo ruolo è un nuovo inizio sotto tanti punti di vista".
Il Giudice minorile Dott.ssa Barbara Montisci, ben consapevole delle dinamiche di cui si parla nel film, gestendole per lavoro ha detto:" Quando mi è stata proposta la collaborazione non potevo che accettare anche perché, di concerto con l’Ordine degli Psicologi, ho pensato che un film così potesse dare un contributo di cultura psicologica. L'alcolismo è considerato una grave malattia ed è davvero molto frequente e spesso si pensa che l'alcool nei momenti di fatica possa servire da rimedio (una sorta di automedicazione) con effetto temporaneo ed effimero che però diventa abitudine e poi abuso, affiancandosi a problemi già preesistenti. Era interessante anche esplorare la rappresentazione di chi sta accanto ai malati e vive con loro il disagio. Nello specifico quando c'è di mezzo un minore si deve sempre trovare un compromesso tra tutela del bambino e salvaguardia del legame e il film racconterà tutto questo".
Rocco Xavi, giornalista d’inchiesta della tv nazionale rumena, da sempre impegnato in ricerche su traffico di persone, pedofilia e altri disagi da dipendeza spiega il perchè della scelta di Civitanova: "Conoscevo il regista, ho scoperto il suo ultimo progetto e dopo aver fatto un salto a Civitanova abbiamo deciso di girare qua - considerazione ripresa da Fusco - ho scelto Civitanova per l’amicizia con Rocco e Barbara Montisci ed è stata un po' una cosa casuale, non dirò che banalmente mi sono innamorato del posto. Passeggianndo posso dire che mi ha colpito molto il borgo ma la scelta non è stata dettata da motivi particolari".
I preparativi sono iniziati, si lavora per definire alcune location e parti del cast. L'inizio delle riprese si ipotizza per il 20 giugno, e proseguiranno per 4 settimane in cui gli attori si alterneranno nei vari ciak.
La Dott.ssa Katia Marilungo, Presidente dell’ordine degli Psicologi della Regione Marche, ha rinnovato la volontà e il piacere di collaborare ad una rappresentazione sul tema: "Come ordine abbiamo deciso di patrocinare subito l’evento. Ci spendiamo ogni giorno su queste tematiche ed operiamo nel pubblico, nel privato e nelle associazioni. La sensibilità dimostrata è un altro motivo per cui confermare l’importanza di patrocinare artisti simili. Teniamo alla tematica psicologia-cinema, infatti, il 22 maggio faremo un webinar proprio su questo".
Sul ruolo delle amministrazioni locali nella realizzazione del film il Regista ha preferito dire che sarebbe stato meglio chiedere direttamente al sindaco.
Il film verrà presentato ai festival internazinali per poi uscire, si spera, nei cinema per coglierne tutte le sfumature che solo la sala conferisce, e successivamente nelle piattaforme streaming.
(Foto: Lucia Montecchiari)
Archeologia, storia e scienze naturali sono gli argomenti trattati negli ultimi libri prodotti dall’Associazione Culturale LAMUSA di Ascoli Piceno. Diretta dal Medievista Furio Cappelli, e attiva in molteplici ambiti culturali dal 2000, la LAMUSA propone tre progetti editoriali costituiti da titoli in parte già editi, ma aggiornati e rivisti, e da elaborati recentissimi.
Il primo volume si intitola "Novamirabilia" ed è costituito da una miscela di archeologia del settore medioadriatico (Dal Paleolitico ai Piceni), storia militare (Battaglia di Lepanto) entomologia (Il fantasmagorico mondo degli Insetti), e uno studio territoriale dedicato alla Montagna dei Fiori.
Il secondo volume, "Orme del Passato", analizza principalmente la storia di Roma, dei Goti e dei Longobardi, con un omaggio all’archeologia della Offida di Guglielmo Allevi.
Il terzo, "Escursionismo e Archeologia", è un agile supporto per la gestione di scoperte fortuite destinato agli escursionisti, soprattutto in relazione alle aree appenniniche. I curatori sono Giuseppe Vico e Flavia Cappelli.
Ricordiamo che i tre volumi sono disponibili presso la ditta che ne ha curato la grafica: CROMOJET di Ascoli Piceno, Edoardo Pierantozzi-Lara Simonaitis (0736-342693; 333-7127005).
Una distesa di campi arati illuminata dal tiepido sole pomeridiano: è ciò che si intravede tra le tende dello studio di Daria Carpineti, vincitrice della XIV edizione del Premio Nazionale delle Arti nella sezione Decorazione.
Non è difficile intuire quale sia l’elemento primordiale o deriva personale della sua ricerca: la terra.
Parlaci un po’ del tuo lavoro
"Innanzitutto penso che un artista non lavora mai scisso da ciò che vive, è un rapporto simbiotico in cui ciò che vivi, osservi, sperimenti, si riflette automaticamente in ciò che presenti. La scelta della terra proviene proprio da questo, perchè provengo da una famiglia contadina, e intorno a me vedo una distesa di materiale infinito: tanti colori, tante varietà da perdersi, e da qui è iniziata tutta la mia ricerca.
Ho avuto il supporto di manuali antichi come il Cennino Cennini, scritto nel Tredicesimo secolo, come di moderni testi di geologia, fino a trovare nella decantazione la tecnica ideale per estrarre il colore. Consiste nel riempire di terra dei grossi contenitori e attraverso più sciacqui con acqua demineralizzata e lunghi periodi di riposo permette la stratificazione del terreno, dal quale poi ricavo lo strato che mi interessa.
Le mie sperimentazioni riguardano terre locali, e nel corso degli anni ho creato un campionario tutto mio con il quale posso dipingere: dalla Terra di Montelupone, alla Terra di Potenza Picena, alla Terra di Treia bruciata per farne alcuni esempi.
Al di là dell’estrazione dei pigmenti la terra prima di tutto però, è materia: ho avuto la fortuna di assistere al restauro del Borgo di Villa Ficana, uno splendido borgo di case in terra cruda nei pressi del centro di Macerata trasformato in Ecomuseo, e ciò mi ha permesso di approfondire la ricerca sulle tecniche utilizzate sperimentando in prima persona attraverso una serie di lavori scultorei.
Si tratta di una tradizione antica ma molto diffusa in questa area, come testimoniano alcuni reperti a Corridonia, e fin da piccola ero affascinata dall’idea che l’uomo dalla terra potesse ergere e modellare la propria casa, che questa necessitasse di continua manutenzione altrimenti sarebbe ritornata dalla terra da cui proveniva.
La terra è un medium che parla da sé; è stratificazione del tempo e assorbe le impronte umane, come testimone delle nostri radici e di come le tradizioni ci uniscano e contraddistinguano allo stesso tempo".
Viviamo in un’epoca in cui il digitale ha preso sempre più piede, come ti poni di fronte ad esso?
"Riconosco che in questo particolare periodo sia indispensabile, perchè è l’unico mezzo al momento che permette di ricevere riscontri da altre persone; tuttavia è necessario secondo me non farsi assorbire completamente dal mondo virtuale, ricordando che è la materia ciò da cui veniamo e le nostre radici a dettare chi siamo.
Mi interessa in particolare l’aspetto del crocevia, un elemento che può essere considerato l’unione tra più strade e allo stesso tempo una diramazione di queste ultime verso altrettanti incroci. Se ora questi crocevia esistono a livello virtuale e si chiamano social network (e potremmo intendere l’intera rete web), fino a pochi anni fa erano le tradizioni locali a creare unione, ad esempio una serie di edicole votive sparse nell’intero territorio che diventavano pretesto di unione: è affascinante pensare come nel mese di maggio, dedicato alla Madonna, le persone raggiungessero l’edicola più vicina a casa alla stessa ora e pregassero dicendo le medesime parole che viaggiavano su tutte le vene della città, creando la connessione di un rito che si estendeva addirittura in tutta Italia. Posso affermare quindi che l’arte è un mezzo per inchiodare memorie".
Cosa sta significando per te questo periodo di chiusura?
"Come per chiunque, bisogna ricalcolare tutto. Questo può essere considerato un punto zero per ricominciare da capo, sia nel pensare le cose che facciamo sia nel come agiamo, come realizzare i nostri progetti. Ho vissuto in prima persona la chiusura di una mostra causa covid lo scorso marzo: vi era uno spiazzamento generale e questo ha portato me, come molti altri, ad una certa chiusura iniziale dettata dall’incertezza, non si riusciva a capire nemmeno se si sarebbe trattato di una sospensione temporanea o che avrebbe comportato tempistiche più durature.
Penso però che la comunicazione con l’esterno sia fondamentale, l’arte ha bisogno di essere divulgata tanto quanto l’artista necessita di un riscontro, una critica, che sia positiva o negativa. Per questo a livello di impostazione i miei progetti hanno anche un aspetto, una fruizione, a livello virtuale".
Quindi per te il “mondo virtuale” è un canale di comunicazione in cui reinventarti ma l’attaccamento al territorio è comunque centrale
"Penso che la creazione di spazi sia stata indispensabile, ma ora non basta più una foto in una mostra virtuale per comunicare con l’arte, deve essere pensata in maniera differente dal principio. Quello che si sta formando è una modificazione del concepimento dell’opera, definibile come “opera mista”, fruibile sia dal punto di vista materiale che digitale.
Potrei dire che sto andando parzialmente controcorrente, perchè tutto il tempo che si passa ora come ora attaccati ad un social network mi porta al contrario a fortificare l’attaccamento alla mia realtà, a vedere una ricchezza che altri non percepirebbero a colpo d’occhio, perchè sento nelle persone attorno a me svanire il ricordo di alcuni antichi riti che caratterizzano il nostro territorio. Il territorio è l’impronta di una storia e l’innovazione ha le sue radici nella tradizione, non dobbiamo mai scordarlo".
Il Pomarancio torna a casa. C’è una data, quella del 28 aprile, per l’atteso rientro della preziosa opera d’arte, uno dei capolavori di Cristoforo Roncalli, nella chiesa di San Rocco.
Ad annunciare il rientro a San Severino Marche della tela la “La Beata Vergine Maria col Bambino e i Santi Rocco e Severino” è stato il sindaco, Rosa Piermattei, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale.
L’opera venne requisita dal governo napoleonico nel lontano 1811 per essere portata a Milano e, infine, nella chiesa di Santo Stefano di Osnago. Nel dicembre dello scorso anno la tela da qui era stata trasferita verso un laboratorio specializzato, con sede nel capoluogo lombardo, per un restauro conservativo. Al tempo stesso dalla chiesa di San Rocco era stata smontata anche la cornice che per anni ha incorniciato l’opera. Sottoposta anch’essa al restauro farà ritorno nel luogo di fede dopo essere rimontata nel punto esatto dov’era collocata da Emanuele Ticà, titolare della bottega Mastro T di San Severino Marche che ha eseguito i lavori per la sua conservazione affidati alla Imper Tecno Srl di Roma, società specializzata nel recupero di opere d’arte e diretta da Cecilia Bartoli.
Il Comune di San Severino Marche ha lanciato nei mesi scorsi una campagna di fundraising tra enti, associazioni e privati per riportare a casa il Pomarancio stipulando una convenzione con la Pinacoteca di Brera e la Arcidiocesi, destinata a regolare le condizioni per il trasferimento, il deposito, la custodia e la valorizzazione della prezioso gioiello d’arte. Chi volesse può ancora effettuare una donazione, tramite bonifico bancario, con causale Erogazione liberale a favore del progetto di rientro dipinto Pomarancio, al Comune di San Severino Marche - Servizio tesoreria - piazza del Popolo, 45 - 62027 San Severino Marche. L’istituto di credito di riferimento è UBI Banca Spa, filiale di San Severino Marche Iban IT 28 C 03111 69150 000000007432
Tutte le donazioni effettuate, in quanto erogazioni liberali, saranno detraibili fiscalmente dalla dichiarazione dei redditi.
Si deve all’Arcidiocesi di Camerino - San Severino Marche l’idea di chiedere, e ottenere dalla Pinacoteca di Brera e dalle Sovrintendenze per i beni architettonici e artistici competenti, il trasferimento proprio presso la chiesa di San Rocco del prezioso capolavoro d’arte attribuita al Roncalli.
Musicultura, il Festival della Canzone Popolare e d’Autore, ufficializza oggi i nomi dei 16 artisti finalisti della XXXII edizione del concorso che dal 1990 contribuisce all’evoluzione stilistica e al ricambio generazionale della canzone italiana, garantendo la trasparenza dei criteri di selezione e il profilo artistico dei contenuti. Sedici finalisti, sedici sguardi sulla vita, un caleidoscopio di approcci musicali. Vediamo i nomi ed i rispettivi titoli delle canzoni:
Brugnano (Napoli) - Canzoni da mangiare insieme; Elvira Caobelli (Verona) - Grazie a Dio ne sono fuori; Caravaggio (Latina) - Le cose che abbiamo amato davvero; Ciao sono Vale (Bergamo) -Tutto ciò che vuoi; Elasi (Alessandria) - Valanghe; Henna (Sondrio/Milano) - Au revoir; Lorenzo Lepore (Roma) - Futuro; Luk (Napoli) - Lune storte; Miglio (Brescia/Bologna) - Pornomania; Mille (Velletri, RM) - La radio; Sara Rados (Firenze) - Carapace; Francesca Romana Perrotta (Lecce/Forlì) - Dentro a un bar; Sesto (Trieste) – Sbalzi; Sudestrada (Forlì/Cesena) - Bazar; The Jab (Ivrea, TO) - Giovani favolosi; The Pax Side Of The Moon (Brianza) – Lombardia (dicon tutti che sei mia).
Tutti autori dei loro brani, gli artisti finalisti di Musicultura 2021 si esibiranno dal vivo in un concerto in anteprima nazionale in diretta su Rai Radio 1, la Radio ufficiale di Musicultura, e sui canali social del Festival il prossimo 23 aprile, al Teatro Persiani di Recanati.
“Abbiamo ancora in circolo l’adrenalina delle recenti audizioni live, ma ci sembra importante non rifiatare, dare continuità, pur in un periodo complicato, alla musica suonata e vissuta dal vivo. – Ha affermato Ezio Nannipieri direttore artistico di Musicultura - Alle ragazze e ai ragazzi meritevolemente arrivati fin qui auguro di godersi il concerto, per le loro canzoni ora è tempo di andare tra la gente, buona fortuna! Ma col pensiero vado anche a chi non ce l’ha fatta: quest’anno la quantità di proposte meritevoli è stata particolarmente consistente e per noi più doloroso del solito operare le scelte.”
Sarà uno special di Music Club, il noto programma radiofonico ideato e condotto da John Vignola, ad ospitare dalle 21,05 alle 23,30 la diretta di Rai Radio1, alla quale parteciperanno Marcella Sullo e Duccio Pasqua.
Gli artisti finalisti di Musicultura 2021 escono da un lungo percorso di selezione, iniziato nel mese di novembre dell’anno scorso a partire da 1.123 candidature e dall’ascolto di 2.126 canzoni, per approdare alle 63 proposte convocate a testare il loro potenziale dal vivo nel mese di marzo alle audizioni svoltesi presso il teatro Lauro Rossi di Macerata. Dopo il concerto di presentazione del 23 aprile, i brani finalisti entreranno in programmazione nel mese di maggio su Rai Radio 1, parallelamente saranno sottoposti al vaglio del prestigioso Comitato Artistico di Garanzia del Festival nonché ai gusti e al voto del popolo dei social.
In otto saliranno infine sul podio dei vincitori, due artisti eletti dai social e sei scelti dal Comitato di Garanzia, primi firmatari del quale furono nel 1990 Fabrizio De André e Giorgio Caproni e che oggi è composto da: Claudio Baglioni, Brunori Sas, Diego Bianchi, Francesco Bianconi, Luca Carboni, Francesca Archibugi, Enzo Avitabile, Alessandro Carrera, Guido Catalano, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Gaetano Curreri, Teresa De Sio, Niccolò Fabi, Frankie hi-nrg mc, Giorgia, Dacia Maraini, Mariella Nava, Gino Paoli, Antonio Rezza, Vasco Rossi, Ron, Enrico Ruggeri, Tosca, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi, Riccardo Zanotti.
Musicultura 2021 vivrà il suo apice a giugno, nella settimana tra il 14 e il 19, con il ricco programma degli appuntamenti della Controra nel centro storico di Macerata e le serate finali di spettacolo allo Sferisterio, dove gli otto vincitori del concorso condivideranno il palco con gli importanti ospiti nazionali ed internazionali di Musicultura.
Sarà il pubblico dello Sferisterio a decretare il vincitore assoluto della XXXII edizione del Festival, al quale andranno i 20.000 euro del Premio Banca Macerata.
Nella puntata dedicata alla Festa della Liberazione di Passato e Presente, la trasmissione di Rai Cultura condotta da Paolo Mieli, (in onda il 23 aprile alle 13.15 su Raitre e alle 20.30 su RaiStoria), si parlerà del “Battaglione Mario”, una formazione partigiana operante nel maceratese, guidata dal Comandante Mario Depangher.
Il Battaglione Mario era attivo nella zona del Monte San Vicino e nei territori di San Severino Marche, Matelica, Castelraimondo e Gagliole. Era costituito da partigiani italiani, ex prigionieri alleati, jugoslavi, sovietici, ebrei e da somali ed etiopi. Un esempio di formazione partigiana internazionale.
Di esso, nel corso della puntata, discuteranno la professoressa Isabella Insolvibile e Paolo Mieli, che ospiteranno anche un intervento dello storico Matteo Petracci, autore del saggio “Partigiani d’Oltremare. Dal Corno d’Africa alla Resistenza italiana” (Pacini 2019) dedicato proprio alla ricostruzione della storia del Battaglione Mario e alla presenza al suo interno di somali ed etiopi, protagonisti di un’odissea cominciata ancora prima della guerra.
Tutto ha inizio il 9 maggio 1936, quando Mussolini annuncia la nascita dell’Impero. Negli ambienti fascisti si fa strada l’idea di realizzare una Mostra Triennale delle Terre d’Oltremare a Napoli, per esibire la supremazia italiana nei territori del Corno d’Africa. Aree e padiglioni espositivi saranno dedicati all’Albania, al Dodecaneso, alla Libia e all’Africa Orientale. Vengono ingaggiati anche settanta sudditi coloniali, tra eritrei, somali ed etiopi, da esporre in un villaggio indigeno, ricostruito per l’occasione. La Mostra si apre il 9 maggio 1940, in occasione del quarto annuale dell’Impero, ma, poche settimane dopo, l’Italia entra in guerra. I britannici interdicono il passaggio attraverso il canale di Suez e la piccola comunità africana resta bloccata in Italia.
Divenuta un peso per i responsabili della Triennale, la comunità viene trasferita a Villa la Quiete (Villa Spada), a Treia, dove era stato attivo un ex campo di prigionia fascista. Somali, eritrei ed etiopi entrano allora in contatto con la comunità treiese, grazie alla quale assumono informazioni sull’arresto di Mussolini, la caduta del fascismo e poi l’armistizio dell’8 settembre. A quel punto, aiutati dalla popolazione locale, alcuni etiopi scappano diretti verso il Monte San Vicino, dove opera il Battaglione Mario. Qualche giorno dopo il loro arrivo, i partigiani attaccano Villa Spada, per recuperare armi e aprire le porte del campo. Una decina di ex sudditi coloniali decide in quell’occasione di unirsi alla formazione partigiana.
La puntata fornirà un’occasione per gettare luce sull’apporto del territorio maceratese e marchigiano alla lotta di liberazione dal nazismo e dal fascismo combattuta in Italia e in Europa. “Sono molto soddisfatto" - dichiara Petracci – "si tratta anzitutto di un risultato per tutto il territorio e per la sua storia. Per questo vorrei ringraziare Enti, Istituzioni e singole persone che hanno collaborato mettendo a disposizione fotografie, documenti e altro materiale: l’ANPI di Matelica e l’ANPI di San Severino Marche, il Museo storico della Resistenza e del territorio “Don Enrico Pocognoni” di Matelica, il Comune di Treia e l’Accademia Georgica, la Biblioteca Comunale di San Severino Marche, la Biblioteca comunale Mozzi Borgetti di Macerata, la Biblioteca Statale di Macerata, l’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Macerata, Danilo Baldini, Fabio Grillo e altri ancora.
Al via la digitalizzazione dell’Archivio storico di Recanati, un patrimonio documentario che grazie allo scanner innovativo “BookKeeper” studiato e creato appositamente dall’Università di Camerino, verrà messo in sicurezza e reso facilmente fruibile agli studiosi e alla popolazione.
Il Rettore dell’Università di Camerino Claudio Pettinari ha consegnato oggi al Sindaco di Recanati Antonio Bravi, il nuovo potente scanner nella Biblioteca comunale M.A. Bonacci Brunamonti, alla presenza dell’Assessore alla cultura Rita Soccio, del vice segretario e dirigente del Comune Giorgio Foglia, di un gruppo di studenti dell’Università di Camerino della laurea magistrale in computer science che, diretti dal Prof. Andrea Polini docente di Informatica, ha progettato e realizzato lo strumento: Federico Valeri, Melania Fattorini, Francesco Casoni.
“Ringrazio il Rettore Claudio Pettinari per la preziosa collaborazione nata da tempo e che oggi ci ha portato a dotarci di un importante strumento per la digitalizzazione del nostro Archivio storico – ha dichiarato il Sindaco Antonio Bravi – un patrimonio documentario ricco e importante che conserva atti membranacei e cartacei di notevole interesse storico dal 1202 al 1940 e ricostruisce la storia sociale e istituzionale della città, molto apprezzato da studiosi italiani ed internazionali e che grazie alla digitalizzazione presto potrà essere consultato comodamente sul web da tutti.”
“Il progetto nasce da un’idea integrata dove abbiamo unito il passato con il futuro - ha spiegato il Rettore dell’Università di Camerino Claudio Pettinari - Una tecnologia innovativa sviluppata nei nostri laboratori dai nostri docenti con la collaborazione degli studenti degli ultimi anni, in un’attività di ricerca applicabile immediatamente nella realtà. Un importante progetto di Unicam che ha sviluppato un macchinario adatto a digitalizzare libri soprattutto antichi per mettere in sicurezza il patrimonio culturale italiano e farlo fruire agli studiosi e al pubblico a distanza, cosa che in altri tempi non sarebbe stato possibile.”
La workstation di BookKeeper permette di digitalizzare testi antichi preservandone l’integrità grazie ad un piano di scansione a ‘V’ che non danneggia la rilegatura, uno scanner in plexiglas che tiene aperte le pagine evitando che vengano distese con le dita, due fotocamere Canon che acquisiscono le immagini prive di curvatura, la camera oscura con illuminazione a led e foto su sfondo nero per una perfetta resa fotografica. Grazie all’innovativo software le scansioni non hanno bisogno di post produzione, scatti e ritagli automatici permettono la messa on line diretta delle pagine del libro.
“L'archivio rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra enti pubblici, un progetto a cui lavoriamo da tempo e che oggi vede il suo traguardo - ha affermato l’Assessora alla Cultura Rita Soccio - grazie all’Università di Camerino, presto il nostro Archivio storico potrà essere consultato da tutti via web. Tra i documenti presenti conservati nel suo interno: le riformanze, gli attuali verbali dei Consigli comunali recanatesi dai primi anni del 1400, i libri giudiziari con rendicontazioni dei processi e delle pene dal 1300 e una ricchissima documentazione del 1500 e 1600 soprattutto legata all’importante fiera che si teneva ogni anno nella cittadina marchigiana.”
“I miei dodici anni in Etiopia nel Corno d'Africa e dintorni”: è il titolo dell’ ultimo libro di Maria Cristina Pasquali, edito da Boing srl. Si tratta di un vero e proprio diario/racconto del periodo trascorso dall’autrice in terra etiope.La scrittrice maceratese si trasferì ad Addis Abeba nel 1998, con incarico del Ministero Affari Esteri, per insegnare lingua inglese presso la locale scuola statale italiana, una delle sette istituzioni scolastiche statali che proiettano la nostra lingua e cultura all'estero. Essendo anche giornalista pubblicista il suo racconto autobiografico si arricchisce di osservazioni e notizie che ben permettono al lettore una visione di prima mano non solo dell'Etiopia, ma anche di altri Paesi in cui l'autrice in quegli anni ha viaggiato.Pertanto da una parte Addis Abeba è il palcoscenico su cui si muovono decine di personaggi che l'autrice incontra e ci presenta in maniera vivace e coinvolgente. Dagli ambasciatori ai missionari, dai cooperanti cubani ai piloti d'aviazione, ma anche un resoconto giornalistico che ci offre uno spaccato di attualità assai più ricco e sfaccettato della solita narrazione stereotipata di Paesi che una volta si definivano esotici. Ad Addis Abeba, in particolare, l'autrice è testimone del profondo cambiamento, avvenuto con il nuovo millennio, quando la capitale africana cominciava a proiettarsi, con un balzo fulmineo, ma contraddittorio, verso un ventunesimo secolo in cui però autostrade e ferrovie, grandi alberghi extralusso ed innumerevoli condomini periferici iniziavano a diventare espressione evidente di una forma di neocolonialismo cinese, di capitali esteri e di uno sviluppo molto poco sostenibile. In generale tutti i racconti costituiscono un inno all'amicizia. Le sue esperienze sono sempre mediate dalla presenza di persone con le quali si è lanciata a capofitto nelle diverse avventure. Il racconto reale degli eventi, che lei definisce spesso curiosi e sorprendenti, si arricchisce di dettagli soffermandosi nelle descrizioni anche a rappresentare metaforicamente i sentimenti, le sensazioni e le impressioni che evocano il caleidoscopico mondo africano e la sua grandiosa natura.Si tratta della seconda opera dell’autrice riguardante il Corno d’Africa, in quanto già nel 2015 aveva pubblicato il libro “Addis Abeba fine di un’epoca”, (ora tradotto anche in inglese) un tentativo di mettere in luce il contributo allo sviluppo da parte degli italiani e di altre comunità storiche straniere presenti nella capitale etiope, una città giovane, che nasce solo alla fine del XIX secolo.Nella giornata di ieri, Maria Cristina Pasquali è stata ricevuta dal sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, il quale ha ricevuto con piacere entrambi i libri.Proprio riguardo al primo cittadino, l’autrice ha raccontato un aneddoto che lo ha visto protagonista, all’epoca , nelle vesti di Ceo della Med Store.“Parcaroli si era recato in Etiopia per sviluppare un suo progetto imprenditoriale – ha illustrato -e nell’occasione, ha assunto 2 ragazzi etiopi che ora risiedono a Macerata per ricoprire il ruolo di programmatori nella sua impresa di Piediripa. Il che significa che ora nella capitale etiope si può ottenere una preparazione qualificata in questo settore".Il sindaco ha inoltre apprezzato il fatto che le Marche sono da anni molto vicine all'Etiopia grazie ad una vasta missione gestita nella regione del Volayta dai Cappuccini di Recanati.Inoltre grazie all'interessamento della professoressa M. Cristina Pasquali è stato realizzato un progetto di costruzione di varie scuole per la missione cattolica di Guagura Bora dalla parrocchia dell'Immacolata della nostra città. Sempre grazie alla Pasquali si è da anni concluso un gemellaggio tra il gruppo Lions di Macerata /Civitanova e il gruppo Lions Cosmopolitan di Addis Abeba che ha realizzato e sta ancora realizzando vari progetti per la Missione Cattolica di Wolisso. Entrambe le località di trovano 100km a sud della capitale
Il libro si puo' acquistare presso la casa editrice:EDIZIONI SIMPLE - Via Trento, 14 - 62100 Macerata. info@stampalibri.it
Approvato il protocollo d’intesa tra il Comune di Recanati e il Comune di Genova per lo sviluppo del patrimonio culturale delle due città che nasce dall’unione tra il Museo dell’Emigrazione Marchigiana di Recanati e Museo del Mare di Genova.
“Un protocollo d’intesa volto a consolidare la conoscenza e l’integrazione tra i nostri due territori, per tutelare, valorizzare e promuovere reciprocamente i patrimoni storici, artistici e culturali delle due città - ha dichiarato il Sindaco Antonio Bravi – partiremo con iniziative di collaborazione e scambio fra i rispettivi musei dell’emigrazione per poi creare insieme progetti per la celebrazione della poesia e della musica e per la promozione reciproca del patrimonio paesaggistico-ambientale.”
Tre i punti cardine sui quali verranno sviluppati progetti comuni di attività culturale e di promozione turistica congiunta delle due città: musica, poesia e bellezze paesaggistiche legate alla tradizione artigianale.
La lirica, grazie alla grande figura del recanatese Beniamino Gigli, spesso ospitato dal teatro Carlo Felice di Genova e che è partito proprio dalla città marinara per raggiungere l’America; la musica più in generale, grazie alla tradizione cantautorale delle due città, Musicultura il Festival della Musica Popolare e d’autore di Recanati e il genovese Fabrizio De Andrè tra i primi firmatari del Festival nel 1990.
La poesia, nelle figure dei grandi Poeti a cui Recanati e Genova hanno dato i natali: Giacomo Leopardi ed Eugenio Montale (di cui quest’anno ricorre l’ anniversario del 40° della morte).
Il paesaggio e la trazione artigianale, commerciale ed enogastronomica punti chiave dello sviluppo turistico delle due città che hanno saputo conservare e valorizzare la loro identità e unicità.
“l protocollo d'intesa con Genova rappresenta sia una grande occasione di promozione e sviluppo culturale/sociale/economico, ma anche un importante riconoscimento del grande lavoro che stiamo facendo per portare Recanati all’attenzione nazionale come “Città della Cultura” – Ha affermato l’Assessore alla Cultura Rita Soccio – “Dobbiamo ringraziare il tenore e cittadino onorario recanatese Fabio Armiliato che ha voluto insieme a noi fortemente questa unione di intenti nel nome della Cultura che genera Ben-essere nell’animo e nel fisico delle nostre comunità.”
“L’idea di poter riuscire ad avvicinare le città di Genova, la mia città natale e quella di Recanati, di cui sono Cittadino Onorario è sempre stata nel mio cuore. – Ha raccontato il tenore Fabio Armiliato - E grazie al mio ruolo di Ambasciatore di Genova nel Mondo, sono orgoglioso e felice che questo mio sogno si stia realizzando. La musica lirica partiva verso l’America all’inizio del secolo scorso salpando proprio dal porto di Genova, dove lo stesso Gigli si imbarcò molte volte, insieme ai più grandi artisti italiani della storia, come si racconta nel Museo dell’Emigrazione di Recanati".
Il 2020 è stato l’anno di celebrazione dei 250 anni dalla nascita di uno dei più grandi geni musicali della storia, Ludwig van Beethoven. Seguendo la scia di altri grandi teatri italiani, condizionati dalla chiusura forzata, il Politeama di Tolentino ripropone quest’anno, nell’ambito del Master Piano Festival Più, una miniserie di concerti in streaming gratuito in onore del grande compositore.
Un percorso musicale nell’opera pianistica e da camera di Ludwig van Beethoven in quattro puntate che saranno trasmesse il 18, 21, 23, e 25 aprile alle ore 21,00 in streaming gratuito sul canale YouTube del Politeama di Tolentino al link: https://youtube.com/playlist?list=PLHhzoKxhI-og_G0RPe1ZSp5VCJjOnHe6B .
Le opere di Beethoven sono generalmente eseguite da orchestre, ma in questa occasione le sue composizioni sono state trascritte per pianoforte e violino per esecuzioni di musica da camera. Ogni concerto sarà preceduto da una presentazione a cura di Piero Di Egidio che illustrerà ogni percorso.
Si alterneranno nelle esibizioni Piero Di Egidio, Marcello Mazzoni, Gianluca Luisi, Andrea Padova al pianoforte accompagnati da Silvia Mazzon al violino.
Compositore noto a tutte le latitudini, artefice di sinfonie, sonate e concerti scolpiti negli annali della musica classica, Ludwig van Beethoven è ad oggi considerato una delle figure più importanti nel panorama della musica di tutti i tempi. La miniserie di concerti a lui dedicata che ripropone il Politeama consiste in quattro momenti musicali beethoveniani, quattro manifestazioni della multiforme anima del genio di Bonn.
Programma:
Domenica 18 aprile ore 21 – Percorso n. 1 Sturm und Drang
Sonata Op. 101Esecutore: Andrea Padova al pianoforte
Sinfonia n. 5 trascritta per Violino e Pianoforte I movimentoEsecutori: Silvia Mazzon al violino e Marcello Mazzoni al pianoforte
_______________________________________________________Mercoledì 21 aprile ore 21 – Percorso n. 2 Musica e Natura
Sonata Op. 109Esecutore: Gianluca Luisi al pianoforte
Sonata Op. 24 “La primavera” I movimentoEsecutori: Silvia Mazzon al violino e Marcello Mazzoni al pianoforte
_______________________________________________________
Venerdì 23 aprile ore 21 – Percorso n. 3 La beatitudine
Sonata Op. 111 – Secondo movimentoEsecutore: Piero Di Egidio al pianoforte
Sonata Op. 31 n.2 “La tempesta”Esecutore: Marcello Mazzoni al pianoforte
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Domenica 25 aprile ore 21 – Percorso n. 4 Il genio
Sonata Op. 110 – Terzo movimentoEsecutore: Piero Di Egidio al pianoforte
Sonata Op. 27 n. 2 – Terzo movimentoEsecutore: Marcello Mazzoni al pianoforte
Oltre un anno di lockdown, salvo qualche, nemmeno tanto tiepido, raggio di luce tra fine estate ed inizio ad autunno. Il mondo dello spettacolo è ancora nel pieno di una 'zona rossa' prolungata e nonostante le alternanze cromatiche delle fasce di rischio (leggi l'articolo), che consentono la ripartenza di alcune attività, la certezza rimane comunque una: cinema e teatri restano chiusi.
Impossibile immaginare, almeno per ora, una riapertura così come imbastire un minimo di programmazione. Rimangono quindi ancora fermi e con pochi 'ristori' in mano attori, registi, ballerine, scenografi, sarti, truccatori e service audio/video, senza contare tutti quelli che lavorano nelle sale cinematografiche. Tutti pressochè 'invisibili' che da anni si impegnano, in silenzio, nei teatri italiani di prosa e lirica.
Una situazione che coinvolge anche molte realtà marchigiane, come quella del Politeama di Tolentino, una struttura che, nonostante tutto, può anche avvalersi di diversi ambienti attrezzati 'a prova di Covid' per svolgere un’ampia gamma di attività. Tanta energia ed idee generanti una gran mole di lavoro che al momento è in fase di stallo, in attesa di nuove disposizioni da parte del Governo su una possibile data di ripartenza. Proprio di questo abbiamo parlato con il Direttore del Politeama di Tolentino, nonché responsabile marketing del Teatro Sistina, Massimo Zenobi.
Le fasce di rischio condannano a prescindere tutte le realtà della cultura e spettacolo ad un lockdown molto pesante in quanto indipendentemente dai colori cinema, teatri e anche musei rimangono chiusi. Qual è lo stato di salute attuale di questo mondo?
"E' alla canna del gas. Siamo fermi da più di 13 mesi, tolta una piccola finestra tra giugno e ottobre dello scorso anno, che però non è stata sufficiente a dare ossigeno in quanto il nostro mondo ha bisogno di una programmazione e ciò che si è potuto fare in quel periodo è stato davvero esiguo per far lavorare le 800.000 persone facenti parte lo spettacolo dal vivo. Oltretutto nel periodo estivo i teatri al chiuso sono normalmente serrati quindi il pubblico difficilmente va a mettersi tra quattro mura, soprattutto in un momento come quello della scorsa estate, dove eravamo reduci dalla prima ondata pandemica. Teatri come il Sistina non hanno potuto ripartire sia per le restrizioni dovute al numero massimo di persone che potevano entrare in sala sia perché a riaprire in quella stagione, senza possibilità di programmazione per certi spettacoli, non era assolutamente né economico né possibile".
Come Politeama, sono stati tanti i momenti virtuali che avete creato appunto per tenere vive l’interesse degli utenti e le vostre varie attività. Quanto manca la ‘presenza’ del pubblico e in che misure incide sul futuro dei teatri?
"Il Politeama è sicuramente una struttura più agile vista la capienza massima di 170 persone che riesce a consentire un efficace controllo degli accessi . Abbiamo potuto rifare pochi spettacoli tra giugno e ottobre, recuperando alcuni appuntamenti persi durante il primo periodo della pandemia e presentando una stagione limitata a tre mesi in modo tale che, se ci avessero fatto di nuovo chiudere, avremmo potuto in qualche modo avere la possibilità di ripetere. Il 26 ottobre ci hanno chiuso ancora ma abbiamo voluto continuare ad essere vivi programmando alcuni eventi on-line di diverso genere. Personalmente non sono molto d'accordo nel fare teatro in streaming in quanto la formula dal vivo collide con il web. Lo spettacolo dal vivo ha senso proprio perché ha 'il vivo' ovvero il coinvolgimento degli artisti con il pubblico. Lo streaming è un surrogato che può essere valido per alcuni generi di rappresentazioni ma non per tutte, quindi abbiamo fatto poche cose ma misurate mettendo in piedi un ciclo di storytelling sulla cultura di impresa che dal nome 'la storia.com'. Questo mondo non è fatto solo di artisti ma anche di tecnici, impiegati, dirigenti parrucchieri, elettricisti ed altri interpreti che formano una piccola industria. Basti pensare che uno spettacolo al Sistina mediamente impiega tra palcoscenico e dietro circa 50 persone; ecco perchè riaprire anche al 25% della capienza non è assolutamente economico. Bisognerebbe magari prendere spunto dall'estereo come per esempio in Gran Bretagna dove già da un mese hanno dato dei tempi per le riaperture o in Spagna dove i teatri sono aperti, dopo aver fatto degli esperimenti iniziali, con un distanziamento adeguato, mascherine e controlli molto rigidi all'ingresso".
A distanza di un anno la situazione pandemica così come quella del mondo dello spettacolo sembra non essere cambiata in maniera significati. Crede che ad oggi gli aiuti economici siano stati sufficienti e mirati per non far abbassare i sipari di tanti palcoscenici?
"Sicuramente sono stati insufficienti e soprattutto in alcuni casi non sono arrivati a tutti in egual misura. Il mondo dello spettacolo dal vivo è talmente variegato e poco codificabile che è difficile arrivare a qualunque lavoratore stando alle attuali regole vigenti quindi non tutti hanno avuto dei ristori. Comunque chi è riuscito ad ottenerli ha avuto in dote sicuramente delle cifre esigue, inadeguate anche per poter pagare banalmente le bollette. Ricordiamoci che stiamo parlando di una chiusura che oggi ha superato i 13 mesi, ecco perchè questa è veramente una situazione molto grave".
Il sottosegretario al ministero della Cultura Lucia Borgonzoni ha prospettato lo Sferisterio di Macerata come possibile luogo ‘pilota’ per andare verso la riapertura dei teatri almeno il 50%. Stando alla sua esperienza come valuta questa iniziativa?
"Chiaro che la vediamo di buon occhio e come un augurio però oggi è necessario pensare a come e quando si potrà riaprire per poter affrontare una programmazione nel migliore dei modi. I teatri vivono su questo fattore in quanto gli spettacoli devono essere pensati, allestiti e prodotti quindi c'è bisogno di tempi precisi. Ad esempio se al 30 settembre ci dicono che il 15 ottobre si possono riaprire i teatri è chiaro che nessuno può farlo perché non c'è una programmazione già fatta. Questo è il pricipale motivo del perchè ci devono dire oggi se possiamo riaprire, nel caso, ad ottobre. Ci auguriamo che i vaccini possano aiutarci in tal senso ma ci sarà anche un problema legato al possibile timore che la gente potrà avere nel tornare in luogo chiuso che prevede un affollamento di diverse decine di persone, quindi la ripresa purtroppo non potrà essere immediata ma risulterà sicuramente lenta"
Quali sono le iniziative che il Politeama porterà avanti in questa fase, speriamo più transitoria possibile, appunto per non far morire la fame di ‘cultura’ e quello spirito di aggregazione tipico di un gruppo teatrale o di uno dei corsi da voi organizzati?
"Noi siamo particolarmente colpiti perché la nostra missione è mirata a fornire dei servizi culturali e di intrattenimento alla città. Il Politeama, proprio come recita il nome, è un luogo di aggregazione di diverse attività e non facciamo soltanto spettacoli ma ospitiamo anche delle associazioni che svolgono corsi di danza, teatro, canto e recitazione. Inoltre diamo sede alle lezioni dell'Unitre unitamente a convegni e conferenze; tutte attività che oggi sono ferme completamente. Ricordiamoci sempre che la cultura fa aggregazione e non assembramento, perché tutto si può svolgere in sicurezza e non vedo molte differenze tra tante altre situazioni che si verificano come all'interno dei mezzi pubblici o alle chiese dove c'è comunque un numero di persone abbondante. Ovviamente servono delle regole che devono essere rispettate. Noi oggi ad esempio continuiamo a far tenere delle lezioni di danza al mattino al liceo coreutico di Tolentino. E' paradossale che quelle attività possono essere consentite in quanto certificate come laboratori della scuola a differenza dei corsi pomeridiani di danza organizzati dalle associazione private. Dal mio punto di vista bisogna esaminare caso per caso e capire cosa si può effettivamente svolgere in sicurezza e non valutare solo sulla base della funzione perché sono necessariamente valide solo le attività didattiche ma in qualche modo lo sono anche quelle che ci danno un supporto morale".