Al Teatro “Giuseppe Verdi” di Pollenza venerdì 2 Febbraio alle ore 21,15 si terrà il terzo appuntamento con il Festival Regionale U.I.L.T..
In scena la compagnia STEP di Ancona che presenterà l’appassionante musical Renzo & Lucia. In questa commedia musicale per la regia di Alberto Manini si racconta la storia della coppia più famosa della letteratura italiana, l’opera ci porta nelle atmosfere swing della New York anni ’50 grazie a coreografie caleidoscopiche su musiche appositamente arrangiate dalla band “Mark Zitti e i Fratelli Coltelli”.
Tra colpi di scena e divertenti gag ritroviamo tutti i personaggi della famosa vicenda romanzesca creata dal genio di Alessandro Manzoni: Don Abbondio, che viene minacciato da Jack Bravo, sicario del noto gangster Boss Rodrigo, per evitare il matrimonio tra Renzo e Lucia; ci sono poi Miss Perpy e la psicologa Monica De Monz. A tessere la trama di questo amore contrastato contribuiranno però anche altre celebri coppie letterarie come Romeo e Giulietta, Otello e Desdemona ed altri portando in scena imprevisti ed esilaranti sorprese.
Per informazioni e prenotazioni si possono contattare i numeri: 0733.549936 – 349.4730823. Il Festival proseguirà poi domenica 18 Febbraio alle ore 17,30 con “Liberamente Peter-Pan” a cura della Compagnia Movimento & Fantasia di Cagli.
Terminata la pausa invernale per gli eventi di auto d’epoca, si tirano fuori dai garages le auto coccolate dai collezionisti e si rispolverano i cronometri da parte degli appassionati della regolarità. Il Circolo Automotoveicoli d’Epoca Marchigiano-Lodovico Scarfiotti inaugura sabato prossimo 3 febbraio la stagione 2018 con la dodicesima edizione di “240 minuti sotto le stelle” patrocinata dal Comune di Treia.
Cronometro alla mano, sono attesi al via quaranta equipaggi con vetture immatricolate entro il 1986, ammessi come da regolamento, tra i quali molti iscritti provenienti da fuori regione che onoreranno la validità per il Campionato Formula ASI 2018, che si apre proprio a Treia nelle Marche.
Alla segreteria del club sono pervenute iscrizioni in sovrannumero, a conferma dell’apprezzamento della “240 minuti”, che apre la stagione del sodalizio maceratese diretto dal presidente Roberto Carlorosi. Sarà la suggestiva cittadina di Treia ad ospitare la base operativa del raduno, con la concentrazione e le operazioni preliminari di equipaggi e vetture in programma dalle ore 14,30 alle 15,15. A seguire sarà possibile visitare il Teatro Comunale, ricevere il saluto del sindaco Franco Capponi e poi, dopo il briefing, affrontare a partire dalle 16,45 il percorso della manifestazione, che su circa 130 km complessivi comprenderà 49 prove di regolarità e 3 controlli timbro (a Montefano, Montecassiano e Treia).
Le prove di abilità sono divise in sette sezioni, con la novità per il CAEM per l’introduzione di due lunghi tratti che congiungeranno la prima sezione da Chiesanuova di Treia alla seconda di Appignano, e successivamente la terza di Appignano alla successiva di Chiesanuova di Treia. Le altre sezioni saranno a Passo di Treia, Tolentino e l’ultima ancora a Passo di Treia.
La serata a San Lorenzo di Treia con la cena e le premiazioni concluderà l’evento. A sostenere la manifestazione del CAEM-Lodovico Scarfiotti sono CA.BI. Gomme, GM Meccanica, Tecnostampa ed il Ristorante Il Casolare dei Segreti.
Secondo appuntamento della rassegna di libri ed autori marchigiani “Libri delle Marche”, presentata da Palazzo Bonfranceschi, residenza d'epoca sita nel cuore del centro storico di Belforte del Chienti.
Domenica 4 febbraio la rassegna prosegue con la presentazione del libro “Il tripponario – usi e costumi scostumati della vergara”, caso editoriale degli ultimi mesi, un dizionario dei termini dialettali in uso nel nostro territorio, di Deborah Iannacci.
Deborah, è nata a Sant’Elpidio a Mare nel 1985 e, nel corso degli anni, ha scelto il percorso di grafica pubblicitaria. Fondatrice della pagina facebook.com/trippadvisor.marche ha dato vita ad una community di fans scatenati che al solo nominare ciauscolo e vincisgrassi fanno la ola.
L'intera rassegna, a cura di Erika Carassai e con la collaborazione del Museo MIDAC, dell'associazione culturale Terra dell'Arte e di TDA Universal Contemporary Art Gallery, prevede quattro appuntamenti che si terranno sempre di domenica pomeriggio alle ore 17:00.
Secondo appuntamento a Versus, la rassegna poetica di Recanati ideata e organizzata dall’associazione Lo Specchio, dove gli autori si confrontano con temi universali che indagano sul mistero del nostro essere.
Anche in questo incontro un pubblico numeroso e partecipe ha salutato Daniele Piccini poeta, filologo, docente universitario e critico letterario umbro, autore di molti libri tra cui l’ultimo dal titolo “Regni”, dove l’assente prende figura e il visibile mostra il suo confine.
Ed è proprio con “il rumore dell’assenza” che il poeta si è incontrato/scontrato. L’assenza può essere più di una presenza? E’ un rumore o un suono? E come percepirlo? Per Piccini tutte le presenze, anche quelle che sembrano minime hanno dignità. Ed è la presenza ad essere misteriosa, mentre l’assenza ne acutizza il mistero. L’assenza, a differenza della mancanza, è una sospensione temporale in un paradossale istante senza tempo. Con questo senso di infinito dichiara la sua “folgorazione leopardiana” e lo sciame di suggestioni delle Ricordanze, che non lo hanno mai abbandonato.
Secondo il poeta “quando dialoghiamo con gli assenti, sentiamo la loro presenza” . Quindi è all’interno di un dialogo interiore e interpersonale che si raffina il sentimento di percezione dove captare le particolari vibrazioni in una situazione limite, oltre i confini del prospettabile. Condizione questa che descrive il suo essere credente tanto da dichiarare che il Vangelo è ovunque e cita le parole di Giovanni con cui comincia il suo Vangelo "In principio era il Verbo" (Gv 1,1). “Il tema di Dio ha a che fare con la parola e quando si ha la vocazione sulla parola si fa un investimento su se stessi avendo la consapevolezza che ciò che fai riguarda il mondo”. Queste riflessioni lo portano a Mario Luzi, un poeta che lui ha conosciuto e che non voleva essere definito cattolico.
Da Luzi si passa a Giorgio Caproni, uno degli autori che ama di più, e di come abbia intrapreso la sua ricerca di Dio vestendo i panni del cacciatore e, al contempo, quelli del guardacaccia; da un lato è colui che vuole 'sparare' a Dio, e dall'altra, in una sorta di ambivalente opposizione, vuole scrutare e impedire la caccia. Il pubblico interviene spesso e sollecita Piccini con domande tra cui alcune classiche: a che serve la poesia? Qual è il fine? “È il significato che diamo alle parole.” Rispondein modo semplice ma esaustivo. E l’ideologia? Può congelare la poesia? Piccini non ama l’uso bellicoso dell’ideologia poiché lo ritiene un limite che non fa parlare liberamente come nel caso di Pasolini e Fortini. “No all’ideologia, sì all’idea”. La poesia non obbedisce agli schieramenti ideologici. L’ideologia è chiusa e va in una sola direzione, mentre la poesia è aperta e contraddittoria. “La Poesia è un esercizio dell’immaginazione per ampliare i confini del mondo”.
Infine termina l’incontro recitando il suo Auto-epitaffio in cui questa volta invece di pensare all’assenza degli altri, cerca di sapere che cosa ne sarà di lui, della sua assenza e del suo rumore.
Prossimo incontro il 18 febbraio alle ore 17 nel Circolo di Lettura e Conversazione di Recanati con Bruno Galluccio vs. Il famelico Chronos.
Martedì 6 febbraio, al Teatro Don Bosco, torna la stagione di prosa di Tolentino. Gaia De Laurentiis e Ugo Dighero sono i protagonisti de “L’inquilina del piano di sopra”, un classico della comicità di Pierre Chesnot diretto da Stefano Artissunch.
“L’inquilina del piano di sopra” è uno di quei rari meccanismi drammaturgici ad orologeria. Una commedia dai buoni sentimenti che ride dei rapporti di coppia; una favola sul dramma della solitudine con un lieto fine sospirato, che ridicolizza ciò che ognuno di noi ha in sé … “Ormai sei nato…non c'è più niente da fare!!!”.
Un appuntamento certamente da nobn perdere perché mette di buon umore e fa amare la vita!
In gioco due personaggi in piena crisi esistenziale e un terzo (l'amica di lei), che al giro di boa degli anta - quaranta lei e cinquanta e più lui - fanno i conti con il loro passato e si interrogano sulle aspettative per il futuro. Una prospettiva fatta di solitudine e incomunicabilità, che accomuna i protagonisti - loro malgrado - in un torrido agosto, in cui sembrano gli unici superstiti di una Parigi deserta.
In un alternarsi di stati d’animo che trascinano dal pianto al riso, i due protagonisti si scoprono simili più di quanto possa apparire: insieme trovano la capacità di sdrammatizzare le piccole tragedie quotidiane, per affrontare con leggerezza e lucidità la paura della solitudine.
Biglietti in vendita al botteghino del Teatro Don Bosco sabato 3 e lunedì 5 febbraio dalle ore 18, alle ore 20; il 6 febbraio dalle ore 18.15.
I biglietti, inoltre, sono in vendita presso tutte le biglietterie del circuito A.M.A.T. e on line su www.vivaticket.it
Per informazioni 340 7028078 – 338 4353550 – www.teatrovaccaj.it - info@teatrovaccaj.it
San Severino Blues riparte con la sua stagione live dal bellissimo teatro ottocentesco della Filarmonica, in centro storico a Macerata, con una nuova serata Club (cena+concerto). Per l’occasione torna Luca Giordano, amico del Club e del festival che continua a portare in scena ospiti sorprendenti.
Dopo i mitici concerti estivi con Chris Cain e Carlos Johnson, questa volta è il turno del chitarrista brasiliano Alamo Leal e dell’organista ceco Jan Korinek, nuovo tastierista della band. Alamo Leal ha costruito la sua carriera di bluesman in Europa, vivendo tra Londra, Bristol e Parigi, suonando nei club e festival europei, ma anche Usa e canadesi. Ha condiviso il palco con Luther Allison, Clarence Gatemouth Brown, Larry Garner, Bernard Allison, Joe Louis Walker, Otis Grand, Hans Theesink, Michael Chapman, Eddy "The Chief" Clearwater, Chris Cain e Alfred "Pee Wee "Ellis. In Brasile, dove risiede, ha pubblicato l’album “Still Here”, contenente brani di pionieri come Lee Dorsey, Allen Toussaint e Elmore James. Luca Giordano è un chitarrista eccezionale, band leader, uno dei più grandi bluesman europei. Il suo raffinato ed emozionante stile blues-jazz-funk ha conquistato le platee europee, statunitensi e ora anche quelle sudamericane.
La sua carriera, partita da Chicago, è cresciuta nei club e festival europei e USA da protagonista, al fianco di leggende come Billy Branch, Eddie C. Campbell, Jimmy Burns, Bob Stroger, Willie “Big Eyes” Smith e di artisti contemporanei quali Eric Guitar Davis, John Primer, Chris Cain, Carlos Johnson, Sugaray Rayford. Dal 2017 fa parte integrante della band e del progetto internazionale “Griot Blues” del profeta del blues Mighty Mo Rodgers con il musicista africano Baba Sissoko. Luca Giordano ha pubblicato due album da solista, “My Kind Of Blues” con ospiti Chris Cain, Bob Stroger e Sax Gordon e “Off The Grid”, e due dischi con il cantante, armonicista e show-man spagnolo Quique Gomez “Dead Mama Blues”e “Chicago 3011 Sessions”, registrato a Chicago nel 2011 con ospiti leggende del blues americano come Bob Stroger, Billy Branch, Jimmy Burns e Eddie C. Campbell.
Luca Giordano chitarra/voce
Alamo Leal chitarra/voce
Jan Korinek tastiere
Walter Cerasani basso
Lorenzo Poliandri batteria
Nuovo appuntamento con la stagione di prosa del Teatro Lauro Rossi organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Macerata in collaborazione con l’Amat e il contributo della Regione Marche e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
Una stagione poliedrica costruita intorno a un cartellone in grado di soddisfare le esigenze di un pubblico eterogeneo che l’1 e il 2 febbraio proporrà uno spettacolo del cosiddetto teatro sociale.
In scena, infatti, ci sarà il “cantore di storie” Marco Paolini - autore e interprete la cui attività si distingue per il gusto dello studio dei testi e della ricerca delle fonti e per l'accostamento continuo dei fatti a trovate teatrali spesso dissacranti e ironiche - con lo spettacolo “Tecno – Filò: Technology and me”.
Paolini, i cui spettacoli sono per la gran parte sviluppati in monologhi spesso recitati in lingua veneta, è considerato uno dei massimi esponenti della cosiddetta "prima generazione" di quel "quasi-genere" solitamente definito come teatro di narrazione: un teatro che si fonda sul racconto di un performer che, senza trucco, costumi o scenografia, assume la funzione di narratore, con la propria identità non sostituita, cioè senza interpretare un personaggio.
Marco Paolini non è un esperto di Internet, non è un utente dei social. Non conosce la meccanica quantistica, né le neuroscienze e la fisica, né la robotica e le intelligenze artificiali. Ma tutto questo lo riguarda e lo interessa. La vita di tutti noi sta cambiando grazie o per colpa delle tecnologie, che dalle innovazioni derivano e di cui facciamo uso quotidianamente. Paolini, con lo spettacolo in scena al Teatro Lauro Rossi, prova a riflettere a voce alta su questo, mettendo insieme piccole storie unite da un filo di ragionamenti. Un filò tecnologico, che cerca di narrare il nostro tempo crisalide.
Il 2 febbraio, nell’ambito di TLR Prosa, alle 18 prosegue il progetto di formazione del pubblico, che oltre all’approfondimento rivolto agli studenti con Scuola di platea, propone Gente di teatro la serie di interessanti incontri per tutti coloro che amano il teatro e vogliono superare quella che Garboli definiva la “gioia effimera di una sera” per approfondire la conoscenza dialogando con le stesse compagnie in scena al Lauro Rossi. L’appuntamento è alle 18 alla sala Castiglioni della Biblioteca Mozzi Borgetti.
Info e biglietti: Biglietteria dei Teatri 0733 230735, www.comune.macerata.it.
L’Associazione Teatrale TuttaScena, con il patrocinio del Comune di Montecassiano, e la collaborazione di Michele Salvatori, attore, regista, teatroterapeuta , organizza “Sul Palco Qua e La” un laboratorio teatrale per bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni.“Sul Palco Qua e La” è un laboratorio teatrale per bambini e ragazzi che costituisce un’ottima esperienza di crescita. Darà l’opportunità al bambino, ragazzo di esprimere le proprie potenzialità creative e a conoscere se stesso abbattendo le barriere della timidezza, favorendo un netto miglioramento dell’autostima.
Il percorso inizierà con un lavoro centrato sulle sei emozioni di Paul Ekman (psicologo statunitense): rabbia, gioia, tristezza, paura, disgusto, sorpresa, disprezzo.
Queste emozioni a sua volta saranno trasformate, mediante il lavoro corporeo, l’uso della voce, il disegno e la scrittura creativa. Questo tipo di percorso ha l’obiettivo di favorire, promuovere l’integrazione psico-fisica, cognitiva, emotiva e relazionale del bambino sviluppando e migliorando attraverso il lavoro di gruppo, la sua identità, la sua creatività e la libera espressione di sè.
Inizio corsi Sabato 3 Febbraio 16:30 presso la sede dell’Associazione Teatrale TuttaScena, Via Garibaldi, 22 62010 Montecassiano.
Info e costi Francesca Nardi (Presidente Associazione Teatrale TuttaScena) 3395315539, mail tuttascena.montecassiano@gmail.com.
Una serata dedicata al tango inteso come filosofia, stile di vita, una fiera e orgogliosa battaglia con le malinconie della vita, poetica. Sabato 3 febbraio alle ore 21,15 il Quintetto Lunfardo presenta al Politeama di TolentinoPoésia de Tango proponendo musiche di Astor Piazzolla, Saul Cosentino e di compositori di tango e non solo. L’impronta inconfondibile del Quintetto Lunfardo risiede negli arrangiamenti originali uniti ad una continua ricerca nell'opera artistica di Astor Piazzolla e di altri compositori argentini contemporanei. Con il loro stile energico, introspettivo e passionale condurrà il pubblico in un viaggio attraverso il più intimo sentimento del tango.
Il Quintetto Lunfardo formato da Mizuho Ueyama (Violino), Stefano Ensabella (Sassofoni), Gianluca Pirisi (Violoncello), Simone Pirisi (Contrabbasso) e Francesco Ensabella (Pianoforte), nasce dall'incontro di musicisti attivi nei più svariati ambiti musicali; dal jazz e musica contemporanea alla musica antica, dalla musica da camera alla musica d'orchestra. In seguito all'incontro con il M° Hugo Aisemberg (direttore del Centro Astor Piazzolla) si fa spazio l'idea di creare un gruppo che possa diffondere la musica di Astor Piazzolla in un modo più vasto e sistematico. La particolare attenzione dedicata alle opere meno conosciute dal grande pubblico dona un'impronta inconfondibile al gruppo che vuole rispondere all'obiettivo che il Maestro argentino si era posto: creare musica sopra una base di tango. Un progetto che, attraverso nuove trascrizioni e nuovi arrangiamenti ad opera dei membri del Quintetto Lunfardo, vuole esprimere la natura più coinvolgente e intellettuale del lavoro di Astor Piazzolla che non perse l'occasione di studiare con alcuni dei grandi compositori del '900 come Nadia Boulanger e Alberto Ginastera. Accanto al repertorio dedicato a Piazzolla, il Quintetto Lunfardo desidera diffondere la musica di compositori di tango contemporanei e di altri compositori attivi nella scena contemporanea.
Un nuovo appuntamento della rassegna Altri percorsi in musica che continua sabato 24 febbraio con Piji e Electroswing Project.
I biglietti per il concerto sono disponibili al Botteghino del Politeama, aperto tutti i giorni (escluso sabato e domenica) dalle 17,30 alle 19,30 e da un’ora prima di ciascun spettacolo. Biglietti disponibili anche online all’indirizzohttp://www.liveticket.it/politeamatolentino. Il costo del biglietto è di 15 euro+ prevendita.
Nonostante un inverno che fino ad ora è stato quasi interamente privo di precipitazioni nevose i turisti non abbandonano i Sibillini. Nel weekend appena trascorso Risorse Active Tourism (www.activetourism.it) ha organizzato sia sabato che domenica due escursioni al tramonto sui Piani di Ragnolo che si sono concluse con una cena a base di prodotti locali nelle baite del Centro Fondo e Snowkite di Ragnolo.
L’itinerario, molto semplice, consente di ammirare tutto il versante nord dei Sibillini da un lato e tutta la costa adriatica dall’altro e sarà nuovamente in programma nei prossimi fine settimana. Tutti gli eventi aggiornati sulla base delle condizioni meteo sono disponibili sulla pagina Facebook di Active Tourism.
Grande partecipazione, l’altra sera, al Politeama per l’incontro con Maurizio Galimberti organizzato dal Rotary di Tolentino, presieduto da Stefano Gobbi. Il grande fotografo milanese, famoso per la sua particolare tecnica quella dei mosaici polaroid, ha presentato il docufilm “San Nicola reMade” che è stato così proiettato per i soci rotariani.
E’ stato davvero emozionante vedere il documentario che racconta in maniera estremamente appassionante il lavoro di Galimberti che scattando oltre 9mila polaroid, con la sua personalissima tecnica, ha trasformato il capolavoro trecentesco dedicato a San Nicola da Tolentino, opera di Pietro da Rimini, in un suggestivo e grande “mosaico”.
Era presente Luca Giustozzi che, insieme a Massimiliano Sbrolla, ha documentato con lo short film di circa trenta minuti, tutto il progetto, durato quattro anni e che ha coinvolto un team di eccezionali professionisti che si sono misurati con un’iniziativa di grande respiro culturale voluto, finanziato e portato a termine da Alberto Marcelletti.
<<Ogni volta che rivedo il docufilm è sempre un’emozione>> dice il farmacista che ha realizzato un’operazione di grande pregio sia artistico che culturale, lasciando un segno indelebile nella storia della fotografia italiana e internazionale. Al termine della proiezione del docufilm Galimberti ha dato vita ad una performance dal vivo che il pubblico ha avuto occasione di vedere in contemporanea su maxi schermo.
Il fotografo ha realizzato un ritratto dal vivo all’attuale prefetto del club tolentinate, Annarita Ortolani. <<Ho vissuto una nuova esperienza – afferma – che mi ha dato tanta commozione.>> A Galimberti, instant artist internazionale, è stato consegnato l’ambito riconoscimento rotariano “Paul Harris Fellow” per i suoi meriti. <<E’ bello essere qui – dice – perché si contribuisce ad una storia importante che è quella di aiutare questa città a ripartire. La chiusura della basilica di San Nicola a livello economico e una catastrofe perché tutto l’indotto se n’è andato come il turismo. Grazie al Rotary di Tolentino per la serata ed al presidente>>.
All’evento hanno partecipato il sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi; il capitano Giacomo De Carlini, comandante della Compagnia dei carabinieri di Tolentino; il governatore incoming del Distretto 2090, Gabrio Filonzi; il presidente Franco Moschini. Nel corso della serata, promossa dal Rotary, è stato anche possibile acquistare il volume di arte-fotografica “Maurizio Galimberti – San Nicola reMade”. Per l’occasione, infine, è stata allestita una mostra di opere del fotografo in alcune stanze del Politeama.
Due en plein di fila, per il “Teatro N. Degli Angeli 2018”, fanno presagire che la formula messa a punto dall’assessorato alla cultura sarà vincente anche quest’anno. Non è un caso, infatti, che dopo lo scontato “tutto esaurito” messo a segno lo scorso 13 gennaio con le spettacolo di Max Giusti, un altro sold out ha gratificato la stagione teatrale monteluponese domenica 28, quando il “Teatro Instabile” di Recanati ha proposto la sperimentata commedia dialettale “Lu medeco d’i matti” e il pubblico ha risposto alla grande, occupando tutti i posti disponibili sia in platea, che sui palchi.
Qual è, dunque, la formula vincente?
Il teatro “Nicola Degli Angeli”, storico e sofisticato gioiello che, ideato dall’Aleandri (lo spesso dello Sferisterio), rappresenta pure una sicura attrattiva turistica, è molto richiesto e utilizzato, anche per la posizione baricentrica del paese, per convegni, spettacoli e rappresentazioni varie organizzati da altri committenti: da qui, l’esigenza di non sovraccaricare la struttura, e il bacino d’utenza, limitando la numerosità degli spettacoli della stagione. Inoltre, quest’anno si privilegia l’orario pomeridiano, facilitando così l’affluenza del pubblico nella stagione fredda ed evitando la sovrapposizione con le iniziative serali nelle cittadine limitrofe. Infine, i prezzi d’ingresso sono davvero popolari, in modo che ogni spettacolo sia occasione d’incontro per la comunità. Non ultimo, la valenza delle compagnie e degli artisti proposti.
Si presume che il prossimo spettacolo, “Comico e soubrette: un amore a fisarmonica”, previsto per domenica 18 febbraio alle ore 17.15 possa confermare il trend iniziale e, allora, tre indizi faranno la prova che il “Teatro N. Degli Angeli 2018” significa successo pieno.
Anche a febbraio al multiplex Giometti di Tolentino, in collaborazione con Unitre, continua la rassegna cinematografica ‘La decima musa’, con l’introduzione alla visione filmica del prof. Cingolani, in abbonamento a 16 euro per quattro film con buffet iniziale.
La rassegna si apre giovedì 1 febbraio alle ore 21.15, con il film della regista ungherese Ildikò Enyedi, ‘Corpo e anima’, che ha vinto l’Orso d’oro nella scorsa Berlinale, che racconta la storia di un incontro. Endre, direttore amministrativo di un mattatoio industriale, è sospettoso nei confronti di Mária, nuova responsabile del controllo qualità inviata dalle autorità. Endre pensa che Mária sia eccessivamente formale e troppo concentrata su sé stessa. E trova anche che sia troppo severa nel valutare la qualità delle carni. Semplicemente, Mária applica sul lavoro lo stesso ordine che utilizza nella gestione della sua vita. Il film nasce dal desiderio della regista di esporre la propria visione della condizione umana, di raccontare una storia d'amore travolgente nel modo meno passionale e spettacolare possibile.
Punto di partenza del progetto sono state le opere di Ágnes Nemes Nagy, poetessa ungherese che con le sue poesie celebrava l’eroismo quotidiano nella sua semplicità. Allo stesso modo il film si propone di indagare ciò che si dissimula dietro un volto apparentemente sereno, mostrando l’essenza umana invisibile a occhio nudo. A influire sul film anche la tragica esperienza personale della regista, che ha perso il proprio figlio a causa di un errore medico e ha assistito il padre mentre cercava di trovare una via d’uscita nel labirinto del sistema sanitario durante i suoi ultimi mesi di vita. La rassegna continua giovedì 8 febbraio con il film ‘My Generation’: nato da un’idea di Michael Caine, è un’immersione in tre capitoli nello spirito rivoluzionario e libertario della swinging London degli anni Sessanta. Momento unico e seminale non solo in campo musicale, con la british invasion dei gruppi inglesi alla conquista dell’America, ma soprattutto per l’apertura a istanze democratiche, pacifiste, egualitarie. Mentre giovedì 15 febbraio il regista Martin McDonagh presenta il film ‘Tre manifesti a Ebbing, Missouri), vincitore del premio per la migliore sceneggiatura, che narra e tragicomiche vicende di una madre in cerca di giustizia per la figlia, ingaggiando una lotta contro un disordinato branco di poliziotti pigri e incompetenti. La rassegna è chiusa dal film di Luca Guadagnino, ‘Chiamami col tuo nome’, candidato a 4 Oscar, in proiezione giovedì 22 febbraio.
E' per Mercoledì 31 Gennaio alle ore 21,15 a Montecosaro, nello storico e suggestivo Teatro delle Logge, l'ultimo appuntamento della rassegna Parlare Futuro. Lezioni d'Autore. Sarà il filosofo, matematico, saggista Giulio Giorello a chiudere il fortunato ciclo di incontri, iniziato a novembre sul filo de "Il Dissenso".
Una sorta di tributo al libero pensiero, alla disobbedienza al potere, al coraggio del diniego, un inno all'innovazione e alla conoscenza . Quindi, chi meglio di Giulio Giorello, poteva trarre le conclusioni di questo lungo percorso all'insegna della libertà e della disobbedienza? E', infatti, Giulio Giorello nell'ultimo suo libro-intervista "L'etica del ribelle", a cura di Pino Donghi, ad evidenziare la relazione fra rivoluzione e conoscenza asserendo in maniera lapidaria che "la verità è figliadel tempo, e forse la rivoluzione è il termine che media tra tempo e conoscenza”.
E assecondando una certa insofferenza all'abuso che si è fatto del termine rivoluzione, il professore propone una categoria , non solo diversa, ma per certi versi antitetica di rivoluzione: la categoria di ribellione. E seguendo le orme del suo maestro, Ludovico Geymonat, espone uno dei nuclei tematici della narrazione che è lo studio delle rivoluzioni della conoscenza.E di concetto in concetto, altro tessuto connettivo della riflessione sembra essere l'analogia fra rivoluzioni scientifiche e rivoluzioni politiche. Ma più di tutti colpisce la sintonia del filosofo Giorellocon il mondo anglosassone e protestante e ancor più meraviglia che quando deve parlare di rivoluzione non cita Ernesto Che Guevara, ma neppure i suoi amati filosofi Giordano Bruno e Baruch Spinoza.
Le scelte scontate non gli appartengono. Ricorre, invece, a un autore spiritualista e aristocratico, eroe di guerra tedesco caro alla destra: Ernst Jünger. Dal suo Trattato del ribelle ricava il concetto che la resistenza al dispotismo nasce dalla libertà interiore di chi assegna «più valore al modo di essere» che «alla pura sopravvivenza». Quello di mercoledì sarà il Giorello di sempre, grande maestro e grande filosofo, colui che ama mettere in discussione le certezze più assodate, le credenze comuni perchè in tutti i campi vince chi innova e «le eccezioni non confermano la regola, ma diventano una nuova regola». Queste sono solo alcune delle argomentazioni toccate nell'ultimo libro del professore, ma tanti sono gli interrogativi che sorgono e che pensiamo possano essere sbrogliati mercoledì 31 gennaio.
Giulio Giorello è nato a Milano nel 1945, è filosofo ed epistemologo italiano. Laureato in filosofia e matematica, ha insegnato nelle università di Pavia, Catania e dell’Insubria, per poi approdare al Politecnico di Milano, dove è docente tutt’ora di Filosofia della Scienza. Presidente della SILF, scrive per le pagine culturali de’ Il Corriere della Sera ed è autore di numerosi saggi filosofici, etici e politici come Quale Dio per la Sinistra?, Dove Fede e Ragione si incontrano?, Viaggio intorno all’evoluzione e Lo scimmione intelligente.
L'incontro è promosso dall'assessorato alla cultura del Comune di Montecosaro, da un circuito di sei Comuni delle province di Macerata, Fermo, Ancona e da numerosi sponsor privati.
Sabato 3 febbraio presso la Biblioteca Comunale di Recanati alle ore 10,30 si terrà la presentazione del libro illustrato per bambini “IN GIRO CON LEO A RECANATI” (Giaconi Editore) di Carlo Guzzini, progetto grafico di Erika Carloni e Valentina Castellani.
Nel testo si raccontano storie, personaggi, monumenti e percorsi. Una guida pensata per i piccoli turisti che intendono fare un giro a Recanati per scoprire, giocando tutti i segreti della città. All’iniziativa partecipano l’Assessore alle Culture e Pubblica Istruzione Rita Soccio, l’insegnante Antonella Maggini, l’autore e l’editore.
Presenti anche alcune classi delle primarie degli Istituti comprensivi locali e sarà un’occasione ulteriore per proseguire le iniziative che la biblioteca dedica ai bambini.
La storia di Cappuccetto Rosso è il nuovo appuntamento della rassegna A teatro con mamma e papà, con la direzione artistica di Marco Renzi. Domenica 4 febbraio, alle 17 al Teatro Annibal Caro di Civitanova Alta sale sul palco la compagnia I Guardiani dell’Oca di Guardiagrele (Chieti), con la celebre fiaba di Charles Perrault.
Il racconto della bambina che incontra il lupo è adattato dal regista Zenone Benedetto, che ne è anche interprete insieme a Tiziano Feola. Le musiche e i versi sono di Antonio Cericola, luci e audio sono curati da Carlo Mené, mentre la scenografia è firmata da MarioMirabassi. I costumi sono di Ettore Margiotta e i pupazzi di Ada Mirabassi.
Il prezzo del biglietto è di 6 euro. Per prenotare il posto, telefonare ai seguenti numeri: 0734/440361 - 440368 fino a venerdì, dalle ore 9 alle ore 13,30; in altri orari 335/5268147. La rassegna A teatro con mamma e papà, che conta sei spettacoli fino all’11 marzo, è organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Civitanova Marche, dall’Azienda dei Teatri e da Proscenio Teatro. Fa parte di un progetto molto ampio, Tir - Teatri in rete, che coinvolge dieci Comuni nelle province di Ancona (Osimo), Macerata (Civitanova Marche, Monte San Giusto, Treia), Fermo (Fermo, Montegranaro, Montegiorgio, Porto San Giorgio), Ascoli Piceno (Comunanza, Grottammare). Si tratta del più grande circuito di teatro per l'infanzia e l'adolescenza nella parte sud della regione Marche, avviato 32 anni fa.
Anche quest'anno Recanati ha celebrato la Giornata della Memoria con la terza edizione della maratona di lettura "Anne Frank dall'alba al tramonto"( Diario di Anne Frank). La staffetta è iniziata al mattino al "Giardino delle parole interrotte" alla presenza dell'Assessore alle Culture Rita Soccio e dello scrittore Adrian Bravi; a seguire ha fatto tappa presso la vicina Scuola Media "Patrizi".
Le successive fermate al Liceo” G.Leopardi” ( via Aldo Moro), all’ IIS "Mattei", all’ IIS "Bonifazi, alla scuola Media “Badaloni” per concludersi al Liceo “G.Leopardi”(Palazzo Venieri). Nel pomeriggio la lettura è proseguita nei locali della la Sartoria Latini con il prof. Sauro Savelli, quindi biblioteca Comunale con la Compagnia Instabile, Università di Istruzione Permanente "Don G. Simonetti" con la prof.ssa Norma Stramucci, per poi chiudere la giornata al foyer del Teatro Persiani con gli attori Simone Marconi e Marta Ricci.
L’intera maratona è stata seguita con entusiasmo dall'Assessore Soccio, che in chiusura ha affermato “ Sono molto soddisfatta della partecipazione di tanti cittadini e delle scuole che ancora una volta hanno saputo cogliere il vero significato di questa Celebrazione. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo suggestivo ed emozionante progetto, in particolare per la collaborazione i professori Paolo Coppari e Gabriele Cingolani dell'Istituto Storico della Resistenza M. Morbiducci”.
Il 27 gennaio, nel Giorno della Memoria, l’Aula Didattica Multimediale del Museo Civico Archeologico di Treia ha ospitato l’evento “Ad Auschwitz c’era un’orchestra”, realizzato dal Comune di Treia, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “E. Paladini”; l’iniziativa nasce da una proposta di Paolo Coppari, Presidente dell’Istituto Storico “Morbiducci” di Macerata, su idea e progetto del Maestro Stefano Rocchetti.
Hanno partecipato le classi Terze della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo “E. Paladini” di Treia e Passo di Treia.
Protagonista della giornata il tema della Shoah, attraverso letture di alcuni autori, tra cui Primo Levi, la visione di documentari, interviste e testimonianze dei superstiti dell’Olocausto, la proiezione di parti di film, come ad esempio “Il pianista” di Roman Polanski.
Una giornata molto importante e significativa per tutti i cittadini, ma soprattutto per i giovani, che hanno avuto occasione di conoscere più da vicino un dramma, quello delle leggi razziali e delle persecuzioni, che resta uno dei momenti più bui della nostra storia.
Ognuno dei documenti proposti, dalle testimonianze attraverso i filmati, alla musica come tema predominante, hanno reso questa giornata estremamente suggestiva, suscitando forti emozioni nei partecipanti. A guidare e offrire interessanti spunti di riflessione in questa giornata sono stati il Prof. Paolo Coppari e il Maestro Stefano Rocchetti.
Il tema affrontato, come richiama il titolo di questa iniziativa, è la “musica concentrazionaria”, nata nel periodo di prigionia degli ebrei nei campi di concentramento, alla quale si conferiscono due diverse chiavi di lettura.
Da un lato viene, infatti, concepita come arma distruttiva e di orrore, nell’esempio di orchestre costituite dai detenuti, che accompagnavano tragicamente le esecuzioni dei prigionieri su ordine dei nazisti; dall'altro, la musica assume una veste salvifica, di conforto, un modo per contrastare la morte e l’annientamento, aiutando i deportati a sopportare e sopravvivere alle barbarie inflitte dal nazismo.
Dunque, un racconto in musica che propone una profonda riflessione su una delle pagine più orrende nella storia dell’umanità. Poiché, come afferma Primo Levi, «se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre».
Dopi i saluti dell’amministrazione portati dal Sindaco Franco Capponi e dal Vicesindaco Edi Castellani, anche l’intervento della Dirigente Scolastica Laura Vecchioli.
Presenti anche il Presidente della Banda Musicale Città di Treia, Paolo Damiani e il dottor Umberto Patassini, chiamati a portare la loro testimonianza della visita della Banda Musicale Città di Treia ad Auschwitz nel 2007.
L'evento, aperto a tutta la cittadinanza, che ha partecipato numerosa, era inserito nell’elenco stilato dal Consiglio Regionale delle Marche ed ha ottenuto il patrocinio della Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Macerata, che si ringrazia per la grande sensibilità.
Domani domenica 28 gennaio, alle ore 17.30, nella sala dell’ex Cinema Sferisterio, ultimo appuntamento con la mini rassegna invernale di Macerata Racconta “I Giorni della Merla”, dedicato alla Mitteleuropa e in particolare alla stagione felice di Vienna e dei suoi lussuosi caffè. A ricreare quella magica atmosfera con Una sedia democratica: Vienna Felix e Thonet, saranno lo storico e antiquario Giovanni Renzi, la cantante Gaia Petrone, la pianista Arabella Cortesi, l’attrice Pamela Olivieri e l’attore Rodolfo Ripa, che si alterneranno tra interpretazioni recitative da “Le sedie” di Ionesco e brani musicali di Alma Shindler Mahler, G. Mahler, Berg, Strauss, Weil.
In quei caffè evocati, spesso si incontravano intellettuali e giornalisti e proprio il giornalista e scrittore Giosuè Calaciura, premio Volponi 2017 con “Borgo vecchio”, concluderà l’appuntamento con Una sedia per informare. Il giornalismo del desk. Parlerà di come il giornalismo si sia ormai “seduto” nella pigra staticità del web, o in attesa di veline, rinunciando a scendere in strada per cercare, vedere, capire e chiedere.
Una riflessione sulle barriere e le divisioni che l’uomo è capace di costruire, fatta attraverso i reticolati dei fronti del primo conflitto mondiale fino alle odierne frontiere europee. È il contento della mostra "Filo spinato dalla Grande Guerra al tempo presente" che ha aperto i battenti sabato 27 gennaio alla Galleria Antichi Forni di Macerata per il Giorno della Memoria 2018, presenti il sindaco Romano Carancini, l’assessore alla Cultura Stefania Monteverde, il dott. Cacciaguerra della Prefettura, i presidente dell’Istituto Gramsci Marche Carlo Latini, dell’Isrec Paolo Copparo, dell’ANPI Lorenzo Marconi e numerosi studenti delle scuole superiori e insegnanti.
L’esposizione, curata da Lorenzo Montesi e Tommaso Leone dell’Istituto Gramsci Marche, è promossa da Comune, Istituto Storico della Resistenza e Fondazione Belli nell’ambito delle iniziative organizzate per non dimenticare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione nazifascista sfociata nello sterminio di undici milioni di persone, tra ebrei, rom, omosessuali, oppositori politici e internati militari.
“L’offuscamento della memoria ci espone al rischio che si ripropongano situazioni del passato. Sottovalutare fatti attuali, come razzismo, xenofobia e nazionalismo, può mettere in pericolo la democrazia” è stato sottolineato nel corso dell’inaugurazione in cui sono stati lanciati ai giovani spunti di riflessione e di analisi dei nostri tempi, affinché si scongiuri il rischio di vivere oggi “la stessa storia del passato, sia pur manifestata in diverso modo.”
Il filo spinato è stato uno dei principali protagonisti della Grande Guerra. La sua efficacia, massima per un prezzo minimo, ne ha fatto uno straordinario strumento di inclusione ed esclusione, il filo spinato figura tra le invenzioni che segnarono la storia del Novecento e il suo impiego tradisce, secondo Olivier Razac, uno dei segreti “meglio custoditi dell’economia biopolitica: ciò che si applica alle mandrie si applica all’uomo”.
La mostra si sviluppa in tre capitoli, il primo incentrato sulla prima guerra mondiale, con scenari di guerra, psicologia della trincea e fisicità del filo spinato. Il secondo sul filo spinato oggi, con i “muri” (Cipro, Spagna, Ungheria, Macedonia) e la drammatica attualità dell’uso del filo spinato che unisce l’inutile strage del primo Novecento con le frontiere europee odierne. L’ultimo capitolo è sulla memoria attraverso il filo spinato diffusa nel ventesimo secolo, che propone foto di scene di film, stampe, locandine, prime pagine delle riviste, cartoline e monumenti, che ritraggono il filo spinato come oggetto della Memoria.
La mostra rimarrà aperta fino al 9 febbraio con i seguenti orari: venerdì, sabato e domenica 10-13 e 16-19 altri giorni 16-19 chiuso il lunedì.