Lascia l'auto nel parcheggio per approfittare della bella giornata di sole e fare una passeggiata, ma quando torna trova la brutta sorpresa.
È successo nel pomeriggio di ieri nei pressi del bar Cinciallegra, attualmente chiuso per rinnovo locale e cambio gestione. Proprio la sua chiusura, purtroppo, ha fatto sì che il ladro avesse gioco facile nel rovistare all'interno dell'auto, una volta forzato lo sportello. Tanto che, si è appropriato dei soldi all'interno della borsa, occultata sotto il sedile, lasciando fortunatamente il portafogli. Dato ce c'era, si è preso anche un paio di occhiali da sole che erano in auto.
La denuncia arriva direttamente dalla proprietaria con un post su Facebook, nel quale, a questo punto, non resta altro che mettere al corrente gli utenti social della pericolosità di quella zona. Scrive infatti la giovane signora: "Scioccamente ho lasciato la borsa sotto al sedile, mi hanno forzato lo sportello, aperto la portiera, preso i soldi e gli occhiali da sole. Fortunatamente non mi hanno preso il portafogli. Fate attenzione se parcheggiate per fare una camminata".
È iniziata alle 9:26 con quattro minuti di anticipo rispetto all'orario previsto l'incontro per la convalida dell'arresto di Marouane Farah, il 35enne marocchino accusato di omicidio stradale plurimo.
Il suo legale, Vando Scheggia è arrivato in largo anticipo all'Ospedale di Civitanova, la struttura nella quale è ricoverato il suo assistito per concordare la linea da tenere: l'obiettivo è quello di ottenere gli arresti domiciliari.
Alle 9:25 si sono presentati nella struttura sanitaria anche il sostituto procuratore Enrico Riccioni e il giudice Claudio Bonifazi, chiamato a decidere dell'eventuale arresto di Farah. All'interno dell'ospedale numerosa la sorveglianza dei poliziotti, per garantire la piena sicurezza dell'incontro.
Il magistrato ha dovuto spostarisi all'Ospedale di Civitanova per via delle condizioni in cui versa Farah, incapace al momento di muoversi per via della frattura al bacino riportata in seguito all'incidente di sabato notte.
(SERVIZIO IN AGGIORNAMENTO)
Tentativo di furto nella serata di oggi in un'abitazione a Tolentino, nonostante i proprietari fossero in casa.
Una coppia era nel proprio appartamento con i figli, quando ha sentito dei rumori sospetti provenire dal piano superiore.
Salite le scale ed entrati nella stanza hanno trovato un foro sulla finestra e la serratura forzata, ma dei malviventi nessuna traccia.
Probabilmente i ladri avendo sentito che i proprietari di casa si erano accorti del rumore, hanno preferito desistere e darsi alla fuga.
Per entrare nell'abitazione i malviventi hanno anche rotto una rete di recinzione esterna.
Sul caso indagano i carabinieri.
Nella serata di ieri, a Pollenza, in Contrada Palombarette, si sono verificati due furti in abitazione.
I ladri, dopo aver forzato le finestre, si sono introdotti in due abitazioni attigue, rubando monili d'oro e denaro in contante: in una all'incirca 100 euro mentre nell'altra circa 200. I malviventi hanno poi tentato di introdursi all'interno di una terza abitazione, senza riuscirci.
Immediato è scattato l'allarme e i Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Macerata hanno avviato le indagini per dare un nome e un volto ai ladri. La zona è sprovvista di telecamere.
Attimi di apprensione nel pomeriggio di oggi, quando erano circa le 16.30, in via Piero e Lorenzo Cioci a Macerata.
Ad andare in fiamme, per cause ancora in corso di accertamento, alcune sterpaglie sottostanti alla scarpata della strada.
Immediato l'arrivo sul posto dei Vigili del Fuoco di Macerata che stanno procedendo a spegnere l'incendio e mettere in sicurezza l'area.
Il rogo, che ha causato una densa colonna di fumo, ha attirato l'attenzione di passanti e curiosi.
I Carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche, del Comando provinciale, Ispettorato del Lavoro, Carabinieri forestali, Cinofili, Carabinieri della Compagnia SOS stanno svolgendo da qualche ora un servizio di controllo al palazzo River Village, ex Green Leaves di Porto Recanati.
Poi il sevizio proseguirà su altri obiettivi di Porto Recanati.
(Servizio in aggiornamento)
“L’incidente occorso questa mattina alla piattaforma Eni a largo di Falconara è la riprova che servono più sicurezza, più controlli e più risorse per garantire l’una e gli altri nei luoghi di lavoro, siano essi grandi impianti, capannoni e sedi di imprese, siano essi laboratori e ambienti di lavoro di più modeste dimensioni”. Ad affermarlo in una nota il capogruppo della Lega nord Sandro Zaffiri. “Mi aggiungo al coro del commiato per il lavoratore molisano che ha perso la vita nell’incidente, esprimendo sincera vicinanza ai famigliari. Non posso che tirare un sospiro di sollievo nell’apprendere, proprio in questi minuti, la comunicazione che gli altri due operai non sono in pericolo di vita”.
Mattinata impegnativa per gli agenti della Polizia Locale di Tolentino. Infatti in piazza Peramezza si è verificato un investimento: un furgone Fiat Fiorino, condotto da M.D., 75 anni, di Tolentino, dopo aver scaricato della merce a un negozio, mentre usciva da un parcheggio facendo retromarcia, per cause in corso di accertamento, ha leggermente urtato una signora, B.A. di 82 anni, sempre residente a Tolentino, facendola cadere a terra.
Sono prontamente intervenuti i sanitari del 118 e gli agenti della Polizia Locale. La signora è stata trasferita all’Ospedale di Macerata per gli accertamenti sanitari.
Sempre nel corso della mattinata si è verificato anche un tamponamento in viale Brodolini, di fronte alla Farmacia Marcelletti. Due auto si sono tamponate riportando lievi danni. Nessun ferito.
“La sicurezza dei cittadini, la lotta contro la criminalità organizzata e i trafficanti e il contrasto dell'immigrazione clandestina sono al centro dell'azione del Ministro dell'Interno Salvini, come dimostrano i tanti provvedimenti approvati tra cui il Decreto Sicurezza e le nuove risorse per le Forze dell'Ordine stanziate con la Legge di Bilancio. I cittadini lo sanno e il consenso crescente per la Lega è lì a dimostrarlo, chi non vede questo è solo in malafede”. Così il Senatore Paolo Arrigoni, Questore a Palazzo Madama e Responsabile della Lega Marche, risponde alle polemiche innescate dal Senatore Andrea Cangini e dal commissario regionale di Forza Italia per le Marche Marcello Fiori a seguito della tragedia di Porto Recanati.
“Mezzi, tecnologie e uomini sono già arrivati nelle Marche e altri ne arriveranno. Con le risorse stanziate in Legge di Bilancio è prevista l'assunzione, in tutto il Paese, di 8000 operatori delle Forze dell'Ordine e nuovi finanziamenti per gli impianti di videosorveglianza”, spiega Arrigoni. “Se Farah Marouane circolava tranquillamente in auto drogato e ubriaco, senza patente e assicurazione, dopo essere stato arrestato pochi mesi fa con 225 kg di droga, non è certo colpa di Salvini ma di leggi sbagliate, che lo stesso Ministro Salvini e la Lega vogliono cambiare al più presto inasprendo le pene”.
“Fiori e Cangini non alzino inutili polveroni – continua il Responsabile della Lega Marche – Salvini indossa felpe e divise delle Forze dell'Ordine perché si sente uno di loro. Invece di polemizzare su queste cose come la peggiore sinistra, Forza Italia dimostri in Parlamento di voler combattere lo spaccio sostenendo il Disegno di Legge che la Lega presenterà in aula”.
Attimi di paura questa mattina a Treia, in Borgo Vittorio Veneto, all'interno della Farmacia del Dottor Paolo Ferranti.
Un ragazzo è entrato a volto coperto all'interno dell'esercizio commerciale e, minacciando la dipendente con un taglierino, le ha intimato di consegnargli l'incasso. La donna si è subito messa a urlare e il malvivente, spaventato che qualcuno potesse accorrere sul posto, è scappato senza riuscire a rubare nulla e si è dileguato a bordo di un'utilitaria che, dalle prime indagini, risulta rubata a Tolentino.
Su quanto accaduto indagano ora i Carabinieri di Treia unitamente ai colleghi del nucleo operativo di Macerata che sono ora sulle tracce del malvivente. La zona non risulta video-sorvegliata.
"Secondo le prime ricostruzioni la gru che stava effettuando delle operazioni di carico si sarebbe staccata dalla struttura finendo in mare. Nella caduta, la gru ha colpito il supply vessel ferendo due persone a bordo dell'imbarcazione". È quanto rende noto la Eni, dopo l'incidente che è avvenuto questa mattina sulla piattaforma Barbara F, a circa 60 chilometri al largo di Ancona.
I due feriti sono stati trasportati al Pronto Soccorso dell'Ospedale Torrette di Ancona in eliambulanza. C.C., 52 anni, presenta una frattura esposta al femore, fratture multiple al bacino e frattura alla colonna verterbale: verrà operato d'urgenza per la stabilizzazione delle fratture. La sua prognosi è riservata: attualmente non è in pericolo di vita. B.G., di 47 anni, presenta un trauma cranico con ampia ferita lacero contusa del cuoio capelluto e trauma toracico con fratture costali a sinistra. La sua prognosi è di trenta giorni e verrà trattenuto in Osservazione Breve Intensiva.
Un terzo lavoratore, disperso in un primo momento, è stato ritrovato privo di vita all'interno della cabina della gru, caduta in acqua per un cedimento strutturale. La cabina era sommersa a 70 metri di profondità e il corpo è stato recuperato dai sommozzatori.
Sono in miglioramento le condizioni dei bambini della coppia di Castelfidardo rimasta vittima dell'incidente stradale di sabato notte a Porto Recanati.
Ieri la figlia di Gianluca Carotti, 10 anni, era uscita dal coma e oggi, come riporta il bollettino medico dell'Ospedale Salesi di Ancona le "condizioni cliniche sono in miglioramento" e sono stati attivati il supporto psicologico e la PET therapy. Anche le condizioni cliniche del piccolo, 8 anni, figlio di Elisa Del Vicario, sono in miglioramento. Anche per lui sono stati attivati sia il supporto psicologico sia la PET therapy. Il bambino nel pomeriggio subirà un intervento ortopedico.
Si terrà domani, mercoledì 6, la seconda udienza del processo di primo grado che vede imputato Innocent Oseghale, accusato di violenza sessuale, omicidio aggravato, occultamento, vilipendio e distruzione di cadavere. Udienza quella di domani che vedrà come protagonista il super testimone, Vincenzo Marino, che ha raccolto in carcere le confessioni di Oseghale.
Secondo quanto riferito dal legale del pentito, l'uomo sembrerebbe disposto a collaborare, l'unica remora è la mancanza di protezione. Nel frattempo sembrerebbe che la moglie del super testimone abbia ricevuto una bambola con la testa mozzata e con la scritta "Fate questa fine".
Il legale propone un rinvio della deposizione in attesa di una risposta concreta sulla riammissione al programma di protezione “per consentire a Marino di deporre in maniera più serena”; il suo assistito comunque, conclude l'avvocato, "intende collaborare".
È piantonato giorno e notte dagli uomini della Polizia nella camera blindata al piano terra del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Civitanova Marche, Marouane Farah, il 34enne marocchino accusato di omicidio stradale plurimo aggravato.
Una finestra con le grate lo divide dal mondo esterno, mentre una porta blindata e un vetro oscurato lo separano dagli agenti di Polizia che lo controllano 24 ore su 24. Lui non può vedere cosa succede oltre il vetro e non può ricevere visite, solo quelle del suo avvocato. Solo gli agenti di Polizia possono aprire o chiudere la porta blindata se un medico o un infermiere devono entrare all’interno della stanza.
Marouane Farah è intubato, non mangia in modo autonomo ma con le flebo, porta il busto e si lamenta spesso per i dolori. Non riesce ad andare autonomamente in bagno e quindi richiede spesso la presenza degli infermieri.
È stata fissata la data di convalida del fermo: il magistrato incontrerà Farah, assistito dal suo legale, domani mattina, all’Ospedale di Civitanova Marche.
Nel frattempo iniziano a emergere altri particolari sulla vita del 34enne marocchino. Padre di quattro bambini, l’uomo, lo scorso 4 settembre 2017, si era reso protagonista di una rissa ai danni di cinque giovani del Fermano. L’episodio avvenne a Grottammare e Farah, secondo quanto raccontato dai giovani di Fermo, che hanno denunciato l’accaduto, quella sera era insieme a sei suoi connazionali.
Tutto è partito all’interno di un locale di San Benedetto del Tronto, dove i giovani marocchini avrebbero iniziato a importunare la ragazza della comitiva fermana: da lì è partito un acceso battibecco poi terminato all’interno del locale.
I giovani fermani, una volta usciti, sono stati seguiti dalla comitiva di marocchini che hanno iniziato a speronarli con l’auto. I cinque sono stati costretti ad accostare e fermare l’auto e a quel punto Farah e i suoi connazionali hanno aperto le portiere della vettura dei ragazzi Fermani e hanno colpito uno di loro alle spalle fino a ridurlo in fin di vita. Un altro giovane era stato trascinato nell’auto dei marocchini per essere picchiato mentre un altro era riuscito a difendersi.
Un episodio che è tornato alla mente dei ragazzi di Fermo domenica scorsa, quando hanno appreso il nome dell’uomo la cui Audi A6 si è scontrata contro la Peugeot 208 di Gianluca Carotti ed Elisa Del Vicario e dei loro due bambini, causando la morte della coppia.
Continua senza sosta l’attività di contrasto al traffico di stupefacenti da parte della Tenenza di Porto Recanati. Sequestrati oltre 90 grammi di eroina occultati in un locale adiacente al maxicondominio e tratti in arresto tre extracomunitari. Un quarto extracomunitario è stato denunciato a piede libero perché sorpreso a cedere una dose di eroina.
I finanzieri della Tenenza di Porto Recanati hanno eseguito l’ennesimo sequestro di stupefacenti presso l’hotel House di Porto Recanati. Nel corso di un servizio rientrante nel dispositivo di contrasto ai traffici illeciti, hanno intercettato nelle adiacenze dell’Hotel House, un pakistano di 42 anni, già noto per reati di spaccio, mentre tentava di cedere un piccolo involucro contenente 0,3 grammi di eroina, immediatamente sequestrata, mentre il soggetto è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica.
Nel prosieguo dell’attività operativa, i militari hanno sorpreso tre extracomunitari (un pakistano di 31 anni, un afgano di 33 anni e un tunisino di 57 anni) appartati in un locale tecnico attiguo all’Hotel House dove sono alloggiate le pompe per il sollevamento dell’acqua, intenti a suddividere in dosi 91,4 grammi di eroina. Oltre allo stupefacente è stato sequestrato anche un bilancino di precisione, 500 gr. di sostanza da taglio e bustine di cellophane. I tre soggetti sono stati arrestati e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria inquirente sono stati associati alla Casa Circondariale di Montacuto.
Queste operazioni, sono l’ulteriore conferma del costante impegno della Guardia di Finanza a contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, attività ricompresa in un ampio dispositivo permanente di lotta ai traffici illeciti recentemente rafforzato dal Comando Generale del Corpo.
La Squadra Mobile di Macerata nell’ambito di una ricerca senza tregua degli spacciatori che avevano occupato e si erano suddivisi il territorio di Macerata all’indomani dei gravi fatti avvenuti lo scorso anno ha catturato uno dei nigeriani destinatari delle misure cautelari eseguite nell’ambito dell’operazione Ishan il quale era riuscito a sottrarsi alla sua cattura.
La Squadra Mobile diretta dalla Dott.ssa Maria Raffaella Abbate era da tempo sulle tracce dello straniero spacciatore ma gli uomini della Squadra Mobile erano riusciti a sapere che lo stesso era in Ghana e che avrebbe fatto ingresso in Italia.
Il cittadino nigeriano, I.O., classe 1995, pensando di potersi sottrarre ai controlli, grazie anche ai suoi numerosi “alias”, è stato riconosciuto e bloccato alla frontiera di Milano Malpensa mentre cercava di dirigersi a Napoli. Ad attenderlo c’erano i poliziotti dell’Aeroporto Milano Malpensa e gli operatori della Squadra Mobile di Macerata diretta dalla Dott.ssa Maria Raffaella Abbate i quali, appena il nigeriano scendeva dall’aereo, lo bloccavano e lo traevano in arresto.
La complessa attività di indagine della Squadra Mobile, coordinata dal Procuratore Capo Giovanni Giorgio, ha permesso di ottenere quindici misure cautelari emesse dal G.I.P. Domenico Potetti. Tale operazione si inserisce in un più ampio contesto investigativo in cui lo scorso 19 Luglio venivano emessi cinque provvedimenti cautelari restrittivi.
Le indagini, particolarmente articolate, sono state realizzate con lo strumento delle intercettazioni telefoniche, l’impiego di strumentazione tecnica altamente sofisticata, presidi tecnologici di ripresa e di localizzazione, appostamenti, pedinamenti e personale sotto-copertura che, in forza della normativa esistente, in varie occasioni, ha acquistato sostanza stupefacente dagli spacciatori.
L’attività di indagine ha permesso, quindi, di accertare una fiorente attività di spaccio gestita da cittadini extracomunitari di origine africana, la maggior parte di nazionalità nigeriana i quali, in numerosissimi luoghi della provincia, cedevano sostanza stupefacente del tipo eroina.
I luoghi in cui i soggetti cedevano la sostanza stupefacente insistono nel comune di Treia e la sua frazione Passo di Treia nonché in numerose zone del centro cittadino come i Giardini Diaz, Parco Fontescodella, via Pace, via Roma ma soprattutto nei pressi di due istituti scolastici di questo centro: Scuola Enrico Fermi e Istituto Galilei, luoghi frequentati anche da minori che, in varie occasioni, erano loro stessi gli acquirenti della sostanza stupefacente.
Il contesto operativo si presentava da subito difficile per gli investigatori ma le tecniche di indagine adottate hanno consentito di documentare in modo inoppugnabile la rete di spaccio mediante l’utilizzo di strumentazione tecnica all’avanguardia come telecamere ad altissima risoluzione installate nei luoghi attenzionati.
L’indagine è stata condotta procedendo con l’escussione di circa cinquanta persone, con l’analisi del traffico telefonico di circa quaranta utenze, con accertamenti che hanno così permesso di accertare circa 1250 cessioni nella Provincia in tutte le ore della giornata e con clientela assai variegata.
Si trattava di un “commercio di sostanze stupefacenti al minuto” cedute anche a minorenni ed a “basso costo”.
All’esito dell’attività sono state emesse dal G.I.P. Domenico Potetti quindici ordinanze cautelari personali di cui tredici concernenti la custodia cautelare in carcere e due divieti di dimora.
I destinatari delle quindici ordinanze di custodia cautelare sono in maggioranza nigeriani, regolari sul territorio nazionale con permessi di soggiorno per richiesta di asilo e motivi umanitari.
“Dopo i terribili fatti di Porto Recanati la reazione della Lega e del Ministro dell’Interno Matteo Salvini è stata decisa e immediata con la presentazione di un Disegno di Legge per la modifica al codice di procedura penale e del testo unico delle leggi in materia di stupefacenti. Questo non ci riporterà i due genitori che hanno perso la vita, ma farà in modo che molti meno spacciatori siano liberi di girare per le strade alla guida di un’auto”. Così il Senatore Paolo Arrigoni, Questore a Palazzo Madama e Responsabile della Lega Marche, dopo aver presenziato alla conferenza stampa di questo pomeriggio del Ministro dell’Interno Salvini, riporta i contenuti del Disegno di Legge.
“Cosa devi fare in Italia per finire in galera per un reato connesso allo spaccio di droga? – si chiede il Senatore Arrigoni - Farah Marouane ha avuto la libertà di mettersi al volante drogato, ubriaco, senza patente e senza assicurazione e di falciare la vita di due persone innocenti nonostante fosse indiziato per la detenzione a fine di spaccio a Montegranaro di 225 chili di hashish. Questo perché dopo che gli sono stati concessi gli arresti domiciliari aveva solo l’obbligo di firma”.
“Il Disegno di Legge della Lega toglie finalmente ai giudici l’arbitrarietà di decidere sulla lieve entità posseduta dallo spacciatore e porta ad un forte aumento delle pene detentive dagli attuali sei mesi e quattro anni fino a un minimo di tre anni e un massimo di sei, oltre a incrementare quelle economiche con la multa che arriva ad un minimo di 5mila euro e a un massimo di 20mila, alla confisca del mezzo e alla revoca della patente”.
“Misure cautelari in carcere fino al giudizio sono necessarie per questi infami che sino ad oggi – come riporta qualsiasi operatore delle Forze dell’Ordine – per colpa della lieve entità, dopo essere stati fermati, sono liberi di tornare a spacciare nei parchi e nei giardinetti frequentati dai bambini”.
“Il Ministro Salvini sta già lavorando con il Marocco perché quel delinquente che ha ucciso due persone e messo in pericolo la vita dei loro bambini sconti una dura pena nel paese d’origine”, conclude Arrigoni. “Nel frattempo ci auguriamo che la nostra proposta di legge trovi in Parlamento la massima convergenza così da contrastare il prima possibile simili spacciatori di morte”.
Matteo Salvini è anche tornato a parlare della tragedia con un altro tweet pochi minuti fa: "Raddoppio delle pene e galera per gli spacciatori, sequestro dell’auto e ritiro della patente a vita per chi guida (e ammazza) sotto l’effetto di droghe. Basta stragi impunite!!"
“Oggi è il 4 marzo e un anno fa si sono tenute le elezioni politiche. Nelle Marche - si legge in una nota di Forza Italia a firma del Commissario regionale Marcello Fiori, del Sen. Andrea Cangini, dell’On. Simone Baldelli e della Capogruppo regionale Jessica Marcozzi - e in tutta Italia, la campagna elettorale fu caratterizzata tragicamente dal barbaro omicidio di Pamela avvenuto a Macerata. È passato un anno e il nostro territorio è di nuovo al centro di un drammatico caso di sangue, un duplice omicidio stradale causato da un cittadino marocchino sottoposto a misure restrittive (obbligo di firma) per reati commessi in precedenza e pertanto noto alle Forze dell’Ordine. In questo momento ci stringiamo al dolore dei familiari di Gianluca ed Elisa e preghiamo per la salute dei loro bambini. Ma non possiamo non porre alcune domande: come è possibile che un pregiudicato arrestato lo scorso anno in un'operazione antidroga in cui erano stati trovati 223 kg di hascisc, non fosse in carcere? Come mai girava tranquillo a folle velocità contromano e su un'auto senza assicurazione, con la patente di guida scaduta e probabilmente (secondo le prime indicazioni degli inquirenti) ubriaco e positivo al narcotest? Domande che si pongono migliaia di cittadini onesti, per bene e che vogliono vivere in un Paese sicuro. Evidentemente per realizzare territori davvero sicuri non è sufficiente, per chi ha responsabilità di Governo ormai da oltre 9 mesi, indossare felpe delle diverse Forze dell’ordine né tantomeno invadere i social con messaggi duri e di condanna. Servono mezzi, risorse finanziarie, tecnologie, uomini distribuiti sul territorio, norme efficaci sia sulla detenzione che sulla reale espulsione dei criminali. Se la maggioranza proporrà misure di questa natura, Forza Italia le sosterrà convintamente nell’interesse dei cittadini italiani”.
Un principio di incendio, subito domato dai Vigili del Fuoco intervenuti sul posto, ha richiesto l'evacuazione di Palazzo Leopardi, una delle sedi della Regione Marche, ad Ancona.
Erano circa le 12:30 quando una colonna di fumo si è alzata dai sotterranei che ospitano le centrali termiche. Un fusibile di uno dei quattro quadri elettrici presenti ha innescato le fiamme. Fortunatamente nessuna persona è stata coinvolta e non si registrano danni rilevanti, nonostante tutto il personale sia stato evacuato da Palazzo Leopardi.
I tecnici delle unità di manutenzione della Regione Marche stanno ripristinando l'inconveniente.
L'uomo, trasportato in codice rosso all'Ospedale Torrette di Ancona con l'eliambulanza, molto probabilmente stava potando una pianta quando ha perso l'equilibrio ed è caduto nel vuoto.
L'incidente è avvenuto nel primo pomeriggio di oggi, quando erano le 15:00, a Potenza Picena, in contrada Casette Torresi.
Immediati sono scattati i soccorsi e i sanitari del 118, giunti prontamente sul posto, hanno deciso di allertare Icaro che ha trasferito l'uomo al nosocomio dorico.