Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di un lettore:
Nella serata di ieri, mercoledì 10 aprile, intorno alle ore 20, mentre un cittadino recanatese passeggiava con il cane di famiglia in zona Duomo, nei pressi dell’Hotel Gallery, due cani di razza Pit Bull, incustoditi e senza museruola,sono sopraggiunti all’improvviso e si sono avventati contro la meticcia.
Per prestare soccorso sono intervenuti alcuni passanti, in particolare un ragazzo, senza riuscire ad allontanare i cani; altre persone si sono riparate negli esercizi commerciali.
Istintivamente il malcapitato ha preso in braccio il proprio cane e, mentre veniva attaccato al braccio dai due pitbull, è riuscito a stento a trovare riparo in un androne e a chiudere i battenti, sottraendo la cagnolina e se stesso alla furia canina e riducendo così i danni di una situazione davvero pericolosa.
Dopo la grande paura, di cui padrone e cagnolina porteranno a lungo i segni, il primo si è recato al pronto soccorso per i profondi graffi al braccio, mentre la meticcia è stata portata dal veterinario: ferite e contusioni, danni da valutarsi in base al decorso.
Pare che non sia la prima volta che i due pitbull scorrazzino incustoditi nella zona, liberi e senza museruola. “E se al posto del signore recanatese ci fossero stati un ragazzino, o un’anziana donna? Magari isolati fuori dall’arco, invece che nel piazzale?” hanno commentato i presenti all’episodio. Inoltre, quel luogo è sede di un hotel frequentato da molti turisti.
Brutto incidente nel primo pomeriggio di oggi, poco dopo le 15:00, a Camerino, in via Di Giovanni.
Ancora da chiarire l'esatta dinamica del sinistro, fatto sta che un'auto e una moto si sono scontrate. A riportare la peggio il centauro per il quale, i sanitari del 118, hanno richiesto l'intervento dell'eliambulanza dall'Ospedale Torrette di Ancona. Il motociclista, vista la violenta caduta, è stato subito trasferito presso il nosocomio dorico.
Nessuna grave conseguenza invece per il conducente della vettura.
Sul posto anche la Polizia Stradale per i rilievi del caso.
(SERVIZIO IN AGGIORNAMENTO)
A fare la segnalazione ai Carabinieri sono stati alcuni condomini di un palazzo nel centro di Civitanova Marche.
L'uomo, un senzatetto, si era sdraiato su uno dei pianerottoli del condominio e questa mattina presto, alcuni abitanti del palazzo, hanno notato la sua presenza e hanno allertato i militari.
La pattuglia dei Carabinieri, giunta prontamente sul posto, ha identificato l'uomo: un 70enne senza fissa dimora che ha riferito di aver dormito sul pianerottolo del condominio perché cercava un riparto per la notte.
“Accolgo con soddisfazione la decisione della Procura di revocare il parere favorevole, concesso nell’ultima udienza, a sostegno della necessità di una perizia medico-legale integrativa, così come aveva chiesto la difesa”. Lo afferma il medico legale Luisa Regimenti, parte civile al processo in corso presso la Corte d’Assise del Tribunale di Macerata contro il nigeriano Innocent Oseghale, finora unico imputato per l’omicidio della 18enne romana Pamela Mastropietro.
La Procura, quindi, sostiene la tesi espressa da Regimenti, la quale, a sua volta, ribadisce come non vi sia alcun bisogno di ulteriori accertamenti, “perché risulta evidente dalle perizie tecniche presentate che Pamela è morta a causa di due lesioni inferte con arma bianca, come emerso chiaramente in aula durante la lunghissima udienza che si è svolta il 3 aprile scorso”.
“Sulla base delle argomentazioni rese dai consulenti di parte – scrivono, infatti, il procuratore Giovanni Giorgio e il sostituto procuratore Stefania Ciccioli – le lesioni alla parete toracica inferiore di destra appaiono caratterizzate da evidenti caratteri macroscopici di vitalità, confermati da tutti quelli che ebbero a vederle sul cadavere, e cioè il professor Tombolini e poi il professor Cingolani”.
Inoltre, aggiungono i magistrati, “come ha evidenziato la professoressa Regimenti, le immagini fotografiche proiettate in aula hanno consentito di verificare anche che i colpi inferti al livello del nono e decimo spazio intercostale possono essere qualificati come dei fendenti, privi di correlazione con i tagli effettuati da Oseghale al fine di smembrare il cadavere e che sono stati tutti di tipo trasversale e quindi non da infissione, ma da sezione”.
Nella sua memoria, la Procura evidenzia inoltre il silenzio da parte del dottor Cacaci, consulente medico-legale della difesa, il quale, pur affiancando i periti dell’accusa in parte delle operazioni, “nulla ha mai eccepito o dedotto in argomento”, con la difesa che anzi “ha rinunciato alla sua audizione, preferendo ascoltare il professor Bacci, nominato in un secondo momento”.
Alle ore 11 circa, nel Comune di Corridonia (MC) presso il raccordo autostradale SS 77 al KM 95+800 si è verificato un incidente stradale che ha coinvolto una autovettura Opel Zafira e una Fiat Ducato. Sul posto sono giunti poco dopo uomini e mezzi dei Vigili del Fuoco.
L’intervento è valso a estrarre il ferito, vale a dire il conducente della Opel Zafira, che dopo le prime cure sul posto è stato trasportato dal personale del 118 all'Ospedale di Macerata; successivamente sono stati messi in sicurezza i mezzi coinvolti nel sinistro. Sono intervenuti sul luogo anche gli uomini della Polizia stradale per i rilievi del caso.
Una scritta azzurra a caratteri cubitali è comparsa, nelle scorse ore, sul muro della scuola elementare IV Novembre, nelle vicinanze dell'appartamento in cui la giovane Pamela Mastropietro è stata uccisa e fatta a pezzi, in via Spalato.
Qualcuno ha imbrattato la parete scrivendo "Pamela tossica". L'ingiuriosa scritta ha suscitato l'immediata reazione della famiglia Mastropietro tramite un post apparso sulla pagina Facebook "La voce di Pamela Mastropietro".
"Qualcuno forse si sta innervosendo per quello che è venuto fuori durante il processo e per quello che ancora dovrà essere svelato.
Al di là della scritta idiota, su cui ci auguriamo, da una parte, che vengano svolte le doverose indagini, dall'altra che intervenga il mondo politico, locale e non, in maniera trasversale, al fine di condannare l'imbecille gravità ad essa sottesa, noi andiamo avanti" – così si sono espressi i familiari - .
Lo zio Marco Valerio Verri, insieme ai genitori di Pamela, si è sempre battuto, anche in fase processuale, per far emergere il fatto che la nipote non fosse in realtà in comunità per curare la tossicodipendenza, ma un disturbo bipolare.
Un episodio che arriva a una settimana esatta dalla conclusione della sesta udienza del processo di primo grado, presso il Tribunale di Macerata, che vede imputato Innocent Oseghale per l’omicidio della 18enne romana. Un’udienza, l’ultima, che si è conclusa, dopo le deposizioni dei consulenti medici della difesa, con la richiesta degli avvocati Simone Matraxia e Umberto Gramenzi di una super perizia. Una richiesta alla quale la Procura non si è opposta e di cui si attende l’esito, favorevole o meno, a proseguire nella prossima udienza, fissata per mercoledì 24 aprile.
Una super perizia che vedrebbe quindi slittare la condanna definitiva in primo grado per il 30enne nigeriano, prevista per il 15 maggio.
Il mezzo pesante si è ribaltato mentre stava percorrendo la Strada Provinciale Jesina, tra Appignano e Osteria Nuova, nel primo pomeriggio di oggi, intorno alle 15:00.
Ancora da chiarire l'esatta dinamica del sinistro anche se, molto probabilmente, l'autista del mezzo pesante ha perso il controllo del mezzo a causa del manto stradale bagnato.
Il camion si è ribaltato più volte e ha terminato la sua corsa nel campo sottostante la carreggiata.
Il conducente del mezzo è stato subito trasportato in ambulanza all'Ospedale Torrette di Ancona in codice rosso.
Sul posto, anche i Vigili del Fuoco di Macerata, che stanno recuperando l'autoarticolato e mettendo il sicurezza l'area, e la Polizia Stradale, alla quale spetterà eseguire tutti i rilievi del caso.
"L'aspetto fisico di una donna che si dichiara vittima di stupro è del tutto "irrilevante" e si tratta di un "elemento non decisivo" per valutare la credibilità della sua denuncia. Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni depositate ieri per l'annullamento con rinvio delle assoluzioni dei due giovani sudamericani accusati di aver violentato una ragazza peruviana a Senigallia il 9 marzo 2013. Ad assolverli era stata la Corte di Appello di Ancona nel novembre del 2017 con un verdetto che faceva riferimento alla "mascolinità" della ragazza per minare la sua credibilità." A riportare la notizie è l'ANSA Marche.
"Eravamo rimasti sconcertati dall'assoluzione, visto il caso particolarmente brutto, ma soprattutto dopo aver letto la motivazione della sentenza in cui i giudici (tre donne, ndr) facevano affermazioni, ad esempio sui tratti mascolini della ragazza, che avallavano le dichiarazioni dei due imputati" sull'assenza di stupro anche perché lei non era attraente. Erano state queste le parole dell'avvocato Cinzia Molinaro, legale della 22enne di origini peruviane che nel 2015 denunciò la violenza ad Ancona. In primo grado gli imputati erano stati condannati a 5 e 3 anni di carcere, accusati di essere l'autore e il 'palo' dello stupro in un parco dopo una serata al pub: sostennero che la ragazza fosse consenziente.
Il processo ora verrà ripetuto presso la Corte d'Appello di Perugia.
Nel pomeriggio di ieri, martedì 9 aprile, i carabinieri della sezione operativa del nucleo operativo e radiomobile di Macerata, hanno tratto in arresto un 39enne, abitante nella provincia maceratese, già noto alle cronache per precedenti legati alla droga, con l'accusa di estorsione.
LA DENUNCIA - La vicenda prende avvio nella mattinata di ieri quando un 41enne, sempre della provincia maceratese, in stato di disagio e fortemente impressionato, si presenta ai carabineri della sezione operativa chiedendo aiuto visto che da alcuni giorni riceveva minacce da un suo conoscente.
Nel racconto fatto alle forze dell'ordine il macapitato non riesce a trattenere le lacrime tanto è lo spavento e l'angoscia avvertita.
IL FATTO - Tutto nasce quando l'uomo incontra il proprio aggressore presso un bar, dove entrambi erano soliti giocare al video-poker. L'estorsore, dopo aver investito una somma vicina ai 400 euro senza ricavarne alcuna vincita, accortosi di aver terminato il denaro aveva avvertito i presenti di non utilizzare la "macchinetta". Secondo un suo improvvisato calcolo delle probabilità, infatti, avrebbe potuto erogare una qualche vincita dopo la serie di tentativi andati a vuoto. Dopodichè si allontana.
Il denunciante, non avendo percepito l'inusuale richiesta di prelazione del proprio conoscente, ha iniziato a giocare sulla stessa macchina vincendo una piccola somma di denaro (50 euro, ndr). Una volta rientrato al bar, il 39enne apprende la notizia della vincita e si adira contro il denunciate, che nel frattempo si era allontanato.
Recaperato il suo numero di telefono, l'uomo minaccia più volte l'estorto dicendo di consegnarli una somma di 400 euro altrimenti lo avrebbe "ammazzato” e che non “doveva farsi più vedere in giro”.
LE MINACCE - Alle minacce verbali - che già avevano scosso il denunciante- si aggiungono una serie di messaggi telefonici in cui il soggetto prosegue nelle minacce accompagnate da una sequela di turpiloqui.
La situazione diviene sempre più pesante per il malcapitato, che nel frattempo si accorda nel dare al suo aggressore 250 euro. La consegna, avvenuta in prossimità di una cabina telefonica, vede anche la presenza dei militari che una volta effettuata la transazione intervengono bloccando il soggetto con i 250 euro appena ricevuti.
LA PERQUISIZIONE - A seguito del fermo, i carabinieri effettuano una perquisizione nell’abitazione dell’uomo e rinvengono oltre 6 grammi di “cocaina” nonché materiale per il confezionamento e taglio della droga.
L’uomo è stato arrestato e posto ai domiciliari in attesa di udienza di convalida.
Intorno alle ore 10:15 di questa mattina, si è verificato un tragico investimento in superstrada all'altezza di Civitanova Marche in direzione monti. Le cause dell'incidente sono ancora tutte da accertare così come il motivo per cui l'uomo si trovasse sulla carreggiata: sembra che al momento dell'investimento quest'ultimo tentasse di attraversare la superstrada da una corsia all'altra. A compiere l'investimento è stato un mezzo pesante, che non è riuscito a frenare la propria corsa dopo essere stato sorpreso dalla presenza del pedone.
Sul posto sta intervendo l'eliambulanza Icaro. Per tale ragione subito dopo l'uscita per accedere al casello autostradale, la carreggiata è stata chiusa in entrambi i sensi di marcia in modo da consentirne l'atteraggio. Presente, oltre ai sanitari del 118, personale della Polizia.
AGGIORNAMENTO ORE 10:45
La superstrada è stata riaperta al traffico in entrambi i sensi di marcia. L'eliambulanza è atterrata in prossimità dello stabilimento Eurosuole, da dove partirà alla volta dell'Ospedale Torrette di Ancona. Il ferito sarà trasportato in ambulanza sino al luogo del decollo.
(NOTIZIA IN AGGIORNAMENTO)
Aveva un blog dal quale istigava all'anoressia altre ragazzine, anche minorenni come lei. A seguirla 25 'adepte', e tra loro c'erano anche 15enni.
A segnalare il blog, oscurato dagli investigatori e sul quale pende richiesta di sequestro, è stata una 19enne del Pesarese che ha rivelato alla Polizia Postale delle Marche, guidata da Cinzia Grucci, gli 'ordini' impartiti dall'amministratrice del gruppo che manipolava le ragazze ossessionate dal loro aspetto fisico. La Procura dei minori di Ancona procede per le ipotesi di lesioni personali e istigazione al suicidio. Le giovani vittime sono originarie di regioni del Centro Nord: una di loro arrivò a manifestare la volontà di togliersi la vita.
La blogger spingeva le ragazze a non assumere più di 500 calorie al giorno con obbligo di fare attività fisica per smaltirle, di non parlare a nessuno del blog a cui aderivano, di vestire con abiti larghi per nascondere l'eccessiva magrezza e di fare 'outing' con le altre del gruppo su sforamenti nella dieta.
(Fonte Ansa)
Incidente avvenuto intorno alle 14:45 di questo pomeriggio in via dei Cementieri a Porto Recanati. Due autovetture si sono scontrate per ragioni ancora in corso di accertamento: coinvolte tre persone. Una ragazza e una signora, residenti a Porto Recanati, sono state trasportate all'ospedale di Civitanova per accertamenti, mentre il terzo soggetto coinvolto nel sinistro ha rifiutato le cure mediche.
Sul posto sono intervenuti anche i Vigili del fuoco di Civitanova Marche e la polizia municipale di Porto Recanati.
I giudici della corte d'appello di Ancona hanno dimezzato a quattro anni e otto mesi le condanne per Awelima Lucky e Lucky Desmond, accusati del reato di spaccio di marijuana ed eroina. In primo grado il giudice Claudio Bonifazi, tramite rito abbreviato, aveva stabilito una condanna di otto anni per Awelina e di sei anni per Desmond.
La sentenza della corte d'appello ha riconosciuto, invece, le attenuanti relative alla constatazione dell'assenza di precedenti penali a carico di entrambi: la riduzione di pena permetterà ai due di richiedere gli arresti domiciliari, in caso di individuazione di una comunità disposta ad accoglierli.
Awelima Lucky e Lucky Desmond sono stati indagati anche per l'omicidio di Pamela Mastropietro, a seguito dei controlli effettuati sul cellulare di Innocent Oseghale (unico indagato per la sua uccisione, ndr). Ne è stata accertata l'attività di spaccio, ma non sono stati trovati elementi sufficienti ad accusarli di partecipazione nell'omicio della diciottenne romana.
CLICCA QUI PER LEGGERE LE DICHIARAZIONI RILASCIATE DA AWELIMA E DESMOND NEL PROCESSO AD INNOCENT OSEGHALE
Questa mattina 38 carabinieri tra cui un elicottero del 5 NEC di Pescara, un cane antidroga, carabinieri forestali, carabinieri e ispettori civili della direzione territoriale del lavoro, hanno proceduto ad un controllo straordinario dell'Hotel House e di alcuni casolari circostanti. Controllate anche alcune attività commerciali.
Ecco le riprese dall'alto dell'irruzione dei carabinieri in un casolare abbandonato:
Durante il controllo del noto condominio “Hotel House” composto da 480 appartamenti su 17 piani, sono stati denunciati:
• un senegalese del 1995., per violazione art. 73 d.p.r. 309/90 (detenzione fini spaccio sostanza stupefacente), poiche’ durante la perquisizione domiciliare condotta unitamente all’unita’ cinofila, è stato trovato in possesso di 5 grammi di eroina, divisa in diverse dosi pronte alla cessione, nascoste all’interno di un mobile di una camera da letto;
• un tunisino del 1981, residente a Porto Recanati, celibe e nulafacente, per violazione art. 73 d.p.r. 309/90 (detenzione fini spaccio sostanza stupefacente), poiche’ durante la perquisizione domiciliare condotta unitamente all’unita’ cinofila, è stato trovato in possesso di un grammo di hashish, divisa in due dosi pronte alla cessione;
• un pakistano del 1984, residente a Montelupone, nullafacente e censurato, assieme a una donna slovacca del 1998, residente a Recanati, nulafacente, incensurata, e un pakistano del 1949, senza fissa dimora, incensurato, nullafacente per violazione artt. 110 -633 c.p. (concorso in invasione di edifici), in quanto sorpresi all’interno dell’appartamento sito al settimo piano, abusivamente occupato. L'alloggio è stato liberato e rimesso nella disponibilita’ del proprietario;
• durante i controlli esterni al condominio sono stati rintracciati un pakistano del 1978, senza fissa dimora, censurato, irregorale sul territorio italiano; un pakistano del 1987, senza fissa dimora, censurato, irregolare sul territorio italiano.; un pakistano del 1992, senza fissa dimora, censurato, irregolare sul territorio italiano, tutti risultati sottoposti al provvedimento di divieto di dimora dall’autorita’ giudiziaria per procedimenti penali per spaccio stupefacenti, per cui sono stati deferiti per violazione art. 388 c.p. (mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice) con richiesta di aggravamento della misura cautelare.
A due degli esercizi commerciali controllati al piano terra dell'Hotel House è stata contestata la violazione di cui agli artt. 4 e 5 reg. ce 852/2004 ed art. 6 d.l.vo 193/2007, per inadeguatezza strutturale in relazione alla custodia e igiene degli alimenti venduti.
Sono stati, inoltre, rinvenuti due veicoli fuori uso in stato di abbandono ai cui proprietari verra’ contestata la violazione dell’art. 13 d.l.vo 209/2003 con sanzione amministrativa di 1.666,66 euro per ciascun mezzo.
Il dramma si è consumato nella tarda mattinata di oggi a Porto Potenza Picena: l'uomo, di 75 anni, stavava tornando da una mattinata di pesca quando ha accusato il malore fatale.
Il 75enne stava tornando a casa quando, sulla strada del ritorno, ha incontrato un amico e si è fermato a scambiare due parole. Proprio mentre i due stavano conversando, il 75enne ha accusato un malore, che gli è stato fatale, e si è accasciato a terra.
Immediato sono scattati i soccorsi ma per l'anziano non c'era nulla da fare. Sul luogo della tragedia anche i Carabinieri di Civitanova Marche.
Il corpo senza vita della donna, 75enne, è stato ritrovato nel giardino della sua abitazione, in via Custoza a Civitanova Marche, nella tarda mattinata di oggi. A dare l'allarme i familiari dell'anziana che, al momento della tragedia, erano in casa.
All'origine della caduta ci sarebbe un incidente domestico: la donna infatti, a quanto risulta da una prima ricostruzione, si è sporta troppo dal balcone per recuperare un oggetto ed è finita nel vuoto, facendo un volo di circa quattro metri.
Immediato è scattato l'allarme ma i sanitari del 118, una volta giunti sul posto, non hanno potuto far altro che constatare il decesso della donna. Sul luogo della tragedia anche i Carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche.
Ieri pomeriggio, i Carabinieri della Stazione di Porto Recanati, comandati dal Luogotenente Giuseppino Carbonari, unitamente a quelli della Compagnia d’Intervento Operativo del 14° BTG “Calabria”, in prossimità dell’Hotel House, nell’ambito delle attività finalizzate a contrastare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, hanno proceduto al controllo di un 39enne senegalese, residente a Montecassiano, ma di fatto dimorante presso il condominio multietnico, il quale è stato sottoposto a perquisizione personale e trovato in possesso di circa un grammo di eroina e tre grammi di hashish, suddivisi in dosi.
I militari hanno quindi ritenuto di aver individuato e fermato un cosiddetto “cavallino”, ossia un terminale degli spacciatori, prima della consegna al tossicodipendente. La droga è stata sottoposta a sequestro e il senegalese è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio. Sono state inoltre avviate le procedure per l’applicazione del foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel Comune di Porto Recanati.
Quello di ieri è stato l’ennesimo controllo svolto dai Carabinieri della Stazione di Porto Recanati e della Compagnia di Civitanova Marche, diretta dal Maggiore Enzo Marinelli, che quotidianamente effettuano attività di controllo presso la struttura, anche con l’impiego dei reparti speciali, come i Carabinieri cinofili e l’elicottero del 5° NEC di Pescara.
In particolare, nei primi tre mesi del 2019 sono stati svolti 74 servizi straordinari, 383 sono state le persone identificate e 65 i veicoli controllati. 5 le persone arrestate e 20 quelle denunciate in stato di libertà, di cui 6 per spaccio di stupefacenti. 61 le perquisizioni personali e 21 quelle domiciliari all’interno del condominio. Quasi 1 Kilogrammo di sostanza stupefacente è stata sequestrata. Numerosi sono stati i controlli alle attività commerciali con sanzioni amministrative elevate, sequestrati veicoli abbandonati, cumuli di rifiuti e auto senza assicurazione. Sono stati rimpatriati i clandestini e controllati i casolari abbandonati nelle vicinanze. Il tutto in prosecuzione con l’attività svolta nel 2018, quando furono eseguiti ben 609 servizi con 2369 persone identificate di cui 20 arrestate e 483 denunciate.
L’attività dei Carabinieri e, in particolare quelli della Stazione di Porto Recanati, non si esaurisce solo con lo svolgimento dell’attività repressiva ma come dice il motto dell'arma, “Possiamo aiutarvi" anche con una costante attività di vicinanza e di collaborazione, come quando quotidianamente il Carabiniere, spesso lo stesso Comandante della Stazione, il Luogotenente Carbonari, si reca presso il condominio dell’Hotel House, dove prende contatti con i referenti delle varie comunità, dà consigli, cerca di stemperare gli animi in casi di contrasto, cercando di dare la risposta immediata dello Stato per evitare dissidi personali. I militari inoltre, durante la loro costante attività di vicinanza, salutano e si intrattengono con i tanti bambini incontrati per le scale o nel cortile, per infondere fiducia nelle Forze dell’Ordine e migliorare l’integrazione, specialmente, delle generazioni future. Stesso attività di collaborazione che viene svolta intrattenendosi con gli studenti durante le conferenze nelle scuole di Porto Recanati per promuovere la “cultura della legalità”. La vicinanza continua anche nei confronti delle persone più sole, per lo più anziane o malate, che vivono ancora nel condominio.
Insomma “non solo il volto muscolare di interventi sempre più incisivi per il contrasto dell’illegalità ma anche una vera e propria funzione di rassicurazione sociale svolta quotidianamente dai Carabinieri della Stazione di Porto Recanati che si sostanzia con un rapporto di conoscenza diretta e reciproca con chi abita il palazzone multietnico”, come ha ricordato il Colonnello Roberti.
I vigili del fuoco di Ascoli Piceno stanno intervenendo per domare un violento incendio che si è sviluppato all'interno dell'azienda Finproject che produce materie plastiche nella zona industriale, nei pressi dell'abitato di Castel di Lama. La colonna di fumo che si leva dallo stabilimento è visibile a chilometri di distanza. Dalle prime informazioni le fiamme si sarebbero sviluppate in un magazzino di materiali espandenti.
Al momento non risultano persone ferite: tutto il personale è stato immediatamente evacuato. La situazione sarebbe comunque sotto controllo grazie all'azione dei pompieri che stanno impiegando diverse squadre e mezzi. Sul posto ci sono anche i carabinieri e un'ambulanza del 118.
AGGIORNAMENTO ORE 15:00
"In merito all’incendio che si è sviluppato questa mattina presso lo stabilimento di Ascoli Piceno, Finproject desidera innanzitutto rassicurare la popolazione che le fiamme sono state immediatamente domate e che tutte le persone sono state immediatamente messe in sicurezza. Non si segnala dunque alcun danno alle persone: l’incidente si è determinato all’esterno dello stabilimento e ha provocato il danneggiamento di una tettoia esterna del sito produttivo" questa la comunicazione della Finproject in merito all'incendio che, questa mattina, ha interessato lo stabilimento di Castel Di Lama.
"Per Finproject la sicurezza sul lavoro e la salvaguardia dell’ambiente sono priorità non negoziabili: stiamo pertanto collaborando con le autorità competenti per chiarire l’incidente e verificare che le procedure di sicurezza della movimentazione merci siano state seguite secondo le nostre rigide procedure, implementate costantemente al fine di migliorare gli standard. Lavoreremo ancora per evitare che episodi come quello di oggi non si possano più verificare - conclude la nota -. Finproject desidera esprimere la più profonda gratitudine ai Vigili del Fuoco di Ascoli Piceno per il loro immediato intervento, con il coordinamento del comandante Domenico Catalucci."
Fonte e credit foto: ANSA Marche
I militari della Compagnia di Civitanova Marche hanno concluso una verifica fiscale, nei confronti di un’impresa esercente l’attività di ristorazione, riscontrando l’impiego irregolare di 99 lavoratori. Il titolare della ditta, unitamente ad altri due soggetti, ritenuti amministratori di fatto, sono stati denunciati a piede libero alla locale Autorità Giudiziaria. I militari della Compagnia di Civitanova Marche, nell’ambito delle attività a contrasto all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali, hanno concluso una verifica fiscale nei confronti di un ristorante.
Nel corso delle attività ispettive, i militari hanno riscontrato reiterate violazioni alle norme giuslavoristiche, arrivando a scoprire fenomeni di sfruttamento dei lavoratori, di cui si sono resi responsabili il titolare del ristorante e altri due soggetti, risultati essere amministratori di fatto dell’impresa, per aver impiegato, nel corso degli ultimi anni, in maniera irregolare, 99 lavoratori.
Attraverso l’indagine di polizia economico-finanziaria, è stato possibile constatare che i responsabili avevano impiantato, nel corso degli anni, un vero e proprio “sistema” basato nel reclutamento di manodopera in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori, risultati tutti stranieri. A questi ultimi, infatti, veniva corrisposto un salario palesemente difforme da quanto previsto dai contratti collettivi nazionali, comunque sproporzionatamente basso rispetto alle ore di lavoro prestato.
Infatti, i dipendenti del ristorante, impiegati in varie mansioni (camerieri, aiuto cuoco, lavapiatti, etc.), pur sottoscrivendo contratti, a tempo determinato, per 20 ore settimanali, in realtà: erano impiegati per oltre 11 ore al giorno, per sei giorni alla settimana; percepivano un salario medio di circa € 750 al mese, in alcuni casi restituendo in contanti la differenza tra la busta paga dichiarata e quella effettivamente incassata; non fruivano di ferie, anche se i congedi e le quote di TFR risultavano comunque inseriti nelle buste paga; in caso di assenza per malattia, subivano una significativa riduzione del salario; in molti casi, al momento dell’assunzione, venivano obbligati a firmare fogli in bianco, successivamente utilizzati per far risultare, in modo fittizio, le loro dimissioni.
Al termine delle attività ispettive, i finanzieri civitanovesi hanno constatato violazioni fiscali alle Imposte Dirette e all’I.V.A. per circa 500mila euro rilevato un imponibile previdenziale non dichiarato per oltre 480mila euro e denunciato i tre responsabili alla Procura della Repubblica di Macerata.
La condotta delittuosa posta in essere, permetteva, ai titolari del ristorante, di abbattere i costi del lavoro, riducendo notevolmente l’imponibile previdenziale, a seguito della omessa registrazione di circa il 60% delle ore di lavoro svolte dal personale dipendente. La complessa attività svolta, rientra nell’impegno che la Guardia di Finanza dispiega a tutela del mercato del lavoro, per contrastare, in particolare, le più gravi forme di sfruttamento in danno dei lavoratori dipendenti, specie quelli in condizioni di particolare bisogno.
Erano circa le 21:30 di ieri sera quando i soccorsi sono stati chiamati a intervenire nel territorio comunale di Mogliano, al Km 3 della Strada Provinciale 131, per un'auto finita fuori strada.
Il giovane alla guida della vettura, una Opel Corsa, per cause ancora in corso di accertamento, ha perso il controllo del mezzo, finendo fuori strada.
Immediato l'arrivo sul posto dei Vigili del Fuoco di Macerata e dei sanitari del 118, che hanno estratto il giovane dall'abitacolo dell'auto per poi trasportarlo presso il Pronto Soccorso del nosocomio del capoluogo.
Le sue condizioni non sono gravi.