Finisce a reti bianche, ma con tante emozioni, il primo atto della semifinale di Coppa Italia Promozione. Sul prato del "Leonardo Capponi", Aurora Treia e Atletico Azzurra Colli si sono affrontate a viso aperto, confermando perché si stiano contendendo il primato nel girone B di campionato. Uno 0-0 che lascia tutto aperto in vista del ritorno previsto tra due settimane al "Colle Vaccaro".
Mister Ricci lancia dal primo minuto l'inedito tandem d'attacco Seye-Chornopyshchuk, mentre l'Azzurra Colli di Alfonsi opta per una linea verde con molti under. L'avvio è di marca locale: al 7' Chornopyshchuk si libera in area e calcia a botta sicura, ma trova la risposta di Marcucci; sulla ribattuta Seye ci riprova, ma l'estremo difensore ospite è ancora miracoloso. Sugli sviluppi del corner è Guzzini a svettare più in alto di tutti, negandogli la gioia del gol solo un attento Marcucci.
L'Aurora preme e sfiora il vantaggio anche con una pennellata di Mazzoni per Chornopyshchuk, anticipato dall'uscita perfetta del portiere. Nel finale di frazione, però, il Colli si sveglia: Valentini e Spadoni mettono i brividi alla retroguardia treiese, ma un provvidenziale Giachetta blinda lo 0-0 prima dell'intervallo.
Il secondo tempo vede gli ospiti partire con un piglio più aggressivo. Esposito sfiora il palo con un tiro a giro e poco dopo spreca un'ottima sponda di Valentini calciando alto. L'Aurora Treia non resta a guardare e risponde con una coordinazione acrobatica di Seye su corner, che però non inquadra lo specchio.
A metà ripresa i due tecnici decidono di inserire l'artiglieria pesante. Ricci getta nella mischia Borrelli e Palladini, mentre Alfonsi risponde con Pampano. Il neo-entrato Borrelli si rende subito pericoloso, prima pennellando un cross per la testa di Chornopyshchuk (fuori di un soffio) e poi tentando addirittura il "gol olimpico" direttamente dalla bandierina del calcio d'angolo.
L'ultimo quarto d'ora è una girandola di capovolgimenti di fronte. Il Colli preme con Pampano e sciupa una doppia occasione con Angelini e Spadoni, mentre l'Aurora carica a testa bassa fino al triplice fischio. Le difese, però, reggono l'urto, cristallizzando il risultato sullo 0-0.
Un pareggio sostanzialmente giusto per quanto visto in campo, che trasforma la gara di ritorno in una vera e propria finale secca. Per l'Aurora Treia sarà fondamentale mantenere questa intensità per espugnare il campo di Colli del Tronto e strappare il pass per la finalissima.
TABELLINO AURORA TREIA - ATLETICO AZZURRA COLLI
AURORA TREIA: Giachetta, Gabrielli A (45’ Calamita), Dominino, Giuliodori, Ballanti (45’ Orlietti), Tavoni, Mazzoni (60’ Borrelli), Guglielmo (60’ Palladini), Chornopyshchuk, Guzzini, Seye. A disposizione: Testa, Bartolini, Lamri, Melchiorri. Allenatore: Simone Ricci.
A.A.COLLI: Marcucci, Marucci (59’ Contartese), Acciarri, Armata (59’ Gabrielli I), Felicetti (45’ Sabatini), Filipponi, Angelini (87’ Cardinali), Spadoni, Esposito, Valentini, Bocci (59’ Pampano). A disposizione: Sperantini, Candellori, Valeri, Galli. Allenatore: Sante Alfonsi.
MARCATORI: - ARBITRO: Francesco Di Maio – Sezione di S.Benedetto del Tronto. ASSISTENTI: Youssef Diouane – Sezione di Fermo; Pierfrancesco Parisi – Sezione di Macerata.
NOTE: ammoniti Orlietti, Ricci (dalla panchina), Felicetti e Alfonsi (dalla panchina), angoli 5-4, recuperi 0’-3’, presenti circa 150 spettatori al “Leonardo Capponi” di Treia.
La Strada Statale 77 "Val di Chienti" torna al centro del dibattito politico e sociale della provincia. Ad alzare la voce è Andrea Gentili, consigliere provinciale e sindaco di Monte San Giusto, preoccupato per la crescente pericolosità di alcuni svincoli chiave dell'arteria che collega la costa all'entroterra.
A far traboccare il vaso sono stati gli ultimi eventi di cronaca. Negli ultimi sette giorni, infatti, si sono verificati ben due incidenti nello stesso tratto, in direzione monti, nei pressi dell'uscita di Montecosaro. "Episodi che riaccendono l’attenzione su una situazione critica che da tempo viene segnalata e che non può più essere ignorata", commenta duramente Gentili.
Secondo il consigliere, il problema non riguarda solo la segnaletica o il manto stradale, ma un volume di traffico che le attuali infrastrutture non sembrano più in grado di reggere, specialmente negli orari di rientro dei pendolari: "Come già evidenziato in più occasioni in sede istituzionale, il tratto in questione - così come l’uscita di Corridonia/Macerata - presenta quotidianamente gravi criticità. In particolare, nella fascia oraria compresa tra le 18:00 e le 19:00 si registrano code di diversi chilometri, con evidenti ripercussioni sulla sicurezza degli automobilisti e sulla fluidità del traffico".
La SS77 è il cuore pulsante del sistema viario maceratese. Per questo motivo, Gentili ha deciso di passare dalle segnalazioni informali ai fatti istituzionali, portando la questione sui tavoli della Provincia: "Si tratta di un’arteria strategica per il territorio, percorsa ogni giorno da migliaia di cittadini, molti dei quali rientrano dal lavoro. Garantire condizioni di sicurezza adeguate non è più rinviabile. Per questo motivo sarà formalmente richiesto al presidente della Provincia di attivarsi presso Anas affinché vengano programmati e realizzati interventi strutturali urgenti per la messa in sicurezza delle uscite di Montecosaro e Corridonia/Macerata".
L'obiettivo è chiaro: non bastano i "tamponi", servono soluzioni radicali che ripensino la viabilità degli svincoli per eliminare l'effetto imbuto che troppo spesso causa rallentamenti improvvisi e tamponamenti. "Non si tratta di opere marginali, ma di interventi necessari per tutelare la sicurezza e migliorare la qualità della vita di un’intera comunità. La vicenda continuerà ad essere seguita con la massima attenzione, con l’obiettivo di giungere quanto prima a soluzioni concrete", conclude Gentili.
I Carabinieri della Stazione di Macerata hanno denunciato a piede libero una donna ucraina di 27 anni, residente a Romano d’Ezzelino (Vicenza), con l’accusa di frode informatica, al termine di un’attività investigativa avviata dopo la denuncia di una 74enne residente in città.
L’indagine è partita dalla querela presentata lo scorso gennaio da una donna moldava di 74 anni, che aveva raccontato di essere stata vittima di un raggiro online. I militari sono riusciti a ricostruire la dinamica dei fatti e, attraverso accertamenti telematici e bancari, a risalire alla presunta responsabile.
Secondo quanto emerso, il 18 dicembre 2025 la vittima era stata contattata su Telegram da un’utenza telefonica estera. L’interlocutrice, fingendosi una persona estranea, le aveva segnalato un presunto uso indebito del suo profilo WhatsApp da parte di un “amico” e, per scusarsi, le aveva promesso un risarcimento economico.
Con questo pretesto, la truffatrice avrebbe convinto l’anziana a effettuare due versamenti, uno da 1.000 euro e uno da 1.200 euro, su una carta PostePay. Non solo: per ottenere il presunto indennizzo, la vittima era stata anche indotta a cliccare su un link inviato sempre tramite Telegram.
Durante quella procedura, però, la donna si è trovata di fronte a un addebito non autorizzato: dalla PostePay, appena ricaricata con 1.000 euro, è partito un bonifico da 430 euro.
Gli approfondimenti svolti dai Carabinieri, sia sul fronte informatico sia su quello bancario, hanno permesso di identificare la persona che avrebbe materialmente ricevuto il bonifico. La 27enne è stata quindi deferita all’Autorità giudiziaria.
L’episodio conferma ancora una volta quanto siano diffuse e insidiose le truffe online, in particolare quando prendono di mira persone anziane. I Carabinieri raccomandano di diffidare da messaggi o richieste sospette ricevuti tramite app di messaggistica e di verificare sempre ogni situazione rivolgendosi alle forze dell’ordine.
È morta dopo quasi un mese di ricovero Maria Bigonzi, 83 anni,trovata il 26 gennaio scorso a terra nella sua abitazione a Pergola (Pesaro-Urbino) con una grave frattura alla testa.
Sotto la lente degli inquirenti è finita una badante moldava di 64 anni, che conviveva con la vittima e che, dopo il decesso, è ora accusata di omicidio volontario aggravato dal vincolo di coabitazione, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Pesaro.
Le condizioni della donna, dopo un iniziale lieve miglioramento, si sono poi aggravate fino al decesso nei giorni scorsi. La morte sarebbe sopraggiunta a seguito della sospensione della terapia dialitica, in un quadro clinico già compromesso da patologie pregresse.
Secondo quanto emerso dalle indagini, la 64enne aveva riferito agli inquirenti di una caduta accidentale dal letto dell’anziana, ma la versione non ha convinto i carabinieri, che stanno valutando la congruenza tra la dinamica ipotizzata e la gravità delle lesioni riscontrate sulla vittima.
Con il decesso di Maria Bigonzi, l’accusa nei confronti della badante è stata riqualificata in omicidio volontario aggravato dal vincolo di coabitazione. Nei prossimi giorni sarà conferito l’incarico per l’esame autoptico, volto a chiarire le cause esatte della morte e a verificare il nesso tra le ferite riportate il 26 gennaio e il decesso a distanza di quasi un mese.
È previsto inoltre un accertamento tecnico irripetibile presso l’abitazione della vittima, per valutare la compatibilità tra la dinamica della caduta ipotizzata o di un’aggressione e le lesioni riportate dall’anziana.
L’inchiesta prosegue con l’obiettivo di fare piena luce sulla vicenda, al momento ancora avvolta nel mistero e sotto attenta osservazione della Procura di Pesaro.
Il questore di Ancona, Cesare Capocasa, ha emesso un provvedimento di ammonimento nei confronti di un uomo di 30 anni, cittadino italiano, ritenuto responsabile di condotte riconducibili alla violenza domestica ai danni della compagna. Gli episodi si sarebbero verificati anche in presenza dei figli minori della coppia.
Secondo quanto ricostruito dagli operatori intervenuti, il primo episodio sarebbe avvenuto al culmine di un acceso diverbio: l’uomo avrebbe graffiato la donna all’avambraccio, provocandole anche un arrossamento al collo, per poi scagliare un bicchiere contro il muro e mettere a soqquadro l’appartamento.
In una successiva circostanza, sempre durante una lite, il trentenne avrebbe colpito con un pugno la porta della cucina, danneggiandola, e avrebbe nuovamente devastato l’abitazione. In quell’occasione avrebbe inoltre compiuto gesti autolesionistici.
In entrambe le situazioni si è reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine e del personale sanitario per riportare la calma e prestare assistenza. Alla luce degli elementi raccolti, il questore ha adottato la misura di prevenzione dell’ammonimento, prevista nei casi di violenza domestica, intimando all’uomo di cessare immediatamente ogni comportamento aggressivo e di mantenere una condotta conforme alla legge.
La normativa stabilisce che, qualora un soggetto già destinatario di ammonimento dovesse reiterare le condotte vessatorie, il reato diventa procedibile d’ufficio, anche in assenza di querela da parte della vittima.
La Polizia di Stato ricorda infine che episodi di violenza o situazioni di pericolo possono essere segnalati anche tramite l’applicazione ufficiale YouPol, disponibile gratuitamente per dispositivi iOS e Android, strumento pensato per favorire segnalazioni rapide e riservate.
Incidente stradale nel primo pomeriggio di oggi lungo l'autostrada A14, in direzione nord, nei pressi del casello di Montemarciano. I vigili del fuoco del Comando di Ancona sono intervenuti poco dopo le 14:30 a seguito di una segnalazione che indicava un'auto finita contro lo spartitraffico centrale. Per cause ancora in fase di accertamento, il veicolo ha perso il controllo finendo al centro degli spartitraffico rimanendo sul fianco sinistro.
All’interno dell’abitacolo era rimasta una persona, che è stata estratta dalla squadra dei pompieri in collaborazione con il personale sanitario del 118. Una volta liberato l’occupante, i soccorritori hanno provveduto alla messa in sicurezza del mezzo incidentato per evitare ulteriori rischi alla circolazione. Sul posto è intervenuta anche la polizia autostradale, che ha effettuato i rilievi di legge e gestito la viabilità durante le operazioni di soccorso.
Prosegue senza sosta l'attività di monitoraggio nei cantieri edili del cratere, con l'obiettivo di garantire la massima sicurezza nei luoghi di lavoro. Durante un servizio coordinato a largo raggio, i carabinieri della Compagnia di Tolentino, insieme ai colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Macerata, hanno passato al setaccio un importante cantiere nel territorio tolentinate, portando al deferimento in stato di libertà di due legali rappresentanti.
Il primo a finire nei guai è stato un 58enne di origini campane, titolare di una ditta con sede legale a Roma. I militari hanno accertato la mancata redazione del Pos (Piano Operativo di Sicurezza), un documento fondamentale per la prevenzione dei rischi sul lavoro. Per l'imprenditore è scattata la denuncia, accompagnata da una sospensione immediata dell'attività, un'ammenda di oltre 9.100 euro e una sanzione amministrativa di 2.500 euro.
Ancora più pesante la posizione di un 60enne residente a San Severino Marche, legale rappresentante di due diverse ditte (con sedi a Rieti e in provincia di Venezia). Nel suo caso, oltre alla mancanza del Pos, i carabinieri hanno riscontrato l'utilizzo di opere provvisionali non adeguate. Le attività di entrambe le imprese sono state sospese. Le sanzioni per il titolare sono pesantissime: ammende per circa 32mila euro complessivi (15.946 euro per ditta) e ulteriori sanzioni amministrative (complessive) per 5mila euro (2500 euro per ditta).
(Foto di repertorio)
Si era presentato come un "appartenente alla Polizia di Stato", incaricato direttamente dal Ministero dell'Interno per organizzare il soggiorno di una squadra di agenti a Visso, impegnati in imminenti servizi sul territorio. Una messinscena architettata fin nei minimi dettagli che è costata cara a un albergatore dell’entroterra maceratese, finito nella rete di un truffatore professionista.
La vicenda ha avuto inizio alcuni giorni fa, quando il gestore della struttura ricettiva è stato contattato telefonicamente e via mail dal sedicente poliziotto. Una volta carpita la fiducia dell'albergatore, l'uomo ha dato il via alla truffa vera e propria: attraverso una serie di raggiri, ha convinto la vittima che il Ministero avesse già versato una caparra per le stanze e che, per un errore tecnico, fosse necessaria la restituzione della somma.
Il malcapitato, convinto della buona fede dell'interlocutore, ha così accreditato oltre 5mila euro su una carta Postepay. Solo in un secondo momento, verificando i conti, l'albergatore si è reso conto che nessun versamento era mai stato effettuato dal Ministero e di essere rimasto vittima di un furto.
Immediata è scattata la denuncia presso la stazione dei carabinieri di Caldarola. I militari, guidati dalla querela del 55enne gestore, hanno avviato una tempestiva attività investigativa analizzando i flussi bancari e le tracce digitali lasciate dal truffatore. Grazie alla velocità degli accertamenti, gli operanti sono riusciti a risalire all'identità dell'autore: si tratta di un italiano di 58 anni, residente nella provincia di Napoli, già noto alle forze dell'ordine.
L'uomo è stato denunciato all'autorità giudiziaria per truffa aggravata. Grazie alla prontezza dell'intervento, i carabinieri sono riusciti a sequestrare parte della somma frodata, che sarà restituita alla vittima, limitando così il danno economico subito dall'imprenditore locale.
Un furgone fiammante, di nuova immatricolazione, che circolava tranquillamente per le strade della costa nonostante su di esso pendesse un pesante provvedimento di blocco. A individuarlo sono stati i militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Porto Recanati, impegnati in un servizio di controllo economico del territorio coordinato dal Comando Provinciale di Macerata.
Dagli accertamenti effettuati dai finanzieri, è emerso che il veicolo era sottoposto a fermo amministrativo e pignoramento. Il provvedimento era stato emesso dall’Agenzia delle Entrate e Riscossione di Ancona a causa di una serie di cartelle esattoriali e avvisi di pagamento rimasti insoluti. La cifra contestata alla società proprietaria del mezzo è di quelle che lasciano il segno: oltre 203.000 euro di debiti maturati nei confronti dello Stato.
L'attività di intelligence, condotta anche attraverso l’incrocio dei dati nelle banche dati in uso al Corpo, ha permesso di scoprire che il furgone veniva utilizzato in modo improprio. Nonostante il vincolo del fermo amministrativo, la società continuava infatti a impiegare il mezzo per attività extra imprenditoriali, violando apertamente le disposizioni previste dalla legge.
A quel punto, i finanzieri hanno fatto scattare il sequestro immediato. Il furgone è stato prelevato con il supporto di un carro attrezzi e trasferito presso l'Istituto di Vendite Giudiziarie Marche. Qui, il veicolo resterà a disposizione per le procedure necessarie ad assicurare all'Erario il recupero, almeno parziale, delle somme non versate.
Una guardia giurata di 55 anni, Danilo Graciotti, residente a Osimo, è stata trovata morta questa mattina all’interno di Palazzo Rossini, sede della Regione Marche ad Ancona, in via Gentile da Fabriano. L’uomo, dipendente della società di vigilanza Sicuritalia, che svolge servizio notturno e diurno per conto della Regione, era riverso a terra nel gabbiotto riservato alla sorveglianza dell’edificio.
A fare la tragica scoperta sono stati i primi dipendenti regionali arrivati al lavoro poco dopo le 8. Subito è stato lanciato l’allarme e sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia e il personale sanitario. Il medico legale, dopo un primo esame esterno del corpo, ha stimato che il decesso risalisse ad almeno 5-6 ore prima del ritrovamento. Accanto al 55enne è stato trovato un panino, in parte mangiato. Proprio questo elemento ha spinto la Procura di Ancona ad approfondire ogni possibile circostanza. Il pubblico ministero Rosario Lioniello ha disposto l’autopsia, che sarà eseguita nelle prossime ore, per chiarire con esattezza le cause della morte. L’ipotesi principale resta quella di un malore improvviso, ma gli accertamenti serviranno anche a escludere eventuali altre cause, compresa quella di un possibile avvelenamento alimentare.
La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti, al momento senza ipotesi di reato, per morte sospetta, un atto dovuto per consentire tutti gli approfondimenti del caso. La salma è stata posta sotto sequestro a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’episodio ha suscitato profonda impressione tra i colleghi e tra i dipendenti della Regione, scossi per quanto accaduto in uno dei principali palazzi istituzionali delle Marche.
Una serata di divertimento si è conclusa con l'intervento delle forze dell'ordine e la cessazione immediata di ogni attività. Nella notte di sabato scorso, la Polizia di Stato e la Polizia Locale di Macerata hanno effettuato un'ispezione congiunta in un locale della città, dove era in corso una festa organizzata da alcuni giovani.
Gli agenti della squadra della Polizia Amministrativa della Questura, insieme ai colleghi della locale, erano risaliti all'evento grazie a un attento monitoraggio dei social network, dove la serata era stata ampiamente pubblicizzata.
Al momento dell'irruzione, le forze dell'ordine hanno riscontrato la presenza di un cospicuo numero di ragazzi intenti a ballare con la musica di un DJ con consolle, oltre a un'attività di somministrazione di alimenti e bevande in pieno svolgimento.
Il controllo ha però fatto emergere gravi irregolarità: l’evento è risultato privo delle prescritte autorizzazioni amministrative previste per il pubblico spettacolo. Di conseguenza, l’organizzatore della festa è stato sanzionato per aver promosso il trattenimento abusivo, mentre al gestore della struttura sono state contestate tre diverse sanzioni.
L’operazione si è conclusa con l’intimazione della cessazione immediata dell'attività danzante. Gli uffici operanti stanno ora procedendo con ulteriori verifiche per chiarire l'intero quadro autorizzatorio del locale coinvolto. Questo intervento si inserisce in una più ampia strategia di monitoraggio del territorio, intensificata a seguito delle indicazioni del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal prefetto di Macerata.
L'obiettivo prioritario resta la prevenzione di situazioni di pericolo per la pubblica incolumità, un tema diventato ancora più sensibile dopo i recenti e tragici fatti di cronaca avvenuti in Svizzera. I controlli delle forze di polizia continueranno a essere rigorosi, puntando sia sulle strutture già autorizzate, sia su quelle situazioni in cui l'intrattenimento viene esercitato in totale mancanza di licenze, mettendo potenzialmente a rischio la sicurezza dei partecipanti.
Sicurezza stradale, contrasto allo spaccio e verifiche amministrative nei luoghi della movida. È questo il bilancio dell’operazione di controllo coordinato del territorio condotta dai militari della Compagnia Carabinieri di Tolentino, con il supporto del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Macerata.
Il servizio, che ha visto impegnati 12 militari e 6 pattuglie, si è concentrato sulla prevenzione dei reati contro il patrimonio e sulla vigilanza delle aree di aggregazione giovanile, con particolare attenzione agli esercizi pubblici e ai locali di intrattenimento, tra cui un night club della zona.
Sul fronte del contrasto al consumo di sostanze stupefacenti, tre persone – un 30enne algerino, un 38enne egiziano e un 26enne di Pollenza – sono state segnalate alla Prefettura. I militari hanno rinvenuto e sequestrato complessivamente oltre 10 grammi di hashish e alcune dosi di cocaina destinate all’uso personale, trovate all’interno dei locali controllati.
Intensificati anche i controlli sulle principali arterie stradali del territorio. A San Ginesio un 39enne campano è stato denunciato per recidiva nella guida con patente già revocata: per lui è scattato anche il fermo amministrativo del veicolo. L’uomo è stato inoltre trovato in possesso di hashish e segnalato come assuntore.
A Tolentino, invece, i Carabinieri hanno identificato e sanzionato un 30enne marocchino residente nel Casertano che, dopo aver provocato un tamponamento, si era allontanato senza fornire le proprie generalità.
Nel complesso, l’operazione ha portato all’identificazione di 98 persone, all’ispezione di 5 esercizi pubblici e all’elevazione di 2 contravvenzioni per violazioni al Codice della Strada.
L’attività rientra in una più ampia strategia di controllo preventivo disposta dal Comando Provinciale, con l’obiettivo di mantenere elevati standard di sicurezza e prevenire comportamenti illeciti nelle aree a maggiore frequentazione.
Assalto nella notte al Centro Commerciale Cuore Adriatico, di Civitanova Marche. Intorno a mezzanotte una banda di malviventi ha utilizzato una Fiat Panda rubata poco prima nella zona commerciale come ariete per sfondare uno degli ingressi principali della struttura, quello che si affaccia verso Obi.
Dopo aver abbattuto la porta a vetri, i ladri hanno puntato dritto verso la gioielleria Stroili Oro, tentando un secondo sfondamento per aprirsi un varco nella serranda del negozio. L’auto è stata lanciata contro la chiusura metallica, che però ha retto all’impatto. Subito dopo è scattato l’allarme, mettendo in fuga la banda.
Il colpo è così sfumato nel giro di pochi minuti. I malviventi hanno abbandonato il centro commerciale e sono scappati a bordo di un’altra vettura, facendo perdere le proprie tracce. Nessun bottino, ma danni evidenti agli ingressi della struttura.
Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine. Le indagini sono affidate agli agenti del commissariato di polizia, che stanno acquisendo le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona per risalire ai responsabili. È ora caccia ai ladri.
L’episodio riaccende l’attenzione sulla sicurezza nelle aree commerciali, già in passato nel mirino di tentativi simili messi a segno con la tecnica della “spaccata” tramite veicoli rubati.
Non si placa il dibattito dopo la sentenza del Tribunale di Macerata che ha assolto Fabrizio Pascucci, il bancario arrestato a Civitanova lo scorso gennaio, riconoscendo la "particolare tenuità del fatto" per la resistenza a pubblico ufficiale e il non doversi procedere per le lesioni. A intervenire con una nota durissima è il SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia), che esprime «rabbia, amarezza e forte preoccupazione» per l'esito del procedimento.
Secondo la ricostruzione sindacale, l'episodio – avvenuto alle 2 di notte – non può essere derubricato a fatto di lieve entità.
«Si rimane allibiti di fronte a tali sentenze», dichiara Damiano Cioppettini, segretario generale del Siulp Macerata. «Apprendere che non fermarsi all’alt, darsi alla fuga mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti e aggredire dei poliziotti rappresenti un reato di tenue entità tale da portare all’assoluzione, lascia un intero comparto attoniti e disorientati».
Il sindacato richiama anche le recenti parole del Presidente della Repubblica sulla necessità di tutelare chi rappresenta lo Stato: «Quando si delegittima un’articolazione dello Stato, si delegittima l’intera azione pubblica e salta il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Noi non siamo né forcaioli né per l’aumento indiscriminato delle pene, ma decisioni come questa aumentano la convinzione di impunità in chi non rispetta le regole».
La nota si conclude con un pensiero rivolto agli operatori della Polizia Stradale rimasti coinvolti nella vicenda: «Esprimo la mia totale solidarietà ai colleghi vittime di questa situazione beffarda. Auguro una pronta guarigione al collega ferito. Siamo vicini a tutti i poliziotti che hanno giurato fedeltà a uno Stato dal quale si attendono vicinanza e sostegno, non "colpi bassi" che disincentivano l'impegno quotidiano».
Il mondo del commercio maceratese e nazionale piange la scomparsa di Dino Gironzi, storico imprenditore del settore ortofrutticolo, venuto a mancare all'età di 86 anni dopo un lungo periodo di malattia.
Figura carismatica e stimata, Gironzi è stato una personalità chiave del settore fino ai primi anni 2000, legando indissolubilmente il suo nome alla nascita di una delle realtà più importanti del territorio: l'Oro della Terra.
La storia professionale di Dino inizia lontano, radicata nella passione trasmessa dai genitori sin dall'infanzia. Dai primi anni '70, grazie a un eccezionale spirito di iniziativa e successivamente alla collaborazione con il socio Federico Ortenzi, era riuscito a creare un modello imprenditoriale di successo.
Gironzi era un profondo conoscitore dei mercati nazionali e internazionali: acquistava prodotti d'eccellenza dalla Sicilia fino alla Spagna, senza mai dimenticare il legame con i mercati locali, per poi rifornire i principali negozianti e supermercati del centro Italia.
Ciò che ha sempre distinto l'operato di Dino Gironzi è stata la sua lungimiranza. Sotto la sua guida, l'azienda è stata tra le prime a livello nazionale ad avviare l'informatizzazione dei processi operativi, anticipando tendenze che sarebbero diventate standard solo molti anni dopo. Un innovatore che ha saputo coniugare la tradizione del commercio "di una volta" con le sfide della modernità.
Nel 2001 aveva deciso di ritirarsi a vita privata per dedicarsi interamente alla sua famiglia e ai suoi affetti più cari. La notizia della sua scomparsa ha destato profondo cordoglio in tutto l'ambiente ortofrutticolo, dove era conosciuto per la sua correttezza e la sua profonda competenza.
La salma è attualmente esposta presso la casa funeraria Croce Verde di Sforzacosta. I funerali si terranno domani, lunedì 23 febbraio, alle ore 15:30 presso la chiesa di Piediripa, dove la comunità potrà stringersi attorno alla famiglia per l'ultimo saluto.
Si sono concluse nel modo più tragico, intorno al mezzogiorno di oggi, le ricerche del 20enne di Pollenza scomparso venerdì sera dopo aver aggredito la madre. I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno recuperato il corpo del giovane nello specchio acqueo del porto di Civitanova Marche, proprio nel punto in cui si erano concentrati gli sforzi dei soccorritori fin dall'inizio delle operazioni, nei pressi di un motopontone attraccato.
Il ritrovamento è avvenuto a breve distanza dal molo dove il ragazzo aveva abbandonato la sua Mercedes Classe A. Secondo quanto emerso dalla ricostruzione degli inquirenti, basata anche sulla visione delle immagini di videosorveglianza, il giovane sarebbe stato visto gettarsi in acqua, riemergere per poi gettarsi nuovamente, scomparendo definitivamente tra i flutti.
La vicenda ha avuto origine in un'abitazione di Pollenza, dove il ragazzo, al culmine di una lite, ha aggredito brutalmente la madre, estetista di 53 anni. La donna, trovata priva di sensi dal marito al suo rientro in casa, è attualmente ricoverata in coma all'ospedale di Macerata con la mascella fratturata; la sua prognosi resta riservata.
Non appena il cadavere è stato individuato dai nuclei subacquei, la zona del porto è stata blindata dalle forze dell’ordine per consentire le operazioni di recupero della salma. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, la Polizia e la Guardia Costiera, sotto il coordinamento della Procura di Macerata.
Due persone sono rimaste intossicate dalle esalazioni di un braciere nelle prime ore di questa mattina a Porto Recanati. L’episodio si è verificato intorno alle 6 in un’abitazione situata in via Scossicci, dove un 23enne e un 40enne sono stati soccorsi dal personale sanitario dopo aver inalato monossido di carbonio.
Secondo i rilievi tecnici effettuati dai vigili del fuoco, a causare l'incidente sarebbe stata la cattiva combustione del braciere acceso per riscaldare la casa. Uno dei due uomini è riuscito ad accorgersi di quanto stava avvenendo e a contattare tempestivamente il 118, evitando che l'esposizione al gas tossico si protraesse ulteriormente.
Una volta sul posto, i soccorritori hanno rilevato una concentrazione di circa 130 ppm (parti per milione), un livello che già dopo poche ore può indurre sintomi severi come nausea e forti emicranie.
Entrambi gli uomini sono stati inizialmente trasportati in codice rosso al pronto soccorso di Civitanova Marche. Considerata la natura dell'intossicazione, i medici hanno successivamente disposto il loro trasferimento verso un centro specializzato per il trattamento necessario in camera iperbarica.
Sul posto, oltre al personale medico e ai vigili del fuoco, sono stati effettuati gli accertamenti di rito per ricostruire con esattezza l'accaduto e mettere in sicurezza l'area.
MONTELUPONE – Un’operazione meticolosa condotta dai carabinieri della stazione di Montelupone ha permesso di smascherare una complessa frode informatica ai danni di un giovane residente nel borgo maceratese.
L’attività investigativa è scattata a seguito della denuncia presentata da un 20enne del posto, il quale si era accorto di una serie di movimenti e spese sospette consultando la lista dei prelievi del proprio conto corrente e della carta prepagata Postepay.
Le indagini, basate su una complessa serie di accertamenti tecnici, telematici e bancari, hanno permesso ai militari di ricostruire minuziosamente i flussi finanziari illeciti. Gli inquirenti hanno accertato che, nell’arco di un intero anno, sono stati effettuati ben 93 prelievi fraudolenti, per un ammanco complessivo che sfiora i 5.000 euro. La somma sottratta veniva fatta confluire sistematicamente su altre carte prepagate intestate ai responsabili del raggiro.
Grazie all'incrocio dei dati bancari, i carabinieri sono riusciti a risalire all'identità di tre uomini, residenti rispettivamente nelle province di Roma, Foggia e Firenze. Secondo quanto ricostruito dagli operanti, i tre agivano attraverso l’alterazione di sistemi informatici senza averne diritto, riuscendo così a svuotare progressivamente il fondo del giovane vittima.
Al termine degli accertamenti, per i tre indagati è scattata la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata con l'accusa di frode informatica.
Un drammatico episodio di violenza domestica si è concluso in tragedia. Una donna è stata ferocemente aggredita dal figlio ventenne e ora è ricoverata in coma farmacologico. Dopo l’assalto, il giovane si è allontanato dall’abitazione facendo perdere le proprie tracce: le ricerche si concentrano nelle acque del porto di Civitanova, dove le telecamere di sorveglianza lo hanno immortalato mentre si dirigeva verso il mare.
Il ragazzo, residente a Pollenza, nella serata di ieri, poco dopo cena, ha lasciato la casa in cui vive con i genitori e ha raggiunto il molo di Civitanova. In base alle prime ricostruzioni, potrebbe essersi gettato in acqua senza più riemergere.
Le operazioni di ricerca non si sono interrotte nemmeno durante la notte. A quasi 24 ore dai fatti, i carabinieri stanno lavorando per ricostruire con precisione l’accaduto. Tutto sarebbe iniziato all’interno dell’abitazione, mentre il giovane si trovava con la madre e il padre era momentaneamente uscito a fumare. Per cause ancora da chiarire, in pochi minuti il ventenne — descritto come un ragazzo senza particolari problemi e che aveva recentemente trovato lavoro — avrebbe colpito la madre con ripetuti pugni al volto e alla testa, facendole perdere conoscenza.
Al rientro in casa, il padre ha trovato la moglie priva di sensi nel bagno e ha subito chiamato i soccorsi. Nel frattempo, il giovane si è allontanato in auto, lasciando però il cellulare in casa.
La donna è stata trasferita d’urgenza al pronto soccorso di Macerata, dove i medici hanno riscontrato una frattura della mascella causata dai colpi subiti. È stata sedata e mantenuta in coma farmacologico, ma non sarebbe in pericolo di vita.
Del ventenne non si è saputo più nulla fino al pomeriggio di oggi, quando i carabinieri hanno rintracciato la sua auto nel parcheggio del porto di Civitanova. L’analisi delle immagini di videosorveglianza, condotta insieme alla Capitaneria di porto, ha permesso di ricostruire gli ultimi spostamenti: il giovane si dirige verso un motopontone, si avvicina all’imbarcazione e poi scompare dall’inquadratura. L’ipotesi è che si sia gettato in mare. Le indagini sono coordinate dal Enrico Riccioni, pubblico ministero.
Le ricerche sono partite intorno alle 15, con mezzi navali della Capitaneria e squadre dei vigili del fuoco, supportate da droni e sommozzatori impegnati a scandagliare l’area. Al momento non è emersa alcuna traccia del giovane. Il padre è rimasto per tutto il pomeriggio sulla banchina, seguendo con apprensione le operazioni delle forze dell’ordine.
Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso una persona mentre si getta in mare nella zona del porto. È accaduto nella notte di ieri. Da oggi, sono scattate le ricerche.
Secondo quanto ricostruito, l’occhio elettronico avrebbe immortalato una persona, al momento non identificata, tuffarsi nelle acque gelide nei pressi dell’area portuale. Dalle immagini risulterebbe una sola riemersione, prima della scomparsa tra le onde.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, la Capitaneria di porto con i sommozzatori, i carabinieri e la polizia, che stanno coordinando le operazioni di ricerca via mare e lungo il litorale.
Non si esclude un possibile collegamento con la scomparsa di un giovane di 20 anni di Pollenza, avvenuta nella serata di ieri. L’auto del ragazzo è stata infatti ritrovata parcheggiata proprio nei pressi della zona portuale. Al momento, tuttavia, non vi sono conferme ufficiali su un legame tra i due episodi.
Le ricerche proseguono senza sosta, mentre le forze dell’ordine stanno analizzando le immagini e raccogliendo elementi utili per chiarire la dinamica dei fatti.