Fuga rocambolesca, ladri scappano dopo lo scontro con i carabinieri. È quanto avvenuto dopo un tentativo di furto in un’abitazione di viale Buozzi, a Tolentino, nella serata di sabato. Tentativo che ha dato il via a un intervento immediato dei carabinieri, culminato in una fuga spericolata e in un incidente con un'auto di servizio dell’Arma. Dei responsabili, al momento, nessuna traccia. Un episodio simile a quello avvenuto all'inizio del mese (leggi qui).
L’allarme è scattato poco dopo le 19, quando il proprietario della casa presa di mira ha contattato le forze dell’ordine, consentendo ai militari di intervenire rapidamente. Sul posto è stata individuata un’auto già segnalata nei giorni scorsi, elemento che ha fatto subito ipotizzare il coinvolgimento di una banda organizzata.
Secondo una prima ricostruzione, tre uomini sarebbero stati coinvolti nel tentativo di furto. Due si sono dileguati a piedi, mentre il terzo, alla guida di un Nissan Qashqai grigio, avrebbe avuto il ruolo di autista e di supporto per la fuga dei complici. L’intervento dei carabinieri ha fatto scattare un inseguimento durato pochi minuti, conclusosi in via Madre Teresa di Calcutta, lungo la direttrice che conduce alla frazione delle Grazie.
Nel tentativo di bloccare il mezzo, i militari hanno ristretto lo spazio di manovra, ma il conducente ha abbandonato improvvisamente il veicolo, lanciandosi nei campi circostanti. Il suv, rimasto senza controllo, è andato a collidere con la portiera della gazzella dei carabinieri. L’uomo è riuscito a fuggire a piedi in direzione del fiume Chienti, sfruttando il buio.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli agenti della polizia locale per i rilievi, oltre ai vigili del fuoco, che hanno illuminato la carreggiata, e al carroattrezzi per la rimozione del mezzo. Le operazioni hanno causato rallentamenti al traffico, trattandosi di un orario di punta. Presente anche il maggiore Giulia Maggi, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Tolentino, che ha coordinato le attività di ricerca.
I due militari a bordo dell’auto di servizio non hanno riportato gravi conseguenze: uno di loro ha subito solo lievi ferite. Le ricerche dei fuggitivi proseguono senza sosta.
Si sarebbe spacciato per un carabiniere per raggirare una coppia di anziani e farsi consegnare oggetti in oro. È quanto emerso da una complessa attività investigativa condotta dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Macerata, che ha portato alla denuncia di un 23enne originario di Acerra e residente a Casalnuovo di Napoli, ritenuto responsabile di truffa in concorso.
Le indagini sono scattate alla fine dello scorso ottobre, dopo la querela presentata da un 83enne maceratese presso la locale stazione dei carabinieri. L’anziano ha raccontato ai militari di aver ricevuto una telefonata da un uomo che, qualificandosi falsamente come appartenente all’Arma, lo informava della necessità di effettuare un controllo sugli oggetti in oro presenti in casa, per verificarne la presunta provenienza lecita.
Durante la conversazione, il falso carabiniere – con la complicità di un altro soggetto al momento non identificato – avrebbe tenuto occupate le linee telefoniche dei coniugi. Nel frattempo, un uomo si è presentato direttamente presso l’abitazione, anch’egli spacciandosi per militare dell’Arma, riuscendo così a farsi consegnare i monili in oro, per poi allontanarsi rapidamente, facendo perdere le proprie tracce.
Fondamentali, ai fini delle indagini, sono state le descrizioni dettagliate fornite dalle vittime, che hanno consentito ai carabinieri di svolgere mirati accertamenti. Al termine delle attività investigative, i coniugi hanno riconosciuto fotograficamente il presunto autore della truffa, successivamente denunciato all’Autorità Giudiziaria.
Sono due giovani romani di 18 e 19 anni i responsabili dell’imbrattamento della sede di Fratelli d’Italia a San Severino Marche, avvenuto nella serata dell’11 ottobre. Sulla facciata del locale, situato in piazzale Gramsci, era comparsa la scritta “Fuori i fasci”, tracciata con una bomboletta spray di colore nero.
Le indagini, condotte dalla D.I.G.O.S. e coordinate dal dottor Jacopo Di Francesco, hanno permesso di risalire rapidamente all’identità dei due ragazzi grazie all’incrocio delle immagini dei sistemi di videosorveglianza cittadini con quelle delle telecamere di lettura targhe.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due giovani si trovavano a San Severino Marche per trascorrere il fine settimana in compagnia di amici e parenti. Intorno alle ore 21 si sarebbero recati in piazzale Gramsci, dove uno dei due avrebbe svolto il ruolo di “palo”, mentre l’altro ha materialmente imbrattato la sede del partito.
Subito dopo l’episodio, gli agenti hanno avviato un’attenta attività investigativa, acquisendo e analizzando le immagini delle telecamere presenti in città e ricostruendo con precisione movimenti e spostamenti dei due giovani.
Una volta identificati, i ragazzi sono stati denunciati a piede libero dagli agenti della D.I.G.O.S. di Macerata, con il supporto dei colleghi della D.I.G.O.S. di Roma. Entrambi risultano residenti nella Capitale.
SAN SEVERINO MARCHE - Poteva avere conseguenze ben più gravi l’incendio divampato intorno alle 12:15 di questa mattina nella palazzina dei servizi dell’impianto comunale del crossodromo di San Pacifico. Solo la prontezza di due cittadini e il rapido intervento dei Vigili del Fuoco hanno impedito che le fiamme si propagassero all’intera struttura.
A lanciare l’allarme al numero unico di emergenza 112 sono stati il consigliere comunale Valter Bianchi e Mauro Appignanesi, che stavano rientrando da un’escursione a piedi quando hanno notato una densa colonna di fumo fuoriuscire dal secondo piano dell’edificio, dove sono collocati gli uffici.
La segnalazione immediata si è rivelata decisiva: l’arrivo tempestivo dei soccorsi ha consentito di circoscrivere l’incendio al piano superiore, salvaguardando i locali del bar e gli spazi al piano terra. Al momento del rogo l’impianto risultava chiuso.
Secondo una prima ricostruzione, le fiamme si sarebbero originate in un corridoio del secondo piano, dove erano presenti due fotocopiatrici. Un possibile cortocircuito avrebbe innescato l’incendio, che in pochi istanti ha avvolto i macchinari, sprigionando una fitta coltre di fumo diffusasi negli ambienti adiacenti.
Sul posto sono intervenute più squadre dei Vigili del Fuoco provenienti dai distaccamenti di Tolentino e Camerino, con il supporto della centrale di Macerata. I pompieri hanno operato con diverse autopompe e con un’autoscala, necessaria per raggiungere il piano superiore e mettere in sicurezza tetto e locali interessati dalle fiamme. Per facilitare l’evacuazione dei fumi e le operazioni di spegnimento si è resa necessaria anche la rottura di alcuni vetri.
Le fiamme sono state domate prima che potessero compromettere la stabilità della struttura o estendersi ulteriormente. Le operazioni di bonifica degli uffici al secondo piano, l’area maggiormente colpita, sono proseguite per diverse ore.
Sul luogo dell’incendio sono giunti per seguire l’evolversi della situazione l’assessore comunale Sara Clorinda Bianchi, l’assessore Paolo Paoloni, il responsabile dell’Ufficio Manutenzioni del Comune Massimo Boldrini e il presidente del Motoclub Settempedano, ente gestore dell’impianto, Danilo Marasca. Il sindaco Rosa Piermattei è stata costantemente aggiornata sull’andamento delle operazioni. Presenti anche i carabinieri per gli accertamenti di competenza.
Le cause dell’incendio restano al vaglio dei tecnici e delle autorità competenti. Nelle prossime ore i tecnici comunali procederanno a una stima dettagliata dei danni e alle verifiche sull’agibilità della porzione di edificio interessata.
L’Amministrazione comunale ha espresso un sentito ringraziamento ai Vigili del Fuoco per la professionalità e l’efficacia dimostrate, sottolineando come il loro intervento abbia evitato conseguenze ben più gravi per l’impianto.
Il sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, è stata costantemente informata sull’evolversi della situazione sin dai primi istanti successivi alla chiamata al numero unico di emergenza 112. Insieme a lei, seguono con apprensione le operazioni l’assessore comunale allo Sport, Paolo Paoloni, e il presidente del Motoclub Settempedano, Danilo Marasca, ente gestore dello storico impianto sportivo.
Le operazioni di spegnimento sono tuttora in corso.
I Carabinieri di Penna San Giovanni hanno denunciato un 32enne di nazionalità moldava, residente a Macerata, ritenuto responsabile di una truffa ai danni di un esercente del posto.
Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo avrebbe contattato telefonicamente la vittima spacciandosi per un tecnico di una nota piattaforma di pagamenti elettronici, riuscendo con una serie di artifici e raggiri a conquistare la sua fiducia. Una volta ottenuto l’accesso remoto ai dispositivi dell’esercente, il presunto truffatore avrebbe effettuato 13 transazioni fraudolente, per un importo complessivo di circa 3.500 euro.
Le somme sottratte sarebbero state utilizzate per l’acquisto di buoni online e successivamente di dispositivi elettronici, nel tentativo di rendere più difficile la tracciabilità del denaro.
Le indagini, condotte attraverso accertamenti telematici e bancari, hanno consentito di risalire all’identità del sospettato e di segnalarlo all’autorità giudiziaria. L’attività dei Carabinieri prosegue per verificare eventuali ulteriori responsabilità e accertare se l’uomo abbia messo in atto truffe analoghe anche in altri territori.
Nel corso delle festività natalizie il Comando Provinciale dei Carabinieri di Macerata ha intensificato i servizi di prevenzione e controllo del territorio, con l’obiettivo di garantire sicurezza e legalità sull’intero territorio provinciale. L’attività si è concentrata in particolare sul contrasto ai reati predatori, allo spaccio e all’uso di sostanze stupefacenti, nonché sulla prevenzione degli incidenti stradali, soprattutto quelli legati alla guida in stato di ebbrezza.
Il dispositivo ha interessato numerosi comuni della provincia e i principali snodi viari, con posti di controllo mirati in prossimità di obiettivi sensibili, giardini pubblici e luoghi di maggiore aggregazione giovanile. Al termine delle attività sono stati conseguiti diversi risultati operativi.
A Macerata, i Carabinieri hanno segnalato alla Prefettura un 42enne di origine egiziana, residente a Jesi, fermato nel centro abitato e trovato in possesso di oltre un grammo di hashish. La sostanza è stata sottoposta a sequestro amministrativo per detenzione ad uso personale non terapeutico. Analogo provvedimento è scattato nei confronti di un 33enne di nazionalità afgana, residente in città, trovato con circa due grammi di hashish durante un controllo effettuato per il suo atteggiamento sospetto.
Sempre nel capoluogo, la Sezione Radiomobile del N.O.R.M. ha denunciato una 35enne di nazionalità peruviana, residente a Macerata, sorpresa alla guida con un tasso alcolemico pari a 1,44 g/l. La donna è stata denunciata all’autorità giudiziaria, con il ritiro immediato della patente e l’affidamento del veicolo a persona idonea.
Nel corso di un altro controllo, un 51enne peruviano, anch’egli residente a Macerata, è risultato positivo all’etilometro con un valore di 1,61 g/l ed è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza, con ritiro della patente.
Nel territorio provinciale un 49enne, residente a Corridonia, già sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per reati legati agli stupefacenti, è stato raggiunto da un’ulteriore misura di detenzione domiciliare, disposta dal Tribunale di Sorveglianza di Ancona. L’uomo dovrà scontare quattro mesi di arresto a seguito di una condanna per guida in stato di ebbrezza.
A Civitanova Marche, infine, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato un 49enne di nazionalità albanese, su disposizione dell’Ufficio di Sorveglianza di Macerata, traducendolo presso la Casa Circondariale di Fermo. L’uomo, oltre ad aver violato gli obblighi connessi alla misura alternativa dell’affidamento ai servizi sociali, è ritenuto responsabile di un furto commesso lo scorso 22 dicembre, quando avrebbe sottratto a una 35enne del posto un pacco contenente un capo di abbigliamento appena consegnato da un corriere.
Nuovi avvistamenti della foca monaca sono stati segnalati nella giornata di ieri, Natale, lungo la spiaggia di Numana, nel territorio comunale di Ancona. L’esemplare, già comparso nei giorni precedenti, ha attirato numerosi curiosi e fotografi, rendendo necessario un forte richiamo al rispetto delle distanze e alla tutela dell’animale.
Nelle ultime ore, sui social network si sono moltiplicati gli appelli di cittadini, volontari ed esperti affinché la foca possa riposare indisturbata per almeno 24 ore consecutive, una condizione considerata fondamentale per il suo benessere. La foca monaca è infatti una specie protetta e particolarmente sensibile alla presenza umana: secondo quanto riferito da chi la sta monitorando, tende a rientrare immediatamente in mare non appena percepisce disturbo.
Anche ieri mattina sarebbero circolati in rete nuovi video che documentano la presenza dell’animale a riva, seguiti però da un rapido allontanamento. In uno degli appelli più condivisi viene segnalato un episodio avvenuto nelle prime ore del giorno: la foca, che stava dormendo sotto alcune strutture nei pressi di un albergo, sarebbe stata disturbata dall’avvicinamento di un fotografo, svegliandosi e tornando in acqua.
"Animali in queste condizioni – si legge nel messaggio – hanno bisogno di sostare a terra anche per più di 24 ore continuative". Da qui la proposta, rilanciata online, di istituire un comitato di cittadini volontari per presidiare l’area scelta dalla foca come rifugio, con l’obiettivo di garantirle tranquillità e sicurezza.
Un utente ha inoltre annunciato la disponibilità a offrire un contributo economico di mille euro per sostenere l’iniziativa, a condizione che venga documentata una sosta indisturbata dell’animale per oltre 24 ore. Gli inviti a mantenere le distanze e a rispettare la foca monaca sono stati rivolti anche a enti e associazioni impegnate nella tutela della fauna marina.
L’obiettivo condiviso resta quello di proteggere un evento considerato eccezionale per l’Adriatico, evitando che la curiosità umana possa compromettere la permanenza della foca monaca lungo le coste marchigiane.
Ha tentato di mettere a segno la classica truffa del “falso carabiniere”, prendendo di mira una donna di 79 anni, ma è stato bloccato in flagranza dai veri Carabinieri. Un uomo di 44 anni, originario di Napoli e già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dal Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri di Jesi.
L’operazione è scattata nel pomeriggio del 23 dicembre, nell’ambito dei servizi di prevenzione dei reati predatori messi in campo dalla Compagnia di Jesi. Le pattuglie hanno notato, nella zona Zipa, un’autovettura a noleggio con a bordo un soggetto sconosciuto che si aggirava con atteggiamento sospetto. L’uomo è stato quindi pedinato da militari dell’Arma in borghese, che ne hanno seguito i movimenti fino al centro storico.
Al momento del controllo, il 44enne era ancora al telefono con una donna del posto, alla quale stava chiedendo indicazioni precise per raggiungere la sua abitazione. L’obiettivo era quello di farsi consegnare denaro e gioielli, sostenendo che servissero a scagionare il marito della donna da una presunta accusa di rapina a mano armata.
Rintracciata la vittima, i Carabinieri hanno potuto ricostruire l’intera vicenda. La 79enne, in realtà vedova, era stata contattata poco prima da un sedicente maresciallo dell’Arma che, con una tecnica ormai collaudata, era riuscito a farsi fornire informazioni personali e l’indirizzo di casa. Successivamente, l’uomo le aveva annunciato che un fantomatico “colonnello Saviani” si sarebbe recato da lei per ritirare oro e gioielli, necessari – a suo dire – per evitare gravi conseguenze giudiziarie a un familiare.
Insospettita, l’anziana ha intuito l’inganno e si è rifugiata a casa del figlio. Non riuscendo a trovarla al civico indicato, il truffatore l’ha richiamata, ma la conversazione è stata interrotta dal tempestivo intervento dei militari.
Nella mattinata del 24 dicembre, il Tribunale di Ancona ha convalidato l’arresto, disponendo per l’uomo il divieto di dimora in tutta la provincia di Ancona e l’obbligo di presentazione quotidiana presso la Stazione dei Carabinieri del luogo di origine, per prevenire ulteriori tentativi di truffa.
"In un giorno di festa, quale il Santo Natale, dove la frase più pronunciata è 'Auguri di un sereno Natale a te e famiglia', purtroppo non è stato così per il collega in servizio presso la Centrale Operativa del Comando Provinciale Carabinieri di Macerata. Si è sfiorata la tragedia", così il segretario generale provinciale Unarma (Associazione Sindacale Carabinieri), Antonio Voto, racconta l’accaduto di questa notta (leggi qui).
Nella serata di ieri, verso le ore 20:00 circa, durante il regolare turno di servizio, all’improvviso i militari si accorgono di una nube di fumo che fuoriusciva dal controsoffitto e da una canna fumaria, invadendo i locali dell’intero stabile. Prontamente hanno allertato i vigili del fuoco, che sono arrivati sul posto per le valutazioni del caso.
Il carabinieri di turno alla centrale operativa è stato trasportato al pronto soccorso per le forti esalazioni di monossido di carbonio, che avevano raggiunto valori eccessivi.
"Momenti di terrore dove fortunatamente il collega, dai primi accertamenti, pare non abbia avuto conseguenze per la propria salute. È inconcepibile che in una struttura militare, dove ogni cittadino debba trovare riparo e sicurezza, si rischi di morire per esalazioni di monossido di carbonio. Inoltre denunciamo la vetustà dello stabile", così il vicesegretario generale provinciale, Antonio Ernesto.
"Sottolineiamo come già da giorni scorsi alcuni nostri iscritti avevano segnalato la presenza di fumo nel corridoio della Centrale Operativa, ma a quanto pare tali segnalazioni sono state letteralmente ignorate", conclude Antonio Voto.
Si è spento questa mattina a Roma, all'età di 93 anni, il conte Aldo Maria Brachetti Peretti, un capitano d’industria che, con lo storico marchio petrolifero Api, ha attraversato da protagonista lo sviluppo economico dell'Italia nel dopoguerra.
Sotto la sua guida Api ha attraversato con successo tutte le fasi chiave della seconda metà del Novecento, sviluppando la raffinazione, la produzione di energia elettrica e acquisendo da Eni il marchio IP.
La sua passione per l’impresa non si è fermata al settore petrolifero, ma si è spostata al vino. Negli anni ’90 aveva scelto Tolentino per fondare una sua casa vinicola. Ha restaurato uno storico maniero, “Il Casone” che aveva eletto quale sua seconda casa lontano dalla capitale.
Ristrutturati vari casali ha impiantato prestigiosi vitigni sulle colline tolentinati e grazie alla competente consulenza dei migliori enologi italiani, si è messo a produrre vini di alta qualità che hanno subito conquistato i più importanti premi e riconoscimenti, anche a livello internazionale. Vini che sono stati dedicati al territorio come il Pollenza, il Castello della Rancia e più recentemente il Tolentino
"Con la scomparsa di Aldo Maria Brachetti Peretti l’Italia perde un grande capitano d’industria, protagonista dello sviluppo economico del dopoguerra. Alla guida del Gruppo Api ha attraversato con visione e competenza tutte le principali trasformazioni del settore energetico, contribuendo in modo determinante alla crescita industriale del Paese". Lo dichiara Giacomo Bugaro, assessore regionale allo sviluppo economico e all'energia.
Bugaro, in una nota, sottolinea anche "il forte legame di Brachetti Peretti con le Marche e con Falconara Marittima, dove Api rappresenta una realtà industriale strategica". "L’ho conosciuto e frequentato per anni - conclude - apprezzandone le grandi qualità imprenditoriali e l’amore autentico per le Marche dove ha anche realizzato la fantastica Azienda vitivinicola 'Il Pollenza' che era un suo orgoglio e una sua passione. Alla famiglia vanno le mie più sincere condoglianze".
Nato nel 1932, Aldo Maria Brachetti ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio ed ha iniziato a lavorare nel 1957 in Api, oltre ad insegnare all'Università di Roma e di Parma, nelle Facoltà di Economia e Commercio, Scienze delle Finanze, Storia Economica, e Tecnica Bancaria. Aggiunse il cognome Peretti in seguito al matrimonio con Mila, figlia primogenita di Ferdinando Peretti.
Nel 1965 è entrato a far parte del consiglio d'amministrazione del Gruppo e, per le sue capacità, ha assunto la presidenza delle consociate Api ricerche e Api gas, operanti rispettivamente nel settore della ricerca di idrocarburi e della distribuzione di gas di petrolio liquefatti. Nel 1974 divenne vicepresidente esecutivo e amministratore delegato di Api aprendo una fase di realizzazione di importanti opere infrastrutturali, che hanno consentito alla società di incrementare il proprio livello produttivo e commerciale, estendendo le attività anche in tutti gli altri settori commerciali del petrolio.
Nel 1977 prese le redini del Gruppo, alla morte del fondatore Ferdinando Peretti ed assunse la carica di presidente ed amministratore delegato della Anonima Petroli Italiana. Nel 1978 la nomina a Cavaliere del Lavoro. Negli ultimi anni Aldo Brachetti Peretti aveva passato alla generazione successiva della famiglia la guida operativa del Gruppo, che oggi rappresenta la più grande azienda privata italiana del settore dei carburanti, con circa 4600 distributori a marchio IP.
Il sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, ha contattato i familiari per porgere le condoglianze personali, dell’Amministrazione comunale e di tutta la città. "Aldo Maria Brachetti Peretti – ha detto – è stato un assoluto protagonista del mondo economico finanziario italiano e mondiale e ha lasciato un segno indelebile anche sul territorio, sostenendo alcune nostre iniziative, non ultima la Biennale dell’Umorismo e soprattutto investendo nella propria cantina, considerata non solo dagli esperti, una vera eccellenza nel panorama vitivinicolo nazionale e realizzando uno dei primi impianti a energia solare".
"Era per noi tutti una abitudine, divenuta familiare, nei fine settimana sentirlo sorvolare con il proprio elicottero la nostra città, prima di atterrare al Casone. Lo ricorderemo per le sue doti di vero capitano d’azienda e per come lo avevo conosciuto era per me un vero Cavaliere di altri tempi".
Aveva scelto due pandori come insolito nascondiglio per la droga, ma il suo comportamento non è sfuggito ai carabinieri. Un uomo di 56 anni, residente ad Ascoli Piceno, è stato arrestato lo scorso 23 dicembre con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Erano circa le 17:30 quando i militari del nucleo radiomobile hanno notato l’uomo scendere da un autobus proveniente da Roma e dirigersi con fare guardingo verso uno scooter parcheggiato nelle vicinanze. I carabinieri, che lo conoscevano già per precedenti specifici legati allo spaccio, hanno deciso di fermarlo per un controllo.
Durante l’intervento, il 56enne ha consegnato spontaneamente un contenitore di plastica con due bustine a forma di goccia contenenti cocaina ed eroina, entrambe in quantità inferiori al grammo. L’uomo è stato quindi accompagnato in caserma per ulteriori accertamenti.
La perquisizione della busta della spesa che portava con sé ha riservato la scoperta più rilevante: all’interno c’erano due pandori sigillati che, una volta aperti, nascondevano quattro panetti di cocaina avvolti nel cellophane, per un peso complessivo superiore ai 200 grammi.
I controlli sono poi proseguiti nell’abitazione dell’uomo, dove i carabinieri hanno rinvenuto altri cinque panetti di hashish per un totale di circa 51 grammi, oltre a 130 grammi di sostanza da taglio.
Tutto il materiale è stato sequestrato e il 56enne è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio. La mattina della vigilia di Natale l’uomo è comparso davanti al giudice per la convalida dell’arresto: per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari, con la possibilità di uscire di casa tre volte alla settimana per fare la spesa. Il processo per direttissima proseguirà a metà gennaio.
Un intervento particolarmente delicato ha impegnato nella notte i vigili del fuoco di Fermo insieme al personale sanitario del Pronto soccorso dell’ospedale Murri. Era da poco passata la mezzanotte quando dal nosocomio è partita la richiesta di supporto al 115 per aiutare un ragazzo con un anello rimasto bloccato al dito indice.
In situazioni analoghe, quando l’anello è realizzato in oro, argento o metalli più morbidi, i sanitari riescono generalmente a intervenire in autonomia. In questo caso, però, si trattava di un anello in acciaio, materiale decisamente più resistente, che aveva provocato un gonfiore del dito, rendendo impossibile la rimozione con le tecniche tradizionali.
È stato quindi necessario l’intervento dei pompieri, che insieme ai sanitari hanno operato con estrema cautela, proteggendo la pelle del giovane con uno schermo metallico. L’anello è stato infine tagliato utilizzando una piccola mola elettrica, in un’operazione precisa e millimetrica, portata a termine senza complicazioni grazie alla professionalità del personale coinvolto.
La nottata dei vigili del fuoco non si è però conclusa in ospedale. Poco dopo, la stessa squadra è stata chiamata a intervenire a Porto Sant’Elpidio, per un’auto finita fuori strada lungo strada San Filippo, poco prima dell’una. A bordo del veicolo c’erano tre ragazzi, rimasti fortunatamente illesi. L’auto, dopo l’uscita di strada, si era inclinata leggermente su un lato e i vigili del fuoco hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area.
Un uomo di 54 anni è rimasto ferito da un accoltellamento nella notte ad Ancona, nella zona di viale della Vittoria. L’episodio si è verificato nelle prime ore del mattino, intorno alle 5, all’interno di un palazzo.
Il ferito, residente ad Ancona, si trovava in casa insieme alla fidanzata. Secondo una prima ricostruzione, l’aggressione sarebbe avvenuta sul pianerottolo davanti all’abitazione, dove l’uomo è stato colpito all’addome e a un braccio. Subito soccorso, è stato trasportato in ospedale e sottoposto a un intervento chirurgico. Le sue condizioni sono considerate serie, ma non sarebbe in pericolo di vita; la prognosi resta riservata.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, supportati dalla Scientifica dell’Arma, che hanno avviato le indagini per chiarire la dinamica dei fatti. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori, anche quella che l’episodio possa essere maturato in un contesto legato agli stupefacenti.
Nel pomeriggio i carabinieri hanno rintracciato e fermato un 50enne, senza fissa dimora e originario della Puglia, ritenuto indiziato del delitto. L’uomo, accusato di tentato omicidio, è stato successivamente trasferito nel carcere di Montacuto, ad Ancona.
Le forze dell’ordine stanno ora ricostruendo nel dettaglio la vicenda per definire con precisione il movente dell’aggressione e il ruolo dei soggetti coinvolti.
Un’auto parcheggiata ha preso fuoco ieri pomeriggio a San Severino, mobilitando i vigili del fuoco. L’allarme è scattato intorno alle 18.30 in via Clemente Orlandi, dove una Mercedes Classe A, regolarmente in sosta, è stata improvvisamente avvolta dalle fiamme per cause ancora in corso di accertamento.
L’intervento dei soccorsi è stato tempestivo: sul posto sono arrivati i vigili del fuoco con una squadra di Tolentino, supportata da un’autobotte partita da Macerata, che hanno lavorato per spegnere l’incendio e mettere in sicurezza l’area.
Al momento non sono ancora note le cause che hanno provocato il rogo. Secondo le prime informazioni, tuttavia, sarebbe esclusa l’ipotesi dolosa. Sono in corso ulteriori verifiche per chiarire l’origine dell’incendio.
In concomitanza delle festività, il Comando Provinciale di Macerata ha disposto un articolato dispositivo di prevenzione finalizzato a garantire sicurezza e legalità, con particolare attenzione al contrasto dei reati predatori, allo spaccio e all’uso di sostanze stupefacenti, attraverso numerosi servizi di controllo del territorio.
Il dispositivo ha interessato diversi centri abitati della provincia e le principali arterie stradali, con posti di controllo mirati in prossimità di obiettivi sensibili e verifiche presso esercizi pubblici e luoghi di maggiore aggregazione giovanile.
L’intensa attività di controllo ha consentito di ottenere risultati operativi significativi. Un 35enne italiano residente a Montecassiano è stato fermato mentre era alla guida della propria autovettura ed è risultato positivo all’alcol test con un tasso di 1,48 g/l. Per l’uomo è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria, il ritiro della patente e l’affidamento del veicolo a persona idonea.
Analogo provvedimento è stato adottato nei confronti di un 46enne italiano residente a Treia, già noto alle Forze dell’Ordine, fermato in orario notturno mentre si trovava alla guida della propria auto. Anche in questo caso l’alcol test ha dato esito positivo, con un tasso pari a 1,45 g/l, determinando la denuncia all’A.G., il ritiro della patente e l’affidamento del veicolo.
I Carabinieri della Stazione di Potenza Picena, durante un posto di controllo lungo la statale Regina, hanno fermato un’autovettura con a bordo due giovani uomini, apparsi da subito particolarmente agitati. L’atteggiamento sospetto ha spinto i militari ad approfondire i controlli, accertando che il conducente, un cittadino marocchino di 31 anni residente a San Severino Marche, già noto alle Forze dell’Ordine, sottoposto ad accertamenti clinici, è risultato positivo ai cannabinoidi. Nei suoi confronti è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria, il ritiro immediato della patente di guida e l’affidamento del veicolo a persona idonea. Il passeggero, un 26enne italiano, anch’egli residente a San Severino Marche, è stato invece trovato in possesso di circa un grammo di hashish, occultato in una tasca della giacca. Il giovane è stato segnalato alla Prefettura di Macerata come assuntore di sostanze stupefacenti, mentre la droga è stata sottoposta a sequestro.
Nel centro abitato di Tolentino, durante un controllo all’interno di un esercizio pubblico, i Carabinieri hanno notato un soggetto che, alla loro vista, ha tentato di allontanarsi rapidamente, attirando l’attenzione dei militari. Dagli accertamenti è emersa la posizione irregolare sul territorio nazionale dell’uomo, un cittadino marocchino di 32 anni senza fissa dimora, che è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per violazione della normativa sull’ingresso e soggiorno nello Stato.
L’attività svolta conferma il costante impegno dei Carabinieri del Comando Provinciale di Macerata nel presidio del territorio e nella tutela della sicurezza dei cittadini, soprattutto in un periodo caratterizzato da maggiore afflusso e movimento come quello delle festività, garantendo una presenza concreta e rassicurante dell’Arma al servizio della collettività.
Momenti di apprensione nella serata del 26 dicembre presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Macerata. Un guasto all’impianto di riscaldamento ha fatto scattare l’allarme, richiedendo l’intervento urgente dei Vigili del Fuoco del comando di Macerata.
Secondo le prime ricostruzioni, l’emergenza è stata causata dalle esalazioni di monossido di carbonio sprigionatesi a seguito della rottura di una vecchia canna fumaria a servizio dello stabile. I fumi di combustione, anziché essere convogliati all'esterno, sono filtrati all'interno della struttura.
I Vigili del Fuoco, giunti prontamente sul posto, hanno effettuato i rilievi tecnici, constatando effettivamente la presenza di valori di gas fuori norma all'interno dei locali della caserma.
A farne le spese è stato un militare in servizio presso la Centrale Operativa. Il carabiniere, dopo aver avvertito i primi sintomi dell'esalazione, è stato costretto a ricorrere alle cure mediche. Fortunatamente, secondo quanto si apprende, le sue condizioni non destano preoccupazione e l'episodio si è concluso senza conseguenze di rilievo per la salute.
La situazione è attualmente sotto controllo, ma la soglia di attenzione resta alta. Per la giornata odierna sono stati già pianificati nuovi sopralluoghi tecnici. Squadre specializzate dei Vigili del Fuoco e ingegneri della Provincia effettueranno verifiche approfondite sulla tenuta dell'impianto e sulla stabilità della canna fumaria.
Nel tardo pomeriggio di oggi, intorno alle ore 17, si è verificato un incidente stradale a Porto Potenza, lungo la statale Adriatica.
Per cause ancora in fase di accertamento, una donna alla guida di una Fiat Panda, che procedeva in direzione Civitanova, ha perso il controllo del veicolo andando a collidere contro una Volkswagen Golf parcheggiata lungo la carreggiata. L’impatto è avvenuto nei pressi del distributore Agip.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e la polizia locale, che ha effettuato i rilievi necessari per chiarire la dinamica dello scontro.
La conducente della Panda è stata soccorso sul posto e successivamente trasportata all’ospedale di Civitanova per ulteriori accertamenti sanitari. Le sue condizioni non sono state rese note.
La polizia locale è al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
Giornata complicata per la viabilità lungo il tratto piceno dell’autostrada A14. Anche alla vigilia di Natale, la principale arteria adriatica è stata teatro di un incidente che ha causato forti rallentamenti e disagi alla circolazione.
Il sinistro si è verificato poco dopo le 11.30, nel territorio comunale di Grottammare, in direzione sud, all’altezza del casello autostradale. Secondo le prime ricostruzioni, si è trattato di un tamponamento che ha coinvolto quattro autovetture, avvenuto al chilometro 301 dell’A14.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118, con tre ambulanze, e una squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di San Benedetto del Tronto, che ha collaborato alle operazioni di soccorso e ha provveduto alla messa in sicurezza dei mezzi coinvolti e dell’intera area interessata. A coordinare gli interventi la polizia autostradale della sottosezione di Porto San Giorgio.
Per consentire i soccorsi, il traffico in direzione Taranto è stato temporaneamente chiuso, causando pesanti ripercussioni sulla viabilità. Si sono formate code fino a tre chilometri, con il traffico diretto a sud praticamente paralizzato per diversi minuti.
Le persone coinvolte sarebbero almeno tre, ma fortunatamente, secondo quanto emerso, nessuna risulterebbe in gravi condizioni. Dopo le operazioni di soccorso e la rimozione dei veicoli, la situazione è progressivamente tornata alla normalità.
L’episodio riaccende l’attenzione sulla sicurezza stradale, soprattutto in un periodo di intenso traffico festivo, quando l’aumento dei veicoli in circolazione rende più elevato il rischio di incidenti.
Civitanova Marche – Notte movimentata in una nota discoteca della città, dove l’intervento dei Carabinieri ha portato all’arresto in flagranza di due giovani accusati di furti con strappo ai danni di alcuni frequentatori del locale.
I militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Civitanova Marche, impegnati nel servizio notturno di controllo del territorio, sono intervenuti intorno alle 4 dopo la segnalazione di due episodi di scippo avvenuti all’interno della discoteca. I presunti autori, un 25enne di origine marocchina e un 26enne italiano, entrambi residenti a Genova e già noti alle forze di polizia, erano stati nel frattempo individuati e fermati dagli addetti alla sicurezza.
Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, i due avrebbero agito seguendo un modus operandi ormai consolidato: approfittando della confusione della serata, si sarebbero avvicinati alle vittime strappando dal collo due collane d’oro, per un valore complessivo stimato in circa 6.000 euro.
In uno dei due episodi, la vittima, accortasi immediatamente del furto, ha tentato di bloccare uno dei malviventi, che per garantirsi la fuga lo avrebbe colpito con calci e pugni, trasformando il furto in rapina impropria.
Grazie alle testimonianze di alcuni presenti e al tempestivo intervento del personale di sicurezza del locale, i due sospettati sono stati rintracciati e fermati all’esterno della discoteca, in attesa dell’arrivo dei Carabinieri. I militari, dopo aver raccolto le testimonianze e svolto gli accertamenti di rito, li hanno condotti presso gli uffici della Compagnia di Civitanova Marche.
Al termine delle formalità, i due giovani sono stati arrestati: uno con l’accusa di furto con strappo, l’altro per rapina impropria. Entrambi sono ora in attesa dell’udienza di convalida. Le collane sottratte sono state recuperate e restituite ai legittimi proprietari.
Si è spento all’età di 93 anni, a Montelupone, l’ingegnere Paolo Bontempi, figura simbolo della storica azienda Bontempi, marchio che ha segnato in modo indelebile la storia degli strumenti musicali, soprattutto nella loro versione “giocattolo”. Con la sua visione imprenditoriale e culturale, Bontempi ha portato la musica nelle case di milioni di bambini in tutto il mondo, trasformando un’idea semplice in un fenomeno internazionale.
L’azienda Bontempi nasce nel 1937 da un’intuizione del padre Egisto, che avviò una piccola bottega artigiana dedicata alla produzione di fisarmoniche. Fu però Paolo a compiere il salto decisivo, trasformando quell’attività familiare in una vera industria capace di affermarsi sui mercati internazionali. Ingegnere di formazione, seppe coniugare competenze tecniche e spirito innovativo, intuendo prima di altri il valore educativo della musica come strumento di crescita per i più piccoli.
Sotto la sua guida, la Bontempi divenne l’unica azienda al mondo ad aver riprodotto praticamente tutti gli strumenti musicali esistenti in versione giocattolo. Un primato che si affiancò a collaborazioni prestigiose: storico il contratto esclusivo con la Walt Disney per la riproduzione di personaggi iconici come Mickey Mouse, seguito da importanti licenze europee, tra cui Warner Bros e Barbie.
Tra i prodotti simbolo dell’azienda resta la celebre tastierina Bontempi, uno dei giocattoli musicali più venduti di sempre. Nata inizialmente come strumento ad aria, dotato di un piccolo motorino che faceva vibrare lamelle metalliche, si evolse nel tempo fino a diventare elettronica, anticipando le tendenze del mercato e rendendo la musica ancora più accessibile.
A ricordare la figura di Paolo Bontempi è stata anche la sindaca di Potenza Picena, Noemi Tartabini, che sui social ha sottolineato come la sua scomparsa, avvenuta a ridosso del Natale, assuma un valore simbolico particolare:
«Per decenni – ha scritto – i suoi strumenti hanno trovato posto sotto l’albero di migliaia di bambini, accendendo la passione per la musica. Imprenditore lungimirante, ha trasformato la bottega di famiglia in una grande azienda grazie a quel “metodo Bontempi” che ha avvicinato i più piccoli al linguaggio delle note».
Grazie al suo lavoro, Potenza Picena è diventata un centro produttivo e culturale di eccellenza nel panorama musicale. Un contributo riconosciuto anche nel 2023, quando a Paolo Bontempi fu conferito il Premio Mugellini, una delle sue ultime apparizioni pubbliche. Alla famiglia e ai suoi cari sono giunte le condoglianze dell’intera comunità.