"Terrorizza il boato dei missili: non puoi fare nulla". Il racconto della civitanovese Marie Solange a Dubai (FOTO e VIDEO)
La massiccia offensiva di droni e missili balistici, inserita nella nuova fase di escalation della crisi mediorientale che vede coinvolti Washington e Tel Aviv, ha trasformato i cieli degli Emirati in un fronte operativo di intercettazioni, incrinando l’immagine di Dubai come ‘metropoli intoccabile’. Nonostante l'efficacia dei sistemi di difesa aerea, che hanno neutralizzato la stragrande maggioranza delle minacce, l’impatto simbolico è profondo. La sospensione dei voli all'aeroporto internazionale (DXB), la chiusura temporanea degli spazi aerei e i detriti caduti in aree iconiche come Palm Jumeirah e nei pressi del Burj Khalifa hanno introdotto una variabile di rischio inedita per i residenti e per gli italiani che vivono a Dubai.
Tra questi, abbiamo contattato Marie Solange De Luca, originaria di Civitanova, che lavora come agente immobiliare: “Mi sono trasferita a Dubai a gennaio. Non ci saremmo mai aspettati una situazione del genere. Quando arrivi qui, la prima cosa che percepisci è la sicurezza: puoi correre alle due di notte senza che nessuno ti disturbi, lasciare la borsa in un centro commerciale e ritrovarla esattamente dove l’avevi lasciata”.

Proprio questo senso di protezione assoluta, pilastro del sistema emiratino, ha reso lo shock ancora più profondo quando la difesa aerea ha iniziato a intercettare i primi vettori sopra i grattacieli: “La sicurezza è sempre stata il segno distintivo di questa città, per questo siamo rimasti tutti molto sorpresi. Quando abbiamo sentito i boati dei missili ero al quindicesimo piano del mio appartamento. Ci hanno detto di stare lontani dalle finestre e di scendere ai piani inferiori”.
Il timore ha lasciato subito spazio alla necessità di condividere il momento: “Ho deciso di raggiungere alcuni amici in un locale al piano terra per capire insieme cosa fare. Durante la serata abbiamo sentito altri due boati. I cellulari hanno iniziato a suonare con un allarme potente che ci invitava a metterci al riparo. Il giorno seguente altri boati, e ancora oggi altri”.

La situazione è critica soprattutto per chi si trova a Dubai in vacanza: “Per far fronte al blocco dei voli, le autorità e le strutture ricettive hanno attivato misure straordinarie; tutti gli hotel sono stati estesi gratuitamente per i turisti che non riescono a rientrare. Nel frattempo, si scatena la caccia a una via d'uscita: molti provano a raggiungere l'Oman via terra per tentare di imbarcarsi su un volo da lì, ma i prezzi sono diventati esorbitanti e attraversare i confini sta diventando sempre più difficile. Anche la strada dei voli privati viene tentata da molti, ma regna l'incertezza sulla reale fattibilità delle partenze”.
Oggi la città vive sospesa in un dualismo psicologico: da una parte la fiducia nelle autorità, dall’altra una paura di sottofondo dovuta a un senso d'indeterminatezza: “L’atmosfera è contrastante. Molti sono fiduciosi nel controllo che Dubai ha, ma c’è forte incertezza: le strade sono più vuote, molti lavorano da remoto. Quando si sentono gli aerei, le persone alzano lo sguardo al cielo”.
Nonostante la tensione, al momento, la comunità internazionale sembra voler rimanere: “Tra i miei contatti, nessuno al momento ha intenzione di tornare nel proprio Paese. Io osserverò come evolverà la situazione: per ora lavoro da remoto e monitoro le notizie”.



pioggia leggera (MC)
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