Momenti di forte tensione questa mattina in via Buozzi, a Civitanova, dove una donna è stata salvata dai Carabinieri dopo aver tentato di togliersi la vita.
L’allarme è scattato quando alcuni passanti, notandola in evidente difficoltà, hanno contattato la Centrale Operativa della Compagnia dei Carabinieri di Civitanova Marche. In pochi minuti sul posto è arrivata una pattuglia del Nucleo Radiomobile.
I militari, giunti davanti al condominio segnalato, hanno visto la donna seduta sul davanzale di una finestra al terzo piano, con le gambe nel vuoto e l’intenzione di compiere un gesto estremo. A quel punto sono saliti rapidamente al piano e, grazie alla collaborazione di una coinquilina, sono riusciti a entrare nell’appartamento.
È stato un intervento delicatissimo: uno dei Carabinieri si è avvicinato con prontezza e sangue freddo, riuscendo ad afferrarla per le spalle e a tirarla all’interno, mettendola in sicurezza ed evitando conseguenze drammatiche.Subito dopo è stato richiesto l’intervento del 118: la donna è stata affidata ai sanitari per le cure e gli accertamenti necessari.
Controlli a tappeto dei Carabinieri: denunce e sequestri nel Maceratese. Un articolato servizio di controllo del territorio è stato effettuato nella serata di ieri dal Comando Compagnia Carabinieri di Macerata, con il supporto del Nucleo Carabinieri Cinofili di Pesaro, intervenuto con il pastore belga One, e dei militari delle Stazioni di Corridonia, Cingoli, Appignano, Montecassiano e Montefano. L’operazione, finalizzata alla prevenzione e repressione dei reati, si è concentrata in particolare sul contrasto ai furti e allo spaccio di sostanze stupefacenti nelle aree sensibili, come parchi pubblici, zone limitrofe ai centri abitati, locali e scali ferroviari.
Nel corso delle attività sono stati predisposti numerosi posti di controllo lungo le principali arterie di accesso ai Comuni, allo scopo di intercettare veicoli sospetti e prevenire comportamenti di guida pericolosi. Proprio durante uno di questi servizi, i Carabinieri della Stazione di Corridonia hanno deferito all’autorità giudiziaria un 19enne di nazionalità albanese, senza fissa dimora, ritenuto responsabile di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Il giovane è stato sorpreso in località Passo del Bidollo mentre cedeva una dose di cocaina del peso di 0,68 grammi a un assuntore. La successiva perquisizione personale ha consentito di rinvenire 360 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, sottoposti a sequestro insieme allo stupefacente. L’acquirente della dose, un 46enne residente in provincia, è stato segnalato al Prefetto per uso personale di sostanze stupefacenti.
Nel prosieguo dei controlli, la Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Macerata ha segnalato al prefetto altre persone per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale. Una donna di 42 anni, residente in provincia, è stata controllata nel capoluogo, nei pressi di via Isonzo, ed è risultata in possesso di un frammento di hashish del peso di 1,93 grammi. In un diverso controllo, effettuato in via Caduti delle forze dell’ordine, un imprenditore di 30 anni, anch’egli residente in provincia, è stato trovato in possesso di una modesta quantità di ketamina, pari a 0,60 grammi.
Analoghi accertamenti sono stati svolti dai militari della Stazione Carabinieri di Cingoli, che hanno segnalato al prefetto un cittadino albanese di 21 anni controllato presso i Giardini Diaz di Macerata. Il giovane era in possesso di 1,20 grammi di marijuana e di uno spinello confezionato con ulteriori 0,65 grammi della stessa sostanza. Nel corso delle verifiche, all’esterno di un bar della zona, i Carabinieri hanno inoltre rinvenuto a terra uno spinello confezionato con circa un grammo di marijuana. Tutte le sostanze stupefacenti sono state sottoposte a sequestro amministrativo e prese in carico in attesa della distruzione.
Nel corso del servizio non sono mancati controlli alla circolazione stradale. La Sezione Radiomobile di Macerata ha deferito all’autorità giudiziaria un 25enne residente in provincia di Fermo per guida sotto l’influenza dell’alcol. Il giovane, fermato nel comune di Corridonia mentre era alla guida della propria autovettura, è risultato positivo all’alcol test con un tasso pari a 1,32 g/l. La patente di guida è stata immediatamente ritirata, mentre il veicolo è stato affidato a persona di fiducia.
L’operazione ha visto l’impiego complessivo di nove pattuglie e venti militari, a testimonianza della costante e capillare presenza dell’Arma sul territorio. Nel corso delle attività sono stati controllati 26 veicoli, 99 persone e otto esercizi pubblici; elevate inoltre quattro sanzioni amministrative e tre contravvenzioni per violazioni al Codice della Strada.
La comunità di San Severino Marche piange la scomparsa di don Lorenzo Lazzaroni, spentosi all’età di 65 anni. Il sacerdote, figura di grande umanità e profonda spiritualità, era ricoverato a seguito di una grave ischemia che lo aveva colpito all'inizio dell'anno e dalla quale, purtroppo, non si è più ripreso.
Nato a Zogno, in provincia di Bergamo, il 10 agosto 1960, don Lorenzo aveva intrapreso un percorso di vita peculiare prima di abbracciare la vocazione sacerdotale. Originario di Sedrina, aveva lavorato per diversi anni come infermiere presso l’ospedale di Bergamo, un’esperienza che aveva forgiato la sua naturale inclinazione alla cura del prossimo e all’ascolto dei sofferenti.
Formatosi presso il seminario regionale di Ancona, era stato ordinato presbitero il 28 agosto 1999 dall'allora arcivescovo monsignor Angelo Fagiani. Dopo aver conseguito il Dottorato in Teologia Spirituale presso la Pontificia Facoltà Teologica Teresianum, aveva servito le comunità di Crispiero e Castel Santa Maria, prima di approdare nel 2009 alla parrocchia di Cesolo, dove è rimasto per oltre quindici anni diventando un punto di riferimento insostituibile.
Oltre al suo impegno parrocchiale, don Lorenzo ha ricoperto incarichi di grande responsabilità come cappellano dell’ospedale civile settempedano “Bartolomeo Eustachio” e a quello di Camerino e, per lungo tempo, come delegato delle Confraternite cittadine.
La notizia della sua scomparsa ha destato profonda commozione in tutta la città. Il primo cittadino di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha voluto esprimere il cordoglio dell'Amministrazione e della cittadinanza: “Con la scomparsa di don Lorenzo Lazzaroni perdiamo non solo una guida spirituale attenta e generosa, ma un uomo che ha saputo coniugare la fede con un impegno civile e umano straordinario. Il suo passato da infermiere lo rendeva particolarmente sensibile al tema della salute e della sofferenza, doti che ha messo al servizio della nostra comunità e del nostro ospedale con umiltà e dedizione. La frazione di Cesolo e l'intera città di San Severino Marche si stringono attorno ai suoi familiari e all'Arcidiocesi, in particolare all’arcivescovo sua eccellenza monsignor Francesco Massara, in questo momento di profondo dolore”.
SAN SEVERINO MARCHE - Un grave incidente stradale si è verificato questa mattina, intorno alle ore 12:30, all’altezza dell’incrocio tra la strada per Cingoli e via Spogna, alle porte della frazione di Cesolo.
Per cause che sono tuttora al vaglio della Polizia Locale di San Severino Marche, intervenuta tempestivamente sul luogo del sinistro, due autovetture sono entrate in collisione. Si tratta di una Opel Corsa, condotta da un uomo di 87 anni residente in zona, e una Fiat Punto.
L’impatto è stato violento e ad avere la peggio è stato l’anziano che, dopo le prime cure prestate sul posto dai sanitari del 118, è stato trasferito d’urgenza presso l’ospedale regionale di Torrette ad Ancona in prognosi riservata.
Gli agenti della Polizia Locale, guidati dal vice commissario Adriano Bizzarri, hanno eseguito i rilievi di rito per ricostruire l’esatta dinamica dello scontro. Il conducente della Punto è stato sottoposto all’alcol test, che ha dato esito negativo.
Un aiuto fondamentale per stabilire le responsabilità e l’esatta traiettoria dei veicoli arriverà dalle immagini di una telecamera di videosorveglianza posizionata proprio in prossimità dell’incrocio, i cui filmati sono già stati acquisiti dalle autorità per le verifiche del caso.
La viabilità nel tratto interessato ha subito rallentamenti per permettere le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza della carreggiata. Sul luogo del sinistro anche i Vigili del Fuoco.
I Carabinieri del NAS di Ancona, in collaborazione con la Sezione Investigazioni Scientifiche del Reparto Operativo del Comando Provinciale, hanno identificato i due presunti autori del raid al magazzino del Servizio Farmaceutico dell’Azienda Sanitaria Territoriale di Ancona, avvenuto la notte del 24 gennaio 2024 all’ex Crass di via Cristoforo Colombo.
Si tratta di due uomini, di 55 e 49 anni, già noti alle forze dell’ordine e attualmente detenuti per furti analoghi commessi in diverse regioni italiane. La Procura di Ancona, che ha coordinato le indagini, ha emesso a loro carico l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e l’informazione di garanzia, recentemente notificati agli indagati.
Il colpo era stato pianificato nei minimi dettagli: i malviventi avevano neutralizzato il sistema di allarme, segato le sbarre anti-intrusione e infranto una finestra per entrare nei locali. Una volta all’interno, avevano razziato numerose confezioni di farmaci ad alto costo – antitumorali, gastroenterologici, dermatologici e reumatologici – per un valore stimato di circa 700 mila euro.
Il furto era stato scoperto dai primi dipendenti giunti sul posto, che avevano subito dato l’allarme. I Carabinieri del NAS, giunti sul luogo, avevano rinvenuto diversi arnesi da scasso abbandonati dai malviventi e avevano richiesto l’intervento della Sezione Investigazioni Scientifiche.
I rilievi tecnico-scientifici si sono rivelati determinanti: le tracce biologiche lasciate sugli attrezzi abbandonati sono state analizzate dal Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Roma, consentendo di isolare i profili genetici dei due indagati, ora a rischio processo.
(Foto Ansa)
Un altro avvistamento di lupo (Canis lupus Linnaeus) nelle vicinanze di Recanati ha destato grande attenzione tra i residenti e le autorità locali. Nella mattinata di oggi, precisamente in via Bettini zona Fonti San Lorenzo, una residente ha immortalato con il proprio smartphone quello che sembra essere un esemplare di lupo che si aggirava tra i cassonetti e le auto parcheggiate. L’animale, apparso non molto in carne, ha sorpreso i passanti e suscitato preoccupazione per la sua vicinanza a un’area abitata.
Secondo gli esperti, il ritorno del lupo nelle aree collinari e appenniniche non è una novità, ma un fenomeno ormai consolidato. L’animale predatore, che in passato viveva principalmente nelle zone montuose, si sta adattando sempre più a spostamenti verso le aree urbane, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità o durante le ore notturne, quando ricerca cibo.
Le autorità locali, così come i Carabinieri Forestali, hanno rassicurato la cittadinanza, sottolineando che il lupo è un animale schivo e che tende naturalmente ad evitare il contatto diretto con l'uomo. Nonostante ciò, è fondamentale adottare alcune precauzioni. Si raccomanda ai residenti di non avvicinarsi all'animale, di non lasciare cibo incustodito nelle vicinanze delle abitazioni e di segnalare prontamente qualsiasi avvistamento alle forze dell’ordine per monitorare l’attività faunistica e prevenire situazioni di potenziale pericolo.
Questo episodio non è isolato: si tratta del secondo avvistamento di lupo nel centro abitato di Recanati. Il mese scorso, infatti, un esemplare era stato avvistato nei pressi del Colle dell'Infinito, aggirandosi tra la vegetazione, un segno che conferma la capacità del lupo di adattarsi agli ambienti modificati dall'uomo, spingendosi sempre più lontano dai rilievi montuosi per muoversi lungo i corridoi ecologici delle zone antropizzate.
Un appartamento trasformato in una vera e propria centrale logistica per il confezionamento e la vendita di stupefacenti. È quanto scoperto dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Civitanova Marche nell'ambito di un'operazione antidroga che ha portato al sequestro di oltre mezzo chilo di sostanze e all'arresto di quattro persone.
L'operazione è scattata in seguito a un normale controllo su strada, durante il quale i finanzieri hanno fermato un giovane italiano trovato in possesso di una modica quantità di hashish. Il sospetto che il ragazzo potesse nascondere un quantitativo maggiore ha spinto i militari ad approfondire gli accertamenti, estendendo la perquisizione all'abitazione in uso al giovane. All'interno dell'appartamento, i finanzieri hanno trovato altri tre coetanei: due italiani e un cittadino albanese.
Grazie al supporto determinante dell'unità cinofila, i militari sono riusciti a scovare la droga abilmente occultata in varie pertinenze della casa. Il fiuto dei cani antidroga ha permesso di rinvenire un consistente assortimento di sostanze: 125,40 grammi di cocaina, 480,50 grammi di hashish e 4,50 grammi di marijuana. Secondo quanto appurato dagli uomini delle Fiamme Gialle, l'abitazione fungeva da vera e propria "base di spaccio". La maggior parte della sostanza era infatti già suddivisa in dosi e pronta per la minuta vendita agli avventori della zona.
Oltre allo stupefacente, i finanzieri hanno sequestrato 785 euro in contanti, ritenuti il profitto dell'attività illecita. Per i quattro ragazzi sono scattati immediatamente gli arresti domiciliari, ferma restando la presunzione di innocenza fino a compiuto accertamento delle responsabilità. L’operazione si inserisce in un più ampio dispositivo di controllo del territorio, rafforzato in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, volto a contrastare un fenomeno dalla forte pericolosità socio-economica lungo la costa maceratese.
Nuova scossa di terremoto nel pomeriggio nell'entroterra maceratese. Alle 16:50 l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato un evento sismico di magnitudo 3.3, con una profondità di circa 23 chilometri ed epicentro nel territorio comunale di Sant’Angelo in Pontano.
La zona era già stata interessata nei giorni scorsi da un altro sciame sismico: lo scorso 5 gennaio, infatti, era stato registrato un terremoto di magnitudo 3.8 (leggi qui). Anche nella mattinata di oggi, alle 9:55, l’Ingv aveva rilevato un evento più lieve, di magnitudo 2.1, sempre nell’area dell'Alto Maceratese. La scossa è stata avvertita dalla popolazione, ma al momento non risultano segnalazioni di danni a persone o cose.
Civitanova Marche – I Carabinieri della Stazione di Civitanova Marche hanno denunciato un uomo di 35 anni, originario della provincia di Caserta e già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile dei reati di usurpazione di funzioni pubbliche e truffa.
L’indagine ha preso avvio dalla denuncia di una donna di 77 anni, residente a Civitanova Marche, che ha raccontato di essere stata contattata telefonicamente da un uomo che si era qualificato falsamente come appartenente all’Arma dei Carabinieri. L’uomo aveva riferito alla vittima di un presunto ingente furto di denaro e gioielli in oro.
Pochi minuti dopo, il sedicente militare si è presentato a casa della donna, che, fidandosi della sua falsa identità, lo ha fatto entrare. Solo dopo l’allontanamento dell’uomo, l’anziana si è accorta della sottrazione di 200 euro in contanti e di monili in oro per un valore complessivo di circa 1.000 euro.
Grazie agli accertamenti dei Carabinieri, il presunto responsabile è stato identificato e denunciato all’autorità giudiziaria competente.
L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito, in particolare alle persone anziane, a diffidare di chiunque si presenti telefonicamente o di persona come appartenente alle forze dell’ordine o a enti pubblici, chiedendo denaro o oggetti di valore, e a segnalare immediatamente situazioni sospette chiamando il 112.
Macerata – I Carabinieri della Compagnia di Macerata hanno denunciato in stato di libertà una donna di 44 anni, di origine cubana, residente in città e già nota alle forze dell’ordine, per il reato di furto aggravato.
L’episodio si è verificato nella mattinata di ieri all’interno di un supermercato del capoluogo. Due donne sono state sorprese dal direttore dell’esercizio commerciale subito dopo aver oltrepassato le casse con diversi generi alimentari nascosti nel carrello e non pagati, per poi allontanarsi rapidamente.
Allertati dal personale del supermercato, i militari del N.O.R. – Sezione Radiomobile – sono intervenuti immediatamente e hanno avviato le ricerche nelle aree limitrofe. Poco dopo, una delle due donne è stata rintracciata. In un primo momento, senza giustificato motivo, non ha fornito i documenti di identità, rendendo necessario procedere alla sua identificazione tramite rilievi foto-segnaletici.
Durante il controllo, la donna è stata trovata in possesso di parte della refurtiva, costituita da generi alimentari per un valore complessivo di circa 80 euro. La merce recuperata è stata restituita al responsabile del supermercato, che ha successivamente sporto formale denuncia-querela.
Sono in corso ulteriori accertamenti per risalire all’identità della seconda donna coinvolta nel furto.
Domenica 18 gennaio il porto di Ancona accoglierà la nave Ong Solidaire, con attracco previsto alle ore 8 alla banchina 19. A bordo dell’imbarcazione umanitaria, gestita dall’omonima organizzazione non governativa, ci sono 26 persone salvate in mare.
A renderlo noto è la Prefettura di Ancona, che coordinerà le operazioni di accoglienza. Lo sbarco di domenica sarà il primo del 2026 per navi umanitarie nel porto dorico.
Non è la prima volta che la Solidaire attracca ad Ancona: l’imbarcazione era giunta al porto anche il 22 agosto scorso, con naufraghi salvati in acque internazionali.
La Prefettura assicura che la macchina dell’accoglienza sarà pienamente operativa per garantire sicurezza e supporto ai migranti durante le operazioni di sbarco.
La comunità di Mogliano piange la scomparsa di Nelly Luchetti, stimata e conosciuta da tutti per il suo impegno civile e culturale. Prima di andare in pensione, Luchetti ha lavorato nel settore scolastico, lasciando un segno importante nelle generazioni di studenti con cui è entrata in contatto.
Da sempre animata da grande spirito d’iniziativa, Nelly Luchetti aveva ideato, trent’anni fa, lo spettacolo canoro “Mogliano Canta”, inizialmente noto come “Zucca d’Oro”. Ha continuato a guidarlo con passione fino allo scorso anno, coinvolgendo generazioni di cittadini in un evento che è diventato un vero punto di riferimento per la vita culturale della cittadina.
Oltre al celebre spettacolo, Nelly organizzava gruppi mascherati e altre manifestazioni artistiche, capaci di aggregare moltissimi moglianesi di ogni età e di mantenere vivo il senso di comunità.
I funerali si terranno venerdì, 16 gennaio, alle ore 14:30, nella chiesa di Santa Maria di Piazza a Mogliano.
A Fano due minorenni di nazionalità tunisina, ospitati in una comunità dell'entroterra, sono stati arrestati per una rapina aggravata ai danni di un'anziana donna di origine ucraina. L'operazione è stata condotta in stretta collaborazione tra polizia di Stato e carabinieri.
La rapina è avvenuta nel centro storico, nei pressi del Pincio, in via della Mandria, dove la vittima è stata aggredita da uno dei due ragazzi mentre l'altro fungeva da palo, scaraventandola a terra. La donna ha immediatamente contattato la polizia, che ha allertato anche i carabinieri. Grazie all’azione congiunta delle forze dell’ordine, i due giovani sono stati rintracciati poco dopo nei pressi del Duomo, dando inizio a un inseguimento che ha visto la polizia e i militari dell'Arma bloccare uno dei rapinatori all’altezza del comando della polizia locale e l’altro in via Rinalducci.
Durante l’operazione è stata recuperata la refurtiva, tra cui borsa e cellulare, gettata dai due fuggitivi, mentre i contanti - per un totale di 45 euro - sono stati trovati addosso al secondo arrestato. Dopo l’arresto, i due minorenni sono stati condotti al centro di prima accoglienza di Ancona, a disposizione dell'autorità giudiziaria. La donna aggredita ha riportato la frattura del polso e un trauma commotivo, con una prognosi di 35 giorni.
(fonte Ansa)
Doppio intervento questo pomeriggio, intono alle 14:30, lungo la superstrada nel tratto che attraversa il territorio di Corridonia, direzione Foligno. Due episodi distinti, avvenuti nella stessa zona ma non collegati tra loro, hanno richiesto l’intervento dei soccorsi e delle forze dell’ordine.
Il primo episodio ha riguardato un’auto alimentata a gasolio che ha preso fuoco mentre era in marcia. Il conducente, accortosi tempestivamente delle fiamme, è riuscito ad accostare e a parcheggiare il veicolo in una piazzola di sosta, uscendo dall’abitacolo e mettendosi in salvo prima che l’incendio si propagasse. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco, che hanno domato le fiamme e messo in sicurezza l’area. Fortunatamente non si registrano feriti.
Successivamente, nello stesso tratto di superstrada, si è verificato un incidente stradale che ha coinvolto, invece, tre autovetture e un furgone. Nell’impatto sono rimaste ferite due persone, un uomo e una donna. Entrambi sono stati soccorsi dal personale sanitario del 118: la donna è stata trasportata all’ospedale regionale di Torrette, mentre l’uomo all’ospedale di Macerata.
La polizia stradale è intervenuta per i rilievi e la gestione della viabilità, che ha subito rallentamenti durante le operazioni di soccorso e messa in sicurezza. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.
Dopo circa due ore dal sinistro, la circolazione stradale è ripresa a una sola corsia.
Sette anni di reati legati allo spaccio alle spalle e un conto con la giustizia che, nel pomeriggio di ieri, è arrivato alla resa dei conti finale. Gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Macerata hanno rintracciato e arrestato un trentenne di origini albanesi, pluripregiudicato e residente in città, dando esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dall’ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata.
L’operazione scaturisce da un provvedimento di cumulo di pene che raccoglie una serie di condanne accumulate dall’uomo a partire dal 2018. In questi sette anni, il trentenne è stato protagonista di numerosi episodi legati al traffico di sostanze stupefacenti, venendo trovato in più occasioni in possesso di diversi quantitativi di droga pronti per essere immessi sul mercato locale. Una reiterazione del reato che ha spinto l'autorità giudiziaria a unificare le sentenze in un unico provvedimento restrittivo.
Dopo le formalità di rito espletate presso gli uffici della Questura, gli agenti della Polizia di Stato hanno condotto l'uomo presso la casa circondariale di Fermo. Qui dovrà scontare una pena definitiva di 2 anni e 8 mesi di reclusione.
La città di San Severino Marche piange la perdita di Pierino Verbenesi, scomparso all'età di 86 anni. Con lui se ne va un protagonista della vita pubblica settempedana degli ultimi decenni, un uomo che ha saputo coniugare l'impegno per la comunità a una dedizione instancabile verso il tessuto sociale ed associativo del territorio.
Già presidente dell’Associazione Attività Produttive, Verbenesi è stato l’anima e il motore di iniziative che hanno segnato la storia di San Severino Marche. Insieme ad altri fu il promotore e l’instancabile organizzatore della Mostra mercato delle attività produttive, del prestigioso Gran Galà della Moda e del Mercatino dell'antiquariato, eventi che hanno dato lustro e visibilità alle eccellenze locali.
Il suo straordinario impegno professionale gli valse la nomina a Cavaliere del Lavoro, onorificenza conferitagli dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Sempre attento ai valori della memoria e dell'identità, Verbenesi era stato presidente e fondatore della sezione locale "Ludovico Censi" dell’Associazione Nazionale Arma di Cavalleria e membro del consiglio direttivo della federazione maceratese dell’Associazione Combattenti e Reduci. Fu proprio da una sua proposta, accolta prontamente dall'amministrazione comunale, che nacque l’iniziativa di intitolare il piazzale della stazione ferroviaria alla memoria dell'imprenditore Oliviero Grandinetti.
Il suo contributo è stato fondamentale anche all'interno delle organizzazioni di categoria: fece parte del direttivo di Confartigianato Imprese Macerata, Ascoli Piceno e Fermo e ricoprì il ruolo di vicepresidente dell’Anap Associazione Nazionale Artigiani Pensionati, dalla quale ricevette numerosi riconoscimenti per la sua costante collaborazione.
La città di San Severino ricorda “Pierino”, così era da tutti conosciuto, come membro storico del gruppo teatrale "L'Alternativa". Amava calcare le scene con la sua ironia nelle commedie in dialetto settempedano, portando sorrisi e valorizzando le tradizioni locali.
Il sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, a nome di tutta l’Amministrazione comunale, ha espresso il proprio dolore: "Con Pierino Verbenesi perdiamo un pezzo importante della nostra storia recente. La sua dedizione al mondo delle associazione e il suo amore per San Severino Marche, dimostrati in ogni progetto di cui ha fatto parte, resteranno un esempio per tutti. Ci stringiamo con affetto alla famiglia in questo momento di profondo dolore".
Pierino Verbenesi lascia il fratello Dovilio, le cognate Enrica e Lidia, e i nipoti Catia, Fabio e Renato. La camera ardente è stata allestita presso la sala del commiato "Il Tempio degli Angeli" in via D'Alessandro. Le esequie avranno luogo venerdì 16 gennaio, alle ore 15, nella chiesa di San Domenico.
Incidente sul lavoro nella mattinata di oggi all'interno del cantiere per la ricostruzione dell’ospedale di Tolentino. Erano da poco passate le 9:30 quando un operaio di 48 anni, originario del Barese, è rimasto ferito in seguito a una caduta da un’impalcatura posta a diversi metri di altezza.
Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, l’uomo sarebbe precipitato mentre stava lavorando all’interno dell’area di cantiere. Sul posto sono arrivati rapidamente i sanitari del 118, che hanno provveduto a stabilizzare il ferito prima di predisporre il trasferimento. L'operaio è stato quindi condotto in ambulanza allo stadio della Vittoria, dove è atterrata l’eliambulanza, che lo ha trasferito d'urgenza all’ospedale regionale Torrette di Ancona.
Nel cantiere sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Tolentino e il personale dello Spsal (Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro), incaricati di effettuare gli accertamenti necessari per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza.
L’episodio riaccende l'attenzione sul tema della sicurezza nei cantieri, soltanto a due giorni fa risale un altro incidente avvenuto nel cantiere del nuovo ponte di Piediripa sul fiume Chienti (leggi qui).
Civitanova Marche punta sull’intelligenza artificiale: via libera al nuovo sistema di sicurezza urbana. Con una determina dirigenziale firmata il 29 dicembre 2025, il Comune ha dato il via libera a un investimento strategico di quasi 70.000 euro, prelevati dall’avanzo di amministrazione, per rivoluzionare il sistema di controllo del territorio. Non un semplice potenziamento numerico, ma un cambio di paradigma: dalla videosorveglianza tradizionale all’uso avanzato dell’intelligenza artificiale.
Al centro del progetto c’è l’installazione di 14 nuove telecamere OCR (Optical Character Recognition), che verranno collocate nei punti nevralgici della viabilità cittadina, come la SS16 e altri snodi strategici, andando a integrare le aree già monitorate. Si tratta di dispositivi di ultima generazione, capaci di leggere le targhe dei veicoli anche ad alta velocità e di garantire elevata precisione persino in condizioni difficili, come di notte o in caso di maltempo.
Ma la vera innovazione non è solo nell’hardware. Il cuore del sistema è rappresentato da una piattaforma software avanzata, già testata nei mesi scorsi, che consente alla polizia locale di trasformare le immagini in informazioni operative in tempo reale. Grazie al collegamento diretto con le banche dati ministeriali, gli agenti potranno verificare immediatamente lo stato dei veicoli, individuando mezzi irregolari, pericolosi o coinvolti in attività illecite.
Le potenzialità del nuovo sistema vanno ben oltre il controllo del codice della strada. Gli algoritmi di intelligenza artificiale rendono la piattaforma uno strumento prezioso anche per la polizia giudiziaria: sarà possibile creare un vero e proprio identikit del veicolo, analizzare i flussi di traffico e attivare funzioni sofisticate come la ricerca dei "complici", individuando veicoli che si muovono abitualmente insieme, spesso indice di attività criminali organizzate. A completare il quadro c’è la nuova piattaforma di gestione video, che offrirà una visione d’insieme chiara e fluida del contesto urbano.
Un progetto di questa complessità nasce da un attento lavoro tecnico. Dietro le quinte ha operato il settore CED del Comune, con un ruolo chiave svolto dallo studio dell’ingegner Marco Pandolfi, che ha curato nel dettaglio l’architettura del sistema. Grazie a questa analisi è stato possibile selezionare, tramite MEPA, soluzioni tecnologiche performanti e convenienti, pienamente conformi alle nuove normative sulla cybersicurezza introdotte dal DPCM di aprile 2025 e certificate "Privacy by Design", a tutela dei dati dei cittadini.
L’intervento appena finanziato rappresenta però solo uno stralcio funzionale di un progetto più ampio, già presentato alla Prefettura e attualmente in attesa di ulteriori determinazioni. L’obiettivo è sbloccare un secondo investimento di circa 80.000 euro, necessario per installare altre telecamere OCR e di contesto, rafforzando ulteriormente uno dei principali baluardi della sicurezza urbana.
A chiarire la visione operativa è il comandante della polizia locale, che sottolinea il valore strategico dell’operazione: "Investire oggi in tecnologia avanzata è l’unica strada per garantire standard di sicurezza elevati. Il sistema lavora in autonomia, segnala anomalie in tempo reale e ci permette di intervenire subito. In fase di indagine, poi, la riduzione dei tempi di accertamento è decisiva: è un supporto indispensabile per una polizia moderna ed efficace".
Si è aperto questa mattina davanti alla Corte d'Assise di Macerata il processo a carico di Claudio Funari, il 42enne accusato dell’omicidio di Renzo Paradisi, 75 anni, e del tentato omicidio della moglie Maria Antonietta Giacomozzi. I fatti risalgono alla sera del 23 dicembre 2024 a Comunanza, un episodio che aveva profondamente scosso l’intero territorio.
Secondo l’accusa, rappresentata dal procuratore di Ascoli Piceno Umberto Monti, Funari avrebbe agito con estrema violenza nei confronti della coppia di anziani. All’uomo vengono contestati i reati di omicidio volontario, tentato omicidio e lesioni gravi, oltre a violenza privata, per aver impedito alla donna di chiedere aiuto, e tentato incendio doloso, per aver cercato di appiccare il fuoco all’abitazione.
Nel corso dell’udienza sono state inoltre formalizzate le aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e della minorata difesa delle vittime, entrambe anziane. Funari era presente in aula.
La Corte d’Assise ha respinto la richiesta della difesa, avanzata dall’avvocato Olindo Dionisi, di disporre una perizia sulla pericolosità sociale dell’imputato. I giudici si sono invece riservati sulla richiesta di un nuovo accertamento sulle tracce di sangue rinvenute nel bagno e nell’antibagno dell’abitazione, ricavata in uno spazio di un capannone dove i coniugi Paradisi vivevano in modo provvisorio.
"Per noi è un accertamento fondamentale - ha spiegato Dionisi - perché siamo convinti che non si sia trattato di un omicidio volontario, tantomeno pluriaggravato". Di tutt’altro avviso la parte civile: "Quanto accaduto quella sera implica assolutamente una premeditazione", ha dichiarato l’avvocato Mauro Gionni al termine dell’udienza, ricordando anche le gravi conseguenze psicologiche riportate dalla donna sopravvissuta: "È ancora traumatizzata, soprattutto dal bussare alla porta".
Il procedimento entrerà nel vivo il prossimo 28 gennaio, quando sono previste le prime audizioni dei testimoni, passaggio chiave per ricostruire nel dettaglio quanto avvenuto quella drammatica sera di dicembre.
Si è spento la scorsa notte ad Ascoli Piceno Gianluigi Gasparri, giornalista e scrittore, figura centrale del giornalismo marchigiano. Aveva 87 anni, quasi tutti trascorsi a scrivere, indagare e raccontare la realtà con uno stile inconfondibile.
Giornalista per vocazione e romanziere per istinto, Gasparri è stato soprattutto una delle personalità che hanno contribuito a dare identità e autorevolezza al Resto del Carlino di Ascoli Piceno, di cui è stato per decenni caporedattore storico e anima riconosciuta. Nato a Macerata, arrivò ad Ascoli alla fine degli anni Sessanta, instaurando con la città un legame profondo e duraturo.
Il suo modo di fare giornalismo era duplice e proprio per questo temuto e rispettato. Da un lato le inchieste rigorose, approfondite, capaci di incidere nel dibattito pubblico; dall’altro una satira affilata e dissacrante, con cui seppe colpire il potere attraverso l’intelligenza dell’ironia. A questa seconda anima appartenevano le celebri Noterelle, spazi satirici che per anni hanno saputo cogliere e restituire lo spirito più autentico della città, quello che trova nel Carnevale ascolano una delle sue massime espressioni.
Gasparri ha guidato la redazione del Carlino di Ascoli in tre diverse fasi: dalla fine degli anni Sessanta al 1993, poi dal 1995 al 1997 e infine dal 2000 fino al pensionamento, avvenuto nel 2002. Nei periodi lontani dalla direzione fu inviato per le pagine nazionali e intensificò la collaborazione con Bell’Italia, rivista con cui lavorò per oltre vent’anni, raccontando con la sua scrittura elegante e curiosa luoghi, storie e identità del Paese.
Con la scomparsa di Gianluigi Gasparri se ne va non solo un giornalista, ma un modo preciso di intendere il mestiere: libero, colto, curioso, capace di tenere insieme rigore e graffio, profondità e leggerezza. Un’eredità professionale e umana che resta impressa nella memoria di colleghi e lettori.