Si è aperto questa mattina davanti alla Corte d'Assise di Macerata il processo a carico di Claudio Funari, il 42enne accusato dell’omicidio di Renzo Paradisi, 75 anni, e del tentato omicidio della moglie Maria Antonietta Giacomozzi. I fatti risalgono alla sera del 23 dicembre 2024 a Comunanza, un episodio che aveva profondamente scosso l’intero territorio.
Secondo l’accusa, rappresentata dal procuratore di Ascoli Piceno Umberto Monti, Funari avrebbe agito con estrema violenza nei confronti della coppia di anziani. All’uomo vengono contestati i reati di omicidio volontario, tentato omicidio e lesioni gravi, oltre a violenza privata, per aver impedito alla donna di chiedere aiuto, e tentato incendio doloso, per aver cercato di appiccare il fuoco all’abitazione.
Nel corso dell’udienza sono state inoltre formalizzate le aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e della minorata difesa delle vittime, entrambe anziane. Funari era presente in aula.
La Corte d’Assise ha respinto la richiesta della difesa, avanzata dall’avvocato Olindo Dionisi, di disporre una perizia sulla pericolosità sociale dell’imputato. I giudici si sono invece riservati sulla richiesta di un nuovo accertamento sulle tracce di sangue rinvenute nel bagno e nell’antibagno dell’abitazione, ricavata in uno spazio di un capannone dove i coniugi Paradisi vivevano in modo provvisorio.
"Per noi è un accertamento fondamentale - ha spiegato Dionisi - perché siamo convinti che non si sia trattato di un omicidio volontario, tantomeno pluriaggravato". Di tutt’altro avviso la parte civile: "Quanto accaduto quella sera implica assolutamente una premeditazione", ha dichiarato l’avvocato Mauro Gionni al termine dell’udienza, ricordando anche le gravi conseguenze psicologiche riportate dalla donna sopravvissuta: "È ancora traumatizzata, soprattutto dal bussare alla porta".
Il procedimento entrerà nel vivo il prossimo 28 gennaio, quando sono previste le prime audizioni dei testimoni, passaggio chiave per ricostruire nel dettaglio quanto avvenuto quella drammatica sera di dicembre.
Si è spento la scorsa notte ad Ascoli Piceno Gianluigi Gasparri, giornalista e scrittore, figura centrale del giornalismo marchigiano. Aveva 87 anni, quasi tutti trascorsi a scrivere, indagare e raccontare la realtà con uno stile inconfondibile.
Giornalista per vocazione e romanziere per istinto, Gasparri è stato soprattutto una delle personalità che hanno contribuito a dare identità e autorevolezza al Resto del Carlino di Ascoli Piceno, di cui è stato per decenni caporedattore storico e anima riconosciuta. Nato a Macerata, arrivò ad Ascoli alla fine degli anni Sessanta, instaurando con la città un legame profondo e duraturo.
Il suo modo di fare giornalismo era duplice e proprio per questo temuto e rispettato. Da un lato le inchieste rigorose, approfondite, capaci di incidere nel dibattito pubblico; dall’altro una satira affilata e dissacrante, con cui seppe colpire il potere attraverso l’intelligenza dell’ironia. A questa seconda anima appartenevano le celebri Noterelle, spazi satirici che per anni hanno saputo cogliere e restituire lo spirito più autentico della città, quello che trova nel Carnevale ascolano una delle sue massime espressioni.
Gasparri ha guidato la redazione del Carlino di Ascoli in tre diverse fasi: dalla fine degli anni Sessanta al 1993, poi dal 1995 al 1997 e infine dal 2000 fino al pensionamento, avvenuto nel 2002. Nei periodi lontani dalla direzione fu inviato per le pagine nazionali e intensificò la collaborazione con Bell’Italia, rivista con cui lavorò per oltre vent’anni, raccontando con la sua scrittura elegante e curiosa luoghi, storie e identità del Paese.
Con la scomparsa di Gianluigi Gasparri se ne va non solo un giornalista, ma un modo preciso di intendere il mestiere: libero, colto, curioso, capace di tenere insieme rigore e graffio, profondità e leggerezza. Un’eredità professionale e umana che resta impressa nella memoria di colleghi e lettori.
I Carabinieri della Stazione di Loro Piceno hanno eseguito un’ordinanza di esecuzione di pena detentiva emessa dall’Ufficio di Sorveglianza di Macerata, nei confronti di un 37enne originario della provincia di Frosinone e domiciliato a Sant’Angelo in Pontano.
L’uomo, già sottoposto all’affidamento in prova al servizio sociale, è stato ritenuto responsabile di plurime violazioni delle prescrizioni imposte, accertate e segnalate dai militari durante i controlli.
Dopo l’arresto, il 37enne è stato accompagnato presso la casa circondariale di Fermo, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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Lavorava come badante in nero presso l’abitazione di un’anziana di Falconara Marittima, pur percependo l’indennità di disoccupazione Naspi. A scoprire l’irregolarità sono stati i finanzieri della Compagnia di Falconara, nell’ambito dei controlli contro il lavoro sommerso e le indebite percezioni di fondi pubblici.
La donna, di nazionalità romena, prestava assistenza domestica in modo continuativo e dietro compenso, nonostante risultasse ufficialmente disoccupata e beneficiaria del sostegno economico destinato a chi è privo di lavoro. Dagli accertamenti è emerso che il rapporto di lavoro era completamente irregolare e privo di qualsiasi comunicazione agli enti competenti.
La lavoratrice è stata segnalata per indebita percezione di erogazioni pubbliche. Tuttavia, poiché l’importo indebitamente incassato è risultato inferiore ai 4mila euro, la violazione è di natura amministrativa. Nei suoi confronti è prevista una sanzione pecuniaria compresa tra 5.164 e 25.822 euro, oltre all’obbligo di restituzione delle somme percepite e alla revoca del beneficio Naspi.
Sanzionata anche la datrice di lavoro, responsabile di aver impiegato una lavoratrice in nero e, allo stesso tempo, percettrice di un ammortizzatore sociale.
L’operazione, come sottolineato dalla Guardia di Finanza, "conferma l’impegno nel contrasto alle frodi ai danni dello Stato e al lavoro irregolare, fenomeni che danneggiano sia le finanze pubbliche sia i lavoratori regolari".
Proseguono con costanza i servizi di controllo svolti dalle guardie venatorie volontarie della Federcaccia provinciale di Macerata, coordinate secondo quanto previsto dal regolamento dalla Polizia Provinciale.
Nel corso delle recenti attività di vigilanza, effettuate sull’intero territorio provinciale, sono state individuate situazioni di grave degrado ambientale, in particolare nelle adiacenze dei corsi d’acqua, dove sono stati rinvenuti numerosi pneumatici abbandonati e persino due televisori.
Le guardie venatorie hanno immediatamente provveduto ad avvisare la Polizia Provinciale che, come di consueto, è intervenuta tempestivamente per avviare le indagini necessarie a risalire ai responsabili di questi comportamenti incivili e per disporre la rimozione dei rifiuti, evitando così possibili danni ambientali e forme di inquinamento.
"Resta difficile comprendere come, nonostante la presenza delle isole ecologiche e dei servizi di raccolta, vi siano ancora soggetti che scelgono di deturpare il territorio con l’abbandono illecito dei rifiuti, compromettendo un patrimonio naturale che appartiene a tutta la comunità", si legge in una nota di Federcaccia.
Si ricorda che, alla luce delle normative vigenti, l’abbandono di rifiuti non costituisce più soltanto un illecito amministrativo, ma prevede sanzioni di carattere penale, con conseguenze rilevanti per i trasgressori.
Per segnalazioni o situazioni sospette è possibile contattare, tutti i giorni, il numero verde della Centrale della Polizia Provinciale (800 21 66 59) oppure il coordinamento provinciale delle guardie venatorie volontarie della Federcaccia di Macerata al numero 339 5981898.
Aggredisce la compagna all’interno dell’abitazione, causandole lesioni giudicate guaribili in 30 giorni. Per questo motivo il questore della provincia di Ancona, Cesare Capocasa, ha emesso un provvedimento di ammonimento nei confronti di un uomo di 45 anni, di origini extracomunitarie.
L’episodio di violenza domestica si è verificato in ambito familiare e ha richiesto l’intervento delle forze di polizia, allertate a seguito dell’aggressione. Una volta giunti nell’appartamento della coppia, gli operatori hanno riscontrato evidenti segni di colluttazione: vetri infranti e suppellettili danneggiate, a conferma della violenza dell’episodio.
La donna, soccorsa, ha riportato ferite per le quali i sanitari hanno stabilito una prognosi di 30 giorni.
Alla luce degli accertamenti svolti e della gravità dei fatti, la questura ha disposto la misura di prevenzione dell’ammonimento, ritenendo la condotta dell’uomo riconducibile alla fattispecie di violenza domestica. Il provvedimento ha lo scopo di interrompere comportamenti violenti e prevenire ulteriori episodi, rappresentando un primo e formale richiamo nei confronti dell’autore delle aggressioni.
Eubava all’interno delle auto in sosta nei pressi degli spogliatoi di impianti sportivi, approfittando di momenti di distrazione per sottrarre portafogli ed effetti personali. Un giovane residente a Fano è stato arrestato dalla Polizia di Stato al termine di un’attività investigativa che ha permesso di ricostruire una serie di furti rapidi, avvenuti in contesti diversi e prevalentemente in orario notturno.
Nei giorni scorsi il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Fano ha dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pesaro, su richiesta della Procura della Repubblica, che ha coordinato le indagini.
Fondamentale il lavoro svolto dagli agenti del Commissariato fanese, supportati dalla Polizia Locale di Fano, in particolare nell’analisi delle immagini di videosorveglianza e nelle attività di collaborazione sul territorio, che hanno consentito di individuare il presunto responsabile.
Sull’operazione è intervenuto il sindaco di Fano, Luca Serfilippi, che ha espresso il proprio apprezzamento alle forze dell’ordine:
«Desidero ringraziare la Polizia di Stato, e in particolare il Commissariato di Fano, per il lavoro costante di presidio e investigazione svolto con professionalità e rapidità, e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pesaro per il coordinamento delle indagini».
Il primo cittadino ha inoltre sottolineato l’importanza del lavoro di squadra tra istituzioni: «Un ringraziamento va anche alla Polizia Locale di Fano per il supporto operativo, in particolare nell’analisi delle immagini e nelle attività di collaborazione sul territorio».
«Il contrasto ai reati predatori e la tutela della tranquillità dei cittadini sono una priorità – ha ribadito Serfilippi –. La sicurezza si costruisce con una presenza continua, la prevenzione e una sinergia reale tra istituzioni. Anche la comunità ha un ruolo decisivo: invito tutti a segnalare tempestivamente situazioni sospette e a denunciare sempre. Ogni informazione può essere utile per l’accertamento e la ricostruzione dei fatti».
Intervento dei vigili del fuoco nella tarda mattinata di oggi, poco dopo le ore 11:00, nel territorio comunale di Sant’Elpidio a Mare. L'allarme è scattato per l'incendio improvviso di una macchina imballatrice, utilizzata per il confezionamento delle rotoballe di fieno, che ha preso fuoco durante le operazioni di lavoro in un appezzamento agricolo.
Prontamente è giunta sul posto una squadra dei vigili del fuoco del comando di Fermo che ha provveduto a domare definitivamente l’incendio utilizzando del liquido schiumogeno, necessario per soffocare i focolai ed evitare che le fiamme potessero estendersi al resto del campo e al fieno già imballato.
Presente sul luogo delle operazioni anche il funzionario dei vigili del fuoco di guardia per coordinare le attività di messa in sicurezza del macchinario e dell’area circostante. Secondo le prime informazioni raccolte, fortunatamente non si registrano persone coinvolte o ferite.
I Carabinieri della Stazione di Tolentino hanno individuato e denunciato due uomini, di 32 e 39 anni, ritenuti responsabili di una truffa online ai danni di un cittadino del posto. L’attività investigativa è scattata a seguito della denuncia presentata dalla vittima nel maggio 2025.
Le indagini, condotte attraverso accertamenti telematici e bancari, hanno permesso ai militari di risalire ai due soggetti, residenti rispettivamente in provincia di Vicenza e a Milano. Secondo quanto ricostruito, gli indagati avrebbero pubblicato su un noto portale specializzato nella compravendita di veicoli, Autoscout24, un annuncio per la vendita di un’auto senza il consenso del legittimo proprietario.
Attraverso una serie di artifici e raggiri, i due sono riusciti a convincere l’acquirente a versare 4.185 euro tramite bonifico bancario, somma indicata come prezzo di acquisto dell’autovettura. Il denaro è stato accreditato su un conto corrente intestato agli stessi indagati, ma il veicolo non è mai stato consegnato.
Al termine degli accertamenti, i due uomini sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per il reato di truffa. L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito ai cittadini a prestare la massima attenzione nelle compravendite online, raccomandando di verificare sempre l’affidabilità degli annunci e dei venditori e di evitare pagamenti anticipati in assenza di adeguate garanzie.
Infortunio nel cantiere del nuovo ponte sul fiume Chienti: operaio soccorso in eliambulanza. È quanto avvenuto nella mattinata di oggi, intorno alle 11:30, a Piediripa. Vittima dell'incidente è stato un operaio di origini napoletane: le sue condizioni hanno richiesto l'attivazione immediata della macchina dei soccorsi e l'intervento dell'eliambulanza da Ancona.
Secondo una prima ricostruzione della dinamica, l'uomo sarebbe stato impegnato in alcune operazioni di saldatura su un'impalcatura posizionata sotto la struttura del ponte. Per cause che restano tuttora al vaglio delle autorità, l'incidente si sarebbe verificato mentre l'operaio scendeva da una scala: l'uomo sarebbe scivolato e, stando ai primi rilievi effettuati sul posto, una gamba potrebbe essere rimasta incastrata tra i pioli, causando una caduta da un’altezza stimata di circa due metri.
I soccorsi del 118 sono giunti tempestivamente sul luogo con un’ambulanza e l’automedica. Valutata la situazione, i sanitari hanno ritenuto opportuno richiedere l'intervento dell’elicottero per velocizzare il trasporto in ospedale. Il velivolo è atterrato in un’area verde poco distante dal cantiere e ha provveduto al trasferimento del ferito presso il nosocomio regionale di Torrette. Fortunatamente, le condizioni dell'operaio non risulterebbero gravi.
Sul posto sono intervenuti gli ispettori dello Spsal (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) dell'azienda sanitaria territoriale di Macerata per i rilievi di rito. A loro spetterà il compito di accertare con esattezza come si siano svolti i fatti e verificare che tutte le misure di sicurezza previste fossero regolarmente attuate.
Si è conclusa nel migliore dei modi una complessa operazione di soccorso che ha tenuto con il fiato sospeso i soccorritori e il proprietario di Otto, un esemplare di cane da caccia di razza Petit Gascon Saintongeois. L’animale si era smarrito nella giornata di ieri, finendo intrappolato nella fitta e impervia boscaglia che circonda la zona delle Grotte di Frasassi.
Le operazioni di ricerca, scattate immediatamente dopo la segnalazione, hanno richiesto l’intervento di un imponente spiegamento di forze dei vigili del fuoco. Data la conformazione del terreno, caratterizzato da zone scoscese e vegetazione fitta, sono intervenute tempestivamente le squadre di Fabriano e Ancona.
Per localizzare Otto è stata messa in campo la tecnologia più avanzata del Corpo, con l'impiego del Nucleo SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) per i rilievi tramite droni e del Nucleo TAS per la topografia applicata al soccorso. Fondamentale è stato anche l'apporto degli esperti del Nucleo SAF, specializzati in interventi speleo-alpino-fluviali, e il supporto aereo fornito dall'elicottero del Reparto Volo di Pescara, che ha sorvolato a lungo l'area impervia.
Dopo ore di ricerche incessanti, il cane è stato finalmente individuato in un punto particolarmente difficile da raggiungere. Grazie alla sinergia tra i diversi reparti specializzati, i soccorritori sono riusciti a recuperarlo in sicurezza. Nonostante la lunga disavventura tra i boschi, Otto è apparso in buone condizioni di salute ed è stato riconsegnato al suo proprietario, mettendo fine a ore di grande apprensione.
La crisi economico-finanziaria mondiale tra il 2008 e il 2012, e non una gestione dolosa, è all’origine dell'insolvenza di Banca delle Marche. È quanto emerge dalle motivazioni della sentenza di assoluzione, 202 pagine depositate in questi giorni, con cui la Corte d’Appello di Ancona ha scagionato l’ex direttore generale Massimo Bianconi e altri cinque imputati dall’accusa di bancarotta fraudolenta.
La decisione conferma l’assoluzione pronunciata lo scorso 30 giugno, chiarendo come non vi sia stata alcuna volontà di dissipare le risorse del maggiore istituto di credito marchigiano. Secondo i giudici, il tracollo di BdM è stato invece determinato dal contesto economico internazionale e dalle pesanti ricadute sul settore immobiliare, ambito nel quale operava la maggior parte delle imprese clienti della banca.
"Non è configurabile il fallimento per effetto di operazioni dolose, per abusi di gestione o infedeltà ai doveri di legge - riporta la Corte -. La condotta di erosione del patrimonio è nel modo di agire di impresa. Le operazioni finanziarie erano solo una parte, non preponderante, della gestione economica di BdM che non hanno caratterizzato in negativo la continuità dell’esercizio per condurla prevedibilmente all’insolvenza".
Nelle motivazioni, i giudici sottolineano come gli amministratori non potessero prevedere l’esito della crisi, che si sarebbe manifestata nella sua interezza solo anni dopo: "Quando i finanziamenti in contestazione sono stati elargiti - osserva la Corte - gli operatori bancari non potevano prospettarsi, neanche in un ottica di lungo periodo, un attentato alle ragioni del ceto creditorio, invece, evidentemente realizzatosi in concreto quattro anni dopo per il coacervo di circostanze sopravvenute come la modifica dei criteri valutativi, le gestioni succedute, la realizzazione della crisi nella sua interezza e delle quali gli imputati, epurati dallo scenario, non possono essere chiamati a rispondere".
A rafforzare l’assenza di dolo, anche le scelte personali degli imputati. Bianconi, attraverso la moglie, investì in azioni di Banca Marche, "investimenti che non avrebbe fatto se ne avesse solo paventata la perdita". Un altro imputato, Massimo Battistelli, responsabile dell’area crediti, "investì l’intero Tfr in azioni e obbligazioni".
Un passaggio rilevante delle motivazioni riguarda infine Medioleasing, società controllata di BdM. Secondo la Corte, non avrebbe dovuto nemmeno essere coinvolta nel procedimento, poiché "solo Bdm è stata dichiarata in stato di insolvenza - prosegue la Corte - dal tribunale con sentenza del 10 marzo del 2016 e non la sua partecipata". La consumazione del reato di bancarotta, ricordano i giudici, coincide con la sentenza dichiarativa di fallimento: "L’assenza della dichiarazione di Medioleasing Spa milita per l’insussistenza di ipotesi di bancarotta".
A Pollenza, i militari della locale Stazione hanno denunciato una 23enne di nazionalità rumena, residente a Roma, con l’accusa di furto aggravato. L’indagine è partita dalla querela presentata dalla commessa di una nota catena commerciale. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire come la giovane, nel mese di ottobre, avrebbe sottratto cosmetici dagli espositori per un valore complessivo di circa 1.500 euro.
Nel capoluogo, i Carabinieri della Stazione di Macerata hanno denunciato un 68enne locale per danneggiamento. Secondo quanto emerso dagli accertamenti a seguito della querela della proprietaria del veicolo, l’uomo avrebbe graffiato l’automobile su quattro lati utilizzando un oggetto metallico. Il danno, non coperto da assicurazione, è in fase di quantificazione.
Entrambi i procedimenti sono ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, mentre i Carabinieri confermano l’impegno costante nella tutela della sicurezza dei cittadini e della loro proprietà.
La città di San Severino Marche piange la scomparsa di Claudio Brunacci, figura di spicco della vita politica, manageriale e culturale settempedana. Nato nel 1955, avrebbe compiuto 71 anni il prossimo 28 gennaio. Lascia la moglie Maria Pia Ceccarelli ed i figli Claudia ed Alessandro.
Il percorso professionale di Brunacci è stato segnato da una visione lungimirante e da una spiccata capacità manageriale. Iniziata la carriera in Nazareno Gabrielli negli anni Ottanta, aveva ricoperto ruoli di rilievo in multinazionali come Swarovski per poi guidare il rilancio commerciale di realtà storiche come Ilcar (Casa Bugatti).
Nelle sue Marche è stato artefice di straordinari successi imprenditoriali con Evviva e Egan srl, portando quest'ultima a traguardi di fatturato eccezionali.
Eletto consigliere comunale nel 2011 con la lista "Uniti per San Severino", Brunacci ha dedicato gran parte delle sue energie al servizio della collettività come presidente dell’Assem SpA (2011-2016). Sotto la sua guida, e con la direzione tecnica di Pavio Migliozzi, l’azienda ha vissuto una profonda riorganizzazione, risanando i conti e ottimizzando i servizi di luce, gas e acqua.
Tra i suoi lasciti più importanti figurano l'acquisizione del servizio idrico integrato per i Comuni di Gagliole, Castelraimondo, Pioraco e Fiuminata, il completamento del progetto Smart Grid, rendendo l'Assem una delle pochissime realtà italiane all'avanguardia nella gestione intelligente delle reti, i lavori per la realizzazione della centrale del Cannucciaro.
Uomo di sport e di cultura, Brunacci è stato presidente della Rotellistica Settempeda e dell’associazione Fontana. La sua passione travolgente per la musica e il vinile lo aveva portato a creare e presiedere lo spettacolo "Febbre a 45 Giri", un viaggio musicale che ha calcato i palcoscenici di teatri e piazze della provincia, riscuotendo ovunque grande successo. Non da ultima, la sua grande passione per il mondo delle moto, che ha coltivato per tutta la vita.
Il sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha espresso il profondo dolore dell'intera comunità: “Con la scomparsa di Claudio Brunacci, San Severino Marche perde un uomo di grande valore, un amministratore attento e un manager che ha saputo mettere le proprie competenze professionali al servizio del bene pubblico. Claudio è stato un protagonista della crescita della nostra municipalizzata, portando innovazione e stabilità in momenti complessi. A nome di tutta l’Amministrazione comunale e della cittadinanza, esprimo le più sentite condoglianze alla moglie Maria Pia e al figlio Alessandro. Ci mancheranno la sua determinazione, il suo amore per la musica e il suo spirito propositivo”.
I funerali avranno luogo mercoledì 14 alle ore 9,30 nella chiesa di San Domenico.
Intervento dei Vigili del Fuoco questa mattina a Grottazzolina, in strada Sant’Isidoro, per il recupero di un cane caduto all’interno di un tombino. L’animale era rimasto intrappolato in un vano profondo circa 70 centimetri, con tubazioni interne di dimensioni ridotte che hanno reso l’operazione particolarmente delicata.
La squadra dei Vigili del Fuoco di Fermo è riuscita a raggiungere il cane e a metterlo in sicurezza, portandolo all’esterno senza riportare alcuna conseguenza.
Dopo il recupero, l’animale è stato sottoposto a controlli veterinari che hanno confermato le buone condizioni di salute. Successivamente è stato restituito al legittimo proprietario, concludendo così positivamente un intervento reso complesso dalla conformazione del tombino.
Mattinata di forti disagi alla stazione ferroviaria di Senigallia, dove la circolazione dei treni è stata interrotta dopo l’investimento di una persona da parte di un convoglio.
Le informazioni disponibili al momento sono ancora limitate. Da quanto emerso, la persona coinvolta è una donna, della quale non sono state rese note né l’età né le generalità. L’impatto non è stato fatale: la donna sarebbe stata colpita solo di striscio dal treno, riuscendo così a salvarsi.
Dopo l’incidente è stata soccorsa e trasportata all’ospedale di Senigallia per ricevere le cure necessarie. Le sue condizioni non sono state al momento comunicate nel dettaglio.
Sul luogo dell’accaduto sono intervenuti i sanitari del soccorso sanitario, insieme agli agenti della polizia ferroviaria e del commissariato cittadino. Le forze dell’ordine stanno effettuando i rilievi per chiarire l’esatta dinamica dell’evento e non viene esclusa nemmeno l’ipotesi di un gesto volontario.
L’episodio ha avuto pesanti ripercussioni sul traffico ferroviario. Tutti i convogli sono stati temporaneamente fermati, con ritardi che hanno raggiunto circa un’ora lungo la linea interessata.
(Fonte Ansa)
Rocambolesco incidente stradale nella mattinata di oggi lungo il tratto montano della superstrada Civitanova–Foligno, nel territorio comunale di Muccia, direzione monti. Il sinistro è avvenuto all’interno di una delle gallerie, dove un’utilitaria è stata tamponata da un’altra vettura mentre entrambe procedevano nella stessa direzione di marcia.
A seguito del violento impatto, l’utilitaria ha perso il controllo, andando a schiantarsi contro la parete della galleria per poi ribaltarsi sulla carreggiata. L’auto è rimasta capovolta, con gli occupanti rimasti intrappolati all’interno dell’abitacolo.
Immediato l’allarme ai soccorsi. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Camerino, che hanno lavorato per estrarre il conducente e affidarlo alle cure del personale sanitario del 118. Considerate le gravi condizioni dell’automobilista, è stato richiesto l’intervento dell’eliambulanza, che ha provveduto al trasporto del ferito all’ospedale regionale di Torrette.
Presenti anche il soccorso stradale per la rimozione dei veicoli coinvolti e la Polizia Stradale, incaricata dei rilievi di rito e della gestione della viabilità, che ha subito pesanti rallentamenti durante le operazioni di soccorso e messa in sicurezza dell’area.
Attimi di apprensione nel primo pomeriggio di ieri, intorno alle 13.30, quando una densa colonna di fumo scuro ha iniziato a fuoriuscire dalla canna fumaria di un’abitazione del centro abitato. A notare l’anomalia sono stati i Carabinieri della Stazione di Pollenza, impegnati nel trasferimento verso il campo sportivo per un servizio di ordine pubblico in occasione di un incontro di calcio.
Insospettiti dalla situazione e allertati anche da alcuni passanti visibilmente preoccupati, i militari sono intervenuti immediatamente, raggiungendo l’appartamento interessato, situato al primo piano dello stabile. All’interno dell’abitazione si trovava la proprietaria, una donna di 95 anni residente in paese, che è apparsa lucida e collaborativa nonostante l’ambiente fosse ormai saturo di fumo.
I Carabinieri hanno prontamente accompagnato l’anziana all’esterno dell’abitazione, mettendola in sicurezza, e hanno verificato che la canna fumaria era ancora in fase di combustione. In attesa dell’arrivo dei Vigili del Fuoco, i militari hanno adottato le prime misure di contenimento per evitare che la situazione degenerasse e potesse causare danni più gravi alla struttura.
Sul posto sono poi intervenuti i Vigili del Fuoco del Comando di Macerata, che hanno domato l’incendio e provveduto alla completa messa in sicurezza dell’immobile. Grazie al tempestivo intervento, l’abitazione non ha riportato danni significativi ed è stata dichiarata agibile.
La donna, affidata successivamente ai familiari, non ha riportato conseguenze fisiche e non si è reso necessario il ricorso a cure mediche. L’episodio si è così concluso senza feriti, grazie alla prontezza e alla professionalità delle forze dell’ordine e dei soccorritori.
Poco dopo le ore 16:00, i Vigili del fuoco sono intervenuti in località Garulla Superiore per l’incendio di una baita. La squadra di Amandola, con l’ausilio di due autobotti e un mezzo 4x4, ha prontamente spento le fiamme e messo in sicurezza l’area dell’intervento. Gli animali presenti all’interno della struttura sono stati evacuati in sicurezza. Non risultano persone coinvolte nell’incidente. Sul posto erano presenti anche i Carabinieri per garantire la sicurezza e gestire la situazione.
Si spacciava per un ufficiale giudiziario inviato dai carabinieri e riusciva a raggirare tre anziani ultraottantenni a Montegiorgio e Recanati , sottraendo denaro e gioielli per un valore complessivo di circa 25mila euro. La sua fuga è però durata poco: il giovane è stato fermato e arrestato dalla Polizia di Stato a Fermo.
A finire in manette è stato un ragazzo campano di circa vent’anni che, secondo le indagini della Questura di Fermo, avrebbe messo a segno due truffe ai danni di una coppia di anziani e di un’altra donna, tutti con più di ottant’anni.
Nel pomeriggio del 3 gennaio, intorno alle 16, una volante della polizia, a seguito della segnalazione di alcuni cittadini, ha individuato un SUV nero lungo la strada provinciale 112, nel territorio di Fermo. Gli agenti hanno seguito il veicolo fino al casello autostradale di Porto San Giorgio, dove hanno intimato l’alt per un controllo.
Alla guida dell’auto si trovava un giovane di circa vent’anni. Durante la perquisizione del mezzo, i poliziotti hanno rinvenuto 1.400 euro in contanti e numerosi gioielli in oro, per un peso complessivo di circa 350 grammi.
Gli accertamenti hanno permesso di collegare il fermo alle truffe avvenute poco prima, tra le 12.30 e le 15, a Montegiorgio e Recanati. In entrambi i casi era stata utilizzata la truffa del finto carabiniere, una tecnica con cui i malviventi, fingendosi appartenenti alle forze dell’ordine, inducono le vittime a consegnare soldi e preziosi per evitare presunti problemi giudiziari a familiari.
Il giovane è stato quindi arrestato. L’autorità giudiziaria ha convalidato il provvedimento disponendo per lui l’obbligo di dimora nel Comune di residenza. La truffa, se completata, avrebbe garantito un bottino di circa 25.000 euro.