Un’improvvisa rottura della condotta idrica ha causato, nel corso della notte, un importante cedimento del manto stradale in via Ludovico Ariosto, l’arteria che sovrasta il campo sportivo comunale "Gualtiero Soverchia", a San Severino Marche. La perdita d'acqua ha scalzato il terreno sottostante provocando una frana che ha interessato parte della carreggiata. Nonostante la via serva diverse unità abitative, non risultano case o nuclei familiari isolati.
L'allarme è scattato tempestivamente e sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco insieme agli agenti della Polizia Locale. L'intervento dei pompieri è stato determinante per la messa in sicurezza di un’autovettura che, a causa del cedimento, si trovava in bilico e rischiava di precipitare all'interno della voragine formatasi a causa dello smottamento di terreno che procede su di un fronte di diversi metri. La Polizia Locale ha subito provveduto alla chiusura della strada.
Fin dalle prime ore dell'alba sono al lavoro gli uomini e i mezzi dell'Area Manutenzioni e Servizi Esterni del Comune, coordinati con i tecnici e gli operai della municipalizzata Assem Spa. Questi ultimi sono impegnati nella riparazione del guasto idrico e nella successiva messa in sicurezza della condotta.
Per garantire l’incolumità pubblica e permettere il completamento delle operazioni di ripristino, via Ludovico Ariosto resterà chiusa al transito, sia veicolare che pedonale, nel tratto interessato dal movimento franoso tra i civici numeri 27 e 29. Il Comune monitorerà la situazione nelle prossime ore per valutare l'entità dei danni al sottofondo stradale e procedere quanto prima al consolidamento e alla riapertura della via.
Prosegue dalle ore 15.30 l’intervento dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Macerata in via Spalato, dove è stata segnalata una significativa fuga di gas metano rilevata all’interno di alcuni pozzetti della fibra ottica.
Sul posto stanno operando due squadre dei Vigili del Fuoco, impegnate con tre automezzi, in collaborazione con i tecnici di Italgas, con l’obiettivo di individuare con precisione l’origine della perdita e procedere alla sua intercettazione sulla rete di distribuzione del gas.
Per garantire la sicurezza durante tutte le fasi dell’intervento, è stata disposta la chiusura di via Spalato a partire dall’incrocio con viale Carradori, con conseguente interdizione della viabilità nelle strade limitrofe. L’area è stata presidiata dagli agenti della Polizia Locale di Macerata, che hanno gestito l’emergenza e regolato il traffico, consentendo – pur con inevitabili disagi – il deflusso dei veicoli nelle zone circostanti. Presenti anche gli uomini della Polizia di Stato, a supporto delle attività di sicurezza.
Secondo quanto emerso, la perdita è stata individuata dai tecnici di Italgas durante un consueto giro di monitoraggio effettuato con un’autovettura appositamente attrezzata per la rilevazione di fughe di gas. La fuoriuscita di metano risultava particolarmente evidente, tanto che il getto era visibile ad occhio nudo e proveniva da un pozzetto della fibra ottica.
Aggiornamento: nelle ultime ore i tecnici sono riusciti a individuare con precisione il punto della fuga. Si tratta di una lesione su una saldatura della tubatura principale della rete di distribuzione. Grazie al tempestivo e intenso lavoro svolto finora, è stato possibile evitare la chiusura della fornitura principale, che avrebbe comportato disagi prolungati per l’utenza, potenzialmente per diversi giorni.
I tecnici di Italgas sono attualmente impegnati nelle operazioni di riparazione, che potrebbero concludersi già nella mattinata di domani. L’intervento resterà comunque in corso fino alla completa messa in sicurezza dell’area e al successivo ripristino delle normali condizioni di viabilità.
Prosegue senza sosta l'attività di controllo del territorio da parte della Compagnia dei carabinieri di Camerino, con l'obiettivo di contrastare la diffusione di sostanze stupefacenti nell'entroterra maceratese. L'ultima operazione, condotta nel centro abitato di Matelica, ha portato all'arresto in flagranza di reato di un 33enne del posto, già noto alle forze dell'ordine per precedenti specifici, ora accusato di detenzione ai fini di spaccio.
L'uomo è stato intercettato durante un normale posto di controllo stradale effettuato dai militari dell’aliquota radiomobile in collaborazione con i colleghi della stazione locale. Nonostante si trattasse di un accertamento di routine, il 33enne ha manifestato fin da subito un atteggiamento insolitamente agitato e guardingo, insospettendo i carabinieri. La nervosità mostrata durante la richiesta dei documenti ha spinto i militari ad approfondire gli accertamenti con una perquisizione personale sul posto.
L'ispezione ha dato esito positivo, permettendo di rinvenire un consistente mix di droghe già pronte, presumibilmente, per essere immesse sul mercato locale. Nello specifico, i carabinieri hanno sequestrato circa 45 grammi di hashish, 40 grammi di anfetamine e 7 grammi di cocaina. L'intero quantitativo di stupefacente è stato posto sotto sequestro per le successive analisi di rito.
Al termine delle operazioni di identificazione e fotosegnalamento, il soggetto è stato condotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari. Il provvedimento è stato adottato in attesa dell’udienza di convalida fissata per la giornata odierna davanti all’Autorità Giudiziaria competente, informata dal norm della compagnia di Camerino.
I carabinieri della stazione di San Ginesio, a seguito di immediata attività investigativa, hanno denunciato all'autorità giudiziaria un cittadino italiano di 38 anni, residente nella provincia di Napoli, per il reato di tentata truffa aggravata ai danni di una persona anziana.
Le indagini sono state avviate, tempestivamente, nella giornata di ieri, allorquando, un 86enne ginesino, ha ricevuto una telefonata da parte di un uomo che si è qualificato come "maresciallo dei carabinieri" e che gli ha spiegato che si sarebbe recato, in borghese, presso la sua abitazione, al fine di riscuotere la somma di 3mila euro, suddivisa tra monili in oro e contanti, poiché era stato causato un grave incidente da parte della figlia e che tale somma sarebbe servita per la sua liberazione in quanto al momento era detenuta.
L’uomo, tuttavia, a dispetto dell’età, ha compreso immediatamente la situazione e difatti ha messo al corrente dell’episodio la figlia che ha subito allertato i carabinieri della stazione di San Ginesio. A questo punto, i militari hanno raggiunto immediatamente l’abitazione dell’anziano dove hanno riscontrato la presenza di un uomo intento a parlare con il malcapitato, smascherando così il malfattore nel suo tentativo di truffa.
A questo punto il cerchio degli accertamenti esperiti si è stretto intorno al truffatore, un 38enne della provincia di Napoli, già noto alle forze dell’ordine che, oltre ad aver guidato con patente revocata da oltre due anni, è stato trovato in possesso di alcuni grammi di hashish, opportunamente sequestrato. L’uomo è stato denunciato in stato di libertà all'autorità giudiziaria per tentata truffa aggravata e segnalato alla locale Prefettura in qualità di assuntore di stupefacenti.
Un furgone è stato completamente avvolto dalle fiamme nella notte appena trascorsa a Montegiorgio, nel Fermano. L’incendio è divampato intorno alle 4 in via Mazzini, dove sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale di Fermo.
Sul posto sono arrivate due autobotti dei pompieri che hanno spento le fiamme e messo in sicurezza l’area circostante. Il veicolo era di proprietà di un commerciante ambulante e all’interno si trovava anche la merce dell’attività, andata distrutta o gravemente danneggiata.
Presenti anche i carabinieri, che insieme ai vigili del fuoco hanno avviato le indagini per risalire alla natura dell’incendio e accertare le cause del rogo. Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli.
I carabinieri della Compagnia di Ascoli Piceno hanno arrestato due donne accusate di truffa ai danni di una cittadina ascolana, vittima del raggiro del “finto carabiniere”, un metodo purtroppo già noto. L’intervento ha permesso di recuperare oro e denaro contante sottratti alla donna.
La vittima è una 60enne di Ascoli Piceno che, nella mattinata di giovedì scorso, ha ricevuto una telefonata da un sedicente appartenente all’Arma. L’uomo, fingendosi carabiniere, ha fatto leva sulla paura della donna, parlando di un falso arresto del fratello e prospettando la necessità di versare una somma di denaro come cauzione.
Sconvolta dalla notizia e convinta della veridicità della chiamata, la donna ha consegnato soldi in contanti e oro a due donne che si sono presentate a casa sua poco dopo. Il pagamento, secondo quanto riferito dal finto militare, sarebbe servito a evitare conseguenze giudiziarie al familiare.
Solo in un secondo momento la vittima ha contattato il fratello, che nel frattempo era stato a sua volta raggiunto dai truffatori e invitato a recarsi presso la più vicina stazione dei carabinieri, un espediente studiato per tenerlo lontano dall’abitazione. Un raggiro costruito con precisione, basato sul coinvolgimento di più persone e su una falsa emergenza.
I veri carabinieri, impegnati da giorni in servizi di prevenzione contro le truffe agli anziani, sono entrati in azione grazie alla segnalazione del fratello della vittima e alle ricerche attivate sul territorio. Le pattuglie hanno intercettato le due donne in provincia di Teramo, mentre viaggiavano a bordo di un’auto.
Al momento del controllo, le arrestate sono state trovate in possesso dell’intera refurtiva, pari a quasi mille euro in contanti e tutti i monili in oro, che sono stati recuperati. L’operazione ha così posto fine alla fuga delle responsabili e restituito alla vittima quanto sottratto con l’inganno.
Un colpo studiato nei minimi dettagli, partito dall'hinterland napoletano per colpire nel cuore del distretto industriale di Castelfidardo. A distanza di mesi dalla violenta rapina messa a segno il 9 aprile 2025 ai danni di una ditta specializzata nel recupero di rottami ferrosi, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Osimo sono riusciti a chiudere il cerchio, denunciando in stato di libertà quattro persone di origini campane.
L'episodio aveva destato particolare scalpore per le modalità d'azione dei malviventi. In tre, di cui due armati di pistola, avevano fatto irruzione negli uffici dell'azienda immobilizzando i presenti. In quegli istanti di terrore, i due titolari, un dipendente e due clienti erano stati costretti a stendersi a terra con le mani legate dietro la schiena con del nastro adesivo. Sotto la minaccia delle armi, il commando si era fatto consegnare denaro contante, orologi e gioielli, oltre ai telefoni cellulari delle vittime per impedire l'immediata richiesta di soccorso.
Nonostante la situazione critica, nessuno era rimasto ferito e le vittime erano riuscite a liberarsi in pochi minuti, allertando il 112. Sebbene i cellulari fossero stati subito rinvenuti poco distante dal luogo del delitto, il resto della refurtiva - un bottino del valore stimato di circa 6mila euro - non è stato ancora recuperato.
Le indagini, supportate dai rilievi tecnici eseguiti dalla sezione investigazioni scientifiche del nucleo investigativo del reparto operativo di Ancona, hanno permesso ai carabinieri nucleo operativo e radiomobile di Osimo di ricostruire la dinamica e identificare i responsabili. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il gruppo era partito dalla Campania a bordo di un'auto a noleggio, seguendo a breve distanza i due clienti dell'azienda (anch'essi campani) fino agli uffici della ditta fidardense.
Tra i quattro denunciati figurano i tre presunti autori materiali della rapina e un complice che avrebbe svolto il ruolo di autista. Tre dei soggetti identificati vantano già precedenti di polizia, anche per reati specifici.
Quello che doveva essere un intervento per sedare un acceso litigio domestico si è trasformato, per un trentenne fabrianese, in una denuncia per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. L'episodio è avvenuto nei giorni scorsi nella città della carta, dove l'uomo, un italiano già noto alle forze dell’ordine, aveva richiesto personalmente l'intervento della Polizia di Stato.
Secondo quanto ricostruito, il trentenne aveva contattato il 113 asserendo di aver subito un’aggressione da parte della propria compagna al culmine di una violenta discussione tra le mura domestiche, lamentando anche una contusione al braccio. Una volta giunta sul posto, tuttavia, la pattuglia del Commissariato ha trovato una situazione di apparente tranquillità tra i due conviventi.
Nonostante l'assenza di precedenti per violenza domestica, gli agenti hanno proceduto a un controllo degli ambienti per accertare la dinamica del diverbio segnalato. Proprio durante questa ispezione, l’attenzione dei poliziotti è caduta su alcuni frammenti di sostanza stupefacente adagiati sul tavolino del salotto, accanto al divano. Il ritrovamento ha fatto scattare una perquisizione più approfondita in tutto l'appartamento, che ha permesso di rinvenire materiale solitamente utilizzato per la pesatura, il taglio e il confezionamento della droga, oltre ad altri piccoli quantitativi di sostanza.
Tutto il materiale e lo stupefacente sono stati posti sotto sequestro, mentre per il trentenne è scattato il deferimento in stato di libertà all'autorità giudiziaria. Solo dopo la conclusione delle operazioni di rito, l'uomo si è recato presso il pronto soccorso dell’ospedale "Engles Profili" per farsi medicare la lesione al braccio riportata durante la lite; per lui i medici hanno stabilito una prognosi di cinque giorni.
Tornano i vandali al Sottocorte Village di Camerino. I bagni pubblici del centro, che erano stati rimessi a nuovo appena un anno fa, sono stati di nuovo pesantemente danneggiati. Chi ha agito lo ha fatto con estrema violenza, lasciando i locali in condizioni pietose e inutilizzabili per i cittadini e i visitatori.
Entrando nei servizi igienici lo scenario è desolante. Le porte sono state scardinate e buttate a terra, i lavandini sono spaccati e persino le pareti mostrano i segni di una furia inspiegabile. Non è purtroppo un episodio isolato, ma l'ultimo di una lunga serie di raid che si sono ripetuti negli ultimi mesi, peggiorando di volta in volta la situazione della struttura.
La rabbia tra i residenti è tanta, soprattutto perché la precedente ristrutturazione risaliva solo a dodici mesi fa. In quell'occasione erano stati spesi tempo e risorse per cancellare i danni lasciati da altri vandali negli anni passati. Oggi, a distanza di pochissimo tempo, ci si ritrova punto e a capo: un servizio pubblico essenziale è stato di nuovo distrutto, rendendo vani i lavori di recupero fatti finora.
Incidente stradale nel primo pomeriggio di oggi in contrada Castellano a Corridonia. Intorno alle 14 due veicoli sono entrati in collisione frontalmente per cause che sono ancora in corso di accertamento da parte delle forze dell’ordine.
Immediato l’intervento dei vigili del fuoco, del personale sanitario del 118 e delle forze dell’ordine, che hanno prestato soccorso ai feriti e provveduto alla messa in sicurezza dell’area e alla gestione della viabilità.
Il bilancio dell’incidente è di tre persone ferite. Due sono state trasportate all’ospedale di Macerata per accertamenti, mentre una donna, a causa delle condizioni più serie, è stata trasferita in elisoccorso all’ospedale regionale di Torrette ad Ancona.
Gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente sono tuttora in corso.
A seguito della recente ondata di furti nelle abitazioni che sta interessando Tolentino, il sindaco Mauro Sclavi ha scritto al prefetto di Macerata chiedendo la convocazione di una riunione urgente sul tema della sicurezza.
«Abbiamo registrato una crescente preoccupazione tra i cittadini, generata dagli ultimi episodi di criminalità, nonostante l’impegno costante delle forze dell’ordine», ha dichiarato il sindaco Sclavi. «La nostra comunità, attualmente impegnata in una fase importante di ricostruzione, vive questa situazione con forte disagio».
Il primo cittadino ha voluto anche esprimere un sincero ringraziamento alle forze dell’ordine per il loro quotidiano impegno a tutela dei cittadini. «Come Amministrazione comunale abbiamo già adottato diverse azioni concrete in collaborazione con la Compagnia e la Stazione dei Carabinieri di Tolentino», ha sottolineato. Tra queste, il potenziamento della videosorveglianza urbana, l’aumento dell’organico della Polizia Locale e l’attivazione di una banca dati per l’interscambio di informazioni con l’Anagrafe comunale, per migliorare monitoraggio e prevenzione.
Nonostante questi interventi, il sindaco Sclavi ritiene necessario un ulteriore impegno coordinato: «Abbiamo lavorato costantemente sul tema della sicurezza sin dal nostro insediamento, convinti che prevenzione e controlli possano garantire il rispetto della legalità».
Per questo motivo, il sindaco ha richiesto la convocazione del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con l’obiettivo di valutare l’attivazione di nuovi servizi di vigilanza e controllo sul territorio.
Un tamponamento a catena si è verificato nella mattinata di oggi, poco prima delle ore 10, lungo la strada statale 361 "Septempedana", al chilometro 54+800, in località Pieve, nel territorio comunale di San Severino Marche.
L'incidente, le cui cause sono tuttora al vaglio degli agenti della Polizia Locale, ha visto coinvolte tre autovetture. Secondo una prima ricostruzione una Nissan Micra, condotta da un 76enne del posto, è entrata in collisione con una Fiat Panda, alla cui guida si trovava un altro settempedano di 86 anni, e con una Jeep Renegade, condotta da una donna di 42 anni. Al momento dell'impatto, la Jeep si trovava ferma in coda a causa della presenza di un cantiere stradale con operai dell'Anas regolarmente al lavoro.
Immediato l'intervento dei soccorsi. Sul luogo del sinistro sono giunti gli agenti della Polizia Locale, guidati dal vice commissario Adriano Bizzarri, i Vigili del Fuoco e un’ambulanza del 112 proveniente dal punto di primo intervento dell’ospedale “Bartolomeo Eustachio” di San Severino Marche.
Ad avere la peggio sono stati i due conducenti maschi: entrambi i pensionati hanno riportato ferite che, fortunatamente, non sembrerebbero essere di grave entità. Sono stati comunque trasportati in ospedale per gli accertamenti del caso. Illesa la donna alla guida della Jeep.
Per consentire i rilievi di rito, la messa in sicurezza dei mezzi e la pulizia della carreggiata dai detriti, la Polizia Locale ha disposto la chiusura totale del tratto stradale interessato per circa un'ora.
Il traffico è stato deviato sulla viabilità locale tra la rotatoria del supermercato "Sì con Te" e quella della frazione di Taccoli. La situazione è tornata alla normalità intorno alle ore 11 con la riapertura completa della circolazione in entrambi i sensi di marcia.
I Carabinieri della Stazione di Macerata hanno denunciato due donne, rispettivamente di 45 e 25 anni, residenti in provincia di Roma, ritenute responsabili, in concorso, dei reati di furto aggravato e indebito utilizzo di carte di pagamento. Le indagate risultano già note alle forze dell’ordine per reati simili.
Le indagini sono partite lo scorso ottobre, a seguito della denuncia di una donna di 75 anni residente a Macerata. La vittima aveva notato il furto del proprio portafoglio mentre faceva la spesa in un noto supermercato cittadino. Il portafoglio è stato successivamente rinvenuto dal personale del supermercato tra gli scaffali, ma all’interno mancavano due carte di pagamento, un anello d’oro e circa 50 euro in contanti.
La vittima ha poi scoperto che i ladri avevano effettuato quattro pagamenti “contactless” presso un altro supermercato, per un totale di circa 78 euro.
Attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza dei supermercati interessati, i Carabinieri hanno individuato l’autovettura utilizzata dalle due donne, intestata a una società di leasing e noleggiata da una delle indagate. L’attività investigativa ha permesso di identificare anche la complice, ricostruendo l’intera dinamica dei fatti.
I Carabinieri della Stazione di Treia hanno denunciato due persone, un uomo di 63 anni e una donna di 43, entrambe residenti in provincia di Perugia, ritenute responsabili di truffa aggravata in concorso.
Le indagini sono partite lo scorso ottobre, a seguito della denuncia di una donna quarantenne residente a Treia. Secondo quanto ricostruito dai militari, gli indagati avrebbero contattato la vittima tramite l’applicazione WhatsApp, prospettando un presunto investimento con la promessa di un guadagno del 50% sulla somma versata. Convinta dall’offerta, la donna ha effettuato un bonifico di 1.000 euro.
Il rendimento promesso, tuttavia, non si è mai concretizzato. Successivamente, approfittando del desiderio della vittima di recuperare il denaro già investito, i truffatori l’avrebbero convinta a effettuare ulteriori versamenti su conti correnti intestati a loro stessi.
Grazie all’attività investigativa dei Carabinieri, i presunti responsabili sono stati individuati e segnalati all’autorità giudiziaria competente, a coronamento di un’indagine che ha permesso di chiarire la dinamica dei fatti e proteggere eventuali altre vittime.
Urbisaglia piange Cristina Compagnucci, scomparsa a soli 43 anni dopo una lunga e coraggiosa battaglia contro la malattia. Infermiera, istruttrice di Nordic Walking e figura molto conosciuta in paese, Cristina ha trasformato il dolore personale in un percorso di impegno, testimonianza e sostegno agli altri, lasciando un segno profondo nella comunità.
La sua scomparsa ha suscitato un’ondata di commozione, testimoniata anche dal messaggio del sindaco Riccardo Natalini, che ha espresso il cordoglio dell’intera comune: «Ci sono momenti in cui le parole sembrano troppo piccole per contenere il dolore di una comunità intera. Cristina ha saputo trasformare la propria fragilità in una lezione di luce e di rara potenza».
Cristina aveva scelto di affrontare anche pubblicamente la lotta contro il tumore al seno, condividendo la sua esperienza con dignità, forza e determinazione. Un percorso che è diventato per molte donne un esempio di resilienza e speranza, capace di andare oltre la malattia per farsi messaggio di vita.
Come istruttrice di Nordic Walking, aveva dedicato gran parte delle sue energie al progetto di riabilitazione oncologica “Spassi di Salute”, accompagnando pazienti in cura in un cammino di recupero fisico e psicologico. Attraverso il movimento, lo sport e la condivisione, riusciva a infondere coraggio e fiducia, anche nei momenti più difficili.
Nel suo ricordo, il sindaco Natalini ha voluto condividere anche un momento personale: «Un incontro inaspettato al centro Covid, durante una vaccinazione, che mi ha restituito il valore dei legami autentici. E poi la sua testimonianza a teatro lo scorso anno, un racconto fatto di dignità, tenacia e speranza che non ha mai ceduto alla rassegnazione. Cristina ci ha mostrato cosa significhi vivere una vita piena, non misurata in anni, ma in intensità e amore».
Il primo cittadino ha inoltre ricordato come proprio grazie a Cristina abbia scoperto il Nordic Walking e conosciuto il gruppo “Le OrchiDee” di Macerata, una realtà di donne unite dalla forza del cammino condiviso. «Cristina ci lascia un’eredità che va oltre il ricordo – ha aggiunto – ci affida il compito di non restare fermi e di guardare al futuro con il suo stesso coraggio».
Nel suo messaggio conclusivo, il sindaco ha rivolto un pensiero alla famiglia, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza, salutando Cristina con le parole che lei stessa amava ripetere: «Mille passi cominciano sempre da uno».
In occasione delle celebrazioni di San Sebastiano Martire, patrono della Polizia Locale, il Comando di Civitanova Marche ha presentato il consuntivo annuale delle attività svolte nel 2025, tracciando il bilancio di un anno intenso, complesso e segnato da profonde trasformazioni operative.
La ricorrenza, tradizionalmente momento di riflessione per le donne e gli uomini in uniforme al servizio della città, quest’anno assume un valore ancora più significativo. I dati restituiscono l’immagine di un Corpo che, pur a fronte della riduzione dell’organico dovuta ad alcuni pensionamenti e del dolore per la scomparsa della sovrintendente Barbara Storani, figura ancora fortemente presente nella memoria dei colleghi, ha saputo rafforzare la propria azione a tutela della comunità, in attesa del reintegro del personale nei prossimi mesi.
Il 2025 ha segnato una svolta operativa basata su prossimità e fermezza. I mezzi del Nucleo Pronto Intervento hanno percorso complessivamente 82.997 chilometri, con un incremento significativo per il veicolo dedicato all’infortunistica. Parallelamente è aumentata la presenza appiedata degli agenti nelle vie cittadine, favorendo un contatto diretto e costante con i cittadini.
Intensa l’attività della Sala Operativa, che ha gestito 2.962 segnalazioni e coordinato 2.816 interventi sul territorio. Sul fronte amministrativo sono state evase 2.393 richieste di informazioni anagrafiche e curate 151 notifiche di atti.
Sul piano della sicurezza stradale, la linea adottata è stata quella della tolleranza zero verso i comportamenti più pericolosi. Gli incidenti rilevati sono passati dai 251 del 2024 ai 328 del 2025 (+30,7%), un aumento legato anche alla riorganizzazione del servizio che oggi garantisce, negli orari di copertura, una pattuglia dedicata all’infortunistica, attiva anche nei giorni festivi e nelle fasce serali e notturne.
I numeri delle violazioni raccontano l’efficacia di questa scelta: le sanzioni per l’uso del cellulare alla guida sono salite da 9 a 75 (+733%), quelle per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza da 55 a 248 (+351%). Forte incremento anche per le irregolarità amministrative: le sanzioni per omessa revisione sono passate da 172 a 390 (+127%), mentre quelle per mancanza di assicurazione da 68 a 161 (+137%).
In crescita anche l’attività extra Codice della Strada, aumentata del 68%, con 287 accertamenti contro i 171 dell’anno precedente. Tra questi figurano 35 verbali per la sosta irregolare di camper e un’attività che ha portato all’identificazione e all’allontanamento, con foglio di via obbligatorio, di un soggetto ritenuto pericoloso.
Guardando al confronto con il 2023, l’evoluzione del Corpo appare ancora più evidente: le sanzioni per l’uso del cellulare sono aumentate del 2.400%, quelle per il mancato uso delle cinture del 1.800%, mentre il contrasto ai veicoli non assicurati ha registrato un incremento del 1.138%. Anche le sanzioni per omessa revisione sono cresciute del 584%, così come quelle per la sosta pericolosa, aumentate del 26%.
Rilevante anche l’attività di polizia giudiziaria, che ha conosciuto un salto di qualità e di complessità: i protocolli sono passati da 33 nel 2024 a oltre 100 nel 2025. Le indagini hanno riguardato reati di varia natura, dai documenti falsi alle truffe, dai furti aggravati alle occupazioni abusive, fino a illeciti ambientali ed edilizi. Nel corso delle operazioni sono stati effettuati sequestri di oggetti atti ad offendere e, nel mese di agosto, è stato eseguito un arresto per resistenza a pubblico ufficiale in pieno centro cittadino.
Fondamentale il lavoro dei nuclei specializzati. Il nucleo ambiente, paesaggio e benessere animale ha svolto 264 verifiche ispettive, con 103 verbali, concentrandosi sul contrasto all’abbandono dei rifiuti, sul controllo delle aree incolte e sulla corretta gestione degli animali da affezione. Il nucleo tutela del consumatore ha invece effettuato 97 ispezioni, accertando 130 violazioni legate a occupazioni abusive di suolo pubblico, pubblicità irregolare e strumenti di misura non revisionati, oltre a individuare tre casi di esercizio abusivo della professione di tassista.
Il Comando ha inoltre investito in modo significativo nel potenziamento delle dotazioni, introducendo dispositivi di sicurezza e tecnologie avanzate come giubbotti balistici e antitaglio, body cam, spray antiaggressione, un secondo etilometro e il sistema Targa System 5.0.
A tracciare il senso di questo percorso è stato il comandante Cristian Lupidi, che ha sottolineato come i numeri rappresentino l’anima del Corpo: «In questi giorni dedicati a San Sebastiano, i dati raccontano una missione di prossimità che non si ferma davanti alle difficoltà. Siamo stati meno sui veicoli e più tra la gente, rafforzando il controllo delle condotte pericolose e l’attività di polizia giudiziaria. La sicurezza urbana è la nostra priorità. Ringrazio ogni operatore per la dedizione dimostrata: la vera sfida è rendere la nostra uniforme un punto di riferimento non solo di rigore, ma anche di vicinanza e sicurezza, onorando la memoria di chi ha servito questo territorio con amore».
Intervento di soccorso questa mattina lungo un sentiero costiero del Monte San Bartolo, dove una persona è rimasta bloccata a causa dell’innalzamento della marea. L’allarme è scattato poco dopo le ore 8.00, in seguito a una segnalazione giunta dalla Capitaneria di porto.
La persona, che aveva percorso il sentiero nel pomeriggio di ieri, è rimasta isolata durante la notte ma fortunatamente si trovava in buone condizioni di salute ed è rimasta costantemente in contatto con la Sala Operativa dei Vigili del fuoco.
Le operazioni di soccorso hanno visto un intervento coordinato e articolato: i Vigili del fuoco sono intervenuti via terra con la squadra SAF (Speleo Alpino Fluviale), via mare con il personale del comando di Pesaro abilitato alla conduzione della moto d’acqua e con il supporto del nucleo Sommozzatori di Ancona. È stato inoltre attivato il Reparto Volo dei Vigili del fuoco di Bologna, con l’elicottero Drago VF-147.
Proprio l’elicottero ha consentito il recupero in sicurezza della persona, successivamente trasportata all’eliporto di Pesaro. Sul posto erano presenti anche la Capitaneria di porto e il personale sanitario del 118 per le verifiche del caso.
Nel pomeriggio di domenica i Vigili del fuoco sono intervenuti in località Catafolle, nel comune di Cingoli, a seguito di una fuga di gas da un bombolone di GPL interrato. L’allarme ha richiesto l’immediato intervento delle squadre dei Vigili del fuoco di Macerata e Apiro, giunte sul posto per avviare le prime operazioni di messa in sicurezza.
Considerata la natura dell’emergenza, è stato attivato anche il Nucleo GPL Light dei Vigili del fuoco di Ancona e Macerata, specializzato nella gestione di questo tipo di situazioni. I tecnici hanno proceduto alla combustione controllata del GPL residuo mediante l’utilizzo di una torcia, al fine di eliminare ogni rischio per la popolazione e l’ambiente circostante.
Le operazioni di messa in sicurezza risultano tuttora in corso e l’area resta sotto costante monitoraggio da parte dei Vigili del fuoco, fino al completo ripristino delle condizioni di sicurezza.
La Compagnia dei carabinieri di Tolentino ha intensificato, nel corso degli ultimi giorni, le attività di monitoraggio e prevenzione su tutto il territorio di competenza, mettendo in campo un dispositivo articolato per contrastare i reati predatori, lo spaccio di droga e garantire la sicurezza stradale.
L’operazione a largo raggio ha visto l'impiego di quattordici militari e sette pattuglie dell'Arma, che hanno presidiato le principali arterie di comunicazione, i centri abitati e i luoghi di maggiore aggregazione giovanile tra Tolentino e i comuni limitrofi. Durante il servizio sono state identificate sessantaquattro persone e ispezionati otto esercizi pubblici, con l'obiettivo di prevenire situazioni di degrado o pericolo per la collettività.
Il bilancio dell'attività sul fronte della sicurezza stradale è pesante, con due gravi episodi di guida sotto l'effetto di alcol e droghe emersi a seguito di incidenti. Nel centro abitato di Tolentino, i carabinieri intervenuti per i rilievi di un sinistro hanno deferito all'autorità giudiziaria un operaio ucraino di 36 anni.
L'uomo, sottoposto all'accertamento con etilometro, ha fatto registrare un tasso alcolemico di 2,77 g/l, valore quasi sei volte superiore al limite consentito dalla legge; per lui è scattato il ritiro immediato della patente e il sequestro amministrativo del mezzo.
Una sorte simile è toccata a un operaio di 43 anni residente a San Severino Marche, coinvolto in un altro incidente stradale. I militari hanno accertato che l'uomo si era messo alla guida con un tasso di alcol nel sangue pari a 2,21 g/l (quasi cinque volte superiore al limite di legge), risultando inoltre positivo ai cannabinoidi. Oltre alla denuncia per guida in stato di ebbrezza, nei suoi confronti è scattata quella per guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.
Il contrasto alla diffusione della droga ha portato inoltre alla segnalazione alla Prefettura di Macerata di tre giovani come assuntori. A Sarnano, un operaio egiziano di 20 anni è stato trovato in possesso di un grammo di hashish, mentre a San Severino Marche un connazionale di 25 anni è stato fermato con due grammi della stessa sostanza.
Sempre nel territorio settempedano, i carabinieri hanno controllato un diciottenne albanese alla guida della propria vettura, rinvenendo un grammo di hashish. L'attività complessiva ha permesso anche di elevare due contravvenzioni per diverse violazioni al Codice della Strada.
Si è conclusa con un lieto fine, dopo ore di apprensione e un complesso spiegamento di forze, la disavventura di un cane da caccia che nel tardo pomeriggio di ieri era precipitato in un’area impervia nel territorio di San Severino Marche.
L'allarme è scattato intorno alle ore 19:30, in località Grotte di Sant’Eustachio. L'animale, durante una battuta o una perlustrazione della zona, è scivolato all'interno di una gola profonda circa dieci metri, rimanendo bloccato sul fondo della forra senza possibilità di risalita autonoma.
Immediato l'intervento dei vigili del fuoco. Data la natura del terreno e l'oscurità, sul posto è intervenuta inizialmente la squadra del distaccamento di Tolentino, supportata prontamente dagli specialisti del nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale) della sede centrale di Macerata.
Per monitorare dall'alto la zona delle operazioni e garantire la massima precisione nelle manovre di recupero, è stato attivato anche il nucleo SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) della Direzione Regionale Marche, che ha impiegato droni dotati di sensoristica avanzata.
Le operazioni di soccorso si sono rivelate particolarmente lunghe e delicate. I soccorritori si sono dovuti calare nel crepaccio utilizzando tecniche alpinistiche per raggiungere l'animale e metterlo in sicurezza. Il lavoro incessante degli uomini del Comando di Macerata si è protratto per tutta la serata, concludendosi solo intorno alle 02:00 di notte.
Nonostante il volo di dieci metri e la lunga permanenza nella gola, il cane è stato recuperato in buone condizioni di salute. Una volta riportato in superficie, tra il sollievo dei presenti, è stato riconsegnato al suo proprietario.