Cronaca

San Severino piange Silvia Bisonni, la “nonnina” della città si è spenta all'età di 108 anni

San Severino piange Silvia Bisonni, la “nonnina” della città si è spenta all'età di 108 anni

San Severino Marche – La comunità settempedana piange la scomparsa di Silvia Bisonni, vedova Piviero, la “nonnina” più longeva e amata della città, deceduta all’età di 108 anni. Simbolo di resilienza, memoria storica e vitalità, la sua morte lascia un vuoto profondo nel cuore di chi l’ha conosciuta e in tutta la cittadinanza, che solo pochi mesi fa aveva festeggiato con orgoglio il suo straordinario traguardo. Nata il 16 settembre 1917 a Gaglianvecchio, Silvia Bisonni ha attraversato un secolo di storia con forza e determinazione. Per decenni stimata sarta, durante la Seconda Guerra Mondiale non esitò ad attraversare le linee tedesche in bicicletta per procurarsi le stoffe necessarie al suo lavoro. Dopo aver gestito un negozio di alimentari nella frazione d’origine, si trasferì in piazza Del Popolo, dove, insieme al marito Umberto Piviero (scomparso nel 1988), avviò un’attività di macchine da cucire e articoli musicali. Donna di spirito indomito, negli ultimi anni sorprendeva tutti: volò su un biposto a motore per ammirare dall’alto le campagne settempedane e si recò a Santa Marta per stringere la mano a Papa Francesco. La sindaca di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha espresso il cordoglio dell’Amministrazione comunale: “Con la scomparsa di Silvia Bisonni perdiamo non solo la nostra cittadina più anziana, ma un vero pilastro di saggezza e un esempio di amore per la vita. Silvia ha affrontato le fatiche e i cambiamenti del secolo scorso con un sorriso sempre acceso e una lucidità disarmante. Ricorderò sempre con affetto la sua passione per il lavoro e quel pizzico di spirito ribelle che l’ha portata a volare tra le nuvole a oltre cento anni. A nome della città, esprimo la mia vicinanza ai figli Anna Maria, Gianni e Aldo, ai nipoti e a tutti i familiari. Silvia resterà per sempre nel cuore della nostra comunità come simbolo di forza e dedizione”. Silvia Bisonni lascia un’eredità d’affetto immensa, circondata fino all’ultimo dall’amore dei suoi tre figli e dei numerosi nipoti e pronipoti. I funerali si terranno domani, domenica 29 marzo, alle ore 15 presso il Santuario della Madonna dei Lumi.

28/03/2026 13:30
Tragedia a Civitanova: giovane donna di 26 anni trovata morta in un B&B

Tragedia a Civitanova: giovane donna di 26 anni trovata morta in un B&B

Civitanova Marche – Una giovane donna di 26 anni, italiana residente fuori provincia, è stata trovata morta questa mattina all’interno di un B&B situato in via Calatafimi, dove alloggiava insieme a un’altra persona, anch’essa residente fuori provincia. Secondo quanto riferito, proprio quest'ultima l’avrebbe trovata priva di sensi e avrebbe subito lanciato l’allarme. Il decesso risalirebbe alla notte. Sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118 unitamente agli agenti del Commissariato di Polizia, che hanno effettuato i primi accertamenti. Il medico legale Antonio Tombolini ha eseguito un’ispezione sul corpo e, in base a quanto emerso, non sarebbero presenti segni di morte violenta. Le cause del decesso non sono ancora state determinate e sono in corso ulteriori accertamenti da parte delle autorità competenti per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto. +++AGGIORNAMENTO++ Con il passare delle ore è stato possibile identificare la giovane trovata morta nella struttura di via Calatafimi. La vittima è Roberta Fattori, 26 anni, di Porto Sant’Elpidio. Il nome della ragazza è emerso a seguito delle verifiche effettuate dopo il ritrovamento del corpo. (In aggiornamento) 

28/03/2026 12:36
Bancarotta fraudolenta, arrestato un 83enne a Civitanova

Bancarotta fraudolenta, arrestato un 83enne a Civitanova

Nelle ultime ore, i militari della locale Stazione hanno tratto in arresto un uomo di 83 anni, residente in città ma originario di Force, in ottemperanza a un ordine di carcerazione definitivo emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze. L’uomo è stato riconosciuto colpevole dei reati di bancarotta fraudolenta. I fatti risalgono al 2008 e riguardano reati commessi nel territorio di Frosinone. Dopo le formalità di rito, l’ottantatreenne è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Fermo, come disposto dall’autorità giudiziaria mandante, per espiare una pena complessiva di cinque anni di reclusione.    

28/03/2026 12:27
Truffa online a Macerata: due denunciati dopo il falso bonifico per l'acquisto di un’auto

Truffa online a Macerata: due denunciati dopo il falso bonifico per l'acquisto di un’auto

I Carabinieri della Stazione di Macerata, al termine di un’attività investigativa tempestiva, hanno denunciato alla Procura della Repubblica una 27enne di Vigevano (PV) e un 30enne di nazionalità romena, residente ad Alfonsine (RA), entrambi già noti alle forze dell’ordine, ritenuti responsabili di truffa in concorso. L’indagine ha preso il via dalla denuncia di una donna di 54 anni, residente ad Ascoli Piceno, presentata lo scorso 10 marzo. Qualche giorno prima, il figlio della vittima aveva pubblicato su un portale online l’annuncio per la vendita dell’autovettura della madre. Il 9 marzo, i due truffatori hanno contattato il giovane venditore e pattuito il prezzo di 29.000 euro, da corrispondere tramite bonifico istantaneo. Durante l’incontro a Macerata, la 27enne si è presentata accompagnata dal complice mostrando sul proprio smartphone una falsa distinta di bonifico, apparentemente emesso da Intesa Sanpaolo. Ingannati dalla documentazione, i venditori hanno completato le pratiche per il passaggio di proprietà presso un’autoscuola locale. Dopo aver ottenuto documenti e chiavi dell’auto, i truffatori si sono allontanati rapidamente a bordo del veicolo. Solo nelle ore successive la vittima ha scoperto che il bonifico era inesistente e la distinta era un sofisticato falso informatico. Grazie alla raccolta di testimonianze e all’analisi dei dati tecnici, i Carabinieri di Macerata hanno identificato con certezza i responsabili, ora a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’autovettura non è ancora stata recuperata e sono state diramate le ricerche a livello nazionale. L’Arma dei Carabinieri invita alla massima prudenza nelle transazioni online tra privati, raccomandando di consegnare i beni solo dopo aver verificato l’effettivo accredito sul proprio conto corrente.

28/03/2026 12:00
San Severino, autocarro si ribalta sulla Provinciale: feriti tre operai

San Severino, autocarro si ribalta sulla Provinciale: feriti tre operai

Nel tardo pomeriggio di ieri, poco dopo le 17:00, si è verificato un incidente stradale lungo la strada provinciale 502, nel tratto che collega Cingoli a San Severino Marche, tra le frazioni di Marciano e Cesolo. Un autocarro Volkswagen Crafter di un’impresa edile della provincia di Bergamo, con a bordo tre operai, è uscito di strada per cause ancora in corso di accertamento. Il mezzo, dopo aver perso aderenza, si è ribaltato su un fianco, fermandosi al centro della carreggiata. Fortunatamente, al momento dell’incidente, non transitavano altri veicoli in senso opposto, evitando conseguenze più gravi. Secondo una prima ricostruzione, l’uscita di strada potrebbe essere stata favorita dal fondo reso viscido dalla pioggia. Immediato l’intervento dei soccorsi: sul posto è giunta una pattuglia della Polizia Locale per i rilievi e la gestione della viabilità, insieme a una squadra dei Vigili del Fuoco, che ha provveduto alla messa in sicurezza del veicolo e dell’area interessata. I tre occupanti dell’autocarro sono stati assistiti dal personale sanitario giunto con un’ambulanza e trasportati all’ospedale di Camerino per accertamenti e cure. Le loro condizioni non desterebbero preoccupazione, nonostante le ferite lievi riportate.

28/03/2026 11:31
Ussita, cantieri privi di sicurezza: denunciati sette amministratori e multe per 90mila euro

Ussita, cantieri privi di sicurezza: denunciati sette amministratori e multe per 90mila euro

I Carabinieri della Compagnia di Camerino, in collaborazione con il Nucleo Ispettorato del Lavoro di Macerata, hanno condotto un ampio servizio di controllo sui cantieri edili impegnati nella ricostruzione post-terremoto 2016. L’attività, concentrata in particolare a Ussita, ha messo in luce gravi carenze nella prevenzione degli infortuni sul lavoro. Nel corso delle verifiche, i militari hanno accertato la mancata sicurezza negli impalcati, con ponti di servizio e impalcature non adeguatamente messi in sicurezza, e rilevato carenze nei Piani Operativi di Sicurezza, privi degli elementi essenziali per una corretta valutazione dei rischi. Le violazioni contestate hanno inoltre riguardato mancata viabilità nelle aree del cantiere e formazione insufficiente sulla sicurezza dei lavoratori. A seguito dei rilievi, sono stati denunciati  sette amministratori unici di altrettante società edili con sedi legali tra le province di Macerata, Teramo, Roma e Milano. Per le gravi irregolarità riscontrate è stata applicata la sospensione dell’attività imprenditoriale, mentre le aziende coinvolte dovranno far fronte a ammende pecuniarie per quasi 90.000 euro.

28/03/2026 11:20
Treia, scontro frontale tra vetture nella notte: un uomo e una donna trasportati a Torrette

Treia, scontro frontale tra vetture nella notte: un uomo e una donna trasportati a Torrette

I Vigili del Fuoco sono intervenuti nella serata di ieri per due distinti incidenti stradali nel territorio provinciale. Il più grave si è verificato intorno alle 23:30, quando la squadra di Macerata è intervenuta lungo la SP25, in località Chiesanuova di Treia, per uno scontro frontale tra due autovetture. Due le persone coinvolte – una donna di 34 anni e un uomo di 35 – entrambe trasportate all’ospedale regionale di Torrette di Ancona. Il primo intervento, avvenuto intorno alle ore 22:00, ha invece visto impegnata la squadra di Camerino lungo la SS77, al km 58 in direzione mare, in località Valcimarra, all’interno della galleria “Madonna del Sasso”. Nell’incidente è rimasta coinvolta un’autovettura con a bordo quattro persone: non si registrano feriti. In entrambi gli interventi i Vigili del fuoco hanno collaborato con il personale del 118 per estrarre le persone dalle auto e hanno provveduto alla messa in sicurezza dei veicoli coinvolti.    

28/03/2026 09:43
Macerata piange Luigi Giuliano: fondò l'agenzia pubblicitaria Iceberg, aveva 72 anni

Macerata piange Luigi Giuliano: fondò l'agenzia pubblicitaria Iceberg, aveva 72 anni

Macerata è in lutto per la scomparsa di Luigi Giuliano, grafico e fondatore dell’agenzia pubblicitaria Iceberg, spentosi nella notte nella sua abitazione all’età di 72 anni, proprio alla vigilia del suo 73esimo compleanno. Figura di riferimento nel panorama della comunicazione locale, Giuliano è stato uno dei pionieri della pubblicità nel Maceratese. Dopo aver frequentato l’Isia di Urbino, negli anni Ottanta aveva dato vita all’agenzia Iceberg, realtà che nel tempo è diventata un punto di riferimento per aziende ed enti del territorio. Nel corso della sua carriera ha firmato numerose campagne di comunicazione, collaborando anche con istituzioni come l’Università di Macerata e il Comune di Macerata. Luigi Giuliano lascia la moglie Rita e i figli Matteo e Lorenzo. La salma è esposta al Centro del commiato in via dei Velini. I funerali si terranno sabato 28 marzo, alle ore 11, nella chiesa delle Vergini.

27/03/2026 18:40
Visso, prefetto e forze dell’ordine contro furti e sciacallaggio: "Più videosorveglianza e controllo di vicinato"

Visso, prefetto e forze dell’ordine contro furti e sciacallaggio: "Più videosorveglianza e controllo di vicinato"

Prefetto e forze dell’ordine al lavoro contro furti e sciacallaggio nelle zone rosse. Nella mattina di ieri si è svolta a Visso una riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia, presieduta dal prefetto di Macerata, Giovanni Signer, alla presenza del vicario del questore Marcello Pedrotti, del comandante provinciale dei Carabinieri Raffaele Ruocco e del comandante del gruppo di Macerata della Guardia di Finanza Francesca Campanaro. All’incontro hanno partecipato anche il vicesindaco di Visso, Sara Tomani, e il comandante della Polizia Locale Ernesto Martini. Al centro della riunione la questione degli atti di sciacallaggio e dei furti che si stanno verificando all’interno delle zone rosse del comune, attualmente interessato dai lavori di ricostruzione post-sisma. Il prefetto Signer ha sottolineato l’importanza di affrontare il fenomeno in maniera organica, esaminando tre punti principali. Il primo riguarda il disallineamento tra il numero relativamente basso di denunce ufficiali e quanto riportato dai cittadini: il prefetto ha invitato l’Amministrazione comunale a sensibilizzare la popolazione sull’importanza di formalizzare le denunce, in modo da consentire alle forze dell’ordine di monitorare l’ampiezza del fenomeno e intervenire in modo più efficace. Il secondo punto riguarda la videosorveglianza. Lo scorso anno il Comune ha investito nel potenziamento del sistema con l’installazione di nuove spycam Ocr per la lettura delle targhe su tutto il territorio, un intervento attualmente in fase di completamento. Il prefetto ha indicato la necessità di collegare il sistema comunale al sistema centralizzato nazionale targhe e transiti (Scntt) del Ministero dell’Interno, così da rendere accessibili le immagini anche alle centrali operative delle forze dell’ordine, velocizzando e rendendo più efficaci gli interventi. Infine, Signer ha evidenziato come la collaborazione dei cittadini sia fondamentale in un territorio complesso come quello di Visso, caratterizzato da zone rosse, centro abitato e aree periferiche. "Segnalare tempestivamente movimenti sospetti o situazioni anomale può fare la differenza nella prevenzione dei reati e nell’individuazione dei responsabili", ha dichiarato. In quest’ottica, il prefetto ha ricordato l’opportunità di avviare un controllo di vicinato, attraverso un protocollo con la Prefettura.    

27/03/2026 14:30
Spaccio sul lungomare di Civitanova, fermato 20enne: decisivo l’intervento di due Carabinieri fuori servizio

Spaccio sul lungomare di Civitanova, fermato 20enne: decisivo l’intervento di due Carabinieri fuori servizio

CIVITANOVA MARCHE  - Nelle ultime ore, i militari della locale Stazione hanno denunciato un giovane di 20 anni, cittadino tunisino, senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine, sorpreso mentre cedeva droga. L’episodio si è verificato nei pressi di uno stabilimento balneare sul lungomare Piermanni. Due Carabinieri, liberi dal servizio ma attenti a quanto accadeva intorno a loro, hanno notato movimenti sospetti e deciso di osservare la scena con discrezione. Poco dopo, i militari sono intervenuti bloccando il giovane proprio mentre stava cedendo una dose di cocaina, pari a circa 0,7 grammi, a un 30enne residente a Sant’Elpidio a Mare, ricevendo in cambio 40 euro. Al termine degli accertamenti, il 20enne è stato denunciato all’autorità giudiziaria per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, mentre l’acquirente è stato segnalato alla Prefettura come assuntore per uso personale. La sostanza stupefacente e il denaro ritenuto provento dell’attività illecita sono stati sequestrati.

26/03/2026 15:07
San Ginesio, rifiuta i lavori di pubblica utilità: 44enne finisce ai domiciliari

San Ginesio, rifiuta i lavori di pubblica utilità: 44enne finisce ai domiciliari

Si sono aperte le porte di casa, ma in regime di detenzione, per un 44enne residente a San Ginesio ma originario di San Severino Marche. I carabinieri della locale stazione hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Macerata, che dispone la misura restrittiva a seguito di una complessa vicenda processuale legata al mancato rispetto delle misure di prevenzione. I fatti risalgono al 2023, quando l'uomo si era reso responsabile della violazione degli obblighi della sorveglianza speciale. Per quel reato, l'autorità giudiziaria aveva inizialmente stabilito una pena pecuniaria, poi convertita nella possibilità di svolgere lavori di pubblica utilità, un'alternativa che avrebbe permesso al condannato di evitare la restrizione della libertà personale. Tuttavia, di fronte all'opposizione del 44enne all'esecuzione di tali lavori, il Tribunale non ha potuto far altro che disporre l'ulteriore conversione della pena nella detenzione domiciliare. I militari dell'Arma, dopo aver rintracciato l'uomo e completato le formalità di rito in caserma, lo hanno scortato presso la propria abitazione dove dovrà ora espiare la condanna.  

26/03/2026 15:00
Addio a Mario Pianesi: si è spento a Tolentino il fondatore del "Punto Macrobiotico"

Addio a Mario Pianesi: si è spento a Tolentino il fondatore del "Punto Macrobiotico"

Si è spento nella notte a Tolentino, all'età di 82 anni, Mario Pianesi, figura centrale e controversa del mondo della macrobiotica in Italia. Malato da tempo, è deceduto nell'abitazione del figlio Marco. Nato a Tirana nel 1944 da padre marchigiano e madre montenegrina, Pianesi ha costruito a partire da Macerata un'organizzazione ramificata che ha influenzato per decenni il settore dell'alimentazione naturale e dell'agricoltura biologica. Il suo percorso professionale ha radici negli anni Settanta quando, da autodidatta, iniziò a studiare i legami tra nutrizione e salute, trovando nel testo "Zen Macrobiotica" di George Ohsawa la base teorica per il suo futuro operato. Nel 1980 diede vita all'associazione "Un Punto Macrobiotico" (UPM), un progetto che si è espanso rapidamente fino a diventare una rete nazionale con oltre cento ristoranti, aziende agricole e centri culturali distribuiti in quindici regioni italiane. Pianesi ha legato il suo nome alle cinque diete "Ma-Pi", regimi alimentari che lo hanno portato a ottenere riconoscimenti istituzionali di rilievo, tra cui la nomina a Cavaliere della Repubblica e collaborazioni con la FAO su temi quali ambiente e sicurezza alimentare. Nel corso della sua attività ha incontrato personalità internazionali come Papa Francesco, Fidel Castro e Tara Gandhi, consolidando un'influenza che andava ben oltre i confini del settore erboristico. Tuttavia, l'ultima fase della sua vita è stata pesantemente segnata da vicende giudiziarie. Nel 2018, Pianesi finì al centro di un'inchiesta della Procura che ipotizzava reati gravissimi, tra cui l'associazione a delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù, maltrattamenti ed esercizio abusivo della professione medica. Sebbene molte delle accuse siano successivamente cadute nel corso dell'iter processuale, l'indagine ha profondamente scosso l'immagine del suo movimento.

26/03/2026 12:40
Operazione "Suburra", un 28enne maceratese era il "Padrino": ecco come funzionava la "holding" della droga (VIDEO)

Operazione "Suburra", un 28enne maceratese era il "Padrino": ecco come funzionava la "holding" della droga (VIDEO)

L'indagine della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Ancona, ha svelato i contorni di un’organizzazione criminale transnazionale capace di imporre un vero e proprio monopolio del narcotraffico nelle Marche. Le 12 misure cautelari eseguite all'alba colpiscono un gruppo armato composto da italiani, albanesi e marocchini, con un volume d'affari vertiginoso che si aggirava tra i 150 e i 200 kg di hashish e circa 40 kg di cocaina movimentati ogni singolo mese. L'organizzazione non si limitava allo spaccio tradizionale, ma aveva adottato una precisa strategia aziendale. Al fianco di un gruppo principale dedicato esclusivamente ai grandi quantitativi con carichi non inferiori al chilo, erano stati creati dei "Point", vere e proprie filiali per la vendita al dettaglio situate a Sant’Elpidio a Mare, Fano e Grottammare. Grazie a questa ramificazione, il gruppo era riuscito a controllare capillarmente le province di Macerata, Ancona, Fermo, Ascoli Piceno e Pesaro-Urbino. L'acquisto dello stupefacente avveniva tramite lo shop "La sacra famiglia" attivo su piattaforme di messaggistica (come Telegram e Whatsapp, ndr), ma l'accesso era estremamente blindato. Per evitare infiltrazioni delle forze dell'ordine, l'organizzazione pretendeva dai clienti un'autenticazione rigorosa che prevedeva l'invio della copia fronte/retro della carta d'identità, uno screenshot del proprio profilo Instagram e un selfie dell'acquirente con il documento in mano. Solo dopo aver superato questo controllo i clienti potevano scegliere la qualità della droga dal menù e la modalità di consegna, optando per il servizio a domicilio con supplemento o per la forma del "meet up" in luoghi scelti dal clan. Una volta consumato l'acquisto, era persino possibile lasciare una recensione pubblica sulla puntualità del servizio e sulla qualità del prodotto testato. Al vertice della piramide figura un 28enne originario della provincia di Macerata, già pregiudicato, che gestiva gli ordini direttamente dalla Spagna, dove l'organizzazione aveva trasferito la propria sede logistica. Chiamato da tutti "Padre" o "The God Father", il giovane manteneva i contatti con i fornitori del sud della Spagna, della zona di Roma e con diverse famiglie pugliesi e calabresi. In posizione subordinata si trovavano tre giovanissimi italiani definiti insospettabili, tra i 23 e i 27 anni, a cui erano affidate la contabilità e la gestione quotidiana dei corrieri e dei magazzinieri. L'organizzazione garantiva stipendi fissi molto elevati, con i magazzinieri che guadagnavano 2.500 euro al mese e i corrieri che percepivano 150 euro al giorno più rimborsi spese, arrivando a effettuare anche dieci consegne quotidiane. La ferocia del gruppo è emersa in diversi episodi inquietanti, come quando un esponente di un gruppo barese, tenuto come garanzia nelle Marche, è stato costretto a lanciarsi da un'auto in corsa all'altezza di San Benedetto del Tronto per sfuggire alla vendetta del "Padre" dopo che un affare in Puglia era andato male. In un'altra occasione, il capo aveva persino progettato di uccidere il cane di un associato ritenuto infedele nascondendo dei chiodi all'interno di alcune polpette. L'inchiesta, che si è avvalsa della partecipazione di due agenti sotto copertura, ha portato complessivamente all'arresto di 13 persone e al sequestro di 204 kg di hashish, 5 kg di cocaina e due pistole. All'operazione hanno partecipato centinaia di agenti delle Squadre Mobili regionali e dei Reparti Prevenzione Crimine di diverse regioni italiane. Si ricorda che per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza degli indagati sarà accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna. ++ AGGIORNAMENTO ORE 12:30 ++  Nel corso dell'operazione scattata all'alba di oggi sono stati arrestati in flagranza di reato ulteriori 3 soggetti: due sono stati trovati in possesso di sostanza stupefacente e uno in possesso di un’arma con dei colpi detenuta illegalmente e risultata provento di furto.

26/03/2026 11:50
Menù della droga online, recensioni e spedizioni con "parola d'ordine": operazione "Suburra" tra Macerata e Ancona

Menù della droga online, recensioni e spedizioni con "parola d'ordine": operazione "Suburra" tra Macerata e Ancona

Dalle prime ore dell'alba è in corso una vasta operazione della Polizia di Stato che sta scuotendo le province di Macerata e Ancona. Gli investigatori della Squadra Mobile maceratese, insieme al SISCO e al Servizio Centrale Operativo, hanno dato esecuzione a 12 misure cautelari (8 in carcere e 4 ai domiciliari) smantellando un'associazione criminale armata capace di inondare le Marche con tonnellate di stupefacenti. L'organizzazione operava con una struttura quasi aziendale attraverso un canale di messaggistica su Telegram denominato “La sacra famiglia”. Il sistema era sofisticato: i clienti dovevano inviare una copia del documento d'identità come garanzia prima di poter accedere a veri e propri "menù della droga". Gli acquisti di hashish e cocaina avvenivano all'ingrosso tramite e-commerce dedicati, con tanto di recensioni sulla qualità del prodotto e sulla puntualità del servizio. Le consegne venivano effettuate a domicilio da corrieri express che arrivavano a guadagnare fino a 5mila euro al mese. Per ricevere il pacco era necessaria una parola d'ordine segreta, ma il volto spietato del gruppo emergeva alla prima consegna: i corrieri si presentavano armati di pistola per testare l'affidabilità dell'acquirente. A capo della piramide un uomo chiamato “Padre”, descritto come un leader spietato. Secondo le indagini, avrebbe costretto un collaboratore a lanciarsi da un'auto in corsa in autostrada dopo un affare andato male e avrebbe tentato di uccidere i cani di un associato ritenuto traditore. Il gruppo garantiva assistenza legale ai detenuti fedeli, ma organizzava pestaggi brutali in carcere contro chi osava collaborare con la giustizia. Maggiori dettagli sull'operazione verranno forniti alle ore 11:00 durante la conferenza stampa presso la Questura di Ancona, alla presenza del Procuratore della Repubblica e dei dirigenti della Squadra Mobile di Macerata. ++ AGGIORNAMENTO ORE 12:00 ++ UN 28ENNE MACERATESE ERA A CAPO DEL CLAN E SI FACEVA CHIAMARE "PADRE": QUI TUTTI I DETTAGLI

26/03/2026 09:10
San Severino, sterpaglie a fuoco in località Pitino: brucia un ettaro di terreno

San Severino, sterpaglie a fuoco in località Pitino: brucia un ettaro di terreno

Un incendio di sterpaglie ha interessato nella mattinata di oggi località Pitino, nel comune di San Severino Marche. L'allarme è scattato intorno alle 10:30, mobilitando i soccorsi per circoscrivere le fiamme che si stavano propagando su un'area di vegetazione spontanea. Sul luogo dell'evento è intervenuta la squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Tolentino. Gli operatori, avvalendosi di un’autobotte e di due mezzi 4x4, hanno lavorato per arginare il fronte del fuoco, confermando successivamente di aver provveduto allo spegnimento delle fiamme e alla messa in sicurezza dell’area. Secondo i dati tecnici forniti dai soccorritori, il rogo ha coinvolto circa un ettaro di terreno. Dalle verifiche effettuate, non si registrano persone coinvolte e non sono stati riportati danni a strutture o abitazioni limitrofe. Oltre al personale del 115, sono intervenuti i carabinieri forestali per svolgere gli accertamenti necessari a stabilire l'esatta dinamica dell'accaduto.

25/03/2026 17:40
Maceratese, inizio di primavera gelido: in arrivo venti di tempesta e neve a quote collinari

Maceratese, inizio di primavera gelido: in arrivo venti di tempesta e neve a quote collinari

La Protezione Civile delle Marche ha emesso un'allerta meteo, valida dalla mezzanotte di giovedì 26 marzo alla mezzanotte di venerdì 27 marzo, che delinea un quadro di forte instabilità per tutta la provincia di Macerata. L'avviso istituzionale pone particolare enfasi sul peggioramento delle condizioni meteo che colpirà sia l'entroterra che la fascia costiera, con fenomeni che spaziano dalle raffiche di vento eccezionali al ritorno della neve a quote basse. Nelle aree interne della Zona 3 (entroterra maceratese), l'allerta è a livello giallo e prevede - già per le prime ore della notte - venti sud-occidentali con raffiche fino a burrasca forte e punte comprese tra 75 e 88 km/h. Parallelamente, per la Zona 4 (costa e collina maceratese), la criticità sale a livello arancione per vento e mareggiate. In questo settore, a partire dalla mattinata di giovedì, si attende una rotazione dei venti dai quadranti settentrionali con raffiche che potranno raggiungere l'intensità di tempesta, toccando i 102 km/h specialmente lungo il litorale. Il bollettino segnala inoltre precipitazioni diffuse su tutto il territorio , con il limite delle nevicate in rapido abbassamento fino a circa 500-600 metri di altitudine. Non si escludono tuttavia temporanei abbassamenti della quota neve o la comparsa di neve tonda e acqua mista a neve fino alle zone pianeggianti e costiere in corrispondenza dei rovesci più intensi. Il mare risulterà da molto mosso ad agitato, determinando il rischio di mareggiate lungo l'intero litorale provinciale. Temperature massime in evidente calo: non raggiungeranno i 10 gradi nella città di Macerata (8 i gradi previsti di massima, 6 i gradi di minima) sia nella giornata di giovedì che nella giornata di venerdì. 

25/03/2026 15:40
Clonano account Facebook e chiedono dati bancari: scatta l’allarme truffe digitali a San Severino

Clonano account Facebook e chiedono dati bancari: scatta l’allarme truffe digitali a San Severino

San Severino Marche – Vittima di una sofisticata truffa informatica basata sul cosiddetto “social engineering”. Protagonista della vicenda è un sessantenne settempedano, operaio, la cui identità digitale è stata utilizzata da ignoti per tentare di raggirare amici e conoscenti. I malviventi hanno creato un profilo Facebook “clone”, riproducendo foto e informazioni pubbliche dell’uomo, per poi contattare la sua rete di amici tramite messaggi privati. Con il pretesto di una raccolta fondi a favore di un’associazione di volontariato per anziani, il truffatore ha richiesto l’inserimento di dati bancari sensibili. A far fallire il tentativo è stata la prontezza dei contatti della vittima: insospettiti dalla richiesta anomala, nessuno ha fornito informazioni personali e alcuni hanno subito avvisato il diretto interessato, permettendo l’attivazione immediata delle procedure di sicurezza. L’uomo si è quindi rivolto al Comando della Polizia Locale di San Severino Marche per sporgere denuncia. Gli agenti sono intervenuti tempestivamente, mettendo in sicurezza il profilo e avviando le indagini per risalire all’autore della tentata truffa. Il comandante, vice commissario Adriano Bizzarri, invita a prestare la massima attenzione, distinguendo tra profili “clonati” e profili “hackerati”: nel primo caso viene creato un account falso che imita quello reale, mentre nel secondo si verifica la sottrazione delle credenziali con conseguente esclusione del proprietario. Le forze dell’ordine ricordano che nessuna istituzione o associazione seria richiede dati bancari o codici di accesso tramite social o telefono. Per prevenire episodi simili, è consigliabile limitare la visibilità delle informazioni personali e verificare sempre eventuali richieste sospette contattando direttamente la persona interessata attraverso altri canali.    

25/03/2026 15:24
Civitanova, bancarotta fraudolenta: arrestato un 56enne

Civitanova, bancarotta fraudolenta: arrestato un 56enne

Civitanova Marche – Prosegue senza sosta l’attività di controllo del territorio e l’esecuzione dei provvedimenti giudiziari da parte dei Carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche. Nelle ultime ore, i militari della locale Stazione hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Fermo. Il provvedimento ha colpito un uomo di 56 anni, originario di Napoli, residente a Civitanova Marche ma di fatto domiciliato a Porto Sant’Elpidio, riconosciuto colpevole del reato di bancarotta fraudolenta per fatti commessi nel 2012 nel comune di Fermo. Secondo quanto disposto dall’Autorità Giudiziaria, l’uomo dovrà scontare tre anni di reclusione. Al termine delle formalità di rito svolte presso la caserma dei Carabinieri, il 56enne è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Fermo, dove rimarrà a disposizione della magistratura per l’espiazione della sentenza definitiva.    

25/03/2026 13:53
Truffe, furti e circonvenzione di incapace: 38enne di Treia condannato

Truffe, furti e circonvenzione di incapace: 38enne di Treia condannato

Treia – Si è concluso il percorso giudiziario di un 38enne residente a Treia, già noto agli uffici giudiziari, con l’esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona. L’uomo dovrà espiare una pena definitiva di 2 anni e 9 mesi di reclusione, oltre a una sanzione pecuniaria di 1.200 euro, a seguito di un cumulo di condanne per reati commessi tra il 2010 e il 2025. Il curriculum criminale dell’uomo è variegato: tra i reati contestati figurano guida in stato di ebbrezza, truffa aggravata, appropriazione indebita, furto in abitazione, indebito utilizzo di carte di credito e circonvenzione di incapace. Dopo le formalità di rito presso la caserma dei Carabinieri di Treia, l’uomo è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Fermo, dove sconterà la pena in regime di semilibertà, come disposto dall’Autorità Giudiziaria. L’operazione dei Carabinieri locali rappresenta la conclusione di una vicenda penale lunga più di un decennio, ponendo fine a un accumulo di condanne per diverse tipologie di reato, alcune delle quali di particolare gravità.

25/03/2026 13:37
Falsi corsi di sicurezza e infortunio sul lavoro: società edile sotto indagine a Macerata. Tre denunciati

Falsi corsi di sicurezza e infortunio sul lavoro: società edile sotto indagine a Macerata. Tre denunciati

I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Macerata hanno condotto un’articolata attività investigativa nei confronti di una società edile impegnata in un cantiere della ricostruzione in provincia di Macerata, facendo emergere gravi violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Al termine degli accertamenti, il datore di lavoro, un socio occulto dell’impresa e l’amministratore di una società di formazione sulla sicurezza con sede fuori regione sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Macerata. L’indagine è scattata in seguito a un infortunio sul lavoro subito da un operaio straniero. Da quel momento, i militari del NIL hanno avviato un controllo approfondito nel cantiere in cui la ditta operava in subappalto. L’intervento non si è limitato ai consueti accertamenti amministrativi, ma ha consentito di far emergere condotte di rilevanza penale. Oltre alle violazioni già sanzionate relative all’organizzazione del cantiere e alle misure di sicurezza adottate, l’attività investigativa ha portato alla luce ulteriori irregolarità ritenute particolarmente gravi perché incidenti direttamente sulla salute e sull’incolumità dei lavoratori. Secondo quanto accertato dai Carabinieri, il datore di lavoro e il socio occulto della ditta ispezionata, in concorso con l’amministratore della società di formazione, avrebbero falsamente attestato l’avvenuta erogazione della formazione e dell’addestramento obbligatorio per sei lavoratori, tutti di nazionalità egiziana. Una condotta che, secondo gli investigatori, ha esposto i lavoratori a gravi rischi, dal momento che gli stessi sarebbero stati impiegati in mansioni specifiche senza aver mai ricevuto la necessaria preparazione tecnica né la conoscenza delle procedure di sicurezza indispensabili per operare in cantiere. Circostanza che avrebbe anche contribuito al verificarsi di un infortunio sul lavoro avvenuto nell’ottobre del 2024. Al termine delle verifiche, il datore di lavoro, il socio occulto e il formatore per la sicurezza sono stati quindi deferiti alla Procura maceratese per reati connessi alla falsità in atti, alla violazione degli obblighi in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e per aver contribuito, con la loro condotta omissiva, al verificarsi dell’infortunio. I Carabinieri del NIL e del Comando provinciale di Macerata hanno fatto sapere che i controlli proseguiranno anche nei prossimi mesi, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori e contrastare ogni forma di sfruttamento della manodopera.

25/03/2026 13:35
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