I Carabinieri della Stazione di Montelupone, con il supporto dei colleghi di Recanati, hanno arrestato in flagranza un 28enne residente a Montecassiano, già noto alle forze dell’ordine, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
L’operazione è scattata nell’ambito di un servizio mirato di polizia giudiziaria. I militari hanno sorpreso il giovane mentre cedeva 5 grammi di hashish a un uomo di 57 anni, residente a Recanati.
A seguito dell’intervento, i Carabinieri hanno esteso i controlli alla persona e successivamente all’abitazione del sospettato. La perquisizione ha consentito di rinvenire e sequestrare un ingente quantitativo di droga: 25 grammi di cocaina già suddivisi in 34 dosi pronte per lo spaccio, 90 grammi di hashish e 100 grammi di marijuana, oltre a materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi.
Tutto lo stupefacente e il materiale rinvenuto sono stati posti sotto sequestro. Al termine delle operazioni di fotosegnalamento, il 28enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa dell’udienza di convalida disposta dall’autorità giudiziaria.
Controlli straordinari dei Carabinieri nel territorio della Compagnia di Tolentino, con un servizio coordinato finalizzato a sicurezza stradale, contrasto agli stupefacenti e prevenzione dei reati nelle aree sensibili del comprensorio. L’operazione ha coinvolto 6 pattuglie e 12 militari, impegnati in verifiche su strade, luoghi di aggregazione ed esercizi pubblici.
A Sarnano i Carabinieri hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un 46enne del posto, già condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia commessi fino al 2020 a Urbisaglia. L’uomo, rintracciato dai militari, è stato trasferito alla Casa di Reclusione di Fermo.
Sul fronte stupefacenti, a Caldarola una 26enne residente a Castelfidardo è stata denunciata per falsità materiale dopo aver esibito una carta d’identità manomessa (priva di microchip). La giovane è stata inoltre segnalata come assuntrice per il possesso di 0,5 grammi di hashish.
A Tolentino sono stati invece segnalati alla Prefettura due operai edili di 32 e 22 anni, trovati in possesso di modiche quantità di hashish.
Sempre a Tolentino, un 39enne del posto è stato sanzionato per guida in stato di ebbrezza (art. 186 C.d.S.), con un tasso alcolemico pari a 0,71 g/l. Per lui è scattato il ritiro immediato della patente.
Nel complesso, il servizio ha portato all’identificazione di 66 persone, all’ispezione di 8 esercizi pubblici e all’elevazione di 2 sanzioni per violazioni al Codice della Strada.
Un uomo di 45 anni, residente a Montelupone, è stato arrestato dai Carabinieri dopo aver aggredito la moglie convivente. L’intervento è avvenuto nella mattinata di ieri a seguito di una richiesta di aiuto da parte della donna.
Secondo quanto ricostruito, i militari della Stazione di Recanati, con il supporto dei colleghi di Montelupone, sono intervenuti presso l’abitazione dell’uomo, già sottoposto alla misura alternativa della detenzione domiciliare. Al culmine di una lite, il 45enne avrebbe aggredito verbalmente e fisicamente la moglie, 44 anni, provocandole lesioni.
La donna è riuscita a fuggire dall’abitazione e a rifugiarsi nella casa di un vicino, da cui è stato poi richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
Dopo le verifiche e le formalità di rito, l’uomo è stato arrestato e trasferito presso la Casa Circondariale di Ancona Montacuto, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Scontro tra un’auto e un furgone questa mattina a Montefano, intorno alle ore 11, all’incrocio tra via Matteotti e via della Repubblica.
Per cause ancora in corso di accertamento, i due mezzi si sono entrati in collisione all’intersezione stradale. L’impatto ha reso necessario l’intervento dei sanitari del 118, dei vigili del fuoco e della polizia locale, impegnata nei rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.
Secondo le prime informazioni, il conducente dell’auto ha riportato solo lievi ferite ed è stato assistito sul posto. L’uomo alla guida del furgone è invece rimasto praticamente illeso.
La circolazione nella zona ha subito temporanei rallentamenti durante le operazioni di soccorso e messa in sicurezza dell’area.
Sarà celebrato domani - sabato 18 aprile - il funerale di Giuseppe Canuti, lo stimato allenatore di 59 anni stroncato da un malore lunedì scorso durante la partita della categoria Allievi del San Claudio. A quattro giorni dall'immane tragedia che ha scosso il mondo del calcio dilettantistico marchigiano, la Procura di Macerata ha concesso il nullaosta per la sepoltura.
Nella giornata di oggi, presso l’obitorio dell’ospedale di Macerata, il medico legale Roberto Scendoni ha effettuato l’autopsia disposta dal sostituto procuratore Enrico Riccioni. L’esame ha confermato come il decesso sia riconducibile a un problema cardiaco, sopraggiunto improvvisamente durante l'intervallo del match. L'indagine, che non vede alcun indagato, si chiude dunque con l’accertamento della causa naturale del malore, a nulla essendo valsi i disperati soccorsi prestati sul campo dai presenti e dai sanitari del 118.
La salma è stata restituita ai familiari per l'ultimo saluto. Da questo pomeriggio è possibile rendere omaggio a Giuseppe presso l'obitorio dell'ospedale di Macerata, mentre il funerale si svolgerà domani, sabato 18 aprile, alle ore 15:30, presso la chiesa di San Francesco.
La scomparsa del "Mister" lascia un vuoto incolmabile non solo nella società Asd San Claudio, ma soprattutto nella sua famiglia: Giuseppe lascia la mamma Peppina, i figli Lorenzo ed Alessandro, la compagna Eva e il fratello Andrea. Domani l'intera comunità si stringerà intorno a loro per accompagnare nel suo ultimo viaggio un uomo che ha dedicato la vita ai giovani e allo sport.
I Carabinieri della Compagnia di Camerino, insieme al Nucleo Ispettorato del Lavoro di Macerata, hanno effettuato un controllo in un cantiere edile impegnato nella ricostruzione post-sisma 2016 nel territorio comunale di Camerino.
L’ispezione ha riguardato la verifica del rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro all’interno di un’area in cui operavano più imprese. Nel corso degli accertamenti sono emerse diverse irregolarità, tra cui carenze nelle misure di prevenzione degli infortuni, impianti elettrici non conformi e mancanza di adeguata formazione del personale.
Per tali violazioni sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica due amministratori unici di società edili con sedi legali nelle province di Pescara e Piacenza.
Nel corso del controllo è stato inoltre identificato un lavoratore di 23 anni, di nazionalità egiziana e residente nella provincia di Pavia, che ha esibito un documento di identità risultato falso. Anche per lui è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria.
Complessivamente sono state elevate sanzioni amministrative per un importo di circa 20.000 euro.
Nel comune di San Severino Marche, i Carabinieri della Compagnia di Tolentino hanno effettuato nelle ultime ore tre interventi distinti che hanno portato a denunce, sequestri di droga e al rinvenimento di armi improprie.
Il primo episodio riguarda una rissa avvenuta nei pressi di piazza Don Minzoni, ricostruita grazie alle immagini della videosorveglianza e all’intervento dei militari della Stazione locale e dell’Aliquota Radiomobile. Tre giovani del posto, di 21, 22 e 25 anni, già noti alle forze dell’ordine, si erano incontrati per chiarire vecchi contrasti, passando rapidamente allo scontro fisico. Per i tre è scattata la denuncia per rissa. Sul posto i Carabinieri hanno sequestrato un taglierino e una bottiglia abbandonati a terra. Nessuno ha riportato lesioni gravi.
Il secondo intervento ha riguardato un 29enne settempedano denunciato per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, a seguito di un incidente frontale avvenuto il 21 marzo lungo la S.P. 121, nel quale era rimasto ferito un 57enne. Gli esami effettuati presso l’ospedale “Torrette” di Ancona hanno evidenziato la positività a cannabinoidi, cocaina, ketamina e benzodiazepine. Sono stati disposti il ritiro della patente e il sequestro del veicolo.
Infine, l’Aliquota Radiomobile ha controllato un 63enne del posto sottoposto alla detenzione domiciliare. Nell’abitazione i militari hanno rinvenuto 3,5 grammi di hashish e un coltello con residui della stessa sostanza. L’uomo è stato segnalato alla Prefettura di Macerata come assuntore e la sua posizione è ora al vaglio del Tribunale di Sorveglianza di Ancona.
Un lungo inseguimento notturno tra Civitanova Marche e la costa ha portato all’arresto di un giovane di 24 anni da parte della Polizia di Stato. L’operazione è scattata dopo che il conducente di un’Audi A6 non si è fermato all’alt intimato dagli agenti del commissariato di Civitanova Marche, dando origine a una fuga durata circa 50 minuti.
A bordo del veicolo si trovavano due persone. Alla richiesta di fermarsi, il conducente ha accelerato, mettendo in atto manovre pericolose nel tentativo di sottrarsi al controllo. Durante l’inseguimento, a cui si sono aggiunte un’altra volante della Polizia e una pattuglia dei Carabinieri, il mezzo ha attraversato Civitanova Alta, Potenza Picena, la Strada Regina, Porto Recanati e Loreto, per poi tornare verso la Statale 16 Adriatica.
La fuga si è conclusa nei pressi di uno stabilimento balneare di Civitanova Marche, dove l’auto si è fermata in prossimità del sottopasso ferroviario sul torrente Asola. A quel punto i due occupanti sono scesi e hanno tentato la fuga a piedi lungo la spiaggia.
Uno dei due è riuscito a dileguarsi, mentre il conducente si è gettato in mare nel tentativo di sottrarsi all’arresto. Gli agenti lo hanno raggiunto e riportato a riva, riuscendo dopo una colluttazione a bloccarlo e ammanettarlo.
Durante le fasi concitate dell’arresto, l’uomo ha tentato di disfarsi di alcuni effetti personali, gettando in mare una giacca e del denaro contante, rendendo impossibile il recupero a causa del buio.
La successiva perquisizione del veicolo ha permesso di rinvenire 0,8 grammi di cocaina, subito sequestrati.
Il fermato, un 24enne di nazionalità egiziana, senza fissa dimora e con numerosi precedenti di polizia, è stato tratto in arresto e trattenuto presso il Commissariato in attesa dell’udienza di convalida. Dagli accertamenti è emerso che non era in possesso di patente di guida e che l’auto, intestata a terzi, risultava priva di copertura assicurativa.
Sono in corso ulteriori indagini da parte della Polizia di Stato di Civitanova Marche.
Negli ultimi mesi si registra un aumento delle truffe informatiche a Civitanova Marche, con danni economici rilevanti per le vittime. A segnalarlo è la Polizia di Stato, che in diversi casi è riuscita a individuare i responsabili, bloccare i conti correnti utilizzati dai truffatori e recuperare parte delle somme sottratte.
Tra gli episodi più significativi, quello che ha coinvolto una giovane donna raggirata attraverso un falso lavoro online. Con la promessa di guadagni facili, legati all’attività di mettere “like” su video pubblicati su una piattaforma social, i truffatori hanno inizialmente conquistato la sua fiducia accreditandole piccole somme. Successivamente le hanno chiesto versamenti sempre più consistenti per “incrementare i profitti”. La vittima si è resa conto della truffa solo dopo aver perso circa 15mila euro. Grazie all’intervento degli agenti del commissariato di pubblica sicurezza, è stato possibile bloccare alcuni conti e recuperare circa 9mila euro.
Ancora più ingente il raggiro ai danni di un trentenne, contattato tramite un sms che segnalava un presunto addebito fraudolento sul suo conto corrente. Subito dopo, i malviventi, fingendosi operatori antifrode di un istituto di pagamento, lo hanno convinto a trasferire i propri risparmi su un conto “sicuro”. Preso dal panico, l’uomo ha effettuato bonifici istantanei per oltre 50mila euro. Solo dopo essersi confidato con i familiari ha compreso l’inganno e si è rivolto alla Polizia. Le indagini hanno permesso di bloccare tre conti correnti e congelare circa 35mila euro, che saranno restituiti al termine delle procedure.
Esito parziale, invece, per una coppia di imprenditori vittima di un raggiro analogo, che ha comportato una perdita di circa 29mila euro. In questo caso, la segnalazione tardiva ha reso più difficile il recupero delle somme: gli investigatori sono riusciti a sequestrare circa 4mila euro, mentre il resto era già stato disperso attraverso prelievi e pagamenti.
Le indagini hanno comunque consentito di individuare alcuni componenti del gruppo criminale, tutti italiani e residenti nella provincia di Caserta, ritenuti legati ad ambienti della criminalità organizzata. Alcuni di loro risultano già noti alle forze dell’ordine per precedenti gravi. Nei loro confronti è scattata la denuncia per truffa in concorso e riciclaggio.
La Polizia di Stato rinnova l’appello alla massima prudenza: "Dffidare da offerte di guadagni facili online e da messaggi che segnalano presunti problemi bancari. In caso di dubbi, è fondamentale verificare direttamente con il proprio istituto di credito o rivolgersi agli uffici di Polizia prima di effettuare qualsiasi operazione".
Nuovi episodi di abbandono illecito di rifiuti sono stati scoperti nei territori di Civitanova Marche, Montecosaro e Serrapetrona. A individuare i materiali abbandonati sono state le Guardie Venatorie Volontarie della Federcaccia Provinciale, impegnate in attività di controllo capillare del territorio.
Nel corso delle verifiche sono stati rinvenuti rifiuti di vario genere: un frigorifero, una televisione, numerosi materiali plastici e macerie provenienti da demolizioni edilizie. I rifiuti erano stati lasciati lungo fossati e in aree boschive, contribuendo a un significativo impatto ambientale e al degrado del paesaggio.
Le operazioni sono state coordinate dalla Polizia Provinciale di Macerata, che è intervenuta tempestivamente per avviare la rimozione dei rifiuti e per cercare di risalire ai responsabili di questi atti illegali.
"Il costante presidio del territorio, reso possibile dalla collaborazione tra Polizia Provinciale e Guardie Venatorie Volontarie, continua a rappresentare un importante strumento di tutela ambientale e contrasto agli illeciti", si legge in una nota di Federcaccia.
Le autorità invitano i cittadini a collaborare segnalando eventuali situazioni sospette o casi di abbandono di rifiuti. Per le segnalazioni è possibile contattare la centrale operativa della Polizia Provinciale al numero verde 800 21 66 59 oppure il coordinamento provinciale delle Guardie Venatorie Volontarie della Federcaccia Provinciale di Macerata al numero 339 5981898.
MONTECOSARO – Un incendio è divampato intorno alle 21:15 di questa sera in via Santa Caterina, distruggendo un capanno e causando l'esplosione di una bombola. Il bilancio è di un uomo rimasto leggermente ferito nel tentativo di contrastare le fiamme.
Il rogo, scaturito per cause accidentali, ha avvolto rapidamente la struttura. Il calore ha innescato la deflagrazione della bombola, mentre il fumo ha raggiunto in breve tempo l'edificio adiacente. Un residente, che aveva tentato di domare le fiamme prima dell'arrivo dei soccorsi, è stato preso in cura dal personale del 118 e trasportato in ospedale per accertamenti a seguito delle lievi ferite riportate.
I Vigili del Fuoco, intervenuti immediatamente, hanno spento le fiamme e messo in sicurezza l'intera area. Sono attualmente in corso le operazioni di bonifica per eliminare ogni focolaio residuo e verificare l'agibilità degli spazi coinvolti.
Proseguono i controlli dei Carabinieri contro le truffe online nel territorio fermano, con due distinte operazioni che hanno portato alla denuncia di tre persone.
A Montegiorgio, i militari della locale Stazione hanno denunciato per concorso in truffa due uomini, rispettivamente di 58 e 30 anni. I due, con il pretesto di noleggiare un’autovettura alla vittima, erano riusciti a farsi accreditare la somma di 640 euro su un IBAN riconducibile al 58enne. Per portare avanti le trattative era stata utilizzata un’utenza telefonica intestata al complice più giovane. Una volta incassato il denaro, però, i due si sono resi irreperibili, facendo perdere le proprie tracce.
Un episodio analogo si è verificato a Pedaso, dove i Carabinieri hanno denunciato un uomo di 40 anni al termine di un’attività investigativa avviata a seguito della querela di un giovane del posto. Gli accertamenti, condotti attraverso l’analisi dei tabulati telefonici e della documentazione bancaria, hanno permesso di ricostruire la truffa: il quarantenne aveva pubblicizzato la vendita del motore di una Bmw su un sito specializzato, inducendo l’acquirente a versare 1.200 euro su un conto corrente a lui intestato. Anche in questo caso, una volta ricevuto il pagamento, l’uomo è sparito senza spedire la merce.
Le indagini condotte dai Carabinieri hanno consentito di identificare i responsabili dei raggiri, confermando ancora una volta l’importanza della prudenza negli acquisti e nelle transazioni online.
Si sono riaperte le porte del carcere per un 42enne residente a San Ginesio, arrestato dai carabinieri della locale stazione in esecuzione di un'ordinanza di espiazione di pena detentiva. Il provvedimento, emesso lo scorso 14 aprile dall'Ufficio di Sorveglianza di Macerata, ha disposto la sospensione immediata della misura alternativa di cui l'uomo stava beneficiando.
Il 42enne si trovava infatti in regime di affidamento in prova ai servizi sociali, una concessione che gli permetteva di scontare la pena fuori dal penitenziario, a patto di rispettare rigide prescrizioni. Tuttavia, la condotta dell'uomo non è passata inosservata: i militari dell'Arma, durante i consueti controlli di rito e l’attività di vigilanza sul territorio, hanno accertato e segnalato plurime violazioni alle regole imposte dal magistrato.
Le irregolarità riscontrate hanno spinto l'autorità giudiziaria a revocare il beneficio, ritenendo necessaria la custodia in una struttura detentiva. Dopo l'arresto e l'espletamento delle formalità burocratiche presso la caserma di San Ginesio, l'uomo è stato trasferito alla casa circondariale di Fermo. Qui resterà a disposizione dei magistrati per l’espiazione della pena residua, mettendo fine al periodo di libertà vigilata.
SERRAPETRONA - Tragico incidente stradale nel tardo pomeriggio di oggi lungo la SS77 Var, nei pressi dell’uscita di Caccamo in direzione Civitanova Marche.
Intorno alle 17.30, un’autovettura si è ribaltata sulla carreggiata in prossimità di una curva, per cause ancora in corso di accertamento, coinvolgendo due persone rimaste intrappolate tra le lamiere.
A perdere la vita è stato Angelo Di Mascia, 89enne residente a Porto Sant'Elpidio. Con lui viaggiava una ragazza di 25 anni, rimasta ferita nell’impatto e trasportata all’ospedale di ospedale di Macerata per le cure del caso.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, che hanno operato per estrarre gli occupanti in collaborazione con il personale sanitario del 118. Per l’anziano non c’è stato nulla da fare: i sanitari hanno potuto soltanto constatarne il decesso.
A seguito dell’incidente, la carreggiata in direzione mare è stata chiusa al traffico per consentire le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza dell’area. Sul posto presenti anche i Carabinieri di Tolentino, impegnati nei rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
Si sono registrati disagi alla circolazione lungo il tratto interessato, con rallentamenti e deviazioni.
Prosegue l’attività di controllo del territorio da parte dei carabinieri della Compagnia di Tolentino. Nella giornata odierna, i militari della stazione di Urbisaglia hanno rintracciato e tratto in arresto un uomo di 56 anni, di origini foggiane e residente a Torino, ma di fatto domiciliato da tempo nel comune marchigiano.
L’operazione è scattata in esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura della detenzione domiciliare, emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Torino. Il soggetto, già noto alle forze dell’ordine per diversi precedenti di polizia, deve espiare una pena di due mesi di reclusione. Il provvedimento è l'atto finale di una condanna definitiva per il reato di ricettazione, commesso nel capoluogo piemontese nell'anno 2010.
I militari dell'Arma, dopo aver individuato l'uomo presso la sua abitazione di Urbisaglia, hanno proceduto alla notifica dell'atto e all'espletamento delle formalità di rito presso la locale caserma. Al termine delle operazioni burocratiche, il 56enne è stato ricondotto presso il proprio domicilio, dove permarrà in regime di detenzione a disposizione dell’autorità giudiziaria mandante per l'intera durata della pena.
Arrestato un 19enne per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. È il bilancio di un controllo effettuato nella serata di ieri a San Severino Marche dai Carabinieri della Compagnia di Camerino.
Il giovane, di origini albanesi e residente in città, è stato notato dai militari durante un normale servizio di pattugliamento mentre mostrava un atteggiamento sospetto, apparendo fin da subito agitato e guardingo alla vista delle forze dell’ordine. Un comportamento che ha spinto i Carabinieri ad approfondire gli accertamenti.
La successiva perquisizione personale e domiciliare ha permesso di rinvenire 151 grammi di hashish, già suddivisi in più dosi, oltre a un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento e 190 euro in contanti, ritenuti probabile provento dell’attività di spaccio. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro.
Al termine delle operazioni di identificazione presso la Compagnia di Camerino, il 19enne è stato dichiarato in arresto e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida prevista per oggi.
Un gesto di distrazione che poteva costare caro a un uomo di 65 anni residente a Pollenza, vittima del furto del proprio cellulare durante una cena tra amici. L'episodio si è verificato all'interno di un locale pubblico a Urbisaglia, dove l'uomo stava trascorrendo la serata. Verso la fine della cena, il gruppo ha deciso di spostarsi all'esterno per proseguire il convivio, ma il 65enne ha lasciato momentaneamente il suo IPhone 15 incustodito sul tavolo.
L’occasione non è sfuggita a un dipendente della struttura, un cameriere di 25 anni residente a Urbisaglia, che ha approfittato dell'assenza del proprietario per appropriarsi del costoso dispositivo. Una volta rientrato nel locale e accortosi della sparizione, l’uomo ha chiesto spiegazioni sia ai titolari che al personale di sala, ricevendo però solo risposte negative. Di fronte all'evidenza del furto, la vittima non ha potuto far altro che rivolgersi ai carabinieri della stazione di Pollenza per sporgere denuncia.
Le indagini dei militari sono state rapide ed efficaci. Grazie a una precisa attività di geolocalizzazione, i carabinieri sono riusciti a rintracciare il telefono, accertando che il segnale proveniva proprio dall'abitazione del giovane cameriere a Urbisaglia. A seguito di un controllo approfondito, la refurtiva è stata rinvenuta nella materiale disponibilità del ragazzo. Il cellulare è stato immediatamente recuperato e restituito al legittimo proprietario, mentre per il 25enne è scattata la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica per il reato di furto aggravato.
Una comunità sotto shock, un campo da calcio diventato improvvisamente luogo di dolore. La scomparsa di Giuseppe Canuti, allenatore degli Allievi del San Claudio Calcio, ha lasciato un vuoto profondo non solo nella società, ma in tutto il movimento calcistico dilettantistico marchigiano.
A quasi due giorni dalla tragedia, è proprio l'Asd San Claudio Calcio a dare voce al ricordo più autentico e toccante, affidando ai social parole cariche di affetto e riconoscenza, accompagnate da immagini che raccontano una vita spesa sul campo, tra i suoi ragazzi: “Ciao mister, ci piace ricordarti così, felice con i tuoi ragazzi per i quali hai dato l'anima. Non è un caso che molti ragazzi che ora giocano in prima squadra siano passati sotto la tua guida tecnica, ma soprattutto umana... e siamo sicuri che ce ne saranno tanti altri. Sempre col sorriso stampato in bocca, la passione per questo sport e per questi colori. Hai lasciato di te un ottimo ricordo a chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerti dentro e fuori dal campo. Grazie di tutto mister!”.
Parole che restituiscono il ritratto di un uomo prima ancora che di un allenatore: un educatore, una guida, un punto di riferimento per generazioni di giovani calciatori. Intanto, da tutto il territorio continuano ad arrivare messaggi di cordoglio e vicinanza. Tra questi quello della S.S. Maceratese, che ha voluto sottolineare il valore umano e sportivo del mister: “La S.S. Maceratese esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Giuseppe Canuti, partecipando con rispetto al lutto della sua famiglia e della comunità del San Claudio Calcio, profondamente colpite da una perdita dolorosa ed improvvisa. È anche in questi momenti che il calcio e lo sport regionale si uniscono in un sentimento condiviso di vicinanza e raccoglimento, riconoscendo il valore di chi ha dedicato, fino all’ultimo, la propria presenza e il proprio impegno al campo e alla crescita dei più giovani. Un pensiero di sincera vicinanza anche al figlio Lorenzo, giocatore della Cluentina”.
Profondo il messaggio anche del Trodica Calcio, squadra avversaria nella partita durante la quale si è consumata la tragedia: “La società Trodica Calcio si stringe con profondo dolore attorno alla famiglia di Giuseppe Canuti, allenatore degli Allievi del San Claudio, venuto a mancare tragicamente al campo sportivo. Giuseppe, uomo di calcio e figlio della comunità di Morrovalle, lascia un vuoto immenso non solo tra chi ha condiviso con lui il campo, ma in tutto il nostro territorio. Alla sua famiglia, ai suoi ragazzi e a tutta la società San Claudio va il nostro abbraccio più sincero. Ciao Mister. Riposa in pace”.
A unirsi al cordoglio anche il Corridonia Calcio: “In questo triste momento per il calcio marchigiano, la società tutta del Corridonia Calcio si stringe con profonda commozione attorno alla famiglia, agli amici ed alla società ASD San Claudio, per l’improvvisa e dolorosa perdita di Giuseppe Canuti”.
E anche l’A.C. Morrovalle, la comunità d’origine del mister: “La società A.C. Morrovalle esprime il proprio cordoglio per la dolorosa perdita che ha colpito la nostra comunità. Noi tutti ci stringiamo con affetto attorno alla famiglia Canuti, condividendo il loro immenso dolore. Che il ricordo e i valori lasciati possano continuare a vivere nel tempo. Sentite condoglianze. Ciao mister.”
Il calcio dilettantistico marchigiano si stringe così attorno alla famiglia e al San Claudio, in un abbraccio collettivo che testimonia quanto fosse profondo il segno lasciato da Canuti.
Al momento, il funerale non è stato ancora fissato. Prima di dare il via libera, il pubblico ministero Enrico Riccioni sta effettuando alcuni accertamenti per verificare se il regolamento della FIGC preveda l’obbligo di certificati medici anche per gli allenatori delle squadre di calcio e, in caso affermativo, se il 59enne ne fosse in possesso. Solo al termine di queste verifiche la Procura potrà autorizzare le esequie.
Si è conclusa con un nobile gesto di solidarietà la vicenda giudiziaria discussa ieri davanti al Giudice di Pace di Camerino. Un tecnico di cantiere, vittima di minacce di morte durante l’attività lavorativa, ha scelto di devolvere l'intero risarcimento ottenuto all'Associazione Nazionale Carabinieri (ANC), l’ente impegnato quotidianamente in attività di volontariato a supporto del territorio maceratese.
L’episodio all’origine del processo era avvenuto all’interno di un cantiere edile a Pieve Torina. L’imputato, un cittadino di origini egiziane, era accusato di aver minacciato di morte l’ingegnere tecnico responsabile del cantiere, un gesto scaturito da presunti mancati pagamenti da parte della ditta esecutrice dei lavori. Al termine dell'udienza presieduta dalla dott.ssa Carlini, il professionista ha accettato le scuse formali dell'imputato e ha incassato la somma stabilita come congruo ristoro per il danno subito.
Senza esitazione, l'ingegnere ha consegnato la cifra "seduta stante" al Presidente dell’ANC di Tolentino, presente in aula. Il gesto ha riscosso il plauso dei vertici dell'Arma in congedo: l’Ispettore Regionale, gen. Tito Baldi Honorati, e il Coordinatore Provinciale dell’ANC, cap. Giuseppe Losito, hanno espresso il proprio profondo ringraziamento al cittadino per la generosità dimostrata. La donazione sosterrà le molteplici attività sociali che l'associazione svolge a favore della comunità.
Maxi operazione della Guardia Costiera lungo il litorale marchigiano per contrastare l'illegalità nel settore ittico. I controlli, coordinati dalla direzione marittima e condotti dai comandi di Ancona, Pesaro, Fano, Senigallia e Civitanova Marche, si sono conclusi con il sequestro di oltre mille chili di vongole e sanzioni amministrative per un totale di 15mila euro.
Ad Ancona l'attività è stata particolarmente intensa con la contestazione di sei illeciti amministrativi. I militari hanno accertato che diversi pescherecci avevano prelevato quantitativi di prodotto nettamente superiori ai limiti di legge, procedendo al sequestro di 820 chili di vongole rinvenute direttamente a bordo delle imbarcazioni. Parallelamente, a Civitanova Marche, i controlli si sono concentrati sulla tracciabilità del pescato.
In questo caso sono stati elevati due verbali per la mancanza di documenti che ne attestassero la provenienza, portando al sequestro di ulteriori 230 chili di prodotto tra la banchina del porto e un furgone pronto per il trasporto
In totale l'operazione ha portato alla redazione di otto verbali amministrativi e al sequestro complessivo di 1.050 chili di molluschi. Fortunatamente, poiché tutti gli esemplari erano ancora vivi al momento del controllo, la Guardia Costiera ha provveduto a rigettarli immediatamente in mare per consentire il ripristino del ciclo vitale e la tutela della risorsa ittica.