Potenza Picena piange la scomparsa di Giuseppe Carbone, storico balneare ed ex titolare dello chalet Solero, venuto a mancare all’età di 77 anni dopo una malattia.
Figura molto conosciuta e stimata, Carbone è stato per anni un punto di riferimento per la comunità di Porto Potenza Picena, distinguendosi non solo per la sua attività imprenditoriale ma anche per l’impegno nel sociale e nello sport.
A ricordarlo con parole di affetto è la sindaca di Potenza Picena, Noemi Tartabini:"Era una persona alla mano, disponibile, un tuttofare, sempre a disposizione della collettività. Ha gestito con passione lo stabilimento balneare di famiglia, senza mai sottrarsi al servizio nei confronti della comunità".
Carbone è stato anche storico rappresentante dei balneari, oltre che presidente del Porto Potenza Calcio e della Pro Loco Porto Potentina, lasciando un segno profondo nella vita cittadina."Ha lasciato alla sua città un segno importante, che non dimenticheremo", ha aggiunto la sindaca, esprimendo vicinanza alla famiglia.
Un ricordo carico di emozione: "Lo immagino nel suo viaggio verso l’eternità in sella alla sua bicicletta, con la pelle baciata dal sole come un vero lupo di mare".
Cordoglio anche da parte del Porto Potenza Calcio, che lo ha ricordato come "figura storica e punto di riferimento umano e dirigenziale", capace di contribuire con passione e dedizione alla crescita del club e alla diffusione dei suoi valori nella comunità.
"Ciao Giuseppe, grazie per tutto ciò che hai donato ai nostri colori", il saluto della società, che si stringe attorno alla famiglia in questo momento di dolore.
Giuseppe Carbone lascia la moglie e due figlie. I funerali si svolgeranno domani alle ore 15.30 presso la chiesa del Corpus Christi a Porto Potenza Picena.
Prosegue senza sosta l’attività di prevenzione e contrasto all’illegalità da parte dei Carabinieri della Compagnia di Carabinieri di Camerino, impegnati in un servizio di controllo del territorio nel comune di Matelica, finalizzato alla sicurezza stradale e al rispetto del Codice della Strada.
Nel corso delle operazioni, i militari della locale Stazione hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata due giovani residenti a Esanatoglia.
Il primo episodio ha riguardato un 22enne di nazionalità macedone, fermato durante un posto di controllo alla circolazione stradale. All’atto dell’accertamento, il giovane ha esibito una patente di guida risultata falsa a seguito di verifiche documentali effettuate dai Carabinieri. Il documento è stato sequestrato e il conducente dovrà rispondere del reato di uso di atto falso.
Il secondo intervento ha interessato un 29enne, anch’egli residente a Esanatoglia, fermato alla guida della propria autovettura. Gli accertamenti hanno evidenziato un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti dalla legge, configurando il reato di guida in stato di ebbrezza. Nei suoi confronti è scattata la denuncia e il ritiro immediato della patente ai fini della successiva sospensione.
I Carabinieri della Stazione locale, al termine di una complessa e articolata attività d’indagine, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica due giovani campani, di 21 e 29 anni, entrambi già noti alle forze dell’ordine, ritenuti responsabili di una truffa aggravata in concorso ai danni di un’anziana di 89 anni.
Il fatto risale al maggio 2025, quando la donna, residente a Belforte del Chienti, era stata contattata telefonicamente da persone che si erano spacciate per Carabinieri. Con la nota tecnica del “finto maresciallo”, i truffatori avevano convinto l’anziana che il figlio fosse coinvolto in un incidente stradale e che fosse necessario pagare urgentemente delle spese legali per evitargli conseguenze giudiziarie.
Poco dopo la telefonata, un complice si era presentato presso l’abitazione della vittima qualificandosi come avvocato, riuscendo a farsi consegnare denaro contante e monili in oro.
Scattata la denuncia, i militari hanno immediatamente avviato le indagini. L’analisi delle immagini di videosorveglianza ha permesso di individuare un’auto a noleggio sospetta, presente in zona negli orari del raggiro. In meno di 24 ore, grazie al coordinamento tra i reparti dell’Arma competenti per territorio, il veicolo è stato intercettato e i due occupanti identificati.
Determinanti anche le testimonianze raccolte, che hanno consentito di rafforzare il quadro indiziario e ricostruire la dinamica dei fatti.
La sinergia tra attività investigativa tradizionale e strumenti tecnologici ha permesso di chiudere rapidamente il cerchio attorno ai due indagati, che dovranno ora rispondere del reato di truffa aggravata in concorso.
Si è conclusa nei giorni scorsi una complessa indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Macerata e coordinata dalla Procura Europea (EPPO) – ufficio di Bologna – che ha portato alla luce una vasta frode legata alla percezione illecita di finanziamenti pubblici, anche con risorse del Pnrr.
Al centro dell’inchiesta, un articolato sistema criminoso attivo tra il 2020 e il 2022, che avrebbe consentito a diverse imprese, con sede principalmente nelle Marche e in Emilia-Romagna, di ottenere indebitamente oltre 3,4 milioni di euro di fondi pubblici. Il principale indagato è stato posto agli arresti domiciliari su disposizione del G.I.P. del Tribunale di Bologna.
Le indagini sono partite da attività info-investigative finalizzate al contrasto degli illeciti nella spesa pubblica, in particolare quelli connessi agli incentivi introdotti durante l’emergenza Covid-19. Gli accertamenti hanno inizialmente riguardato una società con sede in provincia di Macerata, risultata di fatto non operativa, ma beneficiaria di finanziamenti per circa un milione di euro.
Approfondendo la posizione della società, i finanzieri hanno scoperto un vero e proprio sodalizio criminale, composto anche da prestanome e professionisti compiacenti. Il gruppo operava attraverso un sofisticato sistema di frode basato sulla presentazione di documentazione falsa: bilanci costruiti ad hoc, dichiarazioni fiscali artefatte e fatture per operazioni inesistenti, utilizzate per simulare volumi d’affari e solidità economica inesistenti.
I finanziamenti venivano erogati da SIMEST o garantiti da Mediocredito Centrale, sulla base di dati completamente falsati. Una volta ottenute, le somme venivano trasferite verso altre società “schermo”, anche attraverso conti correnti esteri, con l’obiettivo di ostacolarne la tracciabilità e riciclarne la provenienza.
Nel corso dell’inchiesta sono state analizzate 56 richieste di finanziamento, per un valore complessivo di oltre 10,8 milioni di euro. L’intervento tempestivo della Guardia di Finanza ha permesso di bloccare ulteriori erogazioni.
Sulla base degli elementi raccolti, l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni per un valore di circa 1,2 milioni di euro nei confronti di tre indagati, oltre alla misura cautelare degli arresti domiciliari per il principale responsabile.
L’operazione, denominata “Pay Next”, rappresenta un’importante azione di contrasto alle frodi ai danni del bilancio pubblico, a tutela degli imprenditori onesti e della corretta concorrenza.
Si sono concluse con un tragico epilogo le ricerche dell’uomo di 47 anni scomparso nelle scorse ore a Matelica (leggi qui). Il corpo senza vita è stato individuato in una zona particolarmente impervia, grazie al fiuto di un cane da ricerca in superficie del Soccorso Alpino e Speleologico Marche.
Le operazioni, proseguite senza sosta per tutta la notte, hanno visto impegnate le squadre di terra del Cnsas, supportate da droni, unità cinofile, Carabinieri, Vigili del Fuoco e Protezione Civile. L’area battuta, caratterizzata da tratti rurali e boschivi difficili da raggiungere, si estende tra Matelica e Camerino.
Il ritrovamento è avvenuto al termine di un’intensa attività di ricerca coordinata, resa ancora più complessa dall’assenza di segnale telefonico e dalla conformazione del territorio.
L’allarme era scattato nel pomeriggio precedente, quando la sorella dell’uomo, preoccupata per il prolungato silenzio, si era recata presso la sua abitazione. All’interno aveva trovato il cane, il telefono cellulare e i documenti personali, mentre l’auto risultava regolarmente parcheggiata nei pressi della casa.
Elementi che avevano fatto subito pensare a un allontanamento a piedi, probabilmente avvenuto poco dopo pranzo. L’uomo, impiegato in un’azienda locale e grande appassionato di montagna, potrebbe essersi diretto verso i sentieri della zona, dove si sono poi concentrate le ricerche.
Nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi e il massiccio dispiegamento di forze, ogni tentativo di salvarlo si è rivelato vano. Le autorità stanno ora lavorando per chiarire con esattezza le circostanze del decesso, ma al momento non sembrano emergere dubbi sulla natura volontaria del gesto. Nell’abitazione del 47enne è stato inoltre rinvenuto un biglietto.
“Oggi per Matelica è un giorno molto triste – commenta il sindaco Denis Cingolani - Abbiamo sperato fino all’ultimo che le cose non fossero andate così. Purtroppo, ogni sforzo è stato vano. Ringrazio a nome dell’amministrazione comunale tutte le forze dell’ordine coinvolte, i Carabinieri, i Vigili del fuoco, la Croce Rossa Italiana, la Protezione civile, il Soccorso Alpino, i volontari e le persone care che sono state coinvolte nelle ricerche. Le nostre più sentite condoglianze alla famiglia”.
Sono ore di profonda angoscia per i familiari di un uomo di 47 anni, impiegato in un'azienda locale, di cui si sono perse le tracce dal pomeriggio di oggi, a Matelica.
L’allarme è scattato quando la sorella, preoccupata dal silenzio prolungato, ha raggiunto l’abitazione del fratello. Una volta entrata, la scoperta che ha dato il via alla mobilitazione: all'interno della casa c’erano il suo cane, il telefono cellulare e i documenti.
Anche l'auto del 47enne è stata ritrovata regolarmente parcheggiata nei pressi dell'abitazione, confermando l'ipotesi di un allontanamento a piedi avvenuto probabilmente poco dopo pranzo.
Sul posto sono intervenuti immediatamente i Carabinieri della stazione locale, i Vigili del Fuoco e il personale del Soccorso Alpino (Cai). Essendo l’uomo un grande appassionato di montagna, le ricerche si stanno concentrando con particolare insistenza lungo i sentieri e le strade impervie tra Matelica e Camerino. Le operazioni, rese difficili dall'impossibilità di localizzare l'uomo tramite segnale telefonico, proseguono senza sosta anche con l’ausilio di unità specializzate.
Il mondo del calcio dilettantistico marchigiano è in lutto per una tragedia immane consumatasi nella serata di oggi, intorno alle 19:30, al campo sportivo di San Claudio. Giuseppe Canuti, 59 anni, originario di Morrovalle e stimato allenatore della categoria Allievi della locale società sportiva, è stato stroncato da un malore fatale durante un match di recupero contro il Trodica.
Il dramma si è compiuto proprio nell'intervallo della partita. Il nister aveva appena richiamato la squadra a sé quando si è accasciato al suolo, privo di sensi. Immediata è scattata la macchina dei soccorsi: due persone presenti all'impianto sono intervenute istantaneamente praticando il massaggio cardiaco e utilizzando il defibrillatore in dotazione alla struttura, nel disperato tentativo di stabilizzare Canuti.
Poco dopo, sul posto sono giunti i sanitari del 118 con ambulanza e automedica. Le manovre di rianimazione sono proseguite con estrema determinazione per circa 45 minuti, ma purtroppo ogni sforzo è stato vano. Il cuore di Giuseppe non ha più ripreso a battere.
In serata, la società Asd San Claudio ha condiviso un commovente messaggio sui propri canali social: “Oggi intorno alle 19:00 il San Claudio calcio ha perso l’allenatore della categoria allievi, Giuseppe Canuti. È stato colpito da un malore fatale a nulla sono serviti il massaggio cardiaco e il defibrillatore. Siate vicini a tutta la comunità e alla società sportiva in questa immane tragedia. Giuseppe è morto in campo all’intervallo della partita, preghiamo per tutti i suoi cari familiari”.
Sul luogo della tragedia sono intervenuti i carabinieri per gli accertamenti di rito, informando il magistrato di turno, Enrico Riccioni.
Intervento in corso nel cuore del centro storico di Macerata, dove nella tarda mattinata di oggi si è verificato un cedimento della sede stradale in via Padre Matteo Ricci. Il tratto interessato, nel punto in cui la via termina nella piazzetta da cui prende avvio via Lauro Rossi, è stato interdetto al traffico per consentire le verifiche e garantire la sicurezza.
La criticità è emersa durante i lavori di rifacimento della pavimentazione: una volta rimosso il materiale superficiale, gli operatori hanno riscontrato un abbassamento di circa 10 centimetri, decidendo di sospendere immediatamente le operazioni per approfondire la situazione.
A fare il punto è l’assessore alla Polizia Locale Paolo Renna: «Stiamo rifacendo la pavimentazione e, sotto lo strato superficiale, ci siamo accorti di un cedimento di circa 10 centimetri. Per questo motivo ci siamo fermati in via precauzionale, per capire cosa ci sia sotto. Il tratto è interdetto proprio per questo – ha aggiunto Renna – dobbiamo capire se si tratta di una grotta o di una perdita. Oggi e domani faremo tutte le verifiche necessarie, poi individueremo la soluzione».
La chiusura temporanea comporta modifiche alla viabilità nella zona, con il Comune che invita cittadini e automobilisti a prestare attenzione alla segnaletica predisposta.
Raffica di interventi dei Carabinieri nel fine settimana nel Maceratese, con controlli a tappeto che hanno interessato locali pubblici, strade e aree urbane, portando a denunce, segnalazioni per stupefacenti, sequestri di droga e ritiri di patenti.
Nel corso di un servizio coordinato di controllo del territorio, la Compagnia Carabinieri di Macerata ha intensificato le verifiche su circolazione stradale, reati in materia di stupefacenti e contro il patrimonio, oltre al monitoraggio degli esercizi pubblici.
All’operazione hanno preso parte i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Macerata e delle Stazioni di Corridonia, Cingoli e Mogliano, con il supporto del Nucleo Cinofili di Pesaro, del Nas di Ancona e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Macerata.
Nel corso delle verifiche in un locale pubblico di Pollenza, attivo nel settore degli spettacoli, il rappresentante legale, un 33enne, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, in particolare per la mancata redazione del Duvri (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze), con una sanzione di 5.000 euro.
Nelle aree esterne e nel parcheggio del locale, i militari — con il supporto dell’unità cinofila antidroga — hanno eseguito controlli sugli avventori, segnalando alla Prefettura due giovani per uso personale di stupefacenti: una 19enne della provincia di Pesaro Urbino trovata con uno spinello di hashish (0,45 grammi) e un 24enne residente in provincia di Ancona, in possesso di cocaina e hashish.
Nel medesimo contesto sono state rinvenute e sequestrate diverse sostanze stupefacenti abbandonate all’esterno del locale, tra cui cocaina, hashish e crack, ora a disposizione dell’Autorità competente per la distruzione.
La Sezione Radiomobile ha inoltre deferito tre persone per guida in stato di ebbrezza alcolica, controllate tra Macerata e Villa Potenza. I soggetti, risultati positivi all’etilometro con valori fino a 1,47 g/l, sono stati denunciati e hanno subito il ritiro della patente.
In totale, il servizio ha visto impegnati 20 militari e 7 pattuglie, con 94 persone identificate, 19 veicoli controllati, 4 denunce, 2 segnalazioni e 3 patenti ritirate. Le attività di controllo proseguiranno anche nei prossimi giorni.
I Carabinieri della Stazione di Sarnano hanno denunciato due uomini, uno italiano di 39 anni e uno albanese di 31 anni, entrambi residenti a Macerata e già noti alle forze dell’ordine. I due dovranno rispondere dell’ipotesi di reato di truffa continuata aggravata in concorso.
L’indagine prende avvio dai primi mesi del 2025, quando i soggetti avrebbero preso di mira una ditta individuale operante nel settore dell’edilizia con sede a Sarnano. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due avrebbero messo in atto un sistema fraudolento basato sulla simulazione di bonifici bancari, successivamente revocati subito dopo l’operazione, inducendo così in errore il venditore.
Attraverso questo stratagemma sarebbero riusciti ad appropriarsi indebitamente di attrezzature e materiali edili, tra cui trapani, martelli e miscelatori, per un valore complessivo stimato in circa 5mila euro.
A seguito delle attività investigative e di una perquisizione delegata dalla Procura della Repubblica di Macerata, i militari hanno recuperato gran parte della refurtiva e parte del materiale sottratto. Gli oggetti rinvenuti sono stati già restituiti al legittimo proprietario.
Le indagini proseguono per ulteriori approfondimenti sull’eventuale coinvolgimento dei due indagati in episodi analoghi.
Un improvviso malore si è rivelato fatale per Rolando Tardella, parrucchiere di 66 anni molto conosciuto in città, deceduto nella sua abitazione nel quartiere di Collevario.
L’uomo si è sentito male mentre si trovava in casa ed è riuscito a contattare una familiare per chiedere aiuto. L’intervento dei soccorsi è stato immediato: sul posto sono arrivati i sanitari del 118, che hanno tentato a lungo di rianimarlo.
Nonostante gli sforzi, per Tardella non c’è stato nulla da fare. Il malore, legato a una grave crisi respiratoria sfociata in arresto cardiaco, non gli ha lasciato scampo.
Molto noto a Macerata, per anni aveva lavorato come parrucchiere nel quartiere Collevario, diventando un punto di riferimento per tanti clienti e instaurando nel tempo rapporti di amicizia e fiducia.
Il miraggio di un prezzo vantaggioso e l'attesa per il concerto dell'anno si sono trasformati in spiacevoli raggiri per due cittadini di Loro Piceno. I carabinieri della locale stazione, a seguito di mirate indagini telematiche, hanno però chiuso il cerchio denunciando complessivamente cinque persone per truffa online.
Il primo caso riguarda un giovane di 22 anni che, nel tentativo di risparmiare sulla polizza auto, è finito su un falso sito assicurativo. Attratto da tariffe estremamente competitive, il ragazzo ha versato 500 euro su una carta prepagata Postepay, ricevendo in cambio un contratto cartaceo che si è rivelato palesemente contraffatto. Gli accertamenti bancari e informatici dei militari hanno permesso di risalire ai creatori del portale "esca": si tratta di due uomini e una donna, tutti residenti nella provincia di Salerno, che avevano messo in piedi il sito proprio per adescare il maggior numero di vittime possibile.
La seconda operazione ha invece fatto luce su una truffa legata al mondo dei grandi eventi. Un altro giovane del luogo, desideroso di partecipare al concerto della popstar Lady Gaga, aveva risposto a un annuncio online per l'acquisto di due biglietti, effettuando un bonifico di 200 euro. Dopo giorni di vana attesa e comunicazioni interrotte, il ragazzo si è rivolto all'Arma. I carabinieri sono riusciti a identificare gli autori del raggiro, due uomini di 30 e 35 anni residenti a Roma, che sono stati deferiti all'autorità giudiziaria.
Due distinte operazioni portate a termine dai carabinieri della stazione di Montecassiano hanno condotto alla denuncia in stato di libertà di tre giovani, di età compresa tra i 18 e i 20 anni, tutti residenti nella provincia di Macerata. I ragazzi sono ritenuti responsabili di furto aggravato, episodi che hanno colpito rispettivamente un supermercato locale e un’abitazione privata.
Il primo intervento ha visto protagonista il comandante della stazione di Montecassiano, il quale, pur essendo libero dal servizio, è riuscito a sventare un furto in atto lo scorso 9 aprile. Trovandosi nei pressi di un noto punto vendita cittadino, il militare ha notato due giovani fuggire rapidamente, inseguiti invano da una commessa.
Intuita la situazione, il carabiniere si è lanciato all'inseguimento dei fuggitivi, osservando uno dei due sbarazzarsi di uno zaino durante la corsa. Dopo averli bloccati e identificati, il militare ha recuperato la borsa, al cui interno sono stati rinvenuti vari generi alimentari per un valore di circa 100 euro, sottratti poco prima dagli scaffali. La merce è stata restituita al titolare dell'attività, mentre per i due ragazzi, residenti a Macerata, è scattata la denuncia all'autorità giudiziaria.
Il secondo episodio riguarda invece il furto di un ciclomotore avvenuto all'interno di un'abitazione di Montecassiano nella mattinata del 10 aprile. In questo caso, l'attività d'indagine dei militari dell'Arma è stata immediata: partendo dalla denuncia della vittima e dai rilievi effettuati durante il sopralluogo, i carabinieri hanno analizzato le immagini dei sistemi di videosorveglianza.
Incrociando i vari indizi, gli investigatori sono riusciti a identificare in tempi record il presunto autore, un diciottenne del luogo. Il mezzo è stato rinvenuto e riconsegnato al legittimo proprietario, mentre il giovane è stato deferito per furto aggravato.
Il Comune di Loreto si costituirà parte civile nel procedimento giudiziario relativo all’uccisione di 55 cani rinvenuti morti nell’area di Scossicci, al confine con il territorio di Porto Recanati.
Ad annunciarlo è il sindaco Moreno Pieroni, che ha spiegato come l’amministrazione sia in attesa dei tempi tecnici dell’iter giudiziario per formalizzare la decisione.
«Siamo di fronte a un episodio di estrema gravità – ha dichiarato il primo cittadino – che colpisce non solo per la violenza dell’atto, ma anche per il senso di smarrimento che genera nella nostra comunità».
Il Comune intende dunque assumere un ruolo attivo nel procedimento, rappresentando i valori condivisi dalla cittadinanza in tema di tutela degli animali e rispetto della legalità.
«Con la costituzione di parte civile – ha aggiunto Pieroni – vogliamo affermare con chiarezza che la nostra comunità non tollera atti di violenza e crudeltà».
Un’iniziativa che punta a dare un segnale forte, anche sul piano istituzionale, di fronte a un episodio che ha suscitato profonda indignazione nel territorio.
Nella mattinata del 10 aprile 2026, a Sarnano, i Carabinieri della Stazione locale hanno effettuato un accesso ispettivo in un cantiere edile situato in centro, insieme al Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (N.I.L.) di Macerata.
L’intervento si inserisce in un più ampio dispositivo di controllo volto a verificare il rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e contrasto al lavoro irregolare, soprattutto nei contesti legati alla ricostruzione.
Le verifiche hanno fatto emergere diverse irregolarità, in particolare gravi carenze documentali e organizzative. È stata rilevata l’assenza della documentazione relativa alla formazione e informazione dei lavoratori sui rischi specifici connessi all’attività svolta, oltre alla mancanza delle certificazioni di idoneità alla mansione rilasciate dal medico competente.
Le responsabilità riscontrate hanno riguardato le diverse figure operative del cantiere, tra impresa affidataria, ditta subappaltatrice e coordinamento della sicurezza, con la denuncia di tre soggetti.
A seguito degli accertamenti è stato disposto l’immediato provvedimento di sospensione dell’attività del cantiere e dell’impiego dei lavoratori. Contestate inoltre sanzioni per un totale di circa 65.000 euro in ammende e 4.000 euro in sanzioni amministrative.
Una valanga di notevoli dimensioni si è staccata nella mattinata di oggi sul versante occidentale del Monte Bove, all’interno della Val di Bove, senza fortunatamente causare feriti o persone coinvolte.
L’evento è stato osservato da un gruppo di scialpinisti presenti in zona, che ha immediatamente allertato il Numero Unico di Emergenza 112, facendo scattare la macchina dei soccorsi.
La centrale operativa ha disposto l’intervento dell’elisoccorso regionale Icaro 02, con a bordo un tecnico del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), per effettuare una ricognizione aerea e le operazioni di bonifica dell’area, anche attraverso sistemi di ricerca Recco.
Contestualmente, nella zona erano già presenti tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Marche impegnati in attività di addestramento, che si sono resi disponibili a supportare eventuali operazioni di ricerca.
Dopo le verifiche condotte sul posto, tutte le operazioni hanno dato esito negativo: non risultano persone coinvolte dalla valanga.
Attimi di forte tensione nel pomeriggio di ieri sul lungomare Marinai d’Italia a Porto Potenza Picena, dove un giovane è stato tratto in salvo dopo essersi immerso in mare con intenzioni suicidarie.
La scena non è passata inosservata ad alcuni passanti che, notando il ragazzo dirigersi rapidamente verso la scogliera, hanno immediatamente compreso la situazione e allertato i soccorsi.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione locale, i Vigili del Fuoco e una motovedetta della Capitaneria di Porto di Civitanova Marche, dando avvio a un’operazione coordinata di ricerca e assistenza.
Il giovane, un 25enne originario della provincia di Ancona, dopo essersi immerso in acqua ha raggiunto gli scogli, dove si è arrampicato nonostante i tentativi di dissuasione.
Il comandante della Stazione dei Carabinieri, il maresciallo maggiore Alessio Alberigo, insieme al carabiniere scelto Emanuele Cirilli, ha raggiunto il ragazzo a bordo di un pattino di salvataggio di uno stabilimento balneare della zona. Vista la situazione in rapida evoluzione e la mancanza di collaborazione da parte del giovane, il maresciallo si è successivamente tuffato in mare, riuscendo a raggiungerlo sugli scogli.
Dopo aver instaurato un dialogo e conquistato la sua fiducia, il militare è riuscito a farlo desistere dal gesto, mettendolo in sicurezza e accompagnandolo a riva, dove è stato affidato alle cure del personale sanitario del 118.
Incidente stradale nelle prime ore della mattinata di oggi, 11 aprile, lungo la strada Regina, nel territorio comunale di Potenza Picena. Intorno alle 7.30, per cause ancora in fase di accertamento, un furgone e una Fiat Freemont si sono scontrati all’altezza di un incrocio.
L’impatto è stato particolarmente violento: entrambi i mezzi sono finiti fuori strada, terminando la corsa nel fossato che costeggia la carreggiata. Immediato l’intervento dei soccorsi, allertati da alcuni automobilisti di passaggio.
Sul posto sono giunti i sanitari del 118 e i vigili del fuoco del distaccamento di Civitanova Marche, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area e a prestare assistenza ai coinvolti.
Il bilancio è di sette persone rimaste coinvolte nell’incidente: tre sono state curate sul posto, mentre quattro feriti sono stati successivamente trasferiti al pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova Marche per ulteriori accertamenti.
Sono in corso i rilievi della polizia stradale per chiarire l’esatta dinamica dello scontro.
Una mattinata che la famiglia difficilmente potrà dimenticare, conclusasi con il più dolce dei finali. Poco dopo le ore 10:00, una donna di Appignano ha dato alla luce il suo terzo figlio tra le mura della propria abitazione, protagonista di un parto improvviso e velocissimo che non ha lasciato il tempo di raggiungere l’ospedale di Macerata.
Tutto è iniziato quando la donna ha avvertito la rottura delle acque, segnale di un travaglio già in fase estremamente avanzata. Il marito e il suocero, presenti in casa, hanno immediatamente allertato i soccorsi chiamando il numero di emergenza. Mentre una squadra del 118 si metteva in viaggio a sirene spiegate verso l'abitazione, il personale della centrale operativa ha compreso che non c’era un istante da perdere: il piccolo era già pronto a venire al mondo.
Con estrema lucidità, il marito ha trasformato il salotto di casa in una sala parto improvvisata, seguendo passo dopo passo le istruzioni fornite via telefono dagli operatori sanitari. Grazie a questa preziosa guida a distanza e all'esperienza della mamma, in appena venti minuti il bimbo è nato, precedendo l'arrivo dell'ambulanza. All’ingresso dei sanitari nell'appartamento, il nuovo arrivato, un maschietto, aveva già emesso il suo primo vagito tra le braccia del papà.
Dopo i primi controlli sul posto, che hanno confermato le ottime condizioni di salute di entrambi, mamma e neonato sono stati trasferiti al reparto di ostetricia dell’ospedale di Macerata per i monitoraggi di rito.
(Foto di repertorio)
Una violenta lite domestica si è conclusa con un provvedimento di allontanamento d'urgenza dalla casa familiare per un operaio senegalese di 64 anni, incensurato e residente a Tolentino. L’operazione è stata condotta dai carabinieri della stazione locale, in esecuzione di una misura precautelare autorizzata dall'autorità giudiziaria nei confronti dell’uomo, ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia.
L’intervento dei militari è scattato a seguito di una segnalazione giunta alla centrale operativa, che ha inviato una pattuglia del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Tolentino presso l'abitazione della coppia. Al loro arrivo, i carabinieri hanno trovato la coniuge dell’uomo, una donna di 57 anni, anch'essa di nazionalità senegalese, con evidenti segni di aggressione.
Secondo quanto accertato durante i primi rilievi, la donna era stata colpita ripetutamente dal marito al culmine di un alterco. A causa della gravità delle percosse ricevute, è stato necessario l'immediato trasporto della vittima al pronto soccorso dell'ospedale di Macerata, dove i medici le hanno riscontrato lesioni alle costole e alle braccia, con una prognosi di guarigione di 30 giorni.
Le successive indagini condotte dai carabinieri della locale stazione hanno permesso di ricostruire un quadro più ampio e allarmante: l’episodio che ha portato all'intervento non sarebbe stato un caso isolato. L'attività investigativa ha infatti documentato pregressi episodi di maltrattamenti subiti dalla donna all'interno delle mura domestiche. Proprio alla luce della sistematicità delle violenze e della pericolosità della situazione, l'uomo è stato deferito all'autorità giudiziaria competente che ha disposto l'immediato allontanamento dalla casa familiare.