Uno stadio stracolmo di persone in un silenzio irreale, rotto solo dalle lacrime e dai ricordi, ha tributato l'ultimo e solenne saluto a Daniele Francalancia, Nicolas Calabrese e Giorgio Franceschini, i tre ragazzi strappati alla vita nel tragico incidente stradale di domenica scorsa.
Le esequie si sono svolte sul prato dello stadio comunale Helvia Recina "Pino Brizi", dove i feretri sono stati posizionati a ridosso degli spalti, proprio di fronte alle tante persone che hanno assiepato le tribune, e davanti al palco allestito per l'altare. L'ingresso delle bare è stato accolto da un commovente picchetto d'onore a mo' di passerella lungo la pista di atletica, composto dai tesserati della Vr Macerata (la formazione in cui militava Nicolas), della Cluentina (squadra di Daniele) e della Maceratese, uniti senza distinzione di maglia nel momento più buio. Sul prato anche una rappresentanza del Centro Nuoto Macerata, a testimoniare la vicinanza di tutte le società sportive cittadine.
Tra la folla è presente anche Michele Calcagni, uno dei cinque amici a bordo dell'auto al momento del drammatico schianto, fortunatamente dimesso nella mattinata di oggi dall'ospedale.
Sopra le bare di Nicolas e Daniele sono state distese le maglie delle formazioni in cui hanno militato, oltre a un pallone da calcio a ricordare la loro più grande passione; a queste si è aggiunto un profondo gesto di vicinanza da parte della storica società biancorossa, con il presidente della Maceratese Alberto Crocioni che ha voluto posizionare personalmente una maglia del club sopra ciascuno dei tre feretri. Accanto alla bara di Giorgio, invece, è stato adagiato un pallone da basket, a testimonianza del suo legame con lo sport e delle passioni condivise.
A officiare il rito funebre è stato don Carlos Munoz, parroco della Chiesa Santa Madre di Dio, che ha aperto la celebrazione portando la vicinanza del vescovo, in quel momento in preghiera ad Avila insieme ad altri sacerdoti maceratesi.
Durante l'omelia, il parroco ha voluto riprendere le parole che Papa Francesco rivolse ai genitori dei giovani rimasti coinvolti nella tragedia svizzera di Crans-Montana: "Il Papa vi direbbe: non posso spiegarvi perché sia stato chiesto a voi e ai vostri cari di affrontare una tale prova, l’affetto e le parole umane di compassione che vi rivolgo oggi sembrano molto limitate ed impotenti. Ma la vostra speranza non è vana, perché Cristo è veramente risorto ed ha vinto la morte".
Don Munoz ha poi ricordato lo straordinario affetto dimostrato dalla comunità in questi giorni di lutto: "La veglia, la fiaccolata, il pianto di tanti giovani, mamme e papà sono gesti che testimoniano che questi ragazzi nella loro vita hanno saputo coltivare l’amicizia, un'amicizia coltivata nello sport, nella spensieratezza, nello studio e nei momenti di divertimento. Cari ragazzi, l’amore che provate voi per questi vostri amici è lo stesso che ha provato Gesù per Lazzaro, per il quale ha pianto. Amate sempre, non smettete di amare perché solo l’amore rimane e può superare il dolore". Il sacerdote ha infine concluso con un pensiero toccante legato all'orario del drammatico schianto: "Tutto è successo all’alba. Ora loro contemplano in Dio un'alba senza tramonto".
Successivamente ha preso la parola il rieletto sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, che ha parlato a nome dell'intera cittadinanza visibilmente scossa: "Quanto avvenuto a Macerata suscita in tutti un profondo dolore e molte domande. Perché? Perché? Non abbiamo una risposta. In momenti come questi, la fede richiama il valore della fraternità umana e aiuta a vincere la paura della solitudine e il distacco. Le parole e le azioni, come la veglia in preghiera e la fiaccolata, certo non colmano il dolore, ma testimoniano vicinanza, solidarietà, affetto e fede. La condivisione e la sincera compassione rendono più sopportabili anche le croci più pesanti. Di fronte a una tragedia immensa, la nostra comunità ha dimostrato grande unità nella presenza e nel silenzio. Per questo vogliamo dirvi: la città è oggi con voi e con voi rimarrà sempre. Daniele, Giorgio, Nicolas: rimarrete sempre la migliore gioventù maceratese".
Momenti di intensissima commozione si sono vissuti quando ha preso la parola Ludovica Francalancia, la sorella di Daniele, che ha dedicato al fratello un addio straziante: "Non ho perso solo un fratello, anche il mio primo amore e il mio migliore amico. Ti porterò sempre con me. Eri la mia bussola. Sei sempre stato il fratello perfetto con me".
Subito dopo, davanti alla platea rigata dalle lacrime, è intervenuta la mamma di Nicolas, Betty Mariani, che ha lanciato un messaggio di straordinaria forza e amore: "Non ho dolore in questo momento, ho gioia per quello che Nicolas rappresenta per molti di voi".
Sulle tribune erano presenti anche le massime cariche istituzionali e delle forze dell'ordine del territorio, tra cui il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli e il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci.
Durante la messa, gli amici più stretti dei tre giovani, con la voce rotta dall'emozione, hanno letto alcune preghiere dedicate ai loro compagni di vita. Non sono mancati anche gli interventi di allenatore e compagni di squadra della Cluentina e della Vr Macerata di Nicolas e Daniele. Nel mezzo dell'immenso dolore che stanno attraversando, le famiglie hanno voluto lanciare un messaggio di speranza attraverso due importanti iniziative solidali: la prima riguarda la sensibilizzazione per la realizzazione di un campetto sportivo intitolato ai tre ragazzi, che possa diventare un nuovo punto di ritrovo e aggregazione per i giovani della città; la seconda è una raccolta fondi a favore dell’Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) - sezione di Macerata, promossa per continuare a diffondere nel mondo la splendida energia che caratterizzava Nicolas, Giorgio e Daniele.
(Ulteriori foto della cerimonia nella gallery sottostante, in fondo all'articolo)
(foto di Francesco Silla)
MACERATA – Due uomini di 41 e 46 anni, originari della provincia di Napoli e con precedenti di polizia, sono stati arrestati dai Carabinieri del N.O.R. – Sezione Operativa della Compagnia di Macerata con l’accusa di tentata truffa aggravata ai danni di un’anziana del posto.
L’operazione è scattata nel pomeriggio del 18 giugno appena trascorso, nell’ambito dei controlli quotidiani sul territorio predisposti dall’Arma, con particolare attenzione ai reati predatori e alle truffe contro le fasce più deboli.
Intorno alle 13, i militari hanno ricevuto una segnalazione per un tentativo di truffa in corso in via G. Verga. Pochi minuti dopo, grazie al rapido intervento delle pattuglie, i Carabinieri hanno intercettato a Borgo Santa Croce un’autovettura Citroën C3 a noleggio con a bordo i due sospetti, che stavano tentando di ripartire alla vista delle forze dell’ordine. I due sono stati immediatamente bloccati.
Le successive verifiche, condotte anche in collaborazione con la Sala Operativa della Questura di Macerata, hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’episodio. Poco prima, i due uomini avevano contattato telefonicamente una vedova di 88 anni, fingendosi Carabinieri e sostenendo la necessità di un presunto controllo su denaro e gioielli custoditi in casa.
Il raggiro non si è concretizzato grazie all’intuizione di una vicina di casa della vittima, che ha compreso la situazione di pericolo e ha immediatamente allertato il Numero Unico di Emergenza 112, permettendo così l’intervento tempestivo delle pattuglie.
Sulla base degli elementi raccolti, i due uomini sono stati arrestati e posti a disposizione dell’autorità giudiziaria, che ha disposto la custodia nelle camere di sicurezza in attesa dell’udienza di convalida.
L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito alla cittadinanza a prestare massima attenzione a questo tipo di raggiri, ricordando che "nessun appartenente alle forze dell’ordine richiede denaro, gioielli o valori al domicilio o per telefono e che, in caso di dubbi, è fondamentale contattare immediatamente il 112" .
CIVITANOVA MARCHE – Momenti di paura nella tarda mattinata di oggi in città, dove un uomo armato di fucile ha esploso due colpi contro la vetrata d’ingresso della Domus Aurea, società che si occupa di servizi di gestione e amministrazione immobiliare.
L’episodio si è verificato intorno alle 10 nella sede della società situata in via Carducci. Dopo aver raggiunto l’attività, l’uomo avrebbe fatto fuoco contro l’ingresso, per poi allontanarsi rapidamente facendo perdere inizialmente le proprie tracce.
Secondo quanto emerso successivamente, a sparare sarebbe stato un 81enne residente a Pesaro, che ha esploso i colpi di fucile contro la porta della struttura prima di fuggire. L’uomo, nelle ore successive, si sarebbe poi costituito presso il capoluogo di provincia.
Dagli accertamenti emergerebbe inoltre che nei confronti dell’anziano fosse in corso un sfratto esecutivo, circostanza che è ora al vaglio degli inquirenti per chiarire il possibile movente del gesto.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche, guidati dal capitano Angelo Chiantese, che hanno avviato immediatamente le indagini per ricostruire la dinamica dell’accaduto.
Le verifiche sono tuttora in corso per definire con precisione la posizione dell’uomo e le motivazioni del gesto.
PORTO RECANATI – Violento incidente stradale nella serata di oggi lungo via Sorbellini, la strada che collega Porto Recanati a Loreto. Per cause in corso di accertamento, una Smart e una Fiat Punto sono venute in collisione.
Ad avere la peggio è stata la Punto, sulla quale viaggiavano quattro persone, tra cui due bambini. A seguito dell'impatto, l'auto è uscita dalla carreggiata ribaltandosi nel campo adiacente.
Immediata la mobilitazione dei soccorsi. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, due pattuglie dei Carabinieri e tre ambulanze, tra cui un mezzo della Croce Rossa, che hanno prestato le prime cure ai feriti.
Le persone coinvolte sono state trasportate agli ospedali di Civitanova Marche e al Salesi di Ancona. Nonostante la violenza dello schianto e il ribaltamento del veicolo, nessuno dei feriti risulterebbe in pericolo di vita.
Spetterà ora ai Carabinieri ricostruire con esattezza la dinamica dell'incidente.
CASTELRAIMONDO – Momenti di apprensione nel pomeriggio di oggi a Castelraimondo, dove un operaio, di circa sessant'anni di San Severino Marche, è stato colto da un malore mentre si trovava nella zona di via Pascoli.
A prestare i primi soccorsi all'uomo sono stati due colleghi che si trovavano con lui al momento dell'accaduto e che hanno immediatamente lanciato l'allarme.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 con un'ambulanza. Considerata la situazione, è stato richiesto anche l'intervento dell'eliambulanza.
Dopo le prime cure ricevute sul luogo del malore, l'operaio è stato trasferito in elicottero all'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona, dove è stato affidato alle cure dei medici per ulteriori accertamenti. Sul luogo sono intervenuti anche i Carabinieri di zona.
MACERATA – Nuove misure per rafforzare la sicurezza stradale lungo la SS77, con particolare attenzione ai tratti interessati da cantieri. È quanto deciso nel corso della riunione dell’Osservatorio provinciale sull’incidentalità stradale, convocato in Prefettura a Macerata e presieduto dal prefetto Signer.
All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle forze dell’ordine, dei Vigili del Fuoco, del 118, di Anas Marche e delle Polizie locali dei comuni interessati, tra cui Macerata e Corridonia.
Nel corso della riunione la Polizia Stradale ha fornito un aggiornamento sull’incidente mortale avvenuto all’alba di domenica 14 giugno lungo la SS77, nel territorio di Corridonia, in un tratto interessato da lavori stradali e scambio di carreggiata. Secondo quanto ricostruito, lo scontro frontale tra due veicoli sarebbe avvenuto in pieno rettilineo, non in corrispondenza dello svincolo di deviazione.
Sono stati inoltre illustrati i dati sull’incidentalità provinciale: nel 2025 si sono registrati tre incidenti mortali, mentre nel primo semestre del 2026 si conta già un decesso.
Durante il confronto, il prefetto ha chiesto ai presenti di individuare misure concrete per ridurre i rischi nei tratti stradali più critici, con particolare riferimento alla SS77.
Sulla base delle valutazioni tecniche emerse e delle indicazioni di Anas Marche, sono stati disposti alcuni interventi immediati. In particolare, è previsto il potenziamento della segnaletica stradale e della cartellonistica nei cantieri, con l’installazione di dispositivi luminosi per evidenziare limiti di velocità e lavori in corso.
Prevista inoltre l’installazione di sistemi luminosi di rilevazione della velocità, con funzione di richiamo al rispetto dei limiti da parte degli automobilisti.
Le misure saranno estese anche al tratto della SS77 in prossimità dello svincolo di Caccamo. Anas Marche ha assicurato la massima rapidità nell’attuazione degli interventi.
Al termine della riunione, il prefetto ha disposto un approfondimento tecnico sui dati dell’incidentalità lungo la SS77 e ha ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza stradale attraverso un’azione coordinata tra tutte le istituzioni coinvolte.
La città di Macerata si appresta a tributare l'ultimo doloroso saluto a Daniele Francalancia, Nicolas Calabrese e Giorgio Franceschini, i tre giovanissimi che hanno perso la vita nel drammatico incidente stradale consumatosi all'alba di domenica scorsa. I funerali solenni si terranno nella giornata di domani, venerdì 19 giugno alle ore 18:00, all'interno dello stadio comunale Helvia Recina "Pino Brizi", scelto dall'amministrazione per consentire la partecipazione della grande mole di persone attesa.
Nel primo pomeriggio di oggi sono infatti giunti al Comune tutti i documenti necessari per il nulla osta alle esequie provenienti dalla Procura di Ancona, rilasciati al termine delle ispezioni cadaveriche sui corpi dei tre ragazzi. La macchina organizzativa comunale si era attivata già nella giornata di ieri per predisporre i sopralluoghi tecnici sul campo da gioco necessari a verificare la compatibilità e la fattibilità logistica del progetto.
Per l'occasione, il comandante della polizia locale, Danilo Doria, applicherà specifiche e rigorose disposizioni e modifiche al traffico nelle arterie adiacenti all'impianto sportivo per garantire l'ordine pubblico. Il profondo cordoglio della comunità locale è emerso con straordinaria forza già nella serata di ieri, quando ben 5mila persone si sono riversate lungo le vie cittadine per partecipare alla fiaccolata silenziosa organizzata dai tifosi della Curva Just della Maceratese.
Per la giornata di venerdì 19 giugno, il sindaco Sandro Parcaroli ha proclamato ufficialmente il lutto cittadino in concomitanza con la celebrazione dei funerali, esprimendo in modo formale il dolore e il profondo senso di impotenza e sconcerto che hanno colpito l'intera cittadinanza.
In virtù dell'ordinanza sindacale, le bandiere saranno esposte a mezz'asta in tutte le sedi comunali e verranno sospesi tutti gli eventi a carattere ludico eventualmente in programma nel periodo coincidente con le esequie. Allo stesso tempo i titolari degli esercizi commerciali sono invitati ad osservare un minuto di silenzio durante lo svolgimento della cerimonia.
Tre denunce, tre segnalazioni in Prefettura per il possesso di sostanze stupefacenti, patenti ritirate, veicoli sequestrati e persino sanzioni ai conducenti di monopattini elettrici: è questo il bilancio del serrato servizio di controllo del territorio a largo raggio attuato la scorsa notte dai carabinieri della Compagnia di Tolentino.
Il dispositivo straordinario, che ha visto l'impiego complessivo di 7 pattuglie e 14 militari, è stato finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati in materia di droga, alla sicurezza stradale e alla vigilanza nei locali pubblici e nei luoghi di aggregazione giovanile tra i comuni di Tolentino e San Severino Marche, portando all'identificazione totale di 75 persone e all'ispezione di 4 esercizi.
Nel corso delle attività, i carabinieri dell’Aliquota Radiomobile hanno intercettato e denunciato in stato di libertà un cittadino tunisino di 39 anni, residente a Montecosaro e già noto alle forze dell'ordine, che circolava a bordo di un'Audi A6 con targhe false e clonate. Sul fronte del contrasto alla guida in stato di ebbrezza alcolica, i militari hanno deferito a piede libero due automobilisti che guidavano con tassi superiori alla soglia penale di 1,5 g/l, facendo scattare il ritiro immediato della patente e il sequestro del mezzo: si tratta di un 36enne di origini afghane residente a San Severino Marche, fermato a Tolentino con un tasso alcolemico pari a 1,73 g/l (triplo rispetto ai limiti di legge), e di un 69enne di Caldarola, controllato nel proprio comune di residenza dai carabinieri della locale Stazione con un tasso di 1,61 g/l (triplo rispetto ai limiti di legge).
Nell'ambito del contrasto al consumo di stupefacenti, sono stati segnalati alla Prefettura di Macerata tre giovani trovati in possesso di dosi per uso personale: un imprenditore 38enne di San Severino Marche fermato su una BMW Serie 3 con un grammo di cocaina (con contestuale ritiro della patente), un operaio edile egiziano di 26 anni domiciliato a Tolentino trovato con due grammi di hashish, e un collega connazionale di 20 anni residente a Loro Piceno con una dose della medesima sostanza.
Infine, lo screening lungo le principali arterie stradali ha portato all'elevazione di 4 contravvenzioni, due delle quali hanno riguardato conducenti di monopattini elettrici sorpresi a circolare sprovvisti di casco protettivo, contrassegno identificativo e dispositivi catarifrangenti obbligatori. I controlli dei carabinieri proseguiranno regolarmente nei prossimi giorni.
Serata danzante abusiva in uno chalet: maxi blitz e sanzioni per 10 mila euro. Un approfondito controllo interforze è stato eseguito nella notte di martedì scorso presso uno stabilimento balneare sul lungomare di Civitanova Marche, dove era in corso una serata d'apertura estiva con cena, lezioni di ballo e intrattenimento musicale tramite disc-jockey, già promossa sulle principali piattaforme social.
L'operazione, scattata intorno alla mezzanotte, è stata condotta dagli agenti della Squadra di Polizia Amministrativa della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura di Macerata, diretta dal primo dirigente Nicoletta Pascucci, in sinergia con il personale della polizia locale di Civitanova Marche, dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Macerata e del Comando Provinciale dei vigili del fuoco.
Stando ai rilievi degli operatori, nel locale sarebbe stata acclarata un'attività di spettacolo associabile alla fattispecie di "discoteca all'aperto" e pertanto abusiva, in quanto priva delle necessarie licenze. Al momento del controllo, l'area presentava una pista occupata da decine di avventori, un impianto sonoro ad alta diffusione e personale preposto alla biglietteria e alla riscossione del prezzo d'ingresso.
Sul fronte giuslavoristico, l'Ispettorato del Lavoro ha rilevato l'impiego di un minorenne di 17 anni addetto alle mansioni di barista oltre le ore 22:00, in violazione del divieto assoluto di adibire i minori al lavoro notturno; il giovane è stato successivamente affidato al genitore giunto sul posto. I vigili del fuoco hanno invece accertato la mancata presentazione della documentazione di prevenzione incendi, obbligatoria per le attività che ospitano un afflusso superiore alle 100 persone.
Ulteriori accertamenti, tuttora in fase di approfondimento, hanno riguardato il mancato obbligo di esposizione delle licenze, degli orari e alcune carenze sul rispetto del Piano HACCP, prontamente segnalate al competente ufficio dell’Ast di Macerata.
All'esito delle verifiche il titolare dello chalet, un 50enne residente a Civitanova Marche, è stato deferito in stato di libertà all'autorità giudiziaria per i reati di apertura e gestione abusiva di locali ed esercizi pubblici, apertura di sale da ballo senza licenza e per la violazione delle norme sul lavoro notturno dei minori. Al gestore sono state inoltre contestate sanzioni e infrazioni amministrative per un ammontare complessivo di circa 10 mila euro.
Continuano ancora le testimonianze di vicinanza per la morte di Nicolas, Giorgio e Daniele, i tre giovanissimi che hanno perso la vita a causa del grave incidente in superstrada all'alba di domenica scorsa.
Ieri sera la fiaccolata, organizzata dai tifosi della Curva Just della Maceratese, che ha visto migliaia di persone e molte realtà sportive stringersi al fianco delle famiglie e procedere in un cordone snodatosi per le vie cittadine e terminato in piazza della Libertà.
Anche la tifoseria mestrina, da quasi mezzo secolo legata a filo doppio da un gemellaggio con i tifosi maceratesi, ha voluto essere simbolicamente presente per omaggiare i tre calciatori scomparsi
In contemporanea al corteo, una rappresentanza della tifoseria è scesa in strada a Mestre con uno striscione "Mestre piange i figli di Macerata. Curva Nord" accompagnato da un fumogeno rosso. Un modo sincero di essere parte della fiaccolata, un gesto di sincero rispetto e di profonda vicinanza ad una città profondamente segnata.
Una foto, semplice e muta, pubblicata nel profilo del gruppo mestrino ha testimoniato l'evento e subito è stata riempita di commenti di stima e ringraziamento. Il gemellaggio tra Macerata (tifoseria della Curva Just/Maceratese) e Mestre (A.C. Mestre) è uno dei sodalizi ultras più longevi, forti e rispettati nel panorama calcistico italiano, nato oltre 45 anni fa.
Nel dolore immenso che ha colpito la comunità maceratese dopo il tragico incidente stradale sulla SS77, nel quale hanno perso la vita i giovani Daniele Francalancia, Nicolas Calabrese, Giorgio Franceschini e il 41enne Christian Perugini, emerge un gesto di straordinaria generosità destinato a lasciare un segno profondo.
A sottolinearlo è il gruppo Aido di Macerata, che attraverso il presidente Angelo Sciapichetti ha espresso il proprio cordoglio per una tragedia che ha sconvolto l'intera città. "Il gruppo Aido di Macerata esprime profondo cordoglio per la scomparsa di tante giovani vite che in questi giorni ha ammutolito la città di Macerata", scrive Sciapichetti, ricordando come la famiglia di Daniele Francalancia abbia compiuto "una scelta di straordinaria generosità".
"La donazione degli organi di Daniele è un gesto che testimonia come, anche nelle circostanze più drammatiche e difficili, possa nascere un atto di grande altruismo e responsabilità civile - evidenzia Sciapichetti -. La generosità di questo ragazzo e della sua famiglia rimane un esempio concreto di umanità e attenzione verso gli altri, che continuerà a vivere attraverso le persone che hanno ricevuto il suo dono".
Parole che trovano una testimonianza particolarmente intensa nel messaggio ricevuto in queste ore da una persona trapiantata che ha scelto di rimanere anonima e che, come racconta il presidente dell'Aido, riesce a descrivere più di ogni altra considerazione il significato della scelta compiuta da Daniele e dai suoi familiari.
Ecco il messaggio integrale della persona trapiantata: "Da persona che ha ricevuto un trapianto e che oggi vive grazie al sì di qualcuno, notizie come questa mi stringono il cuore in modo che non riesco a spiegare a parole. Davanti a un incidente stradale che spezza la vita di un ragazzo così giovane, c'è solo un senso di ingiustizia immenso. Ma voglio dire grazie, con tutto il fiato che ho in corpo, a quella famiglia. So cosa significa essere dall'altra parte, aspettare una telefonata che ti restituisca un futuro, e so che quel "sì" pronunciato nel momento più buio e devastante della loro vita è l'atto d'amore più puro che esista. Il dolore per la perdita di Daniele resta indicibile, ma voglio che tutti sappiano che quel dono non è invano. Ogni giorno, in ogni respiro, in ogni battito e in ogni traguardo di chi riceverà una seconda possibilità, Daniele continuerà a vivere, a viaggiare e a guardare il mondo. Il suo futuro diventerà la vita di qualcun altro".
Nel suo intervento, l'Aido ha inoltre voluto rivolgere un ringraziamento ai familiari del giovane per "la sensibilità e la lucidità dimostrate" in un momento di così grande sofferenza, estendendo la propria riconoscenza anche a tutto il personale sanitario coinvolto nel percorso della donazione: "L'Associazione Italiana Donatori Organi e Tessuti di Macerata desidera ringraziare sentitamente i familiari, così come tutto il personale sanitario coinvolto – medici, infermieri, operatori e coordinamento per i trapianti – che ha operato con professionalità, competenza e profondo rispetto in ogni fase del percorso".
Un messaggio che, nel pieno del lutto che ha colpito tante famiglie e l'intera comunità, richiama il valore della donazione come scelta capace di trasformare una tragedia in una speranza di vita per altre persone.
(Credit foto: Fabrizio Ottavi)
Una donna di 65 anni è stata trovata priva di vita all'interno di un casolare situato nella frazione di Troviggiano di Cingoli, in una stanza dell'abitazione. Il ritrovamento è avvenuto nella giornata di ieri, a seguito di una duplice segnalazione: da un lato il dipartimento di salute mentale di Jesi, che seguiva il figlio quarantatreenne della coppia e che aveva registrato la mancata presentazione del paziente, disabile, ad alcuni appuntamenti terapeutici; dall'altro un residente della zona, che aveva segnalato al Comune l'assenza prolungata della donna dal vicinato.
Sul posto sono inizialmente intervenuti gli assistenti sociali e la polizia locale, i quali, dopo un primo sopralluogo all'interno della struttura, hanno richiesto il supporto delle forze dell'ordine. Nel casolare sono quindi confluiti i carabinieri della stazione di Cingoli, unitamente al reparto operativo e al reparto scientifico, i vigili del fuoco di Macerata, i sanitari del 118 e il sostituto procuratore Rosanna Buccini.
Il medico legale Antonio Tombolini ha effettuato un primo esame esterno sulla salma della donna, confermando che il decesso risalirebbe ad almeno due mesi fa, e l'autorità giudiziaria ha disposto l'autopsia per chiarire con esattezza le cause e le circostanze della morte.
Al termine delle operazioni di rilievo, il marito di 74 anni e il figlio di 43 anni sono stati presi in carico dal personale sanitario e trasportati in ambulanza all'ospedale di Jesi. In base alle prime risultanze investigative, l'episodio non risulterebbe riconducibile a problematiche di natura economica, bensì a un profondo quadro di disagio e isolamento sociale in cui versava il nucleo familiare, che viveva privo di un medico di medicina generale di riferimento e con ridottissimi contatti con l'esterno.
Un uomo di 76 anni è deceduto nel pomeriggio a causa di un malore improvviso che lo ha colpito mentre si trovava alla guida della propria autovettura nel territorio comunale di Matelica. L'episodio si è verificato intorno alle ore 16:45, lungo la strada Muccese. La vittima è Luciano Dolce, di Esanatoglia.
Secondo una prima ricostruzione della dinamica, l'automobilista stava percorrendo l'arteria stradale quando ha avvertito i sintomi di un improvviso malessere fisico; l'uomo è riuscito a mantenere il controllo del mezzo il tempo necessario per accostare il veicolo sul bordo della carreggiata, con l'intento di chiedere soccorso.
Immediatamente è scattato l'allarme e sul posto sono intervenuti gli operatori sanitari del 118. Il personale medico ha avviato sul posto tutte le manovre di rianimazione necessarie nel tentativo di salvargli la vita, ma nonostante i prolungati sforzi dei soccorritori il 76enne non ha ripreso conoscenza e i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Presenti anche i carabinieri per i rilievi di rito.
Un intervento di soccorso per il recupero di un animale è stato portato a termine nel pomeriggio nel territorio comunale di Cerreto d'Esi. I vigili del fuoco sono stati allertati poco prima delle ore 16:00 a causa di un cane che era accidentalmente caduto all'interno di un canale di deflusso situato in via Monterustico.
Ricevuta la segnalazione della presenza dell'animale in difficoltà, la squadra del distaccamento di Fabriano si è tempestivamente recata sul luogo dell'evento. I soccorritori sono riusciti a raggiungere il fondo della struttura di scolo e a recuperare l'esemplare in totale sicurezza, completando le manovre di risalita.
Una volta riportato in superficie, l'animale è stato accuratamente controllato e successivamente riconsegnato al legittimo proprietario, che attendeva sul posto l'esito delle operazioni, in buone condizioni complessive di salute e senza aver riportato traumi evidenti a seguito della caduta nel condotto.
MACERATA –I militari dell'Arma hanno denunciato in stato di libertà due persone, ritenute responsabili di distinti episodi legati alla falsificazione di una targa e a una frode informatica.
Il primo intervento risale al pomeriggio del 13 giugno, quando i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno fermato in via Indipendenza un motociclo Piaggio Beverly per un controllo. Dagli accertamenti è emerso che il conducente, un 29enne residente a Macerata, aveva modificato una lettera e un numero della targa applicando del nastro adesivo nero, presumibilmente con l'intento di rendere più difficile l'identificazione del mezzo da parte dei sistemi elettronici di controllo e dei rilevatori di velocità.
Per il giovane è scattata la denuncia per falsità materiale e falsificazione della targa. Lo scooter è stato sottoposto a sequestro amministrativo ai fini della confisca, mentre la targa è stata sequestrata penalmente.
La seconda attività investigativa è stata condotta dai Carabinieri della Stazione di Macerata e ha portato alla denuncia di un 59enne residente in città per il reato di frode informatica.
L'indagine ha preso avvio dalla denuncia presentata a settembre 2025 da un anziano maceratese, che aveva riscontrato sulla propria carta prepagata due addebiti non autorizzati per un importo complessivo di circa 100 euro, relativi ad acquisti effettuati online.
Gli approfondimenti investigativi e gli accertamenti informatici hanno consentito ai militari di ricostruire il percorso degli acquisti, individuando il luogo di consegna della merce presso una fioreria cittadina e identificando nel 59enne il presunto destinatario finale dei prodotti acquistati fraudolentemente.
Entrambi gli indagati sono stati deferiti all'autorità giudiziaria competente, mentre proseguono le attività di controllo e prevenzione sul territorio da parte dell'Arma.
Un uomo di 64 anni, originario di Rimini e residente a Civitanova Marche, è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata con l'accusa di furto aggravato. I carabinieri della stazione di Montelupone, a conclusione di una mirata attività d'indagine, hanno individuato l'uomo, già noto alle forze dell'ordine per precedenti di polizia, quale presunto responsabile di un colpo messo a segno nel tardo pomeriggio di qualche giorno fa.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 64enne era riuscito a introdursi all'interno di un'autovettura in sosta di proprietà di un pensionato civitanovese dopo aver forzato la portiera anteriore destra del veicolo. Una volta dentro l'abitacolo, l'indagato aveva asportato un portafogli contenente 150 euro in contanti e una carta di pagamento "BancoPosta", per poi dileguarsi rapidamente.
Le repentine indagini avviate dai militari dell'Arma hanno permesso di raccogliere in breve tempo gravi indizi di colpevolezza a carico del soggetto. Per il positivo esito dell'attività investigativa è risultata determinante l'attenta analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati attivi nella zona, incrociata efficacemente con le risultanze di una testimonianza oculare raccolta sul posto.
Questi elementi combinati hanno consentito ai carabinieri l'identificazione del presunto autore del reato, nei cui confronti è scattato il deferimento all'autorità giudiziaria maceratese.
MACERATA – Momenti di forte tensione nella tarda serata del 15 giugno all’interno del reparto di Psichiatria dell’ospedale di Macerata, dove l’intervento dei Carabinieri si è reso necessario per riportare la calma dopo un grave episodio di intemperanza.
Due pazienti ricoverati nella struttura, un 45enne originario di Matelica e un 21enne residente a Montecassiano, entrambi già noti alle forze dell’ordine, sono stati denunciati in stato di libertà all’Autorità giudiziaria. I reati contestati, in concorso tra loro, sono violenza e minaccia a pubblico ufficiale e danneggiamento.
L’allarme è scattato quando è stata segnalata la presenza di due degenti in forte stato di agitazione che stavano danneggiando alcuni locali del reparto. Sul posto sono intervenuti rapidamente due equipaggi del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Macerata e una pattuglia della Stazione di Corridonia.
All’arrivo dei militari, parte della struttura risultava già messa a soqquadro e diversi ambienti avevano riportato danni. Secondo quanto ricostruito, prima dell’intervento delle forze dell’ordine i due uomini avrebbero minacciato il personale sanitario e spintonato la guardia giurata in servizio, intervenuta per cercare di contenere la situazione.
I Carabinieri sono riusciti, non senza difficoltà, a riportare la calma e a impedire che l’episodio degenerasse ulteriormente. Fortunatamente nessuna persona è rimasta ferita, né tra il personale medico e sanitario, né tra gli addetti alla vigilanza o i militari intervenuti.
I danni arrecati alla struttura ospedaliera sono ancora in fase di quantificazione. Dell’accaduto è stata informata l’Autorità giudiziaria, mentre proseguono gli accertamenti da parte dei Carabinieri.
ASCOLI PICENO – Ancora sangue sulle strade marchigiane. Mattinata drammatica lungo la superstrada Ascoli-Mare, nel tratto compreso tra gli svincoli di Spinetoli e Monsampolo del Tronto, dove si sono verificati due distinti incidenti stradali che hanno causato una vittima, feriti e pesanti ripercussioni sulla viabilità.
Il primo e più grave incidente è avvenuto in direzione mare. Per cause ancora in fase di accertamento, si è verificato uno scontro violento tra un’automobile e un furgone.
Ad avere la peggio è stata la donna alla guida dell’auto. Nonostante il tempestivo intervento dei sanitari del 118 e dei vigili del fuoco, per la conducente non c’è stato nulla da fare. Il conducente del mezzo commerciale è rimasto invece illeso.
Poco dopo, nello stesso tratto ma in direzione opposta verso i monti, si è verificato un secondo incidente, che ha coinvolto un’auto con due persone a bordo. Le operazioni di soccorso sono state immediate e sono tuttora in corso.
Entrambi gli episodi hanno richiesto un massiccio intervento dei soccorritori e delle forze dell’ordine, con la presenza della Polizia Stradale, impegnata nei rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dei sinistri e gestire la viabilità.
Le conseguenze sul traffico sono state pesanti: il tratto interessato del raccordo autostradale collegato all’A14 è stato temporaneamente chiuso in entrambe le direzioni, provocando lunghe code e forti rallentamenti.
La situazione è stata ulteriormente aggravata dalla presenza di un cantiere già attivo nella zona, che nelle prime ore della mattinata aveva contribuito a rallentare la circolazione.
Si è concluso con esito positivo il dispositivo di sicurezza e viabilità predisposto dalla Polizia di Stato in occasione del 48° Pellegrinaggio a piedi Macerata–Loreto, svoltosi nella notte tra il 13 e il 14 giugno.
L’imponente macchina organizzativa ha garantito il regolare svolgimento della storica manifestazione spirituale, assicurando la tutela dell’incolumità dei circa 70.000 pellegrini lungo il percorso di quasi 30 chilometri.
Il servizio, disposto dal Questore della provincia di Macerata Luigi Mangino, è iniziato nel primo pomeriggio di sabato 13 giugno presso lo Stadio Helvia Recina, dove è stato gestito l’afflusso dei partecipanti e coordinata la viabilità dei numerosi pullman provenienti da tutta Italia.
Durante il cammino, la Polizia di Stato, in collaborazione con la Polizia Stradale e le altre forze dell’ordine, ha effettuato un servizio di “scorta dinamica” e gestione della circolazione, con chiusure temporanee e progressive delle principali arterie interessate dal passaggio del corteo.
Complessivamente sono stati impiegati 21 agenti della Questura di Macerata e 30 operatori della Polizia Stradale, supportati da 12 auto e 6 moto di servizio, con il compito di presidiare la testa e la coda del lungo corteo.
Particolare attenzione è stata riservata ai punti più critici del percorso e agli incroci maggiormente esposti, soprattutto nelle ore notturne e all’alba, quando la ridotta visibilità e la stanchezza dei pellegrini richiedono un livello di vigilanza più elevato.
Il coordinamento operativo e la presenza costante sul territorio hanno consentito una gestione ordinata dell’evento, permettendo al lungo corteo di fedeli di raggiungere il Santuario di Loreto nella mattinata di domenica in piena sicurezza.
(Foto Pellegrinaggio Macerata-Loreto)
Questo articolo non è di cronaca per il fatto che le “fonti” si sono chiuse a riccio e sperano che nulla trapeli. Il dato è questo: Macerata è invasa dall’ecstasy liquido, la cosiddetta droga dello stupro, e due ragazze, una minorenne di 17 anni, l’altra di 23 anni, sono state ricoverate all’ospedale di Macerata dopo essere state violentate. Le hanno drogate in una discoteca, poi il branco ha abusato di loro. Mentre la minorenne è stata accompagnata pare dai genitori al pronto soccorso e poi è stata ricoverata, la ragazza più grande all’ospedale ci è andata da sola, ma pare sia in preda a un forte stato depressivo.
C’è però, e purtroppo, anche una terza vittima: è una quasi bambina di 14 anni che sarebbe stata avvicinata in un pub. Lei ha chiesto un aperitivo analcolico, un ragazzo gliel’ha offerto, ma ha versato nel bicchiere anche la micidiale sostanza. La quasi bambina è stata – pare – stuprata a più riprese da dei mostri, poi abbandonata. Ha avuto la forza di chiedere aiuto, di farsi portare in ospedale dove sarebbe tuttora in osservazione perché è crollata in una sorta di limbo di incoscienza da cui i medici cercano di farla riemergere.
Fin qui il massimo di ciò che si è saputo. Per la verità c’è un altro dato oggettivo: gli stupri sarebbero avvenuti tra mercoledì 3 e sabato 6 giugno. E qui sorge una prima domanda. Vi ho avvertito che questo non è un articolo di cronaca, ma una serie d’interrogativi che conduce a qualche riflessione. La prima domanda è: si è tenuto tutto celato dietro una cortina impenetrabile di silenzio per evitare di turbare il ballottaggio alle amministrative? È evidente che sapere che nella città dove amerai vivere e lavorare gira liberamente la droga dello stupro e che tre ragazze, tra le quali una quasi bambina, sono state violentate pone qualche problema. Lo pone però a tutte le forze politiche perché continuare a negare ciò che tutti sanno, e cioè che Macerata è città di spaccio e di consumo, non serve a nessuno.
In questa faccenda c’è qualcosa di ancora più preoccupante. Da quel poco che si è riusciti a sapere, almeno due delle tre vittime degli stupratori sono ragazze che provengono da contesti sociali e familiari degradati. Qui sorge un ulteriore interrogativo che la nascente giunta comunale, nella composizione e nell’azione, dovrà affrontare: quant’è vasto l’adescamento di ragazzine, molte delle quali minorenni, che serve ad alimentare certe “feste” che si tengono in casolari ascosi e riservati attorno alla nostra città? Quanto è estesa la tratta delle bianche di cui forse è rimasta vittima Pamela Mastropietro?
C’è nell’inchiesta per lo strazio della giovane romana, per cui è stato condannato e sta scontando l’ergastolo solamente Innocent Oseghale, un capitolo non definito. Almeno questo sostiene a gran voce Alessandra Verni, la mamma di Pamela: quello dei complici. Ci sono tre domande riguardo alla fine di Pamela che non sono state risolte neppure dalla sentenza passata in giudicato: come ha fatto Oseghale a sezionare il cadavere con una perizia propria degli anatomopatologi, a far sparire almeno sei litri di sangue, a disfarsi di brandelli del corpo della povera Pamela tutto da solo? Che motivo aveva di ucciderla? Perché lui, probabilmente affiliato alla mafia nigeriana, si è accoppiato con una bianca, pratica ritenuta immonda dai “culti”, le sette dei mammasantissima di colore?
Le risposte che si possono dare sono: Pamela doveva essere avviata al mercato della prostituzione dove le bianche “rendono” più delle povere ragazze nigeriane; lei aveva capito e si è rifiutata ed è stata uccisa perché non parlasse; lui ha agito con dei complici che nessuno cerca più. Ma si ricorderà che si è invece cercato di chiudere quanto più in fretta possibile quell’inchiesta. Eppure è pratica delle organizzazioni criminali quella di “marchiare” le giovani vittime con lo stupro, quasi sempre commesso da giovani manovali dell’organizzazione che individuano le prede, per poi ricattarle e avviarle sul mercato della prostituzione più o meno minorile. Non si tratta delle cosiddette ragazze di strada: sono le giovani “reclutate” per fare da hostess nei festini di periferia.
Di certo Macerata e il maceratese non sono immuni dal fenomeno, anzi. Si ricorderà l’intervista alla ragazzina fatta da Angela Caponnetto del TG3 ai tempi dell’inchiesta su Pamela che faceva nomi e cognomi dei suoi aguzzini e dei notabili che hanno abusato di lei. Autrice di ben cinque esposti, di lei come delle sue denunce più nulla si è saputo. Un anno e mezzo fa la Polizia fece irruzione in un casolare a Civitanova con quattro extracunonitari fermati; nell’agosto di due anni fa venne scoperta a Porto Sant’Elpidio un’organizzazione che adescava tra Macerata, Fermo e Ascoli Piceno ragazze tra i 18 e i 20 anni da “usare” in festini a luci rosse riservati a facoltosi signori delle nostre zone: fioccarono denunce, ma anche di questo nulla più si è saputo.
Festini a luci rosse in un B&B di Mogliano sono stati scoperti nel dicembre di due anni fa, mentre ad Ancona si è stroncato un traffico di droga dello stupro. Da quel che si sa, in alcuni casolari nella zona di Montecassiano si organizzano raduni di un certo tipo e molti sono gli ex cascinali trasformati in alcova per scambisti. In questo contesto si muovono gli inquirenti che per ora non hanno fatto trapelare notizia alcuna. Sorgono così altri interrogativi: perché non far sapere che c’è questo mercato? Riservatezza? Ma anche qui viene da chiedersi se non sia preferibile far scattare una sorta di avvertimento. Lo stesso vale per i servizi sociali del Comune. Se davvero queste ragazze stuprate e, chissà quante adescate, provengono da ambienti di disagio sociale o familiare, sarebbe necessario un progetto di assistenza. Per ora i tre casi sono stati gestiti ottimamente dall’ospedale di Macerata, ma queste tre ragazzine sono il sintomo; la patologia sociale, se c’è, è assai allarmante.