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Giornalisti e libera informazione, nel 2022 più di 500 sono stati minacciati

Giornalisti e libera informazione, nel 2022 più di 500 sono stati minacciati

Secondo i dati di “Ossigeno per l’Informazione” (Osservatorio Su informazioni giornalistiche e notizie oscurate) nel 2022 in Italia sono stati minacciati il doppio di giornalisti rispetto al 2021: 564 giornalisti nei primi nove mesi del 2022, il 100 per cento più dei 288 dello stesso periodo del 2021. Contestualmente è cresciuto il numero di querele e cause per diffamazione a mezzo stampa temerarie e strumentali. Per “querela temeraria” si intende una querela sporta senza i necessari presupposti, con mala fede o colpa grave, cioè con la consapevolezza di avere torto.  

Affrontare una causa per un giornalista, ancor più se da freelance, non è semplice, anche qualora essa risulti infondata, e richiede oltretutto un importante investimento in termini economici:  i freelance non hanno un vincolo di lavoro dipendente con le testate giornalistiche per cui scrivono, e quindi non vengono sostenuti nelle spese legali; il loro compenso si aggira intorno ai 40 euro lordi per articolo, quindi la tendenza sarà in molti casi quella di evitare di correre il rischio di resistere in causa, autocensurandosi.

Questo meccanismo inevitabilmente si traduce in un vulnus per la libera informazione. Quasi sempre la minaccia di una causa giunge per tacitare il cronista che possa scrivere di fatti scomodi per il querelante: un danno non solo per il professionista, ma anche e soprattutto per i cittadini che finiscono per avere notizie che i reporter hanno spesso censurato alla fonte per non rischiare denunce.

Uno studio dell’Unesco, tradotto in italiano da “Ossigeno per l’informazione” reso noto il 9 dicembre 2022, ha rilevato che “la libertà di espressione non gode buona salute e negli ultimi anni ha perso terreno pressoché ovunque”. In particolare ha condannato un “uso scorretto del sistema giudiziario per attaccare la libertà di espressione” : di fatto anche in Italia è solo con la sentenza che viene accertata la lite temeraria; ciò significa che il giornalista dovrà affrontare tutto il gravoso iter processuale per dimostrare di essere esente da colpa.

"Ossigeno", ha dichiarato il presidente Alberto Spampinato, "si augura che l'allarme venga raccolto, che ciò spinga a capire meglio l'andamento del fenomeno e a intensificare le attività per sensibilizzare il mondo del giornalismo, le forze politiche, il Parlamento, il Governo ad adottare opportune contromisure, ognuno per la propria parte. È triste - prosegue - chiudere il 2022 osservando che anche quest'anno è trascorso senza che si sia fatto alcun passo avanti. Le intimidazioni e le minacce ai giornalisti sono innegabilmente una malattia che indebolisce la libertà di informazione e danneggia la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Le malattie trascurate, non curate possono degenerare e produrre danni peggiori all'organismo. Ed è forse ciò che sta accadendo". 

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