Diecimila euro per Ussita. Per l'esattezza 10.048,68 euro. E' la somma raccolta nel corso della grande festa dello sport svoltasi a fine novembre al vecchio palasport di viale dei Partigiani a Pesaro, alla quale aveva preso parte anche il sindaco della cittadina devastata dal sisma, Marco Rinaldi.
Una festa dello sport organizzata dal Comune di Pesaro per festeggiare il riconoscimento di Città europea dello sport 2017, ma soprattutto un evento dedicato alla solidarietà, al quale hanno partecipato migliaia di persone. "Pesaro è una città che fa della solidarietà il suo punto di forza - dicono il sindaco Matteo Ricci e l'assessore Mila Della Dora -, un valore fondamentale che si affianca ad una attenta politica del welfare da parte del Comune''. Il bonifico è già stato fatto". Il sindaco di Ussita ha ringraziato tutti i pesaresi per la grande dimostrazione di affetto e solidarietà nei confronti dei suoi concittadini. (Ansa)
Il primo passo per la ricostruzione post terremoto è sempre ed ancora la tanto agognata scheda Aedes.
L’ Ocdpc n. 422 del 16 dicembre 2016 all’articolo 1 infatti stabilisce che
“In ragione dell'elevato numero di edifici da sottoporre a verifica a seguito dell'aggravamento della situazione di danneggiamento conseguente agli eventi sismici della fine di ottobre” a decorrere dalla data di pubblicazione della stessa ordinanza lo svolgimento delle verifiche di agibilità post-sismica degli edifici e delle strutture interessate dagli eventi sismici in premessa attraverso la compilazione della scheda AeDES, di cui all'art. 10 del DPCM 8 luglio 2014, disciplinato dall'art. 3 dell'ordinanza n. 392/2016, è sospeso, fatto salvo quanto previsto dai successivi commi".
E di seguito chiarisce che allo svolgimento delle verifiche di agibilità post-sismica degli edifici e delle strutture interessate di proprietà privata attraverso la compilazione della scheda AeDES per l'intera unità strutturale, solo a seguito dell'esito di "non utilizzabilità" secondo la scheda FAST, provvedono i tecnici professionisti iscritti agli ordini e collegi professionali abilitati all'esercizio della professione relativamente a competenze di tipo tecnico e strutturale nell'ambito dell'edilizia, su diretto incarico del proprietario o avente diritto, in ragione del fatto che tale procedimento è previsto quale condizione abilitante per l'ottenimento dei contributi per la ricostruzione privata ai sensi di quanto previsto dall'art. 6 del decreto-legge n. 189/2016.
In parole povere: per ottenere il contributo per la ricostruzione in seguito a danni lievi occorrono o la scheda Aedes con una valutazione “B”, quindi di inagibilità temporanea, o una scheda Fast che attesti la “non utilizzabilità” dell’edificio e che viene redatta, per esigenze di celerità, dal proprio tecnico di fiducia.
L’ Articolo 6 dell’ordinanza n. 8 sull’ “Avvio dei lavori e concessione del contributo” indica la procedura da seguire per ottenere il contributo:
1. il tutto si avvia con la comunicazione di inizio lavori che costituisce comunicazione di inizio lavori asseverata. In particolare, con la perizia ivi allegata si assevera che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici, al regolamento edilizio, alle normativa sull’efficientamento energetico e che gli stessi interessano alcune strutture dell’edifico per la loro riparazione e per il rafforzamento locale.
2. La comunicazione di inizio lavori e tutte le istanze inerenti e conseguenti sono inviate all’Ufficio speciale a mezzo PEC. L’Ufficio speciale, utilizzando la procedura informatica, trasmette immediatamente al comune la comunicazione di inizio lavori per i provvedimenti di competenza.
Nel termine di sessanta giorni dalla pubblicazione della stessa ordinanza, quindi entro il 12 febbraio, il soggetto interessato deposita all’Ufficio speciale territorialmente competente la domanda di contributo corredata dalla documentazione necessaria ed entro il medesimo termine, possono altresì presentare domanda di contributo, con le medesime modalità, anche i soggetti che non abbiano già comunicato l’avvio dei lavori.
Da quanto sopra, se calcoliamo i termini, in pratica restano soltanto due settimane di tempo per richiedere il contributo.
Ma a quanto pare, molti cittadini non sono in possesso ancora di scheda Aedes con una valutazione “B”, quindi di inagibilità temporanea, o di una scheda Fast che attesti la “non utilizzabilità” dell’edificio.
Il problema dei tempi rapidi per velocizzare il rientro nelle abitazioni lievemente danneggiate, ma concretamente inutili in quanto non rapportati alle attività concrete da svolgere, si è già verificato per le domande di delocalizzazione delle attività produttive, tanto che nell'art. 5 dell'Ordinanza 9 è stato slittato il termine per la presentazione della domanda di delocalizzazione dai 15 giorni inizialmente previsti a 50 giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza .
Urge pertanto anche in questo caso una circolare del Commissario che chiarisca che il termine non è perentorio o che lo posticipi.
La montagna continua a vivere, grazie alle tante iniziative che vengono organizzate.
In particolare, il Camoscio dei Sibillini Escursioni e Trekking, guidato dal biologo Simone Gatto, continua a proporre di settimana in settimana eventi che raccolgono una grande ed entusiasta partecipazione.
Lo scorso fine settimana, Il Camoscio dei Sibillini, con la collaborazione della Cooperativa Forestalp, ha riportato un gruppo di oltre 50 turisti a ciaspolare sul territorio comunale di Ussita, nello splendido altopiano di Macereto completamente innevato, con paesaggi mozzafiato dallo spirito Tibetano grazie alla dolomitica parete del Monte Bove Nord.
La giornata è stata calda e con uno splendido sole, e al termine della ciaspolata gli oltre 50 turisti sono andati a comprare i prodotti nell'Azienda Agricola Scolastici, in grossa difficoltà attualmente a causa del sisma e della grande nevicata.
Un modo semplice, divertente e sicuro per far tornate a vivere Ussita, i Sibillini e le aziende agricole di questo meraviglioso territorio.
"Adotta la mandria e aiuta gli orfani".
Così si chiama il gruppo nato da soli due giorni su facebook e che vanta già più di 200 iscritti.
“Non sono un genio con i computer. Questa pagina nasce per spiegare un po' meglio quello che vogliamo fare per aiutare gli allevatori e le aziende che hanno subito gravi danni per terremoto e neve e per sostenere le famiglie dei due bambini che hanno perso i genitori per la valanga che ha colpito l'hotel a Rigopiano”.
Ideata e messa in atto dall’altruismo del giornalista piemontese Daniele Piovera, l'iniziativa prende spunto da alcuni articoli su La Stampa, Repubblica, Picchio News e Corriere che descrivevano la disperazione degli allevatori abruzzesi, laziali,molisani e marchigiani, messi in ginocchio da terremoto e neve.
La sua associazione, Kenzio Bellotti, legata alla società Paffoni Fulgor Basket Omegna, che già ha sostenuto gli orfani del terremoto di Amatrice (Alessandro, Gabriele, Chiara e Francesca), donando loro 35mila euro (trovate foto e resoconto sul sito www.kenziobellotti.it e sulla pagina Fb), ha deciso di scendere in campo anche per aiutare queste persone e queste aziende.
Noi di Picchio News, su richiesta di Daniele, gli abbiamo indicato le aziende che nei giorni scorsi ci hanno chiesto aiuto.
E con grande gioia comunichiamo che il gruppo di Daniele sta già provvedendo ad aiutarle concretamente.
In due giorni infatti sono stati raccolti già 3000 euro.
La prima azienda è l'Agrinido della Natura Agrinfanzia Contrada Vallata, di San Ginesio. Una piccola fattoria con animali che funge anche da asilo nido con progetti mirati ed innovativi.La seconda attività è la Società Agricola Lai Ss, di Gualdo, con 1500 pecore e 30 mucche.La terza persona che si aiuterà è un allevatore di Aschio, frazione di Visso, che ha enormi difficoltà con i suoi bovini.Ed infine anche un allevatore di Ussita, su indicazione del sindaco
Ogni centesimo raccolto, come sempre avviene con la Kenzio Bellotti, verrà devoluto senza mediazioni ma DIRETTAMENTE ai beneficiari. Come già accaduto con i bambini malati nel territorio d'origine dell'associazione a cui sono stati donati 25000 euro.
Inoltre il gruppo intende donare 12 letti nuovi con materassi e cassettoni per i vestiti per i quali noi di Picchio News abbiamo indicato come possibili destinatari gli anziani ospitati presso l’oratorio di Don Jacopo alla Stazione di Pollenza che abbiamo visitato due settimane fa.
Bravo Daniele. Un altro grande esempio di concreta ed immediata solidarietà. Senza burocrazia se non quella della trasparenza.
Un grido di dolore straziante. Una famiglia divisa, un padre che non vede il figlio di 15 mesi da due settimane, un'azienda che rischia di morire insieme al bestiame. E nessuno sembra far niente per porre rimedio a una situazione che sembra assurda per quanto gravissima. A parlare è Marianna Paris (nella foto il fratello Giovanni).
"L’azienda agricola di mio padre, Costantino Paris, di pura razza marchigiana, una delle più grandi delle Marche comprende 120 capi tra madri e figli, una trentina di pecore e una ventina di capre.
Siamo l’unica azienda di Ussita ad essere con gli animali fuori: le altre hanno tutti i capi al coperto, anche se insistono a chiedere tenso strutture. Rientriamo nel sisma che ci ha colpito ad agosto e già allora la nostra stalla era considerata inagibile. A quel tempo si parlava di puntellatura da fare, ma nessuno ha mai provveduto a farlo. Abbiamo richiesto la tenso struttura ma ad oggi ancora non sono state montate per motivi che ancora ignoriamo.
Sta di fatto che con il terremoto di ottobre la struttura non ha retto e sono crollate due pareti. Allo stato attuale ci troviamo con tutti gli animali all’aperto con temperature che variano dai -15 ai -20.
Io con la mia famiglia" dice Marianna "siamo stati evacuati ad ottobre e ci troviamo un un villaggio a Porto Sant’Elpidio.
Mio fratello con mio marito vivono a Vallestretta di Ussita in un container singolo frutto di una donazione, arrivato a Vallestretta e allacciato solo a fine dicembre dopo ripetuti solleciti.
Io non so di chi è la colpa di tutto questo: so solamente che noi non facciamo i politici e non facciamo i dirigenti, eppure ci stiamo prendendo responsabilità e danni che loro non si vogliono prendere.
Ora i nostri animali sono in mezzo a due metri di neve, mio fratello e mio marito stanno cercando di portargli il foraggio necessario considerando che fino a ieri nessuno aveva raggiunto la frazione per liberare le strade e consentire di arrivare agli animali, per cui loro con i nostri mezzi agricoli hanno dovuto impiegare le loro braccia e la loro forza per portare il fieno alle bestie.
Per non far morire il bestiame stiamo cercando di farle mangiare di più ma non è semplice, abbiamo i vitelli di fuori e si avvicinano i primi parti.
Abbiamo richiesto l’esercito, fermo a Pieve Torina ma non si è visto nessuno. Siamo abbandonati a noi stessi. E’ ora che qualcuno incominci a muoversi non solo attraverso le parole: la protezione civile le istituzioni cosa stanno facendo? Dove sono?
Capisco che ora ci sono nuove emergenze, ma le emergenze devono essere affrontate con cognizione di causa e in maniera concreta, non all’insegna dell’incapacità, della lungaggine e del lassimo.
Ci hanno fatto la proposta di portare i nostri animali in strutture messe a disposizione nell’entroterra marchigiano. Beh, io a questo rispondo che queste persone non sanno cosa dicono e non conscono minimamente la realtà per affermare ciò.
I nostri animali sono allo stato brado: è da maggio che sono fuori è già difficle per noi avvicinarli, figuriamoci portarli in altre strutture. E poi la nostra vita è a Ussita. Hanno spopolato i paesi portandoci nella costa con la forza: non permetteremo che ciò avvenga per i nostri animali e il nostro futuro.
Ad oggi quello che più mi spaventa è che le ammistrazioni e i politici ci hanno tolto le nostre libertà e il nostro futuro, hanno diviso le nostre famiglie (mio marito sono 15 giorni che non vede il nostro bambino di 15 mesi). Sta a loro decidere se dobbiamo vivere o morire. Siamo in attesa di una loro burocratica decisione, non senza lottare fino in fondo, ci sentiamo come se stessimo in guerra ma noi siamo pronti a combattere".
E a queste parole, francamente, è ben difficile aggiungere altro...
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del consigliere regionale delle Marche Marzia Malaigia, Lega Nord:
"Il consigliere regionale della Lega Nord Marzia Malaigia, di nuovo presente in questi giorni sui luoghi del sisma, ora flagellati dalle intense e più che annunciate nevicate, interviene sulla situazione degli allevamenti di bestiame distrutti dagli eventi catastrofici.
Capisco perfettamente e mi immedesimo empaticamente nel senso di impotenza e di frustrazione di allevatori, come quelli che ho visitato a Gualdo, Sarnano e paesi limitrofi – afferma la Malaigia - quando assisto all’arrivo di personale che chiede loro di compilare per l'ennesima volta moduli su moduli per avere dati già più volte forniti nell’arco di questi mesi. Il ritardo delle strutture mobili è l’unico vero problema da risolvere: dal terremoto di agosto solo tante parole, ma gli animali sono rimasti al freddo in strutture pericolanti o del tutto crollate.
Gli uomini del soccorso, di protezione civile, pompieri, forestali, ecc. sono encomiabili; quello che lascia a dir poco sbigottiti è il fatto che le strutture di ricovero per animali, le famose 370 stalle di cui si parlava fin dall'inizio, sono miraggi lontani. E quello che ancora non è chiaro è questo dietrofront sibillino della Regione, che indirizza le aziende a rivolgersi direttamente alle ditte specializzate, ma sempre facendone richiesta: ovvio, quindi altri castelli di carta!
Quello che infatti mi viene comunicato dagli allevatori è che arriveranno di nuovo tecnici regionali per far compilare nuovi moduli e riverificare i danni. Quindi un ulteriore aggravio di spesa per le casse dei cittadini marchigiani e ancora prezioso tempo perso, in condizioni che richiedevano innanzi tutto l'urgenza: se ci sono situazioni nuove non discuto, ma se i sopralluoghi sono stati più volte fatti, perché tornare a riscrivere di nuovo e di nuovo ancora? Basta riaprire la tempistica ed accelerare le procedure o, meglio ancora, semplificarle al massimo.
Gli allevatori devono anche far fronte all’emergenza che ha colpito le loro famiglie oltre che la loro attività, con anziani e bambini in case rimaste per giorni senza corrente elettrica e riscaldamento. Così non li si aiuta, si complica loro la vita. Alla faccia dello snellimento della burocrazia!
Che la Regione, per quanto di sua competenza, dia e diffonda informazioni chiare e si comporti in maniera snella ed univoca, oltre che rapida: chi sta al gelo non vive più, e la morte di centinaia di capi di bestiame, ne è la macabra rappresentanza".
Interessante e movimentata riunione quella organizzata da Domenico Aquili a Roma per i cittadini di Pievetorina e alla quale hanno partecipato anche molte persone di altri paesi vicini tra i quali Pievebovigliana e Ussita.
L’argomento è stato ovviamente il terremoto e tutte le problematiche che da giorni vengono dibattute a tutti i livelli purtroppo senza alcuna chiarezza sia normativa che operativa.
La riunione è stata preceduta da un bellissimo concerto della giovane pianista Manuela Iori, originaria di Pieve Torina, che ha suonato per il folto pubblico brani di F.Chopin , R. Giazotto e della stessa Iori. A Lei sono andati gli applausi convinti del pubblico.
Subito dopo è intervenuto il Sindaco di Pieve Torina , Alessandro Gentilucci, che ha fatto una panoramica della situazione specificatamente riferita a Pieve Torina, ma assolutamente sovrapponibile a tutti i paesi del cratere. Non è stata una panoramica confortante visto che le norme emanate in questo periodo dal Commissario Errani hanno generato dubbi di ogni tipo e con evidenza siamo di fronte ad una gestione burocratica che rallenta e spesso blocca ogni iniziativa. Gentilucci ha parlato dell’iniziativa per dichiarare il cratere come “Zona Franca fiscale” , rispondendo poi ad una serie di domande dei cittadini e preannunciando l’arrivo di una ulteriore ordinanza commissariale per chiarire i punti oscuri che sono ancora molti!
Da parte del pubblico sono stati evidenziati problemi in tema di verifiche di agibilità, tremendamente in ritardo, la possibilità di posizionare strutture di emergenza superando gli assurdi divieti dei burocrati della Regione Marche e la situazione particolare delle seconde case che oggi costituiscono la maggioranza del patrimonio abitativo.
La riunione è stata coordinata dall’organizzatore Domenico Aquili e hanno effettuato interessanti interventi Claudia Stefanelli di Ussita che ha stressato in particolare i ritardi intollerabili delle verifiche di agibilità e Roberto Micheli di Pievetorina che ha illustrato le finalità del "Comitato per la ricostruzione veloce antisismica sicura al 100% (RIVAS)", iniziativa che vuole privilegiare un serio preventivo studio geologico.
Claudia Stefanelli ha annunciato una riunione dedicata alle seconde case che si svolgerà a Roma, presso la parrocchia di Santa Lucia in Via Santa Lucia 5 (nelle vicinanze di Piazzale Clodio) domenica 5 febbraio alle 17. Naturalmente una partecipazione numerosa darà forza alla voce dei proprietari delle seconde case che ormai sono la realtà preponderante di tutta quest’area.
Un video del sindaco di Ussita Marco Rinaldi documenta la presenza di quattro lupi nella frazione di Capovallazza.
Non una circostanza inaspettata, ma dovuta ad una serie di cause precise. Così ci spiega il vice sindaco Massimo Valentini: "Non solo lupi, ma anche cinghiali, volpi e caprioli sono scesi a valle ed è perfettamente comprensibile. A causa dello spopolamento a seguito del terremoto gli animali non sentono più la presenza dell'uomo. Inoltre a seguito dell'eccezionale nevicata anche per loro è difficile trovare cibo ad alta quota. Altra fattore che agevola la discesa a valle è la praticabilità delle strade, perchè altrimenti gli stessi gli animali selvatici incontrano difficoltà a camminare sopra ad un metro e mezzo di neve. Infine sentono odore del cibo che viene preparato dalla protezione civile per i pochi abitanti rimasti in paese".
Quindi assenza dell'uomo, neve alta, strade praticabili e odore di cibo sono le ragioni per cui si vedono animali selvatici a valle, laddove di solito non si trovano.
"Anche un cucciolo di cinghiale è sceso in paese e si è nascosto sotto ad un siepe. Un piccolo di capriolo invece è stato soccorso dalla polizia e dai vigili del fuoco ma credo che il suo cuoricino non abbia retto allo spavento".
Aggiunge così il vice sindaco. "Tornando ai lupi comunque non ritengo la loro presenza in questi termini preoccupante, in quanto ne sono scesi soltanto quattro, non un branco di cento. Certamente se ci fossero cavalli feriti o puledri questi sarebbero facili prede. Quattro lupi possono saziarsi però anche con un unico cinghiale che dovessero cacciare".
Dunque tutto rientra nella legge di natura. Niente di straordinario considerata l'eccezionalità della situazione che ha investito le zone terremotate.
"Gli ultimi terremoti e tutta questa neve ispirano un sentimento di grande preoccupazione, se in primavera non riportiamo la gente a fondovalle per Ussita è finita". A dirlo è il sindaco Marco Rinaldi durante una perlustrazione delle zone più impervie del territorio ancora paralizzate dal ghiaccio e dalla neve. ''L'economia di queste zone è legata alla sua montagna e agli impianti sciistici, tenerli chiusi è motivo di rammarico infinito, in una giornata come questa avremmo incassato almeno 80 mila euro con gli impianti di risalita, senza pensare a tutte le attività che avevamo", aggiunge Rinaldi. Invece adesso la "montagna è deserta, ci sono solo gli uomini dei soccorsi e i tecnici chiamati a valutare il rischio valanghe", conclude il sindaco. (Ansa)
Salvato un istrice rimasto intrappolato nella neve a Ussita (Macerata). L'animale, in stato di ipotermia, è stato prelevato da oltre un metro di neve e portato sulla strada dal personale del Comune e dai volontari, che stanno operando in questi giorni sul territorio per fronteggiare la doppia emergenza: terremoto e neve. L'istrice è stato adagiato sul fieno per farlo scaldare e gli è stato dato un pezzo di pane per rifocillarlo. Nei giorni scorsi sono stati salvati anche altri animali, tra cui caprioli e cerbiatti. Si teme, comunque, che molti animali possano essere morti. (Foto e fonte Ansa)
Nella provincia di Macerata la situazione di agricoltori e animali è tragica.
Da tutta la provincia ci arrivano richieste di aiuto per animali domestici e d'allevamento che di seguito riportiamo.
In primis il rifugio per cani e gatti Colle Altino di Camerino.
Il peso della tanta neve ha spezzato diversi rami, anche grandi, e fatto crollare alcune coperture e i recenti.
Chiedono aiuto a tutti, la situazione al canile è davvero complessa. Chi può vada a dare una mano a togliere la neve, muniti di attrezzi vari e pale.
Si prega di portare tutto quello che si può. La strada l'hanno liberata ieri, quindi il canile e' accessibile.
Per informazioni contattare Ania Pettinelli al numero 320/1994807 o Roberto Cola al numero 338/9226107.
Il canile si trova in loc. Colle altino, Camerino .
Altro appello riguarda la disponibilità a offrire stalli casalinghi ed adozioni per portare via gli animali dalle zone terremotate e invase dalla neve. Contatto Bencini Paola 3396498145.
Anche il sindaco di Ussita, Marco Rinaldi, lancia un grido d'aiuto.
Sono sommersi dalla neve e si devono raggiungere le frazioni isolate e portare da mangiare agli animali.
La situazione è disperata, a Vallestretta e Casali ci sono ancora degli allevatori con il loro bestiame.
"Le stalle mobili non sono arrivate" .
Questo invece lo sfogo sulla sua pagina facebook di Adriano Valente, titolare dell'azienda agricola Scolastici di Pieve Torina.
Ci sono per fortuna anche risposte di aiuto agli appelli: il Rifugio per animali La Campagnola di Sorbara di Modena mette invece a disposizione la propria struttura per ospitare animali di privati colpiti dal sisma. Contattare Cinzia Vescovini Tel 3398099494 - 059907006
Sarah La Danish Jorgensen sulla sua pagina facebook offre il suo sostegno a tutti gli allevatori della provincia di Macerata dando disponibilità ad ospitare animali nella sua azienda a Fiastra.
Dispone di un capannone di circa 350 mq con all'interno anche due box per cavalli e altri quattro box in un campo recintato.
Sulla situazione degli animali interviene anche Coldiretti che parla di "una nuova strage di animali in un territorio a prevalente economia agricola, con una significativa presenza di allevamenti di pecore e bovini molti dei quali costretti al freddo".
Si aggiunge che "appena il 15% delle strutture di protezione degli animali siano state completate fino a ora e gli allevatori non sanno ancora dove ricoverare mucche, maiali e pecore, costretti al freddo, con il rischio di ammalarsi e morire, o nelle strutture pericolanti che stanno cedendo sotto il peso della neve e delle nuove scosse".
Infine l'Ente nazionale protezione animali, in un comunicato dichiara che è necessario rafforzare la presenza dell'esercito nelle zone del sisma "non solo per ripristinare le vie di comunicazione ma anche affinché il Genio militare costruisca le stalle per gli animali, superando così tutti i problemi burocratici che hanno avuto solo l'effetto di far morire di freddo centinaia e centinaia di animali".
La Protezione civile delle Marche lancia un appello affinché tutti i mezzi diretti nelle zone interessate dall'emergenza neve e dal terremoto si dotino anche di catene oltre che di gomme termiche. Sulle strade dell'Ascolano, del Maceratese e del Fermano, ancora ricoperte da una spessa coltre di neve, il problema è rappresentato infatti dalle auto e altri mezzi che si pongono di traverso, e le operazioni di rimozione fanno perdere molto tempo. Da qui, l'appello della Protezione civile (ANSA).
Cento stand e un grande palco per cantare all'ombra del santuario di Macereto, nel comune di Visso. E' qui che l'associazione 'Un aiuto concreto per Castelsantangelo sul Nera' dà appuntamento all'evento 'Tutti agibili per un giorno', in programma il 24 giugno "a cui sono invitati tutti gli imprenditori, commercianti, allevatori e in generale a tutte le partite Iva di Castelsantangelo, Visso e Ussita perché questo possa diventare un giorno che segni la rinascita economica delle nostre terre".
A dirlo è la vicepresidente della neo associazione, Federica Pedanesi, intenta assieme a tutto il gruppo a risollevare "le sorti dei nostri borghi distrutti dal sisma, ma noi non ci arrendiamo e vogliamo essere protagonisti del nostro futuro". L'evento, a cui hanno già aderito le amministrazioni comunali dei tre centri, "non nasce per raccogliere fondi - spiega Pedanesi - ma vuole essere una grande occasione per far sapere che qui c'è voglia di ricominciare e lo vogliamo fare attraverso il lavoro". (Ansa)
A partire dal 24 agosto 2016, oltre alle tante perdite di vite umane e ai danni sul patrimonio edilizio, il sisma ha prodotto delle modificazioni permanenti sulla superficie terrestre in un’area ampia migliaia di chilometri quadrati che si estende da Amatrice fino a Muccia, per spingersi anche, con modesti risentimenti ma comunque significativi per l’economia regionale, anche in aree prossime alla costa. Tali modificazioni sono costituite soprattutto da grandi frane e da instabilità delle pareti rocciose verticali che vanno ad interessare soprattutto la viabilità comunale fino a quella regionale.
E’ il caso della Strada Provinciale n. 209 Valnerina che, alcuni chilometri dopo l’abitato di Visso, è stata interessata da una frana che ha ostruito il corso del fiume Nera. A quattro mesi dall’evento ancora non è stato fatto nulla. In più le condizioni meteo che si stanno verificando, con piogge e neve e gelo, fanno temere l’evoluzione di molti dei fenomeni franosi prodotti soprattutto quelli che interessano i versanti calcarei, particolarmente fratturati anche per effetto della sequenza sismica.
Spiega infatti il prof. Farabollini, della Sezione di Geologia dell’Università degli studi di Camerino che “la pioggia infiltrandosi all’interno delle fratture prodotte dal terremoto, sia sui versanti rocciosi che anche sulle infrastrutture viarie, gelando potrebbero innescare importanti fenomeni franosi con il collasso anche di importanti porzioni di versante. Situazioni simili sono state riscontrate in tantissime località (Visso, Castelsantangelo sul Nera, Ussita, Casali, Gualdo di Castelsantangelo e molte altre), senza ovviamente dimenticare il crollo già avvenuto nella Valnerina e che potrebbe continuare ad evolvere se non si corre ai ripari”. “Proprio per questo motivo - continua il dott. Scalella, della Regione Marche che ha effettuato sopralluoghi sulla Valnerina e sulle infrastrutture viarie comunali sopra menzionate - insieme al collega Farabollini, abbiamo presentato un progetto per il ripristino della viabilità utilizzando il materiale proveniente dalla frana della Valnerina e dagli altri materiali calcarei derivanti dalle numerose frane di crollo che si sono prodotte durante il terremoto, ma volendo anche utilizzando tutto il materiale prodotto e contenuto nelle reti paramassi in molti casi non vuotate da oltre 10 anni!!. Questi materiali, che possono essere stimati in circa 800.000 metri cubi infatti verrebbero utilizzati innanzitutto per rispristinare la viabilità di una arteria molto importante sia dal punto di vista del collegamento con l’Umbria ma anche dal punto di vista degli scambi economico-commerciali, e sarebbero anche “riutilizzati” per il ripristino della funzionalità delle arterie stradali sia provinciali che comunali dell’intera area coinvolta dal recente sisma e pertanto possono essere considerati come cave temporanee di prestito che quindi andrebbero assoggettate alla normativa vigente. I materiali recuperati da tali “cave di prestito temporanee” possono essere posizionati in “aree temporanee di abbancamento” che ogni comune o raggruppamenti di comuni potranno mettere a disposizione sul loro territorio facilitando quindi anche il successivo iter tecnico-amministrativo di gestione dell’attività estrattiva e della successiva attuazione del piano di ripristino della viabilità.”
“L’indotto economico che ne deriverebbe, soprattutto per queste aree montane particolarmente colpite dal sisma, - continua Farabollini - potrebbe essere esteso ad un piano decennale che preveda pertanto la possibilità della gestione del materiale litoide, della sua lavorazione per la realizzazione di inerti opportunamente classati per le esigenze specifiche e l’utilizzo fino al completamento del ciclo che potrebbe chiudersi una volta ripristinate le funzionalità della viabilità. Tale proposta, presentata alla Regione Marche agli assessorati competenti già a metà dicembre, ancora non ha avuto risposta. Chissà... la rete infrastrutturale compromessa dal sisma probabilmente avrà reso impraticabile anche la rete internet!”
La viabilità nelle zone terremotate di Visso e Ussita, dove è nevicato tutta la nove e continua a nevicare, "va un pò meglio" secondo il sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini, che ieri aveva denunciato il rischio che interi paesi potessero rimanere isolati perché "l'unica strada che collega Visso alla Val di Chienti è completamente ricoperta di neve ed è difficoltoso percorrerla", chiedendo all'Anas un servizio "puntuale".
Ma - attacca - "le strade sono ancora sporche, a dimostrazione del fatto che l'emergenza viabilità non è stata gestita in modo adeguato". Critico anche il sindaco di Ussita Marco Rinaldi: "fino a Visso si viaggia - dice -, ma da Visso a Ussita la situazione è difficile per il mancato spargimento di sale". Gli abitanti di Ussita sono sfollati lungo la costa, ma alcuni vengono nella zona tutti i giorni per andare al lavoro. Situazione critica anche nelle aree terremotate dell'Ascolano: ad Arquata del Tronto ci sono 40 cm di neve e la strada Salaria è stata chiusa ai mezzi pesanti. (Ansa)
Forte nevicata sull'Appennino marchigiano e sulle zone terremotate. Visso, Ussita e gli altri borghi dell'epicentro del sisma di fine ottobre sono imbiancati e iniziano i primi disagi alla circolazione. "Ancora una volta l'unica strada che collega Visso alla Val di Chienti è completamente ricoperta di neve ed è difficoltoso percorrerla, rischiamo di rimanere isolati". A dirlo il sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini, intento proprio a raggiungere Muccia dopo essere partito dal paese che amministra. Il tratto di strada in questione è la ex statale 209, più nota come "Valnerina". "L'Anas ci deve garantire un servizio puntuale in queste circostanze, è impensabile che i nostri paesi restino isolati dal mondo con tutto quello che stanno vivendo nel post terremoto" sottolinea Pazzaglini. Le precipitazioni nevose in atto sono destinate a proseguire anche nella notte e nella giornata di domani, stando alle previsioni meteo emesse dai centri funzionali di Protezione civile.
Non solo le zone terremotate del Maceratese sono colpite da un'ondata di gelo, già annunciata dalla Protezione civile: nevica in tutto l'entroterra delle Marche, da un'altitudine di 400 metri in su. In provincia di Pesaro Urbino si sta formando ghiaccio sul manto stradale ai valichi. A Serravalle, nei pressi della seggiovia del Monte Nerone, i vigili del fuoco sono intervenuti per prestare soccorso ad una quindicina di auto che non riescono a scendere a valle a causa del ghiaccio. Un'altra auto è bloccata nei pressi dell'eremo di Carpegna. In provincia di Ancona, una fitta nevicata ha provato disagi alla circolazione lungo la SS76 a Fabriano. Disagi anche ad Arcevia, dove le strade sono completamente imbiancate. Nel Maceratese, oltre alle zone terremotate (Visso, Muccia, Castelsantagelo sul Nera, Ussita) ci sono disagi alla circolazione anche sul versante del Monte San Vicino verso Apiro e Esanatoglia, dove ci sono piccoli incidenti Piove invece lungo la costa. (Ansa)
"Abbiamo dovuto riportare le mucche nella stalla inagibile perché fuori avevano un palmo di ghiaccio sul dorso. Stiamo aspettando una tensostruttura per ricoverare gli animali, ma qui non si fa vedere nessuno". E' esasperata Michela Paris, allevatrice di Ussita, 30 anni, due bambini, che aveva puntato tutto sulla sua azienda agricola, aperta proprio nell'anno appena trascorso, decidendo di proseguire l'attività di famiglia e di restare in un territorio di montagna soggetto allo spopolamento.
"Abbiamo 50 vacche di razza marchigiana, 40 cavalli e un centinaio di pecore sopravvissane. Non possiamo tenere gli animali fuori, perché si gela. Così li abbiamo riportati nella stalla, dove c'è una parete pericolante. Stiamo attenti a non avvicinarci e andiamo avanti così". Dopo le scosse, Michela è 'sfollata' a Porto Recanati: "Da un mese facciamo avanti e indietro per andare a accudire le bestie. Non avevamo nemmeno un camper per noi, ce lo ha prestato un'amica. La situazione è drammatica". (Ansa)
Un cucciolo "di una settimana" che vaga per un paese praticamente spopolato, sotto la neve ed esposto a temperature rigidissime. E' anche questa una conseguenza del terremoto che ha distrutto interi comuni dell'Appennino. A soffrire sono anche gli animali d'affezione, non solo bovini e ovini rimasti senza stalla, un'emergenza, quest'ultima, che sta mettendo in ginocchio l'economia di questo territorio. E' stato il sindaco di Ussita ad avvistare il cagnolino e a scattare una foto. "Nascono cucciolate, ci sono animali abbandonati", dice Marco Rinaldi, che ora avviserà il Servizio veterinario per recuperare l'animale e gli altri cuccioli. "Non andiamo bene - aggiunge poi -. La neve, il gelo sono un problema, certamente, ma il problema vero è che siamo al 10 gennaio e non siamo ancora partiti con i rilevatori Aedes. Queste schede ci servono per ridisegnare la zona rossa. Da questo deriva tutto. Se non andiamo a verificare le inagibilità non possiamo ripartire". (Ansa)
Silvia Bonomi è una coraggiosa allevatrice di Ussita. Ha deciso di rimanere a continuare il suo lavoro e ha chiesto aiuto per questa sua amabile cocciutaggine, perché è l’unica cosa da fare in questi casi.
Il suo grido di dolore ha trovato risposta, tanto che lei ha stilato, anche per gli altri allevatori della zona, un elenco delle necessità. Gli aiuti arrivano dai cittadini, e con essi anche una struttura da utilizzarsi come ricovero per gli animali, una manna per Silvia e per i tanti come lei che hanno deciso di tirare avanti. Lo Stato sembra non esistere, ma va bene lo stesso, in fondo la favola di Natale dell’allevatrice di Ussita comincia a prendere piede. L’Italia, in fondo è un grande Paese, con un grande cuore, e col freddo di questi giorni possiamo per una volta gridare al lieto fine. Ma così non è stato
Silvia, di origine romana, vive a Ussita da quindici anni per continuare il sogno di suo nonno, salvare dall'estinzione le pecore della zona. Dopo il terremoto sono stati tanti i segnali positivi venuti dalle istituzioni, ad esempio la Regione le sta inviando del foraggio visto che il suo, con le scosse, è finito in un burrone. L'allevatrice di Ussita ha cercato di rimanere sempre vicino ai suoi animali che fortunatamente stanno nella stalla agubile, pronta a far fronte all'emergenza con i suoi soldi ma non gliel'hanno permesso e quindi, data l'inagibilità della sua casa ha dovut trasferirsi sulla costa. Per il primo mese è stata costretta a viaggiare da Porto Sant'Elpidio a Ussita per assistere le pecore dalle 7 della mattina alle 16 del pomeriggio per poi abbandonarle a loro stesse, tanto che due pecore sono morte di parto. Poi con l'arrivo della roulotte è tornata a vivere vicino alla sua stalla, ma, al di là delle temperature gelide, non ha però una doccia a disposizione e una lavatrice da poter utilizzare e ciò, per un allevatore, non è un problema da poco. Ma ci si adatta a tutto pur di continuare a sognare "Io so che in Regione ci sono persone che hanno una grande coscienza e una mano sul cuore" dice Silvia "So anche che l'emergenza è più grande di quanto si possa immaginare, ma è necessario, oggi più che mai, che la burocrazia accelleri i suoi tempi e stia al passo con le esigenze dei terremotati"
Per aiutare Silvia (e gli altri che inevitabilmente andranno a trovarsi nelle stesse condizioni), è stata lanciata una petizione da inviare a Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera, Presidente del Consiglio dei Ministri, Commissario Straordinario Sisma Centro Italia, Presidente della Regione Marche, tutti i Senatori, tutti i Deputati, Consiglieri della Regione Marche, Sindaci, Cittadini. Nella petizione si legge: "Il sindaco di Ussita non ha concesso l’autorizzazione necessaria per la collocazione della struttura anche per i vincoli urbanistici e quelli per le Aree Protette. Ancora una volta la burocrazia vince sull’emergenza, un presunto egualitarismo sull’immobilismo, la irrazionalità sul buon senso. Riteniamo che l’impedimento debba essere superato, vista l’emergenza Terremoto, anche con un adeguato intervento legislativo o con un provvedimento ad hoc del Commissario Errani, se necessari. Perché se l’allevatrice non dovesse riuscire a portare avanti quello che credeva un suo sogno e che comunque resta sempre un suo diritto, questo Paese avrà perduto un’altra battaglia. E di questo siamo preoccupati. Non c’è tempo da perdere".
"Inutile girarci intorno: per riaprire la Valnerina occorrerà ancora diverso tempo": così l'assessore regionale Angelo Sciapichetti, in un intervento nel quale spiega la difficile situazione dell'arteria che funge da collegamento determinante per i paesi devastati dal sisma.
"Oggi la Valnerina purtroppo non è una strada attraversata da un fiume, ma come si vede dalle immagini si è staccata una parte consistente della montagna dando vita ad una enorme frana che ha formato un grande lago laddove c’era la carreggiata.
Speriamo che lo sciogliersi delle nevi nei prossimi giorni non aumenti il pericolo. Tutti vorremmo riaprire la Valnerina il prima possibile, ma ci rendiamo conto di fronte a queste drammatiche immagini di quello che è successo? Non credo possa sfuggire a nessuno la gravità della situazione e il rischio per l’incolumità della persone che eventualmente dovrebbero andarci a lavorare. Sono pertanto necessari studi accurati da parte di geologi e di gruppi di esperti altamente specializzati (studi già avviati) per appurare prima di tutto il grado di sicurezza e quali e quante opere occorrerà realizzare. Ecco perché se non vogliamo prenderci in giro, dobbiamo dirci realisticamente parlando come stanno le cose: per la riapertura, ci vorranno purtroppo tempi molto più lunghi di quanto ognuno di noi possa immaginare".