Dopo il grave disservizio igienico-sanitario avvenuto ad Ussita il 2 giugno scorso con la chiusura dei bagni pubblici di proprietà comunale presenti in Piazza Cavallari e a Frontignano, che ha visto proprietari di seconde case, turisti ed avventori che affollavano la località in situazioni difficili sotto il profilo sociale, gli ex consiglieri comunali, Gianni Marronaro, Guido Rossi e Giulio Bischi chiedono al Prefetto di Macerata e al Presidente della Regione, ''un immediato ed idoneo intervento per risolvere la grave situazione anche in vista dell'approssimarsi dell'imminente stagione estiva che, si spera, porterà nel nostro territorio turisti ed avventori per ridare un po' di sollievo economico e sociale ad Ussita''.
I tre rappresentanti dell'opposizione vogliono anche sapere "e lo chiediamo con un appello accorato alle autorita' sopra descritte", quali provvedimenti "ha assunto o intende assumere il Commissario Prefettizzio di Ussita, dott. Fraticelli stante il fatto che il 2 giugno scorso e' stata una giornata da dimenticare per quello che si e' verificato: la giornata della Festa della Repubblica, che e' la piu' alta ricorrenza laica del nostro Paese, ha lasciato nel ricordo di turisti, avventori e proprietari di seconde case, una non richiesta caccia al tesoro per trovare l'angolo piu' appartato cui espletare i normali bisogni e l'immagine dei lucchetti e nastri adesivi che adornavano gli ingressi dei bagni pubblici'".
"Nell' occasione della Festa della Repubblica ad Ussita,finalmente, si sono riversati turisti ed avventori che hanno trovato una sgradita sorpresa: i bagni pubblici erano tutti inutilizzabili e così si e' assistito ad una caccia al tesoro per trovare l'angolo più appartato per i propri bisogni di tutte queste persone, un po' come il Giardino dell' Eden con Adamo ed Eva''. È l'accusa, inchiave goliardica, della lista Ussita 2018 Insieme per la Ricostruzione nei riguardi dell'amministrazione comunale e del suo commissario prefettizio, Giuseppe Fraticelli, assegnato al comune di Ussita dopo le dimissioni del sindaco Vincenzo Marini Marini.
''Nelle ultime settimane - si legge nella nota di Gianni Marronaro, Giulio Bischi e Guido Rossi - la situazione dei guasti ha fatto funzionare, a singhiozzo questi bagni pubblici poi, il giorno 30 maggio, un 'solerte' impiegato del comune ha fatto chiudere definitivamente i bagni con una catena e un avviso su un pezzo di nastro isolante con la scritta 'bagni non utilizzabili'''. Il 30 maggio si sapeva benissimo del lungo ponte che avrebbe portato ''nella nostra sfortunata cittadina un po' di turisti e visitatori'' ma la ''solerzia' di questo impiegato e l'insipienza della gestione commissariale hanno fatto in modo di far diventare Ussita un bagno pubblico all' aperto con la caccia al posto piu' nascosto per i nostri poveri avventori''. ''È inammissibile che un servizio pubblico così fondamentale debba essere trascurato soprattutto perché la situazione è disastrosa e palese da molto tempo - sottolineano i consiglieri di minoranza nella giunta Marini - vogliamo ricordare che il 25 novembre 2018 presentammo una interrogazione dove si evidenziava come nell'area commerciale esiste un bagno chiuso non accessibile; che uno dei bagni a disposizione degli utenti non risulta accessibile a causa della chiusura dello stesso mediante applicazione di un nastro adesivo a chiusura della porta d'ingresso e perché - conclude lanota - il bagno limitrofo all' area commerciale risulta in pessime condizioni igienico-sanitarie''.
Negli ultimi anni si è registrata una crisi idrica importante che determina, con frequenza maggiore, l’abbassamento del livello delle acque del lago di Pilato. Le ragioni sono diverse, ed il Parco Nazionale dei Monti Sibillini si è subito attivato per un monitoraggio costante dello specchio d’acqua cercando di preservarne l’integrità. In quell’habitat infatti vive il Chirocefalo del Marchesoni, un piccolissimo crostaceo che ha scelto da tempo immemore il lago di Pilato come sua unica dimora. Per garantirne la sopravvivenza è fondamentale non avvicinarsi alle sponde dell’invaso e, qualora le acque risultassero assenti come successo più volte in estate, è vietato calpestarne la superficie, perché lì si annidano le uova del Chirocefalo, capaci di resistere a periodi di siccità ma non, ovviamente, ai comportamenti sbagliati di persone incaute.
Un ruolo nell’implementare le conseguenze nefaste dei cambiamenti climatici che sono alla base della crisi idrica è stato giocato anche dal terremoto del 2016. Secondo uno studio dell’ISPRA, ente pubblico di protezione e ricerca ambientale, l’analisi dei dati pre e post sisma ha permesso di verificare come sia aumentata la velocità di infiltrazione delle acque del lago nel sottosuolo per una probabile variazione di permeabilità dovuta appunto agli effetti del terremoto.
“Occorre cautela ed attenzione” sottolinea Carlo Bifulco, direttore del Parco. “Temevamo questo scenario, amplificato dal sisma del 2016. Dobbiamo tutelare la specificità del lago di Pilato non solo dal punto di vista paesaggistico quanto piuttosto da quello faunistico data la presenza nelle sue acque del Chirocefalo del Marchesoni. Raccomandiamo a chi decidesse di intraprendere un’escursione verso il lago di non avvicinarsi alle sue sponde e a quel che rimane dello specchio d’acqua rispettando un areale ampio poiché sotto quel pietrisco si nascondono le uova del piccolo crostaceo, in uno stadio di diapausa. Appena le condizioni ambientali miglioreranno, il percorso di sviluppo dell’animale riprenderà continuando ad assicurarne la millenaria presenza nel lago”.
In questi giorni avrebbe dovuto tenersi un sopralluogo nel sito, effettuato da tecnici del Parco, dell’ISPRA e dell’Università di Perugia. L’ISPRA si occupa degli aspetti idrogeologici, l’Università di Perugia di quelli legati all’habitat. “I sopralluoghi dell’ISPRA e dell’Università di Perugia sono solo rimandati, per ragioni logistiche, di qualche giorno” prosegue Bifulco “mentre l’altro ieri i nostri tecnici, insieme ad alcune guide del Parco e ai carabinieri forestali, sono saliti al lago per prenderne visione e documentare la situazione in cui si trova”.
Se il fattore sismico ha giocato un ruolo nell’abbassamento del livello delle acque, di certo il fattore climatico appare tuttavia preponderante: “le scarse precipitazioni piovose e nevose di questi ultimi anni - continua Bifulco – hanno impedito il formarsi dei depositi di neve che alimentano il lago. In una prospettiva più ampia, una modalità efficace per affrontare l’emergenza climatica è cercare di implementare una forestazione intensiva delle aree marginali ed abbandonate per aumentare la capacità di intercettazione e ritenzione delle risorse idriche nel terreno e di assorbimento dell’anidride carbonica. È risaputo che la presenza di foreste migliora il clima poiché attenua le massime temperature e l’aridità conseguente. Il Parco, in questo senso, può giocare un ruolo come esempio virtuoso, ma è chiaro che l’azione deve riguardare aree fuori Parco. È lì che si giocherà la battaglia”. Anche perché non è solo il lago di Pilato a soffrire di carenza idrica, ma diversi corsi d’acqua, sorgenti e l’intero ecosistema acquatico presente nel Parco e fuori, “per cui tornare ad un uso consapevole dell’acqua - conclude Bifulco - sarà non più una scelta bensì una necessità”.
Escursionista accusa un malore, mentre percorre con sua moglie un sentiero tra Visso e Ussita: si attiva la macchina dei soccorsi.
L'episodio è accaduto intorno alle 19 del pomeriggio odierno. È stato subito allertato il Soccorso Alpino della Stazione di Macerata.
Marito e moglie sono stati raggiunti dalla squadra di terra del Soccorso, che ha poi condotto l'uomo, un 42enne, verso l'ambulanza del 118. L'uomo è stato visitato dal personale sanitario ed è in buone condizioni.
Da un percorso partecipato con le comunità terremotate di Ussita e Frontignano prende vita una guida inedita per “non turisti”. Un percorso ideato da Sineglossa, Riverrun e Omphalos realizzato nell’ambito del progetto “Once App On A Time”, finanziato dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale, iniziato a settembre 2018 e che ha abbracciato, non nascosto, i tragici fatti connessi al terremoto del 2016, dando voce alle storie passate e presenti, grazie all’apporto di giovani talenti, di un territorio duramente ferito, alla ricerca di futuri sensi comunitari da costruire collettivamente.
Concetto chiave per spiegare il percorso è “redazioni di comunità”, grazie alle quali gli abitanti del luogo si sono incontrati per confrontarsi sui propri elementi di unicità, diventando così protagonisti di una riflessione collettiva e facendo emergere racconti lontani, curiosi o anche conflittuali. Poi, grazie alle incursioni di vari “ospiti”, i contenuti individuati dalla comunità si sono trasformati in narrazioni letterarie, esercizi allo sguardo, illustrazioni visionarie e immagini del passato, per far vivere lo spirito più autentico di un territorio. Ed è così che personaggi come lo storico dell’Appennino Augusto Ciuffetti, gli scrittori Wu Ming 2 e Alessandro Chiappanuvoli, i fotografi Antonio Di Cecco e Mauro Pennacchietti, l’artista designer Giacomo Giovannetti hanno contribuito a trasformare i racconti della comunità ussitana in guida.
“Senza l’importante contributo dell’associazione C.A.S.A., il porto di montagna di Ussita, non avremmo mai potuto realizzare questo lungo e complesso processo. È grazie a C.A.S.A. che si è attuato il vero coinvolgimento degli abitanti in questo percorso, reso possibile, in primis, grazie a un lavoro complesso di ricostruzione dei rapporti di fiducia tra le persone, ma anche tra le persone e quei luoghi improvvisamente trasformati”, dice Federico Bomba, presidente di Sineglossa.
La guida di Ussita, a cui sarà connessa anche un’app multimediale, è in uscita entro il 2020, ed è parte della collana Nonturismo, ideata e curata da Riverrun e Sineglossa ed edita da Ediciclo, dedicata ai viaggiatori che al tour preconfezionato preferiscono l’incontro autentico con lo spirito di un luogo.
È una guida mobile come il territorio che racconta: dal movimento della terra scossa dal terremoto a una comunità in movimento, che guida il viaggiatore alla scoperta di se stessa attraverso una narrazione “sismica”, in cui testi e immagini parlano al contempo di vecchio, nuovo e immaginario.
All’interno sono proposti due percorsi, due itinerari, progettati con la supervisione della guida Gae Marta Zarelli, accompagnati da mappa e contenuti multimediali.
Il primo percorso, Vivere Qui, coinvolge il viaggiatore nella vita della comunità ussitana, guidandolo in un’esplorazione urbano/naturalistica dei luoghi che caratterizzano la nuova quotidianità degli abitanti.
Il secondo, Alta Montagna, è un’ascesa del Monte Bove, appartenente alla zona settentrionale della catena dei Sibillini, un’esperienza spirituale in cui la fantasia del viaggiatore è l’elemento imprescindibile per dare corpo alle suggestioni narrate.
Alcuni dei punti di interesse toccati dai percorsi si sovrappongono, lasciando al viaggiatore la possibilità di mischiare i contenuti e creare un proprio itinerario.
Autori della guida di Ussita:
I contenuti creati dalla redazione di comunità di Ussita sono interpretati dagli artisti: Wu Ming 2 (scrittore del collettivo Wu Ming, edito da Einaudi); Alessandro Chiappanuvoli (scrittore e autore di reportage pubblicati, tra gli altri, da Internazionale e Il Manifesto); Antonio di Cecco (fotografo, ha esposto, tra gli altri contesti, alla Triennale di Milano); Mauro Pennacchietti (fotografo e videomaker); Giacomo Giovannetti (artista visivo).
(Foto di archivio)
''Campagnano di Roma, mia terra natale, mio adorato paese, zona rossa per COVID-19. Campagnano. Casa mia. Forza Sindaco Fiorelli, e a tutta l'amministrazione comunale, forza ad Alessio, Amalia, Anna, Albino e tutti gli altri, e soprattutto forza Campagnano e Campagnanesi!". Inizia così la ''lettera aperta'' di Silvia Bonomi, nativa di Campagnano, ma da dieci anni allevatrice ad Ussita (leggi qui), al sindaco e ai cittadini di Campagnano di Roma, da ieri zona rossa perchè un focolaio del virus ha colpito una casa di riposo in paese. Da ''zona rossa del terremoto a zona rossa per il Covid - e' l'esempio che fa Silvia Bonomi - ma nulla cambia perche' siamo con l'emergenza nell'emergenza''.
Silvia ricorda il suo paese natale nei suoi tratti distintiva dal "famoso Arco 'della Porta', che svetta maestoso e accoglie un andirivieni di persone che passeggiano verso il lunghissimo e mirabile corso" alla "terra, fertile, grassa e generosa come solo la terra di Maremma sa essere".
Bonomi ricorda perfettamente la vicinanza e l'affetto del sindaco e dell'amministrazione di Campagnano, all'indomani del terremoto del 2016 che colpì le zone del maceratese quando lei, come tutti gli abitanti Ussita, persero tutto: ''Gli abbracci, gli unici abbracci veri e sentiti, dopo quello che avevamo appena vissuto, li ho ricevuti da loro. Campagnanese DOC, ecco cosa sono. Nell'animo e nello spirito. Da bravi Campagnanesi, poi, sappiamo che non si deve incolpare per la stesura della zona rossa il Sindaco, la giunta o l'amministrazione Comunale in generale, perché il principio di "zona rossa" viene deciso ai piani più alti, in Regione".
"Va riconosciuto, invece, l'operoso ed incessante lavoro dell'amministrazione comunale tutta (Sindaco compreso), volto fino ad oggi per evitare il contagio, che si è impegnata da subito in un extra pulizia e disinfezione del paese, nonché alla diffusione di informazioni mediante una ottima comunicazione ai cittadini, che - conclude Silvia Bonomi - è stata quotidianamente portata avanti con chiarezza e il massimo grado di trasparenza''.
"Dopo l'appello inviato con una pec alla Protezione Civile Regionale delle Marche, quest'ultima ha iniziato la distribuzione delle mascherine alla popolazione di Ussita" - Lo rende noto la lista ''Ussita 2018 Insieme per la Ricostruzione' - ''La distribuzione - fa sapere Gianni Marronaro, che insieme a Guido Rossi e Giulio Bischi erano all' opposizione con la giunta Marini- e' iniziata e ne siamo molto felici. Inviamo appositamente una 'pec' alla Protezine Civile perche' preoccupati in quanto Ussita era rimasta al 'palo' nella distribuzione dei dispositivi per l'emergenza Coronavirus.
Come consiglieri del gruppo Ussita 2018 Insieme per la Ricostruzione, ringraziamo a nome degli abitanti la Protezione Civile, il dott. Piccinini per la fattiva collaborazione e per essersi attivati a favore dei nostri concittadini. Quando l'Istituzione e' presente, la gente percepisce un segnale di sicurezza''.
"Ho sempre un dispiacere forte nel mio cuore da quel maledetto ottobre 2016, ma oggi compio 86 anni e li dedico alla mia amata e bellissima terra, alla mia Vallestretta di Ussita e oggi ancora di più con l'emergenza nell'emergenza per quei paesi cancellati dal terremoto. Ma noi ussitani siamo forti, sapremo far rinascere quei territori. Forza Ussita, forza Visso da Roma un forte abbraccio".
È il messaggio di Santino Nori fatto stamane festeggiando il suo ottantaseiesimo compleanno. Santino, a causa del sisma che glia ha reso inagibile l’abitazione, si è dovuto trasferire dai suoi familiari a Roma, ma il pensiero torna sempre alla sua terra.
Ad un’infinita emergenza, quella del terremoto, purtroppo se n’è aggiunta un’altra quella della pandemia del Covid-19. E per le terre martoriate dal terremoto del 2016 l’auspicata luce in fondo al tunnel sembra sempre più lontana.
"Abbiamo continuato a seguire le vicende di Ussita, ancor di più nel momento della diffusione a livello nazionale del Covid-19, viste le continue segnalazioni di allarme pervenuteci da alcuni abitanti". Così gli ex consiglieri del gruppo di minoranza del comune di Ussita - Giovanni Marronaro, Guido Rossi, Giulio Angelo Bischi - esordiscono nella lettera inviata al presidente della Regione Marche, al Prefetto di Macerata, al responsabile della Protezione Civile, al Commissario Prefettizio Giuseppe Fraticelli.
Gli ex consiglieri segnalano di aver avuto conferma delle "paure già segnalateci, relative alla situazione inerente il Covid – 19, che vede coinvolti alcuni residenti ussitani" a seguito dell'aggiornamento dello scorso 30 aprile in cui si segnalava la presenza di tre soggetti positivi al tampone (2 a Ussita) e 8 persone in isolamento domiciliare fiduciario (7 a Ussita).
"La popolazione di Ussita si chiede come mai il previsto C.O.C. (Centro Operativo Comunale) - scrivono gli ex consiglieri -, sia stato istituito solo in data 1 aprile con Ordinanza n. 4 , quando invece, doveva essere obbligatoriamente istituito alla data dei primi contagi, che risulterebbero essere avvenuti oltre 10 giorni orsono".
"Considerato il lasso temporale trascorso dai primi contagi, all’emanazione della citata ordinanza - proseguono Marronaro, Rossi e Bischi -, i residenti si chiedono, se sono state emesse anche le relative ordinanze sanitarie per l’isolamento contumaciale dei medesimi, con la relativa indagine sanitaria di individuazione di tutti coloro che li hanno frequentati, che, eventualmente, dovrebbero trovarsi in quarantena".
Facendosi portavoce dei residenti, gli ex consiglieri di Ussita chiedono si conosca:
- Quando verranno consegnati i presidi sanitari a tutti i residenti (idonee mascherine e guanti);
- Quando verrà predisposto il servizio di lavaggio e sanificazione delle vie ed aree pubbliche, in particolare le zone SAE dove si concentra la gran parte della popolazione;
- Quando verrà attivato idoneo servizio di recapito a domicilio di medicinali ed alimenti , in considerazione dell’alta percentuale di residenti over 70, al fine di incentivare l’isolamento sociale;
- Come intende affrontare e risolvere l’annoso problema della mancanza di un medico di base ad Ussita, servizio attualmente inesistente, che invece in questo momento di emergenze dovrebbe essere incrementato con una presenza giornaliera;
- Se intende attivare ad Ussita, ovvero convenzionarsi, per un servizio di ascolto ed assistenza psicologica per i cittadini;
- Se intende attivare un servizio di trasporto , anche con il pulmino-scuolabus del Comune di Ussita, per accompagnare con le dovute cautele sanitarie, coloro che hanno necessità di recarsi in farmacia e presso gli istituti di credito di Visso ;
- Quando riterrà di adottare il provvedimento riguardante la spesa solidale per le fasce più deboli, ai sensi dell’Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n. 658 del 30.03.2020.
"Si spera che l’amministrazione abbia adottato tutti quegli accorgimenti e provvedimenti utili per fronteggiare l’emergenza Covid-19 e tutto il resto che ne consegue. Purtroppo ad Ussita le ultime due amministrazioni hanno fallito , non riscontriamo informazioni dall’attuale amministrazione di come si intende fronteggiare tale stato di emergenza . La scorsa settimana siamo venuti a conoscenza che il medico di base non sarà più ad Ussita con grave disagio per la popolazione''.
Giovanni Marronaro, gia' capogruppo della lista “Ussita 2018 Insieme per la Ricostruzione “ all’opposizione nella precedente amministrazione comunale , cessata in data 15 agosto 2019 a seguito delle dimissioni di Vincenzo Marini , fa appello all'attuale Commissario Prefettizio del Comune di Ussita: ''per tutelare la salute della popolazione di Ussita , con particolare riguardo ai bambini ed agli anziani''.
Inoltre il repentino calo di temperature ha portato a condizioni metereologiche ''che non garantiscono le normali condizioni di transito per la presenza di neve. Negli altri paesi si riscontra una continua attività sociale per sopravvenire ai disagi quotidiani che da 20 giorni obbligano la popolazione a non uscire di casa .Restiamo fiduciosi - conclude Marronaro - in un immediato intervento delle istituzioni''.
Marche sotto la neve in tutto l'entroterra, dal Montefeltro in giù, passando per il Fabrianese, nel Fermano e le zone terremotate del Maceratese e del Piceno. La neve nella notte è caduta nella notte da Camerino a Castelsantangelo sul Nera, imbiancando anche Visso e Ussita . Pochi centimetri che hanno reso il paesaggio suggestivo anche se in un contesto deserto per l'emergenza coronavirus e con le macerie del terremoto del 2016 ancora sullo sfondo. Una vera e propria coltre nevosa ha coperto Arquata del Tronto e i suoi borghi. Fiocchi di neve che sono caduti nella notte anche a Macerata e in generale in tutto l'entroterra. Le temperature rilevate alle 5 di stamani dalle stazioni del Centro funzionale multirischi hanno registrato -10 gradi sul Monte Bove e -6 a Camerino. Sul fronte delle previsioni meteo per il pomeriggio di oggi, sull'Appennino, versante marchigiano, è attesa ancora neve a partire da 400-500 metri di quota. L'allerta meteo della Protezione Civile è stata prolungata fino alla mezzanotte di oggi.
(Nella foto Urbisaglia imbiancata nelle prime ore della mattinata odierna e Tolentino questa notte )
"I cittadini ma in particolare gli anziani che abitano a Ussita e Castelsantangelo e nelle frazioni intorno non hanno nessuno e si sentono abbandonati. Ora che non c'e' più' il medico di base, in attesa di una nuova assegnazione con tempi lunghi, sarà un grosso problema per chi vive in queste terre. Oltre alle macerie , l'assenza di giornali ora anche senza medico. Siamo alla violazione dei diritti umani". Così Maria Teresa Nori, segretario di Federcontribuenti Marche dopo che la dottoressa che riceveva a Ussita e Castelsantangelo si e' trasferita ad Urbisaglia.
"Da non credere. In due centri duramente colpiti dal sisma, con popolazione prevalentemente anziana e con una grave epidemia in atto che ha colpito anche le Marche - rileva la rappresentante dei consumatori - ora non hanno neanche un medico. La regione doveva muoversi già per tempo come anche il comune di Ussita e non lo hanno fatto. Questa è la vicinanza di chi amministra questi territori? Senza parole". Nori ricorda infine che rischia anche la chiusura del punto farmaceutico in quanto "la dottoressa visitava lì i cittadini di Ussita". "Faccio appello alle istituzioni nazionali- conclude Maria Teresa Nori - alla Federazione dei medici di medicina generale di stare vicino e aiutare le popolazioni di questi due centri che ogni giorno, da ben quattro anni, affrontano situazioni e momenti di estrema difficoltà".
Il Fotografo Naturalista, Biologo e Guida AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche) Simone Gatto, ha fotografato nella giornata di ieri la neve fresca delle piste da scii di Frontignano di Ussita e i candidi camosci del Bove di Ussita nel cuore dei Sibillini.
(Foto di Simone Gatto)
Altri comuni dell’entroterra maceratese rischiano di rimanere senza quotidiani.
“I giornali continuano a non arrivare a Ussita, Visso e Castelsantangelo sul Nera e "presto, come ipotizzato dalla società distributrice, il servizio di fornitura potrebbe essere sospeso in tanti altri punti vendita di Comuni dell'entroterra maceratese, quali Belforte del Chienti, Caldarola, Fiastra, Muccia, Pieve Torina, Serrapetrona, Serravalle di Chienti e Valfornace".
A comunicarlo è il commissario straordinario di Ussita Giuseppe Fraticelli, dopo aver avuto contatti con la 'Adriatica Press', l'agenzia che si occupa della distribuzione di quotidiani e riviste sul territorio marchigiano e abruzzese. Fraticelli spiega di aver interloquito con i responsabili della società nel tentativo di risolvere il problema che, a Ussita e negli altri due borghi limitrofi, perdura da subito dopo gli eventi sismici del 2016.
Ma l'agenzia ha spiegato che, a causa della crisi del mercato editoriale, sta subendo, per offrire il servizio, delle perdite gravose che "non può più affrontare".
La Regione Marche e la Fondazione Carima rendono noto l’esito dell’avviso pubblicato lo scorso dicembre per l’assegnazione di contributi in favore dei Comuni del cratere sismico della provincia di Macerata a sostegno di iniziative di tutela e valorizzazione degli archivi storici.
Sono Castelsantangelo sul Nera, Monte San Martino, Sarnano e Ussita ad accedere ai fondi stanziati per il 2019, pari a 30.000,00 euro complessivi ripartiti in egual misura fra le quattro amministrazioni comunali, per la realizzazione dei progetti presentati a valere sul Protocollo di intesa siglato dai due enti e finalizzati alla conservazione, fruibilità e promozione di questi luoghi privilegiati della cultura.
Regione e Fondazione – ha dichiarato la Presidente Rosaria Del Balzo Ruiti – hanno voluto unire le proprie forze in termini di risorse economiche e professionali su un ambito di intervento comune delle rispettive programmazioni, che entrambe ritengono determinante per ristabilire il flusso della continuità e sostenere la rinascita dei territori colpiti dal sisma. Può sembrare un aspetto secondario e di minore rilevanza rispetto alle problematiche inerenti alla ricostruzione, ma si tratta di un patrimonio documentario che riveste grande importanza in termini identitari per queste popolazioni sotto un profilo antropologico, storico e culturale.
Le proposte progettuali presentate dai Comuni riguardano infatti attività di messa in sicurezza, riordino, inventariazione, catalogazione, informatizzazione e digitalizzazione di documenti cartacei provenienti dagli archivi pubblici lesionati dal terremoto.
Il Protocollo sottoscritto con la Fondazione Carima nel 2019 - afferma l’Assessore alla Cultura Moreno Pieroni - è un valido strumento che va ad inserirsi nel contesto di un intervento più ampio promosso dalla Regione Marche e che consente di recuperare le fonti dirette della memoria del territorio, indispensabili per una riflessione compiuta sulla rinascita e sulla ricostruzione. Rappresenta inoltre un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato che potrà essere replicato anche in altri ambiti per implementare le attività del settore culturale.
I due enti ricordano che il Protocollo ha durata biennale e pertanto mette a disposizione ulteriori fondi per il 2020. Per accedere alle contribuzioni le amministrazioni comunali interessate dovranno presentare apposita e motivata istanza alla Fondazione Carima entro la fine del mese di aprile del corrente anno, nelle modalità indicate nello stesso Protocollo, consultabile on line all’indirizzo www.fondazionemacerata.
Le pratiche relative alla ricostruzione privata sono ferme a Frontignano di Ussita. Sono, infatti, necessarie indagini di approfondimento sulla possibile presenza di faglie attive e capaci all'interno del territorio comunale.
Lo scorso 17 gennaio si è svolto un primo incontro in merito tra i tecnici comunali, i rappresentanti della struttura del commissario Piero Farabollini, il commissario prefettizio Giuseppe Fraticelli e i tecnici dell’ufficio speciale ricostruzione delle Marche. Dall'incontro è emerso come la possibile presenza di queste faglie renda inevitabili i danneggiamenti alle abitazioni costruite sopra la stessa, anche in caso di utilizzo delle più moderne tecnologie per la ricostruzione.
È stato, quindi, disposto di attendere l'esito di studi specifici per comprendere l'effettiva presenza di faglie "attive" e "capaci" a Frontignano. Il termine di tali studi è previsto per il 31 agosto 2020.
A spiegare cosa si intenda per "faglia attiva e capace" è intervenuto oggi il professor Emanuele Tondi, responsabile della sezione di Geologia dell’Università di Camerino. "Una faglia attiva e capace (FAC) - spiega Tondi - è una faglia che si è attivata almeno una volta negli ultimi 40.000 anni e che raggiunge la superficie topografica, producendo una frattura/dislocazione del terreno. Quando una faglia di questo tipo si attiva, genera un terremoto. È possibile costruire affinché un edificio/infrastruttura resista ad un terremoto, ma se l’edificio/infrastruttura si trova sopra una FAC, verrà danneggiato comunque".
"A dicembre 2019, su incarico del Commissario Farabollini, Invitalia ha aperto una gara per l’affidamento di uno studio di approfondimento delle FAC in tutto il cratere 2016/2017 - precisa Tondi -, quindi non solo a Ussita e Castelsantangelo sul Nera. Lo studio permetterà di definire le diverse zone associate alle FAC. Attualmente sono indicate le “Zone di Attenzione” (molto ampie, 400 metri attraverso la faglia) e, grazie allo studio di approfondimento, saranno definite le “Zone di Rispetto e di Suscettibilità” (più ristrette, fino ad un minimo di 30 metri a cavallo della faglia). Dopodiché si procederà a valutare gli aspetti urbanistici e abitativi esclusivamente delle zone di cui sopra".
"Si poteva fare prima? Certamente sì - argomenta Tondi lasciandosi andare ad una considerazione personale -, anche prima del terremoto, ma sarebbe stata “prevenzione” e sappiamo che non ci riesce molto bene. Vogliamo guardare il lato positivo? Non si parte da zero, ci sono molti studi scientifici disponibili su queste FAC, si farà presto".
Mauro Falcucci, in qualità di Sindaco del Comune di Castelsantangelo sul Nera, nella recente seduta Consiliare ha esposto una rilevante questione, la mancanza di rappresentanza di un esponente dei comuni di Castelsantangelo sul Nera, Ussita e Visso in seno al Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Il primo cittadino non esita nell’evidenziare che per mere questioni politiche, si è scelto ingiustamente di escludere in seno al predetto Consiglio Direttivo un rappresentante degli indicati Comuni, nonostante gli stessi detengano il 25% del territorio costituente il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Una presenza da sempre garantita, sin dall’istituzione del Parco (1993).
Dalla data di costituzione dell’Ente Parco, avvenuta con D.P.R. 6/8/1993, la Comunità del Parco ha sempre di fatto attuato il “voto ponderato”, riservando oggettiva attenzione ai Sindaci delle popolazioni che si trovano completamente inserite nel perimetro del Parco. "È importante rilevare che il 100% del territorio che compone Castelsantangelo sul Nera e Ussita ricade completamente nel Parco - sottolinea Falcucci -, oltretutto gli stessi vantano la presenza del Centro Faunistico (introduzione del Cervo e del lupo Appenninico), dell’Ecomuseo, del CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici), del Centro del Camoscio Appenninico sul Monte Bove e, infine, la Sede dell’Ente si trova a Visso".
Nell’ultima seduta della Comunità del Parco tenutasi il 13 ottobre 2019, si è proceduto a nominare il Presidente e Vice Presidente dell’organo, oltre che alle elezioni dei quattro componenti del Consiglio Direttivo. "Quest’ultima elezione purtroppo non ha visto la nomina di un rappresentante dei 3 Comuni dell’Alto Nera - osserva amaramente Falcucci -, nonostante avessi proposto di candidare il rappresentante del Comune di Visso (si sono sempre alternate la rappresentanza tra i tre Comuni) all’interno del Consiglio Direttivo".
"È innegabile affermare che il Parco Nazionale dei Monti Sibillini rivesta una ruolo preminente per la rinascita dei territori colpiti dal sisma - prosegue Falcucci - e pertanto la presenza, in seno al Consiglio dell’Ente, di un rappresentante di questo particolare territorio e che conosca tali dinamiche è di per sé irrinunciabile, affinché proponga e promuova le iniziative più funzionali alla rinascita/crescita del territorio riservando, tra l’altro, quella particolare attenzione per i territori che sono completamente compresi in Area Protetta."
Di fronte a quella che viene giudicata come una "incomprensibile prevaricazione", il Consiglio Comunale di Castelsantangelo sul Nera nella seduta del 28 novembre 2019, sentita la relazione del Sindaco Falcucci e sulla scorta del conseguente dibattito, ha approvato una Delibera con la quale si dà ampio mandato al Sindaco al fine di attivare tutte le iniziative che si renderanno necessarie per ristabilire quell’equilibrio di rappresentanza sempre esistito che viene ritenuto essenziale per rimanere nel Parco.
Lo scorso 19 dicembre Falcucci ha scritto una lettera al Presidente della Comunità del Parco, allegando la relativa Delibera Consiliare, coinvolgendo nella delicata questione anche il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Presidente dell’Ente Parco Monti Sibillini, il Presidente della Giunta Regionale Marche, l’Assessore Regionale all’Ambiente Marche, ed ovviamente i Commissario Straordinario di Ussita e il Sindaco di Visso, con la quale chiede di "sottoporre nuovamente alla Comunità del Parco le oggettive ragioni illustrate affinché si possa ristabilire quell’equilibrio e quelle attenzioni che sono state da sempre riservate a quei territori che hanno necessità e “diritto” di vedere rappresentate le esigenze di una popolazione che ha dato molto e che deve in “forma diretta” poter esprimere il proprio contributo".
È stato chiesto, inoltre, al Ministro dell'Ambiente Sergio Costa di "attendere un ulteriore pronunciamento della Comunità del Parco prima di Decretare le nomine dei nuovi Componenti il Consiglio Direttivo del Parco Nazionale dei Monti Sibillini".
"Non può essere sottaciuto il forte disagio che l’Amministrazione comunale di Castelsantangelo sul Nera prova, e di conseguenza auspica e confida che venga ristabilita la giusta e corretta rappresentanza in seno al Consiglio Direttivo. In caso contrario - conclude il Sindaco - non potremo che attivare le iniziative Deliberate dal Consiglio comunale ivi inclusa la richiesta di uscire dal perimetro del Parco, considerato anche che l’eventuale enclave che si verrebbe a realizzare, libera da vincoli, non nuocerebbe assolutamente alle qualità ambientali e al rilevante valore della endemica biodiversità, e quindi al complessivo valore naturalistico dell’intera Area Protetta".
"Nelle Marche, l'informazione si ferma a Pieve Torina. Visso, Ussita e Castelsant'Angelo sul Nera non hanno la liberta' di sostenere l'articolo 21 della Costituzione: tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Il problema e' che da Pieve Torina fino all'Alto Nera non esiste una rivendita di giornali da ben tre lunghi anni da quando cioe' il terremoto ha distrutto tutto, e ha distrutto anche la massima espressione di democrazia: la liberta' di informazione". E' l'appello della segretaria regionale di Federcontribuenti Marche, Maria Teresa Nori riguardo la situazione che si e' venuta a creare dal novembre 2016 ovvero a Visso, Ussita e Castelsant'Angelo sul Nera non c'e' piu' una rivendita di giornali e le persone devono arrivare a Pieve Torina per acquistarli.
''Molti abitanti di questi territori - continua Maria Teresa Nori - sono anziani e per loro il giornale, sfogliare il giornale insieme ad altri loro amici o in famiglia, e' un rito importante, spezzato dal terremoto. E che succede? Il distributore, che sappiamo viene da Pescara per quasi tutta la provincia di Macerata, non va oltre Pieve Torina per motivi che non sappiamo. So che gia' la vicesindaco di Visso si sta dando da fare per capire di risolvere questa situazione considerando che ci sono esercenti pronti a fare da rivendita''. Nori fa appello alla Fieg, alla Fnsi e alla Regione Marche ricordando infine le parole di ieri di Mattarella in visita all' Ansa per i 75 anni dell'agenzia: ''Informare gli organi di informazione costituisce elemendo decisivo per la democrazia del nostro Paese'".
"A Mattarella - conclude la rappresentante regionale di Federcontribuenti - chiedo se e' democratico lasciare tre comunita' senza organi di informazione''.
A Ussita grazie a corde, moschettoni, intrecci, nodi e ancoraggi posizionati con maestria dai volontari del Soccorso Alpino della Stazione di Macerata, ai quali non mancano certo le competenze tecniche per le discese su corda in sicurezza, al calar del sole la befana è scesa e i bambini in trepidante attesa hanno ricevuto una calza e le loro famiglie un gioco da tavolo.
L’evento è stato organizzata da Proloco Ussita e Proloco Visso e i festeggiamenti sono poi proseguiti all’area sociale riaperta seppur utilizzabile al 50 centro con tombolate e distribuzione di altri regali.
I tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Marche della Stazione di Macerata sono molto noti e amati nella zona, sono stati una presenza costante durante le scosse e vengono spesso visti intervenire in emergenza ed anche quest’anno sono stati coinvolti per la calata della Befana.
E anche quest’anno grazie a tutta l’organizzazione, nonostante il sisma, sono stati regalati momenti di gioia e spensieratezza nel segno della tradizione a grandi e piccini ed ai turisti presenti.
“Che torna a fare? Per continuare a prendere in giro la popolazione colpita? Basta con le pagliacciate, ci vogliono una vera volontà e fatti seri e concreti!”. È uno delle centinaia di commenti social arrivati dopo l’annuncio del 28 dicembre del premier Giuseppe Conte nelle zone del sisma (LEGGI QUI).
"Tornerò presto nelle zone terremotate per valutare l'applicazione del decreto sisma" aveva spiegato il premier a margine della conferenza stampa nella quale aveva affrontato il bilancio di fine anno del suo Governo. Un annuncio che però ha suscitato molto malumore, soprattutto tra chi vive ormai da oltre tre anni nei luoghi del cratere.
“Puoi anche restare a casa che è meglio” o “Vuoi venire a vedere la casetta di legno in cui vivo o la casa inagibile dove dovrei vivere?” o anche “Rimani a casa. Meglio. Fai più bella figura” continuano i commenti social.
C’è chi inoltre parla di direttive concrete che permettano una rapida ricostruzione. “Date a loro sacchi di tela per portare via le macerie. Almeno faranno qualche cosa!”. “Di tornare può fare tranquillamente a meno. Che dia una svegliata alla ricostruzione”.
C’è infine chi chiosa ricordando le tante “sfilate” politiche avvenute in questi anni che a poco sono servite nella risoluzione del post sisma. “Loro hanno bisogno di case e non di passerelle politiche”.