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Impianti a fune a Ussita, la denuncia dell'associazione Pro.Frontignano: "Continuiamo ad assistere al nulla"

Impianti a fune a Ussita, la denuncia dell'associazione Pro.Frontignano: "Continuiamo ad assistere al nulla"
L'allarme arriva dalla voce di Filippo Campanile, facente parte dell'associazione Pro.Frontignano. Una denuncia che ha dei precedenti. Anche nel febbraio di quest'anno, la richiesta era sempre la stessa: una maggiore attenzione per gli impianti a fune che rappresentano una opportunità di rilancio per Ussita e per l'intero territorio.
 
"Tra gli impegni che avevo preso all’atto della costituzione della nostra associazione, c’era quello di aggiornarmi e riferire sul tema degli impianti a fune. In questi giorni mi sono riattivato, nel tentativo di capire perché ancora non si muove nulla, nemmeno sul lato puramente tecnico. Ho perciò intervistato alcune persone che hanno responsabilità diretta su questi aspetti, per poi tentare di ricomporre i tasselli di un puzzle che si è rivelato indecifrabile e paradossale. A questo punto un sospetto sorge spontaneo: forse è più comodo giocare a nascondino, che crearsi la grana di avere una o due seggiovie agibili e collaudate, magari in tempo utile per le prime nevicate invernali?". Non usa giri di parole Campanile che chiede maggiore attenzione da parte delle istituzioni per una delle maggiori attrazioni turistiche, localizzata a Ussita, di quel Centro Italia tanto colpito dal sisma.
 
"Fino a qualche mese fa era ancora facile mascherare comportamenti scorretti e dannosi dietro la comoda scusa della burocrazia, perseverando nell’anteporre la sterile scaramuccia politica all’interesse pubblico. Ora però i prestigiatori dovrebbero aver vita più difficile, poiché da quasi 4 mesi è stata ufficializzata la finalizzazione del progetto esecutivo, e la messa in atto di tutte le procedure necessarie per il passaggio alla fase tecnica operativa - spiega uno dei rappresentanti dell'associazione Pro.Frontignano -. Anche le figure professionali sono tutte individuate ed appositamente retribuite: progettista, geologo, società per la direzione d’esercizio, consulenti tecnici esterni, collaboratori a contratto, oltre allo staff comunale diretto (dirigenti e funzionari dell’ufficio tecnico, responsabili dei servizi I-II-III-IV-V, capo servizio, operai, etc.) che rimane attivo al proprio posto. Con questi presupposti la mera rifunzionalizzazione tecnica, teoricamente, dovrebbe procedere con le proprie gambe come ordinaria amministrazione, indipendentemente da questioni di carattere politico."
 
"Ci troviamo invece alle porte dell’autunno e, come sempre, gli impianti a fune e il loro contorno si trovano in una situazione che definire offensiva nei confronti delle decine di migliaia di utenti che si erano creati un’aspettativa di riapertura, sarebbe riduttivo! Non è possibile per noi spettatori stabilire chi, tra le numerosissime figure citate o non citate, abbia maggiori o minori responsabilità. Tuttavia, se queste figure si stanno realmente coordinando, certamente a brevissimo potremo consultare nel sito del Comune le delibere di affidamento alle ditte aggiudicatarie dei vari lotti del lavoro (affidamenti che ci auguriamo vivamente esser già stati perfezionati da tempo) e, entro poche settimane, vedremo finalmente tecnici all’opera nella zona delle Saliere - osserva Campanile -.  Se queste figure non si stanno coordinando, significa che lo status quo fa comodo un po’ a tutti, e continueremo ad oltranza ad assistere al nulla."
 
"Non dimentichiamo che dal novembre 2017 è disponibile uno stanziamento di 8 milioni di euro per la rifunzionalizzazione di tutti gli impianti di risalita di Frontignano, e che da ben due anni Ussita sta facendo di tutto per lasciarselo scappare. Consultando i prospetti pubblici relativi ai trasferimenti di denaro dalla Regione ai Comuni, ad oggi di quei milioni non risulta bonificato nemmeno un centesimo, troppo comodo incolpare la Regione di questo, non è assolutamente colpa della Regione!" conclude.
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