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L'Associazione Pro.Frontignano ribadisce: "Impianti a fune essenziali per il rilancio"

L'Associazione Pro.Frontignano ribadisce: "Impianti a fune essenziali per il rilancio"

L’Associazione Pro.Frontignano ribadisce l’importanza degli impianti sciistici in termini d’indotto per tutto il territorio:

Ad oltre due anni dal sisma che ha causato lo stop degli impianti sciistici delle due stazioni dell’Alto Nera, l’Associazione Pro.Frontignano, per il tramite del responsabile comunicazione Filippo Campanile, torna nuovamente a sottolineare l’importanza degli impianti a fune come volano di ripartenza di tutto il territorio e polo d’attrazione che travalica ampiamente i confini regionali.

Fino ad alcuni anni fa queste considerazioni si potevano fare solamente sulla base di sensazioni, oggi gli strumenti offerti da Internet possono offrire anche ai non addetti dati statistici molto significativi. L’Associazione Pro.Frontignano, attraverso l’analisi dei dati forniti canali social che gestisce, e mediante il confronto e la discussione degli stessi con le altre associazioni ed attività presenti sul territorio, ha una percezione molto chiara di quanto sia significativo l’interesse della comunità allargata nella ripartenza degli impianti a fune, e soprattutto dell’ampissimo raggio d’azione del loro richiamo.

A dare ulteriore concretezza a queste evidenze, fa notare l’Associazione, contribuiscono l’affluenza che stanno registrando le stazioni sciistiche dei Sibillini oggi operanti, ed il grande successo di tutte le iniziative mediante le quali le stazioni ancora chiuse manifestano in qualche modo una volontà di ripartenza.

In un inverno nevoso come quello che stiamo vivendo, se anche le stazioni ferme avessero operato a regime, la sinergia che si sarebbe venuta a creare con le altre oggi attive avrebbe sortito effetti virtuosi in termini di rilancio del comparto montano, con risultati statisticamente rilevanti per l’intero bilancio turistico regionale.

Infatti, afferma Filippo Campanile, per quanto esistano ancora oggi correnti di pensiero non del tutto favorevoli alla realizzazione o al recupero degli impianti a fune nelle zone appenniniche, rimane difficile immaginare un modello di successo per sviluppo del territorio che possa totalmente prescindere da essi; è certamente vero che i Sibillini sono un ambiente fragile da tutelare, ma le stazioni sciistiche oggi presenti in essi rappresentano una percentuale davvero minimale in termini di consumo del suolo, e nessuno ha in mente progetti che mirano ad espanderle in maniera significativa; sarebbe infatti sufficiente rimetterle in piena efficienza e riprogettarle con serie valutazioni d’impatto ambientale, per aumentarne a dismisura la fruibilità ed accrescerne al contempo l’armonia con il territorio sul quale insistono.

Venendo al caso specifico di Frontignano, continua l’Associazione, la frazione conta diverse migliaia di unità immobiliari, in buona percentuale agibili, e decine di strutture ricettive, ad oggi purtroppo in larghissima parte inagibili; la lentezza nella presentazione dei progetti di ricostruzione e la quasi totale mancanza di domande di delocalizzazione originano senz’altro dall’incertezza sul futuro degli impianti a fune: i proprietari sono restii a ricostruire, e solo la ripartenza degli impianti potrebbe far pesare l’ago della bilancia verso la loro decisione di farlo.

In un contesto come quello di Frontignano l’ambiente avrebbe tutto da guadagnare e nulla da perdere con la partenza della ricostruzione, poiché essa restituirebbe alla frazione un decoro ed una dignità tali da rendere finalmente giustizia all’ambiente superbo che la ospita.

E’ comprensibile, prosegue Filippo Campanile, che in una situazione d’impianti sciistici fermi da più anni è più che mai importante l’individuazione di un gestore propenso a ragionare in ottica di strategica, che creda realmente nella potenzialità futura della località, e capace di guardare al di là delle ovvie difficoltà iniziali che potrebbero scoraggiare l’iniziativa; dopo un fermo forzato di durata pluriennale, l’avviamento è quasi completamente perduto, siamo convinti che le istituzioni comprenderanno che, un incentivo a sostegno della ripartenza dell’attività, potrebbe essere determinante ai fini del salvataggio di un polo turistico a forte rischio d’estinzione.

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