Provincia Macerata

Musicultura, Giovanni Toscano conquista il Lauro Rossi: è lui il preferito del pubblico

Musicultura, Giovanni Toscano conquista il Lauro Rossi: è lui il preferito del pubblico

Il cuore di Macerata batte al ritmo della nuova musica d'autore. Nel sempre gremito Teatro Lauro Rossi, le Audizioni Live della XXXVII edizione di Musicultura continuano a regalare emozioni e scoperte. La terza serata ha visto trionfare Giovanni Toscano, che si è aggiudicato il Premio del Pubblico Banca Macerata, consegnato dal direttore della filiale di Porto San Giorgio, Marco Turtu’, insieme al critico musicale di Rai Radio 1 John Vignola. Toscano, classe 1996, è un artista poliedrico già noto al grande pubblico per i suoi ruoli cinematografici con Paolo Virzì e nelle fiction Rai. Sul palco maceratese ha convinto tutti con "Emma" e "A volte", brani di un cantautorato intimo capace di unire narrazione profonda e respiro internazionale. A valutare i 60 artisti convocati in città (selezionati su ben 1328 candidature) è una giuria di altissimo profilo guidata dal direttore artistico Ezio Nannipieri. Tra i giurati figurano nomi illustri come Stefano Bonagura, la cantautrice Roberta Giallo e la regista Giulia Grandinetti, reduce dai successi internazionali. Fondamentale, come da tradizione, l’apporto del mondo accademico con la presenza della prof.ssa Gillian Susan Philip per l'Università di Macerata e del prof. Daniele Tomassoni per l'Università di Camerino, oltre alle giurie composte dagli studenti dei due atenei, partner storici del Festival. La serata ha offerto un caleidoscopio di generi e storie. Grande curiosità per il debutto del duo Dea Culpa e Ciao sono Vale: le due artiste, coppia nella vita e già note al circuito di Sanremo Giovani, hanno portato sul palco una scrittura senza filtri intrisa di complicità. Atmosfere diametralmente opposte per Kresta, che ha scosso il teatro con la sua elettronica tagliente e cinica, mentre la siciliana Daniela Spalletta ha incantato la platea con una voce di rara estensione, fondendo jazz e influenze ethno-world. Hanno completato il quadro delle audizioni il romano DIECI, con i suoi ritratti intimi dedicati alla "Città Eterna", e la milanese Carillon, che ha saputo mescolare la disciplina del karate (praticato per vent'anni) con sonorità urban e R&B. La kermesse non si ferma. Oggi, domenica 15 marzo, i riflettori si accendono nel pomeriggio: alle ore 17:00 saliranno sul palco MilleAlice, SCURO, ZEROFILTRO, LaMar, Mìvola e Mirall. L'attesa cresce però per la serata di domani, lunedì 16 marzo (ore 21:00), che vedrà protagonista il talento locale con l'esibizione di Giovanni Neve da Civitanova Marche e dei XGIOVE da Porto Sant’Elpidio. Gli spettacoli sono a ingresso libero fino a sabato 21 marzo e possono essere seguiti in streaming sui canali social del Festival e su èTv Marche.

15/03/2026 14:00
Dalle Marche alla corsa agli Oscar, Giulia Grandinetti: "Come regista vorrei far sentire le persone meno sole" (VIDEO)

Dalle Marche alla corsa agli Oscar, Giulia Grandinetti: "Come regista vorrei far sentire le persone meno sole" (VIDEO)

Nel corso della conversazione emerge una visione molto chiara del cinema: non come evasione, ma come uno strumento per interrogare il presente. Per Giulia Grandinetti i film più importanti sono quelli capaci di aiutare a orientarsi nel mondo e a non sentirsi soli. Una riflessione che arriva proprio alla vigilia della notte più importante per il cinema mondiale. Tra poche ore, infatti, gli occhi dell’industria cinematografica saranno puntati sulla cerimonia degli Academy Awards, gli Oscar. Un appuntamento che quest’anno ha sfiorato da vicino anche il percorso della regista originaria di Potenza Picena, che abbiamo ospitato nel Picchio Podcast, il format di Picchio News dedicato alle figure più interessanti del territorio che hanno saputo affermarsi anche oltre i confini locali. Negli ultimi anni il suo nome ha iniziato a circolare nei festival internazionali grazie ai suoi cortometraggi e in particolare a Majonezë, film che ha attraversato il circuito mondiale entrando nella corsa agli Oscar grazie alla vittoria in festival qualificanti, tra cui quello di Los Angeles. Ma dietro ai riconoscimenti c’è soprattutto una visione del cinema molto precisa: non tanto un traguardo, quanto un processo. La storia di Giulia Grandinetti parte da una realtà piccola, quella di Potenza Picena. Un contesto lontano dai grandi centri cinematografici, ma proprio per questo fertile per l’immaginazione. «Da bambina passavo molto tempo a inventare giochi e storie con gli altri», racconta. «Sono cresciuta in un’epoca in cui non eravamo ancora sommersi dalla tecnologia e quella noia diventava quasi una necessità creativa». Il primo contatto con il linguaggio delle immagini arriva presto, grazie al padre, appassionato di fotografia. A tredici anni le affida una videocamera di casa: da quel momento inizia a esplorare il mondo attraverso l’obiettivo. Non c’è però un momento preciso in cui decide di diventare regista. Piuttosto, un lungo atto di fiducia nel processo creativo. «Non ho mai creduto al risultato finale – spiega – ma alla necessità di provare. È stato un atto di fede nel processo. Ho avuto anche tanti fallimenti, ma sono stati fondamentali». Curiosamente, una delle caratteristiche più singolari del suo percorso è proprio l’assenza iniziale di una formazione cinematografica tradizionale. «Sono cresciuta senza cinema», ammette. «Nel mio paese non c’era un cinema facilmente raggiungibile, quindi ho visto soprattutto film in televisione. Quando sono arrivata a Roma a diciotto anni per studiare recitazione mi sono accorta di avere enormi lacune». I suoi coetanei citavano autori, correnti e film. Lei invece non aveva mai sentito nominare giganti come Fellini, Pasolini o Kubrick. «All’inizio mi sono sentita in difetto, poi ho capito che era anche una grande opportunità: potevo scoprire tutto da zero mentre iniziavo a fare i primi passi in questo mondo». Tra i pochi riferimenti dell’infanzia c’era Steven Spielberg, scoperto anche grazie alla serie Dawson's Creek, dove il protagonista Dawson Leery sognava di diventare regista. Per Grandinetti il cinema non è mai un gesto puramente autobiografico. I film nascono piuttosto come strumenti per mettere sul tavolo domande collettive. «Cerco sempre di non parlare direttamente di me», spiega. «Mi interessa mettere al centro qualcosa che riguarda tutti e che possa far sentire le persone meno sole». Questo approccio si riflette anche nel suo modo di vivere il lavoro di regista: una continua attenzione ai dettagli. «Nella vita ho molti difetti», scherza, «ma quando faccio regia quei difetti diventano qualità. La mia pignoleria, per esempio, sul set diventa una risorsa». Molti dei suoi lavori hanno esplorato universi distopici. Ma oggi, osservando il mondo contemporaneo, la regista ammette di sentirsi in una fase diversa. «Negli ultimi anni ho la sensazione che non ci sia più bisogno di inventare la distopia: la stiamo vivendo», riflette. Una riflessione maturata anche attraverso la lettura del sociologo Zygmunt Bauman, autore del concetto di “retrotopia”, la nostalgia per un passato percepito come più stabile rispetto a un futuro incerto. Da qui nasce una posizione sempre più esigente nei confronti del cinema. «Oggi sento il bisogno che i film si assumano una responsabilità rispetto al tempo che stiamo vivendo. Non importa il budget o la dimensione del progetto: conta la domanda che il film pone al mondo». Il cortometraggio Majonezë è stato il progetto che più di tutti ha portato la regista marchigiana sulla scena internazionale. La partecipazione alla corsa agli Oscar è arrivata grazie alla vittoria in festival qualificanti, tra cui l’AFI Fest di Los Angeles. Da lì è partita una campagna di promozione durata circa un mese e mezzo tra New York, Los Angeles, Parigi e Londra. «Non abbiamo pensato agli Oscar come obiettivo finale», racconta. «La cosa importante era continuare a far vedere il film». Negli Stati Uniti l’opera ha sorpreso molti spettatori per la sua natura europea e per il modo in cui è stata realizzata con mezzi limitati ma grande inventiva. «Lì sono rimasti colpiti anche dal retroscena della produzione. Noi europei spesso dobbiamo essere creativi perché abbiamo meno risorse». Il vero premio, però, non sono state le candidature o i riconoscimenti. «La cosa più bella è stata incontrare artisti con carriere straordinarie e poter parlare con loro del film. Anche solo prendere un caffè insieme e ascoltare le loro storie». Tra gli incontri più sorprendenti del viaggio americano c’è quello con Oliver Stone, regista premio Oscar e autore di film come Platoon e JFK. Durante una cena tra amici, Stone – che aveva visto il corto – ha improvvisamente proposto un brindisi dedicato proprio a Majonezë. «Mi ha detto che trovava il film estremamente depresso e mi ha chiesto se fossi depressa anche io», racconta sorridendo. «Ma il fatto che un regista di quella statura si sia fermato a fare un brindisi per una regista emergente è stato incredibile». Per Grandinetti momenti come questo dimostrano una cosa semplice: i grandi artisti restano profondamente umani. «Credo che abbiano bisogno di rimanere in contatto con il mondo reale. Altrimenti come potrebbero continuare a fare film che parlano del mondo?». Dopo una trilogia di cortometraggi, la regista sta lavorando al suo primo lungometraggio, un progetto che porta avanti da diversi anni. La domanda centrale è tanto "semplice" quanto universale: che cos’è l’amore? «È un film che mi ha già insegnato moltissimo anche prima di essere girato», racconta. «Spero di realizzarlo presto». Nel cinema, del resto, il tempo ha ritmi molto diversi: tra scrittura, produzione, riprese e distribuzione possono passare anni. «È una sorta di condanna», scherza, «ma fa parte del processo». Prima di chiudere, Grandinetti torna a parlare del territorio da cui tutto è iniziato. Le Marche negli ultimi anni stanno diventando sempre più un set cinematografico. Ma per la regista il vero valore non sta solo nei paesaggi. «Quando si sceglie un luogo per un film bisogna sentire che ha a che fare con la storia che si sta raccontando», spiega. Secondo lei la regione custodisce un elemento ancora poco esplorato: una dimensione quasi mistica. «Le Marche hanno un’energia particolare che spesso viene raccontata solo come cartolina. In realtà c’è molto di più da indagare». E forse è proprio qui che si misura il senso del percorso di Giulia Grandinetti. Non nei premi, nei festival o nella corsa agli Oscar che ha accompagnato Majonezë, ma nella domanda che continua a inseguire attraverso il cinema: che cosa può ancora dirci un film sul mondo che stiamo vivendo? Per la regista marchigiana il cinema non è una fuga dalla realtà, ma uno spazio in cui provare a rimettere ordine dentro un tempo confuso. Un luogo dove porre domande, accendere discussioni, creare incontri. Anche scomodi. È forse questo il paradosso più affascinante del suo percorso: partire da una piccola città delle Marche, senza una vera educazione cinematografica alle spalle, e arrivare a dialogare con alcuni dei protagonisti del cinema mondiale. Ma senza perdere quella stessa curiosità con cui, a tredici anni, prendeva in mano per la prima volta una videocamera per provare a raccontare una storia. Perché alla fine, più che la carriera o il successo, ciò che sembra muovere davvero il suo lavoro è un’altra urgenza: continuare a cercare immagini e storie capaci di restituire un senso al presente. Anche quando quel senso, come accade spesso nel cinema migliore, non arriva come una risposta ma come una domanda che resta aperta.  

15/03/2026 13:30
Elezioni provinciali, affluenza al 45% alle 12: sfida aperta tra Gentilucci e Paoloni

Elezioni provinciali, affluenza al 45% alle 12: sfida aperta tra Gentilucci e Paoloni

Sono iniziate questa mattina le operazioni di voto per il rinnovo della Presidenza della Provincia di Macerata. Il seggio, allestito nella sala consiliare di corso della Repubblica, ha fatto registrare una buona affluenza sin dalle prime ore: alle 12:00 erano già oltre 300 i votanti che si sono espressi, pari a poco meno della metà degli aventi diritto (complessivamente 697 tra primi cittadini e consiglieri comunali del territorio). La sfida per la guida dell'ente di area vasta vede contrapposti due sindaci del territorio: Alessandro Gentilucci (Pieve Torina) e Robertino Paoloni (Loro Piceno). I seggi resteranno aperti fino alle ore 20:00 di questa sera, mentre per conoscere il nome del nuovo Presidente bisognerà attendere la giornata di domani, lunedì 16 marzo, quando si terranno lo scrutinio e la proclamazione ufficiale. Trattandosi di un'elezione di secondo livello, il voto non è uguale per tutti ma segue il criterio della ponderazione. Il "peso" della preferenza espressa da ogni elettore varia infatti in base alla fascia demografica del Comune di appartenenza. Il sistema suddivide i centri della provincia in cinque aree cromatiche: Dalla fascia azzurra, che raggruppa i 30 piccoli comuni sotto i 3mila abitanti (la più numerosa con 325 elettori), si passa alla fascia arancione (comuni tra 3 e 5mila abitanti) e alla grigia (fino a 10mila). Il peso specifico aumenta sensibilmente per i rappresentanti della fascia rossa (tra 10 e 30mila abitanti) e della verde, che comprende i due centri maggiori della provincia tra 30 e 100mila abitanti, dove 58 elettori spostano gli equilibri dello scrutinio. L’indice di ponderazione viene calcolato rapportando la popolazione di ogni fascia a quella totale della provincia; il valore ottenuto viene poi ripartito sul numero degli elettori della singola fascia. Un meccanismo tecnico che punta a garantire una rappresentatività equilibrata tra i piccoli borghi dell'entroterra e i centri più popolosi della costa e del capoluogo.

15/03/2026 13:03
Iran: due aggressori e un aggredito. Cuba il prossimo obiettivo di Trump

Iran: due aggressori e un aggredito. Cuba il prossimo obiettivo di Trump

Ebbene sì, ci sono due aggressori e un aggredito: Israele e Stati Uniti d’America, nella violazione della lettera e dello spirito del diritto internazionale, stanno sottoponendo l’Iran a una infame e deplorevole aggressione imperialistica, volta a piegare uno degli Stati che più resistono all’imperialismo assassino di USraele. Ma, curiosamente, non è più di moda la narrazione secondo cui l’aggressore ha sempre ragione e l’aggredito ha sempre torto: detta narrazione andava bene, evidentemente, quando si trattava di delegittimare la Russia di Putin, che oltretutto non ha aggredito proprio nessuno, essendo stata essa stessa aggredita gradualmente dall’occidente mediante un accerchiamento principiato fin dagli anni novanta. Quando l’aggressore coincide con la civiltà occidentale sotto cupola atlantista, allora diventa per magia benefica ed emancipativa, e l’aggredito prende a essere delegittimato come terrorista e retrogrado. Donald Trump ha recentemente dichiarato che la guerra in Iran è praticamente completata. Corregge lievemente il tiro il criminale di guerra Netanyahu, il quale precisa contro la Persia quanto segue: “vi stiamo spezzando le ossa e non abbiamo finito”. Parole che non hanno nulla a che vedere con la postura che si richiederebbe a un dignitoso capo politico, essendo invece proprie di un qualsivoglia gangster di periferia. E tuttavia la scellerata banda imperialistica di Washington e di Tel Aviv sembra aver fatto male i conti, in ragione del fatto che l’Iran sta rivelando una straordinaria capacità di resistenza: centinaia di manifestazioni ogni giorno per le piazze iraniane contro l’invasione imperialistica e una incredibile capacità di difesa da parte dell’esercito iraniano. Neppure bisogna dimenticare di fare i conti con la storia: in passato, non è mai andata bene a chi provò a invadere la Persia. L’Iran resiste eroicamente e noi non possiamo che supportare pienamente la sua sacrosanta resistenza patriottica contro l’invasore imperialista. A questo riguardo, già da alcune settimane, Donald Trump va dichiarando che Cuba è in procinto di essere "liberata" dall’interventismo imperialistico della civiltà del dollaro. Più precisamente, il presidente americano ha chiarito che presto si attuerà un cambio di regime sotto la guida dell’imperialismo etico americano con bombe intelligenti e missili democratici. Ciò permette di svolgere alcune considerazioni. Anzitutto, Donald Trump si pone in perfetta continuità con il ben collaudato imperialismo statunitense, poco cambia se con Bush o con Trump, con Obama o con Clinton. In secondo luogo, gli Stati Uniti d’America non sembrano disposti a fermarsi: dopo il Venezuela e dopo l’Iran sarà la volta di Cuba e di chissà quanti altri Stati disallineati ancora. In terzo luogo, la vicenda di Cuba fa definitivamente crollare l’ordine discorsivo imperialistico: nessuno può seriamente dire che attualmente Cuba rappresenti una minaccia per il mondo. Semplicemente, Cuba figura come uno stato non ancora inglobato nell’ordine del mondialismo capitalistico sotto l’egida di Washington. Gli Stati Uniti d’America stanno provando in maniera scomposta a far valere ancora una volta la loro dominazione sul mondo intero, fingendo che la Russia e la Cina non esistano, quando in realtà si sta platealmente disegnando un nuovo ordine mondiale di tipo multipolare, in cui l’egemonia statunitense sta sempre più rapidamente tramontando.

15/03/2026 12:30
Le patologie dell’addome: quando e perché bisogna intervenire chirurgicamente

Le patologie dell’addome: quando e perché bisogna intervenire chirurgicamente

L’addome è sicuramente quell’ambito del nostro corpo dove è più frequente la necessità di interventi chirurgici per eliminare patologie degli organi e preservarne la loro funzione. La chirurgia addominale è forse, della specialità chirurgica generale, quella che ha avuto un maggiore sviluppo di utilizzo tecnologico e di protocolli sempre meno invasivi. Ne parliamo con il Dr. Giuseppe Musolino, chirurgo addominale, già dirigente medico dell’U.O. di chirurgia dell’ospedale di Macerata, operativo poi in varie strutture ed oggi anche consulente del centro medico Associati Fisiomed. Dr. Musolino, di che cosa si occupa nello specifico il chirurgo addominale? "Il chirurgo addominale si occupa delle patologie che riguardano gli organi che si trovano all’interno dell’addome come lo stomaco, l’intestino (per polipi, diverticolite o tumori) il fegato, la colecisti e la parete addominale dove possono formarsi le ernie". Parlando di ernia: cos’è esattamente e perché talvolta occorre operarla? "L’ernia è la fuoriuscita di una parte dell’intestino o del tessuto addominale attraverso un punto di debolezza della parete muscolare. Spesso si manifesta come un piccolo rigonfiamento che può comparire in alcuni momenti come, ad esempio, quando si solleva qualcosa di pesante, si tossisce o si sta in piedi a lungo. L’ernia non provoca sempre dolore immediato, ma nel tempo può crescere e l’intervento chirurgico si rende necessario quando appaiono sintomi importanti, oppure quando esiste il rischio che l’intestino rimanga “incastrato” nell’ernia provocandone lo strozzamento. Si tratta di un intervento rapido, quasi sempre eseguito in anestesia locale, che generalmente dura meno di un’ora e il paziente può tornare a casa il giorno stesso. Anche il recupero è relativamente veloce, con ripresa della vita normale dopo pochi giorni, seppure con qualche accortezza (evitare sforzi fisici intensi o attività sportiva per qualche settimana)". Negli ultimi decenni la chirurgia è molto evoluta, quali sono i benefici per i pazienti? "È così, negli ultimi decenni la chirurgia addominale è diventata sempre meno invasiva con l’avvento, ad esempio, della laparoscopia, che consente di eseguire interventi attraverso piccole incisioni e con l’aiuto di una telecamera e di strumentazione dedicata. Uno degli interventi che ormai viene eseguito quasi sempre con chirurgia laparoscopica è l’asportazione della colecisti, necessaria in presenza di calcoli biliari che causano dolore o infiammazione. I benefici di queste nuove tecniche sono evidenti per il paziente: meno dolore dopo l’intervento, tempi di recupero molto più brevi e cicatrici più piccole o addirittura invisibili". Cosa consiglia a chi dovesse affrontare un intervento di chirurgia addominale? "Il consiglio che darei, per poter affrontare questo percorso con serenità, è di essere ben informato e capire quali sono le ragioni che hanno reso l’intervento necessario, come si svolgerà e quali saranno i tempi di recupero. La paura di non sapere cosa accadrà è il principale nemico, non bisogna quindi esitare a porre domande al proprio chirurgo con il quale ci deve essere un dialogo aperto e sincero. È altrettanto importante seguire le indicazioni prima e dopo l’intervento, perché la collaborazione del paziente è fondamentale per il buon esito di qualsiasi intervento chirurgico".

15/03/2026 12:00
La coppia aperta

La coppia aperta

Già negli anni ‘20, i due intellettuali francesi Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre proclamarono un nuovo modello di coppia: un legame in cui ciascuno potesse esprimere liberamente la propria individualità e sperimentare relazioni multiple, pur restando insieme. Erano convinti che la monogamia non rispondesse ad un’esigenza biologica. La loro unione durò oltre cinquant’anni, esercitando un’influenza profonda su filosofia, letteratura e femminismo. «La mia libertà non deve cercare di cogliere l’essere, ma di svelarlo», affermava Simone de Beauvoir. La filosofa riteneva che si potesse realizzare il passaggio dall’essere all’esistere attraverso l’emancipazione dell’individuo. Negli anni, questo approccio si è evoluto e oggi il concetto di relazione aperta gode di un riconoscimento sempre più diffuso. Cosa si intende per coppia aperta? Entrambi i partner, di comune accordo, scelgono di vivere esperienze al di fuori del rapporto, per consentire a sé stessi e all’altro di esplorare altre connessioni romantiche o sessuali. I motivi che spingono a questa scelta non devono nascere dalla necessità di risolvere problemi preesistenti, ma dovrebbero scaturire dal desiderio di migliorare la qualità della relazione. L’esclusività resta garantita sul piano emotivo, ma non su quello fisico: la coppia originaria rimane l’unico punto di riferimento. A differenza del poliamore, in cui si accetta che l’altro possa amare più persone, qui i sentimenti si concentrano sul partner principale. Ciò che consolida una coppia aperta è una base di sincerità e onestà: si stabiliscono accordi che possono essere rivisti in caso di disagio. Fondamentale è la condivisione delle emozioni, per poter manifestare gelosie, preoccupazioni o dubbi. Una comunicazione aperta permette di preservare l’intimità e di crescere senza tensioni. Quali sono i pro di una relazione aperta? Libertà di esplorare desideri e bisogni, apertura a nuovi interessi e possibilità di esprimere diversi aspetti di sé. Quali i limiti? Gestire la gelosia e la conseguente insicurezza, ansie di abbandono e cali di autostima. Difficoltà nella gestione del tempo e impegno emotivo costante richiesto per definire i confini. La coppia aperta nasce da un’esigenza di ripensare l’amore come atto di libertà consapevole, dove la fedeltà si misura non nel possesso, ma nella scelta quotidiana di tornare l’uno dall’altro.

15/03/2026 11:48
Chiedilo all'avvocato: figlio trasferito in un'altra città, cosa rischia il genitore?

Chiedilo all'avvocato: figlio trasferito in un'altra città, cosa rischia il genitore?

Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa alla separazione dei coniugi e del relativo affidamento dei minori. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da un lettore di Civitanova Marche che chiede: "In caso di trasferimento in una città lontana di uno dei genitori insieme al figlio in regime di affidamento condiviso cosa comporta?".  Il trasferimento di uno dei genitori in un’altra città, quando comporta anche lo spostamento della residenza del figlio minore, rappresenta una delle questioni più delicate nel diritto di famiglia. In questi casi entrano in tensione due principi fondamentali: da un lato la libertà costituzionale di ciascun individuo di scegliere dove vivere (art. 16 Cost.), dall’altro il diritto del minore a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori (artt. 30 Cost. e 337 ter c.c.). La giurisprudenza evidenzia come il trasferimento unilaterale della residenza del figlio costituisca certamente una violazione dei doveri di cooperazione tra genitori. La decisione di modificare il luogo di vita del minore, infatti, è una questione di particolare importanza che dovrebbe essere assunta con il consenso di entrambi i genitori o, in caso di disaccordo, con l’intervento dell’autorità giudiziaria. Ciò nonostante, tale condotta non determina automaticamente conseguenze sanzionatorie sul piano dell’affidamento o del collocamento. L’ordinamento non prevede un automatismo che imponga il rientro del genitore o il trasferimento del collocamento presso l'altro genitore. Il giudice è invece chiamato a svolgere una valutazione guidata dal principio del “best interest of the child” (il superiore interesse del fanciullo). L’attenzione deve concentrarsi sugli effetti che tale scelta produce sulla vita e sull’equilibrio del bambino: qualora il minore si sia ormai inserito nel nuovo contesto scolastico e relazionale, un ulteriore spostamento forzato potrebbe risultare più dannoso. L’autorità giudiziaria non può imporre a un genitore dove risiedere, ma può valutare se sia più conforme all’interesse del minore seguirlo nella nuova città oppure rimanere nel luogo originario con l’altro genitore, modificando eventualmente il collocamento. Il principio di bigenitorialità non implica una perfetta parità quantitativa di tempo o una necessaria prossimità territoriale, ma il diritto del minore a ricevere da entrambi cura, educazione e assistenza. Quando la distanza è notevole, il giudice può intervenire rimodulando le modalità di esercizio del diritto di visita, prevedendo periodi di permanenza più lunghi durante le vacanze e l'uso di strumenti di comunicazione a distanza. Naturalmente, il trasferimento non può essere utilizzato per ostacolare il rapporto con l’altro genitore. Qualora emerga l'intento di recidere tale legame, il giudice può adottare provvedimenti correttivi (art. 709 ter c.p.c.) o, nei casi più gravi, procedere alla limitazione della responsabilità genitoriale. Pertanto, in risposta al nostro lettore risulta corretto affermare che: "Il trasferimento unilaterale del genitore con il figlio costituisce una condotta censurabile, ma non comporta automaticamente la modifica del collocamento del minore; la decisione finale deve essere guidata dalla valutazione concreta delle esigenze del minore, privilegiando la continuità delle cure e la stabilità emotiva" (Cass. Civ. Sez. I, Ord. 24.02.2026 n. 4110). Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

15/03/2026 11:15
Lieve sciame sismico a Sant'Angelo in Pontano: serie di scosse nella mattinata

Lieve sciame sismico a Sant'Angelo in Pontano: serie di scosse nella mattinata

La terra torna a tremare con lievi movimenti nel distretto sismico maceratese. Dalla tarda serata di ieri e per tutta la mattinata odierna, i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) hanno rilevato una serie di scosse localizzate nel territorio comunale di Sant'Angelo in Pontano. Si tratta di uno sciame sismico di bassa intensità, composto per lo più da eventi definiti "strumentali".  Il picco della sequenza è stato raggiunto alle 09:59 di oggi, 15 marzo, con una magnitudo di 2.9. L'epicentro è stato individuato proprio nei pressi del centro abitato, con un ipocentro fissato a una profondità di circa 24 chilometri. L'attività era iniziata a intensificarsi già nelle prime ore della notte, quando alle 01:32 e alle 03:17 erano state registrate due scosse di magnitudo 2.4. Successivamente all'evento principale delle dieci meno un minuto, lo sciame è proseguito con altre repliche minori, tra cui due scosse di magnitudo 2.3 rilevate rispettivamente alle ore 10:01 e alle ore 10:24. Tutti i fenomeni sismici registrati nell'area presentano una profondità costante, compresa tra i 23 e i 25 chilometri. Nonostante la frequenza degli episodi in un arco temporale così ristretto, non si registrano criticità o danni a persone e strutture. 

15/03/2026 11:00
I socialisti serrano i ranghi a Tolentino: Scipioni riconfermato segretario provinciale

I socialisti serrano i ranghi a Tolentino: Scipioni riconfermato segretario provinciale

Il Partito Socialista Italiano della provincia di Macerata riparte da Tolentino. Nella giornata di ieri si è celebrato il congresso straordinario provinciale, un appuntamento che ha visto una partecipazione nutrita e un dibattito focalizzato sulla necessità di riportare una visione strategica all'interno della politica locale e nazionale. Al centro dei lavori, la mozione del segretario uscente Sandro Scipioni, rieletto all’unanimità alla guida della federazione maceratese. Nel suo intervento, Scipioni ha tracciato la rotta del "nuovo corso" socialista, puntando tutto sulla "politica dell’ascolto" e sulla concretezza. «Nella politica odierna manca una visione strategica per affrontare i nodi principali ancora irrisolti», ha sottolineato il segretario, rilanciando una linea basata sul fare e sulla partecipazione aperta, senza preclusioni. La vera novità del congresso riguarda il rinnovamento generazionale dei quadri dirigenti. La federazione ha infatti eletto come vicesegretario provinciale Matteo Teloni, giovane studente di vent’anni, a dimostrazione della volontà del garofano rosso di stringere una collaborazione sempre più stretta con il mondo giovanile e studentesco. Ad affiancare Scipioni e Teloni sarà Claudio Simonetti, eletto nel ruolo di presidente provinciale del partito. L'assemblea, presieduta dal segretario regionale Antonio Gitto, ha visto anche la partecipazione di figure di rilievo del panorama politico provinciale, segnale di un dialogo aperto nel campo del centrosinistra. Tra gli ospiti erano presenti Angelo Sciapichetti (Pd), il consigliere regionale di Progetto Marche Michele Caporossi e il candidato sindaco di Macerata Gianluca Tittarelli. Il confronto è entrato nel merito delle grandi questioni attuali: dai prossimi referendum alle elezioni comunali, senza dimenticare i pilastri storici del socialismo come scuola, lavoro, giustizia e sviluppo economico. L'obiettivo dichiarato per il prossimo mandato è chiaro: trasformare il partito in un laboratorio di idee aperto alla cittadinanza, dove "la partecipazione non sia un semplice slogan ma una pratica quotidiana".

15/03/2026 10:40
Macerata sul podio ad Atene: Leonardo Archini è bronzo internazionale nel Kung Fu

Macerata sul podio ad Atene: Leonardo Archini è bronzo internazionale nel Kung Fu

Il Kung Fu maceratese brilla sotto il cielo di Atene. Si è conclusa con una prestigiosa medaglia di bronzo la trasferta di Leonardo Archini al 6° Acropolis International Wushu Open, svoltosi nella suggestiva cornice dello stadio olimpico ellenico. L’atleta, portacolori della scuola maceratese Asd Wuxing, è stato convocato con la delegazione italiana per misurarsi con i migliori interpreti internazionali della disciplina. Archini ha conquistato il terzo gradino del podio nella specialità Tui shou (spinta con le mani) a piedi fissi, una prova che richiede una gestione millimetrica dell'equilibrio e della forza interna. Il risultato non è solo un trofeo da mettere in bacheca, ma la conferma della qualità dell'insegnamento marziale portato avanti nel capoluogo. Grande soddisfazione è stata espressa dai tecnici Andrea Bordi e Massimiliano Pallotti, che hanno seguito da vicino la preparazione dell'atleta. "Il piazzamento ottenuto rappresenta un utile test per verificare il lavoro svolto sulla struttura e sull'equilibrio - hanno commentato i preparatori - e la competizione internazionale è stata un'occasione di confronto necessaria per valutare la tenuta tecnica dell'atleta in un contesto esterno alla nostra scuola". Lo stesso Leonardo Archini ha voluto sottolineare l'importanza dell'esperienza, spiegando come il suo obiettivo principale fosse quello di tradurre nella pratica agonistica i principi millenari dello stile Hung Gar. Un percorso di studio rigoroso che Archini segue a Macerata sotto la guida del Maestro Bordi e con la supervisione tecnica del Maestro Luigi Martone. Per la Asd Wuxing, scuola che da anni rappresenta un punto di riferimento a Macerata per lo studio delle arti marziali tradizionali, questo bronzo aggiunge un tassello fondamentale nel percorso di crescita collettivo. Il risultato di Atene conferma la validità di un metodo che unisce la tradizione del Kung Fu alla capacità di competere ad altissimi livelli, portando il nome della città sul podio dei grandi eventi internazionali.

15/03/2026 10:30
Porto Recanati, l'opposizione 'chiama' Michelini in aula: "Chiarezza sul salvataggio del mattatoio di Macerata"

Porto Recanati, l'opposizione 'chiama' Michelini in aula: "Chiarezza sul salvataggio del mattatoio di Macerata"

La partecipazione di Porto Recanati alla cordata di Comuni per il salvataggio del mattatoio di Villa Potenza finisce sotto la lente della minoranza. I consiglieri Maria Grazia Nalmodi, Salvatore Piscitelli, Alessandro Rovazzani, Angelica Sabbatini e Rosalba Ubaldi hanno depositato una richiesta ufficiale per la convocazione d’urgenza di una seduta straordinaria del Consiglio Comunale.  L’obiettivo è quello di spingere il sindaco Andrea Michelini a riferire in Aula sui dettagli di un’operazione che, pur riguardando una struttura sita nel territorio di Macerata, rischia di avere un" impatto diretto sulle casse porto-recanatesi", sottolineano dalla minoranza. L'ombra del "salvataggio" sui conti pubblici nasce dall'assemblea tenutasi lo scorso 12 marzo a Macerata, durante la quale l'amministrazione avrebbe espresso la volontà di far parte del gruppo di enti locali pronti a rilevare o gestire la struttura per evitarne la chiusura. Un intento che per l'opposizione presenta "troppe zone d'ombra", poiché tale operazione comporterebbe inevitabilmente "oneri finanziari certi e responsabilità gestionali pluriennali per il bilancio comunale". La minoranza non accetta il silenzio della Giunta e chiede che il sindaco illustri punto per punto "i termini esatti dell'accordo tra i vari Comuni coinvolti e, soprattutto, quale sia la quota di partecipazione economica spettante a Porto Recanati". Secondo i firmatari, "è fondamentale che vengano presentate le garanzie di sostenibilità economica dell'iniziativa per evitare che l'ente si faccia carico di impegni programmatici rischiosi".  

15/03/2026 10:20
Patente internazionale falsa e mai conseguita: fermato 32enne nel maxi-blitz a Tolentino

Patente internazionale falsa e mai conseguita: fermato 32enne nel maxi-blitz a Tolentino

Maxi operazione "Largo Raggio" dei carabinieri della Compagnia di Tolentino: 76 persone identificate e numerosi sequestri tra patenti false e guida senza licenza. Il controllo del territorio resta una priorità nell'Alto Maceratese, dove l'ultima operazione coordinata dai carabinieri ha visto in campo 14 militari e 7 pattuglie. Il bilancio parla di una serie di illeciti legati principalmente alla circolazione stradale e al mancato rispetto dei provvedimenti giudiziari. A Tolentino, un 32enne di origini egiziane è stato fermato alla guida con un permesso internazionale risultato completamente falso; l'uomo, che non aveva mai conseguito una licenza di guida, è stato denunciato e sanzionato. Sorte simile per un 50enne macedone, sorpreso nuovamente al volante senza patente: per lui è scattata la denuncia per recidiva e il sequestro del veicolo. Sempre nel centro di Tolentino, un 40enne è finito nei guai per aver violato i doveri di custodia. L'uomo aveva la responsabilità di un ciclomotore già sotto sequestro, ma lo aveva prestato a terzi ignorando il divieto. Il mezzo è stato definitivamente confiscato. Un caso analogo si è registrato a San Severino Marche, dove un 35enne è stato sorpreso a circolare con un'auto già sottoposta a sequestro amministrativo; durante la perquisizione, i militari hanno rinvenuto anche un coltello a serramanico di 17 cm, facendo scattare la denuncia per porto d'armi bianche. L'attività si è conclusa con la segnalazione alla Prefettura di un 40enne di origini lucane, trovato in possesso di cocaina a San Severino mentre guidava con patente revocata. Infine, i militari sono intervenuti per sedare le urla di una 32enne straniera che, in preda ai fumi dell'alcol, stava molestando i passanti nel centro cittadino. La donna è stata sanzionata per ubriachezza molesta.

15/03/2026 10:00
Notte di paura a Tolentino: fuori di sé con una mazza sotto casa della madre dell'ex

Notte di paura a Tolentino: fuori di sé con una mazza sotto casa della madre dell'ex

Momenti di autentico terrore quelli vissuti dai residenti di un condominio tolentinate, dove un uomo di 36 anni, residente a Belforte del Chienti, si è presentato in evidente stato di alterazione alcolica. L'uomo, armato di una pesante mazza, ha iniziato a colpire con violenza inaudita la ringhiera dello stabile dove risiede la madre della sua ex compagna. Alle mazzate si sono aggiunte grida, ingiurie e gravi minacce rivolte verso la donna, che hanno attirato l'attenzione dei vicini. Immediatamente è stato dato l'allarme. I carabinieri dell'aliquota radiomobile della Compagnia di Tolentino sono riusciti a bloccare il soggetto prima che la situazione degenerasse ulteriormente. Per l'uomo è scattata la denuncia a piede libero per minaccia aggravata e porto di strumenti atti a offendere. L'arma impropria è stata immediatamente posta sotto sequestro.

15/03/2026 09:50
Settempeda, un punto di cuore a Marina Palmense: Compagnucci e Tulli tengono accesa la speranza playoff

Settempeda, un punto di cuore a Marina Palmense: Compagnucci e Tulli tengono accesa la speranza playoff

Un pareggio che sa di solidità ma che lascia un pizzico di amaro in bocca per le ambizioni di classifica. La Settempeda torna dalla trasferta sul difficile campo della Palmense con un 2-2 maturato interamente in un primo tempo scoppiettante, confermando di avere il piglio giusto per affrontare i piani alti del girone, anche se la corsa playoff si fa ora terribilmente in salita a soli quattro turni dal termine. Nonostante le pesanti assenze (Guermandi squalificato, oltre agli indisponibili Perez, Dutto, Borgiani e Monachesi), mister Pierantoni ridisegna i biancorossi con intelligenza. La mossa paga subito: al 10’ la Settempeda passa in vantaggio grazie a un'astuta lettura di Tulli che si disinteressa del pallone in fuorigioco, lasciando campo libero a Compagnucci; l'attaccante entra in area e trafigge Tiberi con un diagonale chirurgico. La Palmense non sta a guardare e al 28’ trova l'1-1 con un piatto destro a giro di Haxhiu dal limite. Il finale di frazione è un vortice di emozioni: al 44’ i locali completano il sorpasso con un colpo di testa di Pelliccetti che si infila all'incrocio, ma la reazione settempedana è fulminea. Sessanta secondi dopo, ancora uno scatenato Compagnucci sfonda a sinistra e mette al centro un pallone che Tulli deve solo spingere in rete per il definitivo 2-2. Nella ripresa i ritmi calano drasticamente. Prevale la paura di perdere e le difese prendono il sopravvento sui rispettivi attacchi. La Settempeda prova a vincerla con maggiore convinzione, trascinata dalle prestazioni di Brandi, Pagliari e Zappasodi, ma la mira di Compagnucci al 21’ non è quella dei giorni migliori. Nel finale, l'espulsione di Cappella lascia i padroni di casa in dieci uomini per i restanti 7 minuti (recupero incluso). I biancorossi si gettano in avanti, creando una mischia furibonda nell'area fermana proprio allo scadere, ma la zampata di Meschini non trova fortuna. Il punto muove la classifica ma non stravolge gli equilibri in ottica playoff, rendendo i prossimi 360 minuti di gioco decisivi e privi di margine d'errore. Sabato prossimo, prima della sosta, la Settempeda tornerà tra le mura amiche per ospitare il Monturano, in quello che si preannuncia come un altro scontro crocevia per il finale di stagione. PALMENSE-SETTEMPEDA 2-2 MARCATORI: pt 11’ Compagnucci, 28’ Haxhiu, 44’ Pelliccetti, 45’ Tulli PALMENSE: Tiberi, Fuglini, Cappella, Haxhiu, Sako, Aliffi, Ruggeri(28’st Crosta), Guedak, Pelliccetti(16’st Guideri), Cuccù(28’st Ferranti), Nazziconi. A disp. Coluccino, Silenzi, Cacciola, Nazziconi F, Di leonardo, Sacchini. All. Nocera SETTEMPEDA: Giulietti, Brandi, Montanari, Pagliari, Zappasodi, Dolciotti(18’st Russo), Sfrappini(27’st Ammora), Bonifazi(44’st Paciaroni), Compagnucci, Quadrini, Tulli(35’st Meschini). A disp. Marchegiani, Eugeni, Amici, Corna, Lovaglio. All. Pierantoni ARBITRO: Falgiani di Ascoli Piceno. Assistenti: Buttafuoco e Gasperi di San Benedetto NOTE – Espulsi: Cappella(Palmense) 42’st per doppia ammonizione. Ammoniti: Pagliari, Fuglini, Compagnucci, Cappella. Angoli: 1-4. Recupero: st 5’

14/03/2026 19:50
Cuore Cluentina: Mancini e Di Marino firmano il colpo salvezza. Per il Montecassiano è notte fonda

Cuore Cluentina: Mancini e Di Marino firmano il colpo salvezza. Per il Montecassiano è notte fonda

Doveva essere la partita della verità e la Cluentina non ha fallito. In un pomeriggio carico di tensione agonistica, i biancorossi di Stefano Massi si aggiudicano il "derby delle necessità" contro il Montecassiano, centrando una vittoria per 2-1 che profuma di liberazione. Se per i locali il successo significa mettere sette punti di sicurezza sulla zona play-out, per i rossoblù di Pierantoni la situazione si fa drammatica: è la settima sconfitta consecutiva, un tunnel che sembra non avere fine. Nonostante le assenze pesanti di Canuti e Amico, la Cluentina approccia il match con il piglio giusto. Al 22’ il risultato si sblocca grazie a una perla: Di Marino recupera palla sulla trequarti e scaglia una staffilata dai 25 metri che si insacca imparabile all'incrocio dei pali. Il Montecassiano, imbottito di ex (da Mongiello a Giaconi), prova a scuotersi e al 44’ trova il pari: una punizione di Massini viene deviata sfortunatamente da Montecchiari, beffando Pennesi. Ma la gioia ospite dura meno di sessanta secondi. Palla al centro e la Cluentina reagisce da grande squadra: Mancini si incarica di una punizione dal limite e, con un colpo da biliardo, la spedisce nell'angolino alto per il 2-1 che manda le squadre al riposo. Nella seconda frazione la gara si fa "sporca" e nervosa. Un episodio dubbio accende gli animi quando Pigliacampo colpisce Pagliarini a palla lontana, sfuggendo alla sanzione arbitrale. La Cluentina spreca più volte il colpo del ko con Cullhaj e Acquaviva, merito anche di un ottimo Carpera tra i pali ospiti. Il finale è un assedio rossoblù, ma la difesa maceratese regge l'urto fino al triplice fischio del signor Barchetta. A fine gara, il tecnico biancorosso Stefano Massi esalta il carattere dei suoi: "Avevo chiesto ai ragazzi uno switch mentale per giocare con la testa libera e ci sono riusciti. Ristabilire il vantaggio subito dopo il loro pareggio è sinonimo di tenacia e consapevolezza totale". Per il Montecassiano, che non muove la classifica dal lontano 24 gennaio, il ritorno di Pierantoni in panchina non ha ancora prodotto la scossa sperata. La stagione, nata con ben altre ambizioni, si è trasformata in una rincorsa affannosa verso una salvezza tutta da conquistare. IL TABELLINO CLUENTINA: Pennesi, Gesuelli, Pagliarini, Monteverde (87’ Torresi), Pieristè, Menghini, Lovascio (59’ Cullhaj), Montecchiari, Acquaviva, Di Marino (55’ Ceesay), Mancini. Allenatore: Stefano Massi MONTECASSIANO: Carpera, Giaconi, Stura, Trobbiani, Tacconi, Pigliacampo, Chiaraberta (86’ Candidi), Micucci (75’ Marcantoni), Poloni, Mongiello (74’ Grandicelli), Massini (64’ Volponi). Allenatore: Gilberto Pierantoni ARBITRO: Tommaso Barchetta (Fermo) SPETTATORI: circa 200

14/03/2026 19:30
Macerata, il derby finisce in parità: l’Atletico rimonta una VR in dieci uomini

Macerata, il derby finisce in parità: l’Atletico rimonta una VR in dieci uomini

Il derby cittadino tra VR Macerata e Atletico Macerata non ha deluso le attese, regalando novanta minuti di pura intensità, colpi di scena e un pareggio finale (2-2) che lascia l'amaro in bocca alla VR e premia la caparbietà dell'Atletico. Per oltre un'ora la stracittadina è sembrata avere un solo padrone. La VR Macerata ha approcciato il match con la giusta cattiveria agonistica, gestendo il possesso e capitalizzando al massimo le palle inattive. È stato Doga a rompere l’equilibrio con una punizione magistrale che ha trafitto il portiere avversario. Poco dopo, la storia si è ripetuta: ancora un calcio di punizione, stavolta trasformato da Danchivsky, ha permesso ai padroni di casa di volare sul doppio vantaggio, mettendo una seria ipoteca sul derby. Al 65’, però, l'episodio che ha riaperto i giochi: lo stesso Doga, autore del primo gol, si è fatto espellere per una reazione ai danni di Marcolini. Con la VR in inferiorità numerica per gli ultimi 25 minuti, l'Atletico Macerata ha alzato il baricentro, consapevole di poter riacciuffare una partita che sembrava persa. La pressione degli uomini dell'Atletico ha dato i suoi frutti poco dopo, quando Forconi ha trovato il varco giusto sugli sviluppi di un corner, accorciando le distanze con un destro preciso. Il finale è stato un assedio. Al minuto 88’ la doccia fredda per la VR: una conclusione a giro di Luciani dalla distanza ha trovato la deviazione decisiva di Giampaoletti, finendo la sua corsa proprio sotto l’incrocio dei pali per il 2-2. L'Atletico ha addirittura sfiorato il sorpasso clamoroso con una punizione di Bertola che si è stampata sulla traversa a portiere battuto. Nonostante la rimonta subita, la VR Macerata sale a quota 39 punti, blindando il quarto posto e la zona playoff. Muove la classifica anche l’Atletico Macerata, che con questo punto di platino nel derby mantiene una distanza di sicurezza di cinque lunghezze dalla zona calda dei playout. VR MACERATA - ATLETICO MACERATA 2-2 VR MACERATA: Fuscá, Giampaoletti, Ricciotti, Doga, Prenna, Intermesoli, Ricotta (65' Cardinali), Ciurlanti, Canesin (85' Bertola), Danchivsky (70' Elisei), Romagnoli (75' Carpano). A disposizione: Marconi, Benfatto, Giovannelli, Gadou, Calabrese. Allenatore: Marco Moretti. ATLETICO MACERATA: Ciminari, Vecchi (60' Menchi), Velaj (80' Garbuglia), Marcolini, Foglia (65' Giannini) Monteverde (68' Luciani), Stura, Taborro (70' Forconi), Petelin, Perez, Ceresani. A disposizione: Sensi, Gentili, Grappone, Rapagnani. Allenatore: Samuele Tassi. Marcatori: Doga 20', Danchivsky 68', Forconi 80', Luciani 88'.  ARBITRO: Simone D'Angelo - Sezione di Ascoli Piceno. NOTE: Presenti circa 200 spettatori.

14/03/2026 19:10
Camerino ha vinto la "sua" Tirreno-Adriatico: folla in piazza Cavour per accogliere Pellizzari

Camerino ha vinto la "sua" Tirreno-Adriatico: folla in piazza Cavour per accogliere Pellizzari

Una giornata destinata a restare negli annali. Camerino ha vissuto oggi il suo momento di gloria internazionale ospitando l’arrivo della sesta tappa, la "tappa regina", della Tirreno-Adriatico. Il cuore della città ducale si è trasformato in un'arena a cielo aperto: migliaia di persone hanno invaso Piazza Cavour e le vie del centro storico, creando una cornice di entusiasmo che ha accompagnato i campioni della "Corsa dei Due Mari" fino agli ultimi metri del traguardo. L'evento ha garantito a Camerino una visibilità senza precedenti grazie alla diretta televisiva nazionale, che ha mostrato a milioni di telespettatori non solo la competizione sportiva, ma anche la bellezza dei beni culturali e la vitalità di una comunità che sta portando avanti con forza il proprio percorso di rinascita. Il protagonista più atteso è stato senza dubbio Giulio Pellizzari, il giovane talento camerte classe 2003, ribattezzato dai tifosi il "Duca di Camerino". Pellizzari, reduce da una Tirreno-Adriatico di altissimo livello, è stato letteralmente spinto dal calore del suo pubblico lungo l'ultima, durissima salita, regalando un'emozione indescrivibile alla sua città natale. Grande l'emozione nelle parole del sindaco Roberto Lucarelli, che ha fortemente voluto l’arrivo della corsa proprio nel cuore del centro storico. "È stata una giornata storica - ha dichiarato il primo cittadino - vedere la piazza e le vie piene di gente è stata un’emozione grandissima. Oggi abbiamo visto una città forte e bella, che segna un passo verso un futuro dove non si parla più solo di sisma, ma veramente di una nuova vita". Il sindaco ha rivolto un plauso speciale a Pellizzari: "Complimenti a Giulio per il magnifico risultato e per come porta in alto il nome della nostra città. Tutta Camerino faceva il tifo per lui". Lucarelli ha poi ringraziato l'organizzazione di RCS, le forze dell'ordine, i dipendenti comunali e, soprattutto, i commercianti e i cittadini che hanno lavorato fin dall'alba per abbellire la città. "Questa iniziativa ha garantito una promozione a 360 gradi: abbiamo mostrato le nostre tipicità e dimostrato che la città più colpita dal sisma è ormai in grande ripresa".  

14/03/2026 19:00
Colonia felina al cimitero, la promotrice della petizione non ci sta: "I gatti sono sani solo grazie ai privati"

Colonia felina al cimitero, la promotrice della petizione non ci sta: "I gatti sono sani solo grazie ai privati"

MACERATA – Non si placa la polemica sulla gestione della colonia felina del cimitero cittadino. Dopo i recenti comunicati dell'amministrazione comunale (leggi qui) e i verbali dell'AST (leggi qui), che parlavano di una situazione sotto controllo e di una popolazione felina stabile, arriva la ferma replica di Anna Maria Simonelli, promotrice della petizione che ha raccolto l'impressionante cifra di oltre 25.800 firme. La Simonelli contesta punto su punto le versioni ufficiali, definendo le dichiarazioni di Comune e associazione Argo come "poco verosimili". Secondo la promotrice, i sopralluoghi effettuati dagli organi competenti non sarebbero in grado di fotografare la realtà. "L’Ast, con un sopralluogo di pochi minuti, non può valutare seriamente lo stato di salute dei felini - spiega Simonelli - poiché i gatti sono solitamente nascosti e si mostrano solo a chi li accudisce davvero bene. Abbiamo video che dimostrano come gli animali accolgano chi se ne occupa quotidianamente, e non si tratta dei volontari dell'associazione incaricata". Il punto centrale della contestazione riguarda proprio il merito della buona salute degli animali riscontrata dai veterinari. "Se i gatti sono in forma - attacca Simonelli - è merito di persone di buon cuore che forniscono cibo di qualità ogni giorno e puliscono i residui, a differenza di quanto dichiarato su Argo, che secondo alcune testimonianze somministrerebbe cibo solo una volta a settimana. Sono i privati a farsi carico di cure, sterilizzazioni e vaccinazioni presso ambulatori veterinari privati, agendo secondo coscienza per aiutare animali in difficoltà". La replica affronta anche il tema del decoro cimiteriale. La Simonelli definisce "assurdo" pretendere che gli animali non lascino tracce del loro passaggio o che vengano addestrati a usare postazioni specifiche. "L’unica soluzione per chi non tollera tali disagi è che i responsabili, siano essi il Comune o l'associazione incaricata, provvedano a migliorare la pulizia generale del cimitero, che spesso versa in condizioni di incuria indipendentemente dalla presenza dei gatti". In chiusura, la Simonelli rilancia: "Se la convivenza nel cimitero non è tollerata, il Comune provveda a spostare la colonia in un luogo idoneo e attrezzato, un rifugio adeguato al cui allestimento potrebbero partecipare economicamente anche i privati". La battaglia delle 25 mila firme, dunque, non si ferma qui. "A questa petizione verrà dato sicuramente un seguito - conclude - per accertare la correttezza delle modalità con cui viene svolto l'incarico di gestione della colonia".

14/03/2026 18:40
Civitanova, gli studenti del "Da Vinci" nuovi ambasciatori dell'ecologia: pulita l'area Tre Case

Civitanova, gli studenti del "Da Vinci" nuovi ambasciatori dell'ecologia: pulita l'area Tre Case

Una lezione di educazione ambientale che dai banchi di scuola si è spostata direttamente sul campo, o meglio, sulla sabbia. Gli studenti della classe 1ª M di Scienze Applicate dell’IIS "Leonardo Da Vinci" hanno trascorso una mattinata all'insegna della cittadinanza attiva presso l’Area Floristica "Tre Case", trasformandosi in veri e propri custodi del litorale. L'iniziativa di cleanup e monitoraggio dei rifiuti rientra nel progetto europeo JOINABLE, promosso da AMAP con la collaborazione di Legambiente e Marche a Rifiuti Zero. L’attività ha ricevuto il patrocinio del Comune di Civitanova Marche ed è parte integrante del Premio Ambasciatore della Transizione Ecologica, il percorso voluto dall’assessorato guidato da Roberta Belletti per coinvolgere le nuove generazioni nella tutela dell'ambiente. Accolti dal presidente di AMAP Renato Frontini e supportati dall'assessore all'Ambiente Giuseppe Cognigni, i ragazzi, accompagnati dal professor Nicola Postiglione, hanno setacciato l'area raccogliendo plastiche, mozziconi di sigarette, reti da pesca abbandonate e polistirolo. Tutti i materiali sono stati differenziati e pesati prima di essere affidati al gestore Cosmari per il corretto smaltimento. Oltre alla pulizia, la mattinata è stata un'occasione per scoprire un tesoro di biodiversità spesso poco conosciuto: l’Area "Tre Case" è infatti l’habitat di specie vegetali rare delle dune come la santolina e l’euphorbia di Terracina, nonché luogo di nidificazione del Corriere piccolo. "Esperienze come questa - ha sottolineato l’assessore Belletti - dimostrano come i giovani possano diventare protagonisti del cambiamento attraverso gesti concreti di cura del territorio".

14/03/2026 18:20
Star del teatro a Urbisaglia: Maria Grazia Cucinotta e Pino Quartullo conquistati dalla Locanda Le Logge

Star del teatro a Urbisaglia: Maria Grazia Cucinotta e Pino Quartullo conquistati dalla Locanda Le Logge

Non capita tutti i giorni di incrociare il fascino di Maria Grazia Cucinotta. La celebre attrice, insieme a Pino Quartullo e al cast della commedia teatrale "La moglie fantasma", ha scelto Urbisaglia come propria base durante il tour che li ha portati sul palco del Teatro Verdi di Pollenza. Gli attori - tra cui Alessandra Faiella, Giorgio Verduci, Giorgio Centamore e Roberta Petrozzi - hanno soggiornato nelle esclusive suite della Locanda Le Logge, trasformando per una notte la struttura in un vero e proprio "foyer" d'eccezione. Dopo il successo dello spettacolo a Pollenza, la compagnia si è riunita a tavola per una cena firmata dallo chef Andrea Tombolini e dal suo staff. Protagonista della serata, oltre agli ospiti illustri, è stato il menù della Locanda: i protagonisti della pièce hanno potuto degustare i piatti tipici della tradizione locale rivisitati con maestria. Su tutti, ha trionfato il "must" della casa: il maialino al forno cotto 50 ore a bassa temperatura, impreziosito dalla riduzione alla salsa di vino cotto, un’eccellenza che ha letteralmente conquistato il palato degli artisti.

14/03/2026 18:10
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