Provincia Macerata

Cingoli, paga 300 euro per un ricambio auto, ma la merce non arriva: 53enne denunciato per truffa

Cingoli, paga 300 euro per un ricambio auto, ma la merce non arriva: 53enne denunciato per truffa

CINGOLI - Versa 300 euro per acquistare un ricambio per la propria auto, ma la merce non viene mai consegnata. È quanto accaduto a una 54enne del posto, che dopo aver atteso inutilmente la consegna ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri. I militari della Stazione locale, al termine di un’articolata attività di accertamento e riscontro investigativo, hanno deferito in stato di libertà alla competente autorità giudiziaria un 53enne residente a Loreto, ritenuto responsabile del reato di truffa. I fatti risalgono allo scorso mese di maggio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe proposto alla donna la vendita di un ricambio per automobile, raggiungendo con lei un accordo sul prezzo. La 54enne, fidandosi dell’intesa, ha quindi provveduto a effettuare il pagamento di 300 euro. Dopo aver ricevuto la somma, però, il venditore non avrebbe provveduto a spedire il ricambio, rendendosi successivamente irreperibile e interrompendo ogni contatto con l’acquirente. A quel punto la donna ha presentato una denuncia ai Carabinieri, facendo scattare gli accertamenti. Attraverso l’attività investigativa, i militari sono riusciti a risalire all’identità del presunto autore della truffa, procedendo quindi al suo deferimento alla Procura della Repubblica.   .      

11/09/2026 15:34
Lui lancia oggetti contro i carabinieri, lei li minaccia di morte: arrestato 45enne, denunciata la compagna

Lui lancia oggetti contro i carabinieri, lei li minaccia di morte: arrestato 45enne, denunciata la compagna

Una lite domestica segnalata dai vicini è culminata con l’arresto di un uomo di 45 anni a Serravalle di Chienti, accusato di violenza e minaccia a pubblico ufficiale. Denunciata anche la compagna, che avrebbe rivolto minacce di morte ai militari intervenuti. L’episodio si è verificato nella tarda serata di ieri, quando i carabinieri della stazione di Serravalle di Chienti, insieme a una pattuglia dell’aliquota radiomobile della compagnia di Camerino, sono intervenuti nel centro abitato dopo la segnalazione di alcuni residenti, allarmati dalle urla provenienti dall’abitazione. I militari hanno cercato inizialmente di riportare la situazione alla calma, ma il 45enne, già in evidente stato di agitazione, avrebbe reagito opponendo resistenza attiva all’intervento. Secondo quanto riferito dai carabinieri, l’uomo avrebbe minacciato gli operatori e lanciato contro di loro diversi oggetti contundenti. A quel punto i militari lo hanno bloccato e arrestato. Nonostante le fasi concitate dell’intervento, nessuno dei carabinieri è rimasto ferito. Nel corso delle operazioni è stata denunciata anche la convivente dell’uomo. La donna, secondo la ricostruzione fornita dall’Arma, avrebbe inveito contro i militari arrivando a rivolgere loro esplicite minacce di morte. Per questo motivo è stata deferita in stato di libertà all’autorità giudiziaria con l’accusa di minaccia. Dopo essere stato immobilizzato e messo in sicurezza, il 45enne è stato accompagnato all’ospedale civile di Macerata per gli accertamenti medici previsti. Al termine delle verifiche, su disposizione dell’autorità giudiziaria informata dai militari della stazione di Serravalle di Chienti, è stato trasferito nella camera di sicurezza, dove rimarrà in attesa del rito direttissimo.  

11/09/2026 15:20
San Severino, il palasport "Albino Ciarapica" cambia volto: lavori per oltre 420mila euro

San Severino, il palasport "Albino Ciarapica" cambia volto: lavori per oltre 420mila euro

È stato completato l’intervento di manutenzione straordinaria che ha interessato il palasport comunale "Albino Ciarapica" di San Severino Marche, struttura che da oggi si presenta con un aspetto rinnovato e nuovi interventi destinati a migliorarne sicurezza ed efficienza. A chiudere il progetto è arrivata anche la nuova insegna luminosa installata all’ingresso dell’impianto. L’intervento ha comportato un investimento complessivo di oltre 420mila euro, sostenuto attraverso un mutuo contratto con l’Istituto per il Credito Sportivo e, per la parte restante, con risorse del bilancio comunale. I lavori sono stati affidati alla Simo Costruzioni di Camerino e hanno riguardato soprattutto le parti esterne dell’edificio e le coperture. La riqualificazione ha modificato in maniera significativa l’aspetto del palasport. Le facciate sono state interessate dall’installazione di nuovi rivestimenti con pannelli lisci, mentre il volume centrale è stato rivestito con pannelli grecati. Le finestre già presenti sono state schermate attraverso una lamiera stirata colorata, mentre lungo il perimetro dell’edificio sono state realizzate nuove scossaline e bordature. Completano il restyling la pulizia e la tinteggiatura delle superfici in calcestruzzo armato, con l’obiettivo di restituire un’immagine più decorosa e uniforme all’intero complesso. Una parte importante dei lavori ha riguardato anche le coperture. Nella zona più alta del palasport è stata realizzata una nuova copertura con struttura a volta a botte, mentre sul primo livello è stata posata una nuova membrana impermeabilizzante, destinata a prevenire infiltrazioni e problemi legati alla tenuta dell’edificio. Gli interventi hanno interessato anche la sicurezza degli operatori che dovranno occuparsi della manutenzione della struttura. È stata infatti adeguata la gabbia di Faraday alle normative vigenti per la protezione dai fulmini e sono state installate nuove linee vita sia sulla copertura del primo livello sia sulla nuova volta a botte. Con la conclusione dei lavori e l'installazione della nuova insegna, il Comune punta quindi a consegnare ad associazioni sportive, atleti, tifosi e cittadini un impianto più sicuro, efficiente e riqualificato anche dal punto di vista estetico.

11/09/2026 15:10
Trodica, arriva anche Sputore per la sfida di Fermignano: "Partita difficile ma vogliamo vincere"

Trodica, arriva anche Sputore per la sfida di Fermignano: "Partita difficile ma vogliamo vincere"

Domani alle 15:30 la formazione biancazzurra sarà di scena a Fermignano per la seconda recita stagionale in Eccellenza. Dopo il pari all’esordio casalingo contro il Castelfidardo, il Trodica farà visita alla Fermignanese, anch’essa inchiodata sullo 0-0 nella prima giornata sul campo del Tolentino. Sarà una partita non semplice per l’undici di mister Buratti, che torna in terra pesarese dopo il successo per 3-1 ottenuto la scorsa stagione. Allora fu una sfida combattuta, proprio come se l’aspetta anche domani il direttore sportivo Rinaldo Chiappini. «Sarà un match difficile come lo saranno tutti. Davanti avremo una squadra che, da neopromossa, ha fatto bene lo scorso anno e che si è rinforzata da un blocco competitivo, con giocatori interessanti come Cordella ma non solo. Noi partiamo per vincere, pur sapendo delle difficoltà del match». Per Chiappini questa è la prima stagione nel ruolo di direttore sportivo: «In questa stagione ho tante curiosità nel mettermi alla prova. Ho studiato per fare ciò, sono contento di aver avuto questa opportunità e ringrazio la società. Sicuramente ci saranno alti e bassi, ma l’importante è muoversi bene per la creazione e la gestione della rosa». Sarà dunque un campionato tutto da vivere per gli addetti ai lavori: «Mi aspetto un campionato difficile, intrigante, in cui si può fare bene, ma dove non si deve abbassare la guardia. Il livello è sempre più alto. Mi aspetto un torneo divertente, con emozioni e qualità». Intanto il Trodica ha piazzato un nuovo colpo a centrocampo. Arriva Alessio Sputore, centrocampista classe 2004. Originario di Vasto, Sputore è un giovane con importanti esperienze nel calcio dilettantistico, affacciandosi anche al campionato di Serie D. Nel corso della sua carriera ha vestito le maglie di Teramo, Vastese, Nuova Sondrio, Sambuceto, Virtus Cupello, Penne e Pro Vasto. Con un nuovo volto in più, Buratti e la sua truppa domani partiranno alla volta di Fermignano con un obiettivo chiaro: espugnare il campo della Fermignanese e conquistare la prima vittoria stagionale.

11/09/2026 14:35
Prima il Cappellone di San Nicola, ora  San Francesco: Tolentino riabbraccia la sua chiesa

Prima il Cappellone di San Nicola, ora San Francesco: Tolentino riabbraccia la sua chiesa

Dopo dieci anni la chiesa di San Francesco torna a disposizione della comunità di Tolentino. La cerimonia di riapertura è stata presentata questa mattina nella sala conferenze del Palazzo Comunale, alla presenza del sindaco Mauro Sclavi, del vescovo di Macerata monsignor Nazzareno Marconi e dell’architetto Giacomo Alimenti, direttore dell’Ufficio per il coordinamento sul sisma della Diocesi di Macerata. Con loro anche la comunità sacerdotale, i parroci don Ariel Veloz e don Gianni Compagnucci, oltre ai tecnici e alle imprese che hanno lavorato al recupero dell’importante luogo di culto. L’appuntamento con la riapertura è fissato per giovedì 17 settembre alle ore 17, quando sarà il vescovo Marconi a presiedere la celebrazione eucaristica. Domenica 20 settembre, sempre alle 17, è invece in programma una conferenza dedicata alla presentazione dei lavori, con gli interventi dei professionisti che hanno seguito il complesso intervento di recupero. «È stato con grande piacere che oggi abbiamo ospitato in Comune la conferenza stampa promossa in occasione degli eventi per la riapertura della Collegiata di San Francesco», ha sottolineato il sindaco Mauro Sclavi, evidenziando il rapporto di collaborazione tra Comune e Diocesi. «Dopo dieci anni, riapre al culto e alle attività parrocchiali un luogo molto importante per la nostra comunità, legato alla fede ma anche all’oratorio e alle tante iniziative sociali ospitate nei locali della parrocchia». Per Sclavi, il ritorno alla vita della chiesa rappresenta anche un importante tassello nel percorso di ricostruzione post-sisma. «Grazie al sapiente lavoro di tanti tecnici e maestranze, che ringraziamo, recuperiamo un capolavoro di grande bellezza che sarà utile per ricostituire la nostra identità e per favorire un ritorno alla normalità». Sul significato degli interventi realizzati sulle chiese della Diocesi si è soffermato il vescovo Nazzareno Marconi, richiamando il concetto di “cantiere spirituale”. «Ogni intervento di restauro è stato accompagnato dall'invito a vivere anche un “cantiere spirituale” – ha spiegato il presule –. La ricostruzione riguarda infatti non solo gli edifici, ma soprattutto le comunità che li abitano». La chiesa, ha aggiunto Marconi, deve essere considerata «un luogo vivo di fede, preghiera e identità ecclesiale». Una prospettiva che ha portato la Diocesi a non concentrarsi esclusivamente sui grandi complessi monumentali, ma anche sulle realtà più piccole e periferiche. L’obiettivo è stato quello di coniugare innovazione tecnica e rispetto delle strutture storiche, valorizzando la bellezza come espressione del valore spirituale del luogo sacro e restituendo alla comunità edifici pienamente idonei alla celebrazione, alla preghiera e alla vita pastorale. Il recupero della chiesa di San Francesco è durato complessivamente 21 mesi, pari a 638 giorni, per un costo di 2.499.576,26 euro, finanziati attraverso l’ordinanza 105/2020 del commissario straordinario per la ricostruzione post Sisma 2016. L'ntervento ha riguardato principalmente il consolidamento delle volte strutturali e delle murature verticali, oltre alla riadesione al substrato degli intonaci distaccati e al consolidamento dei modellati in stucco. Dal punto di vista architettonico, in accordo con la Soprintendenza Marche Sud, sono state studiate e riproposte le cromie originali degli interni, riferite al XVIII secolo, restituendo così alla chiesa una percezione visiva più coerente con la configurazione storica dell’edificio. Particolare attenzione è stata riservata anche al presbiterio, dove è stata recuperata e ricomposta l’antica configurazione dell’altare maggiore in marmi policromi, demolito nel 1982. Grazie a una approfondita ricerca storica sono stati individuati diversi elementi costitutivi dell’antico manufatto, successivamente catalogati, integrati con materiali dello stesso tipo e ricomposti attraverso un intervento di anastilosi. Contestualmente è stata sostituita la pavimentazione del presbiterio, interessata da interventi successivi, uniformandola a quella dell’aula della chiesa. Un lavoro che ha permesso di restituire unità all’intero spazio liturgico, nel rispetto delle caratteristiche storiche e artistiche del complesso.

11/09/2026 14:00
Treia, Chiara Tagliaferri e Gaia De Laurentiis ospiti del premio "Dolores Prato"

Treia, Chiara Tagliaferri e Gaia De Laurentiis ospiti del premio "Dolores Prato"

Due nomi di spicco della cultura e dello spettacolo italiano per celebrare Dolores Prato. Il Premio letterario “Dolores Prato – Città di Treia” torna il 19 e 20 settembre con due ospiti d'eccezione: la scrittrice Chiara Tagliaferri e l'attrice Gaia De Laurentiis. Due protagoniste con percorsi diversi, ma accomunate dalla capacità di trasformare la parola in racconto, emozione e condivisione. Una presenza che arricchisce il programma della manifestazione e mette in dialogo la narrativa contemporanea con la scrittura di Dolores Prato. Il primo appuntamento è fissato per sabato 19 settembre alle 21.15, al Teatro Comunale. Sul palco ci sarà Chiara Tagliaferri, che presenterà il suo ultimo libro, Arkansas. Storia di mia figlia, in dialogo con Lucrezia Sarnari. Sarà un incontro dedicato alla scrittura contemporanea e a una storia personale e intensa, affidata alla sensibilità di un'autrice che negli ultimi anni si è ritagliata uno spazio importante nel panorama culturale italiano, costruendo un rapporto diretto con il pubblico. Il giorno successivo, domenica 20 settembre alle 17.15, sarà invece Gaia De Laurentiis la protagonista della cerimonia finale del Premio. Attrice di teatro, cinema e televisione, sarà chiamata a dare voce alle parole di Dolores Prato. Ed è proprio nel passaggio dalla pagina alla voce che si trova uno dei momenti più significativi della manifestazione. La scrittura di Prato, caratterizzata da una forte capacità evocativa, torna così a vivere attraverso l'interpretazione, offrendo al pubblico una nuova chiave di lettura della sua opera. La presenza delle due ospiti segna anche il filo conduttore di questa edizione: mettere in relazione la letteratura di oggi con una scrittrice che continua a essere riscoperta e studiata, creando un dialogo tra autori, interpreti e lettori. Treia si prepara quindi a vivere due giornate dedicate alla cultura, con il Premio “Dolores Prato – Città di Treia”, promosso dal Comune, che punta ancora una volta sulla qualità degli incontri e sulla presenza di personalità di rilievo del panorama nazionale. Un appuntamento che, nel nome di Dolores Prato, porta in città la letteratura contemporanea e il teatro e conferma il ruolo del Premio come momento di confronto e valorizzazione della cultura.

11/09/2026 13:22
Morrovalle, riapre il ponte sul fosso Bagnolo: "Ora il territorio è più sicuro" (VIDEO)

Morrovalle, riapre il ponte sul fosso Bagnolo: "Ora il territorio è più sicuro" (VIDEO)

È stato inaugurato e restituito alla cittadinanza il nuovo ponte sul fosso Bagnolo, lungo la strada provinciale 6 a Morrovalle, nella zona di Trodica. Un'opera da 2,5 milioni di euro, realizzata dalla ditta Mannocchi, che interviene su uno dei punti più delicati del territorio dal punto di vista del rischio idrogeologico e, allo stesso tempo, migliora la sicurezza della viabilità. Il nuovo ponte è lungo 25 metri ed è sostenuto da 23 manufatti in cemento armato. I lavori hanno riguardato anche la sistemazione e la messa in sicurezza del Fosso Bagnolo, con l'obiettivo di favorire il deflusso delle acque e ridurre il rischio per il territorio in occasione di precipitazioni particolarmente intense. Per il sindaco Andrea Staffolani, si tratta di un intervento atteso da anni e destinato a segnare un passo importante per Morrovalle. «Un lavoro importante e fondamentale per la messa in sicurezza idrogeologica di questo territorio», ha sottolineato, ricordando il percorso già avviato con gli interventi sul torrente Trodica. «Ma soprattutto i cittadini possono dormire sonni più tranquilli nei momenti difficili di pioggia», ha aggiunto, evidenziando anche il miglioramento della viabilità. Un intervento che, secondo il presidente della Regione Francesco Acquaroli, permette di affrontare in maniera strutturale una criticità che da tempo interessava l'area. «Questa è una zona particolarmente fragile», ha spiegato, sottolineando come il nuovo ponte consenta di «iniziare a rimuovere strutturalmente una criticità» che in occasione delle precipitazioni più abbondanti coinvolgeva il territorio di Morrovalle e Trodica. Ma il nuovo ponte non rappresenta un punto di arrivo isolato. È infatti uno dei tasselli di un progetto più ampio che guarda anche alla viabilità della zona e, in prospettiva, alla realizzazione del sottopasso ferroviario. «È proprio propedeutico alla realizzazione di una grande opera, che sarà il sottopasso», ha spiegato Acquaroli, riferendosi alla necessità di superare una criticità storica nei collegamenti tra Morrovalle, Monte San Giusto e l'area compresa tra la valle del Potenza e quella del Chienti. Sul territorio è infatti in corso un programma coordinato tra Regione Marche, Provincia e RFI, inserito in un più ampio Master Plan per la mitigazione del rischio idrogeologico e il miglioramento della viabilità. L'area, infatti, è caratterizzata dalla presenza di zone esondabili e il nuovo ponte rappresenta soltanto uno dei diversi interventi previsti. «Si tratta di una decina di interventi», ha spiegato Stefano Stefoni, dirigente della Protezione civile, ricostruendo il percorso che parte dai lavori realizzati alcuni anni fa sul torrente Trodica e prosegue ora lungo il Bagnolo, fino alla ferrovia e oltre. Il programma prevede la pulizia e la sistemazione del fosso, il rifacimento del ponte ferroviario, alcune opere viarie a servizio della popolazione e, successivamente, il sottopasso destinato a chiudere il passaggio a livello. A questi interventi si aggiunge il lavoro della Provincia sulla viabilità, con una nuova rotatoria prevista nella zona della bretella che conduce alla stazione. Nel complesso, ha spiegato Stefoni, si tratta di un sistema di opere che supera i 20 milioni di euro. L'obiettivo non è soltanto evitare allagamenti, ma garantire che la viabilità rimanga percorribile anche durante gli eventi meteorologici più intensi. Sul fronte regionale, l'assessore Tiziano Consoli ha sottolineato proprio il doppio valore dell'intervento: da una parte la riapertura della provinciale 6, dall'altra la messa in sicurezza del Fosso Bagnolo. «È un intervento importante di 2,5 milioni di euro», ha ricordato, evidenziando i lavori realizzati sul corso d'acqua e la struttura del nuovo ponte. Il progetto, ha aggiunto Consoli, si inserisce nel più ampio impegno della Regione sul fronte della sicurezza idraulica e del dissesto idrogeologico. «Gli investimenti fatti finora sono pari a 140 milioni di euro», ha spiegato, sottolineando la collaborazione tra Regione, Consorzio di Bonifica e Comune. Anche il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci ha evidenziato la doppia funzione dell'opera, definendola «di fondamentale importanza» sia per la mitigazione del dissesto idrogeologico sia per la viabilità. «Prendiamo in carico questa importante opera nell'attesa di riuscire a realizzare anche il sottopasso della ferrovia», ha dichiarato, ricordando inoltre l'impegno per le nuove rotatorie. A chiudere il quadro è il Consorzio di Bonifica Marche, che ha realizzato l'intervento in delega dalla Regione. Il vice direttore Paride Prussiani ha ricordato il ruolo dell'ente: «La Regione ci delega opere importanti come questa di sicurezza idraulica sul territorio. Noi diligentemente aiutiamo la Regione a fare questo». Un lavoro che, ha aggiunto, contribuisce concretamente alla sicurezza della cittadinanza. Con la riapertura del ponte sul Bagnolo, dunque, un primo tassello del progetto è completato. Ma il programma guarda già ai prossimi interventi: la sistemazione del fosso fino alla ferrovia, il nuovo ponte ferroviario, le rotatorie e soprattutto il sottopasso, con l'obiettivo di rendere più sicura la viabilità e ridurre progressivamente la vulnerabilità idraulica di tutta l'area di Trodica.

11/09/2026 13:07
Lavoro, nelle Marche calano gli infortuni mortali ma aumentano le malattie professionali

Lavoro, nelle Marche calano gli infortuni mortali ma aumentano le malattie professionali

Nei primi sette mesi del 2026 nelle Marche diminuiscono gli infortuni mortali sul lavoro, ma crescono in modo significativo le denunce di malattia professionale. È il quadro che emerge dal report regionale relativo al periodo gennaio-luglio, elaborato sulla base della Banca dati Inail e degli Open data, dati ancora non consolidati. Complessivamente, le denunce di infortunio registrate nelle Marche sono state 10.134, 99 in più rispetto alle 10.035 dello stesso periodo del 2025, con un incremento dello 0,99%. A crescere sono sia gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro, passati da 8.494 a 8.576 (+0,97%), sia quelli in itinere, che salgono da 1.541 a 1.558 (+1,10%). Il dato più incoraggiante riguarda gli infortuni mortali: nei primi sette mesi dell'anno sono stati 13, contro i 16 dello stesso periodo del 2025. La riduzione, tuttavia, non interessa gli eventi mortali avvenuti durante l'attività lavorativa, rimasti invariati a 11 casi. Il calo complessivo è quindi dovuto soprattutto agli incidenti in itinere, scesi da 5 a 2. Il quadro nelle province L'andamento degli infortuni non è uniforme sul territorio regionale. Ancona registra un aumento delle denunce, da 3.407 a 3.468, così come Ascoli Piceno, che passa da 1.301 a 1.342, e Fermo, dove i casi salgono da 781 a 826. In controtendenza Macerata, che scende da 2.128 a 2.098 denunce, e Pesaro Urbino, che passa da 2.418 a 2.400. Per quanto riguarda gli infortuni mortali, Ascoli Piceno e Fermo registrano entrambi un caso, rispetto ai tre complessivi del 2025. Malattie professionali, aumento del 20% È però il capitolo delle malattie professionali a evidenziare la variazione più significativa. Le denunce presentate nelle Marche nei primi sette mesi del 2026 sono state 5.882, contro le 4.892 dello stesso periodo dell'anno precedente. Si tratta di 990 casi in più, pari a un incremento del 20,24%. Anche in questo caso emergono differenze importanti tra le province. Ad Ascoli Piceno le denunce passano da 606 a 654, con un aumento del 7,92%. Più marcata la crescita a Fermo, dove si passa da 581 a 739 casi, pari al +27,19%. Particolarmente significativo è inoltre l'andamento della sanità e assistenza sociale, settore nel quale le denunce di malattia professionale salgono da 349 a 649, con un incremento dell'85,96%. In controtendenza le costruzioni, che registrano una diminuzione: da 913 denunce nel 2025 a 881 nel 2026, pari al -3,50%. Il comparto del terziario, invece, evidenzia una crescita del 4,45%. Un segnale positivo, ma con prudenza I dati restituiscono quindi un quadro fatto di luci e ombre. Da un lato diminuiscono gli infortuni mortali complessivi; dall'altro il numero totale degli infortuni rimane sostanzialmente stabile e le denunce di malattia professionale registrano una crescita particolarmente consistente. Guido Bianchini, past president del Co.Co.Pro. Inail di Ascoli Piceno, invita quindi a non interpretare il dato sugli infortuni mortali come la prova di un miglioramento ormai consolidato: «È un segnale positivo, ma non basta a parlare di miglioramento strutturale». Un richiamo alla prudenza che appare particolarmente significativo alla luce del dato sulle malattie professionali. L'aumento delle denunce può infatti riflettere sia una maggiore esposizione o insorgenza di patologie legate al lavoro, sia una maggiore capacità di riconoscere e denunciare queste condizioni. Saranno dunque i dati consolidati e l'andamento dei prossimi mesi a permettere di capire se il calo degli eventi mortali rappresenti una tendenza stabile o una variazione temporanea.

11/09/2026 12:30
Opportunità e strumenti per le imprese: fa tappa a Macerata "Finanza per la crescita"

Opportunità e strumenti per le imprese: fa tappa a Macerata "Finanza per la crescita"

La Camera di Commercio delle Marche ha ospitato ieri, nella sede di Macerata, il secondo appuntamento di "Finanza per la crescita", il ciclo di incontri su credito e finanza per piccole e medie aziende, startup e nuove imprese realizzato dall'Ente camerale congiuntamente alla Regione Marche e a SVEM, Sviluppo Europa Marche. Per la parte istituzionale dell'incontro, dedicato al tema "Sostenere gli investimenti", sono intervenuti il presidente Gino Sabatini, l'assessore regionale allo Sviluppo economico Giacomo Bugaro e il consigliere di amministrazione di Svem Giorgio Menichelli. Tra il pubblico erano presenti rappresentanti di istituti di credito, imprese e professionisti, oltre alle associazioni di categoria Confcommercio Marche, Coldiretti Macerata, Confartigianato Imprese Macerata Ascoli Piceno Fermo, Cna Macerata, Confindustria Ancona e Confindustria Macerata. "Per una piccola e media impresa - afferma Sabatini - la possibilità di investire dipende anche dalla capacità di conoscere e usare gli strumenti finanziari disponibili. È questa la ragione per cui gli incontri hanno la natura di approfondimenti tecnici. Vogliamo dare agli imprenditori un supporto concreto che renda più semplice l'accesso a queste opportunità e li aiuti a riconoscere le misure più adatte ai propri progetti. La Camera di Commercio delle Marche offre così occasioni di confronto utili alle scelte da cui passano la crescita e la competitività delle loro aziende". Il ciclo accompagna i nuovi strumenti per il credito presentati a luglio, sostenuti da oltre 24 milioni di euro della Regione e da un contributo di 4,5 milioni della Camera. Dopo la tappa inaugurale di Ancona, tutti gli incontri sono ospitati dalle sedi camerali delle province. Invitalia ha presentato gli incentivi nazionali per la competitività e l'innovazione, a partire da Nuova Sabatini e Brevetti+. Pietro Alù di Innexta Finance e Unioncamere ha affrontato il rapporto fra Pmi e banche e la finanza sostenibile, mentre Paolo Mariani di Unico Confidi, capofila del raggruppamento di Credito Futuro Marche, ha illustrato le misure del programma per gli investimenti aziendali. Hanno portato la propria testimonianza tre realtà produttive, CO.A.CI Cooperativa Autonoleggiatori Cingolani, Del Mastro Service e l'azienda Fabrizio Tobaldi. Il ciclo proseguirà a Pesaro il 1° ottobre, ad Ascoli Piceno il 15 e a Fermo il 29 ottobre.  

11/09/2026 12:00
Corridonia festeggia Lina De Luca: 100 anni tra lavoro, poesia e ricordi

Corridonia festeggia Lina De Luca: 100 anni tra lavoro, poesia e ricordi

Un secolo di vita, di lavoro, di ricordi e di legami con la comunità. Lina De Luca, nata a Corridonia nel 1926, ha festeggiato ieri il suo 100° compleanno circondata dall’affetto dei figli Ivana e Claudio, dei nipoti, dei familiari e degli amici. Una vita intensa e operosa, profondamente legata alla storia del territorio. Per oltre trent’anni, dal 1950 fino agli anni Ottanta, Lina è stata infatti titolare della storica “Cantina di Castigna”, a Cerqueto, un luogo che ancora oggi molti ricordano con affetto e che rappresenta un pezzo della memoria della comunità. Accanto all’impegno nel lavoro, Lina ha coltivato nel corso degli anni anche una grande passione per la poesia e per la cultura popolare. La sua sensibilità artistica l’ha portata a ottenere anche un importante riconoscimento: il primo premio al concorso di poesia “Città di Corridonia”, nella sezione dedicata al dialetto marchigiano. A rendere ancora più speciale la giornata è stata la presenza del sindaco di Corridonia, Giuliana Giampaoli, che a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera città ha consegnato alla festeggiata una pergamena ricordo per celebrare il prestigioso traguardo dei cento anni. Alla cerimonia ha partecipato anche don Fabio, che ha impartito una benedizione alla centenaria e alla sua famiglia. «Tantissimi auguri per questo splendido secolo di vita, Lina! La tua storia è un patrimonio prezioso per tutti noi», ha detto il sindaco Giampaoli, rivolgendosi alla festeggiata. «Un caloroso abbraccio da tutta la Città di Corridonia, con l’auspicio di raggiungere ulteriori traguardi». Una festa che ha celebrato non soltanto un compleanno speciale, ma anche una storia personale che attraversa un secolo di vita cittadina e che continua a vivere nei ricordi di chi ha conosciuto Lina e nella memoria della comunità di Corridonia.

11/09/2026 11:47
Riassetto delle diocesi nelle Marche: Matelica passa a Camerino, Serra San Quirico e Mergo a Fabriano

Riassetto delle diocesi nelle Marche: Matelica passa a Camerino, Serra San Quirico e Mergo a Fabriano

Nuova configurazione territoriale per le Diocesi di Camerino-San Severino Marche e Fabriano-Matelica. Il Dicastero per i Vescovi, con l’approvazione di Papa Leone XIV, ha emanato il decreto che ridisegna i confini delle due circoscrizioni ecclesiastiche, al termine di un percorso di discernimento promosso dalla Conferenza Episcopale Marchigiana e condiviso con i Consigli Presbiterali e i Collegi dei Consultori delle due diocesi. Il riassetto è stato elaborato anche attraverso il confronto con la Nunziatura Apostolica in Italia e con il Dicastero per i Vescovi e introduce come criterio fondamentale la coincidenza tra i confini delle circoscrizioni ecclesiastiche e quelli delle Province civili di Ancona e Macerata. La principale novità riguarda Matelica che entra a far parte dell’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche. Vengono infatti aggregate le parrocchie di Santa Maria in Matelica, che è anche Concattedrale, Santa Teresa, Regina Pacis, Santa Maria delle Grazie a Braccano e San Giovanni Battista a Colferraio. A seguito del provvedimento, l’Arcidiocesi assumerà la nuova denominazione di Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche-Matelica. Sul versante anconetano, invece, confluiscono nella Diocesi di Fabriano alcune parrocchie attualmente comprese nella circoscrizione di Fabriano-Matelica: San Lorenzo ad Avacelli di Arcevia, San Lorenzo a Castellaro di Serra San Quirico, San Lorenzo a Mergo, San Pietro Apostolo a Sasso di Serra San Quirico, San Quirico a Serra San Quirico e Santa Maria del Mercato a Serra San Quirico. La Diocesi assumerà quindi la denominazione di Diocesi di Fabriano, adeguando i propri confini alla nuova configurazione territoriale. Il principio seguito dal decreto è dunque quello della corrispondenza tra territorio ecclesiastico e territorio amministrativo provinciale: Matelica, appartenente alla provincia di Macerata, viene inserita nella nuova Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche-Matelica, mentre Serra San Quirico e Mergo, entrambi in provincia di Ancona, vengono ricondotti alla Diocesi di Fabriano. Resta invece invariata la modalità di governo delle due Chiese, unite in persona Episcopi, che continueranno a essere affidate alla guida pastorale del medesimo arcivescovo, Monsignor Francesco Massara.

11/09/2026 11:20
Civitanova, "nessuno studente rinunci a viaggi e stage per difficoltà economiche": nasce il Fondo di Inclusività

Civitanova, "nessuno studente rinunci a viaggi e stage per difficoltà economiche": nasce il Fondo di Inclusività

Una difficoltà economica o familiare non dovrà più essere un ostacolo alla partecipazione a un viaggio d’istruzione, a uno stage linguistico o alla Settimana Bianca. È questo l’obiettivo del nuovo Progetto di Inclusione per le attività formative curriculari ed extra-curriculari dell’IIS “Leonardo da Vinci” di Civitanova Marche, approvato dal Consiglio d’Istituto lo scorso marzo e operativo a partire dal nuovo anno scolastico. L’iniziativa nasce con l’intento di garantire a tutti gli studenti le stesse opportunità di partecipazione alle esperienze formative organizzate dalla scuola. Non si tratta di un intervento occasionale, ma di un progetto pensato per diventare parte stabile dell’offerta formativa dell’istituto, nella convinzione che le attività svolte fuori dall’aula rappresentino importanti occasioni di crescita educativa, relazionale e personale. A sostenere concretamente l’avvio del progetto sarà il Banco Marchigiano Credito Cooperativo, che metterà a disposizione 10mila euro, attraverso il Trust Carla Pepi, per contribuire all’operatività del Fondo di Inclusività Scolastica. Il sistema prevede un sostegno economico progressivo sulla base dell’ISEE, con contributi che potranno arrivare fino alla copertura integrale dei costi nei casi di maggiore difficoltà. È inoltre prevista una forma di tutela per quelle situazioni in cui, nonostante il contributo, la quota residua risulti comunque insostenibile a causa di particolari condizioni familiari o sociali. Particolare attenzione sarà riservata anche alle cosiddette “rinunce silenziose”: studenti che, consapevoli delle difficoltà economiche della propria famiglia, decidono di non chiedere nemmeno di partecipare alle attività. Il progetto punta proprio a intercettare queste situazioni, evitando che il disagio economico diventi motivo di esclusione o di isolamento. L’iniziativa, quindi, non vuole limitarsi a fornire un aiuto economico. Alla base c'è l'idea di considerare l'inclusione come una vera e propria scelta educativa, fondata sui principi del diritto allo studio, della dignità della persona, della solidarietà e della corresponsabilità. Un'impostazione che si lega anche ai valori propri del Credito Cooperativo. Il contributo del Banco Marchigiano rappresenta infatti il primo passo di un percorso nel quale mutualità e solidarietà possono tradursi in azioni concrete anche all’interno della comunità scolastica. Un ruolo importante sarà affidato anche a studenti, famiglie e docenti, chiamati a partecipare alla costruzione del progetto. L’obiettivo è fare degli studenti non soltanto i destinatari degli interventi, ma anche protagonisti di iniziative capaci di diffondere una vera cultura dell’inclusione. Con l’avvio del nuovo anno scolastico, la sfida si allarga dunque all’intero territorio: costruire intorno alla scuola una comunità capace di contribuire, ciascuno secondo le proprie possibilità, affinché le opportunità formative siano realmente accessibili a tutti. Perché, come sottolineano i promotori, dietro una rinuncia silenziosa può esserci uno studente che rischia di sentirsi escluso. Dietro un’opportunità resa possibile, invece, c’è una comunità che sceglie di crescere insieme.

11/09/2026 11:00
Deleghe revocate a Belletti, Vince Civitanova rompe con Ciarapica: "Venuta meno la fiducia politica"

Deleghe revocate a Belletti, Vince Civitanova rompe con Ciarapica: "Venuta meno la fiducia politica"

La revoca delle deleghe a Roberta Belletti apre un nuovo fronte politico all’interno della maggioranza che governa Civitanova. A intervenire, con una presa di posizione durissima, è Vince Civitanova, che contesta nel metodo e nel merito la decisione del sindaco Fabrizio Ciarapica e parla di una rottura politica che, secondo la lista, «viene da lontano». Nel mirino finisce innanzitutto il modo con cui il sindaco ha comunicato la revoca delle deleghe. «Ciarapica sceglie la sorpresa per comunicare il ritiro delle deleghe a Roberta Belletti», sostiene Vince Civitanova, sottolineando come, nella seduta del Consiglio comunale precedente all'annuncio, il primo cittadino non avrebbe fatto cenno alla decisione. Per Vince Civitanova, però, la revoca delle deleghe non rappresenterebbe la causa della crisi politica, ma «la cartina di tornasole di una situazione che viene da lontano e che oggi non può più essere ignorata». La lista accusa quindi Ciarapica di essersi progressivamente allontanato dal progetto politico con cui la maggioranza si era presentata agli elettori. Tra i passaggi indicati c'è anche la scelta di aderire al movimento di Roberto Vannacci, definita da Vince Civitanova una decisione assunta «senza alcun confronto con le forze che lo hanno sostenuto e portato alla guida della città». Particolarmente contestate sono poi le motivazioni utilizzate dal sindaco per giustificare la revoca delle deleghe. Secondo Vince Civitanova, sostenere che «l’azione amministrativa non ha raggiunto gli obiettivi prefissati» sarebbe una giustificazione contraddittoria, dal momento che Ciarapica avrebbe condiviso nel corso degli anni le principali scelte amministrative. «Per quattro anni ha condiviso decisioni, indirizzi e responsabilità. Poi, improvvisamente, alla vigilia delle elezioni della prossima primavera, scopre che il suo assessore non va più bene», afferma la lista. Nel mirino finisce anche la scelta del sindaco di avocare a sé le deleghe all'Edilizia e all'Urbanistica, precedentemente affidate a Belletti. Una decisione che Vince Civitanova interpreta come la volontà di accentrare le competenze e che viene collegata al lavoro svolto dall'assessora nei quattro anni di amministrazione. Il passaggio più politico della replica arriva però alla fine. Vince Civitanova sostiene infatti che il rapporto di fiducia con il sindaco sia ormai venuto meno: «Non per una delega revocata, ma perché sono venute meno le ragioni politiche sulle quali quella fiducia era stata costruita». La lista rivendica quindi la propria coerenza rispetto al mandato ricevuto dagli elettori e respinge l'idea di essere responsabile della rottura: «Il patto sul quale questa maggioranza era nata è stato rotto da tempo. Non da Vince Civitanova, ma da chi ha scelto un percorso politico diverso da quello sottoposto al giudizio degli elettori». La conclusione guarda dunque al futuro e al ruolo della lista nello scenario politico cittadino. «Continueremo a lavorare, con serietà e coerenza, nell’interesse esclusivo di Civitanova», afferma Vince Civitanova, ribadendo che la città, secondo la formazione, «merita chiarezza e un centrodestra che sappia essere rappresentato da gente seria e impegnata per il bene della città».

11/09/2026 10:13
UniMc protagonista a Glasgow: McCourt unico rettore italiano alla conferenza EAIE 2026

UniMc protagonista a Glasgow: McCourt unico rettore italiano alla conferenza EAIE 2026

L’Università di Macerata guarda sempre più oltre i confini nazionali e porta la propria esperienza a Glasgow, dove è in corso la 36ª Conferenza annuale della European Association for International Education (EAIE 2026), principale appuntamento europeo dedicato all’internazionalizzazione dell’istruzione superiore. Tra gli oltre 7mila partecipanti provenienti da tutto il mondo c’è anche il rettore dell’Università di Macerata, John McCourt, presente con una doppia veste: quella di guida dell’Ateneo maceratese e quella di presidente del Board of Rectors della European Reform University Alliance (ERUA). Una presenza che assume anche un particolare rilievo sul piano nazionale, dal momento che McCourt è l’unico rettore di un ateneo italiano presente alla conferenza. A Glasgow, insieme al rettore, sono presenti la prorettrice all’Internazionalizzazione Emanuela Giacomini e Antonella Tiberi, responsabile dell’Area Internazionalizzazione dell’Ateneo. Una delegazione che consente di unire la rappresentanza istituzionale di ERUA alla possibilità di sviluppare nuovi rapporti e partnership internazionali per l’Università di Macerata. Nel corso della conferenza sono infatti numerosi gli incontri bilaterali con università, reti e potenziali partner internazionali. Tra gli appuntamenti istituzionali, McCourt ha incontrato anche il console generale d’Italia per la Scozia, Luca Fratini. Il rettore, inoltre, nella sua veste di componente del Consiglio di amministrazione di Uni-Italia in rappresentanza della Crui, ha portato il saluto all’Italian Reception organizzato da Uni-Italia e Indire. L’incontro ha riunito almeno quaranta rappresentanti di università e agenzie internazionali, insieme a numerosi atenei italiani. Il tema della conferenza di Glasgow è “Il ritmo della rivoluzione”, un invito rivolto al mondo universitario a ripensare i modelli esistenti e a rafforzare le forme di collaborazione internazionale. Un confronto ampio, articolato in oltre 240 sessioni, che affrontano questioni centrali per il futuro dell’istruzione superiore: dai programmi europei alle politiche universitarie, dalle partnership internazionali alla mobilità, dall’innovazione nella didattica alla responsabilità sociale. “Essere presenti a Glasgow significa partecipare al luogo nel quale si sta discutendo il futuro internazionale dell’università”, sottolinea McCourt. In un contesto internazionale segnato da nuove divisioni e contrapposizioni, secondo il rettore le università devono invece mantenere aperto il dialogo. “In un mondo che sembra spesso orientarsi verso nuove chiusure e contrapposizioni, le università devono muoversi nella direzione opposta. La loro natura è transnazionale: devono costruire ponti verso nuove conoscenze, mantenere aperti gli spazi del dialogo e creare opportunità per studenti, ricercatori e territori”. Da qui la convinzione che l’internazionalizzazione non possa essere considerata un'attività secondaria, ma rappresenti una componente fondamentale della missione degli atenei. “L’internazionalizzazione non è un’attività accessoria, ma una responsabilità fondamentale dell’università contemporanea”, ribadisce il rettore. La presenza a Glasgow permette dunque all’Università di Macerata di muoversi su più livelli, mettendo insieme la dimensione istituzionale, quella accademica e quella operativa. “La presenza congiunta del rettore, della prorettrice e dell’Area Internazionalizzazione – conclude McCourt – ci permette di tenere insieme la dimensione politica, quella accademica e quella operativa”. Un’occasione non soltanto per rappresentare ERUA, ma anche per presentare a livello internazionale le competenze e le peculiarità dell’Ateneo maceratese. “Rappresentiamo ERUA, ma nello stesso tempo presentiamo la specificità e le competenze di UniMC, costruendo rapporti che possano tradursi in opportunità concrete per tutta la nostra comunità universitaria”.

10/09/2026 18:38
Tolentino, dopo dieci anni riapre il Cappellone di San Nicola: "La Sistina delle Marche" (FOTO e VIDEO)

Tolentino, dopo dieci anni riapre il Cappellone di San Nicola: "La Sistina delle Marche" (FOTO e VIDEO)

A dieci anni dal sisma del 2016 che ne aveva danneggiato gli ambienti, riaprono oggi le porte del Cappellone di San Nicola, nell’omonima chiesa della città di Tolentino. I lavori di consolidamento e restauro che hanno interessato il ciclo di affreschi trecentesco di scuola giottesco-riminese, sono oramai giunti al termine, restituendo così ai cittadini, ai fedeli e ai turisti, un grande patrimonio artistico e religioso. Dopo la benedizione del Cappellone da parte del vescovo di Macerata Nazzareno Marconi, che lo ha definito “la Sistina delle Marche del 1300”  la parola è passata al sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi: “Con questa illuminazione, con la luce che vedete, abbiamo voluto dare un senso di intimità - afferma -. Ma questa mattina c'era anche una luce data dalle persone. Questa mattina qui si lavorava, qui si è lavorato sempre. Questa mattina qui c'era un lavoro spirituale e un lavoro fisico". E aggiunge: “Sono orgoglioso di essere sindaco di questa città che oggi non riapre solo ai cittadini, ma anche al mondo, questa bellezza che trasmette quella spiritualità che vedete ancora scritta sulle pareti”. Durante i saluti istituzionali è intervenuto anche Padre Massimo Giustozzo, priore della comunità agostiniana di San Nicola, che ha sottolineato come sia stato proprio l’Ordine dei monaci agostiniani a volere, nel 1300, la realizzazione di questo lavoro. Poi il ricordo al sisma del 2016 che ha impedito di poter accedere al Cappellone per dieci anni: “Per noi è stato come non poter più avere contatti con i propri genitori, coi i propri avi. Ci siamo sentiti un po’ spezzati”. L’augurio di Padre Massimo è quello di non fermarsi, di andare oltre la sola riapertura, unendosi in uno sguardo comune che possa continuare a dare la giusta dignità a questo patrimonio artistico. Quest'ultimo è stato raccontato anche da Padre Gabriele Pedicino, priore provinciale della Provincia d'Italia degli Agostiniani. Sul sisma che ha colpito la città di Tolentino, torna poi il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: “Ringrazio chi ha lavorato alla riapertura della Cappella di San Nicola e chi sta lavorando ogni giorno per restituire normalità a questa terra a dieci anni dal sisma - ha affermato -. La ricostruzione è un dovere, una sfida costante e una responsabilità che sentiamo nostra dal primo giorno. Quella di oggi è una bella giornata perché, proprio nella ricorrenza di San Nicola, restituiamo alla comunità un luogo dal profondo valore simbolico e spirituale”. Acquaroli, inoltre, riconosce le difficoltà che hanno reso lungo e complesso il processo di ricostruzione soprattutto nella prima fase, quando a pesare è stata in particolar modo la burocrazia: “La nostra è una storia e una civiltà imponente, che trae forza dalle persone e dai valori profondi che ci sono stati trasmessi. Principi che abbiamo il dovere di recuperare, proprio oggi che in molti li stanno smarrendo. Quanto realizzato qui è la dimostrazione di come la fede e la spiritualità sappiano rigenerarsi, generando speranza e futuro. L'augurio è che l'apertura di questa Cappella sia un'occasione per riflettere sul senso della nostra storia e sulle basi della nostra civiltà”. La fama del Cappellone di San Nicola deriva soprattutto dal ciclo di affreschi di scuola giottesco-riminese che ricopre la volta a crociera e le pareti, risalente al terzo decennio del Trecento. Le storie narrate sono quelle della Vergine, di Cristo e di San Nicola. Sulla volta sono invece presenti i quattro Evangelisti e i dottori della Chiesa. Nel corso del tempo il Cappellone ha assunto sempre più rilievo per i fedeli, diventando luogo di culto e pellegrinaggio alla tomba del Santo, morto a Tolentino nel 1305. Ad intervenire, inoltre, anche Ilaria Persico, ingegnere dello Studio Acale e direttore dei lavori, ricordando “il lungo e complesso percorso che ci ha consentito di arrivare fino a qui” e ribadendo l’impegno che il cantiere ha richiesto e continua a richiedere: “Abbiamo lavorato all'interno di ogni scelta tecnica, della sicurezza e della ricostruzione, oltre che con problematiche amministrative e finanziarie". "Proprio per questo desidero sottolineare i valori di collaborazione che si è creati in questi anni. In un intervento come questo non è possibile procedere a compartimenti separati. I problemi devono essere affrontati insieme - ha sottolineato Persico, ribadendo i suoi ringraziamenti -. Il nostro compito è stato soprattutto quello di prendercene cura, proteggerlo e riconsegnarlo alla comunità nella sua straordinaria bellezza” , ha aggiunto riferendosi al Cappellone. A prendere parola, anche Katiuscia Faraoni, responsabile dei lavori pubblici del comune di Tolentino, che ha sottolineato il grande impegno dell'importanza che il coordinamento ha avuto nella fase dei lavori e Marta Paraventi, professoressa di Storia dell'Arte Medievale all'Accademia di Belle Arti di Macerata, oltre che assessore alla Cultura del Comune di Ancona che ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “Il Medioevo ritrovato. Il Cappellone di San Nicola torna a parlare”.

10/09/2026 18:02
Civitanova, altra scossa nella Giunta. Via le deleghe a Belletti, Ciarapica: "Serve cambio di passo"

Civitanova, altra scossa nella Giunta. Via le deleghe a Belletti, Ciarapica: "Serve cambio di passo"

Altro terremoto politico nel comune di Civitanova Marche. Il sindaco Fabrizio Ciarapica revoca le deleghe all'assessore Roberta Belletti. "È una decisione che ho maturato con responsabilità e piena consapevolezza, nell'interesse esclusivo della nostra città - dichiara il primo cittadino -. Dopo un'attenta valutazione politica e amministrativa ritengo, infatti, che, su una materia strategica come l'Urbanistica, sia arrivato il momento di imprimere un nuovo e deciso cambio di passo". "In questi anni abbiamo affrontato temi e questioni urbanistiche di grande rilevanza, ma ritengo che l'azione amministrativa non abbia raggiunto gli obiettivi prefissati. La scelta che ho assunto non mette in discussione l'impegno personale della Belletti, che ringrazio per questi anni al servizio dell'amministrazione, ma risponde alla necessità di cambiare metodo di lavoro, ristabilendo il confronto, ma ancor più la condivisione con tutta la maggioranza e con le forze politiche che sostengono l'amministrazione". "È necessario recuperare quella sintonia e quella collaborazione politica che, nel tempo, proprio sull'urbanistica si erano progressivamente indebolite. Terrò per me la delega, e quelle ad essa connesse e correlate, con l'obiettivo di accelerare sulle questioni necessarie alla città e riportare le decisioni sull'Urbanistica dentro un percorso politico pienamente condiviso". 

10/09/2026 17:36
Aurora Treia, la prima in "casa" è a Recanati: nel derby con Matelica le donne pagano la metà

Aurora Treia, la prima in "casa" è a Recanati: nel derby con Matelica le donne pagano la metà

Domenica sarà la volta del debutto casalingo per l'Aurora Treia. In realtà in casa ci si giocherà de iure, dato che, causa lavori al Capponi di Treia, contro il Matelica si gioca allo stadio Nicola Tubaldi di Recanati, alle ore 15:00. Mister Ricci arriverà al match dovendo sbrogliare gli ultimi dubbi: buona parte della squadra dovrebbe essere confermata dalla prova di Urbino, mentre per altri, ci sarà da ragionare fino in ultimo. Da valutare la coppia centrale e se rischiare Vanzan e Cirrottola, ancora acciaccati e sempre in recupero, mentre a centrocampo Buonavoglia e Alla dovrebbero essere della sfida. Sbaffo e Senigagliesi partono avvantaggiati in attacco. Dall’altra parte anche il Matelica dovrebbe la formazione schierata contro il Montefano. Mentre lo stadio Capponi è ancora non omologabile per l’Eccellenza per i lavori di rifacimento del campo, la compagine cuciniera ha reso noti i prezzi dei biglietti per domenica e lanciato la campagna abbonamenti, con la possibilità di acquistare un pacchetto unico legato alle partite della società pallavolistica. Nel caso del match di domenica, dieci euro per gli uomini e cinque per le donne mentre per gli under 16 l’ingresso al match sarà gratuito, con la disponibilità dei tickets direttamente da acquisire al botteghino del Tubaldi.

10/09/2026 17:00
CBF Balducci quasi al completo: rientrano Gardini e Stoyanova, sabato il primo test a Perugia

CBF Balducci quasi al completo: rientrano Gardini e Stoyanova, sabato il primo test a Perugia

Dopo le prime tre settimane di preparazione, la CBF Balducci HR è finalmente quasi al completo. Nel gruppo sono infatti rientrate Beatrice Gardini e Mikaela Stoyanova, entrambe impegnate durante l’estate con le rispettive Nazionali. La schiacciatrice italiana arriva dall’esperienza con la Nazionale azzurra ai Giochi del Mediterraneo, dove ha conquistato la medaglia d’argento. L’opposta bulgara, invece, ha partecipato a EuroVolley 2026 con la Bulgaria, eliminata agli ottavi di finale proprio dall’Italia di Julio Velasco. Il loro rientro consente a coach Valerio Lionetti di lavorare con un organico praticamente al completo e di preparare così il primo appuntamento sul campo della nuova stagione. Il primo allenamento congiunto è in programma sabato alle ore 17 al PalaBarton di Perugia, dove la CBF Balducci HR affronterà la Bartoccini + Energia Perugia. Un test utile soprattutto per iniziare a verificare sul campo il lavoro svolto nelle prime settimane di preparazione e per cominciare a mettere a punto i meccanismi di gioco. Per Beatrice Gardini sarà anche una sfida dal sapore particolare, visto che la schiacciatrice ha vestito proprio la maglia della formazione umbra nella scorsa stagione. “Sono molto contenta. È stata un’estate molto lunga, quindi per me è stato importante avere qualche giorno per resettare e arrivare qui più fresca possibile”, racconta Gardini. “Non vedo l’ora di vedere questo palazzetto pieno, questa volta a tifare per me”. La giocatrice si è già inserita nel nuovo gruppo e guarda con curiosità alle prossime settimane: “Penso che ci sia un bel gruppo e spero che riusciremo ad amalgamarci nel migliore dei modi. Sono davvero curiosa di vedere quello che riusciremo a fare”. La priorità, in questa fase, è trovare rapidamente l’intesa sul parquet. “La preparazione è già iniziata e la cosa più importante è iniziare subito con la giusta concentrazione e capire bene i meccanismi di gioco. Con Valerio Lionetti abbiamo già parlato di alcune dinamiche e sarà fondamentale riportarle immediatamente in campo”. Poi il pensiero torna al primo test di sabato, in un palazzetto che Gardini conosce bene: “Ci sarà subito il primo test a Perugia, in un palas che conosco bene”. Entusiasmo anche nelle parole di Mikaela Stoyanova, arrivata alla CBF Balducci HR dalla Megabox Vallefoglia e alla prima esperienza con la formazione arancionera. “Sono molto emozionata di essere qui con la CBF Balducci HR e di iniziare questa nuova avventura. Non vedo l’ora di vivere questa nuova esperienza”, racconta l’opposta bulgara, reduce da un’estate intensa con la Nazionale. “È stata un’estate molto lunga con la Nazionale, ma allo stesso tempo è stato positivo perché mi ha permesso di mantenere una buona condizione e di non perdere la forma. Ora ho avuto qualche giorno per recuperare e sono pronta per iniziare a lavorare con la squadra”. Per Stoyanova si tratta della seconda stagione nel campionato italiano, dopo l’esperienza con Vallefoglia. Ora l’obiettivo è inserirsi rapidamente nei meccanismi della nuova squadra e mettere le proprie qualità al servizio del gruppo. “Darò il massimo e non vedo l’ora di mettere le mie qualità a disposizione della squadra, per fare tutti insieme una stagione ancora migliore”.

10/09/2026 17:00
Macerata, 52 medaglie agli internati militari: un anno di ricerche per riportare alla luce le loro storie

Macerata, 52 medaglie agli internati militari: un anno di ricerche per riportare alla luce le loro storie

Cinquantadue storie di uomini catturati e deportati dopo l'8 settembre 1943, rimaste per decenni affidate soprattutto alla memoria delle loro famiglie, saranno presto ricordate attraverso un riconoscimento ufficiale dello Stato. Saranno 52 le Medaglie d'Onore agli Internati Militari Italiani (IMI) della provincia di Macerata che verranno consegnate ai familiari dei reduci nel corso della cerimonia in programma il prossimo 22 settembre al Teatro Lauro Rossi. Dietro quelle onorificenze c'è anche un lungo lavoro di ricerca condotto dalla sezione maceratese dell'Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare, che ha permesso di individuare gran parte dei nominativi successivamente utilizzati per presentare le richieste ufficiali di riconoscimento. Un'attività durata oltre un anno e portata avanti in particolare da Mario Barbera Borroni, potentino, Cavaliere della Repubblica e Guardia d'Onore presso il Sacrario Militare di Macerata. Per mesi ha consultato i fogli matricolari conservati all'Archivio di Stato di Macerata, ricostruendo le vicende dei militari che, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, furono catturati dalle forze tedesche e deportati nei territori controllati dalla Germania. Un lavoro fatto di nomi, date e documenti che ha consentito di ricostruire vicende personali rimaste a lungo nell'ombra. Molti di quei militari avevano infatti rifiutato di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e di continuare a combattere al fianco dei tedeschi, scegliendo invece di rimanere internati. Una decisione che per migliaia di italiani significò prigionia, fame, lavoro coatto e, in numerosi casi, la morte. Gli Internati Militari Italiani furono infatti i militari catturati dalle forze tedesche dopo l'8 settembre 1943 e deportati nei campi di prigionia. La loro condizione fu particolarmente dura anche perché, a differenza dei prigionieri di guerra, vennero qualificati dai tedeschi come internati militari e sottoposti a un sistema di detenzione e sfruttamento legato anche al lavoro coatto. La cerimonia del 22 settembre, organizzata dalla Prefettura di Macerata, rappresenterà quindi un momento istituzionale ma anche un'occasione per riportare nella memoria collettiva vicende rimaste per generazioni all'interno delle famiglie. Dietro ogni medaglia c'è la storia di un giovane partito per la guerra, catturato e deportato, ma anche quella dei suoi familiari, che hanno conservato fotografie, lettere e racconti spesso frammentari. Il lavoro dell'Istituto del Nastro Azzurro ha permesso di partire proprio da quelle tracce documentali per ricostruire l'identità di molti degli internati e trasformare una memoria familiare in un riconoscimento ufficiale della Repubblica. La ricerca, però, non è conclusa. L'Istituto rivolge un appello alle famiglie della provincia di Macerata che ritengano di avere avuto un proprio congiunto deportato o internato nei campi di prigionia durante la Seconda guerra mondiale e vogliano verificare la possibilità di ottenere la Medaglia d'Onore. Per informazioni è possibile contattare l'Istituto del Nastro Azzurro all'indirizzo email federazione.macerata@istitutonastroazzurro.org oppure al numero 333/9406078. È inoltre possibile recarsi personalmente al Sacrario Militare di Macerata ogni venerdì dalle 10 alle 12, dove verranno fornite indicazioni e assistenza per avviare le necessarie ricerche.

10/09/2026 16:10
Lupi vicino alle abitazioni, la Regione Marche rafforza i controlli: “Monitoraggio coordinato”

Lupi vicino alle abitazioni, la Regione Marche rafforza i controlli: “Monitoraggio coordinato”

Rafforzare il monitoraggio, verificare con puntualità le segnalazioni e garantire un’azione coordinata tra tutti gli enti competenti. Sono queste le principali direttrici indicate dalla Regione Marche dopo le recenti segnalazioni della presenza di lupi in prossimità di aree abitate. L’assessore regionale alla Caccia, Giacomo Bugaro, ha inviato una comunicazione ai Comuni, ai Carabinieri Forestali, alle Polizie Provinciali e agli enti gestori delle aree naturali protette, chiedendo un impegno coordinato per seguire l’evoluzione del fenomeno e intervenire sulla base di informazioni verificate. “La Regione si è attivata tempestivamente per affrontare una problematica che sta suscitando attenzione e preoccupazione tra i cittadini”, spiega Bugaro. “Abbiamo immediatamente avviato un percorso di coordinamento con tutti gli enti competenti per garantire il monitoraggio delle situazioni segnalate e raccogliere informazioni certe e validate”. La priorità, sottolinea l’assessore, è gestire la presenza del lupo con la massima attenzione, nel rispetto delle indicazioni tecnico-scientifiche di Ispra, tutelando allo stesso tempo la sicurezza delle comunità locali. La Regione ha chiesto ai diversi soggetti coinvolti di operare secondo le rispettive competenze per assicurare un monitoraggio il più possibile omogeneo, con particolare attenzione alle zone vicine ai centri abitati, alle aree periurbane e ai luoghi caratterizzati da una significativa presenza di persone. Un ruolo specifico sarà svolto dai Carabinieri Forestali, che saranno coinvolti nella verifica e nella validazione delle segnalazioni, nei sopralluoghi e nelle attività di monitoraggio specialistico previste dal protocollo sperimentale Ispra/Life Wild Wolf. Le Polizie Provinciali collaboreranno invece al monitoraggio continuativo del territorio, alla raccolta delle segnalazioni e all’individuazione di eventuali fattori attrattivi che potrebbero favorire la presenza dei lupi nelle vicinanze delle abitazioni. Agli enti gestori delle aree naturali protette è stato chiesto di attivare le specifiche azioni di monitoraggio, anche attraverso l'utilizzo di fototrappole e altri strumenti tecnici. Le attività saranno orientate a individuare rapidamente eventuali comportamenti anomali o fenomeni di progressiva confidenza del lupo verso l'uomo, favorendo la prevenzione attraverso la rimozione di possibili attrattivi presenti nelle aree urbane e periurbane e il ricorso, se necessario, a sistemi di dissuasione non cruenta, come dispositivi sonori o luminosi. L'assessorato regionale garantirà il supporto tecnico necessario per coordinare la raccolta dei dati e affrontare eventuali criticità che dovessero emergere durante le attività di monitoraggio. Viene inoltre richiamata l'attenzione dei cittadini sull'importanza di adottare comportamenti corretti, evitando di avvicinare o alimentare la fauna selvatica e prestando particolare attenzione alla custodia degli animali domestici. 

10/09/2026 16:10
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