Dopo la vicenda emersa nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, relativa all’elezione del presidente della Commissione Urbanistica, e alle successive dichiarazioni del consigliere comunale Silvano Iommi, arriva la replica di Simone Livi, indicato dalla coalizione di maggioranza per la presidenza della Commissione. Di seguito pubblichiamo integralmente la nota inviata alla nostra redazione.
"Iommi non riscriva i fatti: le indicazioni le conosceva e non espresse alcun dissenso. Le dichiarazioni di Silvano Iommi non corrispondono a quanto realmente accaduto. Il suo tentativo di difesa dimostra, semmai, la piena consapevolezza delle conseguenze politiche delle proprie scelte.
Non si è trattato, come sostiene, di generiche "indicazioni via etere" o di messaggi che avrebbe potuto non leggere. La candidatura di Simone Livi alla presidenza della Commissione Urbanistica era stata comunicata dal capogruppo, come confermato anche dai comunicati di Gianluca Pasqui e Barbara Antolini. Inoltre, durante un incontro dedicato proprio a questo tema con lo stesso Livi, Iommi non manifestò alcun dissenso, non avanzò obiezioni e non dichiarò l'intenzione di seguire una linea diversa. Se non condivideva la decisione della coalizione, avrebbe dovuto dirlo apertamente in quella sede.
Anche la sospensione della seduta, concessa proprio per consentire un confronto interno, non ha prodotto alcun chiarimento. Per questo non è possibile ridurre quanto accaduto a un equivoco o a un problema di comunicazione. Si è trattato di una scelta politica consapevole, che ciascuno è libero di compiere, ma della quale è altrettanto doveroso assumersi la responsabilità davanti alla coalizione e ai cittadini.
È inoltre fuorviante trasformare questa vicenda in una discussione sulle competenze personali. Nessuno ha mai messo in dubbio l'esperienza o le capacità dei componenti della Commissione Urbanistica. In una commissione ogni consigliere contribuisce con il proprio bagaglio di conoscenze, ma la scelta del presidente risponde innanzitutto a una valutazione politica. Chi presiede una commissione rappresenta l'indirizzo della maggioranza ed è chiamato a garantire coesione, affidabilità e stabilità nell'azione amministrativa.
Per questo motivo le coalizioni concordano preventivamente l'assegnazione dei diversi ruoli, evitando incomprensioni e tensioni interne. Non a caso, nelle altre commissioni insediate nello stesso giorno, presidenti e vicepresidenti sono stati eletti all'unanimità, nel rispetto di quel principio di buon senso richiamato dallo stesso Simone Livi durante la seduta.
Va inoltre ricordato che Simone Livi non era stato indicato soltanto per ragioni di equilibrio politico, ma anche per le competenze maturate nel settore urbanistico grazie all'esperienza nella III Commissione del Consiglio regionale delle Marche, competente in materia. Un percorso istituzionale che rappresenta un valore aggiunto per l'attività della Commissione comunale.
Questo episodio, purtroppo, non appare isolato. Si inserisce in una serie di prese di posizione pubbliche dello stesso Iommi che, fin dall'inizio del mandato, lo hanno progressivamente allontanato dalla linea condivisa della maggioranza, alimentando polemiche anziché favorire il lavoro comune.
È inevitabile che tutto ciò apra una riflessione sull'affidabilità politica e sulla tenuta dell'azione amministrativa. Che l'opposizione abbia colto l'occasione per mettere in difficoltà la maggioranza rientra pienamente nel suo ruolo. Proprio per questo, però, chi fa parte della coalizione dovrebbe evitare comportamenti che offrano il fianco a divisioni interne e finiscano per indebolire il mandato ricevuto dagli elettori.
Il punto non è limitare la libertà di un consigliere, che resta pienamente garantita, ma richiamare ciascuno alla responsabilità politica che deriva dall'appartenenza a una coalizione di governo. La coerenza con gli impegni assunti davanti agli elettori non è un dettaglio formale, ma il presupposto per garantire stabilità amministrativa, credibilità istituzionale e fiducia dei cittadini."
Cantante, interprete, direttore artistico. Tre definizioni che raccontano altrettante fasi della vita di Marco Vinco, ma che in realtà appartengono a un unico percorso: quello di un uomo cresciuto dentro l’opera e arrivato oggi dall’altra parte del sipario, a immaginare e costruire gli spettacoli che prendono vita sul palco dello Sferisterio.
Veronese, Vinco nasce in una famiglia in cui la lirica non è soltanto una professione, ma un linguaggio quotidiano. Lo zio Ivo Vinco e la zia Fiorenza Cossotto, due protagonisti assoluti dell’opera internazionale, sono presenze che segnano il suo rapporto con il canto fin dall’infanzia. Eppure il suo ingresso nel mondo della lirica non segue un percorso già scritto: arriva quasi per caso, da ragazzo, quando cerca un modo per proteggere la voce mentre canta rock con gli amici.
Quello che doveva essere soltanto un aiuto tecnico si trasforma in una scoperta. Dietro quella voce c’è una possibilità inattesa, un mondo nuovo da esplorare. Da lì nasce una carriera durata vent’anni sui grandi palcoscenici, fino alla scelta di cambiare prospettiva: lasciare il centro della scena per dedicarsi alla costruzione artistica, passando dall’interpretazione alla visione.
Una trasformazione che non è una rottura, ma una naturale evoluzione. Perché oggi, nel ruolo di direttore artistico del Macerata Opera Festival, Vinco porta con sé proprio lo sguardo di chi l’opera l’ha vissuta in prima persona: conosce la fatica, la responsabilità e la magia che si nascondono dietro una voce.
Alla guida del MOF si trova davanti a uno dei luoghi più suggestivi della lirica italiana: lo Sferisterio, un teatro unico nel suo genere, capace di unire la forza della storia alla spettacolarità di uno spazio all’aperto.Costruire una stagione qui significa muoversi tra tradizione e futuro, tra titoli che appartengono alla memoria collettiva e nuove possibilità di racconto. Ma nel modo di intendere la direzione artistica di Vinco c’è un elemento che occupa un posto centrale: le voci. Il suo passato da cantante influenza inevitabilmente la ricerca degli interpreti, perché un artista non è soltanto tecnica, ma capacità di dare anima a un personaggio e creare un legame con chi ascolta.
Per questo, nella sua idea di festival, accanto ai grandi interpreti internazionali trovano spazio anche giovani talenti chiamati a confrontarsi con un palcoscenico complesso e prestigioso come quello dello Sferisterio. Una scelta che è anche una scommessa: dare fiducia alle nuove generazioni significa accettare il rischio, ma anche contribuire alla nascita degli artisti di domani.
La stessa attenzione verso il futuro riguarda il pubblico. Una delle sfide più importanti della lirica contemporanea è riuscire a riaprire un dialogo con le nuove generazioni, mostrando loro che l’opera non è un linguaggio lontano o appartenente soltanto al passato.
Per Marco Vinco la strada non è quella di modificare l’opera per renderla più semplice o più vicina alle mode del momento, ma di permettere alle persone di incontrarla nella sua autenticità. La sua forza, infatti, sta proprio nella capacità di attraversare il tempo e continuare a parlare attraverso emozioni universali: l’amore, il dolore, la passione, il conflitto.
Il percorso di Marco Vinco, dalla scena alla direzione artistica, sembra quindi seguire un filo preciso: creare connessioni. Tra passato e presente, tra grandi nomi e nuove voci, tra il palcoscenico e il pubblico. È questa la sfida del Macerata Opera Festival: custodire una storia importante senza trasformarla in memoria immobile, ma restituirle energia e futuro, sotto il cielo dello Sferisterio.
Due settimane di impegno, collaborazione e attenzione al bene comune. Si è conclusa l’edizione 2026 di “Ci Sto? Affare Fatica! – Facciamo il bene comune”, il progetto dedicato ai giovani e alla cittadinanza attiva che ha coinvolto ragazze e ragazzi di Castelraimondo in attività concrete di cura e manutenzione del territorio.
Finanziata dalla Regione Marche e coordinata dal CSV Marche, l’iniziativa negli anni è diventata un appuntamento consolidato per il Comune, tra i primi ad aderire al progetto, grazie al suo valore educativo e sociale. Anche questa estate i partecipanti hanno scelto di dedicare parte del proprio tempo alla comunità, intervenendo in diverse zone del centro e delle frazioni per migliorare il decoro degli spazi pubblici.
Affiancati dalle tutor Sara Rossini e Veronica Ribaudo e seguiti dall’handyman e operaio comunale Angelo Maggi, i giovani hanno svolto attività di manutenzione imparando il valore della collaborazione e della cura del patrimonio comune.
«Il progetto è ormai una realtà consolidata e rappresenta un valore aggiunto per il nostro Comune – ha spiegato l’assessore alla Manutenzione Roberto Pupilli –. I lavori svolti sono importanti, ma ancora più importante è il messaggio che questa esperienza lascia ai ragazzi».
L’assessore alle Politiche Sociali Ilenia Cittadini ha sottolineato come “Ci Sto? Affare Fatica!” sia ormai una vera tradizione estiva per Castelraimondo: un’occasione per i giovani di mettersi in gioco, acquisire senso di responsabilità e contribuire concretamente alla vita della comunità. Un percorso che permette di costruire una cittadinanza più attiva e consapevole.
L’amministrazione comunale ha infine ringraziato la Regione Marche, il CSV Marche e tutti i partecipanti che hanno scelto di dedicare parte della propria estate alla cura del territorio, dimostrando spirito di squadra e attenzione verso la propria comunità.
Per la prima settimana hanno partecipato Stefano Ferrari, Edoardo Palmieri, Mauro Calafiore, Sara Lucarelli, Nicola Carsetti, Aurora Stella Firinaio, Leonardo Carsetti, Maria Vittoria Angelici, Aurora Traja e Leonardo Domenici, insieme alla tutor Sara Rossini. Nella seconda settimana il gruppo era composto da Stefano Ferrari, Edoardo Palmieri, Mauro Calafiore, Sara Lucarelli, Leonardo Domenici, Sara Bottacchiari, Lorenzo Antonelli, Gaia Falcioni, Yusra Zulfikari, Matteo Palossi ed Eugenia Pascarella, con la tutor Veronica Ribaudo.
Un’esperienza che conferma come la cura del territorio possa diventare un’importante occasione di crescita e partecipazione per le nuove generazioni.
Paolo Cevoli protagonista ad Ascoli Piceno nel cartellone del TAU / Teatri Antichi Uniti, rassegna regionale di teatro classico promossa da Regione Marche, AMAT, Ministero della Cultura e da quindici Comuni del territorio.
Paolo Cevoli racconta in chiave ironica e contemporanea il mitico viaggio di Enea, paragonandolo ad altri viaggi che hanno segnato la storia dell’umanità, da Cristoforo Colombo a Cappuccetto Rosso, dal principe vichingo Ragnar a suo babbo Luciano, emigrato in Australia negli anni ’50.
Enea, eroe sconfitto, fugge da Troia in fiamme con le sue divinità in tasca, il padre sulle spalle e il figlioletto per mano, per giungere alla foce del Tevere, dove un picnic a base di panini alla porchetta segna l’inizio della fondazione di Roma.
E se Virgilio scrisse l’Eneide per dare una nobile origine agli antichi romani, Cevoli usa quello stesso poema per riscoprire, attraverso il racconto di peripezie e momenti profetici, i valori e le radici del popolo italiano. Perché in fondo, meglio essere figli di Troia che figli di nessuno.
Biglietti e informazioni: AMAT 071 2072439 e circuito Vivaticket, ufficio turistico Urbisaglia 0733 506566, biglietteria del Teatro Ascoli Piceno 0736 298770.
Biglietteria nei luoghi di spettacolo nel giorno della rappresentazione: Urbisaglia dalle ore 19, Ascoli Piceno dalle ore 20.30.
Inizio spettacoli ore 21.30.
Seconda serata di Lunaria 2026, la rassegna estiva di Musicultura realizzata con il Comune di Recanati, con lo scrittore Sandro Veronesi e l’attrice Valeria Solarino protagonisti di un reading al Chiostro di Sant’Agostino.
I due artisti hanno proposto al pubblico alcuni racconti tratti da “Caducità”, l’ultima raccolta di Veronesi pubblicata da La Nave di Teseo. Per oltre un’ora e mezza, il reading ha affrontato temi come i rapporti familiari, l’amore, il dolore, la perdita e la capacità di reagire ai cambiamenti della vita.
Ad accompagnare la serata la musica di Giulia Trovò, una delle otto vincitrici del Festival di Musicultura 2026. La cantautrice di Treviso ha eseguito “Se non dovessi più tornare”, il brano con cui ha vinto il concorso e che le ha permesso di esibirsi nelle serate finali allo Sferisterio.
Durante l’appuntamento sono stati presentati quattro racconti di “Caducità”: due interpretati da Valeria Solarino, uno da Sandro Veronesi e uno attraverso una lettura a due voci dedicata al tema dell’intelligenza artificiale e dell’attualità.
La serata ha visto anche un momento dedicato a Lucio Dalla, storico componente del Comitato Artistico di Garanzia di Musicultura, con Giulia Trovò che ha chiuso l’evento interpretando “4 marzo 1943” insieme al pubblico.
Lunaria prosegue venerdì 17 luglio alle 21.30 con il concerto di Giorgio Poi nella Piazzuola del Sabato del Villaggio di Recanati. L’artista sarà accompagnato dagli archi di Alessandro Trabace, Clarissa Marino, Fausto Cigarini e Giulia Pecora.
I prossimi appuntamenti della rassegna sono il 24 luglio con Dimartino al Colle dell’Infinito, il 29 luglio con il concerto dei Tiromancino in Piazza Leopardi e l’11 settembre al Castello di Montefiore con il vincitore assoluto di Musicultura 2026 Claudio Covato insieme alla band XGIOVE.
È stata inaugurata a Loro Piceno Villa Maline, una nuova realtà produttiva che entra a far parte del tessuto economico del territorio. L’iniziativa è stata sostenuta dai finanziamenti del Bando Imprese Borghi, promosso nell’ambito del PNRR, che ha favorito la nascita e lo sviluppo di nuove attività nei Comuni di Loro Piceno, Ripe San Ginesio e Colmurano.
Alla cerimonia hanno partecipato numerosi cittadini e il sindaco Robertino Paoloni, che ha effettuato il tradizionale taglio del nastro insieme alla comunità.
Dietro il progetto c’è l’imprenditore lorese Mauro Taccari, che ha scelto di investire nel proprio paese contribuendo alla crescita del territorio. Un percorso condiviso con la compagna Paulina e con i genitori Giulio e Rita, che hanno sostenuto l’iniziativa fin dalle prime fasi.
Il Comune di Loro Piceno ha accompagnato le imprese nel percorso di accesso ai finanziamenti del Bando Imprese Borghi attraverso il progetto “Qui Val di Fiastra”, inserito nella Missione PNRR dedicata alla valorizzazione dei borghi storici.
Grazie al progetto, gli imprenditori dei tre Comuni coinvolti hanno potuto beneficiare di oltre 1,1 milioni di euro stanziati dal Ministero della Cultura, destinati a sostenere investimenti, innovazione e nuove opportunità di sviluppo.
Villa Maline rappresenta così un nuovo elemento dell’economia locale e un esempio di collaborazione tra istituzioni e iniziativa privata per favorire crescita, occupazione e valorizzazione del territorio.
Con l’apertura della nuova attività aumenta il numero delle imprese nate o sviluppate grazie alle risorse del PNRR, confermando il ruolo del progetto “Qui Val di Fiastra” nel percorso di rilancio economico della Val di Fiastra.
A poco più di tre mesi dall'inizio del campionato, si è conclusa presso lo Zanhotel & Meeting Centergross di Bentivoglio (Bologna) l'edizione 2026 del Volley Mercato, il tradizionale appuntamento organizzato dalla Lega Pallavolo Serie A che riunisce club, dirigenti e addetti ai lavori per confrontarsi sui principali temi legati alla nuova stagione. Tre giornate dedicate ad aggiornamenti organizzativi, attività di segreteria, marketing, comunicazione, tesseramenti e governance, culminate con il momento più atteso: la presentazione ufficiale della stagione 2026/27 e dei calendari dei campionati di Serie A.
Presente all'evento anche la delegazione biancorossa, guidata dal Direttore Generale Vullo, che ha seguito dal vivo la composizione del calendario che accompagnerà la formazione di coach Giannini nelle ventisei giornate di regular season.
La stagione della nuova Associati Fisiomed Macerata prenderà il via il 18 ottobre in Campania al PalaVesuvio contro la Virtus Volley Napoli, formazione pronta a misurarsi, con grandi aspettative, con la categoria, dopo la riorganizzazione societaria decisa.
L'esordio casalingo al Banca Macerata Forum è invece previsto alla seconda giornata, quando i tifosi biancorossi potranno riaccogliere la squadra nel confronto con la Sviluppo Sud Palmi. Il terzo turno vedrà ancora protagonista Macerata davanti al proprio pubblico con la sfida contro Porto Viro, prima della trasferta abruzzese di Pineto e dell'impegno interno con Lagonegro.
Il mese di novembre si chiuderà con due trasferte particolarmente significative, sui campi di Ravenna e Gioia del Colle, dove milita l'ex Pedron, incontri che potranno fornire indicazioni importanti sulle ambizioni della formazione marchigiana.
Dicembre si preannuncia intenso e ricco di appuntamenti di grande fascino. Al Banca Macerata Forum arriveranno Belluno e Reggio Calabria, mentre lontano dalle mura amiche andranno in scena i primi derby della stagione contro Fano e Grottazzolina, due piazze storicamente calde e tradizionalmente protagoniste del campionato. Alla dodicesima giornata è in programma la riedizione della sfida playoff della scorsa stagione contro la Consoli Sferc Brescia, mentre il girone d'andata si concluderà sul campo della Conad Reggio Emilia.
Dal 18 ottobre all'11 aprile, l'Associati Fisiomed Macerata sarà protagonista di una stagione lunga, impegnativa e altamente competitiva. Un percorso che la squadra inizierà a preparare già nelle prossime settimane, con l'obiettivo di farsi trovare pronta per affrontare un campionato che si annuncia equilibrato e ricco di sfide di alto livello.
Al termine della kermesse organizzata dalla Lega Pallavolo Serie A, abbiamo raccolto le impressioni del Direttore Generale Vullo:
"Sono tre giorni sempre utili al confronto e alla crescita di tutti; le trattative sono ormai tutte concluse prima, ma è un momento prezioso di conoscenza e di collaborazione.
Per quanto riguardano i valori delle squadre in calendario, credo sia abbastanza sbilanciato: l'inizio sarà con squadre di alta fascia, quindi ci sarà da lavorare molto bene nel precampionato per farci trovare pronti. Napoli, Palmi e le due marchigiane credo, infatti, siano le favorite ai primi posti della classifica. Vincere aiuta a vincere, quindi sarà importante partire comunque bene per avere quel morale utile per il proseguo. Una cosa è certa, Macerata se le giocherà tutte e a fine anno vedremo cosa succede!"
I Carabinieri della Stazione di San Ginesio hanno dato esecuzione a un provvedimento dell’autorità giudiziaria che ha disposto il ripristino dell’ordine di esecuzione per la carcerazione nei confronti di un uomo di 44 anni residente nel comune.
Il provvedimento, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, riguarda la revoca del precedente decreto di sospensione dell’ordine di esecuzione della pena. L’uomo dovrà scontare un anno e quattro mesi di reclusione per il reato di maltrattamenti in famiglia.
Secondo quanto ricostruito nell’ambito del procedimento, le condotte contestate sarebbero state commesse nei confronti del padre convivente in un periodo compreso tra il 2014 e il 2022.
Dopo le formalità previste, i Carabinieri hanno accompagnato l’arrestato presso la Casa Circondariale di Fermo, dove resterà a disposizione dell’Autorità giudiziaria competente.
Il Comune ha disposto il divieto temporaneo dell’utilizzo dell’acqua per il consumo umano in alcune zone della località Trodica, dopo una non conformità riscontrata dall’Ast nel campione prelevato in via Dante Alighieri.
Le analisi hanno rilevato una concentrazione di nitrati pari a 51 mg/l, un valore leggermente superiore al limite di legge fissato a 50 mg/l. A seguito della comunicazione dell’Ast, il sindaco Andrea Staffolani ha firmato un’ordinanza precauzionale per tutelare la salute pubblica.
Il divieto riguarda le aree servite dalla fonte di approvvigionamento di via Dante Alighieri, fino al confine con i Comuni di Corridonia e Montecosaro e nella zona al di sopra del passaggio a livello in direzione Morrovalle, lungo la strada provinciale 86, fino alla centrale di sollevamento in contrada Burella.
Nelle zone interessate non sarà possibile utilizzare l’acqua corrente per il consumo diretto, la preparazione di alimenti e bevande, il lavaggio di alimenti, stoviglie, posate e superfici a contatto con il cibo.
Per limitare i disagi alla popolazione, il Comune, in accordo con Apm, ha predisposto lo stazionamento di autobotti di acqua potabile in tre punti: il parcheggio vicino alla chiesa – Parco Pegaso, il parcheggio del bar Spreca e il parcheggio del suolificio Del Papa in via Canaletto.
Sarà inoltre possibile rifornirsi presso le fontane pubbliche situate al di fuori dell’area interessata dal divieto. I cittadini che dispongono di un depuratore domestico dovranno verificare con il proprio fornitore la possibilità di utilizzare l’acqua erogata dall’impianto.
Apm e Ast di Macerata stanno monitorando la situazione e procederanno con le verifiche necessarie. Il divieto sarà revocato dopo il rientro dei parametri entro i limiti previsti dalla normativa. Un nuovo prelievo è previsto per martedì prossimo.
Sono state eseguite le prove di carico sul nuovo ponte di Piediripa, lungo la Strada Provinciale 34 che collega i comuni di Macerata e Corridonia. Si tratta di un passaggio tecnico necessario per verificare il comportamento strutturale dell’opera e avvicinare la conclusione dell’intervento.
La Provincia di Macerata ha comunicato che i lavori sono ormai in dirittura d’arrivo. Dopo gli ultimi adempimenti tecnici e le finiture previste, il nuovo ponte potrà essere consegnato alla collettività.
Le verifiche effettuate hanno confermato la rispondenza dell’infrastruttura ai parametri progettuali e agli standard di sicurezza previsti. L’opera consentirà di migliorare la viabilità e l’accesso alla città di Macerata, con una struttura più moderna e funzionale.
Il progetto prevede anche la realizzazione di una pista ciclopedonale in sede propria, pensata per completare il collegamento tra mobilità veicolare e mobilità sostenibile sul territorio provinciale.
Si sono concluse nel migliore dei modi le ricerche di Diana Maruntelu, la ragazza di 15 anni di origine romena residente a Giulianova, della quale non si avevano più notizie dal 4 luglio scorso.
La giovane è stata rintracciata in Romania ed è risultata in buone condizioni di salute. Il ritrovamento è avvenuto al termine di una complessa attività investigativa che ha coinvolto i Carabinieri italiani e le forze dell’ordine romene attraverso un’intensa collaborazione internazionale.
Secondo quanto emerso, gli investigatori sono riusciti a individuare l’abitazione nella quale si trovava la minorenne grazie alla sinergia tra le autorità dei due Paesi. Al momento del ritrovamento Diana non sarebbe risultata in una situazione di coercizione, ma resta da chiarire la posizione della persona che si trovava con lei nell’abitazione: si tratterebbe di un uomo.
La 15enne è stata affidata a una struttura protetta per minori, dove resterà in attesa delle procedure necessarie per il rientro e il definitivo ricongiungimento con la famiglia.
Le indagini avevano preso una direzione internazionale dopo che era emerso un collegamento con la Romania. Nei giorni successivi alla scomparsa, infatti, il telefono della ragazza aveva agganciato una cella proprio in territorio romeno, mentre un precedente segnale era stato rilevato anche in Italia, con il cellulare che nei giorni delle ricerche risultava aver agganciato una cella nella zona di Civitanova Marche.
Nei giorni scorsi, la Procura, d’intesa con i familiari, aveva deciso di diffondere le generalità della ragazza per raccogliere informazioni utili e ampliare le possibilità di rintracciarla, sia sul territorio nazionale sia all’estero, con particolare attenzione alla Romania.
Il ritrovamento mette fine a dodici giorni di apprensione per la famiglia e per la comunità di Giulianova, che aveva seguito con attenzione l’evolversi delle ricerche. Ora proseguiranno gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto durante il periodo di assenza della ragazza.
Un presidio dello Stato che torna pienamente operativo e un simbolo concreto della rinascita delle aree interne. È stata inaugurata ufficialmente la nuova caserma dei Carabinieri con sede a Sarnano, ricostruita dopo i danni provocati dal sisma del 2016 e restituita all’Arma e alla comunità al termine di un percorso che ha accompagnato il territorio negli anni della ricostruzione.
La caserma rappresenta un presidio strategico non solo per il territorio comunale, ma per un comprensorio più ampio: i Carabinieri operano infatti anche a supporto del Comune di Gualdo e garantiscono il controllo di un tratto della Strada Statale 78 Picena, importante collegamento dell’entroterra maceratese. Un punto di riferimento fondamentale per un’area che richiama residenti, turisti ed escursionisti durante tutto l’anno.
Il sindaco di Sarnano Fabio Fantegrossi ha sottolineato proprio questo aspetto, evidenziando come una caserma sia fatta prima di tutto di persone e dei rapporti che riescono a costruire con il territorio. Dopo il sisma, ha ricordato, la comunità ha continuato a contare sulla presenza dei Carabinieri, in un percorso complesso che oggi restituisce però anche un’immagine positiva: quella di un paese che continua a vivere e a guardare avanti. «Siamo un paese in cantiere, con qualche cerotto che racconta le ferite, ma anche la vita che continua con determinazione e orgoglio», ha spiegato il primo cittadino, invitando a guardare a Sarnano non soltanto come a un territorio colpito dal sisma, ma come a un luogo vivo, da frequentare e abitare.
Nel corso dell’inaugurazione è stato ribadito più volte il ruolo dell’Arma come punto di riferimento per la sicurezza e per la vicinanza alla popolazione. Il comandante provinciale dei Carabinieri di Macerata, il colonnello Raffaele Ruocco, ha evidenziato come la riapertura della sede rappresenti un ulteriore segnale della vitalità di questi territori e ha ringraziato la proprietà privata dell’immobile per la disponibilità dimostrata e i Carabinieri Forestali per aver condiviso gli spazi durante il periodo necessario alla ricostruzione. «La caserma è un luogo dove ogni giorno si intrecciano storie diverse, dalle situazioni più difficili ai momenti in cui la presenza dei militari diventa sostegno e conforto per i cittadini».
Un ringraziamento particolare è arrivato anche dal presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci, che ha voluto ricordare il ruolo svolto dai Carabinieri nei giorni immediatamente successivi al terremoto, quando «hanno rappresentato un punto fermo per una popolazione profondamente colpita». Per Gentilucci quella di oggi non è stata una semplice inaugurazione, ma la celebrazione della rinascita di una comunità che ha scelto di restare nelle aree interne nonostante le difficoltà, con la consapevolezza che lo Stato continua a essere presente e vicino.
Il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli ha sottolineato come la ricostruzione non sia soltanto una questione di edifici e infrastrutture, ma anche di cura delle comunità. «La nuova caserma rappresenta un ulteriore tassello in questo percorso perché garantisce sicurezza e rafforza la presenza dello Stato nei territori colpiti dal sisma». Castelli ha parlato di una ricostruzione possibile solo grazie al lavoro di squadra tra istituzioni, amministrazioni e cittadini, ricordando che «se vuoi arrivare lontano lo fai insieme agli altri».
Sulla stessa linea il comandante della Legione Carabinieri Marche, generale Nicola Conforti, che ha richiamato il valore della collaborazione concreta tra istituzioni e territorio. «La sinergia non può rimanere soltanto un principio scritto nei protocolli, ma deve tradursi in rapporti quotidiani e nella fiducia che i Carabinieri riescono a costruire con le comunità. Le caserme sono contemporaneamente la casa dei Carabinieri e la casa dei cittadini: luoghi dove rigore e comprensione devono convivere, perché anche questo significa svolgere il servizio nell’Arma».
Durante la giornata è intervenuto anche il sindaco di Gualdo Giovanni Zavaglini, che ha voluto ricordare con commozione il luogotenente Gaetano Esposito, protagonista in prima persona della fase più difficile vissuta dal territorio dopo il terremoto. Zavaglini ne ha evidenziato il grande sacrificio, l’impegno costante e la dedizione dimostrata nel sostenere la comunità in un periodo segnato dall’emergenza.
La nuova caserma di Sarnano diventa così un simbolo della ricostruzione che procede: non solo un’opera restituita alla sua funzione, ma un presidio che rafforza il rapporto tra cittadini e istituzioni, confermando la presenza dello Stato in un territorio che continua a costruire il proprio futuro.
Le recenti pronunce della Corte di Cassazione, comprese alcune decisioni delle Sezioni Unite, riaccendono il dibattito sulla trasparenza dei contratti di mutuo bancario e sulla corretta applicazione dei tassi di interesse.
Secondo l’associazione Tutela Impresa, che da tempo si occupa di queste problematiche, in presenza di determinate irregolarità contrattuali potrebbe essere possibile procedere al ricalcolo degli interessi applicati, con una conseguente riduzione del costo complessivo del finanziamento.
Tra gli elementi che possono richiedere una verifica vengono indicati la mancata o poco chiara specificazione del regime di capitalizzazione degli interessi, la tipologia di ammortamento adottata — come quello alla francese o all’italiana — e una non corretta esposizione dei valori relativi al Tan (Tasso annuo nominale) e al Taeg (Tasso annuo effettivo globale).
Altri profili di possibile criticità riguarderebbero il rinvio a parametri esterni non adeguatamente indicati o non facilmente conoscibili, il riferimento generico a consuetudini di mercato oppure la mancata indicazione di elementi tecnici come il divisore Euribor utilizzato (360 o 365 giorni) o la base temporale dell’indice di riferimento.
Secondo quanto sostenuto dall’associazione, "tali condizioni potrebbero determinare un’ipotesi di indeterminatezza del tasso di interesse ai sensi dell’articolo 117 del Testo unico bancario (TUB), con la possibilità, nei casi riconosciuti, di applicare criteri sostitutivi previsti dalla normativa e procedere alla revisione degli importi dovuti".
Le verifiche, inoltre, riguardano anche i casi di cessione dei crediti deteriorati, fenomeno sempre più frequente negli ultimi anni. L’associazione richiama l’attenzione sulle procedure di trasferimento dei crediti a società specializzate, sottolineando la necessità di controllare ogni singolo caso e la documentazione collegata.
A occuparsi di queste tematiche è l’associazione Tutela Impresa, con sede a Civitanova Marche, che ha sviluppato una collaborazione con Consumatori Italia per fornire assistenza sul territorio regionale e ha attivato rapporti con alcune associazioni di promozione sociale impegnate nel supporto ai cittadini nelle procedure esecutive.
L’obiettivo, spiegano dall’associazione, "è offrire un primo orientamento gratuito a imprese e privati che intendano verificare la correttezza dei propri contratti bancari e valutare eventuali strumenti di tutela".
È stata individuata e denunciata la presunta responsabile della tentata truffa ai danni di un pensionato di Monte San Giusto, grazie a un'indagine condotta dai Carabinieri della locale Stazione che ha permesso anche il recupero dell'intera somma sottratta.
I militari hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata una donna di 37 anni, residente a Rocca di Papa, in provincia di Roma, ritenuta responsabile del raggiro.
L'indagine ha preso il via il 6 gennaio scorso, quando la vittima si è rivolta ai Carabinieri dopo essere caduta in una sofisticata truffa online basata sulle tecniche dello smishing (messaggi Sms fraudolenti) e del phishing.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il pensionato era stato contattato telefonicamente da un sedicente operatore bancario che, con una serie di artifici e rassicurazioni, lo aveva convinto a effettuare un'operazione tramite il proprio servizio di home banking. Senza rendersene conto, l'uomo aveva autorizzato un bonifico di 2.350 euro verso un conto Revolut, successivamente risultato intestato alla donna denunciata.
Determinante si è rivelata la rapidità d'azione dei Carabinieri della Stazione di Monte San Giusto. Immediatamente dopo la denuncia, i militari hanno contattato l'Ufficio Antifrode del Banco Marchigiano, riuscendo a bloccare la transazione prima che il denaro potesse essere prelevato o trasferito su altri conti.
L'intera somma è stata così congelata e recuperata, evitando qualsiasi perdita economica per il pensionato.
Conclusi gli accertamenti, l'autorità giudiziaria è stata informata dell'esito delle indagini e nei confronti della trentasettenne è scattata la denuncia per tentata truffa.
Due distinti interventi dei Carabinieri della Sezione Radiomobile di Macerata, nell'ambito di controlli straordinari del territorio, si sono conclusi con la denuncia di due persone per episodi avvenuti nella giornata del 13 luglio.
Il primo caso riguarda un automobilista di 39 anni, residente a Montecassiano, coinvolto in un incidente stradale avvenuto in serata. Secondo quanto ricostruito dai militari, l'uomo avrebbe tamponato un'altra vettura ma, invece di fermarsi per gli adempimenti previsti, avrebbe aggredito verbalmente l'altro conducente per poi allontanarsi dal luogo dell'incidente.
Grazie alla descrizione fornita dalla vittima, i Carabinieri sono riusciti a rintracciare poco dopo il veicolo e il suo conducente. Il 39enne, apparso in evidente stato di alterazione, ha rifiutato di sottoporsi all'accertamento etilometrico. Per lui sono così scattati il ritiro della patente di guida, il sequestro dell'auto e la denuncia all'autorità giudiziaria per il rifiuto dell'alcoltest e per aver omesso di fornire le proprie generalità alla controparte coinvolta nel sinistro.
Nel pomeriggio della stessa giornata, un secondo intervento ha impegnato i militari alla stazione ferroviaria di Macerata, dove alcuni cittadini avevano segnalato la presenza di un uomo che da giorni sostava nell'area.
I Carabinieri hanno identificato un 34enne di origine indiana, trovato in evidente stato di ubriachezza e privo di documenti d'identità. Accompagnato in caserma per le procedure di identificazione mediante fotosegnalamento, è stato denunciato per il rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale e sanzionato amministrativamente per ubriachezza molesta.
La violenta ondata di maltempo che nella notte ha attraversato la fascia montana delle Marche ha colpito duramente il comparto agricolo, interessando soprattutto le province di Pesaro Urbino e Macerata. Piogge torrenziali, grandinate con chicchi grandi come noci, forti raffiche di vento e intensi fenomeni temporaleschi hanno investito le campagne, provocando danni a coltivazioni e infrastrutture rurali proprio in una fase particolarmente delicata per numerose produzioni stagionali.
Nel Pesarese le situazioni più critiche si registrano tra Belforte all'Isauro e Acqualagna. Con le operazioni di trebbiatura ormai quasi concluse, le maggiori perdite riguardano i campi di coriandolo, pesantemente colpiti dalla grandine.
Più complesso il quadro in provincia di Macerata, dove il maltempo ha interessato un'ampia fascia del territorio compresa tra Cingoli e Sarnano, passando per Colbuccaro e Gualdo. Qui si segnalano danni significativi alle coltivazioni di girasole e barbabietola, oltre agli oliveti, con una prima stima che lascia presagire ripercussioni importanti sulla produzione.
Gli uffici territoriali di Coldiretti sono operativi fin dalle prime ore della mattinata per raccogliere le segnalazioni delle aziende agricole e verificare sul campo l'entità dei danni. Solo nei prossimi giorni sarà possibile definire un quadro preciso delle conseguenze sulle colture e quantificare l'impatto economico dell'ennesimo evento meteorologico estremo.
L'episodio conferma una tendenza ormai evidente: gli eventi climatici estremi sono sempre più frequenti e intensi, rappresentando una delle principali minacce per l'agricoltura marchigiana. Una condizione che rende indispensabile rafforzare gli strumenti di prevenzione, tutela e sostegno alle imprese agricole, chiamate a confrontarsi con una crescente instabilità climatica che mette a rischio produzioni, redditività e continuità aziendale.
Tra le priorità torna con forza il tema delle assicurazioni agevolate contro le calamità naturali. Nelle Marche, infatti, soltanto il 10% della superficie agricola regionale è oggi coperta da polizze specifiche. Secondo un'elaborazione di Coldiretti su dati Ismea, sono poco più di 1.400 le aziende che hanno scelto di dotarsi di strumenti assicurativi. La quota maggiore riguarda il comparto vitivinicolo, con 544 aziende assicurate, seguito dal grano duro con 421 aziende e dal girasole con 193. Numeri che evidenziano come la diffusione delle coperture assicurative sia ancora limitata rispetto ai rischi sempre più elevati derivanti dai cambiamenti climatici e rafforzano la necessità di incentivare strumenti in grado di garantire maggiore resilienza alle imprese agricole.
È comprensibile che dopo la non esaltante performance con la faticosa elezione di Francesco Luciani a presidente del Consiglio comunale la fazione dei parcaroliani "per amore o per forza" abbia subito un altro duro colpo con l’elezione di Silvano Iommi a presidente della commissione urbanistica, così come Romina Leombruni – che aspirava a un assessorato più volte promessole dai vertici di FdI – di certo non è entusiasta di essere stata fatta fuori da presidente della seconda commissione dove è stato insediato a forza Sandro Montaguti, che Riccardo Sacchi ha voluto lì per blindare l’alleanza dei forzisti con il partito dei parcaroliani. Ciò che tutto questo appalesa è che non esiste un Centrodestra a Macerata, ma uno stato di necessità che si è coagulato attorno alla rielezione del sindaco nella speranza di tenere la guida della città da parte di chi ancora ha una sorta di militanza ideologica, nella certezza di ottenere vantaggi da parte di chi ha usato questa rielezione come un contratto.
A rendere palese che esiste questo "partito del vantaggio" all’ombra di Sandro Parcaroli è il caso urbanistica. La Settimana Enigmistica pubblica da 94 anni la rubrica "unisci i puntini". È un esercizio agevole da fare a Macerata. Il sindaco tiene per sé, senza darne motivazione alcuna, la delega all’urbanistica e chiede a Fratelli d’Italia di avere a presiedere la commissione consiliare che della materia si occupa un uomo di fiducia, ma non già esperto quanto ubbidiente alle necessità di coalizione. Si dà però il caso che in Consiglio comunale sia rientrato come primo dei non eletti l’architetto Silvano Iommi, uno degli urbanisti più stimati nel Centro Italia che è stato assessore proprio con quella delega nella precedente giunta Parcaroli. A riportarlo in consiglio è stato Riccardo Sacchi che ha spuntato per Forza Italia, nonostante l’esiguità dei consensi appena sopra il 7 per cento, ben due assessorati.
Succede che Silvano Iommi viene eletto presidente della Commissione urbanistica e Forza Italia, che dovrebbe essere il partito delle professioni e dei ceti produttivi, s’inalbera più di tutti. Al netto delle considerazioni diciamo un po’ affrettate del designato ufficiale Simone Livi che nel perorare la propria candidatura ha esternato un’idea singolare della democrazia che non si esprime, a parer suo, nel deliberato dei consiglieri eletti, ma nelle intese di partito. Il che rafforza l’idea che l’alleanza dei parcaroliani sia non un’opzione politica, ma un contratto.
Uniamo i puntini: Parcaroli tiene per sé l’urbanistica, il direttore dell’ufficio tecnico ingegner Tristano Luchetti sovrastima l’area del nuovo ospedale mantenendo la cosiddetta "variante Carancini" anche se la Regione ha già detto che il progetto dell’area sanitaria si riduce da 24 a 10 ettari, Silvano Iommi eccepisce su questa “concessione” e la sua nomina a presidente della Commissione urbanistica per espressa volontà del Consiglio diventa un “atto antidemocratico”. Perché la casella Iommi, come s’usa sulla Settimana Enigmistica, doveva essere occupata da Livi non in una logica di competenza, ma in una di convenienza di coalizione. C’è un puntino, quello di Iommi, che evidentemente ha deviato dalla traiettoria attesa.
La cornice del gioco “unisci i puntini” è assai più ampia dei 14 ettari concessi in più e sottratti alla campagna: a Macerata, contraddicendo la legge regionale voluta da Francesco Acquaroli, il consumo di suolo non è un valore da preservare. Balza agli occhi che l’area ospedaliera – dieci ettari che dovrebbero ospitare l’ospedale – è molto futura e altrettanto incerta per quel che riguarda la realizzazione del nosocomio, ma attualissima per quel che riguarda l’urbanizzazione accessoria. Non sfugge a chi disegna lo schema dei puntini che la legge regionale 19/2023 obbliga a rivedere i piani urbanistici evitando il consumo di suolo. A Macerata sarà il festival della variante in deroga. Ecco che l’arrivo di Iommi, uno che se ne intende, complica un po’ la traiettoria per unire i puntini.
Nel frattempo succedono anche altre cose che evidentemente il contratto che sostiene Sandro Parcaroli non aveva previsto e che però sempre vanno unite con gli altri puntini. Stamane Ilario Marcolini ha presentato alla Procura della Repubblica di Macerata un esposto per turbativa d’asta relativa all’aggiudicazione del mattatoio. Che la faccenda avesse tratti se non di opacità almeno di sciatteria e protervia amministrativa, caratteristiche che ben si attagliano ai partecipanti al contratto Parcaroli anche se non sono comuni a tutto il Centrodestra, si era capito da subito tant’è che si è insediata una commissione consiliare d’indagine che non ha fatto molti passi avanti ed è stata sempre boicottata. Ora spetterà alla Procura accertare se c’è materia penalmente rilevante come prescritto dall’articolo 353 del codice penale (la pena edittale arriva fino a 5 anni), ma anche questa iniziativa di Marcolini, con il quale Sandro Parcaroli ha sempre ostentato fraterna colleganza, è un puntino che si disallinea.
Per due motivi. Il primo è che l’area del CeMaCo sono tre ettari di possibile espansione in zona di sviluppo come quella di Villa Potenza (ecco che torna l’interesse urbanistico); il secondo è che il sindaco ha esposto il Comune a un esborso finanziario oneroso sia per tentare di tenere in vita il Mattatoio sia per fare annullare e bandire di nuovo l’asta. La faccenda non deve lasciare affatto tranquilli i contraenti del "lodo Parcaroli" – intendendosi con questa espressione gli attori che hanno disegnato l’attuale profilo di questa giunta e hanno gestito le trattative per la sua formazione – e a dire la verità anche i partiti del Centrodestra, intesi come espressione di linee politiche, non devono averla presa benissimo, anche perché a suo tempo Parcaroli lasciò intendere: "per Marcolini garantisco io". Il Centrodestra batte molto in testa: forse per salvarsi bisognerebbe che facesse un rimpastone. A imporlo è proprio il caso Iommi perché di fronte alla competenza talvolta è necessario che la convenienza passi in secondo piano. Ma il rimpastone significherebbe mandare a casa i tenutari del contratto Parcaroli!
C’è poi un aspetto politico molto rilevante. È singolare che a Macerata arrivino distorti gli echi di quanto sta accadendo a Roma nel Centrodestra. Simone Livi, una volta trombato nella commissione urbanistica (gli era già capitato alle elezioni regionali: che sia una coazione, o coalizione, a ripetere?), ha scagliato l’anatema: "Forza Italia – si è chiesto – sostiene ancora il sindaco? Quello di Iommi è un comportamento inqualificabile". A questa intemerata del "fratello d’Italia" ci si sarebbe aspettato che da Forza Italia arrivasse – com’è successo alla Camera con qualche franco tiratore – una tutela di Iommi. E invece la segretaria comunale nonché assessore in quota Sacchi al bilancio, l’avvocatessa Barbara Antolini, ha addirittura chiesto scusa addossando all’architetto ogni responsabilità.
È comprensibile che l’assessore Antolini non accetti consigli di strategia politica, ma ha commesso un doppio grosso errore: politico e d’immagine. È difficilmente contestabile che Silvano Iommi abbia le competenze per presiedere la commissione urbanistica e Forza Italia per la sua storia avrebbe dovuto difendere quelle competenze. Non farlo significa rendere palese che esiste non un’alleanza di Centrodestra dove i partiti hanno messo insieme una capacità progettuale per immaginare lo sviluppo della città ognuno con le proprie convinzioni e competenze, ma che la giunta Parcaroli nasce come un contratto.
L’assessore Antolini ha commesso anche un altro errore di prospettiva. Spetterà a lei illustrare in novembre il bilancio del Comune di Macerata e lei avrebbe dovuto preservare una propria autonomia di giudizio. Anche perché dopo il caso Iommi sarà molto misurata sulle competenze. E a far quadrare sia in termini ragionieristici che politici il bilancio del Comune di Macerata ce ne vogliono di solide. Da quel che si sa il Comune, per tenere buone le ditte che su impulso del capo dell’ufficio tecnico – i puntini tornano sempre – stanno tenendo in piedi un consistente numero di cantieri, ricorre sempre più di frequente alle anticipazioni di cassa. Così facendo la cassa che era di circa 7 milioni lo scorso anno si sarebbe ridotta a meno di 1,5 milioni al punto che per fare fronte alle esigenze più urgenti si è attinto anche al fondo di riserva. È molto rischioso. La faccenda è tecnicamente complicata e ne tratteremo a tempo debito, ma una cosa è sicura: a Barbara Antolini converrebbe avere più prudenza nell’esprimersi e mantenere maggiore autonomia rispetto al contratto Parcaroli. Perché la via della disubbidienza dei consiglieri che preferiscono la competenza alla convenienza è tracciata, ma anche quella degli esposti in Procura ormai è stata aperta. Non vorremmo dover unire altri puntini.
Momenti di tensione ieri mattina in un bar del centro di Civitanova Marche, dove un uomo di 53 anni, in evidente stato di ebbrezza, aveva creato disordini all’interno del locale fino all’intervento della Polizia di Stato.
L’allarme è scattato intorno alle 12.30, quando la sala operativa del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Civitanova Marche ha ricevuto una richiesta di intervento da parte dei dipendenti di un noto bar caffetteria. La segnalazione riguardava la presenza di una persona già conosciuta, che avrebbe assunto un atteggiamento aggressivo nei confronti degli addetti e degli altri clienti presenti.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra Volante dell’Ufficio Controllo del Territorio. I poliziotti hanno trovato l’uomo sul marciapiede davanti all’ingresso del locale, mentre discuteva animatamente con un dipendente che cercava di impedirgli di rientrare, considerati i comportamenti tenuti poco prima.
Nel tentativo di riportare la situazione alla calma, gli agenti si sono avvicinati al 53enne, che avrebbe reagito opponendosi al controllo e colpendo un poliziotto con uno schiaffo. L’uomo è stato quindi immobilizzato e accompagnato negli uffici del Commissariato per gli accertamenti di rito.
Al termine delle verifiche, su disposizione della Procura della Repubblica di Macerata, il 53enne, cittadino italiano residente a Civitanova Marche e con precedenti di polizia, è stato arrestato con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.
Questa mattina il Gip del Tribunale di Macerata ha convalidato l’arresto, rinviando l’udienza e disponendo nei confronti dell’uomo l’obbligo di firma.
L’Università di Macerata è in lutto per la scomparsa del professor Michele Millozzi, storico dell’Italia contemporanea e del Risorgimento, docente dell’Ateneo per oltre trent’anni. Il professore è venuto a mancare ieri, lasciando un’importante eredità scientifica e culturale nel mondo accademico e nella comunità cittadina.
Studioso rigoroso e appassionato, allievo dello storico Raffaele Molinelli, Millozzi ha dedicato la propria vita alla ricerca, all’insegnamento e alla divulgazione della memoria civile. Le sue attività di studio si sono concentrate in particolare sulla storia delle Marche, sulle culture democratiche e repubblicane, sul Risorgimento e sulle origini del fascismo.
Il suo percorso all’Università di Macerata è iniziato nel 1977, quando entrò nella Facoltà di Lettere e Filosofia come assistente ordinario di Storia contemporanea. Successivamente divenne professore associato di Storia del Risorgimento e, dal 1999 al 2010, professore ordinario di Storia contemporanea, continuando anche l’insegnamento della disciplina risorgimentale.
«Con Michele Millozzi perdiamo un docente e uno studioso che ha saputo trasmettere il valore pubblico della storia, intesa non solo come ricerca rigorosa, ma come esercizio di memoria civile e responsabilità democratica», ha dichiarato il rettore dell’Università di Macerata John McCourt. «La sua eredità resta nelle sue opere, nei suoi studenti e nella comunità accademica che ha contribuito a far crescere».
Anche il direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, professor Roberto Mancini, ha voluto ricordarne la figura: «Oltre al grande valore scientifico come storico, erano apprezzate da tutti la sua pacatezza e la sua umanità, qualità che lo rendevano un punto di riferimento per studenti e colleghi».
La comunità accademica di UniMc si stringe ora attorno alla famiglia, ai colleghi e agli allievi del professor Millozzi, ricordando una figura che ha saputo unire rigore scientifico, impegno civile e attenzione verso le nuove generazioni.
Era in vacanza a Lampedusa, insieme al fratello Roberto, per godersi il mare e una delle sue più grandi passioni: le immersioni subacquee. Ma proprio durante un’immersione nelle acque dell’isola è stato colto da un malore che non gli ha lasciato scampo.
È morto così Mauro Ergo, pensionato di San Severino Marche, che avrebbe compiuto 67 anni il prossimo 19 luglio.
La tragedia si è consumata nella mattinata di ieri. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si trovava in acqua per un’escursione subacquea quando improvvisamente ha accusato un malore. I compagni di immersione sono intervenuti immediatamente, riuscendo a recuperarlo e a riportarlo a bordo del gommone.
Il gruppo ha raggiunto rapidamente la banchina di Cala Pisana, dove è iniziata la disperata corsa dei soccorsi. Durante il tragitto i presenti hanno avviato le manovre di rianimazione, mentre veniva allertato il servizio di emergenza sanitaria.
L’ambulanza del 118 è arrivata contestualmente all’approdo del gommone. I soccorritori hanno proseguito i tentativi di rianimazione, anche grazie alla collaborazione delle persone presenti sulla banchina, che hanno creato un corridoio per consentire il passaggio del mezzo sanitario nel minor tempo possibile.
Nonostante gli sforzi del personale medico, per Mauro Ergo non c’è stato nulla da fare. L’uomo è stato trasportato al pronto soccorso dell’isola, dove i sanitari hanno potuto soltanto constatarne il decesso.
La salma si trova ora presso il poliambulatorio di Lampedusa, a disposizione dell’autorità giudiziaria, che dovrà valutare eventuali ulteriori accertamenti.
A San Severino Marche la notizia ha suscitato profondo cordoglio. Mauro Ergo era una persona molto conosciuta in città. Dopo il pensionamento si era dedicato alle sue grandi passioni: il calcetto e il mare, con le immersioni che rappresentavano per lui un modo per vivere e conoscere il mondo sommerso.
Una passione che lo ha accompagnato fino all’ultimo giorno.