Una rottura forte e immediata che scuote i rapporti istituzionali tra i territori e l'Associazione Nazionale Comuni Italiani. Il Comune di Treia ha deciso di sospendere con effetto immediato la propria adesione all'ANCI, sia a livello nazionale che regionale. La scelta matura in seguito all’approvazione del Dpcm del 18 febbraio 2026, che ha ridefinito i criteri di classificazione dei Comuni montani escludendo Treia, nonostante il suo storico riconoscimento e l’appartenenza all’Unione Montana Potenza Esino Musone.
L'amministrazione contesta duramente i nuovi criteri, basati prevalentemente su parametri altimetrici che non tengono conto delle reali fragilità delle aree interne appenniniche, come lo spopolamento e il dissesto idrogeologico. Sotto accusa finisce anche l'atteggiamento tenuto dall'Anci durante il percorso legislativo. Secondo il Comune, l’Associazione non avrebbe promosso un confronto preventivo con i territori coinvolti, limitandosi a ratificare decisioni penalizzanti.
"Non possiamo accettare una classificazione che cancella con un tratto di penna la realtà dei nostri territori - dichiara il sindaco di Treia, Franco Capponi - Treia è e resta un Comune montano per storia, caratteristiche e difficoltà quotidiane. Questa decisione penalizza il nostro Comune e l’intero sistema delle aree interne marchigiane. Ancora più grave è il fatto che tutto questo sia avvenuto senza un confronto reale con i territori. Anci dovrebbe rappresentare e difendere i Comuni, non limitarsi a ratificare decisioni che li danneggiano".
L'esclusione dalla classificazione montana non è solo formale, ma comporta ricadute pesanti sulla tenuta sociale ed economica. Treia rischia infatti la perdita di agevolazioni fiscali, una drastica riduzione dell'accesso a bandi nazionali ed europei e impatti negativi su servizi essenziali come la scuola, la sanità e il sostegno alle imprese agricole locali.
"Agiremo sempre - conclude Capponi - per difendere la nostra comunità, la dignità e il futuro di Treia, chiedendo criteri più giusti e una reale attenzione per chi vive e amministra le aree interne".
Il provvedimento di sospensione sarà ora trasmesso alla Presidenza nazionale e regionale di Anci, al Ministero per gli Affari Regionali, alla Regione Marche e ai parlamentari marchigiani. Il Comune si riserva inoltre la possibilità di una revoca definitiva dell'adesione qualora le istanze avanzate non vengano recepite.
Si sono aperte le porte del carcere per un 50enne residente a Montecosaro, rintracciato e arrestato dai carabinieri della locale stazione in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Ancona. L'uomo, di nazionalità albanese e già noto alle forze dell'ordine, è stato colpito da un provvedimento definitivo per reati legati alla sfera familiare.
L'arresto arriva a seguito della condanna per i reati di violenza e maltrattamenti commessi ai danni dei propri familiari conviventi. La giustizia ha stabilito una pena definitiva di 3 anni di reclusione, che l'uomo dovrà ora espiare interamente per i fatti contestati.
Al termine delle formalità di rito espletate presso la caserma di Montecosaro, i militari hanno provveduto al trasferimento dell'arrestato. Il 50enne è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Fermo, dove rimane a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Un intervento fulmineo dei carabinieri della stazione di Serravalle di Chienti ha sventato un furto di metalli preziosi nel cuore della notte. Nell'ambito dei controlli intensificati della Compagnia di Camerino per la prevenzione dei reati contro il patrimonio, i militari hanno tratto in arresto un cittadino tunisino di 44 anni, sorpreso in flagranza di reato all'interno di un edificio privato a Muccia.
L'uomo, residente a Latina e risultato clandestino sul territorio nazionale, si era introdotto in un’abitazione attualmente disabitata con l'obiettivo di asportare materiale in rame. Il tempestivo arrivo della pattuglia ha permesso di bloccare il soggetto prima che potesse dileguarsi con il bottino. L'intera refurtiva, verosimilmente destinata al mercato nero dei metalli, è stata interamente recuperata e restituita.
Al termine delle formalità di rito, il 44enne è stato dichiarato in stato di arresto per furto aggravato. L'autorità giudiziaria, informata dai militari di Serravalle, ha disposto la custodia dell’uomo in attesa dell’udienza di convalida prevista per la mattinata odierna presso il Tribunale competente.
Pomeriggio di violenza nel cuore della città di Tolentino. Un alterco scoppiato nei pressi di un noto bar nei pressi di Piazzale Europa è degenerato in un’aggressione armata, richiedendo l’intervento d'urgenza dei carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Tolentino. La lite, che ha visto coinvolti due giovani di nazionalità egiziana, si è conclusa nel sangue quando uno dei due ha estratto un coltello colpendo il rivale.
Ad avere la peggio è stato un 26enne residente a Milano, che ha riportato una ferita da taglio superficiale al braccio sinistro. Dopo le prime cure sul posto, il giovane è stato trasportato dai sanitari al pronto soccorso dell'ospedale di Macerata; la prognosi è attualmente in corso di refertazione.
L’efficace reazione dei militari e gli accertamenti condotti dal personale dei carabinieri della locale stazione hanno permesso di rintracciare e identificare rapidamente l’aggressore: un connazionale di 21 anni residente in città. Il giovane è stato deferito in stato di libertà all'autorità giudiziaria e dovrà rispondere dei reati di lesioni personali aggravate e porto di armi od oggetti atti ad offendere.
Oltre alle responsabilità penali, la posizione del 21enne è ora sotto stretta osservazione. L’Arma sta infatti valutando la proposta per l'applicazione di una misura di prevenzione volta a tutelare l'ordine e la sicurezza pubblica, al fine di evitare il ripetersi di simili episodi di violenza nelle aree frequentate della città.
Una mattinata speciale, tra divise, sirene e nuovi amici a quattro zampe. L’Arma dei carabinieri ha aperto le porte della Compagnia di Tolentino per accogliere centoventi piccoli studenti dell’ultimo anno delle scuole materne Bezzi, Grandi, Rodari e King. L’iniziativa, nata dalla stretta collaborazione tra la scuola, i militari in servizio e i membri dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo, ha permesso ai bambini di scoprire da vicino l’impegno quotidiano dell’Arma al servizio della comunità.
I giovanissimi ospiti hanno dimostrato grande attenzione e preparazione, confermando di conoscere già perfettamente il numero di emergenza 112. Durante l'incontro sono state illustrate le regole base della sicurezza stradale e il funzionamento delle "macchine veloci" del pronto intervento, trasmettendo ai piccoli l'importanza di vedere nel carabiniere una figura amica a cui chiedere aiuto in ogni momento di necessità.
Uno dei momenti più coinvolgenti è stato dedicato alla protezione civile grazie alla partecipazione dell’associazione "Love Your Dog". I bambini hanno assistito con entusiasmo a una dimostrazione pratica di ricerca persone con il barbone nano Lamù e il labrador Miral. L'attività ha mostrato come l'unione tra l'addestramento cinofilo e le competenze dell'Arma sia fondamentale nelle operazioni di soccorso, affascinando i piccoli spettatori con l'abilità e il fiuto dei cani.
Questa ora didattica "fuori classe" si inserisce nel più ampio progetto scolastico "Tolentino, la città delle bambine e dei bambini", che si sposa perfettamente con il protocollo dell’Arma sulla Cultura della Legalità promosso dal Comando Provinciale di Macerata. L'obiettivo è affiancare famiglie e insegnanti nel percorso di crescita dei cittadini di domani, contribuendo a sviluppare una coscienza sociale solida, fondata sul rispetto e sulla condivisione delle regole del vivere comune.
SERRAVALLE DI CHIENTI – Dalla provincia maceratese alla ribalta delle piattaforme digitali, passando per sogni accantonati e poi ritrovati. È la storia di Daniela e Valeria Santarelli, in arte Le Twins Diverse, duo gemellare di 25 anni originario di Serravalle di Chienti, che sta costruendo passo dopo passo il proprio percorso nel panorama musicale emergente.
La passione per la musica nasce fin da bambine, tra le prime parole e le prime melodie, fino ad arrivare alla scrittura della loro prima canzone a 17 anni. Un legame forte, che nel tempo ha dovuto però fare i conti con alcune difficoltà personali che le hanno costrette a mettere temporaneamente da parte questo sogno. Senza mai abbandonarlo davvero.
La svolta arriva nel giugno 2024, quando – grazie alla collaborazione con Manuel Burroni – pubblicano il loro primo singolo, “Specchio”. Un brano intimo e riflessivo, che rappresenta un dialogo con la propria anima bambina, quasi un ritorno alle origini e alla parte più autentica di sé.
A questo debutto segue “Vintage”, una traccia pop dal sapore fresco ma con richiami al passato, che riflette anche lo stile e l’immaginario che le due artiste amano esprimere nella quotidianità. Poi arrivano “Nunki”, racconto di una giovane immersa in una vita vuota e materialista, e “Perché mi guardi?”, un intreccio di domande tra razionalità e sentimento, senza una risposta definitiva, perché – come spiegano – certi momenti vanno semplicemente vissuti.
L’ultimo capitolo di questo percorso è “Lei”, uscito lo scorso 9 febbraio. Un brano particolarmente sentito dalle due cantautrici: «È nato grazie a una “Lei”, una persona per noi molto importante – raccontano – ed è dedicato a tutte quelle persone che sanno ascoltare davvero. A quelle parole che arrivano all’improvviso e ti rapiscono il cuore». Il singolo ha già ottenuto i primi riscontri, venendo trasmesso su All Music Digital Radio di Cremona e successivamente su oltre 50 emittenti in tutta Italia.
(Ascolta qui il brano)
Le Twins Diverse portano avanti una linea chiara: niente musica costruita sulle tendenze del momento, ma canzoni che raccontano esperienze personali, emozioni e identità. I loro brani sono disponibili sulle principali piattaforme digitali, da YouTube a Spotify, mentre sui social – Instagram e TikTok – condividono quotidianamente il loro mondo fatto di musica, stile e vita vissuta.
SAN SEVERINO MARCHE - Il cuore di via Settempeda torna a battere all'insegna del gusto e della tradizione. Nei locali storici che un tempo ospitavano l’Emporio Catena è stato ufficialmente tagliato il nastro della nuova sede condivisa che riunisce due realtà di spicco del panorama produttivo locale: l’Azienda Agricola Bartoccioni Gianpalma e l’Agriapicoltura di Emanuele Agrifoglio. La scelta di far convivere due imprese distinte in un unico spazio nasce dalla volontà comune di creare un punto di riferimento per la filiera corta e la biodiversità nel centro della città.
L'Azienda Bartoccioni porta in via Settempeda un'esperienza lunga oltre sessant'anni, fatta di una gestione familiare tramandata per generazioni. La loro forza risiede in un allevamento semibrado di bovini, suini e animali da cortile che si traduce in una produzione completa, dalla macelleria alla gastronomia, includendo anche oli e legumi del territorio.
Al loro fianco, Emanuele Agrifoglio rappresenta l'eccellenza dell'apicoltura settempedana, gestendo oltre cinquecento famiglie di api dislocate in varie aree del comune. Oltre alla produzione di miele e polline dalle proprietà organolettiche uniche, il suo lavoro svolge una funzione essenziale per la tutela dell'ecosistema locale.
Alla cerimonia di inaugurazione è intervenuto il sindaco Rosa Piermattei, che ha lodato il coraggio e la visione dei due imprenditori. Secondo il primo cittadino, vedere due realtà del territorio unirsi per offrire un’accoglienza comune è un segnale bellissimo di vitalità economica. Piermattei ha inoltre sottolineato come questa apertura restituisca vita a un luogo storico di via Settempeda, trasformandolo in una vetrina d'eccezione per il meglio della produzione agricola e apistica locale.
Una scelta di libertà e sicurezza, garantita dallo Stato ma ancora troppo poco conosciuta nel dibattito pubblico. Per colmare questo vuoto informativo, l’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Civitanova Marche ha organizzato un importante convegno dedicato al parto in anonimato, una risorsa legislativa fondamentale per la tutela della vita e della dignità della donna. L'appuntamento è fissato per il 26 marzo, alle ore 21:15, presso la sala convegni dell’Hotel Ghibli in Viale Vittorio Veneto.
L'iniziativa nasce per far luce sull'articolo 30 del DPR 396/2000, che consente a ogni donna di partorire in ospedale in totale riservatezza, senza essere nominata e ricevendo assistenza sanitaria completa e gratuita. Grazie alla sinergia con il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale di Civitanova e il Consultorio Ast, durante l'incontro verrà illustrato il protocollo ospedaliero che si attiva in situazioni di difficoltà.
Si tratta di un aiuto concreto che tutela la salute della gestante durante e dopo la gravidanza, garantendo al contempo al bambino l'affidamento immediato a cure professionali fino al momento dell'adozione da parte di una famiglia pronta ad accoglierlo.
L'assessore alle pari opportunità Barbara Capponi sottolinea come informare su questo percorso garantito dalla legge sia un atto culturale e comunitario di estrema importanza. L'obiettivo dell'amministrazione è quello di far conoscere e diffondere strumenti già operativi nel territorio, nel pieno spirito di "Civitanova città con l'infanzia". Questa visione mira a costruire una rete di protezione collettiva che sia a custodia di ogni vita, offrendo risposte istituzionali certe a chi si trova in una condizione di estrema fragilità.
Il convegno vedrà la partecipazione di un parterre di esperti multidisciplinari che analizzeranno il tema sotto il profilo legale, medico e sociale. Oltre all'assessore Capponi, interverranno l’avvocato Eleonora Tizzi dello Sportello InformaDonna, la dottoressa Rosalba Zannini per il Consultorio Ast Macerata e i vertici dei reparti ospedalieri cittadini: il primario Stefano Cecchi, la coordinatrice Tania Paoltroni e la responsabile di pediatria Enrica Fabbrizi. Il quadro degli interventi sarà completato dall'assistente sociale Italia Gismondi e da Davide Rizzo, presidente regionale del Movimento per la Vita. L’ingresso all'evento è gratuito e ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
Scatta l'allarme nei comuni dell’Unione Montana Potenza Esino Musone a causa di una presenza di processionaria del pino significativamente più rilevante rispetto alle passate stagioni. A seguito di numerosi sopralluoghi e segnalazioni da parte degli utenti, l’Ente ha inviato una comunicazione ufficiale ai sindaci del territorio e ai Carabinieri Forestali per sollecitare interventi mirati alla tutela della pubblica incolumità.
Sebbene l'attacco di questo lepidottero defogliatore raramente pregiudichi la vita del pino, il pericolo maggiore è di natura igienico-sanitaria. A partire dal terzo stadio evolutivo, le larve presentano peli urticanti che possono essere facilmente dispersi nell’ambiente.
Il contatto diretto o l'inalazione di queste sostanze può scatenare gravi irritazioni cutanee, oculari e respiratorie, arrivando fino allo shock anafilattico nei soggetti sensibili. Particolare attenzione va prestata agli animali domestici, per i quali l'ingestione o il semplice contatto con le mucose della bocca possono risultare letali.
Per contrastare il fenomeno, l’Unione Montana ha diffuso le linee guida dell'Assam (Agenzia Marche Agricoltura e Pesca) che delineano una strategia di difesa integrata basata sulle diverse fasi stagionali. Durante l'inverno si procede con l'intervento meccanico per la raccolta e la distruzione dei nidi biancastri visibili sulle chiome, operazione che richiede estrema cautela.
Tra febbraio e marzo si consiglia invece l’applicazione di cartoni collati intorno ai tronchi per bloccare le larve che scendono in "processione" verso il suolo. Con l'arrivo di giugno si passa alla lotta biotecnica mediante trappole a feromoni, mentre a fine estate sono raccomandati trattamenti biologici con prodotti innocui per l’uomo ma efficaci contro le giovani larve. Tra agosto e settembre è inoltre possibile intervenire con iniezioni dirette al tronco per una protezione mirata della pianta.
L'Unione Montana Potenza Esino Musone invita tutta la cittadinanza alla massima collaborazione nella segnalazione tempestiva dei nidi nelle aree pubbliche. Ai proprietari di aree verdi private viene raccomandato di attivarsi tramite ditte specializzate per la manutenzione dei propri spazi, così da limitare la diffusione del parassita e garantire la sicurezza collettiva.
Il ring dell’Associazione Tennis Macerata si tinge d'oro per i colori locali. Sabato 21 marzo, la serata dedicata alla "noble art" ha sancito il momento magico del Macerata Boxing Club, capace di centrare un en plein clamoroso: sei vittorie su altrettanti incontri disputati.
Sotto la guida attenta dei tecnici Luca Pucci, Luca Crucianelli e del giovane Riccardo Cirilli, gli atleti maceratesi hanno dominato il programma. Oltre ai successi di Leone Messi, Fabrizio Giorgini, Sebastiano Emili e Filippo Ciattaglia, l'attenzione del pubblico si è accesa per i due match clou da quattro riprese.
Ernis Abazi ha superato con autorità Lorenzo De Pasquale (Team Boxe Ancona), mentre Leonardo Ciccalè ha confermato il suo stato di grazia: reduce dall'oro al Torneo Nepi di Firenze, il pugile categoria 80 kg ha battuto l'abruzzese Andrea Cascini, consolidando la sua ascesa nel panorama nazionale.
Il Galà si è aperto con un segnale importante per il movimento pugilistico femminile: le giovani Asia Maurelli e Celeste Monachesi si sono misurate in un'esibizione di sparring che ha mostrato una preparazione tecnica eccellente, preludio al loro imminente debutto ufficiale.
L’assessore allo sport Riccardo Sacchi, presente per i saluti istituzionali, ha lodato il lavoro della società guidata dal presidente Antonio Cervigni e dal direttivo composto da Crucianelli, Pucci, Samuele Antinori e Noemi Tiofilo. Nel corso dell'evento è stata inoltre assegnata la finale regionale Under 19 (cat. 65 kg), vinta da Gregorio Marucci (Boxing Club Castelfidardo).
L'appuntamento non è stato solo agonismo. Tra una ripresa e l'altra, il pubblico ha potuto godere delle coreografie di un trio di performer acrobatiche, rendendo la serata un vero spettacolo multidisciplinare. Grazie alla logistica curata dal Point Bistrot e all'ingresso gratuito, il Galà si è confermato un punto di riferimento per l'intera comunità sportiva maceratese.
Seguo in questa mia riflessione che, so già, sarà cestinata come sgradita o fuori tema (sicuri?) i comandamenti di una scrittrice che amo sommamente Agatha Christie. “Consigliava” al suo Emile Poirot: si ricordi che tre indizi fanno una prova. L’esito del referendum sulla riforma Nordio a Macerata città è il terzo indizio che mancava e ora c’è la prova: Sandro Parcaroli è un candidato inadeguato a guidare una coalizione di centrodestra sempre più debole nel progetto politico e sempre meno autorevole negli esponenti.
Sanno tutti, anche se è una delle verità inconfessabili, che Francesco Acquaroli temendo una faida interna a Fratelli d’Italia qualora si fosse scelto di non ricandidare il sindaco uscente e, a questo punto difficilmente rientrante, abbia detto: lui ci garantisce l’equilibro. Perciò ha sollecitato Matteo Salvini, che non vedeva l’ora dato che con le percentuali di consenso attese per la Lega quando gli ricapita di avere il primo cittadino di un capoluogo oltre il lombardoveneto?, a "pretendere" la ricandidatura di questo canuto pensionato (non è più un imprenditore avendo ceduto il suo ingrosso di computer) dalla lacrima facile, dall’eloquio stento e dal pensiero semplice. E tuttavia ci sono i tre indizi.
Lo schema Christie sostiene che: il primo indizio è un sospetto inziale e rimanda al flop che il centrodestra ha subito in città alle regionali; il secondo indizio è una coincidenza o casualità e richiama il fatto che il centrodestra a Macerata nelle elezioni per il presidente della Provincia tra i consiglieri comunali ha avuto il peggior risultato e solo un intervento nascosto quanto energico di Anna Menghi su tre leghisti ha consentito ad Alessandro Gentilucci di farcela.
Su questo farò una necessaria notazione che dà il senso del disfacimento del Centrodestra in città. Il terzo indizio infine è la prova provata ed è il risultato che si è avuto in città sul referendum. Come si sa Macerata ha avuto un pessimo risultato: il NO ha vinto col 53,17% dei consensi contro un 46,83% dei SI’. A Civitanova dove pure ha vinto il NO il divario è assai meno consistente. Ma il dato di Macerata città diventa clamoroso se confrontato con quello della provincia dove invece ha prevalso il SI’ ed è al di fuori del Nord-Est del paese un’eccezione.
Ed è proprio la differenza tra Macerata e il suo territorio a marcare la disfatta del Centrodestra cittadino e a segnalare l’inadeguatezza della candidatura Parcaroli. Sento sibilare i difensori a gettone di colui che fu Godo e che tutto il Centrodestra aspettava come l’oracolo di Delfi, ma che c’entra il referendum sulla giustizia con “lu candidatu sindecu”? Apparentemente nulla, nella sostanza politica tutto. Proviamo a ragionare.
L’effetto Parcaroli si è sentito in negativo su Acquaroli alle regionali, segno evidente che l’attuale giunta e i “capi” locali dei partiti di Centrodestra non godono di un gradimento consolidato e che il Sindaco non è un fattore di spinta del consenso. Ancora più devastante è l’impatto di Parcaroli sulla Provincia (intesa come Ente). Alessandro Gentilucci - voluto a ogni costo da Francesco Acquaroli al punto che il presidente della Regione ha stretto un patto con l’ex consigliera regionale Anna Menghi che avrà, sempre ammesso che il Centrodestra vinca e oggi appare assai problematico, un posto da assessore - appena eletto ha dovuto misurarsi con le proteste per la tariffa Tari che aumenta e con la mancata soluzione della privatizzazione dell’acqua di cui porta una qualche responsabilità.
Per non dire delle continue lagnanze che si fanno sullo stato pietoso della viabilità provinciale, sul disordine delle aree faunistiche, sul deficit infrastrutturale. L’eredità Parcaroli per Gentilucci non è un cadeau di pregio e di certo nella prossima campagna elettorale sarà buon gioco delle opposizioni rimproverare al “bianconiglio” di essere stato contemporaneamente Sindaco e presidente della Provincia e di aver portato in dote, a tacer d’altro, ai maceratesi un rincaro onerosissimo della tassa per i rifiuti.
E poi c’è la circostanza del referendum che conferma come Macerata non solo non sia una granitica roccaforte di consensi per il Centrodestra, ma abbia perduto del tutto il suo ruolo e la propria autorevolezza di capoluogo. E’ facilissimo notare che nessun consigliere regionale è stato espresso dalla città e che gli eletti sono tutti politici del territorio provinciale. Macerata è la Cenerentola del centrodestra e davvero si fa fatica a comprendere come su questo appannamento di consenso e di autorevolezza non pesi il fattore Parcaroli.
A dimostrazione ulteriore si può citare che tocca a Renzo Marinelli, consigliere regionale e in procinto di assurgere ad un assessorato, da Castelraimondo venire a dirimere le questioni della Lega a Macerata ormai destinata a una frantumazione di quadri e dunque di consensi. L’assessora Laura Laviano (la sola eletta tra quelli del fu Carroccio che siedono nella giunta Paracroli) da tempo ha detto addio al partito, il presidente del consiglio comunale Francesco Luciani è già in lista con I Marchigiani, Aldo Alessandrini sinora capogruppo e segretario cittadino pare intenzionato a non ricandidarsi e così almeno tre dei consiglieri uscenti, l’assessore Lego che sarebbe fatto fuori da Anna Menghi se corresse con la Lega da quel che si dice starebbe pensando di candidarsi nella “civica con la camicia” di un gruppo di negozianti che avrebbe il sostegno anche del consigliere di minoranza di Appignano probabilmente pentitosi di aver abbandonato il carro del generale Roberto Vannacci al punto che il commissario provinciale Mauro Lucentini sarebbe preoccupato per lo svuotamento possibile di consensi dalla lista di Salvini.
Dove resta in attesa Anna Menghi decisa a candidarsi all’ultimo. In casa Forza Italia le cose non vanno moto meglio. Si sa che, sia pure surrettiziamente, l’assessore uscente Riccardo Sacchi avrebbe posto il veto alla candidatura nelle liste forziste di Laura Laviano e addirittura di Silvano Iommi che di Forza Italia è stato uno dei primi animatori ai tempi in cui Sacchi era ancora alla corte di Alleanza Nazionale.
Ci sarebbe una certa rinnovata frizione tra l’assessore comunale e il presidente del consiglio regionale – guarda te anche lui di Camerino, dunque non di Macerata – Gianluca Pasqui che invece spinge per le doppie candidature di Laviano e Iommi convinto che l’evidente debolezza e frammentazione della Lega potrebbe dare a Forza Italia maggior spazio nella eventuale giunta Paracaroli-bis.
Su questa disfida sotterranea c’è anche una interlocuzione di Barbara Antolini, segretaria cittadina e capogruppo in Comune di Forza Italia, che potrebbe aspirare a un posto da assessore anche per i limiti imposti dalla rappresentanza di genere. In Fratelli d’Italia la situazione è magmatica. Si sa che in quattro aspirano al posto di assessore: Paolo Renna vuole fare anche il vicesindaco, ma Francesca D’Alessandro legittimamente aspira alla conferma (dato anche il consenso raccolto alle regionali) in quel ruolo, Simone Livi rimasto a piedi in Regione pretende un posto e Pierfrancesco Castiglioni chiede un segno di riconoscimento alla sua fedeltà. Si accontenterebbe pare del ruolo di Presidente dell’assemblea comunale.
Ma al carro di Fratelli d’Italia c’è un vero e proprio assalto al punto che si mormora di una "lista dei ristoratori" che chiederebbe un posto in giunta. In questo marasma spuntano altre due incognite. La prima è la lista I Marchigiani che si presenta molto agguerrita e non si sa ancora se Claudio Carbonari vi confluirà o meno, la seconda è la lista dell’Udc con la presenza dell’assessore Marco Caldarelli che potrebbe finire per diventare un catalizzatore dei dissidenti dagli apparati del Centrodestra senza contare che, sia pure con ridottissime speranze, sono in campo Mattia Orioli e Giordano Ripa che pescano in un’area limitrofa al Centrodestra.
Francesco Acquaroli ha scelto di confermare Sandro Parcaroli per tentare di arginare le spinte centrifughe e le faide interne di un Centrodestra che pare del tutto inconsapevole dell’erosione di consensi che ha subito e sta subendo. E del tutto indifferente ai sommovimenti dell’elettorato che invece il voto referendario ha palesemente fatto emergere. Lo dimostra la difficoltà che i partiti hanno nel formare le liste. Probabilmente solo Fratelli d’Italia riuscirà a comporre l’elenco di tutti e trenta i candidati.
A due mesi esatti dalle elezioni il Centrodestra non ha ancora elaborato una piattaforma programmatica ed è stato paralizzato prima aspettando Godo, oggi dalle manovre in cerca di un posto con l’elettore considerato variabile indifferente, e tale non è! Non si rende conto che ad esempio Marco Sigona gli ha posto un problema serio: come dialogare con i ceti produttivi, con il mondo delle professioni e con l’università?
E sull’altro fronte Giancarlo Tittarelli può capitalizzare il dissenso giovanile ben espresso dal voto del referendum e il voto popolare del tutto trascurato dalla giunta Parcaroli che si è arroccata nel suo fortino di cemento armato inconsapevole della perdita di ruolo e di peso che Macerata ha subito come dimostrano i tre indizi elettorali. Il tempo per cambiare candidato Sindaco il Centrodestra lo avrebbe, ma non lo farà. Sarebbe il caso di suggerire però a Francesco Acquaroli che potrebbe essere un voto a perdere.
Un fiore per rompere il silenzio su una patologia che in Italia colpisce circa 3 milioni di donne. Domenica 29 marzo, Macerata si unisce alle oltre 40 piazze italiane per l'iniziativa nazionale "I Fiori della Consapevolezza", promossa dall'A.P.E. (Associazione Progetto Endometriosi). L’appuntamento per i cittadini maceratesi è al Centro Commerciale Val di Chienti, dove dalle 9:00 alle 14:00 sarà allestito uno stand informativo.
L’iniziativa, che cade in concomitanza con la Giornata Mondiale dell’Endometriosi, vede le volontarie dell'A.P.E. impegnate da 20 anni nel creare consapevolezza su una malattia cronica spesso invisibile e difficile da diagnosticare.
Con una piccola donazione, sarà possibile portare a casa una gerbera rosa in vaso insieme a dei semi di girasole: simboli scelti per rappresentare la fragilità, ma anche la forza delle donne che affrontano questa sfida ogni giorno. Ogni fiore sarà accompagnato dalle istruzioni per la coltivazione, un gesto che invita alla cura costante, proprio come quella necessaria per la salute femminile.
Il cuore del progetto non è solo simbolico. I fondi raccolti a Macerata e in tutta Italia serviranno a finanziare uno dei pilastri dell’associazione: la formazione specialistica dei professionisti della salute.
Ginecologi, ecografisti e psicologi aggiornati sono infatti l’arma più efficace per abbattere il grave ritardo diagnostico che ancora oggi caratterizza l'endometriosi. Investire nella conoscenza significa permettere a migliaia di donne di accedere a percorsi di cura multidisciplinari e tempestivi, migliorando drasticamente la loro qualità di vita.
C’è un filo invisibile che unisce i borghi della Val di Fiastra, un tracciato che non è solo una linea su una mappa, ma il risultato di un’esperienza collettiva nata "dal basso". A raccontare la genesi e l’anima dell’Anello della Val di Fiastra è Lucia Barchetta, ingegnere edile e coordinatrice della progettazione, figura che incarna perfettamente l'unione tra rigore tecnico e passione per il territorio.
Il legame di Lucia Barchetta con queste terre nasce nel cratere sismico. "Sono arrivata nella valle dopo anni di lavoro sulla ricostruzione e ricerca dedicata alla resilienza dei centri storici", spiega l'ingegnere. Una formazione tecnica che si è intrecciata con la sua esperienza nel CAI di Fermo: "L’Anello è stata l'occasione per unire la dimensione personale del cammino a un lavoro di progettazione territoriale. Questo progetto ha rafforzato la mia decisione di restare e contribuire allo sviluppo della valle".
L'idea dell'Anello affonda le radici nell'estate del 2020, in piena epoca post-lockdown, grazie a un'intuizione del festival Borgofuturo. In quell'occasione nacque il cosiddetto "buon contagio": eventi diffusi nei paesi della valle da raggiungere rigorosamente a piedi.
Sotto la guida dei Comuni di Ripe San Ginesio, Colmurano e Loro Piceno, il progetto si è trasformato in un processo di partecipazione diffusa. "Abbiamo avviato un lavoro complesso di mappatura e revisione dei tracciati - racconta Barchetta - cercando percorsi che fossero accessibili ma anche significativi dal punto di vista paesaggistico. Camminando si vedono cose che in macchina sfuggono completamente".
L'Anello si sviluppa in sette tappe, una per ogni comune della valle. Non si tratta solo di una destinazione turistica, ma di uno spazio di cura condiviso da amministrazioni, abitanti e associazioni. Il lavoro di comunicazione dell'agenzia Tonidigrigio ha poi contribuito a rendere visibile questa natura plurale e partecipata.
Per Lucia Barchetta, l’Anello è "un’infrastruttura leggera che mette in relazione paesaggio, borghi e persone", trasformando il semplice atto di camminare in una pratica concreta di presidio e valorizzazione del patrimonio marchigiano.
Le note dei Fab Four risuonano con accento marchigiano nel nord della Francia. Si è conclusa con un autentico trionfo la partecipazione dei The Ladders alla "Beatles Night 2026" di Wasquehal, vicino a Lille. La band, colonna portante del tributo beatlesiano in Italia, è stata tra i grandi protagonisti della 21ª edizione di uno degli eventi europei più prestigiosi dedicati alla band di Liverpool.
Il successo in terra francese porta la firma di un quintetto che unisce diverse anime della nostra regione. Sul palco dell’Espace Gérard Philipe, davanti a un teatro sold out, hanno brillato il maceratese Riccardo Scarponi e Mauro Cimarra di Jesi. A completare l'ossatura della band, portando alta la bandiera di Camerino, sono stati i due storici musicisti camerti Massimo Gerini e Brizio Romagnoli. Insieme a loro, a chiudere il cerchio di questa eccellenza regionale, anche Gabriele Chiappa di Fabriano.
I Ladders hanno infiammato il pubblico francese con un set dedicato ai brani più rock’n’roll dei Beatles, culminato in un momento di rara intensità emotiva. Per il gran finale, la band marchigiana ha chiamato sul palco le altre formazioni della serata – i francesi The Eggmen e i belgi The Beatlephonics – per un'esecuzione corale di "Hey Jude" che ha fatto scattare la standing ovation dell'intero palazzetto.
"È stata una serata fantastica - hanno commentato i membri della band al rientro - ma il merito va ai Beatles e alla splendida organizzazione di Pierre e di tutto lo staff francese che ci ha accolto come amici di vecchia data".
Attivi da ormai 15 anni, i Ladders si confermano una realtà internazionale capace di esportare il talento marchigiano oltre confine. Dopo il successo d'oltralpe, il tour tributo ai Fab Four non si ferma: il prossimo appuntamento è fissato per il 4 aprile allo Skylight Club di Foligno, per poi proseguire con le date estive in tutta la penisola.
Il "tacco-punta" maceratese non smette di stupire. È ufficiale la quinta convocazione consecutiva per Michele Antonelli ai Campionati Mondiali a squadre di marcia. Il marciatore maceratese, punta di diamante del C.S. Aeronautica (primo aviere scelto), vestirà per la 19ª volta la maglia azzurra, questa volta con direzione Sudamerica: il prossimo 12 aprile sarà a Brasilia per la rassegna iridata, l'evento internazionale più rilevante di questo anno solare.
La storia sportiva di Antonelli è un inno alla determinazione. Dopo che le federazioni internazionali (CIO e IAAF) avevano cancellato la storica prova della 50 km – specialità in cui il maceratese eccelleva, vantando un crono di 3h49'07” (14° all-time in Italia) – sembrava che per lui non ci fossero più prospettive ai massimi livelli.
Invece, Antonelli ha saputo reinventarsi sulla distanza più breve, la 20 km, ottenendo risultati straordinari: il bronzo ad Antalya nel 2024 e lo splendido argento agli Europei 2025 di Podebrady, dove ha firmato il suo record personale di 1h20'43”, tempo che lo colloca al 18° posto assoluto nella storia della marcia italiana.
Michele Antonelli rappresenta oggi lo sportivo più titolato di Macerata, ma soprattutto un modello per i giovani atleti locali. La sua capacità di non arrendersi mai e di "allenarsi sempre con lo sguardo dritto e aperto nel futuro", citando Pierangelo Bertoli, lo rende il miglior ambasciatore possibile per il capoluogo nel continente americano. A Michele va l'abbraccio dell'intera comunità maceratese, orgogliosa di vedere ancora una volta un proprio cittadino difendere i colori dell'Italia sul tetto del mondo.
Alessandra Verni non si è mai arresa da quel tragico gennaio 2018, quando i resti di sua figlia Pamela furono ritrovati sulla strada tra Casette Verdini e Pollenza.
Ancora oggi, a seguito della condanna di Innocent Oseghale all’ergastolo per aver violentato, assassinato e brutalmente depezzato il cadavere di Pamela, Alessandra non si dà pace: è la voce di una madre che esige giustizia.
“Quello che vorrei sottolineare - ha dichiarato la Verni durante un’intervista telefonica - è che ancora oggi non sono stati trovati tutti i complici di Oseghale. Si tratta di un delitto così efferato, che è praticamente impossibile concepire che un solo individuo sia riuscito a compiere tutte quelle azioni senza alcun aiuto”.
Stando alle parole di Alessandra, da alcune intercettazioni e dalla denuncia di un detenuto del carcere di Ferrara, emergerebbe il coinvolgimento di altre persone, alcune delle quali precedentemente interrogate e processate, ma poi assolte per mancanza di prove.
“C’è anche un altro elemento che non può essere ignorato - ha proseguito la Verni - Michela Pettinari, madre dei figli di Oseghale, durante una telefonata a quest’ultimo, effettuata proprio nel tardo pomeriggio del 30 gennaio, ha dichiarato di aver ricevuto risposta da una donna che, sghignazzando, ha detto che Oseghale era impegnato, e di aver sentito in sottofondo diverse voci. Tutto questo, presumibilmente, accadeva mentre mia figlia veniva uccisa”.
La madre di Pamela ha inoltre insistito sull’efferatezza dell’omicidio e sulla presenza di diverse tracce di DNA, riconducibili alla possibilità di violenze sessuali effettuate da più di un individuo: “Per farsi un’idea della brutalità del suo assassinio, basta guardare le foto dei resti di mia figlia. È stato addirittura definito un unicum nella storia della criminologia mondiale degli ultimi 50 anni. Il corpo di Pamela è stato disarticolato in maniera chirurgica ed estremamente precisa: un’operazione del genere richiede dei tempi e una lucidità che non possono essere il frutto di una sola mente e di due sole mani. Personalmente, credo che esista una connessione tra la ritualità di certe organizzazioni criminali straniere e il silenzio compiacente di alcuni poteri occulti che controllano il territorio in maniera invisibile, ma ramificata”.
Per consolidare la sua tesi, la Verni ha anche addotto ad un’intervista di Rainews 24 mandata in onda nel 2018, a poche settimane di distanza dall’omicidio di Pamela, durante la quale una ragazza, vittima sopravvissuta, ha denunciato in anonimato la presenza di un sistema deviato e corrotto, nel quale sarebbero coinvolti personaggi molto noti della "Macerata bene". Festini a base di prostituzione minorile e droga sarebbero al centro di questa sorta di ragnatela di potere, in cui i trafficanti di sostanze stupefacenti vengono utilizzati come manodopera.
Il 7 marzo 2025, Alessandra Verni ha ottenuto la possibilità di incontrare, faccia a faccia, il carnefice di sua figlia, l’unico finora individuato dalla legge: “Di fronte alle mie domande, Oseghale ha preferito non rispondere. Paradossalmente, se solo decidesse di parlare, potrebbe rendere a Pamela la giustizia che merita. Ad ogni modo, io ne sono uscita a testa alta e più determinata di prima, nonostante quell’incontro mi abbia messa a dura prova”.
Alessandra ha concluso l’intervista con una nota dolente: “In molti hanno voluto far passare mia figlia per una 'drogata' che se l’è andata a cercare. Purtroppo, c’è ancora questa tendenza traviata a colpevolizzare la vittima, invece di soffermarsi sugli stupratori e i carnefici. Il motivo per cui non mi arrendo è che Pamela merita giustizia, ma anche che ciò che è stato fatto a lei, può essere fatto a chiunque altra”.
Dopo il verdetto delle urne sul referendum costituzionale per la riforma della magistratuta, arriva l'analisi del coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Marche, la senatrice Elena Leonardi. Nonostante la vittoria del No a livello nazionale e regionale (leggi qui), l'esponente di centrodestra sottolinea la tenuta della proposta nelle due province di Macerata e Fermo.
Per la senatrice di Porto Recanati, l’affluenza registrata è un segnale positivo di "attenzione e partecipazione che altre consultazioni non hanno saputo sollecitare". Resta però l'amarezza per l'esito finale: "Come sempre per Fratelli d’Italia, il voto degli italiani va rispettato sebbene resti il rammarico per un’occasione mancata, quella di avviare una riforma della giustizia attesa da anni e presente nel nostro programma".
Leonardi punta il dito contro i toni della campagna elettorale: "Dispiace che siano stati spesso utilizzati argomenti estranei al merito del quesito, facendo assumere alla campagna elettorale connotati di scontro non legato alla riforma della giustizia".
Nonostante il dato complessivo, la senatrice rivendica con orgoglio i risultati ottenuti nell'entroterra e nel sud delle Marche: "Nelle province di Macerata e Fermo si è affermato il "Sì" alla riforma ed è un segnale che raccogliamo e rivendichiamo".
In chiusura, Elena Leonardi blinda l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni: "È bene ribadire con chiarezza che l’esito del referendum non incide sull’operato del Governo. La nostra azione proseguirà con determinazione, nel rispetto degli impegni assunti e nell’interesse dei cittadini".
Un operaio di 58 anni è rimasto ferito nel pomeriggio di oggi a seguito di una caduta da un’impalcatura in località Valcimarra, nel territorio comunale di Caldarola. L’incidente è avvenuto intorno alle 16:50 all’interno di un cantiere per la ricostruzione post-sisma. Il muratore, dipendente di una ditta del Teramano, avrebbe perso l'equilibrio mentre si trovava su un ponteggio interno all'abitazione, precipitando al suolo da un’altezza di circa due metri.
L’allarme è stato lanciato immediatamente dai colleghi di lavoro. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che, dopo aver valutato i traumi riportati dall'uomo, hanno richiesto l’intervento dell’eliambulanza. L'operaio, dopo essere stato stabilizzato, è stato trasferito d'urgenza all'ospedale regionale di Torrette ad Ancona.
Sul luogo dell'infortunio sono giunti i carabinieri della Compagnia di Tolentino per i rilievi di legge e il personale dello Spsal dell'Ast di Macerata. Gli ispettori del servizio di prevenzione e sicurezza sugli ambienti di lavoro sono ora impegnati negli accertamenti necessari per ricostruire l'esatta dinamica del sinistro e per svolgere le indagini del caso.
Una scomparsa improvvisa e dolorosa ha colpito nel profondo la comunità di Castelraimondo. All'età di 65 anni è venuto a mancare Luciano Severini, colto da un malore fatale mentre si trovava nella sua abitazione. Nonostante i soccorsi, per lo stimato professionista non c'è stato nulla da fare.
Il Comune ha voluto esprimere il proprio dolore attraverso una nota ufficiale, ricordando Luciano come un collaboratore prezioso e un uomo di grande spessore civico: "Lo ricordiamo con sincera commozione non solo come amico e collaboratore sempre disponibile, ma anche come un professionista stimato. Luciano ha svolto il lavoro di elettricista mettendo la sua competenza, la sua serietà e la sua gentilezza al servizio della comunità, offrendo il proprio aiuto con discrezione e generosità".
Per l'amministrazione comunale, la perdita di Severini lascia un vuoto difficile da colmare: "Mancheranno il suo sorriso, la sua disponibilità e la sua presenza costante, che negli anni sono diventati un punto di riferimento per molti cittadini e per la stessa amministrazione".
Luciano Severini lascia la figlia Mara con Paola, i fratelli Luciana, Mario e Armando, il cognato Gino e le cognate Elide e Manuela. La notizia della sua scomparsa, avvenuta in modo così repentino, ha generato un'immediata ondata di affetto e partecipazione al dolore della famiglia. I funerali per rendere l'ultimo omaggio a Luciano si terranno domani, martedì 24 marzo, alle ore 15:30 presso la chiesa della Sacra Famiglia a Castelraimondo.
Alleanza Verdi e Sinistra di Macerata interviene con forza sull'esito del referendum costituzionale, leggendo nel trionfo del No non solo una barriera a difesa della Carta, ma un trampolino di lancio verso la sfida per le imminenti Comunali. Per la co-portavoce provinciale Caterina Cirioni, il responso delle urne è "una bellissima notizia per la democrazia italiana e per tutte e tutti noi".
Secondo l'esponente di AVS, il voto ha sancito il fallimento di una visione politica precisa: "Le cittadine e i cittadini hanno respinto una riforma sbagliata, voluta dalla destra, che metteva in discussione l’equilibrio costituzionale e l’indipendenza della magistratura portato verso derive autoritarie di pieni poteri".
Cirioni sottolinea come la propaganda non sia bastata a scalfire la consapevolezza dell'elettorato: "È la dimostrazione che quando il Paese viene chiamato a scegliere tra la propaganda e la difesa della Costituzione, sa stare dalla parte giusta. Come Alleanza Verdi e Sinistra lo abbiamo detto più volte: si trattava di una battaglia per i contrappesi costituzionali. E il messaggio arrivato dalle urne è chiaro: l’Italia e Macerata non si piegano".
Il successo del fronte del 'No' diventa, nell'analisi di AVS, la base per la costruzione dell'alternativa al centrodestra locale in vista del voto amministrativo di maggio. "Se uniti abbiamo difeso la Costituzione, uniti possiamo riprenderci l’amministrazione del Comune di Macerata", incalza Cirioni, delineando i pilastri della futura proposta politica: giustizia sociale, partecipazione e tutela dei beni comuni.
Il risultato referendario viene vissuto come una spinta propulsiva per la lista: "Questo risultato dà ancora più forza a noi e al nostro simbolo in vista delle prossime elezioni comunali del 24 e 25 maggio. Da oggi questa vittoria ci consegna una responsabilità in più: trasformare la difesa della Costituzione in progetto di governo per la città. Con coraggio, con unità, con passione. Per cambiare Macerata davvero".