I Carabinieri della Stazione di San Ginesio hanno dato esecuzione a un provvedimento dell’autorità giudiziaria che ha disposto il ripristino dell’ordine di esecuzione per la carcerazione nei confronti di un uomo di 44 anni residente nel comune.
Il provvedimento, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, riguarda la revoca del precedente decreto di sospensione dell’ordine di esecuzione della pena. L’uomo dovrà scontare un anno e quattro mesi di reclusione per il reato di maltrattamenti in famiglia.
Secondo quanto ricostruito nell’ambito del procedimento, le condotte contestate sarebbero state commesse nei confronti del padre convivente in un periodo compreso tra il 2014 e il 2022.
Dopo le formalità previste, i Carabinieri hanno accompagnato l’arrestato presso la Casa Circondariale di Fermo, dove resterà a disposizione dell’Autorità giudiziaria competente.
Il Comune ha disposto il divieto temporaneo dell’utilizzo dell’acqua per il consumo umano in alcune zone della località Trodica, dopo una non conformità riscontrata dall’Ast nel campione prelevato in via Dante Alighieri.
Le analisi hanno rilevato una concentrazione di nitrati pari a 51 mg/l, un valore leggermente superiore al limite di legge fissato a 50 mg/l. A seguito della comunicazione dell’Ast, il sindaco Andrea Staffolani ha firmato un’ordinanza precauzionale per tutelare la salute pubblica.
Il divieto riguarda le aree servite dalla fonte di approvvigionamento di via Dante Alighieri, fino al confine con i Comuni di Corridonia e Montecosaro e nella zona al di sopra del passaggio a livello in direzione Morrovalle, lungo la strada provinciale 86, fino alla centrale di sollevamento in contrada Burella.
Nelle zone interessate non sarà possibile utilizzare l’acqua corrente per il consumo diretto, la preparazione di alimenti e bevande, il lavaggio di alimenti, stoviglie, posate e superfici a contatto con il cibo.
Per limitare i disagi alla popolazione, il Comune, in accordo con Apm, ha predisposto lo stazionamento di autobotti di acqua potabile in tre punti: il parcheggio vicino alla chiesa – Parco Pegaso, il parcheggio del bar Spreca e il parcheggio del suolificio Del Papa in via Canaletto.
Sarà inoltre possibile rifornirsi presso le fontane pubbliche situate al di fuori dell’area interessata dal divieto. I cittadini che dispongono di un depuratore domestico dovranno verificare con il proprio fornitore la possibilità di utilizzare l’acqua erogata dall’impianto.
Apm e Ast di Macerata stanno monitorando la situazione e procederanno con le verifiche necessarie. Il divieto sarà revocato dopo il rientro dei parametri entro i limiti previsti dalla normativa. Un nuovo prelievo è previsto per martedì prossimo.
Sono state eseguite le prove di carico sul nuovo ponte di Piediripa, lungo la Strada Provinciale 34 che collega i comuni di Macerata e Corridonia. Si tratta di un passaggio tecnico necessario per verificare il comportamento strutturale dell’opera e avvicinare la conclusione dell’intervento.
La Provincia di Macerata ha comunicato che i lavori sono ormai in dirittura d’arrivo. Dopo gli ultimi adempimenti tecnici e le finiture previste, il nuovo ponte potrà essere consegnato alla collettività.
Le verifiche effettuate hanno confermato la rispondenza dell’infrastruttura ai parametri progettuali e agli standard di sicurezza previsti. L’opera consentirà di migliorare la viabilità e l’accesso alla città di Macerata, con una struttura più moderna e funzionale.
Il progetto prevede anche la realizzazione di una pista ciclopedonale in sede propria, pensata per completare il collegamento tra mobilità veicolare e mobilità sostenibile sul territorio provinciale.
Si sono concluse nel migliore dei modi le ricerche di Diana Maruntelu, la ragazza di 15 anni di origine romena residente a Giulianova, della quale non si avevano più notizie dal 4 luglio scorso.
La giovane è stata rintracciata in Romania ed è risultata in buone condizioni di salute. Il ritrovamento è avvenuto al termine di una complessa attività investigativa che ha coinvolto i Carabinieri italiani e le forze dell’ordine romene attraverso un’intensa collaborazione internazionale.
Secondo quanto emerso, gli investigatori sono riusciti a individuare l’abitazione nella quale si trovava la minorenne grazie alla sinergia tra le autorità dei due Paesi. Al momento del ritrovamento Diana non sarebbe risultata in una situazione di coercizione, ma resta da chiarire la posizione della persona che si trovava con lei nell’abitazione: si tratterebbe di un uomo.
La 15enne è stata affidata a una struttura protetta per minori, dove resterà in attesa delle procedure necessarie per il rientro e il definitivo ricongiungimento con la famiglia.
Le indagini avevano preso una direzione internazionale dopo che era emerso un collegamento con la Romania. Nei giorni successivi alla scomparsa, infatti, il telefono della ragazza aveva agganciato una cella proprio in territorio romeno, mentre un precedente segnale era stato rilevato anche in Italia, con il cellulare che nei giorni delle ricerche risultava aver agganciato una cella nella zona di Civitanova Marche.
Nei giorni scorsi, la Procura, d’intesa con i familiari, aveva deciso di diffondere le generalità della ragazza per raccogliere informazioni utili e ampliare le possibilità di rintracciarla, sia sul territorio nazionale sia all’estero, con particolare attenzione alla Romania.
Il ritrovamento mette fine a dodici giorni di apprensione per la famiglia e per la comunità di Giulianova, che aveva seguito con attenzione l’evolversi delle ricerche. Ora proseguiranno gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto durante il periodo di assenza della ragazza.
Un presidio dello Stato che torna pienamente operativo e un simbolo concreto della rinascita delle aree interne. È stata inaugurata ufficialmente la nuova caserma dei Carabinieri con sede a Sarnano, ricostruita dopo i danni provocati dal sisma del 2016 e restituita all’Arma e alla comunità al termine di un percorso che ha accompagnato il territorio negli anni della ricostruzione.
La caserma rappresenta un presidio strategico non solo per il territorio comunale, ma per un comprensorio più ampio: i Carabinieri operano infatti anche a supporto del Comune di Gualdo e garantiscono il controllo di un tratto della Strada Statale 78 Picena, importante collegamento dell’entroterra maceratese. Un punto di riferimento fondamentale per un’area che richiama residenti, turisti ed escursionisti durante tutto l’anno.
Il sindaco di Sarnano Fabio Fantegrossi ha sottolineato proprio questo aspetto, evidenziando come una caserma sia fatta prima di tutto di persone e dei rapporti che riescono a costruire con il territorio. Dopo il sisma, ha ricordato, la comunità ha continuato a contare sulla presenza dei Carabinieri, in un percorso complesso che oggi restituisce però anche un’immagine positiva: quella di un paese che continua a vivere e a guardare avanti. «Siamo un paese in cantiere, con qualche cerotto che racconta le ferite, ma anche la vita che continua con determinazione e orgoglio», ha spiegato il primo cittadino, invitando a guardare a Sarnano non soltanto come a un territorio colpito dal sisma, ma come a un luogo vivo, da frequentare e abitare.
Nel corso dell’inaugurazione è stato ribadito più volte il ruolo dell’Arma come punto di riferimento per la sicurezza e per la vicinanza alla popolazione. Il comandante provinciale dei Carabinieri di Macerata, il colonnello Raffaele Ruocco, ha evidenziato come la riapertura della sede rappresenti un ulteriore segnale della vitalità di questi territori e ha ringraziato la proprietà privata dell’immobile per la disponibilità dimostrata e i Carabinieri Forestali per aver condiviso gli spazi durante il periodo necessario alla ricostruzione. «La caserma è un luogo dove ogni giorno si intrecciano storie diverse, dalle situazioni più difficili ai momenti in cui la presenza dei militari diventa sostegno e conforto per i cittadini».
Un ringraziamento particolare è arrivato anche dal presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci, che ha voluto ricordare il ruolo svolto dai Carabinieri nei giorni immediatamente successivi al terremoto, quando «hanno rappresentato un punto fermo per una popolazione profondamente colpita». Per Gentilucci quella di oggi non è stata una semplice inaugurazione, ma la celebrazione della rinascita di una comunità che ha scelto di restare nelle aree interne nonostante le difficoltà, con la consapevolezza che lo Stato continua a essere presente e vicino.
Il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli ha sottolineato come la ricostruzione non sia soltanto una questione di edifici e infrastrutture, ma anche di cura delle comunità. «La nuova caserma rappresenta un ulteriore tassello in questo percorso perché garantisce sicurezza e rafforza la presenza dello Stato nei territori colpiti dal sisma». Castelli ha parlato di una ricostruzione possibile solo grazie al lavoro di squadra tra istituzioni, amministrazioni e cittadini, ricordando che «se vuoi arrivare lontano lo fai insieme agli altri».
Sulla stessa linea il comandante della Legione Carabinieri Marche, generale Nicola Conforti, che ha richiamato il valore della collaborazione concreta tra istituzioni e territorio. «La sinergia non può rimanere soltanto un principio scritto nei protocolli, ma deve tradursi in rapporti quotidiani e nella fiducia che i Carabinieri riescono a costruire con le comunità. Le caserme sono contemporaneamente la casa dei Carabinieri e la casa dei cittadini: luoghi dove rigore e comprensione devono convivere, perché anche questo significa svolgere il servizio nell’Arma».
Durante la giornata è intervenuto anche il sindaco di Gualdo Giovanni Zavaglini, che ha voluto ricordare con commozione il luogotenente Gaetano Esposito, protagonista in prima persona della fase più difficile vissuta dal territorio dopo il terremoto. Zavaglini ne ha evidenziato il grande sacrificio, l’impegno costante e la dedizione dimostrata nel sostenere la comunità in un periodo segnato dall’emergenza.
La nuova caserma di Sarnano diventa così un simbolo della ricostruzione che procede: non solo un’opera restituita alla sua funzione, ma un presidio che rafforza il rapporto tra cittadini e istituzioni, confermando la presenza dello Stato in un territorio che continua a costruire il proprio futuro.
Le recenti pronunce della Corte di Cassazione, comprese alcune decisioni delle Sezioni Unite, riaccendono il dibattito sulla trasparenza dei contratti di mutuo bancario e sulla corretta applicazione dei tassi di interesse.
Secondo l’associazione Tutela Impresa, che da tempo si occupa di queste problematiche, in presenza di determinate irregolarità contrattuali potrebbe essere possibile procedere al ricalcolo degli interessi applicati, con una conseguente riduzione del costo complessivo del finanziamento.
Tra gli elementi che possono richiedere una verifica vengono indicati la mancata o poco chiara specificazione del regime di capitalizzazione degli interessi, la tipologia di ammortamento adottata — come quello alla francese o all’italiana — e una non corretta esposizione dei valori relativi al Tan (Tasso annuo nominale) e al Taeg (Tasso annuo effettivo globale).
Altri profili di possibile criticità riguarderebbero il rinvio a parametri esterni non adeguatamente indicati o non facilmente conoscibili, il riferimento generico a consuetudini di mercato oppure la mancata indicazione di elementi tecnici come il divisore Euribor utilizzato (360 o 365 giorni) o la base temporale dell’indice di riferimento.
Secondo quanto sostenuto dall’associazione, "tali condizioni potrebbero determinare un’ipotesi di indeterminatezza del tasso di interesse ai sensi dell’articolo 117 del Testo unico bancario (TUB), con la possibilità, nei casi riconosciuti, di applicare criteri sostitutivi previsti dalla normativa e procedere alla revisione degli importi dovuti".
Le verifiche, inoltre, riguardano anche i casi di cessione dei crediti deteriorati, fenomeno sempre più frequente negli ultimi anni. L’associazione richiama l’attenzione sulle procedure di trasferimento dei crediti a società specializzate, sottolineando la necessità di controllare ogni singolo caso e la documentazione collegata.
A occuparsi di queste tematiche è l’associazione Tutela Impresa, con sede a Civitanova Marche, che ha sviluppato una collaborazione con Consumatori Italia per fornire assistenza sul territorio regionale e ha attivato rapporti con alcune associazioni di promozione sociale impegnate nel supporto ai cittadini nelle procedure esecutive.
L’obiettivo, spiegano dall’associazione, "è offrire un primo orientamento gratuito a imprese e privati che intendano verificare la correttezza dei propri contratti bancari e valutare eventuali strumenti di tutela".
È stata individuata e denunciata la presunta responsabile della tentata truffa ai danni di un pensionato di Monte San Giusto, grazie a un'indagine condotta dai Carabinieri della locale Stazione che ha permesso anche il recupero dell'intera somma sottratta.
I militari hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata una donna di 37 anni, residente a Rocca di Papa, in provincia di Roma, ritenuta responsabile del raggiro.
L'indagine ha preso il via il 6 gennaio scorso, quando la vittima si è rivolta ai Carabinieri dopo essere caduta in una sofisticata truffa online basata sulle tecniche dello smishing (messaggi Sms fraudolenti) e del phishing.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il pensionato era stato contattato telefonicamente da un sedicente operatore bancario che, con una serie di artifici e rassicurazioni, lo aveva convinto a effettuare un'operazione tramite il proprio servizio di home banking. Senza rendersene conto, l'uomo aveva autorizzato un bonifico di 2.350 euro verso un conto Revolut, successivamente risultato intestato alla donna denunciata.
Determinante si è rivelata la rapidità d'azione dei Carabinieri della Stazione di Monte San Giusto. Immediatamente dopo la denuncia, i militari hanno contattato l'Ufficio Antifrode del Banco Marchigiano, riuscendo a bloccare la transazione prima che il denaro potesse essere prelevato o trasferito su altri conti.
L'intera somma è stata così congelata e recuperata, evitando qualsiasi perdita economica per il pensionato.
Conclusi gli accertamenti, l'autorità giudiziaria è stata informata dell'esito delle indagini e nei confronti della trentasettenne è scattata la denuncia per tentata truffa.
Due distinti interventi dei Carabinieri della Sezione Radiomobile di Macerata, nell'ambito di controlli straordinari del territorio, si sono conclusi con la denuncia di due persone per episodi avvenuti nella giornata del 13 luglio.
Il primo caso riguarda un automobilista di 39 anni, residente a Montecassiano, coinvolto in un incidente stradale avvenuto in serata. Secondo quanto ricostruito dai militari, l'uomo avrebbe tamponato un'altra vettura ma, invece di fermarsi per gli adempimenti previsti, avrebbe aggredito verbalmente l'altro conducente per poi allontanarsi dal luogo dell'incidente.
Grazie alla descrizione fornita dalla vittima, i Carabinieri sono riusciti a rintracciare poco dopo il veicolo e il suo conducente. Il 39enne, apparso in evidente stato di alterazione, ha rifiutato di sottoporsi all'accertamento etilometrico. Per lui sono così scattati il ritiro della patente di guida, il sequestro dell'auto e la denuncia all'autorità giudiziaria per il rifiuto dell'alcoltest e per aver omesso di fornire le proprie generalità alla controparte coinvolta nel sinistro.
Nel pomeriggio della stessa giornata, un secondo intervento ha impegnato i militari alla stazione ferroviaria di Macerata, dove alcuni cittadini avevano segnalato la presenza di un uomo che da giorni sostava nell'area.
I Carabinieri hanno identificato un 34enne di origine indiana, trovato in evidente stato di ubriachezza e privo di documenti d'identità. Accompagnato in caserma per le procedure di identificazione mediante fotosegnalamento, è stato denunciato per il rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale e sanzionato amministrativamente per ubriachezza molesta.
La violenta ondata di maltempo che nella notte ha attraversato la fascia montana delle Marche ha colpito duramente il comparto agricolo, interessando soprattutto le province di Pesaro Urbino e Macerata. Piogge torrenziali, grandinate con chicchi grandi come noci, forti raffiche di vento e intensi fenomeni temporaleschi hanno investito le campagne, provocando danni a coltivazioni e infrastrutture rurali proprio in una fase particolarmente delicata per numerose produzioni stagionali.
Nel Pesarese le situazioni più critiche si registrano tra Belforte all'Isauro e Acqualagna. Con le operazioni di trebbiatura ormai quasi concluse, le maggiori perdite riguardano i campi di coriandolo, pesantemente colpiti dalla grandine.
Più complesso il quadro in provincia di Macerata, dove il maltempo ha interessato un'ampia fascia del territorio compresa tra Cingoli e Sarnano, passando per Colbuccaro e Gualdo. Qui si segnalano danni significativi alle coltivazioni di girasole e barbabietola, oltre agli oliveti, con una prima stima che lascia presagire ripercussioni importanti sulla produzione.
Gli uffici territoriali di Coldiretti sono operativi fin dalle prime ore della mattinata per raccogliere le segnalazioni delle aziende agricole e verificare sul campo l'entità dei danni. Solo nei prossimi giorni sarà possibile definire un quadro preciso delle conseguenze sulle colture e quantificare l'impatto economico dell'ennesimo evento meteorologico estremo.
L'episodio conferma una tendenza ormai evidente: gli eventi climatici estremi sono sempre più frequenti e intensi, rappresentando una delle principali minacce per l'agricoltura marchigiana. Una condizione che rende indispensabile rafforzare gli strumenti di prevenzione, tutela e sostegno alle imprese agricole, chiamate a confrontarsi con una crescente instabilità climatica che mette a rischio produzioni, redditività e continuità aziendale.
Tra le priorità torna con forza il tema delle assicurazioni agevolate contro le calamità naturali. Nelle Marche, infatti, soltanto il 10% della superficie agricola regionale è oggi coperta da polizze specifiche. Secondo un'elaborazione di Coldiretti su dati Ismea, sono poco più di 1.400 le aziende che hanno scelto di dotarsi di strumenti assicurativi. La quota maggiore riguarda il comparto vitivinicolo, con 544 aziende assicurate, seguito dal grano duro con 421 aziende e dal girasole con 193. Numeri che evidenziano come la diffusione delle coperture assicurative sia ancora limitata rispetto ai rischi sempre più elevati derivanti dai cambiamenti climatici e rafforzano la necessità di incentivare strumenti in grado di garantire maggiore resilienza alle imprese agricole.
È comprensibile che dopo la non esaltante performance con la faticosa elezione di Francesco Luciani a presidente del Consiglio comunale la fazione dei parcaroliani "per amore o per forza" abbia subito un altro duro colpo con l’elezione di Silvano Iommi a presidente della commissione urbanistica, così come Romina Leombruni – che aspirava a un assessorato più volte promessole dai vertici di FdI – di certo non è entusiasta di essere stata fatta fuori da presidente della seconda commissione dove è stato insediato a forza Sandro Montaguti, che Riccardo Sacchi ha voluto lì per blindare l’alleanza dei forzisti con il partito dei parcaroliani. Ciò che tutto questo appalesa è che non esiste un Centrodestra a Macerata, ma uno stato di necessità che si è coagulato attorno alla rielezione del sindaco nella speranza di tenere la guida della città da parte di chi ancora ha una sorta di militanza ideologica, nella certezza di ottenere vantaggi da parte di chi ha usato questa rielezione come un contratto.
A rendere palese che esiste questo "partito del vantaggio" all’ombra di Sandro Parcaroli è il caso urbanistica. La Settimana Enigmistica pubblica da 94 anni la rubrica "unisci i puntini". È un esercizio agevole da fare a Macerata. Il sindaco tiene per sé, senza darne motivazione alcuna, la delega all’urbanistica e chiede a Fratelli d’Italia di avere a presiedere la commissione consiliare che della materia si occupa un uomo di fiducia, ma non già esperto quanto ubbidiente alle necessità di coalizione. Si dà però il caso che in Consiglio comunale sia rientrato come primo dei non eletti l’architetto Silvano Iommi, uno degli urbanisti più stimati nel Centro Italia che è stato assessore proprio con quella delega nella precedente giunta Parcaroli. A riportarlo in consiglio è stato Riccardo Sacchi che ha spuntato per Forza Italia, nonostante l’esiguità dei consensi appena sopra il 7 per cento, ben due assessorati.
Succede che Silvano Iommi viene eletto presidente della Commissione urbanistica e Forza Italia, che dovrebbe essere il partito delle professioni e dei ceti produttivi, s’inalbera più di tutti. Al netto delle considerazioni diciamo un po’ affrettate del designato ufficiale Simone Livi che nel perorare la propria candidatura ha esternato un’idea singolare della democrazia che non si esprime, a parer suo, nel deliberato dei consiglieri eletti, ma nelle intese di partito. Il che rafforza l’idea che l’alleanza dei parcaroliani sia non un’opzione politica, ma un contratto.
Uniamo i puntini: Parcaroli tiene per sé l’urbanistica, il direttore dell’ufficio tecnico ingegner Tristano Luchetti sovrastima l’area del nuovo ospedale mantenendo la cosiddetta "variante Carancini" anche se la Regione ha già detto che il progetto dell’area sanitaria si riduce da 24 a 10 ettari, Silvano Iommi eccepisce su questa “concessione” e la sua nomina a presidente della Commissione urbanistica per espressa volontà del Consiglio diventa un “atto antidemocratico”. Perché la casella Iommi, come s’usa sulla Settimana Enigmistica, doveva essere occupata da Livi non in una logica di competenza, ma in una di convenienza di coalizione. C’è un puntino, quello di Iommi, che evidentemente ha deviato dalla traiettoria attesa.
La cornice del gioco “unisci i puntini” è assai più ampia dei 14 ettari concessi in più e sottratti alla campagna: a Macerata, contraddicendo la legge regionale voluta da Francesco Acquaroli, il consumo di suolo non è un valore da preservare. Balza agli occhi che l’area ospedaliera – dieci ettari che dovrebbero ospitare l’ospedale – è molto futura e altrettanto incerta per quel che riguarda la realizzazione del nosocomio, ma attualissima per quel che riguarda l’urbanizzazione accessoria. Non sfugge a chi disegna lo schema dei puntini che la legge regionale 19/2023 obbliga a rivedere i piani urbanistici evitando il consumo di suolo. A Macerata sarà il festival della variante in deroga. Ecco che l’arrivo di Iommi, uno che se ne intende, complica un po’ la traiettoria per unire i puntini.
Nel frattempo succedono anche altre cose che evidentemente il contratto che sostiene Sandro Parcaroli non aveva previsto e che però sempre vanno unite con gli altri puntini. Stamane Ilario Marcolini ha presentato alla Procura della Repubblica di Macerata un esposto per turbativa d’asta relativa all’aggiudicazione del mattatoio. Che la faccenda avesse tratti se non di opacità almeno di sciatteria e protervia amministrativa, caratteristiche che ben si attagliano ai partecipanti al contratto Parcaroli anche se non sono comuni a tutto il Centrodestra, si era capito da subito tant’è che si è insediata una commissione consiliare d’indagine che non ha fatto molti passi avanti ed è stata sempre boicottata. Ora spetterà alla Procura accertare se c’è materia penalmente rilevante come prescritto dall’articolo 353 del codice penale (la pena edittale arriva fino a 5 anni), ma anche questa iniziativa di Marcolini, con il quale Sandro Parcaroli ha sempre ostentato fraterna colleganza, è un puntino che si disallinea.
Per due motivi. Il primo è che l’area del CeMaCo sono tre ettari di possibile espansione in zona di sviluppo come quella di Villa Potenza (ecco che torna l’interesse urbanistico); il secondo è che il sindaco ha esposto il Comune a un esborso finanziario oneroso sia per tentare di tenere in vita il Mattatoio sia per fare annullare e bandire di nuovo l’asta. La faccenda non deve lasciare affatto tranquilli i contraenti del "lodo Parcaroli" – intendendosi con questa espressione gli attori che hanno disegnato l’attuale profilo di questa giunta e hanno gestito le trattative per la sua formazione – e a dire la verità anche i partiti del Centrodestra, intesi come espressione di linee politiche, non devono averla presa benissimo, anche perché a suo tempo Parcaroli lasciò intendere: "per Marcolini garantisco io". Il Centrodestra batte molto in testa: forse per salvarsi bisognerebbe che facesse un rimpastone. A imporlo è proprio il caso Iommi perché di fronte alla competenza talvolta è necessario che la convenienza passi in secondo piano. Ma il rimpastone significherebbe mandare a casa i tenutari del contratto Parcaroli!
C’è poi un aspetto politico molto rilevante. È singolare che a Macerata arrivino distorti gli echi di quanto sta accadendo a Roma nel Centrodestra. Simone Livi, una volta trombato nella commissione urbanistica (gli era già capitato alle elezioni regionali: che sia una coazione, o coalizione, a ripetere?), ha scagliato l’anatema: "Forza Italia – si è chiesto – sostiene ancora il sindaco? Quello di Iommi è un comportamento inqualificabile". A questa intemerata del "fratello d’Italia" ci si sarebbe aspettato che da Forza Italia arrivasse – com’è successo alla Camera con qualche franco tiratore – una tutela di Iommi. E invece la segretaria comunale nonché assessore in quota Sacchi al bilancio, l’avvocatessa Barbara Antolini, ha addirittura chiesto scusa addossando all’architetto ogni responsabilità.
È comprensibile che l’assessore Antolini non accetti consigli di strategia politica, ma ha commesso un doppio grosso errore: politico e d’immagine. È difficilmente contestabile che Silvano Iommi abbia le competenze per presiedere la commissione urbanistica e Forza Italia per la sua storia avrebbe dovuto difendere quelle competenze. Non farlo significa rendere palese che esiste non un’alleanza di Centrodestra dove i partiti hanno messo insieme una capacità progettuale per immaginare lo sviluppo della città ognuno con le proprie convinzioni e competenze, ma che la giunta Parcaroli nasce come un contratto.
L’assessore Antolini ha commesso anche un altro errore di prospettiva. Spetterà a lei illustrare in novembre il bilancio del Comune di Macerata e lei avrebbe dovuto preservare una propria autonomia di giudizio. Anche perché dopo il caso Iommi sarà molto misurata sulle competenze. E a far quadrare sia in termini ragionieristici che politici il bilancio del Comune di Macerata ce ne vogliono di solide. Da quel che si sa il Comune, per tenere buone le ditte che su impulso del capo dell’ufficio tecnico – i puntini tornano sempre – stanno tenendo in piedi un consistente numero di cantieri, ricorre sempre più di frequente alle anticipazioni di cassa. Così facendo la cassa che era di circa 7 milioni lo scorso anno si sarebbe ridotta a meno di 1,5 milioni al punto che per fare fronte alle esigenze più urgenti si è attinto anche al fondo di riserva. È molto rischioso. La faccenda è tecnicamente complicata e ne tratteremo a tempo debito, ma una cosa è sicura: a Barbara Antolini converrebbe avere più prudenza nell’esprimersi e mantenere maggiore autonomia rispetto al contratto Parcaroli. Perché la via della disubbidienza dei consiglieri che preferiscono la competenza alla convenienza è tracciata, ma anche quella degli esposti in Procura ormai è stata aperta. Non vorremmo dover unire altri puntini.
Momenti di tensione ieri mattina in un bar del centro di Civitanova Marche, dove un uomo di 53 anni, in evidente stato di ebbrezza, aveva creato disordini all’interno del locale fino all’intervento della Polizia di Stato.
L’allarme è scattato intorno alle 12.30, quando la sala operativa del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Civitanova Marche ha ricevuto una richiesta di intervento da parte dei dipendenti di un noto bar caffetteria. La segnalazione riguardava la presenza di una persona già conosciuta, che avrebbe assunto un atteggiamento aggressivo nei confronti degli addetti e degli altri clienti presenti.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra Volante dell’Ufficio Controllo del Territorio. I poliziotti hanno trovato l’uomo sul marciapiede davanti all’ingresso del locale, mentre discuteva animatamente con un dipendente che cercava di impedirgli di rientrare, considerati i comportamenti tenuti poco prima.
Nel tentativo di riportare la situazione alla calma, gli agenti si sono avvicinati al 53enne, che avrebbe reagito opponendosi al controllo e colpendo un poliziotto con uno schiaffo. L’uomo è stato quindi immobilizzato e accompagnato negli uffici del Commissariato per gli accertamenti di rito.
Al termine delle verifiche, su disposizione della Procura della Repubblica di Macerata, il 53enne, cittadino italiano residente a Civitanova Marche e con precedenti di polizia, è stato arrestato con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.
Questa mattina il Gip del Tribunale di Macerata ha convalidato l’arresto, rinviando l’udienza e disponendo nei confronti dell’uomo l’obbligo di firma.
L’Università di Macerata è in lutto per la scomparsa del professor Michele Millozzi, storico dell’Italia contemporanea e del Risorgimento, docente dell’Ateneo per oltre trent’anni. Il professore è venuto a mancare ieri, lasciando un’importante eredità scientifica e culturale nel mondo accademico e nella comunità cittadina.
Studioso rigoroso e appassionato, allievo dello storico Raffaele Molinelli, Millozzi ha dedicato la propria vita alla ricerca, all’insegnamento e alla divulgazione della memoria civile. Le sue attività di studio si sono concentrate in particolare sulla storia delle Marche, sulle culture democratiche e repubblicane, sul Risorgimento e sulle origini del fascismo.
Il suo percorso all’Università di Macerata è iniziato nel 1977, quando entrò nella Facoltà di Lettere e Filosofia come assistente ordinario di Storia contemporanea. Successivamente divenne professore associato di Storia del Risorgimento e, dal 1999 al 2010, professore ordinario di Storia contemporanea, continuando anche l’insegnamento della disciplina risorgimentale.
«Con Michele Millozzi perdiamo un docente e uno studioso che ha saputo trasmettere il valore pubblico della storia, intesa non solo come ricerca rigorosa, ma come esercizio di memoria civile e responsabilità democratica», ha dichiarato il rettore dell’Università di Macerata John McCourt. «La sua eredità resta nelle sue opere, nei suoi studenti e nella comunità accademica che ha contribuito a far crescere».
Anche il direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, professor Roberto Mancini, ha voluto ricordarne la figura: «Oltre al grande valore scientifico come storico, erano apprezzate da tutti la sua pacatezza e la sua umanità, qualità che lo rendevano un punto di riferimento per studenti e colleghi».
La comunità accademica di UniMc si stringe ora attorno alla famiglia, ai colleghi e agli allievi del professor Millozzi, ricordando una figura che ha saputo unire rigore scientifico, impegno civile e attenzione verso le nuove generazioni.
Era in vacanza a Lampedusa, insieme al fratello Roberto, per godersi il mare e una delle sue più grandi passioni: le immersioni subacquee. Ma proprio durante un’immersione nelle acque dell’isola è stato colto da un malore che non gli ha lasciato scampo.
È morto così Mauro Ergo, pensionato di San Severino Marche, che avrebbe compiuto 67 anni il prossimo 19 luglio.
La tragedia si è consumata nella mattinata di ieri. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si trovava in acqua per un’escursione subacquea quando improvvisamente ha accusato un malore. I compagni di immersione sono intervenuti immediatamente, riuscendo a recuperarlo e a riportarlo a bordo del gommone.
Il gruppo ha raggiunto rapidamente la banchina di Cala Pisana, dove è iniziata la disperata corsa dei soccorsi. Durante il tragitto i presenti hanno avviato le manovre di rianimazione, mentre veniva allertato il servizio di emergenza sanitaria.
L’ambulanza del 118 è arrivata contestualmente all’approdo del gommone. I soccorritori hanno proseguito i tentativi di rianimazione, anche grazie alla collaborazione delle persone presenti sulla banchina, che hanno creato un corridoio per consentire il passaggio del mezzo sanitario nel minor tempo possibile.
Nonostante gli sforzi del personale medico, per Mauro Ergo non c’è stato nulla da fare. L’uomo è stato trasportato al pronto soccorso dell’isola, dove i sanitari hanno potuto soltanto constatarne il decesso.
La salma si trova ora presso il poliambulatorio di Lampedusa, a disposizione dell’autorità giudiziaria, che dovrà valutare eventuali ulteriori accertamenti.
A San Severino Marche la notizia ha suscitato profondo cordoglio. Mauro Ergo era una persona molto conosciuta in città. Dopo il pensionamento si era dedicato alle sue grandi passioni: il calcetto e il mare, con le immersioni che rappresentavano per lui un modo per vivere e conoscere il mondo sommerso.
Una passione che lo ha accompagnato fino all’ultimo giorno.
La corsa verso le elezioni comunali del 2027 entra nel vivo. Mauro Sclavi sarà nuovamente candidato alla carica di sindaco di Tolentino. L’annuncio è arrivato ieri, a margine dell’incontro sulla ricostruzione organizzato nel cortile della Biblioteca Filelfica, dove il primo cittadino ha confermato la volontà di proseguire il percorso amministrativo iniziato nel 2022.
Sclavi ha spiegato di voler continuare a lavorare con le tre liste civiche che lo hanno sostenuto nella precedente tornata elettorale, ma ha anche lasciato aperta la porta a nuove adesioni e possibili allargamenti della coalizione in vista della prossima sfida elettorale.
La partita, al momento, vede già un primo sfidante ufficiale: Giuseppe Pezzanesi, cugino di Sclavi ed ex sindaco di Tolentino per due mandati, che nelle scorse settimane aveva annunciato la propria disponibilità a tornare in campo.
Una sfida dai contorni particolari, considerando il rapporto familiare tra i due protagonisti e il peso politico che entrambi hanno avuto negli ultimi anni nella città.
Nel frattempo arriva anche un primo endorsement per lo Sclavi bis da parte del Partito Comunista Italiano di Tolentino, che ha ricordato il sostegno dato alla coalizione vincente nel 2022, poi interrotto dopo pochi mesi per scelta dello stesso partito.
«Come Partito Comunista Italiano – afferma il segretario cittadino Sandro Ruggeri – vogliamo ricordare la nostra adesione e il nostro appoggio alla coalizione di maggioranza attuale nel 2022, anche per aver proposto l’apertura in città di un “Museo Storico della Resistenza” dedicato alla memoria degli eroi caduti contro il nazifascismo nei territori della provincia e dell’Alto Maceratese».
Proprio sul progetto del museo, però, il PCI solleva alcune perplessità. Il partito lamenta che l’iniziativa non sarebbe stata inserita tra i punti principali del programma del possibile Sclavi bis, nonostante fosse stata prevista nel precedente accordo elettorale e accompagnata anche dalla nascita dell’associazione “Memoria della Resistenza”.
«Dispiace leggere dalla stampa che questo progetto non sia stato citato nei punti chiave del programma – sottolinea Ruggeri –. Qualche anno fa era stata presentata una conferenza stampa alla presenza dello stesso sindaco, che si era impegnato a individuare un immobile comunale dove ospitare il museo, naturalmente dopo la fase della ricostruzione post sisma».
Da qui la richiesta ufficiale rivolta al primo cittadino: reinserire il progetto nel nuovo programma elettorale oppure spiegare le ragioni della sua eventuale esclusione.
«Il PCI di Tolentino – conclude Ruggeri – continuerà a ricordare al futuro sindaco e alla maggioranza che si formerà nel 2027 l’importanza di portare avanti questo progetto, che rappresenterebbe un riconoscimento per una città insignita della medaglia d’argento al valor militare per il contributo dato alla Resistenza».
Un percorso dedicato alla sicurezza personale, alla consapevolezza e alla prevenzione della violenza. È il progetto “Impara a difenderti”, promosso dall’Amministrazione comunale di Civitanova Marche nell’ambito delle iniziative sulle Pari Opportunità e inserito nella progettualità “Civitanova Città con l’Infanzia”.
L’iniziativa prevede un ciclo di lezioni gratuite di difesa personale rivolte alle donne, con l’obiettivo di fornire strumenti pratici e aumentare la consapevolezza delle proprie capacità attraverso un approccio educativo e non aggressivo.
Il primo appuntamento è in programma venerdì 17 luglio alle ore 19.30 nell’area Coltorti del Lungomare sud. Il progetto è curato dalla Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali (FIJLKAM), Comitato Regionale Marche, che metterà a disposizione i propri tecnici per insegnare le tecniche del Metodo Globale Autodifesa (MGA).
Il percorso proseguirà nelle giornate del 24 e 31 luglio e del 7 agosto, sempre dalle 19.30 alle 20.30.
«Il mondo delle arti marziali si basa su una cultura non solo di sano sport, ma anche di rispetto verso gli altri e di equilibrio personale – ha dichiarato l’assessore Barbara Capponi –. Ringraziamo la federazione per questo progetto rivolto alla città, che offrirà nuove opportunità di aggregazione e importanti strumenti di prevenzione e difesa».
Il Metodo Globale Autodifesa è un programma tecnico multidisciplinare che raccoglie le tecniche più efficaci delle diverse discipline marziali, adattandole alle esigenze di ogni partecipante, indipendentemente dall’età, dal sesso, dalla preparazione fisica o dall’esperienza precedente.
L’obiettivo non è quello di sviluppare l’aggressività, ma di migliorare il controllo del corpo, la sicurezza personale e la capacità di affrontare situazioni di difficoltà. Il percorso punta infatti a rafforzare autostima e consapevolezza, offrendo strumenti utili soprattutto alle persone più vulnerabili e affrontando anche tematiche legate alla violenza di genere e al bullismo.
Le tecniche saranno modulate in base alle caratteristiche dei partecipanti, con particolare attenzione alla prevenzione e alla gestione delle situazioni di rischio nella vita quotidiana, promuovendo il rispetto della propria dignità e di quella altrui.
Dopo il pensionamento della dottoressa Cristallini, Monte San Martino torna ad avere il proprio medico di medicina generale. Da venerdì 17 luglio prenderà servizio il dottor Giuseppe Casarola, medico chirurgo di Monte San Giusto, che ha dato la propria disponibilità a svolgere l’attività ambulatoriale nel territorio comunale.
Il nuovo professionista garantirà la presenza in ambulatorio due giorni alla settimana, permettendo di ripristinare un servizio fondamentale per la comunità, in particolare per gli anziani, le persone fragili e i cittadini con maggiori difficoltà negli spostamenti.
L’attività ambulatoriale inizierà venerdì 17 luglio con il seguente orario: dalle 9 alle 11 al mattino e dalle 16 alle 18 nel pomeriggio. Nella stessa giornata il Comune metterà a disposizione personale dedicato per assistere i cittadini nelle procedure di scelta del nuovo medico e nelle pratiche amministrative necessarie.
Sabato 18 luglio il dottor Casarola sarà nuovamente presente in ambulatorio dalle 8 alle 10. Successivamente, alle 10.30, nella sala consiliare del Comune si terrà la presentazione ufficiale alla cittadinanza.
Durante la cerimonia il sindaco consegnerà un riconoscimento alla dottoressa Cristallini, storica professionista che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per Monte San Martino, distinguendosi per competenza, disponibilità e per il rapporto umano costruito con intere generazioni di cittadini.
L’incontro sarà anche un simbolico passaggio di consegne tra la dottoressa Cristallini e il nuovo medico.
«Nei piccoli Comuni dell’entroterra il medico di base non è soltanto un professionista sanitario, ma una figura centrale per la comunità – sottolinea il sindaco – soprattutto per chi vive condizioni di fragilità o ha difficoltà a raggiungere i servizi sanitari. Dopo il pensionamento della dottoressa Cristallini ci siamo trovati davanti a una situazione complessa, comune purtroppo a molti territori delle aree interne. Grazie al lavoro svolto insieme all’Azienda sanitaria siamo riusciti a trovare una soluzione».
Il Comune ha espresso gratitudine al dottor Casarola per la disponibilità dimostrata e alla dottoressa Cristallini per il lungo servizio svolto a favore della popolazione.
Alla cerimonia di sabato sono invitati tutti i cittadini. Saranno presenti anche i rappresentanti delle associazioni locali, per condividere un momento considerato particolarmente importante per il futuro della comunità.
Si è concluso con successo il modulo “Play, Learn, Grow Together”, inserito nel progetto SportLAB dell’Istituto Omnicomprensivo “Leopardi-Frau-De Magistris” di Sarnano e finanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus nell’ambito del Programma Nazionale “Scuola e Competenze”.
Quattro giornate dedicate allo sport, alla scoperta del territorio e alla crescita personale che hanno coinvolto 24 studenti delle classi prime, seconde e terze della Scuola Secondaria di primo grado dei plessi di Sarnano e Gualdo. L’iniziativa, completamente gratuita per le famiglie, ha avuto l’obiettivo di valorizzare l’attività sportiva come strumento di benessere psicofisico, socializzazione e inclusione durante il periodo di sospensione delle lezioni.
Tra i momenti più significativi del percorso, la visita al Conero Golf Club di Sirolo, dove gli studenti hanno potuto avvicinarsi a una disciplina sportiva basata su concentrazione, rispetto delle regole e autocontrollo.
Guidati dai maestri Alessandro Marchetti e Alessio Artino, i ragazzi sono stati suddivisi in gruppi e hanno partecipato ad attività teoriche e pratiche sia nel campo pratica sia sul putting green, apprendendo le tecniche fondamentali del golf.
La giornata è stata arricchita anche dalla visita dell’intero impianto sportivo, accompagnata dal direttore Roberto Malatini, che ha illustrato le caratteristiche del percorso, sviluppato su circa 70 ettari all’interno del Parco Regionale del Monte Conero, permettendo agli studenti di conoscere anche il patrimonio naturalistico e la biodiversità dell’area.
Il progetto ha inoltre integrato sport e apprendimento attraverso la metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning), consentendo agli alunni di utilizzare la lingua inglese in situazioni concrete e stimolanti, migliorando le proprie competenze linguistiche attraverso l’esperienza diretta.
L’iniziativa è stata promossa dall’Istituto Omnicomprensivo “Leopardi-Frau-De Magistris”, guidato dalla dirigente scolastica Simona Sargolini, e coordinata dalle docenti Nelly Zafirova, insegnante di Educazione fisica, e Alessandra Rocchetti, responsabile delle attività in lingua inglese.
Un percorso che ha saputo unire sport, ambiente, didattica e inclusione, confermando l’importanza della collaborazione tra scuola, territorio e realtà sportive per offrire ai giovani nuove opportunità di crescita.
Un unico punto di accesso per orientare i cittadini nei servizi socio-sanitari del territorio. È questa la funzione dei nuovi PUA, i Punti Unici di Accesso, che saranno attivati nei comuni di Matelica, Camerino e San Severino Marche.
Il progetto, promosso dal Distretto sanitario di Camerino in collaborazione con gli Ambiti territoriali sociali 17 e 18, nasce con l'obiettivo di semplificare il rapporto tra cittadini e istituzioni, offrendo un riferimento unico soprattutto alle persone non autosufficienti, agli anziani, ai cittadini con disabilità e a coloro che necessitano di percorsi legati alle dipendenze.
Gli sportelli saranno operativi a rotazione, dal lunedì al sabato, esclusivamente in orario mattutino dalle 10 alle 13.30. Il PUA di Matelica sarà ospitato all'interno dell'Ospedale di Comunità di viale Europa e sarà aperto il lunedì e il giovedì. Il martedì e il venerdì sarà invece attivo lo sportello di Camerino presso la Casa di Comunità in località Caselle, mentre il mercoledì e il sabato sarà operativo il servizio presso la Casa di Comunità di viale Glorioso a San Severino Marche.
«Oggi si delinea una nuova era per i servizi sociosanitari del nostro territorio – commenta il sindaco di Matelica Denis Cingolani –. Grazie ai PUA l'utente potrà trovare, attraverso un unico sportello, quei servizi che in passato erano spesso frammentati e difficili da raggiungere».
Il primo cittadino sottolinea l'importanza del progetto soprattutto per le aree interne: «È il risultato di un lavoro di squadra tra AST, ambiti sociali e operatori. Si tratta di una riforma sanitaria importante e determinante per territori come i nostri, che spesso presentano maggiori difficoltà rispetto alle zone costiere».
I nuovi sportelli rappresentano quindi un passo verso una maggiore integrazione tra assistenza sanitaria e sociale, permettendo ai cittadini di accedere più facilmente alle informazioni e ai servizi disponibili.
«È un atto concreto a sostegno delle fasce più fragili – conclude Cingolani – dagli anziani ai minori fino alle persone con disabilità. Un servizio uguale per tutti e presente nei tre presidi ospedalieri del distretto sanitario di Camerino».
Nuovo risultato di prestigio per l'Atletica Avis Macerata. Ai Campionati Italiani Under 23 di Molfetta è arrivata una medaglia di bronzo grazie ad Augusto Cecchetti, protagonista nel lancio del disco con il nuovo primato personale di 51,42 metri.
L'atleta, cresciuto nel vivaio dell'Atletica Libertas Città di Castello, società che da oltre vent'anni collabora con il club maceratese, ha confermato il suo percorso di crescita dopo i successi della passata stagione, quando conquistò il titolo italiano Juniores nel getto del peso e l'argento nel lancio del disco. Risultati che gli valsero anche la convocazione ai Campionati Europei Under 20 di Tampere, in Finlandia.
Il passaggio alla categoria Under 23 ha comportato anche l'utilizzo di attrezzi più pesanti: il disco è passato da 1,75 a 2 chilogrammi e il peso da 6 a 7,26 chilogrammi. Nonostante il salto di categoria e la concorrenza di avversari più esperti, Cecchetti è riuscito a migliorare il proprio accredito e a salire sul terzo gradino del podio.
Sfiorata invece la seconda medaglia nel getto del peso, dove l'atleta si è classificato quarto con un lancio di 16,22 metri. Un doppio impegno che ha confermato il valore del lavoro svolto insieme al tecnico Lorenzo Campanelli.
Buone indicazioni sono arrivate anche dagli altri portacolori dell'Atletica Avis Macerata. Serena Mazzoni ha chiuso al settimo posto nel salto triplo con la misura di 12,13 metri. Un risultato positivo, considerando una preparazione condizionata da impegni personali, che conferma comunque le qualità dell'atleta, già vicecampionessa italiana indoor Promesse nella scorsa stagione.
Nono posto, invece, per Ambra Compagnucci nel salto in alto con la misura di 1,65 metri. Un piazzamento che rispecchia una stagione al di sotto delle aspettative rispetto al potenziale dell'atleta, capace lo scorso anno di portare il proprio record personale a 1,74 metri.
Prima esperienza in una rassegna tricolore di alto livello per Nicolò Mondanelli, undicesimo nel lancio del martello da 7,26 chilogrammi con la misura di 44,93 metri.
L'attenzione del club si sposta ora su Rieti, dove sono in corso i Campionati Europei Under 18. Nella giornata di oggi, 16 luglio, sarà impegnata Beatrice Stagnaro, chiamata a cercare la misura utile per conquistare l'accesso alla finale di sabat
Nuova apertura straordinaria dell'Ufficio Immigrazione della Questura di Macerata per agevolare il ritiro dei permessi di soggiorno da parte dei cittadini stranieri.
Su disposizione del questore Luigi Mangino, gli sportelli della sede di Piediripa, in via Annibali 110, saranno aperti in via eccezionale mercoledì 22 luglio 2026, dalle 14.30 alle 17.30.
L'iniziativa è rivolta ai cittadini di nazionalità estera che devono ritirare il proprio permesso di soggiorno e che abbiano già ricevuto il messaggio di convocazione per il ritiro del documento elettronico oppure siano in attesa della consegna del permesso in formato cartaceo.
Per questa apertura non sarà necessario fissare un appuntamento: gli utenti potranno presentarsi direttamente agli sportelli, ritirare il numero progressivo e attendere il proprio turno.
L'obiettivo dell'iniziativa è quello di velocizzare le operazioni di consegna dei documenti e offrire un servizio più efficiente agli utenti, facilitando il ritiro dei permessi di soggiorno validi per la permanenza sul territorio nazionale.