Una rete che vale molto più di tre punti. Vale una stagione, forse. Carlo Mongiello si prende la scena nella vittoria del Chiesanuova, firmando il gol del definitivo 2-1 e tornando protagonista nel momento più delicato (LEGGI QUI).
Il capitano biancorosso, entrato dalla panchina, ha cambiato il volto della partita con energia, qualità e personalità, trovando una rete tanto pesante quanto attesa. Un ritorno al gol che spezza un digiuno significativo, interrotto già nella giornata precedente contro il Fabriano con il sigillo del 3-0 prima della sosta. In casa, invece, l’ultimo centro risaliva alla 19ª giornata, quando era andato a segno su rigore contro il Matelica. “Un gol pesante perché serviva alla squadra per uscire da questa situazione – ha spiegato ai nostri microfoni – e a livello personale lo è ancora di più. Non sto vivendo un momento sereno, non ho continuità nel giocare, ma faccio quello che serve alla squadra”.
Parole da leader, prima ancora che da match winner. Mongiello mette il gruppo davanti a tutto, accettando anche un ruolo diverso pur di contribuire alla causa. “Se serve giocare 10 minuti, 20, mezz’ora o tutta la partita non importa. Abbiamo un obiettivo: vincere per salvarci. Oggi abbiamo messo un tassello importante, ma ci restano due partite”.
Il capitano sottolinea il valore della reazione della squadra, capace di ribaltare la partita con carattere e determinazione, mandando un segnale forte nel momento più delicato. “Questa squadra ha dimostrato di voler lottare a tutti i costi per mantenere la categoria e di non voler mollare nonostante le difficoltà”.
E poi il messaggio più forte, quasi un manifesto: “Il Chiesanuova non può lasciare questa categoria. Questa società e questa squadra hanno dimostrato che è la loro dimensione. Lotteremo con le unghie e con i denti per mantenerla, perché lo meritano tutti: la società, il paese e i tifosi”.
Sette appuntamenti nell'arco di tutta la stagione, da aprile a settembre, con otto specialità in programma. È la seconda edizione dell’Adriatic Meeting League, il circuito di meeting di atletica nelle Marche, presentata oggi a Camerino negli impianti sportivi del Cus Camerino.
Un tour che ha l'obiettivo di legare fra loro i principali eventi della regione, incentivando la partecipazione con una classifica finale. Si comincia il 18 aprile ad Ascoli Piceno con il 37° Meeting Città di Ascoli per andare avanti il 24 maggio a Osimo che ospita il 5° Meeting Auximum. Sarà invece la prima edizione il 2 giugno a Fano per il Meeting Fanum Fortunae e il 14 giugno a San Benedetto del Tronto per il Meeting Riviera delle Palme, poi il 18 luglio a Porto San Giorgio il 3° Meeting Città di Porto San Giorgio e il 29 agosto a Macerata il 36° Meeting San Giuliano. Tappa conclusiva a Camerino il 5 settembre con il 10° Meeting Unicam.
"Si tratta di sette importanti appuntamenti di atletica che si svolgeranno in altrettante città marchigiane e che culmineranno negli impianti sportivi del Cus Camerino, fiore all’occhiello della nostra Università - ha dichiarato il rettore Graziano Leoni -. Per Unicam questo rappresenta un momento particolarmente significativo, anche in vista del lancio del nuovo corso di laurea in Scienze delle attività motorie e sportive, che prenderà il via il prossimo settembre. Un percorso formativo innovativo, capace di valorizzare le competenze dei diversi ambiti di ricerca del nostro Ateneo e di generare un impatto positivo e concreto sull’intero territorio".
L’idea dell’Adriatic Meeting League si è concretizzata per la prima volta nella scorsa stagione con lo svolgimento di tre meeting: Civitanova Marche, Porto San Giorgio, Camerino. Il progetto ha suscitato interesse e quest’anno il numero di meeting è più che raddoppiato, arrivando a sette. Partner dell’iniziativa sono l'Università di Camerino e Goba Abbigliamento Montecassiano. Previste otto gare: 100 e 800 metri per uomini e donne, triplo e giavellotto maschili, alto e disco femminili. Ogni manifestazione mantiene inalterato il proprio modello organizzativo e il programma gare: l’obiettivo è di valorizzare i singoli appuntamenti.
Al termine di tutte le tappe ogni atleta potrà sommare i migliori 4 risultati ottenuti nei meeting in base alle tabelle di punteggio e potrà aggiungere un bonus di 100 punti per ciascuna partecipazione ai meeting del circuito. I migliori tre di ogni specialità riceveranno i premi messi a disposizione. Prevista anche la classifica per società con la somma di tutti i punteggi ottenuti dagli atleti di ogni società e classificati nelle prime 24 posizioni delle classifiche finali. Alla società vincitrice sarà assegnato il Trofeo “Adriatic Meeting League”.
Il calendario dell’Adriatic Meeting League 202618 aprile Ascoli Piceno 37° Meeting “Città di Ascoli”24 maggio Osimo 5° Meeting “Auximum”2 giugno Fano 1° Meeting “Fanum Fortunae”14 giugno San Benedetto del Tronto 1° Meeting “Riviera delle Palme”18 luglio Porto San Giorgio 3° Meeting “Città di Porto San Giorgio”29 agosto Macerata 36° Meeting “San Giuliano”5 settembre Camerino 10° Meeting “Unicam” open
Intervento in corso nel cuore del centro storico di Macerata, dove nella tarda mattinata di oggi si è verificato un cedimento della sede stradale in via Padre Matteo Ricci. Il tratto interessato, nel punto in cui la via termina nella piazzetta da cui prende avvio via Lauro Rossi, è stato interdetto al traffico per consentire le verifiche e garantire la sicurezza.
La criticità è emersa durante i lavori di rifacimento della pavimentazione: una volta rimosso il materiale superficiale, gli operatori hanno riscontrato un abbassamento di circa 10 centimetri, decidendo di sospendere immediatamente le operazioni per approfondire la situazione.
A fare il punto è l’assessore alla Polizia Locale Paolo Renna: «Stiamo rifacendo la pavimentazione e, sotto lo strato superficiale, ci siamo accorti di un cedimento di circa 10 centimetri. Per questo motivo ci siamo fermati in via precauzionale, per capire cosa ci sia sotto. Il tratto è interdetto proprio per questo – ha aggiunto Renna – dobbiamo capire se si tratta di una grotta o di una perdita. Oggi e domani faremo tutte le verifiche necessarie, poi individueremo la soluzione».
La chiusura temporanea comporta modifiche alla viabilità nella zona, con il Comune che invita cittadini e automobilisti a prestare attenzione alla segnaletica predisposta.
L’azienda agricola Alberto Quacquarini, con sede a Serrapetrona, è stata premiata oggi a Vinitaly con il Premio Angelo Betti, riconoscimento dedicato ai “Benemeriti della viticoltura italiana”.
Durante la prima giornata della manifestazione veronese, il premio è stato assegnato ai fratelli Luca e Mauro Quacquarini, eredi del fondatore Alberto. Già nel 1958 fu proprio lui a credere nella Vernaccia Nera, scegliendo di investire su un vitigno autoctono che all'epoca era ancora poco valorizzato.
Oggi l’azienda, che opera in regime biologico, conta circa 30 ettari di vigneto e una produzione annua di 100mila bottiglie. Una quota pari al 15% viene destinata ai mercati esteri, in particolare Stati Uniti ed Europa.
La Vernaccia di Serrapetrona ha visto riconosciuta la Doc nel 1971, per poi ottenere la Docg nel 2003, distinguendosi come l’unico spumante rosso italiano a fregiarsi di questo titolo.
Tra le iniziative in programma figurano lo sviluppo di un impianto agrivoltaico e un ulteriore impulso alle attività di enoturismo. "È avviata anche una fase di ricambio generazionale, con l’ingresso della terza generazione", sottolinea Mauro Quacquarini.
"Dietro questo premio ci sono radici familiari solide, rispetto per la natura e una qualità ampiamente riconosciuta – dichiara il vicepresidente e assessore regionale all’Agricoltura, Enrico Rossi -. È anche grazie a realtà come questa che le Marche continuano a esprimere una vitivinicoltura autorevole, originale e profondamente legata alla propria identità".
Si è svolta sabato 11 aprile, presso l’Istituto “E. Divini” di San Severino Marche, la cerimonia di consegna degli attestati del corso di formazione per “Manutentore del Verde”, un percorso abilitante alla professione che unisce competenze tecniche, sensibilità ambientale e concrete opportunità di inserimento lavorativo.
Undici allievi hanno completato con successo il corso, della durata complessiva di 180 ore, ottenendo la qualifica professionale rilasciata dall’ente di formazione L.A.C.A.M. di Matelica, capofila del progetto Next Generation Form.
Il percorso, gratuito e finanziato dalla Regione Marche nell’ambito del programma Pnrr GOL (Garanzia Occupabilità dei Lavoratori), si è svolto tra l’Istituto “E. Divini” e il Vivaio Manfrica di Tolentino, alternando lezioni teoriche, laboratori pratici e attività sul campo. L’obiettivo è stato quello di formare figure professionali in grado di gestire e curare spazi verdi pubblici e privati in chiave sostenibile e innovativa.
Alla cerimonia hanno partecipato la presidente dell’ente formativo L.A.C.A.M. Ivana Marchegiani, il progettista Gian Marco Paparelli, i docenti Fulvio Ventrone e Fabio Lametti, il dirigente scolastico Sandro Luciani e gli allievi del corso. Tutti hanno sottolineato l’importanza della formazione professionale come strumento di crescita occupazionale e valorizzazione del territorio.
Il conseguimento della qualifica rappresenta per gli studenti non solo la conclusione di un percorso formativo, ma anche l’avvio verso nuove opportunità lavorative in un settore sempre più strategico per la tutela del paesaggio e la qualità della vita delle comunità locali.
È già possibile iscriversi alla prossima edizione del corso, in partenza entro il mese di giugno, contattando l’ente di formazione L.A.C.A.M. al numero 0737 470082, all’indirizzo email info@scuolartiemestieri.it, oppure presso la sede di via Raffaello 13 a Matelica.
La Protezione Civile della regione Marche ha emesso un nuovo avviso di allerta meteo, valido dalle ore 14:00 di oggi, lunedì 13 aprile, fino alla mezzanotte di mercoledì 15 aprile. Una circolazione depressionaria posizionata sul Mediterraneo centrale sta infatti convogliando flussi instabili sulla regione, portando un brusco peggioramento delle condizioni atmosferiche.
L’attenzione è massima per quanto riguarda lo stato del mare. Per la seconda parte della giornata odierna è previsto mare molto mosso o agitato, in particolare lungo il litorale centro-meridionale. Le autorità segnalano possibili criticità dovute a mareggiate nelle zone di allerta 4 e 6, che comprendono anche la costa della provincia di Macerata. I venti tesi dai quadranti orientali e sud-orientali continueranno a sferzare la costa, rendendo difficile la situazione per le strutture balneari e la viabilità litoranea.
Sul fronte delle precipitazioni, il bollettino indica piogge sparse anche a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno più probabili e abbondanti nelle zone interne della regione sia per il pomeriggio di oggi che per quello di domani, martedì 14 aprile. Il tempo resterà spiccatamente instabile per tutta la prima parte di mercoledì, giornata in cui si attendono i flussi più intensi.
La fase critica dovrebbe attenuarsi solo a metà settimana. Secondo gli esperti della Protezione Civile, un graduale miglioramento è atteso a partire dalla giornata di giovedì, quando la circolazione depressionaria inizierà a lasciare il posto a correnti più stabili. Si raccomanda la massima prudenza negli spostamenti, specialmente nelle aree interne soggette a forti rovesci e lungo i tratti di costa esposti al moto ondoso.
Il futuro del Made in Italy, in particolare nel distretto Fermano-Maceratese, passa da un cambio di rotta deciso e immediato. È questo il messaggio che emerge dall’intervento di Orietta Baldelli, già senatrice e oggi coordinatrice provinciale di Democrazia Sovrana e Popolare per Ascoli e Fermo, che richiama l’attenzione sulla necessità di un piano strategico a tutela del sistema produttivo italiano.
«Da anni si cerca di salvaguardare questo marchio distintivo del saper fare italiano, richiesto e spesso copiato in tutto il mondo – afferma Baldelli –. Genio, stile, creatività e capacità artigianale hanno reso unico il nostro Paese, ma hanno subito un duro colpo a causa della globalizzazione e di politiche europee non adeguate alla nostra realtà produttiva».
Secondo l’ex senatrice, è necessario rimettere al centro l’economia reale, dopo anni in cui la stabilità finanziaria avrebbe prevalso sulle esigenze produttive. «Servono scelte industriali chiare e continuative – sottolinea – e strumenti pubblici per sostenere investimenti, credito e innovazione delle micro e piccole imprese».
Baldelli richiama inoltre alcuni dati sul sistema economico nazionale: 429 grandi marchi del Made in Italy oggi sarebbero controllati da società estere, mentre negli ultimi anni ingenti risorse avrebbero lasciato il Paese.
Il focus si sposta poi sulle Marche, dove il comparto manifatturiero rappresenta ancora un pilastro dell’economia regionale, ma in forte contrazione. «Le imprese del Made in Italy nella regione sono circa 130 mila, ma dal 2022 al 2024 ne sarebbero scomparse circa 10 mila. Il settore calzaturiero, in particolare, negli ultimi dieci anni avrebbe perso oltre 1.200 imprese, con pesanti ricadute occupazionali».
Sulla stessa linea anche Doriana Marini, presidente di Federmoda CNA, che evidenzia come la crisi colpisca soprattutto moda, mobile e meccanica, nonostante un lieve rallentamento delle perdite nel 2025 grazie ai servizi alle imprese.
Tra le criticità segnalate anche il costo dell’energia, più alto rispetto ad altri Paesi europei, e la burocrazia che grava soprattutto sulle micro e piccole imprese. A questo si aggiunge il tema della concorrenza sleale e della legalità della filiera, richiamato da Arianna Trillini, presidente provinciale CNA Ascoli-Fermo.
«Il Made in Italy rischia di diventare solo un’etichetta senza valore se non si garantisce trasparenza e regole uguali per tutti – viene sottolineato –. Serve un cambio di paradigma che valorizzi le imprese artigiane, l’intelligenza delle mani e la tradizione dei distretti produttivi».
Per gli esponenti del settore, il futuro passa quindi da una strategia condivisa tra istituzioni, imprese e associazioni, capace di difendere il tessuto produttivo locale e rilanciare il ruolo dell’artigianato italiano nel mondo.
Camerino si prepara a riaccendere la magia della sua rievocazione storica. Giovedì 23 aprile 2026, alle ore 17:30, nella Sala consiliare del Comune in via Conti di Altino n. 19, verrà presentata ufficialmente la XLV edizione della Corsa alla Spada e Palio, un appuntamento che si annuncia ricco di eventi, emozioni e importanti novità.
L’edizione 2026 della manifestazione, simbolo identitario della città ducale, si svolge dal 13 al 24 maggio 2026 ed è il frutto di una sinergia consolidata tra l’Associazione Corsa alla Spada e Palio e il territorio.
“Ciò che andremo a presentare – dice la presidente Donatella Pazzelli – è il prodotto di una virtuosa collaborazione tra la nostra Associazione e l’Amministrazione comunale, l’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, l’Università degli Studi di Camerino e l’Unione Montana Marca di Camerino. Fondamentale è il contributo della Regione Marche e della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata. La nostra Corsa alla Spada gode anche del patrocinio del Ministero della Cultura, del Consiglio Regionale – Assemblea Legislativa delle Marche e della Provincia di Macerata”.
Durante l’incontro verrà presentato il programma completo dell’edizione 2026, che raccoglie le tante iniziative delle associazioni e delle scuole organizzate appositamente per la Corsa alla Spada. Il calendario è racchiuso nel nuovo libretto, realizzato grazie alle sponsorizzazioni delle imprese e dei tanti commercianti che, insieme ai numerosi volontari, permettono di concretizzare i singoli eventi.
Un momento particolarmente atteso sarà l’annuncio, da parte della Presidente, dei nomi della coppia che interpreterà Giulio Cesare Da Varano e Giovanna Malatesta, figure centrali della rievocazione.
Con i suoi quarantacinque anni di storia, la Corsa alla Spada e Palio continua a rappresentare un ponte tra passato e presente, capace di rinnovarsi pur rimanendo fedele alle proprie radici. In un momento storico segnato dalla ricostruzione, la manifestazione torna a vivere nel centro storico di Camerino, cuore pulsante dell’evento e simbolo concreto di rinascita.
La presentazione sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube ufficiale della Corsa alla Spada e Palio, offrendo a tutti la possibilità di scoprire in anteprima i segreti di un’edizione che promette di lasciare il segno.
La sfida elettorale di Urbana Futura a sostegno di Marco Sigona compie un passo ulteriore, con l'inaugurazione della sede di Corso Matteotti 8, nel cuore del capoluogo. Il messaggio lanciato dal movimento guidato da Marcello Marcelli è chiaro: per cambiare il volto di Macerata non basta più osservare o lamentarsi, è necessario mettersi in gioco in prima persona.
In questi giorni, la lista civica ha intensificato le attività per permettere ai maceratesi di contribuire direttamente alla costruzione della proposta politica attraverso due canali principali: la firma per la presentazione della lista, atto fondamentale per garantire il pluralismo democratico, e la disponibilità alla candidatura come consigliere comunale.
L’obiettivo di Urbana Futura è quello di scardinare l’idea che la gestione della cosa pubblica debba essere riservata esclusivamente ai "politici di professione". Al contrario, il movimento punta a coinvolgere "chi Macerata la vive ogni giorno", portando all'interno del Consiglio Comunale "idee e competenze nate dalla quotidianità dei quartieri e del centro storico".
"C’è un momento in cui non basta più commentare: quel momento è adesso - spiegano i promotori del progetto -. Partecipare significa voler incidere davvero sulle scelte che riguardano i servizi, il lavoro e la qualità della vita. In un contesto in cui le decisioni sembrano lontane dai bisogni reali, è necessario riportare la politica tra la gente".
L'invito rivolto alla cittadinanza è netto e senza giri di parole: "Non restate spettatori. Partecipate. Firmate. Candidatevi. Il futuro di Macerata non può essere deciso da pochi, deve essere costruito da tutti".
Due giorni di festa hanno segnato la rinascita del castello di Montefiore, frazione di Recanati tornata protagonista con un evento capace di richiamare circa cinquemila visitatori tra sabato 11 e domenica 12 aprile. Un risultato importante che restituisce alla comunità uno dei suoi simboli più rappresentativi, rimasto chiuso per anni.
L’inaugurazione ha rappresentato non solo la riapertura di un luogo storico, ma anche l’avvio di un percorso di valorizzazione dell’intera area. «Siamo fieri di aver ridato vita a un gioiello cittadino che da 17 anni aspettava di tornare protagonista – ha dichiarato il sindaco Emanuele Pepa –. Questo successo è il primo passo verso la riqualificazione completa di Montefiore».
Momento simbolico dell’evento è stato lo scambio delle chiavi del castello tra il primo cittadino e la presidente del comitato di quartiere, Moira Scalzini, a cui è stata affidata la gestione della struttura. Un gesto che sancisce il ritorno del castello alla comunità locale.
Alla cerimonia inaugurale hanno preso parte anche rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali, tra cui il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, la sottosegretaria all’Economia Lucia Albano e il commissario alla ricostruzione Guido Castelli, a testimonianza dell’attenzione verso il progetto.
Particolarmente suggestiva la riapertura della torre, accessibile al pubblico dopo ben 54 anni. Qui il sindaco ha issato la bandiera con lo stemma cittadino, simbolo di una ritrovata identità e di un rinnovato legame tra Recanati e il suo territorio.
Il fine settimana è stato animato da un ricco programma di eventi: rievocazioni medievali, spettacoli con tamburini e sbandieratori, mercatini e performance artistiche hanno trasformato il castello in un vero e proprio palcoscenico. Grande emozione anche per i fuochi d’artificio e il video mapping, che ha illuminato la rocca con i colori cittadini.
Il castello di Montefiore si candida ora a diventare un nuovo punto di riferimento culturale per Recanati, pronto a ospitare eventi e iniziative capaci di valorizzare storia, arte e tradizioni.
In occasione del Vinitaly 2026, il Distretto biologico delle Marche ha presentato al mercato internazionale un sistema vitivinicolo che si conferma tra i più avanzati e competitivi d'Europa, capace di coniugare sostenibilità, identità territoriale e performance economiche di alto profilo. In un contesto globale segnato da contrazioni dei consumi e instabilità geopolitica, il vino biologico delle Marche, che si confermano regione Terra di Benessere anche sotto il profilo della produzione agricola ed enogastronomica, emerge come segmento anticiclico e ad alto valore aggiunto.
Mentre l'export vinicolo italiano nel 2025 ha registrato una flessione del -3,7% in valore, il comparto del food bio ha continuato a crescere, trainato da una domanda sempre più orientata verso qualità certificata, tracciabilità e sostenibilità. "Il vino biologico delle Marche", titolo del talk condotto da Giambattista Marchetto, ha visto gli interventi di Andrea Passacantando, presidente Distretto biologico Marche, di Enrico Rossi, vicepresidente e assessore all'Agricoltura della Regione Marche, Alberto Mazzoni, direttore di Imt - Istituto marchigiano di tutela vini, con la testimonianza di due produttori biologici regionali, Tommaso Di Sante e Giorgio Savini. Ai quali si è aggiunto il saluto di Mirco Carloni presidente della Commissione agricoltura alla Camera.
"Le Marche rappresentano oggi un sistema tra i primi in Italia - ha dichiarato Passacantando - circa il 38% di vigneti certificati biologici con un valore di quasi 6,8 mila ettari, all'interno del Distretto biologico regionale, che aggrega oltre 2mila aziende su quasi 100mila ettari di superficie agricola regionale". "Questo ecosistema agricolo integratoconsente una resilienza superiore agli stress climatici e una qualità media delle produzioni significativamente elevata", ha aggiunto Passacantando.
L'annata 2025, caratterizzata da condizioni climatiche estreme, ha premiato i vigneti biologici marchigiani, grazie alla maggiore capacità dei suoli di trattenere umidità e sostenere la pianta. Il risultato è una produzione di alta qualità: vini bianchi con acidità equilibrata e profili aromatici eleganti e vini rossi di straordinaria concentrazione polifenolica e grande potenziale di invecchiamento. Questi elementi rafforzano il posizionamento delle principali denominazioni regionali.
"Nel 2025 - sottolinea il presidente Passacantando - a fronte della contrazione dei mercati extra-Ue, in particolare Stati Uniti e Cina, i vini marchigiani hanno consolidato la propria presenza nei mercati europei ad alto valore con buoni risultati in Germania, Francia e Paesi Bassi. In questi Paesi cresce l'interesse per vini di qualità e sostenibili, premiando in modo significativo il segmento biologico".
Il vino biologico marchigiano trova la sua massima valorizzazione nel canale Horeca: l'85% dei ristoratori, secondo un recente rapporto di Nomisma, inserisce etichette biologiche in carta per elevare il posizionamento del locale, confermando il ruolo strategico del vino bio come leva di posizionamento.
Le Marche si posizionano anche all'avanguardia nella sostenibilità integrata, con una crescente adozione dello standard Equalitas, che certifica le performance ambientali, sociali ed economiche delle aziende. Le Marche, inoltre, hanno sperimentato, per la prima volta, metodi di tracciabilità in blockchain ed analisi isotopica con il progetto "Biocerto", su vini biologici, un passaggio fondamentale per rispondere alle nuove esigenze di mercato e trasparenza nei confronti dei consumatori.
"Il Vinitaly 2026 - conclude Passacantando - è stata un'occasione per il Distretto biologico Marche per illustrare un modello produttivo che ha trasformato la sostenibilità in un vantaggio competitivo concreto. Il vino biologico marchigiano non è più una nicchia, ma una piattaforma strategica di sviluppo".
Il passaggio del sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica nelle fila del movimento di Roberto Vannacci (leggi qui) continua a scuotere i palazzi della politica civitanovese. Dopo il silenzio iniziale, arriva la replica ufficiale di Forza Italia, affidata al segretario cittadino Paolo Giannoni e al dirigente regionale Corrado Perugini.
"Nessuna imposizione da parte di Forza Italia Civitanova, solo un sereno confronto democratico necessario per il rispetto degli elettori", esordiscono i due esponenti azzurri in una nota, intenzionati a fare chiarezza sulla fuoriuscita del primo cittadino.
È soprattutto Paolo Giannoni a dare voce all'amarezza del gruppo locale: "Constatare che Fabrizio Ciarapica ha deciso di cambiare bandiera ci dispiace molto poiché avevamo investito forze e risorse sulla sua figura come nostro rappresentante sul territorio e ora ne siamo fortemente amareggiati".
Tuttavia, Giannoni ostenta sicurezza sulla tenuta del partito: "Il nostro partito però è solido, con oltre 30 anni di responsabile storia amministrativa improntata su un'attitudine liberale e democratica; sappiamo che possono capitare improvvise mareggiate, l'importante è tenere ben saldo il timone".
Pur ribadendo la natura liberale di Forza Italia, il segretario cittadino lancia una stoccata non troppo velata alle motivazioni del Sindaco: "Non è nel nostro stile contrastare con le scelte individuali della singola persona, noi siamo la casa delle libertà e non entriamo nel merito alle scelte personali dei singoli, anche quando a dettarle è il tornaconto personale e non lo spirito di buona amministrazione che dovrebbe mantenere chi ha incarichi politici assegnati dai cittadini". Giannoni avverte però che chi rappresenta il partito non può agire come una "scheggia impazzita", poiché esistono norme di comportamento e una rispettabilità da tutelare.
Sul fronte del futuro amministrativo di Civitanova, la situazione resta in divenire. Corrado Perugini spiega che i vertici sono al lavoro per valutare i prossimi passi: "Non è ancora stata presa alcuna decisione e soprattutto questa emergerà da una direttiva di partito, non solamente a livello locale. Ad oggi sono state esposte alcune ipotesi e scenari futuri, come è normale che accada quando si va incontro a dei cambiamenti".
L'obiettivo prioritario degli azzurri resta la stabilità della città. "La nostra attenzione principale in questo momento è rivolta ai cittadini che non devono essere lesi dalle decisioni del singolo -, conclude Perugini, ribadendo che per Forza Italia l'unico faro resta il patto siglato con l'elettorato -. Ciò che conta è la buona amministrazione; siamo perfettamente consapevoli che le persone passano, ma queste non possono e non devono scalfire i principi liberali e democratici che ci contraddistinguono».
È stato eseguito con successo per la prima volta all’ospedale di Civitanova un impianto cocleare, definito anche “orecchio bionico".
L’intervento e’ stato realizzato su un paziente adulto, sordo dalla nascita, da un’équipe guidata dal professor Giampiero Ricci dell’Università di Perugia e da Cesare Carlucci dell’U.O.C. di Otorinolaringoiatria di Civitanova con un buon decorso operatorio e postoperatorio.
“Questo tipo di impianto è in grado di restituire l'udito ai sordi, attraverso un dispositivo che stimola direttamente il nervo acustico, perché capta il suono, lo converte in segnali/impulsi elettrici, esattamente come farebbe una coclea, e li trasferisce appena generati al nervo cocleare, stimolandolo – spiega Cesare Carlucci, direttore dell’Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Civitanova. È la stimolazione del nervo cocleare, infatti, che garantisce all'essere umano la percezione e il riconoscimento del suono”.
Un impianto cocleare comprende componenti esterne, da applicare dietro l'orecchio, e interne da inserire nel sottocutaneo e a ridosso della coclea. Gli odierni impianti rappresentano un supporto audiologico molto efficace sia negli adulti che nei bambini sordi.
“È un traguardo importante quello raggiunto dall’èquipe guidata dal dottor Carlucci, che testimonia le elevate competenze e professionalità dei sanitari dell’Ast, capaci di effettuare con successo un intervento delicato e difficile, grazie ad una tecnologia d’avanguardia” – ha dichiarato il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini.
Raffica di interventi dei Carabinieri nel fine settimana nel Maceratese, con controlli a tappeto che hanno interessato locali pubblici, strade e aree urbane, portando a denunce, segnalazioni per stupefacenti, sequestri di droga e ritiri di patenti.
Nel corso di un servizio coordinato di controllo del territorio, la Compagnia Carabinieri di Macerata ha intensificato le verifiche su circolazione stradale, reati in materia di stupefacenti e contro il patrimonio, oltre al monitoraggio degli esercizi pubblici.
All’operazione hanno preso parte i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Macerata e delle Stazioni di Corridonia, Cingoli e Mogliano, con il supporto del Nucleo Cinofili di Pesaro, del Nas di Ancona e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Macerata.
Nel corso delle verifiche in un locale pubblico di Pollenza, attivo nel settore degli spettacoli, il rappresentante legale, un 33enne, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, in particolare per la mancata redazione del Duvri (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze), con una sanzione di 5.000 euro.
Nelle aree esterne e nel parcheggio del locale, i militari — con il supporto dell’unità cinofila antidroga — hanno eseguito controlli sugli avventori, segnalando alla Prefettura due giovani per uso personale di stupefacenti: una 19enne della provincia di Pesaro Urbino trovata con uno spinello di hashish (0,45 grammi) e un 24enne residente in provincia di Ancona, in possesso di cocaina e hashish.
Nel medesimo contesto sono state rinvenute e sequestrate diverse sostanze stupefacenti abbandonate all’esterno del locale, tra cui cocaina, hashish e crack, ora a disposizione dell’Autorità competente per la distruzione.
La Sezione Radiomobile ha inoltre deferito tre persone per guida in stato di ebbrezza alcolica, controllate tra Macerata e Villa Potenza. I soggetti, risultati positivi all’etilometro con valori fino a 1,47 g/l, sono stati denunciati e hanno subito il ritiro della patente.
In totale, il servizio ha visto impegnati 20 militari e 7 pattuglie, con 94 persone identificate, 19 veicoli controllati, 4 denunce, 2 segnalazioni e 3 patenti ritirate. Le attività di controllo proseguiranno anche nei prossimi giorni.
I Carabinieri della Stazione di Sarnano hanno denunciato due uomini, uno italiano di 39 anni e uno albanese di 31 anni, entrambi residenti a Macerata e già noti alle forze dell’ordine. I due dovranno rispondere dell’ipotesi di reato di truffa continuata aggravata in concorso.
L’indagine prende avvio dai primi mesi del 2025, quando i soggetti avrebbero preso di mira una ditta individuale operante nel settore dell’edilizia con sede a Sarnano. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due avrebbero messo in atto un sistema fraudolento basato sulla simulazione di bonifici bancari, successivamente revocati subito dopo l’operazione, inducendo così in errore il venditore.
Attraverso questo stratagemma sarebbero riusciti ad appropriarsi indebitamente di attrezzature e materiali edili, tra cui trapani, martelli e miscelatori, per un valore complessivo stimato in circa 5mila euro.
A seguito delle attività investigative e di una perquisizione delegata dalla Procura della Repubblica di Macerata, i militari hanno recuperato gran parte della refurtiva e parte del materiale sottratto. Gli oggetti rinvenuti sono stati già restituiti al legittimo proprietario.
Le indagini proseguono per ulteriori approfondimenti sull’eventuale coinvolgimento dei due indagati in episodi analoghi.
Civitanova Marche ha accolto nei giorni scorsi una delegazione internazionale del progetto Erasmus+, impegnata in una settimana di scambi e attività formative promosse dal liceo “Leonardo Da Vinci”. L’incontro istituzionale si è svolto in Comune alla presenza del sindaco Fabrizio Ciarapica, che ha dato il benvenuto a studenti e docenti provenienti da Spagna (Tarragona), Germania (Colonia), Lituania (Klaipėda) e Grecia (Patrasso).
La delegazione è stata accompagnata dalle docenti del liceo civitanovese Nadia Campanari, Agnese Flagiello, Patrizia Giacconi e Carola Turi, impegnate nella promozione di percorsi educativi interculturali e nella costruzione di una rete scolastica europea sempre più solida.
Nel suo intervento, il sindaco Ciarapica ha sottolineato il valore formativo dei progetti Erasmus+, evidenziando come rappresentino un investimento concreto per il futuro delle nuove generazioni. «Siamo orgogliosi di accogliere a Civitanova Marche studenti e docenti provenienti da tutta Europa – ha dichiarato –. Il confronto tra culture diverse arricchisce i nostri giovani e rafforza il senso di appartenenza a una comunità europea condivisa».
La settimana di scambio ha visto gli studenti stranieri ospitati dalle famiglie locali, vivendo un’esperienza di immersione nella quotidianità del territorio e nelle sue tradizioni. Un’occasione di crescita personale e culturale che ha favorito la nascita di legami internazionali e un dialogo diretto tra giovani europei.
Le attività del progetto si sono concentrate su temi di grande attualità come la sostenibilità del mare, l’impatto delle plastiche sull’ambiente marino e il ruolo delle donne nella storia e nel futuro della pesca. Un percorso interdisciplinare che ha stimolato confronto e consapevolezza, promuovendo una visione condivisa sulle sfide ambientali e sociali.
La città di Civitanova Marche sarà tappa del Giro d’Italia per la Pace, che prevede l’accoglienza della Lampada della Pace di Assisi, simbolo del sogno universale della fraternità e dell’amicizia sociale.
Nell’ultima seduta, la Giunta comunale ha accolto positivamente l'invito del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani ad aderire e partecipare al Giro d’Italia per la Pace che attraverserà il nostro Paese “per costruire una coscienza, una cultura e una politica di pace che si esprima attraverso la cura degli altri, dell’umanità e del pianeta”.
Il Giro d'Italia per la Pace si svolge nell’ottavo centenario di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, e si propone di promuovere la riscoperta del suo messaggio di autentico costruttore di pace e fraternità. Ricorrono anche 80 anni dalla nascita della Repubblica Italiana e 40 anni dalla nascita del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, la rete dei Comuni, Province e Regioni impegnate nella costruzione della pace che continua l’opera di Giorgio La Pira.
L’Amministrazione ha stabilito di dichiarare il Comune di Civitanova Marche "Città per la pace e i diritti umani" e darà incarico ad un Consigliere comunale di curare i rapporti organizzativi in stretto raccordo con i Servizi Comunali interessati. Nel 2024, il sindaco Fabrizio Ciarapica aveva assegnato la delega per partecipare alla Marcia “Prima di tutto la Pace” in programma ad Assisi alla consigliera comunale Elisabetta Giorgini.
Nel pieno rispetto dello spirito dello Statuto comunale, il Comune si impegna anche a promuovere, assieme alle scuole e alle giovani generazioni del territorio, nuove iniziative per la pace per costruire una coscienza, una cultura e una politica che si esprima attraverso la cura degli altri, dell’umanità e del pianeta.
La quota di adesione al comitato organizzatore al Giro d’Italia per la Pace è di € 500,00.
Non le manda a dire, come di consueto, Roberto Buratti al termine del rocambolesco 2-2 tra il Trodica Calcio e l’Osimana. Una gara intensa, ricca di episodi e polemiche, che lascia grande amarezza in casa biancoceleste.
La partita si era messa subito in salita per il Trodica, rimasto in dieci uomini dopo mezz’ora per l’espulsione per doppia ammonizione di Bugaro. A complicare ulteriormente il quadro, il gol del vantaggio ospite firmato da Pigini nel finale del primo tempo. Eppure, nonostante l’inferiorità numerica, la squadra di Buratti ha tirato fuori orgoglio e carattere: prima la reazione immediata che ha riportato il match in equilibrio col gol di Panichelli, poi nella ripresa il sorpasso con Veneroso per un 2-1 che sembrava poter reggere fino al triplice fischio. Nel finale, però, si consuma la beffa. Romero fallisce il possibile 3-1 e, al 94’, arriva la doccia gelata con il pareggio firmato dal classe 2009 Taborro.
Nel post gara, Buratti analizza così la prestazione dei suoi: “Penso sia stata una delle partite più belle dell’anno. Faccio i complimenti ai ragazzi: avevo chiesto di buttare il cuore oltre l’ostacolo e lo hanno fatto. In dieci uomini, sotto di un gol, con un fuorigioco di sei metri che hanno visto tutti, reagire così e andarla a vincere – perché l’avevamo vinta – è qualcosa di straordinario. Se non prendiamo gol al 94’ e non sbagliamo il 3-1 due minuti prima, staremmo parlando di altro. Oggi è stata una partita da voto 10”.
Durissime, però, le parole sugli episodi arbitrali, con un messaggio diretto anche al presidente del CRA Marche, Piccioni: “L’espulsione di Bugaro è totalmente inesistente, il loro gol è in fuorigioco di cinque-sei metri. Mi dispiace perché queste decisioni fanno male. Poi voglio dire una cosa al signor Piccioni: siccome mi commenta spesso e visto che gli sto parecchio simpatico - quest’anno mi hanno dato 15-16 giornate di squalifica, nemmeno fossi Totò Riina - mandare un guardalinee di Fermo in una partita così fondamentale non è una scelta intelligente: lo metti in difficoltà. In buonissima fede, ma oggi c’è stato un errore clamoroso. Ci sono i video. Noi facciamo sacrifici enormi e vorremmo giocarci tutto alla pari. Oggi siamo stati gravemente danneggiati”.
Nonostante l’amarezza, il tecnico non perde di vista l’obiettivo. La vittoria della Fermana sul campo del Montefano ha portato i canarini a +11, una distanza che al momento escluderebbe i playoff. Ma Buratti non alza bandiera bianca: “Non molliamo di un centimetro. Abbiamo ancora 180 minuti per onorare la maglia e raggiungere l’obiettivo. Io ci credo ciecamente: se la mia squadra è quella vista oggi, sono strafiducioso. Ci proveremo fino all’ultimo secondo. Poi, se la Fermana sarà più brava, faremo i complimenti e andremo avanti fino alla fine del campionato”.
Una partita spettacolare, dunque, ma che lascia al Trodica più rimpianti che soddisfazioni. E una certezza: la corsa non è ancora finita.
Credit Foto: Trodica Calcio
La scintilla non è mai scoccata. E così, nella notte più amara della stagione, è arrivata anche l’ennesima svolta. Dopo la sconfitta interna per 2-1 contro la Jesina, la Civitanovese ha deciso di interrompere il rapporto con Massimo Silva. Il comunicato ufficiale, diramato intorno alla mezzanotte, parla di separazione consensuale, ma la sostanza non cambia: si tratta del terzo esonero stagionale, l’ennesimo segnale di un’annata profondamente travagliata.
Silva paga un rendimento insufficiente e, soprattutto, l’incapacità di dare quella scossa emotiva e tecnica che la squadra cercava disperatamente. Arrivato il 23 febbraio al posto di Marinelli, dopo lo 0-0 casalingo contro il Chiesanuova, il tecnico 75enne lascia dopo appena cinque partite: due pareggi (contro Osimana e Fabriano Cerreto) e tre sconfitte (contro Urbino, Trodica e Jesina). Un bottino troppo magro per una squadra che aveva bisogno di punti e certezze.
Non è mai nata quella connessione tra allenatore e gruppo che avrebbe potuto cambiare il destino di una stagione già compromessa. A pesare, oltre ai risultati, anche una campagna acquisti invernale rivelatasi fallimentare: tanti innesti, ma pochi realmente incisivi. Tra questi, anche il nome più altisonante, quello dell’ex Serie A Matteo Ardemagni, non ha portato il contributo sperato.
Il cambio in panchina è solo l’ultimo capitolo di un’annata segnata da continui scossoni societari e tecnici. Prima gli esoneri di Mercanti e Marinelli, poi le dimissioni del direttore generale Pochetti e dei direttori sportivi Traini e Sacchetti (ancora prima dell’inizio del campionato), fino al passaggio di proprietà da Profili a Borrelli. Un’instabilità che inevitabilmente si è riflessa anche sul campo. Ora resta da capire chi guiderà la squadra nelle ultime due decisive giornate. Tra le ipotesi più concrete c’è un clamoroso ritorno di uno dei tecnici già protagonisti in questa stagione, chiamato a un vero e proprio miracolo sportivo.
La situazione di classifica è infatti drammatica: la Civitanovese è ultima a quota 25 punti insieme al Fabriano Cerreto, a cinque lunghezze dalla zona playout. Due partite per evitare la retrocessione diretta: Montegranaro in trasferta e Fermignanese in casa per i rossoblù. I cartai, invece, affronteranno il Trodica tra le mura amiche e chiuderanno la stagione sul campo dell’Osimana, in un duello a distanza che si preannuncia incandescente fino all’ultimo minuto. Il destino è ancora nelle mani della Civitanovese, ma il margine è ridottissimo. Servirà qualcosa in più di un semplice cambio in panchina: servirà orgoglio, compattezza e, forse, quella scintilla che finora è sempre mancata.
Di seguito, il comunicato ufficiale della società: “La Civitanovese Calcio 1919 comunica di aver interrotto, di comune accordo, il rapporto di collaborazione con l’allenatore della Prima Squadra, Massimo Silva. La Società desidera ringraziare mister Silva per l’impegno, la professionalità e la dedizione dimostrati durante il periodo alla guida della squadra, augurandogli le migliori fortune umane e professionali per il prosieguo della sua carriera. Nei prossimi giorni verranno comunicate le decisioni in merito alla nuova guida tecnica della Prima Squadra”.
Si resta dunque in attesa del nome del nuovo allenatore, chiamato a giocarsi tutto negli ultimi 180 minuti di stagione.
Si è svolto domenica 12 aprile, a Camerino, il Torneo Regionale CSI di tennistavolo, ultima prova prima del Gran Premio Nazionale CSI, in programma quest’anno a San Benedetto del Tronto dal 7 al 10 maggio.
Il CSI regionale ha espresso il proprio ringraziamento alla società del CUS Camerino per l’ospitalità offerta nel bellissimo impianto sportivo che ha accolto la manifestazione.
La giornata è stata vissuta come una significativa esperienza sportiva di gruppo, alla presenza dell’assessore allo Sport del Comune di Camerino e del responsabile regionale del CSI.
A distinguersi è stato in particolare il giovane camerte Matteo Belardinelli, studente del Liceo sportivo di Camerino, protagonista di un doppio successo: ha infatti conquistato il torneo di singolo delle eccellenze e il titolo di doppio insieme a Stefano Belardinelli.
L’appuntamento di Camerino ha rappresentato anche un’ulteriore conferma dell’impegno del CUS Camerino e dell’Università di Camerino nella promozione dello sport in molteplici discipline, anche in vista dei nuovi percorsi didattici di Scienze e attività motorie e sportive, che prevedono l’approfondimento della pratica di numerose attività sportive.