Il nuovo anno del Cus Macerata si apre nel segno di Beatrice Costantini. L'atleta classe 2003, approdata in questa stagione nella fila della sezione atletica cussina, è stata protagonista di una "due giorni" memorabile che l'ha vista brillare sia sui palcoscenici indoor che nei faticosi tracciati del cross.
Il weekend di fuoco della Costantini è iniziato al PalaCasali di Ancona. Impegnata nei 3000 metri indoor, la giovane mezzofondista ha letteralmente polverizzato il proprio record personale: con una prova di grande carattere, ha abbassato il suo precedente rilievo cronometrico di ben 15 secondi, centrando un prestigioso 7° posto assoluto. Nonostante la fatica del giorno precedente, l'atleta non si è fermata e 24 ore dopo si è presentata ai nastri di partenza del Campionato Regionale di Cross Country, nella suggestiva cornice della Riserva Naturale dell’Abbadia di Fiastra.
In un contesto agonistico di altissimo livello, Beatrice ha conquistato un podio straordinario, tagliando il traguardo al terzo posto. Si tratta del miglior risultato di sempre per la giovane originaria di Offida, che rappresenta perfettamente lo spirito del Cus Macerata: oltre ad essere una punta di diamante dell'atletica, è infatti studentessa di Giurisprudenza presso l'Ateneo maceratese e collabora attivamente con lo staff tecnico nel ruolo di allenatrice degli Esordienti.
Il successo della Costantini non è l’unico motivo di orgoglio per il nuovo responsabile della sezione, Daniele Luciani. L'Abbadia di Fiastra ha regalato ottime notizie anche dal settore giovanile, con il gruppo "Ragazzi" capace di prestazioni solide che hanno proiettato il Cus Macerata al secondo posto nella graduatoria a squadre di categoria, tallonando da vicino i rivali della Stamura Ancona.
"Siamo felici per il podio di Beatrice ma anche per la compattezza dimostrata dai nostri giovani", il commento soddisfatto del tecnico Luciani, che guarda con ottimismo al prosieguo di una stagione iniziata sotto i migliori auspici per i colori cussini.
Macerata è stata teatro di un momento di confronto pubblico sul referendum costituzionale sulla giustizia e, in particolare, sul tema della separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente, una questione che continua a dividere il mondo giuridico, politico e l’opinione pubblica. Questo pomeriggio, presso il Ristorante Centrale in Piazza della Libertà, cittadini, operatori del diritto ed esperti si sono ritrovati per approfondire una riforma destinata a incidere in modo significativo sull’equilibrio tra poteri dello Stato.
L’incontro, intitolato "Diritto e attualità – Referendum costituzionale sulla giustizia: Sì o No a confronto", si è distinto per il taglio dialogico e per la volontà di offrire strumenti di comprensione al di là delle contrapposizioni ideologiche. Ad aprire i lavori sono stati gli avvocati Bruno Mandrelli e Romano Carancini, che hanno inquadrato il contesto giuridico e istituzionale della riforma, sottolineando la centralità del tema per la vita democratica del Paese.
Nel corso del dibattito sono intervenuti il professor Giovanni Di Cosimo, docente di Diritto Costituzionale all’Università di Macerata, l’avvocato Paolo Giustozzi e l’onorevole Debora Serracchiani, offrendo al pubblico punti di vista differenti sulle ricadute legali e pratiche del referendum e sul rapporto tra giustizia, politica e società civile.
A sostenere le ragioni del Sì è stato Paolo Giustozzi, referente per il si della Camera Penale del Tribunale di Macerata. Giustozzi ha evidenziato come la separazione delle carriere rappresenti un principio di equilibrio e imparzialità del giudice: "Le ragioni per le quali dovremmo votare sì sono le ragioni per le quali questa riforma ancora non è stata varata da 25 anni, da quando l'Italia ha modificato la Costituzione prevedendo che le parti nel processo siano in condizioni di parità. Voglio dire che una difesa, un accusato vale quanto l'accusatore di fronte al giudice e soprattutto che il giudice sia equidistante, imparziale, cioè sia in una posizione di terzietà rispetto all'accusa come lo è rispetto alla difesa".
Giustozzi ha poi aggiunto: "Sono condizioni, sono valutazioni talmente intuitive ed elementari che l'unica domanda è quella che ho fatto all'inizio, cioè come sia possibile che ancora non ci sia una separazione delle carriere come è prevista e attuata nella gran parte delle democrazie occidentali, nel mondo anche".
Di segno opposto la posizione dell’onorevole Debora Serracchiani, rappresentate nazionale PD per la Giustizia, che ha ribadito con forza le motivazioni del No: "Un no per difendere la Costituzione, un no per difendere la democrazia e un no perché siamo contro la legge del più forte. Questa riforma serve per la politica perché la politica abbia le mani libere, non vuole una magistratura che la controlli. Per questo motivo noi siamo contro e quindi votiamo no".
Serracchiani ha, inoltre, posto l’accento sul rischio di indebolire i meccanismi democratici, affermando: "È anche una rinuncia all'esercizio della democrazia, bisogna scegliere e non bisogna lasciare decidere all'estrazione a sorte. Domani ci chiederanno di estrarre a sorte consiglieri comunali, parlamentari, gli amministratori di condominio o anche il medico che ci dovrà prendere in cura, quindi è assolutamente non accettabile l'estrazione a sorte dei magistrati".
Un appartamento trasformato in una vera e propria centrale logistica per il confezionamento e la vendita di stupefacenti. È quanto scoperto dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Civitanova Marche nell'ambito di un'operazione antidroga che ha portato al sequestro di oltre mezzo chilo di sostanze e all'arresto di quattro persone.
L'operazione è scattata in seguito a un normale controllo su strada, durante il quale i finanzieri hanno fermato un giovane italiano trovato in possesso di una modica quantità di hashish. Il sospetto che il ragazzo potesse nascondere un quantitativo maggiore ha spinto i militari ad approfondire gli accertamenti, estendendo la perquisizione all'abitazione in uso al giovane. All'interno dell'appartamento, i finanzieri hanno trovato altri tre coetanei: due italiani e un cittadino albanese.
Grazie al supporto determinante dell'unità cinofila, i militari sono riusciti a scovare la droga abilmente occultata in varie pertinenze della casa. Il fiuto dei cani antidroga ha permesso di rinvenire un consistente assortimento di sostanze: 125,40 grammi di cocaina, 480,50 grammi di hashish e 4,50 grammi di marijuana. Secondo quanto appurato dagli uomini delle Fiamme Gialle, l'abitazione fungeva da vera e propria "base di spaccio". La maggior parte della sostanza era infatti già suddivisa in dosi e pronta per la minuta vendita agli avventori della zona.
Oltre allo stupefacente, i finanzieri hanno sequestrato 785 euro in contanti, ritenuti il profitto dell'attività illecita. Per i quattro ragazzi sono scattati immediatamente gli arresti domiciliari, ferma restando la presunzione di innocenza fino a compiuto accertamento delle responsabilità. L’operazione si inserisce in un più ampio dispositivo di controllo del territorio, rafforzato in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, volto a contrastare un fenomeno dalla forte pericolosità socio-economica lungo la costa maceratese.
Nuova scossa di terremoto nel pomeriggio nell'entroterra maceratese. Alle 16:50 l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato un evento sismico di magnitudo 3.3, con una profondità di circa 23 chilometri ed epicentro nel territorio comunale di Sant’Angelo in Pontano.
La zona era già stata interessata nei giorni scorsi da un altro sciame sismico: lo scorso 5 gennaio, infatti, era stato registrato un terremoto di magnitudo 3.8 (leggi qui). Anche nella mattinata di oggi, alle 9:55, l’Ingv aveva rilevato un evento più lieve, di magnitudo 2.1, sempre nell’area dell'Alto Maceratese. La scossa è stata avvertita dalla popolazione, ma al momento non risultano segnalazioni di danni a persone o cose.
Domenica 8 febbraio alle ore 17.30, il Palazzetto dello Sport di Pieve Torina ospiterà la professoressa Daniela Lucangeli, tra le neuroscienziate più importanti a livello internazionale, nell’ambito della prosecuzione del progetto “Nuovi Sentieri di Apprendimento: competenze per insegnare e crescere”. L’iniziativa è promossa dall’Unione Montana Marca di Camerino nell’ambito della Snai – Strategia Nazionale Aree Interne Alto Maceratese, in collaborazione con Heart4Children APS e Mind4Children, spin-off dell’Università di Padova guidato dalla stessa Lucangeli.
«Siamo in una fase di avanzamento del percorso che ha già coinvolto decine di docenti delle scuole del territorio SNAI», sottolinea il presidente dell’Unione, Alessandro Gentilucci. «L’obiettivo è rifondare e qualificare l’offerta formativa, rendendo il servizio scuola sempre più innovativo. La guida della professoressa Lucangeli è una garanzia assoluta di qualità scientifica. Vogliamo creare un vero sistema di comunità, coinvolgendo scuole, associazioni, comuni e istituzioni in un patto educativo condiviso, per rafforzare la responsabilità collettiva nell’educazione delle giovani generazioni».
Oltre a Lucangeli, all’incontro parteciperanno anche i formatori Andrea Rossetto e Danilo Casertano, insieme al presidente Gentilucci, per una riflessione sulle prospettive future e sulla prosecuzione del progetto sul territorio.
La partecipazione è limitata a 200 posti e richiede iscrizione preventiva.
Non c’è confine che possa fermare l’estro e i pedali di Giuseppe Dell’Orso, per tutti Peppe Cotto. Il macellaio visionario di Loro Piceno, pioniere dello show-cooking e ambasciatore instancabile della marchigianità nel mondo, è pronto per una nuova, incredibile impresa: questa volta la sua bicicletta punterà verso la Nuova Zelanda, per un viaggio che promette di unire sport, goliardia e alta norcineria.
L’obiettivo dichiarato, con il solito spirito istrionico che lo contraddistingue, è la conquista culturale dell'Oceania a colpi di gusto. «Oggi è il grande giorno - annuncia Peppe Cotto alla partenza -, tra poco l’etnia Maori conoscerà i vincisgrassi e il ciauscolo. Ma soprattutto scopriranno lo Scudo Piceno". E tra una pedalata e l’altra, non manca la battuta fulminante sul futuro dei simboli neozelandesi: "Lo Scudo Piceno verrà utilizzato come icona nelle maglie degli All Blacks e nelle vele di New Zealand per l'America's Cup", scherza il macellaio lorese.
Un’impresa del genere non si affronta da soli, e Peppe Cotto ha saputo aggregare intorno a sé una rete di sostenitori che incarna perfettamente il suo legame con il territorio e le sue esperienze internazionali. In prima fila c’è il "farmacista" Matteo Cecchi, sponsor d’infanzia e amico di sempre, insieme al supporto che arriva direttamente dalla Francia, dal locale "Le Bistrot du Havre" di Christelle a Pont-Audemer, dove Peppe ha lavorato lasciando il segno.
A garantire che il nome del Piceno risuoni anche agli antipodi ci sono eccellenze del settore vitivinicolo e gastronomico come le Tenute Murola e la Premiata Salumeria Meloni di Matteo Invernizzi di Abbiategrasso. Infine, non poteva mancare il sostegno istituzionale e affettivo: Robertino Paoloni, sindaco di Loro Piceno, è stato definito da Peppe il suo «sponsor del cuore», a testimonianza di quanto l’intera comunità si senta rappresentata da questo ambasciatore "sui generis".
Non è solo un viaggio in bicicletta, ma l’ennesima performance di un uomo capace di trasformare la propria vita in un racconto itinerante. Dopo aver conquistato la Normandia e mezza Europa, ora tocca alla terra dei Maori scoprire che dietro quella divisa da ciclista batte un cuore intinto nel vino cotto e che lo "Scudo Piceno" è pronto a difendere i colori delle Marche anche dall'altra parte del mondo.
Teatro Nicola degli Angeli di Montelupone apre il 2026 con una stagione teatrale di grande richiamo, capace di coniugare qualità artistica, comicità intelligente e volti amatissimi dal grande pubblico. Un cartellone che punta in alto, impreziosito dalla presenza di attori di fama nazionale e da uno spettacolo in esclusiva regionale.
La stagione prenderà il via sabato 31 gennaio e accompagnerà il pubblico fino a marzo, con quattro appuntamenti pensati per un pubblico ampio e trasversale, tra commedia brillante, ironia e teatro popolare di qualità.
Ad aprire la stagione, sabato 31 gennaio alle ore 21, sarà la commedia “Ti amo o qualcosa del genere”, interpretata da un cast d’eccezione che vede insieme Tiziana Foschi, Milena Miconi, Samuel Peron e Diego Ruiz, per uno spettacolo brillante e coinvolgente.
Domenica 15 febbraio alle ore 17 spazio invece al teatro popolare con “Per chi suona il campanello?” di Eraldo Forti, portato in scena dalla Compagnia Loro Piceno, realtà molto apprezzata dal pubblico del territorio.
La stagione proseguirà sabato 21 febbraio alle ore 21 con “Venerdì 13”, una commedia che vede protagonisti Martina Colombari, Gianmarco Cro e Federico Maria Isaia, mentre la chiusura è affidata, sabato 7 marzo alle ore 21, a Cinzia Leone con lo spettacolo “Mamma sei sempre nei miei pensieri. Spostati!”, uno degli appuntamenti più attesi del cartellone.
«La stagione teatrale del Nicola degli Angeli – commenta il sindaco di Montelupone Rolando Pecora – è un tassello fondamentale della nostra proposta culturale. Abbiamo voluto un cartellone capace di parlare a pubblici diversi, valorizzando un luogo simbolo della comunità e offrendo momenti di svago, riflessione e condivisione. Portare a Montelupone artisti di livello nazionale significa offrire opportunità culturali di qualità a cittadini e visitatori e rendere il teatro uno spazio sempre più vivo e partecipato».
Per quanto riguarda i costi, i biglietti per gli spettacoli del 31 gennaio, 21 febbraio e 7 marzo hanno un prezzo intero di 25 euro e ridotto di 20 euro per over 65 e under 18, mentre per lo spettacolo del 15 febbraio è previsto un biglietto unico di 10 euro.L’abbonamento ai quattro spettacoli costa 70 euro (intero) e 60 euro (ridotto).
Le informazioni e prenotazioni sono disponibili contattando il Comune di Montelupone al numero 0733 224911, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, oppure la biglietteria al 0733 2249319 nei giorni di spettacolo.La biglietteria aprirà dalle ore 18.30 per gli spettacoli serali e dalle ore 15.30 per quelli pomeridiani.
È stata firmata oggi, presso la Scuola di Giurisprudenza, la convenzione quadro tra l’Università di Camerino e l’Ordine dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Macerata, con l’obiettivo di rafforzare il collegamento tra formazione universitaria e accesso alle professioni regolamentate.
La firma è avvenuta al termine della tavola rotonda dal titolo “Tirocini, competenze e professionalità: una nuova convenzione per la formazione giuridica e l’orientamento al lavoro”, incontro dedicato all’integrazione tra percorsi accademici e mondo delle professioni.
L’accordo, della durata di tre anni, consentirà agli studenti iscritti ai corsi di laurea in Scienze giuridiche per l’Innovazione organizzativa e la Coesione sociale, Gestione dei fenomeni migratori e politiche di integrazione nell’Unione Europea e Giurisprudenza, attivati dalla Scuola di Giurisprudenza di Unicam, di svolgere parte del tirocinio professionale per l’accesso alla professione di consulente del lavoro già durante il percorso universitario. Un’opportunità che permetterà di ottimizzare i tempi di ingresso nella professione e di valorizzare l’alternanza tra formazione teorica ed esperienza pratica.
L’iniziativa si inserisce nel quadro della convenzione nazionale sottoscritta tra il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, il ministero dell’Università e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e mira a promuovere percorsi formativi sempre più aderenti alle competenze richieste dal mercato del lavoro, favorendo l’occupabilità dei laureati.
Ad aprire i lavori è stato il rettore di Unicam Graziano Leoni, seguito dagli interventi della direttrice della Scuola di Giurisprudenza Lucia Ruggeri, del presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Macerata Riccardo Russo, del professor Simone Rodolfo Masera, delegato per stage, tirocini e convenzioni, e del professor Paolo Bianchi, coordinatore del Corso di Laurea in Giurisprudenza.
«Questa collaborazione – ha sottolineato il rettore Graziano Leoni – rappresenta un passo concreto nella direzione di un’università sempre più aperta, capace di dialogare in modo strutturato con le professioni e con il territorio. Offrire alle nostre studentesse e ai nostri studenti la possibilità di integrare il percorso universitario con un’esperienza professionale qualificata significa accompagnarli responsabilmente verso il mondo del lavoro, valorizzando competenze, tempo e talento».
La grande storia del ciclismo torna a scrivere una pagina memorabile tra le vie della nostra provincia. È stata presentata ufficialmente questa mattina, presso il Parlamentino di Palazzo Li Madou ad Ancona, la 61ª edizione della Tirreno-Adriatico Crédit Agricole, in programma dal 9 al 15 marzo 2026. Un’edizione che segna un "ritorno alle origini": un percorso tecnico e durissimo dove le strade maceratesi giocheranno il ruolo di giudici supremi per la conquista della Maglia Azzurra.
Il cuore dell'evento per il territorio maceratese sarà sabato 14 marzo, con la sesta e penultima tappa. La notizia più attesa è la conferma che la città di San Severino Marche ospiterà la partenza di questa frazione di 189 chilometri, destinata a essere la più spettacolare della "Corsa dei Due Mari", con arrivo a Camerino. La bellissima Piazza del Popolo si trasformerà nel palcoscenico del via, per una giornata che si preannuncia già storica.
"Per la nostra città è motivo di immenso orgoglio e profonda emozion", ha dichiarato il sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, presente alla presentazione insieme all'assessore allo Sport Paolo Paoloni.
"Siamo una città d'arte colpita duramente dal sisma ma molto resiliente - aggiunge Piermattei -. Questa manifestazione ci permetterà di accogliere grandi campioni e migliaia di persone, dandoci la possibilità di essere conosciuti ancora di più nel mondo. Abbiamo attraversato anni pesanti, ma eventi come questo ci fanno guardare avanti consapevoli che la Regione e il presidente Acquaroli ci sono vicini". L'assessore Paoloni ha poi aggiunto: "Il ciclismo è nel nostro dna. Vedere i corridori qui sarà un’iniezione di energia per tutto il movimento sportivo locale".
L'edizione 2026 avrà un sapore speciale per i tifosi della provincia anche per un motivo affettivo: l'attesa per il fuoriclasse Giulio Pellizzari. Il giovane talento del ciclismo internazionale, che sta scalando le classifiche mondiali, è infatti nato proprio presso l'ospedale "Bartolomeo Eustachio" di San Severino Marche e vissuto a Camerino. Vederlo partire dalla sua terra natale sarà uno dei momenti più emozionanti dell'intera settimana di gare.
Dalla partenza settempedana, la corsa si farà durissima: i corridori dovranno affrontare l'ascesa del Sassotetto prima di puntare verso Camerino. La città ducale sarà il traguardo di un circuito finale da ripetere due volte, caratterizzato dal terribile Muro della Madonna delle Carceri, una rampa con pendenze fino al 18% che darà la scossa definitiva alla classifica. Il giorno seguente, domenica 15 marzo, la provincia di Macerata sarà ancora protagonista con la partenza dell'ultima tappa da Civitanova Marche, per la passerella finale verso San Benedetto del Tronto.
"La Tirreno-Adriatico è uno straordinario strumento di valorizzazione della nostra Regione", ha sottolineato il governatore Francesco Acquaroli. Un concetto ripreso dal direttore di corsa Stefano Allocchio, che ha definito le Marche "elemento centrale per le tappe decisive". Anche l'ex professionista Andrea Tonti ha confermato la severità del tracciato: "Sarà una Tirreno diversa dal solito, senza arrivi in salita ma molto tecnica. Le Marche saranno il teatro delle frazioni decisive". Con un dislivello totale di 15.550 metri, la provincia di Macerata si conferma l'ombelico del ciclismo mondiale, pronta a mostrare la bellezza dei suoi borghi e la forza della sua gente.
Porto Recanati – Il “Sicilia Bedda Tour”, il live estivo di Delia, farà tappa all’Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati il prossimo 31 luglio alle ore 21:30. Il concerto è organizzato da Best Eventi in collaborazione con l’amministrazione comunale.
Delia Buglisi nasce a Catania nel 1999, con la Sicilia impressa nello sguardo e nel respiro. Pianista, cantautrice e interprete dall’anima luminosa, porta nella sua musica il sussurro del mare, il battito della terra e una lingua che, nella sua voce, si trasforma in un canto universale.
Dopo la laurea al Conservatorio di Catania, sceglie di seguire la strada più fedele alla propria natura: trasformare la solidità della formazione classica in una voce libera, capace di raccontare emozioni crude, tenere e profonde. La sua musica intreccia folk ed elettronica, trovando un equilibrio fatto di forza e delicatezza che richiama la sua terra: aspra e dolce, misteriosa e ardente come l’Etna.
Nel 2024 viene premiata come “miglior cantautrice” da Isola degli Artisti, riconoscimento che le vale un contratto discografico e l’avvio di importanti collaborazioni con autori e musicisti di rilievo. Nello stesso periodo si esibisce anche come opening act di Serena Brancale.
Il 2025 segna un punto di svolta con l’ingresso nel percorso di X Factor, dove Delia conquista pubblico e critica fin dalle audizioni. Sul palco presenta una suite di brani, da lei riarrangiati, dei grandi cantautori italiani e internazionali, fino ad arrivare al suo inedito “Sicilia Bedda”: un inno alle radici, alla propria terra e a quella malinconia che accompagna chi parte per inseguire i propri sogni.
La voce di Delia Buglisi è insieme ritorno e rinascita: la Sicilia non è solo un luogo, ma un modo di sentire il mondo. E il concerto di Porto Recanati promette di essere un viaggio intenso tra identità, emozioni e musica.
I biglietti saranno disponibili a partire dalle ore 14:00 di domani, sabato 17 gennaio, sul circuito TicketOne.Info: 085.9047726 – www.besteventi.it
La pazienza lungo la Statale 78 sembra essere arrivata al limite. Il nodo della discordia è il restringimento di carreggiata in località Callarella, nel territorio comunale di Sarnano, dove da mesi un semaforo regola il traffico a senso unico alternato a causa della caduta di alcuni massi da una parete adiacente. Una situazione di stallo che ha spinto Andrea Merli, consigliere comunale di minoranza della lista "Insieme per Sarnano", a passare dalle segnalazioni verbali ai fatti, inviando una formale diffida alla direzione dell’Anas.
"Da mesi è presente un semaforo che riduce la viabilità a senso unico alternato perché da una parete sono caduti alcuni sassi, e da mesi nessuno ha mai fatto nulla", spiega Merli, sottolineando come il disagio stia colpendo duramente la comunità locale e chiunque si trovi a percorrere l'arteria che collega l'entroterra.
Nella diffida inviata ai vertici della società che gestisce la rete stradale, il consigliere entra nel merito dei rischi legati alla sicurezza: "Lungo la SS 78, in località Callarella, persiste ormai da diversi mesi un restringimento di carreggiata regolato da impianto semaforico a senso unico alternato; tale limitazione della circolazione sta causando gravissimi disagi alla cittadinanza, ai pendolari e alle attività economiche locali, protraendosi ben oltre i tempi ragionevoli per un intervento di ripristino ordinario", scrive Merli nel documento.
Il timore principale riguarda la gestione delle emergenze, poiché quel tratto di strada è vitale per il transito delle ambulanze e dei mezzi antincendio: "La presenza del semaforo rappresenta un concreto ed elevato rischio per la sicurezza pubblica: le code e l'attesa prolungata ostacolano sensibilmente il transito dei mezzi di soccorso (ambulanze, vigili del fuoco, forze dell'ordine), potendone compromettere la tempestività d'intervento sia in fase di arrivo nel Comune di Sarnano, sia nel trasporto d’urgenza verso i presidi ospedalieri", si legge nel testo della diffida.
Merli punta il dito anche sulla mancanza di trasparenza riguardo al cantiere, che al momento apparirebbe fermo: "La durata della limitazione, in assenza di cantieri attivi o di una chiara tempistica di risoluzione, configura una potenziale omissione nella corretta manutenzione e gestione del sedime stradale".
L'istanza presentata dal consigliere si conclude con una richiesta perentoria di risposte e un avvertimento sulle possibili conseguenze legali. "Si richiede di conoscere formalmente le motivazioni tecniche che hanno impedito finora la risoluzione del problema e il cronoprogramma definitivo dei lavori di messa in sicurezza”, conclude Merli, precisando che "in caso di danni a persone o cose derivanti direttamente o indirettamente dalla permanenza del suddetto impianto semaforico o da ritardi nei soccorsi causati dal blocco della viabilità, la responsabilità ricadrà interamente su codesta Società (Anas, ndr) e sui responsabili della gestione del tratto stradale in oggetto".
L’Università di Macerata e il Dipartimento di Studi Umanistici esprimono profondo cordoglio per la scomparsa della professoressa Paola Magnarelli, già docente di Storia contemporanea, figura di riferimento per la comunità accademica e studiosa di riconosciuto valore scientifico.
Collega stimata e punto di riferimento umano e culturale, Paola Magnarelli ha legato l’intero suo percorso professionale all’Ateneo maceratese, dove ha insegnato per oltre quarant’anni, ricoprendo anche numerosi incarichi istituzionali di rilievo.
«Con la scomparsa di Paola Magnarelli – ha dichiarato il rettore John McCourt – l’Università di Macerata perde una studiosa di grande rigore e sensibilità intellettuale, una docente capace di coniugare profondità scientifica e attenzione alle persone. A nome di tutto l’Ateneo esprimo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia, ricordando con gratitudine il suo contributo alla crescita culturale e civile della nostra comunità universitaria».
Nata a Recanati, città nella quale risiedeva tuttora, Paola Magnarelli si era laureata in Storia moderna nel 1972 con Alberto Caracciolo. Avviò la carriera universitaria come assistente incaricata alla cattedra di Storia moderna, per poi diventare ricercatrice di Storia contemporanea. Dal 2000 fu professoressa associata nel corso di laurea in Scienze della comunicazione e, dal 2005, professoressa ordinaria.
Ha insegnato fino al 2015 prima a Scienze della comunicazione e successivamente nel Dipartimento di Studi umanistici, lasciando un segno profondo nella didattica e nella ricerca.
Nel corso degli anni ha ricoperto numerosi ruoli di responsabilità accademica: vice-preside della Facoltà di Scienze della comunicazione, direttrice del Dipartimento di Scienze della comunicazione, direttrice del Master in Giornalismo partecipativo, componente del Collegio dei docenti del Dottorato in Storia, politica e istituzioni dell’area euromediterranea nell’età contemporanea e, negli ultimi anni di servizio, responsabile della Sezione di Storia del Dipartimento di Studi umanistici.
I suoi interessi di ricerca si sono concentrati in particolare sullo studio delle classi dirigenti tra Ottocento e Novecento, con attenzione ai contesti locali pre e postunitari, alla partecipazione politica e amministrativa del notabilato italiano e all’uso delle fonti epistolari e autobiografiche. Si è inoltre occupata dei percorsi di emancipazione femminile, dell’evoluzione delle forme della comunicazione e, seppur con minore continuità, di ebraismo italiano e di storia e didattica della Shoah.
Ha fatto parte dei comitati di direzione di importanti riviste scientifiche, tra cui “Proposte e ricerche”, “Il Risorgimento” e “Storia e problemi contemporanei”.
Sarà possibile dare l’ultimo saluto alla professoressa Paola Magnarelli domani, sabato 17 gennaio, dalle ore 9 alle ore 12, presso la Sala del Commiato dell’Agenzia Bamo a Recanati, in via Cupa Madonna di Varano.
Il sindaco Sandro Parcaroli interviene sulla vicenda dell’asta per l’ex mattatoio di Villa Potenza, rispondendo alle critiche avanzate dal consigliere comunale del Pd, Andrea Perticarari, riguardo alla mancata partecipazione del Comune all’incanto.
Secondo il primo cittadino, l’obiettivo principale negli ultimi mesi è sempre stato quello di evitare la chiusura del mattatoio, considerata una struttura baricentrica per l’attività di molti produttori e piccoli imprenditori locali.
«Sono contento – afferma Parcaroli – che un imprenditore del territorio abbia partecipato all’asta. A breve sarà mio interesse confrontarmi con lui, con il Cozoma e con le associazioni di categoria per valutare insieme il futuro del mattatoio, garantendo così la continuità dell’attività. Mi auguro che ci sarà massima collaborazione da parte di tutte le associazioni che hanno sempre dato il loro contributo per risolvere questa complessa situazione».
Il sindaco smentisce, inoltre, qualsiasi ipotesi di danno erariale: «La decisione di partecipare all’asta pubblica per l’acquisto del complesso immobiliare è stata presa nella piena consapevolezza che i tempi entro il 14 gennaio – data entro cui versare il deposito per l’offerta – sarebbero stati troppo brevi per garantire la provvista finanziaria necessaria».
Parcaroli spiega che il bilancio di previsione 2026/2028 era già stato licenziato dalla Giunta e trasmesso al Consiglio per l’approvazione, e che è stato presentato un emendamento al Bilancio e al DUP 2026 per consentire l’immediata operatività della spesa a partire dal 1° gennaio 2026.
«Successivamente – aggiunge – abbiamo richiesto un rinvio dell’asta con nota del 17 dicembre 2025, proprio alla luce della mancanza dei tempi tecnici per contrarre il mutuo necessario alla partecipazione. Purtroppo la richiesta non è stata accolta e quindi non è stato possibile procedere».
In conclusione, Parcaroli sottolinea che non ci sono stati contrattempi tecnici, svista né alcun danno erariale, e ribadisce l’intenzione di collaborare con tutti i soggetti coinvolti per garantire la continuità del servizio del mattatoio di Villa Potenza.
Civitanova Marche – I Carabinieri della Stazione di Civitanova Marche hanno denunciato un uomo di 35 anni, originario della provincia di Caserta e già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile dei reati di usurpazione di funzioni pubbliche e truffa.
L’indagine ha preso avvio dalla denuncia di una donna di 77 anni, residente a Civitanova Marche, che ha raccontato di essere stata contattata telefonicamente da un uomo che si era qualificato falsamente come appartenente all’Arma dei Carabinieri. L’uomo aveva riferito alla vittima di un presunto ingente furto di denaro e gioielli in oro.
Pochi minuti dopo, il sedicente militare si è presentato a casa della donna, che, fidandosi della sua falsa identità, lo ha fatto entrare. Solo dopo l’allontanamento dell’uomo, l’anziana si è accorta della sottrazione di 200 euro in contanti e di monili in oro per un valore complessivo di circa 1.000 euro.
Grazie agli accertamenti dei Carabinieri, il presunto responsabile è stato identificato e denunciato all’autorità giudiziaria competente.
L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito, in particolare alle persone anziane, a diffidare di chiunque si presenti telefonicamente o di persona come appartenente alle forze dell’ordine o a enti pubblici, chiedendo denaro o oggetti di valore, e a segnalare immediatamente situazioni sospette chiamando il 112.
Era una separazione annunciata e ora è diventata realtà. Alessandro Sbaffo ha concluso la sua esperienza con la Sambenedettese. Nella mattinata odierna l’attaccante, 35 anni, ha salutato i compagni impegnati nella seduta di allenamento al campo Ciarrocchi, dopo aver trovato l’intesa con la società per la risoluzione anticipata del contratto che sarebbe scaduto a giugno.
Si attende soltanto la comunicazione ufficiale del club rossoblù del Riviera delle Palme, ma di fatto l’avventura sambenedettese del “Re Leone” può considerarsi conclusa. Ora Sbaffo è libero di valutare nuove opportunità per il prosieguo della stagione. Le richieste non mancano, anche da società di Serie C, ma la priorità del giocatore sembra essere quella di rimanere nelle Marche, senza allontanarsi da Porto Recanati, dove vive. È tramontata, infatti, la pista che portava al Siracusa, mentre prendono quota soluzioni più vicine a casa.
Tra le ipotesi più concrete c’è un possibile ritorno alla Recanatese, ma attenzione anche alla Maceratese, che resta alla finestra e potrebbe inserirsi con decisione. Da non escludere neppure il Trodica, attuale seconda forza del campionato di Eccellenza Marche, ambiziosa e determinata a centrare il salto di categoria.
Sbaffo era approdato alla Samb nel gennaio 2025 dalla Recanatese, al termine di una lunga e complessa trattativa estiva. Con la maglia rossoblù ha totalizzato 32 presenze complessive, mettendo a referto tre reti — di cui una storica nel vittorioso derby di Coppa Italia contro l'Ascoli — e tre assist. Numeri che non raccontano fino in fondo il peso specifico della sua esperienza, ora giunta al capolinea, ma che potrebbero rappresentare un valore aggiunto per chi deciderà di puntare su di lui.
(Credit Foto U.S. Sambenedettese)
Macerata – I Carabinieri della Compagnia di Macerata hanno denunciato in stato di libertà una donna di 44 anni, di origine cubana, residente in città e già nota alle forze dell’ordine, per il reato di furto aggravato.
L’episodio si è verificato nella mattinata di ieri all’interno di un supermercato del capoluogo. Due donne sono state sorprese dal direttore dell’esercizio commerciale subito dopo aver oltrepassato le casse con diversi generi alimentari nascosti nel carrello e non pagati, per poi allontanarsi rapidamente.
Allertati dal personale del supermercato, i militari del N.O.R. – Sezione Radiomobile – sono intervenuti immediatamente e hanno avviato le ricerche nelle aree limitrofe. Poco dopo, una delle due donne è stata rintracciata. In un primo momento, senza giustificato motivo, non ha fornito i documenti di identità, rendendo necessario procedere alla sua identificazione tramite rilievi foto-segnaletici.
Durante il controllo, la donna è stata trovata in possesso di parte della refurtiva, costituita da generi alimentari per un valore complessivo di circa 80 euro. La merce recuperata è stata restituita al responsabile del supermercato, che ha successivamente sporto formale denuncia-querela.
Sono in corso ulteriori accertamenti per risalire all’identità della seconda donna coinvolta nel furto.
In Comune a Macerata sta per succedere un macello e, ironia della sorte, la causa è il mattatoio. Gli evviva per l’aggiudicazione all’asta ieri a Ilario Marcolini – unico partecipante – dell’immobile Cozoma e dell’area antistante (sono due ettari) si stanno trasformando nel giro di poche ore in un atto d’accusa al primo cittadino, al punto che la stagione di Sandro Parcaroli come sindaco di Macerata sembra giunta prematuramente al termine. Di certo vanno all’attacco le minoranze in Consiglio comunale, ma a quel che si sa l’imbarazzo in maggioranza è fortissimo.
Si sta pensando di salvaguardare Parcaroli cercando di tacitare la tempesta con una mozione di sfiducia ad personam per l’assessora al bilancio Oriana Piccioni, ma questo aprirebbe una crisi dentro la Lega con immediate ripercussioni. Qualora si ritenesse di evitare le dimissioni o la sfiducia al sindaco, appare abbastanza certo che la prospettiva di una sua ricandidatura sia a questo punto tramontata.
In queste ore ci sono febbrili consultazioni tra i partiti di maggioranza e l’imbarazzo dei tre capigruppo di Lega, Aldo Alessandrini, Fratelli d’Italia Pierfrancesco Castiglioni e di Forza Italia Barbara Antolini, si taglia col coltello. Filtra dai banchi della maggioranza anche l’indiscrezione di una possibile interpellanza con almeno le firme di 12 consiglieri da discutere nel Consiglio comunale di lunedì prossimo, in cui chiedere conto al sindaco del suo comportamento.
Di certo una fortissima offensiva sta partendo dal Pd, con il consigliere Andrea Perticarari che da subito ha colto la gravità di quanto accaduto: in pratica il sindaco ha gettato alle ortiche una delibera di particolare importanza perché si è trattato di una variazione al bilancio di previsione adottata all’unanimità per consentire al Comune di partecipare all’asta per l’aggiudicazione dei locali e dei terreni dell’ex mattatoio. All’ultimo, il sindaco, senza avvertire nessuno se non l’unico concorrente all’asta, cioè Ilario Marcolini, ha deciso di non far partecipare il Comune all’incanto.
La sola giustificazione che Sandro Parcaroli ha fornito è questa:“La notizia è l’avvenuta aggiudicazione all’asta. Il Comune non ha partecipato perché non è stato possibile attivarsi in tempo utile attivando il mutuo, a questo fine avevamo richiesto un rinvio: comunque l’importante è risolvere un problema e questo sta avvenendo grazie alla nostra sollecitazione e al coinvolgimento di un qualificato imprenditore del nostro territorio”.
Il problema risolto secondo Parcaroli è il mantenimento in attività del mattatoio. Circostanza di fatto smentita dal titolare della Morica (è il più importante allevamento di razza marchigiana) che appena vinta l’asta, alla domanda se il mattatoio resterà in attività, ha risposto: “Vedremo, ora non lo so”.
Il consigliere comunale del Pd, avvocato Andrea Perticarari, nelle sue prime dichiarazioni è stato decisissimo:“Quanto è accaduto è talmente grave da non consentire giri di parole: c’è stata una votazione che ha indicato una chiara volontà amministrativa e politica del Consiglio comunale, volontà che è stata clamorosamente disattesa”.
Ma c’è dell’altro, anzi molto d’altro. Intanto va rilevato che essendo stato l’unico partecipante all’asta, Ilario Marcolini ha goduto di uno sconto del 25% sulla base d’asta, che era stata fissata a 525.600 euro. L’aggiudicazione nello studio della commercialista Valeria Rastelli è avvenuta a 394.200 euro, che è praticamente il 10% di quanto era stato stimato il valore dell’immobile, dei terreni e dell’attività del mattatoio nel 2015, che si aggirava sui 3,5 milioni di euro.
All’atto del fallimento fu indetta una prima asta, ne sono seguite altre 8, tutte andate deserte perché ovviamente gli operatori avevano interesse a far abbassare la base d’asta. Fino a ieri, quando Marcolini si è aggiudicato l’intera posta – particolarmente appetibile per dichiarazione espressa di Sandro Parcaroli, dato che terreno e immobile sono collocati in una zona di nuova espansione di Villa Potenza – per la concomitante rinuncia del Comune.
Una rinuncia del tutto inattesa visto che il 13 dicembre scorso il sindaco, annunciando di voler far partecipare il Comune all’asta, aveva fatto queste dichiarazioni:“L’interesse dell'Amministrazione è di salvaguardare l'attività di macellazione locale attualmente gestita da Co.zo.ma, considerando che la proprietà dell'immobile garantirebbe anche una regia pubblica degli interventi mirati a un’efficiente gestione della macellazione”.
Il sindaco aveva aggiunto:“L’interesse pubblico strategico ad acquisire la proprietà dell’intero complesso immobiliare nella zona di Villa Potenza, frazione che è interessata da un importante piano di sviluppo strategico” è sorretto dalla “concorde intenzione nel voler salvaguardare un immobile fondamentale per la città di Macerata che garantisce il servizio di macellazione in loco e che consente, anche, di intercettare finanziamenti pubblici per l’efficientamento della struttura”.
Da questa dichiarazione era scaturita la delibera assunta il 15 dicembre dal Consiglio comunale, illustrata dall’assessore al bilancio Oriana Piccioni, in cui si stabiliva “una variazione per 525.600 euro finalizzata a contrarre un mutuo necessario a partecipare all’asta per l’aggiudicazione dell’ex mattatoio”. Delibera votata all’unanimità.
Cosa è successo dopo? Siamo in grado di rivelarlo e il quadro cambia un po’. Il sindaco ha fatto deliberare dal consiglio di amministrazione dell’Apm – ora al centro della polemica per i parcheggi gratis ai dirigenti – un’anticipazione per circa 520.000 euro sul debito da circa 3,5 milioni di euro che la partecipata ha col Comune. Questa anticipazione sul debito è stata giustificata con la necessità di fare provvista per partecipare all’asta per il mattatoio.
Tutto questo fino a venerdì 9, quando nell’ufficio del sindaco si è svolta una riunione riservatissima. Vi hanno partecipato Sandro Parcaroli, l’assessore al bilancio Oriana Piccioni e Ilario Marcolini. A un certo punto è stato convocato il capo dei servizi tecnici del Comune, ingegner Tristano Luchetti, che ha squadernato nella riunione le planimetrie dell’area dell’ex mattatoio e dello sviluppo della frazione di Villa Potenza.
Come si sa, attorno al Centro Fiere – non ancora inaugurato, ma fa parte delle infinite dilazioni sui lavori pubblici che caratterizzano l’amministrazione di centrodestra – è immaginata un’area di forte interesse commerciale e residenziale, al punto che la stessa area circostante il mattatoio (due ettari) sarebbe indicata a destinazioni molto appetibili. Peraltro, lo stesso presidente della Regione Francesco Acquaroli, che è particolarmente attento allo sviluppo della Val Potenza, ha sempre caldeggiato il Centro Fiere e le aree limitrofe come nuovo motore di sviluppo.
In questo contesto s’inserisce la nuova viabilità della Val Potenza e anche la possibilità per il Comune, se avesse acquistato il mattatoio, di contare su un finanziamento di 200.000 euro regionale per riattivare l’attività di macellazione.
Ebbene, al termine di quella ristrettissima riunione, il sindaco si è determinato ad abbandonare l’idea di partecipare all’asta, senza peraltro incassare nessun impegno sulla prosecuzione dell’attività di macellazione e dando così via libera a Ilario Marcolini per essere l’unico concorrente e, di conseguenza, poter beneficiare dello sconto da 130.000 e passa euro sull’asta.
C’è anche da chiedersi se la volontà annunciata dal Comune di partecipare all’asta, per di più poggiando la decisione su un interesse pubblico, non abbia scoraggiato altri concorrenti a farsi avanti nel proporre offerte. Ad esempio, l’Associazione allevatori, così come le varie associazioni agricole, sentendosi garantite dall’impegno del Comune, avrebbero ben potuto considerare di non partecipare per poi attivare una collaborazione con il rinato mattatoio.
C’è un altro aspetto da considerare. Se è vero, come pare sia vero, che l’Apm avrebbe garantito la somma necessaria al Comune per aggiudicarsi l’asta, non c’era bisogno di attivare alcun mutuo, e dunque non si capisce in cosa consista il ritardo nelle procedure addotto da Parcaroli come giustificazione alla mancata partecipazione all’asta. Comunque, il sindaco avrebbe dovuto comunicare al Consiglio comunale, prima che a Marcolini in quella riunione ristretta, l’intenzione di recedere.
Anche perché – come fa notare Andrea Perticarari, consigliere del Pd –“aspetto di conoscere le opinioni della maggioranza: quando si è trattato della variazione di bilancio Castiglioni ha affermato ‘ben venga questa operazione, è importante mantenere a livello pubblico questa struttura’ e Alessandrini della Lega ‘bene l’acquisto della struttura in virtù dell’esigenza superiore che è quella di conservare la qualità e la sicurezza delle carni’; vorrei capire se per l’ennesima volta diranno che va tutto bene o se avranno un moto d’orgoglio”.
Peraltro, Perticarari sostiene che se il Comune ha attivato le procedure per chiedere il mutuo in forza della delibera del Consiglio del 15 dicembre e poi non ha partecipato all’asta, si configura un “evidente danno erariale”.
Per la verità, vista la cautela con cui la rinuncia del Comune a partecipare all’asta dopo la riunione Parcaroli-Piccioni-Marcolini è maneggiata dai molti avvocati che siedono in giunta e in consiglio, ci potrebbero essere altri aspetti legali, di certo non piacevoli, legati a questo repentino dietro-front del Comune, che ha oggettivamente favorito un singolo operatore economico, con cui il sindaco ha avuto in questi mesi più di un’interlocuzione.
Ne parleremo nella prossima puntata. Come ci sarà modo di capire se le motivazioni addotte dal sindaco per la rinuncia all’asta stanno in piedi, atteso che di certo dalla minoranza arriverà più di una interpellanza e forse anche una mozione di sfiducia – non si sa se ancora diretta a Parcaroli o alla sola Oriana Piccioni.
Per adesso non resta che attendere il Consiglio comunale di lunedì prossimo, mentre ci sono sotterranee e frenetiche consultazioni tra i partiti per conoscere il futuro di Sandro Parcaroli. Una cosa è certa: stavolta non se la caverà affermando “e che ne sapio io”?
Civitanova Marche – Dopo la mozione di sfiducia discussa e votata nell’ultimo Consiglio comunale del 14 del mese, Fausto Troiani, ex presidente del Consiglio comunale, rompe il silenzio e affida a una dura analisi politica le proprie considerazioni sull’esito del voto e sugli equilibri della maggioranza di centrodestra.
La mozione ha ottenuto 14 voti favorevoli e 11 contrari. «Ne prendo atto – dichiara Troiani – la maggioranza ha sempre ragione». Tuttavia, secondo l’ex presidente, il dato politico emerso dal voto va ben oltre il risultato numerico.
Dall’analisi della votazione, infatti, Troiani evidenzia come i consiglieri comunali della Lega si siano ormai collocati al di fuori della maggioranza di centrodestra. «Prima non hanno votato il bilancio di previsione – spiega – poi hanno chiesto e votato la mia sfiducia. È un percorso politico chiaro».
Troiani afferma inoltre di essere in possesso di prove documentali che dimostrerebbero come, da almeno sette-otto mesi, i consiglieri della Lega – pur lamentando di non essere rappresentati in Giunta – abbiano intrattenuto rapporti politici con gruppi di opposizione con l’obiettivo di far cadere il sindaco Fabrizio Ciarapica e la sua amministrazione. «Documenti che fornirò ai dirigenti del partito», precisa.
Ma il passaggio che l’ex presidente definisce politicamente più grave riguarda la presenza, all’interno del centrodestra, di due “franchi tiratori”. «I nomi sono noti – afferma – e sono stati opportunamente istruiti». Un episodio che, secondo Troiani, apre interrogativi sulle reali dinamiche interne alla coalizione.
«Vendetta post elezioni regionali, come molti sospettano? O semplice antipatia personale?», si chiede Troiani. «Qualunque sia la risposta, questi due consiglieri e soprattutto chi li manovra dimostrano di capire poco di politica». A suo avviso, infatti, il risultato ottenuto è stato quello di legittimare la “secessione” della Lega e di ampliare le fratture già esistenti all’interno della maggioranza.
Una situazione che rischia di trasformare il centrodestra in una coalizione senza guida, dove «ognuno può agire in base ai propri umori, senza controllo alcuno».
Nonostante il quadro critico, Troiani ribadisce la posizione della lista civica Vince Civitanova: «Resterà tranquillamente al proprio posto all’interno della maggioranza scaturita dalle urne, confermando la propria lealtà al centrodestra e a chi lo rappresenta». Allo stesso tempo, l’ex presidente sottolinea come ogni forza politica dovrà fare chiarezza al proprio interno per garantire stabilità amministrativa fino a fine mandato.
«Navigare a vista e, soprattutto, senza timoniere – conclude – comporta gravi rischi per tutta la coalizione, anche in vista delle prossime elezioni amministrative, che qualcuno, persino nella maggioranza, vorrebbe anticipare».
Tolentino si prepara a riabbracciare una delle sue manifestazioni più amate e caratteristiche. Come annunciato, domenica 18 gennaio 2026 torna la tradizionale "Benedizione di Sant’Antonio", un evento che trasforma il centro cittadino in un suggestivo palcoscenico per il mondo rurale e i suoi protagonisti. Organizzata dall’Associazione Ippica Dilettantistica “I Cavalleggeri” in sinergia con la Pro Loco TCT, l'iniziativa gode del pieno sostegno del Comune di Tolentino, che cura la complessa macchina logistica garantendo il montaggio delle strutture e il presidio della viabilità attraverso la Polizia Locale.
Il programma della giornata prevede il raduno dei partecipanti alle ore 9:00 presso il piazzale della piscina Comunale, da dove, poco dopo le 10:00, si snoderà un vivace corteo. La sfilata percorrerà via Nazionale e corso Garibaldi per approdare nel cuore della città, piazza della Libertà. Qui, intorno alle ore 11:00, si vivrà il momento più atteso con il saluto del sindaco Mauro Sclavi e la successiva benedizione impartita da Don Ariel Veloz. Al termine della cerimonia, la parata proseguirà il suo cammino lungo un percorso che toccherà le principali vie e piazze cittadine, tra cui Via Filelfo, Via Parisani e Viale della Repubblica, per poi fare ritorno al punto di partenza.
L’edizione 2026 si preannuncia particolarmente ricca grazie alla partecipazione di gruppi a cavallo in abiti tipici e divise d’epoca, oltre a carrozze e calessi che rievocheranno atmosfere d’altri tempi. A impreziosire l'evento è attesa anche la presenza, compatibilmente con le esigenze operative, di una pattuglia della Polizia di Stato a cavallo e del 2° Reggimento Cavalleggeri. I veri protagonisti resteranno comunque gli oltre cento esemplari equini provenienti da tutta la regione: dagli eleganti purosangue arabi e spagnoli fino ai pony, tutti bardati a festa per l'occasione.
Tuttavia la festa di Sant'Antonio, storicamente considerato il protettore degli animali e invocato contro le epidemie, abbraccia ogni forma di vita. Se un tempo la sua immagine vegliava sulle porte delle stalle contadine, oggi la parata accoglie una varietà sorprendente di piccoli amici domestici. Accanto ai maestosi cavalli, i cittadini porteranno a ricevere la benedizione cani, gatti, conigli e uccellini, senza dimenticare presenze più insolite come iguane o piccoli pesci rossi. Tutti gli animali, spesso ornati con i classici fiocchi rossi, renderanno omaggio a un rito antichissimo che continua a unire la comunità nel segno della protezione e del rispetto per il creato.
L’Amministrazione Comunale di Civitanova Marche ha deciso di dare continuità alla rete di protezione sociale che negli ultimi anni ha rappresentato un punto di riferimento per molti cittadini. La Giunta ha infatti approvato martedì scorso gli indirizzi per la prosecuzione biennale di cinque sportelli istituzionali ad accesso gratuito, un’iniziativa che si inserisce nel più ampio quadro della progettualità trasversale denominata "Civitanova Città con l'Infanzia". Questi servizi, gestiti in stretta sinergia tra l’Assessorato alle Politiche Sociali, gli Enti Pubblici e le realtà del Terzo Settore, continueranno a offrire consulenza, orientamento e supporto psicologico a chiunque si trovi in condizioni di vulnerabilità.
Il cuore di questa iniziativa risiede nella varietà degli interventi proposti, che spaziano dal sostegno alle nuove generazioni fino alla tutela dei diritti delle donne. Tra i servizi confermati spicca lo Sportello Adolescenza, dedicato ad affrontare le criticità tipiche dell'età evolutiva, e lo Sportello Hikikomori, specializzato nel contrasto all'isolamento sociale volontario dei giovani. Parallelamente, il Comune garantisce la continuità dello Sportello Amare, che affianca le famiglie colpite da diagnosi infauste in gravidanza, e dello Sportello Disabilità, volto a semplificare la vita quotidiana dei nuclei familiari con componenti fragili. Completa il quadro lo Sportello Informadonna e Pari Opportunità, una risorsa fondamentale per chi cerca assistenza su temi legati al lavoro, all'imprenditoria femminile, alla conciliazione dei tempi di vita e alla difesa contro le discriminazioni.
L'assessore al Welfare Barbara Capponi ha sottolineato come la conferma del rinnovo biennale "rappresenti un atto di vicinanza concreta verso tutta la cittadinanza". Secondo l'assessore, "il progetto è nato per sviluppare riflessioni profonde e individuare politiche inclusive capaci di migliorare l'organizzazione delle risorse a supporto delle famiglie". "I dati confermano d'altronde l'efficacia di questi uffici, che dalla loro apertura hanno registrato un costante aumento degli accessi, riuscendo non solo a fornire una prima risposta immediata, ma anche a indirizzare gli utenti verso gruppi di mutuo aiuto o percorsi terapeutici di lungo termine".
Per sostenere economicamente queste attività, l’Amministrazione ha definito stanziamenti specifici per il prossimo periodo. Nello specifico, sono stati assegnati 16.000 euro allo Sportello Adolescenza, 6.000 euro allo Sportello Informadonna e Pari Opportunità e 1.500 euro allo Sportello Amare. Questi fondi permetteranno di mantenere alta la qualità degli interventi, assicurando che la rete di solidarietà cittadina resti attiva e accessibile a tutti, consolidando l'immagine di Civitanova come comunità attenta ai bisogni di ogni fascia della popolazione.