Sala partecipata, domande dirette dei cittadini e un confronto acceso su uno dei temi più delicati per il futuro del territorio: la gestione dei rifiuti. È questo il clima che ha caratterizzato l’incontro pubblico organizzato dal Terzo Polo Macerata a Sforzacosta sul tema del termovalorizzatore.
Protagonisti della serata l’esperta ambientale Katia Cavalli di ORA, il candidato sindaco Mattia Orioli e il candidato consigliere Giorgio Menchi, che hanno illustrato la proposta del movimento e risposto alle domande del pubblico.
Ad aprire l’incontro è stato Mattia Orioli, che ha rivendicato la posizione del Terzo Polo sul tema dei rifiuti, sostenendo come la proposta di un termovalorizzatore regionale venga portata avanti “da prima di tutti gli altri”. Secondo il candidato sindaco, affrontare il problema senza pregiudizi significa individuare soluzioni moderne capaci di garantire benefici sia ambientali sia economici.
“Un impianto regionale – ha spiegato Orioli – permetterebbe di ridurre i costi legati al trasporto dei rifiuti, abbassare la Tari per i cittadini e liberare risorse da investire sul territorio”.
A seguire è intervenuta Katia Cavalli, che attraverso dati e slide ha illustrato il funzionamento dei moderni termovalorizzatori, soffermandosi sulla situazione della gestione dei rifiuti nelle Marche e nella provincia di Macerata. Un intervento tecnico ma accessibile, che ha aperto il dibattito con il pubblico presente in sala.
Tra le questioni più discusse, l’opportunità di realizzare un impianto proprio nel Maceratese. Secondo Cavalli, Orioli e Menchi, "oggi il territorio sostiene costi elevati per trasferire i rifiuti altrove, mentre un impianto regionale collocato a Macerata potrebbe trasformare il conferimento dei rifiuti in una risorsa economica per la città. Entrate che, secondo il Terzo Polo, potrebbero tradursi in una riduzione della Tari e in investimenti per servizi e infrastrutture".
Durante l’incontro si è parlato anche della produzione energetica derivante dall’impianto, con la possibilità di generare energia elettrica e acqua calda.
Particolarmente sentito il tema dell’inquinamento. Alla domanda sul paragone con il vecchio inceneritore del Cosmari, chiuso nel 2012, Katia Cavalli ha sottolineato le differenze tra gli impianti del passato e i moderni termovalorizzatori.
“Le emissioni – ha spiegato – vengono monitorate continuamente, 24 ore su 24, nel rispetto di limiti europei e nazionali molto rigidi. L’impatto ambientale esiste, ma è estremamente contenuto”.
Secondo Cavalli, gran parte delle resistenze verso il progetto deriverebbe da una percezione ancora legata ai vecchi inceneritori e da una conoscenza limitata delle tecnologie attualmente disponibili.
Nel corso della serata si è affrontato anche il tema della localizzazione dell’impianto. Orioli e Menchi hanno assicurato che il Terzo Polo lavorerà affinché l’eventuale struttura venga collocata lontano da Sforzacosta, “una frazione che ha già dato molto sul fronte dei rifiuti”, privilegiando un’area facilmente raggiungibile dai mezzi pesanti senza aggravare il traffico locale.
Spazio infine alle possibili ricadute occupazionali. Secondo Katia Cavalli, un termovalorizzatore moderno potrebbe generare nuovi posti di lavoro qualificati, coinvolgendo tecnici, ingegneri e operatori specializzati, oltre a favorire collaborazioni con università e centri di ricerca.
A chiudere l’incontro è stato Giorgio Menchi, che ha richiamato l’attenzione sulle criticità storiche di Sforzacosta, dal tema rifiuti alla viabilità fino alla situazione del fosso Narducci, assicurando che tali questioni saranno una priorità in caso di elezione.
Una visita intensa, capace di lasciare un segno profondo sia dal punto di vista storico che umano. È quella vissuta all’interno dell’ex ospedale psichiatrico Santa Croce di Macerata, guidata da Romano Ruffini, per anni operatore della struttura e testimone diretto della quotidianità vissuta tra quei padiglioni.
Con passione e sensibilità, Ruffini ha accompagnato i partecipanti in un percorso che ha intrecciato storia, sofferenza e umanità, raccontando non solo l’evoluzione della struttura, ma soprattutto le vite dei pazienti che vi furono ricoverati.
Il Santa Croce venne inaugurato nel 1871, subito dopo l’Unità d’Italia, diventando una delle prime strutture italiane dedicate alla cura delle malattie mentali. Tuttavia, già dal 1774 Macerata aveva mostrato attenzione verso i malati psichiatrici, inizialmente ospitati nella Torre di Porta San Giuliano e successivamente trasferiti alle “Monachette” e poi all’Asilo Ricci durante il periodo dello Stato Pontificio.
Nel corso dei decenni il complesso si ampliò notevolmente, trasformandosi tra il 1871 e il 1939 in una vera e propria città nella città. Furono anni di profonde trasformazioni culturali e sociali, durante i quali si iniziò finalmente a distinguere i malati mentali dai delinquenti, fino ad allora trattati allo stesso modo e gestiti direttamente dal Ministero dell’Interno.
Nel 1876 arrivò alla direzione il giovane medico emiliano Enrico Morselli, che introdusse l’ergoterapia, la cosiddetta terapia del lavoro. I ricoverati venivano coinvolti nella coltivazione dei 14 ettari di terreno appartenenti alla struttura, nella convinzione che disciplina e attività manuale potessero aiutare il recupero mentale.
Il racconto di Ruffini ha ripercorso anche gli anni che precedettero la legge Basaglia, quando medici e infermieri iniziarono a sperimentare forme di assistenza più umane e inclusive. Tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta alcuni operatori accompagnavano i pazienti all’esterno della struttura e organizzarono spazi di aggregazione per i casi meno gravi, assumendosi importanti responsabilità personali.
Durante la visita i partecipanti hanno attraversato il padiglione uomini, quello femminile, il reparto agitati, la Sezione Cronici, la cooperativa di consumo, la neviera e la struttura a pagamento. Luoghi che, grazie ai racconti di Ruffini, sono sembrati improvvisamente ripopolarsi delle storie e delle emozioni di chi vi aveva vissuto.
Particolarmente toccanti le vicende ricordate durante il percorso, come quella dell’avvocato maceratese Raffaele Foglietti, ricoverato alla fine dell’Ottocento dopo aver ingiuriato il procuratore, oppure quella di Beatrice, madre della scrittrice Sibilla Aleramo, internata per depressione e autrice di una struggente lettera al marito in cui chiedeva di poter tornare libera.
Un viaggio nella memoria che ha riportato al centro il valore dell’umanità nella cura e il ruolo fondamentale degli operatori sanitari, chiamati ogni giorno a cercare percorsi capaci di alleviare la sofferenza mentale.
Al termine della visita, l’associazione della Polizia di Macerata ha consegnato a Romano Ruffini un foulard dell’associazione, ringraziandolo per aver offerto ai presenti una preziosa lezione di storia, memoria e vita vissuta.
Tra i cantieri della ricostruzione e la volontà di rilanciare il territorio, torna uno degli appuntamenti più attesi dell’entroterra maceratese. Domenica 31 maggio andrà in scena l’ottava edizione della Magnalonga dei 5 Castelli, manifestazione organizzata dalla Pro Loco di Caldarola che negli anni è diventata simbolo di valorizzazione culturale ed enogastronomica del territorio.
L’iniziativa propone un percorso di circa 11 chilometri attraverso Caldarola e le sue frazioni storiche, unendo passeggiate nella natura, tradizioni locali e scoperta dei borghi che, a quasi dieci anni dal sisma, continuano a rialzarsi senza perdere la propria identità.
La partenza è prevista dalle 9.30 alle 10.30 in viale Umberto I a Caldarola. Il cammino attraverserà Vestignano, Croce, Pievefavera e Valcimarra, con arrivo alle suggestive Cascatelle dei Folletti. Un itinerario che porterà i partecipanti tra castelli, scorci collinari e luoghi ancora segnati dalla ricostruzione, ma capaci di conservare intatto il loro fascino.
«Puntiamo sui prodotti tipici locali, sulla bellezza dei borghi e sulla loro autenticità – sottolinea Daniele Piani –. Nonostante i cantieri, questi luoghi mantengono una straordinaria bellezza. Manifestazioni come questa permettono di continuare a portare persone nel territorio, mostrando le sue meraviglie e sostenendo una comunità che non ha mai smesso di credere nel proprio futuro».
Lungo il percorso saranno allestite cinque tappe ristoro dedicate alle eccellenze del territorio: dalle spighette delle monache ai dolci tipici accompagnati dalla Vernaccia, passando per ciauscolo, pecorino, bruschette con olio Coroncina, birra artigianale, vincisgrassi e cocomero con Vernaccia spritz finale.
La Magnalonga si conferma così non solo un evento gastronomico e sportivo, ma anche un’occasione per accendere i riflettori su una parte delle Marche ricca di storia, paesaggi e tradizioni.
«Non vogliamo che questi luoghi vengano ricordati soltanto per il terremoto o per i cantieri – conclude Piani –. Vogliamo che le persone vengano qui per scoprire la qualità dei prodotti, la storia dei borghi, il panorama dei castelli e il senso di accoglienza delle comunità locali».
Un tamponamento si è verificato nel pomeriggio di oggi, intorno alle 18, lungo la superstrada nel tratto compreso tra Morrovalle e Corridonia, interessato in questi giorni da lavori stradali con il conseguente cambio di corsia obbligatorio.
L’incidente ha coinvolto quattro veicoli e ha provocato lunghe code in entrambe le direzioni, sia verso Civitanova Marche sia verso Foligno, con forti rallentamenti alla circolazione.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i Vigili del Fuoco, che hanno provveduto alla messa in sicurezza dei mezzi coinvolti. Due persone sono rimaste ferite in modo lieve e sono state trasportate all’ospedale di Macerata per gli accertamenti del caso.
Restano ancora da chiarire le cause che hanno determinato il tamponamento. Per i rilievi e le verifiche di legge è stata allertata la Polizia Stradale, che sta ricostruendo la dinamica dell’accaduto.
(Foto di repertorio)
Notte movimentata sulle strade di Montecassiano, dove un 21enne residente a Macerata ma domiciliato di fatto a Recanati è rimasto coinvolto in un incidente stradale mentre era alla guida di un ciclomotore Aprilia intestato a un’altra persona.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri della Stazione di Pollenza, il giovane avrebbe perso autonomamente il controllo del mezzo, finendo rovinosamente a terra. Sul posto sono intervenuti immediatamente i militari dell’Arma per i rilievi del sinistro, insieme ai sanitari del 118 che hanno prestato le prime cure al ferito prima di trasferirlo al Pronto Soccorso dell’ospedale di Macerata.
Nel corso degli accertamenti disposti dai Carabinieri, il 21enne è stato sottoposto agli esami tossicologici e alcolemici. Gli esiti hanno evidenziato un tasso alcolemico pari a 0,93 grammi per litro, superiore ai limiti consentiti, oltre alla positività ai cannabinoidi con valori superiori a 100 ng/ml.
I successivi controlli hanno inoltre permesso ai militari di accertare che il giovane non aveva mai conseguito la patente necessaria per condurre il motociclo.
Per questi motivi il ragazzo è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata. Le contestazioni riguardano la guida in stato di ebbrezza, aggravata dall’orario notturno, e la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Momenti di forte tensione nel tardo pomeriggio di ieri, 20 maggio, nella frazione di Casette Verdini, a Pollenza, dove un uomo armato di pugnale ha provocato allarme tra residenti e passanti.
Un cittadino senegalese di 30 anni, già noto alle forze dell’ordine e irregolare sul territorio nazionale, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata con l’accusa di porto di armi od oggetti atti ad offendere.
L’allarme è scattato intorno alle 18.30, quando al Numero Unico di Emergenza sono arrivate diverse segnalazioni relative alla presenza, nei pressi del bar “H7”, di un uomo in evidente stato di alterazione psicofisica che urlava frasi sconnesse brandendo un grosso pugnale.
Sul posto sono intervenute tempestivamente le pattuglie del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Macerata e della Stazione di Corridonia. Grazie al rapido coordinamento delle ricerche, i militari sono riusciti a identificare il soggetto e a rintracciarlo poco dopo presso la propria abitazione a Pollenza.
Alla vista dei Carabinieri, il trentenne avrebbe manifestato un forte stato di agitazione, arrivando anche a danneggiare una porta dell’abitazione. I militari sono riusciti a contenerlo in sicurezza, evitando possibili conseguenze per sé stesso o per altre persone.
Sul posto è stato richiesto anche l’intervento del personale sanitario del 118, che ha successivamente trasportato l’uomo al Pronto Soccorso dell’ospedale di Macerata, dove si trova tuttora ricoverato per accertamenti specialistici di natura psichiatrica.
Nel corso delle verifiche effettuate lungo il tragitto percorso dal soggetto tra il bar e l’abitazione, i Carabinieri hanno rinvenuto l’arma di cui l’uomo si era disfatto: un pugnale lungo complessivamente 27 centimetri, con lama affilata di 14 centimetri. L’arma è stata sequestrata.
Gli accertamenti successivi hanno inoltre fatto emergere la posizione irregolare del trentenne sul territorio italiano. A suo carico risultava infatti un provvedimento di espulsione emesso dal Prefetto di Macerata, accompagnato dall’ordine del questore di lasciare il territorio nazionale entro sette giorni.
Il provvedimento gli era stato notificato appena una settimana fa, il 13 maggio, dopo un controllo effettuato a Macerata nei pressi dei Giardini Diaz, dove era stato fermato da una pattuglia del Radiomobile intervenuta in supporto ai controllori dell’Apm. In quell’occasione il giovane era stato trovato senza biglietto e privo di documenti di identificazione.
Condotto in caserma per il fotosegnalamento, dagli accertamenti era emerso che aveva già violato precedenti ordini di allontanamento dal territorio nazionale. Tuttavia, a causa dell’indisponibilità di posti nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), era stato nuovamente destinatario di un decreto di espulsione con intimazione a lasciare autonomamente l’Italia, disposizione alla quale non aveva ancora ottemperato.
Chi è davvero Claudia Koll? L’attrice torna a raccontarsi senza filtri, mettendo in discussione etichette e semplificazioni. Sabato 23 maggio 2026 alle ore 18:30 (l’evento sarà preceduto dalla S. Messa alle 17:30), Claudia Koll sarà ospite del Centro di Comunità San Giovanni Paolo II per la presentazione il suo ultimo libro, “Qualcosa di me – dialogo con un’amica” (Tau editrice), in un incontro aperto al pubblico.
Nel volume, nato come una conversazione intima con l’amica Giulia, Claudia Koll intreccia memoria, fede, vita quotidiana e sguardi verso il futuro. Attrice di lunga carriera, oggi anche profondamente impegnata nel sociale e in progetti di sostegno alle persone che vivono nella povertà e nella fragilità, l’autrice offre un racconto che alterna riflessione e leggerezza, commozione e ironia.
"Entrate nel mio mondo – sembra dire ai lettori – vi dirò qualcosa di nuovo, qualcosa che non ho mai avuto occasione di comunicare". Tra le pagine emergono le esperienze spirituali che hanno segnato il suo cammino, il significato dell’essere attrice oggi, gli incontri che hanno lasciato un segno e il rapporto con chi incontra nelle sue attività di volontariato. Il risultato è un ritratto sfaccettato, scritto con la naturalezza di una chiacchierata tra amiche, capace di restituire un’immagine più complessa e autentica della protagonista.
L’appuntamento rappresenta un’occasione per superare i luoghi comuni e conoscere da vicino una persona e un’artista che continua a suscitare interesse, curiosità e interrogativi. Al termine della serata, l’autrice sarà disponibile per firmare le copie del libro e incontrare i lettori.
L’ingresso è libero. L’evento è organizzato dalla Parrocchia di San Savino di Gualdo di Macerata.
Questa mattina la Fondazione Onlus "Anello della Vita" di San Severino Marche ha ufficializzato una importante donazione a beneficio dell'Hospice della struttura ospedaliera settempedana. Si tratta di 12 poltrone-letto di ultima generazione, destinate a migliorare il comfort dei familiari, dei caregiver e di tutti gli assistenti che vegliano quotidianamente al capezzale dei pazienti ricoverati. Il valore complessivo dell'operazione umanitaria supera i 14 mila euro.
La consegna ufficiale e la presentazione dell'iniziativa sono avvenute nel corso di una conferenza stampa ospitata all'interno della sala Agave del nosocomio. All'incontro hanno preso parte la sindaca di San Severino Marche, Rosa Piermattei, i vertici della Croce Rossa locale e una folta rappresentanza del mondo sanitario aziendale, tra cui il coordinatore territoriale Giorgio Caraffa, il direttore del dipartimento onco-ematologico Nicola Battelli, i medici Luca Faloppi, Giuliana Poloni, Marina Lombardello e Sergio Giorgetti, e il dottor Giuseppe Tartaglia, coordinatore dell'Aft (Aggregazione Funzionale Territoriale).
Il gesto di grande generosità è stato accolto con profonda gratitudine dai vertici della sanità provinciale, che hanno voluto sottolineare l'importanza del supporto costante offerto dal tessuto associativo locale.
"Il ringraziamento dell’Ast di Macerata all’Anello della Vita è per la vicinanza e il sostegno dimostrato nel corso degli anni verso l’Hospice - ha dichiarato con riconoscenza il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini -. È estremamente prezioso il valore di una comunità che interagisce, supporta la sanità pubblica e si fa concretamente partecipe del suo continuo e costante miglioramento".
La Fondazione settempedana ha spiegato come l'acquisto dei presidi sia stato possibile grazie a una vera e propria mobilitazione collettiva dei cittadini, orientata a umanizzare sempre di più i luoghi della cura e del fine vita.
"La nostra Fondazione ha sempre cercato di aumentare il benessere dei degenti dell’Hospice di San Severino, collaborando attivamente con l'Ast - ha affermato il Presidente della Fondazione Onlus Anello della Vita, l’avvocato Marco Massei -. In questa occasione, grazie al generoso aiuto di tantissimi privati cittadini, siamo riusciti a reperire i fondi necessari per acquistare queste comode poltrone-letto, che sono già state collocate in ogni singola camera del reparto. Ci auguriamo di cuore che tale sforzo possa consentire agli ammalati di godere al meglio, e in condizioni decisamente più confortevoli, della presenza dei propri cari. Nella malattia, infatti, la vicinanza fisica e morale di chi amiamo può stimolare la guarigione o, quantomeno, alleviare le sofferenze".
La Conferenza permanente ha approvato l’intervento di rafforzamento locale e riparazione del danno della chiesa di San Pietro Apostolo, situata nella frazione di Villa Torre, nel comune di Cingoli. Un progetto importante per la tutela del patrimonio storico e religioso del territorio, con un investimento complessivo di 1.376.527,49 euro.
La chiesa, composta da tre unità strutturali – edificio principale, campanile e sacrestia – conserva origini molto antiche. L’impianto originario, di epoca romanica, corrisponde all’attuale sacrestia, mentre la chiesa odierna sarebbe stata consacrata nel 1792, come riportano alcuni documenti storici.
L’intervento approvato prevede opere significative di consolidamento e recupero strutturale. In particolare sarà completamente rifatta la copertura, con la sostituzione dell’attuale struttura in laterocemento attraverso l’utilizzo di elementi in legno, tra cui capriate, arcarecci e tavolato.
Sono previsti inoltre interventi di consolidamento della camorcanna, il ripristino delle connessioni della struttura lignea, la sistemazione dei giunti di malta dei prospetti esterni e interni, oltre allo smontaggio e successivo rimontaggio del manto di copertura con opere di impermeabilizzazione.
Particolare attenzione sarà dedicata anche al campanile, dove verranno eseguiti lavori di ristilatura armata sia interna che esterna nella cella campanaria, oltre al consolidamento strutturale e al collegamento con la chiesa tramite catene.
“Le chiese sono uno dei tasselli fondamentali per mantenere vivo il senso di comunità in territori che già prima del sisma soffrivano dello spopolamento e che dobbiamo salvaguardare”, ha dichiarato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, che ha ringraziato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il vescovo Nazzareno Marconi, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco di Cingoli Michele Vittori per la collaborazione.
Soddisfazione anche da parte del primo cittadino di Cingoli.
“L’approvazione di questo intervento rappresenta una notizia molto importante per la nostra comunità”, ha sottolineato Michele Vittori. “La chiesa di San Pietro Apostolo non è soltanto un luogo di culto, ma un presidio di identità, storia e aggregazione per Villa Torre e per tutto il territorio comunale”.
Il sindaco ha evidenziato come il progetto rappresenti un ulteriore passo avanti nel percorso di ricostruzione e rinascita del territorio colpito dal sisma, restituendo sicurezza e valore a uno dei luoghi simbolo della comunità locale.
Dopo la firma del protocollo d’intesa con la Prefettura di Macerata, il Comune di Tolentino accelera sul progetto del Controllo del Vicinato, coinvolgendo direttamente cittadini, comitati di quartiere e di contrada in un percorso condiviso per rafforzare la sicurezza urbana e la collaborazione con le forze dell’ordine.
Il sindaco Mauro Sclavi ha incontrato il coordinamento e i presidenti dei comitati cittadini per definire un primo cronoprogramma di iniziative e attività formative finalizzate a coinvolgere i residenti delle diverse zone della città interessati ad aderire al progetto.
L’iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa dal vicesindaco Alessia Pupo, alla presenza del comandante della Polizia Locale Andrea Isidori e del consigliere delegato Luigino Luconi.
Nel corso dell’incontro è stato annunciato un appuntamento pubblico aperto a tutta la cittadinanza: domenica 25 maggio, alle ore 21.15, nell’aula magna dell’Istituto Lucatelli – Don Bosco, dove saranno illustrate finalità e modalità operative del Controllo del Vicinato.
“L’obiettivo è incrementare la sicurezza sul territorio con la partecipazione attiva della cittadinanza”, ha sottolineato il vicesindaco Alessia Pupo, evidenziando come la collaborazione tra residenti e forze dell’ordine rappresenti un elemento fondamentale per costruire contesti più sicuri e coesi.
Il progetto, come previsto dal protocollo sottoscritto con la Prefettura, prevede inoltre la presenza di referenti per ogni zona e di un coordinatore generale, così da creare una rete organizzata e capillare a supporto dell’attività delle forze dell’ordine. Particolarmente significativa l’adesione compatta di tutti i comitati di quartiere e di contrada della città.
Il comandante della Polizia Locale Andrea Isidori ha chiarito lo spirito dell’iniziativa: “Non chiediamo niente di particolare, ma soltanto una maggiore attenzione alla quotidianità, per notare eventuali movimenti sospetti di persone o veicoli e segnalarli al referente di zona”.
Un ruolo importante sarà svolto anche dal dialogo tra vicini e dallo scambio di informazioni, soprattutto nelle aree rurali, dove una conoscenza diretta del territorio può contribuire concretamente alla prevenzione.
A breve saranno inoltre organizzati incontri e corsi formativi per fornire ai cittadini tutte le indicazioni necessarie a partecipare al progetto in modo corretto e collaborativo, nel rispetto delle linee guida indicate dalla Prefettura.
“Una comunità attenta, coesa e collaborativa rappresenta un elemento fondamentale per migliorare la sicurezza urbana e la qualità della vita”, ha concluso Isidori.
Alla conferenza stampa hanno partecipato anche i rappresentanti dei comitati cittadini: Carla Passacantando (Coordinamento e Comitato Ributino), Francesco Fineschi (Foro Boario), Massimo Gesuelli (Repubblica), Francesco Porfiri (San Giuseppe), Morena Beribè (Buozzi-Vaglie), Ombretta Nerpiti e Simone Baroncia (Benadduci-Matteotti).
L’U.S. Tolentino 1919 volta pagina e affida le chiavi della programmazione tecnica a una figura che conosce alla perfezione ogni angolo dell'ambiente societario. Il club cremisi ha infatti annunciato ufficialmente la nomina di Cesare Battellini come nuovo direttore sportivo della prima squadra. Già da molti anni vicinissimo ai colori del Tolentino e apprezzato collaboratore del settore giovanile, Battellini rappresenta una scelta strategica basata sulla continuità, sulla competenza e sulla passione, elementi ritenuti fondamentali dalla dirigenza per dare un'identità forte al nuovo corso sportivo.
A lui la società affida un ruolo di primissimo piano: l'obiettivo principale sarà quello di rafforzare il legame tra la prima squadra e il vivaio, valorizzando l'importante lavoro svolto in questi anni con i ragazzi e costruendo basi solide per le stagioni a venire. T
La scelta del nuovo dirigente rientra in una visione societaria molto chiara e orientata al senso di appartenenza territoriale, come spiegato dal presidente del sodalizio cremisi. "La scelta, quale ds, di Cesare Battellini si inserisce in un progetto più ampio che vuole coinvolgere più tolentinati possibile nei ruoli chiave di gestione tecnica della società cremisi", ha evidenziato con fermezza il presidente Marco Romagnoli.
"Auspico che, a breve, tale proposito venga completato con l'inserimento di altri soggetti del posto - prosegue il presidente -. Cesare potrà rapportarsi direttamente con la società insieme ad Andrea Nardi, che seguirà in prima persona le vicende della prima squadra, e con il nostro team manager Vittorio Vincioni, che non mancherà di mettere a servizio del progetto l'esperienza maturata in tanti anni proprio al seguito del Tole, prima in Serie D e poi in Eccellenza. Sono sicuro che Cesare sarà in grado di costruire una squadra valida, selezionando di pari passo valori tecnici e valori umani. Con l'occasione, a nome di tutta la società, ci tengo a ringraziare pubblicamente Giorgio Crocetti per l'ottimo lavoro svolto per la nostra causa".
"Per prima cosa vorrei ringraziare il presidente insieme a tutta la società per avermi affidato questo nuovo e prestigioso incarico - ha dichiarato il neo ds Cesare Battellini -. Porterò avanti questo impegno con tutta la mia passione e con una grandissima voglia di fare bene. Inoltre ci tengo a ringraziare anche Andrea Nardi e Vittorio Vincioni con cui collaborerò a stretto contatto: entrambi, esattamente come me, hanno il colore Cremisi cucito addosso. Porteremo avanti il progetto calcistico cercando sempre di più una forte continuità con il nostro settore giovanile".
Arte, laboratori per bambini e concerti sotto le stelle. Sabato 23 maggio, in concomitanza con la Nuit Européenne Des Musées, Tolentino tornerà a indossare l'abito delle grandi occasioni ospitando la diciottesima edizione della Notte dei Musei. Il ricco cartellone di eventi, inserito nella cornice del Grand Tour Musei Marche, è stato presentato ufficialmente in conferenza stampa dall’assessore alla Cultura Fabio Tiberi e dall’assessore al Turismo Diego Aloisi, alla presenza di Luca Forconi in rappresentanza della Cooperativa l’Orologio.
L’iniziativa, promossa dal Ministero della Cultura francese e patrocinata dall’Unesco, dal Consiglio d’Europa e dall’Icom, si svolgerà in contemporanea in tutto il continente con l'obiettivo di promuovere la conoscenza del patrimonio e dell’identità culturale europea. Il tema internazionale scelto per l’edizione 2026, "I musei uniscono un mondo diviso", pone al centro il ruolo delle istituzioni culturali come veri e propri ponti sociali in un'epoca segnata da frammentazioni, capaci di favorire il dialogo, l'inclusione e la coesione territoriale.
Le porte dei principali gioielli architettonici e artistici della città rimarranno spalancate per tutta la giornata con una serie di appuntamenti speciali. Al Castello della Rancia l'apertura al pubblico è prevista nei due turni diurni e serali, ma il momento più suggestivo sarà alle ore 21:00 con l'avvio della visita guidata in notturna tra le storiche mura della fortezza. Anche il Miumor (Museo Internazionale dell’Umorismo nell’Arte) osserverà orari prolungati e, alle ore 17:00, dedicherà ai più piccoli il laboratorio ludico “Facce da ridere”, un percorso di scoperta pensato per i bambini dai 5 ai 10 anni.
Il viaggio nel tempo toccherà anche la stazione del Torrione, dove l’Associazione Tolentino 815 curerà, a partire dalle 18:30, le affascinanti narrazioni storiche incentrate sulla celebre Battaglia di Tolentino del 1815. Per gli amanti del design d'eccellenza, invece, si profila un'apertura straordinaria dalle 21:00 a mezzanotte del Poltrona Frau Museum, che per l'occasione ospiterà l'allestimento “Archibald Delicate Balance by Shepard Fairey” e inaugurerà la mostra “Manifesti d’autore”, un'esposizione che ripercorre la storia del brand attraverso i decenni curata direttamente dagli studenti dell’ITTS Divini di San Severino Marche.
Il circuito della Notte dei Musei abbraccerà anche altre prestigiose location cittadine. L'Interno Marche Hotel aprirà eccezionalmente le proprie porte al pubblico nel tardo pomeriggio per mostrare ai visitatori la bellezza del suo giardino all’italiana e le esclusive camere dedicate ai grandi movimenti artistici del Novecento. Presso le Gallerie Sangallo in Piazza della Libertà sarà invece possibile ammirare la mostra personale “CRONOfANIE” di Tonino Maurizi, poliedrico artista e "artivista" marchigiano, in un percorso espositivo curato da Alvaro Valentini e Francesca Maurizi.
A fare da colonna sonora alla manifestazione saranno le note dei giovani talenti locali: alle ore 17:00, infatti, il cortile della Biblioteca Filelfica ospiterà il concerto di musica live eseguito dagli allievi della scuola di musica “N. Gabrielli”. Per incentivare la massima partecipazione di cittadini e turisti, l'amministrazione comunale ha previsto che tutti gli ingressi alle strutture museali saranno gratuiti, così come gratuiti saranno i parcheggi cittadini a partire dal sabato pomeriggio. Per le visite al Castello e le attività dei bambini al Miumor la prenotazione resta obbligatoria contattando i numeri messi a disposizione dal Punto Informativo Iat.
Una mattinata speciale per riannodare i fili del tempo, rispolverare i ricordi e celebrare un traguardo accademico indimenticabile. L’Università di Macerata, in stretta collaborazione con l’Alam (l’Associazione Laureati dell’Ateneo Maceratese), ha ufficialmente avviato i motori per l'organizzazione della storica "Giornata del Laureato 2026", che quest'anno si terrà nella mattinata di venerdì 26 giugno. L'iniziativa, nata nel lontano 2003, si propone l'emozionante obiettivo di riunire e festeggiare tutti coloro che hanno conseguito il titolo di dottore esattamente 25 e 50 anni fa.
Per l'edizione di quest'anno, l'Ateneo ha lanciato un vero e proprio appello pubblico per rintracciare e invitare ufficialmente alla cerimonia tutti coloro che si sono laureati negli anni 1976 o 2001. I partecipanti saranno i protagonisti assoluti dell'evento e riceveranno direttamente dalle mani del Rettore una pergamena celebrativa che attesta il prestigioso anniversario accademico, sigillando un legame indissolubile con la comunità universitaria marchigiana.
La macchina organizzativa dell'Ateneo ha già provveduto a contattare una vasta platea di ex studenti, ma la ricerca è ancora aperta per intercettare chi è sfuggito ai database o ha cambiato i propri recapiti nel corso degli anni.
"Chi si è laureato in quegli anni, non è già stato contattato da Unimc né telefonicamente né via email e desidera partecipare alla cerimonia, può scrivere direttamente a comunicazione@unimc.it", spiegano dall'ufficio comunicazione dell'Università di Macerata. Nella comunicazione telematica, gli ex studenti dovranno indicare un proprio indirizzo email attivo, i dati anagrafici completi, il corso di laurea frequentato all'epoca e la data esatta di conseguimento del titolo. In questo modo gli uffici della segreteria potranno validare la richiesta e provvedere all'inoltro del formale invito ufficiale con tutti i dettagli logistici della mattinata.
La Giornata del Laureato rappresenta da oltre vent'anni un momento identitario fortissimo per la città di Macerata, capace di richiamare nell'antico borgo universitario professionisti, docenti e cittadini che oggi vivono e lavorano in tutta Italia o all'estero.
Proprio per l'alto valore simbolico ed emotivo della ricorrenza, l’Ateneo ha voluto estendere l'invito a tutta la cittadinanza, chiedendo la massima collaborazione per la riuscita dell'evento. "Chiediamo a tutti di passare parola ai vecchi colleghi di studio del tempo - conclude la nota dell'Università -, così da poter raggiungere e coinvolgere il maggior numero possibile di laureati e laureate, regalando loro l'opportunità di rivivere l'atmosfera dei propri anni universitari".
La corsa alle elezioni comunali di Macerata è ormai arrivata alle battute finali e la coalizione di centrosinistra si appresta a vivere l'ultimo, decisivo atto prima del silenzio elettorale. Per l'occasione è stata organizzato un evento in programma domani, venerdì 22 maggio, a partire dalle ore 18:00 e fino alle 23:00, nella centrale piazza Vittorio Veneto.
"Facciamo la differenza, adesso", è il claim scelto dalla coalizione a sostegno della candidatura a sindaco di Gianluca Tittarelli. L'evento vedrà la partecipazione dei candidati consiglieri iscritti nelle sette liste della coalizione, che si alterneranno sul palco per condividere le ultime riflessioni sul programma e dare la carica in vista dell'apertura delle urne. L'intervento più atteso sarà proprio quello del leader Tittarelli, a cui spetterà il compito di lanciare l'appello finale al voto rivolto a tutta la cittadinanza maceratese.
L'appuntamento conclusivo è stato pensato come "un percorso articolato su diversi piccoli eventi", annuncia Tittarelli. L'inizio è fissato alle ore 18:00 con un ritrovo speciale alla libreria Bottega Bidibi Bobidi Book, sotto le storiche logge di corso Matteotti, dove verranno proposte attività di animazione e giocoleria dedicate interamente ai bambini.
Successivamente ci si sposterà verso piazza Vittorio Veneto dove, alle ore 19:00, i temi dell'ecologia e della transizione verde prenderanno la scena grazie a un incontro con Silvia Amicucci, apicoltrice e titolare dell’azienda “La collina delle api”, che terrà un approfondimento incentrato sulla tutela delle api e sull'importanza della biodiversità nel territorio.
Il cuore politico del comizio finale entrerà nel vivo nella fascia oraria compresa tra le 19:30 e le 20:30. Sarà questo il momento in cui i rappresentanti delle liste prenderanno la parola prima di cedere il microfono al candidato sindaco per le conclusioni della campagna.
Subito dopo, a partire dalle ore 20:30, la piazza cambierà veste con "musica live, pop italiano, le hit del momento e i grandi successi di sempre. Il momento musicale sarà accompagnato da un’offerta gastronomica da parte della coalizione di centrosinistra. I cittadini sono caldamente invitati a partecipare in massa", sottolinea Tittarelli.
Modifiche in vista per la viabilità pedonale nel cuore di Civitanova Marche. A partire da lunedì 25 maggio 2026, il sottopasso di Viale Indipendenza sarà interdetto al solo transito dei pedoni. Nessun blocco, invece, per la circolazione dei veicoli: il passaggio resterà regolarmente aperto alle auto. Lo stop ai pedoni, che si protrarrà per un periodo stimato di 12 giorni lavorativi, si è reso necessario per consentire l'esecuzione di urgenti lavori di manutenzione straordinaria all'infrastruttura.
Il piano dell'intervento, coordinato dal Direttore dei Lavori e Responsabile Unico del Progetto, il geometra Maurizio De Florio, prevede una profonda riqualificazione del passaggio pedonale. Si procederà alla rimozione della pavimentazione esistente, seguita dal ripristino del sottofondo in calcestruzzo e dalla posa di una nuova superficie in gomma vulcanizzata, una combinazione tecnica studiata per migliorare la sicurezza e la funzionalità dell'opera.
La scelta di vietare il transito ai pedoni è stata l'unica strada percorribile per i tecnici comunali. Le dimensioni ridotte del sottopasso, infatti, non avrebbero mai permesso la compresenza degli operai e del flusso dei cittadini in condizioni di sicurezza. Inoltre, i particolari materiali scelti per la pavimentazione richiedono precisi tempi di presa e maturazione, durante i quali è categoricamente vietato qualsiasi tipo di calpestio.
Dagli uffici comunali spiegano che non è stato possibile individuare varianti praticabili per deviare il flusso pedonale. L’ipotesi di utilizzare le rampe carrabili come percorso alternativo per i piedi è stata infatti scartata poiché totalmente incompatibile con le caratteristiche strutturali e di sicurezza delle rampe stesse.
Sulla questione è intervenuto il primo cittadino, consapevole dell'importance strategica che il tunnel riveste per il collegamento quotidiano con il centro cittadino.
"Comprendiamo il disagio che questa chiusura comporterà per cittadini e residenti, soprattutto considerando che si tratta di un collegamento strategico tra Viale Indipendenza e il centro cittadino - ha dichiarato il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica -. Tuttavia, si tratta di un intervento non più rinviabile, necessario per garantire condizioni di piena sicurezza. L'amministrazione farà il possibile per contenere al massimo i tempi del cantiere e riaprire il sottopasso nel più breve tempo possibile".
L'operazione di Viale Indipendenza fa parte di uno stanziamento complessivo più ampio destinato alle infrastrutture cittadine. I lavori di manutenzione straordinaria andranno infatti a sanare le zone ammalorate di altre due strutture: il sottopasso di via Buozzi e quello di via Principe di Piemonte e Colombo, per un investimento totale che ammonta a 125 mila euro per i tre siti.
A differenza di Viale Indipendenza, per questi ultimi due punti i cantieri non comporteranno particolari criticità sul fronte della gestione della viabilità pedonale. Entrambi i passaggi sono infatti dotati di più modalità alternative di attraversamento, come rampe e sistemi di sollevamento meccanizzato (ascensori), che consentiranno di garantire la continuità del transito dei cittadini per tutta la durata delle lavorazioni.
Il sipario del grande teatro contemporaneo si appresta a rialzarsi nell'entroterra maceratese. Dal 25 al 30 agosto 2026, il borgo di San Ginesio tornerà a trasformarsi in un palcoscenico diffuso a cielo aperto per la settima edizione del Ginesio Fest.
La manifestazione, che per il quinto anno consecutivo vanta la direzione artistica del regista Leonardo Lidi, si è ormai imposta come una delle esperienze più autorevoli e riconoscibili della geografia festivaliera italiana. Sei giorni intensi in cui il borgo marchigiano accoglierà prime nazionali, residenze artistiche, laboratori e grandi maestri della scena, quest'anno uniti sotto il fil rouge tematico delle "Illusioni" e nel segno di una speciale dedica a Remo Girone.
La prima grande novità del 2026 risiede proprio nello storico riconoscimento del festival: il Premio San Ginesio “All’Arte dell’Attore” assume infatti ufficialmente la denominazione di Premio Remo Girone "All’Arte dell’Attore", in omaggio al suo celebre ideatore. Ad affiancare questa intitolazione c'è il totale rinnovo della giuria, che quest'anno sarà presieduta dal noto attore Alessio Boni nel ruolo di presidente, registrando inoltre l'ingresso di due pesi massimi del teatro e del cinema italiano come Lino Musella e Iaia Forte, i quali siederanno accanto ai giurati storici Rodolfo Di Giammarco, Francesca Merloni e Giampiero Solari.
La linea tracciata dal festival si conferma un presidio culturale stabile in grado di unire la ricerca contemporanea alla memoria della tradizione. A spiegare la scelta del tema di questa settima edizione è lo stesso direttore artistico Leonardo Lidi, che ha voluto svelare le dinamiche del cartellone.
«Il Ginesio Fest è prima di tutto una splendida occasione di incontro, di scambio e di crescita - dichiara il regista e direttore Leonardo Lidi -. Ci siamo impegnati da sempre per accompagnare gli artisti nei loro primi passi, nei debutti, negli sbagli e nelle conquiste della prima ora. Questi desideri, tanto nobili quanto utopici, mi hanno portato al tema dell’edizione 2026: “Le Illusioni”. Al plurale, come la nostra idea di teatro. In questa dinamica, dove i grandi registi mettono al servizio la loro esperienza nell’incontro con i nuovi talenti, sono felice di annunciare il ritorno al festival di Antonio Latella con il testo di Carolina Balucani "Bubaro dei Bubari"».
Il cartellone vedrà anche una preziosa riscoperta del passato: «Ogni anno amiamo pescare uno spettacolo “storico” per il teatro italiano, un testo sopravvissuto alle varie riforme grazie alla propria personalità», prosegue Lidi. «Se l’anno scorso ci siamo commossi salutando il Pinocchio del Carretto, quest’anno Enzo Vetrano e Stefano Randisi ci donano il loro intramontabile "Totò e Vice" di Franco Scaldati. E proprio perché la nostra illusione è quella di farsi rete, ringraziamo l'attore straordinario da cui è poi nato il Festival. Non possiamo che dedicare a lui questa edizione e tutta la nostra sgangherata illusione di teatranti. Grazie di tutto Remo».
Tra i protagonisti sul palco figureranno anche Alessandro Bandini, Babilonia Teatri con l'illusionista Francesco Scimeni, Giulia Scotti, Marco Coscucci con il Gruppo Uror, il coreografo Francesco Marilungo e la residenza Island curata da Alessio Maria Romano.
Dietro al successo del festival c'è il lavoro sinergico della macchina organizzativa e un fortissimo sostegno da parte del mondo istituzionale, che vede l'evento come un vero e proprio motore per il rilancio turistico ed economico delle aree colpite dal sisma.
«Quando il Ginesio Fest è nato, nel 2020, ci muoveva un desiderio profondo: dare vita a un progetto capace di durare nel tempo, lasciare un segno culturale e costruire un legame autentico tra il teatro, il territorio e le persone», ricorda con orgoglio l'ideatrice e fondatrice del festival, Isabella Parrucci. «Giunti alla settima edizione, guardiamo a questo percorso con gratitudine: ciò che era un’intuizione è diventato una realtà viva e riconoscibile. Abbiamo scelto, con convinzione, di mettere al centro la qualità delle relazioni prima dei numeri, costruendo una comunità culturale prima ancora che un grande evento».
A farle eco è il sindaco di San Ginesio, Giuliano Ciabocco, che rivendica la centralità nazionale assunta dal comune: «Siamo orgogliosi che San Ginesio sia oggi riconosciuto come uno dei luoghi in cui il teatro contemporaneo italiano trova una delle sue espressioni più vive. Per una comunità come la nostra, il festival rappresenta molto più di una manifestazione estiva: è uno spazio permanente di crescita e di formazione del pensiero. Dimostriamo concretamente come anche un piccolo centro possa diventare un laboratorio culturale di rilievo nazionale».
Un ruolo cruciale all'interno del programma sarà occupato, come di consueto, dalla Sezione Infanzia, Adolescenza e Formazione, che quest'anno sposterà il proprio focus tematico sul concetto di "Confronto". In collaborazione con la Fondazione TRG Onlus, verrà presentato lo spettacolo “Zero Zero Sottozero” di Nicolò Tommasini, incentrato sul tema dei cambiamenti climatici, affiancato dalle passeggiate sonore dell'artista Davide Calvaresi.
I giovani saranno inoltre i diretti protagonisti sul territorio grazie a due importanti laboratori intensivi. La compagnia Bartolini/Baronio curerà il percorso per adolescenti “Le cose che inventiamo”, uno spazio di crescita e di ascolto finalizzato all'esplorazione identitaria dei ragazzi. Per i bambini dai 6 ai 12 anni è invece previsto il laboratorio “Magia a impatto zero. Trasformare lo scarto in stupore”, curato da Ivan Mistereko. Questo originale cammino tra illusionismo ed ecologia insegnerà ai più piccoli a riutilizzare i materiali di recupero per creare giochi di prestigio, e si concluderà con una performance diffusa di close-up magic tra le storiche vie del borgo, portando lo stupore direttamente a contatto con i cittadini e i turisti del festival.
La Cucine Lube Civitanova guarda al futuro e blinda uno dei suoi talenti più cristallini. Il libero piemontese Francesco Bisotto, fresco di compleanno, ha appena firmato il suo secondo rinnovo contrattuale con il club cuciniero, legandosi ai colori biancorossi con un lungo contratto fino al 2029.
Arrivato nelle Marche nella stagione 2023/24 come innesto di qualità per rinforzare le seconde linee, l’atleta classe 2002 ha vissuto una crescita graduale e costante, trasformandosi in una certezza assoluta e facendosi trovare pronto nei momenti più caldi, come nella memorabile serie di Semifinale Scudetto 2024/25 giocata da titolare per l'infortunio di Fabio Balaso.
Il palmarès del giovane libero con la Lube è già ricco di capitoli importanti: la vittoria dei Play Off 5° Posto nel 2024, la conquista della Del Monte® Coppa Italia nel 2025 e la finale di Challenge Cup, fino al contributo decisivo per le qualificazioni in Champions League arrivate grazie alle due finali Scudetto consecutive giocate nel 2025 e nel recentissimo 2026. Questo prolungamento blindato è il segnale evidente di quanto la società creda nel valore del ragazzo.
"Ringrazio tutti per la fiducia, sono molto soddisfatto perché lavoro sodo per diventare un punto di riferimento della Lube e i presupposti sono quelli giusti", ha dichiarato un entusiasta Francesco Bisotto subito dopo la firma.
"I progressi personali nel mio primo triennio qui hanno riguardato la crescita caratteriale e la capacità di reggere la pressione - ha aggiunto -. Ho vissuto un’esperienza formativa passando per step importanti: su tutti, la serie da titolare contro la Sir nei Play Off della stagione 2024/25, ma anche gli ingressi di quest’anno in veste di schiacciatore nella Finale Scudetto. Sono stati proprio i big match a darmi consapevolezza dei miei mezzi".
"Voglio perfezionare la fase di ricezione per poter prendere in mano la squadra quando gli avversari sono al servizio. Mettersi in gioco in un ambiente come quello biancorosso e allenarsi con un top come Fabio Balaso è stata una grande fortuna, perché mi ha permesso di crescere e raggiungere determinati standard. Seguire i ritmi di lavoro e la dedizione di un campione del mondo mi ha aiutato a salire di livello", ha confidato Bisotto.
Il pensiero del libero piemontese va anche al campionato appena concluso, che ha visto la Lube lottare fino all'ultimo pallone utile per cucirsi il tricolore sul petto. "Anche l’ultima stagione mi ha dato e ci ha dato molto, perché abbiamo superato gli alti e bassi di una Regular Season complicata compattandoci come gruppo - ha concluso Bisotto -. Sono entusiasta per il rinnovo, è davvero bello poter proseguire il mio percorso in un grande Club che ha dei grandi tifosi".
(Credit foto: Spalvieri)
Ora anche a Treia sarà possibile richiedere il rilascio o il rinnovo del passaporto direttamente all’ufficio postale di via Nazario Sauro, abilitato nell’ambito del Progetto Polis – Casa dei Servizi di Cittadinanza digitale promosso da Poste Italiane.
L’attivazione del nuovo servizio rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di rafforzamento dei servizi di prossimità rivolti ai cittadini, con l’obiettivo di semplificare l’accesso alla pubblica amministrazione e ridurre tempi e spostamenti.
I cittadini potranno, infatti, presentare la richiesta di rilascio o rinnovo del passaporto senza dover andare in Questura, con la possibilità anche di ricevere il documento direttamente al proprio domicilio.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Treia, Franco Capponi: "L’attivazione del servizio passaporti all’ufficio postale di Treia implementa e semplifica l’accesso a una pratica importante per tanti cittadini, che ora potranno svolgerla direttamente sul territorio senza doversi recare in Questura. È un passo avanti significativo, soprattutto per chi ha difficoltà negli spostamenti. Si tratta di un servizio che aspettavamo e che rappresenta un’opportunità per la nostra comunità".
L’ufficio postale di Treia è già abilitato anche al rilascio dei certificati INPS e ANPR, configurandosi sempre più come punto di accesso integrato ai principali servizi della pubblica amministrazione. Il Progetto Polis punta infatti a rafforzare la coesione territoriale e a garantire pari opportunità di accesso ai servizi essenziali sia nei piccoli centri sia nelle realtà urbane più grandi.
Confindustria Macerata lancia l'ennessimo grido d'allarme. L'associazione degli industriali, stavolta, punta il dito contro lo stallo politico e istituzionale legato alla collocazione finale dei rifiuti. La posizione di Confindustria si evince da una nota rilasciata nella giornata di oggi. "Continuano a crescere i costi a carico delle imprese e dei lavoratori, rendendo insostenibile lo sviluppo del nostro territorio rispetto alle altre province delle Marche e al resto del Paese", si legge.
Gli industriali stigmatizzano la paralisi a cui si assiste da mesi sul tema dell'ampliamento della discarica di Cingoli e sulla scelta dei nuovi siti idonei. "Assistiamo a continui scontri sulla stampa e a rimpalli di responsabilità politica che non aiutano a risolvere il problema - attacca la nota di Confindustria - L’impiantistica dei rifiuti è un tema di infrastrutture strategiche che dovrebbe non dividere la classe politica, ma appartenere alla cultura del governo di un territorio. Invece siamo costretti, imprese e cittadini, a conferire i nostri rifiuti fuori provincia e fuori regione con pesanti impatti sulla bolletta TARI e sui bilanci delle imprese".
La criticità maggiore per Confindustria non riguarda soltanto la gestione della spazzatura urbana, ma colpisce soprattutto i rifiuti speciali generati dalle imprese. Da troppi anni nelle Marche non ci sono più discariche dedicate a questa categoria, viene denunciato: gli spazi residui ancora disponibili sono blindati per i rifiuti urbani e, in base alla nuova pianificazione regionale, la percentuale di conferimento degli speciali potrebbe "addirittura ridursi dal 50% al 30%".
«Ci rammarica molto constatare di essere la Provincia meno virtuosa a livello impiantistico sul tema rifiuti - sottolineano gli industriali -. Nonostante i numerosi e reiterati appelli alle amministrazioni locali e ai governi regionali che si sono succeduti, tutti gli sforzi sono stati concentrati per raggiungere gli alti livelli di raccolta differenziata. Inoltre l’unico consorzio regionale presente, peraltro nella nostra provincia, avrebbe dovuto e potuto far dialogare tutti i Comuni della provincia. Niente di tutto questo: non si riesce a chiudere il cerchio della gestione sulla base dei principi di prossimità ed autosufficienza, richiesti dalla Comunità Europea e tanto decantati dalle Istituzioni".
Se da un lato gli industriali guardano con favore all'inserimento del termovalorizzatore per il recupero energetico all'interno del nuovo Piano Regionale, dall'altro emerge una forte e immediata preoccupazione per il futuro prossimo e per i tempi di cantierizzazione dell'opera.
"Ci conforta la previsione dell’impianto di chiusura ciclo inserito nel nuovo Piano Regionale, ma cosa accadrà nel periodo transitorio che prevede un arco temporale di almeno dieci anni fino alla realizzazione del termovalorizzatore?", si domandano da Confindustria.
"La nostra Provincia non è ancora pronta per affrontare questo lungo periodo di transizione e siamo molto preoccupati che la situazione possa esplodere - prosegue la nota -. Se non verranno autorizzati ampliamenti e realizzati nuovi impianti, i costi diventeranno insostenibili. Il rischio altrimenti è del collasso della produzione".
L'associazione confindustriale si rivolge quindi direttamente ai sindaci e alle istituzioni locali per sbloccare i progetti legati alle piattaforme di smaltimento, spronando la politica a un atto di responsabilità nei confronti del mondo del lavoro.
"Confindustria Macerata rivolge l’ennesimo appello alla Provincia, alle amministrazioni locali ed alla collettività per individuare soluzioni rapide - conclude la nota -. È indispensabile e responsabile superare gli ostacoli tecnici ed ideologici che ostacolano la corretta gestione del rifiuto speciale e scoraggiano l’iniziativa privata alla realizzazione di nuovi impianti. La competitività di un territorio si misura sul possesso di infrastrutture in grado di accompagnare la crescita di una comunità. Troppo spesso si invoca l’incapacità di attrarre gli investimenti e la debolezza di un territorio, ma la causa è spesso l’assenza di queste infrastrutture di base. Purtroppo le imprese troppe volte vengono lasciate sole".
Il suono solenne delle chiarine, il ritmo incalzante dei tamburi e l'adrenalina dei terzieri pronti a sfidarsi. Camerino è pronta a tuffarsi nel fine settimana più atteso dell'anno con la quarantacinquesima edizione della Corsa alla Spada e Palio, che vivrà i suoi momenti clou dal 22 al 24 maggio 2026. Un weekend ricchissimo che accenderà la città ducale non solo con l'aspetto agonistico delle gare, ma anche con imponenti cortei storici, spettacoli di fuoco, concerti e approfondimenti culturali dedicati alle grandi donne della dinastia dei Varano.
Il programma delle gare prenderà il via venerdì 22 maggio alle ore 19:00 con la Corsa di San Venanzio, la tradizionale gara amatoriale non competitiva riservata agli atleti over che si sfideranno sullo storico percorso del Palio. Sabato 23 maggio, dalle ore 15:00, spazio alle future promesse con "Giovani in corsa", dove i più piccoli correranno per conquistare la loro spada. Domenica 24 maggio sarà il giorno del giudizio: alle 17:30 scatterà la Staffetta rosa per il Palio di Santa Camilla, l'anteprima in rosa che farà da perfetto preludio al via ufficiale della leggendaria Corsa alla Spada maschile.
«Qui correre non è solo sport, è sentire la storia scorrere nelle gambe», spiega con orgoglio la presidente dell'associazione, Donatella Pazzelli. «Significa riconoscersi parte di una comunità che, da secoli, sceglie di correre insieme, lasciandosi trasportare fino a sentire davvero di avere le ali ai piedi». Il culmine della rievocazione si raggiungerà domenica con il grandioso corteo storico che attraverserà il centro cittadino. Quest'anno i panni dei signori di Camerino saranno indossati da due volti notissimi del territorio: Gilberto Spurio, presidente di Adesso Musica, e Oliva Orpello, infermiera dell’AST Macerata in servizio all’Ospedale cittadino, che faranno la loro uscita solenne dal Palazzo Arcivescovile nella centralissima piazza Cavour.
Il corteo di questa edizione presenterà una novità storica: per la prima volta sfileranno insieme due sindaci in carica, il primo cittadino di Camerino Roberto Lucarelli e il sindaco di Raiano (L'Aquila) Marco Moca. La partecipazione suggella il profondo legame spirituale nel nome di San Venanzio, patrono di Camerino e transitato secondo la tradizione nel comune abruzzese, unione recentemente rinforzata dal viaggio eccezionale delle reliquie ossee del Santo durante lo scorso Anno Giubilare. Ad arricchire il corteo domenicale ci saranno anche prestigiosi gruppi ospiti: i Musici e Alfieri della Contrada Pila del Palio dell'Assunta di Fermo, i Milites de Sharoon di Pesaro e la Compagnia del Grifoncello di Perugia.
Accanto alle sfide sui ciottoli, il fine settimana offrirà un ricco ventaglio di appuntamenti collaterali. Due eventi di rilievo saranno interamente dedicati alle figure femminili della signoria. Venerdì 22 maggio il Museo Diocesano ospiterà la conversazione teatrale “Domina et Magistra. Costanza Varano e le grandi donne del Rinascimento” con Alessandro Pertosa e Frida Neri. Sabato 23 maggio in Sala Consiliare verrà invece presentato il volume di Maria Pierandrei “Donne del Rinascimento a Camerino”, inserito nei Quaderni del Consiglio regionale delle Marche.
La colonna sonora del weekend vedrà venerdì sera al Sottocorte Village il concerto de I Vili Maschi con il loro tributo a Rino Gaetano, seguito dal dj set di Multiradio in collaborazione con Musicamdo. Sabato pomeriggio l'Accademia della Musica ospiterà le “Arie di corte” del Firmum Clarinet Ensemble, mentre la notte di sabato si accenderà al Sottocorte Village con “Arcani Incanti”, un magico e sognante spettacolo con spettacolari effetti di fuoco curato dal Piccolo Nuovo Teatro. Per gli amanti della storia e del turismo, domenica mattina la Proloco curerà la visita guidata “Il percorso della corsa”, per scoprire le bellezze nascoste da San Venanzio a Santa Maria in Via. Per chi non potrà essere presente, l'intera giornata di domenica 24 maggio sarà trasmessa in diretta tv su Studio 7 TV HD (canale 78 del digitale terrestre) e in streaming web.