San Ginesio, “Rivelazioni sotto il loggiato”: il restauro di due tele diventa racconto pubblico
San Ginesio si conferma un luogo vivo di cultura e partecipazione. Con “Rivelazioni sotto il loggiato”, due tele di ambito seicentesco-settecentesco, riemerse durante i lavori di recupero della Chiesa Collegiata di Santa Maria Assunta, escono dall’ombra della sagrestia, dove erano state ritrovate arrotolate e in condizioni precarie, per intraprendere un percorso di studio e recupero davanti agli occhi della comunità.
Le opere, ancora oggetto di approfondimento, mostrano qualità pittorica e interesse storico-artistico tali da rendere significativo il loro recupero. Le prime analisi condotte durante le fasi iniziali del restauro stanno già restituendo elementi utili a delinearne ambito, contesto e possibile attribuzione.
L’appuntamento è per venerdì 20 febbraio alle 17.30 al Loggiato dei Lumi, spazio che negli ultimi anni si è affermato come luogo di produzione culturale e di esposizione. Dopo le esperienze dedicate ad Adolfo De Carolis e alla mostra di Cristiana Giacchetti, questo progetto rappresenta un passaggio coerente: non solo mostrare le opere, ma anche far conoscere il lavoro che le riporta alla luce.
Durante l’inaugurazione interverranno il sindaco Giuliano Ciabocco, Francesco Massara, arcivescovo di Camerino–San Severino, Silvia Luconi, sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale, Tobia Sardellini, presidente del Rotary Club Macerata “Matteo Ricci”, Giovanni Issini, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, Ivan Antognozzi, direttore della Rete Museale Terre d’Appennino, Barbara Mastrocola, direttrice del Museo Diocesano di Camerino, e Alfredo Beleggia, restauratore e direttore tecnico dell’intervento. Saranno condivise anche le prime ipotesi di attribuzione emerse durante le indagini preliminari.
La mostra-restauro è promossa dal Comune di San Ginesio, dall’Arcidiocesi di Camerino–San Severino Marche e dal Rotary Club Macerata “Matteo Ricci”. Le opere appartengono alla Collegiata di Santa Maria Assunta e sono sotto la giurisdizione dell’Arcidiocesi, che ne cura l’indagine storico-artistica; il Comune mette a disposizione il Loggiato dei Lumi come sede dell’intervento e spazio espositivo permanente; il Rotary sostiene l’iniziativa nell’ambito delle proprie attività di tutela del patrimonio.
Il restauro è finanziato dalla Sardellini Costruzioni, che contribuisce anche con maestranze specializzate, sotto la direzione tecnica di Alfredo Beleggia e la supervisione della Soprintendenza.
L’iniziativa rientra nelle attività della Rete Museale Terre d’Appennino, che coinvolge i comuni di San Ginesio, Tolentino e Gualdo, assicurando coordinamento operativo e logistico e inserendo il progetto in un più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio culturale dell’area.
Aprire al pubblico un restauro significa rendere visibile un processo normalmente nascosto: analisi, puliture, consolidamenti e confronti attributivi. In un territorio ancora segnato dal sisma del 2016, il recupero di opere rimaste a lungo invisibili assume un valore che va oltre l’intervento tecnico: riafferma la centralità dei luoghi della cultura come spazi di conoscenza condivisa e come elementi attivi della ricostruzione civile.

cielo coperto (MC)
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