La prima volta rimarrà indimenticabile, ma la seconda volta questo fine settimana è stata ancora più bella e completa per Li Matti de Montecò, il gruppo folk di Montecosaro.
L’associazione è stata nuovamente selezionata per il secondo anno consecutivo alla Casa Sanremo Performer, la kermesse nazionale dedicata a danza, musical e recitazione coreografata, curata dal direttore artistico Ermanno Croce, che fa da vetrina e premia le associazioni italiane più meritevoli nel mondo dello spettacolo.
Ancora una volta, Li Matti de Montecò sono stati l’unico gruppo folk presente nella città ligure. Mentre lo scorso anno si erano esibiti “solo” con i più giovani, stavolta sul palco sono saliti 25 membri di tutte le età, dai bambini fino ai meno giovani. Non solo: l’associazione ha goduto di una visibilità mediatica notevolmente maggiore, passando da pochi minuti di esibizione a oltre mezz’ora.
“È stato un weekend bellissimo – afferma Monia Scocco, insegnante de Li Matti de Montecò – anche perché, oltre al maggior spazio datoci, abbiamo riscontrato molta più attenzione sia dal pubblico presente al PalaFiori di Sanremo, sia nelle strade della città, già gremite di persone in vista del Festival, dove ci hanno fermato chiedendoci di ballare il saltarello. Altro motivo d’orgoglio è che i ragazzi che hanno danzato provengono in gran parte dal progetto realizzato tre anni fa nelle scuole di Potenza Picena.
A completamento del fine settimana – continua la Scocco – ci siamo esibiti anche al Villaggio del Festival, alla presenza della Camera di Commercio delle Marche. Inoltre, grazie all’invito del giornalista Claudio Gambaro, siamo stati a Genova nella Sala Luigi Tenco dell’ex Ospedale Psichiatrico per una performance di canti e balli della tradizione marchigiana, accolti a sorpresa dal gruppo folklorico Città di Genova. Colgo l’occasione per ringraziare chi crede in noi e ci sostiene, come l’azienda Relaxs, che ha realizzato un video promozionale sulle Marche e su Montecosaro, presentato anche in Regione”.
Prima della partenza per Sanremo, Li Matti de Montecò erano stati ricevuti in Regione Marche. Per la cronaca, oltre all’anno scorso, erano già stati a Sanremo nel 2024, allora con un ruolo diverso, e grazie a Scocco erano stati intervistati dall’emittente CN RADIO, l’unica radio italiana presente 24 ore su 24 negli Stati Uniti.
Un successo che conferma l’importanza del gruppo come ambasciatore del folk marchigiano e della tradizione culturale di Montecosaro.
Grande partecipazione e interesse domenica 22 febbraio per il Tè danzante in Gran Sala, promosso dalla Società di Danza Macerata in collaborazione con l’Associazione Amici dello Sferisterio, nell’ambito delle rispettive attività associative dedicate alla partecipazione culturale e alla divulgazione, che ha riportato nella Gran Sala Cesanelli dello Sferisterio un’atmosfera ispirata ai salotti ottocenteschi.
Guidati dai maestri e dai soci della Società di Danza Macerata, i partecipanti hanno preso parte alle danze di società riscoprendone il carattere originario: non spettacolo da osservare, ma esperienza da condividere. Valzer, contraddanze e figure collettive hanno animato il pomeriggio, coinvolgendo anche chi si avvicinava per la prima volta a questo repertorio, in un clima accogliente e partecipato.
L’appuntamento ha riunito generazioni diverse, con una significativa presenza di giovani, segno di un interesse crescente verso forme culturali capaci di coniugare storia, movimento e partecipazione attiva.
Accanto ai danzatori maceratesi erano presenti anche i soci della Società di Danza di Pescara, contribuendo a creare un momento di incontro e scambio tra diverse realtà associative impegnate nella valorizzazione della danza di società ottocentesca e del suo patrimonio culturale.
"Non si tratta di interpretare un’epoca o di giocare a essere personaggi dell’Ottocento. — afferma la presidente della Società di Danza Macerata, Emanuela Fugante — Siamo persone di oggi che hanno scelto di riscoprire un modo di danzare e di stare insieme che arriva da quella tradizione, riportandolo nel presente con sensibilità contemporanea. La danza di società unisce valori artistici e sociali: non è spettacolo, ma esperienza condivisa. Vedere la sala animarsi di partecipanti di età diverse è stata la conferma più bella di quanto questo linguaggio possa ancora parlare al nostro tempo".
Tra musica e conversazione, la Gran Sala Cesanelli ha ritrovato per un pomeriggio la propria dimensione di spazio vissuto, evocando quell’equilibrio tra incontro, gesto e convivialità che caratterizzava la socialità dell’Ottocento. L’iniziativa ha offerto così anche l’occasione di riscoprire lo Sferisterio non soltanto come teatro e monumento, ma anche come luogo pienamente parte della vita della città.
Soddisfatta della riuscita dell’evento anche la presidente dell’Associazione Amici dello Sferisterio, Lucia Rosa:"È stato per noi un vero piacere collaborare nuovamente con la Società di Danza Macerata, con la quale nel tempo abbiamo già condiviso diverse esperienze. Questo appuntamento si inserisce pienamente nelle attività sociali dell’Associazione e assume un significato particolare nel nostro decimo anno di attività, un’occasione che conferma l’importanza di saper lavorare insieme. Vedere tante persone ritrovarsi e condividere tempo intorno ad una proposta significa restituire a questi luoghi una dimensione vissuta, oltre quella dello spettacolo o del museo: è così che uno spazio continua a vivere, quando torna a essere parte della vita quotidiana della comunità".
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di attività che entrambe le associazioni stanno portando avanti nel corso dell’anno. La Società di Danza Macerata prosegue infatti il proprio lavoro di formazione e diffusione della danza di società presso la Scuola di Danza Il Duende mentre l’Associazione Amici dello Sferisterio è attualmente impegnata nella rassegna La città sul palcoscenico, dedicata alla scoperta dei linguaggi e dei processi della creazione scenica e musicale. Per maggiori informazioni è possibile consultare i rispettivi siti e canali social.
Grande impresa per il giovane moglianese David Piselli, che sabato scorso ha conquistato il titolo di Campione Italiano nella categoria Promesse (20-22 anni) alla Ultramaratona del Conero, disputata a Porto Recanati sulla distanza dei 50 chilometri.
Classe 2004, portacolori della SACEN Corridonia, Piselli ha chiuso la gara in 4 ore 45 minuti e 32 secondi, mantenendo un ritmo medio di 5 minuti e 43 secondi al chilometro, prestazione che gli è valsa il titolo tricolore di categoria.
Un risultato di grande rilievo, soprattutto considerando che fino a due anni fa non aveva mai praticato atletica leggera. Determinazione e costanza lo hanno portato a costruire la propria preparazione passo dopo passo, anche grazie al lavoro svolto alla Palestra Gymnasium, dove ha sviluppato una solida base fisica.
Gli allenamenti si sono svolti prevalentemente la sera, dopo il lavoro, e nei fine settimana, con carichi importanti e sedute impegnative. Tra queste, anche due lunghi da 43 chilometri affrontati sul lungomare di Civitanova Marche, tappe fondamentali nel percorso di crescita verso l’appuntamento tricolore.
Il titolo italiano rappresenta un motivo di orgoglio non solo per la Sacen Corridonia e per il Runner’s Club Mogliano, ma per l’intera comunità moglianese, che celebra un giovane atleta capace di trasformare passione e sacrificio in un traguardo di prestigio nazionale.
Chi avesse letto stamattina i principali quotidiani italiani avrebbe potuto ritenere che le “riflessioni” di Sandro Parcaroli sull’opportunità o meno di ricandidarsi a Sindaco abbiano qualche motivo un po’ più concreto, ma assai meno dichiarato, per prolungarsi.
Sia chiaro: Sandro Parcaroli in questa faccenda non c’entra nulla direttamente, ma comunque è probabile che gli crei qualche scomodità d’immagine.È curioso – vedi tu le coincidenze – che tutto accada il giorno dopo le dichiarazioni di assoluta trasparenza che il Sindaco ha fatto sulla faccenda del mattatoio su cui comunque si avvia un’indagine del Consiglio comunale. Di questo avrò modo di riparlare e forse ai partiti di maggioranza che ieri hanno tuonato: come si osa mettere in discussione la buona fede del Sindaco dovranno avviare delle riflessioni.
Non è mai bene, quando si deve essere chiari e si richiederebbe eguale chiarezza dai protagonisti, evitare di affastellare troppi argomenti.
Partiamo dai titoli di prima pagina. Corriere della Sera: “Docenti sotto accusa: Pc e smartphone con i soldi del Pnrr”. Il Mattino: “Cresta sui fondi Ue, indagati 16 docenti e ricercatori italiani”. La Repubblica: “Docenti sotto accusa: Pc e smartphone con i soldi del Pnrr”. Il Giornale: “Retata di prof al Sud, Pc, tablet e iPhone con i fondi europei”.
La faccenda sembra seria assai. L’inchiesta parte da una richiesta che la Procura della Corte europea ha fatto alla magistratura italiana e i sostituti procuratori di Napoli e Palermo, Gery Ferrara e Amelia Luise, si sono messi al lavoro. Risultato: 16 richieste di arresto.
Si legge in un passaggio dell’articolo di Lara Sirignano a pagina 25 del Corriere della Sera:
“Due docenti avrebbero già confessato. L’AD (amministratore delegato) di R-Store, Giancarlo Fimiani, vicepresidente di Confindustria Napoli, il deus ex machina (così lo definiscono i magistrati napoletani) che avrebbe sfruttato proprie conoscenze per accaparrarsi le gare, si è dimesso.”
Salvo Palazzolo, a pagina 26 di Repubblica, tra le altre cose scrive:
“Intanto due manager della R-Store, Antonio Fedullo e Mario Piacenti, sono stati sospesi dall’incarico. L’Ad Giancarlo Fimiani si è invece dimesso. Anche loro rischiano i domiciliari”.
Per sommi capi è successo questo: i docenti e ricercatori, anche di prestigiosi enti, si mettevano d’accordo con R-Store per fare avere alla società gli appalti di fornitura di strumenti elettronici, gonfiavano gli importi e poi riscuotevano da R-Store una tangente sotto forma di iPhone, televisori e tablet.
Almeno questo è il quadro accusatorio che è però antipatico perché rivela che con gli appalti pubblici anche gli insospettabili ingrassano sulle spalle dei cittadini contribuenti.
Domanda: e che c’entra Sandro Parcaroli? Nulla. Direttamente. Si dà però il caso che la Med-Store, anzi meglio la Juce che è la finanziaria di famiglia Parcaroli, e la R-Store oggi siano una cosa sola.
Stefano Parcaroli, il figlio prediletto del Sindaco che lo ha accompagnato in tutta la stagione della scorsa campagna elettorale e per gran parte del percorso politico-amministrativo, al punto che in incontri istituzionali di altissimo livello partecipava a fianco del primo cittadino come consulente strategico, il 31 ottobre 2024 dichiarava a Il Resto del Carlino, edizione di Macerata, quanto segue:
“Il gruppo Med annuncia la conclusione dell’operazione che porterà entro fine anno all’unione delle insegne Juice e R-Store (con un totale di 100 negozi) e all’ingresso di Rekordata s.r.l., Med Innovations s.r.l. e ICT Industries s.r.l. nel gruppo R-Store spa (guidato da Giancarlo Fimiani)”.
Stefano Parcaroli, del gruppo implicato nell’inchiesta europea, è oggi – a meno di modifiche dell’ultima ora – vicepresidente e al tempo della fusione dichiarava con soddisfazione:
“Nell’accordo raggiunto abbiamo garantito la persistenza a Macerata e provincia delle sedi legali e operative di molte aziende del gruppo in modo tale da salvaguardare tutto il personale attualmente presente. Accanto a me, alla guida e supervisione di molte di queste aziende e attività, rimarrà anche mia sorella Lucia, che entrerà nei Cda di alcune società del gruppo e continuerà a occuparsi di tutti gli aspetti legali e amministrativi. Insomma, non solo una grande opportunità per le nostre società, ma sicuramente una grande sicurezza per tutti i nostri collaboratori e per le loro famiglie, che ho voluto porre al primo posto nelle decisioni che abbiamo maturato in questi ultimi mesi".
Applausi. Ma Stefano Parcaroli è rimasto vittima come “cieco strumento di occhiuta rapina?” Sarebbe interessante saperlo. Poi arriva la magistratura e qualche certezza forse viene messa in dubbio.
È doveroso precisare che l’inchiesta in corso si riferisce a fatti che sarebbero accaduti nel 2023, cioè un anno prima del “matrimonio” tra l’azienda di Sandro e Stefano Parcaroli e la R-Store guidata da Giancarlo Fimiani, che però da un anno e mezzo è a capo anche delle aziende maceratesi e lavora gomito a gomito con il figlio del Sindaco, che probabilmente è ancora azionista, sia pure con una quota largamente minoritaria, del gruppo nato dalla fusione di Juce (Parcaroli) con R-Store (Fimiani).
Certo non sarebbe un bel vedere in campagna elettorale se ad esempio la Guardia di Finanza andasse a fare qualche ispezione negli uffici dove ancora opera qualche membro della famiglia Parcaroli.
Di certo il Sindaco in questa faccenda non c’entra nulla, ma in forza di quella trasparenza tanto invocata e rivendicata ieri sarebbe il caso chiarisse se sapeva, quando ha accettato l’offerta di R-Store, di questi traffici; se il pagamento delle sue azioni è avvenuto anche grazie ai proventi di queste tangenti e se infine è a conoscenza che pratiche simili continuano e soprattutto che cosa intende fare oggi nei confronti di R-Store e dei suoi rapporti con Giancarlo Fimiani.
Non c’è nulla d’irregolare, ma insomma non è un bel vedere che un Sindaco sia in affari con chi fa la cresta sul Pnrr, quel fiume di soldi che consente oggi a lui, qui a Macerata, di farsi merito degli investimenti.
Di quanto conta il Pnrr ne sa qualcosa l’assessore Lego che ieri, novello Orazio Coclite, mentre si discuteva della commissione d’inchiesta sul mattatoio in Consiglio comunale ha offerto il petto per difendere il suo Sindaco – per lui la candidatura di Parcaroli è la sola garanzia di rimanere in quel posto – affermando:
“Nessuno può discutere sulla trasparenza dell’amministrazione del Sindaco Parcaroli, nessuno può mettere in discussione la lealtà del primo cittadino: la trasparenza non è solo un dovere giuridico, ma anche un dovere morale”.
Ecco appunto: può dirci il Sindaco se conosce Giancarlo Fimiani? Se quando ha trattato la fusione tra Juce e R-Store era a conoscenza dell’inchiesta? Se ha il sospetto che le pratiche oggi sottoposte a censura dalle Procure di Napoli e Palermo, nell’azienda di cui è socio, continuino e se lui, avendone conoscenza, le ha denunciate?
Può dire se quando suo figlio, attuale vicepresidente di R-Store, lo ha accompagnato negli appuntamenti istituzionali, eravate a conoscenza dell’indagine? Può dire infine se la sua lunga riflessione sull’accettare o meno la candidatura a Sindaco è legata in qualche misura alla vicenda giudiziaria? Domande se ne potrebbero fare molte altre, ma in virtù della trasparenza basterebbero queste prime risposte.
Avvertendo che stavolta non basta un vernacolare “E che sapio io?”.
Un altro fine settimana tra letteratura e risate per il teatro di Caldarola che rinnova il suo doppio appuntamento con il Caffè Letterario e la rassegna Brillanti a Teatro, coinvolgendo anche il territorio dei Cinque Comuni che per l’edizione 2026 hanno sostenuto e condiviso l’intero cartellone.
Venerdì 27 febbraio alle 21.15 il Caffè Letterario esce, infatti, ancora una volta dalla caffetteria del teatro per approdare a Camporotondo di Fiastrone. Alla Mediateca comunale sarà ospite lo scrittore Adrian Bravi che presenterà il suo romanzo, La nuotatrice notturna. Il libro è un romanzo intenso e commovente che affronta tematiche complesse intrecciando le vite dei personaggi in un mosaico di emozioni e rivelazioni. Al centro della storia c’è Jacopo, quarantenne impacciato che lavora in un cimitero, segnato dall’assenza di un padre scomparso. Una telefonata lo informa della morte del genitore, annegato in un fiume in Portogallo: da quel momento inizia un viaggio che cambierà per sempre la sua vita. Accompagnato dall’amico Quinto, Jacopo parte per Rio Salgueiro alla ricerca di risposte, portando con sé un’armonica e ricordi sfocati. Tra le strade della cittadina portoghese e i silenzi di una madre che ha custodito troppi segreti, emergerà una verità capace di rimettere ordine - o forse di sconvolgere definitivamente - la sua esistenza.
Domenica 1 marzo si torna invece al teatro di Caldarola per il cartellone di Brillanti a Teatro. Alle 17.15 andrà in scena “Errors - Una strana commedia degli equivoci”, per la regia di Scilla Sticchi e Francesco Facciolli, con la Compagnia teatrale Gruppo Amici dell’Arte di Offida. Ambientata nella multietnica e peccaminosa isola di Domino, la commedia racconta di una coppia di gemelli identici, separati da piccoli in un naufragio e rincontratisi dopo 33 anni, quando uno dei due arriva per caso sull’isola. Sono così simili che nessuno riesce a distinguerli, neppure le persone più vicine. È solo l’inizio di una girandola di equivoci e colpi di scena che, prendendo le mosse da Plauto e Shakespeare, conduce il pubblico in un tempo e in un luogo sospesi, dove - a forza di ridere - ci si spezza in due, anzi in quattro.
Il cartellone della stagione del teatro di Caldarola - organizzato dalla Compagnia Valenti di Treia, ha il patrocinio di Regione Marche, Unione Montana Monti Azzurri, Uilt Marche, amministrazioni comunali di Caldarola, Belforte del Chienti, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona e Pro Loco dei Cinque Comuni. Gode del sostegno di Tec di Luca Pelacani, Assm Tolentino – Terme di Santa Lucia, Simonelli Group, Oro della Terra, Infissi Design, Imperatori Scavi, Rhutten, Valbeton Mariotti, Efi srl, Fefè Giardinaggio Impresa di pulizie, Nuova Faltur Viaggi, Alimentari Fioretti, Tipografia San Giuseppe, Ricca Associati, Mobilificio Pontoni, Cosci Industria, Porzi Ezio elettricista, Lead Time, Idraulica Mancini, Bcc Banca dei Sibillini, Ing. Antenucci di Cessapalombo, Erboristeria Il mondo delle erbe, Michele Gatti Agente di commercio, Azzurro di Vallepietra Country House, La mia Braceria, Poligroup Studio, Innova, T.S. Costruzioni, Ricostruire ed Edilcasa Caccamo.
Il Consiglio comunale ha approvato questo pomeriggio l’istituzione della commissione di indagine sulla vicenda dell’asta del mattatoio, con un voto unanime che segna un passaggio politico rilevante per la città. Ventidue i consiglieri presenti in aula e altrettanti i voti favorevoli, dopo che la maggioranza aveva chiesto di estendere l’analisi a partire dal 1992, anno di costruzione della struttura e del successivo affidamento al Cemaco per la gestione.
Ad aprire il dibattito è stato il consigliere del Pd Andrea Perticarari, che ha sottolineato come negli ultimi anni non fosse mai stata avanzata la richiesta di una commissione di indagine sull’attività amministrativa. Un elemento che, secondo l’esponente dem, rende evidente la gravità della situazione. Perticarari ha ripercorso le tappe della vicenda, dalla delibera del Consiglio che impegnava il Comune a partecipare all’asta, fino ai passaggi successivi culminati nella mancata partecipazione dell’ente. «Il Comune aveva tutte le carte in regola per partecipare ma tutto questo non è accaduto, vogliamo sapere perché», ha concluso.
L’assessore Andrea Marchiori ha chiarito la posizione dell’amministrazione, spiegando che non è stata data un’indicazione di voto e che la proposta delle opposizioni non viene criticata. Ha ribadito la trasparenza dell’amministrazione e del sindaco Sandro Parcaroli, definendola non solo un dovere giuridico ma anche morale. Marchiori ha evidenziato come la giunta si fosse già attivata prima della richiesta della commissione per tentare di partecipare all’asta, nel rispetto dell’indirizzo espresso dal Consiglio. Ha inoltre richiamato un precedente legato alla vicenda delle piscine durante il mandato del sindaco Carancini, quando una richiesta analoga di commissione non fu autorizzata dall’allora maggioranza di centrosinistra. «Mentre c’è un’asta in corso ci sarà una commissione che indagherà sul perché il Comune non ha partecipato», ha osservato, parlando di una situazione che a suo avviso riflette il clima politico maceratese.
Nel corso della discussione, il consigliere dem Narciso Ricotta ha espresso perplessità sulla ricostruzione fornita, affermando che avrebbe preferito un intervento diretto del sindaco. Ha sollevato dubbi sulle modalità con cui è stata inviata la richiesta di partecipazione all’asta, sostenendo che la comunicazione non sarebbe dovuta essere indirizzata al delegato alla vendita ma al giudice, come poi fatto successivamente dall’avvocato del Comune. Ricotta ha anche definito inopportuno un eventuale colloquio con chi ha partecipato all’asta, qualora confermato.
Di diverso avviso Barbara Antolini di Forza Italia, secondo cui per chiarire le circostanze sarebbe stato sufficiente esaminare gli atti. A suo giudizio non emergono atti illegittimi né condotte dolose, né tantomeno un danno per l’ente. Ha sostenuto che il sindaco abbia agito in maniera lineare e che l’opposizione abbia colto l’occasione per attaccarlo politicamente. «Se la minoranza vuole la commissione di indagine, noi siamo favorevoli perché il sindaco non ha nulla da nascondere», ha dichiarato.
Sulla stessa linea Pierfrancesco Castiglioni di Fratelli d’Italia, che ha difeso l’operato del primo cittadino nella gestione del mattatoio e del mercato ortofrutticolo. Secondo Castiglioni la commissione servirebbe solo in chiave di campagna elettorale, ribadendo la convinzione di aver agito correttamente.
Il capogruppo della Lega Aldo Alessandrini ha spiegato di aver chiesto gli atti per difendere il sindaco e ha sostenuto che, se la minoranza avesse fatto lo stesso, avrebbe constatato l’assenza di elementi su cui indagare. Ha quindi proposto un emendamento per estendere il lavoro della commissione a tutta la storia del mattatoio, dalla sua realizzazione nel 1992 alle gestioni passate del Cemaco fino a oggi.
Ha preso poi la parola anche il sindaco Sandro Parcaroli, rivendicando l’impegno personale profuso per salvare la struttura. Ha ricordato le numerose visite al mattatoio e gli incontri con gli operatori, oltre ai confronti con l’imprenditore Ilario Marcolini per mantenere attiva la macellazione, sottolineando la necessità di garantire la presenza di bovini per sostenere l’attività. Parcaroli ha invitato eventuali imprenditori interessati a farsi avanti e ha riferito di aver parlato con il sindaco di Treia Franco Capponi, evidenziando le criticità strutturali dell’impianto, definito sovradimensionato e costoso. «Non è un problema di destra o sinistra, ho solo voluto salvare il mattatoio», ha affermato, dichiarandosi favorevole alla commissione e ribadendo di non aver mai compiuto atti illeciti.
Dal gruppo misto Sabrina De Padova ha ribadito di aver sempre esercitato il proprio ruolo con autonomia, anche all’interno della maggioranza. Sulla vicenda ha dichiarato di non aver riscontrato irregolarità sostanziali, ma alcune superficialità operative. Pur riconoscendo la buona fede e l’impegno del sindaco, ha sostenuto la necessità di fare piena luce, definendo la commissione uno strumento di trasparenza e non un attacco politico.
Alberto Cicarè di Strada Comune ha espresso apprezzamento per l’impegno del sindaco ma ha parlato di una situazione disastrosa che partirebbe dal ’96, definendo la vicenda complessa e poco chiara.
L’emendamento proposto da Alessandrini per includere nell’indagine l’intera storia del mattatoio dal 1992 a oggi è stato approvato con 22 voti favorevoli su 22 presenti. Lo stesso esito ha accompagnato il voto finale sulla commissione di indagine, che lavorerà dunque per ricostruire l’intera vicenda, dalle origini della struttura fino agli ultimi sviluppi legati all’asta.
Mentre si alza il sipario sul Festival di Sanremo, dalle Marche parte ancora una volta una delle storie più sorprendenti legate alla kermesse: quella del FantaSanremo, nato in un piccolo bar di Porto Sant'Elpidio e oggi diventato un fenomeno nazionale – e sempre più internazionale. Proprio nel giorno d’inizio del Festival, martedì 24 febbraio, il gioco parallelo che coinvolge milioni di appassionati viaggia verso numeri record: il contatore delle squadre ha già superato i 2 milioni e punta dritto ai 3 milioni, con picchi giornalieri che negli ultimi giorni hanno sfondato quota 200mila iscrizioni.
«Il nostro piccolo bar in provincia di Fermo è diventato il bar di tutti. Un successo anche internazionale del quale siamo molto contenti», ha dichiarato Giacomo Piccinini, tra i fondatori. Un’idea nata quasi per scherzo tra amici marchigiani che oggi accompagna ufficialmente la settimana più attesa della musica italiana. Ogni fantallenatore crea una squadra composta da 7 artisti in gara all’Festival di Sanremo: 5 titolari, 2 riserve e un capitano, restando entro il budget di 100 baudi. I punteggi non dipendono solo dalla classifica finale, ma da bonus e malus legati a ciò che accade sul palco dell’Ariston e fuori: outfit, gag, interazioni, gesti simbolici.
Tra gli artisti più scelti in questa edizione spiccano Dargen D'Amico, Ditonellapiaga ed Elettra Lamborghini, protagonisti di un vero testa a testa nelle preferenze dei fantallenatori. La principale novità di quest’anno riguarda il cambio formazione: sarà possibile modificare titolari, riserve e capitano soltanto in due finestre precise, venerdì (serata delle cover) e sabato (finale), dalle 8 alle 20.
Non mancano le sorprese. Tra i bonus più curiosi c’è l’omaggio al maestro Peppe Vessicchio, con punti extra per i direttori d’orchestra che sfoggiano il papillon o che esordiscono con il celebre “pronti, partenza, via”, reso iconico quando diresse Elio e le Storie Tese ne La terra dei cachi. Previsti anche bonus legati alla collaborazione con Fondazione Telethon, partner ufficiale.
L’App FantaSanremo è già in vetta alle classifiche tra le applicazioni gratuite e di intrattenimento, e propone ogni giorno un quiz a tempo sulla storia del Festival: 20 domande in 100 secondi, con un nuovo appuntamento quotidiano per tutta la durata della manifestazione. La nuova sigla? Dopo quella dello scorso anno firmata da Cristina D'Avena, quest’anno il brano “Scapezzolate” è composto e cantato da TonyPitony.
Nel giorno in cui Sanremo accende i riflettori sulla musica italiana, le Marche possono rivendicare un ruolo da protagoniste dietro le quinte digitali del Festival. Dal bancone di un bar della costa fermana a community globale, il FantaSanremo è la dimostrazione di come un’idea semplice, ironica e condivisa possa trasformarsi in un rito collettivo capace di unire generazioni davanti alla tv – e allo smartphone. E mentre sul palco dell’Ariston iniziano le prime esibizioni, nelle case, nei gruppi WhatsApp e nelle leghe tra amici si apre un’altra sfida. Quella, tutta marchigiana, che ha conquistato l’Italia.
L’ospedale di Civitanova Marche si conferma un punto di riferimento fondamentale per la sanità regionale e nazionale, centrando in pochi giorni due traguardi che premiano l’alta specializzazione e la qualità delle cure prestate nei diversi reparti del presidio.
La dottoressa Enrica Fabbrizi, attuale direttrice dell'Unità Operativa di Pediatria di Civitanova, è stata ufficialmente nominata Presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP), sezione Marche. Un incarico di grande responsabilità, volto a coordinare la rete dei professionisti che si occupano della salute dei minori in un momento storico non privo di complessità.
"È un onore ricoprire questo ruolo nella pediatria regionale, che sta vivendo un periodo di difficoltà - ha dichiarato la dottoressa Fabbrizi -. Insieme al consiglio direttivo e a tutti gli iscritti, cercherò di affrontare le sfide mediche e organizzative che la pediatria moderna ci presenta quotidianamente". L'obiettivo della SIP Marche resterà quello di garantire cure di alta qualità, consolidando il supporto ai professionisti dell’intero territorio.
Parallelamente, il reparto di Urologia ha ottenuto un importante upgrade nella mappatura nazionale promossa da Fondazione Onda Ets. L’ospedale di Civitanova è stato infatti inserito tra i 27 centri d’eccellenza in Italia per la chirurgia protesica dedicata alla gestione delle complicanze funzionali (deficit erettile e incontinenza urinaria) che possono seguire a un intervento di prostatectomia per tumore.
Il dottor Willy Giannubilo, Direttore dell’Urologia, ha spiegato come il reparto si sia distinto per i percorsi multidisciplinari che accompagnano il paziente dalla diagnosi alla riabilitazione, fino al trattamento chirurgico definitivo. Un plauso è arrivato anche dal Direttore Generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini, il quale ha sottolineato come questo riconoscimento confermi l’impegno dei professionisti nel migliorare la qualità della vita dei pazienti attraverso percorsi assistenziali strutturati e trasparenti.
Incidente stradale nel primo pomeriggio di oggi lungo l'autostrada A14, in direzione nord, nei pressi del casello di Montemarciano. I vigili del fuoco del Comando di Ancona sono intervenuti poco dopo le 14:30 a seguito di una segnalazione che indicava un'auto finita contro lo spartitraffico centrale. Per cause ancora in fase di accertamento, il veicolo ha perso il controllo finendo al centro degli spartitraffico rimanendo sul fianco sinistro.
All’interno dell’abitacolo era rimasta una persona, che è stata estratta dalla squadra dei pompieri in collaborazione con il personale sanitario del 118. Una volta liberato l’occupante, i soccorritori hanno provveduto alla messa in sicurezza del mezzo incidentato per evitare ulteriori rischi alla circolazione. Sul posto è intervenuta anche la polizia autostradale, che ha effettuato i rilievi di legge e gestito la viabilità durante le operazioni di soccorso.
Il 23 maggio il Lanciano Forum di Castelraimondo ospiterà la data zero di “Verde Smeraldo – Residui di Rock’n’Roll”, il nuovo tour di Gianluca Grignani.
Un’anteprima che precede le due tappe già annunciate: il 25 maggio all’Alcatraz di Milano e il 27 maggio all’Atlantico di Roma.
Il cantautore porterà sul palco uno spettacolo improntato all’energia elettrica che ha caratterizzato la sua carriera, con una scaletta che attraversa trent’anni di musica italiana. In programma brani come “La mia storia tra le dita”, “Destinazione Paradiso”, “La fabbrica di plastica”, “Falco a metà”, “Cammina nel sole” e “Quando ti manca il fiato”.
I live sono prodotti e organizzati da Trident Music. I biglietti per la data zero di Castelraimondo sono disponibili in prevendita su Ticketone e Ciaotickets.
Intanto, il 27 febbraio, in occasione della serata cover della 76ª edizione del Festival di Sanremo, Grignani sarà ospite di Luchè sul palco del Teatro Ariston. Insieme proporranno una nuova versione di “Falco a metà”, brano contenuto nell’album Destinazione Paradiso, ripubblicato lo scorso dicembre da Universal Music Italia in un’edizione speciale per i trent’anni.
Per Grignani si tratta di un ritorno all’Ariston, palco che ha calcato sette volte in gara e due come ospite. Debuttò tra le Nuove Proposte nel 1995 con “Destinazione Paradiso”, dopo aver presentato nel 1994 “La mia storia tra le dita” alle selezioni di Sanremo Giovani. Tra le partecipazioni successive: “Il giorno perfetto” (1999), “Lacrime dalla Luna” (2002), “Liberi di sognare” (2006), “Cammina nel Sole” (2008), “Sogni infranti” (2015) e, più recentemente, “Quando ti manca il fiato” nel 2023.
Nelle serate dei duetti è stato ospite nel 2012 dpi con “Nanì” e nel 2022 di Irama sulle note de “La mia storia tra le dita”. Con “Verde Smeraldo – Residui di Rock’n’Roll”, il cantautore torna dunque ai concerti dal vivo con un tour che ripercorre i brani più noti del suo repertorio, partendo dalle Marche.
Ieri pomeriggio si è svolto il consiglio comunale di Macerata, durante il quale sono state affrontate diverse interrogazioni e deliberazioni, tra cui il conferimento della cittadinanza onoraria al cardiochirurgo Massimo Massetti e l’approvazione della convenzione triennale di Musicultura. Tuttavia, sono stati rinviati i temi più attesi e dibattuti, in particolare la discussione sulla commissione d’indagine relativa alla vicenda dell’asta del Mattatoio, che da settimane anima il confronto politico cittadino.
La consigliera Barbara Antolini di Forza Italia ha chiesto che la discussione avvenisse a porte chiuse, motivando la richiesta con la necessità di evitare la diffusione di informazioni riservate sulla disponibilità finanziaria del Comune. Una posizione che ha subito acceso il dibattito in aula.
Dal fronte opposto, prima Andrea Perticarari e poi il consigliere Ricotta del Partito Democratico hanno contestato l’esistenza stessa di un’informazione segreta, definendola un "finto segreto". Secondo l’esponente dem, la cifra di duecentomila euro era già stata resa pubblica, essendo indicata nell’ordine del giorno, nella delibera comunale e nell’istanza presentata al giudice, oltre a essere stata riportata dalla stampa locale. Nonostante le obiezioni, la maggioranza dell’aula ha votato a favore della seduta segreta, con 18 voti favorevoli e 10 contrari.
Va ricordato che la commissione d’indagine è stata approvata all’unanimità, dunque con il voto favorevole anche dei consiglieri di maggioranza su una delibera proposta dal centrosinistra. La diretta dei lavori è stata trasmessa limitatamente alla fase di discussione, mentre non sono state rese pubbliche le informazioni relative agli aspetti economici.
Alla luce di questa decisione, oggi pomeriggio si terrà dunque una seduta a camere spente dedicata esclusivamente alla questione del Mattatoio, un passaggio che si preannuncia cruciale e che continua a infiammare il clima politico locale.
Resta, invece, avvolto dal silenzio un altro tema centrale per il futuro amministrativo della città. Né la minoranza né il diretto interessato hanno preso posizione sulla ricandidatura del sindaco uscente, Sandro Parcaroli. In aula è circolata anche l’ipotesi di dimissioni al termine del consiglio, ma al momento il futuro politico del primo cittadino rimane incerto e tutto da chiarire.
In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie stanno ridisegnando i confini dell’apprendimento, la scuola maceratese si interroga su come evolvere. Mercoledì 25 febbraio, alle ore 17:30, la Sala Biblioteca della Filarmonica (via Gramsci 30, Macerata) ospiterà la presentazione del libro “Oltre lo schermo. Sinergie per l’apprendimento”, opera dello psicologo, formatore e noto divulgatore YouTube Alessandro Fanello.
L'iniziativa, promossa dalla Segreteria Provinciale SNALS di Macerata, nasce dalla necessità di fornire strumenti concreti a insegnanti ed educatori. Il testo di Fanello non è un semplice saggio teorico, ma un manuale operativo che condensa vent’anni di esperienza sul campo. L'obiettivo è ambizioso: superare la mera trasmissione di nozioni per arrivare a una didattica partecipativa, capace di connettere realmente chi insegna e chi impara, guardando appunto "oltre lo schermo" dei dispositivi digitali.
Il Segretario Provinciale SNALS di Macerata, Ugo Barbi, che aprirà la serata, sottolinea l'urgenza di questo confronto: "Con l’introduzione dell’AI spesso si fa fatica a capire quali siano le strategie migliori per far apprendere i ragazzi. Questo libro è un supporto per rendere la didattica più attrattiva. Oggi non basta spiegare nozioni, bisogna costruire significati insieme agli alunni."
L'incontro di mercoledì approfondirà metodologie che stanno trasformando le classi in veri e propri laboratori di esperienza. Si parlerà di strumenti come il brainstorming, lo storytelling e il jigsaw (una tecnica di apprendimento cooperativo), spiegando come queste leve possano rendere gli studenti protagonisti attivi del proprio percorso di formazione, pronti ad affrontare un contesto lavorativo e sociale in continua evoluzione.
Macerata si conferma "porta dell'Oriente" e centro di un dialogo interculturale mai così attuale. Sabato 28 febbraio, alle ore 17:00, la Gran Sala Cesanelli dello Sferisterio ospiterà un evento dal profilo istituzionale straordinario: la proiezione inaugurale del docufilm "Meditazione sulle Vette. Giuseppe Tucci: dalle Marche all'Himalaya". A rendere l'appuntamento una vera pietra miliare per la città sarà la presenza di Thinlay Chukki, rappresentante del Dalai Lama presso l’Ufficio del Tibet di Ginevra, competente per l’Europa centrale e orientale.
La partecipazione di Thinlay Chukki non è solo un omaggio alla memoria di Tucci, ma un segnale politico e culturale di portata internazionale. Giurista di fama mondiale con una formazione alla Harvard Law School, Chukki è stata incaricata speciale per i Diritti Umani presso le Nazioni Unite e ha tradotto in più occasioni per il Dalai Lama. La sua presenza a Macerata suggella il legame profondo tra le Marche e la cultura tibetana, un rapporto iniziato secoli fa con i missionari e portato all'eccellenza scientifica proprio da Giuseppe Tucci.
L'opera cinematografica "Meditazione sulle Vette" ripercorre l'itinerario umano e intellettuale di Giuseppe Tucci, il maceratese che nel Novecento divenne il più autorevole tibetologo al mondo. Attraverso materiali d'archivio e immagini inedite, il film restituisce la complessità di uno studioso che non si limitò ai libri, ma esplorò fisicamente le regioni himalayane, costruendo un ponte di conoscenza che ancora oggi interroga il nostro presente.
L'iniziativa è il cuore del progetto "Parco Storico Letterario Le Marche e l'Oriente - Giuseppe Tucci", di cui il comune di Macerata è capofila, volto a valorizzare l'eredità di un uomo capace di trasformare la ricerca scientifica in una missione di ascolto e responsabilità.
"La presenza di Thinlay Chukki richiama con autorevolezza la dimensione etica del dialogo tra culture - spiega il prof. Adolfo Morganti, presidente di Identità Europea -. Tornare a Tucci oggi significa restituire serietà al confronto tra tradizioni diverse, andando oltre gli slogan e riscoprendo la disciplina dell'ascolto".
L'incontro, aperto alla cittadinanza, rappresenta un momento di orgoglio per Macerata, che torna a dialogare con i vertici della spiritualità e della diplomazia tibetana, confermando la propria vocazione di terra aperta, accogliente e culturalmente ambiziosa.
Tre cantieri prendono il via nelle chiese del territorio di Cingoli. Nella mattinata del 23 febbraio il vescovo di Diocesi di Macerata, monsignor Nazzareno Marconi, ha presieduto il rito di benedizione per l’avvio dei lavori di restauro nelle chiese di Santa Maria Maddalena (Capo di Rio), San Vittore e Corona (località San Vittore) e Santissimo Salvatore (Valcarecce).
L’iniziativa rientra in una prassi ormai consolidata per la diocesi: un momento di preghiera per il buon esito degli interventi e per la sicurezza dei lavoratori, ma anche un’occasione pubblica per informare i residenti sui progetti, presentando tecnici e imprese incaricate.
Ad accompagnare il vescovo nelle tre tappe anche il sindaco Michele Vittori e il parroco don Gabriele Crucianelli, insieme ai collaboratori pastorali.
«Si sta concretizzando il progetto di recupero articolato dalla Diocesi dopo il terremoto del 2016 – ha spiegato il vescovo –; ora stiamo iniziando ad affrontare quanto previsto anche nei luoghi dove ci sono piccole ma significative chiese dal punto di vista storico oltre che essere punti di riferimento importanti per queste comunità dell’entroterra. Non vogliamo abbandonare nessun territorio».
Per la chiesa di Santa Maria Maddalena, a Capo di Rio, la durata stimata del cantiere è di tre-quattro mesi. Gli interventi riguardano la riparazione dei danni strutturali provocati dal sisma del 2016: rifacimento della copertura, sistemazione delle facciate esterne, tinteggiature interne, pulizia e riordino della pavimentazione.
Il progetto è firmato dall’architetto Carlo Maria Accrescimbeni e dall’ingegnere Fabrizio Santori, con la collaborazione di Marco Mantovani, Giulio Nocelli, Alessandro Petrini e Massimiliano Borsini, sotto il coordinamento dell’Ufficio Sisma diocesano. I lavori saranno eseguiti dall’Impresa Edile Paolini Simone s.r.l., con la partecipazione della Nova Arte di Buratti Luigi e C. s.n.c.
Anche per la chiesa di San Vittore e Corona la previsione dei lavori è di tre-quattro mesi. Il progetto, curato dall’architetto Paolo Vigoni e dall’ingegnere Fabrizio Santori con la collaborazione dei geometri Massimiliano Borsini e Francesco Santori, prevede il rinforzo della camorcanna tra tetto e sottotetto.Gli interventi, affidati all’Impresa Edile Paolini Simone s.r.l., non comporteranno la chiusura dell’edificio: la chiesa resterà aperta al culto durante il cantiere.
Più complessa la situazione della chiesa del Santissimo Salvatore a Valcarecce, attualmente inagibile. Il cantiere è stato avviato alla presenza dei progettisti coordinati dall’architetto Rudy Togni e dell’ATI composta dall’Impresa Edile Paolini Simone s.r.l., Angeletti Mariano e Artè di Milko Morichetti.
Sono previsti interventi di sottofondazione e rinforzo delle murature e del campanile. All’interno si procederà al rifacimento della copertura, degli intonaci e delle tinteggiature. La riconsegna dell’edificio è prevista entro la fine dell’anno. I tre interventi sono finanziati tramite l’Ordinanza n. 105 del 22 agosto 2020 del commissario straordinario per la ricostruzione post Sisma del Centro Italia 2016.
La diocesi ha espresso un ringraziamento all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche, alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno Fermo e Macerata e al Comune di Cingoli per la collaborazione istituzionale e tecnico-amministrativa.
Il Consiglio regionale delle Marche ha sciolto le riserve, confermando l’avvocato maceratese Giancarlo Giulianelli nel ruolo di Garante regionale dei diritti della persona. L’elezione è arrivata all’esito della quinta votazione, sancendo l'inizio di un secondo mandato per il legale, che aveva iniziato il suo primo incarico il 16 febbraio 2021.
La riconferma di Giulianelli non è solo un atto amministrativo, ma assume un significato politico rilevante anche per gli equilibri della città di Macerata. Negli ambienti del centro-destra, infatti, il nome dell'avvocato continua a circolare con insistenza come uno dei papabili candidati sindaco per la coalizione nel caso in cui il primo cittadino uscente, Sandro Parcaroli, decidesse di non correre per un secondo mandato.
In quel caso, la figura di Giulianelli - forte dell'esperienza istituzionale maturata in Regione e della rinnovata fiducia dei partiti di maggioranza ad Ancona - rappresenterebbe una delle opzioni più solide sul tavolo del tavolo della coalizione.
Nella stessa seduta, l’Assemblea legislativa ha proceduto a un altro importante adempimento: l’elezione delle ventuno donne che comporranno la Commissione regionale per le pari opportunità (Cpo). L’organismo, istituito per promuovere l'uguaglianza di genere e contrastare ogni forma di discriminazione, è stato scelto da una rosa di 78 candidature valutate dall’Ufficio di Presidenza.
Tra le elette figurano nomi noti dell'impegno civile e politico marchigiano, tra cui la presidente uscente Maria Lina Vitturini. Ecco l'elenco completo delle componenti: Monica Casciotti, Donatella Cataldi, Maria Pia Cocciarini, Alessia Di Girolamo, Gloria Dibenedetto, Roberta Leri, Maria Antonietta Lupi, Loretta Manocchi, Giulia Marchionni, Katia Marilungo, Anna Morrone, Maria Clara Muci, Noemi Ortenzi, Romina Pierantoni, Virginia Reni, Luisella Rossi, Patrizia Serangeli, Raffaella Spettoli, Lucia Tarsi, Barbara Trasatti e Maria Lina Vitturini.
Mentre Giulianelli riprende ufficialmente le redini dell'Autorità di garanzia, la nuova Commissione Pari Opportunità dovrà essere convocata a breve dal presidente del Consiglio regionale, Gianluca Pasqui. Nel corso della prima riunione, le componenti saranno chiamate a eleggere una presidente e due vice presidenti. La Commissione resterà in carica per l'intera durata della legislatura regionale, lavorando a stretto contatto con le istituzioni per la tutela dei diritti e la parità di genere.
Dopo mesi di lavoro, incontri e collaborazione tra realtà diverse della città, il progetto “Un sorriso in corsia”, promosso dall’associazione culturale NextGen, arriva finalmente alla sua fase conclusiva: l’iniziativa nata per rendere più sereno il tempo dei piccoli pazienti della Pediatria dell’Ospedale di Macerata nella mattinata di martedì 24 febbraio ha tarsformato la solidarietà in un gesto concreto, con la donazione del ricavato della vendita del libro “Orelí ed Elio. Il sentiero delle cose perdute” al reparto.
Il volume – scritto da Ludovica Mattiacci e Teresa Curotti – è il cuore di un percorso che ha unito sport, scuola e volontariato. A sottolinearne il significato è il coordinatore provinciale dell’associazione NextGen, Alessandro Margarucci: «Per noi è stato un vero onore dimostrare che, con le idee e la forza di volontà, anche un progetto così grande può diventare realtà. Desidero ringraziare, in modo particolare, tutti i lavoratori e le lavoratrici del reparto pediatrico dell’Ospedale di Macerata e, soprattutto, il primario, la dottoressa Martina Fornaro, e la caporeparto della Pediatria dell’Area Vasta di Macerata, Anastasia Vita, che ci hanno permesso di entrare nel “magico” mondo delle corsie, dove ogni giorno si cerca di regalare un sorriso ai piccoli pazienti.
Un grazie speciale va anche alle nostre due autrici, Ludovica Mattiacci e Teresa Curotti, che ci hanno accompagnato nel mondo fantastico di Orelí ed Elio: un luogo in cui ci si aiuta l’un l’altro e in cui le differenze diventano un valore che arricchisce ciascuno. È stata un’esperienza straordinaria che porteremo avanti con convinzione, cercando, dove possibile, di colmare quei vuoti che la frenesia della vita quotidiana troppo spesso lascia dietro di sé».
A traguardo raggiunto, emerge con forza il contributo delle realtà che hanno creduto nell’iniziativa: le società sportive Helvia Recina Volley Macerata e Kick Boxing Macerata, rappresentata da Paolo Pesci e Maceratese, presente alla donazione con il vicepresidente Giovanni Idone e i calciatori Denny Ciattaglia e Giosué Marchegiani, insieme all’Assessore allo Sport del Comune di Macerata, Riccardo Sacchi. Fondamentale anche la risposta della comunità, con numerose persone che hanno acquistato il libro e sostenuto concretamente la raccolta fondi.
Un tassello fondamentale, e tra i più emozionanti, è stato quello della scuola. Il progetto ha coinvolto gli alunni, trasformando la storia in un’occasione di partecipazione e condivisione: i bambini hanno dato forma e colore al racconto con i loro elaborati, rendendo il libro ancora più vicino al mondo dell’infanzia. In questo percorso si inserisce il contributo delle scuole “Enrico Fermi” e, in particolare, della classe 2A, che ha realizzato i disegni utilizzati per illustrare il volume, con il supporto del dirigente scolastico e delle insegnanti che hanno accompagnato i bambini durante l’esperienza.
Con la donazione di questa mattina, “Un sorriso in corsia” conferma il suo obiettivo: sostenere la Pediatria con un contributo che, come annunciato, sarà destinato all’acquisto di materiale utile al reparto. Un risultato che testimonia la capacità della comunità locale di fare rete e trasformare un’iniziativa culturale in un’azione concreta di solidarietà.
Dopo diverse segnalazioni abbiamo documentato lo stato della via d’accesso per i dipendenti all'ospedale di Macerata, che si raggiunge da via Pancalducci e prende il nome di Via Santa Lucia. Le denunce parlavano di una strada in condizioni disastrate, con buche profonde al centro del manto di asfalto, segnaletica abbandonata e un concreto rischio di nuove rotture. Una situazione che, nel tempo, ha causato disagi quotidiani ai lavoratori costretti a percorrere questa via per raggiungere il posto di lavoro.
Abbiamo raccolto e documentato con alcune foto lo stato del manto stradale, che appare oggettivamente degradato e compromesso. La profondità delle buche e l’evidente pericolosità del tratto rendono necessario un intervento urgente, per garantire sicurezza e accessibilità ai dipendenti che utilizzano questa strada come principale collegamento con l’ospedale.
Prosegue senza sosta l'attività di monitoraggio nei cantieri edili del cratere, con l'obiettivo di garantire la massima sicurezza nei luoghi di lavoro. Durante un servizio coordinato a largo raggio, i carabinieri della Compagnia di Tolentino, insieme ai colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Macerata, hanno passato al setaccio un importante cantiere nel territorio tolentinate, portando al deferimento in stato di libertà di due legali rappresentanti.
Il primo a finire nei guai è stato un 58enne di origini campane, titolare di una ditta con sede legale a Roma. I militari hanno accertato la mancata redazione del Pos (Piano Operativo di Sicurezza), un documento fondamentale per la prevenzione dei rischi sul lavoro. Per l'imprenditore è scattata la denuncia, accompagnata da una sospensione immediata dell'attività, un'ammenda di oltre 9.100 euro e una sanzione amministrativa di 2.500 euro.
Ancora più pesante la posizione di un 60enne residente a San Severino Marche, legale rappresentante di due diverse ditte (con sedi a Rieti e in provincia di Venezia). Nel suo caso, oltre alla mancanza del Pos, i carabinieri hanno riscontrato l'utilizzo di opere provvisionali non adeguate. Le attività di entrambe le imprese sono state sospese. Le sanzioni per il titolare sono pesantissime: ammende per circa 32mila euro complessivi (15.946 euro per ditta) e ulteriori sanzioni amministrative (complessive) per 5mila euro (2500 euro per ditta).
(Foto di repertorio)
Prosegue il programma di promozione e marketing della Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI) alto maceratese. Dopo la BIT di Milano sarà la BTM di Bari a ospitare uno slot dedicato all’Unione Montana Marca di Camerino, soggetto capofila della SNAI.
«Portiamo il cuore delle Marche nei luoghi iconici della promozione turistica, dov’è possibile intercettare i principali operatori del settore e far conoscere il nostro territorio e le buone pratiche che stiamo portando avanti» sottolinea Alessandro Gentilucci, presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino. «Abbiamo scelto la linea dell’esperienza sensoriale, la cultura che attraversa i cinque sensi, per raccontare cosa si può vivere nel cuore della nostra regione: arte, biodiversità, natura, benessere e poi prodotti tipici e genuini, la bellezza dei paesaggi e del lavoro dell’uomo, un insieme di emozioni e suggestioni che toccano in profondità e che rivelano l’essenza di questa terra che sta risorgendo».
Insieme a Gentilucci saranno presenti Giampiero Feliciotti, presidente dell’Unione Montana Monti Azzurri, che presenterà la Comunità Energetica Rinnovabile (CER) Monti Azzurri, primo esempio in Italia di condivisione dell’energia basato su sostenibilità, inclusione e sviluppo locale, e i sindaci di Montecavallo, Castel Sant’Angelo sul Nera, Ussita e San Ginesio, nell’ordine Pietro Cecoli, Alfredo Riccioni, Silvia Bernardini e Giuliano Ciabocco, oltre ad altri rappresentanti e consiglieri comunali.
«Come sempre» conclude Gentilucci, «proporremo al pubblico degustazioni di eccellenze gastronomiche per dare concreta testimonianza dell’esperienzialità che attende chi sceglierà di venire a visitare le nostre terre».
L’appuntamento è per giovedì pomeriggio, 26 febbraio, alla Business Tourism Management 2026 di Bari. Ricordiamo che l’organizzazione di questo evento è resa possibile grazie ai fondi resi disponibili dal POC Marche 2014-2020 e dalla Regione Marche.
Si era presentato come un "appartenente alla Polizia di Stato", incaricato direttamente dal Ministero dell'Interno per organizzare il soggiorno di una squadra di agenti a Visso, impegnati in imminenti servizi sul territorio. Una messinscena architettata fin nei minimi dettagli che è costata cara a un albergatore dell’entroterra maceratese, finito nella rete di un truffatore professionista.
La vicenda ha avuto inizio alcuni giorni fa, quando il gestore della struttura ricettiva è stato contattato telefonicamente e via mail dal sedicente poliziotto. Una volta carpita la fiducia dell'albergatore, l'uomo ha dato il via alla truffa vera e propria: attraverso una serie di raggiri, ha convinto la vittima che il Ministero avesse già versato una caparra per le stanze e che, per un errore tecnico, fosse necessaria la restituzione della somma.
Il malcapitato, convinto della buona fede dell'interlocutore, ha così accreditato oltre 5mila euro su una carta Postepay. Solo in un secondo momento, verificando i conti, l'albergatore si è reso conto che nessun versamento era mai stato effettuato dal Ministero e di essere rimasto vittima di un furto.
Immediata è scattata la denuncia presso la stazione dei carabinieri di Caldarola. I militari, guidati dalla querela del 55enne gestore, hanno avviato una tempestiva attività investigativa analizzando i flussi bancari e le tracce digitali lasciate dal truffatore. Grazie alla velocità degli accertamenti, gli operanti sono riusciti a risalire all'identità dell'autore: si tratta di un italiano di 58 anni, residente nella provincia di Napoli, già noto alle forze dell'ordine.
L'uomo è stato denunciato all'autorità giudiziaria per truffa aggravata. Grazie alla prontezza dell'intervento, i carabinieri sono riusciti a sequestrare parte della somma frodata, che sarà restituita alla vittima, limitando così il danno economico subito dall'imprenditore locale.