Gli incentivi per le assunzioni cambiano volto ma restano centrali anche per il tessuto economico marchigiano. Con la conversione in legge del decreto Milleproroghe (Dl 200/2025), il Governo ha prorogato diverse misure a sostegno dell’occupazione, riducendo però in parte l’intensità degli sgravi contributivi previsti in precedenza dal Dl Coesione. Una novità rilevante per il territorio riguarda l’estensione della Zona economica speciale (Zes unica), che ora include anche le Marche, ampliando così le opportunità per le imprese locali.
Per quanto riguarda i giovani under 35, il bonus per le assunzioni a tempo indeterminato sarà disponibile fino al 30 aprile 2026. Tuttavia, per i nuovi contratti stipulati tra gennaio e aprile 2026, lo sgravio scenderà dal 100% al 70% dei contributi a carico del datore di lavoro per due anni. L’esonero tornerà al 100% solo in caso di incremento occupazionale netto, cioè se l’azienda aumenterà il numero complessivo dei dipendenti rispetto alla media dei dodici mesi precedenti. Il tetto massimo dell’agevolazione resta fissato a 500 euro mensili, che salgono a 650 euro per le imprese situate nella Zes unica, quindi anche nelle Marche.
Stesso meccanismo per le assunzioni di disoccupati over 35 nella Zes. Le aziende con meno di dieci dipendenti potranno beneficiare fino ad aprile di uno sgravio del 70%, che potrà arrivare al 100% solo in presenza di nuova occupazione aggiuntiva. Se la misura non sarà ulteriormente prorogata, dal mese di maggio resterà in vigore la nuova decontribuzione Sud, che nel 2026 prevede una riduzione del 20% dei contributi, fino a un massimo di 125 euro al mese.
Diversa invece la situazione per il bonus donne svantaggiate, che viene prorogato per tutto il 2026 senza riduzioni. Lo sgravio resta pari al 100% dei contributi fino a 24 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato di donne senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure da almeno sei mesi se residenti nella Zes unica, o impiegate in settori caratterizzati da forte disparità di genere. Anche in questo caso è necessario che l’assunzione produca un incremento occupazionale netto.
Le risorse per finanziare le misure arriveranno in parte dai fondi europei e statali del Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027 e in parte dagli stanziamenti previsti dalla Legge di Bilancio 2026. Per le imprese maceratesi si apre dunque una finestra di opportunità importante, soprattutto per chi intende investire su nuove assunzioni stabili e rafforzare l’organico nei prossimi mesi, sfruttando un quadro di incentivi che, pur ridimensionato, resta significativo.
Dramma nella serata di ieri in una frazione di Sefro, dove un uomo di 46 anni è stato trovato senza vita nella propria abitazione.
L’allarme è scattato nel tardo pomeriggio, quando la compagna ha provato più volte a contattarlo senza ottenere risposta. Preoccupata per il silenzio dell’uomo, la donna ha avvisato il fratello del 46enne, chiedendogli di verificare di persona cosa stesse accadendo.
Il familiare si è quindi recato nell’abitazione e, non riuscendo ad accedere all’interno, ha allertato i soccorsi. Erano circa le 21 quando sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Camerino e i carabinieri della stazione di Pioraco. Una volta aperta la porta, è stata fatta la tragica scoperta: l’uomo si era tolto la vita.
Sul luogo è intervenuto anche il personale del 118, ma per il 46enne non c’era ormai più nulla da fare: i sanitari hanno potuto soltanto constatarne il decesso.
Secondo quanto emerso, all’interno dell’abitazione non sarebbero stati rinvenuti messaggi.
Le forze dell’ordine hanno effettuato gli accertamenti di rito per ricostruire l’accaduto.
Ripartono i corsi di ginnastica con l’utilizzazione delle tecniche della tradizione cinese rivolti in maniera gratuita a persone che abbiano superato i 55 anni. Da oggi ci si può iscrivere fino ad esaurimento dei posti e saranno accolte secondo l’ordine di arrivo.
L’iniziativa dell’Assessorato al Welfare e Politiche sociali, si avvale della consulenza del dottor Lucio Sotte, stimato specialista in Medicina tradizionale cinese, che da oltre 25 anni collabora con il Comune di Civitanova Marche per questo progetto dedicato alla salute.
Dal 10 marzo al 29 maggio, saranno due gli incontri settimanali di gruppo, entrambi la mattina, presso la palestra Risorgimento e nel centro civico “Gruppo sportivo Fontespina 2000” di via Saragat, 33.
"I corsi di ginnastica cinese vantano una lunghissima tradizione nella nostra città e la continuità nel riproporli rappresenta una importante opportunità per i partecipanti, sia di prevenzione che di aggregazione sociale. I corsi diventano infatti momento per prendersi cura di se stessi e instaurare relazioni di amicizia, tanto più importanti nell'età anziana. Ringraziamo il dottor Sotte per la sua professionalità e supervisione, e il suo staff per il servizio che da anni portano nella nostra comunità" - ha dichiarato l’assessore ai Servizi sociali Barbara Capponi.
Si può presentare domanda per il corso presso la Palestra Risorgimento o presso il Centro Civico Fontespina (in alternativa l'uno all'altro) al terzo piano della sede Comunale di piazza XX Settembre, 93 per compilare la domanda, tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 11,00 e martedì e giovedì anche il pomeriggio dalle ore 15,30 alle ore 17,00.
Si è svolto domenica 1° marzo il secondo congresso dell’associazione politico-culturale Civico22, a tre anni dal primo appuntamento congressuale. Un passaggio che il gruppo ha definito «fondamentale» per fare il punto sul lavoro svolto e per tracciare la rotta in vista delle elezioni amministrative di Tolentino del 2027.
Ad aprire i lavori è stata Catia Fianchini, componente del direttivo, che ha portato il saluto dell’associazione e ringraziato le rappresentanze delle altre forze politiche presenti. «La partecipazione al congresso è un segnale di rispetto istituzionale e di attenzione verso un percorso democratico che riguarda l’intera città – ha sottolineato –. Il confronto, quando è serio e costruttivo, è sempre un valore».
Nel suo intervento introduttivo Fianchini ha chiarito come il congresso non rappresenti soltanto un momento formale di rinnovo delle cariche, ma soprattutto un’occasione di riflessione politica e di definizione della linea programmatica. L’obiettivo dichiarato è contribuire alla costruzione di un nuovo progetto di centrosinistra capace di proporre un’alternativa «credibile e concreta» all’attuale amministrazione guidata dal sindaco Mauro Sclavi e alle destre cittadine. «Vogliamo farlo con spirito unitario e senso di responsabilità, mettendo al centro i bisogni reali dei cittadini».
Numerosi gli interventi delle forze politiche invitate. Narciso Ricotta del Partito Democratico ha parlato di collaborazione proficua e valori condivisi nel centrosinistra, indicando la necessità di un’analisi critica dell’attuale gestione amministrativa. Tra i temi evidenziati: il calo demografico, la gestione post-sisma, la sicurezza – da affrontare con prevenzione e non solo repressione – il ruolo del polo scolastico, le criticità finanziarie del Cosmari, la situazione della municipalizzata e il futuro del servizio idrico.
Fulvio Riccio ha definito Civico22 una realtà progressista capace di produrre contenuti e iniziative negli ultimi anni, sottolineando la necessità di invertire quella che ha definito una fase di immobilismo amministrativo, lavorando fin da ora a un programma serio e all’individuazione di un candidato sindaco «forte e autorevole».
Sandro Ruggeri del Partito Comunista Italiano ha richiamato la crisi di militanza che attraversa la sinistra, manifestando disponibilità a collaborare per una coalizione in vista del 2027. Dennis Pioli, per ORA, ha posto l’accento sulla centralità del programma, apprezzando gli incontri tematici promossi dall’associazione e dichiarando apertura a un progetto alternativo strutturato.
Stefano Servili, per Tolentino Visione Futura, ha presentato l’attività dell’associazione e confermato la disponibilità a contribuire alla costruzione di un percorso condiviso per il bene della città.
Nel corso dei lavori è stato approvato il bilancio, illustrato da Nicola Serrani. A seguire la relazione del coordinatore Paolo Dignani, che ha ripercorso gli incontri avviati negli ultimi mesi con le forze politiche del territorio, parlando di un progetto già in cammino e caratterizzato da un perimetro ampio e inclusivo. Tra le priorità indicate: sanità, scuola e rilancio complessivo della città con una visione di lungo periodo. Dignani ha inoltre sottolineato la necessità di individuare figure di alto profilo per il ruolo di candidato sindaco e per la futura squadra amministrativa.
Prima del dibattito interno, ricco di interventi e spunti programmatici, Nicola Serrani ha espresso a nome del gruppo un ringraziamento a Massimo D’Este per il lavoro svolto come consigliere comunale nella coalizione di centrosinistra, ricordandone l’impegno, lo stile istituzionale e il ruolo di riferimento per l’associazione.
Al termine dei lavori si è proceduto alle votazioni: Paolo Dignani è stato confermato coordinatore fino al 2029 con un consenso plebiscitario. Eletto anche il nuovo direttivo, composto da Paolo Dignani, Ilaria Cardarelli e Alessandro Luciani.
Il congresso si è chiuso con l’impegno a proseguire il percorso di costruzione di un centrosinistra rinnovato e competitivo per Tolentino. Civico22 ha inoltre annunciato l’apertura del tesseramento per il 2026, ribadendo la volontà di restare in ascolto della città e di costruire un progetto partecipato per il futuro della comunità.
Una Halley Matelica ritrovata si impone d’autorità contro la Svethia Recanati, che si scioglie alla prima spallata dei biancorossi: il match prende una direzione precisa nel secondo quarto e non ci sono più rischi fino alla sirena. Positivissimo anche l’esordio di Davico, che dopo qualche minuto di rodaggio prende fiducia e chiude con 16 punti e tante giocate preziose al servizio della squadra.
L’inizio è decisamente contratto da ambo le parti. Recanati si aggrappa a uno scatenato Semprini (12 punti nei primi 11’) per scattare sul 5-10, ma la Vigor, grazie soprattutto ai tanti rimbalzi offensivi, resta in linea di galleggiamento senza soffrire più di tanto la zona 3-2 di coach Schiavi.
L’equilibrio regge fino a metà secondo quarto, quando la Halley cambia marcia: l’energia di Mazzotti e Marrucci è contagiosa, i primi guizzi di Davico fanno il resto e, quando la guardia toscana scippa Gurini a metà campo per involarsi a schiacciare a due mani, la Halley ha già confezionato un parziale di 15-0 che vale il +12 (34-22 al 18’).
Ci si aspetta la reazione recanatese nella ripresa, ma è invece la Vigor ad accelerare ancora, salendo a +17 (50-33) alla fine del terzo periodo con una tripla di Davico e un Mozzi imprendibile per i lunghi leopardiani. La Svethia è spuntata sugli esterni e perde presto Pozzetti per 5 falli, riuscendo al massimo a riaffacciarsi sul -10.
Ma i biancorossi, stavolta, non hanno giri a vuoto: ricacciano indietro gli ospiti fino al -18 (62-44 al 35’, dalla lunetta con Mozzi) e impediscono anche solo di pensare di ribaltare la differenza canestri dello scontro diretto, che all’andata fu vinto dalla Svethia in casa per sole 5 lunghezze.
Splende il sereno in casa Vigor dopo un periodo complicato tra infortuni e sconfitte: una vittoria che tiene i matelicesi in scia alle big in vista del match della prossima settimana sul campo dell’Italiangas Termoli.
Così coach Trullo a fine partita:«Siamo tornati a giocare una partita sui livelli del girone di andata, dopo un periodo di calo che ci può stare nell’arco di una stagione. È chiaro che l’infortunio di Mariani, uno degli stranieri più forti dell’intera B Interregionale, non ci abbia aiutato. Abbiamo dovuto ammortizzare e metabolizzare la sua assenza, ma la squadra mi è piaciuta soprattutto in difesa: abbiamo concesso poco, sulla scorta del quarto quarto contro Jesi. Siamo sulla strada giusta, anche se continuo a credere che ci siano squadre più forti di noi. Ora che siamo tornati a giocare con questo spirito proveremo a fare del nostro meglio.
L’esordio di Davico? Sicuramente è più playmaker di Mariani e con lui possiamo far rifiatare di più Panzini. È un po’ indietro di condizione, ha saltato un paio di mesi per una distorsione alla caviglia: ha bisogno di ritrovare la forma fisica tra allenamenti e partite, ma già oggi ci ha dato una grande mano. In generale, a parte 2-3 partite, stiamo facendo un buon campionato. Tutte hanno avuto i loro cali: sarebbe bello giocare sempre ad altissimo livello. L’importante è avere questo spirito, divertirsi in campo. Non ci obbliga nessuno a vincere il campionato, ma vogliamo cercare di vincere il più possibile e giocarcela fino in fondo».
HALLEY MATELICA – SVETHIA RECANATI 71-55MATELICA: Marrucci 7, Panzini 3, Mentonelli, Fea, Ferretti, Davico 16, Dell’Anna, Eliantonio ne, Mazzotti 17, Mattarelli 4, Mozzi 24. All. Trullo.RECANATI: Buzzone, Marcone ne, Gurini 4, Andreani 8, Semprini 14, Bonora ne, Zomero 11, Sabbatini 6, Pozzetti 6, Ndzie ne, Magrini 6. All. Schiavi.ARBITRI: Bonfigli, Galieri.PARZIALI: 17-16, 19-8, 14-13, 21-18
In un turno contraddistinto da molte vittorie delle squadre che hanno giocato in casa, non riesce a far valere il fattore campo la Banca Macerata Fisiomed che si arrende per 0-3 (20-25; 21-25; 28-30) a una più cinica Gruppo Sferc Consoli Brescia, nella gara valida per la settima giornata del campionato maschile di Serie A2 Credem Banca.
È una Macerata davvero lontana dai giorni migliori, troppo fallosa, fragile e mancante di continuità nei momenti che contano. Quarta sconfitta consecutiva per i biancorossi che si fanno preferire a muro, ma subiscono in ricezione e nelle percentuali in attacco: qualche rimpianto per il terzo set viste le occasioni di fine parziale non sfruttate. Situazione di classifica allarmante per la banda di coach Giannini, ora fuori dalla zona playoff e sempre molto vicina a quella retrocessione. I due schiacciatori Cavuto e Karyagin sono i migliori realizzatori dell’incontro, 15 punti per loro.
La partita. I biancorossi tornano a calcare il parquet di casa e lo fanno con la solita formazione delle ultime uscite. Pedron in palleggio con Novello come opposto, Zhelev-Karyagin confermatissimi in posto 4, Fall e Diaferia centrali. Gabbanelli e Dolcini come liberi.
Risponde la Gruppo Sferc Consoli Brescia con la temibile diagonale principale Mancini-Lucconi, Cavuto-Cominetti come laterali, Berger-Tondo al centro, l’esperienza di Rossini in seconda linea.
Primo set. L’inizio di primo parziale è equilibrato, ma è la parallela out di Zhelev dal 2 a consegnare il primo triplo vantaggio agli ospiti (5-8). Lucconi allarga la forbice dai nove metri, ma Karyagin prova a dare la scossa ai suoi (7-12). La situazione in casa Macerata si fa preoccupante: gli ospiti sono molto attivi in difesa e capitalizzano un +7 che indirizza il primo set e obbliga coach Giannini al suo secondo timeout (8-15). Si provano le carte Becchio e Garello per la battuta, ma il vento ormai soffia tutto dal lato lombardo: Macerata si arrende 20-25 dopo un comunque buon finale di set.
Secondo set. Uno Zhelev a volte troppo falloso fa perdere alcune occasioni ai suoi, che comunque conducono in avvio (7-5). Tondo non trova il campo e porta Macerata sul +4 con i biancorossi che cercano di limitare i loro errori rispetto al set precedente (9). Pedron spreca un’occasione golosa per i suoi e il set è subito riaperto: 12-11 e timeout Giannini. L’inerzia sembra ribaltata, gli ospiti crescono in battuta e sfruttano ogni imprecisione dei padroni di casa: serve continuità, ci prova Novello (16-16). Brescia impatta per prima la quota venti con Cavuto che decide il set dalla battuta: altro 21-25.
Terzo set. Rimane in campo Garello da titolare per Zhelev, ma non cambia la musica. È un errore dalla seconda linea dei tucani a mantenere i biancorossi ancora in vita: dal potenziale -5, infatti, si arriva alla quasi parità in un batter d’occhio con l’ace di Karyagin (6-7). Capitan Fall piazza il colpo del 12-12. Entra anche Fabi a dar manforte, le due squadre provano a vincere il parziale anche con molte armi dalla panchina: Macerata ancora avanti, 18-16. Karyagin mantiene ancora le squadre sul +2 (22-20). La battuta di Cominetti del 25 pari è irriverente, ma vale il primo match ball per gli ospiti: annulla Novello. Chiudono poco dopo i biancoblù allo stesso modo dell’incontro dell’anno precedente: Cavuto dai nove metri sigla il 28-30.
Il tabellino.
BANCA MACERATA FISIOMED - GRUPPO CONSOLI SFERC BRESCIA 0-3 (20-25, 21-25, 28-30)
Macerata: Fabi 1, Novello 12, Pedron 2, Garello 5, Fall 6, Diaferia 3, Zhelev 4, Karyagin 15, Becchio, Maccarone, Gabbanelli (L1), Dolcini (L2). NE: Pesciaoli, Talevi. All: Giannini, Ass: Leoni.
Brescia: Cech, Cavuto 15, Solazzi, Tondo 9, Cominetti 8, Mancini 2, Berger 5, Lucconi 13, Rossini (L1). NE: Cargioli, Zambonardi, Bettinzoli, Ghirardi, Franzoni (L2). All: Zambonardi, Ass. Tiberti.
Durata set: 26’, 27’, 34’ per un’ora e 27 minuti.
Note: Battute punto Macerata 4 con 20 errori, Brescia 8 con 16 errori. Muri punto Macerata 7, Brescia 3, Attacco punto Macerata 48%, Brescia 56%, Ricezione positiva Macerata 48% (19% perfetta), Brescia 51% (27% perfetta).
Photo credits: Mauro Pianesi
La prima stagione da avversari in Eccellenza tra Chiesanuova e Trodica finisce senza vinti né vincitori. Come all’andata, le squadre chiudono il match in parità, stavolta con gol: un 1-1 giusto che lascia un po’ di amaro in bocca al Trodica, non solo per essere passato in vantaggio subito dopo 8 minuti, ma anche per aver fallito un rigore. Il trodicense doc Fatone ha infatti neutralizzato il secondo penalty in due domeniche.
Nella ripresa arriva il pari di Papa, alla prima rete stagionale, che ristabilisce l’equilibrio e dà al Chiesanuova la possibilità di fare la partita, mettendo in apprensione gli ospiti. Il gruppo di mister Mariotti ottiene così il 4° risultato utile (terzo pareggio) e, pur restando terz’ultimo con 26 punti, si avvicina alla zona salvezza ora distante solo una lunghezza. Diventano invece 5 le gare senza vittoria per l’ambizioso Trodica, scivolato al quarto posto e raggiunto a quota 36 punti dal Tolentino.
La cronaca vede Mariotti schierare un prudente 5-3-1-1, mentre Buratti opta per la difesa a tre e fa esordire Veneroso dopo quattro mesi di squalifica. Curiosità: Spagna gioca centravanti con il 2 sulla maglia. Pronti-via e sugli sviluppi di una mischia, palla a Veneroso che, con il mancino, piazza il pallone all’angolino: debutto e gol immediato.
Il Chiesanuova rischia subito: al 4’ Fatone sventa un rigore calciato male da Vanzan, mentre gli ospiti palleggiano senza trovare la porta. Nel finale del primo tempo cresce il Chiesanuova, con Di Matteo fermato da Baldi e Sopranzetti che trova ancora il portiere avversario.
Nella ripresa, al 3’, Vanzan conclude alto per il Trodica. Mariotti inserisce forze fresche e rafforza l’attacco. Al 28’ arriva la zampata di Papa che pareggia e accende un finale spettacolare: al 46’ errore di Passalacqua, Papa calcia alto, e un minuto dopo Mongiello sfiora il gol con un destro a giro respinto da Baldi. L’ultimo brivido è di Emiliozzi, che colpisce male da buona posizione.
Un derby avvincente, con emozioni fino all’ultimo minuto, che conferma il buon momento del Chiesanuova e le difficoltà del Trodica nel concretizzare le occasioni create.
Chiesanuova: Fatone, Lucarini, Busato (20’st Bambozzi), Monaco, Hernandez, Di Matteo, Negro (41’st D’Alesio), Borgia (22’st Mongiello), Lezcano (35’st Pasqui), Tanoni, Sopranzetti (8’st Papa). All. Mariotti
Trodica: Baldi, Spagna (15’st Salvemini), Ciaramitaro, Cantarini, Passalacqua, Emiliozzi, Panichelli, Gobbi (30’st Romero), Gigli (26’st Cosignani), Veneroso (35’st Pitronaci), Vanzan (15’st Marcaccio). All. Buratti
Arbitro: Crincoli di Ascoli Piceno
Reti: 8’ Veneroso, 28’st Papa
Note: spettatori 300 circa; ammoniti Negro, Tanoni, Ciaramitaro; corner 9-2; recupero 1’ e 4’
La Recanatese non riesce a invertire la rotta e allo stadio Nicola Tubaldi cade 0-2 contro l’Unipomezia, vedendo allontanarsi ulteriormente la zona salvezza, ora distante nove punti. A otto giornate dalla fine della stagione regolare, per la squadra guidata da Giovanni Pagliari la permanenza in Serie D passa inevitabilmente dalla strada dei playout.
La formazione laziale mette subito in chiaro le proprie intenzioni e colpisce dopo appena tre minuti: sugli sviluppi di un calcio d’angolo è Amadio a trovare il guizzo vincente per lo 0-1. L’Unipomezia continua a spingere e sfiora il raddoppio prima con Pettorossi e poi ancora con Amadio sulla ribattuta, mentre la Recanatese fatica a costruire occasioni realmente pericolose.
I padroni di casa provano a reagire, ma senza impensierire seriamente Gariti. Dall’altra parte è Morelli a creare qualche apprensione su calcio di punizione, mettendo alla prova Zagaglia. Il momento decisivo arriva al 33’: su calcio d’angolo, De Santis supera un avversario con un tunnel e scarica in rete il pallone dello 0-2, un colpo che indirizza definitivamente la partita. L’Unipomezia resta padrona del campo, con Pettorossi imprendibile sulla fascia e D’Alessandris che colpisce anche una traversa dopo un’azione ben costruita.
Nella ripresa il copione non cambia. D’Alessandris serve Persichini, ma Zagaglia si oppone con una grande parata. Sul fronte opposto, D’Angelo prova la conclusione al volo su traversone di Giusti, trovando però la risposta attenta di Gariti. La Recanatese non riesce a riaprire il match e i numeri del girone di ritorno diventano sempre più pesanti: una sola vittoria, cinque sconfitte e tre pareggi.
Il campionato osserverà ora un turno di riposo domenica prossima; alla ripresa, il 15 marzo, per la Recanatese è in programma il derby di Castelfidardo, un appuntamento che assume già il valore di uno snodo decisivo nella corsa verso i playout.
RECANATESE: Zagaglia, Giusti, Scorza, D’Angelo, Ciccanti (17′ st Di Francesco), Ferro (1′ st Carano), Pierfederici, Vecchio (1′ stFiumanò), Cocino, Pesaresi (17′ st Eleuteri), Chiarella (30′ st Nanapere). A disp.: Mezzelani, Paoltroni, Morichetta, Gori. All. Pagliari.
UNIPOMEZIA: Gariti, Buchel, D’Alessandris (23′ st Valle), Gemini (20′ st Manu), Pettorossi (19′ st Tondi), Amadio (36′ st Marianelli),Morelli, De Santis, Bordi, Cantisani, Persichini (30′ st Della Pietra). A disp.: Tonelli, Grassetti, Binaco, Okojie. All. Casciotti.
Arbitro: Dell’Oro di Sondrio (Caravella di Perugia e Marotta di Orvieto).
Reti: pt. 3’ Amadio (U), 33’ De Santis (U).
Ammoniti: Marianelli, De Santis, Morelli, Gemini, Vecchio, D’Angelo.
Calci d’angolo 8 a 4. Recupero: 6’ (1+5).
Finisce in parità il derby tra Civitanovese e Osimana, 1-1 al Polisportivo tra le due squadre che, dopo ventiquattro giornate, hanno collezionato il maggior numero di pareggi in campionato. Un risultato che fotografa il momento di entrambe: i rossoblù rimandano ancora la prima vittoria casalinga del 2026, mentre l’Osimana resta senza successi nel girone di ritorno.
La gara si accende nel finale di primo tempo dopo una fase iniziale di studio. L’Osimana parte meglio ma senza impensierire seriamente il giovane Massenz, all’esordio tra i pali per la Civitanovese, classe 2006. Il primo squillo è di Buonaventura al 12’, con una conclusione deviata in angolo. I “senza testa” tengono il pallino del gioco ma non sfondano, e al 40’ un colpo di testa di Martiarena su corner di Franco colpisce la parte alta della rete, dando solo l’illusione del gol.
Al 42’ arriva invece il vantaggio dei padroni di casa: Malaccari, dopo uno scambio con Mendes sulla sinistra, entra in area e con un destro rasoterra sul palo lontano firma l’1-0. Per il classe 2007 è la prima rete stagionale. Prima dell’intervallo Russo prova a sorprendere Massenz dalla distanza, il pallone rimbalza davanti al portiere che si salva in angolo con qualche apprensione.
La ripresa si apre con il pareggio immediato dell’Osimana. Su un cross dalla trequarti destra di Patrizi, Massenz sbaglia l’uscita e Buonaventura, di testa, fa 1-1 senza esultare per rispetto verso i suoi ex tifosi. La squadra di mister Labriola, priva dello squalificato Pagliarini e dell’infortunato Alessandroni, continua a fare la partita e al 53’ Russo spreca una buona occasione in contropiede calciando a lato.
La Civitanovese, alla prima panchina con Massimo Silva, prova a reagire. Al 60’ Mendes lascia partire un tiro deviato che si impenna e viene tolto dall’incrocio da Verdini con un colpo di reni decisivo. Nel finale l’occasione più clamorosa capita al 90’: De Oliveira anticipa l’avversario su cross di Lorenzoni dalla destra, ma il pallone sfiora il palo e si spegne sul fondo.
Il quinto risultato utile consecutivo per la Civitanovese, quattro pareggi e una vittoria, non basta però a lasciare la penultima posizione, con la squadra ancora a tre punti dalla zona salvezza a sei giornate dal termine. L’Osimana, che nel girone d’andata aveva accarezzato il sogno play off, sembra invece non avere particolari problemi nel mantenere la categoria. Nel prossimo turno i rossoblù saranno impegnati a Urbino, mentre l’Osimana ospiterà il Chiesanuova allo stadio Diana.
CIVITANOVESE (3-4-3): Massenz; Martiarena, Romero, Sanchez; Lorenzoni, Marietti (39’ st Calvet), Visciano, Malaccari; Mendes (25’st De Arriba), Ardemagni (25’ st De Oliveira), Franco (13’ st Nacciarriti). A disp.: Servalli, Bartolacci, Sciarra, Pompili. All. Silva.
OSIMANA (4-3-3): Verdini; Falcioni, Patrizi, Pigini, Caruso; Manini, Ercoli, Domizi; Persiani (25’ st Severini), Buonaventura (20’ st Mafei), Russo (17’ st Mancini). A disp.: Forconesi, Cantarini, Balì,Modesti, Taborro. All. Labriola.
Arbitro: Mirko Ciccioli di Fermo (assistenti Principi di Ancona e Cantarini di Macerata).
Reti: pt. 42’ Malaccari (C); st. 2’ Buonaventura (O).
Ammoniti Visciano, Patrizi, Calvet. Recupero: 6’ (1+5).
La concretezza dell’Ancona contro l’evanescenza di una Maceratese che nel derby raddoppia la brutta figura dell’andata. Se all’Helvia Recina era stata una serata amara, stavolta è andata persino peggio: la Rata crolla già nel primo tempo, quando in appena diciotto minuti incassa tre reti che chiudono di fatto la partita. Una vera lezione di calcio di mister Maurizi a Possanzini su come si interpreta la Serie D, dove prima di tutto conta non subire gol – e i dorici vantano la miglior difesa – e poi colpire con lucidità. Il bel gioco, se non accompagnato da determinazione, cattiveria e concretezza sotto porta, non basta.
La Maceratese ne è l’esempio più evidente: 14 sconfitte in 26 partite, un dato che pesa come un macigno. Evidentemente la sconfitta dell’andata non ha insegnato nulla, soprattutto nell’idea di affrontare a viso aperto una squadra superiore come l’Ancona, che punisce ogni minima incertezza. I due confronti diretti parlano chiaro: 9 gol subiti e uno solo realizzato. Per la torcida biancorossa, tornata a seguire la squadra in trasferta dopo oltre due mesi di divieto, un pomeriggio amarissimo.
Eppure l’avvio aveva raccontato altro. Nei primi venti minuti la squadra di Possanzini tiene il campo con un buon palleggio, pur sterile. Papa spreca da buona posizione calciando in curva, Osorio colpisce di testa ma centralmente, Lucero sfiora il palo su punizione di De Angelis. Occasioni che non cambiano il destino della gara. Al 24’ arriva il vantaggio dorico: conclusione da fuori di Gerbaudo, respinta difettosa e Zini, il più lesto di tutti, insacca. La Maceratese accusa il colpo e al 33’ è ancora Zini ad approfittare di un errore in uscita, presentandosi solo davanti a Gagliardini e firmando la doppietta.
Il raddoppio spegne le certezze ospiti e accende l’Ancona, che domina. Al 42’ il tracollo è totale: altra palla persa in disimpegno, Cericola si invola indisturbato e con una conclusione potente e precisa realizza il terzo gol. La contestazione dei tifosi biancorossi accompagna la squadra negli spogliatoi.
Nella ripresa Possanzini prova a cambiare volto inserendo Ambrogi e Ciabuschi, ma l’inerzia resta tutta dorica. Markic sfiora il quarto gol, Gagliardini evita il peggio su Bonaccorsi e Gerbaudo, mentre la Maceratese pensa soprattutto a limitare i danni. Non basta, perché nel finale Teraschi firma il poker che rende il passivo ancora più pesante e consegna alla storia una delle pagine più nere del derby.
L’Ancona conferma numeri da corazzata: undici risultati utili consecutivi, imbattuta nel girone di ritorno, nove vittorie interne a fronte di un solo pareggio e due delle tre sconfitte stagionali maturate proprio in casa. Tutto questo nonostante le assenze di lungo corso di Battista, Rovinelli e Proromo, oltre a quella di Pecci, con il rientro dell’ex Kouko, capocannoniere con 10 reti. Dall’altra parte, la Maceratese deve fare a meno di Ruani e del secondo portiere Cusin, resta a +3 sulla zona playout e si lecca le ferite dopo un derby che ha certificato, ancora una volta, la distanza tra ambizioni e realtà.
ANCONA – MACERATESE 4-0
ANCONA (4-2-3-1) Salvati; Ceccarelli (dal 36’ s.t. de Luca), Bonaccorsi (dal 38’ s.t. Petito), Markic, Calisto; Gelonese, Gerbaudo (dal 47’s.t. Miola); Zini (dal 36’ s.t. Teraschi), Attasi (dal 28’ s.t. D’Incoronato), Cericola; Kouko. (Mengucci, Sparandeo, Babbi, Maspero). All.Maurizi.
MACERATESE (4-2-3-1): Gagliardini; Perini, Siniega, Lucero, Ciattaglia; Sabattini (dal 1’ s.t. Ciabuschi), De Angelis; Papa (dal 1’ s.t.Ambrogi), Marras, Gagliardi; Osorio (dal 32’ s.t. Cirulli). (Prugni, Mastrippolito, Marchegiani, Morganti, Nasic, Gironella). All. Possanzini.
TERNA ARBITRALE: Collier di Gallarate (assistenti Fantaccione di Cinisello Balsamo e Cammarota di Nola).
RETI: Zini al 24’ e 33’, Cericola al 42’ p.t; Teraschi al 40’ s.t.
Ammoniti: Papa, Osorio, Ambrogi. Angoli: 8-4. Recupero: 2’ p.t.; 4’ s.t.
Il Tolentino raccoglie la seconda vittoria consecutiva in campionato. Contro il Montegranaro, tra le mura amiche, è tutto facile per la squadra di Passarini che si impone per 2-0 nella sfida valevole come nona giornata di ritorno di Eccellenza Marche. A segno vanno Tizi e Strano, entrambi di testa, nel primo tempo.
Tre punti che continuano a proiettare i cremisi nelle zone alte di classifica. I veregrensi, invece, restano inghiottiti in piena zona play-out. La loro prestazione è stata remissiva, un atteggiamento che preoccupa in vista del finale stagione dove dovranno lottare per la salvezza .
LE FORMAZIONI - Nei locali torna titolare l'under Fontana, che ha saltato la trasferta di Fabriano per squalifica. Si rivede dal primo minuto anche Tomassetti, vero e proprio totem difensivo della formazione di Passarini. Rozzi, dopo l'ottima prova di una settimana fa, viene alzato sulla linea mediana. Il Montegranaro si presenta in attacco con due uomini di notevole spessore tecnico come Albanesi (ex Maceratese) e Tonuzi. A completare il tridente offensivo è il centravanti Cani.
LA CRONACA - Tolentino pericoloso al 6'. Moscati protegge alla grande il pallone sull'attacco di Alidori e allarga sulla sinistra per Tortelli: il suo cross trova l'inserimento di Diouane, il colpo di testa termina fuori.
Passano quattro minuti e ci prova Rozzi, bravo a raccogliere la sfera vagante sulla trequarti e concludere di prima intenzione: Taborda blocca in presa. Il vantaggio dei padroni di casa arriva al 15'. L'azione è da raccontare.
Lovotti aggancia con stile un rinvio lungo di Roberto e serve Rozzi che, a sua volta, allarga con tempi perfetti per Diouane. Il terzino destro mette in mezzo un cioccolatino che Tizi scarta con una precisa inzuccata.
Dominio cremisi pressoché totale. Al 21' Diouane fa di nuovo venire il mal di testa a Stortini, che lo stende con un fallo. Sulla punizione susseguente Giandomenico azzecca una traiettoria deliziosa, ma Taborda alza la sfera in angolo.
Dal corner che ne scaturisce calciato dallo stesso Giandomenico, arriva il raddoppio. Strano è ottimo nel movimento e nella spizzata all'altezza del primo palo, Taborda stavolta nulla può (22'). Tolentino vicino anche al tris con Lovotti un giro di lancette più tardi, ma il 'puntero' argentino spara fuori da ottima posizione.
La reazione del Montegranaro è tutta nella conclusione senza pretese di Tonuzi al 29'. Al 36' Taborda viene nuovamente chiamato all'opera da un rasoterra velenoso di Tortelli e se la cava in due tempi. All'intervallo si va con i locali avanti 2-0.
SECONDO TEMPO - Al rientro dagli spogliatoi Urbinati opta per una doppia sostituzione immediata. Fanno l'ingresso in campo Perri e Iuvale' per Vessella e Cani. Una mossa per tentare di dare una scossa al Montegranaro.
Gli effetti, però, non si vedono. Al 55' dentro anche Mangiacapre per Evangelisti che torna, furibondo, in panchina. Il secondo tempo appare avaro di emozioni. Gli ospiti mostrano, perlomeno, un atteggiamento maggiormente volitivo ma il loro calcio resta ruminato.
Al 64' Lovotti libera, con un colpo di suola geniale, Rozzi per il tiro: altissimo. Segnali dal Montegranaro al 66', colpo di testa debole di Perri su assist di Tonuzi. Nessun problema per Roberto.
Al 71' Giandomenico tenta la stecca su punizione, ma il tiro esce troppo centrale per impensierire Taborda. Partita che offre davvero pochi spunti di rilievo, il pressing del Montegranaro è sterile.
All'80' Moscati si accende con una progressione straripante delle sue e pesca Rozzi libero in area di rigore: bella la stilettata e pure la parata di Taborda in due tempi. Nel finale di gara non c'è null'altro da segnalare. Il Tolentino conquista tre punti che gli consentono di superare la Sangiustese in classifica e agguantare la zona play-off.
Tabellino Tolentino - Montegranaro 2-0
TOLENTINO: Roberto, Diouane (74' Matteo Salvucci), Strano, Fontana, Tomassetti, Giandomenico (84' Nunes), Tizi (81' Romitelli), Tortelli, Rozzi, Lovotti (87' Papini), Moscati. All. Passarini
MONTEGRANARO: Taborda, Chimezie (81' Santoro), Stortini, Gomis (70' Chrisantus), Capodaglio, Alidori, Evangelisti (55' Mangiacapre), Vessella (45' Iuvale'), Cani (45' Perri), Tonuzi, Albanesi. All. Urbinati
Arbitro: Enrico Pappalardo di Crema Assistenti: Matteo Malatesta di Ancona e Fabio Federici di Ascoli Piceno
Reti: 15' Tizi (T), 22' Strano (T); ammoniti: Gomis, Tomassetti; espulsi: nessuno; corner 4-3; recupero: 2' (1°T) e 3' (2°T).
Una sconfitta ed un pareggio, ma soprattutto due esordi ufficiali per i vessilliferi dell’Associazione Pugilistica Settempedana nella kermesse di boxe di Fermo.
Tommaso Riatti Scattolini, alla prima sfida nella categoria Elite 70 kg., ha sicuramente pagato dazio sul piano dell’emozione, chiudendo sconfitto da Sebastiano Emili del Macerata Boxing Club.
«È stata comunque una serata preziosa – commenta il presidente dell’Ass. Pug. Settempedana, Carlo Sfrappini – per il nostro atleta che ha potuto contare all’angolo sulla coach ufficiale Michela Rocci e sull’aspirante tecnico Federico Mosciatti e che ha avuto l’opportunità di prendere confidenza con il ring e capire quali colpi dovrà migliorare per gli incontri futuri. Tommaso è stato inoltre penalizzato da un precedente periodo di stop a causa di intoppi fisici che hanno inciso negativamente sulla sua performance. Guardando tuttavia al bicchiere mezzo pieno – aggiunge Sfrappini – siamo riusciti a far partecipare un nostro atleta ad una gara ufficiale che ci auguriamo sia la prima di una lunga serie, anche perché Tommaso si allena con costanza ed è fortemente motivato in questa disciplina dopo i trascorsi nel calcio».
Il piccolo Balla Suleiman ha calcato il ring per la prima volta nella specialità Sparring Io, «seguìto all’angolo dal nostro Leonardo Panebianco – ricorda in conclusione il presidente Sfrappini –, ed ha ottenuto un pari che ha gratificato lui e tutto lo staff. In tutti noi c’è stata viva soddisfazione per la sua prima gara ufficiale».
Grande emozione in città per un traguardo davvero speciale: Eugenia Pigini, per tutti Nora, ha festeggiato ieri i suoi 100 anni. Il Sindaco, l’Amministrazione comunale e tutte le concittadine e i concittadini hanno rivolto a Nora i più sentiti auguri per questo straordinario compleanno, simbolo di una vita intensa e ricca di significato.
Insieme al marito Dario, Nora ha dato vita allo storico ristorante da Dario di Scossicci, un luogo che nel tempo è diventato parte integrante della storia e dell’identità della città. Non solo un’attività commerciale, ma un punto di riferimento per intere generazioni, capace di unire tradizione, accoglienza e qualità.
Nella foto che la ritrae accanto alla sua famiglia, si legge tutta la forza di un’eredità costruita con passione e sacrificio. Sono proprio i familiari, oggi, a custodire e portare avanti con lo stesso entusiasmo il nome e la tradizione del ristorante, mantenendo vivi quei valori di lavoro, dedizione e impegno che Nora e Dario hanno saputo trasmettere nel tempo.
Il centesimo compleanno di Nora rappresenta non solo un traguardo personale straordinario, ma anche un momento di orgoglio collettivo per l’intera comunità, che riconosce in lei un esempio autentico di perseveranza e amore per il proprio territorio.
Grosso modo in questi giorni, quattro anni fa, cominciò l'oscena guerra d'Ucraina che tuttora continua e pare ben lungi dal dirsi esaurita. Ci siano allora consentite due telegrafiche considerazioni intorno al tema.
La prima considerazione riguarda il fatto che la Russia non è affatto crollata, come gli autoproclamati professionisti dell'informazione ci avevano garantito sarebbe accaduto nel volgere di poche settimane: non solo la Russia non è crollata, ma sta tenendo testa sia all'Ucraina sia all'occidente sotto cupola atlantista. Lo stesso Trump, con sobrio realismo, ha compreso perfettamente l'impossibilità di sconfiggere la Russia e sta ora cercando già da tempo il dialogo con essa.
La seconda considerazione, invece, riguarda il fatto che questa non è la guerra della Russia contro l'Ucraina, come sempre è stata presentata dagli amministratori del consenso e dai monopolisti della parola: questa è, invece, la guerra dell'occidente liberal-atlantista contro la Russia di Putin, colpevole di non piegarsi al nuovo ordine mondiale a stelle e strisce; l'Ucraina del guitto di Kiev, attore Nato e prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood, svolge semplicemente la parte di testa d'ariete e di instrumentum belli manovrato da Washington.
Speravano di poter piegare facilmente la Russia di Putin ma si sbagliavano grandemente. Non è finita la storia, come credeva Fukuyama, ma è finita una storia, quella della dominazione monopolare del mondo da parte di Washington. Oltretutto, nella ricorrenza del quarto anno del cominciamento della guerra di Ucraina, la Russia di Putin ha fatto una dichiarazione perentoria: "la guerra continua", così ha dichiarato il Cremlino. Si tratta di una dichiarazione programmatica, che merita di essere analizzata criticamente per cogliere ciò che si nasconde "sotto 'l velame delli versi strani".
In specie, la dichiarazione del Cremlino riteniamo debba leggersi in questa maniera: la Russia di Putin non intende arretrare di un millimetro e non ha alcuna intenzione di genuflettersi alla americanizzazione imperialistica, che è poi il vero motivo di questa oscena guerra che, come non ci stanchiamo di ripetere da quattro anni, non è il conflitto della Russia contro l'Ucraina, essendo invece la guerra che l'occidente a stelle e strisce ha dichiarato alla Russia utilizzando l'Ucraina del guitto di Kiev, attore Nato, come semplice testa d'ariete.
Gli Stati Uniti d'America speravano di poter normalizzare facilmente in senso atlantista la Russia, cosa che sembrava d'altro canto quasi fatta ai tempi di Gorbaciov e poi di Eltsin. E invece, con Putin, hanno trovato una eroica resistenza al proprio criminale progetto di americanizzazione della Russia.
Così debbono dunque essere lette le parole del Cremlino, a mo' di manifesto programmatico della Resistenza russa contro l'imperialismo e altresì della volontà di Putin di propiziare l'avvento di un mondo autenticamente multipolare, sottratto alla dominazione americana. Per questo, come non mi stanco di sottolineare, abbiamo bisogno di una Russia e di una Cina forti e coese, in grado di resistere insieme all'americanizzazione imperialistica del pianeta e di favorire dunque l'emergenza di un mondo multilaterale.
Un sabato sera amaro per un residente della frazione di Piediripa. Intorno alle 20:45, una Fiat Panda rossa parcheggiata in via Metauro è stata presa di mira da ignoti vandali che hanno imbrattato il veicolo con della vernice di colore nero.
L’auto si presentava parzialmente coperta da una sostanza liquida colorata. Sul posto - all'allarme lanciato dalla stessa proprietaria - è intervenuta una pattuglia della Polizia per i rilievi del caso e per raccogliere la segnalazione dell’accaduto.
Secondo quanto emerso dai primi controlli, si tratterebbe di vernice diluita, un dettaglio confermato anche da un imbianchino del posto intervenuto in aiuto della proprietaria. Grazie alla tempestività dell'intervento e alla natura della sostanza, è stato possibile ripulire parzialmente i vetri e i fanali del mezzo, mentre il resto della carrozzeria porta ancora i segni dell'atto vandalico.
"Mi ha aiutato un imbianchino a togliere il grosso dai punti critici come vetri e fanali - racconta la donna -, per il resto della vettura la situazione resta da valutare".
Si chiude sotto il segno del prestigio e dell'emozione l’anno del centenario della Settempeda. Nella giornata di sabato, il presidente della società biancorossa, Marco Crescenzi, è stato ricevuto a Roma per ritirare il "Diploma di Benemerenza", riconoscimento ufficiale della Figc per i cento anni di attività ininterrotta del club.
Accompagnato dal presidente del Comitato del Centenario, Federico Corvini, Crescenzi ha partecipato a un incontro di alto rilievo istituzionale che ha visto la partecipazione di numerose società storiche italiane.
A suggellare il momento è stata la consegna della preziosa pergamena dalle mani del presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, con il quale il numero uno biancorosso si è intrattenuto per uno scatto ufficiale.
Il premio arriva come la degna conclusione di un 2025 indimenticabile. Durante l'ultimo anno solare, la Settempeda ha celebrato il secolo di vita con un calendario fittissimo di eventi che hanno coinvolto l’intera città di San Severino Marche. Un impegno portato avanti con passione dal sodalizio biancorosso, capace di trasformare la ricorrenza in un momento di aggregazione e orgoglio per tutta la comunità sportiva locale.
Una notizia improvvisa quanto dolorosa ha scosso nella giornata di oggi le comunità di Montefano e Appignano. Si è spento prematuramente all'età di 70 anni Claudio Camellina, figura di spicco del panorama professionale e politico locale. Una scomparsa che ha lasciato nello stupore e nel rammarico quanti avevano avuto modo di conoscere le sue doti umane e la sua competenza.
Camellina era molto noto a Montefano, dove alle ultime elezioni amministrative si era messo a disposizione della comunità guidando come candidato sindaco la lista civica "Montefano Domani". Il gruppo consiliare, appresa la notizia, ha espresso un dolore profondo per la perdita di un uomo che è stato punto di riferimento per rigore morale e passione civile. Nonostante l'impegno politico nel borgo montefanese, Claudio risiedeva con la famiglia ad Appignano, dove era altrettanto stimato.
Oltre all'impegno pubblico, Camellina era un professionista di altissimo profilo nel settore primario. Per decenni ha svolto un'attività di successo nel mondo dell'agricoltura marchigiana, raggiungendo l'apice della carriera come responsabile del Consorzio Agrario di Ancona. Le sue competenze tecniche, unite a una rara onestà intellettuale, lo avevano reso un consulente e un dirigente apprezzato in tutta la regione.
La scomparsa lascia un vuoto incolmabile nella sua famiglia: Claudio Camellina lascia la moglie Nunzia e i tre figli Riccardo, Alessandra e Chiara.
I funerali si terranno domani, lunedì 2 marzo, alle ore 15.00, presso la chiesa parrocchiale Gesù Redentore di Appignano. Sarà l'occasione per le due comunità di stringersi in un abbraccio ai familiari e rendere l'ultimo omaggio a un uomo che ha servito il territorio con dedizione e competenza.
Quasi un mese di stop per l’ufficio postale di Porto Recanati. Poste Italiane ha comunicato la chiusura temporanea della sede di Piazza del Borgo dal 5 al 30 marzo 2026 (salvo imprevisti) per permettere l’esecuzione dei lavori legati al progetto “Polis – Casa dei Servizi Digitali”.
L’intervento mira a trasformare l’ufficio in uno sportello unico dove i cittadini potranno richiedere, oltre ai servizi postali classici, anche certificati anagrafici, documenti Inps e atti giudiziari, facilitando l'accesso alla Pubblica Amministrazione.
Per limitare i disagi alla cittadinanza, Poste Italiane ha predisposto soluzioni alternative per il ritiro della corrispondenza e le operazioni finanziarie vincolate, come quelle legate a conti e libretti. L'ufficio postale di Recanati, in Corso Persiani 56, sarà il punto di riferimento principale dal 9 al 26 marzo, osservando l'orario continuato dal lunedì al venerdì dalle 8:20 alle 19:05 e il sabato fino alle 12:35. Presso questa sede sarà possibile il ritiro di pacchi e raccomandate in giacenza.
In alternativa, la clientela potrà usufruire degli uffici vicini di Porto Potenza Picena, in via Roma, aperto la mattina e dotato di ATM H24, oppure della sede di Civitanova Marche Centro in via Duca degli Abruzzi, che garantisce l'orario continuato fino alle 19:05 e dispone anch'esso di sportello automatico esterno.
L’amministrazione comunale ha accolto con favore l’ammodernamento, nonostante lo stop forzato ai servizi. Il sindaco Andrea Michelini ha sottolineato come l'inclusione di Porto Recanati nel progetto Polis rappresenti un intervento significativo che guarda al futuro, migliorando concretamente la qualità dei servizi per giovani e anziani.
Pur consapevole dei disagi legati alla fase dei lavori, il primo cittadino ha ribadito che si tratta di un'opportunità fondamentale per ridurre il "digital divide" e rendere i servizi pubblici più accessibili a tutta la comunità.
"Ma la Curia dov'è?". È la domanda ricorrente che ha accompagnato le numerose segnalazioni - corredate da foto e video - arrivate, nei giorni scorsi, alla nostra redazione che raccontano una situazione a dir poco preoccupante riguardante l’Abbazia di Rambona, uno dei luoghi simbolo del territorio maceratese.
Situata nelle campagne di Pollenza, l’abbazia rappresenta una delle testimonianze più significative dell’architettura romanica nelle Marche. Fondata in epoca altomedievale, custodisce una preziosa cripta con affreschi e elementi architettonici di grande valore storico e artistico.
Per generazioni è stata non solo un riferimento religioso, ma anche un punto identitario per la comunità locale, legato alla memoria collettiva e alla storia del territorio. Eppure oggi, secondo quanto documentato dalle immagini ricevute, il complesso verserebbe in uno stato di abbandono che lascia interdetti.
Un cittadino, durante una passeggiata lungo il sentiero che dalla fontana del Coppetto conduce all’abbazia, si è trovato di fronte – racconta – a "uno scenario surreale". La vegetazione sarebbe cresciuta a dismisura tutt’intorno alla struttura. Ma l’aspetto più grave riguarderebbe gli accessi: la porticina della cripta risulterebbe manomessa e sfondata, con la concreta possibilità che chiunque possa entrare fin dentro l’area dove si trovano affreschi e oggetti di valore.
Non solo. Anche la porta della canonica sarebbe stata forzata. Una situazione che espone il bene al rischio di ulteriori atti vandalici o furti, come già avvenuto nell'aprile del 2025.
Dall’accesso principale, che invece risulta chiuso, è ancora visibile il cartello con la dicitura: "Lavori di pronto intervento all’Abbazia di Rambona", committente l’amministrazione comunale di Pollenza, con riferimento a un verbale di somma urgenza datato 29 novembre 2016, all’indomani del terremoto. A quasi dieci anni di distanza, però, l’area versa in condizioni di evidente incuria.
Un altro elemento che desta forte preoccupazione riguarda la sicurezza. La recinzione di cantiere sarebbe presente soltanto sul lato dell’accesso stradale, mentre sul retro non vi sarebbe alcuna protezione. Telecamere di sorveglianza, inoltre, non risultano installate.
La struttura, già danneggiata dal sisma del 2016, si presenta in un marcato stato di precarietà, come evidenziato dalle foto e dai video giunti in redazione: murature lesionate, parti esposte e accessi non adeguatamente protetti renderebbero l’area potenzialmente pericolosa anche per chi vi si introduce incautamente.
La situazione, purtroppo, non è nuova. Già ad aprile del 2025 si erano registrati atti vandalici che avevano destato forte allarme. In quell’occasione era stata lanciata una raccolta firme, cartacea e online, per la protezione e la salvaguardia dell’abbazia, con l’obiettivo di accendere una luce su quanto stava accadendo. L’iniziativa aveva raccolto ben 10mila adesioni.
Prima firmataria l’associazione Arte per le Marche, insieme ad altre realtà del territorio come la Pro Rambona – nata nel 1998 per promuovere attività nella frazione pollentina e che continua a prendersi cura dell’area – la Pro Loco Corporazione del Melograno e numerosi cittadini.
La vicenda solleva interrogativi sulla tutela di un bene che appartiene, prima ancora che alla memoria collettiva del territorio, anche ai tre enti proprietari dell’abbazia: la parrocchia Santa Maria Assunta, l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero e la stessa diocesi di Macerata.
Di fronte a immagini e testimonianze di questo tipo, diventa inevitabile chiedersi quali siano le responsabilità e quali azioni urgenti si intendano mettere in campo per salvaguardare uno dei gioielli del patrimonio storico-artistico della provincia di Macerata, prima che il degrado diventi irreversibile.
Una compagna di vita discreta, che permea d’intensità l’esistenza. Con il suo accesso diretto al cuore, modella le nostre emozioni in modo, spesso, inconscio. La musica ha il potere di equilibrare il corpo e la mente, per elevarci ad un livello spirituale superiore. Fin dalla mitologia greca, Orfeo placava gli dei con la sua lira, mentre Platone la descriveva come una forza capace di armonizzare l’anima, curando gli squilibri psichici.
I medici ippocratici, anticipando la musicoterapia contemporanea, la prescrivevano contro l’insonnia e le affezioni nervose, intuendo il suo potenziale. Accessibile a tutti e in ogni momento è un’amica fedele, colonna sonora della vita. Fonte di gioia, malinconia o nostalgia, con la sua magia ci riporta indietro nel tempo, evoca immagini del passato, emozioni sopite e legami affettivi, donando alla nostra realtà una dimensione onirica.
La musica illumina, di certo non riempie vuoti, plasma l’esperienza, fungendo da regolatore emotivo: mantiene, rinforza e trasforma stati d’animo, ripropone vissuti per favorirne l’elaborazione. La scienza moderna ne ha confermato il valore terapeutico con evidenze rigorose. Uno studio pubblicato su Nature Neuroscience nel 2019 ha dimostrato che l’ascolto musicale riduce del 25% i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, stimolando il rilascio di dopamina e migliorando l’umore.
Ricerche ulteriori rivelano come la musica attivi circuiti neurali condivisi con il dolore ed il piacere. Non solo: durante l’esercizio fisico, ritmi sincronizzati aumentano la motivazione e la performance. Il concetto moderno di musicoterapia nasce negli anni ‘50. Il momento decisivo fu quando il dipartimento della guerra degli Stati Uniti nel 1945 emise il Bollettino Tecnico 187, un documento che autorizzava ufficialmente l’uso della musica per aiutare i soldati convalescenti ed integrandola poi nei trattamenti per veterani traumatizzati.
Nacque così nel 1950, la National Association for Music Therapy. Figure come Tony Wigram e Françoise Lecourt approfondirono il ruolo della musica nel contenimento emotivo, nello sviluppo di intuizioni interiori e nel miglioramento delle relazioni interpersonali tramite il linguaggio verbale. Oltre a rafforzare l’espressione corporea e l’identità, quando viene associata alla danza, la sua funzione catartica è preziosa nei momenti di tristezza: facilita l’immersione nel dolore per una rinascita liberatoria.
Rito magico che accompagna il flusso emotivo, la musica non è mero rumore di fondo, ma melodia sacra che esalta la gioia, intensifica l’amore e trasforma il dolore. Ci guarisce, converte il caos in armonia e ci connette all’universo attraverso vibrazioni condivise.