I teatri storici delle Marche diventano patrimonio dell’umanità: il sì dell'Unesco a Busan
Il comitato del patrimonio mondiale dell'Unesco, riunito a Busan in Corea del Sud per la sua quarantottesima sessione, ha iscritto ufficialmente nella Lista dei beni protetti "Il sistema dei teatri condominiali all’italiana del XVIII e XIX secolo nell’Italia centrale". Il verdetto, giunto nella giornata di domenica 26 luglio, riconosce il valore storico e architettonico di una rete di strutture diffusa in particolare nel territorio marchigiano. Con questo nuovo inserimento, l'Italia consolida il primato per il maggior numero di siti registrati all'interno della lista internazionale, raggiungendo una quota complessiva di sessantadue beni.
Il progetto di candidatura, avviato nel 2020, ha visto come capofila la Regione Marche, affiancata dalle amministrazioni regionali di Umbria ed Emilia-Romagna, in collaborazione con numerosi enti locali e sotto il coordinamento tecnico-scientifico del Ministero della Cultura e del Ministero degli Affari Esteri. Alla sessione coreana del comitato, per la delegazione italiana, hanno preso parte la dirigente della Direzione Cultura regionale Daniela Tisi e la sottosegretaria alla presidenza delle Marche Silvia Luconi, insieme all'ambasciatore Liborio Stellino, rappresentante permanente d’Italia presso l’Unesco, e all'ambasciatrice a Seul Emilia Gatto.

In una nota ufficiale, il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha espresso soddisfazione per il traguardo istituzionale raggiunto, definendolo il compimento di un percorso formale lungo e rigoroso. Il governatore ha sottolineato come il provvedimento dell'agenzia ONU ratifichi la peculiarità di un territorio che presenta un'elevata densità di questo tipo di strutture storiche, rivolgendo un ringraziamento alle strutture tecniche regionali, al Ministero della Cultura guidato da Alessandro Giuli e alle iniziative avviate nella precedente legislatura con l'allora assessora Giorgia Latini. Da Busan, il sottosegretario Luconi ha evidenziato come il riconoscimento non costituisca un punto d'arrivo, bensì l'inizio di una fase che richiederà nuovi impegni sul fronte della tutela, della conservazione e della gestione cooperativa del sito seriale.
La designazione Unesco si concentra sulle caratteristiche specifiche del teatro condominiale, un modello architettonico e gestionale sviluppatosi tra il diciassettesimo e il diciannovesimo secolo. In base a questa formula, la costruzione e la manutenzione degli edifici venivano finanziate direttamente dalle famiglie residenti nei borghi e nelle città attraverso l'acquisto e la proprietà dei singoli palchi. Secondo i dati tecnici presentati nel dossier, tali istituzioni hanno storicamente svolto una funzione di aggregazione civica e sociale per le comunità locali, oltre a quella strettamente legata all'attività culturale. Nelle intenzioni dei promotori, l'inserimento nella lista globale mira ora a incrementare la tutela del patrimonio immobiliare diffuso, favorire lo studio accademico di queste strutture e razionalizzare i flussi turistici legati ai beni storici dell'Italia centrale.


cielo sereno (MC)
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