Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa alla responsabilità da prodotto difettoso, con particolare attenzione al ruolo e ai possibili profili di responsabilità del distributore.
Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da una lettrice di Porto Recanati che chiede: “Il distributore del prodotto estero difettoso può essere chiamato come il produttore a risarcire il compratore?”.
Tale vicenda è stata recentemente affrontata dalla Suprema Corte riguardo ad un caso in cui una signora le era stato impiantato un defibrillatore cardiaco prodotto da una società estera e distribuito in Italia da una società nazionale. A seguito di una segnalazione del Ministero della Salute, basata su un avviso dell’azienda che l’aveva fabbricato, relativo al rischio di esaurimento precoce della batteria, la donna era stata sottoposta a un primo intervento di sostituzione del dispositivo e, in seguito, a un ulteriore intervento per l’insorgenza di nuovi malori.
Ritenendo di aver subito un danno da prodotto difettoso, agiva in giudizio contro il distributore italiano per il risarcimento ai sensi degli artt. 114 e ss. del Codice del Consumo (d.lgs. n. 206/2005), attuativo della direttiva 85/374/CEE. Il giudizio arrivato in Cassazione, la quale nel richiamare la giurisprudenza della Corte di giustizia UE, in particolare la sentenza C-157/23 del 19 dicembre 2024, affermava che la nozione di produttore deve essere interpretata in senso estensivo, includendo anche l’importatore e distributore quando si presentino come responsabili del prodotto.
Al fine di garantire un’ampia tutela del consumatore, non si può escludere automaticamente la responsabilità del distributore senza verificare se avesse ingenerato un affidamento nel consumatore circa la qualità e la sicurezza del bene; anche il distributore può essere qualificato come produttore quando si presenti sul mercato come garante del prodotto (Cass. civ., sez. III, ord., 9 aprile 2026, n. 9001).
Pertanto, in risposta alla nostra lettrice, si può affermare che: “Anche il distributore può essere considerato produttore e rispondere dei danni da prodotto difettoso qualora, pur non avendo apposto materialmente il proprio marchio sul bene, si presenti sul mercato come garante del prodotto e ingeneri nel consumatore un affidamento sulla sua qualità e sicurezza”.
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Frammenti di amianto cementato abbandonati all’interno di terreni agricoli, alla mercé degli agenti atmosferici e a grave rischio per l'ecosistema locale. È lo scenario inquietante scoperto dai carabinieri della stazione di Montelupone, che al termine di una mirata attività d’indagine hanno denunciato un disoccupato di 64 anni per il reato di abbandono di rifiuti pericolosi.
I militari sono riusciti a ricostruire le condotte illecite dell'uomo, già noto alle forze dell'ordine, avvenute nel mese di marzo scorso. In almeno due distinte occasioni, l'indagato avrebbe trasportato e gettato in aree agricole del comune diversi sacchi di plastica contenenti frammenti di amianto.
Si tratta di materiale classificato come rifiuto speciale altamente pericoloso per la salute pubblica: lo sfaldamento dell'amianto cementato può infatti liberare fibre tossiche nell'aria e nel terreno. Lo smaltimento di tali sostanze è regolamentato da norme rigorosissime che il 64enne ha totalmente ignorato, venendo per questo deferito in stato di libertà all'autorità giudiziaria.
Contestualmente, i controlli della Compagnia di Civitanova Marche hanno portato i carabinieri di Montecosaro a eseguire un’ordinanza di detenzione domiciliare nei confronti di un 44enne del posto.
L'uomo deve espiare una pena definitiva di un anno e tre mesi di reclusione per una tentata rapina commessa a Porto Sant’Elpidio nel luglio del 2023. Dopo le formalità di rito in caserma, il pregiudicato è stato scortato presso la propria abitazione dove sconterà la condanna in regime di detenzione domiciliare.
Il destino di un’intera stagione si concentra in novanta minuti, gli ultimi, i più pesanti. Monturano–Aurora Treia è una sfida che vale un campionato intero: da una parte la capolista imbattuta, dall’altra un Monturano solido, quinta forza del girone e tutt’altro che disposta a fare da comparsa.
Sugli spalti domina il biancorosso: è un vero e proprio esodo quello dei tifosi treiesi, accorsi in massa per spingere i cucinieri verso un traguardo che avrebbe il sapore della storia, la promozione in Eccellenza. Ma il calcio, si sa, ha memoria lunga, e il destino ama intrecciare storie già scritte: proprio il Monturano, tre anni fa, negò all’Aurora il salto di categoria nella finale playoff di Villa San Filippo.
Oggi, su questo stesso filo sottile tra rivincita e conferma, si gioca molto più di una partita. Si gioca un sogno.
Mister Ricci conferma l’undici titolare che si era imposto contro la Palmense, mentre sul fronte opposto Fusco si affida alla formazione tipo, con gli ex Ripa e Giuli dal primo minuto.
L’avvio è tutto di marca biancorossa: dopo appena due minuti Melchiorri sfiora il vantaggio con una girata che non trova lo specchio della porta.
L’Aurora prova a fare la partita, ma il Monturano si difende con ordine, chiudendo gli spazi e rendendo complicata la manovra degli ospiti.
Al 32’ è ancora Melchiorri protagonista con un velo intelligente per Cirrottola, che però manda alto con un tiro a giro.
Lo stesso Melchiorri ci riprova poco dopo, ma la sua conclusione viene deviata in corner. Nel finale di primo tempo si vede anche il Monturano: al 40’ Ripa calcia sopra la traversa, mentre un minuto più tardi Guzzini crea una doppia occasione senza però trovare il bersaglio, prima con il piatto e poi di testa.
Nella ripresa l’Aurora alza il ritmo e trova il meritato vantaggio al 53’: cross morbido e preciso per Melchiorri, che di testa pizzica il pallone quanto basta per battere Sandroni e far esplodere la gioia dei tifosi. Il gol scioglie definitivamente i biancorossi, che pochi minuti dopo trovano anche il raddoppio: Cirrottola si inventa una conclusione a giro che si infila sotto l’incrocio dei pali, facendo partire la festa sugli spalti.
Nel finale l’Aurora gestisce con maturità il vantaggio, mentre il Monturano prova a reagire impegnando Testa in un paio di interventi. I padroni di casa sfiorano l'1-2 con una traversa colpita da Rinaldesi dalla breve distanza.
Al triplice fischio può esplodere la festa: dopo un campionato vissuto da protagonista e un duello serrato fino all’ultimo con l’Azzurra Colli, l’Aurora Treia scrive la storia e conquista la promozione in Eccellenza nel suo sessantesimo anno di vita. I cucinieri chiudono in vetta al Girone B di Promozione con 70 punti conquistati all'attivo.
Un traguardo straordinario che arriva al termine di una stagione esaltante, impreziosita anche dal successo in Coppa Italia. È il secondo trionfo stagionale per la corazzata targata Lube. Una vittoria che dimostra come questo gruppo stia trasmettendo il suo dna vincente anche nel calcio dopo le memorabili imprese bissate nella pallavolo.
Per mister Ricci si tratta della quinta promozione in dieci anni, ottenuta da imbattuto, a conferma di un percorso tecnico di altissimo livello.
Ma più di ogni numero, questo successo racconta la forza di un gruppo e l’identità di un’intera comunità: Treia festeggia, l’Aurora è in Eccellenza.
MONTURANO CALCIO: Sandroni, Adami, Cassetta, Panichi, Muzi, Finucci, De Carolis (66' Fabi), Giuli (77' Rinaldesi), Moretti (58' Thiam), Bracalente, Ripa (66' Marini).
A disposizione: Tosi, Bernacchini, Petruzzelli, Marsili, Santarelli. Allenatore: Salvatore Fusco.
AURORA TREIA: Testa, Gabrielli, Calamita, Alla, Ballanti, Bartolini, Mazzoni (66' Dominino), Palladini (85' Guglielmo), Melchiorri, Guzzini (58' Orlietti), Cirrottola (66' Borrelli)(88' Seye).
A disposizione: Giachetta, Tavoni, Giuliodori. Allenatore: Simone Ricci.
MARCATORI: Melchiorri 53', Cirrottola 59'.
ARBITRO: Giovanni Paolo Campoli - Sezione di Ancona.
ASSISTENTI: Francesco Buttafoco - Sezione di San Benedetto del Tronto; Fabio Federico - Sezione di Ascoli Piceno.
NOTE: ammoniti Muzi, De Carolis, Calamita; angoli 4-1, recuperi 0'-3', presenti oltre 300 spettatori al Comunale di Monturano.
Un grave incidente stradale si è verificato nel tardo pomeriggio di oggi a Morrovalle, precisamente nei pressi della zona di Villa Lazzarini. Intorno alle 18:30, un giovane motociclista ha perso il controllo del proprio mezzo, finendo rovinosamente a terra per cause che sono tuttora al vaglio delle autorità.
A lanciare l'allarme è stato un automobilista di passaggio che, accortosi immediatamente della gravità della situazione vedendo il giovane riverso sull’asfalto, ha arrestato la marcia e allertato il numero unico di emergenza.
Sul luogo del sinistro sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118. Valutate le condizioni del ferito, il personale medico ha ritenuto necessario richiedere il supporto dell'eliambulanza. Il velivolo, decollato poco dopo, ha provveduto al trasferimento d'urgenza del giovane presso l'ospedale regionale di Torrette ad Ancona.
Oltre ai mezzi di soccorso, sul posto sono giunti i Carabinieri della stazione di Morrovalle per effettuare i rilievi di rito e gestire la viabilità. Al momento non risultano altri veicoli coinvolti nel sinistro, che parrebbe dunque essere un'uscita di strada autonoma.
Si registra un intervento chiarificatore da parte del direttivo locale di Noi Moderati in merito al dibattito politico che sta interessando il centrodestra a Macerata. Attraverso una nota ufficiale, il partito interviene sulla vicenda legata al nome di Alessandrini, definendo i rumors delle ultime ore come frutto di incomprensioni e ribadendo la propria linea politica per la città.
"Prendiamo atto della scelta autonoma di Alessandrini- commenta Nicola Bonaduce- a cui va la nostra stima. Le indiscrezioni sulla sua candidatura sono state frutto di banali fraintendimenti interni ed esterni, tipici delle concitate fasi pre-elettorali. Spero così sia messa una parola fine almeno per ciò che riguarda Noi Moderati a questa polemica. Per il nostro partito la priorità assoluta resta l'impegno per il futuro di Macerata".
San Severino Marche al centro delle celebrazioni nazionali. La presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha segnato profondamente le celebrazioni di questo 25 Aprile, richiamando l’attenzione delle istituzioni e della cittadinanza nel cuore della città.
La galleria fotografica che segue documenta i passaggi chiave della mattinata: dai preparativi logistici e il clima di attesa presso il Monumento ai Caduti, fino ai momenti del protocollo ufficiale che hanno scandito l'arrivo del Capo dello Stato.
Grande successo per l’intensa due giorni di concerti live che ha svelato in anteprima nazionale i 16 finalisti di Musicultura 2026: il Teatro Persiani gremito in ogni ordine di posti ha accolto due serate ad alta densità emotiva e musicale, diffuse da Rai Radio 1, la radio ufficiale del Festival e da Rainews.it, consacrando ancora una volta Musicultura come osservatorio privilegiato della nuova canzone d’autore italiana.
I due concerti, con otto artisti per sera, hanno restituito al pubblico un affresco sonoro ricco e sorprendente, firmato da giovani autori e autrici che incarnano il risultato di un percorso selettivo lungo e rigoroso, cominciato nel novembre scorso con il vaglio delle 2656 canzoni presentate dai 1328 giovani artisti e artiste iscritte al concorso, il numero più alto nella storia del Festival, e passato attraverso la convocazione alle Audizioni live al Teatro Lauro Rossi di Macerata, delle 60 proposte ritenute più meritevoli dalla direzione artistica di Musicultura.
Applauditissimo ospite di entrambe le serate, Raphael Gualazzi, al pianoforte, ha incantato la platea. Pianismo virtuosistico, senso del groove e una sensibilità interpretativa personalissima hanno dato vita ad un viaggio senza tempo tra jazz, blues e suggestioni classiche, attraversato da improvvisazioni raffinate e da una costante tensione narrativa.
Gualazzi ha aperto la seconda serata con una rilettura del brano “Vacanze romane” (1983) dei Matia Bazar, spogliata fino all’essenza in una versione per solo pianoforte: un’interpretazione intima e sofisticata, in cui l’armonia originale si è trasformata in un tessuto jazzistico ricco di sfumature blues e incursioni fusion, tra sospensioni e improvvise accelerazioni ritmiche.
“Certe melodie italiane come questa canzone sono autentici standard internazionali, capaci di trasformarsi continuamente. Ha detto Raphael Gualazzi - E’ un divertimento restituire alla composizione la libertà della creazione estemporanea, svincolarla, attraverso l’improvvisazione da ogni pregiudizio stilistico. Mi sono confrontato anche con i grandi temi d’opera di Verdi, credo sia importante restituire la bellezza di queste melodie immortali anche attraverso un messaggio così fruibile come la creazione estemporanea che solo il jazz può creare”.
L’esibizione è proseguita con “Dream Woman” di Roosevelt Sykes, un autentico tuffo nelle radici del blues anni ’40 e con “Un piccolo bacio” di Fred Buscaglione, dove con ironia e stile, l’artista ha restituito tutta la teatralità del brano attraverso una brillante interpretazione e un gusto rétro rivisitato con eleganza contemporanea.
Gualazzi ha chiuso l’esibizione con una trascinante “Follia d’amore”, brano simbolo della sua carriera, vincitore al Festival di Sanremo 2011 nella sezione Giovani e Premio della Critica Mia Martini, che gli è valso anche il secondo posto all’ Eurovision Song Contest. In un crescendo ritmico serrato, tra virtuosismi pianistici e slanci di intensa espressività vocale, Raphael Gualazzi ha travolto il pubblico, conquistandolo fino ad un finale di autentica, vibrante ovazione.
Sul palco del Teatro Persiani, i 16 finalisti di Musicultura 2026 hanno presentato e raccontato le loro canzoni ai microfoni di John Vignola, Duccio Pasqua e Marcella Sullo di Rai Radio 1, impeccabili nel dare ritmo e misura a una conduzione capace di valorizzare ogni sfumatura dello spettacolo. Un mosaico sonoro eterogeneo, in cui la varietà stilistica, dal cantautorato più intimo alle contaminazioni pop, elettroniche e urban, ha trovato una sintesi nella qualità della scrittura e nell’urgenza espressiva dei giovani artisti.
Tra gli applausi del pubblico presente, si sono esibiti gli ultimi otto finalisti di Musicultura 2026: Mezzanera di Bologna con la canzone Piume; Mazzoli, originario di Pesaro e residente a Bologna con Perdita di tempo; Acqua Distillata canta Ribaltavapori di Trieste con Gaia; Dea Culpa, Ciao sono Vale di Bergamo con Pelle viola; Giovanni Toscano di Pisa con Emma; Narratore Urbano di Torino con Il mio coinquilino vuole uccidermi; Manuella di Sassari con Undi è l’amori?; Claudio Covato di Siracusa con Chiddu ca ma resta.
Per il terzo anno consecutivo, grazie al progetto “La casa in riva al mare”, promosso dal Garante regionale dei diritti della persona, avvocato Giancarlo Giulianelli, le canzoni dei finalisti entreranno anche nel carcere di Barcaglione di Ancona. Un percorso formativo coordinato da Musicultura coinvolgerà un gruppo di 25 detenuti, costituitisi in una giuria speciale, per decretare il loro artista preferito che sarà premiato nelle serate finali del Festival. Un’importante iniziativa di integrazione culturale per la rieducazione e il reinserimento del detenuto, segnalata nel 2024 come best practice dal Ministero della Giustizia, Dipartimento Amministrazione Penitenziaria.
Le canzoni dei 16 progetti artistici finalisti comporranno la compilation della XXXVII edizione di Musicultura e verranno programmate nel palinsesto radiofonico di Rai Radio1.
Otto saranno infine i vincitori del Concorso, designati dall’insindacabile giudizio dell’illustre Comitato Artistico di Garanzia di Musicultura, i cui primi firmatari furono nel 1990 Fabrizio De André e Giorgio Caproni e che in questa XXXVII edizione è composto da: Francesco Amato, Enzo Avitabile, Claudio Baglioni, Diego Bianchi, Francesco Bianconi, Maria Grazia Calandrone, Giulia Caminito, Luca Carboni, Guido Catalano, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Gaetano Curreri, Teresa De Sio, Cristina Donà, Giorgia, Mariangela Gualtieri, Dario Mangiaracina e Veronica Lucchesi (LRDL), Ermal Meta, Mariella Nava, Piero Pelù, Vasco Rossi, Ron, Tosca, Tricarico, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi e Margherita Vicario.
Pomeriggio di soccorsi nei sentieri di Pioraco. Una donna è rimasta ferita nella giornata di oggi mentre percorreva il noto itinerario naturalistico "Li Vurgacci".
L’escursionista, a seguito di una caduta accidentale, ha riportato un sospetto trauma alla caviglia che le ha impedito di proseguire il cammino in autonomia. Immediato l'allarme che ha attivato la macchina dei soccorsi coordinata dal Soccorso Alpino e Speleologico Marche. Sul posto sono intervenuti i tecnici del Cnsas, insieme alle squadre dei Vigili del Fuoco e ai volontari della Croce Rossa di Matelica.
Una volta raggiunta la donna, i soccorritori hanno proceduto alle prime valutazioni sanitarie e alla stabilizzazione dell'arto infortunato. La paziente è stata poi adagiata su una barella portantina e trasportata a mano lungo il sentiero dai tecnici impegnati nell'operazione.
Il recupero si è concluso con l’affidamento dell’escursionista al personale del 118, che ha provveduto al trasferimento in ospedale per gli accertamenti e le cure del caso.
Le comunità del Maceratese hanno celebrato l’81esimo anniversario della Festa della Liberazione con cerimonie, momenti di raccoglimento e iniziative capaci di unire memoria, partecipazione civile e attenzione al territorio. Da Tolentino a Macerata, passando per Castelraimondo, Recanati e Morrovalle il 25 aprile è stato vissuto come una giornata di omaggio a quanti hanno lottato per la libertà e la democrazia, ma anche come occasione per riaffermare, attraverso gesti concreti, i valori fondanti della Repubblica: pace, giustizia, coesione sociale e responsabilità collettiva.
A Tolentino autorità e rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma si sono ritrovati in piazza della Libertà, dove è stato formato il corteo che, accompagnato dal Corpo bandistico, ha raggiunto corso Garibaldi. Qui, davanti al graffito che ricorda i martiri dell’Eccidio di Montalto, dopo l’esecuzione dell’Inno nazionale, è stata deposta una corona di alloro in segno di riconoscenza e memoria.
A Macerata la cerimonia si è svolta in via Cioci, presso il Monumento alla Resistenza, con la deposizione di una corona di alloro alla presenza delle autorità comunali e provinciali, dei rappresentanti dell’Anpi sezione di Macerata, dell’Istituto Storico di Macerata e delle associazioni combattentistiche e d’arma. La comunità si è raccolta per rendere omaggio alle donne e agli uomini della Resistenza, ricordando il loro contributo decisivo alla conquista della libertà, alla pace e alla costruzione della Repubblica. Un momento volutamente breve, che ha consentito poi alle autorità di trasferirsi a San Severino Marche, dove si è tenuta la cerimonia provinciale alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del ministro Guido Crosetto.
A Castelraimondo, invece, la ricorrenza è stata celebrata anche con un’iniziativa che ha coniugato memoria e senso di comunità: nell’area verde antistante l’Istituto Comprensivo “Nazareno Strampelli” sono state installate tre nuove sedute di design urbano, concepite come vere e proprie poltrone e pensate per offrire a studenti, famiglie e cittadini uno spazio accogliente di incontro e socialità. L’intervento rientra nel più ampio impegno dell’amministrazione comunale per migliorare la qualità degli spazi pubblici e promuovere occasioni di condivisione all’interno della comunità, in una giornata simbolica che richiama i valori di libertà, partecipazione e coesione sociale. Le nuove installazioni, oltre a rappresentare un elemento di arredo urbano, sono anche un segno concreto di attenzione verso i luoghi vissuti quotidianamente dai più giovani, contribuendo a rendere più fruibile e attrattiva l’area scolastica.
Le tre chaise della collezione “Creta”, realizzate in edizione speciale nei colori verde, bianco e rosso, sono state donate alla comunità da Antonio Fonsi, della Fonsi Costruzioni Srl, attraverso la nuova società Materia Nova Srl. "Questa installazione rappresenta un intervento concreto di riqualificazione del verde pubblico, capace di coniugare funzionalità ed estetica. Offrire spazi curati e accoglienti significa anche promuovere una maggiore attenzione e rispetto per l’ambiente da parte di tutti, a cominciare dai più giovani", ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Edoardo Bisbocci.
"Il 25 aprile è una data fondamentale per la nostra comunità e per l’intero Paese. Celebrare questa ricorrenza anche attraverso gesti concreti come questo, che migliorano la qualità della vita quotidiana, rafforza il senso di appartenenza e i valori di libertà e condivisione. Ringraziamo di cuore chi ha reso possibile questa donazione", ha affermato il sindaco Patrizio Leonelli. Un gesto di generosità e attenzione verso il territorio che rafforza il legame tra imprese locali e comunità, contribuendo a rendere gli spazi pubblici più belli, accoglienti e significativi. In tutte le celebrazioni, pur con modalità diverse, è emerso lo stesso filo conduttore: custodire la memoria storica non come semplice rito, ma come impegno vivo a difesa della democrazia, della partecipazione civile e dei valori di libertà che il 25 aprile continua a consegnare alle nuove generazioni.
Anche Morrovalle ha festeggiato il 25 Aprile con una cerimonia nel segno della tradizione e del ricordo. Dopo la Santa Messa in memoria dei caduti nella chiesa di Sant’Agostino, il sindaco Andrea Staffolani, affiancato dal sindaco del consiglio comunale dei ragazzi Nicolò Palombini, dalle autorità civili e militari, dai rappresentanti del consiglio comunale e delle associazioni cittadine, ha incontrato la banda musicale Giuseppe Verdi in piazza Vittorio Emanuele. Da qui il corteo ha raggiunto il Monumento ai Caduti di via Medaglie d’Argento, dopo aver attraversato le vie principali del centro e aver sostato in piazza Garibaldi ai piedi della lapide che ricorda i caduti della Seconda Guerra Mondiale. I due sindaci hanno poi deposto insieme una corona di alloro ai piedi del memoriale. Nel suo intervento, Staffolani ha richiamato i versi iniziali dell’Inno di Mameli, “Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta”, sottolineando il valore civile della ricorrenza: "Il 25 aprile non è una mera ricorrenza storica, ma un momento di riflessione collettiva su ciò che abbiamo vissuto, viviamo e vivremo. Anche il nostro territorio ha conosciuto il peso della guerra e il valore della Resistenza".
Particolarmente sentita e partecipata anche la manifestazione organizzata dall’Amministrazione comunale di Recanati, alla quale hanno preso parte cittadini, istituzioni pubbliche, giunta, gran parte del consiglio comunale, associazioni combattentistiche e di volontariato e parti sociali. Il corteo è partito da via Primo luglio, accompagnato dalla banda cittadina, per arrivare poi alla deposizione delle corone d’alloro e alla commemorazione affidata al vicesindaco Roberto Bartomeoli e al presidente della sezione locale dell’Anpi Sandro Apis. La vicinanza della città alla celebrazione è stata testimoniata anche dalla partecipazione del sindaco Emanuele Pepa alla commemorazione provinciale di San Severino Marche, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel suo intervento Bartomeoli ha ricordato il significato profondo della data: "Oggi rendiamo omaggio a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita proprio per la libertà"
Il corpo senza vita di un uomo è stato rinvenuto questa mattina, intorno alle ore 11, all'interno di un appartamento in un condominio di Borgo Rancia, a Tolentino. La vittima è il 68enne Luciano Ciattagllia.
L’allarme è scattato quando alcuni amici dell’uomo, allarmati dal prolungato silenzio e dall’impossibilità di stabilire un contatto telefonico con il 68enne, hanno richiesto l’intervento dei soccorsi chiamando il 118. All'arrivo dei sanitari nell'abitazione, tuttavia, il decesso era già avvenuto e il personale medico ha potuto soltanto procedere alla constatazione della morte.
Sul luogo del ritrovamento sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Tolentino per effettuare gli accertamenti di rito. Dai primi rilievi è emerso che il decesso è avvenuto per cause naturali, riconducibili a un malore improvviso che non ha lasciato all'uomo il tempo di chiedere aiuto. Non sono stati rilevati segni di violenza o elementi che possano far ipotizzare cause diverse dalla morte naturale.
Con la scadenza dei termini per la presentazione delle candidature presso la Segreteria generale del Comune, la macchina elettorale di Macerata entra ufficialmente nel vivo. Il panorama politico cittadino si delinea attraverso la corsa di cinque candidati alla carica di sindaco, sostenuti da una galassia di sedici liste complessive che animeranno la competizione nelle giornate di domenica 24 e lunedì 25 maggio. Il segretario generale Benedetto Perroni ha raccolto la documentazione necessaria, ora al vaglio della Commissione elettorale circondariale per la verifica formale e l'ammissione definitiva alla tornata amministrativa.
I nomi che si contenderanno la guida della città sono Mattia Orioli, Sandro Parcaroli, Giordano Ripa, Marco Sigona e Gianluca Tittarelli. Analizzando gli schieramenti, emerge una composizione variegata delle forze in campo. Mattia Orioli corre con il sostegno della lista Terzo Polo, mentre Sandro Parcaroli guida una coalizione ampia composta da Unione di Centro, la civica Parcaroli Sindaco - Lega, I Marchigiani – I Maceratesi per Parcaroli, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Macerata Unica. Sul fronte opposto, Gianluca Tittarelli raccoglie il supporto di uno schieramento altrettanto vasto che include Alleanza Verdi e Sinistra, L'altra Macerata, Partito Democratico, Riformisti Macerata, Strada Comune, Uniamo Macerata e Movimento 5 stelle. Completano il quadro le candidature singole di Giordano Ripa, sostenuto dalla lista Futuro per Macerata, e di Marco Sigona, appoggiato dal gruppo Officina delle idee.
Le procedure burocratiche hanno richiesto il deposito di atti fondamentali, tra cui le dichiarazioni di accettazione dei candidati, i contrassegni identificativi e i documenti programmatici che illustrano le visioni amministrative per il prossimo quinquennio. Un aspetto cruciale riguarda la composizione delle liste dei consiglieri, che devono rispettare rigorosi parametri numerici e di genere. La legge impone infatti un minimo di ventuno e un massimo di trentadue candidati per ogni lista, con l'obbligo di garantire l'equilibrio tra i generi secondo le quote che riservano almeno un terzo dei posti al genere meno rappresentato. Una volta terminata la fase dei controlli, sarà il sorteggio a stabilire l'ordine progressivo di apparizione sui manifesti e sulla scheda elettorale.
Il calendario delle operazioni è già definito nei minimi dettagli. Gli elettori maceratesi potranno recarsi alle urne domenica 24 maggio, dalle ore 7 alle ore 23, e lunedì 25 maggio, dalle ore 7 alle ore 15. Lo spoglio delle schede inizierà immediatamente dopo la chiusura dei seggi del lunedì, decretando la composizione del nuovo Consiglio comunale e il nome del primo cittadino. Qualora nessuno dei candidati dovesse ottenere la maggioranza assoluta al primo turno, la sfida si rinnoverà con il ballottaggio previsto per le giornate di domenica 7 e lunedì 8 giugno.
Una solenne e intensa celebrazione ha segnato la giornata del 25 aprile a San Severino Marche, dove il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha preso parte alle commemorazioni per l’81esimo anniversario della Festa della Liberazione.
Ad accogliere il Capo dello Stato, al suo arrivo, le più alte autorità civili e militari: il ministro della Difesa Guido Crosetto, il capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano, il sindaco Rosa Piermattei, il prefetto Giovanni Signer, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci. Presenti anche il picchetto d’onore della Legione Carabinieri Marche, le autorità militari e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma. Ad accompagnare l’arrivo del Presidente, il lungo e sentito applauso di centinaia di cittadini e studenti, che hanno sventolato il tricolore, testimoniando un profondo senso di appartenenza ai valori della Repubblica.
La prima tappa si è svolta al Monumento ai Caduti della Resistenza, dove il Presidente ha deposto una corona d’alloro, rendendo omaggio al sacrificio di quanti hanno lottato per la libertà. Il monumento, realizzato nel 1965 dall’artista Arnaldo Bellabarba, rappresenta uno dei luoghi più significativi della memoria cittadina, anche grazie al recente restauro reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni e comunità.
Successivamente, il Capo dello Stato si è trasferito in piazza Del Popolo, accolto da un nuovo, caloroso applauso. Dopo l’esecuzione dell’inno nazionale, ha ricevuto gli onori militari e passato in rassegna il picchetto interforze, prima di raggiungere il Teatro Feronia per la cerimonia istituzionale.
Ad aprire gli interventi è stato il presidente della Provincia, Alessandro Gentilucci, che ha dato il benvenuto al Presidente Mattarella e ricordato alcune testimonianze partigiane. A seguire, il sindaco Rosa Piermattei ha richiamato il valore storico e civile del territorio: «Il nostro territorio, uno dei più vasti delle Marche, non è stato solo un teatro di guerra ma un laboratorio di solidarietà internazionale. Il Battaglione Mario rappresentò un qualcosa di unico per l’Italia intera: un’unità multietnica dove italiani, prigionieri alleati fuggiti dai campi di concentramento ed ex prigionieri di diverse nazionalità combatterono fianco a fianco. C’erano giovani, donne e sacerdoti».
Nel suo intervento, il sindaco ha voluto ricordare figure emblematiche della Resistenza locale: «Bruno Taborro, vicecomandante del Battaglione Mario, fu tra i protagonisti di quella lotta contro l’oppressione nazifascista che ebbe nelle nostre montagne, e in particolare sul Monte San Vicino, uno dei suoi teatri. E Carlo Abbamagal, partigiano etiope, fu simbolo di una lotta che non conosceva confini di razza o nazione, ma solo il confine universale tra la giustizia e la tirannia».
Un passaggio che ha trovato il suo culmine in un messaggio dal forte valore universale: «Questi uomini ci hanno insegnato che la libertà è un bene universale e che la solidarietà è l’arma più potente contro ogni forma di odio. E questo, ogni 25 Aprile e ogni giorno, dobbiamo ricordarlo e fare in modo di tramandarlo».
Parole di riconoscenza sono state espresse dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che ha rivolto un saluto al Capo dello Stato: «I marchigiani tutti, le assicuro signor Presidente, le sono profondamente grati per la sua attenzione alle Marche e per la sua presenza qui oggi, in una occasione così solenne, com’è l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione».
Il presidente regionale ha poi sottolineato il valore contemporaneo della ricorrenza: «Penso che la giornata odierna non debba limitarsi a un doveroso esercizio della memoria, ma debba essere uno strumento vivo e concreto di testimonianza, l’occasione per rinnovare un impegno e una responsabilità condivisi».
Richiamando il contesto internazionale, ha aggiunto: «Non dobbiamo dimenticare mai che l’amore e la passione per la democrazia e la libertà rappresentano l’unico vero antidoto ad ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. E che una democrazia può prosperare e trovare vigore solo se si fonda sul confronto e sul rispetto dell’altro, non sull’odio o sulla delegittimazione dell’avversario politico».
E ancora: «Le celebrazioni di oggi ci richiamano a una riflessione sulla difficile epoca che stiamo attraversando, in cui riemergono spettri del passato, in cui la forza del diritto internazionale è messa in discussione, e le democrazie fanno i conti con minacce sempre più insidiose- Dal Dopoguerra ad oggi i valori della Costituzione hanno garantito pace e solidarietà, libertà e democrazia, crescita e uguaglianza: sono valori che appartengono al DNA del popolo italiano e che dobbiamo tutelare ogni giorno».
Nel corso della cerimonia, l’attore Neri Marcorè ha dato voce alla memoria leggendo una poesia dedicata alla Resistenza, contribuendo a rendere ancora più intensa la partecipazione emotiva.
Nel suo intervento, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato il significato fondante della giornata: «In questo luogo si trovano le radici della Repubblica, nata per esprimere la speranza e l’avvio di un futuro migliore - poi citando Vittorio De Sica in "Miracolo a Milano" - Una nuova Italia, verso un Paese in cui “buongiorno” vuol dire davvero buongiorno». Un passaggio che ha sottolineato il valore storico del percorso compiuto: «Ottantuno anni di pace, sviluppo e progresso sono raccolti nella nostra Costituzione».
Richiamando anche il valore simbolico della città e del suo teatro, ha aggiunto: «Feronia, dea della libertà, oggi ci richiama a celebrare la festa di tutti gli italiani amanti della libertà. Da San Severino vogliamo ribadire la nostra determinazione nella difesa delle libertà, della giustizia e della pace».
Il Capo dello Stato ha quindi ricordato il ruolo del territorio nella storia della Resistenza: «Questa provincia fu oggetto di prevaricazioni e stragi, e San Severino fu teatro dei primi scontri a fuoco. Qui si trovano esempi di sacrificio e virtù civica che hanno contribuito a costruire la Repubblica».
Infine, uno sguardo al futuro: «L’Italia guarda con fiducia alle sfide del futuro insieme agli altri popoli europei. La Repubblica è riconoscente alla gente delle Marche per il contributo che ha fornito alla sua formazione e al suo sviluppo».
La cerimonia si è conclusa con parole che hanno unito idealmente l’intera comunità nazionale: «Viva la Liberazione, viva la Repubblica».
Una giornata di altissimo valore istituzionale e civile, che ha rinnovato, nel segno della memoria, l’impegno condiviso verso i principi fondanti della democrazia italiana.
"Una Macerata che torni finalmente a parlare alle persone, capace di scardinare i vecchi metodi di coinvolgimento per rimettere i cittadini al centro delle scelte politiche". Con queste premesse i rappresentanti della lista civica Strada Comune hanno presentato ufficialmente la propria squadra a sostegno del candidato sindaco Gianluca Tittarelli, leader della coalizione di centrosinistra. La presentazione è avvenuta in un clima informale e vivace durante l’evento denominato Aperitivo Liber-AZIONE, ospitato nei locali di via Armaroli, dove la nutrita partecipazione della cittadinanza e di moltissimi giovani ha fatto da cornice al debutto dei candidati.
L'iniziativa ha visto la partecipazione di figure di spicco della politica locale e regionale, tra cui Alessandro Campetella, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, e Roberto Mancini, coordinatore regionale di Dipende da Noi. Entrambi hanno ribadito il pieno sostegno al progetto di Strada Comune, sottolineando "come l’esperienza maturata nelle passate elezioni regionali con il percorso di Pace Salute Lavoro sia oggi confluita naturalmente in questa lista civica". L'obiettivo dichiarato è quello di "portare una ventata di cambiamento sostanziale per la città e la provincia, puntando su una forza che nella consigliatura uscente ha saputo distinguersi per coerenza e per la capacità di fornire proposte concrete e critiche costruttive all'amministrazione guidata dal sindaco Parcaroli".
Durante la serata, svoltasi in un clima conviviale alla presenza dello stesso Gianluca Tittarelli che si è intrattenuto a lungo a discutere con i presenti, è emersa con forza la necessità di "riunire tutte le forze dell’alternativa per evitare la dispersione dei consensi". I candidati hanno spiegato come sia fondamentale garantire una presenza istituzionale capace di contrastare la narrazione politica attuale, spesso appiattita sui soli temi della sicurezza e dell'immigrazione per evitare di affrontare i nodi strategici del territorio. Al centro del programma di Strada Comune ci sono infatti il diritto a un lavoro giusto, la difesa strenua dei beni comuni come l’acqua pubblica e la gestione del ciclo dei rifiuti, oltre a una visione dell’ambiente intesa come reale opportunità di sviluppo.
La presenza all'evento di altri esponenti della coalizione ha ulteriormente testimoniato l'unità d'intenti di un centrosinistra che si presenta coeso verso l'appuntamento elettorale. Per Strada Comune, la sfida è quella di "riportare l'ascolto e l'inclusione al centro dell'azione amministrativa, promuovendo un’idea di città dove ogni soggetto, sia esso un singolo cittadino o un'impresa, possa esprimersi pienamente all'interno di una comunità che ha l'ambizione di riscoprire la propria identità e il proprio ruolo strategico nel panorama provinciale".
"La lista dei 32 candidati si presenta come uno spaccato eterogeneo della società civile maceratese, unendo diverse generazioni e professionalità unite dal desiderio di eliminare le distinzioni tra cittadini di serie A e di serie B. Il progetto punta a ricostruire un rapporto solido con il mondo dell’associazionismo, con la cultura e con l’Università, proponendo una visione di cittadinanza consapevole e responsabile", concludono i promotori.
Tra i nomi che compongono la squadra figurano: Fabrizio Antinori, Leonardo Basile, Francesco Cappelletti, Letizia Carducci, Stefania Cherubini, Piergiorgio Ciarlantini, Alberto Cicarè, Giuditta Clementoni, Suada Corogjafi, Marco Donati, Fabrizio Romano Fratini, Irene Giacchetta, Pietro Giulianelli, Monica Landi, Cosimo Leccese, Mirko Marcolini, Giorgio Mariani, Paola Marziali, Francesca Massetani, Carlo Migliorelli, Renzo Montanari, Laura Nalli, Antonio Pagnanelli, Riccardo Pensini, Giorgio Ripari, Marco Romagnoli, Patrizia Sabbatini, N’Vacaba Sanoh, Reinhard Sauer, Elettra Olimpia Tombesi, Andrea Tonnarelli e Cecilia Trisciani.
Hanno tentato di aggirare la legge presentandosi allo sportello dell’Anagrafe con documenti romeni contraffatti, sperando di ottenere la residenza e la carta d’identità italiana. Ma il piano di due giovani cittadini moldavi, di 20 e 22 anni, è andato in fumo grazie alla prontezza del personale comunale e alla vigilanza degli agenti della Polizia Locale di Macerata.
Il fatto è avvenuto ieri mattina, intorno alle 8:30, negli uffici di viale Trieste. Tre uomini si sono presentati per avviare le pratiche di iscrizione anagrafica. Due di loro hanno esibito carte d'identità romene che, a un primo sguardo esperto dell'operatrice di sportello, hanno mostrato anomalie strutturali sospette. Senza perdere la calma, l'impiegata ha allertato gli agenti della Polizia Locale presenti nella struttura per i controlli di routine.
I controlli incrociati nel sistema informativo Schengen, condotti in sinergia con la Sala operativa del Ministero dell’Interno, hanno svelato la truffa: uno dei documenti risultava ufficialmente rubato e intestato a un'altra persona, mentre entrambi presentavano difformità rispetto agli originali. Per accertare la falsità oltre ogni dubbio, i titoli sono stati inviati alla Sezione specializzata della Polizia Locale di Ancona, che ha confermato la totale contraffazione dei documenti.
Sotto la direzione del Pubblico Ministero, i due cittadini moldavi (identificati come T.N. e M.A.) sono stati arrestati in flagranza. Dopo il fotosegnalamento, sono stati posti agli arresti domiciliari. Il processo per direttissima è stato fissato per domani mattina, domenica 26 aprile, alle ore 10:00.
Aveva pianificato tutto nei minimi dettagli, o almeno così credeva. È entrato nel supermercato come un cliente qualunque, ha scelto con cura i prodotti dagli scaffali e poi, con una mossa fulminea, è sparito nel nulla. Ma la sua fuga è durata poco: un uomo di 51 anni, residente nella provincia di Parma, è stato denunciato dai Carabinieri della Stazione di San Ginesio con l'accusa di furto aggravato.
L’indagine è scattata a seguito della segnalazione del direttore di un noto punto vendita del centro. Accortosi dell'ingente ammanco di merce, l'uomo si è rivolto ai militari dell'Arma sporgendo denuncia. Il "bottino" non era certo di poco conto: circa 200 euro di generi alimentari, selezionati con cura tra i reparti del negozio.
La dinamica del furto, ricostruita con precisione dai militari, è apparsa subito chiara. Il 51enne, dopo aver girato tra le corsie, ha occultato la merce all'interno di uno zaino che portava in spalla. Giunto nei pressi delle casse, anziché mettersi in fila per pagare, ha approfittato di un momento di distrazione del personale per dileguarsi rapidamente, svanendo tra le vie limitrofe al supermercato.
A tradire il cinquantunenne è stata però la tecnologia. I Carabinieri hanno setacciato le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza interna e analizzato i filmati delle telecamere di sicurezza cittadine. Incrociando i dati e le immagini, i militari sono riusciti a dare un volto e un nome al fuggitivo.
Per l'uomo è scattato immediatamente la denuncia all’autorità gudiziaria. La merce, purtroppo non più recuperabile, è costata cara al "trasfertista" emiliano, che ora dovrà rispondere di fronte alla legge del colpo messo a segno nel borgo maceratese.
Rissa fuori da un nightclub alle porte di Tolentino: la situazione degenera, fermato un giovane con armi da taglio nell'auto. Mancavano pochi minuti alle tre e dieci del mattino dello scorso sabato, quando la quiete della notte è stata spezzata dalle grida e dai rumori di una violenta rissa esplosa all'esterno di un noto locale notturno della zona. L'immediato intervento dei Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia locale ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente, portando alla denuncia di un giovane operaio di Urbisaglia.
Tutto è iniziato con una segnalazione al numero di emergenza che indicava un acceso scontro fisico fuori dal nightclub. Giunti sul posto, i militari hanno rapidamente ricostruito la dinamica dei fatti: un cittadino boliviano di 30 anni si era scagliato contro un giovane egiziano di 22 anni, colpendolo ripetutamente e causandogli diverse lesioni. La vittima, sanguinante e dolorante, è stata subito soccorsa dal personale sanitario e trasportata d'urgenza all'ospedale di Macerata per gli accertamenti del caso e le cure mediche necessarie.
Mentre l'ambulanza correva verso il nosocomio, i carabinieri hanno subito intercettato un veicolo che si stava allontanando dall'area dell'aggressione. A bordo del mezzo è stato individuato proprio il trentenne boliviano coinvolto nel parapiglia. Tuttavia, l'attenzione dei militari si è spostata rapidamente sul conducente, un operaio 20enne residente a Urbisaglia.
Sottoposto a una perquisizione veicolare approfondita, il giovane è stato trovato in possesso di un piccolo arsenale improprio: nell'abitacolo erano infatti nascosti un coltello da cucina lungo ben 22 centimetri e una lametta da barba con manico della lunghezza di 14 centimetri. Gli oggetti sono stati immediatamente sequestrati dai carabinieri.
Per il 20enne è scattata la denuncia a piede libero alla competente autorità giudiziaria. Dovrà ora rispondere del reato di porto abusivo di oggetti atti a offendere. Al vaglio la posizione del 30enne coinvolto nella violenta rissa.
Montefano si prepara a un cambiamento significativo della propria viabilità urbana, come emerso durante l’incontro pubblico dello scorso 22 aprile presso la Sala Consiliare di Palazzo Olivi. A partire dal mese di maggio del 2026, l’Amministrazione Comunale introdurrà un nuovo piano del traffico finalizzato a migliorare la sicurezza stradale, con particolare attenzione all'intersezione tra la S.R. 361 e via Don Minzoni, un tratto caratterizzato da criticità legate alla visibilità e all'intensità del flusso veicolare.
Il sindaco Angela Barbieri ha illustrato le ragioni dell'intervento, che si inserisce in un quadro di riqualificazione più ampio iniziato con il risanamento idrogeologico di via Domenico Costanzi, un'opera da 506.000 euro finanziata da fondi regionali e ministeriali. L'assessore alla Viabilità Mirco Monina ha spiegato nel dettaglio il funzionamento del nuovo sistema, che prevede l'attivazione h24 di un semaforo intelligente sulla direttrice Macerata-Ancona, capace di adattare i tempi di attesa ai volumi di traffico e caratterizzato da una fase di luce gialla estesa a cinque secondi per favorire una guida più sicura. Per garantire il rispetto delle nuove disposizioni, il Comune ha confermato l'installazione di un dispositivo per il rilevamento automatico delle infrazioni semaforiche.
Le modifiche sostanziali riguardano la revisione dei sensi di marcia. Via Don Minzoni diventerà a senso unico a scendere partendo dall'intersezione con la S.R. 361, mantenendo il doppio senso solo fino all'ingresso del supermercato "Si con Te". È prevista inoltre una semplificazione per chi proviene da Macerata, che potrà svoltare in via Don Minzoni evitando la manovra di inversione sul "bollino rosso", obbligo che resterà invece in vigore esclusivamente per i mezzi pesanti, i quali dovranno proseguire fino a Piazzale Martiri delle Foibe. Anche via della Repubblica subirà una modifica, diventando a senso unico a scendere tra il civico 1 e il 25, misura pensata per decongestionare la zona dei servizi e aumentare la disponibilità di parcheggi. Infine, i veicoli in arrivo da via Don Minzoni o via Imbrecciata saranno indirizzati su via Costanzi per il raggiungimento della strada regionale o del centro storico.
L'Amministrazione ha espresso soddisfazione per il confronto avuto con la cittadinanza, garantendo che il passaggio alle nuove modalità di circolazione sarà supportato da un'adeguata segnaletica e da un incremento dei controlli da parte della Polizia Locale, necessari ad accompagnare i residenti in questa fase di transizione.
MACERATA - Colpo di scena nel panorama politico locale in vista delle prossime elezioni amministrative: la lista civica Urbana Futura non sarà presente sulla scheda elettorale. Con una nota ufficiale, i promotori hanno annunciato l’impossibilità di raggiungere il numero minimo di sottoscrizioni richiesto per la presentazione della lista entro i termini di legge.
Una decisione definita sofferta ma necessaria, dettata da un "senso di responsabilità" verso i cittadini e le istituzioni. Nonostante lo stop burocratico, il movimento ha voluto sottolineare il calore ricevuto in queste settimane di mobilitazione: «Abbiamo registrato attenzione, partecipazione e un sincero sostegno da parte di tanti cittadini, che ringraziamo uno ad uno», hanno dichiarato i rappresentanti della lista, estendendo il ringraziamento a candidati e volontari.
In un’ottica di massima trasparenza, Urbana Futura ha chiarito che ogni vincolo è sciolto: i candidati consiglieri sono liberi di ritirare la propria disponibilità, così come i sottoscrittori possono decidere di ritirare la firma precedentemente apposta.
Tuttavia, quello di Urbana Futura non è un addio, bensì un cambio di rotta strategico. Il patrimonio di idee e programmi accumulato non andrà disperso: il movimento ha infatti annunciato che l'intera esperienza confluirà nella lista civica “Officina delle Idee”, a sostegno del candidato sindaco Marco Sigona.
«Una scelta di continuità — spiegano i promotori — per portare avanti con coerenza le proposte e il lavoro avviato». L’obiettivo dichiarato è quello di non disperdere la visione costruita in queste settimane, trasformando quello che poteva sembrare un fallimento organizzativo in un passaggio politico verso una coalizione più ampia.
«Questa non è una fine — conclude la nota — ma un passaggio. L’obiettivo resta lo stesso: contribuire in modo concreto al futuro della città, con spirito civico, indipendenza e partecipazione».
Non s'ha da chiudersi in casa Noi Moderati la vicenda che vede protagonista il consigliere comunale uscente Aldo Alessandrini, ex commissario cittadino della Lega. A pochi minuti dalla smentita categorica del segretario cittadino Luigi Carelli (leggi qui), che aveva definito "incomprensibili" le parole del commissario provinciale della Lega, Mauro Lucentini, circa i presunti contatti per una candidatura dell'avvocato, interviene la coordinatrice provinciale Maika Gabellieri con una nota che ribalta parzialmente la narrazione e mette in luce un cortocircuito interno al movimento.
A differenza di quanto affermato dalla segreteria cittadina, Gabellieri conferma che una segnalazione riguardante Alessandrini è effettivamente arrivata sul suo tavolo: "Nella serata di ieri - spiega in una nota - sono stata informata di un interesse manifestato dal consigliere Alessandrini a un possibile ingresso in Noi Moderati. Ho immediatamente espresso la mia posizione netta: la nostra lista è chiusa e il partito non ha intenzione di valutare ulteriori ingressi".
Gabellieri chiarisce quindi che il contatto c'è stato, ma è stato "stroncato" sul nascere per rispettare il percorso già definito e per non interferire nelle dinamiche degli altri alleati di coalizione. La nota della Gabellieri suona come un vero e proprio richiamo all'ordine nei confronti dei vertici locali del partito. Senza citarlo direttamente, la coordinatrice provinciale risponde alla precedente nota del segretario Carelli, sottolineando che "le uscite pubbliche devono essere coordinate e devono rispettare il percorso istituzionale del partito".
Un passaggio che evidenzia una frattura comunicativa tra il livello provinciale (che ammette l'interessamento di Alessandrini ma lo respinge) e quello cittadino (che negava persino l'esistenza di contatti, così come affermato dallo stesso Alessandrini). "Chi ha parlato pubblicamente si assume la responsabilità delle proprie parole", chiosa seccamente la Gabellieri.
Nonostante le frizioni interne, l'obiettivo dichiarato resta quello di riportare l'attenzione sulla campagna elettorale a sostegno del sindaco uscente Sandro Parcaroli. Per la coordinatrice provinciale, la questione Alessandrini è "chiusa da subito" e la volontà è di riportare "l'attenzione dove deve stare: sulla nostra lista, sui nostri candidati, sul programma che porteremo ai cittadini di Macerata. È questo che gli elettori si aspettano da noi, ed è questo che intendiamo offrire loro".
Incidente stradale nel tardo pomeriggio di oggi, intorno alle 19:30, lungo viale Armando Diaz, nel territorio comunale di Treia. Per cause ancora in corso di accertamento da parte della polizia locale, una Jeep e una moto BMW si sono scontrate violentemente.
Ad avere la peggio nell’impatto è stato il motociclista. Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118 che, valutata l’entità dei traumi riportati dall'uomo, hanno richiesto l’intervento dell'eliambulanza. L'elicottero del soccorso regionale è atterrato poco dopo nei pressi del luogo del sinistro per provvedere al trasferimento del paziente all’ospedale regionale Torrette di Ancona.
Secondo le prime informazioni, non si troverebbe comunque in gravi condizioni. Sul luogo dell'incidente sono intervenute le autorità competenti per effettuare i rilievi di rito e gestire la viabilità lungo viale Diaz.