Al termine di una meticolosa indagine, i Carabinieri hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 58 anni, residente a Casandrino (NA) e già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di truffa.
La vicenda ha avuto origine dalla denuncia presentata da una cittadina portorecanatese di 51 anni. Lo scorso 2 dicembre 2025, l’uomo si è spacciato per un dipendente di un noto istituto di credito e, con abilità persuasiva, è riuscito a convincere la vittima a effettuare un bonifico di 1.700 euro su un conto a lui intestato.
In seguito all’episodio, i Carabinieri hanno lanciato un appello alla cittadinanza per prestare la massima attenzione. "Gli istituti bancari e gli uffici postali non chiedono mai bonifici o codici di accesso tramite telefono o messaggistica, e in caso di contatti sospetti è sempre consigliabile contattare direttamente la filiale tramite numeri ufficiali o recarsi personalmente allo sportello".
"Nessun ente invia personale a domicilio per riscuotere pagamenti o verificare banconote, quindi non bisogna aprire la porta a sconosciuti che si presentano come funzionari pubblici o operatori bancari. In caso di dubbi o sospetti contatti, la segnalazione immediata al Numero Unico di Emergenza 112 è fondamentale."
I Carabinieri ricordano infine che la prevenzione è la prima forma di difesa. "Informare familiari, e in particolare gli anziani, sulle modalità dei raggiri può fare la differenza nel prevenire truffe come quella avvenuta a Porto Recanati".
La nuova classificazione dei Comuni montani prevista dalla riforma nazionale accende il dibattito nelle Marche e mette in allarme diversi territori del Maceratese esclusi dall’elenco. Al centro della contestazione ci sono i criteri altimetrici fissati dal Dpcm attuativo, che ridefiniscono la mappa sulla base dell’altitudine media e della pendenza del territorio. Una scelta che, secondo i sindaci, rischia di avere conseguenze concrete su scuole, servizi sanitari, agricoltura e agevolazioni fiscali.
A spiegare i punti critici è il sindaco di Colmurano, Mirco Mari. “C’è una legge del 2025 che rimanda ai decreti attuativi per la definizione dei criteri”, sottolinea, chiarendo che il primo decreto firmato il 18 febbraio fa riferimento ai caratteri fisici del territorio. Il nodo principale riguarda la soglia dei 350 metri di altitudine media, parametro che avrebbe determinato l’esclusione di diversi Comuni maceratesi.
Secondo Mari, il problema non è solo formale. “Il danno economico diretto può anche essere contenuto”, spiega, perché la ripartizione dei fondi montani potrebbe essere rivista. Ma l’aspetto più delicato riguarda le deroghe e gli incentivi collegati allo status di Comune montano, che incidono sulla vita quotidiana di cittadini e imprese.
Il riferimento è soprattutto alla scuola e alla sanità territoriale. “Con la qualifica di Comune montano si possono ottenere deroghe sul numero minimo di alunni per classe”, evidenzia il sindaco. Senza queste deroghe diventa più difficile mantenere i plessi nei piccoli centri, con il rischio concreto di chiusura delle scuole e ulteriore spopolamento. Anche sul fronte sanitario potrebbero esserci ripercussioni, perché i medici di base che operano nei Comuni montani hanno benefici specifici che favoriscono il ricambio.
Sulla stessa linea il sindaco di Loro Piceno, Robertino Paoloni, che invita a leggere la riforma dal punto di vista dei cittadini. “La legge sui Comuni montani nasce negli anni ’50 per sostenere i territori dell’entroterra”, ricorda, evidenziando come oggi si sia passati a criteri prevalentemente matematici. Una scelta che, secondo lui, non tiene conto delle difficoltà reali legate a viabilità e servizi.
Paoloni entra poi nel merito della questione scolastica. “Avevamo una deroga che ci permetteva di mantenere le classi anche con 12 o 13 bambini”, spiega. Senza quella possibilità, molte scuole ricostruite dopo il terremoto rischiano di restare vuote, con un danno per le comunità e per le casse dello Stato. A questo si aggiunge la perdita di agevolazioni fiscali, tra cui l’eventuale esenzione Imu sui terreni agricoli.
I sindaci esclusi si sono riuniti a Urbino per definire una linea comune. Sul tavolo c’è l’ipotesi di un ricorso al Tar del Lazio, oltre a possibili iniziative di protesta. L’obiettivo è ottenere una revisione dei criteri e il reintegro dei Comuni esclusi nella classificazione montana.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, dopo l’incontro a Roma con il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli e con i sindaci, tra cui Maurizio Gambini e Daniele Grossi.
“È stato un percorso difficile e controverso”, ha dichiarato Acquaroli, spiegando che il ministro avrebbe manifestato disponibilità a una revisione dei criteri qualora Regioni e Comuni lo chiedessero in modo unanime. Tuttavia, ha precisato che la decisione non dipende esclusivamente dal ministro.
Il presidente ha quindi ringraziato Calderoli per l’apertura dimostrata. “Non ci saranno penalizzazioni per i Comuni esclusi né sull’ambito scolastico né su quello agricolo”, ha riferito. Inoltre, ha annunciato che accanto ai criteri fisici verranno introdotti parametri socioeconomici per la distribuzione delle risorse, con fondi destinati ai territori che sapranno dimostrare in modo più marcato la loro identità montana.
In occasione della Giornata internazionale della Donna, l’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Civitanova Marche sta organizzando un convegno sul parto in anonimato, istituito con DPR. 396/2000 art. 30, co. 1, ma ancora poco conosciuto.
L’evento, che si svolgerà nel mese di marzo, è realizzato dal Comune di Civitanova Marche in sinergia con l’azienda sanitaria - Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Civitanova Marche e Consultorio di Civitanova Marche, e in collaborazione con Sportello InformaDonna, Sportello Amare e Movimento per la Vita.
Nel corso dell’incontro, aperto alla cittadinanza, sarà illustrato il protocollo ospedaliero rivolto a tutte quelle situazioni di difficoltà per la gestante e il nascituro, applicato sulla base dell'ordinamento italiano che prevede un aiuto concreto a livello sanitario e legislativo, durante e dopo la gravidanza, in completo anonimato e del tutto gratuitamente. Il bambino verrà affidato alle cure del personale sanitario fino a quando non verrà adottato da una famiglia pronta ad accoglierlo.
L’assessore alle Pari Opportunità, Barbara Capponi sottolinea "l’importanza di accendere la consapevolezza anche su istituti meno noti e fornire informazioni corrette sulla legge e sull'accesso universale ai servizi sanitari".
La data dell’appuntamento, con ingresso gratuito e rilascio dell’attestato di partecipazione, sarà definita nei prossimi giorni.
Bilancio positivo per il piano strategico del Comune di Macerata dedicato al controllo numerico della popolazione di colombi urbani. Il progetto, avviato nel 2022, punta a ristabilire un equilibrio sostenibile tra la presenza dei volatili e le esigenze di igiene pubblica, decoro urbano e tutela del patrimonio storico.
I dati degli ultimi censimenti confermano l’efficacia della strategia adottata. Se nel 2015 erano stati contati 897 colombi, il numero è sceso a 211 nel 2023 fino ad arrivare agli attuali 135 esemplari censiti nel 2025.
L’Amministrazione ha scelto un approccio non cruento e basato su criteri scientifici. In linea con la legge nazionale sulla tutela della fauna selvatica, viene utilizzata la nicarbazina, un principio attivo antifecondativo che inibisce temporaneamente la fertilità delle uova. Il trattamento è reversibile e non comporta rischi per l’ambiente, per le persone o per altre specie animali.
“I numeri parlano chiaro: siamo passati da una situazione di criticità a una gestione virtuosa del territorio – spiega l’assessore all’Ambiente e alla Tutela del Benessere Animale, Laura Laviano –. Il nostro obiettivo non è mai stato eliminare i colombi, ma contenere una popolazione rinselvatichita che, trovando abbondante cibo e rifugi negli edifici storici, rischiava di compromettere la salubrità e il decoro della città”.
Il successo del piano è legato anche a un’attenta attività di monitoraggio. Il personale dell’Ufficio Ambiente ha effettuato cinque censimenti sistematici, suddividendo il centro storico in cinque zone e georeferenziando gli avvistamenti e i punti maggiormente colpiti dall’imbrattamento.
La distribuzione del mangime trattato avviene all’alba e sotto stretta supervisione in diversi punti strategici della città: nel centro storico nelle piazze Libertà, Strambi, Mazzini e Vittorio Veneto e all’Emiciclo Garibaldi; nelle aree esterne in via Aleandri, viale Piave, piazzale della Stazione, al monumento Garibaldi, in via Roma, via Campanile e Fonte Maggiore. Le postazioni fuori dal centro sono state individuate analizzando i movimenti dei volatili, poiché spesso le aree di alimentazione non coincidono con quelle di nidificazione.
Il Comune sottolinea infine come la collaborazione dei cittadini sia fondamentale per il successo del piano. La somministrazione spontanea di cibo ai colombi, infatti, rischia di ridurre l’efficacia del trattamento farmacologico.
L’Amministrazione intende proseguire lungo questa linea anche nei prossimi anni, mantenendo attivi i censimenti annuali e le campagne di sensibilizzazione per prevenire nuove proliferazioni e favorire una convivenza equilibrata tra cittadini e fauna urbana.
Torna all’esame del Comune di Macerata il piano di lottizzazione per l’area Simonetti a Piediripa. Dopo la bocciatura da parte del Consiglio comunale avvenuta nel maggio dello scorso anno, la Simonetti SpA ha infatti ripresentato la richiesta di approvazione del progetto urbanistico.
Il nuovo deposito ripropone sostanzialmente l’assetto già previsto in origine, che contempla la realizzazione di cinque strutture di vendita autonome e separate, in linea con quanto stabilito dal Piano regolatore generale approvato con delibera n. 42 del 2010.
A seguito dell’istruttoria tecnica condotta dagli uffici comunali competenti, il piano è risultato conforme alla normativa vigente. La Giunta comunale ha quindi adottato l’atto che recepisce il progetto, introducendo tuttavia alcune modifiche rispetto alla proposta iniziale. Tra le principali novità figurano una significativa riduzione delle volumetrie complessive e la rinuncia alla realizzazione della grande struttura di vendita inizialmente prevista.
La decisione è stata presa anche alla luce delle osservazioni e delle critiche emerse durante il precedente dibattito in Consiglio comunale.
Il piano adottato sarà ora pubblicato sul sito istituzionale del Comune per 30 giorni consecutivi. Durante questo periodo cittadini, associazioni e portatori di interesse potranno presentare eventuali osservazioni.
Secondo quanto previsto dall’attuale schema di lottizzazione, l’intervento risulta coerente con le previsioni urbanistiche vigenti, adottate dalle precedenti amministrazioni. Il progetto prevede inoltre un miglioramento della connessione dell’area con le urbanizzazioni retrostanti e interventi sulla viabilità provinciale esistente, tra cui l’allargamento della sede stradale e la realizzazione di una fascia di mitigazione ambientale.
La Banca Macerata Fisiomed rialza la testa e conquista una preziosa vittoria in trasferta nel turno infrasettimanale della Serie A2 Credem Banca. Al PalaParenti di Santa Croce sull’Arno i biancorossi superano per 3-1 l’Emma Villas Codyeco Lupi Siena (25-22, 21-25, 21-25, 20-25) nell’ottava giornata di ritorno, portando a casa tre punti importanti sia per il morale sia per la classifica.
Dopo il ko dello scorso weekend, la formazione maceratese reagisce con carattere e solidità, imponendosi grazie a una prova corale di alto livello. Decisivi soprattutto il muro, con 13 punti di squadra – ben sette firmati dal capitano Fall – e il servizio, fondamentale che ha spesso messo in difficoltà i toscani.
Sul piano offensivo i migliori realizzatori per Macerata sono stati Novello e Karyagin, entrambi a quota 19 punti, mentre Zhelev ha contribuito con 18 punti. Dall’altra parte della rete non è bastata la grande prestazione di Randazzo, autore di 23 punti.
Il match si apre con grande equilibrio. Nel primo set sono i padroni di casa a trovare lo spunto decisivo nel finale grazie ai muri di Bragatto e Nelli, che permettono a Siena di chiudere 25-22.
La reazione di Macerata arriva subito nel secondo parziale. I biancorossi prendono il controllo del gioco, allungano nel punteggio e resistono al tentativo di rimonta dei toscani, pareggiando i conti sul 21-25.
Ancora combattuto il terzo set: dopo una fase di sorpassi e controsorpassi, Macerata piazza l’allungo decisivo grazie ai contrattacchi di Karyagin e Fall, chiudendo nuovamente 21-25 con un ottimo 55% in attacco.
Nel quarto parziale Siena prova a restare in partita, ma il muro biancorosso diventa l’arma decisiva. Macerata ribalta l’inerzia del set, prende il largo e amministra il vantaggio fino al 20-25 finale, firmato dal diagonale vincente di Karyagin.
Con questo successo la Banca Macerata Fisiomed sale a 27 punti in classifica, mantenendo tre lunghezze di margine sulla zona retrocessione, occupata proprio dai toscani.
Incidente nella mattinata di oggi a Civitanova Marche, dove una donna di 79 anni è stata investita da un’auto mentre si trovava in strada.
Il fatto è avvenuto intorno alle 8 all’incrocio tra via Civitanova e via Abruzzo. Per cause ancora in corso di accertamento, l’anziana è stata urtata da una vettura condotta da una 27enne. Nell’impatto la donna è caduta a terra.
Sul posto sono intervenuti i sanitari della Croce Verde di Civitanova, che hanno prestato le prime cure alla ferita. Presenti anche gli agenti della polizia locale per i rilievi e per ricostruire la dinamica dell’accaduto.
Dopo i primi soccorsi, la 79enne è stata trasportata all’ospedale cittadino per ulteriori accertamenti. Le sue condizioni sono in fase di valutazione.
CIVITANOVA MARCHE – In occasione della Giornata Internazionale della Donna, la sezione Anpi di Civitanova-Montecosaro promuove un momento di riflessione profonda che scava nelle pieghe della storia per arrivare ai drammi dei nostri giorni. Venerdì 6 marzo, alle ore 21:15, la Sala Cecchetti della Biblioteca Comunale ospiterà una serata culturale dedicata all'analisi della figura femminile e dello sfruttamento.
Il cuore dell'evento sarà la presentazione del libro "Donne pubbliche" di Annalisa Cegna. L'opera offre uno spaccato crudo e documentato su come il regime fascista percepiva e regolamentava la prostituzione, inquadrando la donna in una rigida gerarchia di valori che oscillava tra la "madre esemplare" e l'emarginazione delle cosiddette donne "irregolari". Un’analisi necessaria per comprendere le radici di pregiudizi e politiche di controllo che hanno segnato il secolo scorso.
Tuttavia, lo sguardo dell'Anpi non si ferma al passato. La serata vedrà infatti la partecipazione attiva degli operatori socio-culturali dell'associazione "On the Road". La loro testimonianza porterà il dibattito sul piano della cronaca odierna, affrontando il fenomeno della tratta delle schiave e della prostituzione così come si manifestano oggi nel nostro territorio. Un ponte ideale tra la ricerca storica di Cegna e l'impegno quotidiano sul campo per strappare migliaia di donne alla schiavitù moderna.
PORTO RECANATI – La rete della cardioprotezione cittadina si arricchisce di un nuovo, fondamentale tassello. Mercoledì 4 marzo, in via Sarpi 12, è stato ufficialmente inaugurato un defibrillatore automatico esterno (DAE), un presidio salvavita che rende il quartiere e l'intera comunità più sicuri. L'iniziativa è il frutto della sinergia tra due realtà storicamente attive nel tessuto sociale locale: il Circolo Sociale Anni d’Argento, guidato dal presidente Paolo Bruognolo, e l’associazione Camminiamo Insieme ODV, sotto la presidenza di Angelo Balestrino.
Alla cerimonia di taglio del nastro ha partecipato il sindaco Andrea Michelini, insieme a Don Luca Beccacece che ha impartito la benedizione al nuovo strumento. La collocazione del DAE in via Sarpi non è solo un atto di generosità, ma una scelta strategica di prevenzione: l'apparecchio sarà infatti geolocalizzato e immediatamente individuabile dai soccorritori e dai cittadini tramite l’app DAE Marche, un sistema che permette di abbattere i tempi di intervento in caso di emergenza cardiaca, dove ogni secondo è decisivo.
«Iniziative come questa rappresentano un passo importante nel percorso che stiamo portando avanti per rendere Porto Recanati una città sempre più cardioprotetta», ha dichiarato il sindaco Andrea Michelini. «La presenza diffusa dei defibrillatori, unita alla formazione, può davvero fare la differenza tra la vita e la morte. Un ringraziamento sincero va al Circolo Anni d’Argento e a Camminiamo Insieme ODV per la sensibilità dimostrata».
Questa mattina, presso la sede della Provincia di Macerata, è stato presentato ufficialmente ICEBERG, il nuovo progetto teatrale contro la violenza sulle donne nato per accendere i riflettori su quella parte sommersa, silenziosa e quotidiana che troppo spesso resta invisibile. Il debutto è in programma il 7 marzo 2026 alle ore 20:45 al Teatro Apollo di Mogliano, in una data simbolica alla vigilia della Giornata internazionale della donna.
ICEBERG è prodotto da Met – Marche Eventi Teatro e dalla Casa delle Donne di Jesi, con il sostegno di Banco Marchigiano e Feleppa, ed è sviluppato in dialogo con numerose realtà marchigiane impegnate nel contrasto alla violenza di genere, tra cui CNA Impresa Donna Marche, Se Non Ora Quando Osimo e Il Faro Sociale. Una rete ampia che conferma la natura del progetto: non solo spettacolo teatrale, ma una vera azione culturale condivisa che coinvolge istituzioni, scuole, associazioni e centri antiviolenza del territorio.
ICEBERG non si limita alla rappresentazione scenica, ma affianca allo spettacolo momenti di confronto, informazione e formazione, trasformando il teatro in uno spazio di ascolto e responsabilità collettiva. L’esperienza artistica diventa così un’occasione concreta di consapevolezza, soprattutto per le giovani generazioni, in un’epoca in cui si comunica sempre più attraverso schermi e sempre meno guardandosi negli occhi.
Con la regia di Roberto Rossetti, i testi di Elisabetta Tulli e le musiche tratte dal repertorio classico e riarrangiate per la scena da Antonio Torella, lo spettacolo costruisce un linguaggio teatrale essenziale e diretto, dove parola, suono e presenza scenica diventano strumenti di testimonianza e riflessione. In scena Chiara Bonfrisco, Francesco Properzi, Elisabetta Tulli, Enrico Verdicchio, Rosetta Martellini, Benedetta Morichetti ed Elena Galassi, con una squadra artistica e tecnica che rafforza la qualità e la profondità del progetto.
Il cuore dello spettacolo è racchiuso nella sua metafora. ICEBERG non mostra la violenza nel suo momento più evidente, quello fisico o irreparabile, ma concentra lo sguardo su ciò che la precede, sui segnali minimi e sottovalutati, su quelle dinamiche che lentamente trasformano una relazione in un territorio di squilibrio, paura e dipendenza. Le parole che svalutano, le battute che normalizzano il possesso, i controlli scambiati per attenzione, le rinunce progressive che isolano la vittima diventano i veri protagonisti della narrazione.
Il pubblico non assiste soltanto a eventi, ma riconosce dinamiche quotidiane e diffuse: la minimizzazione, il senso di colpa indotto, la difficoltà di essere credute, il peso del giudizio sociale, la solitudine che precede ogni richiesta di aiuto. ICEBERG porta in scena la zona grigia della violenza, quella in cui non è ancora evidente ma è già presente, insinuandosi nel linguaggio e nei ruoli sociali.
Roberta Nuzzaci, presidente di Met – Marche Eventi Teatro, ha spiegato che l’idea nasce da un’esigenza personale maturata attraverso un contatto diretto con la Casa delle Donne di Jesi. L’obiettivo è accendere campanelli d’allarme, soprattutto nelle giovani generazioni, per riconoscere ciò che sta sotto la punta dell’iceberg, dove si trovano femminicidi e aggressioni fisiche, ma che è sostenuta da una massa sommersa fatta di segnali ignorati. Il testo è stato costruito attraverso un confronto costante con le referenti della Casa delle Donne, in un percorso di letture e rielaborazioni condivise.
Elisabetta Tulli ha raccontato di aver affrontato una lunga fase di formazione e interviste per realizzare un’opera di teatro civile autentica e documentata, capace di unire competenze drammaturgiche e responsabilità sociale. Dopo diverse revisioni, lo spettacolo è pronto per il debutto del 7 marzo, con l’intento di trasformare il palcoscenico in uno strumento di prevenzione.
Il regista Roberto Rossetti ha definito ICEBERG un progetto che nasce da una necessità e che utilizza il teatro per fare cultura e informazione, mescolando elementi musicali, momenti di leggerezza e di forte emozione, in una messa in scena guidata dalla sensibilità verso una tematica urgente e attuale.
Chiara Bonfrisco, protagonista dello spettacolo, ha parlato di una grande responsabilità interpretativa, trattandosi di una storia ispirata a materiale reale. Raccontare questa vicenda significa permettere al pubblico di empatizzare e riconoscere i segnali, comprendendo quanto sia fondamentale intervenire prima che la violenza emerga nella sua forma più estrema.
In un tempo in cui la cronaca restituisce quotidianamente numeri e nomi, ICEBERG sceglie di restituire contesti, processi e responsabilità collettive. Non cerca il colpo di scena, non spettacolarizza il dolore, ma invita a comprendere le radici della violenza. Perché la violenza non comincia con un gesto. Comincia molto prima. E spesso passa inosservata.
Un fronte comune per alleggerire la pressione fiscale su famiglie e piccole imprese civitanovesi. L’Associazione Nazionale "Tutela Impresa", presieduta da Giuseppe Tosoni, ha espresso pieno sostegno alla proposta lanciata dalla lista civica Vince Civitanova, guidata da Fausto Troiani. L’obiettivo è chiaro: spingere l’Amministrazione Comunale ad aderire alla "Rottamazione Quinquies", la nuova sanatoria che permette di regolarizzare i debiti tributari eliminando il peso di sanzioni e interessi.
Secondo l’analisi di "Tutela Impresa", il tessuto economico locale sta soffrendo per carichi fiscali diventati insostenibili non tanto per il debito originario, quanto per le somme accessorie: interessi di mora, aggio di riscossione e sanzioni che, negli anni, gonfiano a dismisura le cifre dovute.
La rottamazione quinquies rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per chi ha pendenze affidate alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Se il Comune decidesse di predisporre un proprio piano di adesione, i cittadini potrebbero estinguere i debiti legati a IMU, TARI e multe stradali versando esclusivamente la quota capitale e le spese di notifica.
Non si tratta solo di una misura a favore dei contribuenti. Giuseppe Tosoni e il segretario zonale dell’associazione, Gianluca Vitali, sottolineano come l’operazione sia vantaggiosa anche per le casse comunali.
"L'attivazione della rottamazione — spiegano i rappresentanti di Tutela Impresa — consentirebbe all'ente pubblico di incassare risorse che oggi risultano difficilmente esigibili, ripulendo i bilanci dai residui attivi di lungo periodo e riducendo drasticamente il contenzioso legale con i cittadini."
In un momento di perdurante incertezza economica, l’Associazione invita formalmente la Giunta a non lasciarsi sfuggire questa opportunità. L’adozione della sanatoria permetterebbe a molti civitanovesi di uscire definitivamente dal regime di insolvenza, rientrando in un percorso di legalità fiscale con costi accessibili.
L’invito rivolto ai vertici di Palazzo Sforza è dunque quello di "accogliere l’istanza politica di Vince Civitanova, trasformandola in una delibera concreta a tutela della cittadinanza e del bilancio dell'ente".
Le decisioni del giudice sportivo dopo l’ultimo turno di Eccellenza Marche hanno prodotto sanzioni, squalifiche e provvedimenti disciplinari destinati a incidere sulle prossime giornate di campionato.
Ha fatto discutere la sconfitta del Matelica, battuto 3-1 in casa dalla Fermignanese in un match segnato anche da polemiche arbitrali e conseguenze disciplinari. Nel comunicato ufficiale diffuso dal club biancorosso al termine dell’incontro, non sono mancate le critiche alla direzione di gara: «Non è piaciuta la direzione di gara del signor Dovesi di Ancona e in particolare le mancate chiamate del primo assistente Lauro di Jesi, senza dimenticare l’espulsione per doppia ammonizione di Marino sull’1-2».
Il primo ko del nuovo corso di Mister Santoni costa caro al tecnico biancorosso, che è stato squalificato fino al 25 marzo. Uno stop che di fatto gli consentirà di tornare in panchina soltanto dopo la sosta pasquale, nel match interno del 12 aprile contro l’attuale capolista K Sport Montecchio Gallo. Santoni salterà dunque le prossime tre sfide contro Jesina, Fermana e Montegranaro, prima della doppia pausa prevista tra Torneo delle Regioni e festività pasquali.
Il giudice sportivo ha motivato così il provvedimento: «Per aver tenuto, dopo il termine della gara, un comportamento irriguardoso e provocatorio nei confronti della terna arbitrale e dei tesserati avversari. Tale comportamento veniva altresì reiterato lungo il tunnel che conduce agli spogliatoi. Sanzione così determinata ritenuta la continuazione della condotta». Nel corso del match contro la Fermignanese, come detto, era stato espulso anche il difensore Nicolas Marino per doppia ammonizione: per lui una giornata di squalifica, che lo costringerà a saltare la trasferta di Jesi.
(Foto S.S. Matelica)
La gara ha prodotto inoltre un’ammenda di 200 euro alla Fermignanese «Per aver, i propri sostenitori, durante la gara, rivolto ripetute espressioni gravemente offensive e minacciose nei confronti di un calciatore avversario». I lanieri dovranno inoltre rinunciare per un turno a Mattioli, fermato per somma di ammonizioni.
Sempre in Eccellenza, ammenda anche per la Fermana: 300 euro ai canarini «Per aver, alcuni propri sostenitori, più volte durante la gara, proferito espressioni irriguardose nei confronti della panchina locale, scagliandosi altresì contro la stessa, causando evidenti danni alla rete posta dietro la panchina e, in un secondo momento, alla copertura in plexiglass. In entrambi i casi il capitano della squadra ospite interveniva, su sollecitazione dell'arbitro, nel tentativo di placare gli animi. Sul risarcimento del danno si rinvia a quanto disposto dalla normativa vigente». Sul fronte squalifiche, una giornata anche a Nunzi della Fermana, dopo l’espulsione nello scontro al vertice contro il Montecchio, e a Cicarevic per somma di ammonizioni.
Sempre per somma di ammonizioni, ne perde addirittura 3 il Chiesanuova: Negro, Tanoni e Sopranzetti, giunti al quinto cartellino giallo stagionale, salteranno la trasferta di Osimo. Cinque ammonizioni costano un turno anche al capitano della Civitanovese Visciano, assenza pesante in vista della difficile trasferta di Urbino.
(Foto Civitanovese Calcio)
Un pomeriggio di tensione nel cuore di Macerata si è concluso con le manette per un uomo di 55 anni, originario della Campania e residente nel Fermano. Gli agenti della Squadra Mobile lo hanno bloccato martedì 3 marzo, subito dopo aver intascato una mazzetta da 10.000 euro da un imprenditore locale, vittima di un giro soffocante di usura ed estorsione.
Tutto è iniziato da una richiesta di aiuto. L'imprenditore, stretto in una morsa di difficoltà economiche, si era rivolto all'indagato per ottenere dei prestiti. Quello che sembrava un supporto temporaneo si è trasformato in un abisso: interessi giornalieri e settimanali insostenibili che hanno portato l'usuraio a pretendere cifre astronomiche, con un guadagno stimato di circa 180.000 euro.
Oltre al danno economico, la vittima subiva una violenza psicologica costante. Al mancato rispetto delle scadenze, il 55enne passava alle intimidazioni gravi: minacce di morte rivolte non solo all'imprenditore, ma anche ai suoi familiari. Un clima di terrore alimentato anche dall'uso di una pistola (risultata poi essere una scacciacani priva di tappo rosso, identica a un'arma vera) rinvenuta durante le perquisizioni.
La svolta è arrivata quando la vittima, vinta la paura, ha varcato la soglia della Questura. Sotto il coordinamento della Procura di Macerata, i poliziotti hanno organizzato una consegna controllata. Mentre l'imprenditore consegnava il denaro, gli agenti appostati sono intervenuti, cogliendo l'uomo in flagranza di reato.
L'arrestato, già noto alle forze dell'ordine per numerosi precedenti specifici contro il patrimonio e la persona, è stato trasferito nel carcere di Ancona-Montacuto. Oltre al denaro, la Polizia ha sequestrato carte di pagamento e documenti che confermerebbero la gestione illecita dei prestiti.
Un pezzo prezioso della storia locale torna finalmente al suo posto. È stato riconsegnato ieri, martedì 3 marzo, alla Biblioteca Comunale “Libero Bigiaretti” di Matelica l’imponente libro corale che, negli ultimi mesi, era stato affidato alle cure esperte dei restauratori per un delicato intervento conservativo.
Il volume è un manufatto di straordinario valore artistico e storico: caratterizzato da grandi dimensioni, è protetto da una solida legatura in assi lignee rivestite in pelle e borchie metalliche. Al suo interno custodisce 228 carte che tramandano la memoria liturgica e musicale del territorio, con i classici tetragrammi rossi e i testi vergati in inchiostro nero.
Prima del recupero, le condizioni dell’opera erano definite dai tecnici come "critiche". Il tempo e l'incuria avevano lasciato segni profondi: macchie di umidità, depositi di sporcizia e, soprattutto, una pericolosa instabilità dei pigmenti e il cedimento delle cuciture originali, che ne mettevano a rischio l'integrità stessa.
Il restauro è stato eseguito seguendo i moderni criteri della conservazione scientifica: minimo intervento, reversibilità e riconoscibilità. L'obiettivo non era quello di "rifare" il libro, ma di arrestarne il degrado e stabilizzarlo, permettendo così alle future generazioni di studiosi e cittadini di consultarlo in totale sicurezza.
Alla cerimonia di riconsegna hanno partecipato il sindaco Denis Cingolani e l’assessore alla Cultura Barbara Cacciolari. La loro presenza ha sottolineato l'alto valore simbolico dell'operazione: il recupero del corale non è solo un atto tecnico, ma un investimento sulla memoria collettiva di Matelica, che vede così ulteriormente impreziosito il già ricco patrimonio della sua biblioteca comunale.
Le recenti tensioni militari tra Stati Uniti, Israele e Iran stanno già innescando turbolenze sui mercati energetici internazionali, con ripercussioni dirette sui prezzi di petrolio, gas ed elettricità. La Cna Macerata esprime forte preoccupazione per una dinamica che rischia di gravare pesantemente sul tessuto delle piccole e medie imprese locali, già penalizzate da costi energetici strutturalmente più alti rispetto alla media europea.
Secondo l'associazione di categoria, gli incrementi registrati negli ultimi giorni non sarebbero giustificati da un’effettiva scarsità di risorse, quanto da manovre speculative alimentate dall'incertezza geopolitica. "I mercati stanno reagendo preventivamente ad aspettative e timori - spiega Simone Giglietti, Presidente della Cna Macerata - perché, al momento, non esiste una reale carenza di materia prima".
La situazione appare particolarmente critica poiché i rincari energetici si sovrappongono al riallineamento delle accise sul gasolio, entrato in vigore il 1° gennaio 2026. Questa combinazione colpisce duramente il trasporto leggero e la distribuzione urbana, settori privi di meccanismi di rimborso fiscale. Il rischio concreto, segnalato da Giglietti, è un effetto domino sui prezzi finali dei beni di consumo, dai prodotti alimentari a quelli industriali, con una contrazione dei margini per le imprese che stanno ancora recuperando dopo le crisi degli anni passati.
Per fronteggiare lo scenario attuale, la Cna Macerata sollecita le istituzioni ad adottare provvedimenti rapidi a tutela della liquidità aziendale. Tra le misure proposte figurano la reintroduzione del credito d’imposta sull’energia, strumento già utilizzato nel 2022, e la sospensione temporanea dell'aumento delle accise sul gasolio. L'associazione chiede inoltre un monitoraggio rigoroso dei mercati per arginare i fenomeni speculativi che alimentano artificialmente i listini.
"Non possiamo permettere che l’instabilità internazionale si trasformi in nuovi costi insostenibili per le piccole imprese", conclude Giglietti, ribadendo la necessità di un intervento strutturale per stabilizzare il sistema dei trasporti e della produzione e impedire che i rincari si scarichino interamente sulla filiera e sui consumatori finali.
Millecinquecento volte in panchina. Un numero che pesa, che racconta una carriera lunghissima e che consegna Fabrizio Castori alla storia del calcio italiano. Il tecnico di San Severino Marche ha tagliato il prestigioso traguardo ieri sera, guidando il Südtirol al netto 4-0 sul campo della Reggiana. Una serata perfetta: successo largo, nono risultato utile nelle prime dieci gare del 2026 e cifra tonda raggiunta.
Il dato complessivo parla di 1500 presenze tra dilettanti (518) e professionisti (982). Un percorso iniziato giovanissimo – allenatore già a 26 anni – e costruito gradino dopo gradino, fino a diventare l’unico tecnico italiano capace di scalare tutte le categorie, centrando 10 promozioni nel passaggio dai campionati dilettantistici al professionismo.
Nel dettaglio, tra i “pro” le panchine di Castori sono così distribuite: 150 in Serie C2, 158 tra Serie C e C1, 628 in Serie B – categoria di cui è primatista assoluto – e 46 in Serie A. Proprio la cadetteria rappresenta il terreno in cui il tecnico settempedano ha scritto le pagine più significative della sua carriera, diventando un punto di riferimento per continuità e risultati.
Non è la prima volta che Castori festeggia un traguardo simbolico. Le 500 panchine arrivarono nel 1996 alla guida del Tolentino in Serie C2, con un 4-0 al Pontedera. Le 1000, invece, furono celebrate il 28 settembre 2009 a Reggio Calabria, quando con il Piacenza superò 2-1 la Reggina in Serie B. Il record di presenze in Serie B era maturato a febbraio del 2024, quando Castori aveva superato quota 572, staccando Guido Mazzetti e diventando il tecnico con più panchine nella storia del campionato. Un primato poi ulteriormente consolidato fino alle 628 di oggi.
Per la provincia di Macerata, le 1500 panchine di Castori rappresentano motivo di orgoglio: la storia di un allenatore partito dai campi dilettantistici e arrivato ai vertici del calcio italiano senza mai tradire la propria identità. Un percorso costruito con lavoro, continuità e una straordinaria capacità di restare competitivo nel tempo.
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’ospedale di Civitanova Marche scende in campo per mettere al centro il benessere femminile. Il reparto di Ginecologia e Ostetricia, guidato dal dottor Stefano Cecchi, ha infatti annunciato il lancio della “Week – Settimana della Donna”, un ricco programma di appuntamenti pensato per sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza della prevenzione in ogni fase della vita biologica e sociale.
Il cuore dell’iniziativa batterà a partire da venerdì 6 marzo. Alle ore 10:30, la sala riunioni della Direzione Medica ospiterà un incontro pubblico dal titolo emblematico: “Donna, lavoro e maternità: prendersi cura di sé, per prendersi cura del futuro”. Si tratterà di un momento di riflessione profonda dedicato non solo agli aspetti clinici, ma anche alle sfide quotidiane legate alla conciliazione tra carriera e famiglia e alla scelta di una maternità consapevole.
Oltre al momento del confronto, l’ospedale offrirà un supporto concreto attraverso la medicina preventiva. Nelle giornate di venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 marzo, verranno messe a disposizione dei cittadini visite ginecologiche gratuite. Gli screening si terranno presso l’ambulatorio situato al secondo piano della struttura, nella fascia oraria compresa tra le 11:30 e le 13:00.
L'accesso a queste visite, limitato a un totale di nove appuntamenti, richiede una prenotazione obbligatoria che potrà essere effettuata esclusivamente giovedì 5 marzo. Gli interessati dovranno chiamare il numero 0733-823613 tra le ore 12:00 e le 13:30.
L’iniziativa è stata accolta con grande favore dalla direzione generale. Il dottor Alessandro Marini, direttore generale dell’Ast di Macerata, ha sottolineato come questo evento confermi l'impegno costante dell'azienda sanitaria nel promuovere una cultura della cura che parta dall'informazione corretta, offrendo alla comunità strumenti reali per tutelare la propria salute.
Nelle ultime ore, i militari hanno dato vita a un’operazione di controllo del territorio, concentrandosi in particolare sulle zone dell’entroterra per contrastare il fenomeno del traffico e del consumo di stupefacenti. Un’attività preventiva che ha portato a risultati immediati tra Sarnano e il capoluogo.
Lite in famiglia a Sarnano: spunta la droga. L’episodio più rilevante è avvenuto nel comune di Sarnano, dove i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile (NORM) sono intervenuti presso un’abitazione privata per sedare un violento diverbio familiare. Protagonista un giovane del posto che, in evidente stato di alterazione dovuto all'alcol, stava inveendo contro la propria madre.
L’intervento, nato per riportare la calma, ha preso una piega diversa quando i Carabinieri hanno approfondito il controllo nell'abitazione. Nella disponibilità del giovane sono stati infatti rinvenuti tre involucri contenenti complessivamente 56 grammi di hashish, insieme a un bilancino di precisione. Per il ragazzo è scattata immediatamente la denuncia a piede libero all’Autorità Giudiziaria con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio. La sostanza e lo strumento di pesatura sono stati posti sotto sequestro.
Controlli a Tolentino: segnalato un 26enne. Non è andata meglio a un giovane residente a Tolentino. Durante un pattugliamento nel centro cittadino, i militari del NORM hanno fermato un 26enne il cui atteggiamento, giudicato eccessivamente guardingo e sospetto, ha spinto gli operanti a una perquisizione personale.
Il controllo ha dato esito positivo: addosso al giovane è stata rinvenuta una dose di cocaina da 0,5 grammi. In questo caso, data la modica quantità riconducibile all'uso personale, il 26enne è stato segnalato alla Prefettura quale assuntore di sostanze stupefacenti.
Giorni di intensa attività per i carabinieri della Compagnia di Tolentino, che hanno dato seguito a un piano di potenziamento dei controlli nel centro urbano e lungo le principali arterie stradali. L'operazione, condotta dai militari della stazione locale e dell'aliquota radiomobile, ha portato a un arresto rilevante e al deferimento di due conducenti trovati al volante con tassi alcolemici di gran lunga superiori ai limiti di legge.
L'operazione più significativa ha riguardato l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Avezzano. I carabinieri di Tolentino, lavorando in stretta sinergia con i colleghi del nucleo operativo e radiomobile della compagnia abruzzese, hanno rintracciato e arrestato un cittadino siriano di 30 anni.
L'uomo, residente a Termoli ma domiciliato a Tolentino, è ritenuto responsabile di una rapina aggravata in concorso commessa proprio ad Avezzano lo scorso febbraio. Dopo le formalità di rito, il trentenne è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Ancona, dove resta a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Sul fronte della sicurezza stradale, i militari dell'aliquota radiomobile sono intervenuti per i rilievi di due sinistri riconducibili all'abuso di alcol. Il primo si è verificato lungo la SS77: un 35enne di origini macedoni, residente a Belforte del Chienti, ha perso il controllo della propria auto schiantandosi autonomamente contro il guard-rail. Nonostante le lievi lesioni riportate, i militari hanno subito notato i segni dell'ebbrezza. L'alcoltest ha confermato i sospetti con un tasso di 2,09 g/l, oltre quattro volte il limite consentito. Per l'uomo sono scattati la denuncia, il ritiro della patente e il sequestro del veicolo.
Ancora più grave la dinamica del secondo incidente, avvenuto in località Grazie, dove due auto si sono scontrate in un violento frontale (qui l'articolo). L'impatto ha richiesto l'intervento dei Vigili del Fuoco e del 118; uno dei conducenti, un tolentinate di 45 anni, è stato elitrasportato d'urgenza all'ospedale Torrette di Ancona. Gli accertamenti sull'altro automobilista coinvolto, un 49enne residente nell'Aquilano, hanno rivelato un tasso alcolemico di 1,80 g/l (quasi quattro volte superiore al limite). Anche in questo caso i carabinieri hanno proceduto alla denuncia a piede libero e al ritiro immediato del titolo di guida.
Il coraggio silenzioso di chi ha scelto il bene torna a fiorire nel cuore di Camporotondo di Fiastrone. Venerdì 6 marzo, alle ore 17, il "Giardino dei Giusti – Tullio Colsalvatico" ospiterà l’iniziativa “Due ulivi per due Giusti”, un appuntamento centrale per le celebrazioni della Giornata dei Giusti.
A un anno esatto dall’inaugurazione dello spazio verde, l’Amministrazione comunale rinnova il proprio impegno nella custodia della memoria collettiva. Quest'anno, il tributo si concretizzerà nella piantumazione di due ulivi dedicati a figure che hanno segnato la storia della solidarietà umana durante i periodi più bui del Novecento.
Il primo ulivo onorerà la memoria di Tullio Colsalvatico, illustre concittadino, scrittore e poeta. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Colsalvatico si rese protagonista di un atto di straordinario eroismo, proteggendo e salvando 42 ebrei romani (tra cui 12 bambini) rifugiati a Fiastra.
Il secondo albero sarà dedicato a Gino Bartali, il "campionissimo" del ciclismo che mise la sua fama e la sua bicicletta al servizio di una rete clandestina di salvataggio. Bartali, sfidando i controlli, trasportò documenti falsi nascosti nel telaio della sua bici, contribuendo a salvare centinaia di vite.
L’evento, organizzato in sinergia con la Fondazione Gariwo, vedrà la partecipazione di figure istituzionali e familiari dei Giusti. Interverranno il sindaco Massimiliano Micucci, il presidente del Circolo Tullio Colsalvatico Franco Maiolati, il pronipote dello scrittore Alessandro Santecchia e la nipote del ciclista, Gioia Bartali.
Particolare rilievo sarà dato al coinvolgimento dei più giovani: gli alunni della scuola primaria locale, accompagnati dalle loro insegnanti, animeranno la cerimonia con riflessioni e canti prima dello scoprimento ufficiale delle targhe commemorative.
L'iniziativa si inserisce nel quadro della Giornata dei Giusti, solennità riconosciuta a livello europeo per onorare quanti si sono opposti ai genocidi e hanno difeso la dignità umana contro ogni persecuzione. Con la dedica di questi due ulivi, Camporotondo di Fiastrone riafferma il proprio ruolo di sentinella dei valori di pace e coraggio civile, affidando alle nuove generazioni il testimone di questa eredità morale.