L’Università di Camerino conferma il proprio appeal internazionale, emergendo come una delle realtà universitarie italiane più attrattive per studenti stranieri. Secondo l’ultima analisi dell’Osservatorio Talents Venture, dedicata all’evoluzione dell’internazionalizzazione nelle università italiane, Unicam si colloca al primo posto tra gli atenei di piccole dimensioni (meno di 10.000 iscritti) per numero di immatricolati internazionali nell’anno accademico 2024/2025, con 601 nuovi studenti stranieri iscritti.
Un risultato di rilievo anche sul piano nazionale, con l’Ateneo che rientra nella top ten tra tutte le università italiane, indipendentemente dalla dimensione, superando altri prestigiosi atenei.
Particolarmente significativo è il dato relativo agli studenti provenienti dalla Cina: il 51% degli studenti cinesi immatricolati in Italia nello stesso anno ha scelto l’Università di Camerino, una concentrazione senza precedenti su un’unica sede universitaria. Questo dato evidenzia la solidità delle relazioni internazionali costruite nel tempo e l’efficacia delle politiche di accoglienza e integrazione dell’Ateneo.
“L’Università di Camerino ha scelto con decisione di investire sull’apertura verso il mondo, puntando su una didattica di qualità, su servizi di accoglienza efficienti e su una rete di collaborazioni scientifiche e istituzionali sempre più ampia – ha dichiarato il rettore Graziano Leoni –. I dati confermano che questa strategia sta producendo risultati concreti e ci incoraggiano a proseguire con ancora maggiore determinazione”.
Il riconoscimento rafforza ulteriormente la reputazione internazionale di Unicam, confermando la capacità dell’Ateneo di attrarre talenti globali e di promuovere un ambiente formativo di eccellenza, inclusivo e sempre più competitivo a livello europeo e mondiale.
Si accende la polemica a Montecassiano dopo la decisione dell’Ufficio scolastico provinciale (USP) di Macerata di respingere la richiesta per l’attivazione di tre classi prime alla scuola secondaria di primo grado "G. Cingolani" per l’anno scolastico 2026-2027. La notizia, comunicata ufficialmente al Consiglio d’istituto, conferma l’orientamento di procedere con la formazione di sole due sezioni, nonostante le sollecitazioni contrarie giunte nelle scorse settimane da parte della dirigenza scolastica e del Comune.
La decisione ha suscitato immediata indignazione tra le famiglie e il personale scolastico. Al centro della protesta vi sono le preoccupazioni per il sovraffollamento delle aule: con due sole sezioni, il numero di studenti per classe supererebbe i limiti stabiliti dal Dpr 81/2009, in particolare per quanto riguarda la presenza di alunni con disabilità.
A queste difficoltà si aggiunge un problema di natura logistica: l'Istituto ha evidenziato la carenza di aule con una metratura adeguata ad accogliere classi così numerose, mettendo potenzialmente a rischio il rispetto degli standard di sicurezza e la qualità dell'offerta didattica.
Anche l'amministrazione comunale ha espresso una ferma contrarietà, definendo la scelta come basata su "criteri esclusivamente burocratici" che ignorano le necessità di inclusione del territorio. Secondo il Comune, la decisione contrasta con il diritto allo studio, specialmente per gli alunni più fragili, e rappresenta un "ulteriore tentativo di ridimensionamento dopo quelli già sventati in passato grazie alla mobilitazione congiunta di istituzioni e famiglie".
L'amministrazione e l'Istituto comprensivo non intendono fermarsi alla comunicazione dell'USP. È già stata avviata la procedura per richiedere un confronto urgente con l'Ufficio scolastico regionale e con l'assessore regionale all'Istruzione.
Mogliano si prepara a vivere un fine settimana intenso e ricco di iniziative al Parco Fluviale Santa Croce, con tre giornate che uniranno gastronomia, ambiente, cultura e spiritualità. L’evento è organizzato dall’Associazione Amici di Santa Croce e dalla Confraternita del SS. Sacramento, con il patrocinio del Comune di Mogliano.
Venerdì 1° maggio, dalle ore 9, torna la 16ª Magnalonga Moglianese, la tradizionale passeggiata tra natura, saperi e sapori. Il percorso, immerso nei panorami del territorio, prevede tre soste con degustazioni in punti ristoro dedicati, per poi concludersi con un pranzo al Parco di Santa Croce. Nel pomeriggio, spazio all’intrattenimento con spettacoli e animazione per tutte le età.
Sabato 2 maggio, invece, sarà dedicato a “Semi in festa sulle rive dell’Ete”, giornata di scambio di semi, piante, talee ed esperienze. Dalle 10 alle 18, il Parco ospiterà laboratori per grandi e piccoli e momenti di incontro. Dalle 12, apertura dello stand gastronomico con piatti a base di carciofi. La serata si chiuderà con la tradizionale fiaccolata, con partenza dal Crocefisso d’Appresso e arrivo a Santa Croce, momento molto sentito dalla comunità.
Domenica 3 maggio, infine, spazio alla spiritualità con la Festa di Santa Croce. Sante Messe alle 9 e alle 11, mentre alle 18 la celebrazione solenne sarà presieduta da Monsignor Rocco Pennacchio, Arcivescovo Metropolita di Fermo.
L’ingresso a tutte le iniziative è libero, un’occasione per trascorrere giornate tra tradizione, natura e cultura nel cuore di Mogliano.
Il Centro di Raccolta di Fontescodella si ferma per una settimana. Per consentire l’esecuzione di importanti interventi di adeguamento e miglioramento strutturale, la struttura resterà chiusa al pubblico da lunedì 4 maggio fino al termine dei lavori, previsto per sabato 9 maggio.
Il provvedimento segue l'approvazione del progetto esecutivo da parte della Giunta comunale. L’obiettivo è conformare l’impianto agli standard normativi previsti dal Decreto del Ministero dell'Ambiente. Il progetto, redatto dal gestore Cosmari srl, mira a una riqualificazione complessiva dell'area per renderla più funzionale alle necessità dell'utenza maceratese.
Gli interventi tecnici prevedono la realizzazione di una nuova piattaforma in calcestruzzo armato e l'asfaltatura della zona attualmente imbrecciata. Verranno inoltre eseguiti i lavori di allacciamento alla linea fognaria e alla rete elettrica, fondamentali per la piena operatività del sito.
Oltre alle opere strutturali, il piano di riqualificazione prevede l'installazione di un modulo coibentato con spogliatoi e servizi per il personale dipendente. Sarà inoltre implementato un moderno sistema per il rilevamento degli accessi e delle presenze, volto a ottimizzare la gestione dei conferimenti. A completamento dell'opera, si procederà con la sistemazione del verde perimetrale della struttura.
L'investimento complessivo, pari a oltre 43.000 euro, è interamente a carico di Cosmari srl. La spesa sarà contabilizzata all'interno del Piano Economico Finanziario della gestione integrata dei rifiuti, seguendo le disposizioni vigenti stabilite da Arera.
Tolentino – Una nuova fase per la raccolta differenziata a Tolentino prende il via giovedì 30 aprile. Il Comune, in collaborazione con Cosmari, ha realizzato un progetto finanziato interamente con circa 50 mila euro, finalizzato a migliorare il conferimento dei rifiuti, sensibilizzare i cittadini verso un sistema di tariffazione puntuale e rafforzare il controllo sulle aree più sensibili del territorio.
Il progetto prevede la fornitura e il posizionamento di due distributori automatici di sacchetti, uno mini e uno large, che permetteranno alle utenze domestiche di prelevare gratuitamente i sacchi per la raccolta differenziata. I distributori saranno attivi 24 ore su 24 e dotati di un sistema di erogazione in grado di tracciare chi preleva, cosa preleva e quando. Il prelievo sarà consentito esclusivamente tramite tessera sanitaria intestata al soggetto del ruolo Tari, con un intervallo minimo di 60 giorni tra un prelievo e l’altro.
I distributori saranno posizionati in via Ciarapica, accanto alla casa dell’acqua e al nuovo ecocompattatore Pet, e nell’isola ecologica adiacente all’ascensore di via Roma-largo Marcorelli. Il progetto include anche impianti di videosorveglianza Tvcc e fototrappole, collegati in remoto al sistema comunale, per monitorare eventuali conferimenti non regolari.
In parallelo, è stata avviata una campagna di sensibilizzazione con lo slogan “Occhio a dove ci butti”, volta a educare i cittadini al corretto conferimento dei rifiuti e a ridurre l’abbandono dei sacchetti.
Durante la conferenza stampa di presentazione del progetto erano presenti il sindaco Mauro Sclavi, il presidente di Cosmari Paolo Gattafoni, il direttore generale Brigitte Pellei, l’assessore all’ambiente Diego Aloisi, il consigliere comunale Fabio Montemarani, Mauro Gesuelli presidente del Comitato di Quartiere Repubblica, e i dirigenti e operatori del Servizio Ambiente Patrizia Meo, Duilio Bellini e Claudio Gentile.
“Con questo progetto vogliamo agire su più fronti: informazione, modernizzazione dei servizi e controllo”, ha sottolineato l’assessore Aloisi. “Senza la collaborazione dei cittadini, strumenti tecnologici e nuovi distributori non bastano. Solo insieme possiamo ottenere risultati concreti per decoro, sostenibilità e raccolta differenziata”.
In questi giorni sono stati inoltre installati 100 nuovi cestini in tutta la città e a breve saranno posizionati distributori per i sacchetti delle deiezioni canine, completando così un percorso di miglioramento e valorizzazione del territorio e della partecipazione dei cittadini.
Una truffa telefonica ben architettata, mascherata da comunicazione bancaria, è stata smascherata dai Carabinieri della Stazione di Montecosaro al termine di un’attività d’indagine che ha portato alla denuncia di due giovani.
Si tratta di un uomo di 21 anni e una donna di 19, entrambi originari del Napoletano e già noti alle forze dell’ordine, ritenuti responsabili di truffa in concorso.
L’inchiesta è partita dalla denuncia di un 20enne di Monte San Giusto, contattato lo scorso 22 aprile dai due indagati che si sarebbero spacciati per operatori del servizio clienti della sua banca. Con un pretesto legato a presunti problemi tecnici e falsi allarmi di sicurezza, i truffatori sono riusciti a convincere il giovane a effettuare un bonifico urgente verso un conto corrente esterno.
La vittima ha così eseguito un trasferimento di 1.681,81 euro. I malviventi hanno poi tentato un secondo prelievo con le stesse modalità, ma in questo caso il ragazzo si è insospettito e ha interrotto l’operazione, evitando ulteriori perdite.
Le indagini dei Carabinieri hanno permesso di ricostruire il meccanismo della truffa, riconducibile alle tecniche del cosiddetto “vishing” (truffa telefonica) e “smishing” (tramite SMS), basate sull’uso di numeri contraffatti che simulano quelli di istituti di credito.
L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito alla massima prudenza, ricordando alcune regole fondamentali: non eseguire mai bonifici o operazioni finanziarie su richiesta telefonica, non fornire codici personali o password e verificare sempre direttamente con la propria banca utilizzando numeri ufficiali.
“La prevenzione è la prima difesa – ricordano i militari – ogni contatto sospetto deve essere segnalato immediatamente al 112 o al Comando dell’Arma più vicino”.
Una giornata all’insegna dell’ascolto, dell’emozione e della progettualità condivisa ha visto protagonisti i vertici della FIGeST in visita alla sede dell’Anffas Sibillini APS. L’incontro ha rappresentato l’avvio di un percorso comune finalizzato a integrare i giochi e gli sport tradizionali nelle attività dedicate al benessere e all’inclusione sociale di persone con disabilità e anziani del territorio.
La delegazione federale era guidata dal presidente nazionale FIGeST Enzo Casadidio, insieme al vice presidente vicario Valeriano Vitellozzi, al presidente regionale Marche Catia Luciani, al presidente provinciale di Macerata Patrizio Romaldini e a Eraldo Riccucci, promotore dell’iniziativa e figura chiave nella nascita della collaborazione.
L’obiettivo condiviso è quello di trasformare la sede dell’Anffas Sibillini in un punto di riferimento sportivo per il comprensorio montano, attraverso attività strutturate legate alle discipline tradizionali della Federazione.
Al centro del confronto, la volontà di utilizzare il gioco e l’attività motoria non solo come strumenti ricreativi, ma come leve di inclusione, autonomia e miglioramento della qualità della vita. La proposta emersa prevede la possibile istituzione di una realtà sportiva interna all’associazione, sotto l’egida FIGeST, con programmi dedicati a ragazzi e operatori.
Nel corso della visita, il presidente Casadidio ha sottolineato il valore sociale dell’iniziativa: “I giochi e gli sport tradizionali sono un linguaggio universale che appartiene a tutti. Metteremo a disposizione i nostri istruttori per creare momenti di sport condiviso e inclusivo. Le persone più fragili devono sentirsi parte dei nostri progetti”.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dall’Anffas Sibillini APS, che ha accolto con entusiasmo la proposta di collaborazione, riconoscendo nello sport un importante strumento educativo e relazionale.
Le discipline della FIGeST, profondamente legate alla tradizione popolare, si prestano infatti a creare contesti di partecipazione e socialità, mettendo sempre al centro la persona.
L’incontro si è concluso con un clima di forte condivisione e con quello che i presenti hanno definito un “abbraccio fraterno”, preludio alla definizione di un protocollo operativo che vedrà presto la partenza di attività congiunte.
Il richiamo a Enrico Mattei come simbolo di sovranità energetica e indipendenza nazionale è stato al centro dell’iniziativa che si è svolta a Matelica in occasione dei 120 anni dalla nascita del fondatore dell’ENI.
A intervenire è stato Marco Rizzo, che ha ribadito la centralità della figura di Mattei nel dibattito politico ed economico contemporaneo, definendolo “un punto di riferimento reale per chiunque voglia la sovranità dell’Italia”.
Nel corso dell’evento, Rizzo ha sottolineato il percorso politico della sua formazione, Democrazia Sovrana e Popolare, evidenziando la volontà di costruire un progetto politico orientato all’indipendenza del Paese e al rafforzamento della sua capacità decisionale in ambito energetico e internazionale.
L’iniziativa ha visto anche la partecipazione di Rosangela Mattei, nipote del fondatore dell’ENI, che ha preso la tessera del movimento, come sottolineato dallo stesso Rizzo, che ha parlato di "un rapporto consolidato nel tempo e oggi formalizzato con l’adesione al partito".
Presente anche una delegazione internazionale composta dall’ambasciatore algerino Mohammed Keliffi, dal console russo Dimitry Stodhkyn e dall’ambasciatore Bruno Scapini.
Nel suo intervento, Rizzo ha criticato l’attuale gestione delle politiche energetiche europee e nazionali, contestando le scelte adottate dopo la crisi russo-ucraina e sostenendo la necessità di un ritorno a una maggiore apertura commerciale internazionale.
“Vediamo con sconcerto che la figura di Mattei viene strumentalizzata – ha affermato – da chi si definisce sovranista a parole, ma poi asseconda le politiche imposte dall’esterno”.
Il leader di Dsp ha quindi ribadito la linea del movimento: “Vogliamo tornare alla situazione precedente alla crisi russo-ucraina, con la possibilità di commerciare con tutti i Paesi del mondo, dagli Stati Uniti alla Russia, dall’India alla Cina, nel segno della pace e della cooperazione tra i popoli”.
“L’indipendenza delle nazioni e la loro reciproca collaborazione – ha concluso Rizzo – hanno un volto preciso: quello di Enrico Mattei”.
L’Assemblea dei soci dell’Associazione Arena Sferisterio ha approvato il bilancio 2025, che si chiude con un utile di circa 12.400 euro, confermando la solidità economico-finanziaria dell’ente e la sostenibilità del suo modello gestionale.
Il documento evidenzia un ulteriore miglioramento della situazione finanziaria, con la riduzione sia dell’indebitamento lordo sia di quello netto. Il valore della produzione supera i 5 milioni di euro, risultato ottenuto grazie al contributo congiunto di istituzioni pubbliche, partner privati e ricavi da biglietteria. Un risultato conseguito in un contesto non semplice, segnato anche da condizioni meteorologiche avverse che hanno inciso su alcune rappresentazioni della stagione 2025.
Resta alta anche la capacità di autofinanziamento: il peso della partecipazione privata risulta infatti quasi equivalente a quello pubblico, a conferma di un equilibrio sempre più strutturato tra le diverse fonti di sostegno.
Sul fronte occupazionale, il personale artistico e tecnico coinvolto si attesta su circa 500 unità, mentre le giornate lavorative complessive delle maestranze raggiungono quota 19.220, a testimonianza dell’impatto economico e occupazionale generato dall’attività dell’ente.
“La tenuta del bilancio dimostra la capacità dell’Associazione di coniugare qualità artistica e rigore gestionale – ha dichiarato il presidente e sindaco Sandro Parcaroli –. Nonostante le difficoltà, abbiamo garantito continuità progettuale, sostenuto il lavoro delle maestranze e rafforzato il ruolo dello Sferisterio come motore culturale e turistico della città”.
La stagione 2025 ha inoltre confermato il valore artistico del Macerata Opera Festival e il crescente sviluppo delle attività formative e collaterali, consolidando il posizionamento dello Sferisterio nel panorama culturale nazionale e internazionale.
Cinquecento panchine non sono solo un numero. Sono vent’anni di campo, di sacrifici, di fiducia conquistata stagione dopo stagione. Roberto Lattanzi, allenatore del Casette Verdini, taglia questo traguardo con l'eleganza che lo ha sempre contraddistinto, ma anche con la consapevolezza di aver costruito qualcosa di importante nel calcio marchigiano.
La celebrazione, tra l’altro, è arrivata in modo inaspettato. “La cosa più bella è stata la sorpresa della squadra e del presidente Pasquali – racconta – non me lo aspettavo. È stato un momento davvero speciale”. Un riconoscimento che va oltre il dato statistico e che premia soprattutto la continuità: “Oggi non è facile restare così a lungo in panchina. Per questo è un traguardo che sento particolarmente”.
Il suo viaggio da allenatore parte nel 2005, quando l’Urbisalviense del presidente Marcello Tombolini gli affida la prima squadra in Eccellenza. È lì che nasce il “mister” Lattanzi, dopo una carriera da calciatore che lo aveva già portato a vivere esperienze fuori dal comune. “Mi ha dato la possibilità di partire subito da una squadra di Eccellenza. È stato il punto di partenza di tutto, ma anche il modo per rimanere aggrappato al calcio. Da giocatore facevo fatica a staccarmi completamente: allenare è stata una bellissima opportunità per continuare a vivere questo mondo”.
E di strada ne ha fatta tanta: Vis Macerata, Folgore Falerone, Helvia Recina, Montefano, Maceratese, fino al lungo legame con il Casette Verdini, dove ha collezionato ben 150 panchine. Un rapporto costruito sulla fiducia reciproca: “Quando una società crede in te, tutto diventa più semplice. Qui ho trovato un ambiente serio, con ragazzi che mi hanno dato tanto sia dal punto di vista tecnico che umano”.
Prima ancora della panchina, però, c’è stata una carriera da calciatore iniziata prestissimo, a 16 anni con la Maceratese. E qui il racconto si fa più personale, più intenso. “Ai tempi era diverso: si faceva meno fatica a buttare dentro i giovani, anche se non c’erano le regole degli under. Alla Maceratese eravamo tanti ragazzi interessanti, c’era un settore giovanile che funzionava davvero bene. La società ci diede la possibilità di metterci in evidenza in prima squadra e questo fu fondamentale”.
Poi il ricordo si fa ancora più vivido: “Io ero di Macerata e per me la Maceratese era tutto. Stavo sempre in tribuna a vedere le partite, sognavo quel momento. Ritrovarmi titolare in prima squadra a 16 anni è stata un’emozione fortissima, difficile da spiegare. È lì che è iniziato tutto”.
Un anno speciale anche per il gruppo di giovani biancorossi: “Quell’anno diversi ragazzi spiccarono il volo: io andai al Milan, Troscè al Bologna, Siroti alla Juventus. È stato un periodo bellissimo, una Maceratese storica che ricordo con grandissimo affetto. Senza quella società e quella fiducia, probabilmente il mio percorso non sarebbe mai partito”.
Da lì, infatti, arriva la chiamata del grande calcio: il Milan di Arrigo Sacchi, nel pieno della sua rivoluzione. “È stata un’esperienza che mi ha formato come persona prima ancora che come calciatore. Sono partito a 17 anni, lontano da casa, in un’epoca senza cellulari. Solo questo ti faceva crescere. Poi a Milanello c’erano regole molto rigide: prima di creare un giocatore, il Milan creava una persona, con principi sani. Questo è ciò che mi è rimasto di più”.
E sul campo, il confronto con un calcio avanti anni luce: “Sacchi è stato un innovatore vero. Ha cambiato il modo di allenarsi e di giocare. All’inizio anche i grandi campioni erano un po’ scettici, poi si sono ricreduti perché i risultati erano straordinari. Ancora oggi si vedono esercitazioni che nascono da quel periodo, dopo più di trent’anni. Questo fa capire quanto fosse avanti”.
Una carriera promettente, però, viene segnata da un grave infortunio. “Dopo la grande fortuna di arrivare al Milan, c’è stata la grande sfortuna dell’incidente. Non è stato un infortunio normale, ma qualcosa di molto serio. L’intervento fu complicato e innovativo per quei tempi. Sono stato fermo oltre un anno”. Il dispiacere resta: “Ero entrato nel giro della prima squadra, facevo parte della rosa. Quell’incidente ha tagliato quello che potevo fare. Forse qualcosa in più si poteva ottenere, questo è il dispiacere più grande”.
Nonostante tutto, Lattanzi ha continuato il suo percorso tra società importanti come SPAL e Trento, prima di iniziare una nuova vita nel calcio. Quella da allenatore. Una carriera lunga e costante, fatta di esperienze diverse ma unite da un filo comune: la passione. Tra i momenti più importanti, le tre vittorie di campionato con Helvia Recina, Montefano e Casette Verdini. “Vincere non è mai scontato, neanche quando parti con i favori del pronostico. Però se devo sceglierne una, quella con il Montefano è stata la più emozionante: abbiamo fatto una scalata incredibile, partendo da dietro fino ad arrivare a vincere. È stato un percorso lungo ma bellissimo, con un gruppo e una società che ricordo con grande affetto”.
E poi il presente, che parla soprattutto Casette Verdini: 150 panchine e un legame forte. “Mi sono trovato subito benissimo. Il presidente mi ha voluto fortemente e ho sentito fiducia fin dall’inizio. Per un allenatore è fondamentale. È una realtà piccola, ma dove si lavora con serietà. Abbiamo ottenuto risultati importanti, dalla promozione alla capacità di mantenerci in categoria con continuità”.
Infine lo sguardo al futuro, con la stessa passione di sempre: “Dire che spero di farne altre 500 è una battuta… però mi auguro di restare il più a lungo possibile nel calcio. È un ambiente sano, che ti fa crescere e ti permette di conoscere tante persone. Poi vedremo cosa succederà, magari anche con ruoli diversi”.
La dodicesima edizione del premio Città-Cultura-Solidarietà è stata assegnata al giornalista civitanovese Ennio Ercoli, figura di riferimento per la narrazione del territorio e la valorizzazione della memoria locale. La cerimonia di consegna si è svolta martedì 28 aprile al cine-teatro Cecchetti di Civitanova Marche, in apertura dell’appuntamento dei “Martedì dell’Arte”, promosso dall’associazione culturale Arte.
A introdurre il premiato è stata la presidente dell’associazione, Anna Donati, che ha ripercorso il lungo impegno di Ercoli, insegnante per quarant’anni all’Istituto Tecnico Commerciale e giornalista animato da una passione “incrollabile”. Nel corso della sua carriera ha collaborato con testate come Il Messaggero, Corriere Adriatico e Il Resto del Carlino, con cui scrive ancora oggi.
Particolarmente significativo è il suo contributo alla vita culturale locale attraverso la fondazione di Millepaesi, progetto editoriale nato nel 1982 che nel tempo è diventato un punto di riferimento per la racconta delle storie del territorio.
“Ennio ha un’attenzione quasi maniacale per la città nascosta – ha sottolineato Donati –. Scava nei fatti e nei personaggi, riportando alla luce storie dimenticate o poco conosciute, con una curiosità che va oltre Civitanova e abbraccia tutto il territorio circostante”. Un lavoro meticoloso, che unisce ricerca approfondita e cura anche dell’aspetto grafico, con l’obiettivo di offrire ai lettori un prodotto completo e di qualità.
A consegnare il riconoscimento è stata Maria Luce Centioni, presidente dell’Azienda dei Teatri, affiancata dalla vicepresidente Agnese Biritognolo. Presente anche il professor Stefano Papetti.
Nel suo intervento, Ercoli ha ringraziato l’associazione e i lettori, ripercorrendo la storia di Millepaesi, dai primi numeri ciclostilati fino a oggi. “Ogni persona è un romanzo – ha affermato – e l’idea è quella di dare spazio alle storie, costruendo una piccola enciclopedia del territorio”.
Un riconoscimento che celebra quasi mezzo secolo di impegno nella promozione della cultura e nella valorizzazione dell’identità locale.
Grande successo per il Dojo Kyu Shin Karate-Tarulli alla Coppa Nazionale di Karate CSEN, andata in scena il 25 e 26 aprile al Palazzetto dello Sport “Giovanni Paolo II” di Pescara. L’evento, organizzato dal settore karate del CSEN sotto la direzione della vicepresidente nazionale Delia Piralli, ha fatto registrare numeri importanti: 105 società partecipanti, 1.640 atleti e oltre 2.300 prove disputate.
Tra i protagonisti della manifestazione spicca il Dojo Kyu Shin Karate-Tarulli, che ha preso parte alla competizione con 29 atleti provenienti dalle sedi di Tolentino e Porto Recanati, oltre a quattro squadre. Guidato dai tecnici maestro Wilfredo Caveda, maestro Pedro Colugna, maestro Stefano Scagnetti e dall’allenatore Matteo Rinaldoni, il gruppo ha ottenuto risultati di assoluto rilievo.
Il bilancio finale parla di 40 medaglie complessive: 14 ori, 12 argenti e 14 bronzi. Numeri che hanno permesso al team di conquistare il 4° posto nella classifica generale per società, il 3° posto nel kumite cinture colorate e un prestigioso 2° posto nel kata.
Tra le prestazioni più brillanti spiccano le conferme dei campioni nazionali, con il primo posto assoluto per Sara Leonangeli, Angelica Smarchi, Francesco Ulissi, Silvia Leonangeli e Giulia Bacaloni, quest’ultima capace di imporsi in due diverse specialità. Medaglia d’oro anche per la squadra maschile di kata composta da Luigi Manari, William De Martino e Lorenzo Cicconofri.
Importanti risultati anche per altri atleti che hanno conquistato il titolo di Campione Nazionale CSEN 2026 nelle rispettive categorie. Tra questi Cristina Scagnetti, Silvia Leonangeli e Matteo Massucci per la sezione di Tolentino, insieme a Matteo Rinaldoni, Samuele Orlandoni e Arianna Stura per la sede di Porto Recanati. Un risultato storico che vede per la prima volta tre campioni nazionali provenienti dalla stessa realtà territoriale.
Grande soddisfazione è stata espressa dal maestro Tarulli, che ha sottolineato come questi risultati siano il frutto di impegno, sacrificio e dedizione condivisi tra atleti, tecnici e famiglie. Un riconoscimento è stato inoltre rivolto agli ufficiali di gara delle Marche, presenti e convocati per questa importante competizione nazionale.
In un contesto economico segnato da tensioni internazionali, aumento dei costi energetici e forte incertezza globale, il sistema produttivo locale è chiamato a ripensare le proprie strategie. In questa intervista, Marco Ragni, presidente di Confindustria Macerata e amministratore delegato di Fatar, analizza lo stato dell’economia del territorio, evidenziando criticità, opportunità e il ruolo centrale della collaborazione tra imprese per affrontare una fase complessa ma non priva di prospettive.
La provincia di Macerata è un territorio ampio e diversificato, in che modo si costruisce e si rafforza la coesione tra imprenditori appartenenti a settori differenti?La provincia di Macerata è un territorio dove c’è un tessuto imprenditoriale molto vario: manifatturiero, moda, agroalimentare, meccanica, arredo. Questo rappresenta da una parte un punto di forza e dall’altra una complessità. L’associazione lavora per creare connessioni vere tra le imprese, attraverso tavoli comuni dove condividere problemi e progetti. Costruiamo iniziative trasversali, come un importante progetto sull’introduzione delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, e favoriamo lo scambio di competenze. Oggi nessuno compete da solo, ma all’interno di una filiera.
Oggi la vera competitività nasce dalla capacità di fare sistema e non di restare isolati. Sta prendendo forma un’aggregazione tra Ancona, Fermo e Macerata: quali sono gli obiettivi e le ricadute sul territorio?Questo processo di aggregazione è un passaggio strategico, non formale. Da soli rischiamo di essere troppo piccoli per contare davvero. Mettere insieme Macerata, Ancona e Fermo significa fare massa critica e avere maggiore peso nei tavoli dove si decidono le politiche industriali, a livello regionale, nazionale ed europeo. Inoltre, questa rete permetterà di offrire servizi più evoluti alle aziende associate.
Allargando lo sguardo allo scenario geopolitico internazionale, quanto incidono queste dinamiche sulla produzione locale?Le tensioni internazionali oggi si sentono in modo concreto anche sul nostro territorio. Conflitti, dazi e difficoltà nelle forniture rendono più complicato pianificare investimenti e strategie. Da una parte si registra un calo della domanda, dall’altra aumentano i costi delle forniture e dell’energia. Tutto questo incide direttamente sui bilanci delle imprese. Le aziende stanno reagendo, ma il contesto resta molto instabile.
Quali sono oggi i settori maggiormente colpiti da questa fase di instabilità?In prima battuta i settori più colpiti sono quelli orientati all’export, come la moda e il calzaturiero, che subiscono la contrazione della domanda e le difficoltà nei mercati esteri. Anche altri comparti, come l’agroalimentare e l’arredo casa, risentono di problemi nelle catene di fornitura e nella logistica, con difficoltà a rimanere competitivi nelle filiere produttive.
Quali interventi ritiene prioritari da parte della politica per sostenere il sistema produttivo?Le imprese hanno bisogno soprattutto di certezze e di risposte chiare. Da troppo tempo vengono rimandate decisioni importanti, a partire dalla politica energetica, che deve essere definita in modo chiaro a livello europeo, nazionale e regionale. Nelle Marche è fondamentale portare avanti il tema del termovalorizzatore. Serve inoltre intervenire sulla rete di distribuzione: molte aziende, soprattutto nelle aree interne, soffrono ancora di sbalzi e interruzioni di energia. C’è poi il paradosso degli investimenti nel fotovoltaico: da una parte vengono incentivati, dall’altra le imprese non riescono ad allacciarsi alla rete per mancanza di infrastrutture adeguate. A questo si aggiunge un quadro normativo complesso che aumenta la burocrazia. Le aziende sono ormai abituate a portare “zaini pesanti” sulle spalle: è il momento che la politica inizi a togliere qualche peso.
Guardando al futuro, quali prospettive economiche si vedono nei prossimi mesi per il territorio?Il quadro resta molto complesso e fare previsioni è difficile, sia nel breve che nel medio termine, perché i conflitti internazionali influenzano direttamente gli equilibri economici globali. Le aziende sono reattive e si stanno organizzando, ma hanno poche leve strategiche per reagire in questa fase. Proprio per questo diventa ancora più importante fare sistema e affrontare insieme le difficoltà a livello associativo. Questo può rappresentare un vantaggio per tornare rapidamente competitivi quando la situazione tornerà a normalizzarsi.
La Regione Marche accelera sul rafforzamento della sanità territoriale con l’approvazione dei nuovi Piani integrati di attività e organizzazione (PIAO) 2026 per le aziende sanitarie territoriali di Fermo e Macerata. I provvedimenti delineano un significativo incremento delle dotazioni organiche, con l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi e ridurre le criticità strutturali.
Nel dettaglio, sono previste 276 nuove assunzioni complessive: 104 per l’AST di Fermo e 172 per quella di Macerata. Un intervento che punta a garantire maggiore continuità assistenziale e a rafforzare la capacità di risposta delle strutture sanitarie.
“Si tratta di un segnale concreto di attenzione verso il sistema sanitario marchigiano – ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro –. Le nuove assunzioni rappresentano un passo in avanti importante: non risolvono tutte le criticità, ma contribuiscono sia a compensare i pensionamenti sia a colmare vuoti organici accumulati nel tempo”.
Le nuove risorse riguarderanno principalmente il personale sanitario – medici, infermieri, tecnici e operatori socio-sanitari – affiancato da 29 unità di personale amministrativo. Una distribuzione che mira a rafforzare non solo l’area clinica, ma anche quella gestionale e organizzativa.
Una parte delle assunzioni servirà infatti a sostituire il personale in uscita, mentre una quota significativa sarà destinata alla copertura di posti rimasti vacanti negli anni, intervenendo su criticità storiche degli organici.
Secondo i dati previsionali, si registra un aumento del personale in tutti i principali ruoli, con particolare attenzione ai settori sanitario e tecnico.
"Con l’approvazione dei PIAO 2026, la Regione Marche prosegue così nel percorso di potenziamento della sanità territoriale, puntando su programmazione, sostenibilità e valorizzazione delle professionalità".
In occasione della Festa del Lavoro, l’Amministrazione comunale di Civitanova Marche ha predisposto una mattinata di celebrazioni istituzionali volta a coinvolgere l’intera cittadinanza in un percorso di riflessione e memoria, arricchito dalla partecipazione della banda cittadina. Il programma ufficiale avrà inizio venerdì alle ore 09:15 nella città Alta, con il raduno delle autorità civili, militari e dei rappresentanti sindacali presso il piazzale dell’ex sede Atac. Da qui si muoveranno le prime delegazioni per la solenne deposizione delle corone d’alloro ai monumenti dedicati ai Caduti sul lavoro, situati presso i giardini del Pincio e la Torre dell’Acquedotto.
La cerimonia si sposterà poi alle ore 10:00 verso il parco pubblico intitolato ai Caduti sul Lavoro dell’Impresa Cecchetti, per poi proseguire al piazzale del Mercato Ittico, dove verranno deposte altre due corone in omaggio a chi ha perso la vita nello svolgimento della propria attività professionale.
La conclusione delle celebrazioni è prevista intorno alle ore 10:45 presso lo spazio dei Giardini del Lido Cluana. In questa sede si terranno i discorsi conclusivi del presidente del Consiglio comunale Roberto Tiberi, del sindaco Fabrizio Ciarapica e dei portavoce delle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, che chiuderanno la mattinata con una riflessione congiunta sulle sfide attuali del mondo del lavoro.
MACERATA - La corsa verso le elezioni comunali di fine maggio entra ufficialmente nella sua fase più calda. Nei prossimi giorni, i principali schieramenti politici ospiteranno in città i vertici nazionali e regionali per sostenere le rispettive candidature alla carica di sindaco.
Il centrosinistra punta tutto sulla mobilitazione di piazza e sul carisma della propria leadership nazionale. Sabato 2 maggio, alle ore 17, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein sarà in piazza Vittorio Veneto per sostenere la candidatura di Gianluca Tittarelli nell'evento dal titolo "Macerata, si riparte". L’obiettivo della coalizione è chiaro: riconquistare il cuore della città puntando su un rinnovato entusiasmo e su un programma che promette di invertire la rotta rispetto all'amministrazione uscente.
La risposta del centrodestra non si è fatta attendere, puntando sulla continuità amministrativa e sulla filiera istituzionale che lega la città alla Regione. Mercoledì 6 maggio, alle ore 21, sarà il presidente della regione Marche, Francesco Acquaroli, a schierarsi apertamente al fianco del sindaco uscente Sandro Parcaroli. L'appuntamento è fissato presso il Banca Macerata Forum di Fontescodella, dove verrà presentato il manifesto programmatico "Macerata continua a crescere". Un incontro che mira a consolidare i risultati raggiunti e a rilanciare la sfida per un secondo mandato nel segno della stabilità.
Con l'arrivo dei grandi nomi della politica, Macerata si conferma l'osservata speciale di questa tornata elettorale, in un confronto che promette di misurare non solo il consenso locale, ma anche i pesi specifici dei partiti a livello regionale e nazionale.
Il Terzo Polo Macerata, guidato dal candidato sindaco Mattia Orioli, esprime soddisfazione per quello che definisce un crescente apprezzamento “bipartisan” verso le proprie proposte programmatiche, in particolare sulla federazione dei Comuni e su altri punti della visione di città capoluogo.
“Registriamo con favore – afferma la lista – un interesse trasversale che arriva da sinistra, destra e società civile rispetto alle nostre idee per rilanciare Macerata nel ruolo che le compete”.
Tra i temi che, secondo il Terzo Polo, stanno raccogliendo attenzione anche al di fuori del proprio perimetro politico, c’è appunto la proposta di una federazione tra comuni, insieme all’idea di sviluppare un polo tecnologico. “Proposte già oggetto di confronto e ora sempre più presenti nel dibattito cittadino”, sottolinea la coalizione.
A mostrare interesse, secondo quanto riportato dal movimento, sarebbero anche esponenti di schieramenti diversi, tra cui Tittarelli per l’area progressista e l’assessore Iommi per il centrodestra, oltre all’avvocato Perticarari, che avrebbe valorizzato in particolare l’ipotesi del polo tecnologico.
Il Terzo Polo evidenzia inoltre il ruolo di Augusto Pellegrini, “che rappresenta un ponte verso questa idea”, anche in seguito alla scelta di lasciare il ruolo di consigliere comunale a Treia per candidarsi a Macerata nella lista. Un percorso che, secondo il movimento, "si inserisce in un progetto già da tempo condiviso anche da altri esponenti della lista".
Tra i temi toccati anche quello del termovalorizzatore, che – secondo il Terzo Polo – “sta diventando centrale nel dibattito cittadino come possibile visione di lungo periodo per un capoluogo moderno e competitivo”.
Ampio spazio anche alla dimensione culturale e turistica, ambiti nei quali la lista rivendica una visione “pragmatica e moderna, ma sempre radicata nell’identità cittadina”. L’obiettivo dichiarato è quello di una città “vicina alle persone, che rimetta al centro la persona nella sua interezza”.
Il Terzo Polo sottolinea infine come il proprio progetto non sia “contro qualcuno, ma per qualcosa”, con l’intento di superare le contrapposizioni tradizionali. “Vogliamo andare oltre il bipolarismo – si legge nella nota – ricreando le condizioni per una politica concreta, lontana da slogan e divisioni sterili”.
“La soddisfazione – conclude la coalizione – nasce dalla consapevolezza che il progetto sta trovando attenzione e interesse. Un percorso riformatore, libero, democratico e popolare che punta a rilanciare Macerata rispettandone la storia, ma proiettandola verso il cambiamento che merita”.
Un evento che unisce cinema, moda ed eleganza per celebrare un traguardo importante. Celeste Fashion festeggia i 25 anni di attività con una serata esclusiva ispirata al grande ritorno de Il Diavolo Veste Prada 2, trasformando il Multiplex 2000 in una passerella di stile e creatività.
A raccontare l’iniziativa è Cinzia Tomassoni, che spiega l’idea alla base dell’evento: «Domani sera, dopo vent’anni torna al cinema con il sequel Il Diavolo veste Prada, un evento che non è solo cinema e che non potevamo lasciarci sfuggire». Un format che richiama le grandi premiere internazionali, reinterpretato in chiave locale per offrire ai clienti un’esperienza immersiva tra fashion e spettacolo.
Grazie alla collaborazione con il Multiplex 2000 di Piediripa, sono stati riservati circa 130 posti, andati esauriti in tempi rapidissimi. «Abbiamo riempito praticamente questi 130 posti in quattro giornate», sottolinea Cinzia Tomassoni, evidenziando l’entusiasmo e la partecipazione che hanno accompagnato l’iniziativa fin dalle prime fasi.
La serata prenderà il via alle 20:30 con un brindisi di benvenuto dedicato a tutte le partecipanti, per poi proseguire con l’ingresso in sala. Il dress code sarà parte integrante dell’evento, ispirato proprio all’estetica iconica del film. «Sarà gradito l’abito elegante con i toni che richiamano la locandina e quindi il rosso, il nero e il bianco», spiega Cinzia Tomassoni, invitando a curare ogni dettaglio per vivere appieno l’atmosfera della serata.
Non mancherà anche un momento dedicato alla valorizzazione dello stile personale, con una selezione dei look più riusciti: «I dieci look migliori vinceranno un premio», aggiunge, rendendo l’evento ancora più dinamico e coinvolgente.
I premi sono stati modulati grazie al supporto delle realtà partner che hanno contribuito alla realizzazione della serata. Tra queste la palestra Live Energy, insieme a Lola parrucchieria, al centro estetico Il Segreto Degli Dèi, alla Farmacia Farmarecanati e alla consulente d’immagine Michela Colonnello, specializzata in armocromia.
L’evento si inserisce in un calendario più ampio di iniziative pensate per celebrare i 25 anni di attività di Celeste Fashion, un percorso fatto di passione, ricerca e attenzione alle esigenze delle clienti. «Proseguono gli eventi per celebrare questo traguardo», conferma Cinzia Tomassoni, anticipando nuove occasioni di incontro e condivisione.
Cinzia Tomassoni ha voluto rivolgere un ringraziamento speciale a tutto lo staff, composto da Daniela Stortini, Veronica Potalivo, Asia Molini e Barbara Riccioni, per l’impegno e la dedizione dimostrati, elementi fondamentali per dare vita a un evento che celebra non solo la moda, ma anche una storia lunga venticinque anni fatta di professionalità e passione.
La Monti Azzurri Experience prende il via con il primo appuntamento del Primo Maggio al lago di Caccamo, splendida frazione di Serrapetrona inaugurando un ciclo di tre giornate dedicate alla valorizzazione del territorio, delle tradizioni e delle eccellenze locali. L’iniziativa, promossa dall’Unione Montana, unisce natura, attività all’aria aperta ed enogastronomia, coinvolgendo anche i comuni di Camporotondo di Fiastrone e Cessapalombo nei successivi appuntamenti del 16 e 17 maggio.
Ad aprire la rassegna è proprio la giornata di Caccamo, pensata come esperienza immersiva per tutte le età. «È una delle tre giornate che noi offriamo come Experience il primo maggio», spiega Giampiero Feliciotti, presidente della comunità monti azzurri, sottolineando il valore di un progetto più ampio che abbraccia più territori e più eccellenze. L’evento segna anche «l’apertura della stagione della canoa qui al lago di Caccamo» e propone un ricco programma che unisce sport e convivialità.
Durante la giornata sarà possibile partecipare a escursioni in kayak, provare sup e salire sulle water bike, particolari biciclette galleggianti adatte anche ai più piccoli. «Potranno anche toccare con mano e farsi anche un giro se vogliono, o in canoa o con queste pseudobici che galleggiano», aggiunge Feliciotti, evidenziando l’attenzione verso un’offerta accessibile e adatta alle famiglie.
Non mancherà la parte dedicata ai sapori, con degustazioni e momenti di convivialità. «Faremo degli spritz, faremo delle merende, fava, formaggio, musica», racconta ancora Feliciotti, invitando tutti a vivere una giornata all’insegna della semplicità e della qualità. Protagonista sarà la vernaccia, insieme ad altri prodotti tipici, in un contesto naturale che punta a esaltare l’identità del territorio.
Il progetto Monti Azzurri Experience, però, non si limita al primo maggio. «L’Unione Montana ha messo in piedi questi tre eventi, queste tre giornate proprio per la promozione», prosegue Feliciotti, ricordando i prossimi appuntamenti: il 16 maggio a Camporotondo di Fiastrone con l’olio coroncina e il 17 maggio a Cessapalombo con lo zafferano. Tre occasioni pensate non solo per promuovere i prodotti, ma per invitare le persone a scoprire borghi «veramente eccezionali per tranquillità, per ambiente e perché no anche essere presi per la gola».
Grande entusiasmo anche da parte della sindaca di Serrapetrona, Silvia Pinzi, che evidenzia il valore della collaborazione tra enti e comuni. Il primo maggio rappresenta infatti «il numero zero di questa edizione», un punto di partenza per un percorso di crescita che mette insieme natura, sport ed eccellenze enogastronomiche. Saranno presenti stand con degustazioni di vernaccia di Serrapetrona DOCG e DOC, oltre a momenti di intrattenimento musicale pensati per rendere l’esperienza ancora più coinvolgente.
L’obiettivo è chiaro: valorizzare il territorio e creare nuove opportunità. «È fondamentale cercare di far ripartire anche imprese, suscitare interesse perché ci siano anche investitori», sottolinea la sindaca, rimarcando l’importanza di eventi capaci di generare ricadute economiche e sociali.
A chiudere la rassegna sarà Cessapalombo, come ricorda la sindaca Giuseppina Feliciotti: «Noi chiudiamo la rassegna perché primo maggio inizia qui a Caccamo poi il 16 a Camporotondo di Fiastrone e il 17 a Cessapalombo con lo zafferano». Un prodotto che negli ultimi anni ha conosciuto una forte crescita grazie a un progetto sviluppato con l’Università di Camerino. In programma anche attività e «laboratori per bambini» legati alla natura, in linea con il contesto del Parco dei Sibillini.
Tra i protagonisti della giornata inaugurale anche Lorenzo Baldi di Waterbike Marche, che porterà al lago le sue biciclette acquatiche: «nulla di più bello del lago di Caccamo», afferma, sottolineando il fascino della location. Accanto a lui, Cristiano Leccesi, presidente dell’associazione Monti Azzurri Canoa Kayak, organizzerà escursioni per tutte le età: «escursioni con il kayak per tutti quindi adulti, bambini», con partenze distribuite tra mattina e pomeriggio.
La Monti Azzurri Experience si presenta così come un progetto articolato e ambizioso, capace di mettere in rete territori, tradizioni e comunità, offrendo ai visitatori tre appuntamenti imperdibili tra sport, natura e gusto nel cuore delle Marche.
Si è svolto oggi un incontro istituzionale alla presenza del sindaco Sandro Parcaroli, del presidente della Provincia Alessandro Gentilucci, dei dirigenti tecnici dei due enti, Tristano Luchetti e Stefano Mogetta, e della dirigente scolastica Roberta Ciampechini. L’incontro è stato dedicato alla definizione del cronoprogramma e delle soluzioni organizzative per il trasferimento del liceo scientifico “Galilei”, interessato da futuri interventi di adeguamento sismico nella sede storica.
Grazie all’impegno del sindaco Parcaroli, che ha messo a disposizione gli spazi dei Salesiani, sono state accolte le richieste avanzate dalla dirigente scolastica e avviate le procedure per la loro formalizzazione. La Provincia attende ora, nei prossimi giorni, la trasmissione degli atti ufficiali da parte dell’Istituto, che confermeranno gli accordi definiti verbalmente.
Nel dettaglio, il piano prevede il trasferimento della segreteria e della dirigenza presso Palazzo degli Studi, dove sono già presenti alcune sezioni dell’istituto. Una parte delle classi sarà invece ospitata nei locali dell’ex Mestica, mentre un ulteriore gruppo di studenti troverà sistemazione negli spazi messi a disposizione dai Salesiani. La scuola dovrà inoltre comunicare formalmente le esigenze logistiche relative alle aule e agli spazi didattici.
L’obiettivo condiviso da tutte le istituzioni coinvolte è garantire la continuità delle attività scolastiche del più grande istituto cittadino, assicurando al tempo stesso condizioni adeguate durante la fase dei lavori. La collaborazione tra Comune e Provincia, attraverso il lavoro congiunto degli uffici tecnici, ha permesso di avviare rapidamente la pianificazione operativa.
Il progetto di riqualificazione della sede storica di via Manzoni, finanziato con oltre 8 milioni di euro, rappresenta un intervento strategico per la città. Non solo consentirà l’adeguamento sismico dell’edificio, ma porterà alla realizzazione di una struttura moderna, sicura e funzionale, in grado di rispondere in modo efficace alle esigenze di studenti e personale scolastico.