Bilancio positivo per il piano strategico del Comune di Macerata dedicato al controllo numerico della popolazione di colombi urbani. Il progetto, avviato nel 2022, punta a ristabilire un equilibrio sostenibile tra la presenza dei volatili e le esigenze di igiene pubblica, decoro urbano e tutela del patrimonio storico.
I dati degli ultimi censimenti confermano l’efficacia della strategia adottata. Se nel 2015 erano stati contati 897 colombi, il numero è sceso a 211 nel 2023 fino ad arrivare agli attuali 135 esemplari censiti nel 2025.
L’Amministrazione ha scelto un approccio non cruento e basato su criteri scientifici. In linea con la legge nazionale sulla tutela della fauna selvatica, viene utilizzata la nicarbazina, un principio attivo antifecondativo che inibisce temporaneamente la fertilità delle uova. Il trattamento è reversibile e non comporta rischi per l’ambiente, per le persone o per altre specie animali.
“I numeri parlano chiaro: siamo passati da una situazione di criticità a una gestione virtuosa del territorio – spiega l’assessore all’Ambiente e alla Tutela del Benessere Animale, Laura Laviano –. Il nostro obiettivo non è mai stato eliminare i colombi, ma contenere una popolazione rinselvatichita che, trovando abbondante cibo e rifugi negli edifici storici, rischiava di compromettere la salubrità e il decoro della città”.
Il successo del piano è legato anche a un’attenta attività di monitoraggio. Il personale dell’Ufficio Ambiente ha effettuato cinque censimenti sistematici, suddividendo il centro storico in cinque zone e georeferenziando gli avvistamenti e i punti maggiormente colpiti dall’imbrattamento.
La distribuzione del mangime trattato avviene all’alba e sotto stretta supervisione in diversi punti strategici della città: nel centro storico nelle piazze Libertà, Strambi, Mazzini e Vittorio Veneto e all’Emiciclo Garibaldi; nelle aree esterne in via Aleandri, viale Piave, piazzale della Stazione, al monumento Garibaldi, in via Roma, via Campanile e Fonte Maggiore. Le postazioni fuori dal centro sono state individuate analizzando i movimenti dei volatili, poiché spesso le aree di alimentazione non coincidono con quelle di nidificazione.
Il Comune sottolinea infine come la collaborazione dei cittadini sia fondamentale per il successo del piano. La somministrazione spontanea di cibo ai colombi, infatti, rischia di ridurre l’efficacia del trattamento farmacologico.
L’Amministrazione intende proseguire lungo questa linea anche nei prossimi anni, mantenendo attivi i censimenti annuali e le campagne di sensibilizzazione per prevenire nuove proliferazioni e favorire una convivenza equilibrata tra cittadini e fauna urbana.
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