Niente da fare in un PalaVerde sold out (oltre 5 mila spettatori) per la CBF Balducci HR che cede in tre set alle padrone di casa della Prosecco DOC A.Carraro Imoco Conegliano, fresche vincitrici della Coppa Italia, nella nona giornata di ritorno della Serie A1 Tigotà. Partita mai in discussione con le venete superiori in ogni fondamentale (8 muri vs 4, 4 ace vs 1, 50% in attacco vs 35%) con la MVP Sillah (16 punti) e la top scorer Adigwe (18 con 4 muri) in evidenza. Le arancionere ritrovano Clothier stabilmente in campo ad un mese e mezzo dall’infortunio al menisco, in doppia cifra Decortes (11) e Kokkonen (10). A quattro turni dal termine la CBF Balducci HR resta al decimo posto a quota 21 punti, mantenendo il +4 sulla zona rossa.
Le maceratesi all’avvio tengono l’impatto con la corazzata veneta, rientrando due volte (5-5 e 10-10 dopo il doppio break Imoco), poi il muro delle padrone di casa e i colpi di Gabi (5) pescano il +5 (20-15) decisivo per il 25-20 conclusivo. Simile l’andamento del secondo set, con la CBF Balducci HR che resta in scia alla Prosecco DOC A.Carraro (8-7), poi sale in cattedra Adigwe (8 punti con 2 muri) per l’opposta delle azzurrine, 16-10, e le venete prendono il largo fino al 25-16 conclusivo con il 58% in attacco, 4 per Kokkonen e Decortes tra le arancionere. Nel terzo le venete spingono subito sull’acceleratore con una formazione arancionera inedita in campo per coach Lionetti, Sillah (9 punti nel parziale) è in evidenza nel break del 16-10, l’attacco Imoco gira ancora al 50% e Conegliano chiude senza problemi 25-15.
Coach Lionetti mette in campo Bonelli-Decortes, Clothier-Mazzon, Kockarevic-Kokkonen, Caforio libero. Coach Santarelli sceglie Ewert-Adigwe, Lubian-Fahr, Gabi-Sillah, De Gennaro libero.
L’ace di Adigwe firma il primi break per il 5-2, Kokkonen va a segno (5-3), muro Bonelli (5-4), Clothier contrattacco, 5-5. Gabi diagonale (7-5), l’ace di Lubian allunga sul 9-6, Decortes mani out (9-7), ace Clothier, 9-8. Kockarevic spinge giù il 10-9, Decortes contrattacco (10-10), ancora lei (11-11), Adigwe ferma Kokkonen, 13-11, la finlandese risponde subito, 13-12. Decortes vincente (14-13), muro Gabi (16-13), ancora l’Imoco a muro con Lubian (17-13), errore veneto in ricostruzione (18-15), Gabi a segno, 20-15. Pipe Sillah (21-15), Decortes passa (21-16), Mazzon primo tempo (22-17), Sillah out (22-18), ancora Mazzon, 23-19. Clothier a segno (24-20), il set si chiude 25-20.
Break arancionero in avvio di secondo set (1-3), c’è l’ace di Gabi (3-3), Decortes a segno (3-4), Sillah contrattacco (6-4), pallonetto Kokkonen, 6-5. Ancora Kokkonen (7-6), di nuovo lei (8-7), Kockarevic non trova il campo (10-7), Fahr a filo rete, 11-7. Entra Ornoch per Kockarevic, la polacca subito a segno (11-8), Decortes gran colpo (12-9), invasione arancionera (15-10), Adigwe contrattacco (16-10), Kokkonen non trova il campo (19-13), Decortes pallonetto, 19-14. Out il primo tempo Clothier (21-14), Adigwe contrattacco (22-14), entra Batte per Bonelli, Clothier a segno (22-15), muro Mazzon, 22-16. Muro Fahr (24-16), chiude Adigwe 25-16.
Restano in campo Batte e Ornoch nel terzo set, Clothier a segno (2-3), muro Sillah (4-3), errore arancionero (5-3), Sillah contrattacco, 6-3. Ornoch a segno (6-4), Adigwe contrattacco (8-4), Decortes out (9-4), Ornoch diagonale, 9-5. Gabi sfrutta la difesa di piede gialloblu (11-6), Clothier ferma Fahr (11-8), non riesce la difesa arancionera (13-8), Kokkonen passa, 13-9. Entrano Bonelli e Kockarevic per Batte e Decortes, Clothier primo tempo (14-10), Sillah inventa il 16-10, muro Ewert, 18-11. Ace Sillah (19-11), dentro Sismondi per Mazzon, Lubian pallonetto (20-11), rientrano Batte e Decortes, l’opposta subito a segno (21-13), Adigwe contrattacco (23-13), ancora Decortes (23-14), Kokkonen vincente (23-15), il set si chiude 25-15.
IL TABELLINO
PROSECCO DOC A.CARRARO IMOCO CONEGLIANO - CBF BALDUCCI HR MACERATA 3-0 (25-20 25-16 25-15)
PROSECCO DOC A.CARRARO IMOCO CONEGLIANO: Ewert 2, Braga Guimaraes 12, Fahr 6, Adigwe 18, Sillah 16, Lubian 8, De Gennaro (L), Chirichella, Zhu, Daalderop, Wolosz, Haak. Allenatore Santarelli.
CBF BALDUCCI HR MACERATA: Bonelli 1, Kockarevic 2, Mazzon 4, Decortes 11, Kokkonen 10, Clothier 8, Caforio (L), Ornoch 3, Capodacqua (L), Sismondi, Crawford, Batte, Bresciani, Piomboni. Allenatore Lionetti.
Arbitri: Lentini, Giardini.
Note - Spettatori: 5344, Durata set: 23', 22', 23'; Totale: 68'. MVP: Sillah.
La Maceratese rialza la testa e lo fa nel modo migliore, conquistando una vittoria pesantissima in chiave salvezza sul campo della Sammaurese. Un successo netto e mai in discussione che permette ai biancorossi di cancellare la sconfitta con il Sora, tornare a vincere dopo 42 giorni e affrontare con maggiore fiducia un calendario impegnativo che attende la squadra nelle prossime settimane. Per la Rata si tratta anche del primo successo del 2026 e della prima vittoria esterna dopo oltre un girone, visto che l’unico precedente risaliva alla gara d’andata proprio a Sora.
La formazione di Possanzini ha imposto per tutta la gara una chiara superiorità tecnica e di palleggio, risultando molto più concreta sotto porta rispetto ad altre occasioni stagionali. Le uniche note stonate arrivano dall’ammonizione di Sabattini, che essendo diffidato salterà la sfida con il Teramo, e dall’ennesimo rigore fallito, problema che continua a pesare sul cammino dei biancorossi. Dagli undici metri sbagliano però anche i padroni di casa, rendendo meno amara la statistica.
La Sammaurese, profondamente rinnovata rispetto all’andata e guidata ora da Antonioli, arrivava all’appuntamento forte di una lunga striscia positiva e senza sconfitte interne dal 7 dicembre. Il match si gioca al campo Macrelli, impianto raccolto e poco adatto alle caratteristiche della Maceratese, con spalti popolati esclusivamente da tifosi romagnoli vista la terza trasferta consecutiva vietata ai sostenitori biancorossi. Per la Rata è il secondo scontro diretto salvezza dopo quello perso con il Sora, alla vigilia di un ciclo durissimo contro Teramo, Notaresco, L’Aquila e Ancona.
Nonostante l’assenza a centrocampo dello squalificato De Angelis, sostituito da Ambrogi, la Maceratese parte con personalità in un pomeriggio freddo e grigio. Dopo un primo tentativo della Sammaurese, i biancorossi colpiscono in contropiede: recupero palla, triangolazione Osorio-Gagliardi e assist per Ruani, che si inserisce centralmente e batte Pollini per lo 0-1. L’errore dei locali in fase offensiva viene pagato a caro prezzo. Poco dopo Osorio sfiora il raddoppio con un pallonetto che si stampa sulla traversa, mentre il successivo tap-in di Gagliardi viene annullato per fuorigioco.
La Maceratese controlla il gioco e al 30’ trova il 2-0 con una bella azione sulla sinistra rifinita da Osorio, che da posizione angolata firma il suo settimo gol stagionale. Al 39’ arriva anche l’occasione per il tris dal dischetto, ma Gagliardi calcia centrale e si fa ipnotizzare da Pollini, chiudendo un primo tempo dominato ma con il rammarico di non averlo chiuso definitivamente.
Nella ripresa la Sammaurese prova ad alzare il ritmo con alcuni cambi, ma la Rata resta micidiale nelle ripartenze. Al 7’ Marras, servito da Sabattini, salta l’uomo e lascia partire un sinistro potente che vale il 3-0. Al 16’ fa il suo esordio Ciabuschi, e bastano pochi minuti al nuovo acquisto per trovare la gioia personale: controllo in area, protezione della palla e conclusione deviata che si insacca per il 4-0.
Nel finale non mancano altre occasioni, con la Maceratese che sfiora il quinto gol e la Sammaurese che spreca un rigore calciando alto. Il triplice fischio certifica una vittoria larghissima e meritata, frutto di una prestazione solida e convincente in ogni reparto, che rilancia con forza le ambizioni salvezza della Maceratese.
INTER SAMMAURESE-MACERATESE 0-4
Inter Sammaurese (4-2-3-1):
Pollini, Cenci, Dimitri (27' st Volonghi), Federico Valentini, Ramires, Brigidi (1' st Larhrib), Nisi (27' st Magnanini), Carlini (1' st Merlonghi), Filippo Valentini, Bertani, Varriale (30' st Vasconcellos). All: Mauro Antonioli
Maceratese (4-3-3):
Gagliardini, Perini, Ciattaglia (24' st Papa), Lucero, Siniega, Ambrogi, Sabattini (8' st Nasic), Ruani (16' st Mastrippolito), Marras (28' st Cirulli) Gagliardi, Osorio (16' st Ciabuschi). All: Matteo Possanzini
Arbitro: Giorgino Piernicola di Milano
Reti: Ruani 11' pt, Osorio 30' pt, Marras 6' st, Ciabuschi 24' st
Note: Spettatori 200 circa. Ammoniti Sabattini, Nisi, Gagliardini
Schianto nella tarda mattinata lungo la provinciale 78, all’incrocio che conduce alla superstrada, nel tratto compreso tra l’Abbadia di Fiastra e Colbuccaro di Corridonia. L’incidente è avvenuto intorno alle 11.45, nel punto che si trova al termine del rettilineo subito dopo la rotatoria di Colbuccaro. Cinque le persone rimaste ferite, tra cui un bambino di un anno e mezzo, fortunatamente senza gravi conseguenze.
Per cause ancora in fase di accertamento si sono scontrate due vetture. Su una Alfa Romeo Stelvio viaggiavano una giovane mamma di 23 anni, il padre di 32 anni e il loro bambino. Sull’altra auto, una Suzuki, si trovavano invece un uomo di 52 anni e la figlia di 17 anni. L’impatto è stato particolarmente violento: la Stelvio ha riportato gravi danni alla parte anteriore e, dopo lo scontro, si è fermata di traverso sulla carreggiata, occupandola anche oltre la linea di mezzeria.
La Suzuki è stata colpita sulla fiancata lato passeggero e, a seguito dell’urto, si è ribaltata su un lato, quello del conducente, terminando la corsa con il muso disposto parallelamente alla strada e in parte sul prato adiacente. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, personale del 118 con più ambulanze e automedica, la polizia stradale di Camerino per i rilievi, la polizia locale e il soccorso ACI Carlini. L’incidente si è verificato nel territorio al confine tra i comuni di Tolentino e Corridonia.
I sanitari hanno prestato assistenza a tutti e cinque gli occupanti dei veicoli, che sono stati successivamente trasportati al pronto soccorso di Macerata. Le ferite riportate sono risultate di lieve entità. Per permettere le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza dell’area, la strada è rimasta temporaneamente chiusa al traffico.
Nella notte tra venerdì 30 e sabato 31 gennaio, Macerata si è svegliata con il cuore rivolto a otto anni fa, a quel crimine atroce che ha segnato per sempre la storia della città e dell'Italia intera. Una delegazione di giovani, insieme ad Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro, si è ritrovata nel luogo più simbolico e doloroso della vicenda: quel palazzo di via Spalato che, secondo i partecipanti, sembra essere diventato un tabù per la memoria istituzionale cittadina.
Il gesto simbolico della notte scorsa ha voluto rompere un silenzio giudicato "inquietante". In una nota diffusa dal gruppo, la critica verso le amministrazioni che si sono susseguite è frontale: "Siamo qui per lanciare un segnale e un invito alle istituzioni". Sebbene ogni anno venga organizzata una cerimonia ufficiale ai Giardini Diaz, i giovani la percepiscono come un atto formale svuotato di vera partecipazione. "Organizzare un ricordo alle 11:30 di un giorno lavorativo, senza preavviso alla cittadinanza, significa voler mantenere una facciata pulita senza alimentare un vero ricordo collettivo", si legge nel duro comunicato.
Il racconto di chi è sceso in strada descrive una ferita ancora aperta ma spesso ignorata: "Davanti al palazzo dove Pamela incontrò i suoi 'orchi', le tapparelle si abbassano e gli sguardi si voltano. Ci è stato detto che la gente vuole voltare pagina, che parlarne svaluta il valore degli immobili". Per i ragazzi, assecondare questo atteggiamento spostando le celebrazioni lontano dal luogo del delitto è un errore profondo: "Assecondare questo silenzio omertoso è un errore profondo. Un silenzio che abbiamo deciso di rompere ancora una volta, esponendo il nostro striscione in quel maledetto posto".
Richiamando le parole del prefetto Giovanni Signer, secondo cui la sicurezza si alimenta coltivando la coscienza dei singoli e non solo con uno "stato di polizia", i giovani lanciano un ultimo, accorato appello: "Pamela, quella notte, ha incontrato persone che invece di aiutarla hanno scelto di approfittare della sua fragilità. Oggi, non possiamo permettere che la città continui a girarsi dall’altra parte".
Il dibattito sul decoro urbano e sull'attrattività del cuore antico della città di Macerata si accende prepotentemente a seguito della proposta di mantenere attive, per tutto l'anno, le luminarie decorative nel centro storico. Una scelta che ha spinto il Comitato centro storico di Macerata a intervenire con una nota ufficiale estremamente critica, volta a tutelare l'identità architettonica del capoluogo.
"C’è chi le chiama 'atmosfera', chi 'accoglienza', chi semplicemente 'allegria'. Ma la proposta di installare lucette stile festa di quartiere per tutto l’anno nel centro storico di Macerata solleva più di un dubbio, soprattutto quando si sposta lo sguardo dall’effetto immediato alle conseguenze sul lungo periodo" esordisce il Comitato, mettendo subito in guardia contro un approccio giudicato superficiale.
Secondo i rappresentanti dei residenti, l'estetica della città non può essere trattata come un elemento ornamentale qualsiasi, poiché "il centro storico di Macerata non è una scenografia neutra da riempire a piacere. È un tessuto urbano di grande valore architettonico, fatto di palazzi storici, chiese, scorci e prospettive che già oggi sono valorizzati da un’illuminazione pubblica studiata appositamente per metterne in risalto forme, materiali e volumi".
Il Comitato sottolinea come l'attuale assetto sia "un progetto pensato, non casuale, che dialoga con la storia della città e ne restituisce identità e prestigio", un equilibrio che risulterebbe compromesso da interventi estemporanei.
La critica si fa particolarmente serrata nei confronti delle motivazioni che avrebbero spinto alcuni esercenti a caldeggiare l'iniziativa. "Inserire in modo permanente lucette decorative, per l'idea quantomeno balzana di alcuni commercianti convinti di attrarre clienti con effetti non tanto speciali, rischia di ottenere l’effetto opposto: invece di valorizzare, coprire. Invece di esaltare l’architettura, appiattirla" si legge nella nota.
Il timore principale è quello di uno snaturamento dell'area: "Il centro storico potrebbe finire per assomigliare più a una sagra permanente che a uno dei luoghi simbolo della città, perdendo quella sobrietà elegante che lo distingue".
Oltre al piano estetico, la nota affronta con decisione il tema economico e la gestione delle risorse collettive. "C’è poi un altro aspetto, tutt’altro che secondario: il costo. Anche ammettendo che la spesa per l’energia elettrica sia 'solo' di un migliaio di euro, resta il fatto che si tratta comunque di denaro pubblico" incalza il Comitato.
Pur ammettendo che si tratti di una cifra modesta, i firmatari pongono una questione di principio etico e amministrativo: "È giusto che i cittadini paghino, in bolletta, un’illuminazione decorativa permanente che non risponde a esigenze di sicurezza né a un reale progetto culturale o urbano?".
In chiusura, il Comitato centro storico tiene a precisare che la posizione assunta non deriva da un pregiudizio verso lo sviluppo economico della città, ma da un profondo senso civico. "La questione, dunque, non è essere contrari alla vivacità o all’attrattività del centro. Al contrario: è proprio per rispetto verso Macerata che vale la pena chiedersi se la strada delle lucette tutto l’anno sia davvero quella giusta". La riflessione finale è un invito a guardare con occhi diversi il patrimonio esistente: "Forse la vera bellezza sta già lì, nelle pietre, nelle facciate, nelle luci pensate per raccontarle. E forse basterebbe non coprirla".
I carabinieri della compagnia di Macerata - nell'ultimo fine settimana - hanno intensificato i controlli sul territorio per contrastare lo spaccio di stupefacenti, la guida pericolosa e i reati predatori, presidiando con particolare attenzione i centri urbani e le principali arterie stradali della provincia.
L’operazione più significativa è stata portata a termine dai militari della stazione di Treia, i quali hanno arrestato un 38enne di origini tunisine residente in città in esecuzione di un ordine di carcerazione. L'uomo deve scontare una condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione per i reati di rapina, lesioni e porto di armi o oggetti atti ad offendere, commessi in concorso nel 2022; al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato condotto presso la casa circondariale di Fermo.
Parallelamente, il nucleo operativo e radiomobile è intervenuto sul fronte della sicurezza stradale a seguito di alcuni sinistri avvenuti tra Macerata e Monte San Giusto. In un primo episodio, un giovane di 21 anni è stato deferito in stato di libertà poiché, dopo essere rimasto coinvolto in un incidente con feriti, è risultato positivo ai cannabinoidi a seguito degli accertamenti clinici. Sorte simile è toccata a un 51enne di Monte San Giusto che, protagonista di un incidente che ha causato danni ai soli mezzi, è stato trovato con un tasso alcolemico di 1,77 g/l (oltre tre volte più alto rispetto al limite di legge). Per l'uomo sono scattati immediatamente il ritiro della patente, il sequestro del veicolo e la denuncia all’autorità giudiziaria.
L’attività di prevenzione si è estesa anche al centro di Pollenza, dove i carabinieri della locale stazione hanno controllato un cittadino argentino di 30 anni residente nel capoluogo. L’uomo, fermato durante la notte, è stato trovato in possesso di circa due grammi e mezzo di hashish per uso personale, circostanza che ha fatto scattare il sequestro della sostanza e la segnalazione amministrativa alla prefettura.
Continua il bel momento di Beatrice Costantini. La giovane atleta del Cus Macerata nella gara dei 10 km su strada appena disputata ad Assisi, ha tagliato il traguardo col tempo di 39’31’’.
Non solo primato personale, ma soprattutto crono inferiore a 39’50’’’, la soglia di sbarramento che la Fidal impone per partecipare ai campionati nazionali di cross.
Che significa? Che Beatrice è dentro e potrà prendere parte a Marinella di Selinunte, nel comune di Castelvetrano (Trapani), alla manifestazione che assegnerà i titoli italiani di cross lungo individuali assoluti, promesse, juniores, allievi e cadetti, il trofeo per regioni cadetti e i titoli delle staffette assolute e master. I tricolori si terranno nel weekend del 21 e 22 febbraio.
Ad Assisi, anzi per la precisione a Santa Maria degli Angeli, l’evento è stato organizzato da Assisi Runners ed è stato valido come 16° Memorial “Vincenzo Cavanna”. La Costantini ha chiuso la sua prova al 4° posto assoluto tra le ragazze, un risultato spettacolare considerando che in totale erano 950 gli atleti, maschi e femmine, al via.
Solo due settimane fa Beatrice aveva ottenuto un gran 3° posto al Campionato Regionale Cross Country allestito all’Abbadia di Fiastra.
Negli ultimi mesi, nell’area del Terminal–Pizzarello, si sono verificati episodi che hanno acceso una forte preoccupazione tra le famiglie. Alcuni genitori hanno deciso di rendere pubblico il proprio punto di vista attraverso una lettera, nella quale ricostruiscono una serie di fatti avvenuti a partire da dicembre 2025 e già segnalati alle autorità competenti.
"Abbiamo deciso di scrivere questa lettera perché nella nostra città sono accaduti dei fatti che non possono essere più ignorati. Nel mese di dicembre 2025 alcuni ragazzini, perché di questo si tratta, 14/15 anni, sono stati derubati da coetanei, in pieno giorno nella zona Terminal-Pizzarello.
Il primo episodio denunciato è stato il furto di scarpe e soldi subito da un quattordicenne mentre aspettava l’autobus per rientrare a casa all’uscita di scuola. Allontanato dai compagni con una scusa banale è stato accerchiato da tre coetanei che, dopo un tira e molla di “richieste” e velate intimidazioni, lo hanno obbligato a consegnare le scarpe e il denaro che aveva con sé".
Nei giorni successivi, secondo quanto riportato, la situazione si sarebbe aggravata: "Pochi giorni dopo nella stessa zona, la storia si ripete, questa volta vengono sottratti cellulari, giubbetti con l’aggravante che il gruppo di teppisti è più numeroso e armato di coltelli. I fatti sono stati tutti regolarmente denunciati alle autorità competenti".
Secondo i firmatari, quanto accaduto non può più essere letto come una semplice sequenza di episodi sporadici: "Ci sentiamo di dire che non si tratta più di episodi isolati o di ragazzate ma di atti criminali veri e propri che stanno generando paura, insicurezza e senso di abbandono.
I nostri ragazzi devono uscire di casa per andare a scuola, incontrare gli amici, vivere la loro età invece si trovano esposti a minacce, intimidazioni e violenza. Questo è inaccettabile".
Da qui nasce l’appello alle istituzioni, ritenuto urgente: "La situazione è grave e se non si interviene può sfuggirci di mano. Per questo chiediamo al sindaco di assumere un ruolo attivo, coordinando interventi concreti e al questore di rafforzare la presenza e i controlli nelle aree più a rischio. Chi ha responsabilità istituzionali ha anche il dovere di agire e lo deve fare adesso. Non possiamo aspettare che accada l’irreparabile".
I genitori sottolineano inoltre che gli autori dei fatti sarebbero noti nell’ambiente cittadino: "I giovani responsabili di questi gesti agiscono a volto scoperto e sono noti, Macerata non è una metropoli, i nomi girano e in virtù di questo chiediamo un’accelerazione nella loro identificazione e nel risolvere il problema. Invitiamo tutti coloro che sono stati infastiditi da questo gruppo di farsi avanti e denunciare alle autorità competenti. Inoltre chiediamo ai ragazzi di confidarsi con i genitori che sono sempre pronti ad aiutarvi".
"Infine- concludono - volevamo fare un appello anche ai genitori dei responsabili di questi gesti orribili: non possiamo credere che non sappiano proprio nulla. Sicuramente mettere la testa sotto la sabbia non giova. L’amore verso un figlio si dimostra anche con il coraggio di ammettere che c’è un problema, avere la forza di mettersi da parte e affidarlo a chi può aiutarlo con razionalità e competenza, cose che una mamma e un papà emotivamente coinvolti non hanno".
Le squadre marchigiane non si fermano e nelle ultime ore del mercato di gennaio si registrano due colpi importanti in Serie D. La Maceratese ufficializza il suo nuovo attaccante. Si tratta di Jonathan Ciabuschi, classe 1997, mentre la Recanatese completa la rosa con l’esperto esterno destro Alessandro Eleuteri.
Ciabuschi, cresciuto nel vivaio dell’Ascoli, Ciabuschi arriva in biancorosso dopo l’esperienza al Grosseto. In carriera ha totalizzato 10 presenze e 1 rete in Serie C e 86 presenze con 20 gol tra Atletico Ascoli e Monticelli in Serie D. Centravanti fisicamente strutturato, porterà alla Maceratese presenza in area, forza fisica e spirito di sacrificio.
Alessandro Eleuteri, 27 anni, ha invece già quasi 200 presenze in Serie C con Ravenna, Fermana, Renate e Carpi. L’esterno di destra, che si allenava da alcuni giorni con il gruppo di mister Pagliari, sarà disponibile già per la trasferta di domani a Cattolica contro il San Marino, portando esperienza e qualità sulle fasce della Recanatese.
MACERATA - Si è svolta questa mattina a Corneto, accanto all’area dove sorgerà il nuovo polo scolastico, la cerimonia di intitolazione del piazzale ad Antonietta Piombini ed Elisabetta Sensini. L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione Comunale, conclude le celebrazioni per il 130esimo anniversario dell’Associazione a loro intitolata, che si sono svolte nel corso del 2025, e intende onorare la loro dedizione alla tutela dell’infanzia e il legame storico con l’ex Asilo della Pietà.
“Da anni l’Associazione Piombini Sensini promuove percorsi strutturati, seminari e giornate di studio rivolti a operatori, famiglie, insegnanti e studenti, mettendo al centro la cura del sé, la tutela dell’infanzia e la sensibilizzazione all’accoglienza – ha dichiarato il sindaco Sandro Parcaroli -. Temi fondamentali, che parlano di attenzione, responsabilità e umanità, e che contribuiscono a costruire una comunità più consapevole, inclusiva e solidale. Intitolare uno spazio pubblico a questa realtà significa affermare che questi valori ci rappresentano e ci uniscono. Questo piazzale vuole essere un luogo aperto, di incontro e di passaggio, proprio come l’idea di accoglienza e di crescita che l’Associazione porta avanti ogni giorno”.
Alla cerimonia ha partecipato anche la vicesindaco e assessore alle Politiche sociali, Francesca D’Alessandro, che ha sottolineato il valore simbolico dell’intitolazione: “Attraverso i nomi che scegliamo di incidere nei luoghi della città raccontiamo i valori in cui crediamo e la memoria che vogliamo custodire. Antonietta Piombini ed Elisabetta Sensini rappresentano un esempio di dedizione, umanità e legame con la comunità. Intitolare loro questo spazio significa riconoscere il valore di chi, con il proprio impegno quotidiano, contribuisce a costruire il tessuto umano e sociale del territorio”.
A ricordare il lungo percorso dell’Associazione sono intervenuti la presidente Carla Maria Francalancia, il responsabile dei Servizi Andrea Marangoni e Stefano Perugini, nipote di Antonietta Piombini, che hanno ringraziato l’Amministrazione Comunale per la vicinanza e per aver dedicato questo spazio pubblico alle due figure storiche.
Si è svolto nella serata di ieri l’incontro dal titolo “Iran, le ali della libertà”, promosso dalla consigliera comunale del gruppo misto Sabrina De Padova, con il supporto dell’associazione Jungle e il patrocinio del Comune di Macerata. Un evento partecipato e sentito, nato con l’obiettivo di offrire un momento di approfondimento e riflessione sulla drammatica situazione che l’Iran sta attraversando, analizzata sotto il profilo politico, giuridico, economico e umano.
Ad aprire i lavori è stata la consigliera De Padova, che ha ringraziato il pubblico presente e sottolineato l’importanza di non restare indifferenti di fronte alle gravi violazioni dei diritti umani che continuano a colpire il popolo iraniano. A seguire, per i saluti istituzionali, è intervenuta la vicesindaco Francesca D’Alessandro, che ha ribadito la vicinanza delle istituzioni locali alla popolazione iraniana e la necessità di mantenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo, sostenendo con forza i valori della libertà e dei diritti fondamentali".
Nel suo intervento, De Padova ha ricordato il percorso di iniziative promosse nel corso degli anni di consigliatura sul tema iraniano. Il primo appuntamento, “Donna, Vita, Libertà”, nacque quando ricopriva il ruolo di presidentessa del Consiglio delle Donne, in seguito alla morte di Mahsa Amini, divenuta simbolo di una repressione violenta che ha colpito in particolare giovani e donne. Un impegno proseguito nel tempo attraverso incontri dedicati alla storia e alla politica iraniana, all’evoluzione del territorio e alle leggi che hanno segnato profondamente il Paese.
Tra questi, anche la presentazione del film “Leggere Lolita a Teheran”, alla presenza della produttrice Marisa Stocchi, che ha offerto uno sguardo più intimo e umano sulla resistenza culturale e sulla forza della parola come strumento di libertà.
L’evento “Iran, le ali della libertà” si è posto come un nuovo spazio di riflessione sulla situazione politica attuale, ma anche come un momento di speranza, per interrogarsi sul futuro del Paese e sulla possibilità di un riscatto. Oggi, infatti, le informazioni che arrivano dall’Iran sono spesso frammentarie: internet viene frequentemente oscurato, molti giovani hanno perso la vita e le proteste vengono represse con arresti di massa, violenze e un rigido controllo dei media. Il Paese appare inoltre sempre più isolato sul piano internazionale, tra sanzioni e tensioni geopolitiche.
Tra i relatori, il professor Alberto Febbrajo, docente di Sociologia del diritto ed ex rettore dell’Università di Macerata, ha analizzato la rivolta iraniana da una prospettiva sociologica, mettendola a confronto con altri contesti storici di mobilitazione e repressione. Il professor Alberto Pettinari, docente di Economia aziendale, ha invece approfondito la complessa situazione storico-economica del Medio Oriente, soffermandosi sul ruolo dell’Occidente e sugli scenari che potrebbero aprirsi per l’economia globale e il settore petrolifero in caso di un intervento militare statunitense.
Particolarmente toccante la testimonianza di Mojtaba Sadeghi, esperto di cultura iraniana e cittadino iraniano, che ha raccontato in prima persona ciò che sta accadendo nel Paese, dando voce alle paure ma anche alle speranze di una popolazione che continua a lottare per la propria dignità e libertà.
L’incontro si è concluso con un confronto aperto e partecipato tra Sadeghi e alcuni cittadini iraniani presenti in sala, che hanno condiviso esperienze, domande e riflessioni, rendendo il dibattito ancora più intenso e autentico.
Dall’evento è emerso un auspicio forte e condiviso: che sul destino dell’Iran non prevalgano più interessi economici e giochi di potere, ma il rispetto dei diritti umani e la fine delle violenze sulla popolazione civile. “Iran, le ali della libertà” ha rappresentato così non solo un momento di analisi, ma anche un atto di responsabilità civile e di vicinanza concreta a un popolo che continua a chiedere libertà, giustizia e futuro.
Un viaggio lungo venticinque anni, fatto di intuizioni, errori, passione e libertà. È quello di Alfredo Celiberti, imprenditore marchigiano, fondatore e amministratore delegato di Drop|e-business & Love! protagonista dell’ultima intervista realizzata da Picchio News. Un racconto che attraversa la nascita del web, lo scoppio della bolla delle dot-com e l’evoluzione dell’e-commerce fino a diventare oggi una leva strategica per le aziende.
Originario di Macerata, Celiberti si definisce prima di tutto un appassionato. Di musica, di tecnologia, di creatività. «Lavoravo alla Roland, un’azienda straordinaria ma molto strutturata. A un certo punto mi sono stancato di quella rigidità», racconta. È la fine degli anni ’90 quando, spinto anche da un amico, prende una decisione radicale: lascia il posto fisso e fonda la sua azienda, in un’epoca in cui Internet era ancora una scommessa.
Nasce così Drop, un nome scelto quasi per caso, ispirato ai cerchi concentrici disegnati su un pacchetto di sigarette e all’idea di una goccia che cade nell’acqua. «Non avevo né il mindset né l’organizzazione per fare grandi ragionamenti sul branding. Mi piaceva quel suono, era semplice, funzionava». E funziona ancora oggi.
Accanto al nome, anche il payoff racconta una visione fuori dagli schemi: Business Love. In piena new economy, mentre il mercato era dominato da immagini fredde e consulenti in giacca blu, Drop sceglie il rosa, i fiori, l’ironia. «Volevamo entrare nel digitale passando dalla creatività e dalla moda, non dalla finanza». Non a caso, i primi clienti arrivano proprio dal distretto calzaturiero marchigiano, con nomi come Fornarina, Sixty, Santoni, Fabi, Cesare Paciotti.
Il 2000, però, è anche l’anno dello scoppio della bolla speculativa. Internet smette improvvisamente di sembrare il futuro per molte aziende. «Per anni l’e-commerce non interessava a nessuno. Ci chiedevano solo siti belli, animati, creativi». Una falsa partenza che diventa però un terreno fertile: alla formazione da ingegnere, Celiberti affianca un’anima artistica che segnerà profondamente l’identità di Drop.
Nel 2003 nasce Grafola, un progetto visionario che anticipa i social network e il commercio digitale dell’arte. Un portale dedicato agli artisti che lavorano in digitale, con opere stampate in tiratura limitata e vendute online. «Non guadagnavamo nulla, ma è stato un incubatore incredibile di idee e relazioni». Da lì passano artisti che diventeranno celebri, come TVBoy e Tokidoki, e prende forma una rete creativa internazionale che ancora oggi rappresenta un patrimonio umano e professionale.
Dal 2007 in poi arriva la vera svolta: Drop diventa un e-commerce provider a 360 gradi. Non più solo siti web, ma piattaforme complesse, gestione delle vendite, logistica, pagamenti, frodi, spedizioni internazionali. L’e-commerce smette di essere un canale e diventa una parte centrale dei processi aziendali, integrandosi con CRM, retail fisico e organizzazione interna delle imprese.
Oggi Drop conta circa 120 persone tra la sede di Montegranaro, al confine con Casette d’Ete, e quella di Milano, per oltre 2.000 metri quadri complessivi. Ma la crescita non è solo numerica. Nel 2023 arriva un passaggio decisivo: il gruppo Horsa acquisisce il 70% dell’azienda.
Una scelta non dettata solo dal fatturato, ma dall’esigenza di evolvere. «Il digitale è diventato sempre più complesso. In sessanta persone non puoi essere eccellente su tutti i fronti». Horsa, realtà composta da oltre 40 aziende, copre ambiti che vanno dal commerce ai gestionali, dalla consulenza alla UX, permettendo a Drop di lavorare su progetti sempre più strutturati attraverso team multidisciplinari.
Al centro di tutto resta però la cultura aziendale. Drop rifiuta le strutture verticali e i modelli rigidi. «Non siamo un’azienda che vive di regole e processi. Preferiamo fiducia, autonomia e collaborazione». Un’organizzazione molto piatta, in cui i gruppi si formano in modo dinamico in base ai progetti e alle competenze richieste. «Funziona perché lavoriamo con clienti molto più grandi di noi e dobbiamo essere in grado di adattarci continuamente».
Un approccio che ha portato risultati concreti: Drop è presente da diversi anni nei ranking del Financial Times, del Sole 24 Ore e di Affari & Finanza tra le aziende italiane a maggior crescita.
Guardando indietro, Celiberti sorride: «Non è stata una visione lucida fin dall’inizio. È stato entusiasmo». Ed è proprio quell’entusiasmo, unito alla libertà di sperimentare, che continua ancora oggi a guidare il percorso di Drop. Un viaggio imprenditoriale e umano che parte da una goccia e continua a generare cerchi sempre più ampi.
Questa mattina i Giardini Diaz di Macerata hanno ospitato la cerimonia commemorativa per l'ottavo anniversario della scomparsa di Pamela Mastropietro. Come ogni anno, accanto alla targa commemorativa, è stata piantata una camelia bianca, simbolo della purezza di una giovane vita stroncata prematuramente, ma ancora viva nel ricordo della comunità e soprattutto di chi l'ha amata.
Alessandra Verni, che non ha mai smesso di cercare giustizia per sua figlia, ha voluto ribadire l'importanza del ricordo: "Oggi sono qui perché lo devo a mia figlia e perché è ciò che lei vorrebbe. Questa è un'occasione per commemorarla, ma questa storia, così come molte altre, dovrebbe essere ricordata tutti i giorni. La mia battaglia non è ancora finita, perché i complici di Oseghale sono ancora a piede libero".
Durante la mattinata, si sono susseguiti gli interventi di monsignor Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata, del sindaco Sandro Parcaroli e di Francesca D'Alessandro, vicesindaco e assessore alle pari opportunità. Ma sono state soprattutto le parole del prefetto Giovanni Signer, ad aver colpito nel segno: "Dal punto di vista giudiziario, una responsabilità individuale è stata riconosciuta, ma io credo che qui si debba parlare di responsabilità collettiva. Quando Pamela lasciò Corridionia, furono in molti a vederla e ad accorgersi che si trovava in difficoltà. Questa tragedia, quindi, ci rende tutti responsabili: è la responsabilità morale di tutti coloro che si sono voltati dall'altra parte. La nostra Costituzione ci dice che quello della solidarietà è un dovere fondamentale: spero che questa cerimonia e questa camelia siano un monito per tutti noi".
La cerimonia si è conclusa con l'appello di una madre che non si è mai arresa, e che sta ancora lottando per ottenere la verità, ma soprattutto la giustizia che merita: "Sono qui oggi come madre e come testimone di un dolore e di un amore che non possono essere seppelliti dal silenzio e dalla paura. Calpestare queste strade significa ripercorrere i passi di Pamela, passi che sono stati interrotti brutalmente tra l'ombra di queste colline, in via Spalato. Davanti ai resti di mia figlia, in obitorio, mi è stato detto di dimenticare. Ma io, oggi, chiedo a voi: come si può chiedere a una madre di dimenticare la propria carne? Dire a una madre di dimenticare è come sputare sulla croce, è come andare ai piedi della Madonna mentre piange suo figlio e dirle di tacere, di dimenticare, di far finta di nulla. Io non dimentico. L'ho promesso all'obitorio baciando la fronte fredda di mia figlia".
Ma il suo discorso non si è limitato a sottolineare il valore eternante del ricordo e l'impossibilità di una madre di lasciarsi alle spalle il dolore di una perdita brutale e disumana. Alessandra Verni ha infatti proseguito con una esplicita denuncia dei mali "invisibili" e intoccabili che appestano la comunità: "Non c'è palazzo del potere, non c'è sagrestia, non c'è vicolo oscuro che possa nascondere per sempre ciò che è stato fatto. Pamela è stata vittima di un male che non è solo di strada, ma ha radici profonde in antichi riti di potere, consumati nel silenzio di palazzi e sedi che pensate essere invisibili. No, io non posso dimenticare: ci sono ancora troppe domande a cui non è stata data risposta e ci sono ancora molti punti oscuri e zone d'ombra che pesano su questa città e sul mio cuore. Ma non c'è segreto, per quanto occulto, che non sia destinato a essere incenerito dalla verità".
Si è svolta ieri sera, presso il ristorante Le Case, una conviviale interclub che ha visto protagonisti il Rotary Club Macerata, presieduto da Annunziata Pagliariccio, e il Rotary Club Macerata “Matteo Ricci”, guidato da Tobia Sardellini. All’incontro hanno partecipato autorità rotariane, civili e numerosi soci, a conferma di un appuntamento particolarmente sentito nel calendario dei due club.
Ospite della serata è stato il professor Fabio Berellini, del Rotary Club Assisi, facilitatore dell’apprendimento distrettuale nello staff del Governatore Roberto Calai, che ha condotto una sessione formativa dal titolo “Uniti dai valori, formati per servire – La formazione rotariana nel Distretto 2090”.
Nel suo intervento, Berellini ha posto l’attenzione sul valore concreto del tempo che i rotariani dedicano al servizio delle comunità. Citando uno studio del Johns Hopkins Center for Civil Society Studies, è emerso come il volontariato rotariano abbia un impatto economico di rilievo: il contributo di oltre 1,4 milioni di rotariani nel mondo è stimato in circa 850 milioni di dollari all’anno. Una cifra che rappresenta quasi nove volte le spese annuali complessive del Rotary International, a testimonianza della capacità moltiplicatrice dell’impegno volontario.
Non solo competenze professionali messe a disposizione, ma anche ore di lavoro, dedizione e presenza attiva che producono un impatto misurabile sulle comunità locali e internazionali.
La serata è stata anche un momento di riflessione per i due club maceratesi sull’importanza di valorizzare sempre più il tempo come risorsa preziosa, l’impegno come investimento sociale e la professionalità come strumento di trasformazione del territorio.
L’incontro si è concluso con un confronto aperto tra i partecipanti sulle opportunità formative offerte dal Distretto 2090, ribadendo il ruolo centrale della formazione continua come elemento fondante dell’azione rotariana e del servizio alla comunità.
Dopo settimane di indiscrezioni e trattative, è arrivata l’ufficialità: Samuele Neglia e la Maceratese si separano. L’attaccante ha risolto consensualmente il proprio rapporto con il club biancorosso ed è pronto a iniziare una nuova avventura al Giulianova, formazione inserita nel girone F di Serie D, lo stesso della Rata.
Arrivato in estate a Macerata tra grandi aspettative, Neglia rappresentava uno dei colpi più importanti del mercato estivo biancorosso. Reduce da esperienze di alto profilo tra cui Bari, Reggiana e Fermana, l’attaccante era stato chiamato a portare qualità ed esperienza in una squadra dall'età media molto giovane, con il duro compito anche di raccogliere la pesante eredità lasciata sotto questo punto di vista dall’ex capitano Luca Cognigni.
Tuttavia, il rapporto tra il giocatore e l’ambiente maceratese non è mai decollato del tutto. Neglia ha mostrato soltanto a sprazzi il proprio talento, collezionando 11 presenze e mettendo a segno 2 reti: una su calcio di rigore contro la Sammaurese e una giocata di grande classe, con un colpo di tacco contro il Teramo, che resta probabilmente il momento più brillante della sua esperienza in biancorosso. A fine novembre era poi arrivata la decisione della società di metterlo fuori rosa, preludio alla separazione ufficializzata nelle ultime ore.
Questo il comunicato diffuso dal club: “La Società Sportiva Maceratese comunica di aver risolto consensualmente il rapporto sportivo con il calciatore Samuele Neglia. La società ringrazia Neglia per l’impegno profuso durante la sua esperienza in biancorosso e gli augura le migliori fortune professionali e personali per il prosieguo della carriera”.
Per Neglia si aprono ora le porte del Giulianova, che proprio nelle ultime ore ha salutato un altro ex professionista (oltre che ex Fermana) come Elio De Silvestro, passato al Valmontone, nel girone G di Serie D. Neglia tornerà dunque da avversario all’Helvia Recina alla penultima giornata di campionato, questa volta con la maglia giallorossa.
Sul fronte Maceratese, l’addio dell’attaccante riaccende inevitabilmente il mercato. La società è da tempo alla ricerca di un rinforzo offensivo, richiesto a gran voce anche dalla piazza per aumentare la concretezza sotto porta. Un aspetto emerso con evidenza nell’ultima gara casalinga persa contro il Sora, match nel quale i biancorossi, nonostante ben 21 conclusioni complessive, non sono riusciti a ribaltare il risultato. I nomi sul taccuino della dirigenza non mancano, ma il tempo stringe: la chiusura del calciomercato è fissata per domani e la Maceratese è chiamata a sciogliere rapidamente le riserve per consegnare allo staff tecnico un reparto offensivo più incisivo in vista della parte decisiva della stagione.
(Foto Francesco Tartari | S.S. Maceratese)
La Zona Economica Speciale può incidere anche sul comparto agricolo marchigiano. Per questo Coldiretti Marche ha avviato una serie di incontri informativi sul territorio, rivolti alle imprese, per illustrare contenuti, strumenti e ricadute operative della Zes, con il supporto di tecnici ed esperti del settore.
Una delle tappe si è svolta all’Abbadia di Fiastra, dove Coldiretti Macerata, con il presidente Francesco Fucili e il direttore David Donninelli, ha approfondito temi centrali come lo sportello unico, il credito d’imposta Zes, il piano Industria 4.0, l’iperammortamento e le opportunità legate all’innovazione tecnologica.
“In vista dell’apertura dei nuovi bandi – ha spiegato il presidente Fucili – abbiamo voluto avviare questo percorso di incontri insieme ai nostri fiscalisti per far comprendere fino in fondo la portata di uno strumento strategico, capace di sostenere la crescita e la competitività dei territori e rafforzare il ruolo dell’agricoltura come motore di sviluppo economico, occupazionale e ambientale”.
Oltre alle semplificazioni amministrative valide su tutto il territorio marchigiano, le PMI agricole con sede nei Comuni ricadenti nelle aree più svantaggiate – 48 solo nella provincia di Macerata – possono accedere a un credito d’imposta pari al 58,78% per investimenti in macchinari agricoli, tecnologie 4.0, impianti di irrigazione, laboratori di trasformazione, energie rinnovabili ed efficientamento energetico.
Gli esempi concreti illustrati durante l’incontro rendono evidente l’impatto della misura: a fronte di un investimento di 250mila euro per trattore e attrezzature, l’azienda può ottenere un beneficio fiscale di 146.950 euro, riducendo il costo reale a poco più di 103mila euro. Ancora più vantaggioso il caso di un trattore 4.0 interconnesso da 150mila euro, che consente di cumulare il credito Zes con Industria 4.0, arrivando a un recupero complessivo di oltre 118mila euro, pari a quasi il 79% dell’investimento.
“Le imprese agricole – ha sottolineato il direttore Donninelli – avranno la possibilità di programmare gli investimenti con una visione di medio-lungo periodo, ammodernando il settore nel segno dell’innovazione tecnologica, al servizio dell’imprenditore e di una gestione sempre più efficiente”.
Ultime battute del calciomercato nel mondo dei dilettanti, dalla Serie D fino alle categorie inferiori. Il termine per risoluzioni dei contratti di lavoro e conseguenti ricollocazioni è fissato a domani, sabato 31 gennaio: da febbraio, infatti, non saranno più consentiti trasferimenti. Nei professionisti, invece, la sessione invernale si chiuderà lunedì 2 febbraio alle ore 20.
Il colpo più importante in Serie D lo mette a segno L’Aquila, che si assicura le prestazioni dell’ex Maceratese Lorenzo De Grazia. Centrocampista offensivo con quasi 200 presenze in Serie C, l’ex “Invincibile” arriva dalla Clodiense, con cui ha collezionato 20 presenze impreziosite da 5 reti e 3 assist nel girone C di Serie D. De Grazia ritroverà la Maceratese da avversario il prossimo 15 febbraio, quando al “Gran Sasso d’Italia” andrà in scena la sfida valida per la 24ª giornata di campionato.
Proprio in casa Maceratese sono ore febbrili. Il mercato resta legato all’eventuale partenza di Neglia, seguito dal Giulianova e da diverse squadre di Eccellenza. Un’operazione difficile ma non impossibile nelle ultime ore di trattative. In caso di cessione, tra i nomi seguiti per sostituirlo spicca quello del bomber della Fermignanese Giovanni Cordella, attuale capocannoniere del campionato di Eccellenza. In caso contrario, la rosa rimarrà invariata fino al termine della stagione.
Sempre nel girone F, la Recanatese continua a coltivare il sogno Eleuteri, come confermato dal direttore tecnico Cianni, intenzionato a regalare un innesto di spessore a mister Giovanni Pagliari.
In Eccellenza si muove con decisione il Trodica, che ha ingaggiato il bomber argentino Romero (LEGGI QUI) per sopperire al lungo infortunio di Marchionni. La società ha inoltre annunciato l’ingresso di Rinaldo Chiappini nello staff con il ruolo di responsabile dell’area tecnica.
La Sangiustese ha ufficializzato l’arrivo del difensore classe 2002 Juan Bautista Ferrer. Cresciuto nel settore giovanile dell’Independiente, Ferrer ha proseguito il proprio percorso nella formazione Primavera dell’Argentinos de Quilmes prima di approdare in Italia la scorsa stagione con l’Aygreville, in Eccellenza piemontese. Nella prima parte di questa stagione ha militato nel campionato di Eccellenza molisana con il Matese.
Il Chiesanuova ha invece rescisso il rapporto con il difensore Epson Mosquera, pronto a una nuova esperienza fuori regione. Dopo la separazione con Perri, trasferitosi al Montegranaro in questa sessione, la società si prepara ad annunciare l’arrivo dell’attaccante classe 1998 Lucas Lezcano, prelevato dal Costa Amalfi, con cui ha realizzato 9 reti in 14 presenze nel campionato di Eccellenza Campania.
La Civitanovese è pronta ad accogliere due nuovi innesti: il difensore classe 2005 Leon Sciarra, che ha rescisso consensualmente con la Maceratese, e il centrocampista classe 2002 Mattia Pensalfini, proveniente dal Trodica. Lascia invece i colori rossoblù l’esperto difensore argentino Matias Cahais, trasferitosi al Bacigalupo Vasto, in Eccellenza abruzzese.
In Promozione spicca l’attivismo del Borgo Mogliano, protagonista di un’ottima stagione da neopromosso e atteso dal big match contro l’Aurora Treia. Per consolidare la propria posizione, la società ha ingaggiato l’attaccante Del Brutto dal Casette Verdini e ha riportato a Mogliano Fabio Campilia, che aveva iniziato la stagione all’Appignanese.
Importante rinforzo anche per la Settempeda, che si assicura il centrocampista Alessio Bonifazi, ex Chiesanuova e Sangiustese, proveniente proprio dall’Aurora Treia. Saluta invece i biancorossi il difensore Romoli, trasferitosi al Visso in Seconda Categoria.
In Prima Categoria, girone D, il Salvano si rende protagonista con un doppio innesto: arrivano il centrocampista Alex Misin, con trascorsi tra Fermana e Vis Pesaro e reduce dalla prima parte di stagione alla Sangiorgese, e l’attaccante Leonardo Zira. Quest’ultimo vanta esperienze in Serie D con il Porto Sant’Elpidio e numerose stagioni tra Eccellenza e Promozione con Montegiorgio, Sangiustese, Atletico Azzurra Colli e Monturano, oltre all’esperienza recente alla Palmense Fermana.
Grande dinamismo anche in Seconda Categoria, dove la Stese, dopo gli importanti innesti di Teodori e Balloni, completa il proprio mercato con l’ingaggio del centrocampista Andrea Lattanzi, ex Corridonia e Casette Verdini. A lui si aggiunge il giovane classe 2005 Lorenzo Marcellino, proveniente dal Corridonia, a conferma dell’attenzione verso i giovani da parte del presidente Manuel Micucci e del direttore sportivo Alessandro Magnamassa. Sul fronte delle uscite, salutano la formazione rossoblù il portiere William Apolloni e l’attaccante Saad Ennachat.
Con le ultime ore a disposizione, le società dilettantistiche sono chiamate a completare le rispettive rose prima della chiusura definitiva del mercato, in vista di una seconda parte di stagione che si preannuncia decisiva su tutti i campi.
“Ego te baptizo piscem”. S’usava così una volta quando i cardinali, o addirittura il Papa, rendevano plausibile l’assurdo. La storia si racconta a proposito del cardinale Egidio Albornoz – c’entra con Macerata perché le mura vennero rifatte per suo ordine: noi c’abbiamo l’assessore Lego e pure il Papa nel ’300 c’aveva il cardinale Lego – che giunto a Bologna come legato chiese alle suore di fargli i tortellini, ma era vigilia e le consacrate si rifiutarono.
Allora il cardinale, che li pretese, per evitare lo scandalo li battezzò pesce: precetto di magro rispettato. A Sandro Parcaroli è successa la stessa cosa: scortato dai fidi Mauro Lucentini, il “Basettoni” della Lega in provincia di Macerata, e dal vice-provinciale Luca Buldorini, detto l’uomo con la valigetta perché è fornito del necessaire, si è presentato al cospetto di Matteo Salvini che è – come i porporati di una volta – onusto d’incarichi (ministro degli LL.PP. delle infrastrutture e dei treni in ritardo, vicepresidente del Consiglio, segretario federale della Lega), il quale non con la spada di Alberto da Giussano – passata un po’ in sordina come del resto anche la mitraglietta FN Minimi della Folgore – ma con una pacca sulla spalla gli ha detto: io ti creo sindaco.
L’“ego te baptizo piscem” a Sandro Parcaroli, diventato vegano – per questo ha fatto ritrarre il Comune dalla gestione e dalla proprietà del mattatoio in favore dell’imprenditore Ilario Marcolini, così come ha di fatto messo da parte la Raci: è intima convinzione etica – è stato particolarmente gradito.
Potrà dire di sé – come si scrive sui cosmetici cruelty free – “nessun animale è stato ucciso” per questa mia carica. Diciamo però che un paio di vittime in questa faccenda ci sono. La prima è sicuramente la dignità politica di Macerata. La città si sta facendo imporre il Sindaco da Roma con un processo che, almeno a giudicarlo da come viene proposto, tutto è tranne che democratico. S’usava appunto nello Stato pontificio del basso Medioevo la creazione delle cariche per decreto.
La dignità di Macerata è stata calpestata nell’incontro d’investitura anche per l’assenza di qualsiasi rappresentante della comunità cittadina. A parte Parcaroli, che è un maceratese d’adozione, della città non c’era nessuno e francamente resta poco spiegabile perché in questo vertice leghista non fosse presente anche, anzi soprattutto, l’avvocato Aldo Alessandrini che della Lega è contemporaneamente segretario cittadino e capogruppo in Consiglio comunale.
È pur vero che Sandro Parcaroli si è già fatto dettare la sua giunta bis: vicesindaco Luca Buldorini, l’uomo con la valigetta accolto a Roma come uno dei magi; assessore Lego e assessora Imballo confermati; Giuseppe Romano assessore al commercio e alla famiglia. Questi erano tutti alla cena con cui Luca Buldorini – ora rinnega – ha fondato Compagnia Marca Libera, la falange del generale Roberto Vannacci.
Il fatto che l’ex parà ora abbia strappato con Salvini crea un qualche imbarazzo, ma comunque consegna a Macerata, forse in riparazione del fatto che appunto la città nella scelta del candidato sindaco del Centrodestra non conta nulla, un nuovo primato: sarà, ammesso ma niente affatto concesso che Parcaroli ce la faccia, la prima città ad avere come sindaco un’espressione diretta degli amici del generale Roberto Vannacci.
Per la Civitas Mariae, per la città della pace, dove la carità cristiana, la tolleranza, la solidarietà sono i cardini del vivere civile, si prepara un’amministrazione che si fonda su concetti come “Mussolini è uno statista come lo sono stati Cavour e Stalin”, “Con me siete in tanti: è come avere davanti a me la decima legione”, “Che piaccia o no non nasciamo uguali su questa terra”, “Cari omosessuali normali non lo siete”, “Per quanto esecrabile l’odio è un sentimento che non può essere represso in un tribunale”.
Ci sono in quella “falange” molti altri pensieri di ancor più pregnante profondità che sono il corredo ideale della squadra che attornia Sandro Parcaroli e che gli ha fatto da corteo verso l’investitura ricevuta da Salvini.
La seconda vittima di questa faccenda è proprio il Centrodestra locale. Subisce un candidato calato da Roma, imposto da una forza politica che, stando alle elezioni regionali appena trascorse, è largamente minoritaria. Si dice: sono gli equilibri di coalizione.
Ci sta; anche se Forza Italia, quando saprà che Fratelli d’Italia in cambio di Parcaroli vuole Civitanova Marche – che non è capoluogo, ma è la città di maggior peso della provincia – forse non ci resta tanto bene. E del resto gli stessi militanti meloniani si domanderanno perché un partito che ha un terzo dei consensi in città non debba avere anche il Primo cittadino. E poi c’è il comparto dei civici.
Sandro Parcaroli è stato eletto dalla sua lista e i civici si sentono traditi: il gruppo misto in Consiglio comunale non è mai stato ampio come in questa sindacatura. C’è un’antica regola per ora mai smentita: per fare il Sindaco ci vogliono i voti.
Qualcuno nel Centrodestra ha cominciato a domandarsi se il consenso su Parcaroli sia così granitico. Diciamo la verità: c’è una malcelata paura di perdere che comincia ad avere una qualche eco anche a palazzo Raffaello in quel di Ancona, dove siede colui che tutto può: Francesco Acquaroli, che certo non gradirebbe una sconfitta nella sua provincia. E allora ecco che scatta il metodo Parcaroli.
Già sta dicendo in giro che, se anche Salvini lo ha indicato, e per lui è un onore sovrano, ci deve pensare. Ora va a Zanzibar; al ritorno dirà. Si accettano scommesse; non scioglierà alcuna riserva e cercherà di adottare con il Centrodestra, come ha fatto in tante altre occasioni, la tattica della rana bollita: far passare il tempo fino al punto in cui la sua candidatura diventa ineluttabile. Del resto l’Ego te baptizo piscem funziona così: prescinde dalla realtà.
P.S.: Ne riparleremo, comprate i pop corn perché siamo solo all’inizio.
I parcheggi gratuiti a tempo introdotti in corso Cavour (LEGGI QUI) sembrano aver trovato il favore dei commercianti. Una soluzione che, secondo molti operatori del centro, ha migliorato la rotazione delle auto e reso più semplice l’accesso alle attività. Un modello che qualcuno vorrebbe estendere anche a corso Cairoli, ipotesi però più complessa dal punto di vista urbanistico.
C’è però un altro corso di Macerata che oggi racconta una storia molto diversa. È corso Garibaldi, un tempo una delle arterie più vive e affollate della città, porta d’ingresso verso il centro storico. Oggi, invece, passeggiarci restituisce un’immagine desolante: serrande abbassate, vetrine vuote, cartelli “affittasi” e “vendesi”.
Le abbiamo contate: sono dodici le vetrine che risultano sfitte lungo il corso. Dodici. L’ultima ad abbassare la serranda è stata quella di Vinteggiando, negozio di abbigliamento vintage che a fine 2025 ha deciso di chiudere. Al posto dei Levi’s 501 e dei montoni di pelle, ora restano solo locali vuoti. A raccontare le ragioni di questa lenta moria è Lucio Gateano, fondatore di Vinteggiando, che da giovane aveva scommesso su un’idea originale e su una delle vie storiche della città. Secondo lui, il problema principale è sempre lo stesso: i parcheggi.
«È difficile raggiungere il centro – spiega –. Intorno alle mura non si trovano parcheggi e, quando ci sono, sono a pagamento. Alla fine sei costretto a parcheggiare ai Garibaldi o allo Sferisterio, spendendo e restando comunque scomodo. E non lo dico solo io: è una lamentela comune tra i negozianti».
Ma non è solo una questione di viabilità. Lucio Gateano chiama in causa anche le politiche dell’amministrazione comunale. «Credo che la giunta potrebbe fare qualcosa in più per rendere attrattivo un capoluogo di provincia. Oggi le uniche attività che funzionano sono quelle della ristorazione: pub e bar, soprattutto per gli universitari. Per il resto, basta guardarsi intorno: è tutto sfitto».
Il commerciante ricorda anche un’iniziativa che, anni fa, sembrava poter rappresentare una svolta: «Il sindaco aveva parlato di aiutare i giovani che volevano aprire un’attività, sostenendo gli affitti. Un’idea bellissima. Quando però chiamai in Comune per capire come funzionasse, la risposta non fu positiva. Non ci fu mai una vera apertura. Zero aiuto, zero sostegno».
A pesare, secondo Lucio Gateano, sono anche i canoni di locazione rimasti ancorati a un’altra epoca: «Molti proprietari dei locali non sono di Macerata e chiedono cifre che si potevano permettere quando la città “andava”. Ma i tempi sono cambiati, bisognerebbe ridimensionarsi».
Infine, il colpo definitivo: la pandemia. «Già prima del Covid la situazione era peggiorata, ma dopo c’è stata la mazzata finale. Hanno chiuso locali storici come il Tartaruga o il Quattroporte, posti che portavano movimento. È stato un insieme di fattori che ha portato a questo: Macerata, così, è morta».
E il futuro? Gateano non si arrende, ma cambia strada. «Non aprirò un altro negozio fisso. Sto pensando a un furgone, a una sorta di viaggio ambulante. E poi ho un altro progetto in mente: vedremo se porterà qualcosa».
Intanto, corso Garibaldi resta lì, con le sue dodici vetrine vuote, simbolo di un centro storico che chiede risposte concrete. Se i parcheggi a tempo hanno funzionato altrove, la domanda ora è se – e come – Macerata riuscirà a ridare vita anche a uno dei suoi corsi più storici.
Un nuovo ponte tra Centro e Sud nel segno della pallavolo giovanile. La CBF Balducci HR Macerata, club arancionero che milita nel campionato di Serie A1, annuncia l’avvio di una collaborazione con la Futura Volley Città di Santa Teresa, emergente realtà sportiva siciliana impegnata nella valorizzazione della tradizione pallavolistica locale.
L’accordo, operativo fin da subito, è finalizzato allo sviluppo del settore giovanile attraverso la realizzazione di progetti condivisi, lo scambio di competenze tecniche e metodologiche e attività di formazione rivolte ad atleti e staff. L’obiettivo comune è offrire ai giovani pallavolisti percorsi di crescita strutturati, all’interno di contesti stimolanti e altamente competitivi.
All’interno della collaborazione, la Futura Volley Città di Santa Teresa assumerà un ruolo strategico diventando un punto di riferimento per il Sud Italia nella ricerca e nella valorizzazione di nuovi talenti. Un’opportunità importante per i giovani atleti del territorio, che potranno confrontarsi con una realtà di vertice del panorama nazionale come la CBF Balducci HR Macerata.
La partnership rappresenta un investimento sul futuro per entrambe le società e conferma l’attenzione crescente verso la formazione e la crescita delle nuove generazioni nel mondo della pallavolo.