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Cronaca Macerata

Macerata piange Luciano Magnalbò, avvocato, ex parlamentare e scrittore

Macerata piange Luciano Magnalbò, avvocato, ex parlamentare e scrittore

Una figura poliedrica che nel corso della sua vita ha saputo coniugare l’impegno professionale e politico con una forte passione per la cultura e le arti.

Dopo la laurea in giurisprudenza conseguita all’Università degli Studi di Napoli Federico II, Magnalbò si abilita alla professione forense nel 1968, iniziando la sua attività a Civitanova Marche. Negli anni Settanta coltiva anche l’interesse per la pittura, frequentando l’Accademia di Belle Arti di Macerata dove è allievo del maestro Remo Brindisi.

Accanto all’attività professionale, Magnalbò si dedica con passione alla ricerca storica e alla scrittura. Come ricercatore d’archivio è autore della saga “Storie di Famiglia”, un’opera dedicata alla ricostruzione delle vicende di un antico ceppo gentilizio che ha dominato il territorio marchigiano tra il fiume Chienti e il fiume Tesino dal IX secolo fino al 1300.

Nel secondo volume della serie, intitolato “Storie di Famiglia – Mi chiamo Magnalbò”, la narrazione prosegue spiegando l’origine del soprannome Magnalbò, documentato per la prima volta in un atto notarile del 25 novembre 1416. Il terzo volume della trilogia, dedicato al periodo tra il 1700 e il 1805, era in fase di stesura.

Magnalbò si è cimentato anche nella narrativa gialla pubblicando con la casa editrice Albatros Il Filo i romanzi Assassinio in villa e La Contessa scomparsa, due storie ambientate nelle Marche tra il Fermano e il Maceratese, caratterizzate da toni leggeri e ironici.

Parallelamente ha scritto saggi politici dedicati a un Manifesto della Destra, pubblicati tra il 2000 e il 2006, e fino al 2010 ha curato personalmente un blog di satira politica. Tra le sue passioni anche la poesia, spesso composta in dialetto e ispirata al mondo rurale del secondo dopoguerra.

L’impegno politico porta Magnalbò a essere eletto nel 1996 al Senato della Repubblica nelle file di Alleanza Nazionale. Durante il mandato è membro della 1ª Commissione permanente (Affari costituzionali), della 9ª Commissione (Agricoltura e produzione agroalimentare) e della Giunta per gli affari delle Comunità europee.

Nel 2001 viene riconfermato al Senato sempre con Alleanza Nazionale, assumendo anche il ruolo di vice capogruppo del partito. In questa legislatura è vicepresidente della 1ª Commissione permanente (Affari costituzionali), capogruppo nella 14ª Commissione (Politiche dell’Unione europea) e membro del Comitato Schengen.

Tra i primi a ricordarlo è il consigliere comunale di Macerata Pierfrancesco Castiglioni: «Ho appreso con grande dolore della morte del senatore Luciano Magnalbò, amico di tante battaglie politiche fin dai tempi di Alleanza Nazionale. Era una persona poliedrica, di grande umanità e generosità, con la quale era sempre interessante confrontarsi, magari davanti a un piatto di cacciagione e a un buon bicchiere di vino».

Con la sua scomparsa se ne va una figura che ha lasciato un segno non solo nella politica, ma anche nella vita culturale del territorio marchigiano.

 
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