La firma era diventata una costante sui muri della città, un "tag" in corsivo che si ripeteva identico da mesi, suscitando il malcontento di residenti e amministrazione. Ora, l’autore della scritta "Pinpo" ha finalmente un nome: si tratta di un giovane di 25 anni, originario del Piemonte, identificato e denunciato grazie a un’accurata indagine supportata dalla tecnologia.
A tradire il writer sono stati i sistemi di videosorveglianza urbana. Le telecamere di sicurezza lo hanno infatti immortalato proprio mentre era in azione, permettendo agli inquirenti di dare un volto a quella firma seriale. Una volta identificato il sospettato, il lavoro investigativo si è concentrato sulla mappatura dei danni: un censimento impressionante che avrebbe rivelato ben 118 scritte riconducibili alla stessa mano.
Il "raid" grafico ha interessato quasi tutta la città, senza risparmiare zone di pregio o quartieri residenziali. Tra le aree più colpite figurano il centro storico, via Mameli, il quartiere Pace, via Cincinelli e viale Martiri della Libertà.
La posizione del 25enne è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, ma la battaglia legale non si fermerà all'ambito penale. Il Comune di Macerata ha già annunciato una linea di massima fermezza: l’amministrazione intende procedere con una richiesta di risarcimento danni per coprire i costi di ripristino e pulizia delle pareti imbrattate.
In una di quelle serate profumate di buona borghesia al Lauro Rossi vi sarà capitato di incontrare Estragone e Vladimiro. Oggi magari è meno probabile perché la programmazione del settecentesco palcoscenico voluto dai nobili della città è più una passerella di modeste ambizioni ideologiche che non un invito a ospitare musica e prosa di alto significato e quindi Samuel Beckett non è all’orizzonte.
Così come non sono all’orizzonte i lavori di consolidamento di questo capolavoro del Bibbiena che pure Estragone, al secolo l’assessore Lego, aveva sbandierato proclamando l’ennesimo iperbolico finanziamento da 3,9 milioni di euro per il post sisma. Deve essere nella stessa pratica del restauro del Convitto Nazionale che il Centrodestra aveva messo al primo punto del suo programma sei anni fa, ma evidentemente hanno avuto altro da fare. Per compitare le promesse mancate occorrerebbe non un articoletto, ma un censimento.
Estragone e Vladimiro, l’uomo con la camicia, stanno lì e a quattro giorni dal termine ultimo per la presentazione delle liste non hanno ancora notizie di Godo (ho tolto la t perché al personaggio di cui dico s’addice più il godereccio che il filosofico). Fuor di metafora la cosa curiosa – al netto di chi di Sandro Parcaroli ha detto peste e corna e poi si ripresenta glorificandolo nella speranza di uno strapuntino – è che a quattro giorni dalla scadenza perentoria per la presentazione delle liste quella che dovrebbe indicare Sandro Parcaroli come candidato sindaco non c’è.
Estragone e Vladimiro stanno aspettando Godo, ma c’è il rischio concreto che debbano affannarsi a presentare un listino che non raggiunge neppure i 32 nomi previsti, ma soprattutto che alla fine vengano frustrati dal materializzarsi di Anna Menghi che ha tre vantaggi: è donna e per le quote rosa ha la preferenza, ha i voti e soprattutto sa di amministrazione. Davvero sembra una piece teatrale. Fratelli d’Italia ha già schierato i suoi candidati e ha ingoiato il rospo del Parcaroli-bis per disciplina di partito.
Francesco Acquaroli – il presidente della Regione – sapeva benissimo che tolto Godo si sarebbe scatenata nel suo partito una guerra intestina. Su consiglio di Arianna Meloni ha posto il tema a Matteo Salvini che ha incoronato Godo per il secondo mandato. Ora va ricordato a tutti gli elettori che per le Comunali esiste il voto disgiunto. Si può votare per il consiglio comunale per un candidato di una lista di centro destra e votare per un candidato Sindaco non collegato a quella lista.
E però sono tutti convinti che l’effetto Parcaroli funzioni. Peccato che per ora Godo non abbia una lista dove compare come candidato. Così c’è un certo affanno dalle parti di Estragone, convinto di godere di una infinita popolarità, e di Vladimiro che doveva mobilitare un esercito di esercenti e pare si sia dovuto incontrare con quattro complici al bar. L’affanno è derivante dal fatto che non trovano né firme né candidati.
Ci sono su questa lista bottegaio-leghista due incognite enormi: Anna Menghi e Aldo Alessandrini che della Lega è segretario cittadino e ora siede nella commissione d’inchiesta sul mattatoio di cui nessuno parla. In questa situazione si ha uno schieramento per Parcaroli Sindaco con il non trascurabile particolare che sin qui Sandro Parcaroli non ha una lista dove presentarsi. E se la lista ci sarà, sarà una lista-Parca, non dal nome del capolista, ma dalla inconsistenza dei candidati.
Dato che le cose stanno così sembrano sgonfiarsi anche i bluff di una popolarità senza confini di Vladimiro e di una solidissima presa elettorale di Estragone-Lego che ha aperto tanti cantieri, ma non si è costruito un consenso. Per il Centrodestra l’avvio di questa competizione elettorale non è né dei più sereni né dei più decisi. Evidentemente contano sulla presunta debolezza dei competitori. Ma tra l’operare per vincere e il tentare di non perdere c’è una bella differenza. Staremo a vedere, per ora aspettando: Godo.
Nel pomeriggio di ieri è stata aperta al pubblico la mostra "Mario Pompei. Essere scenografo. Bozzetti, scene e costumi", per conoscere la figura di Mario Pompei (1903-1958), importante illustratore e scenografo della prima metà del Novecento. La mostra, a cura degli storici Pierfrancesco Giannangeli e Maria Letizia Paiato dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha luogo a Palazzo Ricci, ed è patrocinata da Comune di Macerata, Fondazione Marche Cultura e Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi.
L'esposizione intende esplorare la poliedrica, innovativa e versatile opera di Pompei. Le opere esposte appartengono all'archivio Pompei, curato da Paola Pallottino, storica dell'illustrazione che da anni studia e valorizza la produzione di Pompei. "Questa mostra e relativo catalogo – afferma Paola Pallottino – costituiscono un prezioso, quanto inedito, approfondimento critico, non solo attraverso l’analisi dell’opera di scenografo e costumista di Mario Pompei, ma mettendo in luce, per la prima volta, il suo contributo agli studi sulla nascita della scenografia moderna".
Come spiegato da Pierfrancesco Giannangeli, quella di Mario Pompei è stata, infatti, una figura centrale della scenografia italiana ed europea. «L'opera di Pompei – dichiara – si colloca nel solco del superamento del verismo descrittivo: il suo utilizzo di campiture piatte, riempite di colori accesi e brillanti e deformazioni geometriche di matrice cubista, creano un nuovo e ritmico spazio scenografico. La sua produzione ha spaziato dagli importanti palcoscenici, come il Teatro dell'Opera di Roma, alle realtà più piccole, influenzando anche il teatro filodrammatico: l'essenzialità delle sue scenografie ha pervaso ogni tipo di teatro, dimostrando come le grandi riforme del teatro europeo - l’astrazione, la sintesi, il superamento del realismo - potessero uscire dai teatri colti». Conclude Maria Letizia Paiato: «Questa mostra descrive soprattutto un nuovo approfondimento critico su un autore, la cui attitudine interdisciplinare lo ha reso, oltre che uno scenografo, un vero e proprio “regista dell’immagine” totale».
Per la Fondazione Cassa di risparmio della provincia di Macerata l'evento è un'occasione di grande pregio per valorizzare l'arte scenografica. In merito, il Presidente Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi dichiara: «Palazzo Ricci celebra con grande soddisfazione il talento creativo e poliedrico dello scenografo e illustratore Mario Pompei, tra i principali interpreti della scena artistica italiana del secolo scorso. La mostra si concentra sulla progettazione scenica legata al teatro, attraverso una selezione inedita di bozzetti originali e costumi che Pompei ha curato lungo la sua carriera. In tal senso la Fondazione Carima intende promuovere la città di Macerata, riconosciuta come centro di eccellenza per la scenografia, valorizzando questa sua peculiarità riferibile in larga parte alla storica presenza dello Sferisterio».
Lucia Chiatti, Direttore generale Fondazione Pergolesi Spontini, conferma l’alto valore culturale dell’evento e l’ottima sinergia tra gli organizzatori: «Mario Pompei è stato un artista poliedrico che ha fatto la storia della scenografia, a cui noi dobbiamo molto. E quindi valeva la pena poterlo approfondire: così è iniziata questa avventura. Abbiamo quindi portato avanti questa attività che risponde agli obiettivi della Fondazione Pergolesi Spontini, cioè custodire e valorizzare la tradizione ma vivendo l'attività artistica, e quindi con accanto anche la contemporaneità. La mostra che dedicheremo a Pompei e anche l'opera che metteremo in piedi, Le peripezie di Pinco Pallino, hanno proprio questo compito di vivere la contemporaneità, di vivere oggi un pezzo di storia della scenografia italiana, un pezzo di storia dell'opera italiana». Ricordiamo che Le peripezie di Pinco Pallino (1930), esempio concreto della riuscita e calibrata ricerca estetica di Pompei, sarà messo in scena al Teatro Pergolesi di Jesi, il 20 e 21 aprile alle ore 10 (in anteprima il 19 aprile alle ore 17).
Paola Ballesi, Presidente dell'Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi, sottolinea il risultato raggiunto grazie alla collaborazione delle varie realtà coinvolte nell'evento: «Grande plauso a promotori, curatori, organizzatori e patrocinatori di questa preziosa iniziativa che attorno all’arte dello scenografo Mario Pompei ha saputo costruire una coralità di voci nel cuore delle Marche, rinomata terra di scenografi, orchestrando più eventi il cui filo conduttore è il talento di un grande autore che ha declinato la scenografia nella sua accezione più autentica, quale via maestra per conformare l’immaginario nello 'spazio' perché diventi 'luogo' di apertura storico-culturale in cui ‘accade’ l’esistenza nelle sue molteplici forme e narrazioni».
La mostra è accompagnata dal catalogo edito da Amala§unta Edizioni di Monica Simoni con le presentazioni del Presidente della Fondazione Carima Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi e del Direttore generale della Fondazione Pergolesi Spontini Lucia Chiatti, gli interventi critici dei curatori Pierfrancesco Giannangeli e Maria Letizia Paiato, di Paola Pallottino e Agnese Sferrazza, un’introduzione di Roberto Cresti, Direttore artistico del Museo Palazzo Ricci e docente dell’Università di Macerata, del Direttore artistico della Fondazione Pergolesi Spontini Cristian Carrara.
Sono inoltre pubblicati gli interventi di Alessandro Tinterri e Elena Gottarelli, tratti dal catalogo della mostra di Ferrara del 1993 Mario Pompei. Scenografo, illustratore e cartellonista 1903 – 1958, oltre ad alcuni scritti di Mario Pompei selezionati da Pierfrancesco Giannangeli. Ricordiamo inoltre che alla mostra hanno collaborato gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Macerata: Fabrizio De Santis, Federico Balestro, Edoardo Montelli, Angelica Stronati, Aurora Binotto, Vincenzo Coccia, Mirko Cicconi, Lucrezia Perchiazzi, Gloria Sosi, Anna Sbaffi, Diana Gavini, Maria Accorroni, Maria Cecilia Riccioni, Lu Yi, Yang Qinrui, Liu Zilan, Sara Concetta Doronzo, Edoardo Buschi, Ma Zhuoran, Francesco Paoletti, Giorgio Perron Cabus.
Con il contributo dei docenti Francesco Calcagnini, Andrea Comotti, Alessandro Cheli, Roberta Fratini, Benito Leonori. Per la realizzazione del progetto si ringraziano gli eredi di Mario Pompei: Paola Pallottino, Michele Pompei, Rita Pompei, Silvia Pompei.
Nella Sala Rossa della Domus San Giuliano, il partito di Fratelli d’Italia ha ufficialmente presentato la propria compagine per le prossime elezioni amministrative di Macerata.
L'evento, svoltosi nel pomeriggio di sabato 18 aprile, ha confermato la compattezza del movimento a sostegno del primo cittadino uscente. Ad aprire i lavori è stato il coordinatore comunale e consigliere Pierfrancesco Castiglioni, che ha rivendicato la qualità della squadra schierata: "Presentiamo una lista forte e adeguata alle elezioni. I candidati sono molto motivati e rappresentano un mix ideale tra nuovi volti e vecchie conoscenze del nostro partito".
La solidità della proposta politica è stata rimarcata dal segretario provinciale Massimo Belvedere, il quale ha inserito la competizione elettorale in un quadro di ampio respiro: "Ringrazio i dirigenti di partito che sono qui oggi. Questa è una sfida epocale. Sandro Parcaroli e tutti i consiglieri uscenti hanno fatto molto per questa città. Macerata ha cambiato volto, anche grazie alla costante collaborazione con Regione e Provincia. Il nostro impegno è continuare quanto abbiamo iniziato".
Il candidato sindaco Sandro Parcaroli ha espresso grande entusiasmo per il gruppo di aspiranti consiglieri, sottolineandone la trasversalità delle competenze: "È una lista variegata, utile e di supporto in tutti i settori. Nonostante sia stato fatto molto, non ci accontentiamo. Non sono affatto stanco, l'età sta solo sulla carta d'identità. Dobbiamo fare ancora molto: finire i lavori che abbiamo iniziato e imbastirne di nuovi, per portare questa città a essere una delle più belle d’Italia".
All'evento hanno anche partecipazione della senatrice Elena Leonardi, del sottosegretario alla presidenza Silvia Luconi e del consigliere regionale Pierpaolo Borroni. La giornata politica è poi proseguita con un momento di ascolto attivo dedicato alla cittadinanza tramite l'incontro "La tua voce per il futuro di Macerata", un'occasione di confronto diretto per raccogliere le istanze del territorio e integrarle nella visione amministrativa dei prossimi anni.
La lista si compone quindi dei seguenti nomi: Francesca D’Alessandro, docente di italiano liceo classico; Paolo Renna, operaio; Lorella Benedetti, funzionario ufficio legale Agenzia Entrate; Andrea Blarasin, commercialista; Marco Bravi, agente di commercio settore informatico; Pierfrancesco Castiglioni, dirigente scolastico in pensione; Romina Leombruni, funzionario Agenzia Entrate; Paolo Virgili, dipendente ente provincia; Michele Angelini, assicuratore; Claudio Caproli, docente tecniche gestione aziendale in pensione; Giada Cavallaro, consulente del lavoro; Simona Epasto, docente universitario di geografia economico-politica; Francesco Formentini, dipendente Università Macerata; Cecilia Franceschetti, commerciante e insegnante di danza; Maria Giampieri, assistente amministrativa presso istituto scolastico; Mauro Grelloni, medico pediatra; Andrea Guidarelli, cassiere e studente pilota di linea; Marco Isidori, allenatore sportivo; Simone Livi, dipendente Agenzia Dogane e Monopoli; Alfredo Lo Presti, consulente assicurativo; Martina Moroni, studentessa universitaria; Francesco Pallotto, laureato in scienze della politica e volontario servizio civile presso Polizia Locale; Francesco Pastori, operaio; Luciana Pavoni, docente di francese in pensione; Giuseppe Renzi, medico ginecologo; Irene Russo, consulente del lavoro; Serenella Pigliapoco, pensionata; Pierfrancesco Tasso, avvocato; Alberto Tombesi, funzionario CCIAA; Roberto Torresi, pensionato; Ilenia Vitali, impiegata amministrativa contabile.
Intervento di cittadinanza attiva questa mattina al parco di Villa Lauri a Macerata, dopo le segnalazioni sullo stato di degrado dell’area verde.
A seguito del botta e risposta sul tema, l’assessore alla Sicurezza e al Decoro, Paolo Renna, il consigliere comunale di minoranza Alessandro Marcolini e il candidato sindaco del centrosinistra Gianluca Tittarelli si sono recati sul posto insieme ad alcuni cittadini per un’iniziativa simbolica di pulizia del parco.
“Villa Lauri è un luogo molto amato, un polmone verde in un quartiere popoloso e ricco di identità. I cittadini dimostrano di tenerci in modo concreto”, ha dichiarato Tittarelli.
L’iniziativa è nata dopo la segnalazione del consigliere Marcolini e ha visto una partecipazione spontanea di residenti e simpatizzanti, trasformandosi in un momento di coinvolgimento diretto della comunità.
“Si è attivato un meccanismo di cittadinanza attiva e di reazione concreta da parte dei cittadini”, ha aggiunto Tittarelli, sottolineando come la presenza sul posto rappresenti anche una richiesta di maggiore attenzione alla gestione degli spazi pubblici.
Nel corso dell’intervento è stato evidenziato il tema della manutenzione del verde urbano e delle infrastrutture di quartiere, con un richiamo alla necessità di una programmazione più costante.
“Le persone hanno voluto vedere da vicino e dare una mano – ha spiegato Tittarelli – ma questo conferma anche la necessità di rafforzare i presidi di prossimità e la cura quotidiana della città”.
Tra le proposte rilanciate, anche la riattivazione dei centri civici come luoghi di partecipazione e presidio territoriale, insieme a un potenziamento delle risorse destinate alla manutenzione del verde e delle strade.
“L’impegno deve essere chiaro: più programmazione, più manutenzione e meno dispersione di risorse”, è il messaggio condiviso, con l’obiettivo di riportare la cura della città al centro delle priorità amministrative.
Sarà un “Primo Maggio in terrazza” quello organizzato dal Comune di Macerata, attraverso gli assessorati al Turismo ed Eventi, Politiche Giovanili e Politiche Sociali, in collaborazione con la Pro Loco Macerata e lo staff Klorophilla. L’appuntamento è alla Terrazza dei Popoli, lo spazio adiacente ai Giardini Diaz, per una giornata pensata come festa e momento di informazione aperto a giovani e famiglie.
Il programma prenderà il via dalle 10 e proseguirà fino a tarda notte, con un’offerta variegata capace di coinvolgere un pubblico di ogni età. Musica dal vivo, dj set, stand gastronomici e spazi informativi saranno il cuore dell’evento, con la presenza dei gazebo del Comune e dell’Università degli Studi di Macerata dedicati alle politiche giovanili, familiari e sociali e alle opportunità formative del territorio.
A rendere possibile l’iniziativa anche il supporto dello sponsor Menchi RistèAuto Group, che sarà presente con uno spazio espositivo dedicato alle novità del settore automotive. “Crediamo nel valore della cultura come motore di crescita e coesione sociale”, ha dichiarato Lorenzo Ristè, sottolineando l’impegno dell’azienda nel sostenere iniziative che rafforzano il legame con il territorio e la comunità.
La giornata entrerà nel vivo a partire dalle 12 con l’apertura dell’area food & drink, curata dalla Pro Loco Macerata, con il tradizionale menù del primo maggio a base di salumi, formaggi, fave e carne alla griglia, mentre il bar gestito da Klorophilla proporrà bevande, birra e cocktail. Grande attenzione sarà data ai prodotti locali, provenienti da aziende agricole del territorio, nel segno della qualità e della valorizzazione delle eccellenze maceratesi.
Dalle 18 spazio alla musica con il duo “Time Generation Band” e “Non solo 70”, protagonisti insieme al dj set di Dj Fabio Evangelista con Brunella Ugolini in un viaggio tra i grandi successi dagli anni Settanta fino ai giorni nostri. Dalle 21 la terrazza si animerà ulteriormente con il dj set targato Klorophilla, con Luca Moretti, Marco Mosck, Gianmarco Angeletti e Alexander Jr accompagnati dai vocalist Alex Sblendorio e Giusi Minnozzi di Multiradio.
“Abbiamo voluto unire più sinergie e allargare il target, con band e dj per coinvolgere più generazioni possibili”, ha spiegato Indrit Ajgeraj, evidenziando anche la presenza di due station bar premium e la collaborazione con Pro Loco e Multiradio. Gli fa eco Feta Ajgeraj: “Dopo lo stop dello scorso anno, torniamo in una location suggestiva come la Terrazza dei Popoli con una giornata ricca tra musica, stand gastronomici e intrattenimento”.
Soddisfazione anche da parte della Pro Loco, con il presidente Giovanni Pigliapoco che sottolinea come “questa festa riesca ad accomunare tutte le fasce di età e rappresenti un’occasione per far conoscere le eccellenze locali, con prodotti a chilometro zero che fanno parte del nostro dna”.
Una giornata di festa, musica e condivisione che punta a diventare un punto di riferimento per il Primo Maggio maceratese, capace di unire intrattenimento, promozione del territorio e partecipazione della comunità.
MACERATA – Controcorrente, provocatorio, fuori dagli schemi. Tommaso Cerno non ha smentito la sua cifra stilistica nemmeno sul palco del Teatro Lauro Rossi, dove oggi, venerdì 17 aprile, è stato protagonista del terzo appuntamento di “Presente liberale”, il Festival nazionale del libero pensiero promosso dal Comune di Macerata e dall'assessorato al Turismo e agli Eventi insieme a LiberiLibri. Dopo i primi incontri con ospiti come Giuseppe Cruciani, Nicola Porro e Gianluigi Paragone, la rassegna conferma la sua vocazione a ospitare voci capaci di rompere gli schemi del dibattito pubblico. Il giornalista, direttore responsabile de il Giornale, ha dialogato con Michele Silenzi, direttore editoriale di LiberiLibri, presentando il suo ultimo libro dal titolo Le ragioni di Giuda. Quando il tradimento ideologico diventa un atto di libertà. Cerno si è confermato una delle voci più controcorrente del panorama giornalistico italiano, portando sul palco un intervento diretto, a tratti spiazzante, ma sempre coerente con la sua idea di libertà di pensiero.
Al centro dell’incontro, dal titolo “Il conflitto tra libertà e conformismo. Le ragioni di Giuda”, proprio il rifiuto dell’omologazione. Un tema che Cerno ha declinato con una lettura provocatoria del “tradimento ideologico”, trasformato da stigma a possibile atto di libertà. Alla domanda su quando il tradimento possa trasformarsi in un atto di libertà, il giornalista ha offerto una lettura controcorrente:: «Quando tutti si sentono Gesù Cristo, quelli che giudicano sono Pilato, e chi dice di essere Giuda, in fondo chi tradisce, magari tradisce tutti questi, ma non il suo pensiero. Essere il Giuda che non ha tradito il proprio pensiero è il modo per alimentare la democrazia».
Una posizione netta, che si è riflessa anche nelle analisi sull’attualità internazionale, proprio nel giorno in cui è stato riaperto lo stretto di Hormuz. Senza mezzi termini ha dichiarato: «Per la centesima volta Trump ha alzato il dibattito in un linguaggio nuovo, che l'Occidente non capisce perché l'Europa è vecchia come il cucco, ferma a Marx, ferma a Nietzsche, parla sempre di queste cose, non capisce il presente, e mentre facevano finta di incontrarsi tutti perché ci dovevano spiegare il mondo, era evidente che gli americani sono l'unico pezzo di Occidente che ancora, pur con tutte le stranezze che ci possono sembrare, cercano di garantire al mondo liberale, al mondo democratico, uno spazio di sopravvivenza, in questa ormai imperante omologazione da una parte cinese dall'altra islamista».
Ampio spazio anche al valore della rassegna “Presente liberale”. «Oggi possiamo guardare la televisione senza volume – ha osservato Cerno – e sapere già cosa dirà qualcuno leggendo da dove proviene: è l’imbarbarimento del dibattito. Non siamo una democrazia che si scontra, ma una democrazia che si conforma». Da qui il ruolo del libero pensiero come elemento di rottura: «Anche quando fa arrabbiare, è il pungolo che serve per restare democratici».
Sulla stessa linea Michele Silenzi, che ha sottolineato il valore culturale dell’iniziativa: «Siamo al settimo incontro di questa rassegna, dopo ospiti come Cruciani, Porro, Capezzone e Borgonovo. Il libro di Cerno è intrigante perché coglie la complessità del rapporto tra tradimento e libertà. Promuovere il libero pensiero oggi è fondamentale, perché senza libertà di parola ed espressione viene meno la base stessa del confronto democratico».
Sarà celebrato domani - sabato 18 aprile - il funerale di Giuseppe Canuti, lo stimato allenatore di 59 anni stroncato da un malore lunedì scorso durante la partita della categoria Allievi del San Claudio. A quattro giorni dall'immane tragedia che ha scosso il mondo del calcio dilettantistico marchigiano, la Procura di Macerata ha concesso il nullaosta per la sepoltura.
Nella giornata di oggi, presso l’obitorio dell’ospedale di Macerata, il medico legale Roberto Scendoni ha effettuato l’autopsia disposta dal sostituto procuratore Enrico Riccioni. L’esame ha confermato come il decesso sia riconducibile a un problema cardiaco, sopraggiunto improvvisamente durante l'intervallo del match. L'indagine, che non vede alcun indagato, si chiude dunque con l’accertamento della causa naturale del malore, a nulla essendo valsi i disperati soccorsi prestati sul campo dai presenti e dai sanitari del 118.
La salma è stata restituita ai familiari per l'ultimo saluto. Da questo pomeriggio è possibile rendere omaggio a Giuseppe presso l'obitorio dell'ospedale di Macerata, mentre il funerale si svolgerà domani, sabato 18 aprile, alle ore 15:30, presso la chiesa di San Francesco.
La scomparsa del "Mister" lascia un vuoto incolmabile non solo nella società Asd San Claudio, ma soprattutto nella sua famiglia: Giuseppe lascia la mamma Peppina, i figli Lorenzo ed Alessandro, la compagna Eva e il fratello Andrea. Domani l'intera comunità si stringerà intorno a loro per accompagnare nel suo ultimo viaggio un uomo che ha dedicato la vita ai giovani e allo sport.
“La casa è un diritto, non un privilegio”. È da questo principio che il Partito Democratico di Macerata ha aperto un confronto pubblico dedicato al tema dell’abitare, riportando al centro dell’agenda politica una delle principali emergenze sociali del territorio.
Secondo il Pd, "abitare non significa soltanto avere un tetto sopra la testa, ma garantire dignità, sicurezza e condizioni adeguate per costruire il proprio futuro. Una necessità che oggi si scontra con affitti insostenibili, carenza di alloggi popolari e l’emergenza del caro-affitti, che colpisce soprattutto giovani studenti fuori sede e nuove famiglie".
Nel corso dell’iniziativa è stata sottolineata la necessità "di un ripensamento complessivo delle politiche pubbliche sulla casa, con particolare attenzione alle nuove generazioni e alle difficoltà legate al mercato degli affitti".
Tra le proposte avanzate dal Pd figurano il rilancio dell’Edilizia Residenziale Pubblica, il recupero e la manutenzione degli alloggi popolari sfitti e una maggiore attenzione alla reale assegnabilità degli stessi attraverso regolamenti e bandi efficaci.
Nel dibattito è stato evidenziato come, secondo il partito, in ambito regionale e locale si siano verificate criticità nelle politiche abitative che avrebbero contribuito a rallentare le risposte al bisogno di casa.
Ulteriori proposte riguardano il sostegno all’affitto, dopo i tagli ai fondi nazionali per la morosità incolpevole, il contrasto alla speculazione sui canoni destinati agli studenti e politiche di rigenerazione urbana senza consumo di suolo.
A livello nazionale, il Pd propone inoltre l’introduzione del diritto alla casa in Costituzione e la creazione di un Ministero dedicato all’abitare, a testimonianza della crescente centralità del tema.
All’incontro hanno partecipato Pierfrancesco Majorino, responsabile della segreteria nazionale del Pd, e Mattia Santarelli, segretario nazionale dei Giovani Democratici, che hanno rilanciato la campagna nazionale sul tema.
Il segretario dei Gd maceratesi, Tommaso Domizi, ha raccontato le iniziative e gli incontri svolti con i giovani del territorio. Il confronto è stato introdotto dalla segretaria comunale Ninfa Contigiani e ha visto il saluto della segretaria regionale Chantal Bonprezzi. Presente anche il candidato sindaco Gianluca Tittarelli, intervenuto nel dibattito.
Un talento della Cbf Balducci Hr Macerata spicca il volo verso la maglia azzurra. Arriva una notizia carica d'orgoglio per il volley maceratese: la palleggiatrice arancionera Asia Bonelli è stata ufficialmente convocata con la Nazionale Seniores B femminile. La Federazione Italiana Pallavolo ha inserito la regista della Cbf nella lista delle atlete selezionate per il primo collegiale stagionale, un riconoscimento che certifica l'altissimo livello del percorso di crescita compiuto nel club di Macerata.
Per Bonelli non si tratta solo di una convocazione, ma del coronamento di tre stagioni da protagonista nelle Marche, dove è stata tra le artefici della storica promozione in Serie A1 e della successiva, fondamentale, salvezza. La chiamata in Nazionale premia la costanza e la leadership dimostrata in campo, confermandola come uno dei profili più interessanti del panorama pallavolistico italiano.
Le azzurre, guidate in panchina da coach Carlo Parisi, si ritroveranno al Centro Federale Pavesi di Milano da lunedì 20 a venerdì 24 aprile. Sarà la prima tappa di un percorso che punta dritto all'appuntamento clou dell'estate 2026: i Giochi del Mediterraneo di Taranto, in programma dal 21 agosto al 3 settembre. Per la società maceratese, questa convocazione rappresenta un ulteriore sigillo di qualità sul proprio progetto sportivo, capace di proiettare i propri talenti ai massimi livelli internazionali.
È già sold out l’evento in programma al Multiplex di Piediripa, dove venerdì 24 aprile alle ore 18:45 si terrà, in anteprima maceratese, la proiezione del pluripremiato Art Film “La Paura dei numeri” di Mauro John Capece, prodotto dall’Associazione Culturale Picus.
Il corto ha ottenuto diversi riconoscimenti internazionali, tra cui il Best Short all’American Golden Film Festival e il Best Short all’Amsterdam Film Festival, confermandosi come una delle opere più apprezzate nel circuito dei festival indipendenti.
La storia è tratta dal racconto di Elisabetta Garbati, “Il mistero della fontana”, inserito nella raccolta “Marche d’Autore – I Misteri”, curata da David Miliozzi e Jonatan Arpetti, che insieme a Valerio Tatarella hanno firmato anche la sceneggiatura del corto.
Il film affronta il tema del disturbo dello spettro autistico attraverso la vicenda di Anna e Maria, due bambine legate da un incontro che trascende il tempo e le apparenze.
«Noi non siamo diversi, sono gli altri ad essere tutti uguali – ha spiegato il regista – queste parole mi hanno colpito subito, ho capito che avevamo tra le mani una storia che doveva essere raccontata», sottolineando la sensibilità con cui è stato affrontato il tema.
Per la prima volta sullo schermo compaiono Margherita Caracini e Francesco Pugnaloni, insieme a Maurizio Boldrini, Meri Bracalente, Corinna Coroneo, Elisabetta Garbati, David Miliozzi, Andrea Pierdicca e David Romano.
È stata presentata questa mattina la lista civica I Maceratesi per Parcaroli, una squadra che punta a rafforzare la coalizione del sindaco uscente con un’identità indipendente dai partiti e radicata nel territorio. Durante l’incontro sono intervenuti i protagonisti del progetto, mettendo in evidenza il valore dell’impegno civico e la "necessità di costruire il futuro della città con competenza e visione".
Salvatore Piscitelli ha evidenziato la qualità del gruppo, spiegando che “abbiamo messo insieme in poco tempo una lista professionale e competente” e sottolineando che si tratta di una realtà “senza simboli di partito e quindi indipendente”. Ha poi aggiunto che “in questa lista abbiamo a cuore la sanità e vogliamo portarla avanti come tema nei progetti e nel programma”. Ha inoltre ricordato come la lista de I marchigiani a livello regionale abbia fatto la differenza e può rappresentare uno stimolo anche per Macerata. “Sono certo che questa lista civica potrà dare una forza in più alla coalizione di Parcaroli”, ha concluso.
A seguire è intervenuto Gianni Giuli, che ha richiamato il percorso che ha portato alla nascita della lista, spiegando che deriva dall’esperienza regionale e che, insieme a Piscitelli e Francesco Luciani, è stata costruita una proposta civica per la città. “Abbiamo inserito l’espressione competente di Macerata, iniziamo questa avventura tutti insieme. Siamo forti e uniti”, ha dichiarato.
In collegamento da remoto, Paolo Calcinaro ha definito l’adesione alla lista come “una forma di impegno, non delegare e non lasciare ad altri la gestione della città”, rimarcando come si tratti di una scelta lontana dalle logiche di partito. Ha espresso stima per il sindaco, affermando che “Sandro Parcaroli è una persona eccezionale” e ribadendo una visione della politica come servizio. Sul fronte sanitario ha spiegato che “stiamo lavorando al bando” per l’ospedale, senza trascurare “le case e gli ospedali di comunità”, definendo la lista “molto competitiva” e invitando a un approccio diretto: “Facciamo meno assemblee e i voti andiamoli a cercare, andiamo noi dai cittadini”.
Sandro Parcaroli ha sottolineato il ruolo strategico della lista, spiegando che “la lista civica attira voti fuori dai partiti. È una lista importante”. Il sindaco si è detto sicuro del risultato elettorale, aggiungendo che “abbiamo fatto tanto e tanto ancora dobbiamo fare” e che nei prossimi cinque anni saranno necessarie “altre scelte importanti per la città”. Rispondendo alle critiche sulla gestione dei fondi, ha precisato: “Quando mi dicono che sono arrivati tanti soldi ed è stato facile amministrare, rispondo che i fondi bisogna attrarli e metterli a terra, rendicontarli e far partire i lavori”. Parcaroli ha poi evidenziato i cambiamenti in corso, sottolineando che “stiamo vivendo molti cambiamenti strutturali e dobbiamo intercettarli e adattarci. Macerata deve essere programmata verso il futuro”.
Il capolista Francesco Luciani, presidente del Consiglio comunale, ha sottolineato il valore del progetto civico, evidenziando che “non è semplice credere in un progetto civico” ma che è stata costruita “una squadra meravigliosa”. Ha inoltre messo in luce la varietà interna alla lista, composta da “ragazzi e ragazze giovani e esponenti della società civile”, segno di un’iniziativa inclusiva e aperta.
La lista è composta da Francesco Luciani, Gianni Giuli, Gianluca Micucci Cecchi, Cristina Cingolani, Alessandro Bini, Michele Bacchi, Alessandra Bellini, Mara Cacchiarelli, Martina Cupaiolo, Claudia Del Bianco, Maurizio Del Gobbo, Sandro Di Tuccio, Francesco Fermani, Valentina Fidanza, Eleonora Lamberti, Antonietta Mancuso, Marco Megaroni, Fabrizio Paolella, Gabriele Micarelli, Nicoletta Pavoni, Riccardo Salvucci e Monia Zamponi. Il gruppo è ancora in fase di completamento e saranno inseriti ulteriori candidati entro il 24 aprile.
Prosegue il viaggio tra le vie del centro storico di Macerata alla scoperta dei candidati alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. Tra Corso Garibaldi e le principali arterie cittadine, questa volta è il turno di Mattia Orioli, candidato sindaco del Terzo Polo, progetto politico che punta a inserirsi come alternativa al tradizionale schema destra-sinistra.
Orioli rivendica con forza l’identità della sua proposta: «Ci troviamo di fronte a un bipolarismo forzato che negli anni è diventato una politica da tifoseria. Questo non ci appartiene. Noi non siamo contro qualcuno, ma per qualcosa». Un’impostazione che richiama esplicitamente una tradizione politica più pragmatica e meno ideologica, con l’obiettivo di riportare al centro contenuti e soluzioni.
Il Terzo Polo maceratese riunisce diverse realtà politiche – da Azione ai liberaldemocratici, fino ai repubblicani e ad altre componenti civiche – con l’ambizione di costruire «un’alternativa nella sostanza, fatta di proposte concrete».
Il punto di partenza, secondo Orioli, è una diagnosi netta: «In questi trent’anni Macerata ha perso il suo ruolo di città capoluogo». Un ruolo che, sottolinea, non è solo istituzionale ma anche di guida per l’intero territorio provinciale.
Da qui l’idea di una città che torni a coordinare sviluppo turistico, culturale ed economico, recuperando opportunità mancate e rilanciando i propri punti di forza. Tra le proposte più discusse, quella della federazione dei comuni dell’area maceratese: «Abbiamo bisogno di strutture e risorse per affrontare il futuro, anche pensando a quando finirà il PNRR».
Orioli rivendica la volontà di affrontare anche temi spesso evitati nel dibattito politico. Tra questi, la gestione dei rifiuti: «No alla discarica a Macerata, ma serve un’alternativa concreta. Per noi è il termovalorizzatore, come avviene da anni in molte realtà europee».
Altro nodo centrale è quello delle infrastrutture e dello sviluppo urbano: dai collegamenti con la superstrada alla riqualificazione delle aree produttive come Piediripa. Senza dimenticare il tema, ancora aperto, dell’ospedale: «Bisogna riaprire il confronto anche con i privati, perché la situazione è bloccata».
Centro storico e commercio: “Serve residenzialità”
Passeggiando tra le vie del centro, Orioli individua una delle criticità principali: lo spopolamento. «Il centro storico ha bisogno di residenzialità. Senza persone che lo vivono, non può esserci commercio».
Secondo il candidato, le scelte degli ultimi anni – come la riduzione dei servizi – hanno contribuito a svuotare il cuore della città. Da qui la necessità di invertire la rotta con incentivi, riduzione delle tasse locali e interventi concreti su mobilità e parcheggi. «Non è accettabile impiegare mezz’ora per trovare parcheggio nel proprio centro cittadino».
Uno degli elementi su cui il Terzo Polo punta con decisione è il coinvolgimento delle nuove generazioni. «Non giovani di facciata, ma persone che vogliono impegnarsi davvero e rappresentano la futura classe dirigente», sottolinea Orioli, lanciando un appello diretto alla città: sostenere la lista significa «dare una speranza ai giovani e al futuro di Macerata».
Sulla sua candidatura, Orioli insiste su un concetto chiave: il progetto prima delle persone. «Non abbiamo cercato un “totem” da esibire, ma abbiamo lavorato sul programma. Il nostro principio è il passaggio dall’io al noi».
Un approccio che si traduce anche nella visione amministrativa: «Voglio essere il sindaco di tutti i maceratesi, anche di chi non la pensa come me». Un netto distacco, nelle sue parole, dalla logica dello scontro permanente tra schieramenti.
Tra i punti centrali anche il rapporto con l’Università di Macerata e con l’Accademia di Belle Arti, considerate risorse strategiche per il rilancio. «Non possiamo lasciarle a se stesse, serve una sinergia vera con l’amministrazione».
Orioli richiama anche il valore delle eccellenze locali, citando figure come Dante Ferretti come esempio di un potenziale spesso non valorizzato: «Dobbiamo puntare sui nostri punti di forza, non accettare una visione mediocre della città».
Nel confronto con gli altri schieramenti, Orioli mantiene una linea critica ma non personale: «Destra e sinistra sono le stesse che governano la città da trent’anni». Da qui la convinzione che il Terzo Polo rappresenti oggi l’unica vera area moderata e alternativa.
Quanto agli obiettivi elettorali, il candidato non si nasconde: «Può essere difficile vincere, ma non è impossibile». E chiude con un appello diretto agli elettori: «È un treno che passa una volta sola. Possiamo davvero cambiare Macerata, ma dipende dai cittadini».
Esistono storie capaci di trasformare il dolore in forza e il limite in un nuovo punto di partenza. Domani, sabato 18 aprile alle ore 21, il Teatro Lauro Rossi di Macerata ospiterà la quarta edizione di “Heroes – Storie di Rinascita”, l’evento benefico che mette al centro l’essere umano e la sua straordinaria capacità di rialzarsi. La serata, patrocinata dalle principali istituzioni locali e regionali, avrà uno scopo nobile: l’intero ricavato sarà devoluto alla Lega Italiana Fibrosi Cistica Marche ODV.
Il palco del Lauro Rossi vedrà alternarsi quattro protagonisti d’eccezione. Si parte con Andrea Lanfri, l’alpinista paralimpico che, dopo aver perso gambe e dita a causa di una meningite, ha sfidato le vette più alte del mondo. Dal ghiaccio delle cime si passerà all’inclusione sociale con Birracca, il progetto brassicolo artigianale che offre un’opportunità lavorativa concreta a giovani adulti con autismo.
Il viaggio nelle emozioni proseguirà poi negli abissi con l’apneista recordwoman Alessia Zecchini: «L’apnea insegna ad affrontare le profondità, il buio che la vita a volte ci presenta… Perché il limite siamo noi», scrive l'atleta, sintetizzando l'anima dell'evento. Infine, la testimonianza toccante di Paolo Simoncelli, che racconterà come sia riuscito a trasformare la tragica perdita del figlio Marco in un motore di solidarietà attraverso la Fondazione a lui dedicata.
La serata, presentata da Matteo Pasquali e accompagnata dalle suggestioni sonore del gruppo Mothra, promette di essere un percorso emotivo unico. Un appuntamento dove la parola "impossibile" viene cancellata dai fatti e dalla determinazione di chi ha saputo reinventarsi.
A Macerata si avvicina l’appuntamento con le elezioni comunali del 24 e 25 maggio, ma oltre ai programmi e alle alleanze, a catturare l’attenzione è un altro aspetto della campagna: l’immagine.
Nelle ultime settimane, infatti, i tradizionali santini elettorali sembrano aver cambiato volto, avvicinandosi sempre più all’estetica dei social network. C’è la ventenne che appare appena uscita dal liceo, la sessantenne trasformata in una disinvolta quarantenne. Santini che ricordano più profili Tinder che candidature alla guida di una città. Fotografie ritoccate, filtri leviganti, immagini che attenuano o cancellano i segni del tempo restituiscono ritratti spesso lontani dalla realtà.
A onor del vero, non si tratta di una novità assoluta di questa tornata elettorale, ma di una tendenza che si inserisce in un’epoca dominata dall’immagine, dove l’ossessione dell’eterna giovinezza finisce per coinvolgere un po’ tutti, classe politica compresa.
La questione, tuttavia, non si limita a un fatto estetico. Al centro del dibattito emerge un tema più profondo: quello dell’autenticità. In un contesto in cui la politica è chiamata a costruire fiducia, la scelta di presentarsi con un’immagine percepita come artificiale solleva interrogativi sul rapporto tra apparenza e credibilità.
La comunicazione politica contemporanea è sempre più influenzata dai linguaggi digitali, dove l’immagine riveste un ruolo centrale. Tuttavia, proprio per questo, diventa cruciale interrogarsi su quale equilibrio mantenere tra cura della propria rappresentazione e aderenza alla realtà.
L’uso di filtri e ritocchi, infatti, può essere interpretato come un tentativo di rendersi più “presentabili”, ma rischia anche di trasmettere un messaggio opposto: quello di una distanza tra persona e immagine pubblica. Una distanza che, nel contesto politico, può incidere sulla percezione di affidabilità.
La riflessione si inserisce in un dibattito più ampio sul modo in cui i candidati scelgono di raccontarsi agli elettori, tra esigenze comunicative e richiesta crescente di trasparenza.
In vista del voto, resta quindi una domanda aperta: quanto conta oggi l’autenticità nella costruzione del consenso? Un interrogativo che riguarda non solo i candidati, ma anche gli elettori, chiamati a orientarsi tra immagine e sostanza.
Un avvio incoraggiante, un imprevisto da superare e la voglia di rilanciarsi subito ai massimi livelli. La stagione 2026 di Alessandro Valeri, nato a Recanati ma cresciuto a Villa Potenza, è già un concentrato di determinazione e resilienza.
L’inverno aveva dato segnali più che positivi, con una preparazione intensa e risultati incoraggianti nella prima gara degli Internazionali d’Italia. Poi, però, uno stop imprevisto: un infortunio lo ha costretto a fermarsi per circa un mese, interrompendo il percorso proprio nel momento migliore della condizione.
Una pausa forzata che non ha però rallentato la sua crescita. Una volta recuperato, Valeri ha ripreso gradualmente gli allenamenti, tornando in pista anche attraverso alcune gare del campionato regionale, utilizzate come banco di prova per valutare la condizione fisica. I riscontri sono stati subito confortanti, persino migliori delle aspettative.
Il primo vero test stagionale è arrivato con la prova inaugurale del Campionato Italiano, disputata sul tracciato di Ottobiano, chiusa con un buon dodicesimo posto. Un risultato che ha dato fiducia al pilota e al team, spingendoli a guardare subito oltre. La scelta è stata quindi quella di affrontare la tappa italiana del Mondiale MXGP, in programma questo weekend ad Arco di Trento, uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario internazionale.
«Quando si partecipa a queste gare l’obiettivo è sempre lo stesso: dare il massimo e ottenere il miglior risultato possibile – spiega Valeri –. Sappiamo che il livello quest’anno è altissimo, ma proprio per questo siamo ancora più motivati». Una sfida impegnativa, contro i migliori piloti al mondo, che rappresenta anche un’importante occasione di crescita in vista del prosieguo della stagione.
Valeri ha voluto infine ringraziare tutte le realtà che lo sostengono: «Un grazie sincero va agli sponsor del team e a quelli personali, fondamentali per poter affrontare un campionato così impegnativo».
Una giornata interamente dedicata ai migliori amici dell'uomo: domenica 19 aprile, a partire dalle ore 9:30, l’anfiteatro del centro commerciale Val di Chienti si trasformerà nel palcoscenico della terza edizione del Bau Day. L'evento, ormai diventato un appuntamento fisso per gli amanti degli animali, è aperto a cani di ogni razza e taglia, promettendo una mattinata all'insegna del divertimento, dell'educazione e del benessere canino.
Il programma della manifestazione è particolarmente ricco e vedrà il coinvolgimento di numerose realtà del settore: dalle associazioni locali ai canili, fino a medici veterinari ed esperti di alimentazione e toelettatura. Oltre ai consigli dei professionisti, il pubblico potrà assistere a spettacolari dimostrazioni di discipline cinofile come la dog dance, la rally obedience e attività di detection e mantrailing, che mostreranno l'incredibile sintonia e le capacità operative dei cani e dei loro conduttori.
Il momento più atteso sarà però quello delle sfilate, divise in due categorie: una dedicata ai cani di piccola taglia e l'altra per quelli di media e grande taglia. Gli "atleti" a quattro zampe sfileranno insieme ai propri padroni davanti a una giuria per una passerella che punta tutto sulla simpatia e sul legame affettivo. Le iscrizioni sono completamente gratuite e possono essere effettuate online inquadrando il QR Code presente sul sito ufficiale del centro o attraverso i canali social della galleria.
Lo Sferisterio di Macerata non è solo un tempio della lirica mondiale, ma si conferma un solido motore economico e sociale per il territorio. Lo scorso 14 aprile è stato siglato l’accordo integrativo aziendale tra l’Associazione Arena Sferisterio e le sigle sindacali SLC-CGIL e FISTEL-CISL, che ha definito il trattamento retributivo delle maestranze tecniche per l’intero 2026. Un’intesa che arriva in un momento cruciale, proprio mentre si preparano i lavori per la nuova stagione lirica, e che punta a dare stabilità e riconoscimento a chi lavora dietro le quinte.
Uno dei punti cardine dell'accordo è la volontà di superare la precarietà legata alla stagionalità. Grazie alla sinergia con l'amministrazione comunale, le maestranze dello Sferisterio verranno coinvolte anche nelle attività del Teatro Lauro Rossi durante i mesi autunnali e invernali. Questa scelta strategica permette di offrire continuità occupazionale e di valorizzare un patrimonio di competenze tecniche unico, trasformando il lavoro precario in un sistema più stabile e integrato tra le principali istituzioni culturali cittadine.
Il sovrintendente Lucia Chiatti ha espresso ringraziamento al Comune di Macerata per il sostegno ricevuto: "Un grazie all'amministrazione comunale che ha dimostrato in maniera concreta e continuativa la propria attenzione allo Sferisterio e, con esso, alle maestranze tecniche che ne rappresentano un elemento essenziale".
"Si tratta di una scelta chiara - prosegue la Chiatti - che testimonia la volontà di considerare la cultura e lo spettacolo dal vivo non come un ambito accessorio, ma come un investimento strategico di politica culturale per la città".
Il sogno Playoff della Banca Macerata Fisiomed si ferma ai quarti di finale. Davanti al pubblico del Banca Macerata Forum, i biancorossi cedono in Gara 2 contro una Gruppo Consoli Sferc Centrale Del Latte Brescia più cinica e lucida nei momenti chiave, capace di imporsi per 0-3 e chiudere la serie. Nonostante il risultato netto nei set, la partita è stata una vera battaglia, lottata punto su punto da capitan Fall e compagni, che hanno dimostrato di poter competere ad altissimi livelli nella categoria.
Il match è stato caratterizzato da un grande equilibrio, specialmente nel secondo set, diventato un piccolo "incubo" sportivo per i padroni di casa. Dopo essere volata sul +4 grazie ai colpi di Karyagin e al muro di Zhelev, Macerata non è riuscita a concretizzare diversi set point, subendo il ritorno prepotente dei lombardi che hanno chiuso ai vantaggi per 27-29. Anche nel terzo parziale i ragazzi di coach Giannini hanno provato a riaprire i giochi, affidandosi ai centrali e alla grinta del capitano, ma l'opposto ospite Lucconi (top scorer con 14 punti) e la solidità di Brescia hanno spento ogni speranza sul 23-25 finale.
L’amarezza per l’eliminazione è tanta, ma viene mitigata dalla consapevolezza di aver disputato una stagione straordinaria. La Banca Macerata Fisiomed conclude qui il suo cammino nei Playoff Serie A2, uscendo tra gli applausi dei propri sostenitori. Come sottolineato dalla società, questo traguardo non è un punto di arrivo, ma un mattoncino fondamentale in un percorso di crescita a lungo termine.
Il tabellino
BANCA MACERATA FISIOMED - GRUPPO CONSOLI SFERC CENTRALE DEL LATTE BRESCIA 0-3 (18-25; 27-29; 23-25)
Macerata: Fabi, Novello 7, Pedron 1, Garello 1, Fall 7, Diaferia 8, Zhelev 11, Karyagin 9, Becchio, Gabbanelli (L1), Dolcini (L2). NE: Pesciaioli, Talevi, Maccarone. All: Giannini, Ass: Leoni.
Brescia: Cech, Cavuto 9, Solazzi, Tondo 12, Cominetti 8, Mancini 6, Berger 9, Lucconi 14, Rossini (L1). NE: Cargioli, Franzoni, Zambonardi, Bettinzoli, Ghirardi. All: Zambonardi, Ass: Tiberti
Durata set: 25’, 39’, 28’ per un’ora e 32 minuti.
Note: Battute punto Brescia 4 con 15 errori, Macerata 1 con 16 errori. Muri punto Brescia 5, Macerata 5, Attacco punto Brescia 56%, Macerata 48%, Ricezione positiva Brescia 62% (40% perfetta), Macerata 45% (19% perfetta).
(Photo credits: Mauro Pianesi | Pallavolo Macerata)
MACERATA – Un destro potente da fuori area per tornare a prendersi la scena. Armin Nasic firma il gol che decide la sfida contro la Recanatese e mette fine a un lungo periodo difficile, segnato dal grave infortunio al crociato della scorsa stagione.
Una rete pesante per la classifica, ma soprattutto per il percorso personale del centrocampista, che dopo mesi di lavoro e sacrifici ritrova il gol e l’abbraccio dei suoi tifosi. Subito dopo la marcatura, infatti, Nasic si è lasciato andare a una corsa liberatoria sotto la Curva Just, arrampicandosi in balaustra per condividere la gioia con compagni e sostenitori. «È stato un momento difficilmente descrivibile. Segnare un gol così importante, dopo mesi complicati e di lavoro silenzioso, ha avuto un valore enorme per me. In quell’istante sono riaffiorati tutti i sacrifici, i momenti di difficoltà e anche i dubbi che inevitabilmente si affrontano dopo un infortunio serio. Questa rete vale tanto, non solo per il risultato, ma soprattutto a livello personale».
Un’esultanza che racconta anche il legame con l’ambiente: «Sentire l’abbraccio della Curva Just è stato fondamentale. Durante il lungo stop ho sempre percepito la vicinanza dei tifosi e dei compagni, ma viverla così, in campo, dopo il gol, è stato qualcosa di speciale. È una spinta emotiva incredibile».
Determinante, nel percorso di recupero, anche il sostegno della società, che ha scelto di rinnovargli il contratto subito dopo l’infortunio: «Come ho ribadito in altre occasioni, la società ha fatto un gesto che non è scontato e che poche persone nel calcio hanno ricevuto. Sono contento di questa cosa e l'apprezzo molto».
La vittoria contro la Recanatese rappresenta un passo importante in chiave salvezza, ma la strada è ancora da completare: «Questa vittoria pesa tanto, ma sappiamo che il nostro obiettivo non è ancora raggiunto. Mancano tre partite e dovremo affrontarle con la stessa concentrazione e spirito di squadra. A partire dalla gara con l’UniPomezia servirà massima attenzione, perché ogni punto sarà decisivo».
Infine, il pensiero per chi gli è stato accanto nei momenti più difficili: «Dedico questo momento alla mia famiglia, che mi è sempre stata accanto nei mesi più duri, alla mia ragazza che ha cercato nonostante tutto di farmi trovare la carica giusta nei momenti no, e a tutte le persone che hanno creduto in me anche quando ero lontano dal campo».
(Foto Francesco Tartari | S.S. Maceratese)