Trovato il corpo del piccolo Mattia Luconi, in un campo nel territorio di Trecastelli, nei pressi di via Ss. Trinità. A trovare il corpo è stata una dipendente che lavora in un asilo di campagna: la donna l'ha individuato a circa 200 metri dall'alveo del fiume Nevola e ha avvisato il proprietario del terreno, che ha poi chiamato i carabinieri. I resti sono in avanzato stato di decomposizione. Per l'identificazione saranno necessari autopsia ed esame del Dna, che la Procura avrebbe già disposto.
"Ormai le speranze sono finite" ha detto all'Ansa Tiziano Luconi, il padre di Mattia, disperso nell'alluvione del 15 settembre. "So che trovarlo in vita è impossibile ma almeno voglio una tomba su cui piangere". Così la mamma, Silvia Mereu, si era rivolta ai cronisti nel punto in cui si erano concentrare le ricerche del figlio negli stessi attimi in cui in un'altra zona veniva ritrovato il corpo del piccolo. La donna era arrivata nel punto dove i soccorritori stavano cercando il bambino proprio per chiedere che le ricerche non si interrompessero.
Il corpo del piccolo Mattia è stato rinvenuto a circa 13 chilometri di distanza da Farneto, la località di Castelleone di Susa in cui la sera del 15 settembre abbandonò l'automobile, trascinata dalla piena, insieme alla madre Silvia Mereu, uscendo dal finestrino. I due erano poi stati separati dalla violenza dell'acqua: la madre è stata trovata infreddolita e ferita a un paio di chilometri di distanza.
Al momento del ritrovamento, il piccolo indossava una maglietta gialla e verde. Nella zona sono confluiti anche vigili del fuoco, guardia di finanza, polizia locale, protezione civile e 118. La salma è stata già prelevata da un furgone delle onoranze funebri e l'autopsia potrebbe essere eseguita domani. Sul luogo del ritrovamento sono rimasti ora solo i carabinieri per i rilievi.
Sarà un weekend all'insegna del maltempo nelle Marche. A prevederlo è il bollettino meteo della Protezione Civile che, in vista di sabato 24 settembre, ha diramato un'allerta meteo di livello giallo valida sull'intero territorio regionale, ad eccezione della fascia sud, compresa tra le province di Ascoli Piceno e Fermo.
"Un'avvezione dal Mar Tirreno di aria mite e umida determinerà sul medio versante adriatico un graduale peggioramento delle condizioni meteo a partire dal pomeriggio di sabato", si legge nella nota previsionale rilasciata dalla Protezione Civile.
Proprio durante la seconda parte della giornata sono attese precipitazioni sparse sui settori settentrionali della regione e più deboli e locali sui settori centrali; i fenomeni potranno assumere carattere di rovescio o temporale. Le temperature saranno in aumento nei valori massimi, mentre le minime resteranno stazionarie. Piogge sono previste anche nella giornata di domenica 25 settembre.
Imbrattata la sede della Regione Marche ad Ancona con il fango dell'alluvione. È la protesta per la gestione dell'ondata di maltempo che ha provocato 11 vittime e ingenti danni e soprattutto la fase della mancata allerta, scaturita durante una manifestazione di Fridays For Future.
Circa 300 i giovani, gli studenti e gli attivisti che sono arrivati sotto Palazzo Raffaello, sede della Giunta regionale. L'edificio è stato sporcato con il fango portato da Senigallia per protestare contro le politiche ambientali della Regione.
L'iniziativa rientra nell'ambito dello sciopero globale per il clima promosso da Fridays for Future, dai movimenti ambientalisti regionali a cui hanno partecipato anche decine di attivisti dei centro sociali delle Marche per chiedere alla classe politica "una forte trasformazione dei modelli economici e sociali" con l'obiettivo di contrastare gli effetti del cambiamento climatico . Secondo alcuni manifestanti, il fango è il risultato del cambiamento climatico, "contro il quale la politica non sta facendo nulla”.
“Noi sporchi di fango, voi sporchi di sangue”, le manifestanti e gli attivisti scesi in piazza oggi ad Ancona nella giornata di sciopero globale per il clima hanno voluto indicare i responsabili istituzionali, colpevoli del ritardo nei soccorsi e negli aiuti post alluvione, del mancato intervento contro il dissesto idrologico, di scelte politiche che approfondiscono la crisi climatica e ambientale.
(Foto tratte dal profilo Facebook Csa Sisma)
Si intensificano le ricerche dei due dispersi - Mattia Luconi, 8 anni e Brunella Chiù, 56 anni – da parte dei sommozzatori, parallelamente a quelle a terra intorno agli argini e nei campi adiacenti, sia verso la foce del fiume Misa a Senigallia sia nella parte più a monte, sul fiume Nevola, già battuta, tra Castelleone di Suasa e Barbara.
I sub di vigili del fuoco (5 unità anche dalla Toscana), guardia di finanza e carabinieri, sono divisi in due squadre da dieci: una da Bettolelle di Senigallia forse arriverà già oggi alla foce del Misa; l'altra tornerà a ispezionare la zona dov'era stata trovata la Mercedes Classe A bianca di Silvia Mereu – la mamma di Mattia che è riuscita a salvarsi ed è stata dimessa ieri dall’ospedale - .
Dopo il briefing all'unità di comando locale a Barbara, sono state assegnate le zone di ricerca. I sommozzatori vogliono approfondire anche più a monte, approfittando della discesa del livello dell'acqua, considerata una nuova perturbazione che è prevista per la giornata di domenica.
Nel frattempo vigili del fuoco, soccorso alpino, protezione civile stanno proseguendo i controlli a pettine interno agli argine del fiume in una vasta zona tra Castelleone, Barbara e Corinaldo, in particolare vicino all'azienda agraria Patti Vanocci a Castelleone dov'erano state trovate Silvia e la sua auto. Tra loro anche cinofili, da Jesi e Ancona. Gianluca, del Conero Rescue Dogs di Ancona, cercherà con la sua cagnetta Nina.
"Per lei è come un gioco – racconta Gianluca, coccolando Nina - è un pastore belga Malinois di 6 anni, aspetta sempre con entusiasmo le giornate di addestramento, nel fine settimana. Oggi ci hanno assegnato una zona vicino a un vigneto: siamo in una squadre di dieci persone con i vigili del fuoco e il supporto dei droni. L'area è vasta".
Sono arrivate alla confluenza tra il fiume Nevola e il Misa, in frazione Bettolelle di Senigallia le ricerche in acqua di Mattia Luconi, 8 anni, e Brunella Chiù, 56 anni, dispersi dalla sera del 15 settembre, travolti dall'esondazione del Nevola che ha portato devastazione e 11 vittime accertate.
I sommozzatori di carabinieri, guardia di finanza e vigili del fuoco stanno continuando a scandagliare i fiumi ed, entro 2-3 giorni, potrebbero arrivare alla foce del Misa. Le ricerche per ora non hanno dato esiti e proseguono parallelamente a quelli a terra, a pettine, lungo il greto e gli argini del Nevola.
Queste ultime si concentrano in particolare nella zona del Ponte Burello, a Corinaldo, e Trecastelli. Oggi non c'erano i cani molecolari, svizzeri e di San Marino, per la necessità di alternare ore di ricerche ad altrettante di riposo per gli animali appositamente addestrati.
I quindici sub (alcuni dei Vigili del fuoco da Firenze e Livorno e carabinieri da Pescara) hanno controllato un tratto di Nevola lungo circa 7 km tra il ponte di Passo Ripe e il ponte di Bettolelle di Senigallia, zona dove si tuffa nel Misa.
Si tratta di un percorso impervio, pieno di vegetazione e tronchi, che ha messo a dura prova i soccorritori. In alcuni punti l'acqua si è abbassata molto, e il fiume è un rigagnolo, in molte parti l'alveo è quasi un canneto, con cumuli di legname o vegetazione depositata, in mezzo al quale i sommozzatori hanno cercato senza successo i due dispersi. Le ricerche in acqua continueranno domani.
Si deciderà il prossimo 20 ottobre se e chi mandare a processo tra 19 persone fisiche e 15 aziende per le presunte irregolarità su appalti e subappalti delle casette d'emergenza per i terremotati, le Sae (Soluzioni abitative di emergenza), per il sisma del Centro Italia.
Stando alle accuse, i lavori sarebbero andati a ditte impegnate nella ricostruzione post terremoto, senza però verificarne i requisiti come la certificazione antimafia. Coinvolti anche vertici ed ex vertici della Protezione Civile regionale come l'ex capo del servizio David Piccinini e il dirigente attuale Stefano Stefoni (per l'inchiesta terremoto era, all'epoca, responsabile unico del procedimento).
Oggi, al Tribunale di Ancona, si è aperta l'udienza preliminare davanti alla gup Francesca De Palma: la Procura, con la pm Irene Bilotta, ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti. È seguita la discussione delle difese, non tutte, tanto che l'udienza è stata rinviata al 20 ottobre per concludere le discussioni ed eventuali repliche della Procura. Società (tre sono marchigiane, della provincia di Pesaro Urbino) e persone sono accusate, a vario titolo, di truffa, falso, abuso di ufficio e frode nelle pubbliche forniture.
(Fonte Ansa
La Regione Marche istituirà "una Commissione tecnica" per svolgere un'indagine finalizzata all'accertamento della regolarità e dell'appropriatezza delle procedure adottate e dei comportamenti assunti da parte delle competenti strutture organizzative della Protezione civile regionali" per l'alluvione del 15 settembre. Lo annuncia il presidente Francesco Acquaroli via Facebook.
La commissione dovrà evidenziare "eventuali disfunzioni e responsabilità". Il governatore ha chiesto al segretario generale dell'ente di istituire l'organismo. "È un atto necessario a garanzia di tutti", conclude.
Non si è fatta attendere la replica da parte dell'esponente PD Romano Carancini, comparsa sul proprio profilo facebook e rivolta direttamente al presidente della regione e alla sua giunta. "Prima delle Commissioni tecniche, prima delle inchieste della magistratura, prima di ogni indagine ci sono le responsabilità politiche, caro presidente Francesco Acquaroli. Avrebbe dovuto sentire il dovere dell’autocritica pubblica, esplicita, semplice, senza se e senza ma, perché è stato evidente fin da subito che qualcosa non ha funzionato".
"Invece di fare lo 'scaricabarile' - continua il post - dando in pasto ai cittadini il messaggio che le responsabilità non sono le sue e dei suoi dipendenti, Acquaroli avrebbe dovuto avere il coraggio e la personalità di chiedere al proprio assessore Stefano Aguzzi (dopo le dichiarazioni di quest'ultimo) di fare immediatamente un passo indietro perché, sopra ogni altra cosa, non è accettabile leggere che lo stesso assessore, per esercitare le proprie importanti responsabilità di protezione civile, nella consapevolezza dei minuti drammatici in cui si stavano decidendo le vite delle persone, dal dibattito elettorale a Senigallia prima è tornato a Fano per indossare il giaccone della protezione civile e solo dopo è andato nella sala operativa di Ancona".
"Francesco Acquaroli è un Governatore che non è capo - conclude Carancini - che scappa dalle responsabilità, che non riconosce l’onere e l’onore di governare tutta la struttura regionale e quando un’Istituzione, quella che lui stesso incarna, prende le distanze dai propri dipendenti, non è un’Istituzione. Questo è solo l'ultima storia, la più drammatica, di un governo regionale che da quasi 2 anni ha imposto questa filosofia. Il modello delle destre nelle Marche è questo".
A Pianello di Ostra c’è stato l’ultimo saluto a quattro delle undici vittime dell'alluvione. La cerimonia funebre per Andrea e Giuseppe Tisba, padre e figlio, Diego Chiappetti e Ferdinando Olivi, si è svolta nel pomeriggio sul manto verde del campo sportivo della piccola frazione dell'Anconetano.
Tanta la gente accorsa, la tribuna e il campo sportivo si sono gremiti di parenti e amici delle vittime. I feretri sono stati accolti con compostezza. Tra le numerose autorità istituzionali, presente il governatore delle Marche Francesco Acquaroli.
"Ti ho fatto attendere tante volte, ma adesso sono io ad aspettare te e non dovrai avere fretta, perché io ti aspetterò per sempre": sono state le parole di Emma, la fidanzata di Andrea Tisba, il 25enne morto insieme al padre Giuseppe, di 65 anni, nell'alluvione.
Emma si è rivolta ai presenti e ha parlato di Andrea con il tempo del presente, come se quel ragazzo di cui era ed è profondamente innamorata, fosse ancora accanto a lei. La ragazza ha raccontato piccoli aneddoti della loro vita insieme. E se all'inizio del suo discorso ha detto di aver "conosciuto l'amore" grazie a questo ragazzo, ha concluso ringraziandolo per averle dato il loro "piccolo infinito".
(Foto Ansa)
“Abbiamo deciso di utilizzare i camper che vaccinavano la popolazione nei picchi pandemici come ambulatori itineranti di supporto psicologico e sociale nelle zone alluvionate”. Lo comunica l’assessore alla sanità Filippo Saltamartini, rilevata la necessità dei cittadini dei comuni del pesarese e dell’Anconetano più colpiti dall’alluvione del 15 e 16 settembre. “Ci sono persone che hanno perso familiari e amici – prosegue – ma anche che hanno visto gravemente danneggiate abitazioni, aziende: il tutto in pochi minuti, temendo per la loro stessa vita”.
Il servizio di supporto psicologico è stato attivato da subito in postazioni fisse, ma per raggiungere le località più piccole la soluzione dei camper è sembrata la più adeguata. I mezzi utilizzati per le vaccinazioni da Asur erano tornati nella disponibilità della Protezione Civile Regionale, che li ha messi a disposizione in comodato d’uso gratuito”.
Sui pulmini saranno disponibili un assistente sociale e uno psicologo, dotati di opuscoli informativi differenziati per bambini, anziani, adulti, soccorritori. In campo ci saranno una cinquantina di operatori tra volontari delle associazioni di riferimento (Ares, Sipem, Anpas, Cisom, Cri, Asproc ) e personale Asur a fare anche da coordinamento, ai quali si aggiungono psicologi arrivati da fuori regione.
Il programma verrà deciso in accordo coi sindaci del territorio, a conoscenza delle situazioni più specifiche, e verrà comunicato in anticipo ai cittadini che potranno così decidere di usufruire di questo importante servizio di ascolto e sostegno.
“Si tratta di una idea condivisa con il dottor Massimo Mari, Responsabile del reparto ssichiatrico di diagnosi e cura Spdc dell'ospedale Principe di Piemonte di Senigallia” – ha detto la direttrice generale Asur Nadia Storti – i camper che utilizzavamo per le vaccinazioni covid oggi sono certamente il mezzo più efficace per raggiungere le località più piccole devastate dall’alluvione. Intanto oggi le attività del distretto di Senigallia sono tornate totalmente fruibili dopo l’allagamento di venerdì scorso che aveva danneggiato anche ascensori e sistema informatico”.
"Il presidente delle Marche Francesco Acquaroli e l'assessore Aguzzi non hanno fatto il proprio dovere, impegnati a fare gli interessi dei loro partiti invece di pensare a quelli dei marchigiani, dovrebbero trarne le conseguenze e dimettersi". È quanto accusa la deputata e candidata marchigiana del Pd Alessia Morani in un post su Instagram.
"Sono giorni tragici - scrive Morani - per la nostra regione. Una maledetta alluvione ha causato morti, dispersi e centinaia di milioni di danni a famiglie e imprese. La magistratura ha aperto più di un'inchiesta per accertare le responsabilità. Vedremo quali saranno i risultati. C’è un però. Questo 'però' riguarda il comportamento dei nostri amministratori regionali".
"Attenzione, non sto attribuendo alcuna colpa poiché sarà la magistratura a fare luce sulle responsabilità - precisa -. Possibile, però, che ancora Acquaroli e Aguzzi non si siano scusati con i marchigiani? Possibile che non abbiano capito la gravità di quello che è accaduto? Possibile che Aguzzi sia ancora al suo posto? Possibile che il presidente della regione pensi di cavarsela con un post e una foto su Facebook?"
"Non si tratta di avere poteri di veggenza caro presidente ma semplicemente di adempiere al proprio dovere poiché le notizie sull’alluvione erano cominciate a circolare già dal pomeriggio. La verità è che nel momento del bisogno il nostro presidente Acquaroli e l’assessore Aguzzi, come dice da giorni il quotidiano 'La Repubblica', non erano ai loro posti. Uno era a cena, l’altro era a un dibattito elettorale. A fare cosa? A fare gli interessi dei loro partiti invece di pensare a quelli dei marchigiani", conclude Morani.
“Il disastro del Misa non è imputabile a un’alluvione di entità eccezionale come quella occorsa nella notte tra il 15 e il 16 settembre, ma ai 40 anni di interventi mancati - in primis, la cassa di espansione per il fiume”. E’ questa la principale spiegazione ad oggi formulata da organi di stampa e addetti ai lavori, senza prendere troppo in considerazione i 400 millimetri di pioggia caduti in appena sei ore nell’Anconetano (quella di tre mesi tutti insieme, per capirci) : altrimenti si dovrebbe tirare in causa anche la questione legata più strettamente all’emergenza climatica.
Passata la tempesta, però, rimangono il dramma di chi ha perso tutto e, soprattutto, la paura che simili fenomeni possano a ripetersi. Un allarmismo che in poco tempo si è riverberato anche sulla provincia di Macerata, in virtù della presenza dei fiumi più importanti quali il Chienti e il Potenza (rispettivamente, 91 e 95 km di lunghezza) e dei loro affluenti (circa 20). “L’evento dello scorso weekend - spiega il geologo e professore presso UniCam, Marco Materazzi - rientra nella cosiddetta configurazione barica: l’estate particolarmente secca di quest’anno ha determinato l’insorgere di perturbazioni e precipitazioni la cui entità, purtoppo, non è prevedibile né tantomeno registrabile dai modelli metereologici correnti in maniera localizzata”.
(fiume Potenza)
A giustificare l’esondazione del Misa, dunque, concorrono altri fattori critici di diversa natura: il bacino più piccolo rispetto a quello di altri fiumi marchigiani, l’alveo fluviale più stretto, la mancanza di interventi strutturati anche presso l’affluente Nevola. “Come è stato per il Burano che ha rigettato fango su Cantiano e Pietralunga (PU) - continua il geologo - il problema parte dalle ostruzioni che i corsi d’acqua possono incontrare, solitamente dovuti a manutenzione incompleta o del tutto assente: questo comporta l’accumulo di melma e vegetazione per lo più morta che di conseguenza va a incidere sugli argini, agevolando il rischio di piena”.
Nel Maceratese, il Potenza ha già avuto in passato i suoi problemi: è del 2013 l’ultima esondazione davvero significativa che rischiava di avere ripercussioni gravi soprattutto sulla comunità di San Severino Marche e Sambucheto. Nello stesso anno, anche il Chienti si rivelò minaccioso per le zone di Montecosaro, Morrovalle e Civitanova, con acqua, fango e detriti che invasero persino la superstrada.
(fiume Chienti)
“Dopo quanto è accaduto nell'Anconetano - continua Materazzi - il rischio di alluvioni e straripamenti rimane alto anche nei territori di Macerata e provincia. Il genio civile, a suo tempo, è intervenuto nei punti principali del Chienti e del Potenza, ma è senz’altro opportuno riprendere i lavori in maniera selettiva presso gli altri reticoli idrografici: ripulire i fossi, rimuovere la vegetazione morta, preservare quella sulle sponde per impedire che crollino gli argini. In questo senso, le criticità sono ancora molto sensibili, e persino eventi atmosferici di minore entità possono determinare serie conseguenze per i centri abitati e la comunità maceratese”.
Di seguito, il servizio:
Le segreterie regionali di Cgil Cisl e Uil Marche hanno istituito un fondo di solidarietà per dare un aiuto concreto alle popolazioni colpite dall’alluvione che ha sconvolto il territorio marchigiano, in particolar modo le zone del Senigalliese e del Pesarese. Per aderire, basta fare una semplice donazione sul conto corrente: IT32U0538702684000003692832 attivato presso BPER e intestato a Cgil, Cisl, Uil delle Marche fondo di solidarietà per le popolazioni colpite dall’alluvione.
Le organizzazioni sindacali effettueranno una valutazione puntuale sulle modalità dell’intervento in coerenza con le indicazioni delle istituzioni locali e delle autorità preposte, nei modi e con le forme che ne garantiscano la certezza e la trasparenza nella destinazione e la rapidità nella realizzazione.
Sono in fase di valutazione altre iniziative congiunte con le associazioni datoriali. La raccolta fondi avrà termine il 31 dicembre 2022.
Appartiene a Brunella Chiù, la 56enne che risulta ancora dispersa nell'alluvione del 15 settembre, l'automobile ripescata nella serata di martedì dai carabinieri, due chilometri a sud del ponte del Burello nel territorio di Corinaldo (Ancona).
L'interno è pieno di fango, ma non ci sono corpi. Sono invece stati rinvenuti dei documenti che attestano la proprietà di Brunella. Al veicolo, una Bmw serie 1 bianca, mancano vari pezzi. La carcassa si trova in una zona inaccessibile e dovrebbe essere recuperata quest’oggi.
I carabinieri che operano sul posto intensificheranno le ricerche. Ancora nessuna traccia anche del piccolo Mattia di 8 anni: i vigili del fuoco stanno operando con i sommozzatori sia alla foce del fiume, sia un tratto a monte dell'asta fluviale.
La zona è sorvolata da un elicottero. Nel frattempo quest'oggi è previsto un unico funerale per le 4 vittime di Pianello di Ostra, al campo sportivo; Giuseppe Tisba, 65 anni, e suo figlio Andrea, 25, oltre a Diego Chiappetti, 51, e all'84enne Fernando Olivi.
(Foto Ansa)
Nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla procura di Ancona per omicidio colposo e inondazione colposa in seguito all'alluvione che ha colpito la provincia, i carabinieri forestali - a quanto si apprende dall’Ansa - hanno acquisito negli uffici competenti i dati meteo relativi alle precipitazioni previste per il giorno del disastro e stanno anche ricostruendo i tabulati telefonici di una serie di soggetti interessati dall'allerta.
Quest'ultima non c'è stata poiché, per la Protezione civile della Regione Marche si è trattato di "un fenomeno meteo impossibile da prevedere nella sua intensità e sviluppo con le attuali conoscenze disponibili".
La campagna nazionale di sensibilizzazione sulla cheratosi attinica "Segnali sulla pelle" con visite dermatologiche di screening gratuite su prenotazione fa tappa sabato 24 settembre presso l'azienda ospedaliero universitaria delle Marche, ad Ancona.
Promossa dalla SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse) "Segnali sulla pelle" ha l’obiettivo di promuovere la diagnosi precoce per questa malattia pre-cancerosa che non può essere sottovalutata.
Le visite si svolgeranno sabato 24 settembre presso la Sod Clinica di Dermatologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, diretta dalla professoressa Annamaria Offidani. Le visite sono esclusivamente su prenotazione e fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per le prenotazioni contattare il numero 02/82900619 dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 15:00.
La Cheratosi Attinica (AK) è una lesione considerata una forma molto iniziale di carcinoma squamocellulare, che si manifesta dopo i 40 anni. Si tratta di una delle lesioni dermatologiche più frequenti in Italia: si stima che circa il 30% degli over 70 anni presenti almeno una cheratosi attinica.
Le sedi anatomiche preferenziali sono quelle cronicamente fotoesposte, quali viso, orecchie, cuoio capelluto e dorso delle mani con rischio di insorgenza maggiore in uomini e donne con capelli biondi e occhi chiari.
Se le lesioni non vengono trattate possono evolvere in un carcinoma squamocellulare invasivo che rappresenta il 25% di tutti i non-melanoma skin cancer ed è dotato di capacità di metastatizzare agli organi interni. L’esposizione solare eccessiva e l’uso di lampade abbronzanti sono i fattori di rischio più importanti.
"Su alcuna stampa nazionale gira la notizia che io abbia trascorso la serata a cena, mentre stava succedendo il finimondo nella nostra regione. Ebbene sì, ammetto che non ho poteri di veggenza e che prima di essere allertato, ignaro di quanto stesse accadendo, partecipavo come da programma ad un evento che ho subito abbandonato nel momento in cui i miei collaboratori mi hanno avvertito".
A dichiararlo, in un post sulla propria pagina Facebook, è il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli. Il riferimento è alla cena di partito di Fratelli d'Italia, organizzata a Potenza Picena, con la partecipazione di uno dei fondatori del partito, Guido Crosetto.
"In questi giorni non ho mai pubblicato foto di alcun genere perché ritengo che gli eventi drammatici che stanno colpendo la comunità marchigiana non debbano essere oggetto di spettacolarizzazione - aggiunge Acquaroli -. Oggi però mi vedo costretto a pubblicare questa foto scattata nel corso di una riunione nella Sala operativa della protezione civile regionale, intorno alle 23:30 del giorno 15 (vedi sotto, ndr)".
"Ho ritenuto doveroso a questo punto raccontare alla comunità marchigiana come sono andate le cose, rispetto a chi sta utilizzando questo dramma per altre finalità" conclude il governatore.
"Più di 600 di persone possono testimoniare l’immediata corsa del Presidente nella sala operativa di Ancona appena allertato di quanto stesse accadendo. Speculare ulteriormente, e politicamente, su una tragedia che ha colpito tutti i marchigiani è sconcertante" sottolinea la coordinatrice regionale di Fratelli d'Italia, Elena Leonardi.
Sono ancora senza esito, nel Senigalliese, le ricerche per i due dispersi che ancora mancano all'appello, dopo l'ondata di maltempo della notte tra il 15 e il 16 settembre: Mattia, 8 anni, e Brunella Chiù, di 56 anni.
Il bimbo era stato strappato dalle braccia della madre dopo che erano sceso dalla loro auto nel territorio di Castelleone di Suasa e trascinato via dall'onda di piena di acqua e fango, la donna era stata risucchiata mentre si trovava vicino casa nei pressi di Barbara.
Ieri era stato trovato lo zainetto di Mattia, a circa 8 di chilometri di distanza dal punto in cui il piccolo era scomparso, un fatto che però non sarebbe particolarmente indicativo del luogo in cui il bambino potrebbe essere finito.
Sempre ieri sono state intensificate le ricerche sul letto del fiume Nevola e lungo gli argini hanno aumentato la presenza di escavatori per accelerare la rimozione degli enormi mucchi di vegetazione, alberi e tronchi nella zona in cui era stata trovata l'auto Mercedes Classe A su cui viaggiavano made e figlio.
La donna è stata trovata viva ad un chilometro e mezzo di distanza. Purtroppo, a rendere ancora più complessa l'opera dei soccorritori, sono arrivate alcune false segnalazioni, che hanno fatto spostare altrove una parte delle ricerche.
Sono 11 sinora le vittime accertate: ieri il funerale di un 89enne, morto nel quartiere di Bettolelle a Senigallia. Due le Procure che indagano sull'ondata di maltempo, che oltre alla provincia di Ancona ha colpito anche il Montefeltro: quella di Ancona e quella di Urbino. "Dal punto di vista della dinamica degli eventi quello che si riscontra in questo momento è che non c'è stato un allerta da parte della Regione Marche nei confronti dei Comuni", ha osservato la procuratrice di Ancona Monica Garulli ai microfoni del Tgr Rai Marche.
"Le indagini sono in una fase molto iniziale - ha sottolineato -, tutte le ipotesi ricostruttive sono prese in considerazione". "La principale preoccupazione della Procura è di assicurare fonti di prova che possano essere di ausilio nella ricostruzione dei fatti - ha spiegato Garulli -. Ci sono acquisizioni documentali, ci sono anche acquisizioni testimoniali, tutto quello che può concorrere a ricostruire esattamente l'evento del 15 settembre".
"Questa volta le vittime hanno interessato principalmente i comuni a monte del fiume Misa - ha detto ancora - diversamente dal 2014, quando le vittime erano nel centro abitato di Senigallia". Quanti ai tempi dell'inchiesta, saranno "compatibili con l'accertamento dei fatti e anche cin un'esigenza di risposta. Cercheremo di fare il meglio in questo senso".
Intanto nella zona stanno arrivando volontari della protezione civile e mezzi da altre regioni. Secondo il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli i danni sono "dell'ordine di miliardi".
Il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini ha convocato per oggi una giunta straordinaria cui hanno preso parte il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli, il vicepresidente Mirco Carloni, collegati dalle zone alluvionate, e l’assessore al bilancio e alla ricostruzione Guido Castelli oltre al presidente di Unioncamere Andrea Prete.
La seduta straordinaria dell'esecutivo camerale è stata organizzata d'urgenza per una prima verifica del numero delle imprese direttamene toccate dall'alluvione, almeno dei comuni più danneggiati, e per valutare le scelte e gli interventi più ponderati da realizzare a beneficio del tessuto economico colpito dall'ennesima calamità.
In attesa di una più precisa stima di danni e priorità è stata già attivata una linea di sostegno a valere sui fondi nazionali camerali per i primi interventi di soccorso e ripresa delle comunità imprenditoriali più danneggiate di un milione di euro, che sarà gestita in collaborazione con la regione Marche.
Il Presidente Acquaroli ha sottolineato la "violenza dei fenomeni che hanno portato a danni ingentissimi su un’area molto vasta in una tragica sovrapposizione di eventi". "Le prime misure messe in campo andranno costruite poi dentro un quadro di interventi più generale e strutturato via via che la situazione sarà più definita", ha aggiunto.
Il Presidente di Camera Marche Sabatini spiega: " Da una prima ricognizione si evidenziano 20.000 imprese coinvolte nel disastro di cui la metà collocate nei comuni più colpiti". "In questi giorni di ripresa autunnale di attività, eventi fieristici, incontri formativi e informativi, è doveroso fermarci e porgere in via prioritaria la nostra attenzione al danno e alle esigenze dei nostri imprenditori" ha proseguito.
"Per prima cosa c'è la vicinanza allo strazio di famiglie ancora in attesa di esiti di ricerche, subito dopo la volontà di supportare bene e velocemente le imprese danneggiate tanto duramente. Gli imprenditori non hanno più tempo né energia. Parliamo di filiera istituzionale da alcuni mesi: anche in questo drammatico frangente essere insieme con Regione e Unioncamere, e con tutto il sistema associativo marchigiano, ci consente di intervenire in maniera più forte, celere e mirata" ha concluso Sabatini.
Scontro tra tre autoveicoli e un furgone lungo l'A14: disagi al traffico in direzione Pescara. L'incidente è avvenuto questo pomeriggio, poco prima delle 18, al chilometro 247, tra i caselli di Porto Recanati/Loreto e di Civitanova Marche. Ancora in corso di accertamento le cause del sinistro da parte della polizia stradale.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118. Il bilancio è di due feriti, non in gravi condizioni, trasferiti per accertamenti al pronto soccorso dell'ospedale di Civitanova Marche. A provvedere alla messa in sicurezza dell'area dell'incidente e dei mezzi coinvolti sono stati i vigili del fuoco del distaccamento di Civitanova Marche. Sul tratto dell'autostrada interessato dall'incidente si sono formate code sino a 3 chilometri.
"Il ritrovamento dello zaino di Mattia? Una stilettata, un fulmine a ciel sereno". Non abbandona la speranza, Tiziano Luconi, padre del piccolo Mattia, 8 anni, disperso nel fiume Nevola da giovedì sera quando l'auto su cui viaggiava con la madre Silvia è stata travolta dall'acqua.
Tiziano sta costantemente sul luogo delle ricerche, tra Castelleone di Suasa e Barbara dove abita: "la speranza non la lascio mai - dichiara ad Ansa -, anche oggi anche se il tempo non è dei migliori, spero di ritrovarlo magari svenuto, nascosto perchè si è impaurito ed è fuggito da qualche parte, io continuerò sempre, tornerò in quell'inferno ma lo trovo vivo".
"Il ritrovamento del suo zaino è stata una stilettata, un fulmine a ciel sereno - racconta -. La macchina da cui è uscito con la mamma? Sono andato a vederla, non è stato piacevole", aggiunge. Tiziano esprime gratitudine ai soccorritori: "Mi tengono aggiornato se c'è qualche novità, ormai sono uno di loro, sto sempre laggiù - dice - Li ringrazio tutti, un giorno li abbracceremo uno per uno, tutti".
Di quel giorno "ricordo l'acqua e il fango, in questi giorni sto sempre lì, mangio un boccone, riempio la borraccia, se ce la faccio dormo una mezzoretta e torno giù. Mattia me lo sento vicino, era di poche parole...io parlo con l'orsacchiotto, qui dietro c'è il motorino per un giro, - racconta - a lui piaceva tantissimo viaggiare con il motorinello, mandava i baci, l'amore fatto a persona, il mio gnometto speciale, il mio nanerottolo".