di Alessandro Vallese

"Rata da scoprire", il derby del 1981 raccontato da Giovanni Pagliari: "Ci sono partite indelebili" (VIDEO)

"Rata da scoprire", il derby del 1981 raccontato da Giovanni Pagliari: "Ci sono partite indelebili" (VIDEO)

“Ci sono delle partite che resteranno per sempre indelebili dentro di noi”. Così risponde Giovanni Pagliari quando gli si chiede che ricordi gli suscita il derby Maceratese-Civitanovese della stagione 1980/81. Il documentario “Rata da scoprire”, tratto dall’omonimo libro di Andrea Fabiani, Enrico Scattolini e Paolo De Felice, ci permette di rivivere una delle partite più epiche della storia biancorossa, attraverso le immagini le testimonianze di un simbolo della Maceratese di quegli anni come Giovanni Pagliari, capace di realizzare gol a raffica insieme al suo “gemello del gol” Moreno Morbiducci. Nella seconda parte dell’intervista viene ripercorsa anche la prestigiosa carriera da allenatore di Giovanni Pagliari, l’unico nella storia della Maceratese ad esser riuscito nell’impresa di vincere un campionato sia da giocatore (Serie D 1979/80) che da allenatore (Serie D 1995/96). “Il derby del 1981 raccontato da Giovanni Pagliari” è il primo dei tre episodi del documentario “Rata da Scoprire”, che proseguirà poi con altri due segmenti della storia biancorossa: il playoff di Reggio Emilia contro il Livorno del 1997 raccontato dall’allora presidente Stefano Monachesi e la Maceratese degli “Invincibili” che sfiorò la Serie B raccontata dall’allora presidentessa Maria Francesca Tardella.

11/05/2024 15:33
"Rata da scoprire", il libro diventa documentario: 3 episodi per ripercorrere la centenaria storia biancorossa (VIDEO)

"Rata da scoprire", il libro diventa documentario: 3 episodi per ripercorrere la centenaria storia biancorossa (VIDEO)

La S.S. Maceratese, con la sua ricca tradizione e le sue sfide, è stata testimone di momenti iconici che hanno plasmato non solo il destino della squadra, ma anche il tessuto sociale della città di Macerata. Ora, grazie al documentario "Rata da Scoprire", questa storia emozionante è pronta per essere raccontata in un nuovo modo. Basato sul libro omonimo di Andrea Fabiani, Enrico Scattolini e Paolo De Felice, il documentario porta gli spettatori in un viaggio attraverso tre interviste, ognuna dedicata a un episodio significativo della storia della S.S. Maceratese. Questi momenti non sono solo frammenti di una narrazione sportiva, ma pezzi di una storia più ampia che abbraccia valori immortali e verità spesso nascoste. Il primo episodio del documentario ripercorre lo storico derby con la Civitanovese della stagione 80/81, attraverso le testimonianze di un protagonista assoluto come Giovanni Pagliari. Il pubblico avrà così l'opportunità di immergersi nel passato glorioso del club e comprendere come sia cresciuto nel cuore della città, oltre a poter rivivere le indimenticabili gesta dei “gemelli del gol” Pagliari e Morbiducci. Il secondo episodio getta luce su uno dei momenti più significativi della storia della squadra: la presidenza di Stefano Monachesi culminata con l’amara sconfitta contro il Livorno nei playoff di Reggio Emilia. Questo segmento offre, attraverso un’intervista assolutamente inedita al Presidente Monachesi, una panoramica approfondita della partita e dei protagonisti coinvolti, esplorando il suo impatto duraturo sulla S.S. Maceratese e sulla sua base di tifosi appassionati. Infine, il terzo episodio del documentario affronta il periodo più alto della storia recente della Maceratese, con la presidenza di Maria Francesca Tardella che ha portato la squadra ad un passo dalla Serie B. Attraverso la testimonianza diretta della presidentessa, questo episodio getterà luce sulla vittoria del campionato di Serie D da parte degli “Invincibili” e la grande cavalcata biancorossa nella successiva Serie C. Prodotto con cura e dedizione, il documentario promette di essere un'esperienza coinvolgente per gli appassionati di calcio e per coloro che sono affascinati dagli storici colori biancorossi. Con immagini mozzafiato, interviste inedite e una narrazione avvincente, "Rata da Scoprire" è destinato a diventare un punto di riferimento per chiunque desideri conoscere la centenaria storia della S.S. Maceratese. Di seguito il trailer del documentario. 

07/05/2024 15:20
Civitanovese in Serie D: il film del campionato (VIDEO)

Civitanovese in Serie D: il film del campionato (VIDEO)

È successo. La Civitanovese ha vinto il campionato di Eccellenza ed è promossa in Serie D. Un trionfo sicuramente meritato, per una squadra che raramente nel corso della stagione ha visto in discussione la propria leadership in classifica. Nonostante ciò, società, squadra e tifosi hanno vissuto col fiato sospeso ogni singolo attimo del torneo, per poi finalmente tirare un sospiro di sollievo al triplice fischio della partita con la Jesina. I presenti al Polisportivo, infatti, non si sono scomposti nemmeno dopo la notizia della sconfitta del Montefano arrivata da Urbania, aspettando di vedere con i propri occhi la materializzazione del sogno qualche istante dopo, quando il signor Ferroni della sezione di Fermo ha decretato la fine delle ostilità. A quel punto si che è potuta partire la festa, con il presidente Profili, Mister Alfonsi e tutti gli artefici di questa grande impresa che hanno ricevuto il meritato tributo di tutto lo stadio. La vittoria con la Jesina è arrivata grazie a una prestazione “da Civitanovese”: solida, concreta, efficacie.  Quella contro i leoncelli è stata infatti l’ottava partita in stagione vinta con il risultato di 1-0 dalla squadra di Alfonsi. Questo però non deve far pensare ad una squadra “difensivista”, tesi smontata anche dal modulo a trazione anteriore utilizzato dal tecnico ex Samb, ma ad una squadra che una volta trovato il proprio equilibrio difficilmente è stata messa in difficoltà. Eppure, la stagione per la Civitanovese era iniziata con difficoltà abbastanza evidenti. La separazione con Mister Nocera a tre giorni dal debutto stagionale di fuoco con la Maceratese. La stessa Maceratese che qualche giorno prima le aveva soffiato Minnozzi, poi rivelatosi ben al di sotto delle aspettative. L’arrivo di Alfonsi fra lo scetticismo generale e le 3 sberle dall’Urbino alla prima di campionato. Con la sua calma diventata emblematica e il grande rapporto che è riuscito ad instaurare con la squadra, Alfonsi è riuscito a rimettere a posto i cocci, guidando la Civitanovese alla conquista della Serie D. Gran parte del merito va condivisa col suo vice Roberto Cottone, che con esperienza e grinta lo ha affiancato in questo cammino trionfale. A riportare ordine ci ha pensato poi l’arrivo di un direttore generale di vecchio pelo come Claudio Cicchi, all’ennesima vittoria della sua carriera. Tutto questo è avvenuto sotto lo sguardo vigile del patron Mauro Profili, che in 7 anni (2020/21 campionato annullato causa Covid-19) di presidenza ha riportato la Civitanovese dalla Prima Categoria alla Serie D. Come detto, superate le difficoltà iniziali, la Civitanovese ha iniziato a macinare punti una volta trovato il proprio equilibrio in campo. Il quartetto difensivo ha trovato in Passalacqua la sua colonna portante. Al suo fianco Ballanti e De Vito si sono alternati senza cambiare troppo la sostanza. Pasqualini è stato un terzino di assoluta affidabilità, nonché una inesauribile risorsa utilizzabile sia a destra che a sinistra. Cosignani ha confermato quanto ti buono fatto vedere nella scorsa stagione, mentre Valentin Franco ha finito in crescendo, risultando per giunta fra i migliori nel match con la Jesina. Con loro Testa ha potuto dormire sonni tranquilli, anche se la parata su Bonacci nella partita con il Montefano, forse più errore dell’attaccante, la devi pur fare e quella vale una grande fetta di campionato. Ha risposto sempre presenze in sua assenza Cannella. Tutto questo è valso alla Civitanovese la miglior difesa del campionato, con soli 15 gol subiti in 30 partite (media di 0,5 gol a partita!). Confermata dunque la tesi secondo cui i campionanti si vincono con le difese. Il reparto più importante rimane comunque il centrocampo. È lì che Mister Alfonsi ha potuto contare su due elementi di assoluto valore. Da una parte l’esperienza, le geometrie e la “garra” di Visciano, dall’altra la freschezza, i tempi e la fame di Domizi, che ha onorato alla grande la squadra della sua città. Quando il primo si è infortunato ed è mancato per un mese è stato sostituito egregiamente da Ruggieri, sempre utilissimo a partita in corso e utilizzato anche da centrale difensivo, o da Ercoli, altro gregario preziosissimo per Alfonsi. Sulla trequarti Alfonsi ha spesso sperimentato, ma nel finale ha trovato le proprie certezze nel trio Buonavolgia, Becker, Strupsceki. Il primo è stato il grande rinforzo del mercato invernale, che ha portato nuova linfa e grande qualità sull’out di destra. Se gli si poteva imputare qualcosa per il rigore fallito a Montecchio, si è fatto perdonare del tutto con la straordinaria tripletta di Tolentino. Con le sue giocate da vero “diez”, Becker è stato il giocatore in grado di accendere la luce in questa Civitanovese. Non vanno comunque dimenticati i 6 centri in campionato. L’imprevedibilità di Strupsceki negli ultimi 25 metri è stata un’arma in più nel corso della stagione, soprattutto nel finale. Nel girone di andata grande protagonista è stato poi Bagnolo, frenato poi un po’ dagli infortuni. Per lui solo gol pesanti: quello nel derby di andata con la Maceratese e quelli decisivi contro Montecchio e Chiesanuova. Tre centravanti, tre storie diverse. Partiamo da quella di Michele Paolucci, tornato due anni fa nella sua Civitanova dopo una lunga carriera fra i professionisti. Il miglior marcatore di sempre del settore giovanile della Juventus, fin dal suo arrivo, si era imposto l’obiettivo di riportare la Civitanovese ai livelli che le spettano. Un solo gol per lui in stagione, quello su rigore nel derby di coppa con la Maceratese, ma tanta leadership e peso specifico all’interno dello spogliatoio rossoblù. D’altronde in Serie A non ci giochi per caso. La vittoria più grande è stata però il ritorno in campo a poco più di tre mesi di distanza dalla rottura del legamento crociato subita contro l’Osimana. La sua determinazione è stata fonte di esempio e di motivazione per tutta la squadra nel rush finale di campionato.  Ha sbagliato il gol più facile nella partita più sentita. L’errore di Brunet del derby di ritorno con la Maceratese è da penna rossa, ma cancellabile, perché il gol contro l’Osimana e l’assist per Buonavoglia contro il Montefano sono di un’importanza cruciale per la vittoria di questo campionato. Veniamo infine a Spagna. “I cavalli buoni si vedono a lunga corsa” ha dichiarato dopo il triplice fischio con la Jesina. 8 gol in campionato, di cui 3 nelle ultime due partite. Prima la doppietta contro il Monturano e poi il rigore calciato forte e centrale nell’ultima di campionato. È passato dal piccolo trotto del girone di andata alle sgroppate decisive di fine stagione con cui ha guidato l’attacco rossoblù. Sono loro i protagonisti del successo della Civitanovese, guidati da Alfonsi alla conquista del campionato di Eccellenza. Un campionato che, secondo il tecnico rossoblù è stato vinto dopo il momento più drammatico della stagione: la sconfitta nel derby di ritorno con la Maceratese. “Dopo la sconfitta con la Maceratese giocavamo con l’Azzurra Colli che, nonostante fosse ultima in classifica veniva da un buon momento. Quella partita è stata la svolta, perché vincendo siamo tornati primi in classifica. Se non avessimo vinto forse non sarebbe stata la stessa cosa”. Dopo il 2-0 sull’Azzurra Colli la Civitanovese ha trovato infatti altri 5 risultati utili consecutivi, con 3 vittorie e 2 pareggi. Striscia interrotta poi dalla sconfitta interna col Castelfidardo, arrivata prima della lunga sosta pasquale e che ha visto il sorpasso in vetta del Montefano. “Dopo la sconfitta col Castelfidardo abbiamo passato tre settimane in cui c’era tanta tensione, ma abbiamo lavorato benissimo e tutti insieme ci siamo ricompattati”. Aveva dichiarato Alfonsi al termine della vittoria per 3-2 sul Tolentino. È seguito poi lo scontro diretto col Montefano, dove la Civitanovese, nonostante avesse rischiato di passare in svantaggio sull’unica occasione degli ospiti, ha dato forse la sua più grande dimostrazione di forza del campionato. Ha riconquistato in un colpo solo la vetta e la definitivamente fiducia nei propri mezzi, che le ha permesso di servire 3 reti al Monturano e di completare l’opera contro la Jesina. Riavvolgiamo il nastro e riviviamo allora nel video che segue i momenti salienti della stagione dei campioni di Eccellenza 2023/24.  

29/04/2024 19:34
Civitanovese all'appuntamento con la storia, Paolucci: "Non potevo mancare" (VIDEO)

Civitanovese all'appuntamento con la storia, Paolucci: "Non potevo mancare" (VIDEO)

Civitanovese padrona del proprio destino in questi 90 minuti finali di campionato. L'ultimo ostacolo da scalare si chiama Jesina, che arriverà al Polisportivo con la possibilità di centrare la salvezza diretta in caso di vittoria. Sarà dunque un duello all’ultimo sangue, in uno stadio che si preannuncia al limite del tutto esaurito. Dopo un lungo periodo di infortunio, patito in seguito alla rottura del legamento crociato contro l’Osimana, Paolucci torna tra i convocati per la sfida contro i leoncelli. "Sono stati tre mesi lunghi e duri", ammette il capitano. "È bello esserci e non posso che ringraziare chi mi ha aiutato in questo periodo difficile." Il sostegno ricevuto dai compagni di squadra, dal mister e dai tifosi è stato fondamentale per il suo recupero. "Posso dire di non essermi mai sentito solo", aggiunge con gratitudine. Ora, con l'ultima partita di campionato di fronte a loro, Paolucci e la Civitanovese sono pronti a scrivere la storia. "Domenica abbiamo un appuntamento con la storia a cui non potevo mancare", dichiara con determinazione. "Il nome dell’avversario non conta - sottolinea Paolucci -. Loro non verranno di certo per stenderci un tappeto, ma noi tireremo fuori tutto quello che abbiamo in questi ultimi 90 minuti di campionato, perché il nostro obiettivo è più importante di qualsiasi altra cosa" La fiducia dell’ex Juventus nella forza della sua squadra è palpabile: "La nostra squadra non ha bisogno di nessuno, ma solo di sé stessa e di contare sulle sue forze". In questo clima di grande palpitazione, la Civitanovese si prepara dunque ad affrontare l’ultima partita di una stagione che potrebbe riportarla in Serie D a 7 anni di distanza dall’ultima volta. La parola spetta ora al campo.   

26/04/2024 19:25
Unimc, i docenti Frontoni e Giovanola fra i “500 italiani che contano nell’Intelligenza Artificiale”

Unimc, i docenti Frontoni e Giovanola fra i “500 italiani che contano nell’Intelligenza Artificiale”

La Repubblica ha stilato il nominativo di 500 italiani e italiane che contano nell’Intelligenza Artificiale. Tra questi figurano anche due docenti dell’Università di Macerata: il professore Emanuele Frontoni e la professoressa Benedetta Giovanola. Una lista composta da grandi esperti di IA, selezionati nelle università, nelle startup e nelle grandi aziende, così come nelle istituzioni politiche e culturali. Fra le varie e prestigiose università italiane coinvolte, anche l’Università di Macerata viene rappresentata all’interno di questa élite, grazie al contributo donato alla causa dal professore Emanuele Fontoni e dalla professoressa Benedetta Giovanola, Emanuele Frontoni è docente di Informatica e co-director del VRAI Vision Robotics & Artificial Intelligence Lab. È Affiliated Researcher presso l'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Dal 2022 è il direttore Scientifico del Centro per la Ricerca Scientifica e l'Innovazione Tecnologica in Campo Neurologico NemoLab, presso l'ospedale Niguarda di Milano. Svolge la sua attività di ricerca nel settore dell’IA e della visione artificiale, dell’analisi del comportamento umano, della realtà aumentata e degli spazi sensibili, delle digital humanities. Dal 2021 è nella lista "World's Top 2% Scientists" curata da Stanford University ed Elsevier. Esperto per la CE nelle valutazioni di progetti. Benedetta Giovanola è professoressa di Filosofia Morale e titolare della Cattedra Jean Monnet EDIT (Etica per un’Europa DigiTale Inclusiva), il primo e unico percorso accademico in Europa dedicato all’etica dell’IA. È vicepresidente della SIFM - Società Italiana di Filosofia Morale, Presidente e co-fondatrice di GAIA srl, start up innovativa di consulenza ed elaborazione di soluzioni di valutazione dei rischi etici e della compliance giuridica dei sistemi di intelligenza artificiale. È regular visiting professor alla Tufts University, negli Stati Uniti. Oltre ai vari titoli e riconoscimenti già ottenuti, i due docenti Unimc possono ora vantare anche questo speciale primato.

23/04/2024 15:20
All'Università di Camerino il primo corso in Italia che si svolge nel Metaverso (FOTO e VIDEO)

All'Università di Camerino il primo corso in Italia che si svolge nel Metaverso (FOTO e VIDEO)

  All’Università degli Studi di Camerino si è tenuta quest’oggi la prima lezione ufficiale nel Metaverso, proposta dal corso di laurea in Informatica per la Comunicazione Digitale della Scuola di Scienze e Tecnologie. Dopo i saluti del Rettore Graziano Leoni, del docente di Social Media management Francesco Di Costanzo di PA Social, del prof. Daniele Rossi della Scuola di Architettura e Design e del prof. Michele Loreti della Scuola di Scienze e Tecnologie, studentesse e studenti hanno seguito la lezione di Social Media management per la prima volta nell'ambiente virtuale dell'Università di Camerino. Presenti alla lezione anche la Prorettrice con delega alla Didattica, orientamento e formazione Giulia Bonacucina ed il prof. Claudio Pettinari.    All'interno della realtà immersiva di Unicam è intervenuta anche la Public Policy Manager di Meta Costanza Andreini, che ha parlato delle politiche di innovazione di Meta. Il Rettore Graziano Leoni ha sottolineato l’unicità del corso, data dalla possibilità di svolgere lezioni al fianco dei propri compagni di banco, ma collegandosi da diverse parti del mondo. “Quello che proponiamo è un ambiente di apprendimento che stiamo sperimentando insieme a PA Social. È un’esperienza unica in cui gli studenti si trovano a fare lezione all’interno di un ambiente completamento virtuale, che dà la possibilità di vivere in aula accanto a colleghi. Oggi sono all’interno di un’aula dell’università, ma teoricamente potrebbero stare insieme anche in diverse parti del mondo e trovarsi seduti fianco a fianco con compagni di banco reali ma virtuali. Ma è possibile anche uscire dall’aula per entrare in altre esperienze, apprendere contenuti, tornare in aula e scambiare opinioni. Questa è un po’ la modalità in cui si svolgono corsi di questo tipo che ci risultano non sperimentati in altre parti d’Italia”. “Utilizziamo un visore di ultima generazione della famiglia Meta”. Afferma il docente di Social Media management Francesco Di Costanzo di PA Social. “Ne esistono di altri tipi ma abbiamo scelto questi perché sono anche quelli che si trovano ad un costo più popolare. L’obiettivo del Metaverso in prospettiva futura è proprio quello di permettere a tutti di utilizzarlo, a partire dalla vita quotidiana, nella pubblica amministrazione e con le università appunto. All’interno del mio corso di Social Media Management abbiamo iniziato la sperimentazione, la prima in Italia, dedicata al Metaverso. In altri atenei sono state fatte tesi di laurea, ma un vero e proprio corso sul Metaverso non era mai stato fatto”. Lo stesso docente ha poi provveduto a spiegare le modalità in cui vengono svolte queste singolari lezioni, che a suo avviso possono rappresentare un’opportunità di sviluppo anche in altri ambiti.   “Facciamo lezione all’interno del Metaverso. Esiste un’aula creata ad hoc dai professionisti dell’Unicam dove ci sono simboli e richiami alla città che ci permettono di essere a Camerino anche se siamo nel Metaverso. Ovviamente è una sperimentazione, abbiamo iniziato con un’oretta di lezione all’interno del Metaverso e pian piano aumenteremo. Questa tecnologia può essere utilizzata in tanti altri ambiti, dai laboratori di chimica alle materie più pratiche, perché gli studenti possano testare e poi eventualmente fare l’esperimento in presenza. Proprio il feedback degli studenti sarà importante per determinare gli sviluppi futuri”. Abbiamo pertanto raccolto le considerazioni degli studenti coinvolti in questo nuovo modello di apprendimento. La maggior parte ha trovato difficoltà nel dare un giudizio sul fatto che sia meglio l’aula virtuale o quella fisica. Tutti sono stati però d’accordo sulla grande potenzialità del Metaverso.  

22/04/2024 20:26
Pallavolo Macerata in Serie A2, il presidente Tittarelli: "Il giusto epilogo di una stagione fantastica" (VIDEO)

Pallavolo Macerata in Serie A2, il presidente Tittarelli: "Il giusto epilogo di una stagione fantastica" (VIDEO)

La Volley Banca Macerata ha ottenuto la promozione in Serie A2 grazie alla netta vittoria in Gara 3 contro Mantova. Un successo che mette il punto esclamativo su una stagione pazzesca da parte dei ragazzi di coach Castellano, che sono sempre stati al comando del proprio girone e hanno rimontato Mantova dopo la sconfitta inziale in Gara 1. Abbiamo raccolto la soddisfazione del Presidente della Pallavolo Macerata Gianluca Tittarelli all’indomani della storica promozione in Serie A2.   “La soddisfazione è grande perché la vittoria di ieri è  il giusto epilogo di un cammino fantastico - dichiara ai nostri microfoni -. La squadra ha recitato un ruolo da assoluto protagonista in questa stagione. Siamo stati sempre primi nel girone blu e questo è stato possibile grazie a tanti sacrifici e tanto lavoro. Abbiamo conseguito questa storica vittoria che ci permette di riportare Macerata nel panorama nazionale di Serie A2, che è quello che si merita. Di questo siamo molto orgogliosi”. Come detto, i biancorossi avevano perso la prima partita contro Mantova ed erano stati ad un passo dalla capitolazione anche in gara 2, dove avevano recuperato 2 set di svantaggio. Proprio la partita giocata al Banca Macerata Forum secondo il patron Tittarelli è stata la chiave di volta per la vittoria finale: "Siamo partiti male nella serie, perdendo Gara 1 a Mantova. In quel caso loro hanno fatto una gran partita, mentre noi siamo andati meno bene rispetto al nostro solito. La chiave di volta però è stata Gara 2 giocata a Macerata. Sotto di due set e con due match point in favore degli avversari, i ragazzi sono stati bravi a crederci fino alla fine e hanno avuto la forza per ribaltare il risultato. Quella vittoria ci ha dato una spinta notevole e tanta convinzione nei nostri mezzi, oltre ad intaccare qualche certezza nei confronti di Mantova. Ieri, infatti, nonostante il favore del campo, hanno dovuto arrendersi di fronte ad una prestazione eccellente dei nostri ragazzi". Nonostante i 296 km che separano Mantova da Macerata, più di 100 tifosi hanno voluto supportare la squadra nella Gara 3 dello spareggio promozione. Sarebbero stati ancora di più, se non fosse per la capienza ristretta del palazzetto di Mantova. Il presidente Tittarelli ha voluto ringraziare dunque i supporters che si sono messi in viaggio per seguire la squadra e ha detto come sia già a lavoro, insieme all’amministrazione comunale, per organizzare un evento in grado di celebrare il successo anche nella città di Macerata. “Ringraziamo tutti i tifosi che hanno percorso tanti chilometri per seguire la squadra, erano davvero tanti - dice Tittarelli -. Va anche detto che il palazzetto di Mantova non ha una grandissima capienza; quindi, parecchi non sono potuti partire in mancanza di biglietti. L’entusiasmo è alto e questa vittoria sarà assolutamente da condividere con la città. Decideremo nei prossimi giorni con l’amministrazione comunale come muoverci, ma sicuramente faremo qualcosa per condividere questa vittoria con la città, perché abbiamo l’orgoglio di portare in giro per l’Italia il nome di Macerata”. Gianluca Tittarelli conclude l’intervista con una dedica speciale per questa vittoria: "Una dedica la faccio a tutto il nostro movimento. Pallavolo Macerata è nata nel 1984 e quest’anno compie 40 anni. È un caso che questa ricorrenza speciale sia concisa con la promozione in Serie A2. Ringrazio tutta la società. Negli anni abbiamo fatto tanti sacrifici, ma ci abbiamo sempre creduto". 

22/04/2024 18:55
L’élite della politica marchigiana al fianco di Buldorini: “Una grande occasione per Appignano” (PHOTOGALLERY)

L’élite della politica marchigiana al fianco di Buldorini: “Una grande occasione per Appignano” (PHOTOGALLERY)

  Si è tenuta ieri pomeriggio la conferenza stampa di presentazione del candidato sindaco di Appignano Luca Buldorini per le elezioni amministrative del prossimo 8 e 9 giugno. Dopo un iniziale ritrovo in Piazza Umberto I, cominciatasi ad affollare intorno alle 17, ci si è spostati poi al ristorante “Peperondino” per la conferenza stampa. Quest’ultima ha visto gli interventi di esponenti politici di primo peso, su tutti il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli. Presenti anche il suo vice e assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini, gli onorevoli Mirco Carloni e Giorgia Latini, la senatrice Elena Leonardi, i consiglieri regionali Renzo Marinelli, Anna Menghi e Pierpaolo Borroni, il segretario provinciale di Unione di Centro Luca Marconi, il segretario provinciale di Fratelli d’Italia Massimo Belvederesi e il sindaco di Macerata e presidente della provincia Sandro Parcaroli. “Grazie Luca per averci invitato e averci dato la possibilità di riavvicinarci alla nostra gente, la gente delle nostre comunità e dei nostri territori”. Ha affermato il presidente Acquaroli, che ha voluto poi sottolineare alcune importanti iniziative a favore delle comunità territoriali portate avanti dal suo governo regionale negli ultimi anni, come la legge sui borghi e la legge sul governo del territorio.  “In questi 3 anni e mezzo abbiamo avuto tante occasioni per vederci ma non sufficienti per raccontare ciò che stiamo facendo. Nei primi giorni della nostra legislatura, sommersi da tutte le problematiche relative alla pandemia che era in corso, avevamo approvato la legge sui borghi, una legge fondamentale per il nostro territorio. Non solo una legge ma anche opportunità, perché abbiamo deciso di destinare alla sua realizzazione il 10% della nostra programmazione europea, con una finalità precisa: la rigenerazione sociale, urbana ed economica.  Parliamo dunque di 100 milioni di euro che verranno banditi fino al 2027, con la finalità di sostenere la rinascita di questi luoghi. Altra legge sulla quale vorrei soffermarmi è la legge sul governo del territorio. È la legge più importante, insieme a quella sulla sanità, che una giunta regionale possa fare e non veniva aggiornata dal 1990. Nel frattempo, le comunità sono cresciute, sono uscite dai borghi e hanno preso altri spazi. Tutto questo sviluppo non è stato guidato da una visione comune, ma da una visione a macchia di leopardo. Le amministrazioni sceglievano in base a delle logiche localiste, perseguendo una visione di territorio ristretta o addirittura con gli oneri di urbanizzazione. Questa è una visione sbagliata del nostro territorio, che ha un potenziale elevatissimo. Per anni per questo potenziale è stato sottovalutato, per perseguire politiche lontane da quello che noi realmente siamo. Oggi le istituzioni sono al fianco di questi territori, perché crediamo che nella regione che stiamo costruendo ci sia spazio per i giovani, per politiche di crescite e aprire questo territorio al mondo. Sono tutte cose che sono state fatte, nonostante tutte le problematiche dettate dalla pandemia, dalle guerre e dall’inflazione. Ora non dipende solo da noi, ma dipende moltissimo dai cittadini, che devono cogliere la possibilità di sposare un modello di sviluppo economico e sociale consolidato”. Un modello di sviluppo economico e sociale consolidato che è stato enfatizzato anche negli interventi degli altri esponenti politici, che hanno voluto porre l’accento sulla grande compattezza dell’attuale filiera governativa, nonchè di tutto il centro destra. L’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini ha toccato invece un punto estremamente sensibile alla cittadinanza di Appignano, ovvero quello della Riabilitazione dell’Inrca. “Ci tenevo ad essere qui oggi per un rapporto di affetto e di stima con Luca Buldorini. Ho fatto poi il sindaco per anni nella vicina Cingoli, quindi ci legano tantissimi contenuti valoriali e tanti interessi anche dal punto di vista sociale ed economico. Posso dunque affermare come la tutela della salute sia fondamentale per garantire lo sviluppo di queste realtà territoriali. A tal proposito stiamo facendo riaprire la Riabilitazione dell’Inrca e quindi tra qualche settimana chi ha bisogno di riabilitazione troverà risposte certe qui ad Appignano”. La conferenza stampa è stata chiusa dall’intervento di Luca Buldorini. Il vicepresidente della provincia di Macerata e segretario provinciale della Lega ha presentato le motivazioni e gli obiettivi che hanno spinto la sua candidatura a sindaco di Appignano. “La mia candidatura può rappresentare un’opportunità grande per Appignano. Ringrazio i vari esponenti politici per i loro interventi e per aver sottolineato ciò che abbiamo fatto in questi anni per Appignano a livello regionale e provinciale. Lo abbiamo fatto per darle delle occasioni che superano la normale amministrazione di un comune di 4.000 persone. La politica mi dà soddisfazioni e finché continuerà a darmele io garantirò il mio impegno. La mia scelta l’ho fatta quando sono diventato vigile del fuoco giurando di fronte alla Costituzione e al ministro dell’Interno. Ho scelto infatti di mettermi a servizio dei cittadini ed essere dalla parte dello Stato. Oggi ad Appignano abbiamo la fortuna di vivere un benessere che ci è stato lasciato dalle generazioni passate. Dobbiamo essere orgogliosi di tutto ciò, ma allo stesso tempo dobbiamo avere la capacità di riportare al centro queste persone e renderle un buon esempio di società per il futuro delle nostre generazioni”. Queste considerazioni fatte da Buldorini sono racchiuse nel simbolo della sua lista “Tutti Insieme”, che raffigura appunto la mano di un bambino che afferra quella di un anziano. A tal proposito il vicepresidente della provincia di Macerata ha voluto menzionare l’esempio di un personaggio storico di Appignano come Mario Rimini, scomparso tre anni fa. “Quando parlo delle generazioni che hanno fatto il bene di Appignano penso a personaggi importanti come Mario Rimini. Nonostante ciò, quando ha avuto bisogno di aiuto dalla sua cittadinanza è stato lasciato morire da solo nella vicina casa di riposo di Montecassiano. Con la mia squadra composta da persone competenti, che hanno la mia stessa sensibilità per i cittadini, voglio dettare le linee politiche per aiutare i cittadini nei momenti di difficoltà. Per questo motivo, dal giorno dopo in cui dovessi diventare sindaco apriremo le porte del comune per ascoltare e accogliere le istanze dei cittadini, analizzarle e mettersi a lavoro per risolverle”. Il candidato sindaco ha voluto poi ringraziare tutti gli esponenti politici intervenuti nella conferenza stampa per le loro preziose testimonianze e per gli insegnamenti e i valori che sono riusciti a trasmettergli negli anni. “Oggi per me è stato un piacere portare nella mia Appignano i miei maestri, coloro che hanno saputo trasmettermi la saggezza per fare politica. Loro mi hanno sempre detto prima realizzamo e poi inauguriamo. Questa è la differenza sostanziale fra noi e gli altri. Lo abbiamo visto con il Punto Salute e con la manutenzione stradale. Se cogliamo tutti insieme questa opportunità potremo dare ad Appignano il ruolo centrale che merita”.  

21/04/2024 12:25
Civitanovese, testa-coda da 1500 biglietti. Ballanti: "Grande gruppo costruito in questi due anni"

Civitanovese, testa-coda da 1500 biglietti. Ballanti: "Grande gruppo costruito in questi due anni"

Smaltita la sbornia per il gran successo ottenuto nello scontro al vertice con il Montefano, la Civitanovese si prepara a tornare in campo per affrontare il Monturano Campiglione. Il testa-coda di questa Eccellenza Marche si disputerà sul neutro di Porto Sant’Elpidio, vista la capienza ridotta dello stadio "San Claudio" di Campiglione, non adatta a contenere il gran numero di tifosi in partenza da Civitanova. Grande assente della partita col Montefano è stato il difensore Diego Ballanti, sostituto egregiamente dal collega De Vito al centro della retroguardia rossoblù. Molto probabilmente contro il Monturano Ballanti riprenderà il suo posto in difesa, su un campo che conosce bene avendo militato per due stagioni nelle file dell’Atletico Porto Sant’Elpidio. Alla vigilia della penultima giornata di campionato. Ballanti ha dichiarato: "Sono contento di tutto quello che abbiamo fatto sin qui. È stato però brutto stare sugli spalti e vedere la squadra soffrire contro il Montefano. È meglio starci vicino. Abbiamo fatto una buona settimana di allenamenti e ora siamo pronti per andare a Porto Sant’Elpidio a giocarci la partita col Monturano. Sappiamo che loro si devono salvare, quindi mi aspetto una squadra che lotterà col coltello fra i denti per portare a casa la partita. In campo però ci siamo anche noi. Andiamo a Porto Sant'Elpidio per dare tutto e poi vedremo cosa viene fuori". A due giornate dal termine del campionato, la Civitanovese guida dunque la classifica di Eccellenza con due punti di vantaggio su Montefano e Chiesanuova. La vittoria del campionato rappresenterebbe un’impresa per la squadra di patron Profili, ottenuta al primo anno dal ritorno nel massimo torneo regionale. Un’impresa che, secondo Ballanti, è ascrivibile al grande gruppo formatosi da due anni a questa parte: "Quello che abbiamo costruito nella passata stagione ce lo siamo portati avanti, integrando i ragazzi che sono arrivati quest’anno, ma mantenendo sempre la stessa idea di gruppo. È questa la nostra forza". Sono 1500 i biglietti messi a disposizione per i tifosi rossoblù dal Monturano, la quasi totalità della capienza dello stadio Ferranti. Ci si aspetta dunque un vero e proprio esodo da Civitanova, per provare a sostenere la squadra in questo match cruciale. Sulla sensazionale cornice di pubblico presente domenica scorsa al Polisportivo Ballanti ha commentato: "È stato bellissimo. Vedere lo stadio così pieno ti riempie di felicità ed è un orgoglio per noi, per la società e per tutta la città di Civitanova".    

19/04/2024 18:40
L'Helvia Recina intitolato a Pino Brizi, Sacchi: "Terminati i lavori faremo una vera e propria inaugurazione (VIDEO e FOTO)

L'Helvia Recina intitolato a Pino Brizi, Sacchi: "Terminati i lavori faremo una vera e propria inaugurazione (VIDEO e FOTO)

Stadio comunale Helvia Recina “Pino Brizi”. Da oggi l’impianto sportivo più importante della città porta il nome di una delle bandiere del calcio biancorosso e della Fiorentina con cui si laureò campione d’Italia nella stagione 1968/69.  A sancire la volontà dell’Amministrazione comunale, di intitolare l’Helvia Recina al “signore del calcio”, una targa a ricordo che è stata scoperta oggi pomeriggio nel corso di una cerimonia cui hanno preso parte il sindaco, gli assessori allo Sport e ai Lavori pubblici, Riccardo Sacchi e Andrea Marchiori, Gianluca Brizi figlio di Pino Brizi, Alberto Crocioni presidente della SS Maceratese 1922 e l’ex direttore sportivo della squadra biancorossa Giancarlo Nascimbeni. Presenti anche le autorità civili e militari e i rappresentanti dell’ampio mondo sportivo cittadino e non. In tanti hanno voluto essere presenti, dalle vecchie glorie biancorosse a una delegazione del Museo Fiorentina guidata dal presidente David Bini, ai tifosi, agli amici e ai cittadini comuni, a testimoniare l’eredità che Pino Brizi ha lasciato. L’Amministrazione comunale, oltre ad aver sottolineato le motivazioni che hanno portato a omaggiare Brizi con l’intitolazione dello stadio cittadino, ha ricordato come egli abbia contribuito a dare lustro alla città di Macerata da dove era partito per arrivare a toccare le alte sfere del calcio nazionale. Rammentate da tutti le sue doti sportive, che gli sono valse un palmares di tutto rispetto e l’entrata alla Hall of Fame Viola edizione 2012, ma anche quelle umane e quale esempio Brizi possa essere per i giovani che si stanno affacciando al mondo del calcio e dello sport in generale. Grande libero difensivo, soprannominato per la grande classe con cui ricopriva il ruolo “Brizinbauer”, con chiaro riferimento al “Kaiser” Franz Beckenbauer, l’intitolazione dello stadio in suo onore coincide con l’investimento che l’Amministrazione ha fatto nello stadio per farlo tornare a essere un gioiello grazie ai lavori di riqualificazione che inizieranno a maggio. Al termine della cerimonia sono scese in campo le squadre della categoria Giovanissimi della SS Maceratese 1922, Porto Recanati A.s.D. e Robur 1905 che hanno dato vita a un triangolare. La scelta di intitolare lo stadio a Pino Brizi di giovedì pomeriggio aveva acceso qualche critica da parte della tifoseria biancorossa, che avrebbe preferito un’occasione diversa per celebrare un momento così importante. L’assessore allo sport, al turismo e agli eventi Riccardo Sacchi ha specificato le motivazioni che hanno portato a una scelta del genere, legata ai lavori di ristrutturazione che interesseranno lo stadio di Macerata dal prossimo maggio. Una volta terminati ci sarà poi un ulteriore cerimonia, di portata superiore. “Abbiamo scelto di celebrare questo giorno storico oggi perché tra 15 giorni inizieranno gli interventi di ristrutturazione e quindi avremmo poi dovuto attendere due anni, ha specificato Sacchi. È chiaro poi che a lavori ultimati, nella primavera del 2026, ci stiamo già muovendo per organizzare una vera e propria inaugurazione dell’impianto rinnovato con una partita di calcio di prestigio. Una nazionale under 21 o addirittura la Fiorentina. In quel caso ci sarà una cerimonia a tutto tondo, che rappresenterà una festa per la città, in grado di riconsegnare a Macerata un vero e proprio gioiello per tutte le attività sportive che potrà ospitare”.    

18/04/2024 18:54
Civitanova, il curioso caso dell’Equipe Calcio: quando la bellezza del calcio non si misura sui risultati

Civitanova, il curioso caso dell’Equipe Calcio: quando la bellezza del calcio non si misura sui risultati

Al Comunale di Villa San Filippo è andata in scena venerdì sera la partita fra Stese ed Equipe Calcio, valida per la venticinquesima giornata del girone E di Terza Categoria. Un vero e proprio testacoda, con la Stese prima della classe e prossima a laurearsi campione che ha infatti affrontato l’ultima in classifica: l’Equipe Calcio, squadra del quartiere Risorgimento di Civitanova. La partita è terminata con un netto 4-0 in favore dei padroni di casa, grazie alla tripletta di Alessandrini e al gol del bomber Cancellieri. Nulla di strano dunque sin qui, se non fosse per i tanti tifosi arrivati da Civitanova che hanno sostenuto a gran voce la propria squadra anche sotto di 4 reti, in quella che è stata la diciassettesima sconfitta della stagione. Un esempio lampante ed encomiabile del “tifare al di là del risultato”. “Sembra una cosa anomala essere in questa posizione precaria di classifica e avere tutti questi ragazzi sempre presenti”. Commenta Mister Alessandro Giorgi. “Nell’ultima partita in casa c’erano più di 200 persone. Questo ci dà sicuramente una bella dose di forza per affrontare le partite nel migliore dei modi”. Una società nata quest’anno l’Equipe Calcio del presidente Manuel Ripani che, come confermato dal proprio allenatore, sapeva di incontrare difficoltà in questa prima stagione. Nonostante una posizione di classifica deficitaria, la squadra sta richiamando tanti tifosi al proprio seguito. Questo ci dimostra come la bellezza del calcio non si misuri solo in base ai successi sul campo, ma anche sulla passione e il sostegno incondizionato dei tifosi. Forse è proprio questa l'essenza principale di questo sport: la capacità di creare comunità, di ispirare speranza e di portare gioia, indipendentemente dal livello di gioco.

13/04/2024 12:30
Eccellenza: Chiesanuova-Osimana si gioca a Villa San Filippo, ma con un occhio al Polisportivo

Eccellenza: Chiesanuova-Osimana si gioca a Villa San Filippo, ma con un occhio al Polisportivo

Il match valido per la ventottesima giornata di Eccellenza Marche fra Chiesanuova e Osimana si giocherà domenica 14 aprile alle ore 16:00 a Villa San Filippo. Per motivi di ordine pubblico la partita dell’ex per Mister Mobili non potrà infatti essere ospitata dal Sandro Ultimi di Chiesanuova. Dovrebbe cambiare poco per la squadra di Mister Mobili, che ha giocato praticamente l’intero girone di andata sul sintetico di Villa San Filippo ottenendo vittore importanti. I biancorossi, al terzo posto in classifica con 3 punti di distacco dalla capolista Montefano e 2 dalla Civitanovese seconda, osserveranno con particolare attenzione lo scontro al vertice di domenica fra viola e rossoblù, sperando in un risultato favorevole dal Polisportivo che potrebbe rendere ancora più entusiasmante questo finale di stagione. Nel frattempo, il Chiesanuova dovrà vedersela con un’Osimana in crescita, che viene da due vittorie consecutive. Con una vittoria Mongiello e compagni potrebbero ottenere già dal prossimo turno la matematica qualificazione ai playoff. Un risultato che sarebbe storico per la squadra della piccola frazione di Treia, che proprio contro l’Osimana lo scorso anno ottenne la salvezza e che quest’anno invece lotta per i vertici della classifica del massimo campionato regionale.

10/04/2024 18:09
Il buco nero e come colmarlo: Flavio Tranquillo a Unimc per raccontare la strategia della paura (FOTO e VIDEO)

Il buco nero e come colmarlo: Flavio Tranquillo a Unimc per raccontare la strategia della paura (FOTO e VIDEO)

Il terzo appuntamento del ciclo di seminari "Pagine di Storia" organizzato dal Professor Angelo Ventrone ha portato all’Università di Macerata la preziosa testimonianza del giornalista Flavio Tranquillo. "The Voice", idolo di tanti appassionati di sport e conosciuto come la voce della pallacanestro italiana, ha realizzato lo scorso anno la serie tv "Il Buco nero: storia critica delle strategie della paura". Il titolo si ispira al cratere scavato dall'esplosivo di Piazza Fontana il 12 dicembre 1969, ma il contenuto rimanda a un periodo lunghissimo, a grandi linee dal 1947 al 1994, ancora irrisolto a livello collettivo. I contenuti e i casi irrisolti analizzati nella serie sono stati proposti ai tanti studenti intervenuti nell’aula blu del Polo Pantaleoni, in un dialogo fra due grandi esperti di storia contemporanea e di strategia della paura come Angelo Ventrone e Flavio Tranquillo. "Ho scelto il buco nero perché da una parte volevo evocare il fatto che il buco c’è e dall’altra che allo stesso tempo si può colmare - afferma il noto giornalista di Sky - Per farlo però bisogna mettersi d’accordo su cosa significa colmare il buco, intendendo questo processo come la volontà di capire ogni giorno un pezzettino di più, mettendo a fattor comune le capacità di ognuno. Possiamo in questo modo portare il nostro mattone, che non è un fatto di buonismo, ma semplicemente un esercizio di vita civile migliore rispetto all’alternativa opposta". Il ciclo di seminari Pagine di Storie sta permettendo agli studenti del Dipartimento di Scienze Politiche, della Comunicazione e delle Relazioni Internazionali di approfondire aspetti rilevanti su vicende storiche affrontate all’interno dei rispettivi corsi di laurea. Un’opportunità unica e una questione che va assolutamente studiata, come sottolineato dallo stesso Flavio Tranquillo: "Il corso base universitario evidentemente non può approfondire ogni singolo aspetto della storia. La stessa strategia della paura, che ogni giorno che passa è sempre più storia e sempre meno cronaca, anche se abbiamo anche tante questioni aperte, è una di quelle cose che va studiata. Non va risolta domani, ma va studiata oggi".  

10/04/2024 15:22
La storia della Dc a Unimc, l'ex ministro Scotti: "Falcone fu ostacolato. I colletti bianchi la mafia più pericolosa" (VIDEO e FOTO)

La storia della Dc a Unimc, l'ex ministro Scotti: "Falcone fu ostacolato. I colletti bianchi la mafia più pericolosa" (VIDEO e FOTO)

Si è tenuto lunedì pomeriggio presso l’aula blu del Polo Pantaleoni il secondo appuntamento di "Pagine di Storia", il ciclo di seminari organizzato dal professor Angelo Ventrone volto a ripercorrere le pagine salienti della storia contemporanea italiana e internazionale.   L’incontro di lunedì 8 aprile è stato dedicato alla storia della Democrazia Cristiana, ripercorrendo le vicende che l'hanno interessata dal 1943 al 1993. Per farlo sono stati preziosissimi gli interventi di grandi esponenti politici, che hanno potuto vivere in prima persona le tumultuose vicissitudini di quegli anni. Su tutti l’importante testimonianza portata da Vincenzo Scotti, una vita ai vertici della politica italiana, come ministro dell’Interno nel governo Andreotti e ministro degli Esteri nel governo Amato. Hanno preso parte alla discussione, moderata dal professor Ventrone, anche lo storico Guido Formigoni e l’ex parlamentare Alessandro Formigoni. L’occasione è stata propizia anche per la presentazione di due volumi dedicati alla storia della Democrazia Cristiana in Italia. Il primo, "Storia della Democrazia cristiana 1943-1993”, scritto da Guido Formigoni, Paolo Pombeni e Giorgio Vecchio, ha aperto la discussione sul concetto di "partito della nazione" e su come la Dc abbia contribuito alla ricostruzione democratica e costituzionale del paese, proiettandolo in un inedito orizzonte europeo. Il secondo volume, "Sorvegliata speciale. Le reti di condizionamento della Prima repubblica", scritto da Vincenzo Scotti, si è proposto di "capire cosa è stato il condizionamento delle grandi potenze e dei grandi flussi finanziari, fra cui la criminalità stessa, che in Italia hanno impedito un cambiamento", come dichiarato dall'ex ministro stesso.   In tal senso, molto toccante, è stata la testimonianza di Enzo Scotti sull’uccisione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, negli anni in cui egli ricopriva proprio il ruolo di Ministro dell’Interno. Particolarmente interessato è stato l’aneddoto raccontato da Scotti sull'iniziale bocciatura di Falcone come procuratore antimafia nazionale, ostacolato in quel caso nella sua coraggiosa battaglia contro la mafia. Scotti si è anche espresso sull’attuale situazione del nostro Paese, schierandosi apertamente contro "la mafia dei colletti bianchi", apostrofata come "l’organizzazione più pericolosa in Italia". Questo secondo appuntamento con “Pagine di Storia” ha permesso dunque ai tanti studenti intervenuti di poter rivivere, attraverso la voce dei protagonisti dell’epoca, un periodo storico affrontato da un partito che ha profondamente segnato la storia del nostro paese. Enzo Scotti al termine dell’incontro ha dichiarato: "Sono molto contento di aver incontrato questi giovani nell’Università di Macerata, perché il dialogo con loro deve essere molto intenso, dal momento che hanno una grande responsabilità sulle spalle e devono assumere un’eredità, conoscere e avere il coraggio di fare scelte forti. Il mondo ha bisogno di loro, altrimenti finiremo in un vicolo cieco di guerre e distruzioni". Particolarmente soddisfatto al termine dell’incontro anche Angelo Ventrone, direttore del dipartimento di Scienze Politiche della Comunicazione e delle Relazioni Internazionali. Il professore ha infatti affermato: "Abbiamo parlato della nostra storia recente, che per i ragazzi sembra preistoria ma invece condiziona ancora il nostro presente. Una storia che ha visto l'Italia diventare un grande paese industriale e una delle democrazie più sviluppate al mondo, chiaramente con tutte le luci e le ombre del caso. Abbiamo potuto ascoltare la voce diretta di uno dei protagonisti, Vincenzo Scotti, che ci ha raccontato cosa successe nel ministero che guidava dopo l’uccisione di Falcone e Borsellino nei primi anni 90’. Credo che per i ragazzi sia stata una lezione importante per capire come si difende la democrazia, come essa vive all’interno del palazzo e come si difese dalle diverse aggressioni subite in quegli anni". Il ciclo di seminari "Pagine di storia" ospiterà altri cinque incontri da qui a maggio. Questo pomeriggio, dalle 17:00, si discuterà della strategia della tensione con il giornalista Flavio Tranquillo. Conosciuto ai più come "la voce della pallacanestro italiana", negli anni si è anche dedicato all'approfondimento della strategia della paura, grazie alla serie Sky "Il buco nero". 

09/04/2024 13:00
Eccellenza, la fisarmonica suona solo per il Castello. Rata appesa solo alla matematica per i playoff

Eccellenza, la fisarmonica suona solo per il Castello. Rata appesa solo alla matematica per i playoff

Ultima chiamata stagionale per i playoff per la Maceratese, che al Mancini fa visita ad un Castelfidardo in grande spolvero e reduce dall’exploit di Civitanova, nella giornata che aveva preceduto la sosta. Partono forte i padroni di casa, con un centrocampo dinamico e molto strutturato fisicamente. Al 9’ la prima conclusione della partita è di Braconi, mentre al 15’ ai fidardensi viene annullato un gol per fuorigioco. La Maceratese si affaccia per la prima volta dalle parti di Sarti al 19’, con la conclusione di D’Ercole però innocua. Ancora biancorossi in avanti, col colpo di testa di Minnozzi che non va a segno. Al 33’ Cannoni prende le misure con un tiro da fuori che finisce a lato. Al 37’ invece ancora il mediano biancoverde, che questa volta pesca il jolly con una gran conclusione dal limite dell’area. La reazione della Maceratese arriva al 43’, con il colpo di testa di Sensi fuori di poco. È l’ultimo sussulto di un primo tempo che si chiude con il Castelfidardo in vantaggio. Al rientro dagli spogliatoi, Pagliari dopo una lunga cavalcata palla al piede mette alto sopra la traversa. Al 50’ però arriva il raddoppio biancoverde: una conclusione da fuori non irresistibile viene deviata da Amico sui piedi di Fossi, che da due passi non può sbagliare. Per la Maceratese si fa molto dura, con il Castelfidardo in pieno controllo del match e del risultato. Ruani opta dunque per una tripla sostituzione, rilevando Perri, Minnozzi e Ruani per Damiano, Di Ruocco e Massei. Cambi che danno i suoi frutti, grazie soprattutto alla frizzantezza portata dall’ex Atletico Ascoli sulla fascia sinistra. Proprio dalla sinistra arriva il cross di Nicolosi che porta al gran gol di D’Ercole in sforbiciata al 66’. Il gol che accorcia le distanze dà vita ad un’ultima fase di partita in cui la Maceratese tenta il tutto per tutto per arrivare al pareggio. Al 76’ però è il Castelfidardo a fallire il match ball per chiudere la partita con Nanapere. Subito dopo è ancora D’Ercole ad avere l’occasione per la doppietta, ma la sua conclusione viene parata da Sarti. La squadra di Giuliodori difende a pieno regime nel finale e riesce a portare a casa una vittoria che vale tantissimo per quanto riguarda l’accesso ai playoff. Dall’altra parte la sconfitta tiene la Maceratese appesa solo alla matematica nell’intasata corsa playoff, che vede ora tre squadre davanti alla compagine biancorossa.

07/04/2024 19:02
Copyright © 2020 Picchio News s.r.l.s | P.IVA 01914260433
Registrazione al Tribunale di Macerata n. 4235/2019 R.G.N.C. - n. 642/2020 Reg. Pubbl. - n. 91 Cron.